Covid-19: interesse su farmaco olandese. Cercasi volontari per farsi infettare in UK

Covid-19: interesse su farmaco olandese. Cercasi volontari per farsi infettare in UK

A Londra succede qualcosa di davvero singolare. La società farmaceutica inglese Hvivo sta cercando volontari che accettino, per la somma davvero modica di 35oo sterline, circa 4000 euro,  di farsi infettare da due ceppi di virus simili al Covid-19 e aiutare così gli scienziati a trovare un vaccino.

Sui volontari verranno iniettati due ceppi più deboli del Covid-19 (OC43 e 229E), che causano sintomi respiratori simili al coronavirus ma meno gravi.
I pazienti rimarranno in isolamento per due settimane, dovranno osservare una dieta specifica e non potranno fare esercizio fisico. Al termine delle due settimane, verrà loro somministrato un vaccino sviluppato dai laboratori di Hvivo. I volontari (ne saranno reclutati 24 dai ricercatori del Queen Mary BioEnterprises Innovation Centre di Whitechapel, proprietà di Hvivo) rimarranno poi in quarantena sotto osservazione dell’European pharmaceutical manufacturer.

Roma, 16 marzo – Mentre in Italia  – dopo i riscontri positivi  seguiti all’uso off label di tocilizumab su alcuni pazienti affetti da polmonite da coronavirus a Napoli, a Roma, Fano, Bergamo e Milano –  l’Aifa ha autorizzato l’uso del farmaco della Roche su altri 250 pazienti affetti da Covid-19, dall’Olanda  arriva la notizia di un nuovo farmaco.





Si tratta di un anticorpo monoclonale, che sarebbe in grado di riconoscere la proteina che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane. Una ricerca è stata pubblicata sul sito BioRxiv dal gruppo dell’Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang.
Legandosi alla proteina “spike”, che si trova sulla superficie del Sars-CoV-2, l’anticorpo monoclonale le impedisce di agganciare le cellule e in questo modo rende impossibile al virus di penetrare al loro interno per replicarsi. Serviranno ovviamente ancora mesi prima che il farmaco sia disponibile, dopo le necessarie sperimentazioni per avere le risposte su sicurezza ed efficacia.

“Ora stiamo cercando di coinvolgere un’azienda farmaceutica in grado di produrre l’anticorpo su larga scala” ha spiegato uno dei ricercatori, Frank Grosveld“Prima di poter essere commercializzato però, l’anticorpo deve attraversare una fase di sviluppo lunga ed essere testato per le proprietà tossicologiche. Questo processo è ora in corso”.

Ma il fermento alla ricerca di terapie efficaci contro Covid-19 “contagia” l’intera comunità scietifica internazionale: in Italia e in altre parti del mondo si parla della possibile efficacia contro il coronavirus dei farmaci antiretrovirali usati per contrastare l’Aids, nonché della possibilità di utilizzare il plasma delle persone guarite. Il plasma presenta alti livelli di anticorpi e secondo il protocollo firmato in Italia da alcuni centri regionali, con capofila il Policlinico San Matteo di Pavia, sarebbe davvero un ottimo alleato contro l’epidemia di Covid-19.
Per le infusioni di plasma ai malati si attende adesso il via libera dell’Istituto superiore di sanità.

FONTE: rifday.it
IMMAGINE:  pixabay.com

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