È una settimana di grandi soddisfazioni per Benedetta Trudesti. La pittrice di Spoleto Arte è stata recentemente protagonista di un servizio del Tgcom24. Sul format Arte in quarantena, la pittrice nota per i suoi dipinti dagli sfondi rossi continua a incuriosire e ad appassionare il pubblico di spettatori. E la curiosità non manca nemmeno a noi, che abbiamo voluto farle qualche domanda.
Cosa ne pensa del format “Arte in quarantena”: le piace l’iniziativa pensata per portare l’arte nelle case degli italiani durante la quarantena?
Certo che sì! L’arte da sempre è un veicolo di emozione, stupore, studio e ricerca. In questo tempo, in cui la nostra vita si imprime di incertezze, possiamo spostare lo sguardo oltre, verso qualcosa che aiuta lo spirito. La visione dell’arte è una presenza importante in questo periodo di isolamento.
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Secondo lei, cosa dovrebbe fare l’arte in questo momento?
Dal mio punto di vista è fondamentale l’incontro con l’Arte che è in grado di foggiare una sorta di creatività collettiva, ovvero una condivisione universale, il risveglio delle coscienze: ci si sente ingabbiati come in un vortice che evolve velocemente, di conseguenza la realtà diventa pesante e motivo di sofferenza. Si percepisce la necessità di ritrovarsi, di riscrivere lo spazio e il tempo in una sinergia, in un turbinio di emozioni che portino a un coinvolgimento.
E a proposito di coinvolgimento… Nelle sue opere il colore rosso balza subito agli occhi. Impossibile non domandarsi quale sia il motivo dietro a questa scelta…
Esse vivono un’esperienza di vita. L’esperienza che mi ha proiettato verso un qualcosa che intuivo ma non sapevo cosa fosse. Man mano che il tempo passava cercavo di cogliere tutto quello che mi rendeva felice interiormente. Andavo alla ricerca del particolare, un percorso che scrutava l’essenza dell’io in un contesto di intenso colore, ove emerge una passione intrinseca. È l’io che matura e che ritrova la forza nella fragilità, consapevole del tortuoso cammino.
Che cosa cerca nei suoi ritratti?
Questa è una bella domanda!
Allora, tratti, movenze e pennellate trasudano di molecole dinamiche, guidate dal conscio e dall’inconscio di cui l’anima diventa una specie di “specchio”. Uno specchio che lascia riflettere l’essenza di un io nuovo, che lascia riscoprire l’essenza della vita in nuovi volti.
In questi volti ci sono tantissime espressioni, specie in quelle dei bambini. Come sceglie i suoi soggetti?
I volti sono il punto focale delle opere. Il tutto prende forma da un connubio fra idea, progetto e interiorità. Le espressioni indicano la capacità di ricercare lo sguardo di bimba dove si cela il desiderio dell’artista. I soggetti sono scelti da un’intuizione “inconscia” e profonda.
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C’è un quadro a cui è particolarmente legata?
No, perché ogni lavoro nasce, prende forma, si plasma e acquista coscienza dall’intimo. Perciò l’uno non esclude l’altro, essi fanno parte di un grande disegno, cioè l’infinito (come i tanti tasselli della vita).
Come ha conosciuto Spoleto Arte?
Spoleto Arte l’ho conosciuta tramite vari eventi di rilievo, e con stupore in un momento così inconsueto.
Qual è il suo prossimo progetto?
Il mio prossimo progetto è tutto da scrivere, perché nasce e prende forma dalla vita stessa.
Covid, vaccino anglo-italiano in studio a Oxford, forse 100 milioni di dosi a dicembre
Roma – Si accelerano i tempi per il vaccino anti-Covid al quale sta lavorando lo Jenner Institute della Oxford University, in un programma al quale partecipa fin dall’avvio l’azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia. Nella squadra al lavoro per la definitiva messa a punto del vaccino è entrata infatti la multinazionale farmaceutica AstraZeneca, stringendo un accordo con l’Università di Oxford in base al quale sarà responsabile dello sviluppo, della produzione e distribuzione del vaccino a livello mondiale. Un primo stock del vaccino, secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, potrebbe essere disponibile già a dicembre.
“Vogliamo essere pronti con 100 milioni di dosi entro la fine dell’anno e poi ampliare” ha annunciato al Financial Times il chief executive dell’azienda Pascal Soriot.
Imporre un’accelerazione ulteriore al candidato vaccino (contrassegnato dalla impronunciabile sigla “ChAdOx1 nCoV-19”) è l’obiettivo della partnership italo-inglese, che per la durata della pandemia ha già lasciato intendere di voler adottare per l’immissione del vaccino sul mercato un modello not for profit, ovvero senza margini di profitto.
La sperimentazione clinica sull’uomo, dopo i risultati positivi già ottenuti in laboratorio e sulle scimmie, è partita in 5 centri in Inghilterra lo scorso 23 aprile su 550 volontari sani e su altri 500 cui verrà somministrata una soluzione placebo.
Al momento, risulta che il vaccino sia stato somministrato ad oltre 320 volontari sani evidenziando di essere “sicuro e ben tollerato” e i risultati di questa prima fase sono attesi, come già riferito dal nostro giornale, “entro maggio”. Poi, già a partire da giugno, la sperimentazione sarà allargata ad un campione più ampio di 5.000 soggetti.
Il vaccino anglo-italiano parte da expertice consolidate. Quella della Advent-Irbm riguarda l’utilizzo dell’adenovirus, un virus influenzale, impiegato depotenziato per trasportare il gene Spike sintetizzato del SarsCov2 nell’organismo umano. Come se fosse un ‘cavallo di Troia’, quando l’adenovirus ‘trasportatore’ entra nell’organismo, quest’ultimo reagisce e crea anticorpi. Quella dello Jenner Institute della Oxford University deriva invece dal fatto di aver già testato e utilizzato sull’uomo in Arabia Saudita un vaccino simile anti-Mers.
“Se la sperimentazione clinica darà esiti positivi, come lasciano sperare i test di laboratorio e su animali” ha dichiarato all’agenzia Ansa il presidente di Advent-Irbm Piero Di Lorenzo (nella foto)“entro fine anno avremo la disponibilità di un primo stock. Basterà per iniziare la vaccinazione su fasce più fragili della popolazione. Per produrre miliardi di dosi per la popolazione generale saranno necessari ovviamente tempi più lunghi, ma l’ingresso del colosso AstraZeneca accelererà sicuramente la capacità produttiva”.
Che cos’è il coronavirus, come è iniziato e quanto è importante?
Le risposte a tutte le tue domande sulla diffusione dell’epidemia in tutto il mondo
Il nuovo coronavirus (Covid-19) si è diffuso in quasi tutti i paesi del mondo da quando è emerso per la prima volta in Cina all’inizio dell’anno. È noto che oltre 4,4 milioni di persone sono infette e sono state registrate oltre 307.000 morti, tra cui 34.466 nel Regno Unito .
Che cos’è un coronavirus?
I coronavirus sono una famiglia di virus che causano malattie negli animali. Sette, incluso il nuovo virus, hanno fatto il salto nell’uomo, ma la maggior parte causa solo sintomi simili al freddo .
Covid-19 è strettamente correlato alla sindrome respiratoria acuta grave (SARS) che ha spazzato il mondo dal 2002 al 2003. Quel virus ha infettato circa 8.000 persone e ucciso circa 800 ma presto si è esaurito, in gran parte perché la maggior parte di quelli infetti erano gravemente malati quindi era più facile da controllare.
Un altro coronavirus è la sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS) , i cui casi si sono verificati sporadicamente dalla sua prima apparizione nel 2012 – ci sono stati circa 2.500 casi e quasi 900 morti.
Covid-19 è diverso da questi altri due coronavirus in quanto lo spettro della malattia è ampio, con circa l’80% dei casi che porta a una lieve infezione. Ci possono anche essere molte persone che portano la malattia e non mostrano sintomi, rendendo ancora più difficile il controllo.
Finora, circa il 20% dei casi di Covid-19 è stato classificato come “grave” e l’attuale tasso di mortalità varia tra lo 0,7% e il 3,4% a seconda della posizione e, soprattutto, dell’accesso a buone cure ospedaliere.
Gli scienziati cinesi ritengono che Covid-19 sia mutato in due ceppi , uno più aggressivo dell’altro, il che potrebbe rendere più complicato lo sviluppo di un vaccino.
Come è iniziato l’epidemia?
Si ritiene che la fonte del coronavirus sia un “mercato umido” a Wuhan che vendeva sia animali morti che vivi, compresi pesci e uccelli.
Tali mercati comportano un rischio maggiore di virus che salta dagli animali agli esseri umani perché gli standard di igiene sono difficili da mantenere se gli animali vivi vengono tenuti e macellati in loco. In genere, sono anche densamente compatti che consentono alla malattia di diffondersi da una specie all’altra.
La fonte animale di Covid-19 non è stata ancora identificata, ma si ritiene che l’ospite originale sia un pipistrello. I pipistrelli non sono stati venduti al mercato di Wuhan ma potrebbero aver infettato polli vivi o altri animali venduti lì.
I pipistrelli ospitano una vasta gamma di virus zoonotici tra cui Ebola, HIV e rabbia.
Quanto è grande la pandemia?
La malattia ha già preso piede in Europa, negli Stati Uniti e nel sud-est asiatico e sta iniziando a provocare scompiglio in Africa, America Latina e Sud America. L’Organizzazione mondiale della sanità è particolarmente preoccupata per la capacità dei paesi più poveri del mondo di controllare la malattia.
Quali sono i sintomi del coronavirus?
I sintomi iniziali includono febbre, tosse secca, stanchezza e una sensazione generale di malessere. Altri sintomi stanno emergendo come perdita di gusto, olfatto e problemi di stomaco.
Il coronavirus è nel Regno Unito?
Un totale di 240.161 persone nel Regno Unito sono risultate positive al virus.
Una persona anziana con problemi di salute di base è diventata la prima persona in Gran Bretagna a morire dopo essere stata diagnosticata la malattia, ha confermato il Royal Berkshire NHS Trust il 5 marzo. Da allora, sono morte in totale 34.466 persone.
Alla polizia sono stati consegnati poteri senza precedenti per costringere i soggetti a rischio di coronavirus in quarantena in mezzo ai timori che due medici generici potessero aver trasmesso il virus ai pazienti.
Tutti nel Regno Unito devono ora rimanere a casa, ha insistito Boris Johnson, poiché ha attuato la più grande limitazione delle libertà civili “in tempo di pace”.
Esiste una cura per il coronavirus?
Non esiste un trattamento specifico, anche se i medici stanno sperimentando farmaci esistenti per virus come Ebola, malaria e HIV. I primi risultati sembrano promettenti ma, fino a quando non saranno conclusi studi clinici completi, i medici non possono essere certi che i farmaci siano efficaci.
Il lavoro per sviluppare un vaccino sta accelerando, ma è improbabile che sia disponibile fino al prossimo anno.
Come si diffonde il coronavirus?
Come i bachi del raffreddore e dell’influenza, il virus si diffonde attraverso le goccioline quando una persona tossisce o starnutisce. Le goccioline atterrano sulle superfici e vengono raccolte dalle mani degli altri e diffuse ulteriormente. Le persone prendono il virus quando toccano le mani infette alla bocca, al naso o agli occhi.
Ne consegue che l’unica cosa più importante che puoi fare per proteggerti è mantenere le mani pulite lavandole frequentemente con acqua e sapone o un gel igienizzante per le mani.
Il coronavirus è disperso nell’aria?
Si discute se la malattia sia dispersa nell’aria: non ci sono ancora prove per questo, ma ciò potrebbe cambiare. I virus dispersi nell’aria persistono per un periodo di tempo più lungo di quelli diffusi dalle goccioline e possono anche essere diffusi nei sistemi di condizionamento e ventilazione.
Il consiglio attuale è che la malattia può essere diffusa solo tra contatti stretti, definiti come trascorrere più di 15 minuti entro 2 m da una persona infetta.
Chi ha avviato il coronavirus?
Varie folli teorie della cospirazione sono state diffuse sul fatto che il virus in qualche modo fuggì da un laboratorio cinese, sia per caso che per disegno. Tuttavia, questo è categoricamente falso e gli scienziati che studiano il suo codice genetico lo hanno collegato ai pipistrelli. Probabilmente saltò su un altro animale, che lo trasmise agli umani.
Il numero di malattie che attraversano dagli animali agli umani sta crescendo e le squadre di cacciatori di virus li stanno rintracciando.
Devo cancellare i miei piani di viaggio?
Il 17 marzo il Ministero degli Esteri ha consigliato ai cittadini britannici di evitare tutti i viaggi stranieri non essenziali per almeno 30 giorni. Il 4 aprile, l’FCO ha esteso questa guida, affermando: “Ora sconsigliamo a tutti i viaggi globali non essenziali – a tempo indeterminato. I viaggiatori potrebbero affrontare gravi disagi e non essere in grado di tornare nel Regno Unito”.
In ogni caso, diversi paesi hanno stabilito divieti di viaggio , impedendo l’ingresso a cittadini britannici e stranieri. Donald Trump ha annunciato il divieto di visitatori negli Stati Uniti dall’Europa e dal Regno Unito, mentre molti altri paesi non consentiranno l’ingresso ai cittadini britannici.
Quanto è grave la malattia?
Secondo i dati sui primi 44.000 casi pubblicati dalle autorità cinesi, l’80% dei casi è lieve.
In circa il 14% dei casi il virus provoca gravi malattie, inclusa la polmonite e respiro corto. In circa il cinque percento dei pazienti è fondamentale, portando a insufficienza respiratoria, shock settico e insufficienza multipla di organi.
Secondo l’OMS, il tasso di mortalità a Wuhan è del 2-4%, mentre nel resto della Cina è dello 0,7% circa.
Il tasso di mortalità in tutto il mondo varia notevolmente , e ci sono diverse ragioni per questo: gli esperti ritengono che potrebbe avere a che fare con il modo in cui vengono contate le morti, l’età delle persone colpite e lo stato del servizio sanitario in ogni paese.
Come si confronta questo coronavirus con le epidemie respiratorie passate?
L’influenza spagnola del 1918 – o il virus H1N1 – rimane la pandemia influenzale più devastante della storia moderna . La malattia ha colpito tutto il mondo e si stima che abbia causato tra 50 e 100 milioni di morti.
Un cugino dello stesso virus era anche alla base dell’epidemia di influenza suina del 2009, che si ritiene abbia ucciso ben 575.400 persone .
Altri importanti focolai di influenza includono l’influenza asiatica nel 1957, che causò circa due milioni di morti, e l’influenza di Hong Kong, che uccise un milione di persone 11 anni dopo.
C’è qualcosa che dovrei fare per impedire di rimanere contagiato?
Sì, ci sono molte precauzioni di base che puoi prendere per proteggerti dalla cattura di virus respiratori di questo tipo, oltre a seguire i consigli del governo e rimanere a casa.
Notte Europea della Geografia del 3 aprile 2020 – a causa del coronavirus solo un webinar gratuito
“Un modo per riorientarci in un mondo che sta cambiando in modo drammatico e che probabilmente non sarà più come prima”
Come cambia oggi il modo di pensare, fare, insegnare la geografia? Un webinar gratuito venerdì 3 aprile
“Questa Terra, questo virus: fare, pensare e insegnare geografia”
Venerdì 3 aprile, nel giorno originariamente dedicato alla Notte Europea della Geografia, il Coordinamento dei Sodalizi Geografici Italiani (SOGEI) propone “Questa Terra, questo virus: fare, pensare e insegnare geografia”, un evento webinar sulle conseguenze territoriali del Covid-19 e i rilevanti cambiamenti in atto (distanziamento sociale, vulnerabilità socio-economica e shock economico), nella consapevolezza che la riflessione sulla dimensione spaziale a livello locale, regionale e globale sia un aspetto centrale dell’analisi della diffusione, degli effetti e delle risposte alle epidemie.
«Nel rispetto della situazione davvero drammatica che vivono i familiari e amici delle vittime, i pazienti e il personale medico-sanitario che lottano ogni giorno, il Sogei ha deciso di non celebrare la Notte della Geografia» dichiara Carla Masetti, coordinatrice del Sogei «ma di organizzare questo webinar in coincidenza della data a essa dedicata, per confrontarci, riflettere e stimolare dibattiti e posizionamenti». Egidio Dansero, moderatore dell’iniziativa, aggiunge: «Come le altre scienze sociali abbiamo punti di vista importanti e utili sul mondo. Il webinar di venerdì sarà un luogo di confronto e stimolo, che non riflette certamente tutto il dibattito e la ricchezza di posizioni che ci sono e potrebbero esserci nella geografia italiana, ma che ha un valore di per sé, nel ritrovarci insieme, in bilico tra sgomento annichilente e speranza attiva».
Interverranno:
– Egidio Dansero (Università di Torino): introduce a nome del SOGEI e modera
– Franco Farinelli (Università di Bologna): Il rovescio della geografia. Rappresentare il mondo, il virus e la fine della modernità
– Vittorio Colizzi (Università di Roma Tor Vergata): Nascita e evoluzione della pandemia: quali lezioni ci sta impartendo Covid-19
– Emanuela Casti (Università di Bergamo): Perché proprio a Bergamo? Mapping riflessivo sul contagio del Covid-19
– Paola Pepe (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, responsabile scuola secondaria): Insegnare Geografia a distanza: educazione alla cittadinanza e formazione
– Filippo Celata (Università di Roma La Sapienza): Sul valore della prossimità in tempi di distanziamento sociale
Al Coordinamento dei Sodalizi Geografici Italiani (SOGEI) aderiscono: Associazione dei Geografi Italiani (AGeI), Associazione Italiana di Cartografia (AIC), Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG), Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici (CISGE), Società Geografica Italiana (SGI), Società di Studi Geografici (SSG).
INFORMAZIONI
– Webinar venerdì 3 aprile, dalle 18 alle 20
– Verrà utilizzata la piattaforma Webex events, che è accessibile via pc, tablet, smartphone, o con un applicazione o da browser (fa installare automaticamente un plugin). Password evento: sogei.
– Per chi avesse problemi di connessione si può partecipare anche attraverso una semplice telefonata al numero 02 30410440; codice di accesso: 846 341 280.
Don Giuseppe Berardelli morto per rinunciare al respiratore a favore di uno più giovane
23 marzo 2020
Sembra una frase fatta, “morto sul campo”. Don Giuseppe era arciprete di Casnigo ormai da quasi quattordici anni e avrebbe concluso la sua missione a Casnigo.
L’ha conclusa prima, in un ospedale, a Lovere, colpito dal coronavirus. Già lo scorso anno aveva avuto problemi di salute. Il suo sorriso perenne, la sua disponibilità, ma anche il suo attivismo nella realizzazione di opere importanti e costose, quel sorriso nascondeva le preoccupazioni.
“Era una persona semplice, schietta, di una grande gentilezza e disponibilità verso tutti, credenti e non credenti. Il suo saluto era ‘pace e bene’. Sempre cordiale e disponibile verso l’amministrazione pubblica, le associazioni e non solo quelle della parrocchia, partecipava a tutte le manifestazioni senza essere mai invadente.
Alla festa dei coscritti del ‘47 non mancava mai. Perfino per le veglie funebri chiedeva prima ai parenti se fosse gradita la sua presenza, per dire la discrezione che aveva.
Era amato da tutti, da Fiorano arrivavano ancora i suoi ex parrocchiani dopo anni a trovarlo. Ma aveva anche una capacità incredibile di risolvere i problemi economici, di bussare alle porte giuste per avere aiuti. Si muoveva con il suo ‘galletto’ e quel casco vecchio che sembrava quello di sturmtruppen, ha valorizzato i santuari (l’ultima grana era il tetto della Trinità…) e il recupero della sagrestia opera di Ignazio Hillipront .
E naturalmente il nuovo Oratorio, la sua opera maggiore che lo ha preoccupato parecchio. Un arciprete amato da tutti”. Questa la testimonianza di Giuseppe Imberti, a lungo sindaco di Casnigo. Don Giuseppe è “morto da prete”.
“E mi commuove profondamente il fatto che l’arciprete di Casnigo, don Giuseppe Berardelli – cui la comunità parrocchiale aveva comprato un respiratore – vi abbia rinunciato di sua volontà per destinarlo a qualcuno più giovane di lui”: le parole sono di un Operatore Sanitario di lungo corso della Casa di Riposo San Giuseppe di Casnigo.
Già, don Giuseppe al respiratore aveva rinunciato, anche se ne aveva bisogno, e questa è forse la miglior fotografia dell’anima di un sacerdote che negli anni trascorsi in Val Seriana aveva conquistato tutti: “Era un prete che ascoltava tutti, sapeva ascoltare, chiunque si rivolgeva a lui sapeva che poteva contare sul suo aiuto – comincia cosi il ricordo di Clara Poli, per anni sindaca di Fiorano, dove Don Giuseppe è stato a lungo parroco – per Fiorano è stato un ottimo parroco, grazie a lui e a don Luigi Manenti che era a Semonte, sono riuscita ad aprire il Centro di Auto Aiuto che ha permetto di aiutare tante famiglie e tanti ragazzi sbandati, senza di lui sarebbe stato impossibile.
Con lui l’amministrazione è riuscita a mettere in piedi il grande Cre che adesso è davvero diventato un punto di riferimento per tutti i giovani”. Clara si commuove: “Una grande persona”, poi sorride. “Lo ricordo sulla sua vecchia moto Guzzi, amava la sua moto, e quando lo si vedeva passare era sempre allegro e pieno di entusiasmo, ha regalato pace e gioia alle nostre comunità”.
L’Arciprete di Casnigodon Giuseppe Berardelli aveva 72 anni. Nato il 21 agosto 1947, era originario di Fonteno. Ordinato sacerdote il 30 giugno 1973, il suo primo incarico era stato di coadiutore nella parrocchia di San Giuseppe in città alta, quindi a Calolzio dal 1976 al 1984. Divenne in seguito parroco di Gaverina e dal 1993 parroco di Fiorano al Serio.
Nel 2006 la nomina ad arciprete di Casnigo. Aveva avuto problemi di salute ma lui combatteva col suo solito sorriso e quella grinta a chi si affida a Dio.
E’ morto all’ospedale di Lovere. Nessun funerale ma i casnighesi lo hanno salutato a modo loro, a mezzogiorno di lunedì 16 marzo si sono affacciati sul balcone di casa e lo hanno salutato con un applauso. Don Giuseppe, appena diventato Arciprete a Casnigo nel 2006 ha lavorato da subito al progetto di ristrutturazione del nuovo oratorio dedicato a San Giovanni Bosco e a San Giovanni Paolo II, il Papa di cui Casnigo conserva la talare-reliquia nel Santuario della Madonna d’Erbia. Don Giuseppe era un prete mariano, molto legato al Santuario ed era amato da tutti.
“Il suo è un arrivederci – conclude Clara Poli – non ci lascia soli, da lassù veglia su di noi e continua a scorrazzare fra le nubi con la sua motocicletta, chissà quanti progetti sta facendo lassù, anche per noi”….
Covid-19: interesse su farmaco olandese. Cercasi volontari per farsi infettare in UK
A Londra succede qualcosa di davvero singolare. La società farmaceutica inglese Hvivo sta cercando volontari che accettino, per la somma davvero modica di 35oo sterline, circa 4000 euro, di farsi infettare da due ceppi di virus simili al Covid-19 e aiutare così gli scienziati a trovare un vaccino.
Sui volontari verranno iniettati due ceppi più deboli del Covid-19 (OC43 e 229E), che causano sintomi respiratori simili al coronavirus ma meno gravi.
I pazienti rimarranno in isolamento per due settimane, dovranno osservare una dieta specifica e non potranno fare esercizio fisico. Al termine delle due settimane, verrà loro somministrato un vaccino sviluppato dai laboratori di Hvivo. I volontari (ne saranno reclutati 24 dai ricercatori del Queen Mary BioEnterprises Innovation Centre di Whitechapel, proprietà di Hvivo) rimarranno poi in quarantena sotto osservazione dell’European pharmaceutical manufacturer.
Roma, 16 marzo – Mentre in Italia – dopo i riscontri positivi seguiti all’uso off label di tocilizumabsu alcuni pazienti affetti da polmonite da coronavirus a Napoli, a Roma, Fano, Bergamo e Milano – l’Aifa ha autorizzato l’uso del farmaco della Roche su altri 250 pazienti affetti da Covid-19, dall’Olanda arriva la notizia di un nuovo farmaco.
Si tratta di un anticorpo monoclonale, che sarebbe in grado di riconoscere la proteina che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane. Una ricerca è stata pubblicata sul sito BioRxiv dal gruppo dell’Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang.
Legandosi alla proteina “spike”, che si trova sulla superficie del Sars-CoV-2, l’anticorpo monoclonale le impedisce di agganciare le cellule e in questo modo rende impossibile al virus di penetrare al loro interno per replicarsi. Serviranno ovviamente ancora mesi prima che il farmaco sia disponibile, dopo le necessarie sperimentazioni per avere le risposte su sicurezza ed efficacia.
“Ora stiamo cercando di coinvolgere un’azienda farmaceutica in grado di produrre l’anticorpo su larga scala” ha spiegato uno dei ricercatori, Frank Grosveld. “Prima di poter essere commercializzato però, l’anticorpo deve attraversare una fase di sviluppo lunga ed essere testato per le proprietà tossicologiche. Questo processo è ora in corso”.
Ma il fermento alla ricerca di terapie efficaci contro Covid-19 “contagia” l’intera comunità scietifica internazionale: in Italia e in altre parti del mondo si parla della possibile efficacia contro il coronavirus dei farmaci antiretrovirali usati per contrastare l’Aids, nonché della possibilità di utilizzare il plasma delle persone guarite. Il plasma presenta alti livelli di anticorpi e secondo il protocollo firmato in Italia da alcuni centri regionali, con capofila il Policlinico San Matteo di Pavia, sarebbe davvero un ottimo alleato contro l’epidemia di Covid-19.
Per le infusioni di plasma ai malati si attende adesso il via libera dell’Istituto superiore di sanità.
Coronavirus – cosa sta succedendo – i timori dei virus colpiscono l’Africa, i mercati, le chiese
PARIGI (AP) – 28 febbraio 2020 – Parchi di divertimento, eventi sportivi, raduni religiosi, persino scuola. Sempre più cose in una crescente fascia del mondo sono ora colpite dal nuovo virus. E questo è un guaio con i mercati finanziari globali poiché le attività di base, il commercio e il turismo soffrono delle interruzioni.
Immagine in evidenza: Un uomo che indossa una maschera facciale cammina all’ospedale della Yaba Mainland dove un cittadino italiano che è entrato in Nigeria martedì da Milano in viaggio d’affari, il primo caso del virus COVID-19 è in cura a Lagos in Nigeria venerdì, febbraio 28, 2020. Le autorità sanitarie nigeriane hanno segnalato il primo caso del paese di un nuovo coronavirus a Lagos, la prima comparsa confermata della malattia nell’Africa sub-sahariana.
Ecco alcuni degli ultimi sviluppi:
I PERICOLI DEL DIVERTIMENTO Mentre parti della Cina avevano già vietato eventi divertenti, i danni al resto del mondo dell’intrattenimento si stanno diffondendo rapidamente come il virus. La Disney ha chiuso i suoi parchi a Tokyo per due settimane, dopo aver fatto lo stesso a Shanghai e Hong Kong. La Corea del Sud esporta intrattenimento in tutto il mondo ma sta chiudendo i propri spettacoli, poiché le superstar del K-pop BTS hanno annullato una serie di concerti in programma a Seoul. Il Green Day ha fatto lo stesso. I team di Formula 1 sono preoccupati di poter viaggiare alle gare con la stagione che inizierà tra due settimane. E il governo svizzero sta vietando qualsiasi evento che coinvolga più di 1.000 persone. La più grande vittima: l’annuale Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra, uno degli eventi più importanti dell’industria automobilistica.
L’AFRICA È PROSSIMA? Il virus ha raggiunto ufficialmente l’Africa sub-sahariana, dal momento che la Nigeria ha riportato il suo primo caso. Il paziente è un viaggiatore italiano che è recentemente arrivato a Lagos, la più grande città dell’Africa, che ospita 20 milioni di persone. Negli ultimi giorni sono stati confermati casi isolati di virus in Egitto e Algeria nel Nord Africa, ma vi è una crescente preoccupazione che i casi in Africa non vengano segnalati. Quando l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato questo virus un’emergenza sanitaria globale il mese scorso, è stato proprio a causa della preoccupazione che potrebbe colpire i paesi con sistemi sanitari deboli. E questo è sempre più ciò che sta accadendo, dall’Africa all’Afghanistan e oltre.
COME CADONO I MERCATI, I LAVORI SONO PROSSIMI? Giù, giù, giù. Da Tokyo a Francoforte e New York, i mercati hanno continuato a calare e si stavano dirigendo verso la loro settimana peggiore dopo la crisi finanziaria del 2008. Un numero crescente di grandi aziende stanno emettendo avvisi di profitto e affermano che gli arresti delle fabbriche in Cina stanno interrompendo le catene di approvvigionamento. Il DAX tedesco ha registrato uno slittamento di oltre il 5%, Tokyo e Shanghai hanno chiuso in ribasso del 3,7% e venerdì i mercati di New York sembrano previsti ulteriori perdite. Con il virus confermato in quasi 60 paesi e i viaggi e il commercio ridotti, le aziende stanno affrontando decisioni difficili. British Airways ha avvertito di un colpo ai suoi guadagni mentre la gente rimandava o rinviava i viaggi. Philippine Airlines sta licenziando 300 membri del personale di terra nell’ambito di una ristrutturazione in corso che è stata aggravata dalle restrizioni di viaggio causate dal virus. Alcune compagnie aeree in Europa hanno cancellato i voli a causa della riduzione della domanda. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato in contatto con gli amministratori delegati per le preoccupazioni che potrebbe pesare sulla campagna elettorale.
RAZIONAMENTO SUPERMERCATO Lo shopping guidato dal panico che per la prima volta ha eliminato gli scaffali in Asia il mese scorso è arrivato in Europa quando i consumatori incerti si riforniscono.
Il supermercato online ceco Kosik.cz sta iniziando a limitare il peso massimo e il numero di articoli per consegna. Mentre la Repubblica ceca non ha segnalato un singolo caso di virus, alcuni singoli acquirenti hanno acquistato di recente una mezza tonnellata – o più – di merce. I fornitori non riescono a tenere il passo con il picco della domanda, che è persino più alto che durante la stagione dello shopping natalizio. Quindi Kosik.cz ora sta imponendo un limite di 50 chilogrammi (110 libbre) per consegna, sostenendo che è abbastanza per una singola famiglia.
MASK MADNESS Più che altro, gli acquirenti vogliono comprare maschere. Buona fortuna cercando di trovarne uno. La domanda è esplosa, anche se gli esperti affermano che la maggior parte delle persone non ha bisogno di coprirsi il viso. A complemento della carenza, anche le scorte diminuiscono perché ben la metà di tutte le maschere chirurgiche è prodotta in Cina.
Mentre le false voci incendiano i social network, gli acquirenti hanno svuotato gli scaffali dei negozi in Asia di carta igienica e tovaglioli nella convinzione che potrebbero essere usati come maschere improvvisate. Anche i più attenti alla moda sono coinvolti nella follia della maschera. Alcuni partecipanti li hanno indossati per sfilate di moda pronte da indossare a Parigi questa settimana.
Un designer ha inviato modelle sulla passerella indossando maschere abbinate ai loro vestiti.
I medici affermano che lavarsi le mani offre una protezione più sensata.
SPREAD SPOSTANTE Mentre sembrava iniziare in Cina e ha colpito i cinesi più duramente, il virus si sta diffondendo in tutti i modi. Il bilancio giornaliero dei virus della Corea del Sud è ora superiore a quello cinese. L’Iran ora ha più morti che ovunque fuori dalla Cina. I numeri dell’Italia sono balzati a più di 800. Dalla California alla Francia e oltre, sempre più casi stanno comparendo senza una fonte ovvia. E questo sta anche spostando la reazione. I governi stanno espandendo gli avvisi di viaggio, anche per i paesi alleati. Le autorità sanitarie di una provincia olandese vogliono annullare eventi pubblici in cui residenti olandesi e tedeschi si mescolano a causa del numero crescente di casi nella vicina Germania.
Parafarmacia: No ai veterinari. Assurda proposta Fofi in piena emergenza Covid-19 secondo Davide Gullotta della FNPI
Roma, 25 febbraio – “Assurdo che la Fofi continui a ignorare e addirittura osteggiare i farmacisti di parafarmacia, anche durante l’emergenza del coronavirus”.
Ad affermarlo, in un comunicato stampa diramato nella mattinata di oggi, è il presidente della Fnpi, la Federazione nazionale parafarmacie italiane, Davide Gullotta(nella foto), che stigmatizza duramente la proposta che la Federazione degli Ordini avrebbe avanzato nei giorni scorsi a proposito del regolamento europeo Ue 2019-6 sui medicinali veterinari, relativa all’abrogazione della norma che consente ai farmacisti in parafarmacia di dispensare i farmaci veterinari.
Gullotta contesta in primo luogo della scelta del momento: “la Fofi invia proposte per levare ai farmacisti di parafarmacia la possibilità di dispensare farmaci veterinari” proprio nel mezzo dell’emergenza coronavirus, quando cioè tutti i farmacisti delle parafarmacie (come peraltro quelli delle farmacie) sono quotidianamente impegnati a dare risposte ai spaventati dall’emergenza e cercano di fare del loro meglio per tranquillizzare e informare la popolazione, invitandola a seguire le regole del buone senso e le norme igieniche atte a prevenire la diffusione del virus e rilanciando al riguardo le linee guida emanate dal ministero, che – scrive Gullotta – “ci siamo impegnati a diffondere tra i nostri clienti”.
“In questo contesto la Fofi, invece di supportare tutti i farmacisti (sia quelli in farmacia che in parafarmacia), continua ad operare ignorando che in parafarmacia lavorano e operano dei colleghi” e, appunto, “si appiglia all’importante problema dell’antibioticoresistenza, che nulla ha a che vedere con la dispensazione del farmaco veterinario in parafarmacia, dove avviene con le stesse modalità e tutele applicate in farmacia”, per provare ad escludere gli esercizi di vicinato dall’esrcizio di questa prerogativa professionale. Ciò, continua Gullotta, “fingendo di ignorare che in parafarmacia fin da subito è stata adottata la ricetta elettronica veterinaria e che il farmaco veterinario viene sempre dispensato dal farmacista”.
Molto polemico l’affondo finale: “In questi anni, nonostante il presidente Mandelli ricopra il doppio ruolo di presidente della Fofi e parlamentare, non ha mai promosso alcun provvedimento atto a tutelare o valorizzare i colleghi di parafarmacia, ma, addirittura, è giunto a lanciare proposte idonee a danneggiarli ulteriormente, limitandone ancor più la possibilità di dispensare farmaci” scrive Gullotta, evidenziando come in questi anni i farmacisti delle parafamacie abbiano lavorato con i farmaci veterinari e “intensificato le collaborazioni proprio con i medici veterinari ricevendone attestati di stima e apprezzamento per la professionalità e disponibilità”.
Considerazioni concluse dal giudizio anticipato a inizio articolo: “Assurdo che la Fofi continui a ignorare e addirittura osteggiare i farmacisti di parafarmacia” e che, per di più, arrivi a farlo “durante l’emergenza del coronavirus”.
Coronavirus, Oms aumenta il livello di allerta: “Rischio globale elevato”
Roma. 28 gennaio – L’Oms corregge il tiro e, ammettendo un errore commesso nei suoi precedenti rapporti, che parlavano di rischio “moderato”, dichiara che il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è “elevato”. Si alza dunque la soglia di allarme in tutto il mondo per il virus 2019-nCoV: l’ultimo rapporto dell’organismo Onu, diffuso domenica sera, parla infatti di rischio “molto alto in Cina, alto a livello regionale e alto a livello globale”.
Gli agenti di polizia cinesi che indossano maschere si trovano di fronte alla Porta Tiananmen il 26 gennaio 2020 a Pechino, Cina. Getty Images
Gli ultimi numeri resi noti dalle autorità cinesi parlano di più di 40mila contagi e 106 morti, tra i quali uno a Pechino, il primo al di fuori della provincia di Hubei, focolaio dell’infezione. In Europa, dopo i tre registrati in Francia, si segnala un caso anche in Germania. Un contagio sarebbe stato rilevato ieri anche in Africa: se confermato, significherebbe che nessun continente è stato “risparmiato” dal nuovo coronavirus, arrivato al momento in una dozzina di Paesi, dal Nord America all’Europa, solo attraverso un piccolissimo numero di persone recatesi a Wuhan.
Nel nostro Paese, informa una nota ufficiale del ministero della Salute, “proseguono regolarmente i controlli e il monitoraggio costante” della situazione, sotto il coordinamento dell’apposita task force istituita dal titolare del dicastero Roberto Speranza, riunitasi anche ieri.
Sono oltre 400 le telefonate ricevute finora dalla sala operativa del numero verde 1500 per avere informazioni sul coronavirus (2019-nCoV), informa il ministero, mentre Speranza – a margine dell’audizione svolta ieri in Commissione Affari sociali della Camera – ha ribadito di essere “in contatto costante con la commissaria europea alla Salute e con i colleghi europei in attesa di un prossimo confronto, che ho proposto in un colloquio con il ministro della Salute croato, Paese che ha la presidenza di turno”.
Un esempio di come gli input e le indicazioni del ministero relative alle misure precauzionali e preventive da assumere, valutate in coordinamento con le Regioni, “discendano per li rami” e arrivino a chi dovrà tradurli in procedure concrete nel vivo del territorio arriva dalla Asl Rm4, che ha “giurisdizione” su una porta di ingresso importante al nostro Paese, il porto di Civitavecchia, dove sbarcano ogni giorno migliaia di persone.
Qui è stata istituita una sorta di “unità di crisi” permanente, guidata dal direttore generale della Asl Giuseppe Quintavalle e composta da rappresentanti del Comune, della Capitaneria di Porto, dell’Ufficio di Sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) e dai dirigenti delle diverse Uoc della AslRm4. Il tavolo di lavoro si occuperà di fronteggiare l’emergenza e mettere in campo adeguate misure di profilassi, già riunitosi ieri per esaminare e rendere subito operative le indicazioni contenute nella documentazione trasmessa dalla Regione Lazio.
Tra le decisioni subito assunte, quella di procedere con la massima urgenza (attraverso la direzione del servizio farmaceutico) a effettuare gli ordini relativi ai fabbisogni dei Dpi (mascherine chirurgiche, maschere facciali filtranti FP2/FP3, guanti monouso, camici impermeabili, copri capo e occhiali di protezione), insieme a disinfettanti, termometri a distanza e tamponi a secco per l’allestimento dei test microbiologici.
È stato inoltre deciso di rendere subito disponibili nelle sale di attesa di entrambi i Pronto soccorso della Asl Rm4 (Civitavecchia e Bracciano) dispenser con gel a base di ipoclorito di sodio per il frizionamento delle mani e verrà data indicazione a tutti i pazienti con febbre, anche mediante apposita cartellonistica, di utilizzare il gel e indossare le mascherine. Per quanto attiene al personale sanitario, lo stesso indosserà specifici Dpi soltanto in caso di pazienti anamnesticamente identificati come sospetti.
Per i test diagnostici (tampone nasale o orofaringeo) da inviare all’istituto L. Spallanzani secondo le modalità indicate dalla Regione in una nota trasmessa negli ultimi giorni, l’indicazione impartita è quella di utilizzare tamponi a secco ( senza gel ) umidificati con 5 ml di soluzione fisiologica. Verrà anche immediatamente sviluppata una procedura aziendale per la gestione dell’evento “polmonite da nuovo coronavirus” ed è anche emersa la considerazione di sviluppare una procedura operativa per la gestione dei percorsi nei luoghi aziendali di cura.
Tra le altre questioni prese in considerazione, quella di una stringente collaborazione tra Capitaneria di Porto e l’Usmaf territoriale. che dovrà essere contatato “ogni qual volta siano presenti sbarchi con personale in servizio provenienti da zone a rischio, così da gestire le singole situazioni in loco”. Analoga modalità andrà seguita per la gestione di passeggeri provenienti da aree a rischio, in modo che solo i pazienti con sintomatologia definita per sospetta polmonite da nuovo coronavirus verrebbero inviati al pronto soccorso, mentre i restanti passeggeri verrebbero posti in quarantena in un’area da meglio definire con il Comune.