Autore: Colombo

  • Indagine Doxa sull’impatto Covid sulle spese per il benessere

    Indagine Doxa sull’impatto Covid sulle spese per il benessere

    Indagine Doxa, l’impatto Covid sulle spese per il benessere: persi 6 miliardi rispetto al 2018

    Roma, 30 settembre – Gli italiani continuano a sentirsi bene e, in larga parte, a essere attenti alla cura di sé e della propria immagine, ma la crisi Covid-19 ha inevitabilmente fatto sentire i propri effetti, con ripercussioni sugli acquisti di prodotti e servizi per il benessere, scesi nell’ultimo anno a 37 miliardi di euro, contro i 43 miliardi del 2018 (rilevazione: ottobre 2018).

    Questo il dato principale che emerge dal Rapporto sull’Economia del benessere 2020, seconda edizione dell’indagine voluta da Philips e realizzata da Doxa per analizzare stili di vita, abitudini e tendenze di consumo degli italiani. Per quanto resti sostanzialmente invariata la quota di italiani che valutano positivamente il proprio stato di salute (81%), dall’indagine emerge un mutato orientamento nei confronti della prevenzione. Nel corso del 2020 si registra infatti un calo della frequenza delle visite al medico di famiglia e dello svolgimento di esami e accertamenti. Si è parzialmente supplito con consulti a distanza e online, al quale ha fatto ricorso il 56% degli italiani per quanto riguarda i medici di famiglia e il 35% per gli specialisti. 

    Il rapporto evidenzia come l’emergenza Covid-19 abbia generato contraccolpi significativi sulle pratiche e gli acquisti orientate alla prevenzione, alla sana alimentazione e alla componente edonistica del benessere. Sebbene la ripartizione del paniere di spesa sia in linea con quanto rilevato nella prima edizione della ricerca (40% della spesa riservato alla sana alimentazione, contro il 41% del 2018, 23% per la  cura del corpo vs il  24% 2018  e 19% per l’ attività fisica a fronte del  20% del 2018)  sono i numeri in termini assoluti a far emergere un quadro sostanzialmente diverso.

    La spesa in sana alimentazione ammonta infatti quest’anno a 14,9 miliardi di euro, registrando una contrazione del -15% rispetto ai 17,5 miliardi del 20; quella per la cura del corpo è scesa a 8,6 miliardi dai 10,2 miliardi della scorsa rilevazione (-15%), mentre quella per l’attività fisica è pari a 7,1 miliardi, segnando un decremento del -17% dagli 8,6 miliardi del 2018.

    “Dopo mesi di lockdown spiega una nota alla stampa “in cui i cittadini italiani sono stati soggetti a elevati livelli di tensione e incertezza, non e’ casuale che a reggere il confronto con la rilevazione precedente siano proprio la spesa per la gestione dello stress (4,8 miliardi  vs 4,9 miliardi 2018 pari a -2%) e per il sonno. Quest’ultima va addirittura in controtendenza, raggiungendo i 2,1 miliardi: una crescita del +16% rispetto agli 1,8 miliardi del 2018”.

    Sostanzialmente in linea con quelli nazionali i dati registrati nel Lazio, dove la spesa per il benessere ammonta a 3,8 miliardi di euro, dei quali il 39% è riservato alla sana alimentazione, il 23% alla cura del corpo e il 20% all’attività fisica.  Gli abitanti della nostra Regione sono tra quelli che più hanno ridotto la propria spesa per il benessere, una diminuzione di circa 900 milioni di euro rispetto al 2018, per un calo percentuale del 19% (significativamente più alto del  14% della media nazionale). Contrazioni si sono registrate in tutti i settori, dalla sana alimentazione alla cura del corpo, dall’attività fisica alla gestione dello stress. In controtendenza solo la spesa per la qualità del sonno, cresciuta a quasi 230 milioni di euro dai 170 milioni del 2018 (+33%).

    Quella sul versante della spesa sembra pero’ una delle poche conseguenze che il lockdown dovuto al Covid-19 ha avuto sugli abitanti della Regione. L’82% dei cittadini laziali valuta infatti positivamente il proprio stato di salute anche oggi, un dato in linea con la media nazionale e nettamente superiore a quello del 2018 (77%). Scende addirittura al 27% (contro il 31% del 2018) il numero di ‘stressati cronici’. In aumento solo la percentuale di quanti lamentano problemi di insonnia (59% vs 50% del 2018), una crescita comunque inferiore a quelle della media nazionale (salita al 59% dal 47% del 2018).

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE: pixabay.com

  • Covid19: perché gli uomini più colpiti delle donne secondo studio su Nature

    Covid19: perché gli uomini più colpiti delle donne secondo studio su Nature

    Covid19: perché gli uomini più colpiti delle donne secondo studio su Nature

    Roma, 31 agosto – Il coronavirus, come capita spesso di legge, è democratico: colpisce chiunque, indipendentemente dal genere, dall’età e dalla condizione sociale. Qualche “predilezione”, però, sembrerebbe averla, dal momento che le sue vittime preferite, dati alla mano, sembrano essere gli uomini di età più avanzata, che hanno il doppio delle probabilità di ammalarsi gravemente e morire rispetto alle donne della stessa età.
    I dati fin qui osservati dicono che per ogni 1.000 persone infettate dal coronavirus che hanno meno di 50 anni, quasi nessuna morirà.
    Per le persone sulla cinquantina e all’inizio della sessantina, circa cinque soccomberanno al virus, più uomini che donne.
    Il rischio, dunque, presenta una forte correlazione con l’età,  salendo rapidamente con il passare degli anni. Per ogni 1.000 persone sulla metà dei settant’anni o più che sono infette, circa 116 moriranno, secondo le evidenze emerse da alcuni dei primi studi dettagliati sul rischio di mortalità per Covid-19.

    Le tendenze nelle morti di coronavirus in base all’età sono state chiare sin dall’inizio della pandemia. I team di ricerca che esaminano la presenza di anticorpi contro il Sars-CoV-2 nelle persone nella popolazione generale – in Spagna, Inghilterra, Italia e Ginevra in Svizzera – hanno ora quantificato tale rischio, sul quale la ricerca medico-scientifica continua a indagare molto, come attesta un nuovo studio pubblicato su Nature, il primo ad esaminare la risposta immunitaria in base al sesso, che ha fornito un importante indizio: gli uomini producono una risposta immunitaria al virus più debole rispetto alle donne.

    Le donne hanno risposte immunitarie più veloci e più forti, forse perché i loro corpi sono “attrezzati” per combattere gli agenti patogeni che minacciano i bambini in grembo o neonati. Anche se nel tempo, un sistema immunitario in uno stato di allerta costante può essere dannoso. Lo studio si è concentrato in particolare sulle differenze di sesso nelle cariche virali, sui titoli anticorpali specifici per Sars-CoV-2, citochine plasmatiche e fenotipizzazione delle cellule del sangue nei pazienti Covid.

    I risultati hanno rivelato che i pazienti maschi avevano livelli plasmatici più elevati di citochine immunitarie innate come IL-8 e IL-18 insieme a un’induzione più robusta di monociti non classici. Al contrario, le pazienti di sesso femminile hanno avuto un’attivazione delle cellule T significativamente più importante rispetto ai maschi durante l’infezione.
    Questi risultati – concludono gli autori – forniscono una base importante per lo sviluppo di un approccio basato sul sesso al trattamento e alla cura di uomini e donne con Covid-19.

    Fonte: rifday.it
    Immagine: pixabay.com

  • Massimo Caramia racconta il suo marmo dai 1000 volti

    Massimo Caramia racconta il suo marmo dai 1000 volti

    Massimo Caramia - Elena Gollini Art blogger
    Spesso, capita di sentire parlare in modo discorsivo dei pregiati marmi originari della zona toscana di Seravezza. Tra questi, senza dubbio spicca in tutto il suo magnifico splendore il blocco denominato “Marmo dai 1000 volti” che appartiene alla famosa breccia medicea.
    Questo blocco, godo del Patrocinio istituzionale concesso dal Comune di Pietrasanta ed è protagonista di un importante progetto di ricerca compiuto in prima persona dal proprietario Massimo Caramia, che vanta una radicata e consolidata esperienza in materia, essendo un artista-artigiano del marmo di notevole autorevolezza.
    E proprio grazie e in virtù di questa sua capacità acquisita e perfezionata nel tempo, Caramia si sta dedicando anima e corpo per procedere nel progetto, investendo proprie risorse e proprie energie con caparbia e risoluta intraprendenza. A dare sostegno e supporto all’operato di Caramia, con la sua consulenza specializzata, è la dottoressa Elena Gollini che si occupa di curare e gestire tutta la pianificazione logistica della comunicazione promozionale del progetto di ricerca.

    L’articolo continua dopo l’immagine

     





    In particolare, la dottoressa Gollini ha rimarcato a riguardo: “Il lavoro fatto da Massimo è davvero ammirevole e sta dando risultati ottimali nella fase sperimentale compiuta con appassionato e accorato trasporto. Il blocco è un vero e proprio reperto storico di inestimabile valore artistico. Nella sua evoluzione naturale ha sviluppato al proprio interno un corposo circuito di immagini figurali di affascinante bellezza suggestiva.
    Sono come delle visioni sospese in bilico tra sogno e realtà, tra reale e immaginario, che emergono come per incanto e magia e si palesano nella loro misteriosa ed enigmatica essenza creativa”. E ha aggiunto ancora: “Volendo simbolicamente classificare e inquadrare questo blocco attribuendo e conferendo la rilevanza che merita, stiamo organizzando in modo tattico una sequenza di ulteriori fasi comprovanti, per arrivare ad un livello elevato di risonanza mediatica.
    Nel guardare e ammirare le figure insite nel blocco, si riesce davvero ad immergersi in una dimensione speciale, dove si dimentica la scansione temporale e cronologica e si intraprende un viaggio favoloso, come dentro una virtuale macchina del tempo. Il desiderio e l’intento di Massimo, è proprio quello di poter accompagnare e guidare in questo incredibile viaggio tutti quanti, con aperto spirito di condivisione e di aggregazione
    ”.

    POSTATO da elenagolliniartblogger

  • theguardian.com celebra il film l’allenatore nel pallone

    theguardian.com celebra il film l’allenatore nel pallone

    theguardian.com celebra il film “l’allenatore nel pallone”, Oronzo Canà ha segnato un’epoca in Serie A come Mike Bassett in Inghilterra

    Un film italiano del 1984 racconta la fine di un’era del calcio e, sebbene abbia alcune scene datate, ha contribuito a stabilire un’agenda a modo suo

    L'allenatore nel pallone - film con Lino Banfi

    Lino Banfi interpreta lo sfortunato manager di Serie A di Longobarda, un precursore del ruolo assunto da Ricky Tomlinson nel film inglese del 2001.




    Ma prima di Mike Bassett, c’era Oronzo Canà. Il primo era un immaginario allenatore di calcio inglese, interpretato da Ricky Tomlinson, che fu troppo promosso nell’allenamento della squadra nazionale in una commedia del 2001 che divenne un classico di culto. Quest’ultimo: un immaginario allenatore di calcio italiano, interpretato da Lino Banfi, che fu troppo promosso nell’allenamento di una squadra di Serie A in una commedia del 1984 che andò allo stesso modo.Entrambi costituiscono una piccola parte del mio patrimonio culturale, eppure la verità è che fino a poco tempo fa ne conoscevo solo uno. Nessuno dei due genitori si interessava molto al calcio e la piccola collezione VHS che abbiamo fatto sembrava rispecchiare principalmente l’entusiasmo di mio padre italiano per Goldie Hawn.
    L'allenatore nel pallone - Gasperini -AtalantaGian Piero Gasperini di Atalanta: “I giocatori che non sono abituati a lavorare sodo mi spaventano”Forse ha visto L’Allenatore nel Pallone, ma sicuramente mi ha superato. L’ho conosciuto molto più tardi, nelle pagine della Gazzetta dello Sport. Se c’è qualcosa di veramente sorprendente nel film di Banfi, è la frequenza a cui fa riferimento – anche oggi – dalla stampa sportiva italiana.Il titolo non si traduce facilmente. Prendendo le parole individualmente, potresti renderlo The Manager in the Football , ma essere “ nel pallone ” significa anche essere un disastro, confuso, in tutto il negozio. Riconoscendo questa sfumatura e decidendo di non trovare un’alternativa eloquente, i distributori pubblicarono la versione internazionale sotto l’istruttore ancora più insensato sulla spiaggia .


     

    C’è una singola scena girata sulla Copacabana di Rio, ma non è certo parte integrante della trama. Canà, nel frattempo, trascorre gran parte del film in uno stato di confusione. Apprende via TV di essere stato nominato manager di Longobarda, recentemente promosso in Serie A, quando il proprietario del club, Borlotti, lo nomina durante un’intervista dal vivo. Non per l’ultima volta, Canà sviene.

    L’appuntamento è uno stratagemma. Borlotti vuole che la sua squadra venga retrocessa, poiché i costi di funzionamento in Serie A sono più di quanto si possa permettere. Canà è il perfetto pacchiano: troppo ingenuo per mettere in discussione ciò che sta accadendo intorno a lui, ma abbastanza importante per credere di poter essere assunto nel merito delle sue idee tattiche.

    Laddove Bassett aveva “quattro-quattro-fottuto-due”, Canà presenta ai suoi giocatori un “cinque-cinque-cinque”. Riferendosi ai vari sistemi di marcatura zonale impiegati dai grandi gestori dell’epoca – da Nils Liedholm a Enzo Bearzot – dichiara che il suo è il primo “bi-zona” (sistema a due zone), con un gruppo di cinque difensori e un altro di cinque attaccanti, muovendosi fluidamente su e giù per il campo in modo che entrambi possano servire da centrocampo della squadra.
    L'allenatore nel pallone - Rivera-Liedholm

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    L’allenatore del Milan Nils Liedholm (a sinistra) e il suo capitano Gianni Rivera in panchina a San Siro. Fotografia: Carlo Fumagalli / AP




    Tra tutta questa confusione generale, la squadra avversaria andrà: ‘Haha! Cosa sta succedendo?’ E non capiranno nulla ”, afferma il manager allegramente. “Neanche noi”, arriva la risposta del suo capitano, Speroni.Il contrasto con Bassett non è casuale. Lo stereotipo dei manager inglesi all’inizio degli anni 2000 era che erano tatticamente ristretti, premiando la passione sopra ogni altra cosa. L’Italia era l’opposto: una nazione ossessionata dalle formazioni, dove ogni analista di poltrona conosceva meglio.
    L’Allenatore nel Pallone ha influenzato la cultura del calcio nazionale in un modo che – specialmente per il 1984 – è molto ben osservato. Ci sono gag sul match-fixing e sugli ultras, ma anche quelli più sottili sull’ossessione italiana nel valutare la possibilità di diversi risultati sul campo offrendo percentuali spurie. (Canà inizia dando alla sua squadra “il 3,5% di possibilità di vincere la Coppa Uefa e lo 0,07% di possibilità di vincere il campionato”.)

    Klopp - L'allenatore nel pallone - film con Lino Banfi

    Jürgen Klopp: sui vestiti, le chiavi dell’allenatore e i colloqui della squadra del Liverpool

    Alcune delle scene più divertenti ruotano attorno a ” il mercato ” – il mercato dei trasferimenti. In Italia, giocatori, manager, agenti e direttori di club si radunavano ogni estate in un hotel milanese per concludere affari e consegnare documenti direttamente ai dirigenti della lega. Le operazioni elaborate strutturate e gli accordi di comproprietà potrebbero spesso sembrare imperscrutabili per il fan medio.

    “Attraverso una serie di movimenti di giocatori da rilasciare sono riuscito a farci atterrare tre quarti di [Claudio] Gentile e sette ottavi di [Fulvio] Collovati, oltre a metà del [presentatore televisivo] Mike Bongiorno”, dichiara un trionfante Borlotti alla fine di una dura giornata di trading – sostenendo che quest’ultimo è stato aggiunto all’accordo quando Silvio Berlusconi è stato coinvolto. “In conclusione, Berlusconi ha ottenuto i diritti esclusivi della Coppa del Mondo. E abbiamo la comproprietà di Maradona . ”
    L’eccitazione di Canà è presto mitigata dalla rivelazione che Gentile e Collovati sono già stati spostati di nuovo, e che l’accordo per Maradona non si innesca per tre anni. I migliori due giocatori di Longobarda sono stati venduti nel frattempo.
    Nel disperato tentativo di migliorare la sua fragile squadra, il manager si reca in Brasile in missione di scouting. È qui che il film scende più lontano nella farsa: una serie estesa di equivoci che culmina in Canà e viene operata contro la sua volontà da un chirurgo di nome Socrate (il famoso calciatore brasiliano con quel nome fu anche soprannominato Dottore). Alla fine di tutto, Canà scopre un talento amatoriale, Aristoteles, che diventerà la nuova stella di Longobarda.




    C’è un inevitabile disagio nell’umorismo del film. Vediamo sessismo, omofobia, transfobia e un grossolano malinteso tra Canà e un regista della Fiorentina sull’uso della parola “portatori di handicap”. I corpi delle donne sono guardati dalla telecamera tanto quanto i personaggi.
    L’Allenatore nel Pallone appartiene a una tradizione di ” commedie sexy ” (commedie sexy) che erano qualcosa di simile ai film Carry On dell’Inghilterra: grandi farse il cui umorismo si basava pesantemente su schiaffi e insinuazioni. La loro popolarità raggiunse il picco negli anni ’70 e questo film rappresentava qualcosa di simile alla fine.
    Proprio come quei film Carry On, oggi non potrebbe essere fatto allo stesso modo.

    L'allenatore nel pallone - Aristotoles

    Aristotoles, il wunderkind brasiliano, in L’Allenatore nel Pallone

    È anche vero che la beffa più persistente e mirata è rivolta agli italiani in generale e ai calciatori in particolare. E il film cerca, nel suo modo goffo, di inviare un messaggio positivo sulla razza. Aristotele viene ostracizzato dai suoi nuovi compagni di squadra, che si rifiutano di condividere una stanza d’albergo, ma Canà lo tratta teneramente e non batte ciglio quando il giocatore inizia una relazione con sua figlia.
    Nonostante tutti i suoi difetti (e c’erano delle sezioni senza le quali avrei potuto davvero fare a meno) non posso negare di essere incantato quando l’ho rivisitato. L’Allenatore nel Pallone era un film del suo tempo, ma per certi versi anche davanti a sé, portando i calciatori della vita reale nella sfera dell’intrattenimento in un modo che raramente era accaduto prima. C’erano cameo di una serie di giocatori della Serie A, tra cui Zico, Francesco Graziani e Carlo Ancelotti.




    Liedholm fornisce anche un’intervista post-partita dopo il thrash della sua squadra milanese Longobarda. Presumibilmente, è stato lui a dare l’idea a Banfi di realizzare il film dopo essersi incontrati su un aereo. “Senza lo schizzo di Canà-Liedholm, forse non ci sarebbe mai stata la Papu Dance”, ha scritto di recente il giornalista italiano Gianluca Di Marzio, facendo riferimento a una collaborazione virale su YouTube tra Papu Gomez di Atalanta e il gruppo comico Gli Autogol .
    Forse non ci sarebbe stato nemmeno Mike Bassett. Certamente non ci saremmo mai goduti lo spettacolo dei manager e dei giornalisti di oggi che si prendono in giro l’un l’altro per sapere se è ora di provare un 5-5-5 .

    FONTE:  theguardian.com

  • Covid-19 – L’UE cerca un accordo per affrontare l’emergenza economica

    Covid-19 – L’UE cerca un accordo per affrontare l’emergenza economica

    Covid-19 – L’UE cerca un accordo per affrontare l’emergenza economica

    BRUXELLES (AP) – I leader dell’Unione europea hanno concordato giovedì di rinnovare il bilancio a lungo termine dell’UE e di istituire un massiccio fondo di recupero per affrontare l’impatto del coronavirus e aiutare a ricostruire le economie devastate del blocco di 27 nazioni, ma permangono profonde differenze rispetto alle migliori modo per raggiungere questi obiettivi.

    Covid-19 - L'UE cerca un accordo per affrontare l'emergenza economicaIl presidente del Consiglio europeo Charles Michel, a destra, e il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen partecipano a una conferenza stampa dopo una videoconferenza con i leader dell’UE in formato vertice dell’UE presso l’edificio del Consiglio europeo a Bruxelles, giovedì 23 aprile, 2020. I leader dell’Unione europea hanno concordato giovedì di rinnovare il bilancio a lungo termine dell’UE e di istituire un massiccio fondo di recupero per affrontare l’impatto del coronavirus e aiutare a ricostruire le economie devastate del blocco delle 27 nazioni, ma permangono profonde differenze sul modo migliore per raggiungere quelle obiettivi. (Olivier Hoslet, Pool Photo via AP)




    Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel interviene durante una conferenza stampa Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel interviene durante una conferenza stampa dopo una videoconferenza con i leader dell’UE in formato vertice UE presso l’edificio del Consiglio europeo a Bruxelles, giovedì 23 aprile 2020. I leader dell’Unione europea hanno concordato giovedì di rinnovare l’UE budget a lungo termine e istituzione di un massiccio fondo di risanamento per far fronte all’impatto del coronavirus e aiutare a ricostruire le economie devastate del blocco delle 27 nazioni, ma permangono profonde differenze sul modo migliore per raggiungere tali obiettivi. (Olivier Hoslet, Pool Photo via AP)

    23 aprile 2020 – Con oltre 100.000 europei noti per essere deceduti a causa del virus, secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, e gli affari che iniziano lentamente ad aprirsi in alcuni paesi, l’urgente necessità di fondi in paesi duramente colpiti come l’Italia e la Spagna ha mai stato più severo.
    “Questa pandemia sta mettendo a dura prova le nostre società. Il benessere di ogni stato membro dell’UE dipende dal benessere dell’intera UE. Siamo tutti d’accordo, “ha detto ai giornalisti il ​​presidente del Consiglio europeo Charles Michel dopo aver presieduto il vertice della videoconferenza dei leader.




    L’impatto disomogeneo del virus sui paesi con mezzi di bilancio molto diversi ha eroso la fiducia, con l’Italia e la Spagna in particolare prive di fiducia che i partner relativamente più ricchi dell’UE settentrionale come l’Austria, i Paesi Bassi o la Germania – che hanno sofferto meno della malattia – sono disposti a prendere misure rapide e radicali sostenute da una vera potenza di fuoco economica.
    Ma i leader hanno concordato di incaricare la Commissione europea di rinnovare il prossimo bilancio settennale dell’UE – a causa dell’entrata in vigore il 1 ° gennaio ma ancora oggetto di molte divergenze – e escogitare un massiccio piano di ripresa. Sebbene nessuna cifra sia stata inserita in quel piano, i funzionari ritengono che occorrerebbero 1-1,5 trilioni di euro (1,1-1,6 trilioni di dollari).
    Un uomo con una maschera e un bambino con una bandiera europea partecipano a un evento del movimento Pulse of Europe per raccogliere firme per un maggiore supporto per l’Italia durante  l’epidemia di COVID-19 di fronte all’ambasciata italiana a Berlino, Germania.

    “Esiste solo uno strumento in grado di svolgere questo compito alla base della ripresa e che è il bilancio europeo chiaramente collegato al fondo di ripresa”, ha affermato il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Il bilancio è stato testato a tempo. Lo sanno tutti. È considerato affidabile da tutti gli Stati membri. ”
    I paesi del Nord Europa, come i Paesi Bassi e la Germania, restano generalmente riluttanti a condividere troppi debiti per paura di dover pagare il conto per gli altri, e il giovedì si è scatenato il dibattito su quale forma dovrebbero prendere alcuni finanziamenti, sovvenzioni o prestiti.
    Von der Leyen ha affermato che l’investimento “nei primi anni dovrebbe essere investito in anticipo e, naturalmente, è necessario trovare il giusto equilibrio tra sovvenzioni e prestiti”. Alla domanda su quale importo di denaro si potrebbe trovare con alcune rettifiche, ha detto: “Non stiamo parlando di miliardi, stiamo parlando di trilioni”.

    Ancor prima che questi nuovi fondi venissero concordati, le istituzioni dell’UE e i paesi membri messi insieme hanno mobilitato circa 3,3 trilioni di euro (3,6 trilioni di dollari) per servizi sanitari sovraccarichi, sofferenze di piccole imprese, compagnie aeree in conflitto o sostegno salariale a persone incapaci di lavorare.





    Nonostante sappia che il rinnovamento costerà più soldi al suo paese, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha approvato il piano, dicendo “ovviamente questo significa che la Germania deve calcolare con contributi più elevati per il prossimo budget … ma è giusto e buono”. In tempi normali, il bilancio settennale ammonta a circa l’1% del reddito nazionale lordo dell’UE, ovvero a poco più di 1 trilione di euro.

    Il presidente francese Emmanuel Macron ha accolto con favore il fatto che il vertice abbia trovato “un consenso su una risposta rapida e forte”. “È vero che non vi sono disaccordi sul meccanismo”, ha affermato Macron, e ha insistito sul fatto che l’UE “avrà bisogno di trasferimenti di bilancio economici reali, non semplicemente di prestiti, ma di trasferimenti verso le regioni e i settori più colpiti”.

    Anche il premier italiano Giuseppe Conte, sotto l’enorme pressione interna, ha accolto con favore i progressi. ” Il fondo di recupero finanzierà tutti i paesi più colpiti, l’Italia ma non solo. È uno strumento urgente e necessario “, ha dichiarato Conte agli italiani in un video durante i notiziari dell’ora di cena.” Fino ad ora era impensabile. È un nuovo strumento che ci rende più solidi, più coordinati ed più efficienti “.

    Durante i loro colloqui, i leader hanno anche approvato un pacchetto di salvataggio separato da 540 miliardi di euro ($ 587 miliardi) elaborato dai ministri delle finanze dell’area dell’euro che avrebbe aiutato a pagare i salari persi, a mantenere le società a galla ea finanziare i sistemi sanitari. Hanno convenuto che dovrebbe iniziare a funzionare dal 1 ° giugno.




    In precedenza, dopo essersi rivolto ai leader online, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha notato il danno economico che il virus ha provocato in quanto l’Europa sta affrontando forse la sua più profonda recessione in un secolo. “Siamo estremamente preoccupati perché possiamo vedere una spirale discendente e avremo bisogno di tutti gli strumenti disponibili”, ha detto.

    Riferendosi al massiccio pacchetto di aiuti degli Stati Uniti nel 1948 che aiutò l’Europa a ricostruire dopo la seconda guerra mondiale, Sassoli ha affermato che “tutti abbiamo chiesto questo nuovo piano Marshall per l’Europa, ma con una grande differenza ovviamente. Questa volta i fondi non arriveranno dall’estero, ma piuttosto dai paesi e dalle economie europee ”.

    Anche dopo questo vertice, resta ancora molto lavoro da fare e poco tempo per farlo. L’UE è stata divisa sul bilancio da oltre un anno, con i principali contribuenti come la Germania e i Paesi Bassi riluttanti a colmare il divario di spesa stimato di 75 miliardi di euro lasciato dall’uscita della Gran Bretagna dall’UE.

    FONTE: mail.com | apnews.com
    AUTORI: Colleen Barry a Milano e David Rising e Frank Jordans a Berlino hanno contribuito a questo rapporto.
    IMMAGINI: Credits indicati sotto

  • Coronavirus: Boris Johnson dimesso dall’ospedale

    Coronavirus: Boris Johnson dimesso dall’ospedale


    Londra – 14 Aprile 2020. L’assistenza sanitaria nazionale mi ha salvato la vita non c’è dubbio ed è difficile trovare parole per esprimere il mio debito, ma prima di arrivare a questo voglio ringraziare tutti in tutto il Regno Unito per lo sforzo e il sacrificio che ha fatto e sta facendo.
    Quando il Sole è fuori e i bambini sono a casa, quando tutto il mondo naturale sembra il più bello e la vita all’aria aperta è così invitante che posso solo immaginare quanto sia stato difficile seguire le regole sul social distanza che ringrazio, ma ci sono così tanti milioni e milioni di persone in tutto questo paese che hanno fatto la cosa giusta.

    Milioni di persone che hanno attraversato le difficoltà dell’isolamento personale fedelmente pazientemente e con pensiero e cura per gli altri e per se stessi.
    Voglio che tu sappia che questa domenica di Pasqua credo che i tuoi sforzi valgono la pena e stanno dimostrando ogni giorno il loro valore perché, sebbene piangiamo ogni giorno coloro che sono morti in tali numeri e sebbene la lotta non sia affatto finita, ora stiamo facendo progressi in questa incredibile battaglia nazionale contro la lotta contro il coronavirus che non abbiamo mai scelto.
    Contro un nemico che ancora non capiamo del tutto, stiamo facendo progressi in questa battaglia nazionale perché il pubblico britannico ha formato uno scudo umano attorno alla più grande risorsa nazionale di questo paese, il nostro Servizio sanitario nazionale (NHS).

    Lo abbiamo capito e abbiamo deciso che se insieme avessimo potuto tenere al sicuro il nostro NHS se avessimo potuto impedire che il nostro NHS venisse sopraffatto, non potremmo essere battuti e questo paese aumenterebbe insieme e superare questa sfida dato che abbiamo superato così tante sfide in passato negli ultimi sette giorni, ho ovviamente visto la pressione esercitata dal servizio sanitario nazionale, ho visto il coraggio personale non solo dei dottori e di tutti gli addetti alle pulizie, cuochi, gli operatori sanitari, di ogni tipo come fisioterapisti, radiologi, farmacisti che hanno continuato a mettersi al lavoro e hanno continuato a mettersi in pericolo continuando a rischiare questo virus mortale.
    Grazie a quel coraggio quella devozione che dovere e quell’amore che il nostro SSN è stato imbattibile, voglio dedicare il mio grazie ai dottori assolutamente geniali leader nei loro campi uomini e donne, ma molti di loro per qualche ragione hanno chiamato Nick, che qualche giorno fa ha preso alcune decisioni cruciali che sarò grato per il resto della mia vita,

    Voglio ringraziare le molte infermiere uomini e donne la cui cura è stata così sorprendente che dimenticherò alcuni nomi quindi per favore perdonami ma voglio ringraziare  Shannon ed Emily e Angel e Connie e Becky e Rachel e Nicky e Anne e spero che a loro non dispiacerà se menziono in particolare due infermiere che rimasero accanto al mio letto per 48 ore quando le cose potevano andare molto male e Jenny dalla Nuova Zelanda, Invercargill sull’Isola del Sud per l’esattezza e Luis dal Portogallo vicino a Porto e il motivo alla fine il mio corpo ha iniziato a ricevere abbastanza ossigeno  perché per ogni secondo della notte stavano guardando e pensando e si stavano occupando e facendo gli interventi di cui avevo bisogno, quindi è così che so anche che in questo paese 24 ore al giorno per ogni secondo di ogni ora ci sono centinaia di migliaia di personale del SSN che agiscono con la stessa cura e pensiero e precisione come Jenni e Luis, ecco perché sconfiggeremo questo coronavirus e sconfitto insieme vinceremo perché il nostro SSN è il cuore pulsante di questo paese, è il migliore di questo paese, è scomodo, è alimentato dall’amore, quindi grazie da me da tutti noi del SSN ricordiamo di seguire le regole sul distanziamento socialestare a casa proteggere il suo NHS e salvare vite umane grazie e buona Pasqua .

    Boris Johnson il primo ministro in quella dichiarazione video rilasciata su Twitter dopo la sua settimana in ospedale in cui era in terapia intensiva ringraziando il personale del NH, in particolare il personale del SSN che era rimasto al suo fianco quelle due infermiere che lo avevano fatto andare avanti con l’ossigeno in quella particolare notte in cui sentiva che le cose potevano mettersi al peggio e che gli avevano salvato la sua vita, non c’è dubbio su questo.
    Ultima comunicazione del primo ministro che è stata rilasciata dal Thomas’s Hospital di Londra mentre continuerà la sua convalescenza a Chequers dopo essere stato a Downing Street questo pomeriggio.

    FONTE: BBC News
    IMMAGINE: youtube.com

     

  • Notte Europea della Geografia del 3 aprile 2020 – a causa del coronavirus solo un webinar gratuito

    Notte Europea della Geografia del 3 aprile 2020 – a causa del coronavirus solo un webinar gratuito

    Notte Europea della Geografia del 3 aprile 2020 – a causa del coronavirus solo un webinar gratuito

    “Un modo per riorientarci in un mondo che sta cambiando in modo drammatico e che probabilmente non sarà più come prima”
    Come cambia oggi il modo di pensare, fare, insegnare la geografia?  Un webinar gratuito venerdì 3 aprile
    “Questa Terra, questo virus: fare, pensare e insegnare geografia”

    Covid 19 - Notte Europea della geografia 2020Venerdì 3 aprile, nel giorno originariamente dedicato alla Notte Europea della Geografia, il Coordinamento dei Sodalizi Geografici Italiani (SOGEI) propone “Questa Terra, questo virus: fare, pensare e insegnare geografia”, un evento webinar sulle conseguenze territoriali del Covid-19 e i rilevanti cambiamenti in atto (distanziamento sociale, vulnerabilità socio-economica e shock economico), nella consapevolezza che la riflessione sulla dimensione spaziale a livello locale, regionale e globale sia un aspetto centrale dell’analisi della diffusione, degli effetti e delle risposte alle epidemie.

    «Nel rispetto della situazione davvero drammatica che vivono i familiari e amici delle vittime, i pazienti e il personale medico-sanitario che lottano ogni giorno, il Sogei ha deciso di non celebrare la Notte della Geografia» dichiara Carla Masetti, coordinatrice del Sogei «ma di organizzare questo webinar in coincidenza della data a essa dedicata, per confrontarci, riflettere e stimolare dibattiti e posizionamenti». Egidio Dansero, moderatore dell’iniziativa, aggiunge: «Come le altre scienze sociali abbiamo punti di vista importanti e utili sul mondo. Il webinar di venerdì sarà un luogo di confronto e stimolo, che non riflette certamente tutto il dibattito e la ricchezza di posizioni che ci sono e potrebbero esserci nella geografia italiana, ma che ha un valore di per sé, nel ritrovarci insieme, in bilico tra sgomento annichilente e speranza attiva».





    Interverranno:
    Egidio Dansero (Università di Torino): introduce a nome del SOGEI e modera
    Franco Farinelli (Università di Bologna): Il rovescio della geografia. Rappresentare il mondo, il virus e la fine della modernità
    Vittorio Colizzi (Università di Roma Tor Vergata): Nascita e evoluzione della pandemia: quali lezioni ci sta impartendo Covid-19
    Emanuela Casti (Università di Bergamo): Perché proprio a Bergamo? Mapping riflessivo sul contagio del Covid-19
    Paola Pepe (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, responsabile scuola secondaria): Insegnare Geografia a distanza: educazione alla cittadinanza e formazione
    Filippo Celata (Università di Roma La Sapienza): Sul valore della prossimità in tempi di distanziamento sociale

    Al Coordinamento dei Sodalizi Geografici Italiani (SOGEI) aderiscono: Associazione dei Geografi Italiani (AGeI), Associazione Italiana di Cartografia (AIC), Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG), Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici (CISGE), Società Geografica Italiana (SGI), Società di Studi Geografici (SSG).

    INFORMAZIONI
    – Webinar venerdì 3 aprile, dalle 18 alle 20
    – Verrà utilizzata la piattaforma Webex events, che è accessibile via pc, tablet, smartphone, o con un applicazione o da browser (fa installare automaticamente un plugin). Password evento: sogei.
    – Per chi avesse problemi di connessione si può partecipare anche attraverso una semplice telefonata al numero 02 30410440; codice di accesso: 846 341 280.

    FONTE:  touringclub.it
    IMMAGINE:  touringclub.it

  • Covid-19: interesse su farmaco olandese. Cercasi volontari per farsi infettare in UK

    Covid-19: interesse su farmaco olandese. Cercasi volontari per farsi infettare in UK

    Covid-19: interesse su farmaco olandese. Cercasi volontari per farsi infettare in UK

    A Londra succede qualcosa di davvero singolare. La società farmaceutica inglese Hvivo sta cercando volontari che accettino, per la somma davvero modica di 35oo sterline, circa 4000 euro,  di farsi infettare da due ceppi di virus simili al Covid-19 e aiutare così gli scienziati a trovare un vaccino.

    Sui volontari verranno iniettati due ceppi più deboli del Covid-19 (OC43 e 229E), che causano sintomi respiratori simili al coronavirus ma meno gravi.
    I pazienti rimarranno in isolamento per due settimane, dovranno osservare una dieta specifica e non potranno fare esercizio fisico. Al termine delle due settimane, verrà loro somministrato un vaccino sviluppato dai laboratori di Hvivo. I volontari (ne saranno reclutati 24 dai ricercatori del Queen Mary BioEnterprises Innovation Centre di Whitechapel, proprietà di Hvivo) rimarranno poi in quarantena sotto osservazione dell’European pharmaceutical manufacturer.

    Roma, 16 marzo – Mentre in Italia  – dopo i riscontri positivi  seguiti all’uso off label di tocilizumab su alcuni pazienti affetti da polmonite da coronavirus a Napoli, a Roma, Fano, Bergamo e Milano –  l’Aifa ha autorizzato l’uso del farmaco della Roche su altri 250 pazienti affetti da Covid-19, dall’Olanda  arriva la notizia di un nuovo farmaco.





    Si tratta di un anticorpo monoclonale, che sarebbe in grado di riconoscere la proteina che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane. Una ricerca è stata pubblicata sul sito BioRxiv dal gruppo dell’Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang.
    Legandosi alla proteina “spike”, che si trova sulla superficie del Sars-CoV-2, l’anticorpo monoclonale le impedisce di agganciare le cellule e in questo modo rende impossibile al virus di penetrare al loro interno per replicarsi. Serviranno ovviamente ancora mesi prima che il farmaco sia disponibile, dopo le necessarie sperimentazioni per avere le risposte su sicurezza ed efficacia.

    “Ora stiamo cercando di coinvolgere un’azienda farmaceutica in grado di produrre l’anticorpo su larga scala” ha spiegato uno dei ricercatori, Frank Grosveld“Prima di poter essere commercializzato però, l’anticorpo deve attraversare una fase di sviluppo lunga ed essere testato per le proprietà tossicologiche. Questo processo è ora in corso”.

    Ma il fermento alla ricerca di terapie efficaci contro Covid-19 “contagia” l’intera comunità scietifica internazionale: in Italia e in altre parti del mondo si parla della possibile efficacia contro il coronavirus dei farmaci antiretrovirali usati per contrastare l’Aids, nonché della possibilità di utilizzare il plasma delle persone guarite. Il plasma presenta alti livelli di anticorpi e secondo il protocollo firmato in Italia da alcuni centri regionali, con capofila il Policlinico San Matteo di Pavia, sarebbe davvero un ottimo alleato contro l’epidemia di Covid-19.
    Per le infusioni di plasma ai malati si attende adesso il via libera dell’Istituto superiore di sanità.

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE:  pixabay.com

  • Coronavirus: italia ad una prova simile al ground zero secondo la stampa americana

    Coronavirus: italia ad una prova simile al ground zero secondo la stampa americana

    Coronavirus: italia ad una prova simile al ground zero secondo la stampa americana

    Il ground zero del coronavirus italiano dà un esempio virtuoso nella reazione della popolazione.
    CODOGNO, Italia (AP) – Per tre settimane, il gioco dei bambini non ha fatto eco nella piazza principale della città di Codogno, sovrastata da una statua del patrono della città, San Biagio, un medico del 4 ° secolo. Ma anche in quel periodo, il silenzio è stato trafitto sempre meno spesso dalle sirene delle ambulanze, che nei primi giorni ruggivano ogni due ore.

    coronavirus - Codogno - italia 13 marzo 2020
    Codogno, Italia

    coronavirus - Codogno - Italia 10 marzo 2020
    Un uomo cammina a Codogno, in Italia

    coronavirus - Codogno - Italia 11 marzo 2020
    Codogno, Italia

    coronavirus - Codogno - Italia 12 marzo 2020

    Codogno, la città del nord Italia che ha registrato la prima infezione da coronavirus in Italia ha offerto un esempio virtuoso agli altri italiani, che ora affrontano un blocco nazionale senza precedenti, che restando a casa, le tendenze possono invertire. Le infezioni del nuovo virus non si sono fermate a Codogno, che ha ancora registrato la maggior parte delle 10 città lombarde nella zona rossa originale dell’Italia, ma hanno rallentato.
    Per la maggior parte delle persone, il nuovo coronavirus provoca solo sintomi lievi o moderati. Per alcuni può causare malattie più gravi.

    I residenti della città settentrionale che hanno registrato la prima infezione da coronavirus localmente diffusa in Italia hanno fornito un esempio virtuoso per tutti gli italiani che ora affrontano un blocco senza precedenti a livello nazionale: restando a casa, le tendenze potranno diminuire. Le infezioni del nuovo virus non si sono fermate a Codogno, che ha ancora registrato la maggior parte delle 10 città lombarde nella zona rossa originale dell’Italia, ma hanno rallentato.

    Nella città di 16.000 abitanti situata vicino al fiume Po a circa 60 chilometri a sud-ovest di Milano, quasi tutti conoscono qualcuno tra i quasi 200 infetti dal virus, o i 34 che sono morti. Quando in settimana è uscita la notizia che non vi erano state zero nuove infezioni nelle precedenti 24 ore, le speranze dei media di uno stop definitivosembravano esagerate. Ma la tendenza sembra essere reale – e uno dei motivi che hanno portato il premier Giuseppe Conte a imporre una serie di nuove misure draconiane in tutte le regioni questa settimana.

    Cinque nuove infezioni sono state registrate mercoledì, rispetto a 35 al giorno all’inizio dell’epidemia, ha detto il sindaco Francesco Passerini, che come la maggior parte delle persone in città indossa una maschera e che ha pianto a distanza con gli amici che hanno perso i loro padri.

    “È una guerra. È una guerra, ma abbiamo tutte le possibilità di vincere “, ha detto Passerini. “A differenza dei nostri nonni, che sono andati fisicamente in battaglia per la nostra libertà, ci viene richiesto di mostrare responsabilità – responsabilità e calma”.

    Tra le persone la cui vita il virus ha fermato c’è Umberto Falchetti, 86 anni, che ha contribuito a trasformare il business dei componenti per auto MTA fondato da suo padre in una delle maggiori affermazioni industriali della città, fornendo Fiat Chrysler e Renault, tra gli altri. “Era in salute, non aveva condizioni”, ha detto al telefono sua figlia Maria Vittoria Falchetti all’Associated Press. È morto entro una settimana dalla febbre.

    Per tre settimane, i residenti si sono abituati al loro isolamento dal mondo e l’uno dall’altro. Per lo più indossano maschere quando escono, non come un requisito ma “come un atto di attenzione soprattutto per evitare il contagio per gli altri”, ha detto Passerini. I saluti della stretta di mano vengono sostituiti con nuove forme di riconoscimento: uno sguardo fisso, diciamo. “Dobbiamo renderlo nostro”, ha detto il sindaco.

    Anche con le maschere, i residenti rispettano fermamente la regola della distanza di 1 metro, mentre aspettano fuori da una banca per pagare le bollette, una farmacia per riempire le loro prescrizioni o un panificio per alcune provviste.

    Mentre il resto dell’Italia ha dovuto adattarsi a misure in rapida evoluzione, il ritmo all’interno di Codogno non è mai cambiato davvero da quando la prima diagnosi nel cluster lombardo è stata confermata il 21 febbraio – nemmeno quando le barricate della polizia e dell’esercito sono scese all’inizio di questa settimana quando la Lombardia è diventata una grande zona di contenimento.

    “Più che un sospiro di sollievo, c’era una certa preoccupazione per il rischio che tutti i sacrifici fossero vani”, ha detto Passerini dell’apertura. “Stiamo continuando con i nostri comportamenti virtuosi. Ci siamo abituati a loro, con la speranza che questa emergenza si concluda il più presto possibile, non solo a Codogno ma nel resto del paese e in Europa ”.

    Quindi, mentre le persone non possono più partecipare alla Messa o scambiare notizie in un bar, una stazione radio parrocchiale locale è intervenuta per colmare parzialmente questo vuoto, trasmettendo messa e preghiera, insieme a bollettini dell’agenzia di protezione civile e messaggi del sindaco. I treni non si fermano più alla stazione – nessuno va comunque da nessuna parte.
    E i negozi di articoli non essenziali come l’abbigliamento e le biciclette che si sono aperti abbastanza a lungo da inviare cartelli che indicano ai clienti che devono indossare una maschera per entrare, vengono chiusi di nuovo.

    “Codogno è stato sotto i riflettori sin dal primo giorno”, ha detto Rosy Ronsivalle, che questa settimana si è fermata in edicola tornando a casa dalla farmacia per ritirare una rivista per sua figlia di 4 anni. “Ci siamo comportati bene.”

    Ma è stato con grande sacrificio personale. Ronsivalle ha improvvisato i pasti dopo che i negozi – compresi i supermercati – sono stati  chiusi il 21 febbraio alle 16:00, lasciandola con un frigorifero vuoto, e hanno organizzato il gioco per suo figlio di 2 anni e la figlia di 4 anni, che non sono stati fuori. Oltre a proteggerle, deve anche proteggere sua madre, che ha recentemente terminato la chemioterapia e che era stata programmata per un intervento chirurgico urgente fino a quando il blocco non ha reso impossibile viaggiare fuori dalla zona rossa.

    “La sua situazione è delicata e i medici (inizialmente) hanno detto: ‘Operiamo subito, non abbiamo tempo da perdere”, ha detto Ronsivalle. “Ora, sfortunatamente, c’è da aspettare a causa delle esigenze degli ospedali. Non ci sono abbastanza letti in terapia intensiva per lei, perché dopo essere stata operata, ovviamente dovrebbe andare in terapia intensiva. ”

    Stanno ora aspettando un intervento chirurgico da programmare. “Questo è solo un altro problema che il coronavirus può portare alle famiglie”, ha detto.

    FONTE: mail.com
    IMMAGINI: mail.com | Associated Press

  • Coronavirus – cosa sta succedendo – i timori dei virus colpiscono l’Africa, i mercati, le chiese

    Coronavirus – cosa sta succedendo – i timori dei virus colpiscono l’Africa, i mercati, le chiese

    Coronavirus – cosa sta succedendo – i timori dei virus colpiscono l’Africa, i mercati, le chiese

    PARIGI (AP) – 28 febbraio 2020 – Parchi di divertimento, eventi sportivi, raduni religiosi, persino scuola. Sempre più cose in una crescente fascia del mondo sono ora colpite dal nuovo virus. E questo è un guaio con i mercati finanziari globali poiché le attività di base, il commercio e il turismo soffrono delle interruzioni.

    Lagos Nigeria primo-caso coronavirus africa sub saariana

    Immagine in evidenza:  Un uomo che indossa una maschera facciale cammina all’ospedale della Yaba Mainland dove un cittadino italiano che è entrato in Nigeria martedì da Milano in viaggio d’affari, il primo caso del virus COVID-19 è in cura a Lagos in Nigeria venerdì, febbraio 28, 2020. Le autorità sanitarie nigeriane hanno segnalato il primo caso del paese di un nuovo coronavirus a Lagos, la prima comparsa confermata della malattia nell’Africa sub-sahariana.

    Ecco alcuni degli ultimi sviluppi:
    I PERICOLI DEL DIVERTIMENTO Mentre parti della Cina avevano già vietato eventi divertenti, i danni al resto del mondo dell’intrattenimento si stanno diffondendo rapidamente come il virus. La Disney ha chiuso i suoi parchi a Tokyo per due settimane, dopo aver fatto lo stesso a Shanghai e Hong Kong. La Corea del Sud esporta intrattenimento in tutto il mondo ma sta chiudendo i propri spettacoli, poiché le superstar del K-pop BTS hanno annullato una serie di concerti in programma a Seoul. Il Green Day ha fatto lo stesso. I team di Formula 1 sono preoccupati di poter viaggiare alle gare con la stagione che inizierà tra due settimane. E il governo svizzero sta vietando qualsiasi evento che coinvolga più di 1.000 persone. La più grande vittima: l’annuale Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra, uno degli eventi più importanti dell’industria automobilistica.