Categoria: Politica

  • MONCELLI (UDC): FINANZIARE GLI AGRICOLTORI

    Gli agricoltori stanno vivendo in questo momento uno dei periodi di maggior crisi, sia per quanto riguarda l’aspetto dei prezzi sia per l’accesso al credito.

    Le Banche, infatti, non sempre riescono a valutare a pieno la capacità reddituale delle imprese agricole, e questo per l’assenza di competenze specifiche che portano a non comprendere la specificità del credito agrario, che ha bisogno di rientri legati ai cicli produttivi

    Le difficoltà in proposito sembrano derivare dall’evoluzione rapida di due mondi che solo per brevi momenti sono riesciti a trovare equilibri soddisfacenti per entrambi.

    L’intesa di Basilea. con il nuovo metodo di valutazione dei fabbisogni patrimoniali in relazione ai rischi, sta comportando una sorta di “selezione naturale” del credito, della quale le prime vittime sono proprio le aziende agricole, ed in particolare i coltivatori diretti.

    Occorre una politica di programmazione in grado di aiutare le banche ad approfondire la conoscenza del settore primario, che per le sue caratteristiche è fondamentalmente diverso dagli altri, e, contestualmente, gli agricoltori, sviluppando forme di garanzia sussidiaria e finanziando strutture di ingegneria finanziaria.

    Nessuna Basilea 2 e nessuna norma potrà eliminare alcuni fatti, che persisteranno a prescindere dall’evoluzione dell’agricoltura, come quelli concernenti la specificità dei cicli produttivi che esigono competenze speciali sia nella valutazione dei fabbisogni finanziari delle aziende del settore, sia nella valutazione del relativo merito creditizio, sia infine nella valutazione e nella gestione delle garanzie collaterali.

    Occorre istituire una Consulta per il credito agrario che includa le banche, la regione, le associazioni degli agricoltori e i consorzi di garanzia, per trovare insieme soluzioni che evitino la chiusura di moltissime aziende.

  • Dimissioni-farsa di Andrini con assegni dall’Ama, lo sdegno di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’IdV risponde con fermezza alla rettifica dell’azienda

    Roma – “Se una persona si autosospende dal servizio lo deve fare fino a quando la situazione non viene chiarita, ciò significa che non può continuare ad operarvi all’interno né tantomeno seguitare a percepire lo stipendio”. Queste le prime chiare e inequivocabili parole del vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, sulla vicenda relativa all’ex amministratore delegato di Ama Servizi, Stefano Andrini, che continuerebbe a percepire la paga da dirigente nonostante l’interruzione dal servizio in seguito al suo presunto coinvolgimento nel caso di riciclaggio che ha portato alle dimissioni e all’arresto del senatore del PdL Nicola Di Girolamo.

    Ancora più infuocata la reazione dell’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro in seguito al chiarimento della società Ama s.p.a. sulla questione relativa al suddetto stipendio: “L’Ama si giustifica asserendo che Andrini si è dimesso dalla carica di amministratore delegato di Ama-Servizi Ambientali per la quale non riceveva nessun compenso aggiuntivo, ma che costui continua ad essere dipendente di Ama s.p.a e quindi a percepire la remunerazione relativa al suo incarico. Cosa significa tutto ciò? Una persona si autosospende da tutto, Andrini dovrebbe attendere l’esito della Magistratura prima di riprendere la sua attività e la corrispondente retribuzione. Questa rettifica mi lascia perplesso, si tratta dell’ennesima testimonianza dell’arroganza del potere. Mi auguro – conclude Tortosa – che gli organi giurisdizionali si sbrighino a emettere la sentenza, che nel frattempo prevalga il buon senso e che il sindaco Alemanno chiarisca la situazione in Consiglio comunale”.

  • I progetti di Maruccio e della Regione Lazio per la sicurezza stradale

    L’assessore laziale ai Lavori Pubblici: “Per me si tratta di una priorità da continuare a praticare, e non semplicemente uno slogan elettorale da sbandierare in un momento molto buio della nostra democrazia”

    Roma – In questi giorni in cui il panorama politico è dominato da decreti ‘salva liste’, sentenze dei tribunali e cavilli tecnico-giuridici che poco hanno a che fare con le esigenze concrete del Paese, Vincenzo Maruccio richiama l’attenzione su un problema cruciale come quello della sicurezza stradale. “Accanto ai doverosi ricorsi legali contro i soprusi del decreto interpretativo – dichiara l’assessore regionale ai Lavori Pubblici –, la Regione Lazio è anche molto operosa sul fronte della realizzazione di nuovi progetti per il nostro territorio. Progetti importanti a cui ho lavorato io stesso in questi giorni come lo stanziamento di oltre 5 milioni e 600 mila euro per la realizzazione di 14 opere per la sicurezza stradale entro il 2010. Parliamo quindi, e lo vorrei sottolineare con forza, di soldi certi, di date certe e di programmazioni certe che riguarderanno la messa in sicurezza delle vie Cassia, Tiburtina Valeria, Nettunense, Sublacense, Carpinetana e la strada regionale di Fiuggi. Con provvedimenti come questo, la Giunta regionale vuole insomma continuare a rispondere con i fatti ai cittadini, a riprova che la politica è realmente un servizio a cui va dedicato un lavoro incessante”.

    “Per questo motivo – prosegue l’assessore del centrosinistra –, nello stesso provvedimento abbiamo fatto in modo di approvare anche il piano degli interventi per il 2011 previsti da Astral, per un importo complessivo di 13,5 milioni di euro e un finanziamento di 4,5 milioni di euro finalizzati alla progettazione di nuove opere di adeguamento stradale a medio e lungo termine in tutta la regione. Queste risorse andranno a sommarsi, inoltre, agli altri 17 milioni di euro in 3 anni, già stanziati nel maggio 2009 per interventi in decine di comuni del Lazio per l’illuminazione pubblica e per la sicurezza in tante piccole strade locali. Per me – chiosa con tenacia Maruccio – la sicurezza stradale è una priorità da continuare a praticare, e non semplicemente uno slogan elettorale da sbandierare in un momento molto buio della nostra democrazia”.

  • Coste del Lazio a rischio, Tortosa lancia l’allarme

    Il vicesegretario regionale dell’Italia dei Valori: “La salvaguardia ambientale deve avere priorità sugli interessi economici”

    Roma – “Assistiamo sempre più a paesaggi deturpati dalla brama edile di edificare a scapito dell’ambiente e della nostra sicurezza. Costruendo in questo modo ci avviamo ad una pratica di distruzione di cui solo noi saremo i responsabili”. Sono queste le dure parole di Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, circa la situazione dell’area litoranea della regione, le cui spiagge si sono ridotte di migliaia di metri cubi a causa del maltempo e dell’abusivismo. Uno scenario gravissimo per ambientalisti ed esercenti che vedono la stagione balneare alle porte.

    Lo stesso ecosistema dunale tra Castelporziano e Campo Ascolano, una delle caratteristiche della costa laziale, è in via di estinzione non solo per colpa delle mareggiate. “ I problemi sono cominciati anche con la nascita del porto di Ostia che ha spostato il gioco delle correnti, penalizzando tutto il litorale – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro -. Bisogna concretamente riflettere su questo problema e procedere per evitare un disastro ambientale che avrebbe gravissime ripercussioni non solo per i romani”.

    Molte preoccupazioni sono state espresse anche dai sindaci e dai cittadini delle località che si affacciano sul mare . “L’amministrazione capitolina – conclude Tortosa – ha il dovere di indicare soluzioni, interventi e azioni specifiche per fermare l’erosione della costa. E’ necessario un uso più consapevole del nostro litorale per evitare danni irreparabili a tutta l’area”.

  • Gli interventi di Maruccio per promuovere la legalità negli appalti del Lazio

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “La prima cosa che farò, se sarò eletto, è concludere la nuova legge sugli appalti pubblici che garantisce massima sicurezza nei cantieri e totale trasparenza nell’affidamento delle gare”

    Roma – “Come può un amministratore pubblico dimostrare la sua efficienza in questo clima elettorale esasperato dai tentativi di riammissione ex lege di liste mai presentate o presentate male? Il mio sforzo è quello costruire in questo spazio un dialogo su questioni di merito, quelle insomma che più interessano ai cittadini, perché la credibilità di un percorso politico si fonda sulla concretezza del fare”. A parlare è l’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, Vincenzo Maruccio, esponendo alcuni punti cardine del suo programma elettorale per le elezioni regionali del 28-29 marzo.

    “La prima cosa che farò, se sarò eletto, è concludere la nuova legge sugli appalti pubblici della Regione Lazio a cui ho lavorato fino allo scioglimento del Consiglio”, dichiara l’assessore Maruccio che poi precisa: “Si tratta di una legge contro i fenomeni di infiltrazioni mafiose e corruzione legati agli appalti pubblici che attende solo di essere portata in aula e approvata. Me ne sono occupato e voglio riprenderla lì dove l’ho lasciata, per evitare che si allenti la presa su un tema fondamentale come quello del rispetto delle regole in materia di appalti pubblici. Anche Emma Bonino, candidata alla presidenza della Regione, è d’accordo e ha già scandito il suo sì su questo punto. Tale legge, infatti, combatte con forza anche il lavoro nero e gli incidenti sul lavoro, garantisce la massima sicurezza possibile nei cantieri e la totale trasparenza nell’affidamento delle gare. Le politiche della legalità devono quindi tradursi in leggi ad hoc”.

    Nelle sue considerazioni, il candidato dell’IdV al Consiglio regionale del Lazio affronta poi un altro tema complesso che merita di essere sanato con soluzioni adeguate: “Mi propongo anche di intervenire nella lotta contro le organizzazioni criminali. In questo campo la Regione si è già mossa bene, stanziando nel bilancio 2009, 7 milioni di euro in 3 anni per il riutilizzo di beni confiscati alla malavita organizzata, che, com’è noto, si trova in difficoltà soprattutto quando le vengono sottratti i beni mobili e immobili utilizzati per finanziarie attività illecite. Da qui la mia nuova proposta di programma: istituire per legge che tutti i beni confiscati alla criminalità siano consegnati allo sviluppo di attività sociali e culturali promosse da associazioni di giovani presenti sul territorio e riconosciute da appositi Albi regionali”.

  • Tortosa sul flop dell’ordinanza contro l’accattonaggio a Roma

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Non è servito gridare alla punizione e ricorrere a un provvedimento ad hoc. E’ ora di arginare questo triste fenomeno capendone le cause”

    Roma – “Si è parlato tanto di contrastare l’accattonaggio attraverso una lotta senza precedenti, mortificando ancora di più questi disgraziati che vivono nella miseria. Ma hanno mai pensato che dietro potrebbe esserci una vera e propria organizzazione a delinquere che vi specula sopra?”. E’ questa la domanda che si pone Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, circa la presenza, sempre più massiccia nella Capitale, di mendicanti, zingare e lavavetri.

    Malgrado il Comune avesse reso nota una significativa riduzione del fenomeno, pari al 70%, in realtà gli “irriducibili” spopolano agli incroci delle principali vie della città, sfidando il rischio paventato delle multe e dell’espulsione. “Non è servito gridare alla punizione e usare un provvedimento ad hoc per ripristinare la situazione – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro –, perché il problema bisogna risolverlo dalla radice. L’amministrazione dovrebbe intervenire insieme ad organismi competenti, come la Caritas, per aiutare questa gente ad abbandonare le strade in nome di un’integrazione che è diritto di tutti”.

    L’ordinanza, che contemplava il reinserimento sociale di coloro che versavano in condizioni di sfruttamento e percorsi di assistenza per soggetti deboli, scadrà alla fine di giugno. “Il problema non è solo di decoro urbano o sicurezza – conclude Tortosa –. Bisogna fermare le organizzazioni criminali che si nascondono dietro lo sfruttamento dell’accattonaggio intervenendo con forza, perché dove c’è speculazione, c’è disperazione”.

  • Emergenza usura nel Lazio, Tortosa preoccupato

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Necessario un piano organico per combattere una piaga sociale così profonda”

    Roma – “Si prevede la chiusura di 3000 attività nella sola Roma ed è ovvio che non è solo la crisi economica ad aver inciso. L’usura, in questo drammatico gioco, ricopre un ruolo letale”. Sono queste le parole del vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, riguardo a un fenomeno che sembra dilagare a macchia d’olio in tutta la regione: il racket dell’usura.

    L’allarme è stato lanciato dalla Confesercenti che ha stimato l’esistenza di circa ventottomila commercianti sotto ricatto. Secondo i dati, l’agonia di tutto il settore si è acuita negli ultimi due anni, con seimila esercizi chiusi dal 2008 ad oggi, trentamila posti di lavoro persi e un giro d’affari di 3,3 miliardi di lire. “La malavita controlla moltissime attività, soprattutto da quando la camorra napoletana ha spostato il proprio asse di interesse verso la Capitale. A questo – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – si aggiungono gli affitti esorbitanti che vanno a gravare su una situazione già di per sé d’emergenza. E’ necessario che l’amministrazione si faccia carico di questa drammatica situazione con un piano organico che aiuti questa gente”. I negozianti romani sono pronti alla protesta spegnendo le insegne e le luci delle vetrine per denunciare la loro situazione. “Queste sono vite strozzate dall’usura. Bisogna assumersi le proprie responsabilità e intervenire per prevenire e contrastare lo strozzinaggio ad ogni costo – conclude Totosa – . Per questo motivo bisogna coinvolgere le banche e rendere più agevolato l’accesso al credito”.

  • LIBERTA’ PER JAFAR PANAHI!

    DOPO L’ARRESTO DEL REGISTA JAFAR PANAHI, PREMIATO AI FESTIVAL DI VENEZIA E BERLINO,
    SI È COSTITUITO IL GRUPPO DI FACEBOOK PROTESTIAMO PER L’ARRESTO DI PANAHI.

    Il vergognoso arresto di Jafar Panahi, operato dalla polizia politica del regime dell’Iran del presidente Mahmud Ahmadinejad
    è l’ennesimo atto della repressione contro il movimento dell’Onda Verde, contro i più basilari diritti civili e la libertà di espressione.

    Pahami è stato arrestato nella notte del 1? Marzo insieme alla moglie, la figlia ed altri quindici ospiti, fra cui la sorella del Premio Nobel
    del 2003 Shirin Ebadi ed il regista Mohammad Rasoulof, che preparava un film sulle manifestazione dell’Onda Verde e sulla tragica morte di Neda Agha-Soltan.
    Sono stati sequestrati i computer e gli appunti trovati in casa di Pahami.

    In questo momento il gruppo di Facebook ha superato le 3.000 adesioni, ottenute in poco più di 48 ore,
    segno che il popolo della rete si schiera con voce forte e chiara a sostegno dei diritti civili in ogni parte del mondo.
    Adesioni sono state espresse anche dal mondo della cultura e del cinema che si sta mobilitando per la protesta.

    Il gruppo ha l’obiettivo di raccogliere firme per un appello per una protesta ufficiale di tutte le Istituzioni Italiane
    – Governo, Parlamento e Presidenza della Repubblica – nelle sedi internazionali, come le Nazioni Unite e l’Unione Europea,
    promuovendo azioni e manifestazioni per raggiungere il proprio scopo. Aderendo al gruppo di Facebook si firma automaticamente l’appello.

    Chiediamo il contributo di tutti coloro che hanno cuore la libertà e la democrazia. Grazie!

    Il link al gruppo è http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=336291924474&ref=ts

    Per informazioni contattare:

    Serafino Murri – Fondatore del gruppo [email protected]

    Simone Corami – Stampa e Blog [email protected]

    Emanuela Liverani – Rapporti con Associazioni

    ed Organizzazioni [email protected]

    David Murolo – Rapporti Mediateche [email protected]

    Giusy Paesano – Iniziative e Rassegne [email protected]

  • La Lista Civica CHIETI INSIEME presenta www.chietiinsieme.it

    La web agency Dysotek è felice di presentare il sito internet della Lista Civica CHIETI INSIEME: Chietiinsieme.It.

    CHIETI INSIEME è una lista civica candidata alle elezioni amministrative del Comune di Chieti del 28/29 marzo 2010.

    La Lista, che presenta come candidato sindaco Pietro Supino, dispone di un programma elettorale che pone particolare attenzione alla sanità e al sociale.
    Il sito permette agli utenti di leggere il programma della Lista e l’elenco dei suoi candidati.
    E’ presente una sezione stampa dedicata ai giornali e siti web che hanno scritto degli articoli sulla Lista.
    Un’area news e un’area eventi con calendario, permettono agli utenti di rimanere sempre aggiornati sulle ultime notizie e manifestazioni in programma.
    Le news del sito possono essere lette anche tramite tecnologia Feed RSS.
    E’ possibile utilizzare il motore di ricerca interno del sito per trovare informazioni in base alle parole chiave.
    Vi è anche una sezione fotografica contenente diverse immagini riguardanti l’attività della Lista.
    Dal sito gli utenti possono anche accedere alle pagine della Lista presenti su Facebook e Twitter.
    Una completa area di back-end permette al Cliente di gestire, in modo semplice e veloce, le pagine informative del sito, le news, gli eventi e le foto.
    Il progetto è stato realizzato dalla nostra azienda con tecnologie XHTML, CSS, PHP e MySQL.
    Il sito ha ottenuto le validazioni, da parte del W3C, sul codice XHTML 1.1 e CSS 2.1.
    Abbiamo sviluppato un prodotto elegante, semplice da navigare e chiaro nei contenuti.
    La Lista Civica CHIETI INSIEME ha quindi ora la possibilità di presentare sul web, ai propri elettori, la propria attività politica.
    Come sempre è disponibile nel nostro sito una pagina dedicata al Cliente con la case history del servizio.

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    Dysotek – Software House

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  • Energie rinnovabili nel Lazio, Maruccio a favore della green economy

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “È questa la strada da percorrere verso la sostenibilità ambientale. Diciamo no al nucleare”

    Roma – “Vorrei tornare a parlare dei temi che più mi stanno a cuore per il futuro della nostra regione, per impedire che il clamore delle vicende legate alla mancata presentazione delle liste PdL Lazio e Lombardia offuschi l’impegno serio e puntuale di chi, come me, si sforza di applicare concretamente le scelte politiche nella sfera istituzionale”. È categorico Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, nel voler riportare il discorso su argomenti prettamente politici, in virtù della sua filosofia del ‘fare’ come unico strumento al servizio dei cittadini. E così diventa centrale il tema delle energie alternative.

    “È di pochi giorni fa – dice Maruccio – una notizia che conferma l’attenzione che c’è nella regione Lazio per le energie rinnovabili. Mi riferisco alla costruzione di una centrale elettrica fotovoltaica da 10 MW a Fiumicino, ovvero a quello che sarà il più grande impianto della provincia di Roma e uno dei maggiori a livello nazionale. La centrale sarà realizzata da una multinazionale attiva nel settore dell’energia solare ‘Fotowatio Renewable Ventures’ (FRV), in partnership con la società torinese ‘Solesa Green Power’, con un investimento di 44 milioni di euro stanziati in project financing e una riduzione annua di 16 mila tonnellate di anidride carbonica. Bene, vorrei dire che la Regione Lazio deve rallegrarsi dello sviluppo della green economy sul suo territorio. È questa infatti la strada da percorrere verso la sostenibilità ambientale. Una strada già intrapresa con decisione, se ad oggi gli impianti fotovoltaici realizzati sul territorio sono 230 e se gli incentivi per la produzione di energia verde sono passati da 1 solo MW nel 2005 agli attuali 277. Dobbiamo ora continuare il lavoro svolto: penso a nuovi incentivi per la diffusione degli impianti fotovoltaici, del solare termico, della bioedilizia e del risparmio idrico, con investimenti pubblici e privati”.

    L’assessore regionale dell’Italia dei Valori, nel ribadire la sua forte contrarietà e quella del suo partito alle centrali atomiche sul suolo italiano, osserva: “Il nostro no al nucleare non è una posizione preconcetta, ma nasce dalla riprova che fotovoltaico, eolico e geotermico sono le soluzioni per risparmiare sulle emissioni di gas serra e per trasformare il settore delle energie rinnovabili in una reale occasione di sviluppo occupazionale sul territorio. Non dimentichiamo, infatti, che l’industria delle forme energetiche rinnovabili è destinata a crescere, visto l’obbligo UE che impone ai paesi membri di produrre entro il 2020 il 20% del proprio fabbisogno energetico da fonti alternative e di redigere un ‘Piano Nazionale delle Energie Alternative’ con una articolazione divisa per regioni, già a partire dal prossimo giugno”.