Categoria: Politica

  • Diritti degli animali, per Maruccio non hanno colore politico

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio: “Occorrono impegni chiari per prevenire sia il randagismo sia i canili lager”

    Roma – “I miei interventi in difesa degli animali non sono ‘una trovata elettorale’. Amo gli animali e considero vera la massima secondo la quale il grado di civiltà di un popolo si misura anche dal modo in cui li trattiamo. Per questo ho ritenuto utile sviluppare alcune considerazioni su una convivenza più civile tra uomo e animale, e l’ho fatto mettendomi nei panni di un amministratore pubblico che deve farsi carico anche delle ricadute socio-sanitarie che questo rapporto oggi ha assunto, specialmente in ambiente urbano”. Ne è fermamente convinto Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, ribadendo l’importanza e la sensibilità necessarie e doverose a tutela dei diritti degli animali.

    “Non si tratta – prosegue – di chiederci se anche gli animali sono di destra o di sinistra. Credo piuttosto che, anche qui, valga la massima ‘del fare’, per cui se si hanno delle idee in merito si presentano, anche all’opinione pubblica, per discuterne. Sul randagismo, per esempio, nonostante le campagne di sensibilizzazione, c’è ancora qualcosa che non va. Eppure, i modi per prevenirlo esistono. Uno di questi è la sterilizzazione dei cani e dei gatti che potrebbero essere riavviate attraverso nuove campagne per la limitazione delle cucciolate, con interventi obbligatori e gratuiti presso i servizi veterinari delle Usl o in alternativa per i privati, presso strutture veterinarie non pubbliche. Il randagismo – spiega il rappresentante regionale del partito guidato da Antonio Di Pietro – si deve combattere anche perché è diventato un fenomeno da business. Se si continua, infatti, a finanziare canili privati che ricevono delle rette dai Comuni per il mantenimento dei cani, per il loro accalappiamento e per lo smaltimento delle carcasse, seguiteremo a trovarci di fronte a casi di ‘canile lager’, dove si specula sulle sovvenzioni con grande spreco di denaro pubblico e nella totale noncuranza del benessere dei cani. Alle campagne di sterilizzazione – conclude l’assessore Maruccio – andrebbero dunque affiancati anche nuovi regolamenti regionali che permettano alle associazioni animaliste di volontariato la gestione senza scopo di lucro dei canili privati, spesso chiusi al pubblico e per questo affrancati da qualsiasi controllo”.

  • Roma senza ambulanze per stipendi non pagati, la preoccupazione di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “È urgente lo sblocco dei fondi perché altrimenti si creerebbe un’ecatombe occupazionale”

    Roma – “Accolgo con allarme la notizia, augurandomi che quanto prima venga messa all’ordine del giorno la risoluzione di questa gravissima situazione”. Così Oscar Tortosa, vicesegretario laziale dell’Italia dei Valori, ha espresso il suo giudizio in merito alla protesta dei sanitari privati che prestano servizio presso varie Asl capitoline per il trasporto di malati. Il personale, da 4 mesi senza stipendio, svolge turni quotidiani di 12 ore per 10 giorni, intervallati da 4 riposi. Sono circa 250 tra autisti e personale infermieristico, tutti dipendenti delle società “Croce Amica srl” e “Ambulanze Città di Roma” che si sono aggiudicate gli appalti per i compiti assistenziali a supporto del sistema sanitario pubblico e anche privato. Il problema nasce dal mancato saldo dei contributi da parte della Regione per una cifra che si aggirerebbe intorno ai 6 milioni di euro e dall’impossibilità di ricorrere ancora al credito da parte delle banche, cui i due soggetti erano stati costretti a rivolgersi per anticipare gli stipendi in attesa della copertura da parte dell’ente.

    “Si tratta di persone – ha aggiunto l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – che svolgono lo stesso lavoro delicato e cruciale dei dipendenti dell’Ares, ma hanno stipendi dimezzati e contratti precari, oltre a non godere della stabilità lavorativa dei loro colleghi strutturati nell’alveo della pubblica amministrazione. Ora è arrivata anche la mazzata delle retribuzioni non corrisposte, e questo è intollerabile. Tra loro ci sono uomini e donne di 40 o 50 anni, che da troppo tempo vivono nell’incertezza e che avrebbero delle enormi difficoltà a ricollocarsi lavorativamente per via della loro età e dell’attuale congiuntura economica. Oltretutto, il taglio di organico avrebbe un’innegabile ripercussione sugli utenti, cioè persone malate e spesso anziane”.

  • Maruccio inaugura la superstrada Sora-Frosinone-Ferentino

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio parla di svolta epocale: “Rivendico con orgoglio il completamento di questa arteria viaria importantissima”

    Roma – “Il completamento e l’inaugurazione di oggi della superstrada Sora-Frosinone-Ferentino è una svolta epocale: un’opera che attendeva da 32 anni e che noi abbiamo avviato e concluso nel corso di questa legislatura consegnando a questa provincia un’arteria importantissima per i collegamenti con l’autostrada, per quelli verso l’Abruzzo e, ricaduta non secondaria, per il traffico della città di Frosinone, che ora sarà liberata dal transito dei mezzi pesanti diretti a Sora”. Lo dichiara con soddisfazione l’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, Vincenzo Maruccio, al termine della cerimonia di apertura, svoltasi sabato 20 marzo, dell’importante percorso viario, definito dall’esponente dell’IdV “un collegamento essenziale per la viabilità dell’alta Ciociaria, per il quale rivendico con orgoglio il completamento di tutto l’iter, dopo decenni di attesa”.

    Maruccio tiene a ricordare come “dal giorno del mio insediamento all’assessorato ai Lavori Pubblici l’inaugurazione di questa superstrada è stata la mia preoccupazione principale”. Inoltre, il capolista al Consiglio Regionale del Lazio per il partito presieduto da Antonio Di Pietro rende onore a quanti, come lui, si sono prodigati per il raggiungimento di un obiettivo così fondamentale: “Da oggi il collegamento è a disposizione dei cittadini: per questo volevo ringraziare il mio predecessore, Bruno Astorre, Astral, le imprese che hanno lavorato per il completamento dei lavori, tutti gli operai e le autorità che hanno contribuito a questo momento storico”.

  • Maruccio presente alla manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio: “Confermo con forza la mia adesione per dire no alla mercificazione di un bene pubblico e servizio inderogabile”

    Roma – “Ho più volte affermato, durante questa campagna elettorale, la contrarietà mia e del partito che rappresento nei confronti della privatizzazione dell’acqua. Si tratta di un bene pubblico imprescindibile e la sua erogazione deve essere sottratta dalle mani di speculatori che non migliorerebbero il servizio e aumenterebbero il prezzo di un bene vitale. L’operazione che su questa scia si sta tentando di fare a Roma, con la privatizzazione di Acea, deve essere contrastata in tutti i modi. La direzione che noi abbiamo scelto è quella della salvaguardia del bene pubblico, attraverso interventi infrastrutturali per la realizzazione di depuratori, la riparazione di condotte idriche e il miglioramento del sistema di fognature”. A sostenerlo è Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, che torna a criticare aspramente la decisione dell’amministrazione di centrodestra, rea di privatizzare Acea, l’azienda comunale capitolina per i servizi di pubblica utilità, sottoponendo così a leggi di mercato la più essenziale delle risorse pubbliche: l’acqua.

    “Proseguiremo la nostra opera di diffusione della cultura della conservazione, contro sprechi ed abusi, e di contrasto ai dissesti idrogeologici del Lazio”, afferma energico il capolista al Consiglio Regionale laziale per l’IdV, che poi, in riferimento alla mobilitazione di protesta del “Popolo blu”, prevista per sabato 20 marzo alle ore 14 in piazza della Repubblica a Roma, dichiara: “Confermo dunque con forza la mia adesione alla manifestazione nazionale contro la privatizzazione dell’acqua, bene pubblico e servizio inderogabile”.

  • De Pierro dichiara guerra ai manifesti abusivi




    Roma – “Una consuetudine che si ripete puntualmente a ogni tornata elettorale e che ha raggiunto livelli ormai decisamente vergognosi”. Così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, commenta le affissioni abusive di cui strabordano le città in tempi di elezioni. Uno scempio urbanistico e ambientale a cui il movimento nazionale intende dare battaglia, come dichiarato dallo stesso De Pierro: “Le città – spiega – sono invase dalle facce di politici, politicanti e aspiranti tali che non si curano del decoro urbano, contribuendo in maniera scriteriata ad aumentare il livello di degrado ambientale. Si è ormai giunti quasi a un punto di non ritorno, dacché anche chi in teoria vorrebbe rispettare le regole è costretto a violarle per non soccombere alla spregiudicatezza di chi se ne infischia e pensa semplicemente al proprio tornaconto in termini di visibilità. Negli scorsi anni il centrodestra anziché frenare con leggi più severe un costume così socialmente degenerativo, si è addirittura preoccupato di garantire la non punibilità di questi pirati dell’ambiente. E’ una vergogna di fronte a cui noi dell’Italia dei Diritti non riusciamo a rimanere inerti”.

    L’Italia dei Diritti intende lanciare un pubblico appello alle istituzioni, affinché intervengano duramente per reprimere tale fenomeno e, contestualmente, dichiara guerra ai manifesti abusivi con un’iniziativa partita dallo stesso presidente De Pierro: “Sappiamo che le nostre sono parole al vento – spiega – perché la politica difficilmente toccherà i propri interessi e poco importa se per ripulire le città si spenderà un’enorme quantità di soldi pubblici. Per questo abbiamo organizzato una task force di volontari che hanno cominciato a staccare tutti i manifesti abusivi individuati. Chiunque voglia attivarsi per nostro conto potrà contattare i nostri uffici. Mi auguro che i cittadini nelle urne sapranno valutare anche questi elementi, che sono manifestazione di sprezzo delle leggi vigenti e di conseguente perdita di fiducia nelle istituzioni”, conclude De Pierro, che invita tutti a una riflessione: “Come mai vengono spese cifre faraoniche nella speranza di venire eletti se poi gli introiti istituzionali derivanti sono enormemente inferiori?”.

  • Il 20 Marzo il sindaco Gianni Alemanno in piazza per la manifestazione PDL

    A soli due giorni dalla manifestazione nazionale PDL, confermata la presenza in piazza del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, a convalidare unità ed evidenza politica, volontà totale di partecipazione, collaborazione, sostegno.

    “La manifestazione del 20 marzo non è solo di protesta ma sarà il momento in cui il presidente del Consiglio firmerà un patto programmatico con i 13 candidati governatori che verranno tutti alla manifestazione. Quindi non può essere visto come un evento di protesta e di tensione, ma è una manifestazione in cui si chiede il diritto di votare”. Queste le parole del sindaco Gianni Alemanno in merito alla manifestazione nazionale organizzata dal PDL per il 20 Marzo a Roma.

    “Sarò presente in piazza – ha aggiunto Alemanno – perché non dimentico di essere il sindaco di tutti i romani”. Per Alemanno la manifestazione di sabato “Sarà un evento per chiedere di andare avanti e dove si vuole sostanzialmente vincere nelle competizioni elettorali, non solo nel Lazio ma anche nelle altre Regioni”. E per quanto riguarda, invece, il tema caldo della questione lista Pdl per le elezioni di Roma e Provincia, Alemanno ha dichiarato: “E’ chiaro che abbiamo di fronte altri momenti di giudizio richiesti correttamente dai dirigenti del Pdl. Da qui a sabato ci saranno altri momenti di verifica. Personalmente mi auguro che la lista venga riammessa perché un’ elezione regionale senza il Pdl a Roma è un fatto incontestabilmente negativo per tutti”. Nel caso poi la lista non fosse riammessa alla competizione elettorale, Alemanno ha precisato: “E’ chiaro che se anche la lista non sarà presente la campagna elettorale andrà avanti”.

  • Pattuglie di vigili romani senza radiotrasmittenti, l’opinione di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: ”Il sindaco deve intervenire, siamo di fronte a una situazione di insicurezza permanente”

    Roma – “La denuncia di oggi è di estrema gravità. Vuol dire girare il coltello nella piaga, dato che sono già tante le carenze dei vigili capitolini”. Inizia in questo modo Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, il suo commento circa la mancanza di radiotrasmittenti, compensata da uno stereo, nelle pattuglie dei vigili urbani, che sono perciò costretti a chiamare la centrale con i propri telefonini, potendo però ascoltare la musica.

    “Se le auto disponibili sono del 2006 vuol dire che hanno 4 anni, hanno camminato tanto e di conseguenza vanno sostituite. Oltre a questo primo problema da risolvere – continua l’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro – ce ne è un secondo: è difficile ricevere chiamate o sms con i telefonini cellulari, ciò comporta insicurezza di collegamento con la centrale e quindi non si può intervenire nell’immediato lì dove ce n’è bisogno. Si deve garantire una struttura operativa funzionante alle pattuglie e non un jukebox”. Poi Tortosa conclude: “Il sindaco non può addebitare ad altri le sue mancanze, governa da diversi anni e pure non fa nulla in merito. I vigili hanno compiti specifici, tra cui regolare il traffico, tuttavia sono numericamente pochi, bisogna aumentarli. Mi auguro che si faccia qualcosa in modo da poter parlare di miglioramenti”.

  • Alemanno perdona gli aggressori del figlio, il commento di Tortosa

    Il vicesegretario regionale dell’Italia dei Valori apprezza il gesto del sindaco e auspica meno tensione sociale

    Roma – “Comprendo e apprezzo il gesto intelligente del sindaco”. Questo il commento di Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, sulla decisione del primo cittadino Gianni Alemanno di perdonare e non denunciare i sette giovani, figli di immigrati, che lunedì 15 marzo hanno aggredito il figlio Manfredi e un suo amico. I due malcapitati sarebbero stati scambiati per altri due ragazzi con i quali in passato avevano litigato per ragioni di odio razziale.

    “Mi chiedo però – aggiunge l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – per quale motivo gli organi d’informazione non abbiano approfondito una vicenda che nella dinamica mantiene un alone di mistero. Mi auguro che nella città di Roma – conclude Tortosa – torni un comune buon senso così che l’integrazione delle diverse etnie presenti nella Capitale non rappresenti più la ragione di liti e pestaggi ma la spinta vitale per l’armonia sociale”.

  • Internet veloce in tutto il Lazio, per Maruccio si può fare entro due anni

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Il mio impegno per la prossima legislatura sarà rivolto a questo progetto, affinché il 100% della popolazione laziale abbia il collegamento veloce alla rete”

    Roma – Dopo aver espresso le sue intenzioni per promuovere al meglio la cultura della Regione Lazio e facilitare gli accessi ad essa anche alle fasce più giovani e a prezzi agevolati, Vincenzo Maruccio, assessore regionale ai Lavori Pubblici, torna sull’argomento affrontandolo da un altro punto di vista. “Ho molto a cuore le nuove forme in cui si intende oggi il concetto di cultura, prima fra tutte quella del web, che forse ha superato persino quella televisiva”, osserva il capolista al Consiglio Regionale del Lazio per l’Italia dei Valori, che poi a sostegno del suo discorso aggiunge: “Vorrei ricordare, a chi mi segue solo da ieri, che la sfida della modernità è per me innanzitutto una sfida tecnologica. Le nuove tecnologie di comunicazione costituiscono infatti la base di quel riferimento culturale molto attuale che si fonda sulla condivisione di informazioni e dati in tempo reale. Il mio blog on line ne è la riprova. Per questo motivo, il mio sguardo vola subito a internet. L’ho già detto in passato e lo ribadisco, perché si tratta di un obiettivo che rivendico con orgoglio: durante gli ultimi cinque anni, anche grazie al mio impegno in qualità di assessore alla Tutela dei Consumatori, il 95% della popolazione del Lazio ha avuto la possibilità di collegarsi alla rete tramite la Banda Larga. È un traguardo importante, cha ha permesso alla nostra regione di stare al passo con la modernità e ai cittadini di usufruire in modo veloce e sicuro di tutti i servizi e le possibilità che il web offre. Senza dimenticare che anche per le imprese e la pubblica amministrazione, un collegamento veloce alla rete rappresenta una grande occasione di sviluppo e di velocizzazione dei servizi”.

    In tal senso Maruccio fissa i suoi obiettivi futuri per ciò che attiene allo sviluppo di questo fondamentale strumento tecnologico: “Il mio impegno per la prossima legislatura – sottolinea – sarà dunque rivolto alla prosecuzione di questo progetto, affinché entro i prossimi due anni il 100% della popolazione del Lazio abbia il collegamento veloce alla rete. In più, attraverso accordi con aziende di telefonia mobile, dovrà essere sviluppata la tecnologia wireless in modo che, gratuitamente e senza fili, tutti i cittadini potranno essere sempre collegati al web, come sta già succedendo in qualche territorio della Provincia di Roma. E anche questo è un obiettivo culturale”.

  • Sanità Lazio, Maruccio lancia l’idea di ospedali e 118 informatizzati

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Occorre anche rafforzare i servizi domiciliari e territoriali alla persona, conferendo un ruolo chiave al medico di famiglia”

    Roma – “Torno ad insistere sull’importanza dell’informatizzazione non solo per migliorare l’accesso ai servizi e la condivisione di informazioni, ma anche per risolvere problemi urgenti e vitali come quello legato all’arrivo del 118 e alla gestione delle emergenze sanitarie. Se ci fosse infatti un sistema capace di indicare agli operatori al lavoro sulle ambulanze in quale ospedale andare, sulla base della disponibilità dei posti letto e della capacità di accettazione, si ridurrebbero le attese e gli interventi risulterebbero più mirati e tempestivi. In una parola più razionali”. Così Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, ribadisce il bisogno di porre la tecnologia al servizio dei cittadini, dopo aver più volte espresso il proposito di utilizzare i moderni strumenti (internet, wireless, banda larga, telefonia) in settori chiave come la pubblica amministrazione, le imprese, il welfare, il turismo, la cultura, la sanità.

    “Attualmente – chiarisce l’assessore dell’IdV – in caso di emergenza la richiesta di posti liberi viene inoltrata dall’ospedale tramite fax e le risposte a volte hanno tempi troppo lunghi per le emergenze in corso. La mia proposta è dunque quella di completare il sistema di informatizzazione degli ospedali e delle ambulanze già avviato durante la mia permanenza all’assessorato alla Tutela dei Consumatori, in modo tale che le ambulanze non trasporteranno più il malato nell’ospedale più vicino, ma in quello che immediatamente dichiara di avere posti liberi. Perché se è vero che eliminare ogni ingerenza politica nella gestione della salute dei cittadini equivale a qualificare la nostra sanità, e mi riferisco in particolare alla necessità di affidare ruoli dirigenziali soltanto a professionisti di provata esperienza e nominati da una commissione apposita, è altrettanto vero che, accanto al risanamento dei conti e alla buona gestione, serve ripensare in modo nuovo l’approccio alla cura della nostra salute”.

    A margine del suo intervento Maruccio riflette anche sulla imprescindibile figura del medico di famiglia, il cui ruolo va riconsiderato in un’ottica di più ampio spessore. “Quello che ho in mente, per dirla con una formula, è ‘l’ospedale che va a casa del cittadino’ – annota il capolista al Consiglio Regionale del Lazio per il partito guidato da Antonio Di Pietro –. Una vera e propria rivoluzione culturale da impostare rafforzando non solo i primi soccorsi, ma anche i servizi domiciliari e territoriali alla persona, conferendo un ruolo chiave al medico di famiglia, da considerare come una vera e propria interfaccia col sistema sanitario regionale, e dando vigore all’infermiere di comunità e agli ambulatori infermieristici”.