Categoria: Politica

  • Santori invita a non pagare i parcheggiatori abusivi, la critica di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Per eliminare il racket della sosta c’è bisogno dell’intervento istituzionale”

    Roma – “E’ utile chiedere ai cittadini di combattere il racket della sosta non pagando i posteggiatori abusivi, ma non ci si rende conto quanto questi siano aggressivi nei confronti dei conducenti, soprattutto se di sesso femminile”. Così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, critica l’invito rivolto agli automobilisti a non pagare i parcheggiatori abusivi per eliminare il pizzo sulla sosta, come previsto dalla Commissione Sicurezza del Comune di Roma, guidata da Fabrizio Santori.

    “Questo è un problema con una dimensione vasta e diffusa, che colpisce tutti i municipi della città, a qualsiasi ora e si manifesta di fronte ad ogni attività commerciale, locale notturno e ospedale – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro -. Il mercato del pizzo è realizzato da persone di diverse nazionalità: egiziani, turchi, bengalesi e romeni, quindi extracomunitari, che in maniera pretenziosa chiedono una tariffa non certo irrisoria, infatti si offendono se gli lasci 50 centesimi o un euro, pretendendo appunto dai due euro in su. Purtroppo la nostra è una società frenetica, per cui la mancanza di tempo non ci permette di discutere con il parcheggiatore di turno, allora preferiamo pagare e andare via”.

    Conclude Tortosa: “L’aiuto dei cittadini a combattere questo fenomeno è utile, ma lo è ancora di più se preceduto da un intervento dei magistrati, della sicurezza del Campidoglio e dei vigili urbani che devono punire questi soggetti una volta individuati, senza mai chiudere un occhio. Solo in questo modo possiamo augurarci che una cosa simile non abbia più seguito”.

  • De Pierro annuncia nuovi incatenamenti contro corruzione vigili a Roma


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Il silenzio assordante dell’amministrazione capitolina rispetto al problema da noi segnalato più volte nel corso degli anni mi spinge a riprendere con maggior determinazione la battaglia sulla proposta di rotazione intermunicipale”

    Roma – “Non avendo ricevuto alcuna risposta dagli organi competenti, non possiamo più temporeggiare. È giunto il momento di porre maggiore attenzione rispetto a una problematica che incide negativamente sull’espletamento delle funzioni del pubblico impiego”. Con questa frase Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, ha annunciato una nuova serie di azioni di incatenamento per sensibilizzare sul problema della rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali romani. La protesta partirà venerdì 5 marzo, interessando diversi luoghi della città ad elevata valenza istituzionale e informativa, tra cui Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo Chigi, Palazzo di Giustizia, il Campidoglio, il Quirinale, il Tribunale di piazzale Clodio, gli studi Rai di via Teulada e Saxa Rubra, l’edificio della Regione Lazio in via Cristoforo Colombo e le sedi romane dei quotidiani Il Tempo, La Repubblica e Il Messaggero.
    Già mesi fa Antonello De Pierro si era incatenato davanti al Comando Generale della Polizia Municipale per protestare contro il silenzio del comandante Angelo Giuliani nei confronti dell’apertura di un tavolo di discussione. Successivamente a tale episodio è avvenuto un incontro con il suo vice Diego Porta, il quale aveva manifestato la disponibilità a valutare un’ipotesi di mobilità degli agenti a livello di quadranti territoriali, e con il capo della segreteria del sindaco Alemanno Marcello Marrocco. Di fronte al reiterato immobilismo dell’amministrazione capitolina, il movimento si è di nuovo fatto sentire con le stesse modalità eclatanti mercoledì 3 giugno scorso davanti agli uffici della Rai di viale Mazzini. Il tutto non ha però portato ad una seria presa in carico del problema, in barba al sostegno di una considerevole fetta di opinione pubblica che ha apposto 30.000 firme a sostegno della battaglia e si è iscritta a un gruppo specifico sul social network Facebook, che conta alla data di oggi quasi 4.000 membri. “Da quando esistiamo, siamo sempre stati in prima linea nella tutela dei diritti dei cittadini – ha continuato De Pierro – e di fronte ad accadimenti che potrebbero lederli e conculcarli, non possiamo assolutamente tacere. Qualora la nostra proposta non venisse presa in considerazione in tempi utili, riterremo, come già precedentemente ribadito, politicamente responsabili i componenti della giunta Alemanno per qualsiasi vicenda relativa a tentate o consumate concussioni e corruzioni che potrebbero vedere protagonisti alcuni dipendenti di questi comparti, molti dei quali, è giusto dirlo, ci appoggiano con convinzione. Non si può fare strame dell’articolo 97 della Costituzione, che parla di imparzialità e trasparenza della pubblica amministrazione. Ci batteremo a difesa dei principi fondamentali del nostro ordinamento, non escludendo il ricorso a forme più estreme di lotta non violenta”.

  • La Polverini inneggia alla prova di forza, Tortosa in allarme

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “La candidata del centrodestra aizza la piazza invece di preoccuparsi dei lavoratori, dei pensionati e dei cittadini”

    Roma – Dopo la notizia del rigetto del ricorso contro l’esclusione della lista del PdL da parte della Corte D’Appello, la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, non ce la fa proprio ad arginare la sua indignazione e chiama il suo elettorato in piazza Farnese a Roma, oggi alle ore 17. “A sentire le esternazioni della Polverini inneggianti a una dimostrazione di forza da parte del popolo di centrodestra sembrerebbe quasi che voglia evocare una nuova marcia su Roma”, commenta Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, riguardo agli ultimi sviluppi della campagna elettorale del PdL. “Invece di fare ciò – aggiunge -, la Polverini , da ex segretario dell’UGL, dovrebbe parlare dei problemi dei lavoratori, che proprio ieri sono stati ulteriormente danneggiati dall’ultima norma che aggira l’articolo 18; oppure dovrebbe difendere i pensionati o combattere contro la crisi, che sta mettendo i cittadini in condizione di lottare per il pane”.

    L’esponente del partito di Antonio Di Pietro approfondisce poi il ruolo della Corte D’Appello nella vicenda: “I giudici stanno solo accertando i fatti; la lista non è stata presentata entro mezzogiorno, secondo la legge italiana. Non so perché l’abbiano presentata in ritardo: sono andati a mangiare, a discutere, a prendere dei documenti mancanti; comunque l’hanno consegnata tardi e i giudici hanno solo preso atto di ciò. Non è possibile che la legge sia uguale per tutti tranne che per le liste del PdL”.

    Infine, Oscar Tortosa osserva preoccupato: “La dimostrazione di forza che la Polverini vuole attuare in piazza è un chiaro segnale di arroganza e mi chiedo se voglia fare una nuova marcia su Roma”.

  • Caos PdL Lazio, Maruccio ricostruisce il caso della lista mai consegnata

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio: “Non si può parlare di una esclusione, ma di pressapochismo, delirio di onnipotenza, arroganza e spregio delle regole”

    Roma – Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, torna a commentare la vicenda dell’esclusione della lista PdL a Roma e provincia dalle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, alla luce degli ultimi sviluppi, tra ricorsi e polemiche. “La legge è uguale per tutti – esordisce il candidato al Consiglio regionale laziale per il centrosinistra –. Ogni volta siamo costretti a rimarcare questo assunto che ogni cittadino, tanto più se candidato a governare una Regione, dovrebbe ricordare. Le regole sono regole e non si possono stravolgere ogni volta a proprio piacimento, appellandosi al Presidente della Repubblica, o montando un patetico sistema di accuse contro la burocrazia”.

    Analizzando la situazione creatasi intorno alla lista pidiellina che sostiene Renata Polverini alla presidenza del Lazio, Maruccio prova a ricostruire nello specifico cosa è successo la mattina di sabato 27 febbraio scorso. “Il PdL, il partito che governa l’Italia e che si proponeva di governare il Lazio, a Roma e provincia non è riuscito nemmeno a presentare la lista”, dice l’assessore laziale che poi attacca: “È fin troppo semplice. Oggi le dietrologie si sprecano. Tra panini mangiati di fretta, figli malati in macchina, esponenti di altre forze politiche assurti a buttafuori o forse, e lo diciamo sottovoce, qualche candidato da cancellare con il bianchetto comprato nella vicina cartoleria. E cioè aggiungere un reato ad un altro reato. Lo sanno i politicanti del PdL che cambiare un candidato qualche minuto prima della presentazione delle liste è reato? Lo sanno che le firme raccolte sono collegate al candidato e quindi cambiare il nome significa ingannare la buonafede dei propri sostenitori? Il fatto certo è che alle ore 12 del termine ultimo il delegato del PdL, incaricato della consegna delle liste, non era presente all’interno del tribunale e fino a quel momento non aveva presentato alcunché. Non si può parlare, dunque, di una esclusione della lista PdL, perché era difficile escludere una lista mai presentata. Si deve invece parlare di pressapochismo, di delirio di onnipotenza, di arroganza e spregio delle regole di chi oggi è costretto a raccontare scuse e inventare deliranti congiure. Nella storia delle elezioni politiche non sono mancate esclusioni di liste per mancanza dei requisiti di legge, figuriamoci nel caso di una richiesta mai presentata. I pianti e le accuse di questi giorni sembrano più lacrime di coccodrillo di persone incompetenti che reali giustificazioni”.

    “Nei corridoi di palazzo – incalza ancora Maruccio – si accavallano voci di provvedimenti lampo che puntano a salvare il PdL dal ‘pasticciaccio romano’, come è stato definito dagli stessi giornali di destra. Noi vigileremo affinché il sistema delle regole che tengono in piedi la nostra democrazia non sia personalizzato da questa banda di arroganti. Siamo disposti anche a fare le barricate per opporci strenuamente ad ogni tentativo di imporre l’illegalità con la prepotenza. Non è giustizialismo né difesa becera delle regole, perché le regole o esistono o non esistono, o valgono o non servono. L’Italia è piena di regole che non funzionano perché applicate ‘all’italiana’, ossia con discrezionalità e diverse da caso a caso. Questa volta non sarà così”.

  • Protesta inquilini Enpaia per aumenti affitto, lo sdegno di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Grava sui ceti più poveri il peso della deriva del Paese”

    Roma – “Dopo aver svolto un importante ruolo calmierante nel mercato immobiliare, da alcuni anni ormai gli enti assistenziali si sono trasformati in imprenditori”. Questo il commento di Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, in merito alla protesta degli inquilini dell’Enpaia, davanti alla sede romana della fondazione. I locatari delle case di proprietà dell’Ente nazionale di previdenza per gli addetti e gli impiegati dell’agricoltura, si aspettavano infatti un leggero ritocco del canone d’affitto, compreso tra i quattrocento e i cinquecento euro, salvo poi scoprire aumenti pari a più dell’ottanta per cento. Le vibranti lamentele degli affittuari sono inoltre rivolte ai sindacati, rei di aver firmato senza delega a rappresentarli, l’accordo per il rinnovo delle condizioni di locazione, che priva il conduttore del diritto di prelazione in caso di vendita e prevede un cospicuo aumento del deposito cauzionale.

    “Siamo di fronte ad una nuova emergenza abitativa – prosegue l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – che rischia di lasciare senza un tetto centinaia di famiglie. Invece di porre un freno all’escalation dei prezzi degli affitti, si mettono i cittadini di fronte all’alternativa di abbandonare la propria casa o rischiare lo sfratto. Il Paese è alla deriva e la disperazione dei più disagiati dilaga – conclude amaramente Tortosa – nella totale indifferenza delle istituzioni preposte”.

  • Esclusione lista PdL da Regionali Lazio, De Pierro invoca rispetto della legge




    Roma – “È sicuramente triste quanto insolito assistere a una esclusione di questo tipo, e in qualche modo ciò potrebbe disegnare uno scenario elettorale privo di una lista competitiva e rappresentativa come quella del PdL. Però, eccezion fatta per queste considerazioni da cittadino, la vicenda ha messo in evidenza un’incapacità gestionale preoccupante da parte di un partito che da ormai due anni afferma di governare l’Italia, anche se poi nei risultati, eccetto i proclami, tali affermazioni non trovano riscontri apprezzabili”. È quanto dichiarato dal presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, che esplicita pubblicamente la sua posizione sulla possibile esclusione della lista dei candidati della provincia di Roma del PdL, che risulta a tutt’oggi non ammessa alla competizione elettorale per irregolarità nei tempi previsti sulla consegna delle opportune documentazioni. Dopo il rigetto dell’istanza di riammissione, per il partito del premier e la sua candidata alla presidenza del Lazio, Renata Polverini, c’è la possibilità di presentare ricorso all’Ufficio centrale presso la Corte d’Appello.

    “Alla luce dei fatti – rimarca il numero uno del movimento in difesa dei diritti civili – una conduzione così dilettantistica di un passo molto importante quale quello della presentazione delle liste denota incompetenza e incapacità di gestione. Perciò, non ritengo all’altezza gli eventuali eletti di questa lista di poter aspirare al governo di una regione complessa e problematica come il Lazio, nonostante i tanti soldi spesi dai numerosi candidati, che fanno pensare più a un investimento di promozione aziendale che non a una competizione dove spicchi la capacità di autodeterminazione da parte degli elettori”.

    Poi, entrando nel merito della vicenda il leader dell’Italia dei Diritti attacca: “Va da sé che, qualora le regole non siano state rispettate, come sembra, sia giusta l’eliminazione di tale lista dalla tornata elettorale. Credo, inoltre, che anche chi è deputato a decidere dovrà basarsi su dei fatti concreti e inoppugnabili, e quindi, se tutto corrisponde a quanto riportato dagli organi di informazione, la decisione non potrà che essere quella della definitiva esclusione. Mi auguro – conclude De Pierro con tono polemico – che non intervenga qualche provvedimento ‘ad listam’, dopo che la parte politica in questione ci ha abituati, per lunghi e tristi anni, al fenomeno tutto italiano delle leggi ad personam”.

  • Vincenzo Maruccio capolista IdV alle Regionali Lazio

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Per me è un onore e una responsabilità. Ringrazio il partito e metto il mio impegno a disposizione dei cittadini”

    Roma – “È ufficiale: sono capolista per l’Italia dei Valori alle prossime elezioni Regionali del Lazio, nella circoscrizione di Roma e Provincia. Una responsabilità di cui sono onorato e di cui ringrazio un partito che nei fatti ha dimostrato di credere nel rinnovamento, sostenendo con decisione la mia giovane candidatura alla politica del territorio”. Queste le prime parole di Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, dopo la sua investitura formale da parte dell’IdV per il ruolo di capolista, a Roma e Provincia, in occasione delle imminenti consultazioni elettorali laziali.

    “Si tratta di un obiettivo strategico – spiega Maruccio – dichiarato e mantenuto dal presidente Antonio Di Pietro nel Congresso che si è svolto lo scorso febbraio, a dimostrazione di una volontà nuova, non condizionata da ideologie del passato o da logiche di partito, ma più attenta all’efficienza dei risultati e alla trasparenza dei comportamenti. Infatti, anche io sono convinto, e credo di averlo dimostrato nei miei mandati di assessore regionale, che la politica debba intendersi come servizio accurato per i cittadini e per il proprio territorio, sempre a partire dai ‘valori’ fondamentali su cui si fonda la nostra Carta costituzionale. E in questo momento penso soprattutto all’uguaglianza di tutti di fronte alla legge e al rispetto assoluto delle norme e delle regole del gioco. Solo così possiamo sperare che a tutti siano riservate le stesse opportunità. Solo così è possibile ispirare la fiducia nei cittadini verso coloro che svolgono funzioni pubbliche”.

    Poi, il neo-capolista per il partito guidato da Di Pietro lancia un invito: “Alle persone che si riconoscono in tali valori chiedo, dunque, di seguire questo percorso nuovo che l’IdV ha intrapreso nel Lazio. Il mio impegno, appassionato e aperto, sarà sempre rivolto al contributo di tutti, specialmente in una occasione importante come quella della campagna elettorale dove il contatto diretto con le persone è fervido e ricco di confronti. Vi aspetto al Comitato, venite a conoscermi”.

  • Pista ciclabile ancora sbarrata a Roma Nord, il punto di vista di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “I proclami non ci bastano più”

    Roma – “I cittadini romani sono stanchi di ottenere dalle amministrazioni solo comunicati che poi non vengono portati a termine”. Queste le parole del vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, in merito alla continua procrastinazione da parte dell’assessorato romano alla riapertura del tratto di pista ciclabile che collega Ponte Milvio Castel Giubileo a ponte dell’Acqua Traversa.

    “Quello in questione è un importante passaggio ciclistico molto utilizzato ed apprezzato dalle famiglie capitoline amanti delle due ruote, ma purtroppo ad oggi lo sbarramento prolungato dello stesso tiene spezzata questa parte di Roma Nord. Il problema delle promesse non mantenute – continua Tortosa – non è però circoscritto alla sola pista ciclabile. Purtroppo in un periodo di campagna elettorale si cerca di ottenere il consenso dei cittadini utilizzando atteggiamenti furbeschi e promettendo soluzioni che non verranno mai attuate. Non dobbiamo dimenticare le numerose, vane promesse da parte dell’amministrazione comunale quali il ripristino del manto stradale, il problema degli asili nido e non ultimo la situazione della nettezza urbana nella città di Roma. Vorremo sapere, non solo quanti soldi sono stati spesi dal Comune per la creazione di una pista ciclabile ad oggi non agibile, ma soprattutto – conclude l’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro – quando potremo tornare ad andare in bici per la nostra città”.

  • Via libera a nuovi centri commerciali nella Capitale, l’appello di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Chiediamo al sindaco una maggiore sensibilità per i piccoli imprenditori”

    Roma – “Difendo con tenacia i piccoli imprenditori romani, la professionalità e il coraggio che mostrano nel difendersi dalla morsa della concorrenza dei grandi centri commerciali”. Con queste parole il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, commenta la notizia del via libera dato dal Comune di Roma alla costruzione di un nuovo shopping center di 15.000 metri quadri ad Acilia. A sostegno dell’atteso piano di recupero urbano delle periferie, promosso dal sindaco, è prevista, nel giro di 5-8 anni, la realizzazione di altre 10 mega-strutture di vendita in diverse zone di Roma. “Non posso non pensare alla famiglie dei fornai, dei calzolai, dei fruttivendoli e di tutti i piccoli negozianti che per anni con sacrificio hanno condotto le loro attività favorendo la crescita qualitativa e professionale del commercio. Faccio un appello ad Alemanno – conclude l’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro – affinché rivolga una maggiore sensibilità verso questi lavoratori e non dimentichi il vitale sostegno che hanno fornito per lo sviluppo della nostra città”.

  • Trasporti su ferrovia nel Lazio, Maruccio fa chiarezza

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio replica alle parole di un esponente del centrodestra riguardanti la stazione di Salone

    Roma “La stazione di Salone sulla Roma-Guidonia riaprirà dal 1 aprile a seguito dell’accordo Regione Lazio/Trenitalia, da tempo definito. Lo preciso in risposta all’articolo pubblicato su ‘Il Giornale’ di oggi, dove un esponente del centrodestra fa campagna di disinformazione sui servizi delle ferrovie regionali”. Lo afferma, in una nota, Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, che poi spiega: “Peccato che non ci si soffermi sulle ragioni che hanno determinato la chiusura di quella stazione, dovuti essenzialmente a problemi di ordine pubblico: completata nel 2008, la stazione di Salone è rimasta infatti chiusa, con divieto del Prefetto, a causa dell’allargamento del vicino campo nomadi di via di Salone. Allargamento previsto e voluto dal piano nomadi del Comune di Roma e rimpolpato con la recente chiusura del Casilino 900 e l’arrivo di nuove famiglie”.