Categoria: Politica

  • La Polverini inneggia alla prova di forza, Tortosa in allarme

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “La candidata del centrodestra aizza la piazza invece di preoccuparsi dei lavoratori, dei pensionati e dei cittadini”

    Roma – Dopo la notizia del rigetto del ricorso contro l’esclusione della lista del PdL da parte della Corte D’Appello, la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, non ce la fa proprio ad arginare la sua indignazione e chiama il suo elettorato in piazza Farnese a Roma, oggi alle ore 17. “A sentire le esternazioni della Polverini inneggianti a una dimostrazione di forza da parte del popolo di centrodestra sembrerebbe quasi che voglia evocare una nuova marcia su Roma”, commenta Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, riguardo agli ultimi sviluppi della campagna elettorale del PdL. “Invece di fare ciò – aggiunge -, la Polverini , da ex segretario dell’UGL, dovrebbe parlare dei problemi dei lavoratori, che proprio ieri sono stati ulteriormente danneggiati dall’ultima norma che aggira l’articolo 18; oppure dovrebbe difendere i pensionati o combattere contro la crisi, che sta mettendo i cittadini in condizione di lottare per il pane”.

    L’esponente del partito di Antonio Di Pietro approfondisce poi il ruolo della Corte D’Appello nella vicenda: “I giudici stanno solo accertando i fatti; la lista non è stata presentata entro mezzogiorno, secondo la legge italiana. Non so perché l’abbiano presentata in ritardo: sono andati a mangiare, a discutere, a prendere dei documenti mancanti; comunque l’hanno consegnata tardi e i giudici hanno solo preso atto di ciò. Non è possibile che la legge sia uguale per tutti tranne che per le liste del PdL”.

    Infine, Oscar Tortosa osserva preoccupato: “La dimostrazione di forza che la Polverini vuole attuare in piazza è un chiaro segnale di arroganza e mi chiedo se voglia fare una nuova marcia su Roma”.

  • LIBERTA’ PER JAFAR PANAHI!

    DOPO L’ARRESTO DEL REGISTA JAFAR PANAHI, PREMIATO AI FESTIVAL DI VENEZIA E BERLINO,
    SI È COSTITUITO IL GRUPPO DI FACEBOOK PROTESTIAMO PER L’ARRESTO DI PANAHI.

    Il vergognoso arresto di Jafar Panahi, operato dalla polizia politica del regime dell’Iran del presidente Mahmud Ahmadinejad
    è l’ennesimo atto della repressione contro il movimento dell’Onda Verde, contro i più basilari diritti civili e la libertà di espressione.

    Pahami è stato arrestato nella notte del 1? Marzo insieme alla moglie, la figlia ed altri quindici ospiti, fra cui la sorella del Premio Nobel
    del 2003 Shirin Ebadi ed il regista Mohammad Rasoulof, che preparava un film sulle manifestazione dell’Onda Verde e sulla tragica morte di Neda Agha-Soltan.
    Sono stati sequestrati i computer e gli appunti trovati in casa di Pahami.

    In questo momento il gruppo di Facebook ha superato le 3.000 adesioni, ottenute in poco più di 48 ore,
    segno che il popolo della rete si schiera con voce forte e chiara a sostegno dei diritti civili in ogni parte del mondo.
    Adesioni sono state espresse anche dal mondo della cultura e del cinema che si sta mobilitando per la protesta.

    Il gruppo ha l’obiettivo di raccogliere firme per un appello per una protesta ufficiale di tutte le Istituzioni Italiane
    – Governo, Parlamento e Presidenza della Repubblica – nelle sedi internazionali, come le Nazioni Unite e l’Unione Europea,
    promuovendo azioni e manifestazioni per raggiungere il proprio scopo. Aderendo al gruppo di Facebook si firma automaticamente l’appello.

    Chiediamo il contributo di tutti coloro che hanno cuore la libertà e la democrazia. Grazie!

    Il link al gruppo è http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=336291924474&ref=ts

    Per informazioni contattare:

    Serafino Murri – Fondatore del gruppo [email protected]

    Simone Corami – Stampa e Blog [email protected]

    Emanuela Liverani – Rapporti con Associazioni

    ed Organizzazioni [email protected]

    David Murolo – Rapporti Mediateche [email protected]

    Giusy Paesano – Iniziative e Rassegne [email protected]

  • La Lista Civica CHIETI INSIEME presenta www.chietiinsieme.it

    La web agency Dysotek è felice di presentare il sito internet della Lista Civica CHIETI INSIEME: Chietiinsieme.It.

    CHIETI INSIEME è una lista civica candidata alle elezioni amministrative del Comune di Chieti del 28/29 marzo 2010.

    La Lista, che presenta come candidato sindaco Pietro Supino, dispone di un programma elettorale che pone particolare attenzione alla sanità e al sociale.
    Il sito permette agli utenti di leggere il programma della Lista e l’elenco dei suoi candidati.
    E’ presente una sezione stampa dedicata ai giornali e siti web che hanno scritto degli articoli sulla Lista.
    Un’area news e un’area eventi con calendario, permettono agli utenti di rimanere sempre aggiornati sulle ultime notizie e manifestazioni in programma.
    Le news del sito possono essere lette anche tramite tecnologia Feed RSS.
    E’ possibile utilizzare il motore di ricerca interno del sito per trovare informazioni in base alle parole chiave.
    Vi è anche una sezione fotografica contenente diverse immagini riguardanti l’attività della Lista.
    Dal sito gli utenti possono anche accedere alle pagine della Lista presenti su Facebook e Twitter.
    Una completa area di back-end permette al Cliente di gestire, in modo semplice e veloce, le pagine informative del sito, le news, gli eventi e le foto.
    Il progetto è stato realizzato dalla nostra azienda con tecnologie XHTML, CSS, PHP e MySQL.
    Il sito ha ottenuto le validazioni, da parte del W3C, sul codice XHTML 1.1 e CSS 2.1.
    Abbiamo sviluppato un prodotto elegante, semplice da navigare e chiaro nei contenuti.
    La Lista Civica CHIETI INSIEME ha quindi ora la possibilità di presentare sul web, ai propri elettori, la propria attività politica.
    Come sempre è disponibile nel nostro sito una pagina dedicata al Cliente con la case history del servizio.

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  • Esclusione lista PdL da Regionali Lazio, De Pierro invoca rispetto della legge




    Roma – “È sicuramente triste quanto insolito assistere a una esclusione di questo tipo, e in qualche modo ciò potrebbe disegnare uno scenario elettorale privo di una lista competitiva e rappresentativa come quella del PdL. Però, eccezion fatta per queste considerazioni da cittadino, la vicenda ha messo in evidenza un’incapacità gestionale preoccupante da parte di un partito che da ormai due anni afferma di governare l’Italia, anche se poi nei risultati, eccetto i proclami, tali affermazioni non trovano riscontri apprezzabili”. È quanto dichiarato dal presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, che esplicita pubblicamente la sua posizione sulla possibile esclusione della lista dei candidati della provincia di Roma del PdL, che risulta a tutt’oggi non ammessa alla competizione elettorale per irregolarità nei tempi previsti sulla consegna delle opportune documentazioni. Dopo il rigetto dell’istanza di riammissione, per il partito del premier e la sua candidata alla presidenza del Lazio, Renata Polverini, c’è la possibilità di presentare ricorso all’Ufficio centrale presso la Corte d’Appello.

    “Alla luce dei fatti – rimarca il numero uno del movimento in difesa dei diritti civili – una conduzione così dilettantistica di un passo molto importante quale quello della presentazione delle liste denota incompetenza e incapacità di gestione. Perciò, non ritengo all’altezza gli eventuali eletti di questa lista di poter aspirare al governo di una regione complessa e problematica come il Lazio, nonostante i tanti soldi spesi dai numerosi candidati, che fanno pensare più a un investimento di promozione aziendale che non a una competizione dove spicchi la capacità di autodeterminazione da parte degli elettori”.

    Poi, entrando nel merito della vicenda il leader dell’Italia dei Diritti attacca: “Va da sé che, qualora le regole non siano state rispettate, come sembra, sia giusta l’eliminazione di tale lista dalla tornata elettorale. Credo, inoltre, che anche chi è deputato a decidere dovrà basarsi su dei fatti concreti e inoppugnabili, e quindi, se tutto corrisponde a quanto riportato dagli organi di informazione, la decisione non potrà che essere quella della definitiva esclusione. Mi auguro – conclude De Pierro con tono polemico – che non intervenga qualche provvedimento ‘ad listam’, dopo che la parte politica in questione ci ha abituati, per lunghi e tristi anni, al fenomeno tutto italiano delle leggi ad personam”.

  • Caos PdL Lazio, Maruccio ricostruisce il caso della lista mai consegnata

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio: “Non si può parlare di una esclusione, ma di pressapochismo, delirio di onnipotenza, arroganza e spregio delle regole”

    Roma – Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, torna a commentare la vicenda dell’esclusione della lista PdL a Roma e provincia dalle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, alla luce degli ultimi sviluppi, tra ricorsi e polemiche. “La legge è uguale per tutti – esordisce il candidato al Consiglio regionale laziale per il centrosinistra –. Ogni volta siamo costretti a rimarcare questo assunto che ogni cittadino, tanto più se candidato a governare una Regione, dovrebbe ricordare. Le regole sono regole e non si possono stravolgere ogni volta a proprio piacimento, appellandosi al Presidente della Repubblica, o montando un patetico sistema di accuse contro la burocrazia”.

    Analizzando la situazione creatasi intorno alla lista pidiellina che sostiene Renata Polverini alla presidenza del Lazio, Maruccio prova a ricostruire nello specifico cosa è successo la mattina di sabato 27 febbraio scorso. “Il PdL, il partito che governa l’Italia e che si proponeva di governare il Lazio, a Roma e provincia non è riuscito nemmeno a presentare la lista”, dice l’assessore laziale che poi attacca: “È fin troppo semplice. Oggi le dietrologie si sprecano. Tra panini mangiati di fretta, figli malati in macchina, esponenti di altre forze politiche assurti a buttafuori o forse, e lo diciamo sottovoce, qualche candidato da cancellare con il bianchetto comprato nella vicina cartoleria. E cioè aggiungere un reato ad un altro reato. Lo sanno i politicanti del PdL che cambiare un candidato qualche minuto prima della presentazione delle liste è reato? Lo sanno che le firme raccolte sono collegate al candidato e quindi cambiare il nome significa ingannare la buonafede dei propri sostenitori? Il fatto certo è che alle ore 12 del termine ultimo il delegato del PdL, incaricato della consegna delle liste, non era presente all’interno del tribunale e fino a quel momento non aveva presentato alcunché. Non si può parlare, dunque, di una esclusione della lista PdL, perché era difficile escludere una lista mai presentata. Si deve invece parlare di pressapochismo, di delirio di onnipotenza, di arroganza e spregio delle regole di chi oggi è costretto a raccontare scuse e inventare deliranti congiure. Nella storia delle elezioni politiche non sono mancate esclusioni di liste per mancanza dei requisiti di legge, figuriamoci nel caso di una richiesta mai presentata. I pianti e le accuse di questi giorni sembrano più lacrime di coccodrillo di persone incompetenti che reali giustificazioni”.

    “Nei corridoi di palazzo – incalza ancora Maruccio – si accavallano voci di provvedimenti lampo che puntano a salvare il PdL dal ‘pasticciaccio romano’, come è stato definito dagli stessi giornali di destra. Noi vigileremo affinché il sistema delle regole che tengono in piedi la nostra democrazia non sia personalizzato da questa banda di arroganti. Siamo disposti anche a fare le barricate per opporci strenuamente ad ogni tentativo di imporre l’illegalità con la prepotenza. Non è giustizialismo né difesa becera delle regole, perché le regole o esistono o non esistono, o valgono o non servono. L’Italia è piena di regole che non funzionano perché applicate ‘all’italiana’, ossia con discrezionalità e diverse da caso a caso. Questa volta non sarà così”.

  • Protesta inquilini Enpaia per aumenti affitto, lo sdegno di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Grava sui ceti più poveri il peso della deriva del Paese”

    Roma – “Dopo aver svolto un importante ruolo calmierante nel mercato immobiliare, da alcuni anni ormai gli enti assistenziali si sono trasformati in imprenditori”. Questo il commento di Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, in merito alla protesta degli inquilini dell’Enpaia, davanti alla sede romana della fondazione. I locatari delle case di proprietà dell’Ente nazionale di previdenza per gli addetti e gli impiegati dell’agricoltura, si aspettavano infatti un leggero ritocco del canone d’affitto, compreso tra i quattrocento e i cinquecento euro, salvo poi scoprire aumenti pari a più dell’ottanta per cento. Le vibranti lamentele degli affittuari sono inoltre rivolte ai sindacati, rei di aver firmato senza delega a rappresentarli, l’accordo per il rinnovo delle condizioni di locazione, che priva il conduttore del diritto di prelazione in caso di vendita e prevede un cospicuo aumento del deposito cauzionale.

    “Siamo di fronte ad una nuova emergenza abitativa – prosegue l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – che rischia di lasciare senza un tetto centinaia di famiglie. Invece di porre un freno all’escalation dei prezzi degli affitti, si mettono i cittadini di fronte all’alternativa di abbandonare la propria casa o rischiare lo sfratto. Il Paese è alla deriva e la disperazione dei più disagiati dilaga – conclude amaramente Tortosa – nella totale indifferenza delle istituzioni preposte”.

  • Vincenzo Maruccio capolista IdV alle Regionali Lazio

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Per me è un onore e una responsabilità. Ringrazio il partito e metto il mio impegno a disposizione dei cittadini”

    Roma – “È ufficiale: sono capolista per l’Italia dei Valori alle prossime elezioni Regionali del Lazio, nella circoscrizione di Roma e Provincia. Una responsabilità di cui sono onorato e di cui ringrazio un partito che nei fatti ha dimostrato di credere nel rinnovamento, sostenendo con decisione la mia giovane candidatura alla politica del territorio”. Queste le prime parole di Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, dopo la sua investitura formale da parte dell’IdV per il ruolo di capolista, a Roma e Provincia, in occasione delle imminenti consultazioni elettorali laziali.

    “Si tratta di un obiettivo strategico – spiega Maruccio – dichiarato e mantenuto dal presidente Antonio Di Pietro nel Congresso che si è svolto lo scorso febbraio, a dimostrazione di una volontà nuova, non condizionata da ideologie del passato o da logiche di partito, ma più attenta all’efficienza dei risultati e alla trasparenza dei comportamenti. Infatti, anche io sono convinto, e credo di averlo dimostrato nei miei mandati di assessore regionale, che la politica debba intendersi come servizio accurato per i cittadini e per il proprio territorio, sempre a partire dai ‘valori’ fondamentali su cui si fonda la nostra Carta costituzionale. E in questo momento penso soprattutto all’uguaglianza di tutti di fronte alla legge e al rispetto assoluto delle norme e delle regole del gioco. Solo così possiamo sperare che a tutti siano riservate le stesse opportunità. Solo così è possibile ispirare la fiducia nei cittadini verso coloro che svolgono funzioni pubbliche”.

    Poi, il neo-capolista per il partito guidato da Di Pietro lancia un invito: “Alle persone che si riconoscono in tali valori chiedo, dunque, di seguire questo percorso nuovo che l’IdV ha intrapreso nel Lazio. Il mio impegno, appassionato e aperto, sarà sempre rivolto al contributo di tutti, specialmente in una occasione importante come quella della campagna elettorale dove il contatto diretto con le persone è fervido e ricco di confronti. Vi aspetto al Comitato, venite a conoscermi”.

  • Pista ciclabile ancora sbarrata a Roma Nord, il punto di vista di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “I proclami non ci bastano più”

    Roma – “I cittadini romani sono stanchi di ottenere dalle amministrazioni solo comunicati che poi non vengono portati a termine”. Queste le parole del vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, in merito alla continua procrastinazione da parte dell’assessorato romano alla riapertura del tratto di pista ciclabile che collega Ponte Milvio Castel Giubileo a ponte dell’Acqua Traversa.

    “Quello in questione è un importante passaggio ciclistico molto utilizzato ed apprezzato dalle famiglie capitoline amanti delle due ruote, ma purtroppo ad oggi lo sbarramento prolungato dello stesso tiene spezzata questa parte di Roma Nord. Il problema delle promesse non mantenute – continua Tortosa – non è però circoscritto alla sola pista ciclabile. Purtroppo in un periodo di campagna elettorale si cerca di ottenere il consenso dei cittadini utilizzando atteggiamenti furbeschi e promettendo soluzioni che non verranno mai attuate. Non dobbiamo dimenticare le numerose, vane promesse da parte dell’amministrazione comunale quali il ripristino del manto stradale, il problema degli asili nido e non ultimo la situazione della nettezza urbana nella città di Roma. Vorremo sapere, non solo quanti soldi sono stati spesi dal Comune per la creazione di una pista ciclabile ad oggi non agibile, ma soprattutto – conclude l’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro – quando potremo tornare ad andare in bici per la nostra città”.

  • Via libera a nuovi centri commerciali nella Capitale, l’appello di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Chiediamo al sindaco una maggiore sensibilità per i piccoli imprenditori”

    Roma – “Difendo con tenacia i piccoli imprenditori romani, la professionalità e il coraggio che mostrano nel difendersi dalla morsa della concorrenza dei grandi centri commerciali”. Con queste parole il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, commenta la notizia del via libera dato dal Comune di Roma alla costruzione di un nuovo shopping center di 15.000 metri quadri ad Acilia. A sostegno dell’atteso piano di recupero urbano delle periferie, promosso dal sindaco, è prevista, nel giro di 5-8 anni, la realizzazione di altre 10 mega-strutture di vendita in diverse zone di Roma. “Non posso non pensare alla famiglie dei fornai, dei calzolai, dei fruttivendoli e di tutti i piccoli negozianti che per anni con sacrificio hanno condotto le loro attività favorendo la crescita qualitativa e professionale del commercio. Faccio un appello ad Alemanno – conclude l’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro – affinché rivolga una maggiore sensibilità verso questi lavoratori e non dimentichi il vitale sostegno che hanno fornito per lo sviluppo della nostra città”.

  • Tortosa su arresto sfruttatori di prostitute a Colonna

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Queste persone vanno colpite con la massima severità e senza alcuna indulgenza”

    Roma – “La piaga del meretricio e dello sfruttamento deve vedere la politica impegnata in un’azione ferma di contrasto che non scantoni in logiche di garantismo lassista, utili solo a trasmettere un esiziale senso di impunità”. Questo il duro commento di Oscar Tortosa, vicesegretario laziale dell’Italia dei Valori, in relazione all’episodio occorso a Colonna, piccolo centro a sud di Roma, dove i carabinieri hanno arrestato due cittadini romeni che tenevano segregate in un ex pollaio delle connazionali, inducendole alla prostituzione. Le giovani, di 23 e 30 anni, sono state trasferite in un centro di prima accoglienza e antiviolenza della Capitale, mentre gli sfruttatori sono stati ammanettati e tradotti nel carcere di Rebibbia. “Credo in tutta onestà – ha aggiunto l’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro – che queste persone dovrebbero essere processate nel loro paese d’origine, dove le sanzioni sono ben più severe delle nostre. Vanno colpite senza pietà, non meritano alcuna attenuante. Il rischio qui da noi è che vengano assistite da qualche azzeccagarbugli che, incuneandosi nelle pieghe del diritto, potrebbe far loro ottenere dei cospicui sconti di pena, con buona pace della giustizia e dello stato di diritto”.