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  • Il CUS Bergamo si aggiudica il secondo posto per il 45° Torneo San Giacomo di Venezia

    Sono arrivate seconde le ragazze della squadra di pallavolo del CUS Bergamo che si sono scontrate in finale con la formazione del CUS Padova per il podio del 45° Torneo San Giacomo dell’Orio “Memorial Francesca Bardelle” (risultato di 3 a 1, 19-25; 25-14; 26-24; 25-20).

    Il torneo non era partito sotto i migliori auspici visto il forfait all’ultimo momento del CUS L’Aquila a causa di 2 casi di positività delle atlete. Al posto de L’Aquila è scesa in campo la squadra di 1° divisione del CUS Venezia che, nella prima semifinale di sabato, ha perso per 2 a 0 con il CUS Padova con parziali a 13 e 17.

    Il CUS Bergamo si è invece aggiudicato per 2 a 1 (23-25; 25-22; 25-19) la seconda semifinale sul CUS Venezia di serie C al termine di un incontro sempre in equilibrio.

    Le due formazioni veneziane hanno aperto le finali del sabato con la vittoria della squadra di serie C allenata da Andrea Grandese che ha conquistato il 3 superando a 11 e a 19 le ragazze di Alberta Rocca che hanno giocato con buona grinta.

    Nella finalissima dopo i primi due set in parità si è animata nel 3° in cui le padovane sono riuscite a recuperare le orobiche di coach Giorgio Ferrari vincendo in rimonta e sulle ali dell’entusiasmo hanno messo le basi per chiudere al quarto trascinate da Martina Negrato, premiata come miglior giocatrice del torneo.

    Al di là del risultato sportivo, la manifestazione organizzata dal CUS Venezia insieme alle Università Ca’ Foscari e Iuav è stata un successo. Si è riusciti a ripartire in sicurezza con il primo evento sportivo interateneo nel pieno rispetto delle regole. Esame sierologico o tamponi per tutte le giocatrici e gli arbitri e prova della temperatura agli addetti che hanno avuto accesso al campo.

    Alle premiazioni per Bergamo erano presenti Stefano Tomelleri e Claudio Bertoletti, rispettivamente delegato del Rettore per lo sport universitario e presidente del CUS Bergamo.

  • Torna il progetto Attività Fisica Adattata (AFA) over 65: ripartenza in sicurezza dopo l’emergenza Covid-19

    Dopo lo stop forzato, dovuto all’emergenza da Covid-19 e al conseguente lockdown, torna il progetto AFA (Attività Fisica Adattata) OVER 65, coordinato dall’Università degli Studi di Bergamo e dal CUS Bergamo in collaborazione con numerosi enti territoriali della provincia bergamasca, tra cui diversi Comuni e associazioni, Ats Bergamo e Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bergamo. Progetto che in realtà non si è mai fermato del tutto: nei mesi dell’emergenza, i trainer seguivano a distanza – con video e schede di esercizi – gli utenti iscritti al programma, aiutandoli non solo sul piano fisico ma anche dal punto di vista mentale e psicologico.

    L’AFA OVER 65 è infatti un progetto di ginnastica preventiva adattata per persone over 65, utile per combattere sedentarietà e fastidi fisici, ma anche per socializzare, promuovere uno stile di vita sano e per prevenire le cadute grazie a esercizi mirati studiati dai trainer del Cus Bergamo che due volte a settimana guidano corsi di ginnastica nei Comuni della provincia.

    Nonostante l’emergenza da Covid-19, ad oggi sono 35 i comuni aderenti al progetto (altri 8 sono al lavoro per risolvere problematiche organizzative), che inizierà ufficialmente il 14 settembre (anche se in diversi comuni partirà a metà ottobre per adeguamento degli spazi). Numerose le novità introdotte per rispettare le prescrizioni anti Covid: in ogni sede è stato infatti istituito un protocollo ad hoc che tiene conto degli spazi e delle diverse attrezzature presenti. Per garantire la sicurezza degli utenti, che per età e patologie rientrano nella fascia più a rischio, dovrà essere assicurata la distanza di 2,5 metri gli uni dagli altri, postazioni predefinite per una ginnastica “sul posto” e l’igienizzazione delle attrezzature e delle postazioni utilizzate.

    “La ripartenza di questo progetto è un importante segnale di ripresa e attenzione verso una categoria che negli ultimi mesi è stata duramente colpita dall’emergenza Covid-19. Un’emergenza che non è ancora finita ma che come Università di Bergamo stiamo affrontando con grande attenzione, prudenza e con una grande voglia di normalità. Le modalità di applicazione dell’Attività Motoria Preventiva Adattata saranno sicuramente diverse ma garantiranno ai nostri anziani momenti di attività fisica e in molti casi conforto dalla solitudine in totale sicurezza. Questo ci spinge a proseguire in questo percorso che negli anni ha raccolto sempre più adesioni e rientra a pieno titolo nella cosiddetta terza missione dell’Università, ovvero essere parte integrante del territorio, della comunità, della nostra provincia” spiega Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo.

    “Nelle ultime settimane, tutti gli attori protagonisti hanno lavorato con grande impegno per permettere la ripartenza in totale sicurezza dei corsi. Ad oggi possiamo confermare che l’attività riprende nella maggior parte delle sedi (circa l’80%), in ognuna delle quali abbiamo stabilito protocolli di sicurezza personalizzati. Abbiamo ripensato a tutti i corsi così da evitare contatti ravvicinati e garantire una distanza anche superiore rispetto a quella prevista dalla legge. Le modalità saranno differenti ma non lo spirito con cui ci approcciamo ad un obiettivo importantissimo: invogliare gli over 65 a fare attività motoria, meglio se in compagnia. Un obiettivo oggi più che mai fondamentale dopo lunghi mesi di inattività, paura e – spesso – solitudine” racconta Stefano Tomelleri, Presidente del Comitato per lo sport universitario di Unibg.

    «A causa dell’emergenza da coronavirus siamo stati per lunghi periodi in casa. I rischi per la salute psico-fisica legati all’inattività riguardano tutti, ma in particolare sono maggiormente esposte le persone anziane – dichiara Massimo Giupponi, Direttore Generale di ATS Bergamo – per questo il progetto di attività fisica adattata over 65, ormai consolidato e attivo in diversi comuni del nostro territorio, rappresenta in questo particolare momento uno strumento concreto per affrontare il ritorno alla normalità mettendo in primo piano la prevenzione, garantendo costantemente i protocolli per il contenimento del contagio da covid-19»

    «Il lockdown ha costretto la popolazione anziana e fragile a un pesante isolamento sotto il profilo fisico e psicologico. La ripresa dell’ “Attività Fisica Adattata” assume quindi in questo momento un importante significato, sia sul piano pratico che su quello simbolico. È il segnale della nostra capacità di adattarci alla convivenza con il virus, convivenza che sarà ancora lunga, ma che non dovrà fermarci e in particolare non dovrà limitare le possibilità di miglioramento sociale e fisico delle persone più fragili. L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bergamo – commenta il presidente Guido Marinoni – è orgoglioso di essere partner di questa iniziativa, che ha contribuito a promuovere sin dall’inizio e che ora rappresenta un importante presidio per la popolazione anziana, la più dolorosamente colpita dalla pandemia»

    ATTIVITÀ E COSTI – Il costo previsto è di 14 euro mensili, nei quali rientrano i maggiori oneri previsti per l’adeguamento dovuto all’emergenza Covid-19. Il corso è rivolto a uomini e donne ultrasessantacinquenni al di sotto dei normali valori di forza ed equilibrio, con conseguenti limitazioni nella loro autonomia. Scopo del progetto è infatti evitare l’invecchiamento precoce, migliorare forza ed equilibrio grazie a semplici esercizi che favoriscono il controllo e la gestione delle capacità del singolo individuo. Chiunque sia interessato e desideri iscriversi, può informarsi presso il proprio comune o tramite le associazioni partner.

    I COMUNI – I comuni presso i quali sono attualmente attivi i corsi di ginnastica preventiva adattata sono Albino, Antegnate, Arcene, Azzano S. Paolo, Bagnatica, Bergamo (ATS e CONI), Brusaporto, Ciserano, Cividate, Comun Nuovo, Curno, Dalmine, Gaverina Terme, Grassobbio, Lallio, Levate, Montello, Mornico al Serio, Mozzo, Orio al Serio, Osio Sopra, Palosco, Pedrengo, Ponteranica, Pumenengo, Romano di Lombardia, S. Paolo d’Argon, Sarnico, Seriate, Spirano, Stezzano, Telgate, Trescore Balneario e Treviglio.

    Per attivare un corso nel proprio comune è sufficiente rivolgersi al CUS Bergamo: [email protected] – tel.: 3404945775.

  • Centro Universitario Sportivo Italiano: per la prima volta un bergamasco nel consiglio nazionale

    Per la prima volta un bergamasco nell’organo di governo dello sport universitario: Claudio Bertoletti, Presidente del Cus Bergamo, è stato eletto nel consiglio nazionale del CUSI quale rappresentante delle Università statali del nord ovest, durante la assemblea dei Cus italiani, tenutasi a Roma nel salone d’onore del CONI.

    Il CUSI, Centro Universitario Sportivo Italiano, è stato fondato nel 1946, è un ente di promozione sportiva del CONI che raggruppa i centri sportivi delle università. Il CUSI apre tradizionalmente la stagione del rinnovo delle cariche di Federazioni ed Enti Sportivi che normalmente vanno ad elezione nell’anno delle Olimpiadi mentre il CUSI segue le Universiadi.

    «Oltre alla fiducia dei colleghi delle altre Università, l’ingresso di Bergamo nel Consiglio Nazionale deriva anche dal prestigio sempre crescente dell’Università degli studi di Bergamo nel panorama nazionale, riflessa anche in campo sportivo grazie al lavoro delle donne e degli uomini del CUS. Per un ulteriore salto di qualità ora il tema è portare impianti sportivi universitari anche a Bergamo, oltre che a Dalmine. Su questo tema l’attenzione del Rettore è grande e il 2020 potrebbe davvero essere l’anno della svolta» dichiara Claudio Bertoletti.

    «Mi congratulo a nome dell’Ateneo per questa importante nomina – afferma Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo -. Sport e Università è un binomio ormai indissolubile e su cui il nostro Ateneo investe molto offrendo corsi di studio e programmi per la doppia carriera dello studente-atleta. Sport significa determinazione, socialità e disciplina: valori che caratterizzano tanto l’agonismo quanto la carriera universitaria»

    Il CUS di Dalmine è frequentato da quasi settemila tesserati, che praticano 26 attività sportive e 28 attività fitness. Gli impianti sportivi universitari sono aperti a tutti. Numerosi sono poi i progetti promossi, sia all’interno dell’Università che all’esterno.

  • Marco Zanchi racconta le Orobie bergamasche a “Crocevia, sentieri e autori che si incontrano”

    Giovedì 21 novembre, ore 20.45

    Sant’Agostino – Università degli studi di Bergamo,

    Piazzale Sant’Agostino, 2 – Bergamo

     

    Le Orobie bergamasche tornano a far parlare di sé con un nuovo appuntamento di “CROCEVIA, sentieri e autori che si incontrano” rassegna d’alta quota. Giovedì 21 novembre alle ore 20.45 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Bergamo, sarà Marco Zanchi, ultra runner di Cene, a raccontarne la bellezza e le emozioni che solo le nostre montagne sanno regalare in un incontro moderato da Ruggero Meles, scrittore e alpinista. Attraverso il racconto incalzante come fossimo durante una corsa in alta montagna Marco Zanchi ci farà innamorare delle sue “Orobie d’un fiato”, non una gara o un semplice video, ma il racconto appassionante del Sentiero delle Orobie Occidentali e Orientali, passato e presente, in un divenire continuo di sfide e soddisfazioni.

    Un messaggio a cui aderiscono concretamente Università e Cus Bergamo attraverso specifici programmi per la crescita non solo accademica ma anche a sostegno della capacità di superare gli ostacoli e lo sviluppo sportivo dei propri iscritti. E proprio per incoraggiare gli studenti a coltivare quella straordinaria scuola di vita che è lo sport, UniBg ha sviluppato Dual Career, il programma nato per permettere allo studente-atleta di combinare la propria carriera sportiva con lo studio in modo flessibile e con la collaborazione del Comitato Italiano Paralimpico delegazione di Bergamo è stata sviluppata la «palestra inclusiva»: un luogo in cui, grazie ad attrezzature specifiche e a istruttori opportunatamente formati, non esistono limiti alla capacità di allenamento.

    “Nelle strategie di sviluppo dell’Università di Bergamo nei confronti dello sport, è particolarmente importante incontrare Marco Zanchi. È, infatti, tra quegli atleti, ancora troppo pochi, che uniscono il prestigio dei valori connessi all’impegno nella pratica sportiva con la sensibilizzazione nei confronti della sostenibilità ambientale valorizzando, in particolare, i territori e i percorsi delle Alpi Orobiche – afferma il professor Antonio Borgogni, docente di Didattica dell’educazione psicomotoria dell’Università degli Studi di Bergamo – Oltre a ciò, il tema dello sport cosiddetto estremo, che sta assumendo un sempre maggiore rilievo sul piano del numero dei partecipanti a livello nazionale e mondiale, assume per la nostra università un rilievo culturale e scientifico che, anche grazie a questo primo incontro, non mancheremo di approfondire nel prossimo futuro”

    “Orobie d’un fiato” è un sogno che diventa realtà nato dalla passione di Marco per le Orobie, ma anche un percorso di analisi e di studio della storia e dei protagonisti delle cime orobiche. Una ricerca che Marco Zanchi ha concluso percorrendo circa 140 chilometri in solitaria tra il 6 e il 7 luglio 2019. Una 24 ore che ha visto l’ultra runner percorrere tutta l’Alta Via delle Orobie Bergamasche, partendo da Cassiglio, in valle Brembana e raggiungendo, dopo sole 24 ore il Passo della Presolana, all’altro capo, in valle Seriana. “Orobie d’un fiato” è una dedica a tutti coloro che come lui vivono e amano quotidianamente e incondizionatamente queste montagne, ma allo stesso tempo, per chi le frequenta e le apprezza da lontano, un invito a conoscerle meglio. Perché certe emozioni solo l’alta quota sa regalare.

    Un’impresa unica e da ricordare, che Marco Zanchi vuole celebrare in quest’occasione con un’azione di solidarietà. L’ultra runner infatti, proprio durante l’incontro di giovedì sera, annuncerà l’apertura di un’asta nella quale il miglior offerente potrà far suo lo zaino utilizzato durante l’impresa dello scorso luglio. L’obiettivo? Donare il ricavato in beneficenza per l’acquisto di nuovi giocattoli per il reparto pediatrico dell’Ospedale Papa Giovanni XIII di Bergamo. L’asta sarà aperta da venerdì 22 novembre 2019 a martedì 10 dicembre 2019 sulla pagina Facebook “Orobie d’un Fiato”.

    Un viaggio che continua e va oltre la bellezza della montagna, ma che è qualcosa di molto più profondo, che segna l’individuo, che lo riconduce alla vita quotidiana e alle sfi de che ogni giorno troviamo sul nostro percorso. Una scoperta che parla di montagna, tradizione e Amore. Un monito per salvaguardare il nostro pianeta a 360° e promuovere un turismo responsabile e sostenibile, che tuteli le biodiversità, l’artigianalità e l’ambiente alpino: questo lo scopo del progetto dell’ultra runner orobico e questa la sfida di «CROCEVIA, sentieri e autori che si incontrano», la rassegna itinerante, organizzata da Orobie in collaborazione con Explora e Regione Lombardia.

    «Si tratta di eventi di sicuro interesse che permetteranno di valorizzare ancora di più le nostre splendide montagne – sottolinea Lara Magoni, assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda della Regione LombardiaD’altronde l’obiettivo di Regione Lombardia è incrementare il turismo d’alta quota, esaltando quei punti di forza che possono rendere le località montane attrattive tutto l’anno, dalle attività all’aria aperta alle bellezze paesaggistiche ed ambientali, sino all’enogastronomia e allo sport in libertà, come il cicloturismo e lo sci. A maggior ragione dopo la conquista delle Olimpiadi invernali del 2026 con Milano-Cortina. Sono convinta che questa rassegna sia un volano strategico per fare provare ad un pubblico più vasto l’esperienza di vita in montagna, realtà fantastica che merita di diventare maggiormente attrattiva per i visitatori non solo lombardi ma anche internazionali».

    INFORMAZIONI E PRENOTAZIONE
    L’incontro, organizzato da Moma Comunicazione di Bergamo, con main sponsor Italcementi-HeidelbergCement Group, il supporto dell’Università degli studi di Bergamo e del CUS, la collaborazione di Regione Lombardia e di Vibram e con il patrocinio del Cai di Bergamo e del Cai Unione Bergamasca Sezioni e Sottosezioni, così come tutti quelli del ciclo «Crocevia», sarà a ingresso gratuito su prenotazione inviando una mail a [email protected] o telefonando allo 035.240.666. Per informazioni https://tinyurl.com/y4rybv2d

    BIOGRAFIA MARCO ZANCHI
    Marco Zanchi. Classe 1976, nato e cresciuto a Cene in valle Seriana, Marco Zanchi abbandona da adolescente il mondo delle corse in motocicletta e si avvicina al podismo affi ancato da due amici già aff ermati nella disciplina, Mario Poletti e Migidio Burifa. Con determinazione inizia a raccogliere i primi successi nel 2002 alla Maga sky marathon, nel 2003 in Spagna alla Zegama marathon, consacrando nello stesso anno la sua carriera da ultra runner con la 6ª piazza al Tor des Géants (330 chilometri) e la doppia vittoria, nel 2015 e nel 2018, della Orobie Ultra Trail di Bergamo. Una grande carriera sportiva, coronata dalle convocazioni in Nazionale per i Campionati mondiali del 2011, 2013, 2015 e 2018. Marco Zanchi ha lavorato per diversi anni in un’officina meccanica, per poi passare in Acerbis e a Tecnica group. Ora è impegnato nel suo laboratorio di calzature e di produzione di zaini da trail a Cene, in valle Seriana.