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  • Perché Si Paragona l’Oro ai Bitcoin ?

    Perché si paragona l’oro ai bitcoin non è un fatto che trova fondamenta nel reale ruolo di questi due beni che sono utilizzati anche come metodo di investimento.
    In economia per oro si intende un bene prezioso in grado di mantenere il proprio valore anche di fronte alle crisi economiche e non più profonde.
    Per questa caratteristica l’oro è universalmente riconosciuto come il bene rifugio più affidabile in assoluto tanto da essere utilizzato come riserva finanziaria dagli stessi stati che lo conservano gelosamente nei caveau delle banche centrali.
    L’oro può essere facilmente monetizzato anche sotto forma di oro fisico recandosi in attività come questo compro oro Firenze.
    Per queste caratteristiche paragonare l’oro ai bitcoin non può che essere considerato almeno allo stato attuale delle cose come una semplice strategia di marketing.
    Il Bitcoin nasce in origine come moneta digitale, un metodo di pagamento che non dipende da alcun sistema valutario ma si regge su una struttura che permette il pagamento diretto senza intermediari.
    In realtà questo ruolo dell’oro ad oggi appare molto limitato per quanto riguarda l’acquisto della maggioranza dei beni e dei servizi in vendita nella economia attuale.
    AL posto di un sistema di pagamento autonomo i bitcoin sono divenuti un asset di investimento per un numero crescente di investitori che hanno affidato i loro soldi attratti soprattutto dalle potenziali plusvalenze.
    Il bitcoin è salito agli onori della cronaca per i suoi rialzi record che in pochi giorni lo fanno hanno fatto arrivare a cifre da capogiro.
    Allo stesso modo hanno fatto altrettanto scalpore anche gli improvvisi crolli di valore che possono essere repentini tanto quanto i rialzi.
    Da questo si può facilmente evincere quanto le caratteristiche dei bitcoin differiscano da quelle dell’oro.
    Alcuni analisti per sostenere il contrario provano a fare paralleli tra l’andamento del valore di questi due beni, in realtà anche queste tesi pur rimanendo tutte da verificare sono comunque allo stato attuale improprie in quanto la criptovaluta esiste da poco più di un decennio un lasso di tempo troppo breve per potere essere paragonato all’andamento della quotazione oro che vanta un storia millenaria.

  • Volatilità Bitcoin e Stabilità della Quotazioni Oro

    Volatilità del Bitcoin e stabilità della quotazioni oro potrebbero essere le due facce di una stessa medaglia per realizzare investimenti bilanciati e potenzialmente redditizi.
    In un portafoglio di investimento ben bilanciato devono essere presenti sia asset a rischio che possano aumentare di valore e dare importanti plusvalenze sia beni rifugio in grado di ammortizzare le perdite nei periodi in cui i mercati finanziari perdono valore.
    L’oro è il bene rifugio per eccellenza al quale si rivolgono tutti quando la crisi di fiducia verso gli altri asset aumenta, risparmiatori istituzionali e privati acquistano lingotti da monetizzare quando l’economia torna a crescere.
    Anche piccoli risparmiatori acquistano oro fisico per creare riserve auree facili da convertire in denaro rivolgendosi anche presso un compro oro Firenze, Pisa, ecc.
    Al contrario il Bitcoin deve essere considerato un investimento potenzialmente molto redditizio quando il suo valore cresce ma resta un asset ad alto rischio che deve essere gestito come tale.
    Soprattutto in un momento storico di grande incertezza dove molti asset sono divenuti a rischio l’investimento in Bitcoin acquista una rilevanza maggiore offrendo maggiori possibilità di guadagno rispetto ad asset tradizionali.
    Successivamente al record storico dell’oro di agosto la sua quotazione è diminuita fino alla soglia di 1700 dollari oncia, un prezzo ancora piuttosto elevato ma lontano dagli oltre 2000 dollari oncia del massimo storico.
    Al contrario il Bitcoin ha cominciato nello stesso periodo a crescere fino ad arrivare alla massima quotazione mai raggiunta di 6000 euro.
    Questo andamento opposto tra oro e Bitcoin testimonia che l’economia globale è in ripresa in vari paesi tra cui quelli che più fanno la differenza come la Cina ed i Paesi Arabi.
    Per questo motivo molti investitori desiderosi di tornare ad investire sui mercati possano aver liquidato parte delle proprie posizioni sull’oro per investire anche nella criptovaluta più capitalizzata del mercato.
    Questo giustificherebbe l’esponenziale crescita del prezzo Bitcoin proprio durante la diminuzione di valore del prezioso metallo giallo.

     

  • Bitcoin e Oro Investimenti Antagonisti ma Entrambi Vincenti

    Bitcoin e oro sono investimenti che nell’anno appena trascorso hanno avuto un andamento molto positivo ottenendo valori a doppia cifra superiori all’anno precedente.
    Il Bitcoin è cresciuto di valore in modo esponenziale arrivando ad un valore di oltre 4 volte superiore a quello che aveva terminato l’anno prima.
    Se si trattasse di un asset di investimento tradizionale un rialzo di questo tipo sarebbe una anomalia inspiegabile.
    Ma il Bitcoin ci ha abituati ad una volatilità che non ha nulla a che fare con i tradizionali asset di investimento, per questo motivo un rialzo di questa portata deve essere classificato come un aumento di valore molto positivo ma allo stesso tempo normale per la criptovaluta più capitalizzata al mondo.
    L’oro ha anche esso ottenuto una performance molto positiva nel 2020, ottenendo un notevole più 20% rispetto al valore del 2019.
    Dopo la caduta di valore dell’oro di marzo, quando le borse ma soprattutto gli investitori presi dal panico per le perdite epocali subite a causa del lockdown, hanno monetizzato parte delle proprie riserve auree per rifinanziare le proprie posizioni.
    Il prezzo oro ha cominciato un rally al rialzo progressivo che si è concluso con il record storico ad agosto di 2076 dollari oncia.
    Un valore talmente alto che ha innescato una certa tendenza da parte di alcuni investitori desiderosi di monetizzare le plusvalenze ottenute, compresi alcuni che avevano investito in oro fisico ed hanno rivenduto direttamente ai banchi metalli o ai compro oro Firenze o di altri luoghi.
    Bitcoin e oro sono investimenti che hanno avuto storie e cause diverse nel 2020 come è normale che sia, nonostante alcuni analisti hanno voluto provare a tracciare analogie nel loro andamento cercando di mettere in risalto possibili parallelismi.
    Una delle poche analogie che può accomunare il loro andamento nel 2020 è il fatto che entrambi abbiano concluso l’anno con performance positive ed entrambi possano confermare tale andamento anche nel 2021.

  • Oro e Bitcoin Passato e Futuro di una Economia in Continuo Movimento

    Oro e Bitcoin vengono spesso associati in vari contesti, non pochi quelli che equiparano le caratteristiche della criptovaluta più diffusa al prezioso metallo giallo anche se le differenze tra questi non sono certo di poco conto.
    L’oro è stato un metallo che ha letteralmente fatto girare il mondo fin dalla sua scoperta questo prezioso metallo giallo ha esercitato un fascina irresistibile sugli essere umani a prescindere dalla collocazione geografica che dalle posizioni sociali.
    L’influenza che l’oro ha esercitato sulla civiltà dell’uomo è stata fortissima, in nome di questo metallo sono state compiute imprese che hanno lasciato un segno indelebile sulla storia umana, dalle guerre alle grandi migrazioni di massa che hanno fatto spostare molte persone in cerca di fortuna all’epoca delle leggendarie corse all’oro.
    Dalla scoperta dell’oro questo metallo si è trasformato dall’essere un metallo luccicante perfetto per adornare persone ed ambienti un mezzo di pagamento che ha reso agevole le prime forme di commercio anche tra paesi molto lontani.
    Oggi in epoca moderna l’oro è il protagonista della economia e della finanza come bene prezioso utile ad accumulare valore e a conservarlo nel lungo periodo.
    Ancora oggi l’importanza del suo ruolo è tale da essere considerato il bene rifugio per eccellenza dagli investitori di tutto il mondo che lo acquistano soprattutto durante le fasi di crisi economica.
    L’oro viene acquistato sia per mezzo di strumenti finanziari sia come oro fisico in lingotti per creare riserve auree che possano essere vendute facilmente anche presso uno dei molti compro oro Firenze o di ogni altro luogo.
    Il Bitcoin al contrario dell’oro ha una storia brevissima, questa criptovaluta è stata realizzata per permettere alle persone di effettuare transazioni senza la necessità che queste necessitino di intermediari come banche.
    La nascita delle criptovalute non è però stata accolta solo come mezzo di pagamento diretto e soprattutto anonimo ma piuttosto come mezzo di investimento.
    Una visione che almeno fino ad oggi ha fuorviato la vera ragione per cui questo sia stato realizzato e cioè dal liberarsi delle sempre più invadenti regole che fanno parte del sistema di credito attuale.
    Il valore dei Bitcoin dalla sua creazione è salito in modo esponenziale nonostante la quotazione sia caratterizzata da una elevatissima volatilità che permette in brevissimi lassi di tempo sia di realizzare plusvalenze straordinarie ma anche altrettanto velocemente di subire perdite di valore fortissime.
    Analizzando in modo razionale oro e bitcoin è più facile trovare differenze molto evidenti piuttosto che analogie, un fatto confermato anche dalle diverse finalità degli investitori che decidono acquistare oro per mettere al sicuro il valore del proprio capitale da quelle di chi acquista bitcoin per ottenere forti guadagni.

  • Su Cosa Investire ? Oro Palladio o Criptovalute

    Su cosa investire è una domanda che si fanno molti risparmiatori che cercano il modo di mantenere e se possibile accrescere i valore del proprio denaro.
    In realtà nessuno può essere certo su cosa investire con matematica certezza senza correre qualche rischio, neanche gli esperti professionisti sono esenti da errori di valutazione.
    Per questo motivo anche se si decide di affidare i propri soldi ad un professionista di investimenti è comunque bene conoscere un minimo come funziona e cosa ci si deve aspettare da un investimento.
    Per prima cosa quando decidiamo su cosa investire dobbiamo essere certi su cosa ci aspettiamo di ricevere.
    Per questo motivo facciamo degli esempi in base ai diversi obbiettivi.
    Se l’obbiettivo è quello di mantener il valore del proprio capitale iniziale nel tempo senza che la svalutazione e il costo crescente della vita finisca per farne diminuire il valore l’investimento più giusto da fare è quello sui beni rifugio.
    Ad oggi il bene rifugio per eccellenza è l’oro, su questo si può investire sia attraverso etf o altr prodotti finanziari collegati al prezioso metallo giallo sia attraverso oro fisico in lingotti o monete da investimento.
    L’oro fisico ha il vantaggio che possiamo monetizzarlo senza intermediari presso le banche specializzate o in uno dei tanti compro oro Firenze o di qualsiasi altro luogo ci troviamo.
    Se l’obbiettivo per decidere su cosa investire è quello di ottenere un buon guadagno si deve investire in beni che hanno possibilità di crescere almeno nel medio periodo con buone probabilità, per quanto sia possibile che subiscano crolli di valore improvvisi.
    Questo genere di investimento comporta comunque un maggiore margine di rischio rispetto ai beni rifugio come i lingotti d’oro, in quanto potrebbero verificarsi particolari condizioni che possono determinare cali di valore che potrebbero non essere facilmente recuperabili.
    Attualmente un bene di investimento reale che è cresciuto molto e che ha buone possibilità di crescere ulteriormente è il palladio, il palladio è un metallo che al momento in cui è stato scritto questo articolo è cresciuto moltissimo.
    L’aumento di valore del palladio deriva dall’impennata della domanda che questo metallo ha avuto in quanto elemento essenziale per la diminuzione delle emissioni nocive delle auto. Con l’introduzione di nuove norme ambientali da parte di paesi come la Cina la domanda di palladio è cresciuta moltissimo, questo ha reso di fatto questo metallo già piuttosto scarso da estrarre particolarmente costoso.
    Se l’obbiettivo che si desidera ottenere è quello di realizzare profitti elevatissimi è inevitabile che dovremo optare per un investimento ad altissimo rischio il cui valore potrebbe oscillare in modo inaspettato al contrario del prezzo dell’oro che è considerato un bene rifugio proprio per la stabilità del suo valore.
    Tra gli ultimi casi di successo di investimento ad alto rischio che hanno permesso di ottenere grandissimi guadagni non si può non menzionare le criptovalute ed i Bitcoin nello specifico.
    La storia dei bitcoin tutti la conoscono, al momento in cui scriviamo il loro valore si aggira sui 6000 euro, dopo che questi avevano in poco tempo raggiunto una cifra quasi doppia, prima che il loro valore tornasse ai valori attuali.
    Le criptovalute sono note per essere protagoniste di fortissimi rialzi che si possono verificare in pocchissimi giorni ma anche per altrettanto veloci crolli di valore.
    Fino a qualche anno fa molti erano convinti che le criptovalute potessero addirittura scomparire.
    Nonostante questo possa accadere per alcune criptovalute minori poco capitalizzate ormai anche a livello ufficale nessuno parla più di scomparsa in quanto la diffusione di alcune di esse è troppo ampia per poter pensare ad un fallimento totale.
    Nonostante ciò investire in criptovalute deve essere considerato un investimento ad altissimo rischio per cui è bene scommettere su queste solo cifre che siamo preaparati a poter vedere diminuire in modo drastico.

  • Criptovalute e la propagazione dei dispositivi ATM Bitcoin

    La crescita delle criptovalute negli anni ha costretto le aziende ad adeguarsi al modo di dare denaro e per questo nell’ultimo periodo secondo le notizie di oggi su https://www.notizieoggi24.it si sono diffusi gli ATM per Bitcoin in tutto il pianeta. In riferimento alle recenti analisi ci dovrebbe essere stato un aumento del 56% solo negli ultimi mesi.

    Il trading con le monete elettroniche e i Bitcoin è in rialzo, nonostante la crescita di questo mercato non significa un rialzo i fruitori delle criptovalute, ma questo permetterà di far diventare più conosciuta la moneta Bitcoin alla cittadinanza che fino a qualche mese fa non ne era a conoscenza. I elementi sugli ATM sono stati resi noti da CoinATMRadar e hanno stimato circa 4.100 ATM nel 2018.

    Negli ultimi anni questo numero è aumentata di tre volte, con l’Austria che nel 2019 ha visto diffondersi sul suo terreno 258 bancomat Bitcoin. Secondo l’emittente americana CBS News nel 2017 l’utilizzo dei mezzi ATM era del 9%. Questo è anche alle tariffe molto elevate, che fanno innalzare il prezzo finale per il cliente, ma la pratica degli ATM velocizza il cambio tra soldi e Bitcoin. Il settore degli Bitcoin può trarne beneficio, per divenire più diffuso.

  • Criptovalute o Stable Coin Basate su Oro, Quali Differenze ?

    Le criptovalute sono ormai un fenomeno diffuso e articolato in tutto il mondo, non solo i Bitcoin ma una vasta serie di criptovalute emesse un po’ in tutti i paesi più evoluti.
    Nell’ultimo periodo si stanno ideando criptovalute che possano essere caratterizzate da un pò di stabilità, per ottenere questo sono stati ideate forme di sotegno che si basano su beni reali come l’oro.
    Proprio l’oro è il protagonista di queste criptovalue la cui particolarità le porta ad essere definite Stable Coin per la loro maggiore stabilità data dalla possibilità di poter essere riconvertite con una determinata quantità di oro.
    L’oro è considerato in modo universale il bene rifugio per eccellenza e non solo nel mondo finanziario ma anche nel mondo reale, come bene evidenziato dai vari business che si basano su questo metallo prezioso come quello dei compro oro Firenze e di tutte le altre zone di italia che in alcuni anni hanno reso l’italia un paese esportatore di oro pur non avendo giacimenti di produzione aurifera.
    Proprio per la sua impareggiabile stabilità l’oro è stato scelto per cercare di rendere stabili anche le criptovalute che sono un asset tra i più instabili.
    Attualmente sul mercato esistono già varie Stable Coin che per ogni criptovaluta emessa viene depositato una determinata quantità d’oro che può essere riscattata presso il deposito di riferimento.
    Tra queste c’è il Digix Gold Tokens che viene emesso con un rapporto di 1 DGX uguale a 1 grammo di oro standard, oro che viene detenuto in lingotti d’oro fisicamente in un deposito a Singapore.
    Nel caso i proprietari di token DGX desiderino possono anche ottenere il loro oro per posta o ritirarlo personalmente presso il deposito di Singapore.
    Un’altra criptovaluta che si basa sull’oro è OneGram Gold Tokens, questa è attualmente acquistabile e scambiabile sulla propria piattaforma.
    La curiosità di questa stable coin è quella di essere stata ideata in modo specifico per i musulmani che secondo la propria religione possono investire unicamente in beni fisici.
    Non per niente la criptovaluta OneGram è stata emessa negli Emirati Arabi in modo da dare anche ai musulmani osservanti la possibilità di investire nell’asset delle criptovalute.
    Questa stable coin è stata progettata per avare come garanzia un grammo di oro per ogni singolo OneGram, oro che viene custodito all’interno di un deposito di sicurezza all’interno dell’aeroporto di Dubai.
    Queste criptovalute grazie alla loro convertibilità in oro fisico dovrebbe essere molto più stabili rispetto alle altre che sono spesso protagoniste sia di forti rialzi che di altrettanto veloci perdite di valore come ben si può vedere dall’andamento dei Bitcoin negli ultimi anni.

  • Miliardari traditi dal loro “fiuto”: c’è chi perde 130 milioni di dollari in Bitcoin

    Talvolta anche i miliardari vengono mandati fuori strada dal loro proverbiale fiuto per gli affari. Succede così che Masayoshi Son, 61 anni, fondatore e ceo della multinazionale Softbank, bruci 130 milioni di dollari per un investimento sbagliato. Quello in Bitcoin.

    Anche i miliardari sbagliano gli affari

    milairdari-masayoshi-sonLa notizia è stata data dal Wall Street Journal, sebbene non abbia trovato conferme da parte del diretto interessato o del suo staff. Del resto anche i miliardari hanno un proprio ego, e ammettere le sconfitte non piace a nessuno. Ad ogni modo sembra che il ricchissimo giapponese di origine coreana Masayoshi Son avrebbe acquistato Bitcoin alla fine del 2017, ovvero nel pieno del boom della criptovaluta. All’epoca i prezzi della moneta digitale erano giunti vicini al picco di 20mila dollari, ma poi rapidamente sono precipitati fino verso i 5mila dollari come si può vedere su qualsiasi piattaforma per trading online gratis.

    Se il momento per comprare è stato scelto malissimo, almeno Son ha deciso bene di liberarsi in fretta dei Bitcoin, vendendoli agli inizi del 2018, dopo il primo crollo delle quotazioni. In questo modo ha arginato le perdite che alla fine sarebbero state “solo” di un 130 milioni di dollari. Bruscolini per chi ha fondato e dirige la multinazionale Softbank, conglomerato attivo in vari settori (e fresco di ingresso in Uber con un esborso di un miliardo di dollari), nonché presidente della Sprint Corporation con sede negli Stati Uniti e presidente della britannica ARM Holding. Secondo Forbes infatti, la ricchezza di Masayoshi Son, ammonta a 24,2 miliardi di dollari. E’ il secondo uomo più ricco del Giappone e 43esimo nella classifica mondiale dei miliardari.

    Il precedente del 2000

    Va pure ricordato che Masayoshi Son non è la prima volta che fa flop negli affari. Nel 2000 pare infatti che lo scoppio della bolla finanziaria delle DotCom gli avrebbe provocato una perdita di circa 70 miliardi di dollari. Anche in quel caso non fu capace di capire inversione del trend, e vide fallire quasi tutte le 800 società che aveva in portafoglio.

  • Google Vieta la Pubblicità sui Bitcoin e sulle Altre Criptovalute

    Google come altri colossi del web mettono un freno alle pubblicità dei Bitcoin e di tutte la altre criptovalute in generale, non si se la decisione derivi solo dal fatto che spesso alcuni di questi annunci a pagamento possono nascondere fonti poco affidabili o se si tratta soltanto di un’operazione indotta da qualche pressione fatta dal governo americano che forse considera il proliferare delle criptovalute un pericolo per il dollaro.
    Cero è che la presa di posizione di Google non è stata presa contro altri genere di annunci che promuovono investimenti come accade per l’oro dove sono molte le pubblicità di prodotti finanziari collegati al prezioso metallo giallo.
    Per non parlare degli annunci dei compro oro firenze, napoli, milano e di tutte le altre città italiane che continuano ad essere ben accetti dal colosso americano del web.
    Sembra che l’America non sia più il paese del libero mercato per eccellenza, ruolo che sta assumendo la Cina che in questo momento storico ha tutto da guadagnare dal liberismo economico, anche se l’attuale posizione della Cina sulle criptovalute non è favorevole tanto da aver preso decisioni simili a quelle del colosso americano.
    Non bisogna dimenticare che le criptovalute sono nate per garantire indipendenza dalle banche e privacy nelle transazioni, anche se attualmente vengono viste dai più come un metodo di investimento che potrebbe far ottenere grossi guadagni.
    Fatto sta che le criptovalute nonostante google continuano a proliferare in rete e a diffondersi in tutto il mondo e non sarà facile mettere un freno all’evoluzione che si chami Bitcoin, Ethereum o qualsiasi altra sigla delle molte criptocurriences presenti sul mercato.
    Addirittura sembra che negli ultimi tempi l’andamento dei Bitcoin riesca a condizionare addirittura la quotazione oro sui mercati internazionali, in momenti euforici il mercato compra bitcoin ed in momenti di sfiducia gli investitori preferiscono il compro oro, un’altalena che sembra si stia ripetendo con una certa frequenza nell’ultimo periodo a conferma dell’importanza che le criptovalute hanno conquistato in pochi anni anche sui mercati azionari.

  • Bitcoin, è scattato un nuovo rally ma le nubi restano all’orizzonte

    Il peggio è alle spalle oppure no? Questo è l’interrogativo che si pongono gli estimatori delle valute virtuali, e in principal modo quelli del Bitcoin. Le polemiche e la bufera che ha investito il settore da metà dicembre in poi ha fatto passare quasi inosservato il grosso balzo avanti fatto negli ultimi tempi dalla “regina” delle criptovalute. Dal giorno in cui ha toccato i 6mila dollari, Bitcoin ha poi messo in atto un rimbalzo feroce. Oggi viaggia oltre i 10mila, e ha guadagnato circa il 80% in un mese mandando l’indicatore OBV trading (on balance volume) quasi in tilt.

    bitcoinQuesto rendimento renderebbe qualsiasi asset il più appetitoso di tutti, mentre invece continua ad esserci uno spesso velo di diffidenza attorno al BTC. Beninteso, fermo restando che chi ha avuto la lucidità per intuire che i minimi raggiunti a inizio febbraio sarebbero stati la base del rimbalzo, avrà maturato un bel profitto. Ciò vale tanto per chi ha deciso di comprare Bitcoin in modo diretto, sia chi ha deciso di fare trading CFD su Bitcoin futures markets (ovvero senza comprare il sottostante, ma puntando solo sul differenziale di prezzo).

    Lo scenario attorno a Bitcoin

    Ma questa nuova ondata rialzista durerà? E’ sostenibile? Diciamo anzitutto che il rilancio delle quotazione del BTC è stato propiziato da un miglioramento complessivo del contesto di riferimento. La SEC (ovvero la Consob americana) ha fatto una bella apertura sulle criptovalute. Al tempo stesso la posizione dalla Corea del Sud, uno dei mercati più cripto-evoluti, ha fatto scemare l’ipotesi di un giro di vite forte sulle monete digitali. Ed è un buon segnale, paradossalmente, anche il fatto che Buterin – fondatore di Ethereum – abbia detto che il rischio di crollo delle criptovalute resta altissimo a causa della volatilità. Perché è un buon segnale? Semplicemente perché il mercato non ha avuto reazioni isteriche alle sue parole. Questo vuol dire che adesso i i trader stanno iniziando ad essere più maturi, o meglio consapevoli che l’alta volatilità è alla base delle crypto.

    Adesso però si sta per aprire un nuovo fronte caldo. Si discute della possibilità che gli sviluppatori possano cambiare la licenza MIT del Bitcoin, distribuendola tramite software. La comunità dei “miners” pare essere divisa sulla possibilità di introdurre cambi alla licenza libera, e questo potrebbe creare qualche turbolenza nelle prossime settimane.

  • Bitcoin vs Oro Sfida anche sui Pagamenti Elettronici

    I Bitcoin si sono imposti non solo come criptovaluta ma anche come metodo di investimento a causa dei rialzi record che hanno portato il valore di questa criptovaluta a toccare cifre impensabili.
    In breve nell’ambito degli investimenti a rischio e ad alto rendimento tutte le criptovalute entrate nel mirino degli investitori più audaci diventando di fatto l’antagonista dell’oro il bene rifugio per eccellenza.
    La stabilità e la capacità di mantenere il proprio valore nel tempo pone la strategia compro oro nell’ambito degli investimenti come il perfetto contrario dei Bitcoin e delle criptovalute in generale ad oggi estremamente volatili e adatte a fare trading ad alto rischio.
    Le criptovalute nate per essere un metodo di pagamento elettronico alternativo alle valute tradizionali dei vari paesi sono divenute almeno in questa fase un investimento molto appetibile per la possibilità di realizzare forti guadagni in brevissimo tempo.
    I Bitcoin sono divenuti l’antagonista più accreditato dell’oro per quanto riguarda gli investimenti, in quanto hanno caratteristiche finanziarie opposte al prezioso metallo giallo che viene acquistato e apprezzato nel mondo finanziario proprio per la stabilità del suo valore.
    Nell’economia moderna il ruolo principale dell’oro è stato quello di bene rifugio, ottimo per mantenere stabile il proprio valore anche durante le crisi più profonde, almeno fino ad oggi in quanto una startup inglese ha pensato bene di utilizzare l’oro al pari delle criptovalute abilitando per mezzo di un app la possibilità di pagare in oro anche la spesa di tutti i giorni.
    Grazie al nulla osta delle autorità britanniche e al solido appoggio di Mastercard e Lloyds Bank hanno ideato un sistema di pagamento per mezzo di un qualsiasi smartphone sui cui è possibile installare l’apposita app.
    Un metodo simile a quello utilizzato dalle criptovalute che però effettuano transazioni dirette al contrario di questo metodo di pagamento in oro che si appoggia su una Banca Svizzera nella quale è necessario aprire un conto per mezzo del quale acquistare l’oro che potrà poi essere utilizzato per effettuare i pagamenti.
    Il vantaggio di questo nuovo metodo di pagamento elettronico è quello di poter detenere i propri soldi in oro con tutti i risvolti che questo concerne essendo un bene che al contrario delle valute tradizionali non si svaluta e anzi si apprezza anche durante i periodi di svalutazione e di crisi economica.
    Con questa nuova possibilità adesso sarà l’oro a sfidare i Bicoin nell’ambito dei pagamenti elettronici anche se l’utilizzo di questa possibilità difficilmente potrà garantire la privacy delle transazioni economiche come accade con i Bitcoin.

  • Ethereum più affidabile del Bitcoin ?

    Le criptovalute che si chiamino Ethereum o Bitcoin sono una novità tutta da scoprire per il mondo della finanza e non solo, banche, autorità di controllo e addirittura nazioni sono divise sulla questione.
    La paura di ciò che è sconosciuto è un timore ancestrale che l’uomo si porta dietro dalla notte dei tempi e anche quando si parla di soldi la paura non diminuisce anzi terrorizza non solo gli uomini ma anche i mercati, per questo motivo la quotazione oro, che ha dimostrato di saper reggere a crisi finanziarie di ogni genere, tende a crescere in modo costante nel lungo periodo sostenuta dalle strategie compro oro che gli investitori adottano a fronte delle cicliche crisi di sfiducia finanziaria.
    Il Bitcoin è stato il primo ad essere inventato e adesso galoppa e a volte crolla su quotazioni senza precedenti che fanno sentire a chi investe su questa criptovaluta la sensazione di essere sulle montagne russe.
    Non tutti sanno però che oltre al Bitcoin esistano molte altre valute digitali di questo tipo, la più famosa di queste è Ethereum che è un sistema che oltre ad avere molte caratteristiche in comune ad altre criptovalute ha una particolare condizione che la fa sembrare almeno in questa fase come più stabile ed affidabile.
    Nel 2017 Ethreum è salita del 10600% a fronte di una crescita del Bitcoin del 1700%, i dati parlano da soli ma non sono questi numeri a far sembrare ethereum più affidabile almeno fino a prova contraria.
    Ciò che in sostanza differenzia queste due criptovalute è la tecnologia utilizzata, Ethereum piace perchè tutela maggiormente dal punto di vista della piattaforma sui cui si eseguano gli scambi. Per mezzo di questa piattaforma è possibile esporre le proprie credenziali per capire se un interlocutore è affidabile o meno.
    Ethereum è supportato da un network fisicamente distribuito al quale partecipano attivamente migliaia di utenti connessi in un cloud virtuale. Questo garantisce affidabilità per la privacy dell’investitore e per la sicurezza dei dati. Sul cloud, infatti, nulla va perso e si può recuperare lo storico delle proprie operazioni.

  • Bolla Bitcoin: se dovesse scoppiare c’è il rischio contagio?

    Anche se Bitcoin rimane avvolto da mille dubbi e mille ansie da parte degli investitori, gli eventi recenti sembravano confermare una cosa. Anche se dovesse esplodere la bolla tanto temuta, non c’è rischio di “contagio” sui mercati finanziari. Ma questa certezza si può considerare acquisita? Forse. E comunque ciò non vuol dire che qualcuno possa farsi molto male in virtù delle pesanti oscillazioni della criptovaluta più famosa al mondo. E l’esempio è fresco…

    Ricordate cosa è successo nella settimana di Natale? Il prezzo di Bitcoin è schizzato alle stelle ma successivamente è precipitato dopo aver fatto un Top bottom failure swing. Tuttavia, proprio questa altalena paurosa non ha minimamente toccato l sentiment delle Borse e degli altri mercati finanziari, a partire dai bond per finire al forex.

    Bolla e contagio a causa di Bitcoin

    bitcoinTuttavia c’è chi mette in dubbio anche questo assunto. E non è uno qualunque bensì il capo strategist per l’azionario di Wells Fargo (Christopher Harvey), una delle maggiori banche USA. Parlando alla CNBC. Secondo lui infatti all’interno del mercato delle criptovalute si sta sviluppando un movimento che potrebbe intaccare anche altri mercati. Per illustrarlo usa la metafora della birra: nel bicchiere che rappresenta il mercato delle valute digitali, le bollicine si stanno diffondendo sempre più velocemente e presto potrebbero fuoriuscire dal bicchiere. Non solo, secondo lui alcuni effetti si comincerebbero già a vedere.

    Dopo Natale la quotazione di Bitcoin ha oscillato selvaggiamente, andando prima a sfiorare quota 20.000 dollari per poi precipitare sotto 13.000. Quindi è sembrata stabilizzarsi verso i 15.000. Secondo al teoria di Harvey non è ancora chiaro quale potrebbe essere l’impatto delle oscillazioni delle critpovalute sullo S&P 500, ma in ogni caso la prima conseguenza è che il 2018 dovrebbe essere un anno molto meno esuberante del 2017 per le azioni. Secondo lui il target potrebbe essere a 2.863 per fine anno, ovvero un rialzo di appena un terzo rispetto a quello del 2017. La fase critica dell’anno potrebbe essere la seconda metà, con l’esaurirsi delle spinte propulsive e il raggiungimento del picco per una serie di indicatori, dagli EPS ai misuratori dell’attività produttiva, come gli indici ISM e l’indicatore relative vigor index RVI. In uno scenario di aumentata incertezza Il Bitcoin potrebbe fare da detonatore.

  • Criptovalute, ecco le due anime che guidano la cavalcata sui mercati

    Piacciano o meno, le criptovalute continuano a far parlare di loro, e il valore di mercato continua ad aumentare incessantemente. Di pari passo con il loro valore, cresce anche il numero di soggetti che le utilizzano e che le accettano come strumento di pagamento. Va però sottolineato che la loro funzione originaria non ha nulla a che vedere con quella delle valute tradizionali. Infatti il loro scopo iniziale era quello di definire un sistema di pagamenti indipendente dallo stesso sistema monetario classico, nonché decentralizzato. Eppure si parla delle criptovalute come se fossero la moneta del futuro.

    criptovaluteIn realtà il loro successo deriva più che altro dallo spaventoso incremento delle quotazioni di mercato avvenute nel 2017. Se consideriamo solo Bitcoin, ovvero il capostipite di tutte le valute virtuali, esso ha avuto un incremento di circa il 1000%, tanto da far sballare l’indicatore ATR average true range. Con certi numeri era inevitabile che sempre più investitori si avvicinassero a questo asset finanziario. Ma è un fenomeno destinato a durare?

    Le due categorie di investitori in criptovalute

    Diciamo che gli investitori in criptovalute possono essere distinti in due grosse categorie. Da una parte ci sono i “True believers”, ovvero coloro che sono convinti di sapere di cosa si tratti e che in futuro le valute digitali avranno sempre maggior successo. In sostanza sono coloro che hanno fede in questo strumento. Dall’altra parte ci sono i puri speculatori, ovvero coloro che se ne infischiano di conoscere Bitcoin, ma pensano solo alle quotazioni e ai trend al rialzo. Studiano i grafici, analizzano l’andamento dell’indicatore alligator coccodrillo trading e poi scelgono se e quando entrare a mercato. Vengono mossi cioè solo dall’idea di poter ottenere facili guadagni.

    Agli occhi di un analista il problema circa il futuro delle criptovalute sta proprio nella impossibilità di stabilire quanti siano i true believers rispetto ai puri speculatori. Maggiore è il numero di secondi rispetto ai primi, maggiore e il rischio connesso agli investimenti in divise virtuali. Proprio per questo motivo il dibattito è estremamente ampio ed eterogeneo, con posizioni anche diametralmente opposte. L’unica cosa certa è sostanzialmente condivisa da tutti riguarda l’alto rischio connesso agli investimenti in valute digitali. Ma molti sembrano ignorarlo.

  • Finanza sempre più attratta dal Bitcoin. Salto di qualità per la cryptovaluta

    Tutto quello che con il tempo si afferma, durante una prima fase viene osservato con sospetto ma poi finisce per essere apprezzato anche dai più snob. Accade così anche al Bitcoin. Per la criptovaluta più nota al mondo è venuto il momento di fare il grande salto di qualità. Quale? Ottenere l’approvazione anche dell’alta finanza se non delle banche centrali. L’exploit della valuta digitale, che ha messo su il 900% di guadagno in un anno, non poteva passare inosservato. Ed ecco quindi che il dibattito si accende.

    bitcoinAnche se tutti invitano sempre ad andarci cauti, visto il palese contenuto speculativo di Bitcoin, l’alta finanza si è mossa. Anche perché volendo o non volendo, è cresciuto il numero di imprese che comincia ad effettuare transazioni con i Bitcoin. E non si tratta di nomi di poco conto, bensì di grossi calibri come Microsoft ed Expedia. E sono anche in crescita gli esercizi commerciali che l’accettano. Occhio però, perché il discorso non è quello che solitamente riguarda i piccoli trader privati, che hanno scoperto le valute digitali in mezzo al mare di valute principali ed esotiche forex, le sole che erano negoziabili un paio di anni fa.

    L’interesse degli speculatori e della Finanza

    Qui il discorso è un po’ diverso, perché a interessare al mondo della grande finanza non è la valuta in sé, bensì la tecnologia che sta a monte del Bitcoin, il blockchain. Secondo molti esso potrà modificare i comportamenti e di influire profondamente sulle istituzioni finanziarie di tutto il mondo. Ma questo discorso andrà sviluppato nel tempo, perché per adesso si guarda al Bitcoin come puro strumento finanziario.

    Se all’inizio poteva sembrare un affare degno del “deep web”, oggi che Bitcoin capitalizza oltre 130 miliardi di dollari (più di Ge e Walt Disney), la finanza tradizionale s’è mossa. Non si può più ambire ad essere il miglior sito per trading online se non si propongono Bitcoin, Ethereum, Ripple e via dicendo. E al popolo di speculatori frega poco sapere cosa sia davvero il bitcoin, quale sia l’utilità tale da giustificare il fantasmagorico valore. Ma sbaglia, perché è proprio così che si amplifica una bolla che prima o poi rischia di scoppiare.

  • Bitcoin, altre critiche feroci. Stavolta tocca al principe Bin Talal

    Continuano le discussioni e i dibattiti attorno al Bitcoin. Da più parti arrivano critiche feroci alla criptovaluta più nota al mondo, che però intanto sui mercati continua a viaggiare a ritmo spedito. Eppure le critiche proseguono. Il principe miliardario Alwaleed bin Talal, “re” della Kingdom Holding saudita ha detto chiaramente che il futuro del Bitcoin sarà senza dubbio una “implosione”. Per descrivere meglio il suo punto di vista, ha anche aggiunto che il fenomeno finirà come Enron, l’ex colosso energetico americano e gigante delle utilities, andato in bancarotta alla fine del 2001.

    Il dibattito attorno a Bitcoin

    bitcoinIl principe saudita si pone così sulla scia di Jamie Dimon, amministratore delegato di JP Morgan, che un mesetto fa non fu affatto tenero con Bitcoin, definendolo una “frode”. Addirittura definì sua figlia stessa una ingenua, per averne comprato uno. Anche lui utilizzò un paragone storico, stavolta rifacendosi alla bolla speculativa dei tulipani olandesi.

    Ma non ci sono soltanto voci contrarie. Anzitutto ci sono i numeri che raccontano una storia di successo. Bitcoin continua a volare sui mercati, ha oltrepassato la soglia dei 6mila dollari e ha sovvertito ogni meccanismo di medie mobili trading, e più in generale ogni principio di analisi tecnica. E non è certo sorretto solo da trader privati, visto che molte banche d’affari si stanno interessando al fenomeno.
    Oltre ai numeri però, ci sono anche dei pareri autorevoli che vanno a favore di Bitcoin. Come Fadi Ghandout, ceo di Wamda Capital, che ha suggerito a Dimon di mostrare un po’ di umiltà e tornare con i piedi per terra, oltre che imparare”. Ha poi aggiunto: “Meglio non fare grandi dichiarazioni su qualcosa che non comprendiamo”.

    Al di là di questo, ci sono senza dubbio dei lati oscuri in questo tipo di strumento finanziario. Qualcosa che lo rende difficilmente inquadrabile e prevedibile. Ecco perché si suggerisce sempre di investire su questo asset solo se si ha una grande conoscenza del mercato, di evitare negoziazioni con accesso diretto ai mercati (qui si può approfondire il tema su market maker broker, stp o ecn, differenze), ma di utilizzare sempre il filtro di un intermediario (oltre che di tutti quegli strumenti di protezione del capitale).

  • Bitcoin, adesso Goldman Sachs pensa a un team per negoziarlo

    L’avanzata delle criptovalute continua ad essere al centro dell’attenzione del mondo finanziario. Dopo che la Cina ha fatto scattare il divieto di dare luogo alle raccolte fondi – ICO – il dibattito sulle cryptocurrencies s’è fatto ancora più intenso. Diverse le voci che si sono levate per dare conto al Bitcoin (capo-famiglia delle valute digitali), e senza dubbio quella che ha fatto più rumore è stata la voce di Jamie Dimon, ceo di Jp Morgan. Ha infatti definito il Bitcoin come una “frode” senza tanti giri di parole.

    bitcoinQuel che è certo è che si tratta di un asset anomalo. I normali strumenti tecnici come l’indicatore ADX, come funziona benissimo su i normali asset presenta dei picchi estremi quando si tratta di Bitcoin, e necessita di essere calibrato a dovere. Si tratta di quindi di investimenti che soltanto i più esperti (dotati anche di sangue freddo) dovrebbero approcciare.

    Goldman Sachs pensa al Bitcoin

    Ma c’è anche chi la pensa diversamente. Ed è un nome forte: Goldman Sachs. La banca d’affari sarebbe così interessata al fenomeno al punto di comprarli per i suoi clienti e di farne oggetto di speculazione finanziaria. A rivelare la novità è France Presse, citando fonti finanziarie anonime. In base a queste ultime il colosso finanziario starebbe progettando di creare una squadra di trader sul modello di quelle che operano abitualmente su altre valute, come il dollaro, l’euro, lo yen. Da quel che trapela questo team di esperti sarà inizialmente rivolto solo ai clienti istituzionali, cioé ai fondi di investimento, agli assicuratori e alle grandi imprese.

    Nel frattempo sulla piazza valutarie Bitcoin è tornato oltre quota 4000 dollari, con l’indicatore Parabolic SAR, strategia di base che evidenzia una situazione di trend al rialzo. Anche riguardo alle previsioni future i pareri si sprecano. C’è chi – forse con troppo ottimismo – lo vede a quota 6mila dollari entro fine anno. Chi invece pronostica addirittura i 10mila nel 2018.

  • Bitcoin nel mirino della Corea: furti per aggirare le sanzioni internazionali

    Nelle ultime settimane il clima di tensione a livello internazionale è cresciuto moltissimo a causa dei test nucleari condotti dalla Corea. Ma ultimamente sta emergendo un ulteriore problema: non ci sono solo le minacce a messo missilistico, ma anche quelle relative alla cyber-finanza. Come è noto, Pyongyang è colpito duramente da forti restrizioni commerciali imposti dal Consiglio di Sicurezza ONU. Per aggirarle starebbe sfruttando i Bitcoin, ovvero la criptovaluta più famosa al mondo, nonché le sue sorelle come  Ethereum , Litecoin e via dicendo.

    I tentativi di furto di Bitcoin

    bitcoinA lanciare l’allarme è FireEye, una società specializzata nella sicurezza informatica. Secondo le loro rilevazioni, gli hacker del regime coreano stanno intensificando gli attacchi – al fine di compiere furti – sui mercati. Il motivo di tanto interesse è triplice. In primo luogo la mancanza di controllo da parte degli Stati sulla circolazione di questi asset. In secondo luogo il fatto che sia estremamente complicato rintracciare chi ne fa uso.  Infine l’elemento che rende appetibile il Bitcoin è proprio il suo valore, e il fatto che sia in costante aumento. Basta una semplice strategia bande di Bollinger e Rsi per evidenziare come questo asset finanziario sia fuori da ogni schema mai visto prima.

    Secondo FireEye nel corso di quest’anno ci sono stati molteplici tentativi di furto di criptovalute in Corea, dei quali uno è riuscito ad avere efficacia ed ha portato alla sottrazione di ben 3.800 bitcoin. Tradotto in dollari parliamo di  circa 15 milioni. Va precisato che dalle indagini non è emerso un coinvolgimento del regime guidato da Kim Jong-un. Ma il sospetto c’è e resta anche molto forte (del resto anche l’FBI sta esaminando il coinvolgimento di Pyongyang nel cyber-attacco da 81 milioni di dollari alla New York Fed).

    Lo schema degli hacker

    Una volta rubati i Bitcoin, questi vengono convertiti in dollari o altre valute. Spesso si utilizzano alo scopo delle monete di paese emergenti più difficili da tracciare, come il Monero. Poi vengono ri-commerciate con moneta a corso legale. Spesso viene utilizzata anche una banalissima strategia di correlazioni forex  per convertire le criptovalute in monete Nazionali, senza perderne valore.

    Ma come avvengono i furti? Uno dei metodi è tramite l’invio di e-mail contenenti dei malware al personale dei mercati di scambio. Un altro sistema per rubare criptovalute è il così detto “ransom payment”, cioè il pagamento di un riscatto per la rimozione di un malware.

  • Critpovalute, adesso Ethereum minaccia il primato di Bitcoin

    La battaglia delle criptovalute potrebbe avere presto un nuovo vincitore. Secondo alcuni esperti infatti, nel 2018 potrebbe concretizzarsi il passaggio di consegne da Bitcoin a Ethereum, la giovane “rivale” nata nel 2014 che si sta facendo strada nei mercati valutari. Quest’ultima infatti negli ultimi mesi è stata protagonista di un rally clamoroso. Da inizio anno il suo valore è infatti salito del 5100%, ovvero 35 volte più di quanto abbia fatto il Bitcoin (cresciuto solo del 140% da inizio anno). Occhio però, che parliamo di valuta ad altissima oscillazione. Se usiamo l’indicatore ZigZag trading possiamo notare quanto sia isterico l’andamento di queste criptovalute. Roba per trader con cuori forti.

    La scalata di Ethereum nel settore delle criptovalute

    criptovalute ethereum bictoinAl di là della crescita individuale, quello che colpisce di Ethereum è che in soli 3 mesi è stata in grado di aumentare il proprio peso all’interno del settore delle criptovalute. La grande torta è composta di 86 miliardi di dollari complessivi, e fino a inizio anno la quota di Bitcoin era al 90%. Oggi invece è scesa al 45% del totale. Il sorpasso ad opera di Ethereum sembra quindi solo una questione di tempo.

    Attualemtne L’Ethereum sta continuando a viaggiare al rialzo attorno quota 350 dollari (suggeriamo di analizzare il grafico con Indicatore frattali trading per avere spunti interessanti). A inizio maggio valeva 77 dollari.

    Ma cosa c’è alla base del successo di Ethereum? Eppure ha la stessa tecnologia di base del Bitcon, ovvero il blockchain. E allora dov’è la differenza? Per gli esperti Ethereum ha rivoluzionato l’utilizzo di quelle fondamenta. Ha reso possibili transazioni tra imprese e ha aperto le porte a settori completamente differenti tra loro, dalla finanza alla sanità, dall’energia all’istruzione. Per questo è destinata a prevalere nel lungo periodo.
    Non a caso a inizio anno è stato costituito l’Ethereum Enterprise Alliance, un consorzio di studio e sviluppo che comprende colossi mondiali della finanza e del digitale (Microsoft, Intel, Credit Suisse, Jp Morgan, Ubs, Santander, Ing, Cme Group, Bny Mellon e Accenture). Basta solo sentire certi nomi per capire dove sta il futuro delle criptovalute.