Categoria: Salute e Medicina

  • Servizi Ambulanze Private : A chi rivolgersi

    La nascita di nuovi tipi di Ambulanze Private Roma

    Con il passare degli anni e l’avvento della modernità, oltre a nuovi tipi di lavoro, veicoli e tecnologie, sono nati anche nuovi tipi di lavoro; quello che andremo ad analizzare oggi, è il mestiere di coloro che  forniscono servizio di Trasporto Ambulanze Roma.

    I 3 tipi di Ambulanze Private Roma

    Come sappiamo esistono diversi tipi di Ambulanze Private Roma, sulla base dell’utilizzo da farne.

    • Ambulanza da soccorso avanzato: Ha genericamente a bordo almeno un medico o un infermiere, professionisti del settore salutistico pronti al soccorso nella maniera più efficace possibile.
    • Ambulanza da soccorso base: ha a bordo solo operatori adatti al primo soccorso, infatti è adatta a a soccorsi per mali minori, quali svenimenti e lievi incidenti automobilistici.
    • Ambulanza da trasporto: non è dotata delle strumentazioni per gestire l’emergenza e serve a trasportare pazienti non in pericolo di vita. Si tratta molto spesso di mezzi non più usati per le situazioni di emergenza e che sono a disposizione di aziende private e associazioni locali. La loro caratteristica è quella di essere compatte e più adatte a muoversi nel traffico, fornendo velocità e professionalità ai chi ne ha più bisogno.

    Infine, a queste tipologie di Ambulanze Roma si aggiungono le nuove “ambulanze dei desideri”, che trasportano i malati oncologici per far visitare loro i luoghi più importanti della vita prima di morire, permettendo a malati terminali di realizzare i loro desideri e sogni nel cassetto, con l’ausilio di altre aziende per combinare delle giornate memorabili per le persone più bisognose.

    Se, a questo punto, ti interessa il servizio di Soccorso Medico Capitolino scopri sul nostro sito come prenotare un’Ambulanza Privata Roma per raggiungere l’ospedale o rientrare a casa dopo una visita o un ricovero.

  • TERZA ETÀ ATTIVA BERGAMO DIVENTA PIONIERA DI INNOVAZIONE SOCIALE CON LE ATTIVITÀ PER SENIOR DI DOMITYS QUARTO VERDE

    La struttura – la prima in Italia interamente dedicata alla valorizzazione della silver age – lancia il suo programma di attività per residenti.
    E socializzare, in totale sicurezza, diventa la via più efficace per migliorare la qualità della vita, combattendo la solitudine.

    Un tempo li chiamavano “anziani”, oggi sono i “senior”. Una categoria in forte aumento che si stima possa arrivare nel 2050 a rappresentare il 35,9% della popolazione italiana, con un’aspettativa di vita media pari a 82,5 anni[1]. Donne e uomini sempre più longevi e, al tempo stesso, sempre più dinamici. Che si tratti di attività ludico-sportive, di hobby legati al benessere psicofisico, di momenti di studio e lettura, una cosa è certa: i senior, oggi, vogliono essere protagonisti delle loro vite. E per farlo si affidano a strutture specializzate, come Domitys Quarto Verde, il primo senior serviced residence nato in Italia, a Bergamo, interamente pensato per la terza età attiva, capace di offrire il giusto equilibrio tra il desiderio di vivere in totale autonomia e quello di sentirsi sicuri.

    Una struttura che oltre ad appartamenti “su misura”, propone numerose attività da svolgere nel corso della giornata con la collaborazione di animatrici specializzate. Dal minigolf agli origami, dai giochi di memoria alle passeggiate, dallo shopping (di prossimità o nei grandi centri commerciali) all’arte-terapia.

    Parola d’ordine: invecchiamento attivo. Mantenersi dinamici al fine di migliorare la propria qualità di vita con benefici sia diretti che indiretti è la filosofia di Domitys Quarto Verde. Perché avere una terza età attiva – che è essenziale per rimanere più a lungo in salute – è vantaggioso per tutti, anche per il sistema di welfare italiano, ultimamente messo a dura prova.

    Un modello, quello delle “Senior Serviced Residence” con le loro attività, già molto diffuso negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei e che ora inizia a farsi strada anche in Italia. Bergamo diventa così luogo di innovazione sociale, lanciando non solo un nuovo modo di abitare – ben diverso dalle comuni RSA – ma a tutti gli effetti un nuovo modo di vivere. Come dimostrato da numerosi studi, infatti, allenare corpo e mente, vivere in compagnia, liberarsi dallo stress e dedicarsi del tempo di qualità aiuta a riprendersi molto più velocemente da eventi traumatici e a guadagnare anni di vita. Inoltre, in questo modo, si contrasta più efficacemente anche il fenomeno dell’isolamento. Secondo il Rapporto Annuale Istat 2019, infatti, quasi il 30% degli over 65 in Italia vive da solo e il 9% non ha alcuna rete di relazioni sociali esterna alla famiglia. Nessun parente, amico o vicino da frequentare o con cui svolgere delle attività. E tra gli over 85 tale percentuale aumenta, arrivando a superare il 18% con importanti ricadute sulla salute e sul benessere psicofisico del senior. Il recente lockdown ha amplificato queste situazioni, favorendo, in chi abitava in contesti tradizionali (singoli appartamenti, condomini etc.), stati di ansia e di depressione.

    Gli ospiti di Domitys Quarto Verde a Bergamo, invece, hanno vissuto questo periodo così difficile potendo contare sull’aiuto di uno staff preparato e sempre presente che, si è occupato e si occupa tuttora di tutte le loro esigenze, controllando gli accessi, garantendo il rispetto del distanziamento sociale e sanificando tutte le aree. Una sicurezza, quindi, tanto per gli ospiti quanto per le loro famiglie. Soprattutto, in un’area così colpita come quella di Bergamo.

    Ed è proprio da qui che Domitys Quarto Verde lancia un calendario ricco di tante nuove attività, consentendo ai residenti di socializzare e vivere esperienze comuni in totale sicurezza, godendosi il tempo libero in autonomia e con la massima serenità possibile. Oltre alle attività messe in calendario ogni giorno, infatti, i residenti possono usufruire di tanti ambienti come ristorante, piscina, palestra, lounge bar, sale ricreative e l’ampio giardino.

    E fino al 13 settembre residenti e non potranno anche visitare gratuitamente l’esposizione dell’artista bergamasco Alfredo Rossi: quindici opere selezionate tra le più significative del pittore, dagli anni Sessanta a oggi, ospitate nella hall della struttura.

     

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    Fondata nel 1998, DOMITYS è leader in Francia nelle soluzioni abitative che integrano servizi per la terza età attiva. Il Gruppo nasce da AEGIDE, realtà da 3.000 dipendenti, il cui azionista di maggioranza è NEXITY, gruppo francese leader del mercato immobiliare. DOMITYS risponde alle nuove esigenze dettate dall’invecchiamento della popolazione, mettendo a disposizione di senior ancora autosufficienti soluzioni abitative confortevoli e indipendenti, aprendo così la strada a un nuovo modo di vivere la terza età, in piena libertà e con la garanzia di una vita sociale attiva.

    www.domitys.it

     

     

     

     

    [1] World Population Ageing, UN

  • A Pavia e provincia attivo il numero unico europeo 116 117 per l’assistenza sanitaria non urgente

    Da oggi, lunedì  dal 20 luglio,  è  attivo su tutto il territorio di Pavia e provincia il  numero unico 116117 per la richiesta di assistenza, prestazioni o consigli sanitari non urgenti.
    Il numero unico 116 117 sostituisce i numeri di telefono della Continuità Assistenziale (ex Guardia medica) e sarà attivo da lunedì a venerdì dalle ore 20:00 alle ore 8:00 e nei giorni festivi e prefestivi 24 ore su 24.


    Sottolinea il Direttore Generale Mara Azzi: “Il servizio completamente gratuito è dedicato all’assistenza sanitaria non urgente e permette di mettersi in contatto con un Medico di continuità assistenziale o di un Pediatra di Libera scelta, di accedere alla Guardia Medica Turistica sostituendo i numeri territoriali. Da oggi in tutta la Lombardia e in Europa avremo un unico numero più semplice da ricordare e più immediato in caso di necessità”.

     

    Dopo pochi secondi dalla chiamata un operatore smista la richiesta a seconda della necessità richiesta e ne verifica l’effettiva presa in carico. “Siamo molto orgogliosi di questo grande sforzo organizzativo di Areu che si conferma capofila in Italia nel settore dei bisogni dei cittadini” – sottolinea l’assessore regionale Giulio Gallera.

    Numerosi i vantaggi che offre il nuovo numero unico, fra gli altri:

    • è sempre attivo un servizio di interpretariato telefonico
    • l’attività viene completamente informatizzata
    • la registrazione vocale delle chiamate in entrata e in uscita e la conseguente tracciabilità di qualsiasi comunicazione
    • l’integrazione fra soccorso e continuità assistenziale

     

    Il direttore generale dell’Areu, Alberto Zolisottolinea anche che il risparmio annuale sarà di circa 1 milione di euro l’anno. Inoltre, il numero, gratuito, è chiamabile sia da rete fissa che mobile e garantisce assistenza e consulenza sanitaria tramite un operatore e non un risponditore automatico.

     

    Per informazioni www.ats-pavia.it

  • Metodi di depilazione

    La depilazione consiste nella rimozione del pelo a partire dal punto di emersione a livello della cute. È un metodo indolore, ma entro 3 giorni i peli cominciano a ricrescere.

    Tra i metodi di depilazione, questi sono i principali:

    1) Crema depilatoria: Rimuove i peli grossi ed è indicata per la depilazione di gambe, viso, inguine. Il vantaggio principale è una ricrescita più lenta rispetto alla rasatura e l’assoluta mancanza di sensazioni dolorose. È necessario evitare i tempi di esposizione lunghi che causano irritazione della pelle a causa di forti agenti chimici presenti. Si possono verificare eritema, prurito e bruciore dovuti all’aggressione delle cheratine dello strato corneo. Frequente è la comparsa di follicoliti

    2) Depilazione con lama: Rimuove tutti i peli e può essere effettuata con un rasoio elettrico o lametta. I nuovi rasoi a doppia lama permetto una rasatura più profonda. È un metodo di depilazione preferito dagli uomini per la barba e dalle donne per gambe ed ascelle. Nella depilazione con lama il pelo sezionato ricrescerà presto più robusto e, a lungo andare si ha l’inconveniente dell’irrobustimento dei peli folletto e quindi la trasformazione in peli terminali; se il pelo ricrescendo trova ostruito lo sbocco del canale pilare, può cambiare direzione e finire lateralmente nel derma o nell’epidermide dando vita al pelo incarnito

    3) Depilazione con strappo: È una tecnica di rimozione dei peli grossi (sopracciglia) effettuata con pinzetta. Viene usata per depilare piccole superfici (mento e labbro superiore, ad esempio), ove compaiono alcuni peli rari ed isolati. La depilazione con pinzetta deve essere eseguita nel senso della crescita del pelo che può essere rimosso alla radice. Può essere causa di peli incarniti.

    4) Depilazione con lamina abrasiva: Indicato per gambe, guance e ascelle e consiste nello strofinare in verso orario una lamina abrasiva sulla zona da trattare. L’attrito consuma il pelo tagliandolo al punto di sbocco o a livello della cute. E’ un metodo sconsigliato poiché il pelo ricresce più ispessito.

    Come già scritto, con la depilazione entro 3 giorni i peli cominciano a ricrescere.

    Con l’epilazione invece i tempi sono più lunghi, dalle 4 settimane che si ottiene con la ceretta all’epilazione permanente che otteniamo con il laser, grazie al quale sono sufficienti 1 o 2 sedute di mantenimento all’anno per liberarsi dai peli superflui. Questo accade solo una volta raggiunto l’obiettivo dell’abbattimento del patrimonio pilifero dell’80% che si ottiene dopo circa 8 sedute.

    Articolo offerto da Medestetique Brescia

  • Metodi di epilazione permanente

    L’epilazione è una tecnica che consiste nella rimozione di tutto il pelo, bulbo pilifero compreso.

    Tra i metodi di epilazione, questi sono i principali:

    1) Ceretta a caldo: Rimuove i peli grossi ed è quindi indicata per il volto e l’inguine. I peli ricrescono in media dopo circa 20 giorni. Si possono ottenere risultati eccellenti. Dopo la sua applicazione, la superficie cutanea risulta completamente liberata dai peli superflui, liscia e compatta. Generalmente sono a base di cera d’api o colofonia e, attraverso appositi fornelli vengono portate alla temperatura di liquefazione, stese sulla superficie cutanea e una volta solidificate si procede allo strappo del pelo che viene eliminato alla radice. È una metodica di medio dolore che va evitata a soggetti con problemi vascolari e richiede la precauzione di evitare scottature con cere ad elevata temperatura. Dopo aver strappato la striscia di cera, la pelle risulta sempre un poco irritata, viene quindi applicata una crema o lozione per calmare questa irritazione. Prima del trattamento sarebbe bene frizionare la zona da depilare con soluzione idroalcolica ad azione antisettica.

    2) Ceretta a freddo: EÈ una tecnica dolorosa che rimuove i peli grossi e sottili, indicata per la depilazione di gambe e braccia. Generalmente sono a base di sostanze a base di cera, applicata sulla zona da epilare viene coperta da striscie di tessuto che aderiscono alla cera e vengono poi strappate portando con se i peli che vengono eliminati alla radice. I peli ricrescono di media ogni 20-30 giorni.

    3) Apparecchi elettrici: Simili al rasoio sono costituiti da una spirale rotante che , passata sulla pelle intrappola il pelo traendolo verso l’esterno. Rimuovono i peli grossi presenti su superfici piatte dove la cute è meno sensibile, sono quindi indicati per l’epilazione delle gambe. Il pelo viene estirpato fino al bulbo, ma nel caso di peli più sottili e corti l’apparecchio non è efficace poiché i peli sfuggono all’aggancio e si spezzano. La ricrescita del pelo avviene di media ogni 15 giorni.

    4) Elettrodepilazione: La soluzione definitiva si ottiene con l’elettrodepilazione chiamata anche diatermocoagulazione che viene realizzata mediante l’utilizzo di corrente elettrica continua o ad alta frequenza che applicata al follicolo pilifero, trasformandosi in energia termica, determina la distruzione, con conseguente asportazione del pelo (tramite pinzetta) in esso alloggiato. È una tecnica consigliabile per il trattamento del viso, della pancia e dell’areola mammaria. Per ottenere risultati soddisfacenti in certi casi occorre mettere in programma un periodo di trattamento piuttosto lungo che varia in dipendenza della vastità delle zone da trattare. Lo strumento consiste in un elettrodo sottoforma di ago collegato ad un generatore di corrente. Un cattivo uso dell’ago e un’intensità della scarica elettrica troppo forte può dar luogo a piccole macchie o cicatrici. Dopo il trattamento sarebbe bene disinfettare l’area ed applicare una crema antibiotica.

    5) Elettrodepilazione definitiva con sonda: Esiste un’alternativa all’ago elettrico: è un trattamento che si serve di un’apparecchiatura elettronica fornita di una sonda che agisce alla radice del pelo in assoluta assenza di dolore. È un metodo che fonda la sua efficacia sulla contemporanea azione di più fattori tra i quali il calore dovuto alla radiofrequenza e l’uso, sulla superficie della pelle da trattare di estratti vegetali e oli essenziali che facilitano la penetrazione della corrente agendo da conduttori elettrici. Finito il tempo di azione della sonda, i peli, il cui bulbo vitale è andato incontro ad atrofia, vengono estirpati con la ceretta. Dopo alcune applicazioni, il pelo si assottiglia fino a scomparire definitivamente. Il tempo necessario per conseguire questo risultato varia da persona a persona a seconda della zona che si vuole depilare, rispetto all’ago c’è bisogno di molte più sedute e, se lo strappo con la ceretta non è stato ben eseguito, il pelo che ricresce può incarnirsi.

    6) Laser: Il laser è un fascio di luce monocromatico emesso ad una determinata lunghezza d’onda capace di assorbire l’energia luminosa emessa da determinate strutture target (in questo caso la melanina) che la convertono in energia termica dando luogo ad una termolisi. Poiché la melanina è presente anche nel derma in misure diverse si hanno risultati variabili da individuo ad individuo (si ottengono ottimi risultati su pelli molto chiare e peli scuri).

    Articolo offerto da https://medestetique.net/

  • Ambulanze Private Roma: Cosa Scegliere

    La nascita di nuovi tipi di Ambulanze Private Roma

    Con il passare degli anni e l’avvento della modernità, oltre a nuovi tipi di lavoro, veicoli e tecnologie, sono nati anche nuovi tipi di lavoro; quello che andremo ad analizzare oggi, è il mestiere di coloro che  forniscono servizio di Trasporto Ambulanze Roma.

    I 3 tipi di Ambulanze Private Roma

    Come sappiamo esistono diversi tipi di Ambulanze Private Roma, sulla base dell’utilizzo da farne.

    • Ambulanza da soccorso avanzato: Ha genericamente a bordo almeno un medico o un infermiere, professionisti del settore salutistico pronti al soccorso nella maniera più efficace possibile.
    • Ambulanza da soccorso base: ha a bordo solo operatori adatti al primo soccorso, infatti è adatta a a soccorsi per mali minori, quali svenimenti e lievi incidenti automobilistici.
    • Ambulanza da trasporto: non è dotata delle strumentazioni per gestire l’emergenza e serve a trasportare pazienti non in pericolo di vita. Si tratta molto spesso di mezzi non più usati per le situazioni di emergenza e che sono a disposizione di aziende private e associazioni locali. La loro caratteristica è quella di essere compatte e più adatte a muoversi nel traffico, fornendo velocità e professionalità ai chi ne ha più bisogno.

    Infine, a queste tipologie di Ambulanze Roma si aggiungono le nuove “ambulanze dei desideri”, che trasportano i malati oncologici per far visitare loro i luoghi più importanti della vita prima di morire, permettendo a malati terminali di realizzare i loro desideri e sogni nel cassetto, con l’ausilio di altre aziende per combinare delle giornate memorabili per le persone più bisognose.

    Se, a questo punto, ti interessa il servizio di Soccorso Medico Capitolino scopri sul nostro sito come prenotare un’Ambulanza Privata Roma per raggiungere l’ospedale o rientrare a casa dopo una visita o un ricovero.

  • Roby Daniele Sais è il nuovo preparatore atletico di EM314

    Il professionista torinese entra a far parte del team EM314 e sarà il preparatore atletico personale dell’atleta Emmanuele Macaluso

     

    È stata ufficializzata  in queste ore la collaborazione tra  EM314 e il preparatore sportivo Roby Daniele Sais.

    Sais prenderà in carico la programmazione e la supervisione della preparazione atletica del ciclista Emmanuele Macaluso in vista del suo rientro all’attività professionistica nella MTB (mountain bike) prevista per la stagione 2021.

     

    Le dichiarazioni:

    Sono felice di avere al mio fianco Roby in questa sfida – dichiara Emmanuele Macaluso, che continua – Il suo curriculum professionale è di altissimo livello. Il rapporto di amicizia che ci lega da anni renderà il nostro rapporto più schietto e diretto, permettendoci di lavorare in modo rapido ed efficiente. Sono eccitato all’idea di poter usufruire della sua esperienza”.

     

    Ho accettato di partecipare al progetto che vede Emmanuele rientrare nel mondo dello sport dopo la sua brillante carriera – racconta Roby Daniele Sais, che conclude – il passaggio da una disciplina esplosiva come il lancio del giavellotto a una più aerobica come il cross country rappresenta una sfida entusiasmante. Siamo pronti ad affrontarla”.

     

    La collaborazione è attiva.

     

    Contatti del progetto EM314

    Web: www.em314official.com

    Blog: https://em314official.blogspot.com

    Instagram: www.instagram.com/emmanuelemacaluso

    Facebook: www.facebook.com/EM314official

    Twitter: https://twitter.com/E_Macaluso

    Linkedin: www.linkedin.com/company/em314

  • Aloe Ferox: proprietà e benefici dell’integratore Naturale

    Sin dai tempi antichi, le aloe sono state registrate nei geroglifici egiziani e nelle pitture rupestri di San e Khoi e hanno una lunga storia di usi medicinali nelle culture tradizionali. L’Africa ha oltre 360 ​​specie del genere Aloe linneus di cui l’Aloe ferox è la più utilizzata e commercialmente prodotta in Sudafrica. L’aloe ferox è diversa dall’aloe vera (Aloe barbadensis). Nell’aloe ferox, la sostanza amara chiamata aloina si trova appena sotto la pelle e può essere facilmente separato dalla foglia interna ricca di gel. È stato scoperto che l’Aloe Ferox ha un livello di aloina superiore del 28% e un 36% in più di aminoacidi rispetto all’Aloe vera, originaria dell’America.

    Benefici dell’aloe Ferox
    Dalla pianta di aloe ferox, si estraggono due componenti fondamentali. Il gel succoso ha proprietà antisettiche e può accelerare la guarigione delle ferite mentre si dice che il lattice (strato giallo amaro contenente l’aloina) abbia proprietà lassative ma può aiutare a contrastare stai infiammatori e dolorosi alla base di molte condizioni patologiche come l’artrosi. Il gel favorisce la guarigione della pelle dopo scottature, allevia il prurito e le punture di insetti ed è ampiamente usato in cosmesi per i suoi effetti idratanti e lenitivi. Il gel di aloe ferox contiene anche antiossidanti, vitamine (A, C e B12) e bradichinasi, un enzima che riduce l’infiammazione quando applicato sulla pelle. Inoltre è usato come un naturale schiarente per la pelle in quanto contiene composti inibitori della melanina. La polvere viene utilizzata in medicina e la foglia fresca può essere applicata direttamente sulla pelle per alleviare le scottature.

    Usi commestibili:

    il gel di foglie è stato usato in Sudafrica per fare una marmellata che ricorda le composte di anguria. Sta inoltre acquisendo importanza come ingrediente rinfrescante e nutritivo negli alimenti e nelle bevande destinate agli sportivi. Le foglie secche vengono raccolte e frantumate, dopo di che viene utilizzato un decotto per fare una tisana tonificante e antiinfiammatoria. I fiori vengono succhiati per il loro dolce nettare.

    Usi medicinali

    Nell’Africa meridionale l’essudato a foglia rossa ispessita di aloe ferox, chiamato ‘Cape aloe’, viene usato come purgante nella medicina umana e veterinaria e l’essudato fresco viene applicato nei casi di problematiche oftalmiche e per trattare la sifilide. È anche usato nel trattamento dell’artrosi e di numerose patologie che coinvolgono l’apparato muscolo scheletrico. Il gel dal nucleo delle foglie ha un uso simile al gel dalle foglie di Aloe vera e viene usato per trattare le condizioni patologiche della pelle (ustioni, ferite, abrasioni, irritazioni) e viene applicato come impiastro su contusioni o come refrigerante generale. Inoltre è usato come lavaggio per favorire la crescita dei capelli, come idratante e nutriente dei capelli secchi. I costituenti distintivi delle foglie di aloe sono composti fenolici, tra cui derivati ​​di cromone, antrachinone o antrone.

    Altri usi

    Il gel di aloe ferox è anche ampiamente usato come agente idratante e protettivo della pelle in creme e lozioni come crema solare, crema da barba, balsamo per le labbra e unguenti curativi. La cenere di foglia di aloe ferox viene utilizzata come repellente per insetti. In Sudafrica l’aloe ferox è piantata come recinzione viva per proteggere le coltivazione dagli animali selvatici. Maggiori informazioni le trovi su aloe-ferox.info

  • ARTE BERGAMASCA PROTAGONISTA
 A DOMITYS QUARTO VERDE

    L’arte apre le porte di Domitys Quarto Verde per un excursus in 15 opere che ripercorre oltre cinquant’anni di carriera del pittore lombardo Alfredo Rossi.


    Fino al 13 settembre 2020

    Domitys Quarto Verde
    Via Pinamonte da Brembate, 5 – Bergamo

    Ingresso gratuito

    Domitys Quarto Verde, la prima struttura in Italia interamente pensata per la terza età attiva, apre le sue porte per accogliere l’esposizione dell’artista bergamasco Alfredo Rossi. Quindici le opere selezionate dall’ampio portfolio del pittore, che fino al 13 settembre coloreranno le pareti della Hall, aperta gratuitamente a tutti i visitatori.

    Classe 1943, nato e cresciuto a Villa di Serio (BG), da oltre cinquant’anni Alfredo Rossi dipinge per raffigurare la realtà che lo circonda: alle scene di vita comune, catturate nella loro essenzialità, si unisce sempre, in ogni opera, una vena di fantasia, frutto dell’estro artistico di chi dipinge. E così l’artista bergamasco ha racchiuso nelle tele dei suoi dipinti ogni elemento del suo universo mondo, realizzando un corpus di opere diffusamente apprezzato. Tra i vari riconoscimenti, ha partecipato al prestigioso Premio Internazionale Arte di Milano, arrivando alla finale del concorso del Teatro Dal Verme nel luglio 2017. In varie occasioni, è stato elogiato anche dal Prof. Vittorio Sgarbi, dal Prof. Giorgio Falossi, dal Dott. Domenico Tarrico, che hanno affermato il valore della ricerca stilistica delle sue opere nel panorama artistico contemporaneo.

    Per l’esposizione presso Domitys Quarto Verde, Alfredo Rossi ha selezionato 15 tra le sue opere più significativedagli Anni Sessanta ad oggi, realizzate con la tecnica dell’olio su tela e raffiguranti i soggetti più diversi – paesaggi, nature morte, ritratti, realismo figurativo -, a testimonianza di una vita dedicata all’arte, a partire dal primo corso di disegno artistico a Bergamo, da giovanissimo.

    «Compito dell’artista è lasciare testimonianza del mondo, di usi, costumi e mestieri del tempo in cui ha vissutoracconta Alfredo RossiPer farlo, si serve di rappresentazioni reali, astratte o di fantasia: il mio strumento è la pittura, che accompagna da sempre la mia vita. È per questo che sono felice di poter condividere i molti anni di attività artistica in una mostra aperta a tutti».

    La mostra è ad ingresso libero e gratuito e sarà aperta tutti i giorni, fino al 13 settembre, dalle 08.00 alle 20.00, presso Domitys Quarto Verde in via Pinamonte da Brembate 5 a Bergamo. 

     

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    Fondata nel 1998, DOMITYS è leader in Francia nelle soluzioni abitative che integrano servizi per la terza età attiva. Il Gruppo nasce da AEGIDE, realtà da 3.000 dipendenti, il cui azionista di maggioranza è NEXITY, gruppo francese leader del mercato immobiliare. DOMITYS risponde alle nuove esigenze dettate dall’invecchiamento della popolazione, mettendo a disposizione di senior ancora autosufficienti soluzioni abitative confortevoli e indipendenti, aprendo così la strada a un nuovo modo di vivere la terza età, in piena libertà e con la garanzia di una vita sociale attiva. 

     Materiali stampa e immagini sono disponibili al link Google Drive:
    https://drive.google.com/open?id=113jwsGovkydNEHseK4Z02XY-spzlTIvu 

  • Gli esperti di Politerapico ci parlano delle allergie e dei test allergologici

    I professionisti di Politerapico, centro polispecialistico di Monza, fanno chiarezza su cosa si intende per visita allergologica, spiegando l’importanza di rivolgersi solo a medici qualificati.

    Milano, giugno 2020 – Tra i servizi medici offerti da Politerapico, prestigioso centro polispecialistico di Monza, è inclusa anche la visita allergologica. Si tratta di un controllo importante, soprattutto con l’avvio della bella stagione, periodo dell’anno in cui si diffondono maggiormente le allergie causate dalle piante. Oltre a queste, tuttavia, molte persone soffrono anche di allergie alimentari oppure dovute a determinate sostanze: per questo motivo è bene rivolgersi a un professionista qualificato, che possa effettuare tutti gli esami di accertamento necessari e individuare insieme al paziente una terapia mirata.

    Come per tutte le visite specialistiche, anche quella allergologica dovrebbe partire con una dettagliata anamnesi del paziente: un excursus della sua storia clinica, infatti, è indispensabile per aiutare il medico a capire la portata del problema e ad avviare un percorso terapeutico efficace. Dai sintomi principali alla familiarità, fino alla presenza di altre patologie parallele alle allergie, è importante che il medico curante sappia tutto ciò che serve prima di eseguire gli esami diagnostici del caso. Successivamente all’anamnesi, viene effettuata la visita vera e propria, che prevede un check up generale circa lo stato di salute del paziente, con un approfondimento sui segni fisici dovuti all’allergia, quali per esempio congiuntivite, respiro affannoso, gonfiore, infiammazione della gola, congestione nasale o eruzioni cutanee. 

    L’allergologo può quindi decidere di eseguire specifici test per valutare la tipologia e la portata dell’allergia. Tra i più comuni c’è il prick test per le allergie ambientali e alimentari, che consiste nel pungere l’epidermide del paziente con un ago imbevuto nell’allergene e verificare così il manifestarsi di gonfiore, rossore o prurito; il patch test (noto anche come test epicutaneo), che riguarda le allergie da contatto con determinate sostanze e si effettua applicando sulla pelle una piccola quantità della sostanza allergica e controllando nell’arco di 48 ore se emergono sintomi e, infine, le analisi del sangue specifiche per le allergie. Una volta effettuati gli accertamenti necessari, l’allergologo prescrive al paziente un piano terapeutico personalizzato, seguito da controlli periodici per monitorarne l’efficacia. 

     

     

     

  • Ripartenza in sicurezza per le strutture sociosanitarie

    Con la DGR 3226 del 9 giugno 2020 la Regione ha stabilito nuove regole rivolte alle strutture sociosanitarie della Lombardia, stabilendo obblighi strutturali e gestionali in funzione di una ripresa ottimale delle attività. Un progetto organizzativo-gestionale rivolto agli enti gestori di RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali), RSD (Residenze Sanitarie per Disabili), delle comunità per le dipendenze, degli hospice, dei CDI e CDD (Centri Diurni Integrati e per Disabili), delle strutture residenziali e semiresidenziali di psichiatria, con l’obbligo di elaborare un piano che stabilisca le procedure e le istruzioni da mettere in pratica, coerenti con quanto previsto dalla normativa.

    Con l’impegno per la salvaguardia della sicurezza e della salute degli ospiti, ATS Pavia avvierà la fase di audit dei piani il 29 giugno in base ad una una check list predisposta per effettuare controlli volti alla corretta applicazione della norma.

    La check list, valido supporto per la stesura del piano organizzativo gestionale a cura delle 85 RSA e 12 RSD del territorio, prevede indicazioni rispetto a importanti attività per la gestione degli ospiti: dalla regolamentazione di ingressi e rientri e modalità di accoglienza alla gestione di casi sospetti o che potrebbero risultare positivi, le modalità comunicative e informative tra la struttura e gli ospiti con la famiglia, l’igienizzazione di personale, strumenti, luoghi e ambienti; l’adeguato utilizzo di DPI, l’elaborazione di un piano di emergenza/evacuazione in caso di emergenza sanitaria e, infine, le modalità di gestione delle salme e degli accessi alle camere mortuarie.

    «Ats Pavia – sottolinea il direttore generale Mara Azzi – si è attivata sin da subito per garantire una ripartenza in massima sicurezza, offrendo supporto alla cittadinanza con particolare attenzione alla fascia più fragile della popolazione, offrendo alle famiglie un servizio sicuro ed efficiente.  L’obiettivo è di garantire una soluzione sicura nella gestione di anziani, malati e disabili. Prendersi carico della salute del territorio significa in questo caso organizzare le strutture con protocolli in emergenza, approvvigionamento dpi, organizzazione dei locali, gestione nuovi ospiti, sistema di monitoraggio. È fondamentale ora ripristinare la possibilità di nuovi ingressi negli istituti, in totale sicurezza e con l’obiettivo di essere di sostegno agli operatori e agli utenti».

    Una reattività da parte di Ats Pavia che già in emergenza aveva garantito misure di sicurezza a personale, operatori e utenti contribuendo a una percentuale minima di contagio dei sanitari all’interno dei presidi.

    Un obiettivo raggiunto grazie alla tempestività con la quale hanno risposto molti enti e grazie al tavolo di coordinamento per la definizione di buone prassi e integrazione sanitaria, sociosanitaria e sociale e al lavoro in rete che ha permesso di garantire la massima sicurezza anche alle strutture minori. «Le strutture più piccole – conclude la DG Mara Azzi -, grazie al coordinamento della direzione socio sanitaria di Ats, hanno lavorato in sinergia con realtà più complesse, traendo forza e sostegno per ripartire a pieno ritmo».

  • Dott.ssa Veronica Cavalletti: psicologa e psicoterapeuta a Firenze

    La dott.ssa Veronica Cavalletti è una Psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana (n. 6867), specializzata in Psicoterapia cognitivo-comportamentale. Si occupa di psicoterapia e sostegno psicologico per adulti e adolescenti sia in setting individuale che di gruppo, valutazione e psicodiagnosi, ricerca scientifica, formazione. Le sue principali aree di intervento sono i disturbi di personalità (come il disturbo narcisistico, il disturbo evitante, il disturbo dipendente, il disturbo borderline e il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità), l’ansia (ansia generalizzata, attacchi di panico, ipocondria), il perfezionismo e l’ipercontrollo, le difficoltà relazionali, le abilità comunicative e sociali, le regolazione delle emozioni e la dipendenza interpersonale.

    È la Referente del gruppo di lavoro Tages Personality, che si occupa dello studio e del trattamento dei disturbi di personalità ed è composto da un equipe di professionisti altamente qualificati nell’ambito della psicologia, della psicoterapia e della psichiatria. La dott.ssa Cavalletti è una Terapeuta riconosciuta TMI (Terapia Metacognitiva Interpersonale) e CFT (Compassion Focused Therapy). È iscritta alla SITCC (Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva), alla ISSPD (International Society for the Study of Personality Disorders) ed è socio ordinario della MITHS (Metacognitive Interpersonal Therapy Society).

    Dopo la Laurea Magistrale in Psicologia presso l’Università degli Studi di Firenze e la Specializzazione in Psicoterapia cognitivocomportamentale, si è perfezionata in Psiconcologia ed ha svolto un percorso di Alta Formazione sui Disturbi di Personalità presso l’Università di Bologna.

    È docente del Master in Diagnosi e Trattamento dei Disturbi di Personalità organizzato da Tages Onlus e APC/SPC (Associazione di Psicologia Cognitiva/Scuole di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva) e si occupa di tradurre e curare libri nell’ambito della psicoterapia. La dott.ssa Cavalletti riceve presso il Centro Clinico di Tages Onlus a Firenze e svolge percorsi di psicoterapia anche online.

    Per qualsiasi informazione ulteriore visita il sito Cavallettiveronica.it

  • Limozen Integratore Naturale per Perdere Peso

    LimoZen è un integratore alimentare in capsule da assumere per aiutare la perdita di peso in modo naturale. All’interno del prodotto sono presenti soltanto sostanze naturali e non ci sono sostanze chimiche o additivi. Le compresse di LimoZen aiutano a migliorare l’assimilazione delle sostanze nutritive, favorisce l’attivazione del metabolismo aiutandolo a bruciare grassi e calorie anche a riposo. Inoltre, i principi attivi presenti nel prodotto migliorano la salute epatica e regolano l’equilibrio dell’intestino. LimoZen è un integratore a base di piperina, curcuma, zenzero e limone, tutti elementi utili nella perdita di peso. Si tratta di un vero e proprio alleato, da inserire all’interno di un regime alimentare vario ed equilibrato per favorire la perdita di peso in maniera sana, aiutando anche a mantenere i risultai a lungo nel tempo.

    Ingredienti

    Gli ingredienti presenti nel prodotto sono tutti naturali ed hanno specifiche proprietàà fondamentali per migliorare la salute dell’organismo. Il pepe nero aiuta a mantenere il peso raggiunto, depurando l’organismo ed il fegato, oltre a stimolare le difese immunitarie. Lo zenzero ha una funzione antiossidante e antinfiammatoria, aiutando a contrastare disturbi gastrici o intestinali. Inoltre, esso, aiuta anche a migliorare l’assimilazione dei nutrienti riducendo la quantità di zuccheri. La curcuma tiene sotto controllo i lievlli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, mentre il limone alimenta il senso di sazietà, evitando l’arrivo di attacchi di fame improvvisa e nervosa, spesso responsabili di sovrappeso e obesità. La vitamina C e la piperina, infine, sono degli antiossidanti naturali che migliorano la salute dell’organismo e che ritardano l’invecchiamento cellulare, oltre a stimolare positivamente il sistema immunitario ed allevare la sensazione di affaticamento.

    Come prendere LimoZen

    Per assumere LimoZen basta un bicchiere d’acqua con cui ingerire la capsula. Deve essere presa prima dei pasti principali (pranzo e cena) e va inteso come integratore alimentare non sostitutivo dei pasti. Deve essere inserito all’interno di un regime alimentare vario ed equilibrato, abbinato possibilmente a regolare attività fisica. I test clinici effettuati sul prodotto hanno evidenziato come LimoZen non abbia controindicazioni o effetti collaterali. Prima di assumerlo è comunque consigliabile consultare il proprio medico di base per verificare l’assenza di intolleranze o allergie a uno o più principi attivi contenuti nelle capsule. L’utilizzo di LimoZen deve essere evitato in gravidanza, durante l’allettamento, negli individui di età inferiore ai 18 anni e nei soggetti che soffrono di patologie gastrointestinali o sono affetti da ipertiroidismo.

    Le opinioni di chi ha acquistato LimoZen

    Le testimonianze positive degli utenti che hanno acquistato LimoZen e che lo utilizzano regolarmente sono numerose. Filippa, ad esempio, ha 30 anni e racconta di come il suo metabolismo negli anni si sia rallentato ma oggi grazie a LimoZen ha finalmente ricominciato a perdere peso ed è riuscita a riconquistare la forma di un tempo. Anche il gusto delle capsule è piuttosto piacevole e quindi si riescono ad assumere senza troppi problemi. Mario ha scelto di utilizzare LimoZen per favorire il proprio dimagrimento. Da sempre contrario ai prodotti chimici, desiderava un prodotto che fosse totalmente naturale. Sin dalle prime settimane ha iniziato a notare i miglioramenti a livello fisico, assumendolo regolarmente prima dei pasti come prescritto. Valeria ha cominciato a prendere LimoZen da qualche settimana ma non ha ancora iniziato una dieta bilanciata e regolare. Nonostante questo racconta di aver notato la perdita di un paio di chili, motivandola ad iniziare a rivedere la sua dieta, scegliendo un’alimentazione più sana ed equilibrata. Anche medici e nutrizionisti raccontano di come diversi pazienti da loro seguiti abbiano iniziato, sotto consiglio loro, ad assumere LimoZen e di come si siano trovati bene, riuscendo a raggiungere risultati che non erano mai riusciti ad ottenere prima, neppure seguendo diete drastiche ed elaborate.

    Dove acquistare LimoZen e quanto costa

    LimoZen può essere facilmente acquistato sul sito https://www.limozen.net  al prezzo di 59 euro per due confezioni. Per ordinarlo basta compilare il modulo presente nella pagina, inserendo dati e numero di telefono. Entro breve tempo si riceverà la chiamata di un operatore per confermare l’ordine ed in pochi giorni le confezioni arriveranno comodamente a casa, senza costi aggiuntivi per la spedizione, mentre il pagamento potrà essere effettuato mediante contrassegno direttamente alla consegna del prodotto ordinato.

  • Lavoro in sicurezza: respiratore monouso professionale con valvola

    Garoshop.it non è solo sinonimo di materiale elettrico online, accessori per tablet e pc ecc, ma è anche altro: all’interno del suo e-commerce, infatti, è presente un piccolo spazio dedicato alla sicurezza sul lavoro e alla tutela della propria salute. L’emergenza sanitaria scaturita dal Covid-19 ci ha insegnato quanto sia importante adottare comportamenti e le giuste precauzioni per proteggere la nostra vita e quella degli altri, ma altrettanto importante è garantire idonee condizioni lavorative in azienda.

    Per questo sul sito è presente un’area dedicata ai dispositivi di protezione individuale professionali e sicuri, come ad esempio la Mascherina 3M™ FFP3 con valvola dalla classica forma a coppa che copre naso e bocca. Questo dispositivo, dotato di tradizionale stringinaso in metallo a doppi lacci, è estremamente efficace nella difesa delle vie respiratorie da fumi e polvere, nonché l’unico a garantire una protezione reale e duratura dall’esposizione di Sars-Cov-2.

    Il suo design a conchiglia consente di adattarla a qualsiasi conformazione facciale, oltre a un’ottima tenuta. La sua struttura interna è durevole e resistente al collasso. La protezione, inoltre, è anche confortevole grazie alla valvola 3M™ Cool Flow™, un sistema in grado di ridurre il ristagno di calore anche se ci si trova ad indossarla in ambienti caldi e umidi. In altre parole, sicurezza e comodità insieme durante l’orario di lavoro.

    La mascherina 3M™ FFP3 con valvola è disponibile all’interno del nostro negozio ad un prezzo scontato. Vieni a scoprirlo.

  • Così il cervello ci aiuta a capire le azioni degli altri

    Ricercatori dell’IRCCS Medea e Università di Udine mostrano come la via dorsale e la via ventrale della corteccia cerebrale collaborino nella comprensione dei comportamenti altrui, integrando il movimento nel contesto in cui si svolge. Lo studio pubblicato su PNAS fornisce indicazioni utili per la riabilitazione dei disturbi della percezione sociale. In fase di sperimentazione un training in realtà virtuale.

    Nella maggior parte delle interazioni sociali ci basiamo sull’osservazione delle azioni degli altri per capire cosa vogliono fare. Al tempo stesso, non possiamo aspettare di osservare tutto il movimento per capire le intenzioni che lo hanno indotto, ma dobbiamo raffigurarci in anticipo ciò che gli altri stanno per fare in modo che l’interazione possa essere fluida.

    Nella comprensione del comportamento altrui un ruolo determinante è dato dal coinvolgimento di una via dorsale che, dalla corteccia visiva e tramite la corteccia parietale, porta a creare una rappresentazione delle azioni degli altri nel sistema motorio dell’osservatore.

    Recenti studi, però, hanno dimostrato che per comprendere le azioni altrui utilizziamo anche aspettative legate al contesto in cui le azioni si verificano, come l’ambiente o gli oggetti utilizzabili. Ad esempio, se vediamo una persona che si avvicina a una tazza piena, anticipiamo che probabilmente quella persona stia prendendo la tazza per bere, mentre se la tazza è sporca e vuota, anticipiamo che probabilmente voglia prenderla per lavarla e metterla a posto. Altri indizi devono essere utilizzati nel caso in cui la tazza sia mezza piena, e quindi il contesto sia ambiguo, costringendoci ad aspettare di poter osservare fasi successive del movimento per fare una previsione più affidabile ed adattare di conseguenza il nostro comportamento. Ora, anticipare precocemente se una persona stia prendendo una tazza per bere o sparecchiare non ci cambia la vita, ma anticipare il perché una persona stia prendendo un coltello potrebbe farlo. Per questo, non possiamo aspettare di osservare tutto il movimento fino alla fine, ma dobbiamo usare indizi contestuali per predirlo. L’elaborazione di tali indizi contestuali coinvolge prettamente un’area visiva ventrale, che dalla corteccia visiva porta le informazioni alle cortecce temporali dove vengono riconosciuti gli oggetti.
    Se e come la via dorsale per la percezione dei movimenti interagisca con quella ventrale per il riconoscimento di oggetti è poco chiaro.

    Uno studio, realizzato da Lucia Amoruso, Alessandra Finisguerra e Cosimo Urgesi in collaborazione tra Università di Udine e IRCCS Eugenio Medea (https://doi.org/10.1073/pnas.1921512117) pubblicato sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze PNAS (IF 9.58), ha cercato di capire come queste due vie interagiscano nel riconoscimento delle azioni osservate.

    Per fare ciò i ricercatori hanno sfruttato la maggiore sensibilità della via dorsale a informazioni visive a bassa frequenza, che evidenziano per lo più contorni grossolani, e la maggiore sensibilità della via ventrale a informazioni ad alta frequenza, che mettono in evidenza i dettagli. Ai partecipanti è stato mostrato un attore che compiva diverse azioni in contesti congruenti, ad esempio prendere una tazza piena dal suo manico come per bere, o incongruenti, ad esempio prendere una tazza vuota dal manico come per bere. Come atteso, gli osservatori, a parità di movimento presentato, sapevano predire l’azione corretta meglio in contesti congruenti che in contesti incongruenti. Questo dimostra come per predire il comportamento altrui utilizziamo sia il loro movimento sia il contesto circostante.

    L’effetto del contesto, però, non si rifletteva solo sulla capacità degli osservatori di predire l’intenzione, ma anche sull’attivazione della loro corteccia motoria. Grazie alla stimolazione magnetica transcranica, i ricercatori hanno visto che tale attivazione non era solo modulata dall’osservazione del movimento, ma anche dalla compatibilità del contesto in cui tali movimenti si svolgevano.

    “Il risultato più interessante – spiegano i ricercatori – è emerso studiando le reazioni dell’osservatore selettivamente in base a quello che vedeva durante la presentazione di stimoli visivi contenenti solo le alte o le basse frequenze. Nel caso in cui venivano presentate solo le basse frequenze, che evidenziano i contorni più grossolani, quindi enfatizzando il lavoro della via dorsale, il contesto smetteva di giocare il suo ruolo nella capacità di riconoscimento delle azioni. Sia sulla capacità degli osservatori di predire le azioni, sia sull’attivazione della loro corteccia motoria in questi casi era importante solo il movimento che veniva osservato. Quando, invece, venivano presentate solo alte frequenze, che definiscono meglio i dettagli, quindi enfatizzando il lavoro della via ventrale, il contesto giocava un ruolo più importante rispetto al movimento, come se la corteccia motoria dell’osservatore, avendo poche informazioni sul movimento, utilizzasse le informazioni sul contesto portate dalla via ventrale per rappresentare le azioni dell’attore”.

    Questi risultati non solo confermano che la via dorsale elabora principalmente informazioni sul movimento e la via ventrale sugli oggetti contestuali, ma suggeriscono anche che le due vie collaborano continuamente per predire nel modo più efficace possibile cosa stanno facendo gli altri.

    Il dato non è solo rilevante per capire come il nostro cervello ci consenta di capire i comportamenti degli altri, ma fornisce anche indicazioni utili per la riabilitazione dei disturbi della percezione sociale. Persone con disturbo dello spettro autistico, infatti, presentano un’alterazione a livello della via dorsale, che li porta a concentrarsi di più sui dettagli che sulla scena globale, come se vedessero i singoli alberi e non l’intero bosco. Queste alterazioni sembrano portare a difficoltà nell’utilizzare le informazioni elaborate dalla via dorsale per comprendere i comportamenti degli altri, spiegando, probabilmente, le difficoltà nelle interazioni sociali che si riscontrano in queste persone. Manipolare quindi le frequenze della stimolazione visiva per queste persone potrebbe consentire di predisporre dei piani riabilitativi che, da una parte, allenino più specificatamente la via dorsale e la percezione del movimento con stimolazioni a bassa frequenza e, dall’altra, spingano a compensare la debolezza della via dorsale utilizzando la via ventrale e le aspettative basate sul contesto.

    Questi risultati sono alla base di un training in realtà virtuale che è in fase di sperimentazione presso l’IRCCS Eugenio Medea di Bosisio Parini, dove bambini e adolescenti con problematiche del neurosviluppo si allenano in modo giocoso a predire le mosse di un avatar avversario utilizzando l’esperienza precedente e informazioni contestuali.

    Per maggiori informazioni su questo lavoro consultare l’articolo originale:
    Spatial frequency tuning of motor responses reveals differential contribution of dorsal and ventral systems to action comprehension
    Lucia Amoruso, Alessandra Finisguerra, Cosimo Urgesi
    Proceedings of the National Academy of Sciences May 2020, 201921512; DOI: 10.1073/pnas.1921512117

  • Ecco come scegliere una poltrona relax (da Mondoflex.it)

    Mondoflex, azienda leader per la produzione e la vendita di materassi di diverse tipologie, reti, cuscini e affini, illustra le caratteristiche delle poltrone relax di qualità, per aiutare i clienti a scegliere il prodotto più adatto alle proprie esigenze.

    Milano, Giugno 2020 – Comfort, estetica e funzionalità: questo è ciò che vogliono le persone che intendono acquistare una poltrona relax, un oggetto che può rivelarsi utile in diverse occasioni e che, in molti casi, rappresenta un ausilio medico che agevola la gestione di persone anziane o con ridotta capacità motoria da parte di chi se ne prende cura.

    Per guidare i clienti nella scelta del prodotto più in linea con le proprie necessità, Mondoflex, azienda lombarda nata nel 1999 e affermatasi nel tempo come leader per la produzione e la vendita di materassi, reti, cuscini e affini, ha scelto di illustrare quelli che sono gli elementi distintivi delle poltrone relax di qualità. A partire dalla struttura, che deve essere adeguata a chi le utilizzerà: altezza e peso della persona, infatti, costituiscono due parametri fondamentali per scegliere una poltrona relax, innanzitutto perché è importante che i piedi siano ben appoggiati a terra, in modo da facilitare il sollevamento quando ci si alza o si deve aiutare un’altra persona ad alzarsi e in secondo luogo per garantire il massimo comfort, evitando l’insorgenza di tensioni muscolari. Per quanto riguarda il peso, inoltre, è bene sapere che queste poltrone riescono generalmente a reggere fino a 120 kg; nel caso l’utilizzatore abbia un peso maggiore, dunque, è necessario introdurre alcuni specifici accorgimenti per non sforzare le meccaniche del prodotto. 

    Da non dimenticare, in fase di scelta, anche un’attenta valutazione delle caratteristiche tecniche della poltrona relax che si intende acquistare, come per esempio il numero dei motori – che può variare da 1 a 4, a seconda delle funzionalità che offre il prodotto – o la batteria, dal momento che esistono poltrone ricaricabili, che possono quindi essere utilizzate senza filo. 

    Da ultimo (ma non meno importante), gli esperti di Mondoflex consigliano di considerare, per l’acquisto di una poltrona relax, anche eventuali esigenze mediche, in modo da aggiungere al prodotto specifici accessori o funzioni che possano essere d’aiuto in ambito terapeutico e, in generale, la motivazione per la quale si utilizzerà la poltrona, così da scegliere effettivamente il dispositivo più adatto alle proprie esigenze. 

    Mondoflex.it

    sede Centrale: Treviolo (BG) in v. S.ta Caterina 31.

    Contatti: [email protected]

    Siamo anche a: Castel Mella (BS), Chieve (CR), Desenzano (BS), Erba (CO), Melzo (MI) e Monza.

  • Le ATS al tempo della pandemia: le opinioni dei dirigenti sanitari

    Dalla seconda metà di febbraio gli ospedali lombardi sono stati investiti da un’ondata di ricoveri a causa di gravi infezioni da Covid-19, rischiando di essere travolti. Le strutture si sono rapidamente adattate per far fronte alla situazione emergenziale, modificando la loro organizzazione e attrezzando in breve tempo sia nuovi reparti di Terapia Intensiva per i malati più̀ gravi, sia reparti specifici di degenza per pazienti a vario livello di gravità.

    Anaao-Assomed Lombardia, l’associazione sindacale di medici e dirigenti sanitari della regione, ha svolto uno studio tra i Dirigenti sanitari delle ATS lombarde, strutture tutt’oggi al centro di forti polemiche per la gestione dell’emergenza, per tracciare umori e opinioni degli operatori in prima linea. Diversi gli ambiti indagati, tra cui la risposta alla pandemia da parte di Regione Lombardia e delle ATS: secondo due terzi degli intervistati, la regione non è stata veloce nell’impartire istruzioni sia sullo svolgimento dei test, sia riguardo l’isolamento dei casi e la disposizione della quarantena per i contatti stretti. La proporzione si ribalta invece riguardo l’attività̀ di ATS: secondo i due terzi degli operatori che hanno risposto al questionario le ATS hanno applicato con sollecitudine le indicazioni regionali.

    Oltre il 50% degli intervistati ha poi affermato che l’enorme pressione sugli ospedali ha influenzato il compito delle ATS lombarde, rendendolo maggiormente difficoltoso. In questo momento di forti polemiche politiche sul “modello Lombardia”, gli intervistati hanno dichiarato che sia la suddivisione dei compiti di prevenzione fra ATS e polo territoriale di ASST determinata dalla legge regionale 23/2015 che l’estensione territoriale delle singole Agenzie di Tutela della Salute abbiano influito sulle difficoltà di dare una risposta all’emergenza.

    Ad oggi la gestione dell’emergenza sembra essere parzialmente migliorata, grazie all’aumentata chiarezza delle indicazioni operative e all’aumentato numero di tamponi, ma ANAAO – ASSOMED Lombardia auspica che, a emergenza conclusa, si possano discutere, senza preconcetti ideologici, proposte atte a migliorare il Sistema Sanitario Regionale.

  • Al via il 18 giugno la campagna di screening sierologico all’Università di Bergamo

    Al via all’Università degli Studi di Bergamo la campagna di screeening sierologico volta a comprendere la diffusione del virus Covid-19 nel territorio e a garantire la massima sicurezza alla comunità accademica.

    Da oggi, presso la sede di Caniana, il personale docente e tecnico amministrativo ha la possibilità di svolgere il test, in maniera del tutto gratuita e volontaria. In seguito alla compilazione di un questionario anagrafico-anamnesico, ai partecipanti viene effettuato il prelievo di sangue venoso sul quale verrà ricercata con metodo immunocromatografico la presenza degli anticorpi IgM e IgG contro il virus, permettendo di capire chi ha già contratto l’infezione da SARS-CoV-2.

    Qualora i test sierologici evidenziassero l’infezione in atto per la presenza di anticorpi IgM, è previsto un percorso assistenziale per i soggetti risultati positivi i quali verranno sottoposti a tampone rinofaringeo per la ricerca di SARS-CoV-2 e a tutti i provvedimenti successivi che si rendessero necessari sulla base dei protocolli in vigore.

    Un’operazione molto importante che il Rettore dell’Università, Remo Morzenti Pellegrini, ritiene indispensabile per affrontare la fase 3 in tutta sicurezza: “L’ateneo ha deciso di eseguire a proprio carico i test e i tamponi molecolari di controllo a chi ha un test sierologico positivo agli anticorpi perché, a solo un mese di distanza dal termine del lockdown, riteniamo sia fondamentale manterere una sorveglianza attiva, al fine di garantire sicurezza a tutta la comunità accademica e minare alla base la possibilità di un contagio di ritorno. Abbiamo riscontrato sin da subito un manifesto interesse all’iniziativa: ha aderito immediatamente il 70% del personale, corrispondente a circa 400 dipendenti dell’ateneo, i quali saranno sottoposti ai test a gruppi da 50, fino a esaurimento della campagna”.

    L’università conferma l’impegno in favore alla salvaguardia della salute. Al termine della campagna ora in corso, darà infatti nuovo via a quella in favore alle vaccinazione anti-meningococco, rivolta a docenti e personale tecnico-amministrativo avviata a inizio anno ma sospesa a causa della pandemia.

  • Mascherine, igienizzazione delle mani e ora la app immuni: i tre strumenti per prevenire una nuova crisi

    Dopo la sperimentazione in Puglia, Abruzzo, Marche e Liguria, Immuni, la app di contact tracing del Covid, da lunedì 15 giugno è attiva anche nella regione più colpita d’Italia, la Lombardia, e quindi anche nel pavese.

    L’applicazione, scaricata nelle prime 24 ore da 2,2 milioni di utenti, è disponibile per chiunque abbia uno smartphone e, se usata in modo diffuso e preciso, permette di prevenire una nuova ondata epidemiologica grazie al tracciamento delle persone potenzialmente contagiose.

    «Non smetteremo mai di dire che, finchè non sarà disponibile un vaccino, non saremo fuori pericolo. Ciò che possiamo fare oggi, con gli strumenti a nostra disposizione, è prevenire la diffusione dell’epidemia e acquisire nuovi strumenti per un’eventuale nuova ondata in autunno. Dobbiamo tornare alla normalità, è vero, e ciò significa tornare a frequentare locali, negozi e giardini pubblici ma con intelligenza. L’app Immuni va in questa direzione e permette un’autodiagnosi prevenendo il contagio massivo: più persone la scaricano, maggiore sarà la sua efficacia» evidenzia Mara Azzi, direttore generale di Ats Pavia.

    Il funzionamento di Immuni è molto semplice: tramite il bluetooth del proprio smartphone, l’applicazione registra tutti i dispositivi con cui si è entrati in contatto ravvicinato per un determinato lasso di tempo. Nel caso di positività accertata al virus, l’utente tramite l’app invia una notifica a tutte le app delle persone che ha incontrato negli ultimi 14 giorni invitando a mettersi in contatto con il proprio medico di medicina generale.

    «Questa modalità garantisce la privacy dell’utente perché vengono generati dei codici identificativi e non i dati personali della persona proprietaria del dispositivo, né tantomeno utilizza sistemi di geolocalizzazione. Pertanto, l’app non può determinare dove sia avvenuto un contatto né coloro che vi hanno preso parte» aggiunge il direttore generale.

    Per una maggior efficacia diventano quindi fondamentali il download e l’utilizzo corretto di questo strumento di prevenzione. Uscendo di casa è importante avere sempre con sé l’applicazione attiva (verificando che ci sia scritto “servizio attivo” e che il bluetooth sia funzionante), leggere le notifiche che arrivano e seguire le indicazioni fornite, che siano chiamare il medico, isolarsi o altro.

    «D’ora in poi sono 3 le armi di prevenzione che abbiamo a disposizione: mascherina, igienizzazione frequente delle mani e l’app Immuni. Semplici strumenti da utilizzare con serenità e sicurezza per difenderci da un’eventuale ripresa del virus che dipendono dalla consapevolezza di ognuno di noi di fronte a un rischio che resta alto». conclude la dott.ssa Mara Azzi.

    Nella sezione Faq del sito predisposto dal Ministero dell’Innovazione sono disponibili tutte le informazioni sul funzionamento di Immuni, che è disponibile per smartphone con sistema operativo Android (90% dei modelli compatibili, secondo Google) e iOS di Apple (compatibili gli iPhone aggiornati a 13.5 e superiori).

    Per informazioni www.ats-pavia.it

  • DOMITYS QUARTO VERDE RIAPRE DOPO IL LOCKDOWN E PROPONE UN MODO PIÙ SICURO DI VIVERE LA TERZA ETÀ

    Dopo le settimane di quarantena, la prima struttura in Italia interamente dedicata ai senior attivi riapre a visitatori e familiari per un graduale ritorno alla normalità, sempre nel massimo rispetto delle norme di sicurezza, e presenta un modo tutto nuovo, più sicuro e sereno, di vivere la terza età.

    Bergamo, 16 giugno 2020Domitys Quarto Verde, il primo “Senior Serviced Residence” d’Italia, dopo il lockdown imposto dall’emergenza da Covid-19 poco dopo l’apertura nel centro di Bergamo, riapre ufficialmente le sue porte non solo alle visite di famigliari e amici dei residenti, ma anche di tutte quelle persone interessate al nuovo e più sicuro modo di vivere la terza età proposto dall’innovativa struttura.

    Domitys Quarto Verde, infatti, nasce per rispondere alle esigenze di senior attivi e autosufficienti – una quota di popolazione sempre crescente in Italia – con una proposta abitativa completamente diversa dalle case di cura o RSA e capace di offrire la massima libertà alla massima sicurezza. La struttura, infatti, è appositamente realizzata per garantire ogni servizio e comfort per godersi in tutta autonomia il proprio tempo libero, ma senza i pesi e i pensieri delle faccende quotidiane, soprattutto in questo delicato momento che vede proprio le fasce più anziane della popolazione maggiormente esposte e vulnerabili al Coronavirus.

    Ogni residente, che ha a sua disposizione un proprio appartamento “a misura di senior”, può contare sul supporto di uno staff preparato e sempre presente e può usufruire di tutti gli ambienti comuni della struttura come ristorante, piscina, palestra, lounge bar, sale ricreative e l’ampio giardino. Il tutto, nel massimo rispetto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza disposte dalle autorità: il personale indossa tutti i dispositivi di sicurezza, assicura il continuo approvvigionamento di mascherine, guanti e gel disinfettante, controlla gli accessi alla struttura e misura la temperatura di tutti i visitatori all’ingresso, aiuta a garantire il rispetto del distanziamento sociale e provvede alla regolare sanificazione degli ambienti.

    Non solo. A garantire una maggiore sicurezza, anche i servizi a disposizione dei residenti, che si sono rivelati particolarmente utili durante le settimane di lockdown, in cui Domitys Quarto Verde si è dimostrata una struttura protetta e più sicura di una normale casa: lo staff si è occupato del supporto all’approvvigionamento di spesa, farmaci, quotidiani e riviste, e di qualunque altra cosa di cui i residenti avessero bisogno. Nel completo isolamento, si è lavorato anche e soprattutto affinché non mancasse il contatto e l’affetto dei loro cari: il personale è intervenuto infatti aiutando i residenti a tenersi in contatto con le famiglie, supportandoli ad esempio nel collegamento alla rete Internet e nell’uso dei dispositivi elettronici per videochiamare parenti e amici. Ha inoltre permesso l’uso degli spazi comuni, sempre singolarmente e sanificando gli ambienti dopo ogni utilizzo. Anche il ristorante, chiuso nel rispetto delle disposizioni governative, è rimasto funzionante per preparare pasti che i residenti hanno potuto consumare direttamente nel proprio appartamento. Si tratta solo di qualche esempio dei numerosi servizi normalmente offerti da Domitys Quarto Verde, e ora potenziati, perché i residenti possano vivere questo periodo complesso sempre in totale autonomia, ma con meno preoccupazioni e con la serenità di avere sempre un supporto in caso di necessità.

    «Mi sono trasferita a Domitys Quarto Verde perché volevo avvicinarmi ai miei figli che vivono in città e non ho mai accettato di vivere in casa con loro: voglio mantenere la mia autonomia e so che ho a disposizione svariati servizi che fanno sentire protetti. È stato ovviamente un caso, ma sono molto contenta di aver fatto questa scelta prima del diffondersi della pandemia, l’esperienza del lockdown è stata serena, mi sono sempre sentita al sicuro – racconta la Sig.ra Lucia, che vive a Domitys Quarto Verde già da gennaio. Il personale mi ha sostenuto in tutto, con attenzione e garbo: mi portavano pranzo e cena nel mio appartamento, ritiravano la pattumiera, mi recapitavano a casa posta e pacchi, e si informavano continuamente se avessi bisogno di qualcosa. Se fossi rimasta isolata nella mia casa sarebbe stato decisamente più complicato gestire le mie piccole esigenze quotidiane! Inoltre, qui posso usare la piscina, fare passeggiate nel giardino, e, ora che è di nuovo possibile, mangiare al ristorante Domitys con mio figlio quando è in pausa pranzo, accogliere i miei nipoti o ospitare mia figlia nel weekend. Sono molto soddisfatta della mia scelta, ho iniziato una nuova vita. È proprio una bella sensazione».

    «Durante il lockdown sono sempre stata abbastanza serena: Domitys ha subito chiuso la struttura al pubblico e adottato tutte le precauzioni, i servizi già previsti sono stati fondamentali e il personale è sempre stato molto attento e presente se pur con le dovute cautele. Mia madre non ha avuto necessità di uscire ed è quindi rimasta sempre al sicuro nel suo appartamento: se fosse rimasta a casa sua sarebbe stato veramente preoccupante e problematico aiutarla a rimanere protetta – racconta la figlia della Sig.ra Lucia. Sono contenta si sia trasferita lì: è tutto ben pensato, gli appartamenti sono confortevoli e privi di barriere architettoniche, gli spazi comuni sono eleganti e si prestano alla socializzazione, e la posizione è ottima, in un quartiere nuovo e moderno in centro. Da quando mia madre vive lì siamo molto più sereni e liberi anche noi figli, è più semplice gestire il tempo con lei, mangiando insieme al ristorante oppure prendendo un caffè al bar, ma anche quando non siamo con lei sappiamo che è in compagnia o comunque seguita dallo staff: sono tutti cordiali, sorridenti e disponibili».

    E ora che le settimane di lockdown sono alle spalle, Domitys Quarto Verde è di nuovo pronto a mettere a disposizione i suoi ambienti e i suoi servizi di quanti siano alla ricerca di una soluzione abitativa accessibile e innovativa, in cui potersi sentire a casa, dedicarsi ad occupazioni e attività secondo i propri gusti e le proprie inclinazioni e poter contare anche su più elevati standard di sicurezza. E sebbene molti degli appuntamenti normalmente a calendario al momento siano ancora sospesi per evitare occasioni di assembramento (Domitys organizza ogni mese circa 50 tra attività ricreative, culturali e conviviali), Domitys Quarto Verde sta già lavorando per organizzare momenti da trascorrere in compagnia, ma sempre in sicurezza, in vista di una graduale ripresa e uscita dall’emergenza.

    Un’ulteriore opportunità che Domitys ha scelto di offrire è quella delle locazioni temporanee, una soluzione a disposizione di quanti vogliano conoscere la struttura per provarne per qualche giorno il comfort e la protezione, ma anche per le famiglie che, dopo settimane di fermo, hanno ripreso a lavorare e non sono più in grado di essere presenti come prima per i loro genitori, o semplicemente di quanti pensano di andare in vacanza e vogliono assicurarsi che i loro cari siano protetti e stiano bene.

    Del resto, l’obiettivo di Domitys Quarto Verde è proprio quello di contribuire al miglioramento dello stile di vita, favorendo il cosiddetto “invecchiamento attivo”: significa avere modo di concentrarsi sul proprio sviluppo individuale personale, fisico e mentale, ma anche trovarsi in compagnia di altre persone, con le quali condividere hobby, passioni, o semplicemente il proprio tempo, significa mantenere attivi i legami col prossimo e non sentirsi mai soli o trascurati, ma parte di una grande famiglia aperta alla città. Significa vivere con maggiore serenità.

    «In queste settimane abbiamo lavorato affinché tutti i servizi di Domitys Quarto Verde fossero potenziati per assicurare ai nostri residenti la massima sicurezza – spiega Fabio Massimo Ragusa, Director Business Unit Italy GRUPPO AEGIDE – DOMITYS. Tutto lo staff si è impegnato in questo senso e continuerà a farlo anche post lockdown. Adesso siamo felici di poterci nuovamente aprire alla città e a quanti vogliono provare a vivere da Domitys Quarto Verde. Dopo le difficoltà vissute dall’intera comunità, riaprire le porte vuol dire riprenderci quella normalità che tanto ci è mancata, anche se con maggiori precauzioni. Soprattutto in questo momento, la nostra priorità è quella di assicurare ai residenti uno stile di vita indipendente e attivo, in cui sia possibile svolgere le tante attività disponibili, anche in compagnia, ma sempre nella massima sicurezza».

     

    ***

    Fondata nel 1998, Domitys è leader in Francia nelle soluzioni abitative che integrano servizi per la terza età attiva. Il Gruppo nasce da AEGIDE, realtà da 3.000 dipendenti, il cui azionista di maggioranza è NEXITY, gruppo francese leader del mercato immobiliare. Domitys risponde alle nuove esigenze dettate dall’invecchiamento della popolazione, mettendo a disposizione di senior ancora autosufficienti soluzioni abitative confortevoli e indipendenti, aprendo così la strada a un nuovo modo di vivere la terza età, in piena libertà e con la garanzia di una vita sociale attiva.

    www.domitys.it

  • Dislessia: è arrivata la app di Seleggo per IOS e Android

    Per gli studenti 500 libri di testo gratuiti con sintesi vocale, karaoke, font, sottolineature e note. Lo strumento di studio nasce dalla collaborazione tra “Seleggo i Lions italiani per la dislessia” e IRCCS Medea La Nostra Famiglia.

    Seleggo è uno strumento compensativo per gli studenti dislessici che facilita la lettura dei testi scolastici. Sul catalogo del sito www.seleggo.org sono disponibili 500 libri di testo e vengono soddisfatte tutte le nuove richieste.
    La lettura è facilitata con la scelta del font, l’uso di caratteri grandi e distanziati, l’ascolto della voce di sintesi vocale con scelta della velocità, uso del karaoke per evidenziare la parola letta, la possibilità di sottolineatura, l’aggiunta di appunti, la ricerca sul dizionario Zanichelli e la ricerca di immagini.

    Da oggi le funzionalità di Seleggo sono disponibili anche offline grazie alla app gratuita per Android e IOS. Puoi così scaricare e utilizzare anche senza Internet i libri di scuola ottimizzati nel nostro sistema, con la sintesi vocale, il karaoke, i font, le sottolineature e le note.

    La app è perfettamente integrata col sito: gli utenti già iscritti che fanno login dal tablet o smartphone troveranno nella app i propri libri e potranno scaricarli, mentre chi non è ancora utente può registrarsi direttamente dalla app. Quando si è collegati alla rete la app funziona come il sito; invece quando si è scollegati non è possibile effettuare ricerche sul dizionario e ricerche di immagini, ma i libri nella libreria personale dell’utente sono comunque disponibili!
    Eventuali sottolineature e annotazioni effettuate offline vengono automaticamente sincronizzate al primo collegamento alla rete.
    La app di Seleggo è un nuovo strumento di studio, più flessibile perché funziona anche senza connessione ad Internet.

    Seleggo è uno strumento compensativo nato dalla collaborazione fra “Seleggo i Lions italiani per la dislessia, OdV” e i neuropsicologi dell’Istituto Medea-La Nostra Famiglia di Bosisio Parini.

    “La validità scientifica dello strumento, la sua facilità d’uso, l’incremento costante del catalogo dei libri di testo richiesti direttamente dalle scuole, nonché l’offerta completamente gratuita, hanno determinato il successo di Seleggo, adottato oggi in molti Istituti Comprensivi, e con un numero elevato di iscrizioni singole di studenti dislessici. La nuova app consentirà di soddisfare ulteriori esigenze di flessibilità e di autonomia” sottolinea G.B. Enrico Pons, presidente di Seleggo OdV.

    “L’emergenza COVID sta imponendo la revisione di tutti i percorsi clinici e riabilitativi”, evidenzia Massimo Molteni, responsabile dell’Area di Psicopatologia dello sviluppo dell’IRCCS Medea: “questa nuova funzionalità sarà senz’altro utile per aiutare i ragazzi dislessici e verrà presto adottata e consigliata nei nuovi percorsi a favore della dislessia che saranno sviluppati nei Centri della Associazione La Nostra Famiglia: la tecnologia può senz’altro aiutare lo sviluppo di risposte più adeguate ai bisogni dei ragazzi.”

  • Credito d’imposta per sanificazione ambienti di lavoro

    Per garantire sempre un’eccellente qualità dell’aria che respiriamo, nei luoghi di lavoro come a casa, tutti i dispositivi di filtrazione, climatizzazione e condizionamento devono essere sottoposti a regolare manutenzione. L’aria, infatti, veicola numerosi microrganismi responsabili di infezioni: ecco perché si rende necessaria una regolare e corretta manutenzione degli impianti di condizionamento. Nelle persone allergiche, con problemi respiratori e che soffrono d’asma, una cattiva o carente manutenzione del filtro dell’aria potrebbe causare peggioramenti dello stato di salute. È proprio nei filtri che si raccoglie la polvere e si annidano pollini e acari, responsabili di crisi respiratorie nei soggetti allergici.

     

    Impianti di areazione e virus: quali sono da controllare?

    Per assicurare una corretta disinfezione bisogna intervenire affinché il ricircolo dell’aria venga bloccato, evitando in questo modo che gli impianti di trattamento dell’aria rappresentino un meccanismo di trasmissione dell’agente patogeno.

     

    Quali sono gli impianti da controllare?

     

    • impianti di condizionamento e di climatizzazione (controllo qualità dell’aria e termoigrometrico);
    • impianti di termoventilazione (controllo qualità dell’aria e termico, escluso quello igrometrico);
    • impianti di ventilazione (controllo qualità dell’aria, escluso quello termico ed igrometrico).

     

    Incentivi per la sanificazione dei luoghi di lavoro

    Grazie al decreto Rilancio, le aziende avranno degli incentivi fino al 60% per la sanificazione degli ambienti di lavoro e riaprire così in sicurezza. Come misura di contenimento ed eliminazione di batteri, funghi, spore e virus, per tutte le attività lavorative che eseguiranno la sanificazione degli ambienti, verrà riconosciuto un credito di imposta fino al 60% delle spese di sanificazione sostenute e documentate nel 2020.

    Il credito di imposta spetta ai soggetti esercenti arti e professioni, agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo del settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti. Il credito d’imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 € per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020 e riguarda tutte le spese sostenute per la sanificazione dei luoghi di lavoro e l’acquisto di mascherine e DPI.

     

  • 5 nuove playlist di musica rilassante. Gli effetti sull’organismo.

    5 nuove playlist di musica rilassante.

    Nascono 5 nuove playlist di musica rilassante. Puoi ascoltarle per la meditazione Zen, lo Yoga, il Reiki, la Spa, dormire, per massaggi, mentre dipingi, fai il bagno, studi o come musica di sottofondo.

    Ogni giorno le nostre orecchie sono costantemente sottoposte ad una miriade di informazioni che riguardano l’ambiente circostante. Molte di queste informazioni avvengono sotto forma di suoni. Esse ci aiutano ad acquisire consapevolezza di eventuali pericoli e assieme agli altri sensi, causano reazioni che inducono stress. Da un punto di vista fisiologico lo stress è un qualcosa che succede quando ci sentiamo in pericolo. Quando ciò accade, il nostro organismo produce quanta più energia possibile sotto forma di ossigeno e zucchero, che trasportato dal sangue, ci da la possibilità di reagire scappando oppure lottando. Allo stesso tempo le ghiandole surrenali sprigionano cortisolo nel sangue. Il cortisolo, l’ormone dello stress, aiuta a convertire i grassi in zuccheri, ossia l’energia di cui abbiamo bisogno per fuggire o affrontare un pericolo.

    Molti di noi vivono senza far caso alla grande quantità di suoni e di musica a cui ogni giorno siamo sottoposti. Alcuni di questi suoni (ad esempio due persone che litigano, il clacson di una macchina, un urlo, una persona che piange, ecc) innescano i sentori dello stress. Alla lunga questi e altri fattori ci inducono in uno stato di stress cronico che causa rabbia, depressione, negatività, dolore e sconforto. Se ascoltiamo regolarmente musica rilassante essa funge da contrappeso a tutti questi fattori stressanti producendo notevoli benefici alla nostra salute mentale e fisica.

    Questi sono alcuni degli effetti positivi della musica sul nostro organismo:

    1. Riduzione del livello di stress e di cortisolo nel sangue.
    E’ stato ampiamente dimostrato come la musica riduca lo stress ed i livelli di cortisolo nel sangue prima, durante e dopo operazioni chirurgiche, angiografie e colonscopie. Ascoltare musica regolarmente, aiutandoci ad alleviare lo stress, ci permette di migliorare la qualità del sonno, ingrediente necessario per un’esistenza serena ed equilibrata. Ascoltare musica rilassante abbinata alla respirazione profonda ed alla meditazione prima di andare a dormire, ci predispone ad un sonno sereno e ristoratore.

    2. Incremento della felicità con l’apporto di serotonina.
    Molti studi hanno provato che l’ascoltare musica rilassante e suoni della natura per un tempo ragionevole aumenta i livelli di serotonina nel sangue. La serotonina è un neurotrasmettitore detto anche “L’ormone della felicità”. Ci dona buon umore, riposo migliore, capacità di apprendimento, appetito e memoria.

    3. Migliore comunicazione tra i neuroni del nostro cervello
    E stato provato che suonare uno strumento musicale ci aiuta a comunicare più efficacemente ed a incrementare la nostra intelligenza spazio-temporale. I ricercatori hanno inoltre scoperto che anche ascoltare musica contribuisce ad una migliore interconnessione tra i nostri emisferi celebrali, aumentando e facilitandone la comunicazione.

    4. Riduzione del battito cardiaco, della pressione sanguigna e concentrazione.
    Ascoltando musica rilassante si riduce la pressione sanguigna; il battito cardiaco e la respirazione rallentano. Tali benefici aiutano ad avere una migliore consapevolezza di noi stessi ed a raggiungere i nostri obiettivi più facilmente. Per questa ragione la musica può aiutare gli studenti a mantenere la concentrazione ed a raggiungere migliori risultati nello studio.

    5. Crescita del piacere.
    La musica trasmette al nostro cervello una sensazione piacevole data dal rilascio di dopamina, un potente neurotrasmettitore che gioca un ruolo importante nel controllo dei movimenti, nella motivazione, nell’eccitamento, nella cognizione, aumenta il senso di stima ed accettazione e migliora alcune funzioni di base tra cui la produzione di latte nella donna e la gratificazione sessuale.

    Oggigiorno è molto facile ritrovarci con livelli di stress molto alti senza nemmeno esserci accorti di cosa li abbia scatenati e perché. Il carico di responsabilità, i pensieri negativi ricorrenti e le vite stressanti che conduciamo hanno bisogno di essere allentati. Per aiutarti a ridurre i livelli di stress puoi stenderti in una posizione confortevole, respirare profondamente, chiudere gli occhi e lasciarti trasportare dalla musica delle nostre playlist di Spotify con tema relax, meditation nate per aiutarti a stare meglio grazie agli effetti positivi della musica.

    Artisti di musica per il Relax

    Alcune playlist includono musica di TCO e altri grandi artisti come Enya, Vangelis, Kitaro, Jan Michel Jarre, Enigma, Yanni, David Arkenstone, Lorena MCKennitt, Mike Oldfield, Tangerine Dream, Era, Eloy Frisch, David Lanz, Peter Carter, Sarah Brighman, 2002, Keiko Matsui, Diane Aekenstone, Hennie BekkerJohn Serrie, Ney Angelis, Dead Can Dance, Secret Garden, Arpan Sen, Jon Anderson, Anima Keltia, Andreas Vollenweider, Ryuichi Nakamoto, George Winston, Indian Calling, George Winston, Deep Forest, Shadowfax, Medwyn Goodall, Gregorian, Michael Hedges, Cher, David Darling, Jason Kouchak, Deuter, Mannheim Steamroller, Jens Gad, Mannheim Steamroller, Jim Brickman, Philip Glass, David Wright, Erik Wollo, Chris Spheeris, Karunesh, Tron Syversen, Peter Calandra, Buddha Bar, Café del Mar e tutti i migliori brani di musica rilassante e new age.

    In particolare le musiche dell’india, specie quelle prodotte dalla band TCO, hanno un particolare potere rilassante e di concentrazione in quanto sono spesso dei raga o dei mantra a carattere religioso.

    Strumenti maggiormente utilizzati nella musica dell’India
    Bulbul Tarang, Dotar, Dotora, o Dotara, Ektara, Getchu Vadyam or Jhallari, Gopichand or Gopiyantra or Khamak, Gottuvadhyam or Chitravina, Katho, Sarod, Sitar, Surbahar, Surshringar, Swarabat, Swarmandal, Tambura, Tritantri Veena, Tumbi, Tuntuna, Magadi Veena, Hansa Veena, Mohan Veena, Nakula Veena, Nanduni, Pamiri rubab, Rudra Veena, Sagar Veena, Saraswati Veena, Vichitra Veena, Yazh, Ranjan Veena, Rubab (instrument), Triveni Veena, Dhodro Banam, Chikara, Dilruba, Ektara violin, Esraj, Kamaicha, Kingri,Mayuri Vina or Taus, Onavillu, Behala (violin type), Pena (musical instrument), Pulluvan Veena – one stringed violin, Ravanahatha, Sarangi, Classical Sarangi, Sarinda, Tar Shehnai, Villu Paatu – arched bow instrument, Gethu or Jhallari – struck tanpura, Gubguba or Jamuku (khamak), Pulluvan kutam, Santoor – Hammered dulcimer.

    Un mantra è un suono divino che viene ricevuto o sperimentato da un adepto nello stato di profondo del samadhi che significa assorbimento spirituale. Un mantra ha spesso la forma di una parola rivelata. È una forma di energia spirituale, come una preghiera compatta, il corpo stesso dell’Essere Divino. Maestri di Yoga e mistici affermano che il mantra è un amico eterno che accompagna il meditatore per sempre, illuminando la strada nel regno in cui il sole e la luna non possono penetrare. Secondo la tradizione yoga, il mantra è il potere del maestro spirituale, quindi l’essenza del guru shakti. I mantra inclusi in questa playlist ti aiuteranno a meditare, rilassarti e trovare il tuo essere divino attraverso la meditazione.

    Talvolta le musiche sono più di carattere elettronico con utilizzo di ambienti come acqua, pioggia, vento, fuoco e strumenti come pianoforte o chitarra acustica oppure arpa celtica per favorire la meditazione, il relax con effetto di musica curativa, ottime per le pratiche di reiki, yoga, mindfulness, trattamenti con acqua fango o pietre, oppure per il bilanciamento dei chakra come ad esempio le tracce con campane tibetane, oppure con frequenza di 432 hz conosciuta come la frequenza naturale del dell’universo e con poteri curativi. Favolose anche per massaggi, centri benessere, spa, per il sonno dei bambini e per difficoltà ad addormentarsi o per l’insonnia, per raggiungere uno stato di serenità con l’aiuto della musica chill out e new age contenuta in queste Spotify Playlists Relax. Alcuni le usano anche per studiare in quanto aumentano la concentrazione.

    Seguendo questo link troverai le 5 nuove playlist di musica che abbiamo creato per il tuo relax, lo Yoga e la meditazione:

    Spotify Playlists Relax

    Foto di Nico H. da Pixabay

  • Ecografia: esame indolore e non invasivo

    L’ecografia è ad oggi uno dei mezzi diagnostici più utilizzati nel mondo. Si tratta di un esame indolore e non invasivo, che permette di determinare lo stato di salute degli organi interni, prevenendo l’insorgere di malattie, fin dai primi stadi.

    L’ecografia, oggi, viene svolta ambulatorialmente e mediante un rapido esame della durata di circa 30 minuti, mediante una sonda, è possibile studiare la morfologia e la salute di fegato, pancreas, reni… e tutti gli organi addominali. Molto utilizzata per la diagnosi precoce, è ad oggi, l’ecografia ala tiroide.

    L’esame ecografico è operatore dipendente: ciò significa che l’esperienza dell’ecografista è fondamentale per una buona riuscita. In tutta Italia esistono centri ecografici che effettuano esami specifici di ecografia. A Pisa, per esempio, il centro ecografico chirurgico effettua una moltitudine di esami ecografici all’avanguardia, che permettono di studiare a fondo gli organi interni.7

    Ecografia: esame operatore dipendente

    L’ecografia è un esame operatore-dipendente. Ciò significa che l’esperienza di chi esegue l’esame, è fondamentale per studiare al meglio gli organi. In alcuni centri, l’ecografia viene svolta da un ecografista che alla fine fornisce un referto da mostrare al proprio medico curante. In altri centri, invece, ad eseguire l’ecografia sono dei chirurghi, che conoscono molto bene gli organi interni, essendo abituati ad interventi chirurgici direttamente su di essi.

    Far eseguire l’ecografia ad un chirurgo è infatti una scelta ottimale. Ciò permette di ottenere un parere clinico immediato, mentre l’esame viene eseguito. Un chirurgo può spiegare al meglio l’eventuale stato di salute o di malattia dell’organo esaminato. Può consigliare subito una soluzione, qualora sopravvengano le condizioni di malattia e sia necessario intervenire. Un chirurgo sa bene quando l’intervento chirurgico è la soluzione migliore, oppure quando una cura farmacologica può risolvere uno stato di malattia, semplice o importante.

    L’ecografo: lo strumento per eseguire l’ecografia

    L’ecografia viene eseguita mediante l’ecografo. Si tratta di uno strumento che assomiglia molto ad un normale computer. Ad una estremità è attaccata una sonda, la sonda ecografica. E’ la sonda lo strumento principale dell’ecografo. L’ecografista muove la sonda sulla pelle del paziente, dopo averla cosparsa con un gel. La sonda emette degli ultrasuoni che rimbalzano in maniera diversa a seconda che incontrino un tessuto molle, un organo o lo scheletro. Sulla base dell’onda di ritorno, l’ecografo ricostruisce la struttura interna del corpo umano, dall’esterno.

    Con questo metodo, l’ecografista può vedere eventuali malformazioni degli organi interni e segnalare la necessità di un approfondimento diagnostico. Il vantaggio di far eseguire l’ecografia a un chirurgo, è che il medico conosce in quel caso molto bene la posizione e la forma degli organi. Se si tratta di un chirurgo esperto, probabilmente ha all’attivo numerosi interventi che gli consentono di trattare correttamente anche gli innumerevoli casi particolari. Non siamo tutti uguali e sebbene gli organi e la loro disposizione sia la stessa in tutti noi, talvolta ognuno ha delle caratteristiche sue che potrebbero essere male interpretate da un ecografista poco esperto, poiché fuori dagli standard.

    Muovere la sonda ecografica con sicurezza e con la conoscenza dell’esame che viene condotto è fondamentale per ottenere un risultato dall’ecografia. Occorre quindi scegliere al meglio il medico ecografista a cui decidiamo di rivolgersi.

  • Ipercolesterolemia. Daiichi Sankyo Europa lancia lo studio SANTORINI

    Daiichi Sankyo annuncia l’arruolamento in uno studio che valuterà trattamento e gestione di pazienti con ipercolesterolemia ad alto e altissimo rischio cardiovascolare

    Lo studio osservazionale SANTORINI (The Treatment of High and Very high riSk dyslipidaemic pAtients for the PreveNTion of CardiOvasculaR Events in Europe – a MultInatioNal ObservatIonal Study) arruolerà 8.000 pazienti con dislipidemia in 800 centri distribuiti in 14 Paesi europei. Lo studio multinazionale, prospettico e osservazionale valuterà in un contesto real-world
    il trattamento e la gestione di pazienti con ipercolesterolemia ad alto e altissimo rischio cardiovascolare, che richiedono terapie ipolipemizzanti

     

    Roma, 10 giugno 2020 – Daiichi Sankyo Europa annuncia l’arruolamento dei primi pazienti in uno studio osservazionale prospettico e multinazionale che valuterà, in un contesto real world, l’efficacia dell’attuale trattamento e la gestione dei livelli di colesterolo lipoproteico a bassa densità (C-LDL) in 8.000 pazienti affetti da ipercolesterolemia ad alto e altissimo rischio di eventi cardiovascolari. Lo studio recluterà pazienti da circa 800 centri in 14 paesi in tutta Europa.

    “Ormai è chiaro che più basso è il livello di colesterolo LDL raggiunto, minore è il rischio di eventi cardiovascolari come infarto o ictus ischemici, e ciò si riflette nelle più recenti linee guida della Società Europea di cardiologia – ha affermato il professor Alberico L. Catapano, Presidente della Task Force sulle linee guida e Professore di Farmacologia presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università degli Studi di Milano e Multimedica IRCCS – Lo studio SANTORINI fornirà importanti spunti su come i pazienti sono attualmente gestiti e l’efficacia dei trattamenti che stanno ricevendo. Questo ci aiuterà a identificare le opportunità per migliorare l’assistenza di questi pazienti nella pratica clinica.”

    “Durante questo periodo senza precedenti, molte persone evitano cliniche e ospedali per paura di contrarre il virus SARS-CoV-2, ma ciò impedisce loro di accedere a importanti trattamenti per le malattie cardiovascolari. Daiichi Sankyo ha lavorato a stretto contatto con i centri SANTORINI per garantire che siano seguite tutte le raccomandazioni locali, al fine di far progredire lo studio nel modo più efficace e sicuro possibile. – Ha affermato il dott. Inaam Haq, Direttore del Medical Affairs della Divisione Antithrombotic & Cardiovascular presso Daiichi Sankyo Europa. – In Europa, le malattie cardiovascolari uccidono oltre quattro milioni di persone ogni anno, e fino all’80% delle persone che assumono statine non raggiunge i livelli target di C-LDL, e ciò comporta un aumentato rischio di infarto o ictus. Daiichi Sankyo è impegnata ad affrontare questo peso sociale ed economico e a garantire che lo studio SANTORINI sia in grado di andare avanti per fornirci informazioni chiave per aiutare questi pazienti.”
    Daiichi Sankyo Europe ha i diritti esclusivi di commercializzazione dell’acido bempedoico, che viene sviluppato come terapia orale first-in-class, in una pratica monosomministrazione giornaliera, per le persone affette da ipercolesterolemia che non sono in grado di raggiungere gli obiettivi di C-LDL nonostante l’assunzione di terapie ipolipemizzanti ottimizzate, rimanendo così ad alto rischio di eventi cardiovascolari quali infarto o ictus. L’acido bempedoico e l’associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe sono stati approvati dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti nel febbraio 2020 e dalla Commissione europea nel marzo 2020.

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    Studio SANTORINI
    Lo studio SANTORINI è uno studio multinazionale, prospettico, osservazionale, che arruolerà 8.000 pazienti da 800 centri in 14 Paesi in tutta Europa. L’obiettivo primario è documentare, nel contesto del mondo reale, l’efficacia delle attuali modalità di trattamento sui livelli plasmatici di C-LDL in pazienti ad alto e altissimo rischio che richiedono terapie ipolipemizzanti. La popolazione dello studio è composta sia da pazienti ad alto e altissimo rischio precedentemente diagnosticati e trattati, sia da pazienti di nuova diagnosi e che richiedono un trattamento.

    Saranno raccolti solo i dati della pratica clinica quotidiana e ai medici non sarà richiesto di eseguire alcuna valutazione obbligatoria al di fuori di tale pratica. Al fine di facilitare la registrazione accurata dei dati, i pazienti possono facoltativamente compilare un memo per annotare dettagli importanti. Si stima che la raccolta dei dati terminerà nel quarto trimestre del 2021, con una relazione finale sui risultati dello studio prevista per il quarto trimestre del 2022.

    Acido Bempedoico

    L’acido bempedoico è un inibitore orale dell’ATP citrato liasi (ACL) che, con un meccanismo d’azione mirato, riduce la biosintesi del colesterolo nel fegato, riducendo i livelli di C-LDL in circolo.( ì), (ìì) Utilizzato in monosomministrazione giornaliera, è destinato a pazienti affetti da ipercolesterolemia e/o ad alto rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) che necessitano di una ulteriore riduzione di C-LDL, nonostante abbiano ricevuto statine alla massima dose tollerata.

    L’acido bempedoico ha una modalità d’azione unica e innovativa, complementare a quella di altre terapie ipolipemizzanti come le statine.(ììì) Grazie alla sua specifica modalità d’azione sul fegato, l’acido bempedoico ha una ridotta potenzialità di indurre gli effetti collaterali a carico dell’apparato muscolare associati all’uso delle statine, e determina una riduzione ulteriore del C-LDL rispetto alla monoterapia con statine nei trial clinici.
    Con l’acido bempedoico si è osservata una riduzione della proteina C-reattiva ad alta sensibilità, un marker chiave dell’infiammazione associata a malattia cardiovascolare.

    Daiichi Sankyo ha ottenuto da Esperion la licenza esclusiva per la commercializzazione di questi prodotti nell’Area Economica Europea e in Svizzera. Attraverso l’eccellenza clinica e scientifica, e una profonda comprensione del metabolismo del colesterolo.

    Fonte: https://bit.ly/2XPOvjL

    Contatti

    Daiichi Sankyo
    Elisa Porchetti
    Tel.+39 0685255-202
    [email protected]

    ì . Ray KK, et al. Safety and Efficacy of Bempedoic Acid to Reduce LDL Cholesterol. N Engl J Med. 2019; 380:1022–32.
    ìì. Ballantyne CM, et al. Efficacy and safety of bempedoic acid added to ezetimibe in statin-intolerant patients with hypercholesterolemia: A randomized, placebo-controlled study. Atherosclerosis.2018;277:195–203.
    ììì. Laufs U, et al. Efficacy and Safety of Bempedoic Acid in Patients with Hypercholesterolemia and Statin Intolerance. J Am Heart Assoc. 2019;8(7): e011662.

  • Reiki promozione ripartenza con la maestra Garagnani Debora

    La maestra Reiki Debora Garagnani, che conosce la disciplina da 20 anni, ha deciso di promuovere l’intero percorso Reiki con prezzi scontatissimi.

    Il Reiki è una disciplina orientale naturale per il benessere psicofisico. Il percorso è composto da 4 livelli di apprendimento che accompagnano l’allieva in una graduale crescita fino a diventare Maestra Reiki.

    La maestra Garagnani Debora insegna solo alle donne per una scelta personale.

    In questo particolare momento storico, la maestra ha deciso di applicare dei prezzi minimi per permettere a tutte le donne di imparare e beneficiare di questa semplice ed efficace disciplina che apporta a chi la pratica un piacevole benessere sia fisico che mentale.

    La maestra è seguita da MP Impresa dello Spettacolo di Salvo De Vita che potete contattare al numero 388 1037713 per avere ulteriori informazioni su questa fantastica opportunità.

     

    Ufficio Stampa: MP Impresa Dello Spettacolo

  • Le donne tra meritocrazia e potere: le considerazioni di Paola Severino al “Corriere della Sera”

    Le donne uniscano il potere al merito: in un’intervista al “Corriere della Sera”, la Vice Presidente dell’Università Luiss Guido Carli Paola Severino riflette su talento femminile e meritocrazia.

    Paola Severino

    Paola Severino: l’intervista al “Corriere della Sera” sul riconoscimento del valore delle donne

    Il talento femminile, anche in relazione all’ambito professionale, alla meritocrazia e ai ruoli di potere: Paola Severino, Vice Presidente dell’Università Luiss Guido Carli ne parla in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”. La Professoressa osserva come le donne separino il merito dal potere, diversamente dagli uomini: “Dico che il merito per le donne non ha come riconoscimento naturale e obbligato il potere. È un po’ anche nostra responsabilità. Troppo spesso ci accontentiamo di essere brave. Gli uomini invece si accontentano solo col potere, e si nominano l’un l’altro”. E aggiunge: “Abbiamo pudore nel parlare di potere e accettarlo come misuratore abituale di qualità e competenza. Il nostro primo problema è di creare più occasioni per il riconoscimento del merito femminile e ridurre così il gap tra merito e potere. Credo anche che le donne che ce l’hanno fatta a sfondare il soffitto di cristallo dovrebbero aiutare le altre donne ad avere occasioni per mostrarlo”. Le leggi possono aiutare? Paola Severino cita in merito la cosiddetta Golfo-Mosca del 2011, che imponeva certe percentuali di donne nei Consigli di Amministrazione delle aziende, seppur per un tempo limitato: “Mi trovo davanti a un caso tipico in cui la norma anticipa e promuove una realtà sociale che stenta ad affermarsi. La realtà si è adeguata. Ma ogni volta che, per la mia esperienza universitaria, un uomo mi chiede qualche nome di donne capaci, e io ne indico una, sento sempre la frase: ah, è vero, non ci avevo pensato. Perché non ci pensano? È questo il problema”.

    Paola Severino: donne sottovalutate anche contro il Coronavirus

    Nel comitato tecnico-scientifico che lavora con la Protezione civile occupandosi dell’emergenza coronavirus non compare neanche una donna. “I primari sono tutti uomini? I dirigenti dei ministeri sono tutti uomini? E che attrito fa questo con l’immagine delle tantissime operatrici sanitarie che il coronavirus lo combattono nelle corsie e nei laboratori, dottoresse, ricercatrici e infermiere?” osserva Paola Severino nell’intervista al “Corriere della Sera” firmata da Antonio Polito. In merito, la Vice Presidente ricorda come a individuare il virus nel “paziente 1” di Codogno quando regole e prassi non lo prevedevano sia stata proprio una donna, la dottoressa Annalisa Malara: “Ha vinto la sua battaglia. Ha mostrato intuizione e tenacia, due grandi virtù che le donne possono portare alla comunità, perché sono loro proprie. Però non chiede niente, non ha il “complesso dell’eroe”, così tipicamente maschile. Con nobiltà e generosità vuole solo tornare al suo lavoro, come prima”. La strada è ancora lunga: “Il cammino della parità in Italia procede per gradini. Ogni tanto accelera, poi si ferma” spiega Paola Severino ripercorrendone le tappe. Ma è in famiglia che comincia: “Penso al modo di dire: “Dietro un grande uomo c’è sempre una donna intelligente”. Perché non si dice “accanto” invece che “dietro”? E, in secondo luogo, quando cominceremo a dire che dietro una donna di successo c’è sempre un uomo intelligente? Perché anche questo conta, eccome. Conta la capacità degli uomini di essere uno stimolo e non un ostacolo alla crescita delle donne. La disponibilità ad accompagnare la loro strada e la fatica che comporta, a compensare il tempo che sottrae. Quanti ce ne sono, di uomini così?”.

  • Mascherine trasparenti per i sordomuti ed ecologiche. L’invenzione “eco-social” dell’imprenditore veronese Marangoni

    Si chiama “Amarinos1950” ed è una mascherina anti-covid unica nel suo genere: ecologica, trasparente e autopulente. L’inventore Angiolino Marangoni: “E’ la risposta al grave problema dell’inquinamento causato dalle mascherine usa e getta. La mia invenzione rispetta l’ambiente e le norme igienico-sanitarie. Non solo, è d’impiego universale, essendo trasparente permette il riconoscimento facciale e soprattutto è utilizzabile anche dai sordomuti”.

    Appena realizzata anche la mascherina dell’anniversario dello scudetto Hellas Verona del 1985

     

    Il genio creativo di Angiolino Marangoni, imprenditore veronese già noto per le sue famose invenzioni in campo sportivo e nella sicurezza stradale, non si è fermato a causa del Covid-19, anzi ha trovato una soluzione universale al problema dello smaltimento delle mascherine usa e getta. Si chiama “Amarinos1950” ed è una mascherina ecologica, costruita con materiale per alimenti, è trasparente e autopulente quando esposta ai raggi UV. Un’invenzione unica nel suo genere che soddisfa più richieste in un unico dispositivo: “E’ la risposta al grave problema dell’inquinamento causato dalle mascherine usa e getta – spiega Marangoni – la mia invenzione rispetta l’ambiente e le norme igienico-sanitarie. Non solo, è d’impiego universale, essendo trasparente permette il riconoscimento facciale e soprattutto è utilizzabile anche dai sordomuti”.

    Battezzata “Amarinos1950” in onore del padre dell’imprenditore – ogni sua invenzione porta il nome dei componenti della sua famiglia – questa mascherina è una rivoluzione “eco-social”, ossia è ecologica, in quanto riutilizzabile perché realizzata con materiale per alimenti, quindi la si può lavare con acqua e sapone, e non solo, è addirittura autopulente e antibatterica quando viene esposta ai raggi UV.  Ma altro dettaglio importante riguarda il lato “social”, è trasparente e quindi permette il riconoscimento facciale immediato: “E’ fondamentale riconoscere i volti delle persone che ci circondano – afferma Angiolino – con le mascherine chirurgiche o griffate in commercio non è possibile e questo a scapito della nostra sicurezza. E poi, chi ha pensato alle persone affette da sordomutismo? Con quelle mascherine non possono vedere il labiale, anche per questo motivo le ho realizzate trasparenti”.

    L’amore per il calcio è sempre vivo in Marangoni, tant’è che l’inventore ha appena dedicato una produzione delle sue mascherine per celebrare l’anniversario dell’Hellas Verona che nel 1985 conquistò il suo primo e unico scudetto.

    L’INVENTORE Angiolino Marangoni, classe 1950, è il classico esempio italiano di self-made man, il successo della sua vita è il frutto di una mente particolarmente feconda, tipica degli inventori. A vent’anni lavora presso un’industria calzaturiera ed in breve tempo lascia un’impronta indelebile nel settore con delle invenzioni ed innovazioni nella lavorazione del sughero. Il successo della sua azienda omonima inizia dal mondo del calcio, dove vanta numerosi brevetti per le attrezzature ed i prodotti dedicati, come il primo macchinario per la demarcazione dei campi che utilizza un colore ecologico e atossico (molto nota la sua idea di trasformare da bianche a tricolore le linee in occasione dei mondiali di Italia 90), il carrello per trasportare le porte da calcio in sicurezza, le porte da calcio antinfortunistiche antiribaltamento  e i ganci  per attaccare le reti ai pali delle porte e universalmente compatibili, già in uso dalla società calcistica Hellas Verona ACD Golfo Paradiso e Chievo Verona Bottagisio. Poi arriva Elvia98, il kit salvapedoni e salvaautomobilisti che abbraccia quattro rami d’applicazione: Elvia cars, transport, device ed educational. Segue il nuovissimo brevetto per invenzione industriale dell’apparecchiatura per la stabilizzazione e la movimentazione delle porte da calcio e ora “Amarinos1950”, la mascherina anti-covid universale, ecologica, trasparente e autopulente, un’intuizione a favore dell’ambiente, della sicurezza e del benessere delle persone che sta riscuotendo successo: http://www.amarinos1950.it/

  • Consigli Utili per una Pancia Piatta

    Certamente, come l’avvicinarsi dell’Estate, tutti siamo più attenti alla linea e vorremmo mostrare una pancia piatta ed un fisico più asciutto. Se si è preso qualche chilo nel corso dell’Inverno, perdere peso e dimagrire la pancia diventa un obiettivo prioritario per uomini e donne. Ecco allora alcuni consigli che possono essere d’aiuto per una pancia veramente piatta.

    1) Assumere più proteine: Le proteine, come ad esempio quelle presenti nel pesce, rivestono un ruolo importante per il benessere del nostro organismo. Vi sono determinati cibi proteici quali pollo e carne bianca in generale, che sono ricchi proteine nobili e dunque raccomandate se si desidera ottenere una pancia piatta. Da evitare sono invece i legumi oltre una certa quantità.

    2) Bere molta acqua: L’acqua è notoriamente preziosa alleata di qualsiasi tipo di regime dietetico. Bevendo almeno due litri d’acqua al giorno è facile depurare l’organismo e dunque riuscire a sgonfiare la pancia.

    3) Mangia yogurt bianco: Lo yogurt bianco è ricco di fermenti lattici vivi, i quali consentono di regolare la flora intestinale e quindi ridurre il gonfiore nella regione addominale. Da limitare sono invece i latticini ricchi di lattosio che possono essere sostituiti con prodotti quali ad esempio il latte di soia.

    4) Mangia gli ortaggi: Finocchio e carciofo sono degli ortaggi notoriamente utili quando si cerca di avere una pancia più piatta. Questi infatti vanno a stimolare il metabolismo e depurano l’intestino.

    5) Fai attività sportiva: Dell’attività sportiva nel corso della settimana, anche se moderata, consente di bruciare calorie e ottenere una pancia più piatta soprattutto se l’attività sportiva è prolungata nel tempo.

    Ad ogni modo, se desideri approfondire la conoscenza di tutte le buone pratiche che ti possono consentire di ottenere una pancia piatta, sul sito https://comedimagrirelapancia.it/ puoi trovare tante informazioni interessanti al riguardo

  • Termometro Frontale a Infrarossi: come funziona, utilizzo e vantaggi

    Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un aumento importante nella vendita di termometri ad infrarossi per rilevare la temperatura corporea sia per l’elevata attendibilità che essi hanno, ma anche perché permettono di avere una risposta in brevissimo tempo e sono particolarmente indicati anche con soggetti poco collaborativi come possono esserlo, ad esempio, i bambini. C’è anche da dire che, da quando è stato messo al bando – in Italia nel 2009 – il termometro in vetro al mercurio a causa della sua tossicità e dei suoi effetti potenzialmente pericolosi, la tecnologia si è data da fare per cercare valide alternative che potessero sostituirlo egregiamente. Ma vediamo di conoscere più nel dettaglio questo moderno strumento utile alla salute di tutti noi e così richiesto negli ultimi tempi.

    COS’E’ IL TERMOMETRO A INFRAROSSI E COME FUNZIONA?

    Il termometro ad infrarossi misura la temperatura corporea attraverso la rilevazione delle radiazioni infrarosse – o semplicemente calore – che qualsiasi organismo emette naturalmente in piccole quantità, anche il corpo umano. Quindi, a differenza di altri dispositivi, non è il termometro ad emettere radiazioni, ma il nostro corpo e questo fa del termometro ad infrarossi sostanzialmente un raccoglitore delle nostre radiazioni che vengono misurate tramite un sensore termico e, successivamente, trasformate prima in un segnale elettrico e poi in un segnale digitale. La misurazione avviene nell’arco di un paio di secondi e viene visualizzata sul display solitamente espressa in gradi Celsius. Quest’ultimo aspetto ti fa capire anche che, non essendo il termometro ad emettere radiazioni, esso rappresenta un dispositivo innocuo e sicuro sotto ogni punto di vista, sia per il corpo che per gli occhi. La lucina rossa che si vede durante la misurazione è semplicemente il puntatore luminoso che serve per indirizzare la misurazione, comunque sia è bene evitare di puntarlo direttamente negli occhi.

    A differenza del termometro a infrarossi per la febbre auricolare, quello frontale che trovi su https://www.termoscannerprezzo.it misura la febbre puntandolo in posizione perpendicolare alla fronte a circa cinque centimetri di distanza. Pur essendoci in commercio termometri frontali ad infrarossi che effettuano la misurazione appoggiando direttamente il termometro sulla fronte – in questo caso parliamo di misuratori a contatto -, c’è anche da dire che questi ultimi hanno lo svantaggio di non garantire un’igiene ottimale, infatti potrebbero essere causa di contagi, sia quando vengono utilizzati all’interno del nucleo familiare che fuori dallo stesso. Anche per questo motivo il termometro a infrarossi con misuratore a distanza rappresenta la scelta migliore anche in termini di igiene.

    QUANDO UTILIZZARE UN TERMOMETRO A INFRAROSSI?

    Il termometro frontale ad infrarossi può essere utilizzato ogni qualvolta si ha la necessità di verificare la temperatura corporea di un soggetto, sia esso appartenente al proprio nucleo familiare o un individuo terzo di cui si vuole conoscere lo stato di salute: pensiamo, ad esempio, al suo uso all’interno di un ospedale oppure di una stazione o di un aeroporto in cui si desidera tenere sotto controllo la salute dei passeggeri in entrata e in uscita in caso di emergenze sanitarie in atto.
    La forma di questo modello di termometro è generalmente simile a quella di una pistola con il pulsante di accensione situato sull’impugnatura e il sistema ottico posizionato nella parte anteriore, mentre il display digitale su cui appare il risultato della misurazione si trova generalmente nella parte posteriore.

    QUALI SONO I VANTAGGI

    Da quanto detto finora è facile intuire quali siano i vantaggi che un tale dispositivo può fornire. Innanzitutto, la precisione ineguagliabile e la velocità di misurazione, due caratteristiche fondamentali soprattutto quando si ha a che fare con soggetti poso collaborativi come bambini oppure anziani durante determinate patologie. In secondo luogo, ma non meno importanti, sono da considerare dei grandi vantaggi anche la sicurezza e l’igiene: a differenza del termometro al mercurio che, nel caso si fosse rotto, avrebbe potuto essere tossico e dannoso per la salute, quello ad infrarossi è assolutamente innocuo e il fatto che non necessiti di contatto diretto con la pelle dell’individuo da testare lo rende un dispositivo altamente igienico.