Ai nastri di partenza la missione ideata dal Premio Eccellenza Italiana per lanciare le candidature 2022 del Premio Eccellenza Italiana a Washington DC in ottobre, per la nona edizione. Una serata di nomination promossa a Mykonos con l’associazione “Italiani a Mykonos” presieduta dall’imprenditore turistico Gianpaolo Sinno: saranno consegnate targhe di candidatura e benemerenza ad alcuni imprenditori che si distinguono per Merito e Talento. L’evento si svolge al “Ristorante Mediterraneo” e si annuncia la partecipazione dello stesso Sindaco di Mykonos Konstantinos Koukas. Tra le candidature per Washington DC si fa il nome di Salvatore Carlucci re della notte di Mykonos. Segno che come il turismo è industria, anche l’economia della notte mortificata dal Covid può e deve tornare a generare economia per professionalità diverse e con numeri dal forte impatto. Ma c’è anche una valenza sociale oltre quella economica in questa stagione della storia, dove dopo la pandemia è arrivata la guerra.
“L’eccellenza italiana promuove dialogo e sviluppo – dichiara il giornalista Massimo Lucidi ideatore del Premio Eccellenza Italiana – ed è bello ripartire da un’isola dove l’industria del turismo ha consolidato un’economia nel segno del benessere diffuso e della spensieratezza. Ne abbiamo bisogno ed è bello onorare anche con la preghiera comune la Pasqua Ortodossa”. “Sono tanti gli imprenditori italiani impegnati nel turismo anche a Mykonos: storie di chi, in nome dell’italianità offrendo un modello di lifestyle ispirato al dialogo e alla Pace e in questo momento ne abbiamo molto bisogno dichiara Gianpaolo Sinno organizzatore della missione e attivista di Amici di Papa Francesco.
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Da Napoli a Mykonos per il dialogo e lo sviluppo mediterraneo
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CamminiAmo per la Vita, Marcia solidale ad Albuzzano (PV) 2022

Il 1 maggio 2022, ad Albuzzano (Pavia), si terrà la prima edizione di una marcia solidale, dal titolo CamminiAmo per la vita, organizzata dalla Pro Loco di Albuzzano e dal Comune di Albuzzano per la Fondazione Umberto Veronesi, allo scopo di raccogliere fondi a sostegno della ricerca sui tumori femminili.
Si tratterà di un percorso di 6 km, con partenza a Piazza Venco di Albuzzano, ristoro finale e altre iniziative legate alla pro loco di Albuzzano il 1 maggio.
Life 81 ha deciso di partecipare all’evento, dando un piccolo contributo per la stampa delle magliette da indossare durante l’evento. Pensiamo che le imprese locali possano svolgere, assieme alle comunità, un ruolo attivo per la ricerca e lo sviluppo che riguardano il benessere di tutti e costituiscono il presupposto per la sicurezza delle persone e delle imprese.
Life 81 si occupa da anni di formazione nel campo della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro e non è un caso che il 1 maggio ricorra anche la Festa dei Lavoratori. Come azienda del settore siamo impegnati a promuovere il ruolo sociale, sanitario ed economico della Sicurezza sul lavoro.
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PROSPETTIVE by SIRECOM. Nuovi spazi su misura grazie al tappeto
Sirecom pone la massima attenzione al dialogo con il cliente per studiare soluzioni artigianali e custom-made in ogni dettaglio e caratteristica.
La storia millenaria del tappeto parla di confini e di calore, di materiali pregiati e di mani operose intente ad annodare. SIRECOM conserva e rimescola questi aspetti trasferendo nel contesto attuale i valori evocati dalle nobili tecniche artigianali per creare manufatti completamente personalizzabili e su misura. L’abitare contemporaneo richiede una progettazione altamente identitaria, irrinunciabile per rendere vivi e sinceri gli ambienti. Il tappeto assume il ruolo di armonizzatore degli arredi e compone un accogliente sottofondo in sintonia con il carattere della casa per cui necessita della massima libertà di sperimentazione come parametro fondamentale.

Rivolto sia a residenze private che a strutture pubbliche – dagli uffici agli alberghi – il servizio bespoke di SIRECOM si concretizza nel dialogo attento con clienti e progettisti concordando le migliori soluzioni custom-made in ogni ambito, dal materiale alla dimensione, dal colore alla tecnica. Solo attraverso lo studio meticoloso del comportamento dei tratti differenti all’interno di una specifica cornice è possibile trasformare un oggetto funzionale nel sigillo della personalità unica del living e di chi lo abita. Grazie al confronto con studi di design, Sirecom crea collezioni contemporanee capaci di enfatizzare la natura spaziale del tappeto attraverso una profonda ricerca di codici di comunicazione adatti all’oggi.

E’ il caso di PROSPETTIVE, firmato Dainelli Studio, emblema delle possibilità di suggerire piani e profondita? accostando geometrie e colori differenti. Il tappeto, nell’immagine realizzato in seta di bamboo con annodatura a mano 100 nodi, viene valorizzato come spazio nello spazio, un gioco di rappresentazioni grafiche piane e prospettiche dove la frammentazione dei segmenti apre nuovi orizzonti. Paesaggio dinamico e suggestione urbana, PROSPETTIVE racconta il vivere contemporaneo da molteplici punti di vista.

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Formati in plastica riciclata R-PET 50% per Apicoltura Piana che presenta la nuova linea Squeeze anche al gusto Millefiori e Pappa Reale
Duplice novità per Piana Miele che propone un nuovo gusto e il rinnovo dei pack della linea Squeeze, da oggi più sostenibili grazie alla plastica R-PET riciclata 50%, in coerenza con una vision aziendale molto orientata all’innovazione e alla tutela dell’ambiente.
Bologna, 19 aprile 2022 – Aria di innovazione in casa Apicoltura Piana, azienda conosciuta a livello internazionale e dal 1903 sinonimo di elevata qualità per l’impegno nella selezione di mieli orientata a soddisfare le esigenze di ogni consumatore. Con un rinnovato packaging nella linea Squeeze, Apicoltura Piana punta su materiali più green in grado di ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale grazie all’utilizzo di plastiche riciclate. Il nuovo pack della linea Squeeze è infatti realizzato in polietilene (PET) riciclato al 50% e riesce a garantire le stesse caratteristiche di trasparenza e resistenza delle precedenti versioni in plastica con una maggiore attenzione all’ambiente.
Prima azienda a portare sul mercato il formato in plastica riciclata con il tappo dosatore e il pratico flacone Squeeze, Apicoltura Piana, concentra i suoi sforzi su questo pack, subito apprezzato per la sua praticità e semplicità d’uso. Basta infatti una semplice pressione per ottenere la quantità di miele desiderata e, grazie alla membrana taglia-goccia, si evitano accidentali dispersioni di prodotto su tovaglia e stoviglie.
In questi mesi primaverili il miele e gli altri prodotti delle api trovano largo utilizzo come ricostituenti ed energizzanti naturali, favoriti anche dalla praticità del nuovo pack. La nuova linea comprende i gusti Acacia, Millefiori, Millefiori di filiera italiana e Millefiori con Pappa Reale, quest’ultimo è una novità della linea e racchiude in un unico prodotto tutto il gusto del miele più i benefici della pappa reale, ricca di proteine, minerali e vitamine. Ideale come integratore e per rinforzare le difese immunitarie, ha effetti positivi sull’umore e possiede proprietà antinfiammatorie. Grazie alle sue qualità ricostituenti il Millefiori e Pappa Reale è indicato per bambini (di età superiore ai 12 mesi), adolescenti, anziani e sportivi.
La linea Squeeze è disponibile nel formato da 380 g. nei migliori supermercati e sul sito www.pianamiele.com.
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Diletta Leotta ancora a fianco di U-Power. Al via la campagna 2022
Il 18 aprile l’azienda di Paruzzaro ha inaugurato la nuova campagna media confermando la collaborazione con la popolare conduttrice.
Partita lunedì 18 aprile, la nuova campagna media U-Power porterà avanti per 4 settimane la strategia di comunicazione integrata messa a punto dall’azienda leader nel settore delle calzature e dell’abbigliamento da lavoro. A fare da perno sarà lo spot TV con l’ormai consolidata testimonial Diletta Leotta, trasmesso dalle più importanti emittenti nazionali.

La popolare conduttrice sarà nuovamente protagonista di una coinvolgente narrazione, questa volta ambientata in una classe di yoga. Sotto i riflettori sarà la collezione RED LEVE, ultima nata in casa U-Power, sinonimo di leggerezza incomparabile. La nuova calzatura antinfortunistica, infatti, è ultra-leggera sotto tutti gli aspetti, in particolare grazie all’inedita suola nella mescola PU, poliuretano di nuova generazione, che ottimizza il peso della scarpa senza rinunciare alle performance.
Fresca e traspirante, in virtù della tomaia in fibre ad alta tenacità, dotata di fodera wingtex a tunnel d’aria e di puntale AirToe in alluminio, RED LEVE eleva il comfort oltre ogni pensiero anche tramite il copri-sottopiede U-Power Original anatomico, in soffice e leggero poliuretano, traspirante e antibatterico. Il design, infine, di derivazione sportiva, rende alla moda il look da lavoro, mentre l’innovativa stampa transfer sulla suola esalta lo stile
Guarda lo spot: https://youtu.be/aCCq3nPKVEg
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Settore vendite: la storia professionale di Nicola Lunardon tra esperienze e vision
Gli studi in materie sanitarie, l’incontro con le vendite e la decisione di specializzarsi nel settore: il percorso di Nicola Lunardon.
L’evoluzione di Nicola Lunardon nel settore delle vendite
Manager e imprenditore ormai affermato nel panorama italiano, Nicola Lunardon è un esperto del settore commerciale in cui opera da quasi 20 anni, con competenze consolidate anche nella formazione. Nasce nel 1981 a Bassano del Grappa (Vicenza). Dopo il liceo si trasferisce a Padova per frequentare la facoltà di Sanità Pubblica – Sicurezza Igienico Sanitaria dell’Università di Medicina Veterinaria. Consegue la laurea nel 2005 ma ben presto capisce che il suo futuro non sarà l’ambito sanitario. Inizia infatti a collaborare con diverse aziende specializzate nel settore commerciale. Una svolta per Nicola Lunardon, che decide di dedicarsi anima e corpo alle vendite. Parallelamente inizia a sviluppare competenze anche nell’ambito formativo, portando avanti con successo entrambe le attività. In pochi anni consolida una vision manageriale che mette in risalto valori come la condivisione delle conoscenze e il lavoro di squadra, essenziale per “dividere gli sforzi e moltiplicare i risultati”.
Nicola Lunardon: i successi nella distribuzione
In pochi anni Nicola Lunardon si distingue nel settore delle vendite, arrivando così a dirigere una rete distributiva che conta 15mila persone in totale. Prende così definitivamente forma la sua vision, che si rafforza con l’attenzione alla formazione e alla responsabilità sociale delle aziende. L’aggiornamento continuo delle competenze della rete di venditori è per il manager l’unica strada per anticipare i cambiamenti sempre più repentini delle modalità d’acquisto. Fondamentali si rivelano le soft skills. Ma il principio cardine di ogni azienda, precisa Nicola Lunardon, resta l’impegno nei confronti della collettività. Responsabilità, sostenibilità ambientale e trasparenza sono concetti che vanno oltre il “cliente” e influiscono sul benessere delle comunità e dei territori. I risultati sembrano dare ragione al manager, che negli ultimi anni è stato notato da testate autorevoli come il “Financial Times” e “Il Sole 24 Ore”, le quali hanno evidenziato il ritmo di crescita raggiunto dalle sue attività.
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Mutui: in Toscana scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti
Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Toscana è scesa a 38 anni; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, poco più di 41 anni. La prima casa, invece, i toscani la comprano, in media, a 36 anni; erano 39 nel primo trimestre 2021.
Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 13.500 richieste di mutuo raccolte in Toscana* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 50% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 31%.
L’andamento provinciale
Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari toscani hanno cercato di ottenere, in media, 144.808 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+3,4%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 202.060 euro (-9%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 77% (era il 68% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da più di 23 a 25 anni.
Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Siena, dove l’importo medio richiesto è salito del 14,5%, arrivando a 150.895 euro, seguita da Pistoia (+10,7 %, 133.337 euro) e Arezzo (+9,0%, 127.126 euro).
Continuando a scorrere la graduatoria toscana si posizionano Livorno (+8,2%, 145.952 euro), Prato (+4,4%, 141.559 euro), Firenze (+3,2%, 161.269 euro) e Lucca dove la cifra media è in linea con quanto richiesto lo scorso anno (+0,1%, 140.851 euro).
Valori in calo, invece, per la provincia di Pisa (-0,4%, 133.537 euro), quella di Grosseto, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2022, pari a 127.257 euro, è diminuito dell’1,2%, e quella di Massa-Carrara, che ha registrato un -8,1% rispetto al 2021 (132.764 euro).
Mutui prima casa in aumento
Torna a crescere in Toscana anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 76% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 16 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni, e ha chiesto 191.554 euro da restituire in 26 anni.
Tassi in risalita, i fissi verso il 2%
Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.
Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.
Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.
* L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 13.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Toscana nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.
Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.
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COMUNICATO STAMPA – Fra Diavolo raddoppia a Milano: dal 22 aprile nuovo punto vendita del quartiere Isola
Milano, 19 aprile 2022 – Fra Diavolo raddoppia a Milano: da venerdì 22 aprile il brand di pizzerie apre il suo secondo punto vendita nel capoluogo lombardo, nel cuore del modaiolo quartiere Isola in via Thaon di Revel 10.
Nato nel 2013 in Liguria e rilevato nel 2018 da Mauro D’Errico e Gianluca Lotta, in meno di 3 anni il brand Fra Diavolo è riuscito ad ottenere un importante traguardo entrando nella prestigiosa classifica “50 Top Pizza” e posizionandosi tra le migliori 20 catene di pizzerie artigianali di tutto il mondo.
Forti di questo riconoscimento e consapevoli della qualità del proprio prodotto, i founder del brand hanno pianificato per il 2022 l’apertura di 16 nuovi punti vendita su tutto il territorio nazionale, in aggiunta agli 8 locali già esistenti, grazie all’ingresso del gruppo GESA della Famiglia Ferrieri e del fondo MIR. Le prime 8 aperture avverranno entro il mese di giugno: dopo Brescia Elnòs Shopping e Varese, Milano Isola è la terza apertura delle otto previste per il primo semestre del 2022. Seguiranno Milano Citylife, Arese, Torino, Milano Bicocca e Parma.
“Con questo piano di aperture vogliamo contribuire al rilancio del commercio e dell’occupazione locale, dopo i difficili mesi della pandemia – afferma Mauro D’Errico, Presidente & Co-Founder di Fra Diavolo – in totale i locali aperti entro fine anno saranno 24, e contiamo di proseguire con nuove aperture anche nel 2023. Si tratta di un segnale positivo molto forte in questo periodo di graduale ripresa del settore della ristorazione”.
La nuova apertura milanese è prevista per venerdì 22 aprile alle 19:00 in Via Thaon di Revel 10, nel cuore del quartiere Isola: “Finalmente apriamo il secondo Fra Diavolo a Milano, e non potevamo scegliere quartiere migliore. – commenta D’Errico. – Isola per noi rappresenta l’approdo in una delle aree più cool e ricercate della movida milanese. Vi aspettiamo!”
Fra Diavolo è una “pizza contemporanea”, ed è da questo che deriva il suo successo: una nuova esperienza e visione della pizza, raggiunta grazie al bilanciamento perfetto tra ingredienti italiani di alta qualità e un processo produttivo innovativo, basato sulla riduzione dell’impatto ambientale.
Fra i punti di forza di Fra Diavolo, le tre esclusive tipologie di impasto proposte ai propri clienti: classico, multicereali e al carbone. La fusione tra lo stile vintage e i materiali di recupero proposti dalle location, infine, danno vita ad un arredamento unico, che rafforza ancora di più l’esperienza unica di Fra Diavolo.
Per Ulteriori Informazioni:
Spada Media Group – Ufficio Stampa Fra Diavolo
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COMUNICATO STAMPA – Rom’antica arriva anche in Brera: apre il settimo punto vendita a Milano
Milano, 19 aprile 2022 – VERA Srl, Società del Gruppo Finiper Canova di proprietà di Marco Brunelli attiva nel settore della ristorazione, raggiunge un nuovo importante traguardo che consolida la presenza sul territorio italiano di Rom’antica. Il brand dedicato alla pizza romana prosegue il successo nei principali centri cittadini del Centro-Nord Italia e si prepara ad aprire il suo settimo punto vendita a Milano, in zona Brera.
La nuova apertura avverrà in Via dell’Orso 20, angolo via Ponte Vetero, in una delle aree più fashion e alla moda di Milano. In un momento di ripresa per il settore della ristorazione, il progetto continuo di espansione iniziato dalla Società ormai più di un anno fa rappresenta un segnale positivo molto forte: “In questi mesi abbiamo consolidato la nostra presenza in alcuni dei principali centri cittadini, ma la volontà è quella di continuare ad espanderci ancora” – dichiara Mauro Ornelli, direttore generale di Vera srl.
L’inaugurazione è fissata per mercoledì 20 aprile alle ore 12,00 e, per l’occasione, sarà offerta una degustazione di pizza gratuita.
Il nuovo punto vendita di Milano Brera si aggiunge alla lista degli altri 38 monomarca distribuiti tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. “Con l’apertura di questo nuovo punto vendita prosegue il nostro percorso verso l’obiettivo dei 90 punti vendita nell’arco del prossimo biennio.” – prosegue Ornelli – “Parallelamente alle aperture nei centri cittadini, che danno la possibilità di unire il pratico consumo take away e delivery al poter consumare direttamente in loco, proseguiremo anche con l’espansione del nostro brand nei principali centri commerciali del Paese.”
Il successo di Rom’antica è dovuto anche alla grande attenzione per la qualità e l’artigianalità del prodotto: una pizza realizzata con materie prime sceltissime selezionate solo da produttori italiani; un impasto preparato quotidianamente “da mani esperte” con la volontà di offrire l’eccellenza al palato dei clienti; un basso contenuto di lievito e una lunga lievitazione lo rendono digeribilissimo. Il risultato è una pizza romana quadrata, gustosa, leggera e croccante, come da antica tradizione del Centro Italia.
Per Ulteriori Informazioni:
Spada Media Group – Ufficio Stampa VERA Srl
[email protected] -
“La famiglia Roesler Franz e la Via Iniziatica” di Francesco Roesler Franz: tra mistero e arte!
“La famiglia Roesler Franz e la Via Iniziatica” l’intrigante saggio di Francesco Roesler Franz è ora disponibile online e nelle migliori librerie.
Lo scrittore in quest’opera ha raccontato la vita e i misteri contenuti nei quadri del prozio Ettore Roesler Franz, pittore romano dell’Ottocento.
La famiglia del pittore è venuta a Roma da Praga nel 1747 stabilendosi nel quartiere di piazza di Spagna, quartiere definito in quegli anni da Giacomo Casanova, come libertino (in senso di libertario), cosmopolita e massone.
Dalla vita dell’artista risulta chiaro da questo saggio il suo impegno sociale a fianco di suo fratello Alessandro e di Joseph Severn, negli anni in cui ha lavorato nel consolato inglese di Roma quando aiutavano i carbonari contro il potere temporale dello Stato Pontificio. Così come è evidente la stretta amicizia con Ettore Ferrari e con Ernesto Nathan durata tutta la vita.
Altresì è evidente il collegamento tra il pittore romano sia con personaggi di altissimo livello artistico e culturale britannico nei suoi lunghi soggiorni a Londra (in particolare con i membri della confraternita dei preraffaelliti) che con i professori dell’università di Harvard Henry H. Longfellow e James Russell Lowell, che sono stati i fondatori della Dante Society statunitense.
Tra i rapporti di amicizia spicca, però, tra tutti, quello tra Ettore Roesler Franz e John Ruskin, che l’acquarellista romano ha conosciuto non solamente attraverso i suoi libri ma anche perché si sono frequentati a Londra partecipando insieme ad alcune mostre.
L’artista, per l’aria che ha respirato fin dalla più tenera età vivendo in un contesto familiare internazionale, oltre a essere portatore dei segreti degli iniziati, li ha anche inseriti all’interno dei suoi quadri con simboli ricchi di dettagli da interpretare. Simboli che lo scrittore Francesco Roesler Franz ci aiuta a identificare e a decodificare portandoci in un mondo fatto di mistero e esoterismo, che ci riconducono a esponenti di spicco nella storia dell’arte europea basta solo pensare a Michelangelo, Leonardo da Vinci e Nicolas Poussin.
Francesco Roesler Franz ci prende per mano per muovere i nostri passi nell’arte portandoci all’interno della collezione di acquerelli di Roma Sparita di proprietà del comune di Roma per riscoprire il fascino delle pennellate del prozio e il significato nascosto nei quadri.
Lo fa con delicatezza e trasporto, raccontandoci aneddoti e spiegandoci ogni legame significativo che ha intessuto l’acquarellista con esponenti della cultura e dell’arte europea.
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“Messaggio dall’infinito” di Elisabetta Formisano: il potere del mistero!
La scrittrice Elisabetta Formisano torna a far parlare di sé con un nuovo libro intitolato “Messaggio dall’infinito”. Il romanzo, pubblicato nel 2022, è ora disponibile sulle piattaforme online di vendita di libri e nelle migliori librerie, a richiesta.
“Messaggio dall’infinito” è un romanzo in cui fantascienza e soprannaturale si mescolano, pieno di pathos e dalla trama intrigante. Leggendo quest’opera si ha l’impressione di guardare un film e si coglie la grande passione della scrittrice per Steven Spielberg e George Lucas.
Tweety è una bambina con un potere bello ma difficile da gestire: legge nella mente degli altri e crea in esse delle visioni. Sfrutta questo potere per divertirsi, fino a quando… accade qualcosa di misterioso che dà una svolta alla sua vita. Il significato del suo dono si sta per svelare? Qual è la sua importanza e come potrà usarlo veramente?
E cosa c’entrano gli alieni approdati sulla Terra con lei e le sue facoltà?L’enigma si svelerà lentamente, appassionando in un crescendo di emozioni.
Libro consigliato ai lettori che amano la magia, i misteri, gli alieni e scene dalla forza descrittiva che portano un coinvolgimento unico.
“Messaggio dall’infinito” è un romanzo che dà uno sguardo diverso sul mondo e sugli altri. Un libro da scoprire, da gustare, pieno di suspense e straordinarie avventure.La scrittrice Elisabetta Formisano ha la capacità di far immergere il lettore nella fantasia che crea con cura e grande attenzione ai dettagli. Riesce a realizzare mondi magici e scene con risvolti imprevedibili che coinvolgono in un modo inaspettato.
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Serie Italica di Rubinetterie Stella. Un grande oggetto di design
Italica di Stella compie cento anni.
Le collezioni storiche di Rubinetterie Stella sono universalmente riconosciute come vere e proprie icone di lusso ed eleganza, e tra queste, la serie Italica, suo primo successo, è, da un secolo, un vero e proprio punto di riferimento per la rubinetteria che veste i bagni dei clienti più esigenti al mondo.

Nata nei ruggenti anni ’20, Italica, la cui celebre maniglia a croce è sinonimo di ergonomia, continua ancor oggi ad offrire eccezionali prestazioni meccaniche e idrauliche, ma soprattutto una carica evocativa inossidabile. In questi cento anni la serie ha superato brillantemente lo scorrere del tempo e per la sua originalità e qualità costruttiva ha consentito all’azienda di superare tutti i tentativi di imitazione.

Come per la serie Roma del 1926 ed Eccelsa del 1929, Italica incarna al meglio i valori di Rubinetterie Stella: storicità, alto tasso di artigianalità, cura dei dettagli dalla progettazione alla spedizione, garanzia a vita. Ogni prodotto Stella si avvale di lavorazioni meccaniche eseguite in piccole serie con controlli manuali in ogni fase di montaggio. Lo speciale trattamento di lucidatura che precede cromatura, argentatura e doratura, rende anche le finiture sinonimo di eccezionale qualità.

Infine, la disponibilità della versione a leve costituisce per la serie Italica qualcosa di più che una semplice variante. Le particolari maniglie in ceramica bianca e il vitone a dischi ceramici con apertura-chiusura a 90° attribuiscono a tutta la serie un nuovo design esaltando la modernità di questa collezione datata 1922.
Italica si adatta perfettamente all’evoluzione delle idee d’arredo sia dal punto di visto stilistico che funzionale come solo gli oggetti di grande design sanno fare.
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La pulizia del divano in tessuto non sfoderabile: i suggerimenti di Biesse Divani
Rispetto alla tipologia sfoderabile, smacchiare un divano con rivestimento in tessuto fisso è sicuramente più complicato, non potendo lavare la fodera comodamente in lavatrice. È un attimo sbagliare e finire per danneggiare il tessuto. Ma con i consigli giusti, è possibile rimuovere le macchie senza danni irreversibili e senza aloni. Parola di Biesse Divani, che si distingue da più di quindici anni nella produzione e nella vendita di divani artigianali e Made in Italy.
Milano, aprile 2022 – Biesse Divani, che dal 2004 realizza divani di design dai materiali di alta qualità e dalle finiture pregiate, spicca soprattutto per la selezione di materie prime ricercate e abbinamenti tessili studiati, per andare incontro alle esigenze e i desideri di tutti i clienti. Dalla solida esperienza e conoscenza del prodotto divano, ecco una serie di consigli utili per prendersi cura della pulizia di un divano con rivestimento non sfoderabile.
La regola d’oro vuole che si parta dalla lettura dell’etichetta, da cui si capirà se è necessario un trattamento a secco o si può procedere con l’utilizzo dell’acqua.
Oltre a prevedere una regolare pulizia per rimuovere la sporcizia, un altro accorgimento è quello di testare sempre il prodotto in una piccola zona nascosta per evitare inconvenienti. Per la manutenzione ordinaria, si consiglia di aspirare il divano intero una volta a settimana e perfezionare la pulizia con un panno asciutto in microfibra o un rullo adesivo per rimuovere peli e frammenti residui. Completare la procedura con una passata di spazzola dalle setole morbide per rimuovere lo sporco, facendo attenzione alle aree nascoste. Infine, se l’etichetta lo prevede, si può pulire il rivestimento applicando una miscela fai da te a base di acqua e sapone di Marsiglia (o un detergente delicato) da stendere con un panno e poi risciacquare.
Se invece la pulizia si rende necessaria per rimuovere invece macchie ampie ed evidenti, bisogna agire diversamente. L’ideale sarebbe comunque optare per divani con rivestimento in tessuto antimacchia, molto pratico e comodo. Questi tessuti, infatti, facilitano le operazioni di smacchiatura: basterà quindi tamponare l’area interessata con un panno e procedere con la solita soluzione di acqua e sapone di Marsiglia per rimuovere la macchia.
Se invece il divano non sfoderabile non è dotato di tessuto antimacchia, bisogna agire diversamente. Prima di tutto, bisogna rimuovere la macchia il prima possibile, tamponando con un panno con movimenti dall’esterno verso il centro della macchia. Successivamente, se il tessuto è naturale o in microfibra, si può applicare e la classica soluzione a base di sapone di Marsiglia e acqua: va fatta agire qualche minuto, spazzolata con uno strumento dalle setole morbide e risciacquata con un panno umido.
Se poi la macchia è ostinata o vecchia, si può ricorrere a un detergente neutro specifico o va bene anche la solita miscela di acqua e sapone di Marsiglia. Bisogna poi sempre risciacquare il tutto per prevenire la formazione di aloni.
Infine, tenere a mente che l’acqua va scelta fredda se le macchie sono di origine non ben conosciuta, mentre l’acqua calda è indicata per le macchie oleose e grasse. Evitare sempre, invece, il vapore, perché troppo aggressivo.
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Il carrello della spesa? Tricolore … e brinda italiano
Vale oltre 8,7 miliardi di euro il giro d’affari dei prodotti presentati in etichetta come italiani nei supermercati e ipermercati. E sono stati soprattutto vini e spumanti a trainare l’aumento delle vendite, a partire dalle bottiglie Docg, che hanno aumentato il sell-out di +17,1% in un anno.
L’Osservatorio Immagino di GS1 Italy racconta l’Italia nel carrello della spesa e aggiorna la classifica delle regioni in etichetta.
La sovranità alimentare guadagna spazio nel carrello della spesa. Ormai ben un prodotto alimentare su quattro acquistato in supermercati o ipermercati sul nostro territorio nazionale è connotato in etichetta come italiano: si tratta di oltre 22 mila referenze che, in un anno, hanno aumentato le vendite di +1,8%, incassando oltre 8,7 miliardi di euro. A rivelarlo è la decima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy che ha analizzato le informazioni riportate sulle confezioni di oltre 125 mila prodotti di largo consumo.
«L’italianità si conferma essere un aspetto rilevante nelle scelte d’acquisto dei consumatori: ha infatti aumentato in modo significativo il suo peso sul carrello della spesa» spiega Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy. «L’analisi di medio periodo condotta dall’Osservatorio Immagino mostra un’importante crescita del peso dei prodotti che riportano declinazioni dell’italianità sul giro d’affari di supermercati e ipermercati nell’alimentare: tra giugno 2018 e giugno 2021, la quota a valore è passata dal 22,5% al 26,9%, con un incremento di 4,4 punti percentuali».
La bandiera italiana è il più diffuso “segnale” di identità nazionale: presente sulle etichette di 13.266 prodotti alimentari, per un giro d’affari complessivo che sfiora i 5 miliardi di euro (+0,2% annuo), ha visto aumentare le vendite soprattutto di pizze surgelate, patatine, arrosti affettati e bevande base thè. Sono stati, invece, birre, arrosti affettati, ricotta, acqua minerale naturale e pomodori a trainare le vendite dei 6.688 prodotti alimentari che si dichiarano in etichetta “100% italiano” e che hanno realizzato 3,5 miliardi di euro di giro d’affari (-0,3% nei 12 mesi). Le 6.945 referenze alimentari che vengono presentate in etichetta con il claim “prodotto in Italia” hanno, invece, realizzato 1,5 miliardi di euro e le performance migliori sono state quelle del pesce preparato panato surgelato e dei secondi piatti surgelati.
Meno rilevante il peso sulle vendite in GDO delle indicazioni geografiche europee: tra Dop, Doc, Igp, Docg, Igt si arriva a 3.255 prodotti per 871 milioni di euro, ossia il 2,7% del sell-out totale nel food di supermercati e ipermercati italiani. Ma il loro trend è il più brillante del mondo dell’italianità poiché hanno registrato un aumento annuo di +11,5%, frutto di una domanda e di un’offerta entrambe in crescita. A brillare è stata soprattutto la Docg: in un anno, gli 877 vini a Denominazione di origine controllata e garantita hanno aumentato di +17,1% il giro d’affari, che ha superato i 273 milioni di euro, trainato dalla domanda di prosecco, vini e spumante classico. Sono stati sempre i vini e gli spumanti ad aver determinato l’aumento delle vendite dei 1.861 prodotti Doc (Denominazione di origine controllata), che hanno registrato un +9,1% superando i 466 milioni di euro, e quelle dei 793 prodotti Igt (Indicazione geografica tipica), che hanno incassato oltre 163 milioni di euro, in crescita annua di +3,0%. Speck e bresaola affettati, patate, cipolle rosse e piadina sono stati i prodotti più performanti tra i 1.083 contrassegnati dalla Igp (Indicazione geografica protetta), arrivati a oltre 432 milioni di euro di vendite, cresciute di +3,8% nell’arco di 12 mesi.
Il valore dell’italianità alimentare è sempre più spesso declinato in tipicità territoriale e comunicato in etichetta specificando il nome della regione da cui il prodotto proviene. Un fenomeno che l’Osservatorio Immagino monitora da un quinquennio, registrandone la continua crescita. Anche nei 12 mesi analizzati: le vendite di questi 9.429 prodotti registrano un +5,4% e superano i 2,6 miliardi di euro, portando così i prodotti alimentari connotati come regionali a generare l’8,2% del fatturato di tutto il mondo alimentare rilevato e a rappresentare il 10,8% delle referenze totali.
Nella consueta classifica delle regioni più segnalate sulle etichette dei prodotti alimentari quella con il maggior numero di prodotti a scaffale è il Piemonte, seguita da Toscana e Sicilia. La regione con il maggior giro d’affari in GDO resta il Trentino-Alto Adige, davanti a Sicilia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto, mentre Lazio (+17%), Puglia (+16,6%) e Veneto (+15,5%) sono le tre regioni che hanno registrato i maggiori tassi di crescita annui delle vendite.
Per la classifica completa delle regioni in etichetta e ulteriori approfondimenti sul valore dell’italianità nel carrello della spesa, la decima edizione dell’Osservatorio Immagino è disponibile gratuitamente sul sito: osservatorioimmagino.it.
Per rimanere aggiornati e seguirlo sui social: #OsservatorioImmagino.
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Orologi cronografo: perché sceglierli? – Capital Time
L’orologio negli anni è diventato un accessorio di moda irrinunciabile. Resta comunque valida la sua funzione principale, ossia misurare il tempo: ecco perché è bene scegliere un orologio cronografo secondo Capital Time, che dal 1988 realizza e vende orologi da polso.
Milano, aprile 2022. Tutti gli orologi da polso possono mostrare l’ora; tuttavia misurare con esattezza un determinato lasso di tempo è una funzione tipica di un cronografo, che grazie a uno o due pulsanti può avviare, arrestare e azzerarne il conteggio. Proprio per questo, si tratta di accessori estremamente utili in moltissime situazioni differenti, come ben sanno gli esperti di Capital Time.
Il funzionamento di tutti gli orologio cronografo sullo shop online di Capital Time è semplice: la lancetta dei secondi si muove e si arresta premendo il tasto a ore 2 del quadrante; premendo invece il secondo tasto, posto a ore 4, si azzera il conteggio.
Un’altra peculiarità di alcuni cronografi rispetto a un normale orologio è la scala tachimetrica, espressa in chilometri orari e riportata sulla ghiera esterna, che serve per effettuare misure su distanze fisse.
La misurazione precisa del tempo che un cronografo da polso riesce a effettuare trova numerosi campi d’applicazione quotidiani, come ad esempio:
- calcolare la velocità di crociera media dell’auto: infatti facendo partire il cronografo una volta iniziato il percorso, basterà arrestarlo al termine del primo chilometro per sapere quanti se ne percorrerebbero in un’ora mantenendo la vettura a un’andatura costante, facendo collimare la lancetta con il valore riportato sulla scala tachigrafica;
- misurare il tempo medio sul giro, utile specialmente per ciclisti, podisti o corridori: basterà stoppare e azzerare il cronografo ogni volta che il percorso sarà concluso per avere una stima della propria rapidità;
- calcolare quanti oggetti si riescono a produrre in un’ora, sempre grazie alla scala tachimetrica: infatti, bloccando i secondi una volta finito il primo manufatto e andando a leggere il numero in corrispondenza sulla ghiera esterna, si saprà quanti se ne realizzeranno in un’ora di lavoro.
Se vi interessa scoprire dei modelli di orologi cronografo adatti a ogni esigenza, potete cercare ciò che più fa per voi esplorando lo shop online di Capital Time.
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Con VIVA Sustainable Cielo e Terra disegna un futuro sempre più green
Dopo l’ottenimento della certificazione Bcorp prosegue l’impegno della casa vicentina per la sostenibilità attraverso l’applicazione del disciplinare del Ministero della Transizione Ecologica sviluppato per misurare le prestazioni della filiera vite – vino
Conciliare le esigenze commerciali di produzione con lo sviluppo di un modello di business sostenibile. È un impegno reale per Cielo e Terra, azienda vicentina nata nel 1908 e che oggi è composto dall’unione della famiglia Cielo e dei viticoltori delle Cantine dei Colli Berici. L’azienda vicentina ha avviato da diversi anni un percorso orientato al rispetto dell’ambiente e dei consumatori finali.
Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp che ne ha attestato l’operatività secondo i più alti standard di performance sociale e ambientale, Cielo e Terra
ha anche aderito con il marchio premium Bericanto a 1% for the Planet, creata nel 2002 da Craig Mathews e Yvon Chouinard (fondatore di Patagonia), per favorire l’incontro e la cooperazione tra le organizzazioni attive nella difesa del pianeta. Un impegno, quello dell’azienda vicentina, verso la natura e la collettività che non si è arrestato ma che anzi prosegue con responsabilità attraverso l’adesione a Viva Sustainable, il disciplinare del Ministero della Transizione Ecologica sviluppato per misurare le prestazioni di sostenibilità della filiera vitivinicola mediante il calcolo di indicatori specifici del settore. Nello specifico il disciplinare permette di sviluppare un’analisi a partire da 4 fattori – Aria, Acqua, Territorio e Vigneto – per poi definire le azioni da compiere per migliorare la sostenibilità dell’azienda.
Cielo e Terra ha concluso la raccolta e analisi dei dati su 3 fattori – Aria, Acqua, Territorio – ottenendo, a marzo 2022, la certificazion di organizzazione che consentirà all’azienda di definire le azioni da compiere per migliorare la propria sostenibilità.
“La nostra azienda – spiega Giampietro Povolo, responsabile Finance e Operation – non gestendo direttamente le fasi di campagna, ha sviluppato solamente i primi tre indicatori ottenendo feedback interessanti che ci saranno molto utili nella pianificazione delle nostre strategie in termini di sostenibilità”. Il riscontro più positivo è stato registrato a livello di carbon footprint che ha confermato l’efficacia dell’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili certificate e l’efficienza degli impianti di imbottigliamento. Le fasi più critiche invece sono risultate essere quelle legate alla distribuzione dovuta alla capillare presenza sul mercato estero e alla filiera degli acquisti con particolare riferimento al packaging. Aspetti su cui l’azienda è già al lavoro per ridurre l’impatto degli imballaggi dei prodotti di Cielo e Terra attraverso la selezione di carta, tappi in sughero FSC e altri materiali riciclabili.
“La collaborazione con 1% for the planet – sottolinea Pierpaolo Cielo, responsabile commerciale marketing – nasce dalla volontà di legare i nostri marchi più rinomati a progetti solidali che valorizzino oltre ai nostri vini il nostro impegno verso le tematiche sociali più importanti dei nostri tempi; l’ambiente, l’acqua e la formazione delle nuove generazioni. Facilitare l’accesso all’acqua salva la vita e libera donne e bambini soprattutto da un gravame quotidiano”.
Con queste strategie e questo approccio, Cielo e Terra, che ha sfiorato i 60 milioni di fatturato nel 2021 con oltre 37 milioni di bottiglie vendute, si afferma sempre di più come un player di mercato socialmente responsabile, consapevole del proprio ruolo strategico poiché da questo momento fino ai prossimi decenni, la prosperità della vita sul pianeta e la salute degli ecosistemi dipenderanno sempre di più dalla capacità delle aziende di operare un cambiamento profondo. Un percorso e un processo di cui l’azienda vicentina è da anni protagonista con i propri brand attraverso lo sviluppo e il sostegno di progetti solidali: Amref Health Africa (Defrà), Onepercentfortheplanet.org (Bericanto), Murialdo world onlus (Bellastoria), Winetowater.org (Cielo). Un progetto quest’ultimo attraverso cui l’azienda ha da poco donato 11.500 euro in Ucraina, sostenendo la popolazione colpita dalla guerra attraverso la fornitura di dispositivi di purificazione dell’acqua, indispensabili per evitare malattie ed epidemie.
Cielo e Terra nasce nel 1908, nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto, Casa Defrà. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme ai soci delle Cantine dei Colli Berici unitisi all’azienda della famiglia Cielo nel 1999. Oggi l’azienda che conta 3000 ettari di vigneto tra Vincenza e Verona, è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2021 ha sfiorato i 60 milioni si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla trasparenza e alla sostenibilità. Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda ha aderito anche VIVA Sustainable, con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come realtà in grado di fronteggiare le sfide dei mercati mondiali ed attestare la sua presenza in oltre 60 Paesi.
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Massimo Malvestio: l’intervista di “Focus Risparmio”
Praude Asset Management Ltd, una storia di passione per la performance: l’intervista di “Focus Risparmio” all’avvocato Massimo Malvestio, fondatore e Presidente del Comitato per gli Investimenti.
Hermes Linder, l’avvocato Massimo Malvestio: dal lancio una performance superiore al 600%
Finanza e avvocatura si sono intrecciate per oltre 30 anni nel percorso professionale di Massimo Malvestio, oggi alla guida di Praude Asset Management Ltd, società di gestione patrimoniale che ha fondato nel 2009 a Malta. “Sono stato un grande amico di Mario Zarattini e ancora prima che si trasferisse a Lugano e fondasse la sua banca molti erano i progetti nel campo finanziario di cui abbiamo discusso insieme”, ricorda in un’intervista a “Focus Risparmio” dello scorso novembre: “Poi decisi di prendere un’altra strada e l’attività di avvocato mi ha impegnato a tempo pieno, non abbastanza però da farmi perdere una passione che nel tempo, dati i risultati, ha dovuto quasi obbligatoriamente trovare una forma più compiuta”. In qualità di Presidente del Comitato per gli investimenti di Praude Asset Management Ltd Massimo Malvestio ha coordinato il lancio di Hermes Linder, fondo che nel 2017 ha vinto il prestigioso Thomson Reuters Lipper Award nella categoria European Small Cap: “È nato dalle pressioni della mia cerchia di amici che con notevole insistenza mi chiedevano consigli. Nel tempo è cresciuto fino ad avere la forma e la dimensione di oggi. Abbiamo un track record di strategia che parte nel 2004 con una performance dal lancio superiore al 600% e con un rendimento composto dell’11,85%. Il 2021 si sta rivelando uno dei migliori anni di sempre. A fine ottobre il fondo segna +33,76% da inizio anno. Il fondo è gestito da Praude, che conta su tre collaboratori full time basati a Malta, società in cui metto soprattutto a disposizione l’esperienza accumulata negli anni e ricopro il ruolo di Presidente del comitato investimenti”.
Massimo Malvestio: quello che a noi interessa è fare una buona gestione
Massimo Malvestio nell’intervista definisce Hermes Linder “un fondo super-value, small-cap long only che fa dell’arbitraggio legale e della profonda conoscenza dell’ambiente economico, finanziario e regolamentare in cui si muove il suo punto di forza”. Non ha nessun benchmark e “investe prevalentemente in Italia e Germania entrambe sopra il 20%”. Non solo: “Ha posizioni significative anche in altri Paesi europei come Olanda, Austria, Svizzera e Irlanda. I titoli principali sono tenuti in portafoglio per un tempo medio maggiore rispetto alla media degli UCITS”. La “spiccata” filosofia value investing, aggiunge l’avvocato, lo rende “un fondo che può legittimamente essere definito “old economy” in cui i settori energia, trasporti, costruzioni, industria e finanza sono molto rappresentati, ma questa non è una scelta ideologica”. Hermes Linder infatti si fonda sostanzialmente sullo studio congiunto dei dati finanziari, dei piani industriali e del contesto normativo a cui è esposta l’azienda: “Questo determina le azioni del team di gestione, e non il settore di appartenenza. L’arbitraggio legale è un altro punto cardine, in quanto permette operazioni opportunistiche che negli anni hanno garantito il successo della performance”. Infine Massimo Malvestio evidenzia come il fondo sia cresciuto per masse ma anche attraverso il passaparola: “Quello che a noi interessa è fare una buona gestione. Il primo e più importante sottoscrittore del fondo Hermes Linder sono io stesso”.
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Quanti sono i casi di malasanità in Italia? La risposta dello Studio Legale Scaramuzzo
Nonostante l’evoluzione delle linee guida e i protocolli divenuti via via più stringenti, la percentuale dei casi di malasanità registrati in Italia e nel mondo è mediamente piuttosto alta: gli esperti dello Studio Legale Scaramuzzo fanno il punto della situazione.

Milano, aprile 2022 – Nei Paesi membri dell’Unione Europea l’incidenza dei casi di malasanità registrati dall’OMS oscilla tra l’8 e il 12% dei ricoveri. Non si dispone di dati certi relativi alla sola Italia, anche se diverse indagini segnalerebbero come superata la soglia dei 300.000 casi all’anno, distribuiti lungo tutta la Penisola con una concentrazione maggiore nelle aree più carenti di strutture e personale sanitario. Gli esperti dello Studio Legale Scaramuzzo si occupano dal 1999 di sostenere i cittadini vittime di casi di malasanità. Riceve nelle sedi di Milano, Napoli e Roma e si rende disponibile a raggiungere su tutto il territorio nazionale i clienti impossibilitati a spostarsi. Infatti, se circa il 45% del totale dei casi di malasanità si registra nelle regioni del Sud, il 23% avviene nelle regioni del Centro e il restante 32% nelle regioni del Nord.
Per ciò che riguarda, più nello specifico, le motivazioni alla base di questi numeri, troviamo al primo posto errori nel corso di interventi chirurgici – circa il 39% dei casi totali – seguiti da diagnosi errate, errate terapie ed errate gestioni dei parti. Piuttosto allarmante anche il numero di casi di infezioni ospedaliere, 530.000 al giorno secondo le stime disponibili, pari al 6% del totale dei ricoveri. Un dato da non sottovalutare poiché conduce a circa 6.000 decessi all’anno, oltre ad allungare i tempi di degenza, ampliarne i costi e favorire danni e disabilità permanenti altrimenti evitabili.
Il tasso di mortalità in Italia riconducibile alla malasanità è nel complesso inferiore alla media europea, pur rimanendo su numeri molto elevati. Si calcolano infatti 42.000 decessi all’anno imputabili a mancanze ed errori all’interno del sistema sanitario. Le origini del problema sono principalmente da ricondurre a carenze strutturali, mancanza di posti letto e personale sanitario in numero insufficiente a garantire turni adeguati, con ricadute inevitabili, causa eccessiva stanchezza e stress, sulle prestazioni e l’attenzione necessaria a evitare errori.
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Toosh: la boutique milanese del cashmere
Toosh, realtà italiana specializzata nella produzione e vendita di prodotti in tessuti pregiati, propone sciarpe e stole di alta qualità in puro cashmere, misto cashmere/seta, vicuña e altri filati nobili realizzate attraverso l’impiego di metodi di produzione innovativi e brevettati.
Milano, aprile 2022 – Toosh, raffinato ed elegante showroom nel cuore di Milano, si distingue nell’ambito della moda di lusso per la realizzazione di sciarpe e stole in cashmere, seta e altri filati nobili e dal gusto ricercato, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e all’impiego di tecniche di produzione tessile all’avanguardia e brevettate.
Questa realtà italiana, la cui sede produttiva si trova invece a Parè (CO), nasce da una lunga esperienza nella lavorazione di fibre nobili come il cashmere, la seta e la vigogna. L’obiettivo è quello di proporre ai propri clienti dei prodotti di altissima qualità e curati nei minimi dettagli, originali e di buon gusto: dei piccoli gioielli in cashmere da portare al collo, con cui dare un twist al proprio outfit, impreziosendolo in una semplice mossa!
Tante colorazioni e fantasie tra cui scegliere, ma anche molte trame da abbinare ai look nelle più svariate occasioni e in tutte le stagioni: twill, garza, voile, diamantina, tartan e masai sono quelle tra cui optare sulla base dei propri gusti ed esigenze. Oltre ai disegni e alle tonalità presenti sul sito è possibile richiedere la personalizzazione su misura delle stole, facendo domanda per una fantasia specifica o una precisa nuance (comunicando il codice Pantone o portando direttamente in showroom il capo che si desidera abbinare alla sciarpa così da trovare la sfumatura più indicata). Se non sapete quali sono i colori che vi donano maggiormente, potrete avvalervi della consulenza dei professionisti di Toosh per individuare le colorazioni che fanno parte della vostra palette in base ai principi dell’armocromia!
Le sciarpe di Toosh vengono prodotte seguendo un metodo di lavorazione brevettato, lo stesso che consente la realizzazione di uno dei prodotti di punta del brand: l’Eco-shahtoosh®, la versione sostenibile e moderna dell’antica stola indiana shahtoosh, oggi illegale a causa dei metodi cruenti con cui la lana shahtoosh veniva ricavata dalle capre Chiru. Questa tecnica di produzione, in grado di replicare fedelmente le caratteristiche dello shahtoosh, consente di lavorare a livello industriale anche le fibre più delicate di cashmere extrafine; il risultato è un filato pregiato ma allo stesso tempo resistente e durevole nel tempo. Altro fiore all’occhiello della produzione Toosh sono le sciarpe in vicuña: realizzate con un filato estremamente pregiato e raffinato, in grado di conferire eccezionale morbidezza e leggerezza, rappresentano sicuramente una rarità che il brand può vantare di offrire ad un pubblico di classe.
Le sciarpe Toosh vengono create nel totale rispetto dell’ambiente, non solo evitando l’inutile spreco di materiale, ma utilizzando anche esclusivamente materie prime naturali e sostenibili, così come scongiurando la presenza di sostanze nocive e tossiche. Il brand segue infatti la filosofia della Slow fashion, una moda che evita gli sprechi e si impegna a proporre solo prodotti realizzati con materiali di qualità, seguendo metodi produttivi che tutelano l’ambiente e la manodopera.
Cosa aspetti? Dai un’occhiata allo shop www.toosh.it o visita lo showroom in via Vivaio 4 a Milano!
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Quanta Club: il 24 aprile arriva l’open day dei camp estivi
Il 24 aprile torna l’open day dei campi estivi del Quanta Club, rinomato club sportivo milanese: sarà l’occasione per scoprire le tante novità in serbo per gli under 16 che decideranno di partecipare a queste tredici settimane di divertimento e adrenalina.
Milano, aprile 2022 – Con l’avvicinarsi della bella stagione, stanno per tornare anche i campi estivi del Quanta Club, club sportivo situato nella parte settentrionale del capoluogo lombardo. Quest’anno, i camp coinvolgeranno bambini e ragazzi fino ai 16 anni di età dal 13 giugno a settembre, per una durata complessiva di 13 settimane.
Il primo appuntamento per progettare l’estate 2022 è il 24 aprile, giorno dell’open day, pensato per rispondere alle necessità di tutti i membri della famiglia: i ragazzi avranno l’opportunità di provare le attività sportive offerte e valutare quali svolgere nei mesi successivi; i genitori potranno dissipare tutti i loro dubbi e, in seguito, rilassarsi al bar del centro o svolgere a loro volta una qualche attività sportiva.
I campi estivi del Quanta Club sono i più longevi di Milano: vengono organizzati dalla fine degli anni ’90, e sono da sempre caratterizzati da estrema professionità e qualità. Per i ragazzi sono un’occasione per fare nuove esperienze, che spesso hanno un impatto indelebile sul loro futuro, in totale sicurezza, immersi in enormi spazi verdi e certi della competenza di insegnanti e istruttori. Gli sport proposti sono tantissimi, per assecondare l’inclinazione di ogni bambino: tennis, nuoto, danza, beach volley, hockey inline, padel, basket, tiro con l’arco, dodgeball, touch football e pallanuoto.
Il format di base, dopo anni di successo, non cambia, ma l’edizione del 2022 sarà caratterizzata da qualche sorpresa: l’open day sarà l’occasione ideale per far scoprire i dettagli della nuova offerta ai genitori e per capire fin da adesso se il Quanta Club può essere un fit vincente per l’estate dei propri figli. Il 24 aprile è un appuntamento senza impegno per le famiglie, che potranno partecipare senza alcun obbligo. L’eventuale vantaggio? Se si completa l’iscrizione il giorno stesso, si ha diritto al 10% di sconto sul pacchetto scelto.
Scopri di più visitando i profili social del Quanta Club e la pagina dedicata all’evento sul sito web.
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Le soluzioni e le ricerche di Bioagrotech alla 54° edizione del Vinitaly
Presso la Sala Puccini (Centroservizi Hall 6-7 Piano +1) l’azienda sanmarinese presenterà i risultati delle sperimentazioni su vite da vino con fertilizzanti a base microbica di produzione Biagrotech. La conferenza, che si ripeterà martedì 12 aprile per due volte, potrà anche essere seguita in diretta streaming
I prodotti e le sperimentazioni di Bioagrotech srl a servizio della viticoltura. Un’alleanza che si conferma e stringe ancora di più con la partecipazione dell’azienda sanmarinese alla 54° edizione di Vinitaly, il salone internazionale del vino che si terrà a Verona dal 10 al 13 aprile. Quattro giorni di grandi eventi, degustazioni, aree tematiche, focus sui principali mercati che coinvolgeranno 4 mila aziende provenienti dal tutto il mondo: dall’Europa agli Stati Uniti, dal Singapore al Giappone, dall’Eurasia fino all’Africa.
In questo contesto internazionale che prevede il tutto esaurito, Bioagrotech sarà presente presso Enolitech (stand C2 padiglione F), area tematica dedicata a tutta la filiera tecnologica applicata alla vitivinicoltura, all’olivicoltura e al beverage, con le migliori soluzioni high-tech e digital. L’azienda, specializzata nello studio, nella lavorazione e commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici per l’agricoltura biologica, presenterà alla platea di professionisti i propri prodotti, piani colturali e le ultime sperimentazioni in ambito vitivinicolo. Martedì 12 aprile alle ore 14:30 si terrà una conferenza intitolata “Apporto di un consorzio microbico, risposta fisiologica della vite e analisi metabolomica”. La riunione che si ripeterà alle ore 16:30 vedrà la presentazione dei risultati riferiti alle sperimentazioni su vite da vino con l’impiego di fertilizzanti a base microbica di produzione Bioagrotech a diverse dosi ed epoche di applicazione.
L’incontro vedrà la partecipazione e i rispettivi interventi del Dott Agr. Mattia Fricano (Bioagrotech) che analizzerà la natura del Microma come consorzio di organismi, del Dott Ettore Bernardoni (Agri2000Net) che presenterà le sperimentazioni in campo e il miglioramento fisiologico delle piante di vite in un triennio di prove con Ergostart Nemavir Bio e infine del Professore Luigi Luciani dell’università Cattolica Sacro Cuore di Piacenza che attraverso tecniche innovative ha analizzato la risposta metabolica del fertilizzante a base microbica di produzione di Bioagrotech. L’evento, accessibile tramite invito da parte di Bioagrotech è richiedibile all’indirizzo mail [email protected] e potrà essere seguito da tutti gli interessati collegandosi al seguente link:
https://www.c-meeting.com/web3/join/M4RKYLKPZFV2Y9
“La nostra collaborazione con il settore vitivinicolo è una storia lunga e di cui andiamo fieri. – racconta Alessio Privitera, Amministratore di Bioagrotech – Oggi la ricerca di soluzione biologiche di qualità sta diventando una priorità per il mercato, un’esigenza che in questi anni siamo riusciti a soddisfare attraverso prodotti, piani nutritivi e di difesa che sono sempre il frutto di ricerca, innovazione e rispetto per la natura. Ci sentiamo parte integrante di questo settore, consapevoli del contributo che abbiamo dato in questi anni e che continueremo a dare in futuro a realtà e cantine di eccellenza del nostro paese e non solo”.
Bioagrotech srl è un’azienda della Repubblica di San Marino specializzata nello studio, nella lavorazione e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali ideali per le esigenze dell’agricoltura biologica, biodinamica e a lotta integrata. Dal 2011 propone trattamenti innovativi per un’agricoltura all’insegna del rispetto dell’ambiente e della biodiversità. I prodotti Bioagrotech potenziano le difese naturali delle piante e arricchiscono il suolo: in tal modo permettono di ridurre notevolmente l’uso di fitofarmaci, riducendo anche la loro presenza residuale sui raccolti. www.bioagrotech.info
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Opificio Fred: al Vinitaly con una nuova linea di liquori per il mondo della mixology
Si chiama Fred Alkemil ed è dedicata a tutti i barman e professionisti della miscelazione alla ricerca di nuove basi e prodotti per stupire i consumatori attraverso nuove esperienze sensoriali. In programma anche diverse guestbartending. In particolare lunedì 11 si terrà, presso Chef’s House Cafè di Sommacampagna (VR), Dîner Royal. La cena con degustazione di cocktail e liquori vedrà, in collaborazione con Champagne Palmer, la realizzazione del cocktail Kir Royal
Una linea di liquori pensata esclusivamente per i professionisti della mixology. È questa la novità che Opificio Fred, già produttore della linea Fred Jerbis, porterà alla 54° edizione del Vinitaly, il salone mondiale dei vini e distillati che si terrà dal 10 al 13 aprile a Verona. Un evento che ha già segnato il sold out e che vedrà la partecipazione di 4.000 aziende provenienti da tutto il mondo: dall’Europa agli Stati Uniti, dal Singapore al Giappone, dall’Eurasia fino all’Africa.
Un palcoscenico ideale per l’azienda fondata da Federico Cremasco che con la sua linea di spirit artigianali composta da Gin, Vermut, Bitter Fernet e Amaro continua a riscontare un crescente successo sia sul mercato italiano che internazionale. Merito di una filosofia produttiva che esalta il patrimonio botanico del territorio raccontando al mondo l’autenticità del Friuli Venezia Giulia e dell’Italia.
Presso il Padiglione 10 Piemonte, stand C/2 (Spirit & Colori), Opificio Fred presenterà al pubblico specializzato la nuova linea di liquori Fred Alkemil. Un nome che ci riporta indietro nel tempo riferendosi all’ Alchemilla, pianta amata dagli alchimisti che utilizzavano la rugiada che si depositava sulla superficie delle foglie per ricercare la Pietra Filosofale e per preparare l’Elisir di lunga vita. Oggi la linea di liquori Fred Alkemil si pone obiettivi più pratici, ma altrettanto nobili, rivolgendosi esclusivamente al mondo della miscelazione e ai suoi professionisti, alla costante ricerca di nuove basi e prodotti per la creazioni di esperienze sensoriali uniche. Realizzata artigianalmente con botaniche friulane e in quantità limitata seguendo un’antica ricetta del XIX secolo, la nuova linea di liquori è composta dal Curaçao Imperiale, Rosolio di Bergamotto, Crème de Cassis, Ratafia alla ciliegia, Maraschino, Creme Violette, Liqueur Peach e Alchermes.
Un ricco assortimento creato per sedurre il mondo della mixology, i suoi professionisti e appassionati che durante il Vinitaly avranno anche l’occasione di sperimentare e gustare il valore della nuova linea attraverso diversi appuntamenti e guest bartending. Lunedì dalle 14.00 alle 15.00, direttamente in stand, si potrà assistere alle performance di Alessandro Pilot, barman con diverse esperienze estere e attualmente impegnato presso Officina delle Tinture, cocktail bar di Polcenigo (PN), aperto, insieme ad alcuni soci, dallo stesso Federico Cremasco vicino alla distilleria di Opificio Fred. Alessandro presenterà i prodotti della linea Fred Jerbis e della linea Fred Alkemil, in un percorso che vedrà anche la miscelazione dei prodotti e la proposta di cocktail.
Lunedì 11 aprile alle 20.00, presso Chef’s House Cafè di Sommacampagna (VR) si terrà Dîner Royal, cena con degustazione di cocktail e liquori. L’evento nasce dall’incontro tra Selena Cortot, Brand Ambassador Champagne Palmer e Federico Cremasco, produttore di Opificio Fred, con l’idea di creare insieme un cocktail con molta personalità ed eleganza: il Kir Royal, uno dei cocktail più buoni della storia dei miscelati. Protagonisti sono due ingredienti: Champagne Palmer Brut Rèserve e Fred Alkemil Creme de Cassis, capaci insieme di dare vita a un nettare sorprendente. Una preparazione semplice ma che nasconde un cocktail memorabile dove la dolcezza del liquore naturale Fred Alkemil al ribes nero viene stemperata dal profumo, dalla sapidità e dalle bolle dello Champagne Palmer esaltandone il gusto. Per chi non voglia mancare l’appuntamento con lo strepitoso cocktail, il momento di degustazione del Kir Royal sarà replicato da Federico e Selena, martedì 12 aprile dalle 13:00 alle 14:00, presso il Padiglione 10 Piemonte, stand C/2.
Opificio Fred è un produttore artigianale di spirit con sede a Polcenigo (PN), in Friuli Venezia Giulia. L’azienda, fondata da Federico Cremasco, ha esordito nel 2014 con la linea Fred Jerbis e in particolare con il lancio di Gin 43, Vermut 25 e Bitter 34, trittico liquoroso che racchiude gli ingredienti del famoso cocktail negroni. Valorizzazione del territorio, studio della tradizione e desiderio di sperimentare sono i tre perni che orientano l’attività di Opificio Fred, capace di conquistare in pochi anni l’attenzione del mondo della mixology, sia in Italia che all’estero. Con il lancio della nuova linea di liquori Fred Alkemil l’azienda ha rafforzato ancora di più il proprio legame con bartender ed esperti di mixology alla ricerca di nuove basi e ingredienti per i propri cocktail.
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BARBADOS e GOA: due nuovi cosmetici naturali, rivoluzionari ed efficaci dedicati all’universo maschile firmati The Inglorious Mariner
Importanti novità per il 2022 in casa The Inglorious Mariner: BARBADOS, un sapone da barba solido e GOA, una lozione stimolante e repigmentante per capelli e barba. Obiettivo: massima qualità e sostenibilità ambientale.
The Inglorious Mariner amplia la propria gamma di prodotti cosmetici professionali tutta al maschile dedicata alla cura di barba, capelli e corpo e presenta BARBADOS solid shaving soap e GOA stimulating & repigmenting lotion.
BARBADOS è un sapone da barba solido, estremamente naturale e dalle spiccate proprietà idratanti e lenitive, studiato per una rasatura piacevolmente profumata. Contiene burro di karitè, amido di riso ed olio essenziale di Bergamotto. Può essere utilizzato in due modi: passandolo direttamente sulla zona da rasare o in alternativa utilizzando un pennello umido sul sapone e passandolo poi sul viso. La confezione è in alluminio e può essere riutilizzata all’infinito. Una volta finito il sapone, è possibile acquistare la ricarica evitando sprechi inutili e risparmiando in termini di costi.
L’altra novità rivoluzionaria in casa The Inglorious Mariner è GOA, una lozione stimolante e repigmentante per capelli e barba. Contiene un attivo estratto dalla Curcuma chiamato capilia longa ad azione rigenerativa in grado di aumentare la densità dei capelli e dei peli della barba. È indicato per chi cerca un prodotto anticaduta o per chi vuole far crescere rapidamente la barba e renderla più folta. Ma l’aspetto più innovativo di questo prodotto è sicuramente l’effetto repigmentante ottenuto grazie all’utilizzo del SILVER FREE che avviene su capelli e barba. La presenza di un peptide biomimetico permette di rieducare i bulbi a produrre nuovamente la melanina. E’ provato scientificamente che l’applicazione giornaliera di GOA sulla cute è in grado di riportare i peli ed i capelli al loro colore originale, azzerando l’effetto grigio.
Tutti i prodotti di The Inglorious Mariner: NON hanno dosatori, NON hanno componenti in plastica, NON hanno componenti superflui e hanno il pack in alluminio, carta e vetro. Sono interamente made in Italy e sposano una filosofia di vita del tutto sostenibile. Si tratta di prodotti 100% naturali che contengono al loro interno una vasta gamma di principi attivi importanti ed essenze benefiche fondamentali per donare completezza al prodotto finale. Le linee di prodotti sono senza parabeni, solfati e petrolati, senza SLES e SLS, senza siliconi e coloranti sintetici.
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Nasce il blog di divulgazione musicale “Opificio della Musica”
Partono le pubblicazioni di “Opificio della Musica”, il blog dedicato alla divulgazione, comunicazione e marketing musicale, dedicato ai professionisti e agli ascoltatori.
Parte con un articolo dedicato all’ultima fabbrica di chitarre classiche rimasta in Italia – la Ferrarotti di Torino – l’avventura editoriale di Opificio della Musica.
Opificio della Musica è un blog non periodico dedicato alla divulgazione della musica, alla comunicazione e al marketing musicale. Un progetto che parte per far conoscere al pubblico e agli artisti la musica e quello che c’è dietro. Aziende produttrici di strumenti, case editrici, case discografiche, strategie di marketing e molto altro finiranno sotto la lente d’ingrandimento di questo progetto editoriale destinato ad uscire dal web per entrare nel mondo reale e divulgare la musica in tutte le sue forme.
Opificio della Musica è fondato dall’esperto di marketing, divulgatore e speaker Emmanuele Macaluso, che ha già portato al successo molti altri progetti di divulgazione. Tra questi quello dedicato allo spazio “Cosmobserver”.
La dichiarazione del fondatore: Attraverso Opificio della Musica voglio dare un piccolo contributo alla musica, portando all’attenzione del pubblico alcuni fattori spesso sottovalutati, perché non visibili – dichiara Emmanuele Macaluso, che continua – Parlando con molti artisti, molti dei quali di grande talento e con una formazione di eccellenza acquisita nei conservatori italiani , mi sono reso conto che manca una formazione legata al mercato e al marketing musicale. In più, desidero far conoscere al pubblico alcuni generi musicali che hanno fatto dell’Italia un’eccellenza, ma che stiamo dimenticando. Tra queste sicuramente l’Opera Lirica e la musica sinfonica. Ma non solo, troverà spazio su Opificio della Musica tutta la musica di qualità.
Metto quindi a disposizione del pubblico la mia esperienza nell’ambito della divulgazione e del marketing musicale, e quella di artisti e professionisti per divulgare la musica e il suo “dietro le quinte”. Credo che Opificio della Musica abbia le carte in regola per uscire presto dal web e entrare direttamente in contatto con la gente attraverso conferenze, masterclass e eventi dal vivo.
Prendo di buon auspicio il fatto che questo progetto parta mentre L’Opera viene candidata a patrimonio mondiale immateriale dell’UNESCO.
Le pubblicazioni ufficiali partono con un articolo dedicato ad un “opificio”, ovvero dalla Ferrarotti: quattro generazioni e oltre cento anni di storia, per l’ultima fabbrica di chitarre classiche ancora attive in Italia. Un vanto dell’artigianato italiano che rappresenta un ottimo modo per iniziare l’avventura editoriale di Opificio della Musica.
Di seguito i canali attualmente a disposizione del progetto e l’articolo dedicato a Ferrarotti:
– Blog https://opificiodellamusica.blogspot.com/
– Pagina Facebook https://www.facebook.com/opificiodellamusica
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Legamento d’amore eterno
In questo articolo parleremo del legamento d’amore eterno. Vi starete chiedendo cos’è il legamento d’amore eterno? funziona? Effetti?Conseguenze?
Tante sono le domande che ci vengono in mente. Ecco il parere del Sensitivo Letterius:
Il legamento d’amore eterno è indissolubile. Vale a dire che una volta svolto non si puo’ tornare indietro. Infatti, una persona prima di commissionare il legamento d’amore , deve essere sicura di volerlo’. Ripeto non esiste un antidoto.
Come funziona il legamento d’amore?
Sensitivo Letterius: Il legamento d’amore, va bene per la maggioranza delle coppie. Non per tutti. Devo essere sincero. Per alcune relazioni, vanno bene altri tipi di legamenti. Ritornando al legamento d’amore, bisogna analizzare il caso. Ecco alcune domande fondamentali che un professionista deve porre al proprio assistito.
La storia d’amore è finita? e’ in corso? ci sono segni di crisi? Se è finita da quando? perchè volete svolgere un legamento d’amore? siete veramente sicuri di volerlo?
Aggiunge il Sensitivo Letterius: Queste sono alcune delle domande che un serio professionista deve porre. Perché il legamento d’amore eterno è idoneo per certi tipi di relazioni. In alcuni casi, prima di svolgere il legamento d’amore, si devono svolgere dei rituali di purificazione o avvicinamenti. In altri casi bisogna prima operare sul ritorno della persona amata. Quindi non credete che il legamento d’amore eterno va bene per tutti. Per quanto riguarda le conseguenze, la persona che amate si sentirà legata a voi. Non potra’ stare senza di voi. Anzi, sara affettuosa, romantica, passionale, dolce etc.. Questo effetto durerà nel tempo. Dato che la sua anima è legata a voi per sempre. Per quanto riguarda le conseguenze, se il rituale d’amore è stato svolto con criterio non ci saranno conseguenze. Perché un professionista adotta tutte le misure necessarie per prevenire i colpi di ritorno. Concludo, affermando che il legamento d’amore eè tra i legamenti d’amore piu’ richiesti del momento.
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Borgia di Rubinetterie F.lli Frattini, il soffione da incasso a soffitto con cromoterapia
E’ trionfo di evoluzioni d’acqua e di colori per il soffione da incasso a soffitto realizzato in acciaio inossidabile. Resistente alla corrosione, alla trazione, all’usura ed al calore, l’acciaio AISI 316L è un materiale antibatterico ed igienico, non contiene sostanze dannose, è riciclabile al 100% e quindi non impattante sull’ambiente. Può essere inserito nei luoghi ad alta concentrazione salina come i centri termali ed i centri benessere.
Garantisce un piacevole “effetto SPA” in casa, rendendosi protagonista nella doccia di F.lli Frattini con la sua superficie rettangolare di 70 x 40 cm.
Ospita 3 funzioni per altrettanti getti benefici garantiti da ugelli anticalcare: il classico getto a pioggia; un doppio getto a cascata che fa convergere direttamente sul corpo, al centro dell’ambiente, un energico effetto massaggio ed una erogazione nebulizzata con cromoterapia distribuita da otto piccoli soffioni simmetrici.
La cromoterapia è governabile tramite una pulsantiera da installare all’interno dell’ambiente doccia. Le funzioni sono di due tipi: è possibile sia selezionare un colore fisso tra i 7 disponibili – verde, azzurro, blu, viola, rosso, giallo ed arancione – sia attivare una erogazione automatica che irradia luci differenti con lo scorrere dell’acqua ogni 5 secondi e con sfumature graduali.
Il soffione da incasso a soffitto art. 90908 non è disponibile solo in acciaio inossidabile, anche in altre sei varianti di design: cromato, dorato, oro antico, bianco opaco, nero spazzolato e rosa spazzolato.
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Passaporto digitale europeo dei prodotti: efficace se aperto, inclusivo e decentralizzato
Da EuroCommerce e GS1 in Europe i requisiti necessari per cogliere appieno tutte le potenzialità, in termini di efficacia, efficienza e sostenibilità, del Digital Product Passport (DPP) proposto dal Parlamento europeo, che includerà tutti i dati ambientali e materiali relativi al ciclo di vita di ogni prodotto.
È considerato uno strumento essenziale per raggiungere un’economia rispettosa del clima ed efficiente sotto il profilo delle risorse perché raccoglie tutte le informazioni sull’origine, la composizione e il corretto smaltimento dei prodotti in molti settori, come l’elettronica di consumo, l’arredamento, il fashion, l’edilizia e la chimica: per questo il Digital Product Passport (DPP) è stato inserito dal Parlamento europeo nei documenti strategici relativi all’attuazione del Green Deal europeo e del Circular Economy Action Plan (il Piano d’azione per l’economia circolare) dell’Unione europea. Ora lo sviluppo del DPP è nelle mani della Commissione europea, che, per renderlo operativo tramite un’apposita normativa, deve identificare le informazioni da memorizzare nel passaporto digitale dei prodotti e standardizzarle.
Ed è in questa fase, particolarmente delicata e determinante per lo sviluppo di questo nuovo strumento, che EuroCommerce – la principale organizzazione europea di rappresentanza del settore del commercio – e GS1 in Europe – organizzazione non profit dedicata all’implementazione degli standard globali GS1 in diversi settori in Europa, a cui partecipa GS1 Italy – hanno elaborato un joint paper con l’obiettivo di sensibilizzare la Commissione europea sulle caratteristiche, i requisiti e gli standard che dovranno caratterizzare il DPP per assicurarne la completa operatività e la totale affidabilità.
In questo documento congiunto EuroCommerce e GS1 in Europe chiedono che il DPP venga progettato per consentire alle aziende e ai consumatori di realizzare scelte e investimenti più “verdi” e sostenibili, sulla base degli standard di dati di prodotto aperti e globali già adottati dalle aziende.
Infatti, solo con un’adeguata struttura dei dati, il DPP sarà realmente in grado di raggiungere gli obiettivi politici ed economici per cui è stato concepito e di portare vantaggi anche ai consumatori finali, consentendo:
- Il data management dei prodotti sostenibili.
- La condivisione efficiente dei dati di prodotto lungo le supply chain globali.
- L’accessibilità e la portabilità di dati di alta qualità relativi ai prodotti.
Christel Delberghe, direttore generale di EuroCommerce, ha affermato: «Siamo lieti di collaborare nuovamente con GS1 su una questione di grande importanza per il successo del Green Deal e dell’economia circolare. Il Passaporto digitale europeo dei prodotti può costituire uno strumento prezioso per le aziende e i consumatori per fornire dati nell’ambito dell’intera supply chain. Ma è necessario che si adegui alla struttura dei processi e degli standard esistenti, affinché la sua adozione da parte delle aziende e l’utilizzo da parte dei consumatori risulti più semplice, e al contempo è necessario che sia flessibile per poter recepire i nuovi sviluppi in un mercato in rapida evoluzione».
Gregor Herzog, presidente di GS1 in Europe, ha dichiarato: «Per GS1 l’iniziativa europea per i prodotti sostenibili è una priorità, e il Passaporto digitale europeo dei prodotti rappresenta una grande opportunità per mostrare la value proposition degli standard GS1, soprattutto alla platea dei retailer. Questo documento congiunto segue il Memorandum d’intesa sottoscritto nel 2019 e mostra le sinergie tra EuroCommerce e GS1 in Europe oltre a una visione condivisa su questioni importanti quali l’interoperabilità e la portabilità dei dati di prodotto».
Per questi motivi, EuroCommerce e GS1 in Europe raccomandano che il Passaporto digitale dei prodotti dell’UE sia:
- Basato sulle esigenze delle imprese e flessibile.
Il DPP deve consentire alle aziende di gestire in modo efficiente i dati di prodotto, favorire la circolarità e permettere la condivisione di informazioni rilevanti e mirate sui prodotti tra gli operatori del settore industriale, i consumatori, i fornitori, gli operatori logistici, gli enti preposti al riciclo e altri stakeholder. Come tale, il DPP deve basarsi su una “esigenza di sapere” ed essere abbastanza flessibile da consentire che vengano inclusi i dati richiesti, sia attuali che futuri, in base alle esigenze identificate. - Interoperabile, aperto e adeguato alle esigenze future.
Per consentire l’interoperabilità e la portabilità dei dati, il DPP dovrà basarsi su identificatori del prodotto che siano internazionali e aperti, conformi agli standard ISO. Questo permetterà di identificare il prodotto e di condividerne i dati, in modo equilibrato, intersettoriale e tecnologicamente neutrale, tra tutte le parti coinvolte nella supply chain. Per agevolare l’interoperabilità è necessario garantire la facilità di utilizzo. La circolarità non è limitata ai confini dell’UE e, di conseguenza, stabilire regole di identificazione dei prodotti valide solo per l’Europa costituirebbe un ostacolo alla libera circolazione delle merci. E anche un onere per le aziende, la maggior parte delle quali già applica standard globali nell’ambito delle proprie attività e nei punti vendita. Inoltre, il DPP non dovrebbe generare sistemi di dati chiusi, accessibili solo ad alcuni operatori che utilizzano un’infrastruttura di dati specifica e costosa. Le pratiche di condivisione dei dati e le tecnologie impiegate dovrebbero piuttosto essere basate su identificatori del prodotto internazionali o essere compatibili, affinché le diverse soluzioni digitali risultino aperte e interoperabili. Infine, è fondamentale che il sistema del DPP sia adeguato alle esigenze future e abbia un’infrastruttura che gli consenta di funzionare per lungo tempo, con la possibilità di aggiungere ulteriori caratteristiche, se necessario. - Inclusivo e pertinente.
Per garantire che il DPP sia accessibile a tutti gli operatori lungo la catena del valore, la governance dei dati di prodotto disponibili dovrebbe includere tutti gli stakeholder, con diritti di accesso appropriati e consentendo anche il pubblico accesso ai dati pertinenti richiesti. Ciò consentirebbe di rispettare i diritti di proprietà industriale e di evitare che i dati e le specifiche dei prodotti portino a un aumento della contraffazione e indeboliscano la competitività. - Green.
Il DPP dovrebbe essere abbastanza flessibile da includere e rendere accessibili dati complessi relativi alla sostenibilità ambientale e sociale, anche per consentire il rispetto di alcune normative UE già esistenti o future. Inoltre, il DPP dovrebbe basarsi su tecnologie sostenibili, evitando, quindi, i sistemi di dati centralizzati che, essendo sofisticati e avendo un elevato consumo energetico, avrebbero un maggiore impatto ambientale rispetto ai benefici green prodotti dallo stesso DPP. - Basato su dati richiesti da normative già esistenti.
EuroCommerce e GS1 in Europe sono pienamente consapevoli degli investimenti effettuati dai propri associati per condividere i dati di prodotto in conformità con le normative dell’UE. Occorre compiere degli sforzi per assicurare che i dati di prodotto esistenti, e quindi già presenti nei database dell’UE, siano inseriti anche nell’architettura dei dati del DPP. Questo eviterebbe la richiesta alle aziende di fornire nuovamente dati di prodotto che sono già disponibili. - Decentralizzato.
EuroCommerce e GS1 in Europe sottolineano che i requisiti del DPP dovrebbero promuovere un sistema decentralizzato di condivisione dei dati. Questo consentirebbe alle aziende di rendere disponibili i dati aggiornati sui prodotti e di fornirli senza costi aggiuntivi. Dal momento che, in molti casi, le aziende sono proprietarie dei dati di prodotto che devono condividere nel DPP, renderli disponibili attraverso una pagina web dedicata, accessibile mediante canali aperti (compresi gli URL), semplificherebbe l’accessibilità e la portabilità dei dati. - Coerente.
La Commissione europea ha in programma di presentare una normativa orizzontale in materia di condivisione dei dati B2B. EuroCommerce e GS1 in Europe evidenziano la necessità di coerenza e uniformità delle politiche, al fine di garantire che la regolamentazione sia presa in considerazione solo laddove sia strettamente necessario, risulti giustificato, dove sia stato identificato un evidente vuoto giuridico e sia stata effettuata una valutazione dei costi.
In conclusione, EuroCommerce e GS1 in Europe sottolineano che il Passaporto digitale europeo dei prodotti è potenzialmente in grado di fornire alle aziende e ai consumatori le leve per operare scelte e investimenti più “verdi” e sostenibili, ma solo a patto che vengano considerati gli standard di dati di prodotto aperti e globali già adottati dalle aziende. Inoltre, sottolineano che i consumatori dovrebbero poter accedere al DPP gratuitamente, attraverso canali aperti o nei punti vendita.
Il joint paper realizzato da EuroCommerce e GS1 in Europe è consultabile al link: https://www.gs1.eu/news/eurocommerce-and-gs1-in-europe-together-on-eu-product-passport.
EuroCommerce. EuroCommerce è la principale organizzazione europea che rappresenta il settore del commercio al dettaglio e all’ingrosso, a cui aderiscono associazioni nazionali di 28 paesi e 5 milioni di aziende, che comprendono sia i principali operatori a livello mondiale come Carrefour, Ikea, Metro e Tesco, sia numerose piccole imprese. Il commercio al dettaglio e all’ingrosso rappresenta il collegamento tra produttori e consumatori. Più di un miliardo di volte al giorno, i commercianti al dettaglio e i grossisti distribuiscono beni offrendo un servizio essenziale a milioni di imprese e clienti individuali. Il settore crea un posto di lavoro su sette, offrendo diverse opportunità di carriera a 26 milioni di europei, molti dei quali giovani, oltre a contribuire alla creazione di milioni di altri posti di lavoro lungo la supply chain, a partire dai piccoli fornitori locali fino alle multinazionali. EuroCommerce è il partner europeo riconosciuto per il settore del commercio al dettaglio e all’ingrosso.
https://www.eurocommerce.eu/GS1 in Europe. GS1 in Europe è un’organizzazione non profit, neutrale, dedicata all’implementazione degli standard globali GS1, di servizi e di soluzioni per migliorare l’efficienza e la visibilità di prodotti e luoghi a livello internazionale e nei vari settori in Europa. La nostra associazione rappresenta più di 500.000 aziende e raggruppa 49 organizzazioni GS1 nazionali. Riunisce queste aziende intorno allo stesso tavolo e promuove la collaborazione al fine di stabilire regole e standard condivisi. Si adopera affinché le aziende possano migliorare la propria efficienza, la sicurezza e la sostenibilità.
https://www.gs1.eu/

