Categoria: Aziendali

  • Covid 19: dalla Ricerca sulle Malattie Genetiche Rare un importante contributo per combattere il virus

    Presentati i ricercatori vincitori del bando “Telethon Malattie Genetiche Rare e Covid-19” Promosso da Fondazione Telethon e Sostenuto anche da P&G con i marchi AZ e Oral-B per finanziare la ricerca sulle malattie genetiche rare e contribuire alla lotta contro il Coronavirus

    Michael Caplan dell’Università di Yale, Presidente della commissione scientifica che ha selezionato i bandi, ha definito l’iniziativa
    “Unica nel panorama mondiale”

    Tutto il mondo è in corsa per trovare un vaccino e terapie contro il Coronavirus. Una missione a cui si uniscono anche AZ e Oral-B, i noti marchi di Oral Care di Procter & Gamble, che sostengono l’iniziativa “Telethon Malattie Genetiche Rare e Covid-19”, lanciata in pieno lockdown e presentata oggi da Fondazione Telethon con l’annuncio dei progetti di ricerca finanziati, finalizzati allo studio delle malattie genetiche rare per aumentare la comprensione della patologia dovuta all’infezione da SARS-CoV2.

    Fin da quando la comunità scientifica ha iniziato a studiare il Covid-19, infatti, è emerso come lo studio delle malattie genetiche rare avrebbe potuto contribuire in modo significativo alla conoscenza sul nuovo Coronavirus. Per questo, è stato creato un bando, aperto a tutti i ricercatori attivi in istituti di ricerca italiani, volto a finanziare progetti che attraverso lo studio di malattie genetiche rare contribuiscano a comprendere aspetti ancora non noti dell’infezione da SARS-CoV-2. Un’iniziativa che AZ e Oral-B, marchi di P&G, al fianco di Telethon fin dal 2012, hanno scelto di sostenere.

    Seppur con le dovute differenze, infatti, sia P&G sia Fondazione Telethon operano per migliorare la qualità della vita delle persone, oggi e nel futuro, attraverso la ricerca. Ad esempio, i marchi AZ e Oral-B si impegnano quotidianamente per sviluppare le loro innovazioni nel campo dell’igiene orale e, proprio perché riconoscono e condividono l’importanza fondamentale della ricerca per trovare soluzioni che producono nuovi benefici, hanno scelto da tempo di sostenere Fondazione Telethon, che da 30 anni finanzia la migliore ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare e oggi è in grado di dare un importante aiuto anche nella lotta contro il Coronavirus.

    Ed è proprio per contribuire a rispondere alla sfida globale rappresentata dal Covid-19 che lavoreranno i quattro ricercatori premiati: Maria Teresa Fiorenza di Sapienza Università di Roma, Cristina Sobacchi dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Cnr e di Humanitas Research Hospital di Milano, Gianni Russo dell’Ospedale San Raffaele di Milano e Anna Kajaste-Rudnitski dellIstituto San Raffaele-Telethon per la terapia genica (SR-Tiget) di Milano.

    • Maria Teresa Fiorenza di Sapienza Università di Roma si occuperà della malattia di Niemann-Pick di tipo C, malattia neurodegenerativa che consiste nell’incapacità di metabolizzare colesterolo e altri lipidi che tendono quindi ad accumularsi nel fegato, nella milza e in altri organi. Questa malattia è dovuta a difetti in una proteina fondamentale per l’integrità della membrana cellulare, quella “barriera” che anche il virus deve aggirare per infettare la cellula e replicarsi. E’ noto da altri studi che alterazioni di questa proteina rendono le cellule più resistenti all’ingresso e alla propagazione di altri virus, come per esempio Ebola, SARS, MERS e HIV. I modelli cellulari della malattia di Niemann-Pick di tipo C potranno quindi aiutare a comprendere se questo vale anche per SARS-CoV-2 e contribuire quindi a individuare nuove strategie farmacologiche per contrastarlo.
    • Le ricerche di Cristina Sobacchi, invece, dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Cnr e di Humanitas Research Hospital di Milano si concentreranno sulla disostosi acro-fronto-facio-nasale di tipo 1, una malattia ereditaria rarissima che colpisce lo scheletro, approfondendo anche i meccanismi cellulari che il nuovo Coronavirus utilizza a proprio vantaggio per entrare nelle cellule bersaglio e replicarsi. La disostosi è infatti dovuta a mutazioni in una proteina coinvolta in questi processi. Peraltro, mutazioni nella stessa proteina sono state già correlate a un’aumentata suscettibilità a infezioni polmonari di origine virale: approfondire questi meccanismi nei modelli cellulari di questa rarissima malattia potrebbe quindi contribuire a chiarire meglio la relazione tra SARS-CoV-2 e la cellula ospite, e di conseguenza a suggerire nuove strategie terapeutiche mirate.
    • Presso l’UO di Pediatria dell’Ospedale San Raffaele di Milano Gianni Russo studierà l’iperplasia surrenalica congenita, una patologia dovute alla mancanza di uno dei 5 enzimi che intervengono nella sintesi del Cortisolo nella corteccia surrenalica. Tale deficit porta a un accumulo di ormoni androgeni e viene solitamente curato con farmaci cortisonici, in particolare il desametasone, un farmaco antinfiammatorio che ha dimostrato anche una certa efficacia nel trattamento dei pazienti Covid19 più critici con compromissione respiratoria. Russo e il suo team sfrutteranno la loro decennale esperienza sul trattamento di pazienti con iperplasia surrenalica congenita e proveranno a capire se la lieve immunosoppressione indotta dalla somministrazione precoce e cronica di desametasone possa avere un impatto sia sulla suscettibilità all’infezione da SARS-Cov-2 sia sul trattamento dei sintomi, aprendo potenzialmente nuove possibilità terapeutiche.
    • Sempre a Milano, Anna Kajaste-Rudnitski dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la terapia genica (SR-Tiget) coordinerà invece uno studio incentrato sulla sindrome di Aicardi-Goutières (AGS), una malattia genetica che colpisce il cervello e comporta un grave ritardo psico-motorio ed epilessia sin dai primi mesi di vita. Utilizzando i modelli cellulari di questa rara sindrome la ricercatrice cercherà di capire se i geni causativi di questa patologia abbiano un ruolo anche nella protezione dall’infezione da SARS-CoV2 e possano così essere sfruttati per sviluppare nuove terapie antivirali.

    «Il ruolo dell’immunità innata, la nostra prima linea di difesa verso i patogeni, si sta rivelando sempre più fondamentale nell’infezione da SARS-CoV-2 e nei sintomi correlati. Alcuni dei geni che potenzialmente mediano queste risposte cellulari contro il nuovo Coronavirus, sono gli stessi che sono alterati nei pazienti AGS, una sindrome rara di cui studio i meccanismi fisiopatologici. Per questo spero che i nostri studi sulla AGS possano contribuire a far avanzare anche la lotta contro Covid-19. Questo progetto è la dimostrazione di come la ricerca non sia mai, in nessun campo, qualcosa di isolato e statico, ma sia piuttosto un continuo divenire, in cui è fondamentale il lavoro di squadra» – commenta la ricercatrice Anna Kajaste-Rudnitski dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la terapia genica (SR-Tiget).

    Quattro aree di studio ambiziose e innovative che mostrano come la ricerca sulle malattie genetiche rare sia un patrimonio informativo preziosissimo che può contribuire a portare un importante beneficio all’intera comunità.

    «Con AZ e Oral-B crediamo nella ricerca come fondamento per migliorare la vita delle persone, a cominciare da quella su cui investiamo quotidianamente per lo sviluppo di prodotti che regalano un sorriso bello e sano sino a quella che supportiamo da anni per combattere battaglie ben più difficili. Per questo oggi siamo più che mai orgogliosi di sostenere Fondazione Telethon in questa straordinaria iniziativa dove la ricerca per le malattie genetiche rare si propone di contribuire alla lotta a COVID-19, divenuta priorità sanitaria a livello globale. Fare in modo che le persone in Italia e in tutto il mondo possano godere di un sorriso bello e sano è l’obiettivo del nostro lavoro quotidiano e crediamo che sia fondamentale dare il nostro contributo attraverso i nostri marchi per portare una speranza e un aiuto concreto anche nelle situazioni più difficili, come quella che stiamo vivendo a causa della pandemia, agendo in linea con la missione di P&G come una forza per il bene e per la crescita». – dichiara Carlo di Bella, Brand Director Oral Care P&G Italia.

    «Se c’è un insegnamento che ci lascia la pandemia è che la ricerca è un patrimonio collettivo. In questo senso, proprio la ricerca sulle malattie genetiche rare è un terreno di frontiera: studiare questo tipo di malattie molto complesse, porta infatti a indagare meccanismi biologici così fondamentali che possono rivelarsi trasversali rispetto allo studio di altre patologie, incluso il nuovo Coronavirus. Ringraziamo per questo AZ e Oral-B di P&G, da anni al nostro fianco, per aver sostenuto il nostro bando e, di conseguenza, per aver dato un contributo concreto a questi progetti di ricerca che speriamo possano dare un avanzamento decisivo nella ricerca contro Covid-19. Si tratta di una iniziativa unica nel panorama mondiale, come l’ha definita il Professor Michael Caplan dell’Università di Yale che ha presieduto la commissione formata da nove scienziati di fama internazionale che ha selezionato i progetti vincitori del bando» – dichiara Manuela Battaglia, Responsabile della Ricerca di Fondazione Telethon.

     

    Procter & Gamble

    I prodotti P&G sono utilizzati da quasi 5 miliardi di persone al mondo. La Procter & Gamble possiede uno dei più importanti portafogli di marchi di qualità tra i quali: Dash®, Lenor®, Mastro Lindo®, Swiffer®, Viakal®, AZ®, Kukident®, Oral B®, Olaz®, Pantene®, Head&Shoulders®, Gillette®, Venus®, Braun®. P&G opera in 70 paesi nel mondo e in Italia è presente dal 1956. Per maggiori informazioni visita il sito https://it.pg.com e segui gli account Facebook, Linkedin, Youtube.

     

  • “Mai fuori moda”: il design di Fjällräven che migliora il ciclo di vita degli indumenti

    Sono molte le aziende del comparto outdoor capaci di creare abbigliamento e attrezzature durevoli. Ma quanto sostenibili sono questi prodotti se dopo poco tempo già risultano obsoleti e finiscono in fondo all’armadio? Non molto, evidenzia Christiane Dolva, Head of Sustainability di Fjällräven: “A che serve un capo realizzato con il tessuto più resistente al mondo, se già dopo un anno dall’acquisto appare vecchio e fuori moda? L’impronta di carbonio generata per produrlo non verrà in alcun modo compensata dal numero di volte in cui l’indumento è stato utilizzato. Ogni capo necessita anche di quella che possiamo chiamare ‘resistenza emotiva’, ovvero quel fattore che ti porta a conservarlo e ad utilizzarlo a lungo nel tempo, magari tramandandolo anche alle generazioni successive alla tua“.

    Il parere favorevole della scienza

    Un rapporto pubblicato di recente dalla fondazione indipendente di ricerca Mistra* (la Fondazione svedese per la ricerca ambientale strategica) ha studiato la relazione che sussiste tra il ciclo di vita di un indumento e il suo impatto sull’ambiente. È emerso che una politica di progettazione che tenga conto della durata di un capo, tema sul quale l’azienda svedese Fjällräven si batte fin dalla sua fondazione negli anni ’60, incide in misura sorprendente sul suo impatto ambientale.

    Se misuri l’impronta di carbonio di una giacca e dichiari che corrisponde, ad esempio, a circa 20 chilogrammi di CO2 equivalente, puoi dividere tale somma per il numero di volte in cui la giacca è stata indossata e otterrai così la misura di quanto sia valsa effettivamente quell’impronta di carbonio. Secondo la ricerca di Mistra, uno svedese medio utilizza una singola giacca circa 140 volte. Questo numero equivale quindi al suo ciclo di vita medio. Ma se la stessa persona utilizzasse la giacca il doppio delle volte, l’impronta di carbonio di quell’indumento verrebbe quasi dimezzata. Ciò conferma il valore di quello che facciamo in Fjällräven e il motivo per cui ci sforziamo di creare prodotti da amare e utilizzare per tutta la vita”, conclude Christiane.

    Di tendenza dal 1960

    Leader in Nord Europa nella produzione di abbigliamento e attrezzature per le attività outdoor, Fjällräven si è da sempre impegnata a sviluppare capi funzionali, resistenti e dal design intramontabile. Un design che, invece di inseguire i trend del momento, esprime valore nel tempo, può essere utilizzato più spesso e più a lungo. Al centro di questa visione, il design “mai fuori moda” di Fjällräven si accompagna alla ricerca di materiali il più possibile sostenibili, durevoli e performanti. Un esempio su tutti è rappresentato dal tessuto G-1000, fiore all’occhiello della produzione Fjällräven. Ideato nel 1968 dal fondatore del marchio Åke Nordin, G-1000 si è da subito rivelato un materiale eccellente per l’utilizzo outdoor. Oggi Fjällräven lo propone nella sua versione Eco, realizzata in poliestere riciclato e cotone biologico. Traspirante e resistente, se trattato con la cera Greenland Wax G-1000 Eco diventa anche impermeabile e offre ulteriore riparo dal vento.

    * Il rapporto è disponibile su www.mistra.org

  • What’s Next: Alessandro Benetton e Isabella Potì sulla cucina del domani

    La nuova rubrica video di Alessandro Benetton affronta il mondo del domani: in questo episodio l’imprenditore parla dei cambiamenti che dovrà affrontare uno dei settori più importanti per il Paese, la cucina.

    Alessandro Benetton

    Alessandro Benetton: “Bisognerà rendere il cibo il centro di una narrazione”

    Nel secondo episodio di “What’s Next”, una serie di video dedicati a idee e visioni sul futuro, Alessandro Benetton ha intervistato Isabella Potì, giovane chef del noto ristorante Bros di Lecce e promessa italiana della cucina inserita da “Forbes” nella lista degli under 30 da tenere d’occhio in Europa. “Bisognerà essere sufficientemente fluidi per seguire ciò che succede nel mondo, sia a livello culturale che tecnologico – spiega Potì rispondendo alla domanda dell’imprenditore sul futuro della ristorazione italiana – puntando tuttavia sempre su ciò che ci rende identitari e unici, come ad esempio i prodotti dei nostri territori”. Nell’intervista si parla inoltre della figura dello chef, che ormai non corrisponde più a quella del professionista chiuso in cucina. Per evolversi, dunque, lo chef dovrà essere allo stesso tempo imprenditore e soprattutto comunicatore, vista l’importanza di includere le persone nelle proprie esperienze culinarie: “Tutto ciò però non deve mai essere ‘forzato’, perché tutto ciò che non è reale prima o poi viene meno”. Infine, il dialogo verte sul ruolo della ristorazione in un contesto globalizzato: Alessandro Benetton si chiede come si possa, attraverso il cibo, portare l’attenzione del mondo verso le piccole comunità locali. “C’è bisogno di identità, unicità e autenticità – conclude Potì – viviamo in un mondo in cui c’è una tale ricerca di questi valori che se un progetto li rispecchia, potrà raggiungere il proprio obiettivo, soprattutto grazie ai potenti strumenti comunicativi che abbiamo a disposizione”.

    Alessandro Benetton, vita e traguardi professionali dell’imprenditore

    Fondatore di una delle prime società di Private Equity italiane, 21 Invest, Alessandro Benetton attualmente è anche Presidente di Fondazione Cortina 2021. Nato a Treviso nel 1964, ha studiato Business Administration ad Harvard e collaborato con realtà del calibro di Goldman Sachs. Per dieci anni, dal 1988 al 1998, è stato anche Presidente della scuderia di Formula 1 del Gruppo di Famiglia, ottenendo numerosi successi. Oggi l’imprenditore è protagonista di diversi contributi sul web: oltre alla recente rubrica “What’s Next”, infatti, Alessandro Benetton ha anche dato vita a #UnCaffèConAessandro e #21ChangeMakers, la prima dedicata all’economia, all’attualità, all’arte moderna e allo sport, mentre la seconda incentrata sul tema del “cambiamento” e sviluppata attraverso dialoghi con importanti personalità in base dell’argomento trattato.

  • A2A, Renato Mazzoncini: “Consumi energetici ai livelli pre-Covid entro l’anno”

    Secondo l’Amministratore Delegato Renato Mazzoncini, quest’anno A2A potrebbe superare il record di investimenti raggiunto nel 2019.

    A2A

    Renato Mazzoncini, A2A: “Positivo il trend di crescita dei consumi”

    Lo scorso weekend, dal 4 al 6 settembre, si è tenuto a Cernobbio il consueto appuntamento del Forum promosso da The European House Ambrosetti. La tre giorni, giunta alla sua quarantaseiesima edizione, quest’anno è stata incentrata sulla ripresa dell’economia post Coronavirus. Tra i partecipanti Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A in carica da maggio, che è stato intervistato da Affariitaliani.it sull’andamento della società. “Stiamo mantenendo un livello di investimenti record, in particolar modo grazie ad una guidance molto positiva. Potremmo chiudere il 2020 con investimenti ancora maggiori, poco sotto i 700 milioni di euro”, ha affermato Mazzoncini. Previsioni basate sul trend di crescita dei consumi energetici che l’azienda ha osservato recentemente: “È chiaro che in questo momento c’è ancora una quota importante di smartworking che in parte sta ancora tenendo contenuti i consumi delle aziende, ma la gran parte delle attività economiche ha ripreso. Ci aspettiamo che si tornerà ai consumi energetici classici che avevamo sui nostri territori entro la fine dell’anno”. Merito anche dell’Unione Europea, che durante la pandemia ha deciso di puntare gli investimenti verso la direzione giusta: “Transizione energetica, economia circolare e mobilità sono i settori chiave – ha concluso l’AD di A2A – per rendere il Continente più sostenibile e competitivo”.

    A2A, le origini della multiutility

    Nata nel 2008, A2A è un’azienda con sede a Milano e a Brescia attiva in diversi settori quali la generazione, la vendita e la distribuzione di energia elettrica e gas, il teleriscaldamento, l’ambiente, la mobilità elettrica, l’illuminazione
    Pubblica, il servizio idrico integrato, le smart cities. Il Gruppo è stato costituito in seguito alla fusione delle storiche AEM, ASM e AMSA, ex aziende municipali operative nelle due città lombarde. Oggi la società è arrivata a diventare la più grande multiutility italiana, grazie ai suoi oltre 12mila dipendenti divisi nelle numerose business unit. Con oltre 2,5 milioni di clienti nella vendita di elettricità e gas, è inoltre uno dei leader nazionali per quanto riguarda l’economia circolare: A2A è infatti attiva nei servizi ambientali e gestisce il ciclo integrato dei rifiuti, con un’ampia dotazione di impianti tecnologicamente innovativi per il trattamento e il recupero di materia ed energia. La società è inoltre impegnata nella transizione energetica, con lo sviluppo delle energie rinnovabili e di tecnologie smart dedicate all’ambiente, e la realizzazione delle cosiddette “Citta2a”, intelligenti e sostenibili.

  • Quando la qualità è una certezza

    In Mingazzini il concetto è declinato in ogni aspetto, a livello totale, come sancito dal mantenimento della certificazione in accordo alla UNI EN ISO 9001 e dal rinnovo della certificazione secondo Modulo H1 Direttiva PED (Garanzia Totale di Qualità)

    Per Mingazzini, da quasi un secolo nel settore della produzione di caldaie a vapore, la qualità non è qualcosa di scontato, quanto semmai perseguito in ogni singolo dettaglio. L’azienda, punto di riferimento internazionale nel settore dei generatori di ultima generazione, da sempre garantisce massima sicurezza, alta qualità e servizio impeccabile.

    A confermarlo sono le certificazioni, mantenute e rinnovate con pieno conseguimento dell’obiettivo. In particolare, il Sistema Qualità ha ottenuto la certificazione di conformità agli standard della Norma UNI EN ISO 9001 fin dal 2001 da parte di Lloyd’s Register Quality Assurance. A comprovare il valore di un prodotto made in Mingazzini è anche la certificazione, di cui può fregiarsi fin dal 2002, per il proprio Sistema Qualità con certificato di conformità, basata sulla Garanzia Totale di Qualità secondo Modulo H1 della Direttiva PED, ora Direttiva 2014/68/UE (Certificato di Conformità basata sulla Garanzia Totale di Qualità con Controllo della Progettazione secondo modulo H1, di cui all’Allegato III della Direttiva 2014/68/UE).

    Due conferme che testimoniano come nello stabilimento di Parma (25.000 m2 di cui 10.500 coperti) Mingazzini non smetta di porre la massima attenzione fin al singolo dettaglio nella produzione di generatori di vapore, acqua surriscaldata, acqua calda e calore, anche nella progettazione su misura di singole unità o centrali termiche complete per le specifiche esigenze industriali.

    Una qualità che si esprime non solo nella costruzione flessibile e su misura, ma anche nella durata dei prodotti, l’affidabilità e il costante accrescimento delle prestazioni, anche dal punto di vista del risparmio energetico e del rispetto per l’ambiente, continuando a connettere i propri valori con l’innovazione e l’aggiornamento tecnologico. Infatti grazie all’abbinamento di bruciatori di nuova concezione “Low NOx” alle ampie camere di combustione dei generatori, si ottengono valori di NOx e CO che rispettano le più stringenti normative di emissione locali e internazionali.

    Un’eccellenza del made in Italy che ha saputo diventare un ambasciatore della qualità italiana ben oltre i confini nazionali. A completare la rosa di certificazioni vi sono infatti anche quelle che ne permettono la commercializzazione e la messa in funzione non solo nella Comunità Europea, ma anche in quasi tutto il resto del mondo. E’ questo il caso della gamma di generatori di vapore, generatori di acqua surriscaldata, collettori di vapore, economizzatori, preriscaldatori e degasatori, completa di Certificazione di Conformità alle rispettive applicabili Norme Tecniche (TR-CU 010/2011 e/o TR-CU 032/2013) e della Certificazione per l’utilizzo nella Federazione Russa.

    Tra i valori imprescindibili di una realtà che ha fatto del nome di famiglia una garanzia – commenta Ugo Mingazzini, CFO dell’azienda – si impone la qualità, non solo in termini di certificazioni, ma come impegno personale nei confronti del cliente, una responsabilità che è strettamente legata al proprio nome”.

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  • Artis Rubinetterie. La collezione Stilo si arricchisce di un nuovo miscelatore per lavello

    Dall’azienda bresciana una nuova moderna proposta per la rubinetteria della cucina.

    La gamma di miscelatori della collezione Stilo, serie elegante che si distingue per le sue linee morbide e il suo design pulito, si arricchisce: infatti è ora disponibile il nuovo miscelatore per lavello, pensato per una cucina all’insegna dell’efficienza funzionale e del gusto contemporaneo.

    Con le sue caratteristiche estetiche e tecniche, Stilo rappresenta a pieno la filosofia del brand, ponendola al servizio di una clientela che predilige soluzioni d’arredo pratiche e versatili. Questo nuovo modello spicca tra gli altri per la sua forma tondeggiante e sinuosa, in un equilibrio perfetto tra piacevolezza visiva e funzionalità.

    L’accurata selezione dei materiali, l’affidabilità dei prodotti, il design innovativo sono i punti di forza che permettono ai prodotti Artis di inserirsi in modo ottimale nei più diversi contesti di arredamento.

     

    https://artisitaly.com

  • OMBG. I miscelatori termostatici al top della qualità

    Fondata negli anni ’40 come Officina Meccanica di alta precisione per il comparto aeronautico, nel 1981 volge la propria attenzione al settore dei miscelatori termostatici. L’azienda, in virtù delle sue origini, si fa immediatamente apprezzare per l’innata vocazione all’alta qualità delle lavorazioni e per l’orientamento allo sviluppo di nuove tecnologie. Ubicata a due passi dal Lago d’Orta, nel cuore del distretto della rubinetteria, non tarda ad affermarsi come uno dei più qualificati specialisti nel settore della miscelazione termostatica e come una delle aziende di punta di questo particolare comparto, nel quale la precisione delle lavorazioni e l’adozione delle soluzioni tecnologiche più innovative risultano determinanti per offrire al mercato un prodotto che si collochi ai massimi livelli per quanto concerne l’efficienza funzionale e l’affidabilità.

    Oggi, con la sua estesa gamma di prodotti, OMBG, rappresenta il punto di riferimento del settore e viene riconosciuta, sia presso il mercato domestico che presso quello internazionale, come una delle più qualificate protagoniste dell’eccellenza del Made in Italy.

     

     

    https://www.ombg.net

  • Boomerang di Gattoni Rubinetteria. Un nuovo concept di miscelatore

    Dal genio creativo del designer Marco Piva un progetto che rivoluziona il concetto di miscelatore sia da un punto di vista estetico che funzionale.

    Nell’ambiente bagno d’intonazione contemporanea gli opposti convivono armoniosamente: linee morbide e sinuose dialogano con volumi squadrati e geometrici per dare vita ad una soluzione di design dal forte impatto estetico. Il miscelatore Boomerang, in virtù della sua denominazione, rappresenta la ciclicità dell’elemento acqua che ne attraversa il corpo solido e lo modella in linee curve, creando un equilibrato contrasto con la sottile leva a parallelepipedo.

    Ogni elemento di Boomerang è stato accuratamente studiato per creare un nuovo concept di miscelatore, dove è l’acqua a dare forma al rubinetto, e non il contrario. Definito dal suo creatore “Emozionante, fluido, funzionale”, Boomerang è dotato di un innovativo sistema ideato da Gattoni Rubinetteria per facilitare la manutenzione tecnica. La perfetta simbiosi tra “corpo” ed “anima” del miscelatore, infatti, consente di intervenire direttamente sul “motore” interno sfilando semplicemente il corpo dalla sua sede, sostituendo la cartuccia o, a seconda delle esigenze, solo la “carrozzeria”.

            

    La collezione Boomerang, inoltre, permette di personalizzare l’ambiente bagno attraverso molteplici mix di finiture. Tra le versioni bi-color proposte per valorizzare la resa estetica della serie si distinguono, in particolare, il contrasto del corpo dark nickel con la leva arancio, la preziosità del corpo oro giallo 24 carati con leva blu pastello e la raffinatezza del corpo oro rosa con leva nero opaco, oltre alle iconiche combinazioni corpo rame lucido con leva bianco opaco, e corpo nichel spazzolato con leva rosso porpora.

    Questa collezione d’autore è una delle massime espressioni della filosofia riassunta nel motto “Il colore è un’emozione”, a riprova della volontà di Gattoni Rubinetteria di affermasi nell’ambito della personalizzazione del prodotto.

     

    www.gattonirubinetteria.com

     

  • Come fare marketing per la propria azienda

    Se hai un’azienda sai bene che per incrementare le entrate e creare un marchio che sia apprezzato e si distingua nel settore al fine di contrastare la concorrenza devi puntare sul marketing giusto.
    Il marketing è un aspetto fondamentale della tua azienda ragion per cui devi fare attenzione a fare la scelta giusta in modo da diffondere un messaggio coerente e positivo di quello che fai.
    L’immagine è l’arma vincente per affermarsi nel settore delle vendite ma affinché si riscontri successo bisogna fare le scelte opportune e affidarsi a professionisti del settore, come l’agenzia di comunicazione e marketing Cromie, in grado di consigliarti su come fare del buon marketing.

    Al fine di aiutarti ti forniamo a seguire una serie di consigli su come fare marketing per la tua azienda, consigli utili, universali e basilari per chi desidera affermarsi nel mondo del business.

    E-mail marketing

    Una tecnica di marketing che potresti attuare per cercare di ampliare la conoscenza del tuo marchio e dei prodotti e servizi che offri è il Funnel, si tratta dell’invio in serie di e-mail pubblicitarie e promozionali con cui favorire l’acquisto online dei tuoi prodotti o servizi.

    Aprire un blog

    Nel mondo dei social un buon modo per farti conoscere come azienda è aprire un blog inerente alla tua attività, consigliando il potenziale cliente lo aiuti non solo a risolvere i suoi problemi ma gli può consigliare di affidarsi ai tuoi servizi o acquistare i tuoi prodotti spiegando come usarli.
    Un buon compromesso per farti conoscere nel mondo del commercio come marchio.

    Usare i social

    Sicuramente l’impiego dei social ti porterà a farti conoscere al grande pubblico, ti consigliamo di aprire un contatto aziendale business in cui pubblicare foto dei propri prodotti con brevi descrizione o dei propri servizi. Una buona idea è servirsi anche di influencer che possano in qualche in modo influenzare le scelte di acquisto dei propri followers scegliendo tra i soggetti con un numero di followers maggiore e con un’immagine coerente alla tua ragione sociale per arrivare al pubblico giusto interessato ai tuoi prodotti o servizi.

    Slogan e immagini

    L’immagine ha un ruolo importante nel marketing, al giorno d’oggi siamo continuamente di corsa ragion per cui è necessario per farsi conoscere creare dei messaggi diretti e capaci di restare nello sguardo e nella mente. Se vuoi fare del buon marketing ti sarà utile uno slogan d’effetto e una grafica che catturi l’attenzione dei passanti che sia in rete attraverso video aziendali o per strada con cartelloni pubblicitari.
    L’impatto conta lo dimostrano i dati delle vendite quindi se vuoi vendere punta sull’immagine oltre naturalmente sulla qualità dei tuoi prodotti e servizi.

    Posizionamento SEO

    Molti credono che basti avere un sito o avere un blog o un canale YouTube per essere visibili al grande pubblico di internet, sappi che è una considerazione completamente errata.
    Nei motori di ricerca esistono delle regole specifiche per essere trovati, per cui è necessario utilizzare specifici termini affinché tu possa comparire tra i primi risultati di ricerca.
    Questo si chiama posizionamento SEO e richiede che tu ti rivolga ad esperti del settore dell’informatica e del marketing al fine di ottenere un buon posizionamento SEO.

  • ITER Capital Partners: il nuovo fondo di Vito Gamberale per la silver economy

    Il Presidente di ITER Capital Partners Vito Gamberale parla della nascita di Pramerica ITER, il fondo istituito in collaborazione con Pramerica SGR: “Lavoreremo insieme per assicurare buoni ritorni ai nostri investitori”.

    Vito Gamberale

    Infrastrutture e nuovi bisogni sociali: la nuova avventura professionale di Vito Gamberale

    “Investiremo a livello territoriale nel campo della distribuzione gas, dell’ambiente, dell’acqua, delle energie rinnovabili, ma anche nel campo della sanità, dei servizi a rete per silver class”: è il Presidente Vito Gamberale ad annunciare gli ambiti di intervento del nuovo fondo creato da ITER Capital Partners in collaborazione con Pramerica SGR. Pramerica ITER opererà su Italia e Sud Europa: destinato a investitori istituzionali, si focalizzerà sulle infrastrutture. Non solo le tradizionali (energetiche, di trasporto, ambientali e dell’IT) ma si occuperà anche di quelle mirate a soddisfare le nuove esigenze sociali. In particolare il settore della “silver economy” ricoprirà un ruolo centrale: un mercato enorme e soprattutto in crescita che comprende servizi per la salute, residenze, long term caring e che attualmente si è già esteso a nuovi bisogni come il turismo, i servizi bancari e quelli assicurativi come ha spiegato Vito Gamberale.

    Vito Gamberale: il profilo formativo e professionale del Presidente di ITER Capital Partners

    Oltre al ruolo in ITER Capital Partners, Vito Gamberale attualmente è Presidente di Iterchimica, specializzata nel settore degli additivi per pavimentazioni stradali. Originario di Castelguidone, in provincia di Chieti, si laurea in Ingegneria Meccanica alla Sapienza di Roma: dopo un breve periodo come assistente alla cattedra di Impianti Meccanici entra in Istituto Mobiliare Italiano. Nei dieci anni di attività per conto dell’azienda arriva a ricoprire il ruolo di Responsabile per le acquisizioni e le privatizzazioni per Gepi (Società per le Gestioni e Partecipazioni Industriali). Dopo una importante esperienza professionale in Eni, passa in SIP dove viene nominato Amministratore Delegato: negli anni ’90 il manager abruzzese guida lo sviluppo di Telecom Italia Mobile, grazie anche all’ideazione della carta Sim prepagata. In seguito opera in Autostrade S.p.A. gestendone la crescita. Nel 2007 Vito Gamberale crea F2i, primo fondo specializzato in investimenti nel settore delle infrastrutture, oggi il più grande del Paese. Lo guida fino al 2014 quando diventa Presidente del Gruppo PSC, specializzata in impiantistica tecnologica di edifici, metropolitane, ferrovie ed autostrade. Ha inoltre ricoperto il ruolo di Presidente del CdA in Grandi Lavori Fincosit da luglio 2015 alla fine del 2016.

  • Moby Spa, Tirrenia e Toremar: la storia del Gruppo Onorato Armatori

    La storia del Gruppo Onorato Armatori, che attualmente possiede Moby Spa, Tirrenia e Toremar, risale alla fine del 1800 con le prime rotte tra Olbia e il continente.

    Moby Spa

    Gruppo Onorato Armatori: le origini di Moby Spa e l’entrata di Tirrenia e Toremar

    Era il 1880 quando Vincenzo Onorato, fondatore del Gruppo Onorato Armatori, iniziò a trasportare merci via mare stabilendo la sua base nel porto di Terranova Pausania, quella che oggi è la città di Olbia. La famiglia Onorato si era infatti stabilita in Sardegna: fino alla prima metà del ‘900, la compagnia di navigazione si è occupata prevalentemente degli scambi commerciali tra l’isola e il continente europeo. Nel 1959 la svolta: viene fondata Nav.Ar.Ma, compagnia attiva anche nel trasporto passeggeri, che 13 anni dopo diventerà quella che è l’attuale Moby Spa. La nuova società, oltre a incrementare esponenzialmente la flotta, inizia ad offrire servizi di cruise-ferry. Sempre in quel periodo Moby predispone anche diverse rotte per la Corsica: l’isola francese è la prima meta estera. Negli ultimi vent’anni la Compagnia è stata protagonista di un forte processo di espansione. Tra il 2006 e il 2015 vengono infatti acquisite Lloyd Sardegna, Toremar e infine l’ex compagnia statale Tirrenia. Grazie alle flotte delle nuove realtà, in aggiunta a quella posseduta già da Moby Spa, oggi il Gruppo Onorato Armatori offre la più ampia copertura per numero di rotte italiane. Inoltre, nel 2016 entra a far parte del gruppo anche la russa St. Peter Line, che cambia il nome in Moby-SPL: la compagnia offre servizi nel Mar Baltico, nello specifico fra San Pietroburgo, Helsinki, Stoccolma e Tallin.

    Moby Spa e Tirrenia: l’impatto economico del Gruppo Onorato Armatori

    Sebbene negli ultimi anni il Gruppo Onorato Armatori abbia investito nell’internazionalizzazione, la Sardegna continua a rappresentare il cuore delle attività e delle strategie della società. Basti pensare che il valore economico della flotta impiegata nelle tratte da e per l’isola costituisce circa il 69% del valore complessivo degli asset del Gruppo. Attraverso Moby Spa e Tirrenia, la società segue in totale 14 rotte, di cui 8 attive tutto l’anno, coprendo i collegamenti tra i 5 principali porti sardi, 5 Regioni italiane e infine la Corsica. Da cinque generazioni il Gruppo Onorato Armatori si impegna in particolare nella creazione di valore e sviluppo dei territori sardi. Le attività delle compagnie di navigazione hanno infatti apportato un forte contributo all’economia e all’occupazione dell’isola, in particolare nei settori del turismo e della gastronomia. Un contributo che in alcuni casi è anche diretto: nel 2018 ad esempio Moby Spa e Tirrenia hanno acquistato in Sardegna beni e servizi per oltre 31 milioni di euro.

  • Serenissima Ristorazione approva il bilancio del 2019: numeri in crescita

    Mario Putin, Presidente di Serenissima Ristorazione, ha ringraziato i dipendenti, il CdA e tutti i collaboratori per i successi registrati nel bilancio relativo al 2019: la società ha raggiunto un valore di produzione superiore ai 412 milioni di euro, in aumento del 30% rispetto al precedente esercizio.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione: i numeri del 2019

    Serenissima Ristorazione, leader in Italia nel settore della ristorazione collettiva e commerciale, ha approvato il bilancio 2019 confermando i risultati in crescita rispetto a tutti i principali indicatori. La società, che vanta oltre 9.000 dipendenti, ha registrato un valore di produzione superiore ai 412 milioni di euro, in aumento del 30% rispetto al precedente esercizio. Il fatturato consolidato è di 408 milioni, in crescita di 97 milioni, mentre gli utili hanno superato gli 8,5 milioni di euro netti. L’EBITDA, in crescita del 17,26%, si è attestato sui 23 milioni di euro, per un patrimonio netto di 100 milioni di euro circa. Serenissima Ristorazione ha investito oltre 100 milioni di euro nel triennio 2019-2022, una cifra finalizzata a sostenere un solido piano di acquisizioni e rafforzare ancora di più la propria presenza sul territorio. Tale slancio punta anche a dar vita a nuovi centri di produzione innovativi, nel rispetto delle sempre più necessarie norme di sicurezza igienico-sanitarie.

    Serenissima Ristorazione: il ringraziamento di Mario Putin ai dipendenti

    "Quest’anno i dati di bilancio mostrano un vero e proprio salto in avanti, con un sensibile aumento del valore di produzione che conferma come il nostro sia un gruppo solido che non intende fermarsi": sono le parole del Presidente di Serenissima Ristorazione Mario Putin. "Anche in futuro continueremo ad investire nella costruzione di nuovi centri cottura all’avanguardia per migliorare il servizio che ogni giorno offriamo ai nostri clienti". Si tratta di un progetto ambizioso, ha sottolineato il Presidente, che si basa anche sul lavoro dei dipendenti, del CdA, dei collaboratori. Il ringraziamento di Mario Putin è andato a loro, che "anche in un periodo complesso come quello che stiamo attraversando in questi mesi, hanno dimostrato una passione e uno spirito di sacrificio encomiabili". Il successo di Serenissima Ristorazione deriva anche dall’acquisizione della società Euroristorazione, realtà attiva al centro e nord Italia e che produce oltre 20 milioni di pasti l’anno per scuole, ospedali e aziende. Il Gruppo continua inoltre ad investire sullo stabilimento di Vercelli, moderno e pensato per rispettare gli alti standard qualitativi e igienici delle industrie farmaceutiche.

  • Riva Acciaio: ricerca, qualità e innovazione, la formula vincente per la crescita internazionale

    Il profilo di Riva Acciaio: oggi tra le principali realtà siderurgiche italiane, è nata nel 1954 e nel 2019 ha prodotto circa 714.000 tonnellate di acciaio di qualità

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio, eccellenza nella ricerca e nell’innovazione: focus sullo stabilimento di Lesegno

    Nata in seno a Gruppo Riva nel 1954, Riva Acciaio ha raggiunto in oltre 60 anni di attività traguardi di rilievo internazionale, anche per merito di una costante attenzione e del forte impegno sul fronte della ricerca in materia di qualità e innovazione. Lo stabilimento di Lesegno, costruito in provincia di Cuneo all’inizio degli anni 2000, ne è la dimostrazione: vero e proprio Centro di Ricerca all’avanguardia, annovera importanti collaborazioni con realtà e Università di prestigio mondiale tra cui il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa ed è fornito di apparecchiature sofisticate come il simulatore termomeccanico "Gleeble 3800". Oggi tra le più importanti realtà siderurgiche italiane, Riva Acciaio è arrivata a ricoprire un ruolo da protagonista nel settore grazie alle numerose innovazioni apportate nel tempo, come l’introduzione della colata continua curva avvenuta nei lontani anni ’60

    Riva Acciaio: il Sistema di Gestione della Qualità dietro la leadership di prodotto

    Specializzata nella realizzazione di acciai di qualità destinati ai "prodotti lunghi", Riva Acciaio raggruppa le attività di Gruppo Riva sul territorio nazionale: oggi sono circa 1000 i dipendenti attivi nei cinque stabilimenti di Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica (BS). Non lavora solo in Italia: circa il 20% della produzione è destinato all’estero e viene esportato prevalentemente nei Paesi dell’area euro. L’attenzione riservata a ricerca, sviluppo e innovazione che ne ha contraddistinto il modus operandi fin dalla sua nascita, oltre 60 anni fa, le permettono infatti di realizzare prodotti e servizi costantemente all’avanguardia facendosi conoscere anche oltre i confini nazionali. Negli anni Riva Acciaio ha sviluppato un Sistema di Gestione della Qualità, basato sulle norme UNI EN ISO 9001 e IATF 16949 e implementato per soddisfare necessità e aspettative della clientela e di altre parti interessate. Questo le consente di garantire prodotti e servizi altamente innovativi, conformi alle caratteristiche richieste e ai requisiti cogenti applicabili.

  • ELEVIA Investments lancia al White di Milano il Fondo di Equity Crowdfunding Ripresa Italia

    In occasione del WHITE di Milano, il gruppo finanziario europeo Elevia Investments lancia “RIPRESAITALIA-Fashion Investment Elevator”, il primo dei dodici Fondi di Equity Crowdfunding dedicati a supportare le PMI italiane in questo delicato periodo.
    Elevia Investments ha deciso di investire in questo strumento innovativo con l’obiettivo di offrire solide opportunità alle aziende italiane, che potranno anche beneficiare del supporto logistico e conoscitivo del MODELLO RIPRESA ITALIA “fortemente voluto dal sindacato e associazione di categoria di PMI e professionisti Imprese Italia” come affermano il Presidente Flavio Boccia e il Presidente dell’omonimo Centro studi Mauro Alvisi, “solidamente appoggiato dal partner di marketing e business digitale Velvet Media”.
    Il fondo di equity crowd funding è stato studiato appositamente per supportare le PMI italiane in 12 settori principali del tessuto imprenditoriale, primo tra tutti quello della moda. Si partirà quindi con un’iniezione iniziale di liquidità stimata per fronteggiare la prima valutazione e disamina dei progetti, per poi andare ad identificare tutte le aziende che potranno beneficiare del fondo in base al modello di sviluppo strategico imprenditoriale Ripresa Italia (www.ripresaitalia.eu) che guida e ingloba l’intero iter di procedure valutative e attuative.
    Sarà fondamentale quindi incontrare a Milano gli operatori nazionali e internazionali della moda nei prossimi giorni, così come un ruolo cardine lo avrà la stretta cooperazione, in un comitato tecnico-scientifico allargato, con i partner di Imprese Italia e della holding di marketing Velvet Media, guidata da Bassel Bakdounes.
    Il Fondo di Equity Crowdfunding Ripresa Italia riconosce due tipologie di investitori/soci:
    I Soci Investitori. Coloro che aderiscono con apporto di capitale proprio, partecipando così alla ripartizione degli utili relativi ad ogni singolo progetto. Di base hanno un riconoscimento annuale concordato dal CdA del Gruppo Finanziario Europeo Elevia pari al 3,20%, a cui va sommata la ripartizione degli gli utili di ogni singolo progetto e maturati entro la chiusura dell’anno solare al 31 Dicembre.
    I Soci Richiedenti. Coloro che dispongono di progetti classificati in base all’entità, all’importanza di scenario e mercato, settore merceologico e categoria di performance stimata, valutati da appositi organi istruttori qualificati e identificabili nei CTS (Comitato Tecnico Scientifico) e CER (Comitato Etico Reputazionale)
    Tutti i soci del Fondo di Ripresa Italia usufruiranno anche dei servizi di finanza tradizionale e finanzia agevolata messi a disposizione dalla struttura di ELEVIA Investments Banco zrt e dal partner associativo Imprese Italia con i suoi sportelli nazionali e internazionali.
    Il Fondo di Equity Crowd Funding Ripresa Italia, che si struttura in un way in-way out period di 5 (cinque) anni, è comunque fortemente interessato a supportare anche tutte le start up provenienti dai giovani talenti di ogni settore e gli spin off universitari.
    “È possibile richiedere tutta la documentazione di adesione al fondo al sito: www.eleviainvestments.com“ sottolinea la CEO di Elevia Investments Annarita Carparelli “ricordando per chi non ne fosse a conoscenza che il gruppo finanziario Elevia è una SCPA pertanto l’adesione al Fondo di Equity Crowdfunding avviene attraverso la sottoscrizione di quote ordinarie / privilegiate.”
    “Elevia Investments intende fortemente finanziare e promuovere in solido un nuovo rinascimento del fare” concludendo il Presidente di Elevia Investments Andrea Polegri “Elevia finanzia Il Paese Migliore”.
    LE SCHEDE
    Gruppo Finanziario Europeo Elevia
    Il Gruppo Finanziario Europeo Elevia è una struttura finanziaria completa fortemente innovativa, mirata ad assecondare le esigenze legate al privato, alle aziende e al segmento istituzionale internazionale. Elevia Investments opera attraverso i più evoluti sistemi informatici online. Per info: eleviainvestments.com
    Imprese Italia
    L’Associazione PMI Imprese Italia è un’associazione dedicata alle Piccole e Medie Imprese che si pone l’obiettivo di offrire tutte le informazioni necessarie per sapere come districarsi tra le normative, i finanziamenti, le agevolazioni, le opportunità di business, la sicurezza sul lavoro. Le PMI sono le protagoniste assolute del tessuto economico italiano, rivestono quindi un ruolo economico fondamentale.
    L’Italia è tra i paesi europei in cui il peso delle PMI è più importante. Secondo i dati più recenti dell’Istat, infatti, operano nel nostro paese circa 4,4 milioni di imprese con meno di 250 addetti nel settore industriale e in quello dei servizi (quelle con almeno 250 addetti sono appena 3 mila e 500). Per info:
    Velvet Media
    Marketing management, vendita online e new media: sono questi gli ambiti nei quali l’agenzia di Castelfranco Veneto (TV) è ai vertici nazionali. Nata come casa editrice nel 2013, specializzatasi prima in couponing e poi come editore del sito internet Storie di Eccellenza e del magazine Genius, oggi Velvet è una holding che gestisce il marketing in outsourcing per conto di un migliaio di aziende del Nord Italia grazie ad un organico di oltre 150 persone in continua espansione. Per questo è stata premiata come una delle aziende col tasso più alto di crescita in Europa dal Financial Times. Il core business è il coordinamento della comunicazione aziendale a tutti i livelli e la gestione della vendita online: dalla grafica ai video, dal posizionamento del brand allo sviluppo di siti di e-commerce, dalla gestione dei marketplace fino alla lead generation. Attorno alla galassia Velvet sono nate alcune divisioni parallele, che hanno sviluppato specializzazioni nel mondo dello sport (Velvet Sport), della moda (Velvet Fashion) e dell’internazionalizzazione con focus in particolare sulla Cina (Velvet International). La storia di Velvet Media è raccontata nel libro “Marketing Heroes”, nel quale emerge lo stile aziendale basato su manga e rock and roll. Informazioni e contatti: www.velvetmedia.it
  • Cybersecurity: ospedali più che mai in prima linea

    Dall’inizio della crisi COVID-19 gli ospedali sono stati particolarmente esposti alle minacce informatiche (phishing, attacchi DDoS, trojans e ransomware). Secondo recenti studi, gli attacchi informatici contro gli ospedali sono aumentati del 475%, quintuplicandosi rispetto alla media. L’Interpol, ex capi di Stato e dirigenti aziendali hanno reagito sostenendo una forte azione governativa per combattere questo fenomeno.

    Su scala globale sono numerose le aziende attive nel settore della sanità colpite da attacchi. Negli Stati Uniti, ad esempio, con oltre 500.000 cartelle cliniche rubate, in Europa, con incidenti segnalati in Inghilterra, Repubblica Ceca, Romania, Francia e Germania. Sono due a nostro avviso i tipi di attacchi contro gli ospedali particolarmente lucrativi: il data mining sanitario e il ransomware.

    Un settore strategico mal equipaggiato per affrontare le minacce informatiche

    Il mondo della sanità è molto indietro in termini di consapevolezza e di risorse finanziarie dedicate alla sicurezza informatica. Inoltre, questo settore è un obiettivo prediletto degli hacker, poiché in un ospedale coesistono diverse reti con diversi livelli di privacy o sensibilità a volte mal segmentati, cosa che facilita l’accesso dei criminali informatici da una rete all’altra. L’elevata tensione negli ospedali durante la crisi sanitaria ha inoltre incoraggiato gli hacker a concentrarsi su questo settore e a lanciare massicce campagne contro le organizzazioni divenute più vulnerabili.

    Questi vari cyber-attacchi dimostrano la necessità di investire più massicciamente da subito per tutelare gli ospedali, la cui continuità operativa è essenziale per proteggere le vite umane, tenendo conto delle numerose vie d’accesso che costituiscono la superficie d’attacco delle strutture sanitarie.

    Mettere in sicurezza i progetti e-Health

    Con la trasformazione digitale in atto nel settore sanitario e la necessità di collegare gli ospedali tra loro, la carenza di risorse delle strutture in termini di sicurezza informatica risulta ancora più grave.

    Notiamo anche un cambiamento nel rapporto tra pazienti e personale sanitario, con la comparsa di strumenti come la telemedicina, piattaforme per la prenotazione di appuntamenti e chatbot. Queste nuove tecnologie si basano sul progresso tecnico delle piattaforme cloud. Ma queste nuove applicazioni mediche alimentano i sistemi informativi e i dati medici in vari punti, estendendo l’area da proteggere. Questo sviluppo va di pari passo anche con la seconda svolta tecnica dei dispositivi medici interconnessi. Che si tratti di misuratori della pressione sanguigna, defibrillatori o pompe per l’insulina, la possibilità di collegare questi dispositivi alla rete è uno sviluppo importante per il mondo della medicina ma, allo stesso tempo, può rappresentare un punto debole rispetto agli attacchi informatici. Un cyber-criminale che prende il controllo di un robot chirurgico è un esempio sufficiente. Anche gli oggetti connessi sono sempre più diffusi e integrati nel sistema informativo ospedaliero per facilitare la gestione dei file medici digitali.

    Ci troviamo quindi di fronte a una molteplicità di dispositivi eterogenei che complicano notevolmente la gestione dell’infrastruttura IT e la sua messa in sicurezza. Inoltre, la barriera tra il sistema informativo amministrativo e gli ambienti operativi in cui si trovano i dispositivi medici connessi è sottile. Pertanto, la potenziale permeabilità delle varie reti è un nuovo elemento di debolezza dell’ infrastruttura ospedaliera.

    Se a ciò si aggiunge la sempre maggiore apertura dei sistemi informativi sanitari alle organizzazioni esterne o a strutture mediche terze, la minaccia che pesa sul campo sta diventando sistemica.

    Rafforzare la sicurezza operativa degli ospedali

    Poiché i sistemi informativi degli ospedali sono in gran parte collegati e automatizzati, dobbiamo tenere conto delle minacce alla sicurezza delle reti operative (OT) per comprenderne le vulnerabilità, in particolare in merito alla gestione tecnica degli edifici che consente al personale di garantire una temperatura ideale in sala operatoria o un raffreddamento ottimale per i grandi macchinari medici. L’intero ospedale sta diventando intelligente e interconnesso. Ancora una volta, ciò non è privo di rischi informatici.

    Citiamo ad esempio le questioni relative all’energia o ai liquidi che alimentano gli ambienti ospedalieri sensibili. Un cyber-attacco che manipola il sistema di trattamento dell’aria in sala operatoria o la fornitura di ossigeno in un’unità di terapia intensiva costituirebbe un rischio critico per la salute. Bloccare con successo un’attività in cui sono in gioco delle vite umane è una tattica di ricatto particolarmente persuasiva (ransomware).

    alberto_brera
    Alberto Brera, Country Manager Italia, Stormshield

    Per una buona gestione tecnica degli edifici ospedalieri, la prima azione da intraprendere è quella di mappare i rischi per identificare le apparecchiature sensibili o essenziali che devono essere protette in via prioritaria. Oggi questa analisi è ben compresa, ma spesso viene attuata una tantum. Tuttavia, per evitare rischi informatici, è importante rifare l’analisi ogni volta che vengono aggiunte nuove apparecchiature che potrebbero avere un impatto sul sistema informativo. Ciò significa tracciare i log generati dai dispositivi in rete e verificare la conformità o le eventuali divergenze rispetto alle politiche di sicurezza per proteggersi dalle minacce nel tempo.

    Il secondo passo consta dell’implementazione di soluzioni che rafforzino il livello di sicurezza del sistema informativo, a partire dagli asset più sensibili: le workstation e il controllo della rete operativa (OT) attraverso la segmentazione dei vari sottosistemi che scambiano informazioni al fine di isolare gli ambienti più critici.

    Protezione dei dati sanitari contro i leak

    I dati sanitari sono dati ultrasensibili e critici per le operazioni degli ospedali e sono quindi obiettivi di preferenza per gli hacker, poiché più redditizi dei semplici dati personali. Non dobbiamo inoltre dimenticare la natura privata di questi dati e la fiducia che il paziente ripone nel proprio ospedale. Oltre al furto e alle fughe di dati, i rischi informatici toccano anche il rispetto dell’integrità dei dati sanitari durante le fasi di elaborazione, archiviazione e scambio.

    Per ridurre questi rischi è opportuno mettere in atto diverse buone pratiche. In primo luogo, aumentare la consapevolezza e le competenze non solo del personale sanitario, ma anche dei pazienti. Infatti, i pazienti non sono sempre consapevoli delle conseguenze che possono derivare da una cattiva gestione dei propri dati. In seguito, è essenziale conformarsi ai vari standard e regolamenti esistenti, come il GDPR e la direttiva sulla sicurezza delle reti e dell’informazione (NIS) in Europa, o eventuali normative locali in merito alla gestione dei dati sanitari. È inoltre necessario assicurarsi che tali dati siano trattati correttamente, sia all’interno delle applicazioni aziendali che qualora fossero ospitati su piattaforme esterne, attraverso comunicazioni sicure e l’anonimizzazione dei dati, ove possibile. Infine, mentre la maggior parte degli scambi avviene tramite applicazioni aziendali sicure, è anche fondamentale poter comunicare in modo sicuro tramite e-mail. Quando ci si trova di fronte a un’emergenza medica, i file possono talvolta essere inviati in questo modo. Pertanto, si raccomanda di utilizzare una soluzione di crittografia delle e-mail per garantire la riservatezza di questi scambi e della condivisione dei dati sanitari.

    Garantire la cyber-resilienza

    Pur essendo fortemente esposte, le infrastrutture ospedaliere hanno comunque dimostrato la loro resistenza durante la crisi COVID-19. Tuttavia, questa situazione potrebbe deteriorarsi in futuro, data la costante evoluzione delle minacce. Gli operatori sanitari devono essere meglio equipaggiati contro i rischi informatici. Questa maggiore consapevolezza deve porre la sicurezza informatica al centro della trasformazione di questo settore e consentire lo stanziamento di budget adeguati a una protezione efficace contro le minacce informatiche.

    In particolare, aumentando il livello di competenza per essere in grado di identificare segnali evidenti o precursori di un attacco cibernetico, predisponendo le misure tecniche e organizzative necessarie per mitigare per poi rimuovere la minaccia e, infine, analizzando ogni evento o incidente per migliorare ulteriormente la sicurezza. Ciò comporta anche l’aumento della resilienza del sistema informativo ospedaliero. Il problema non è sapere se si sta subendo un attacco, ma quando l’eventuale attacco avverrà. Questa cyber-resilienza consta innanzitutto nella protezione più rigorosa possibile per le apparecchiature vitali per l’operatività dell’ospedale. L’obiettivo è quello di garantire un livello minimo di operazioni durante un cyber-attacco e il ritorno alla normalità il più rapidamente possibile.

    Oltre ai piani per tutelare la continuità operativa e consentire una rapida ripresa delle attività, la cyber-resilienza delle strutture sanitarie si basa sull’implementazione di una governance dedicata al miglioramento continuo della sicurezza del sistema informativo ospedaliero, includendo gli aspetti IT (sistema informatico dell’amministrazione, gestione cartelle dei pazienti ecc.), OT (apparecchiature mediche) e IoT (oggetti interconnessi). Ciò comporta l’implementazione di un team interdisciplinare che sia pienamente supportato dal management e la cui missione è quella di assicurare il colloquio tra lo staff IT, il responsabile della cybersecurity, i tecnici e il reparto logistico oltre che con i responsabili dei singoli reparti ospedalieri.

     


    Stormshield

    Aziende, istituzioni governative e organismi di difesa di tutto il mondo hanno bisogno di garantire la cybersicurezza delle loro infrastrutture critiche, dei dati sensibili e degli ambienti operativi utilizzati. Le tecnologie Stormshield, certificate e classificate ai massimi livelli europei, rispondono alle sfide dell’IT e dell’OT allo scopo di proteggere le attività aziendali. La nostra missione: assicurare ai clienti la cyber-serenità di cui necessitano per concentrarsi sul proprio core business, tanto cruciale per il corretto funzionamento delle istituzioni, dell’economia e dei servizi resi alla popolazione. Scegliere Stormshield significa privilegiare una cybersicurezza europea affidabile.
    Per saperne di più www.stormshield.com/it/
  • La nuova affidabilità: Snom stabilisce tempistiche fisse per il rilascio degli aggiornamenti del firmware

    Berlino ¦ Questo è il nostro impegno: il firmware esce ogni 9-12 settimane! Snom, noto produttore internazionale di telefoni IP premium per professionisti, aziende e industria, ha implementato tempistiche fisse per il rilascio dei suoi aggiornamenti, una caratteristica che trova riscontro solo di rado sul mercato. Nel corso degli scorsi sei mesi le nuove versioni del firmware sono già state pubblicate a distanza di due, massimo tre mesi una dall’altra. L’obiettivo di questo impegno era di incrementare continuamente la qualità e la sicurezza del software fornito dall’azienda e, allo stesso tempo, di dare ai clienti maggiore sicurezza nella pianificazione. E ha funzionato anche durante il lock-down.

    logo snomDomani, domani, solo non oggi… Anche nel settore ITC c’è sempre un buon motivo per non adottare una frequenza di rilascio degli aggiornamenti tecnici ben precisa, rimandandone la distribuzione. Forse per timore che non appena pubblicato l’aggiornamento si identifichi la killer feature che andava assolutamente integrata e che di conseguenza il nuovo firmware perda valore. Ma è un errore – perché non ci può essere e non ci sarà mai una data di uscita ottimale.

    Eppure, il firmware dei dispositivi determina in maniera decisiva le prestazioni dei telefoni IP, quindi la soddisfazione del cliente e il conseguente successo del fornitore sul mercato, che si tratti anche solo di aggiungere nuovi font o di introdurre ulteriori sfondi per il display. Tempi di rilascio del software troppo lunghi o irregolari possono diventare rapidamente deludenti per clienti e partner e minare il successo dell’azienda.

    Finestre vincolanti per il rilascio del software come criterio di differenziazione dalla concorrenza

    “Fino alla fine del 2018 anche in Snom, non era raro che tra i singoli aggiornamenti ufficiali del software passassero dai 6 ai 18”, afferma Jan Boguslawski, Product Owner di Snom. E aggiunge: “Una situazione insoddisfacente, soprattutto per chi ci aveva fornito feedback e suggerimenti per migliorie davvero rilevanti, a volte avevano la sensazione che non ci interessasse affatto – si sbagliavano tanto quanto sbagliavamo noi ad attendere troppo a lungo che giungesse il proverbiale momento perfetto per il rilascio!”

    Jan Boguslawski,  Product Owner, Snom

    Per questo motivo Snom ha iniziato ad ottimizzare i propri processi software interni e a porre le basi per uno sviluppo sostenibile. L’obiettivo era chiaro: rendere il firmware più preciso e nel complesso ancora migliore con aggiornamenti del firmware più frequenti e affidabili.

    “Un buon hardware è certamente importante. Ma in ultima analisi, la chiave del successo sta nella capacità di modificare il firmware per soddisfare le specifiche esigenze del cliente”,  continua Jan Boguslawski. “Cosa intendo dire con questo? Costruire un telefono solido è una cosa. Ma permettere al cliente di personalizzare le oltre 900 funzionalità attualmente in uso e quindi favorire la realizzazione di progetti altamente specifici in qualsiasi settore di mercato è ciò che distingue un produttore come Snom in particolare”.

    Telefonia IP sicura
    Sin dai suoi albori, oltre 20 anni fa, la telefonia IP è stata indissolubilmente legata alla questione della sicurezza. Snom attribuisce il massimo valore a soluzioni software semplici ma sicure: che si tratti del semplice obbligo di inserire una password per l’avvio di ogni singolo telefono o di test software e hardware di ampio respiro, nei quali si esamina un numero impressionante di apparecchi fisici per individuarne i punti deboli e il potenziale di ottimizzazione.

    “Sebbene questi test dal vivo siano molto più complessi di una simulazione virtuale completa, risultano anche molto più pratici. I nostri partner apprezzano molto la nuova frequenza e l’affidabilità del rilascio degli aggiornamenti del firmware, che ne consente la pianificazione, oltre all’alto livello di sicurezza del software.”, conclude Boguslawski.

    Per ulteriori informazioni https://service.snom.com/display/wiki/Firmware+Update+Center

     


    Snom Technology

    Produttore di telefoni IP per le imprese e l’industria riconosciuto a livello internazionale, Snom fu fondata nel 1997 come pioniere del VoIP (Voice-over-IP) e della telefonia e si afferma rapidamente in uno dei marchi premium a livello mondiale per soluzioni innovative per le telecomunicazioni.
    Un approccio a tutto tondo: il successo dell’azienda trova fondamento in una strategia che mette al primo posto la soddisfazione delle esigenze della clientela a 360°.
    I prodotti e servizi di Snom sono caratterizzati da
    • tecnologie di prima classe
    • massima sicurezza
    • design ergonomico
    • sviluppo in house di firmware e aggiornamenti, messi regolarmente e celermente a disposizione
    • laboratorio audio proprio
    • formazione continua
    • eccellente servizio di assistenza tecnica
    • sistema di supporto remoto
    • tre anni di garanzia
    • soluzioni personalizzate e
    • gestione locale nei mercati chiave
    Il processo di sviluppo di nuove soluzioni Snom è di tipo inclusivo: il produttore fa proprie le esigenze e aspettative della clientela e dei partner commerciali, facendole confluire regolarmente nelle attività dell’R&D.
    I telefoni IP da tavolo o cordless DECT come le soluzioni per teleconferenze di Snom sono dotati di una qualità audio di altissimo livello. Fanno parte del portafoglio prodotti anche modelli concepiti appositamente per ambienti particolarmente impegnativi, come nel settore della sanità, della produzione industriale o in aziende o in cui è prevista la condivisione delle scrivanie.
    Dal 2016 Snom è parte del Gruppo VTech, il più grande produttore mondiale di telefoni cordless.
    Per ulteriori informazioni: www.snom.com
  • Stratasys: il meglio della prototipazione rapida sbarca nel settore della moda

    Re-FREAM: il progetto europeo per una moda più sostenibile

     

    Stratasys è conosciuta in tutto il mondo come leader nel settore della stampa 3D. Diffuso ormai in quasi tutti i settori, l’utilizzo delle stampanti Stratasys ha permesso di raggiungere confini fino a oggi inimmaginabili. Dal settore aerospaziale a quello dell’elettronica, oggi anche il settore della moda sembra aver scoperto i vantaggi della stampa 3D. Stratasys collabora oggi con importanti maison di moda internazionale. Alla base di questa importante novità sembra esserci stata la scoperta della capacità di stampa 3D anche su tessuti.

    Una novità importante di cui anche l’Unione Europea ha colto le enormi possibilità, scegliendo di finanziare un progetto di ricerca chiamato Re-FREAM e che vede impegnati designer, ingegneri e scienziati e coinvolge i settori della stampa 3D e della moda.

    Obiettivo del progetto di ricerca, e dell’impiego della stampa 3D nella moda, è la diffusione della tecnologia più sostenibile, che riduca l’utilizzo di energia e si traduca anche in uno spreco di materiale sostanzialmente inferiore.

    Ad essere al centro dell’attenzione è soprattutto la tecnologia PolyJet di Stratasys per una la stampa 3D di modelli di moda colorati e scintillanti. Interessante anche la possibilità di non cucire i pezzi di stoffa tra loro, ma di unirli, per la prima volta nel campo degli assemblaggi tessili, grazie all’uso di connettori stampati in 3D.

     

    Ulteriori vantaggi

     

    Obiettivo primario del progetto Re-FREAM è la digitalizzazione del flusso di lavoro dall’inizio alla fine in un progetto di design. LA tecnologia direct-to-textile offre ulteriori vantaggi nella fabbricazione digitale con produzione su richiesta, nonché l’opportunità di personalizzazione di massa.

  • La logistica nel largo consumo è più sostenibile. E con Ecologistico2 ne hanno misurato i benefici in Barilla, Ferrero, Mondelez e Müller

    Nuove case history presentano i risultati raggiunti in Italia da quattro importanti aziende del food e arricchiscono la community di Ecologistico2,
    il web tool che aiuta a misurare l’impatto climatico della logistica e a identificare le azioni per migliorarlo.

    Il 24 settembre l’approfondimento di GS1 Italy sulla logistica sostenibile nel webinar gratuito “Gestione green della supply chain”.

     

    Il 42% delle imprese ritiene che la sostenibilità nel trasporto dei prodotti di largo consumo sia una sfida prioritaria e improcrastinabile. E per questo sono numerosi i progetti, le iniziative e le innovazioni adottati per migliorare l’impatto della supply chain sull’ambiente, attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 e il miglioramento dell’efficienza del flusso logistico. Ma con quali risultati effettivi?

    A questa domanda risponde Ecologistico2, il web tool di misurazione dell’impatto climatico dei trasporti e delle attività di magazzino sviluppato da GS1 Italy in ambito ECR Italia. Uno strumento di simulazione e di verifica a supporto delle decisioni che aiuta le imprese a trovare le soluzioni più adatte per migliorare l’impatto della loro supply chain. Con il supporto di Ecologistico2, le aziende stanno diventando più efficaci nella valutazione dell’impatto climatico del loro network logistico con la misura del PMx e della CO2e (CO2 equivalente) e sono più precise nell’identificare le leve per migliorare la sostenibilità ambientale della loro supply chain.

    Non solo: Ecologistico2 è stato ideato e sviluppato in un’ottica di collaborazione di filiera e di condivisione dei casi aziendali (progetti e soluzioni), e dei relativi risultati, utili alle aziende che vogliono ridurre le loro emissioni logistiche e innescare quindi un processo virtuoso. Con l’obiettivo macro di creare consapevolezza sulla sostenibilità ambientale della logistica e diffondere una cultura aziendale improntata alla sostenibilità. Per questo la community dei suoi user rende disponibili le proprie esperienze e gli obiettivi raggiunti. Come hanno fatto Barilla, Ferrero, Mondelez Italia e Müller, presentando le loro case history e i benefici ottenuti – e misurati, grazie a Ecologistico2 – in termini di sostenibilità ambientale.

    Barilla ha ridisegnato il network logistico e ridotto le emissioni dannose per l’ambiente

    Come coniugare l’aumento dei volumi di merci da trasportare con l’attenzione a ridurre l’impatto ambientale della logistica? La risposta arriva dalla case history Barilla, gruppo che, tra il 2013 e il 2017, ha visto crescere la complessità del suo flusso logistico a causa dell’aumento dei volumi e dei flussi di trasferimento e spedizione, che ha portato alla saturazione dei magazzini di stabilimento. Dal 2018 l’azienda ha così avviato il progetto DNA (Distribution Network Assessment) con cui ha progressivamente eliminato i flussi ai cosiddetti “mix warehouse” di stabilimento per concentrarli negli hub, più idonei ed efficienti.

    Il risultato è stato l’ottimizzazione dei flussi e delle saturazioni: i chilometri totali percorsi sono diminuiti del 7% su base annua mentre il numero dei viaggi è aumentato del 10% per effetto della riduzione del 15% della percorrenza media per viaggio. La maggiore efficienza del nuovo sistema distributivo ha consentito a Barilla, su base annua, di ridurre del 16% le emissioni di CO2 per tonnellata di merce spedita, di risparmiare le emissioni totali di gas serra (pari a circa 530 tonnellate di CO2e in meno) e di tagliare del 7% le emissioni di polveri sottili (PMx).

    Ferrero verso l’azzeramento delle emissioni di CO2 con il biometano

    È dal 2012 che Ferrero ha avviato un percorso per ridurre l’impatto ambientale nei trasferimenti dei prodotti finiti e intermedi da e per lo stabilimento di Alba, intervenendo su vari fronti: ammodernando in modo progressivo la flotta di automezzi (compresi quelli dei fornitori), ottimizzando i carichi (riducendo così il numero dei mezzi utilizzati e della loro percorrenza) e migliorando la media della classe Euro dei mezzi, introducendo anche mezzi a CNG, con la riduzione di circa il 50% delle emissioni di polveri sottili (PMx).

    A settembre 2019 Ferrero è andata oltre: ha abbandonato il gas metano di origine fossile come carburante dei veicoli del polo di Alba e l’ha sostituito con il biometano, ottenendo un taglio del 55% delle emissioni di CO2 (well-to-wheel) rispetto all’esercizio 2015/16.

    Grazie a Ecologistico2, Ferrero ha inoltre simulato uno scenario a regime di veicoli alimentati al 100% con biometano: le emissioni di CO2 prodotte dai mezzi (tank-to-wheel) e le polveri sottili sarebbero azzerate, mentre quelle legate alla produzione e distribuzione del biocombustibile (well-to-tank) si ridurrebbero a 124 tonnellate di CO2e l’anno.

    Mondelez Italia: più efficienza e meno emissioni unificando i flussi logistici

    Mondelez ha ridisegnato i flussi in Italia dei prodotti della sua divisione Snack con il duplice obiettivo di migliorare la logistica e di renderla più sostenibile. Ha quindi realizzato un unico hub logistico per le merci in arrivo dai vari impianti europei e in partenza per i punti di consegna in Italia, unificando anche gli ordini dei clienti italiani.

    Per la realizzazione di questo progetto è stata dunque fondamentale la collaborazione dei clienti della Distribuzione, a partire dall’allineamento delle anagrafiche e dalla ottimizzazione degli ordini, favorendo gli strati completi dei pallet, per arrivare all’accorpamento di ordini, documenti di trasporto e fatture.

    Rimodulando i flussi e unificando gli stock in un solo magazzino, Mondelez ha ottenuto immediati benefici sia a monte sia, soprattutto, a valle (nelle spedizioni dirette ai punti di consegna), migliorando del 12,5% la saturazione degli automezzi. Dunque, a parità di merce trasportata, sono stati effettuati meno viaggi, realizzando meno consumi e meno emissioni nell’ambiente. Benefici misurati grazie a Ecologistico2, da cui è emerso che, su base annua, sono state risparmiate 810,84 tonnellate di CO2e (per oltre il 90% relativo ai flussi outbound), e sono stati abbattuti circa 4,58 kg di PMx/anno.

    Müller ha scelto il trasporto intermodale strada rotaia refrigerato tra Germania e Italia per migliorare l’efficienza della logistica e l’impronta ambientale

    L’incremento di capacità di carico, grazie alla nuova modalità di trasporto, ha permesso a Müller di ottenere un incremento compreso tra il 17% e il 19% di quantità di merce trasportata per viaggio, ottenendo un risparmio in termini di viaggi equivalenti su strada pari a 9 viaggi/anno. Maggiori quantitativi di merce spedita ma anche meno emissioni WtW (well-to-wheel): sono questi i risultati, misurati da Ecologistico2, della sperimentazione avviata da Müller nel 2018 sulla logistica dei prodotti destinati al mercato italiano con l’obiettivo di migliorare la propria impronta ambientale.

    Trasferendo su treno tre carichi a settimana sulla tratta Dresda-Lipsia-Verona-Melegnano, impiegando container refrigerati per il trasporto intermodale e aumentando la saturazione, Müller ha ottenuto risultati significativi nella sua logistica: ha diminuito le emissioni WtW di 40,99 tonnellate di CO2e annue. Un risultato ancora più positivo perché ottenuto nonostante il significativo aumento delle percorrenze (+28% circa).

    Per approfondimenti, visita il sito GS1 Italy e Logistica collaborativa.

     

    Il 24 settembre l’approfondimento nel webinar gratuito di GS1 Italy

    Le esperienze di Barilla e di Mondelez Italia saranno approfondite nel corso del webinar gratuito di GS1 Italy Gestione green della supply chain. Come misurare e comunicare l’impronta climatica, che si terrà giovedì 24 settembre 2020, dalle 10.00 alle 12.00, nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile 2020.

    Con gli esperti di GS1 Italy e attraverso le testimonianze delle aziende, l’evento sarà occasione per scoprire come calcolare e ridurre le emissioni nell’atmosfera, ottimizzando allo stesso tempo la logistica, e per approfondire diversi temi, tra cui:

    • Impatto climatico e carbon footprint.
    • Obiettivi europei e norme di riferimento.
    • “Green logistics” per trasporti e magazzini con Ecologistico2.
    • CSR e comunicazione: il clima e il consumatore finale.

    Maggiori informazioni e il form di iscrizione all’evento sono disponibili sul sito di GS1 Italy.

     

    Per rimanere aggiornati e seguire il tema sui social #ecologistico

     

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    GS1 Italy è l’associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo. Ha l’obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare più slancio alle imprese e più vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilità e l’efficienza della catena del valore. Il più conosciuto è il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra Industria e Distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.

  • Pubblicato l’Osservatorio Non Food 2020 di GS1 Italy. Passato recente, presente e futuro prossimo nel mondo non alimentare: dal report di GS1 Italy lo scenario in profonda evoluzione. E non…

    Edizione speciale quella dell’Osservatorio Non Food 2020: oltre a raccontare l’evoluzione del largo consumo non alimentare lungo il 2019, analizza anche l’effetto del Coronavirus sulle intenzioni di spesa degli italiani del 2020 e individua i cambiamenti e le nuove sfide che attendono il settore nel 2021.

    Per l’universo italiano del largo consumo non alimentare, il 2019 è stato un anno opaco, di sostanziale stasi del mercato. Il 2020 sta confermando le difficoltà, con previsioni di vendite in calo. E il 2021 si avvicina con un carico di incognite, connesse all’andamento della pandemia e alla situazione economica, ma anche con un ventaglio di potenzialità, legate all’arrivo di innovazioni tecnologiche che dovrebbero rilanciare i consumi in diversi settori. È questo il messaggio che esce dalle oltre 200 pagine dell’Osservatorio Non Food 2020 di GS1 Italy, il più ampio e strutturato report annuale che monitora la struttura e l’evoluzione di 13 comparti – dall’abbigliamento al casalinghi, dai mobili agli elettrodomestici, dal bricolage all’edutainment – grazie all’analisi micro e macro economica svolta da REF Ricerche, alle previsioni delle vendite per canale e alla ricerca sul punto di vista del consumatore svolte da Metrica/TradeLab.

    La peculiarità dell’edizione 2020 dell’Osservatorio Non Food, la numero 18 dalla sua nascita, è che si muove tra passato recente, presente e futuro prossimo: questa analisi dettagliata di tutto quanto di rilevante è accaduto nel mondo del Non Food in Italia nel corso del 2019 rappresenta la base per individuare i fenomeni e le tendenze che si sono confermate (e spesso amplificate) nel 2020, a causa dell’impatto sociale del Coronavirus, e per delineare come sarà il 2021 a partire dalle nuove abitudini di acquisto e di consumo, dal sentiment attuale degli italiani e dalle aspettative dei cittadini nel breve periodo.

    2019: un anno positivo per l’universo Non Food. Ma non per tutti i settori.

    Nel 2019, per il quinto anno consecutivo i consumi delle famiglie (dato Istat a valori correnti) hanno registrato una dinamica positiva (+1,0%) ma hanno dimezzato il trend rispetto al 2019. Questo rallentamento conferma come il clima di incertezza abbia inciso ancora in maniera evidente sulle decisioni di spesa delle famiglie, nonostante le dinamiche positive del mercato del lavoro e un’inflazione rimasta su livelli contenuti.

    Per quanto riguarda i 13 comparti monitorati dall’Osservatorio Non Food di GS1 Italy – che esclude i servizi Non Food e alcuni comparti minori compresi dall’Istat – nel 2019 hanno totalizzato 103 miliardi di euro di vendite, chiudendo l’anno con una crescita di +0,2% rispetto al 2018. Un trend positivo ma al ribasso, rispetto ai 12 mesi precedenti, e che conferma il progressivo intiepidimento della fiducia dei consumatori in atto da alcuni anni.

    Scendendo nell’analisi più approfondita dei 13 settori, emerge una situazione molto differenziata tra quelli in decisa espansione, quelli stabili e quelli in contrazione. Il mercato più dinamico del 2019 è stato l’edutainment (settore che coniuga formazione ed intrattenimento), che ha visto crescere le vendite di +4,5% registrando il suo quinto risultato positivo consecutivo. Buone le performance anche dei comparti che riguardano il benessere personale, come i prodotti di profumeria (+2,9%), i prodotti di automedicazione (+1,9%) e gli articoli per lo sport (+1,2%). Positivi anche i mobili (+1,8%).

    Una parte dei comparti monitorati dall’Osservatorio ha registrato risultati sostanzialmente vicini allo zero:

    • Elettronica di consumo (+0,3%, ma con andamenti diversi nei vari segmenti).
    • Bricolage (+0,4%).
    • Casalinghi (+0,2%).

    Continua, poi, la situazione difficile dei comparti della filiera del tessile, che, dopo anni di crisi, anche nel 2019 hanno ottenuto risultati negativi: abbigliamento e calzature (-2,7%) e tessile casa (-2,4%). Bilancio in rosso anche per giocattoli (-3,7%) e cancelleria (-1,6%).

    2020: bilancio negativo per tutto il Non Food. Tranne l’automedicazione.

    Lo scenario delineato dall’Osservatorio Non Food 2020 di GS1 Italy non è roseo: dalle previsioni delle vendite per canale e dalla ricerca sul punto di vista del consumatore emerge uno scenario critico. I timori per la salute e la preoccupazione per la situazione economica (con quasi un italiano su due abbastanza preoccupato per il futuro) stanno avendo un impatto pesante sui consumi Non Food e sulla rete commerciale, perché gli italiani stanno preferendo il risparmio, frequentando meno i negozi non alimentari e rimandando gli acquisti ritenuti non necessari (in particolare articoli di arredamento e grandi elettrodomestici).

    Secondo l’analisi dell’Osservatorio, il 2020 si chiuderà con vendite in forte calo per 12 dei 13 comparti merceologici analizzati (unica eccezione i prodotti di automedicazione, come integratori e prodotti igienizzanti). A essere colpiti dal taglio degli acquisti saranno soprattutto:

    • I prodotti di cancelleria (-32/40%).
    • L’abbigliamento e le calzature (-30/39%).
    • Il bricolage (-18/25%).
    • L’edutainment (-15/22%).

    A livello di canali commerciali, l’Osservatorio Non Food di GS1 Italy stima che il calo delle vendite previsto per il 2020 colpirà soprattutto le grandi catene e le superfici specializzate, anche a causa della perdurante paura del contagio e dei disagi legati al rispetto dei protocolli di sicurezza, che spinge il 68% dei frequentatori abituali a ridurre le visite nei punti vendita.

    Il 2020 segnerà un nuovo record nella crescita dell’e-commerce, che supererà il 10% di incidenza in diversi mercati non alimentari. Anche grazie ai nuovi clienti che si sono avvicinati al web durante il lockdown e che ora per il 60-80% dichiarano di voler continuare a comprare online. Dal 15% al 25% dei consumatori intervistati dall’Osservatorio Non Food di GS1 Italy dichiara di voler sostituire gli acquisti fatti nei negozi fisici con quelli realizzati via web.

    2021: una nuova ripartenza. Anche grazie a innovazione e bonus statali.

    Il 30,1% degli intervistati dai ricercatori dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy ha detto di aver deciso di rinviare al 2021 gli acquisti non fondamentali. A concretizzarli contribuiranno alcuni fattori congiunturali, le novità tecnologiche e l’applicazione dei bonus e degli incentivi statali.

    Dall’analisi storica condotta in questi 18 anni da GS1 Italy nell’universo Non Food è sempre emersa la capacità delle innovazioni tecnologiche di stimolare il mercato, interessare i consumatori e far ripartire le vendite. Nel biennio 2021-2022, in particolare, sono attese importanti novità nella telefonia e nell’elettronica di consumo in generale, come la tecnologia 5G e il successivo switch, che richiederà apparecchi televisivi di nuova generazione.

    Una spinta ai consumi è attesa anche dal ricorso ai bonus e agli incentivi statali, che hanno già determinato risultati positivi in alcuni mercati del Non Food, come gli elettrodomestici e i mobili che hanno beneficiato delle agevolazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica, come le biciclette e le e-bike (il cui trend è già positivo di per sé), e come i libri non scolastici e i supporti musicali sostenuti dal bonus per neo-diciottenni.

     

    Per saperne di più, visiti il sito nonfood.gs1it.org e scarichi l’estratto dell’Osservatorio Non Food 2020.

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    GS1 Italy è l’associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo. Ha l’obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare più slancio alle imprese e più vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilità e l’efficienza della catena del valore. Il più conosciuto è il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra Industria e Distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.

  • La Serie Firenze di Rubinetterie Stella per il California Park Hotel di Forte dei Marmi

    La collezione di miscelatori ispirata all’architettura medievale protagonista delle sale da bagno dell’Hotel a 4 stelle in Versilia.

    Il lussuoso California Park Hotel di Forte dei Marmi, situato in un’oasi di verde di oltre 10.000 mq, poco distante dal mare e dal centro città, è il luogo ideale per vivere un soggiorno all’insegna del relax nel cuore della Roma Imperiale, centro culturale noto in tutto il mondo per l’importanza delle sue manifestazioni.

    Qui gli ospiti troveranno un’atmosfera unica con tutti i comfort propri di un albergo di lusso dotato di ogni servizio: dalla piscina, all’ampia sala congressi, fino al ristorante, che offre qualità e grande scelta con una cucina curata in ogni particolare e che recupera i sapori della tradizione italiana, strizzando l’occhio alle migliori ricette internazionali.

       

    Completamente rinnovata nel 1990, la struttura dispone di 40 camere e suites arredate in modo raffinato e impeccabile, con uno stile che si adatta perfettamente alla cornice di grande fascino naturale del luogo. Il design, con le sue sfumature classiche e romantiche, si riflette anche nell’arredo delle ampie sale da bagno e nella scelta della rubinetteria. Protagonista è la serie Firenze di Rubinetterie Stella, concepita nel 2010 da Gianpiero Castagnoli, che, con la sua personalità moderna ma tradizionale, è ancora oggi tra le più apprezzate per la sua originalità, nonché il tocco di classe che si accorda armoniosamente con i marmi di Carrara inseriti nelle stanze.

     

    www.rubinetteriestella.it

  • Red Up Plus di U-Power. La scarpa da lavoro polivalente moderna e innovativa

    L’azienda leader nel settore delle calzature antinfortunistiche propone una gamma completa di modelli che combinano restituzione dell’energia e inserto antifatica.

     La consapevolezza che ogni lavoratore necessita di calzature studiate appositamente per rispondere alle sue esigenze specifiche è alla base della filosofia produttiva di U-Power. Grazie alla sua esperienza l’azienda è riuscita a concentrare nella linea Red Up Plus tecnologie complementari, ideando una scarpa polivalente adatta ad ogni tipo di lavoro.

    Evoluzione di Red Up, questa nuova gamma integra nella suola, composta in soffice poliuretano Elastopan di BASF, la tecnologia High Rebound, che assicura la restituzione fino a oltre il 40 per cento di energia, e l’inserto antifatica – la mescola rivoluzionaria della linea Red Carpet – nella zona del tallone. Red Up Plus si configura, quindi, come la soluzione ideale sia per le attività in movimento, sia per quelle statiche, garantendo reattività nelle occupazioni dinamiche prolungate e alleviamento dello stress corporeo – stimolando e riattivando la circolazione sanguigna – nei momenti di mansioni statiche.

    Caratterizzata dal design moderno e innovativo tipico del brand U-Power, la gamma comprende un assortimento di 20 modelli: 16 bassi e 4 alti, estivi, invernali e 4 stagioni, in ottemperanza alle classi di sicurezza da S1P a S3, tutti con protezione antistatica ESD e antiscivolo SRC, alcuni dotati anche di standard CI per l’isolamento dal freddo. Le tomaie in morbida pelle scamosciata o in nylon, oppure in Putek® per resistere all’abrasione, il sistema anti-perforazione Save&Flex plus con soletta “metal free”, il puntale leggero e traspirante Airtoe® Aluminium, la fodera Wingtex a tunnel d’aria traspirante e la soletta in Memory+Gel sono, infine, le caratteristiche inconfondibili di tutte le scarpe del marchio, garanzia di alta qualità tecnologica e perfomance all’avanguardia.

    Ottimo rappresentante della linea è, innanzitutto, il modello Sky Plus, perfetto in ogni momento dell’anno, in grado di distinguersi anche esteticamente con il suo design sportivo dall’appeal fresco e giovane donato dalla tomaia che unisce pelle scamosciata blu e nylon ultratraspirante nero. Altri due affermati classici sono, infine, Sirio Plus ed Electra Plus, sfiziosa e femminile, che confermano la mission di U-Power: trasformare le calzature antinfortunistiche da semplici dispositivi di protezione in accessori che uniscono completa sicurezza, massimo comfort e stile impeccabile.

     

     

     

     

     

    http://www.u-power.it

  • Siret Impianti: condizionatore e climatizzatore non sono lo stesso dispositivo

    L’azienda milanese specializzata nella vendita, nell’installazione e nella manutenzione di sistemi di climatizzazione e condizionamento, illustra le differenze tra le due tipologie di impianti.

    Milano, settembre 2020 – Nel linguaggio comune sono spesso usati come sinonimi, ma in realtà tra condizionatori e climatizzatori esistono specifiche differenze. Lo sanno bene i professionisti di Siret Impianti, azienda milanese che dal 2003 si occupa della vendita, dell’installazione, della manutenzione e della riparazione di impianti di climatizzazione e condizionamento, nonché di sistemi di refrigerazione e idronici.

    Come spiegano i professionisti dell’azienda, il climatizzatore è un sistema che assicura il massimo comfort domestico, perché permette di rinfrescare l’ambiente, purificando anche l’aria da cattivi odori e polveri. L’apparecchio, inoltre, può funzionare anche come sistema di riscaldamento (in questo caso è chiamato pompa di calore) durante i mesi invernali, soluzione che consente di avere la giusta temperatura in casa per tutto l’arco dell’anno con un solo impianto domestico e senza consumi eccessivi. Oltre a rinfrescare l’ambiente, purificare l’aria e agire, eventualmente, come pompa di calore, il climatizzatore ha anche una funzione deumidificante, raccogliendo le particelle di umidità presenti nell’aria ed espellendole poi attraverso l’impianto idrico. Questo apparecchio, inoltre, permette di impostare la temperatura che si desidera nei diversi ambienti domestici. 

    Rispetto al climatizzatore, il condizionatore ha invece un funzionamento più semplice. Scopo di questo dispositivo è rinfrescare l’aria, offrendo anche la possibilità di regolare la velocità, ma non consente invece né di impostare la temperatura né di controllare l’umidità e la circolazione dell’aria nella stanza. Anche i filtri sono più semplici di quelli di un climatizzatore e, per questo motivo, il condizionatore non migliora in modo significativo la qualità dell’aria. 

    Venire incontro al meglio alle necessità dei propri clienti è una priorità per Siret: per questo lo staff dell’azienda è disponibile a effettuare sopralluoghi gratuiti, formulando preventivi personalizzati in modo da consigliare il cliente nella scelta dell’impianto più adatto alle diverse esigenze. Conoscere le differenze tra condizionatori e climatizzatori rappresenta già un’importante premessa per poter decidere quale sistema installare nella propria casa o in azienda e ottenere così il massimo comfort in qualsiasi ambiente. 

     

  • Pierfrancesco Latini: “SACE è al fianco delle imprese italiane”

    Solo attraverso Garanzia Italia, la società guidata da Pierfrancesco Latini ha garantito ad oggi volumi per oltre 10 miliardi di euro.

    Piefrancesco Latini
    Pierfrancesco Latini: “Operazioni con indotto su territorio, lavoratori e famiglie”

    Durante l’emergenza sanitaria, SACE ha investito enormi risorse per la tutela e il rilancio dell’economia italiana. I risultati parlano chiaro: la società chiude infatti il primo semestre 2020 con circa 20 miliardi di volumi mobilitati e un utile pari a 64,5 milioni di euro. “Un chiaro segnale – ha dichiarato l’AD Pierfrancesco Latiniche SACE, soprattutto in questo momento difficile, è al fianco delle imprese italiane”. Rispetto agli inizi del 2019, la realtà è arrivata a quota 11 miliardi di euro, segnando un +37%, a sostegno di export e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane. Da aprile è stato inoltre attivato Garanzia Italia, strumento figlio del cosiddetto “Decreto Liquidità”, che finora ha messo sul piatto oltre 10 miliardi di finanziamenti erogati per supportare la liquidità delle realtà in crisi a causa della pandemia. “Gli impatti di Garanzia Italia si estendono ben oltre gli importanti volumi erogati. Dietro ogni operazione, infatti, non c’è mai la sola azienda beneficiaria, ma tutto l’indotto generato sul territorio, i lavoratori, i fornitori, le famiglie. Un impatto – conclude Pierfrancesco Latiniche si moltiplica attraverso le filiere sostenute con quest’operatività: dall’agri-food alla moda, dall’automotive ai servizi turistici ad altri comparti cardine del tessuto imprenditoriale manifatturiero italiano”.

    Formazione ed esperienze professionali di Pierfrancesco Latini

    Alla guida di SACE da novembre 2019, Pierfrancesco Latini ha operato in Cassa Depositi e Prestiti tre anni prima in qualità di Chief Risk Officer. Prima della nomina, ha fatto parte anche dei Consigli di Amministrazione di realtà come Saipem e Airfirm. Originario di Montefiascone, in provincia di Viterbo, ha frequentato la LUISS Guido Carli di Roma, laureandosi in Economia e Commercio e collaborando successivamente presso l’Ufficio Studi Economici dell’Istituto. È stato inoltre Borsista del Ministero A.A.E.E. presso l’Università di Scienze Economiche di Budapest. Dopo un anno come Ufficiale di Complemento della Guardia di Finanza presso il IV Reparto del Comando Generale, diventa analista per la Commissione Europea, lavorando nella Direzione Generale Affari Economici e Finanziari. Nel 1998 BNL lo assume come Responsabile Ufficio Gestione Integrata dell’Attivo, ma l’anno seguente fa il suo ingresso in ItaInvest S.p.A.: in circa 5 anni ricopre i ruoli di Responsabile Risk Management & Asset Allocation, Direttore Attrazione Investimenti Esteri e Marketing Territoriale di Sviluppo Italia e infine Consigliere di Amministrazione del Fondo Pensione Dirigenti. È il 2007 quando, dopo una parentesi nel Gruppo Capitalia come Vice Direttore Centrale Responsabile Monitoraggio crediti, entra a far parte del Gruppo Unicredit, che lo vuole come Chief Risk Officer della Divisione Retail/Unicredit Banca per la Casa. Prima di iniziare la sua avventura con il Gruppo Cdp, Pierfrancesco Latini dà inizio ad una lunga collaborazione con il Gruppo BNP Paribas, arrivando a far parte del comitato di Direzione di BNL e del Risk Executive Committee del Gruppo.

  • Più vita e più gusto con CREA 194, la nuova varietà di pera precoce ottenuta e diffusa dal CREA con caratteristiche che ne stanno già decretando il successo

    L’ultima licenza ottenuta da Geoplant Vivai sas è quella di un frutto che si propone di rilanciare e ampliare il mercato delle pere estive. Rispetto a Carmen, CREA194 presenta una raccolta di una settimana/dieci giorni successiva, una shelf life dei frutti di 4-6 settimane più lunga, più sapore e maggiore resistenza all’imbrunimento e alle manipolazioni. La pera ideale per un settore in cerca di rilancio e una distribuzione e commercializzazione più agevole.

     

    Nuovi consumatori e una commercializzazione facilitata: questi tra gli obiettivi di CREA194, l’ultima varietà di pero messa in campo da Geoplant Vivai sas, Società ravennate specializzata nella introduzione e diffusione di novità varietali sia nel campo delle piante da frutto che nella fragola.

    Se la pera, infatti, sembra essere un frutto per un pubblico maturo e a volte con problematiche di gestione, a partire dall’esposizione sul punto vendita e dalla facile deperibilità a causa del facile imbrunimento al tatto, CREA194 può essere la soluzione per conquistare i più giovani e supportare la grande distribuzione, grazie a una buccia più spessa e una maggiore resistenza alle manipolazioni. Fattori di grande interesse per gli operatori del mercato, tanto che, questa nuova varietà ottenuta in licenza esclusiva per l’Unione Europea vanta già due Vivaisti sub-licenziatari, Geoplant Vivai srl e Vivai F.lli Zanzi con licenza di commercializzazione nell’UE.

    Questo nuovo frutto che può definirsi “figlio” della varietà Carmen ha stupito per l’insieme delle caratteristiche agronomiche e qualitative fin dalle prime produzioni. Con una raccolta più tardiva di una settimana/dieci giorni rispetto alla varietà originaria, CREA194 ha una conservabilità in frigo che raggiunge facilmente le 4-6 settimane in più rispetto a Carmen, lasciando quindi una tempistica estremamente utile per la sua commercializzazione.

    CREA194 si distingue anche per gli ottimi risultati su tutti i portinnesti più diffusi, dimostrandosi una varietà dalla elevata e costante produttività. Non da meno il gusto, dolce e fruttato dei frutti, caratterizzati da una polpa dalla consistenza croccante e da buona resistenza alle manipolazioni, che rende CREA194 appetibile anche a un consumo fuori casa e rivolto a un pubblico più giovane, alla ricerca di un prodotto comodo e facilmente gestibile.

    “Il cambiamento dei consumi, delle diverse esigenze del consumatore e delle necessità del mercato necessitano di una innovazione importante, – spiega Gianluca Pasi, Responsabile estero delle piante da frutto, – anche perché per un settore spesso in difficoltà per le diverse criticità in corso occorre pensare a soluzioni che offrano garanzie. Con questo spirito abbiamo pensato di punatre su quasta nuova cultivar e già dai primi incontri abbiamo registrato un notevole interesse della filiera”.

     

    Geoplant Vivai è una società agricola romagnola presente sul mercato da quasi quarant’anni, specializzata nella coltivazione di piante di fragola e da frutto. Consapevole che le piante non rappresentino un bene di consumo, ma di investimento, l’azienda agisce su più direttrici per interpretare le esigenze dei clienti, impegnarsi a migliorare la struttura e la morfologia delle cultivar, controllare tutti i processi per la sicurezza sanitaria e proporre le migliori varietà provenienti dalla ricerca mondiale.

  • Il Centro Veterinario Aleandri di Roma, professionalità e amore per i nostri amici pelosi

    I nostri amici a quattro zampe sono molto più che compagni di vita: veri e propri membri della famiglia, occupano nel nostro cuore un posto speciale, spesso il più importante. E’ quindi naturale preoccuparsi di scegliere il meglio per la loro salute.

    A Roma, in tal senso, la scelta è immediata: stiamo parlando del Centro Veterinario Aleandri.

    Questa struttura certificata opera nelle zone di Monteverde, Gianicolense, Marconi e Portuense e si distingue per completezza, professionalità e metodiche d’avanguardia.

    Qui, uno staff medico qualificato e altamente specializzato è supportato da un ambulatorio ben organizzato, con locali attrezzati in ogni dettaglio.

    Tecnologie avanzatissime consentono di effettuare prestazioni di diagnostica per immagini (radiologia, ecografia, endoscopia) con il più alto margine di attendibilità e senza stress per l’animale.

    L’annesso laboratorio analisi effettua in loco esami delle feci, e delle urine e sierologici; per la citologia, il Centro si affida ai colleghi di Oncovet.

    Tutte le altre analisi vengono eseguite da un laboratorio esterno serio e affidabile.

    Alle procedure diagnostiche si affianca un complesso di servizi quanto mai completo: ostetricia e ginecologia, ortopedia, cure dentali, cardiologia, check up, medicina interna, chirurgia, vaccinazioni, microchip. In caso di necessità, è possibile la visita a domicilio.

    Appositi spazi per la degenza sono riservati ai gatti; per il cane è previsto il ricovero in regime di day hospital.

    Una sala operatoria completa di tavolo chirurgico, lampada scialitica, blocco anestetico, superficie operatoria riscaldata e monitor per il controllo dei parametri vitali supporta ogni tipo di intervento.

    E, cosa molto importante, in tutte le prestazioni viene dedicata un’attenzione particolare alla sensibilità dell’animale.

    Motivato da un grande amore per i nostri amici pelosi, lo staff dell’ambulatorio considera ogni suo piccolo paziente un membro della famiglia a tutti gli effetti, operando sempre nel pieno rispetto del suo benessere psicofisico e creando le migliori condizioni per farlo sentire a suo agio.

    Il Centro Veterinario Aleandri è aperto tutti i giorni dal lunedi al venerdi dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00; il sabato solo di mattina, dalle 9.30 alle 13.30.

    Al di fuori di questi orari e per le emergenze, lo staff è reperibile telefonicamente e via mail.

    Tutti i riferimenti sono riportati sul sito ufficiale

    Per saperne di più >>

  • Serie Gemma di Artis Rubinetterie. Design rinnovato per la fortunata gamma di miscelatori

    Nell’ambito di un programma di affinamento della resa estetica dei suoi prodotti , l‘azienda bresciana ha provveduto ad un restyling della collezione Gemma.

                     

    A circa due anni dalla sua realizzazione, la Serie Gemma continua a riscontrare ottimi consensi grazie al suo design che ben rappresenta il gusto estetico contemporaneo. Per valorizzare ulteriormente le sue forme gentili, aggiungendo carattere a una proposta dal fascino innato, Artis ha pensato ad un raffinato restyling, nel rispetto dei suoi tratti originari e dell’evoluzione stilistica dell’offerta aziendale.

    L’armonia dei volumi cilindrici che caratterizzano corpo, leva e bocca del miscelatore si conferma la cifra distintiva della collezione, giocata sull’equilibrio di linee snelle e filanti per un moderno effetto di leggerezza visiva che si accompagna all’eccellente ergonomia comune a tutti i prodotti Artis. Per renderne ancora più accattivante la veste, Gemma è stata perfezionata con l’aggiunta delle basette piramidali che mettono in evidenza le proporzioni ridisegnate a regola d’arte.

    La gamma, inoltre, è stata recentemente arricchita di nuovi modelli, tra cui i miscelatori per lavabo a catino, i comandi remoti, le batterie a tre fori ed il nuovo miscelatore termostatico da incasso per la doccia, disponibile fino a 3 vie di alimentazione.

     

    https://artisitaly.com

  • Safety Partner: le vaccinazioni per la tutela dei lavoratori dipendenti

    Esistono norme ben precise in tema di medicina del lavoro: i Datori di Lavoro devono garantire ai lavoratori la possibilità di effettuare tutte le vaccinazioni necessarie alla tutela dei lavoratori

    Milano, settembre 2020 – Le tipologie di vaccini obbligatori in ambito lavorativo variano a seconda del campo in cui si opera e dei conseguenti possibili rischi biologici: spetta al Datore di Lavoro mettere in sicurezza i propri lavoratori, adottando tutte le misure preventive per garantire loro totale protezione. 

    Tra questi interventi si possono elencare le vaccinazioni: ad esempio, per coloro che lavorano a stretto contatto con i bambini (personale della scuola d’infanzia primaria e secondaria o altre istituzioni che accolgono minori, operatori sanitari in aree infantili e di malattie infettive) è previsto il vaccino anti-morbillo-parotite-rosolia (MPR) e varicella; ad esempio per minatori, manovali, operai dell’edilizia, metallurgici e metalmeccanici, manipolazione immondizie, lavoratori agricoli, lavoratori del legno e lavoratori di settori analoghi è obbligatoria l’antitetanica (legge n. 292/1963). La vaccinazione contro l’epatite B, ancora, è fortemente consigliata ai membri delle Forze dell’Ordine e al personale medico-sanitario e assistenziale a rischio di contrarre il virus sul lavoro.

    Su base volontaria, inoltre, si può scegliere di effettuare vaccini che fanno parte di programmi di prevenzione salute, come il vaccino anti-influenzale che si può fare ogni anno. 

    Esistono tre diverse classificazioni delle vaccinazioni per i lavoratori: vaccinazione come requisito di legge, obbligatoria per specifici lavori; vaccinazione come raccomandazione, da far valutare al Medico Competente e necessaria per garantire totale sicurezza sul lavoro; vaccinazione come requisito richiesto da Paesi esteri, per l’ingresso per motivi lavorativi.

     A livello legislativo, la gestione dei vaccini sul lavoro è regolata dall’articolo 2087 del Codice Civile e dal Decreto legislativo 81/08, che affermano che “l’imprenditore è tenuto ad adottare, nell’esercizio dell’impresa, le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.” 

    Se il lavoratore ha effettuato le vaccinazioni previste viene considerato idoneo e può svolgere le sue specifiche mansioni; in caso contrario il Medico Competente deve proporre un piano vaccinale al dipendente per garantirgli la massima tutela sul lavoro.

    Safety Partner 

  • Una marcia in più per la tua azienda: i database geografico statistici Visceglia

    Nella vita di ogni azienda, alcuni strumenti costituiscono parte integrante delle attività quotidiane, tanto produttive quanto organizzative.

    Consegne, metodologie di vendita, analisi della produttività, logistica, marketing: tutte queste funzioni necessitano di supporti adeguati in grado di fornire linee guida affidabili sulle quali costruire di volta in volta piani e strategie “ad hoc”.

    I database geografico statistici di Visceglia rappresentano in tal senso un vero asso nella manica, grazie alla loro capacità di supportare una vasta gamma di attività aziendali.

    Dalla ditta commerciale allo studio professionale, dagli operatori del marketing alle realtà afferenti ai settori dell’urbanistica, l’apporto dei database Visceglia si rivela insostituibile, poiché fornisce un quadro dettagliato, attendibile e puntuale del territorio di interesse spaziando dai riferimenti geografici e topografici alle informazioni di carattere demografico.

    Questa tipologia di dati è fondamentale per qualsiasi analisi, progetto o pianificazione, a cui conferisce spiccate caratteristiche di concretezza: ciò si traduce in una più elevata prospettiva di successo, sia a breve che a lungo termine.

    Un’azienda commerciale che desideri diffondere un prodotto/servizio, ad esempio, se ne avvarrà per suddividere le zone in modo equilibrato, mirare le strategie promozionali, organizzare la logistica, fissare i budget e assicurare una presenza capillare della forza vendita sul territorio.

    Un corriere, invece, utilizzerà i database per organizzare al meglio i giri di consegne, così da rendere la sua attività più rapida ed efficiente.

    Chi opera nel direct marketing, solo per fare un altro esempio, non potrà assolutamente fare a meno delle informazioni sulla toponomastica: vie, piazze, quartieri, CAP e numeri civici, infatti, sono riferimenti imprescindibili per la distribuzione di volantini, brochure e altro materiale pubblicitario.

    Gli informatori medico-scientifici saranno pienamente supportati da uno strumento in grado di offrire ogni ragguaglio utile sui distretti ASL e sulla loro ubicazione nel tessuto urbano.

    Per venire incontro a queste ed altre esigenze professionali, i database geografico statistici di Visceglia sono stati realizzati in una pluralità di versioni: Atlanti delle Regioni, delle Province e delle Città, Elenco dei Comuni, Elenco delle strade di Roma.

    Ogni database offre un ampio corredo di dati concernenti il territorio e la sua popolazione: coordinate geografiche, distanze, numero di abitanti, densità di popolazione per Kmq, CAP, distretti ASL, toponimi, nomi e indirizzi dei municipi, provincia di appartenenza, ecc.

    Il formato in CD consente un utilizzo semplice, pratico e flessibile, con la possibilità di esportare i dati su altri software e di leggerli con i più diffusi browser internet.

    Ulteriori informazioni >>

  • DESIGN E TECNOLOGIA, LO SPAZZOLINO DI PIUMA VINCE LA MENZIONE D’ONORE AL COMPASSO D’ORO (E TI DICE QUANDO È ORA DI CAMBIARLO)

    L’azienda veneziana premiata per le forme iconiche, i brevetti tecnologici e l’anima green del proprio “Piuma Brush”. L’Ad Michele Longato: “Stabilimento pronto, boom di richieste da Europa e Russia”

     

    Le forme sono iconiche, i materiali sono green. La base trasforma lo spazzolino in un elemento di design e d’arredo, consente l’appoggio su qualsiasi superficie e grazie al calendario integrato ricorda di cambiarlo almeno ogni tre mesi. Sono queste le caratteristiche e i brevetti che hanno permesso a Piuma Care Srl, azienda di Noventa di Piave, nel Veneziano, di vincere la menzione d’onore alla XXVI edizione del Compasso d’Oro, il riconoscimento più ambito per chi opera nel mondo del design, con il proprio spazzolino di punta, il “Piuma Brush”, disegnato insieme ad Hangar Design Group.

    È questo l’ultimo riconoscimento per la giovane e innovativa azienda oggi guidata dall’amministratore delegato Michele Longato, che ha in curriculum esperienze decennali nel settore: ha rapporti stabili coi top player del settore dal Giappone agli Stati Uniti e il suo focus è la capacità di industrializzare prodotti di nicchia e di design unico. Non a caso, nella sede veneziana sono stati acquistati macchinari capaci di produrre milioni di pezzi dello spazzolino appena premiato. Un brand dalla vocazione internazionale fin dalla fondazione: l’obiettivo è rivoluzionare il mondo del beauty secondo la logica del «la cura della bellezza inizia dal sorriso»: anche gli spazzolini giocano un ruolo fondamentale nella routine estetica delle persone.

    “Il mercato cosmetico è il secondo a livello mondiale per crescita dopo quello del caffè”, spiega Longato. “La nostra visione unisce estetica, funzionalità ed innovazione e ci ha subito proiettato tra i marchi più iconici”. Il successo è stato rapido: nel 2019 Piuma Care ha vinto il Red Dot design Award, poi l’Adi (Associazione design industriale) l’ha inclusa nella sua selezione biennale propedeutica per accedere al Compasso d’oro, prima di premiarla nella cerimonia internazionale. “Piuma Brush vanta una collaborazione con un’importante azienda statunitense con la quale abbiamo sviluppato un materiale completamente nuovo per la base che contiene un datario che ti ricorda quando cambiare lo spazzolino. Tutti i materiali utilizzati vantano la conformità Fda per il mercato Usa, per cui garantiscono un’igiene antibatterica altissima”.

    Piuma Care peraltro è attiva anche su altri fronti, uno stile che è stato ribattezzato “Piuma Way”. L’azienda è stata la prima a proporre un dentifricio anticarie da 75 ml in confezione con tecnologia airless, molto più igienico, delicato e sicuro in viaggio che permette di usare il 100% del prodotto all’interno, una formulazione con ingredienti d’eccellenza, tutto fatto in Italia. Da poco ha anche proposto un collutorio in un pack di alluminio innovativo, per sottolineare il costante impegno verso l’ambiente.

    “Dal 2021 tutti i nostri packaging secondari saranno plastic free”, annuncia Longato, soddisfatto anche degli esiti commerciali della propria attività. “Stiamo riprendendo ora la distribuzione in Italia dopo un anno molto particolare per tutti, sia nel canale farmacia, parafarmacia, profumeria come nelle catene di negozi specializzati oltre alle piattaforme online. Ma abbiamo già trattative in corso con importanti player in Europa ed in particolare in Russia, dove saremmo presenti fisicamente entro il prossimo semestre con un importante operatore locale. Sul fronte del travel retail il primo corner è stato attivato all’aeroporto di Orio al Serio”.

     

     

    SCHEDA “PIUMA BRUSH”

    MADE IN ITALY ECO-FRIENDLY Piuma Brush è 100% prodotto, controllato e confezionato in Italia negli stabilimenti di Piuma Care. Il processo di produzione è sorvegliato attraverso certificati di qualità e controlli periodici, in rispetto degli standard Gmp (Good manufacturing practice) e Iso. Confezionato in atmosfera controllata per garantire i massimi livelli di igiene, l’intera produzione dello spazzolino avviene nel rispetto dell’ambiente ed impiega tecnologie green. SPAZZOLATE BREVETTATE Le micro-setole premium in Tynex® arrotondate (0,1mm) progettate per non irritare le gengive e garantire la massima pulizia sono disponibili in due versioni: medie, morbide, con il caratteristico taglio a V che ottimizza la pulizia dentale. MANICO E TESTINA Il manico ergonomico, più lungo degli spazzolini tradizionali, è estremamente flessibile e consente allo spazzolino di essere più delicato a livello gengivale. Con la presa a 360°, si presta ad una impugnatura ideale ed è composto da materiali completamente riciclabili ed antibatterici che ne preservano la durata e impediscono la formazione di muffe. La testina affusolata permette di raggiungere tutti gli angoli della bocca COSTO Il prezzo consigliato è 6,9 euro. Il kit completo che include la base col “timer” costa 19 euro. INFORMAZIONI E CONTATTI Sito: www.piumacare.com Instagram: @piumacare Facebook: @Piuma_Care

  • Starkey: gli accessori per migliorare l’esperienza del paziente

    Starkey Hearing Technologies, azienda leader nel campo della produzione e della fornitura di apparecchi acustici di alta qualità, illustra gli accessori più all’avanguardia per migliorare l’esperienza uditiva dei pazienti.

    Milano, settembre 2020 – Starkey Hearing Technologies, punto di riferimento a livello globale per la produzione e distribuzione di apparecchi acustici all’avanguardia, ha da sempre come obiettivo primario il benessere e il miglioramento della qualità della vita dei propri pazienti. Per questo l’azienda si impegna quotidianamente nella ricerca di soluzioni innovative per rendere l’esperienza di ascolto del paziente sempre più confortevole, semplice e pratica. La messa a punto di nuovi accessori che consentono un ascolto di alta qualità si inserisce in quest’ottica, con l’obiettivo di fornire ai pazienti dispositivi non solo eleganti e funzionali, ma anche il più possibile flessibili, rispondendo così al meglio alle loro necessità.

    Per le persone che indossano apparecchi acustici, il volume del televisore è fondamentale, ma può risultare fastidioso per i familiari accanto a lui; per risolvere il problema, Starkey ha introdotto il Dispositivo TV, che trasmette l’audio proveniente dal televisore direttamente all’apparecchio acustico, garantendo un’eccezionale qualità del suono. Il volume, inoltre, può essere regolato comodamente in diversi modi: tramite la app Thrive Hearing Control, il telecomando Starkey Hearing Technologies, i controlli utente presenti sull’apparecchio o gli appositi pulsanti presenti sul dispositivo stesso. Un altro accessorio multifunzione proposto da Starkey è il Microfono Remote+, progettato per aiutare i pazienti nelle situazioni di ascolto particolarmente complesse, per interfacciarsi con sorgenti Bluetooth come ad esempio molti smartphone Android, per interfacciarsi con sorgenti ad induzione magnetica o sorgenti FM ed infine via cavo interfacciarsi via cavo con qualunque dispositivo che abbia un’uscita audio jack 3,5mm. Con un’autonomia di 10 ore e con una ricarica completa in sole 3 ore, questo dispositivo rappresenta una delle soluzioni più personalizzabili per migliorare l’esperienza uditiva dei pazienti.

    Il Microfono da Tavolo un altro sistema multifunzione, che migliora la comunicazione sia nel silenzio, sia nel rumore. Con otto microfoni direzionali, la tecnologia “beanforming” e tre modalità di funzionamento, Automatico (automaticamente si focalizza sull’interlocutore che parla) Manuale (l’utente può selezionare manualmente la direzione su cui focalizzarsi) e Ominidirezionale (tutti i microfoni sono accesi contemporaneamente per un ascolto dell’ambiente circostante in surround) offre all’utilizzatore una nuova rinnovata esperienza d’ascolto,

    Inoltre, il Microfono da Tavolo può essere collegato ad una sorgente audio come ad esempio un televisore, può funzionare come microfono a distanza se indossato al collo da un interlocutore distante e può essere utilizzato anche da solo con delle cuffie in dotazione per migliorare l’esperienza di ascolto di chi non indossa ancora gli apparecchi acustici.

    Una comoda gestione del proprio apparecchio acustico è garantita anche dall’utilizzo del Telecomando SHT, un dispositivo pratico e intuitivo, molto semplice da usare per tutti i pazienti. Infine, l’applicazione Thrive Hearing Control rappresenta una soluzione all’avanguardia per assicurare una migliore esperienza di ascolto, perché consente di regolare il volume dello streaming, interagire con il Dispositivo Tv o il Microfono Remote+ e gestire facilmente fino a cinque accessori in streaming abbinati agli apparecchi acustici dei modelli Livio Edge AI, Livio AI e Livio.