Categoria: Aziendali

  • CDP, nuova apertura ad Ancona. Fabrizio Palermo: “Firmati protocolli con Comune

    La nuova filiale di Cassa Depositi e Prestiti si situa in Largo Sacramento, nel distretto finanziario di Ancona.

    Cassa Depositi e Prestiti

    CDP, l’importanza della sede di Ancona nel Medio Adriatico

    Cassa Depositi e Prestiti prosegue nel suo disegno strategico dedicato ai territori. Dopo l’apertura delle sedi di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Torino e Verona, da pochi giorni è infatti operativa anche la sede di Ancona. I nuovi uffici sono stati inaugurati lo scorso 11 febbraio: tra i partecipanti l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Fabrizio Palermo, il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il Sindaco di Ancona Valeria Mancinelli. Previsto il supporto di circa 300 enti pubblici e oltre 5.500 imprese presenti su tutto il territorio marchigiano: “La sede – si legge nel comunicato ufficiale del Gruppo – consentirà una copertura territoriale completa del Medio Adriatico, grazie ai già operativi “Spazio CDP” di Perugia e di Chieti e allo Spazio CDP dell’Aquila di prossima apertura”. All’interno della struttura sono già operative 10 risorse dedicate alla valorizzazione delle sinergie con i partner bancari e le istituzioni locali. Soddisfazione espressa dal Presidente di Cassa Depositi e Prestiti Giovanni Gorno Tempini: “L’inaugurazione della nuova sede territoriale di Ancona rafforza il rapporto storico di CDP con le Marche, territorio strategico per l’industria nazionale, caratterizzato da distretti industriali d’eccellenza e da una decisa impronta manifatturiera”.

    Fabrizio Palermo(CDP): già pronti due Protocolli d’intesa

    L’inaugurazione della sede di Ancona è stata l’occasione per annunciare l’avvio di due Protocolli d’intesa con il Comune di Ancona e la Regione Marche. “Noi oggi apriamo, da un lato un punto di presenza importante di CDP – ha dichiarato Fabrizio Palermo – dall’altro firmiamo due protocolli, uno con la Regione e uno con il Comune, finalizzati ad individuare un percorso in cui assisterli nello sviluppo di progetti su trasporto pubblico locale, scuola, sanità e in generale tutto il supporto al mondo delle infrastrutture. Sono protocolli che abbiamo già firmato con successo in altre regioni e hanno portato allo sviluppo di una serie di iniziative concrete di cui oggi abbiamo discusso anche qui sia col presidente sia con la sindaca". Con la firma dei due accordi, il Gruppo conferma il ruolo dei nuovi uffici come “punto di riferimento operativo e non mere sedi di rappresentanza”. Accordi che andranno ad aggiungersi a quello siglato pochi giorni fa con la Provincia di Pesaro e Urbino: Cassa Depositi e Prestiti fornirà infatti un servizio di consulenza per la realizzazione di due scuole e di una palestra.

  • L’idrogeno green tra strategie e investimenti: il focus dell’AD di Enel Francesco Starace

    “Bisogna cercare di rendere l’idrogeno verde realtà e non sogno, ridurre i costi per farlo diventare accettabilmente economico”: il monito dell’AD e DG di Enel Francesco Starace all’evento “Idrogeno e Green Economy. Strategie, Investimenti e Tecnologia”.

    Francesco Starace

    Sostenibilità: l’AD e DG Francesco Starace interviene al focus di Rcs Academy su green economy e idrogeno

    In dieci anni le cose da fare sono molte ma di sicuro c’è che “bisogna cercare di rendere l’idrogeno verde una realtà e non un sogno”. È quanto evidenziato da Francesco Starace intervenendo lo scorso 25 marzo all’evento promosso da Rcs Academy “Idrogeno e Green Economy. Strategie, Investimenti e Tecnologia”. Dieci anni sono tanti ma, come ha spiegato l’AD, questi sono i tempi dell’idrogeno verde: “Tutti stanno puntando lì e tra cinque anni si capirà già se ce la faremo”. Per riuscirci però è necessario “ridurre i costi in modo da farlo diventare accettabilmente economico” ma anche “far crescere il parco di rinnovabili in tutto il mondo”. Secondo Francesco Starace infatti, “soltanto preparandoci in modo adeguata alla incredibile domanda che l’idrogeno verde stimolerà sulle rinnovabili saremo in grado di far decollare il tutto”. L’Italia è uno dei Paesi più avanti in questo ambito: “Ha fatto dei balzi in avanti ed ha una leadership indiscussa in campo mondiale. Abbiamo le carte in regola per giocarci questa partita”.

    Francesco Starace: l’idrogeno green fondamentale per decarbonizzare tutti i settori che dipendono dal combustibile fossile

    Dobbiamo utilizzare i prossimi dieci anni per elettrificare tutto quello che è possibile con le energie rinnovabili. E poi prepararne ancora di più per quando arriverà l’idrogeno verde che ci servirà per decarbonizzare tutti i settori energetici”, ha spiegato Francesco Starace, intervistato nell’ambito dell’evento dello scorso 25 marzo. In questo momento, l’ostacolo principale per l’idrogeno verde è rappresentato dall’eccessivo costo della produzione “che non lo rende attraente: l’energia necessaria per produrlo è tanta e ha un costo che è abbastanza raggiungibile, ma ci siamo quasi”. La sfida è particolarmente impegnativa: sostituire “in dieci anni quello che abbiamo costruito in quaranta” e al contempo soddisfare “la crescente fame di energia di enormi parte del pianeta”. Se l’idrogeno green diventerà una realtà economicamente sostenibile “riusciremo a decarbonizzare acciaio, cemento e altri settori che dipendono dal combustibile fossile”. In questa prospettiva serve un grande sforzo anche in termini di investimenti: “Solo noi investiremo 190 miliardi in dieci anni, ma è una goccia nel mare, su triliardi di euro in tutto il mondo”.

  • Gianni Lettieri, Presidente di Atitech: l’attività e il modus operandi dell’azienda

    Gianni Lettieri è Presidente di Atitech: “La nostra missione è fornire servizi di eccellenza, efficaci, per soddisfare le continue evoluzioni del mercato e le richieste dei clienti”.

    Gianni Lettieri

    Gianni Lettieri: il ritratto di Atitech, azienda leader nella manutenzione aeromobili civili e militari

    Prima realtà manifatturiera partenopea, oggi Atitech è leader del mercato Emea (Europe, Middle East e Africa) con 20 linee attive e 15 nelle aree di parcheggio: “Fin dall’inizio della nostra gestione abbiamo sempre cercato di preservare l’approccio operativo e diretto, valorizzando, prima di ogni altra cosa, le esigenze di ogni singola compagnia aerea”, ha spiegato il Presidente Gianni Lettieri in occasione dei trent’anni di attività dell’azienda che opera a livello internazionale nella manutenzione aeromobili civili e militari. Era il 2009 quando l’imprenditore ne prese le redini: sei anni dopo, con l’acquisizione dello stabilimento Alenia di Capodichino, è diventata la MRO (Maintenance, Repair and Overhaul) indipendente più grande d’Europa. Neanche durante il lockdown i tecnici di Atitech si sono fermati: nei limiti e nelle modalità consentite dai decreti ministeriali che si sono succeduti, l’azienda ha continuato a supportare i propri clienti. Eccellenza ed efficacia: anche grazie a questo connubio che ne permea il modus operandi Atitech si è affermata su scala globale rispondendo prontamente alle continue evoluzioni del mercato. La realtà che vede in Gianni Lettieri il suo Presidente, oltre alla manutenzione degli aerei, si occupa anche di quella dei motori, dei carrelli di atterraggio e di tutti i componenti dell’aereo e fornisce servizi di ingegneria, contraddistinti da un elevatissimo valore di affidabilità tecnica.

    Gianni Lettieri: il profilo del manager e imprenditore oggi alla guida di Atitech e Meridie S.p.A.

    Oltre a guidare Atitech, Gianni Lettieri è attualmente anche Amministratore Delegato e Presidente di Meridie S.p.A., prima investment company del Sud Italia quotata sul segmento Miv di Borsa Italiana. Nato a Napoli, si è affermato inizialmente in ambito tessile fondando un’azienda specializzata nel settore: negli anni, intuendone le potenzialità di crescita sul mercato, ha portato il tessuto denim-ring negli USA e in India. Non a caso, dedicandogli un ampio servizio, una prestigiosa rivista americana titola: “Giovanni Lettieri selling Denim to the Americans”. È stato Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Avellino e, in seguito, dell’Unione degli Industriali della Provincia di Napoli (2004-2010). Ha operato nei CdA de “Il Sole 24 Ore” e di Edime (società editrice del quotidiano “Il Mattino”), nel Comitato centrale Mezzogiorno di Confindustria Nazionale e nel Comitato Consultivo del Fondo di Promozione del Capitale di Rischio per il Mezzogiorno NHS Mezzogiorno SGR APA. Tra il 2018 e il 2019 è stato Vice Presidente di BusinessMed, l’Associazione delle Confindustrie del Mediterraneo. Nel corso della sua carriera ha conseguito diversi riconoscimenti di rilievo quali il Premio Mediterraneo Economia e Impresa, il Premio Guido Dorso XXIX Edizione, conferitogli al Senato dal Presidente della Repubblica nel 2008, il Premio Cuore d’Oro e il Premio Masaniello. Nel 2008 Gianni Lettieri è stato insignito di una Laurea Honoris Causa in Amministrazione e Legislazione d’Impresa dall’Università di Napoli.

  • Transizione energetica: il futuro dell’idrogeno nelle parole dell’AD di Eni Claudio Descalzi

    “L’idrogeno è un vettore energetico che può dare grosse soluzioni in campo industriale ma anche nella mobilità”: l’intervento di Claudio Descalzi sul ruolo dell’idrogeno nella transizione sostenibile del Paese.

    Claudio Descalzi

    Idrogeno e decarbonizzazione: il focus di Claudio Descalzi

    Pensare all’idrogeno come a un elemento in grado di fornire soluzioni in chiave sostenibile, capaci di aiutare nella transizione energetica e nella decarbonizzazione dell’industria. È l’invito di Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, intervenuto al dibattito digitale “La strategia sull’idrogeno e la transizione energetica” organizzato da “Il Sole 24 Ore”. “Si parla di idrogeno da circa 30 anni”, segnala l’AD, “ci sono stati dei miglioramenti tecnologici” ma ora è necessario “un mix energetico che ha bisogno di diversi vettori energetici e anche di diverse risorse primarie”. Un mondo dell’energia, prosegue, che è ancora “molto variegato” e in cui “abbiamo la parte rinnovabile che sta salendo soprattutto in Europa ma con cui non riusciamo a coprire tutto”. Ciò è dovuto alla crescita dei bisogni energetici anche da parte di quei Paesi che si sono affacciati da poco nel mercato. A tal fine, aggiunge l’AD Claudio Descalzi, “abbiamo bisogno di altri vettori energetici e l’idrogeno è un vettore che può dare grosse soluzioni in campo industriale ma anche nella mobilità, in particolare quella pesante”.

    Eni, Claudio Descalzi: evitare contrapposizioni che rallentano il sistema

    Mettendo in luce il contributo che l’idrogeno può fornire nel comparto della mobilità, Claudio Descalzi ha sottolineato come la prospettiva riguardi anche la mobilità di tipo pesante: “Si può andare sulla parte camion ma anche sulla parte navale. Dove si usa il gasolio per i treni, l’idrogeno potrebbe, in modo limitato, far muovere i treni”. Una sfida, quella della mobilità, su cui il Gruppo Eni è già al lavoro da diverso tempo: “Noi ci siamo attrezzati e incominceremo da vere stazioni di servizio multifunzionali con elettrico, biogas e idrogeno”, spiega l’AD, aggiungendo come la previsione sia quella di incrementare gli investimenti in relazione alla crescita della domanda, così come accaduto in passato con l’elettrico. Mobilità dunque, ma anche settori quali raffinazione, industria chimica, cementifici e cartiere, sempre più legati all’introduzione dell’idrogeno. Il messaggio lanciato da Claudio Descalzi è inoltre finalizzato a far sì che si eviti contrapposizione tra idrogeno verde e blu: “Nell’industria dove c’è bisogno di energia e si vuole decarbonizzare, ogni volta che si cerca una contrapposizione si rallenta il sistema”, questo il monito dell’AD, che aggiunge “il sistema energetico non è un sistema ideologico ma è un sistema tecnologico. Dobbiamo essere neutri e lavorare in funzione dei costi del mix e soprattutto individuare gli scopi e gli obiettivi”.

  • Virtual Tour di Rubinetterie Stella. Il nuovo modo di presentare i prodotti

    La storica azienda novarese propone un’innovativa esperienza virtuale che consente di conoscere le collezioni Stella in maniera interattiva.

    I prodotti firmati Rubinetterie Stella da sempre rappresentano l’espressione concreta dei valori del prestigioso marchio. Per questo ogni creazione racchiude in sé una storia che, in quanto tale, ha bisogno di essere raccontata, spiegata e presentata in maniera appropriata. Per rispondere a questa necessità e permettere a chiunque di poter visionare da vicino le collezioni Stella, anche senza recarsi in una show-room, l’azienda novarese ha deciso di sfruttare la tecnologia 3d applicata.

    Nasce, così, il Virtual Tour, un vero e proprio viaggio virtuale che consente di coniugare i vantaggi della modellazione 3d e le emozioni reali suscitate dalle ambientazioni tra cui muoversi alla scoperta dei rubinetti Stella.

    Il tour offre un’esperienza interattiva che si articola tra le stanze di un Boutique Hotel virtuale, in contesti completamente diversi per stile e materiali utilizzati, dove il rubinetto e, di conseguenza, il marchio sono protagonisti. All’interno delle camere, fortemente caratterizzate, sono posizionati degli Info-point sui prodotti: box didascalici che rimandano al sito di Stella per approfondire le informazioni relative all’articolo in questione.

    Il Virtual Tour è facilmente accessibile dal link https://virtual-tour.rubinetteriestella.it/tours/EIEUuhnnP: fruibile su desktop o smart-devices attraverso un normale browser, può essere visualizzato per un’esperienza immersiva in VR tramite cardboard o headset, configurandosi come una soluzione rapida e versatile, che non richiede download o l’uso di software o app specifici. Inoltre, è particolarmente adatto alla fruizione via smartphone grazie all’utilizzo di giroscopio e touchscreen. Infine, offre ulteriori opzioni tra cui live video, chat e videocall per gestire lo strumento come un autentico tour guidato del quale essere spettatori e, al tempo stesso, attori che interagiscono con ambienti, prodotti e persone. Rubinetteria Stella punta, quindi, sull’opportunità di creare vicinanza con i suoi interlocutori, dando vita a contatti umani e concreti in grado di superare la distanza fisica.

    www.rubinetteriestella.it

  • Facile.it inaugura cinque nuovi Store

    Continua a gran velocità il percorso di espansione territoriale di Facile.it che, tra aprile e maggio, ha in programma l’inaugurazione di ben 5 nuovi Facile.it Store. Al punto vendita di Ravenna (Via Cavour 37), inaugurato il 13 aprile, si affiancheranno le aperture di Legnano (Corso Magenta 18), Ferrara (Via Bersaglieri del Po 9) e, nelle prossime settimane, quelle di Verona (Via Stella 14) e Vicenza (Corso Palladio 61).

    «Essere presenti in maniera capillare sul territorio italiano è per noi fondamentale», spiega Daniela Zancan, Managing Director Stores & Facile.it Mutui e Prestiti. «Questo ci consente, da un lato, di essere più vicini ai consumatori e comprendere al meglio le loro esigenze, dall’altro di offrire ad un numero sempre maggiore di clienti la possibilità di incontrare un consulente esperto per individuare le migliori soluzioni di risparmio sulle principali voci di spesa familiare.».

    I Facile.it Store sono luoghi fisici dove i cittadini possono affidarsi a consulenti dedicati che li guideranno nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, di finanziamento e utenze domestiche. Una formula di successo, unica nel suo genere in Italia, che sta catturando sempre più l’attenzione anche dei consumatori; secondo i dati di Facile.it, nel 2020, nonostante le limitazioni alla mobilità, sono stati più di 50.000 gli italiani che si sono rivolti ad uno dei Facile.it Store per confrontare e risparmiare su Rc auto e moto, mutui, prestiti e bollette luce e gas.

    Positivi anche i risvolti sul fronte occupazionale; ad oggi i punti fisici a marchio Facile.it contano circa 250 tra dipendenti, consulenti assicurativi e del credito. E proprio in funzione dello sviluppo della propria rete territoriale, l’azienda è alla costante ricerca di professionisti nell’ambito dell’intermediazione assicurativa e della mediazione creditizia.

    «Entrare nella squadra di consulenti Facile.it significa prender parte ad uno dei progetti più innovativi del settore», spiega Angela Giannicola, Direttore Commerciale Stores & Facile.it Mutui e Prestiti. «In vista del nostro piano di espansione cerchiamo sia giovani talentuosi, che potranno crescere e sviluppare nuove competenze, sia professionisti con esperienza, che potranno beneficiare di importanti vantaggi competitivi per raggiungere significative performance qualitative e quantitative».

    I Facile.it Store sono oggi presenti in 21 città italiane: Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova, Torino, Bari, Lecce, Salerno, Cagliari, Treviglio e Mestre, cui si aggiungono le 5 nuove inaugurazioni in programma tra aprile e maggio e le numerose previste entro fine 2021.  Agli Store si affiancano le 40 agenzie fisiche a marchio Facile.it Mutui e Prestiti specializzata nell’ambito della mediazione creditizia.

    Le posizioni aperte sono disponibili qui.

  • Open Fiber accelera sull’infrastruttura in fibra, Elisabetta Ripa: “Serve impegno delle autorità”

    Le dichiarazioni di Elisabetta Ripa nella cornice della XIII edizione dell’EY Capri Digital Summit.

    Elisabetta Ripa

    Elisabetta Ripa: rivoluzione digitale indispensabile per il rilancio del Paese

    L’infrastruttura in fibra ottica è fondamentale se si vuole restare al passo dei cambiamenti sempre più rapidi del mondo digitale. E l’Italia, che da anni soffre un ritardo nei confronti dei partner europei, deve spingere necessariamente in questa direzione. Lo ha detto Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber, durante il suo intervento all’ultima edizione del Digital Summit promosso da Ernst&Young. “Nel 2023 l’infrastruttura sarà pronta, raggiungendo 19 milioni di unità immobiliari – ha dichiarato la manager –Dobbiamo coprire oltre 6.000 comuni e questo richiede uno sforzo enorme di produttività e di collaborazione con il pubblico, per questo sono molto importanti i processi di semplificazione”. Sebbene la copertura di Open Fiber abbia raggiunto un terzo del Paese, per la rivoluzione digitale in Italia c’è bisogno della collaborazione di tutti gli stakeholder del settore. Non solo aziende, ma anche filiera produttiva servita e soprattutto un forte impegno delle autorità. Un passo avanti è stato fatto, secondo Elisabetta Ripa, grazie al processo di semplificazione portato avanti dai Governi degli ultimi anni.

    Elisabetta Ripa: gli ostacoli al processo di digitalizzazione

    Open Fiber continuerà a fare la sua parte per accompagnare il Paese verso il rilancio dell’economia atteso nel periodo post pandemico. Da un lato, ha spiegato Elisabetta Ripa, ci sarà un’accelerazione nella realizzazione dell’infrastruttura in fibra, dall’altro l’abilitazione di nuovi servizi, con un focus specifico sui contenuti verso le piattaforme. L’Amministratore Delegato dell’operatore wholesale definisce come obiettivo cardine quello di indirizzare gli investimenti nella rete d’accesso, che in Italia sono mancati a causa della limitata competizione infrastrutturale. Inoltre, il Paese deve affrontare un’altra problematica: la scarsità di competenze specializzate. Competenze che serviranno anche per i processi di digitalizzazione in corso, come ad esempio della rete elettrica e della logistica. Al momento Open Fiber conta 8.000 dipendenti: “Dobbiamo arrivare a 15.000 risorse ma non le troviamo – ha detto Elisabetta Ripaquindi bisogna insistere sulla formazione. Le competenze, anche di base, che servono per un’accelerazione della realizzazione di queste infrastrutture, è un tema che la scuola, il sistema educativo e la politica industriale deve aiutare tutti a indirizzare rapidamente”.

  • Gianfranco Battisti: il conferimento della certificazione Well Health-Safety Rating a FS Italiane

    Gianfranco Battisti: a FS Italiane la certificazione Well Health-Safety Rating, assegnata dall’International Well Building Institute (IWBI) di New York, per le azioni messe in campo in contrasto alla pandemia da Covid-19.

    Gianfranco Battisti

    Gianfranco Battisti: FS Italiane punta su salute e innovazione, al Gruppo la certificazione Well Health-Safety Rating

    L’International Well Building Institute (IWBI) di New York ha conferito a FS Italiane la certificazione WELL Health-Safety Rating per le azioni messe in campo nell’ultimo anno a tutela dei dipendenti e per la sicurezza dell’ambiente di lavoro. L’ente ne ha riconosciuto in particolare la risposta tempestiva a fronte dello scoppio dell’emergenza della pandemia: il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti si è attivato prontamente promuovendo diverse misure di contrasto e prevenzione tra cui la pulizia e la sanificazione degli ambienti di lavoro, la gestione dello smart working, ma anche i tamponi antigenici rapidi per tutti i lavoratori entrati in contatto con sospetti casi Covid e, sempre in materia di welfare per i dipendenti, la copertura assicurativa in caso di ricovero da contagio. Il riconoscimento è stato consegnato a FS Italiane dal WELL Building Institute nel corso di un evento online a cui ha preso parte l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Gianfranco Battisti insieme al Direttore Centrale Risorse Umane e Organizzazione Angelo Sferrazza e a Francesca Galati Bolognesi, Ingegnere, Architetto, Leed Ap, Well Performance Testing Agent.

    FS Italiane: l’impegno del Gruppo per le persone, i viaggiatori e i dipendenti nelle parole dell’AD Gianfranco Battisti

    La certificazione rappresenta "un’ulteriore conferma dell’impegno del Gruppo FS per garantire la sicurezza e la tutela della salute delle persone": lo ha sottolineato l’AD e DG Gianfranco Battisti spiegando come siano "elementi distintivi dell’identità del Gruppo e fra i principali driver del nostro modello di sviluppo". L’obiettivo del percorso intrapreso da FS Italiane "già prima dell’emergenza sanitaria in corso", come ricordato dall’AD Gianfranco Battisti, è "di diffondere una cultura della sicurezza responsabile e condivisa, coinvolgendo sempre di più le persone, viaggiatori e dipendenti, nel nostro progetto d’impresa". Molte le iniziative portate a termine in quest’ottica: tra queste la realizzazione insieme alla Croce Rossa Italiana dell’hub vaccinale di Roma Termini. Inoltre, per contribuire alla ripartenza del Paese, FS Italiane ha dato al Commissario Straordinario la piena disponibilità di vaccinare, con proprie strutture e personale sanitario, tutte le persone del Gruppo. Il conferimento della WELL Health-Safety Rating arriva a distanza di pochi mesi da quello della Biosafety Trust Certification: sviluppata dall’Ente di certificazione RINA, riconosce le best practices adottate in materia di prevenzione e controllo delle infezioni e testimonia l’importante lavoro svolto per garantire a viaggiatori e dipendenti i più alti livelli di igiene e sanificazione.

  • Il codice GS1 Global Location Number per le certificazioni IFS Food 7.
Mettersi in regola è facile grazie a GS1 Italy.

    Nuovi obblighi in vista per le aziende che vogliono richiedere la certificazione IFS Food, utile per lavorare con i retailer internazionali e garantire sicurezza e tracciabilità dei prodotti alimentari. Dal 1° luglio 2021, per poter ottenere la certificazione IFS Food, secondo la versione 7 di questo standard, ogni impresa dello Spazio economico europeo e del Regno Unito dovrà dotarsi di un codice GS1 GLN (Global Location Number) per ogni suo stabilimento.

    Il GLN è nato per identificare in modo univoco le aziende come entità legali e per molti importanti utilizzi, come lo scambio elettronico dei documenti, l’allineamento elettronico delle informazioni di prodotto, l’adesione a circuiti di pagamento e la tracciabilità dei prodotti.

    Ottenere uno o più codici GLN è semplice: basta rivolgersi a GS1 Italy, l’unica organizzazione che rilascia i codici GS1 GLN in Italia.

    Le aziende che usano i codici a barre GS1 (ex EAN) per i loro prodotti hanno già a disposizione i codici GS1 GLN e, se dotate di un prefisso aziendale GS1, possono assegnare fino a 1.000 GLN differenti ad altrettanti stabilimenti aziendali. Alle imprese che non usano i codici a barre, invece, GS1 Italy propone il noleggio dei codici GS1 GLN necessari per le loro attività.

    GS1 Italy si occupa anche dell’iscrizione dei codici GLN nel registro internazionale Gepir di GS1, anch’essa richiesta a partire dal 1° luglio 2021 per la certificazione IFS.

    Tutti i numeri GS1 GLN rilasciati da GS1 Italy vengono automaticamente pubblicati nel Gepir, la banca dati internazionale che consente a tutti di risalire all’azienda proprietaria di uno stabilimento o di un brand partendo dal codice GLN rilasciato a prodotti o luoghi aziendali.

    Per maggiori informazioni è possibile:

    • Visitare la pagina dedicata sul sito di GS1 Italy.
    • Controllare la presenza dei GLN nel registro Gepir, facendo una ricerca per località (GLN).
    • Contattare il customer service GS1 Italy, scrivendo a [email protected].

    ***

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Snom ringrazia i suoi distributori italiani per gli eccellenti risultati conseguiti in un anno davvero singolare

    logo snomSnom, marchio premium su scala globale per la moderna telefonia in ambito aziendale e industriale, premia i migliori partner italiani per l’eccellente lavoro svolto nell’anno fiscale 2020/21.

    Sullo sfondo di un anno turbolento e impegnativo, che ha richiesto soprattutto al canale una flessibilità senza precedenti, Snom è lieta di premiare le eccezionali prestazioni dei suoi distributori sul territorio nazionale.

    I Distribution Awards, consegnati da Snom al termine di ogni anno fiscale, vengono assegnati non solo per il raggiungimento degli obiettivi commerciali ma anche in base a numerosi criteri qualitativi: i distributori che eccellono in particolare nell’ambito dell’assistenza clienti e nella gestione logistica guadagnano punti nella corsa agli Snom Awards. Anche il livello di fidelizzazione dei rivenditori specializzati serviti dai distributori è determinante ai fini dell’assegnazione del riconoscimento.

    I VAD italiani in cima alla classifica

    Due i VAD italiani che si assicurano il Platinum Award: Allnet.Italia S.p.A. e Esprinet S.p.A. confermano a pieni voti il risultato conseguito nell’anno fiscale precedente e si attestano in cima alla classifica dei distributori Snom. Su scala globale il vendor ha assegnato il Platinum Award a dodici aziende, altre dodici hanno invece conseguito il Gold Award.

    Fabio Albanini
    Fabio Albanini, Head of International Sales, EMEA e Managing Director di Snom Italia

    Fabio Albanini, Head of International Sales EMEA & Managing Director Snom Italy é entusiasta dei risultati. „Il fatto che anche in un anno del tutto singolare i distributori italiani abbiano scalato con successo la vetta dei top-performer è davvero notevole. Riuscire a prendersi cura e a provvedere ai propri rivenditori in maniera così eccellente nonostante lock-down e chiusure a singhiozzo testimonia la vera passione dei nostri VAD per il proprio compito!  A loro spetta il nostro più sentito ringraziamento!”

    Con una breve interruzione tra il 2015 e il 2018, Snom assegna i suoi Distribution Awards annualmente dal 2009.

  • Casa di Vanna sceglie Artis Rubinetterie

    L’azienda bresciana si conferma protagonista anche nel panorama internazionale.

    Casa di Vanna, importante società lettone con sede a Riga, produttrice di vasche e lavabi con tecnologie innovative e dal design accattivante, ha adottato per le forniture di bagni prefabbricati per il mercato norvegese, svedese e tedesco, la prestigiosa Serie Stilo di Artis Rubinetterie, nella moderna finitura nero opaco.

     

    Anche a livello internazionale Artis Rubinetterie si è fatta portavoce dei valori rappresentati dai suoi prodotti: qualità costruttiva e cura stilistica, praticità di utilizzo e attenzione ai dettagli, il tutto perfettamente in linea con le richieste del settore.

     

    artisitaly.com

     

    L’azienda bresciana si conferma protagonista anche nel panorama internazionale.

    Casa di Vanna, importante società lettone con sede a Riga, produttrice di vasche e lavabi con tecnologie innovative e dal design accattivante, ha adottato per le forniture di bagni prefabbricati per il mercato norvegese, svedese e tedesco, la prestigiosa Serie Stilo di Artis Rubinetterie, nella moderna finitura nero opaco.

    Anche a livello internazionale Artis Rubinetterie si è fatta portavoce dei valori rappresentati dai suoi prodotti: qualità costruttiva e cura stilistica, praticità di utilizzo e attenzione ai dettagli, il tutto perfettamente in linea con le richieste del settore.

     

    artisitaly.com

  • Energia biomarina, un progetto ecosostenibile, tra i protagonisti l’International World Group

    L’energia del moto ondoso in Cina è generalmente bassa corrisponde solo ad un settimo dell’energia del moto ondoso in Europa. La Fujian Smart Energy Technology Co., Ltd. dispone di una nuova tecnologia brevettata che può aumentare l’energia del moto ondoso nell’area di operatività di oltre 10 volte, causando all’ambiente cambiamenti trascurabili. Si tratta di una tecnologia rispettosa dell’ambiente che non influisce sulla libera circolazione della vita marina, e può incrementare la generazione di potenza del moto ondoso per più di 100 MW. È, certamente, innovativa, geniale e audace.

    Essa richiederà un forte sostegno da parte del Ministero delle Risorse naturali. I “National Independent Contributions” sono piani nazionali non vincolanti che evidenziano le azioni per il clima, inclusi obiettivi, politiche e misure relative al clima che i governi intendono implementare in risposta ai cambiamenti climatici e come contributo per raggiungere gli obiettivi globali stabilito nell’Accordo di Parigi del 12 dicembre 2015. In tali progetti la Cina ha proposto che le emissioni di anidride carbonica debbano raggiungere il picco intorno al 2030, sforzandosi – in quanto parte interessata – ad arrivarci il prima possibile.

    Nel 2030, le emissioni di anidride carbonica per unità di PIL saranno ridotte del 60-65% rispetto al 2005 e l’energia non fossile rappresenterà il consumo di energia primaria. La percentuale ha raggiunto circa il 20% e il volume dello stock forestale è aumentato di circa 4,5 miliardi di metri cubi rispetto al 2005. Il sostegno a questo progetto può consentire alla Cina di raggiungere tale obiettivo in anticipo. Shenzhen (centro sub-provinciale della Repubblica Popolare Cinese appartenente alla provincia di Guangdong) si colloca come città centrale oceanica globale. La Cina intende dar corso a progetti di produzione di idrogeno dalle onde a Shenzhen e stabilirvi una sede centrale. A questo proposito l’Unione Europea investirà 470 miliardi di euro in energia pulita nei prossimi 25 anni, di essi il fulcro è il settore dell’utilizzo dell’energia dall’idrogeno.

    L’Unione Europea ha già lanciato nell’estate 2020 la Strategia per l’energia dell’idrogeno. Entro il 2024, l’Unione Europea costruirà un lotto di apparecchiature per l’elettrolisi dell’idrogeno rinnovabile con una potenza singola di 100 megawatt e la produzione annuale in tutta Europa supererà un milione di tonnellate. Si desidera promuovere questa tecnologia in Europa e, poi, nel mondo attraverso la Belt and Road Initiative, ossia la Nuova Via della Seta voluta dal Presidente Xi Jinping. Si ha in programma di costruire 100 impianti per la produzione di energia elettrica dalle onde da 600 MW e cento progetti di produzione di idrogeno dalle onde con una produzione annua di 100mila tonnellate nei prossimi quindici anni.

    La Roadmap 2.0 per la tecnologia del risparmio energetico e dei veicoli a nuova energia della Cina prevede che entro il 2035 il numero di veicoli a celle a combustibile raggiungerà il milione e la domanda d’idrogeno toccherà la cifra di due milioni di tonnellate. Il progetto dell’International World Group di produzione di energia dalle onde da 600 MW produrrà 103mila tonnellate di idrogeno verde all’anno. Il progetto può soddisfare la domanda di idrogeno della Cina sino all’intero anno 2035 e fornirà energia dall’idrogeno verde e rinnovabile. Per il China Hydrogen Energy Industry Development Report 2020 secondo le previsioni, entro il 2050, si stima che l’energia da idrogeno rappresenterà il 10% del consumo finale di energia, e il numero di veicoli a celle a combustibile a idrogeno sarà di 30 milioni e la domanda di idrogeno sarà di 60 milioni di tonnellate.

    Il progetto dell’IWG può fornire un flusso costante di energia da idrogeno verde per 30 milioni di veicoli. Il relativo accordo di cooperazione strategica per lo sviluppo dell’energia oceanica, sino-europea si articola in una prima e in una seconda fase. Nella prima è prevista l’istituzione di un centro di ricerca e sviluppo sulla tecnologia energetica oceanica a livello globale e poi un centro sino-europeo di ricerca e sviluppo sulla tecnologia energetica oceanica a Shenzhen. Contemporaneamente il contenuto della tecnologia energetica oceanica sarà tratta della generazione di essa: dal moto ondoso, dalle maree senza dighe, dai sistemi eolici offshore e parimenti da energia solare sempre offshore. Il costo di produzione di idrogeno dall’acqua marina non dolce è inferiore alla prodiuzione dell’idrogeno oceanico e appartiene ad una tecnologia avanzata. Al momento la Zhisheng Energy detiene i brevetti di invenzione per: generazione di energia da onde da 100 MW; generazione di energia dalle maree senza danni per l’ambiente; generazione di energia eolica da 10 MW.

    Proprio nel pomeriggio del 16 aprile, il presidente Xi Jinping ha tenuto a Pechino una video-conferenza-vertice fra i leader di Cina, Francia e Germania con il presidente francese Macron e la cancelliera tedesca Merkel. I capi dei tre Paesi hanno scambiato opinioni approfondite sulla cooperazione nell’affrontare il cambiamento climatico, le relazioni Cina-UE, la cooperazione antiepidemica e le principali questioni internazionali e regionali. Xi Jinping ha dichiarato che la Cina si adopererà per raggiungere il picco delle emissioni di anidride carbonica entro il 2030 e la neutralità del carbonio entro il 2060. Ciò significa che la Cina, in quanto Paese in via di sviluppo più grande del pianeta, completerà la più alta riduzione dell’intensità delle emissioni di carbonio del mondo, utilizzando la riduzione in un tempo più breve di terzi. Tutto questo si pone all’opposto contrario di altre potenze che nei discorsi elettorali dei candidati alla presidenza promettono rispetto per l’ambiente, ma nei fatti non fanno altro che confermare i vecchi sistemi di produzione dell’energia.

    Il presidente ha affermato che la la Cina ha deciso di accettare l’emendamento di Kigali del 15 ottobre 2016 al Protocollo di Montreal del 26 agosto 1987 per rafforzare il controllo dei gas serra diversi dall’anidride carbonica come gli HFC (gas refrigeranti contenenti idrofluorocarburi). Egli ha sostenuto che rispondere al cambiamento climatico è la causa comune di tutta l’umanità e non dovrebbe essere una merce di scambio per la geopolitica, o un obiettivo per attaccare altri Paesi oppure una scusa per erigere barriere commerciali. Il presidente in video-cinferenza ha detto che la Cina aderirà ai principi di equità, responsabilità comuni e differenziate da rispettive capacità; nonché promuoverà l’attuazione della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici de 4 giugno 1992 e del predettti accordo di Parigi e svolgerà attivamente la cooperazione Sud-Sud sui cambiamenti climatici. Si spera, ha aggiunto, che le economie sviluppate diano l’esempio nella riduzione delle emissioni e assumano un ruolo guida nell’adempimento dei loro impegni finanziari per il clima, in modo da fornire un adeguato supporto tecnico e di sviluppo delle capacità ai Paesi in via di sviluppo per affrontare tali mutamenti energetici epocali.

    Due parole sui più importanti collaboratori di Xi Jingping in tema ambientale: i ministri Lu Hao e Huang Runqiu. Il ministro delle Risorse naturali, Lu Hao (n. 1967), è stato il più giovane governatore provinciale in Cina, reggendo la provincia di Heilongjiang (38.312.224 ab. nel 2010) dal 2013 al 2018. Lu è stato anche Primo Segretario della Lega della Gioventù Comunista e vice sindaco di Pechino. A 20 anni era stato capo del sindacato studentesco universitario, diventando il primo presidente di tale organismo: eletto con voto popolare sin dai tempi della Rivoluzione Culturale. È laureato in Economia all’Università di Pechino. Lu è diventato capo dell’ufficio amministrativo dell’area di Zhongguancun di Pechino nel 1999, iniziando la sua carriera nella pubblica amministrazione. L’area è conosciuta come la Silicon Valley cinese, ricca di start-up di aziende tecnologiche.

    Ha anche servito ex officio come presidente della China Youth University for Political Sciences. Prima di Lu, vari pesi massimi politici, inclusi gli ex leader del partito Hu Yaobang e Hu Jintao, e il premier Li Keqiang, avevano prestato servizio in questa posizione.

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    https://www.internationalworldgroup.it

    Nota sull’Autore

    Giancarlo Elia Valori è uno dei più importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose società italiane ed estere. Già Presidente di Autostrade per l’Italia è attualmente Presidente dell’International World Group. Inoltre è presidente onorario di Huawei Italia nonché detentore di importanti cattedre in prestigiosi atenei quali la Yeshiva University di New York, l’Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University. Nel 1992 viene nominato Cavaliere della Legion d’onore con la motivazione: “Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo”, dall’11 maggio 2001 è ambasciatore di buona volontà dell’Unesco per i meriti profusi generosamente nella difesa e nella promozione del patrimonio immateriale. Nel 2002 riceve il titolo di “Honorable” della Académie des Sciences de l’Institut de France. Tra i suoi libri ricordiamo: Liberi fino a quando? (Lindau 2019), Rapporti di forza (Rubbettino 2019), Geopolitica e strategia dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008), Il futuro è già qui (Rizzoli 2009), La via della Cina (Rizzoli 2010) e Geopolitica dell’acqua (Rizzoli 2011). A riconoscimento del suo poliedrico impegno di studioso e pubblicista a respiro universale, ha ricevuto il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo”, il “Gran Premio Letterario 2011” dal Consiglio Mondiale del Panafricanismo e il “Premio Internazionale della Cultura” dalla International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite.

  • Gruppo Danieli: il Presidente Gianpietro Benedetti al Business Summit B20

    Gianpietro Benedetti, attualmente alla guida di Gruppo Danieli, è stato scelto da Emma Marcegaglia per guidare la task force "employment and education" nell’ambito dei Business Summit B20, la cui regia quest’anno è affidata a Confindustria

    Gianpietro Benedetti.

    Gianpietro Benetti alla guida della task force "employment and education"

    "Visione per il futuro, inclusività, capacità di creare occupazione, ma anche competitività e produttività": sono queste le parole chiave attorno alle quali il Gruppo Danieli svilupperà le sue raccomandazioni politiche. Come sottolineato dal Presidente Gianpietro Benedetti, "per includere e creare posti di lavoro, le nostre aziende devono essere competitive e produttive". Il manager ha aperto i lavori della task force "employment and education" nell’ambito del Business Summit, B20, il più importante tra gli Engagement Group istituiti dal G20, che quest’anno è organizzato da Confindustria. La coordinatrice dei lavori Emma Marcegaglia ha individuato in Gianpietro Benedetti il rappresentante più adatto per guidare il gruppo di lavoro dedito a occupazione ed educazione. "In questi momenti difficili ancora una volta il mondo dell’impresa deve giocare la sua parte ed abbiamo la necessità di parlare con una voce sola", ha commentato il Presidente durante l’inaugurazione della task force.

    Gianpietro Benedetti: il capitale umano è la chiave per affrontare le sfide del futuro

    "Ho l’onore di presiedere la task force che si occupa di questioni che, considerando l’impatto del Covid-19 e il cambiamento che le nostre società e i mercati del lavoro stanno affrontando, sono fondamentali per il progresso", ha affermato Gianpietro Benedetti . Riguardo a questi temi e a queste necessarie innovazioni si è già discusso ampiamente durante i precedenti B20: è quindi giunta l’ora di agire e di accelerarne l’implementazione. Per creare nuovi posti di lavoro, essere produttivi e al contempo competitivi, generando sempre nuovo valore, non bisogna mai dimenticarlo. È in questa prospettiva, ha aggiunto Gianpietro Benedetti "che il nostro capitale umano diventa centrale per affrontare le sfide del futuro, in particolare accordo con la visione mondiale del 2050, in cui i governi sono chiamati a definire chiaramente le linee guida e le priorità".

  • Consegne total green con One Express

    Al via l’adozione di mezzi elettrici nei centri storici e ibridi anche nelle tratte limitrofe. Con l’evoluzione a totale abbattimento dell’impatto ambientale, il primo Pallet Network italiano si dimostra sempre più attento all’ambiente

     

    One Express sempre un passo avanti. Se le politiche ecofriendly sono oggi tra le tematiche più sentite dall’opinione pubblica e le aziende, il primo Pallet Network italiano anche su questo ha dimostrato di essere un pioniere. Da anni One Express sostiene il FAI, il Fondo Ambiente Italiano, ma applica anche politiche virtuose, come l’introduzione di mezzi con trazione a gas.

    Dopo l’adozione nella sede di Bologna del primo bicchiere realizzato in rPS (polistirolo riciclato) derivante dal ciclo chiuso di recupero e riciclo di bicchieri in plastica, risparmiando oltre 50.000 bicchieri tradizionali, ora punta all’impatto ambientale 0.

    Per arrivare a un simile risultato, One Express ha avviato le consegne con mezzi elettrici nei centri storici, inizialmente su Firenze, per poi estendere questa tipologia di gestione a tutte le citta italiane, azzerando l’inquinamento e facilitando il carico/scarico nei centri urbani preclusi al traffico.

    Le prime sperimentazioni erano state avviate 8 anni fa a Roma – spiega Roberto Mastrofini, Logistic Manager del Gruppo MagDi, Affiliato One Express – con la creazione di hub di prossimità per la gestione delle merci destinate alle aree cittadine a traffico limitato. I riscontri ottenuti hanno dato il via a una serie di iniziative, costituendo la società “CityLogin” e la sua derivazione “BeveRete” (http://www.beverete.it/) in collaborazione con il gruppo FM Logistics, esportando questo concetto a impatto 0 in tutta Europa”.

    Un successo che ha portato a un ulteriore progresso, passando dalla classica distribuzione urbana imposta dalle chiusure dei centri urbani all’adozione di un sistema di consegne green a prescindere, superando il concetto di obbligatorietà e opportunità. Per riuscire, sono stati introdotti mezzi totalmente elettrici, bimodali e ibridi oltre alla flotta esistente a metano. Una svolta che consente di avvicinarsi all’area di interesse con la trazione tradizionale per poi passare all’alimentazione elettrica.

    Il tutto si inserisce negli obiettivi chiave del Framework 2030, che sono:

    • Una diminuzione delle emissioni di gas serra del 40% (rispetto al 1990)
    • L’aumento al 32% della quota di fonti rinnovabili sul totale
    • Il miglioramento dell’efficienza energetica del 32,5%.

    Per la diminuzione delle emissioni di CO2, l’obiettivo del -40% rispetto al 1990 è articolato in:

    • Una diminuzione del 43% (rispetto al 2005) per i settori rientranti nell’EU ETS
    • Una diminuzione del 30% (rispetto al 2005) per i settori non ETS; tale obbiettivo europeo è stato traslato a livello dei singoli Stati membri in obbiettivi singoli: per l’Italia lo sforzo è rappresentato da una diminuzione del 33%.

    Le istituzioni incentivano a intraprendere queste iniziative e le aziende committenti chiedono di adottare formule ecofriendly di filiera, spesso favorendo gli operatori impegnati su questo fronte. Un’esperienza da subito assimilata dal primo Pallet Network italiano che ha avviato la riconversione dei mezzi nei centri urbani, proprio a partire da Firenze.

    L’idea è quella di estendere tale approccio a tutte le città in cui abbiamo una presenza diretta – prosegue Mastrofini – coinvolgendo le filiali dirette, come Roma, ma anche Napoli, Torino e via via in tutta Italia. Al momento la flotta, considerando tutte le tipologie di mezzi, è di circa 25 mezzi destinati ad aumentare, pur con le criticità dettate dai limiti tecnologici e i forti costi dei mezzi. Il green è infatti ancora frenato dalla poca disponibilità di mezzi e la spesa che rappresentano. Un camion da 35 quintali, in una classe 3 tonnellate e mezzo, full electric su base Isuzu allestito costa 130mila euro. L’equivalente a gasolio ha una spesa pari a un terzo, forse la metà, per cui gli impegni economici non sono certo indifferenti”.

    Una sfida, dunque, quella raccolta da One Express che ne rappresenta l’impegno, nonostante le oggettive difficoltà derivanti dalle spese, ma anche dalla scarsità di mezzi disponibili, poiché non ancora realizzati in gran numero dalle grandi case automobilistiche e prodotti non dalle multinazionali, ma da realtà ancora di ridotte dimensioni.

    Altro fattore distintivo è la possibilità di quantificare la riduzione delle emissioni. Viene infatti stilato un bilancio energetico, in cui è espressa l’analisi comparativa tra il CO2 risparmiato rispetto all’utilizzo di un mezzo equivalente a gasolio. Se sul full electric il risparmio è totale, in quanto a emissioni zero, nel caso invece degli ibridi è un calcolo più complesso, dal momento che il motore gestisce in autonomia la tipologia di trazione. Si possono però effettuare delle stime basate sui dati forniti dai vari costruttori, arrivando così a registrare un -30% di emissioni.

    A livello di prestazioni, la ricarica dei mezzi avviene in una notte, mediante impianti di ricarica aziendali, dando un’autonomia di 100-120 km. E’ però possibile effettuare ricariche parziali, nei momenti di carico e scarico, che accrescono di circa un 30% l’autonomia operativa.

    L’obiettivo è sicuramente motivante, ma presuppone un grande sforzo organizzativo che One Express ha scelto di sostenere per portare avanti una politica green che la caratterizza già da anni. “Si tratta di un passo importante – conclude Mastrofini – perché il passaggio da una distribuzione di ultimo miglio ristretta o specifica per i centri storici a una distribuzione effettuata con mezzi come questi, più estesa quindi rivolta a dare periferiche più ampie, non è un passaggio da poco. Bisogna rivedere i percorsi, considerare le varie caratteristiche dei mezzi, tutta una serie di fattori”. Considerando le dimensioni del Network One Express, è facile comprendere quale sarebbe l’impatto globale di un simile cambiamento.

     

    One Express è dal 2007 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 120 Affiliati in tutta la Penisola.

  • Nuova veste per il sito di CPF Industriale-Tecnocontrol-Geca e Fag: Tante realtà un’unica visione

    CPF Industriale, Tecnocontrol, GECA e Fag, aziende leader nella produzione di apparecchi per il settore dell’elettronica, dell’impiantistica, della prevenzione incendi e del filtraggio di gasolio e olio combustibile, inaugurano il restyling del loro sito aziendale, totalmente rinnovato nella veste grafica e nei contenuti, cpftecnogeca.com

    La sostanziale riprogettazione, nata dall’ascolto costante di clienti e tecnici di settore, rende ancora più chiare e intuitive molte delle funzioni abitualmente utilizzate nella gestione dei rapporti con i clienti, in modo da soddisfare il rapido mutamento delle esigenze, grazie alla disponibilità di efficienti supporti digitali. Rispetto alle versioni precedenti, oltre al restyling grafico di grande effetto estetico ed emozionale, il sito offre tutte le informazioni sui prodotti CPF, Tecnocontrol, GECA e FAG particolarmente utili per l’operatore di settore ed un pratico servizio di Shop online.

    Con circa 70 agenzie dirette, oltre 5.000 clienti sparsi sul territorio italiano ed una presenza estesa in ben 91 paesi nel mondo, il gruppo ha raggiunto una notevole capillarità di distribuzione nei settori OEM, Termoidraulico, Elettrico e prodotti per la Sicurezza. Per agevolare la comunicazione, il sito è strutturato in tre lingue: italiano, inglese e francese. La semplicità d’uso e la chiarezza delle informazioni sono le chiavi del nuovo progetto complessivo di efficientamento, che consente di guardare a future espansioni dei servizi con il supporto di una solida base tecnologica e multimediale.

    Grazie alla sua grafica semplice ma efficace il sito risulta estremamente intuitivo. Il menu si compone di sei aree, quali Homepage, Prodotti, Chi siamo, Download, Contatti e News, consultabili con un solo click. Ciascuna sezione è sviluppata in più punti, funzione che agevola la ricerca all’interno del sito. In particolare, dalle nuove pagine prodotto, oltre a visionare i numerosi esempi applicativi suddivisi in più settori quali termoidraulica, materiale elettrico, industria, antincendio, sicurezza, analisi combustione, gas tecnici, sprinkler e componenti per rampe gas, è possibile scaricare cataloghi, listini, istruzioni prodotto, video istruzioni.

    La sezione News permette di rimanere costantemente aggiornati sulle iniziative delle aziende, tra queste, nonostante le difficoltà della pandemia, annoveriamo con orgoglio l’ampliamento dell’unità produttiva GECA e l’installazione di due nuovi centri di lavoro, investimenti importanti per un pool di aziende che crede fermamente nella qualità del Made in Italy e nel valore delle persone.

     

     

    CPF Industriale –Via E. Fermi, 98, 25064 Gussago (BS), Italy – Tel. 030.310461 – Fax 030.310465

    Tecnocontrol srl – Via Miglioli, 47, Segrate (MI), Italy – Tel. 02.26922890 – Fax 02. 2133734

    GECA S.r.l. – Via E. Fermi, 98, 25064 Gussago (BS) – Tel. 030 3730218 – Fax 030 3730228

    Fag Via E. Fermi, 98, 25064 Gussago (BS) – Tel. 030 3730218 – Fax 030 3730228

    https://cpftecnogeca.com/it/
    Ufficio Stampa – Studio Binaschi – Ripa di Porta Ticinese, 39, 20143 Milano – Tel. 02.36699126 www.studiobinaschi.it

  • Geoplant tra i big delle “Olimpiadi della fragola” con l’innovazione varietale che l’ha resa celebre nel mondo

    Dopo l’edizione canadese in Quebec di 4 anni fa, l’azienda ravennate sarà di nuovo tra i protagonisti del Symphosium, l’evento di livello mondiale che dal 1 al 5 maggio si terrà a Rimini in modalità on line

     

    Geoplant e il miglioramento genetico: una storia iniziata oltre 30 anni fa che attraversa diverse tipologie di colture con particolare predilezione e specializzazione per la fragola. Il percorso, sfociato in brevettazioni e cultivar di successo, presto troverà visibilità in una delle vetrine scientifiche internazionali più ambite del settore. Dal 1 al 5 maggio, l’azienda vivaistica di Ravenna parteciperà alla nona edizione dell’ISS – International Strawberry Symphosium, evento mondiale dedicato al mondo fragola che si svolge ogni 4 anni. La kermesse, rinviata l’anno scorso a causa della pandemia Covid-19, si svolgerà presso il Palacongressi di Rimini, attraverso un formato ibrido che prevede la presenza degli organizzatori in fiera e la partecipazione online di tutti gli interessati.

    Il Symphosium della fragola, organizzato e promosso dall’Università Politecnica delle Marche e dal Consiglio per la Ricerca e l’Economia Agraria (CREA) in collaborazione con l’International Society for Horticultural Science (ISHS), rappresenta un appuntamento di carattere scientifico che coinvolge professori, ricercatori e breeders provenienti da ogni parte del mondo. L’obiettivo è condividere tutte le innovazioni, le sperimentazioni fatte in ambito fragola, sia sulla tecnica che sul prodotto. Questa edizione in particolar modo si prefigge di colmare il divario tra il mondo accademico e le industrie delle fragole, coinvolgendo tutti gli interessati della filiera: dalla ricerca, alla produzione, fino alle industrie, al mercato e ai consumatori. Gli scienziati inoltre avranno l’opportunità di presentare i risultati scientifici più aggiornati, di confrontarsi con colleghi per ulteriori scambi tecnici e sviluppare idee per nuovi progetti e collaborazioni interdisciplinari e applicate.

    In questo contesto di respiro internazionale Geoplant condividerà con il pubblico specializzato la propria esperienza e in particolar modo le eccellenze e le plusvalenze che hanno consentito al vivaio di Ravenna di affermarsi come un punto di riferimento nel comparto fragola sia in Italia che all’estero. Nello specifico saranno esposte le cultivar detenute in licenza, dalle prime che hanno decretato la popolarità dell’azienda in Europa come Alba, Asia, Roxana, alle più recenti Tea, Olympia, FragolAurea e Malga, alle nuovissime Talia e Auge. Così come non mancherà la presentazione di Francesca, Lauretta e Silvia, materiale acquisito dalla stessa UnivPM che l’azienda romagnola lancerà a partire dalla Stagione 2021. Da circa un decennio, infatti, Geoplant lavora alla selezione di nuove varietà indicate per i climi continentali (ma non solo), forte di oltre vent’anni di esperienza presso il centro di miglioramento genetico romagnolo New Fruits, una palestra che ha fornito all’azienda skill e competenze necessarie per rispondere alle richieste diversificate del mercato e alle esigenze specifiche degli agricoltori.

    Il Symphosium della fragola è un evento unico, un momento di confronto e approfondimento scientifico senza precedenti – commenta Lucilla Danesi, Responsabile Commerciale fragola dell’azienda ravennate – anche se quest’anno si terrà in modalità on line, sarà ugualmente un’occasione per avere una visione globale del settore fragola nel mondo, scoprire nuovi modelli di produzione e gestione della filiera. Infine ci rende molto orgogliosi la possibilità di partecipare e di presentare davanti a una platea qualificata e proveniente da tutti i Paesi il nostro programma di breeding, i risultati raggiunti fino a oggi, nonché gli obiettivi e gli impegni futuri. Dopo 33 anni, il ritorno di un evento di tale portata in Italia è una grande opportunità per tutta la filiera e nonostante le difficoltà dettate dalla situazione, siamo entusiasti di poter essere presenti a un incontro di simile portata. Vi aspettiamo al nostro virtual stand di Maggio”.

    Tutte le edizioni del Symphosium:

    • Italia – 1988
    • Usa – 1992
    • Belgio / Olanda – 1996
    • Finlandia – 2000
    • Australia – 2004
    • Spagna – 2008
    • Cina – 2012
    • Canada – 2016
    • Italia – 2021

     

    Geoplant Vivai è una società agricola romagnola presente sul mercato da quasi quarant’anni, specializzata nella coltivazione di piante di fragola e da frutto. Consapevole che le piante non rappresentino un bene di consumo, ma di investimento, l’azienda agisce su più direttrici per interpretare le esigenze dei clienti, impegnarsi a migliorare la struttura e la morfologia delle cultivar, controllare tutti i processi per la sicurezza sanitaria e proporre le migliori varietà provenienti dalla ricerca mondiale.

  • Gruppo Bracca Pineta: partiti i lavori per il nuovo stabilimento di Clusone. Sostenibilità e riqualificazione al cuore dell’investimento

    Lo stabilimento Pineta del Gruppo Bracca scommette sul futuro. Sono partiti i lavori di ampliamento della sede produttiva di Clusone (Bg), la seconda del Gruppo, dopo quella di Zogno, accompagnati da importanti investimenti in termini di riqualificazione e manutenzione dell’area.

    In viale Europa 47 i lavori dureranno circa 24 mesi e riguarderanno un’area di circa 4.225 mq degli oltre 18 mila mq di proprietà di Fonti Pineta, su cui già oggi esiste il primo comparto produttivo dell’azienda (di circa 8 mila mq). La nuova struttura ospiterà magazzini e uffici su tre livelli con una suddivisione tra locali tecnici nel seminterrato, un magazzino di deposito per i prodotti finiti e gli uffici annessi all’attività di carico prodotti al piano terra e un’area direzionale al primo piano. Gli interventi interesseranno anche le zone esterne destinate a parcheggi e ad aree carico /scarico merci.

    «L’avvio dei lavori è un importante segno di fiducia nel futuro, soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria. Fonti Pineta è stata protagonista nell’arco degli anni di un continuo sviluppo produttivo e commerciale che si è tradotto in sicurezza economica e occupazionale per tutta la comunità locale, nonché in una promozione del territorio. Ora, l’aumento di richiesta del prodotto, rende indispensabile l’ampliamento strutturale. Una scommessa nella quale mettiamo al centro il territorio e l’ambiente da cui nasce la nostra forza: l’acqua» – sottolinea Luca Bordogna, amministratore delegato del Gruppo Bracca Pineta.

    L’aspetto ambientale è centrale nel nuovo progetto. L’azienda, attualmente, utilizza magazzini esterni, dislocati nei comuni vicini, per lo stoccaggio sia di materie prime sia di prodotti pronti alla vendita. Una logistica che, grazie al nuovo stabilimento, godrà di vantaggi funzionali e di una migliore efficienza lavorativa e ambientale. Il nuovo comparto sarà realizzato riducendo al minimo l’impatto visivo e creando armonia con il territorio originaleMateriali naturali come il legno saranno utilizzati sia per la copertura e la palazzina degli uffici sia come rivestimento esterno con una listellatura in larice naturale. All’interno dello stabilimento gli impianti di riscaldamento e raffrescamento sfrutteranno l’acqua non utilizzata per l’imbottigliamento. Saranno previste, inoltre, schermature a verde lungo l’asse provinciale e dei punti di ricarica per auto elettriche.

    Il tutto, con l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente e il paesaggio prevedendo interventi di mitigazione naturalistica e di salvaguardia idraulica. In particolare, saranno innalzati e allargati i due torrenti Seraia e Lirone per una lunghezza complessiva di 420 metri, con la costruzione di nuove scogliere in sassi ciclopici lungo le sponde. Infine, per collegare tra loro i due comparti saranno costruiti due attraversamenti. Un progetto che coniuga modernità e sviluppo industriale, pur mantenendo inalterati i valori legati al territorio e all’ecosistema locale. L’attenzione nei confronti delle tematiche sostenibili è quantomai centrale per il Gruppo che già negli anni passati ha effettuato importanti investimenti in termini di sostenibilità, intervenendo sugli impianti per alleggerire l’utilizzo della plastica con una riduzione del peso del 30-40% e istallando nuovi macchinari per ridurre gli imballaggi.

    Per i lavori di ampliamento, invece, al Comune di Clusone sarà riconosciuta la cifra di circa 350 mila euro come standard e oneri di urbanizzazione riguardanti il secondo comparto di nuova costruzione che ospiterà magazzini e uffici. Gli studi attualmente coinvolti nel progetto sono: Studio Tecnico Ing. Breviario (Rovetta), studio Termotecnico P.I. Fabrizio Cerea (Clusone), Geologo Amadio Poloni (Fino del Monte), Impresa Geom. Ghidelli (Colzate).

    Ma la costruzione del nuovo plesso non è l’unica novità del Gruppo. È partito, infatti, l’imbottigliamento della Goccia di Bosco di Clusone, l’acqua della nuova sorgente di Pineta. Con un potenziale di circa 100 milioni annui di bottiglie, saranno già 15 milioni le bottiglie della nuova acqua commercializzate nel 2021. Un obiettivo raggiunto grazie alle lunghe indagini geologiche per la ricerca della risorsa idrica, alle autorizzazioni Ministeriali ottenute, ai lavori per la costruzione dell’opera di captazione e alla realizzazione di 1 km di tubazioni per il trasporto dell’acqua dalla sorgente che si trova a 200 mt in profondità nella pineta di Clusone fino allo stabilimento di Fonti Pineta.

  • Il progetto WHP premia lo stabilimento di Caronno Pertusella di Riva Acciaio

    WHP – Workplace Health Promotion nasce dall’azione congiunta dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, ATS Insubria e Cgil-Cisl-Uil: l’iniziativa ha riconosciuto le buone pratiche adottate da Riva Acciaio per il benessere dei lavoratori.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio tra le realtà premiate da Workplace Health Promotion

    Già parte della “Rete WHP Lombardia” attraverso lo stabilimento di Caronno Pertusella, Riva Acciaio porta avanti un percorso di promozione che mette in primo piano la salute e l’adozione di corretti stili di vita sui luoghi di lavoro. Tale attenzione è valsa all’azienda, leader nel comparto siderurgico, il riconoscimento da parte di WHP – Workplace Health Promotion, progetto per la promozione della salute e dei corretti stili di vita dei lavoratori. La premiazione, avvenuta online il 1° marzo, ha sottolineato la costanza nelle attività legate al benessere nonostante il difficile periodo contrassegnato dall’emergenza sanitaria. Le iniziative premiate includono, ad esempio, l’adozione di una corretta alimentazione nelle mense aziendali, la promozione dell’attività fisica, il contrasto alla dipendenza da nicotina e alcol, la creazione di asili nido aziendali e il sostegno allo studio dei figli. Riva Acciaio, con il suo stabilimento di Caronno Pertusella, è stata così riconosciuta nell’ambito di un’iniziativa che, come sottolineato dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, evidenzia come “l’impegno per la responsabilità sociale sia ormai un elemento affermato e diffuso del fare impresa sul nostro territorio”.

    Riva Acciaio: focus sulla politica aziendale e sulle certificazioni ottenute

    Qualità, salute e sicurezza costituiscono tre elementi distintivi dell’operato di Riva Acciaio, leader italiano nel settore siderurgico e riconosciuto a livello internazionale. Appartenente al Gruppo Riva, l’azienda ha alle spalle oltre 60 anni di attività e conta circa 960 dipendenti e 5 stabilimenti nel Nord del Paese. Nel corso dei decenni si è dedicata al continuo miglioramento dei propri processi produttivi, un’attenzione che le ha consentito di ottenere grandi successi anche nei mercati esteri e competere contro colossi internazionali del siderurgico. Tale politica aziendale è portata avanti per mezzo di un Sistema di Gestione della Qualità certificato dalle norme UNI EN ISO 9001 e IATF 16949, a cui si uniscono politiche per la salute e la sicurezza sul lavoro in linea con UNI ISO 45001, certificazione ottenuta da ogni stabilimento produttivo dell’azienda. Oggi il riconoscimento ricevuto da WHP – Workplace Health Promotion si inserisce in quest’ottica di promozione adottata da Riva Acciaio per la salute e il benessere sui luoghi di lavoro.

  • Apollo Vredestein: nuovo responsabile Europa sud ovest e assistenza clienti

    pollo Vredestein nomina un nuovo responsabile per l’area dell’Europa sud-occidentale e crea una nuova unità dedicata all’assistenza clienti (altro…)

  • Un nuovo QR Code per Servomech consente un più rapido accesso alle informazioni sul prodotto

    Far conoscere il prodotto con immediatezza, per rispondere alla richiesta di informazioni da parte di tecnici e installatori, manutentori e progettisti a livello mondiale

     

    Nell’ottica di una meccanica sempre più evoluta, l’informatizzazione si dimostra uno strumento prezioso per le aziende che operano in un contesto internazionale. È il caso di Servomech, in cui la capacità di innovare e precorrere i tempi è una caratteristica costante fin dalla sua costituzione nel 1989. Un approccio che rende l’azienda un player di riferimento nella progettazione e costruzione di attuatori lineari meccanici a vite trapezoidale e a ricircolo di sfere, martinetti meccanici a vite a ricircolo di sfere, martinetti meccanici a vite trapezoidale, rinvii angolari e viti e madreviti a ricircolo di sfere.

    Da anni Servomech guarda alle nuove tecnologie con crescente interesse, come testimoniato dalla presenza web e un configuratore che rende pressoché immediata la visualizzazione dei prodotti desiderati, generando modelli 3D nei formati CAD più diffusi, in base alle esigenze espresse.

    Per rendere immediatamente fruibili da tutti le informazioni relative al prodotto, soprattutto in una fase ad alta criticità come quella dell’installazione e della messa in servizio, Servomech ha inserito su ogni prodotto un QR Code. Inquadrandolo è possibile accedere direttamente alla pagina del sito internet dove sono scaricabili per tutti i prodotti Servomech le ultime versioni sempre aggiornate dei Manuali Uso e Manutenzione. La loro consultazione durante la messa in servizio di un prodotto made in Servomech consente di evitare gli errori più comune, sfruttando appieno tutte le potenzialità del prodotto. Con il QR Code la consultazione diventa semplice e intuitiva, anche per la clientela estera. Il sito www.servomech.com è infatti disponibile oltre che in italiano, anche in inglese e in tedesco, così come tutta la documentazione presente online.

    Valentina Cataldo, Responsabile marketing del Gruppo Servomech, spiega come si sia voluto proporre a tutti gli operatori del settore una formula che oggi offre risposte concrete rispetto all’evoluzione di tecnici e installatori, manutentori e progettisti: Ci confrontiamo in un mercato in cui le informazioni viaggiano veloci e saperle comunicare rapidamente e quando servono rappresenta un valore aggiunto. Per questo ci interroghiamo costantemente su cosa possiamo fare per essere più vicini ai nostri clienti e alle loro esigenze. La scelta e l’applicazione di un prodotto sono sempre più attente. Il mondo meccanico non chiede più solo un prodotto, ma anche un’esperienza più articolata che espliciti quali sono i valori aggiunti connessi alla proposta e al suo impiego. Non è sufficiente continuare a produrre qualità e marchiarla con l’etichetta Made in Italy, ma iniziare a comunicare una serie di elementi più complessi che sappiano fare la differenza in un mercato globale estremamente competitivo. I tecnici e più in generale la clientela sono sempre più sensibili verso il facile reperimento delle informazioni legate al prodotto. Oggi con il semplice utilizzo di un QR Code e uno smartphone è possibile avere accesso alle informazioni che servono quando servono. Assecondando l’attitudine del pubblico più tecnologicamente evoluto, anche in virtù del ricambio generazionale, ci auguriamo di produrre un effetto positivo e ad alto potenziale di fidelizzazione”.

    Il made in Italy è un brand ad alto potenziale a livello mondiale e si concretizza in Servomech nei suoi caratteri più distintivi e preziosi: flessibilità, customizzazione, progettazione e produzione interna con controlli sistematici in linea durante tutte le fasi. Plus a cui si vanno ad aggiungere un supporto tecnico di altissimo livello, bassi consumi energetici, grazie a prodotti ad alta efficienza, l’immediata riduzione dei costi grazie a un’efficiente ottimizzazione di prodotto e prestazioni.

     

     

    Servomech Spa nasce nel 1989 e fin dai primordi segue internamente tutti il ciclo produttivo all’interno del proprio stabilimento ad Anzola dell’Emilia, nell’area di Bologna. Si specializza in attuatori lineari a vite trapezoidale e a ricircolo di sfere, martinetti meccanici con vite a sfere, martinetti meccanici a vite trapezoidale, rinvii angolari e viti e madreviti a ricircolo di sfere. Apprezzata in tutti i paesi dell’Unione Europea e dai paesi industrializzati di tutto il mondo, grazie alla vasta gamma di prodotti e soluzioni per il lineare, mette a disposizione competenze all’avanguardia e specializzate che assicurano alta qualità, flessibilità e cura dei progetti dei propri clienti

  • Una guida completa alla produzione snella

    La produzione snella è un approccio alla gestione delle imprese manifatturiere (supply chain). La produzione snella è stata fondata sull’applicazione del metodo scientifico all’ingegneria industriale e al funzionamento della fabbrica.

    Il lean manufacturing è un sistema di miglioramento continuo sviluppato da Toyota e precedentemente conosciuto come Toyota Production System (TPS). Da allora è stato applicato in molte industrie e nei servizi.

    Il Lean Manufacturing è stato usato in Giappone dopo la fine della seconda guerra mondiale, ma a quel tempo non veniva chiamato produzione snella. Invece, i produttori si concentravano sulla rimozione degli sprechi dalla produzione e sulla costruzione della qualità nei loro prodotti.

    Questa prima forma di lean manufacturing include sia i grandi che i piccoli produttori che fabbricano prodotti per uso domestico al fine di costruire una base per le future esportazioni. Includeva anche fornitori giapponesi che approfittavano della nuova domanda giapponese di materiali a basso costo e alta qualità.

    • Metodologia Lean:

    La metodologia Lean è un sistema che utilizza semplici metodi statistici per identificare e classificare i rifiuti. L’obiettivo di questo metodo è di organizzare ed eseguire un cambiamento verso un modello di business migliore. Se ti chiedi se il Lean Manufacturing funzionerà per la tua azienda, devi avere una buona comprensione dei principi di questa filosofia di gestione.

    Un’azienda che prende sul serio la Lean Manufacturing migliorerà notevolmente la sua efficienza operativa. Ecco perché il concetto di Lean Manufacturing è popolare nella società moderna. Il metodo usa la filosofia del miglioramento continuo attraverso l’eliminazione degli sprechi. Chiunque e tutti possono prendere parte alla ricerca del miglioramento continuo.

    Womack decise che aveva bisogno di capire meglio i sistemi di produzione che producevano prodotti di così alta qualità. Era anche curioso di saperne di più sul Toyota Production System (TPS).

    Usando la sua comprensione del TPS, ha iniziato a sviluppare strumenti e strategie per l’implementazione di processi snelli. Questo alla fine ha portato alla pubblicazione di diversi libri sulla produzione snella, compresi due libri ben noti: La macchina che ha cambiato il mondo e Lean Thinking di James P. Lewis.

    Le pratiche di produzione snella sono molto utilizzate dai produttori di automobili. La stessa industria automobilistica è un esempio perfetto di un’organizzazione snella di successo. Il successo di Toyota può essere attribuito a pratiche molto specifiche come ogni volta che viene piazzato un ordine, il kanban (beni in movimento) viene effettivamente tirato al banco di montaggio dal punto di produzione.

    • Flusso di lavoro:

    Questo flusso di lavoro elimina i viaggi alla ricerca dei pezzi, poiché tutto è già stato preparato prima di raggiungere la catena di montaggio.

    Questo approccio si concentra sull’identificazione dei passi in un processo di produzione di valore che sono inutili o “sprechi”. Poi si sforza di semplificarli attraverso l’eliminazione, la riduzione o l’automazione. L’obiettivo è di aumentare la produttività per costo unitario preservando la qualità e il personale.

    Questo viene fatto riducendo i tempi di consegna aumentando la trasparenza delle informazioni sulla produzione e l’inventario a tutti i membri del processo di produzione, compresi i produttori, i fornitori, loro stessi e i loro clienti.

  • DAD Records la nuova etichetta dedicata alla Trap!

    Banner DAD Records

    La DAD Records è un’etichetta indipendente e nasce principalmente per dare spazio a tutti gli artisti emergenti che producono e rappano musica trap dando loro la giusta visibilità con una equipe di esperti nel settore discografico. Seguiamo tutta la filiera per ogni artista dalla pubblicazione e distribuzione sui maggiori digital stores, promozione e pubblicità sui social ufficiali a noi associati e comunicati su testate dedicate alla musica. Per ogni artista che verrà pubblicato con la DAD Records studieremo un percorso artistico mirato con lo scopo di fan crescere la fanpage, i follower, i canali ufficiali, gli ascolti e download sulle piattaforme mainstream. Avvieremo per ognuno l’e-commerce contenente capi di abbigliamento e gadget, realizzeremo grafiche personalizzate di promo, poster, copertine e banner, produrremo mix e master professionali pronti per la distribuzione. La DAD Records vuole crescere con gli artisti affiancandoli in ogni step ed avere un rapporto si lavorativo ma anche di famiglia e fiducia reciproca. Se hai talento contattaci per informazioni dettagliate ed avviare insieme una collaborazione artistica professionale.

    Link facebook : https://www.facebook.com/DAD-Records-101510085393941

    Per inviare demo, informazioni e dettagli scrivere a: [email protected]

  • L’importanza della sicurezza sul posto di lavoro

    La sicurezza sul posto di lavoro è diventata una delle principali priorità per le aziende di tutto il mondo. Poiché i luoghi di lavoro sicuri sono anche più produttivi, i datori di lavoro stanno cercando di trovare nuovi modi per mantenere i loro dipendenti al sicuro e in salute.

    La sicurezza dei lavoratori si riferisce alla fornitura di un ambiente di lavoro sicuro, dispositivi e procedure di sicurezza, con il fine ultimo di garantire la salute dei lavoratori.

    Nel 2020 la sicurezza sul lavoro è diventata una delle principali preoccupazioni per molti datori di lavoro. Non solo la pandemia COVID-19 sta provocando enormi problemi, ma l’emergere del lavoro a distanza sta rendendo più difficile per i datori di lavoro raggiungere i loro dipendenti in smart working.

    Approfondiamo l’importanza della sicurezza sul lavoro da diversi punti di vista:

    I DIPENDENTI

    I dipendenti apprezzano gli ambienti di lavoro sicuri in quanto questo è un segno che il datore di lavoro ha a cuore il loro benessere. Pertanto, i dipendenti che si sentono sicuri sul lavoro sono anche più fedeli ai loro datori di lavoro e rimangono più a lungo all’interno delle loro aziende.

    D’altro canto, coloro che non si sentono al sicuro sono molto più propensi a cercare nuovi datori di lavoro.

    FINANZE AZIENDALI

    Siccome le aziende hanno l’obbligo di garantire condizioni di lavoro sicure, la mancanze di misure di sicurezza adeguate può anche avere gravi conseguenze legali e finanziarie per i datori di lavoro.

    PRODUTTIVITÀ

    I dipendenti che si sentono al sicuro nel loro ambiente di lavoro sono anche più produttivi di quelli che hanno un certo livello di ansia e paura a causa dell’insicurezza. L’eliminazione dei rischi sul posto di lavoro consente ai dipendenti di fare sempre del proprio meglio.

    REPUTAZIONE AZIENDALE

    Le aziende che non investono nella sicurezza sul lavoro sviluppano rapidamente una reputazione negativa che ha un grande impatto sul branding e sugli sforzi effettuati per l’attrazione dei talenti. Inoltre, i clienti dell’azienda, i competitors e il pubblico in generale spesso percepiscono tali società come poco professionali.

    Come conseguenza, meno dipendenti fanno domanda per entrare in azienda e i lavoratori più qualificati spesso cercano lavoro altrove.

    Quali sono le migliori pratiche da mettere in atto per avere una maggiore sicurezza sul posto di lavoro?

    Le aziende con dipendenti ad alto rischio di infortunio, spesso dispongono di strategie di sicurezza sul lavoro ben progettate. Poiché sono consapevoli delle conseguenze del trascurare la sicurezza sul lavoro, comprendono che avere un buon piano può migliorare in modo significativo la salute, la sicurezza e il benessere dei loro dipendenti.

    Diamo uno sguardo ad alcune delle migliori pratiche per garantire condizioni di lavoro sicure.

    1. Identificare tutti i rischi per la sicurezza sul lavoro.
    2. Definire le politiche di sicurezza e ricordare ai dipendenti di seguirle.
    3. Mantenere i dipendenti istruiti e aggiornati sulle norme di sicurezza.
    4. Designare un rappresentante dei lavoratori per la salute e la sicurezza.
    5. Incoraggiare il coinvolgimento e la partecipazione dei dipendenti.
    6. Consentire un facile accesso a documenti e informazioni.
    10. Riconoscere coloro che seguono le regole e i regolamenti.

    In passato, i documenti sulla sicurezza sul lavoro erano spesso conservati in raccoglitori cartacei ed era impossibile mantenere le informazioni sempre aggiornate e accessibili a tutti coloro che ne avevano bisogno. Inoltre, era estremamente difficile creare e distribuire contenuti accattivanti che i dipendenti avrebbero letto.

    Con l’avanzamento della tecnologia, non è più così. Oggi è molto più semplice garantire che le informazioni sulla sicurezza siano sempre aggiornate e immediatamente accessibili ai dipendenti a rischio, grazie ad email, messaggi, app aziendali.

    Anche se ogni ambiente di lavoro è diverso e le funzioni dei dipendenti variano drasticamente, ci sono alcuni suggerimenti per la sicurezza sul lavoro che sono comuni a tutti i datori di lavoro.

    Ecco alcuni suggerimenti per te:

    1. Sii consapevole delle tue responsabilità legali.
    2. Impegnati a mantenere la salute e la sicurezza sul lavoro sempre in primo piano.
    3. Acquisisci familiarità con tutte le potenziali situazioni pericolose sul posto di lavoro.
    4. Rivedi spesso le politiche e procedure di sicurezza.
    5. Tieniti informato con gli aggiornamenti sulla sicurezza dell’azienda.
    6. Identifica, valuta e gestisci i pericoli sul posto di lavoro.
    7. Informa, forma e supervisiona i tuoi dipendenti sulle pratiche di sicurezza.
    8. Garantisci che gli incidenti siano segnalati, registrati e indagati.
    9. Condividi le tue preoccupazioni con i dipendenti.
    10. Assicurati di essere preparato per le emergenze.

  • TessitoreRicevimenti.it firma il Matrimonio a tema social a Villa Marta (villa ricevimenti Roma)

    Il Social ormai da diversi anni circonda le nostre vite e soprattutto la nostra quotidianità.

    Facebook, Instagram, Tik Tok ormai fanno parte di noi… Pensate a quante foto guardiamo o postiamo ogni giorno, a quante storie visualizziamo e quante altre ne mettiamo per far vedere cosa facciamo in tempo reale ad amici, parenti e anche sconosciuti.

    Ma allora se passiamo gran parte del nostro tempo su queste piattaforme online, un matrimonio a tema Social nel 2021 è quello che ci vuole!

    Villa Marta è senza alcun dubbio la Location più social che ci possa essere.

    Varcherete i cancelli di questa meravigliosa struttura per attraversare un viale circondato da Palme, fiori e alberi per poi raggiungere il bordo piscina, altro luogo suggestivo che offre la location di Villa Marta.

    Durante lo svolgimento del vostro evento, il fotografo sarà bravo nel cogliere gli attimi più emozionanti, come il primo ballo che farete assieme ma anche gli attimi più divertenti come quello del Photo Booth, che con parrucche e cappelli spiritosi vi faranno passare dei momenti che difficilmente scorderete.

    Verrà girato un video che potrà essere proiettato e guardato a fine serata sul grande schermo per rivedere assieme i momenti più significativi del vostro matrimonio.

    Ma cosa sarebbe un matrimonio a tema Social senza una diretta?!

    On line nel momento del taglio della torta con relativo brindisi contornato da un nuovissimo Spettacolo laser oppure dalle ormai imprescindibili Fontane luminose, per non dimenticare la possibilità di lanciare in cielo dei coloratissimi Palloncini a led.

    Brevi video dalla durata massima di un minuto e storie da condividere subito con i vostri amici virtuali. Per gli amici veri e parenti presenti al vostro ricevimento, balli e giochi di animazione non mancheranno, come anche il buon cibo che solo lo chef di Villa Marta sa preparare.

    Angoli graziosi come quello della Confettata e delle Bomboniere saranno un plus al vostro evento fantastico e visto il tema scelto direi che come bomboniera la scelta più corretta sia una chiavetta USB (sono certa che con quella non farete brutta figura).

    Per altre informazioni non esitate a contattare ai seguenti numeri. Il Sig, Giuseppe Tessitore e il suo staff saranno lieti di illustrarvi questo e molto altro nella maniera più professionale e dettagliata possibile.

    Vi aspettiamo a Villa Marta!!!!

    Tel. Ufficio: 06 50 93 45 14
    Tel. Sig. Tessitore: 338 68 42 903

    Email: [email protected]
    http://www.tessitorericevimenti.it

  • Riqualificazione energetica: da CDP 5,5 mln di euro per l’illuminazione a Palma di Montechiaro

    Un risparmio di oltre 400mila euro annuali è il risultato atteso dagli interventi finanziati da Cassa Depositi e Prestiti nel Comune di Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento.

    Cassa Depositi e Prestiti

    Sostenibilità: i dettagli dell’accordo tra Cassa Depositi e Prestiti e Palma di Montechiaro

    Volano per lo sviluppo e la ripartenza del Paese, la sostenibilità rappresenta un fattore cruciale nella strategia e nell’operatività di Cassa Depositi e Prestiti. Lo dimostrano anche le iniziative intraprese dal Gruppo per promuovere soluzioni che garantiscano il risparmio energetico tramite l’efficientamento e l’uso consapevole delle risorse. In quest’ottica si inserisce il recente progetto avviato da CDP insieme al Comune di Palma di Montechiaro (AG), che prevede un finanziamento del valore complessivo di 5,5 milioni di euro da destinare alla riqualificazione energetica e gestionale degli impianti di pubblica illuminazione, oltre che all’integrazione dei servizi di smart city e smart metering. Nello specifico, l’iniziativa finanziata da Cassa Depositi e Prestiti è finalizzata all’ammodernamento degli impianti per migliorarne l’efficienza energetica, promuovendo al contempo il rispetto degli standard di sicurezza e il contenimento dell’inquinamento luminoso.

    Cassa Depositi e Prestiti: l’impegno per lo sviluppo economico sostenibile

    Il contributo fornito da Cassa Depositi e Prestiti al Comune di Palma di Montechiaro permetterà inoltre di integrare nuovi dispositivi e sistemi di sensoristica ambientale, tra cui le funzionalità smart city e smart metering. Gli interventi previsti consentiranno un risparmio energetico previsto ogni anno in oltre 1 milione e 800mila KWh, con una diminuzione in percentuale pari al 66%. Il risparmio complessivo che ne deriva non è da poco in termini economici: gli interventi di efficientamento e ammodernamento si tradurranno infatti in più di 400mila euro risparmiati annualmente dalle casse del Comune siciliano. L’iniziativa sottolinea l’attenzione profusa dal Gruppo Cassa Depositi e Prestiti nei confronti dei principi della sostenibilità, sia in termini ambientali che economici e sociali: un impegno testimoniato anche dal Bilancio di Sostenibilità pubblicato da CDP dal 2019, che pone l’accento sui risultati raggiunti dal Gruppo in tema di sostenibilità.

  • Mingazzini per Latteria Soresina: una tecnologia virtuosa all’insegna della sostenibilità ambientale ed economica

    Gestione intelligente da remoto con regolazione delle prestazioni in base ai flussi di lavoro, riduzione delle emissioni, più sicurezza e manutenzione predittiva, massimo efficientamento energetico: tutta l’eccellenza di impianti 4.0 nel cuore pulsante del primo produttore mondiale di Grana Padano

     

    Tradizione e modernità, esperienza e lungimiranza nell’incontro tra due imprese storiche d’eccellenza: Mingazzini Caldaie e Latteria Soresina. La celebre azienda cremonese, nata nel 1900 e oggi primo produttore al mondo del rinomato Grana Padano, e leader in altre delizie del gusto italiano, come il burro e il provolone, da sempre riconosciuta come marca di prestigio nel suo settore, ha scelto l’azienda di Parma per un rinnovo dei propri impianti.

    Con oltre 90 anni di esperienza e ben più di 10.000 progetti realizzati in tutto il mondo, Mingazzini Caldaie non è certo una nuova conoscenza per La Soresina. Già da un decennio la collaborazione tra queste due grandi imprese italiane ha portato a risultati di riguardo, accomunate dal concetto di qualità, declinata in ogni aspetto, dalle materie prime ai siti produttivi, puntando alla bontà, non soltanto del prodotto, ma anche della sua lavorazione, con un occhio di riguardo anche agli impianti produttivi e alla loro sostenibilità.

    Un obiettivo pienamente raggiunto anche grazie al supporto fornito dalla storica azienda emiliana, Mingazzini Srl di Parma che dal 1929 rappresenta un punto di riferimento per l’industria alimentare e delle bevande, focalizzata su qualità, efficienza e personalizzazione, realizzando sistemi sempre più performanti dal punto di vista del risparmio energetico e del rispetto per l’ambiente.

    Già 10 anni fa Latteria Soresina aveva avuto modo di testare il valore delle centrali Made in Mingazzini e il livello tecnologico fornito, con la verifica in diretta della combustione, un utilizzo performante dei recuperatori e l’installazione di dispositivi per il controllo finale dei fumi di combustione, così da attestarsi ben al di sotto dei limiti di emissione in atmosfera, con una svolta green, ottenuta nel connubio tra camera di combustione e tipologia di bruciatore.

    Il risultato di un simile intervento aveva portato a un risparmio netto pari circa al 10% di elettricità e un 5% di gas metano su tutta l’azienda – spiega l’Ing. Davide Arpini, Direttore Tecnico di Latteria Soresinama l’evoluzione tecnologica avvenuta negli anni e le migliorie gestionali nell’ottica del concetto Industry 4.0 ci hanno portato a guardare con crescente interesse l’interconnessione delle centrali e l’analisi in tempo reale dei dati”.

    La crescita costante di Latteria Soresina e il moltiplicarsi degli stabilimenti hanno infatti creato i presupposti per avviare una gestione virtuosa, sia dal punto di vista ambientale che economico, con un efficientamento degli impianti, una riduzione dei consumi e una migliore destinazione delle risorse. “Abbiamo evitato i continui presidi e le ronde di controllo nelle centrali termiche, preferendo destinare le persone a occupazioni a maggiore valore aggiunto – spiega Arpini – ponendo i generatori di vapore in rete e centralizzando tutti gli impianti, avendo così un monitoraggio costante dei sistemi, delle prestazioni, dei consumi, dei livelli e di tutti i parametri per garantire il massimo risultato e la più assoluta sicurezza”.

    Dalle iniziali valutazioni si è passati alla concretezza del risultato grazie all’esperienza e all’impegno di Mingazzini nella fornitura di impianti su misura, sempre più affidabili e ad alto contenuto tecnologico, come i modelli PB di ultima generazione, caratterizzati da accorgimenti tecnologici che ne accrescono il risparmio energetico e il controllo delle emissioni, semplificandone contestualmente la gestione. Tra le caratteristiche peculiari di Mingazzini vi è infatti la capacità di fornire tutto quanto è necessario per la realizzazione e la gestione moderna ed efficiente delle centrali termiche di qualunque dimensione. Grazie alla possibilità di connessione, è attuabile la supervisione completa della caldaia o della centrale termica per telecontrollo e telediagnosi da remoto senza supervisione continua per 24/72 h.

    La serie PB è caratterizzata da generatori che possono raggiungere una pressione di bollo fino a 22 bar, o superiori su richiesta. Con un rendimento base pari al 90%, la PB è un impianto di ultima generazione e a basso impatto ambientale che in base al numero di ore di lavoro e del tipo di combustibile utilizzato è fornito con sistemi di recupero energetico dedicati al singolo generatore, in grado di ottenere rendimenti fino al 97,5% e superiori mediante la personalizzazione dei sistemi di recupero energetico, spingendo all’estremo la condensazione dei fumi di caldaia, per recuperare quanto più possibile del calore latente in essi contenuto (oltre a quello sensibile). In questo modo, sono possibili rendimenti anche fino al 99%.

    I modelli della serie PB, conformi alla Direttiva Europea 2014/68/UE, rappresentano l’ultima generazione nel campo dei generatori di vapore ad uso industriale: costruiti seguendo le più moderne concezioni tecnologiche e adottando i sistemi di lavorazione più avanzati, sono orientati al risparmio energetico, alla riduzione delle emissioni e alla massima efficienza.

    Il risultato ottenuto è indubbiamente notevole sotto diversi aspetti, illustra il Direttore Tecnico di Latteria Soresina: “Centralizzando tutti gli impianti, è possibile avere sempre disponibili tutti i dati, pressione, livelli, allarmi, consumi di gas metano, vapore, consentendo uno straordinario efficientamento generale delle prestazioni, anche in termini energetici. Non solo, perché con questa interfaccia è possibile comandare i generatori di vapore anche da remoto, in quanto interconnessi in rete. Ciò significa regolare ciascun impianto in base ai flussi produttivi e le necessità di performance giornaliere richieste, anche da un comune device, come computer, cellulare, tablet, abbattendo sprechi e dissipazioni, consumi ed emissioni, limitando il tutto alle effettive necessità giornaliere, su ogni impianto”.

    Un risultato estremamente moderno e competitivo, a cui si aggiunge un ulteriore valore aggiunto, la possibilità di tracciare i consumi specifici, cioè i chili di vapore prodotti per metro cubo di gas metano, realizzando uno storico sovrascrivibile nel tempo, così da verificare le prestazioni e analizzare eventuali scostamenti. Ciò significa poter attuare una manutenzione predittiva, evitando in tal modo fermi macchina inattesi, altro enorme beneficio. “Si può parlare di una centrale veramente connessa – conclude il Direttore Arpini – concretizzando il concetto di Industry 4.0. con una gestione molto virtuosa che va a vantaggio di tutto il sistema”.

    Una conferma che è anche un obiettivo a cui punta con impegno e concretezza l’azienda: “Nel piano strategico di Latteria Soresina il tema dei Big Data sono stati inseriti come asse portante per tutti gli anni a venire – chiosa il direttore generale Michele FalzettaCrediamo che il modello data driven costituisca un reale aiuto alle scelte aziendali sia in tema di continua riduzione dei costi sia in tema di guida alle scelte, orientate all’accrescimento della qualità non solo di prodotto, ma dell’intero processo, dando vita a un modello virtuoso perseguibile e pienamente applicabile”.

    Per entrambe le aziende qualità e sostenibilità non rappresentano solo una reazione alle recenti istanze globali, ma una reale attenzione nei confronti della collettività. L’eco sostenibilità effettiva e l’ottimizzazione delle risorse sono un obiettivo che Mingazzini riesce a conseguire mediante sistemi sempre più evoluti e performanti nel risparmio energetico e nel rispetto per l’ambiente, con la massima concentrazione nello sviluppo di sistemi esclusivi di recupero energetico, flessibili e su misura per le esigenze dei singoli clienti e dei comparti industriali. Oltre allo sviluppo dei più innovativi sistemi di combustione con progressiva riduzione delle emissioni in atmosfera.

     

    Mingazzini Srl nasce a Parma nel 1929 e negli anni diventa un importante player di riferimento italiano ed europeo nel settore della produzione di generatori di vapore ad uso industriale. L’azienda fornisce risposte personalizzate e su misura seguendo la propria vocazione verso impianti sempre più affidabili e ad alto contenuto tecnologico che garantiscono sicurezza, serietà e un ottimo servizio secondo lo standard “Mingazzini”. In casa Mingazzini ricerca e sviluppo guidano l’azienda da quasi un secolo: l’azienda anticipa richieste del mercato con impianti e processi di produzione costantemente aggiornati e controllati assicurando un elevato livello di qualità, massimo rendimento e minimizzando i valori di NOx e CO rilasciati in atmosfera.

  • Zapping Radio 1: l’intervista a Renato Mazzoncini, AD e DG di A2A

    “L’anno che abbiamo passato ci ha dato un segnale: ci ha spiegato che i temi dell’economia circolare e della transizione energetica non sono sicuramente più rinviabili”:così l’AD e DG Renato Mazzoncini intervistato da Giancarlo Loquenzi di Zapping Radio 1.

    Renato Mazzoncini direttore A2A

    A2A, Renato Mazzoncini: porre la transizione energetica al centro degli sforzi

    È necessario considerare gli investimenti in ambito sostenibilità ed economia circolare come una priorità per accelerare il passo della transizione energetica: è Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A, a lanciare un messaggio in tal senso nel corso dell’intervista rilasciata ai microfoni di “Zapping”, programma radiofonico condotto da Giancarlo Loquenzi su Radio 1. L’obiettivo è quello di far sì che “le risorse naturali che noi utilizziamo oggi, quindi terra, acqua, aria e tutte le risorse del pianeta, vengano effettivamente utilizzate in modo circolare e non vengano consumate”. Il tema è di cruciale importanza ed è al centro delle agende nazionali ed europee: verso tale direzione si dirigono infatti il Recovery Fund e il NextGenerationEU, strumenti che l’UE ha predisposto per incentivare la ripresa e che destinano una gran parte di risorse per accelerare la transizione green. “Risorse molto ben spese perché consentono di entrare in un’ottica di economia circolare”, ha sottolineato Renato Mazzoncini nel corso dell’intervento.

    L’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini: solare, eolico e idrogeno per la decarbonizzazione

    Una svolta, quella verso la sostenibilità, su cui non è più possibile temporeggiare e che richiede apporti significativi dal mondo istituzionale, imprenditoriale e da quello della società civile. “Siamo in una situazione in cui non abbiamo alternative: il nostro pianeta ha risorse che si stanno esaurendo. Non possiamo andar avanti in questa situazione”, ha rimarcato Renato Mazzoncini durante l’intervista, aggiungendo “dobbiamo preservare le risorse del pianeta e saper usar bene l’energia, per essere in grado di ragionare in un’ottica di circolarità”. Ma in quali ambiti è necessario dunque indirizzare gli sforzi in Italia? “Dobbiamo investire in rinnovabili, quindi in impianti fotovoltaici ed eolici”, ha spiegato l’AD e DG di A2A, evidenziando inoltre come sia rilevante investire nelle batterie e idrogeno perché questo consente di avere flessibilità in materia di immagazzinamento dell’energia. E proprio sul tema dell’idrogeno aggiunge: “Queste fonti rinnovabili producono molta energia in momenti in cui magari non serve, che viene ceduta alla rete a prezzi bassissimi e in orari non di punta”. In tali situazioni è interessante valutare la possibilità di produrre idrogeno, perché questo “può servire come accumulo di energia”, ha sottolineato Renato Mazzoncini al termine dell’intervista.

  • Siderurgia: Icdas Celik conferma un nuovo ordine dalla Turchia per Gruppo Danieli

    Dopo l’annuncio dell’interesse di Gruppo Habas verso Danieli & C. Officine Meccaniche, arriva la notizia di un nuovo ordine dalla Turchia: la tecnologia dell’azienda di Buttrio continua a riscuotere interesse internazionale.

    Gruppo Danieli

    Gruppo Danieli: il nuovo ordine in Turchia

    Gruppo Danieli, la multinazionale di Buttrio che occupa una posizione di primo piano nel panorama mondiale siderurgico, si è aggiudicato un nuovo importante ordine dalla Turchia. La notizia si apprende dal sito internet di Icdas Celik. Si tratta di attività di costruzione, produzione di calcestruzzo, energia e servizi minerari. Il gruppo turco ha confermato la sua preferenza per la tecnologia del Gruppo Danieli e ha ordinato una terza linea di trafilatura che dovrà essere installata a Biga. Nella stessa location già dal 2005 sono in funzione altre due trafilature prodotte dal Gruppo Danieli. Il produttore punta con questa nuova commessa ad aumentare la propria quota di mercato relativa al segmento delle bobine di cavi, ma anche ad aggiungere al portafoglio prodotti dei gradi di acciaio più avanzati. La linea dovrebbe essere avviata entro il secondo trimestre del prossimo anno.

    Gruppo Danieli, è previsto un 2021 in crescita

    Allo stesso tempo Mediobanca ha confermato il rating neutral per Gruppo Danieli, con un target price a 17,50 euro sul titolo. Attualmente la banca d’affari prevede un fatturato pari a 2,826 miliardi di euro per il 2021, mentre nel 2020 erano previsti 2,803 miliardi. Si punta a una crescita dell’utile netto che passerebbe da 63 milioni dello scorso anno ai 70 previsti per il prossimo. Il rapporto prezzo/utile dovrebbe essere pari a 13,6 volte l’anno venturo da 12,2. Oltre al nuovo ordine in Turchia, la scorsa settimana anche il Gruppo Habas ha contattato la multinazionale italiana per rifornire la sua nuova linea di cavi e sistemi elettrici e di automazione, oltre a dichiararsi molto interessata ai pacchetti tecnologici di Gruppo Danieli. La nuova linea di prodotti a vergella verrà installata nell’acciaieria di Aliaga. L’inizio dei lavori, in questo caso, è previsto per il terzo trimestre del 2021.

  • Class CNBC: “Numeri 1”, l’intervista a Elisabetta Ripa, AD di Open Fiber

    Portare la fibra in tutto il Paese, anche nelle aree cosiddette "a fallimento di mercato", significa anche recuperare gli anni persi sul fronte degli investimenti in infrastrutture digitali: l’intervista per "Numeri 1" di Class CNBC a Elisabetta Ripa, AD di Open Fiber.

    Elisabetta Ripa

    Elisabetta Ripa: Open Fiber al lavoro per garantire una connessione stabile, veloce e prontamente reattiva

    I vantaggi della fibra ottica, il digital divide, il modello wholesale only e l’ecosostenibilità sono alcuni dei temi su cui si è espressa Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber, rispondendo ai giovani studenti che, coadiuvati da Andrea Cabrini, l’hanno intervistata nel corso di "Numeri 1", format di Class CNBC. "In Italia gli investimenti in infrastrutture digitali hanno per decenni lasciato spazio allo sviluppo di tecnologie su infrastrutture mobili e alla valorizzazione delle vecchie tecnologie in rame", ha spiegato l’AD di Open Fiber evidenziando come è proprio a partire da questa consapevolezza che quattro anni fa Open Fiber è nata con l’obiettivo di dotare il Paese di una nuova rete di accesso interamente in fibra ottica "recuperando il tempo perso". Oggi la parola d’ordine è accelerare per fare in modo che l’infrastruttura possa raggiungere il prima possibile le 31 milioni di unità immobiliari del Paese: "Stiamo lavorando su un perimetro di 20 milioni e siamo già oggi oltre i 10 milioni: dobbiamo andare avanti e accelerare". Nelle grandi città ma anche nei piccoli Comuni. E, come precisa Elisabetta Ripa, sempre più all’insegna dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità. La risposta oggi è l’FTTH, la fibra ottica: una nuova tecnologia "che si sta affermando ovunque nel mondo come nuova modalità di accesso in sostituzione del rame". Le caratteristiche fisiche di cui dispone consentono la trasmissione dati ad altissima velocità non solo in download ma anche in upload e inoltre, essendo una rete a bassissima latenza, abilita servizi che hanno bisogno di un rapidissimo interscambio con la rete: basti pensare al gaming, alla didattica a distanza, allo smart working, all’e-health. Una "connessione stabile, veloce e prontamente reattiva" che funziona indipendentemente dalle condizioni meteorologiche, essendone meno soggetta rispetto al rame.

    Elisabetta Ripa: sostenibilità e innovazione tecnologica, la formula di Open Fiber per il futuro del Paese

    Nell’intervista a Class CNBC, l’AD Elisabetta Ripa ha parlato inoltre dell’impegno di Open Fiber nel fronteggiare le sfide del digital divide, non solo un tema di mancanza di infrastrutture, ma anche "un problema di competenze, di cultura del digitale su cui dobbiamo lavorare". E, parlando dei traguardi raggiunti dalla società su questo fronte e dei prossimi obiettivi, l’AD ha sottolineato come tali interventi richiedano tempo: "Per sostituire reti datate e costruite in molti anni occorre realizzare l’infrastruttura, stendere la fibra e mettere insieme un grande numero di autorizzazioni che coinvolgono molti soggetti". Oggi "impieghiamo più ad avere i permessi che a realizzare l’infrastruttura", ha osservato Elisabetta Ripa ribadendo la necessità di semplificare la burocrazia in questa ottica. E sulla sostenibilità, l’AD ha spiegato come per Open Fiber si tratti di un impegno declinabile in più modi: "L’infrastruttura è intrinsecamente sostenibile perché la fibra ottica impiega pochissima energia per cui il livello di emissioni di CO2 che ne deriva è bassissimo". E soprattutto abilita un modo di vivere sempre più green: anche solo la possibilità di parlare in videoconferenza ad esempio implica di non doversi spostare. Dunque per Open Fiber il green è un valore ma anche un’opportunità: "Lavoriamo dove possibile sfruttando le infrastrutture preesistenti. E non solo impattiamo il meno possibile su collettività e territorio ma facciamo anche prima con le autorizzazioni".

  • Terna, positivi i risultati 2020. Stefano Donnarumma: “Dimostrata resilienza a effetti Covid”

    Nonostante l’emergenza, continua il trend positivo di Terna, Gruppo guidato dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Donnarumma.

    Stefano Donnarumma

    Terna chiude il 2020 in positivo: le dichiarazioni di Stefano Donnarumma

    Tutte le azioni messe in atto dall’azienda, soprattutto a partire dal secondo semestre, hanno prodotto risultati che potevano apparire inimmaginabili lo scorso giugno”: a parlare è Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, commentando i risultati positivi raggiunti nel 2020. Il gestore della rete elettrica nazionale ha chiuso l’anno in crescita. Rispetto ai dati del 2019, l’utile netto è aumentato del 3,7%, passando da 757,3 a 785,5 milioni di euro. Sorte simile per i ricavi, che con un +9,5 hanno raggiunto i 2,5 miliardi. Cifre che hanno portato il CdA a proporre all’assemblea un dividendo di 26,95 centesimi di euro per azione, registrando un +8% rispetto all’anno precedente. Crescono anche l’Ebitda (1,8 miliardi) e gli investimenti (1,3 miliardi), segnando rispettivamente un +5,1% e un +6,9%. Stefano Donnarumma si è detto orgoglioso del lavoro svolto dalle persone di Terna, che in un anno definito “complesso”, ha consentito di “assicurare in ogni momento la disponibilità di un bene essenziale per la collettività come l’energia elettrica”.

    Stefano Donnarumma: “Terna al centro della transizione

    I risultati registrati hanno dimostrato una forte resilienza di Terna agli effetti del Covid-19. Resilienza che si riflette anche negli investimenti: nel 2020, ha reso noto Stefano Donnarumma, il Gruppo ha infatti superato “i target, già ambiziosi, fissati prima della pandemia”. Continua senza intoppi dunque il percorso delineato dal Piano Industriale 2021-2025, presentato lo scorso novembre, che ha messo al centro gli investimenti sulla rete per abilitare transizione energetica sostenibile e favorire il rilancio del Paese. Con gli indicatori in crescita si rafforza il ruolo centrale del Gruppo sia come abilitatore che come leader del processo: “Grazie al lavoro delle donne e degli uomini di Terna – ha dichiarato Stefano Donnarummapotremo raggiungere gli sfidanti obiettivi della transizione ecologica che si è data l’Italia e al cui raggiungimento daremo il nostro contribuito quali registi del sistema energetico nazionale”.