Categoria: Aziendali

  • FAN 503-S di IMIT Control System. Il risparmio energetico a portata di mano.

    IMIT Control System, sensibile all’abbattimento dei consumi energetici, amplia la propria offerta.

    Il nuovo FAN503-S è un regolatore per fan-coil ad incasso DIN 503, con le principali funzioni del precedente FAN503, che consente la gestione e il controllo di 2 elettrovalvole (caldo e freddo) per impianti a 2 o 4 tubi, studiato per rendere più semplice l’impostazione di fan-coil e ventilconvettori, anche con motori inverter, al fine di migliorare il comfort termico di casa e ufficio.
    Il prodotto è dotato di un nuovo display retroilluminato e di una versione studiata per controllare i motori inverter dei ventilconvettori, con conseguente risparmio energetico ed economico. Il nuovo regolatore FAN503-S infatti è in grado di modulare la velocità della ventola fan-coil in base alle necessità dell’utilizzatore finale, piuttosto che attraverso l’attivazione di velocità fisse. FAN503-S consente di ridurre i consumi del 40%, di ottenere una regolazione continua della temperatura, senza spiacevoli sbalzi termici, di diminuire la rumorosità del motore e, dal momento che non c’è stress della meccanica all’avviamento dello stesso, aumentarne il ciclo di vita e l’affidabilità.
    FAN503-S è disponibile in due versioni, entrambe compatibili con la maggior parte delle placche in commercio: regolatore per motore ventola a 3 velocità (230V), indicato per applicazioni classiche, e regolatore per motore ventola brushless modulante 0-10V, per applicazione a Fan-coil con motore inverter.

    www.imit.it

  • Libra e Christal by U-Power. Benessere da indossare

    Nasce la nuova linea di abbigliamento da lavoro U-Supremacy, ancora più tecnologica.

    Grazie alla costante attività di ricerca e sviluppo portata avanti da U-Power, l’abbigliamento da lavoro si arricchisce di una nuova linea ad alta tecnologia. U-Supremacy comprende capi ancora più performanti, in grado di offrire comfort assoluto e benessere quotidiano.

    La stagione estiva in arrivo richiede materiali freschi e traspiranti, U-Power risponde con tessuti capaci di favorire una termoregolazione intelligente. Con questo intento l’azienda leader nel settore si avvale delle innovative tecnologie HeiQ Pure e HeiQ Smart Temp per realizzare polo e t-shirt che assicurino freschezza prolungata nel corso della giornata.

    Libra, ad esempio, è una polo manica corta in poliestere che permette di mantenere una temperatura ideale costante proprio grazie al trattamento HeiQ Smart Temp, che conferisce al tessuto la proprietà di attivare automaticamente un processo di raffreddamento quando la temperatura è troppo alta e di disattivarsi quando la temperatura torna ideale. Pulizia e riduzione della formazione di cattivi odori e macchie, inoltre, sono garantiti dal trattamento HeiQ Pure, con effetto antimicrobico. Oltre che dal comfort assoluto che dona, Libra è contraddistinta dalla personalità decisa, data dalla banda e dal logo catarifrangente o carbonio applicati sul petto. La presenza di una tasca verticale con tessuto elasticizzato di contrasto completa il design e la rende pratica.

    Le stesse rivoluzionarie tecnologie sono applicate alla t-shirt Christal, favorendo la percezione di benessere e freschezza da parte di chi la indossa durante le attività lavorative. Il trattamento HeiQ Pure preserva le proprietà del tessuto come colore e traspirabilità, mentre HeiQ Smart Temp mantiene ottimale la termoregolazione per tutta la vita dell’articolo. Notevoli sono, come sempre, anche i dettagli stilistici: tasca verticale zippata con tessuto elasticizzato di contrasto, banda catarifrangente o carbonio frontale lato sinistro, stampa reflective o carbonio del logo U-Power sul lato destro frontale. La personalizzazione estetica, infine, è favorita dalle varianti cromatiche proposte: Lime Stone, Black Carbon o Burnt Olive.

    www.u-power.it

  • Cristina Scocchia, nuova AD di Illycaffè, incaricata di portare il Gruppo verso la quotazione

    Da gennaio 2022 Cristina Scocchia è approdata in Illycaffè nel ruolo di Amministratore Delegato: una nuova sfida professionale dopo le esperienze di successo in Procter&Gamble, L’Oréal Italia e KIKO Milano.

    Cristina Scocchia

    Cristina Scocchia, l’incarico di AD in Illycaffè

    Cristina Scocchia è pronta ad avviare una nuova fase di crescita in Illycaffè, accompagnando il Gruppo verso nuovi mercati esteri e verso l’ingresso in Borsa. Era stata l’attuale AD ad anticipare la notizia in un’intervista al "Corriere della Sera": una nuova avventura in un importante Gruppo italiano, attivo in un settore diverso rispetto a quelli in cui la manager ha operato in precedenza. L’annuncio è poi giunto a novembre 2021, quando Cristina Scocchia confermò il sopraggiungere della nuova nomina a partire dal 1° gennaio 2022. Reduce dall’intenso lavoro svolto in KIKO Milano – che ha permesso di raddoppiare la profittabilità puntando su innovazione di prodotto, trasformazione digitale ed espansione geografica – oggi la manager è quindi al lavoro nel nuovo incarico di AD della storica azienda di Trieste: l’obiettivo, come reso noto, è portare Illycaffè a compiere il proprio ingresso in Borsa.

    Illycaffè: i piani dell’AD Cristina Scocchia

    Dagli esordi in Procter&Gamble agli incarichi di Amministratore Delegato di L’Oréal Italia e KIKO Milano, Cristina Scocchia non è nuova in quanto a esperienze presso grandi realtà aziendali. Ciò le consente di attingere da un bagaglio manageriale che, ampliato negli anni, le ha permesso di guidare le aziende verso la crescita. Gli stessi obiettivi combaciano con il nuovo tragitto di Illycaffè: come dichiarato dal Gruppo, è un percorso che giunge anche "in considerazione della fase positiva del mercato dei capitali e della volontà di avviare il processo di quotazione". Diversi e significativi gli indirizzi da percorrere sotto la guida di Cristina Scocchia: tra questi, un nuovo ciclo di sviluppo per rafforzare la presenza di Illycaffè nel settore Horeca; l’espansione aziendale nel canale della grande distribuzione; la crescita nei mercati esteri, con Stati Uniti e Cina in particolare interesse; non da ultimo, porre basi solide per innescare un efficace processo di quotazione in Borsa.

  • MIKADO® di Neoperl. Il disegno dell’acqua

    MIKADO® è l’aeratore che trasforma il flusso dell’acqua in un’accattivante trama visiva.

    Grazie a questo dispositivo dalle innovative caratteristiche funzionali, i singoli getti disegnano un’originale griglia che consente di combinare l’eccellente resa estetica alla piacevolezza tattile.

    L’intensità dei getti, infatti, diminuisce man mano che l’acqua scende, permettendo di alternare sensazioni massaggianti vigorose a effetti morbidi e delicati. L’aeratore è disponibile in tre differenti tipi di disegno. In virtù del tocco di creatività e innovazione che lo caratterizza, MIKADO® di Neoperl è molto apprezzato da architetti e designer, tanto da essere stato insignito del prestigioso Red Dot Award.

    MIKADO®, a riprova della sua efficienza, è dotato inoltre della tecnologia PCA® che assicura il mantenimento di un flusso costante, indipendentemente dalle variazioni di pressione, a tutto vantaggio del risparmio energetico.

    Infine, è disponibile anche con sistema SLC®, Easy-To-Clean, che garantisce un’estrema facilità di pulizia. Grazie alla superficie realizzata in morbido silicone è possibile eliminare il calcare senza rimuovere l’aeratore, attivando il flusso e sfregandolo con un dito.

    www.neoperl.com

  • Gruppobea e Galdus nella formazione. La scuola entra in azienda: lo stage abbraccia cultura e crescita professionale

    Intervista a Marcello Sottocorno, tutor formativo della scuola Galdus, Claudio Gatti, direttore generale Gruppobea Spa e Jonas Bendaou, psicologo e formatore.

    Milano, 19/04/2022 Claudio, cominciamo da lei. Gruppobea sta continuando a correre seguendo le evoluzioni del mercato. In questi mesi avete assunto ancora, attingendo dalla scuola attraverso il percorso del tirocinio curriculare e dell’apprendistato di I Livello. Una promozione scolastica, dunque, vale una assunzione?

    Sì, dopo l’esperienza positiva extracurriculare fatta con lo IED, che ci ha permesso di assumere 4 neo laureati, per la quinta volta uno studente di un istituto superiore entra nella nostra azienda attraverso un apprendistato di primo livello. Con Galdus, ma anche con altre scuole, abbiamo creato una rete divenuta una fucina formativa capace di valorizzare talenti che cresceranno giorno dopo giorno in questa famiglia.

    È una visione complessa?

    Sì. Molto. Qualche settimana fa mi è capitato di ascoltare il responsabile di una società di servizi che ha sostenuto quanto fosse difficile investire sui giovani mancanti di esperienza. Ricordo il suo tono stanco: “troppo tempo, troppi soldi, troppa energia. Troppe brutte figure.” Era tutto “troppo”, e per lui sarebbe stato meglio puntare su chi avesse avuto anni di esperienza tali da poter soddisfare il bisogno di urgenza della società per cui lavorava. È stato in quel momento che mi sono detto che non tutti sono sempre disposti a farsi travolgere dall’esperienza gravosa di una crescita, ed ho pensato che se si ha la fortuna di osservare – come è accaduto a noi – una ex stagista, ormai divenuta da 6 anni una dipendente preparatissima, entrare in commissione per valutare uno studente che ha seguito il programma di apprendistato di primo livello, si riesce a sentire addosso qualcosa di diverso: l’ebrezza di un percorso fatto con sacrificio.

    Come è andato l’esame?

    Direi benissimo. Maria si è diplomata con 100/100 e l’abbiamo appena assunta. Soprattutto, il suo tutor aziendale Mariya Chorney, con il suo lavoro di affiancamento durato 2 anni, ha dimostrato che la bellezza sta nella vicinanza, nella ricerca, nella mutualità, e nella voglia di trasferire quel che in precedenza si è appreso. È stata una grande dimostrazione di maturità, e far parte di tutto questo mi ha emozionato.

    Veniamo a lei, Marcello. Può parlarci del programma Galdus, e di come è nata la vostra collaborazione con Gruppobea?

    L’obiettivo della scuola professionale Galdus, radicata nel territorio di Milano da più di 20 anni, è aiutare gli studenti a trovare il loro posto nel mondo. La collaborazione inizia con il dialogo e il confronto. Il tema fondamentale è: di che competenze ha bisogno il mondo del lavoro, e come possiamo trasmetterle ai ragazzi per prepararli al meglio? Le risposte concrete, nate in sinergia tra Galdus e Gruppobea, sono state: incontri ed interventi formativi a scuola, curati dall’Azienda stessa, esperienze di tirocinio per toccare con mano la realtà aziendale e immergersi in una quotidianità diversa. Fino all’Apprendistato di primo livello, grazie al quale i nostri ragazzi hanno l’opportunità di raggiungere la qualifica professionale o il diploma di tecnico. Il tutto lavorando, con un contratto vero e proprio, e frequentando contemporaneamente la Scuola. Durante queste esperienze, Azienda e Scuola si confrontano costantemente, grazie a tutor scolastici dedicati, e referenti aziendali specifici per ogni ragazzo. Jonas si occupa della supervisione delle esperienze, e s’impegna in prima persona nella formazione e nell’orientamento dei ragazzi.

    Jonas, ha voglia di raccontarci di questo percorso?

    Vengo dalla Francia, paese in cui i percorsi professionalizzanti rappresentano ormai la norma. In Italia ci si sta finalmente muovendo in questa direzione, e la Regione Lombardia è molto sensibile rispetto a questo tema. Penso, però, si potrebbe e si dovrebbe fare ancora di più. Ci sono moltissimi freni culturali quando si decide di imboccare questa strada. Iniziare con uno studente mirando unicamente alle sue attitudini e non alla sua esperienza, pare davvero una odissea. Sembra tutto sia tarato per provocare tensione e fatica. Un po’ come se la logica della formazione fosse staccata da qualsiasi logica aziendale. Questo concetto distorto, però – pur causando stress – rappresenta la chiave di volta. Per comprenderlo bisognerebbe immergersi nella visione di un contadino: scavare con fatica, piantare un seme, ed essere disposti a vivere dei cicli. A guardarla così ci verrebbe in mente che, a causa della formazione, si stia togliendo del tempo a noi stessi; ma si tratta semplicemente di fasi. Difficoltose, lunghe, stressanti, non importa. Quello che conta è sapere che ogni volta saremo più elastici. Il nostro pensiero sarà più plastico, e ci convinceremo che è necessario imparare ad ascoltare, sentire, aspettare, capire altri mondi, altre visioni. E, alla fine, come in un piccolo miracolo, scopriremo di avere nel nostro giardino un albero.

    Sembra una vera e propria ricetta per la ricerca della unicità. Ricorda un po’ la sintesi del libro di Buscaglia. Vivere amare capirsi.

    Ha citato uno dei miei miti! Ho amato quel testo colmo di passione in cui la didattica è anche ricerca creativa, incentivazione della curiosità viva, capacità di mettersi in discussione. Le peculiarità di uno studente, la predisposizione e le sue attitudini, se ben veicolate e potenziate, costituiranno la grande via che fissa il passaggio tra scuola e lavoro

    Passo dopo passo.

    Esattamente. Si comincia con la predisposizione all’ascolto, condizione essenziale per settare i livelli comunicativi tra il formatore e lo studente. Si usa l’empatia per fissare i perimetri del rapporto. Poi, arrivano le istruzioni; chiare, dirette, disegnate affinché nascano domande utili alla costruzione di un apprendimento. Dagli showroom alla logistica, dall’amministrazione al marketing, Il modo che useremo per comunicare, diventerà la discriminante nel processo formativo.

    Quanto conta in tutto questo la fiducia, Claudio?

    Ha un peso enorme. La fiducia transita attraverso la comprensione e l’assimilazione delle regole necessarie per fare i primi passi in una nuova dimensione. L’aspettativa passa attraverso il metodo, ed è necessaria una prospettiva legata ai reciproci bisogni e al rispetto vicendevole. Ecco, stabilire questa progressione significa agevolare l’assimilazione di ogni attività dello studente che si sentirà libero di cavalcare la propria curiosità, consapevole che sbagliare è una grande fortuna. D’altronde, chi sbaglia, migliora.

    Marcello, nell’Apprendistato di primo livello Quanto Incide la scuola e quanto il lavoro? E come si configura un esame?

    Gli Apprendisti sono, contemporaneamente, lavoratori di Gruppobea e studenti della scuola Galdus. Trascorrono a lavoro 4 giorni a settimana, durante i quali è l’Azienda a farsi Laboratorio, e a trasmettere i contenuti tecnici della formazione. Un giorno a settimana è invece dedicato alla formazione scolastica: docenti specialisti del Progetto Apprendistato realizzano una formazione in piccoli gruppi di lavoro. I contenuti sono quelli culturali: Italiano, Inglese, Matematica, Diritto, Orientamento al Lavoro. La progettazione didattica è pensata su misura, con un forte accento sulle applicazioni pratiche e lavorative dei contenuti. L’Esame finale prevede una prova scritta per le materie di base. Per la parte tecnico-professionale, è invece prevista la presentazione di un Capolavoro: i ragazzi scelgono un processo che appartiene alla loro quotidianità in azienda, e lo mostrano alla Commissione, dimostrando il livello tecnico raggiunto. La sinergia tra il mondo del lavoro e quello della formazione scolastica negli anni si dimostra sempre più un’alchimia positiva di grande stimolo per i giovani.

    Jonas, perché scegliere uno studente con nessuna esperienza piuttosto che un professionista che viene dal settore? non è un processo troppo lungo?

    Non è solo lungo. È anche complesso, stancante fisicamente e psicologicamente. Gli studenti sono inquadrati in una zona di confort in cui tutto è ovattato; provengono spesso da aree didattiche in cui la luce del lavoro è mancante, oppure completamente distorta. Quando entrano in azienda, anche solo per uno stage, sono spaesati. La contezza relativa al mondo lavorativo è quasi nulla; la conoscenza di quanto li circonda è rarefatta. Per non parlare poi della capacità di esprimersi, spesso sporcata dalla cattiva abitudine di rapportarsi agli altri attraverso le dinamiche seriali di uno smartphone: interazioni rapide, non afferenti alla realtà. Ansia che sfocia spesso in noia e malinconia. L’empatia, così come l’uso della parola, molte volte è da cercare, sollecitare. Soprattutto in un momento complesso come questo, in cui il covid e la guerra hanno messo a dura prova la loro sicurezza, le loro certezze. Ecco perché, alcuni di loro, pur avendo seguito percorsi scolastici anche articolati, pur avendo alle spalle famiglie attente e protettive, assumono atteggiamenti di chiusura che non consentono la predisposizione a quell’ascolto e quella curiosità di cui parlavamo. Gli stagisti che arrivano qui sono smarriti, persi in un guscio che li isola dal mondo. La fatica sta proprio nella volontà di scoperchiare tutto questo. Bisogna ascoltarli, tenerli per mano, accompagnarli, introducendoli nella nuova e velocissima dimensione lavorativa. E, perché no, anche quella culturale.

    Con noi, infatti, gli studenti entrano in un circuito in cui è necessario leggere l’Ansa ogni giorno, raccontarci le notizie del mondo che hanno colpito la loro attenzione. Discutere di cosa provano, spiegare cosa hanno capito, allevando un pensiero critico. Inoltre, nel periodo istruttivo – e si spera di educarli anche per il seguito – sono invitati a registrarsi gratuitamente sul sito una parola al giorno, un bellissimo progetto online che aiuta ad ampliare la conoscenza della lingua italiana. Perché, come dicono gli ideatori: dalla qualità delle parole che conosciamo dipende la qualità dei pensieri che facciamo.

    Molto bello. Escono da un’aula per rientrare in un’aula?

    Già. L’aula più impegnativa. In fondo, la vita è una scuola che ci predispone alla crescita, e sta solo a noi decidere in che modo lo faremo. Per quanto mi riguarda, penso siano importanti le guerre puniche, ma è fondamentale anche la sperimentazione, l’innovazione didattica. La scoperta di una coscienza aziendale che attivi la scoperta e l’uso delle proprie attitudini, i talenti personali. Misurarsi in modo adeguato con le sfide della vita offre la grande opportunità di poter sbagliare. E come scrive Carol Dweck -professoressa di psicologia di Stanford – il nostro sviluppo, il modo in cui interpretiamo le difficoltà e il modo per realizzare al meglio il nostro potenziale, in fondo, è frutto di un impegno deliberato. La “mentalità” influenza il nostro modo di processare, interpretare, leggere le informazioni.

    Ecco perché sono felice quando penso agli studenti rimasti 2 anni con noi in apprendistato di 1 livello: Maria, Veronica, Mario, Alessio, Lorenzo, entrati tutti per la pima volta nella nostra azienda con gli occhi sgranati, la paura sul volto e le braccia conserte. Avevano un programma da seguire, lezioni da fare a scuola. Esami su esami. Aula e lavoro. Molti di loro, una gestione di una vita familiare non facile. Ed ora che hanno terminato l’ultimo anno in Galdus, sono entrati nel nostro universo fatto di rapporti, gestione dello stress, consapevolezza, mentalità dinamica, formazione, merceologica costante e – perché no – in un mondo fatto di libri che la neo assunta Maria ha imparato a rubare dal mio ufficio, rendendomi felice. Perché la cultura non dovrebbe mai avere un prezzo.

  • Margherita srl premia i lavoratori dopo un anno da record: bonus da 1.200 euro a tutti i dipendenti

    Sarà erogato in busta paga o come welfare aziendale. Così la realtà veneta ha riconosciuto il contributo dei propri lavoratori, protagonisti del massimo fatturato raggiunto nella storia dell’azienda: 53 milioni di euro, pari a un incremento del +20% rispetto all’anno precedente

     

    Il capitale umano al centro della crescita e dello sviluppo di Margherita srl. Nel 2021 la storica realtà di Fregona (TV), specializzata nella produzione artigianale di pizze e snack surgelati e refrigerati di qualità premium, ha ottenuto il risultato più alto della sua storia aziendale registrando un fatturato di 53 milioni di euro, pari a un incremento del +20% rispetto all’anno precedente. Per premiare la determinazione con cui ciascun lavoratore ha contribuito al raggiungimento di un simile successo, la direzione aziendale ha deciso di testimoniare, previo accordo sindacale, il riconoscimento della professionalità espressa da tutti i dipendenti con un premio di 1.200 euro.

    Ogni dipendente potrà scegliere se beneficiare del premio mediante versamento in busta paga, soggetto alla riduzione per adempiere agli obblighi fiscali, o di avvalersi del welfare aziendale. Quest’ultima formula consente di fruire di beni e servizi di cui è l’azienda a farsi carico, godendo pienamente della cifra, senza le ritenute fiscali in busta paga. Si potranno presentare le spese sostenute per previdenza e assistenza sanitaria integrative, spese scolastiche (studi, corsi, libri, centri estivi/invernali) dei figli, trasporto pubblico, assistenza agli anziani familiari, buoni spesa e carburante, piuttosto che voucher per tempo libero, benessere e cura per sé e per i propri cari.

    Da sempre il singolo lavoratore è il motore trainante della crescita e dello sviluppo dell’azienda che con il brand Re Pomodoro ha stregato i palati di tutto il mondo attraverso un’ampia gamma di pizze e snack surgelati e refrigerati di qualità premium. Nei quattro stabilimenti produttivi operano quotidianamente 350 pizzaioli esperti che dopo un anno di formazione possono definirsi i veri artefici di una tecnica perfetta così come il risultato. Non potrebbe essere altrimenti, dal momento che ogni singolo prodotto è realizzato esclusivamente e completamente a mano, dalla stesura della pasta alla farcitura, ricordando così all’assaggio esattamente il gusto caratteristico della pizza appena sfornata in pizzeria.

    Puntiamo a raggiungere la qualità in tutti gli ambiti aziendali commenta Andrea Ghia, Amministratore Delegato dell’azienda – per questa ragione non possiamo limitarci a raccontare il valore dei nostri prodotti ma dobbiamo andare oltre, evidenziando e riconoscendo concretamente la professionalità, la determinazione e l’impegno di tutti i nostri dipendenti. Loro sono i fautori di questo risultato da record e dell’eccellenza delle nostre referenze, capaci di continuare a portare un valore aggiunto alla nostra storia”.

    Un gesto concreto e volto a sostenere in maniera fattiva i propri lavoratori e le loro famiglie, con una importante ricaduta sul territorio, considerando che la maggior parte dei dipendenti di Margherita vivono a pochi km dalla sede dell’azienda. Un riconoscimento che è il segno di un reale spirito di squadra, frutto della condivisione di obiettivi, sapere e di una quotidianità in cui trasparenza, formazione costante e informazione sono un punto fermo nella gestione aziendale.

     

     

    Margherita srl è nata nel 1991 come società a conduzione familiare, dall’esperienza di Fabrizio Taddei che nel 1972 iniziò la sua carriera nel mondo della pizza. A Fregona, in provincia di Treviso, l’azienda è immersa in un contesto ambientale particolarmente salubre e suggestivo, tra i vigneti del Prosecco e la maestosa foresta del Cansiglio, seconda foresta d’Italia. Il suo brand Re Pomodoro è conosciuto a livello internazionale per la qualità dei suoi prodotti realizzati rigorosamente a mano: pizze e snack surgelati e refrigerati di qualità premium. Con 4 stabilimenti produttivi, 350 addetti e 45 milioni di fatturato, può definirsi a pieno titolo “La più grande pizzeria d’Italia”.

  • Lavoro: fa tappa a Roma l’Open Day di Facile.it

    Facile.it sceglie la città di Roma per la quarta tappa del nuovo tour di Open Day realizzato per incontrare professionisti del settore assicurativo da inserire nella rete Facile.it Partner, la rete assicurativa indipendente più grande d’Italia che fa capo alla web company.

    L’iniziativa ha l’obiettivo di offrire ai professionisti del settore assicurativo nel Lazio la possibilità di conoscere le novità e le opportunità dedicate agli intermediari che vogliono entrare a far parte di Facile.it Partner. Un’occasione di grande valore per tutti; sia per gli intermediari con esperienza e che operano già da anni, sia per i giovani che hanno da poco iniziato la loro carriera nel mondo assicurativo e vogliono farlo con una marcia in più.

    L’incontro si svolgerà l’11 maggio dalle 17.00 alle 18.30 a Roma, presso Spaces Eur Arte (Viale Luca Gaurico 91/93, 00143 Roma). L’evento, che si svolgerà dal vivo e nel pieno rispetto delle normative anti-Covid, è gratuito ma con registrazione obbligatoria al sito https://eventifacilepartner.it/opendayRoma

    «Siamo alla ricerca di intermediari assicurativi nel Lazio che vogliano entrare a far parte della rete Facile.it Partner», spiega Igor Tunesi, Direttore di Facile.it Partner. «Un’opportunità sia per i giovani intermediari, sia per i professionisti con esperienza; i collaboratori potranno avere accesso ad una piattaforma tecnologica all’avanguardia, contare su una squadra di 150 consulenti dedicati e sui prodotti assicurativi offerti da diverse compagnie assicurative.».

    Facile.it Partner

    Facile.it Partner è la rete di intermediari assicurativi di Facile.it; nata nel 2012 è cresciuta arrivando a diventare la rete assicurativa indipendente più grande d’Italia. Il progetto conta oggi più di 3.000 collaboratori su tutto il territorio nazionale.

  • Il successo di OXIR continua. Dal 4 al 6 maggio a Rimini per incontrare il pubblico del Macfrut

    Le aziende G.R Gamberini e MET tornano ad incontrare i principali player della filiera ortofrutticola con il Progetto OXIR, la tecnologia green che sfrutta in ambito agricolo il potere igienizzante dell’ozono, integrandosi perfettamente in un sistema di agricoltura 4.0, che in pochi mesi ha già catturato l’interesse del mercato internazionale.

     

    Le bolognesi G.R. Gamberini e MET continuano a tracciare la strada dell’agricoltura del futuro grazie a OXIR, tecnologia green che sfrutta il potere igienizzante dell’ozono. Dopo il debutto in anteprima mondiale dello scorso novembre nella prestigiosa cornice di EIMA INTERNATIONAL 2021, la macchina top di gamma ha ricevuto importanti riscontri e interessamenti da parte del mercato nazionale e internazionale, sempre più orientato all’adozione di soluzioni sostenibili e a basso impatto ambientale. Per questo dal 4 al 6 maggio sarà nuovamente riproposta a principali player del settore che si riuniranno a Rimini in occasione della trentanovesima edizione del Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta.

     

    Una soluzione all’avanguardia, nata per ridurre l’utilizzo della chimica nella lotta ai parassiti e alle infezioni, porta l’agricoltura a un nuovo livello di sostenibilità e sicurezza. La macchina, progettata per effettuare trattamenti in vigneto e frutteto, consente di ottenere un residuo zero sul terreno, nei frutti e nelle falde. Rappresenta pertanto la sintesi dell’esperienza costruttiva di G.R. Gamberini, specializzata in atomizzatori e impolveratrici e della conoscenza e della competenza di MET nel settore dei generatori a ozono. Un traguardo raggiunto anche grazie alla collaborazione di diverse aziende italiane che attraverso test e prove hanno saputo guidare, disegno dopo disegno, l’attività dei progettisti fino al raggiungimento dell’assetto definitivo, con performance che hanno stupito gli addetti ai lavori.

     

    Un prodotto top di gamma

     

    La macchina, destinata al mercato nazionale e internazionale e presto omologata dall’ENAMA per la circolazione stradale, si afferma per importanti caratteristiche tecniche e per prestazioni che al momento non conoscono concorrenza. Ha dimensioni estremamente compatte che non ostacolano con l’agilità di manovra tra i filari del vigneto e del frutteto grazie a due super ruote che garantiscono un buon livello di galleggiamento sia su terreni pianeggianti che in dolce collina, mentre per i terreni più impervi e scoscesi occorrerà attendere gli upgrade successivi già in fase di studio. È dotata di un serbatoio in acciaio inox, con capacità di 1800 litri, al suo interno invece un rivestimento in materiale tecnico di ultima generazione mantiene la temperatura dell’acqua bassa, mantenendo l’ottimale concentrazione di ozono.

    La componentistica si avvale di elementi di altissima gamma come il potentissimo generatore di corrente e la pompa elettrica ad alta capacità. A questi elementi si aggiunge tutta la perizia e l’esperienza di G.R. Gamberini e, in particolar modo, la progettazione del sistema diffusore che, convogliando l’aria, movimenta la foglia facendo meglio penetrare l’acqua ozonizzata.

     

    Ulteriori plus, che fanno della macchina un prodotto top di gamma, si individuano nel generatore a ozono brevettato dalla MET, al momento il più performante disponibile sul mercato, nella possibilità di personalizzazione, nell’eventuale applicazione di un computer per l’agricoltura 4.0 e in un servizio di manutenzione premium che, oltre al collaudo e alla messa in campo, prevede l’intervento tempestivo dei tecnici in caso di problematiche, forti della cinquantennale esperienza di G.R. Gamberini, abbattendo i tempi di fermo macchina. Infine, la macchina non conosce tempi morti e si presta per essere utilizzata lungo tutto l’arco dell’anno, coprendo la fase vegetativa, il post-raccolta, la potatura (come confermano recenti sperimentazioni effettuate in Abruzzo, l’acqua ozonizzata risulta efficace nel cauterizzare le ferite della potatura, inibendo così l’infezione da parte di microbi e batteri) e financo la sanificazione delle cantine e dei magazzini.

     

    Le conferme che arrivano dai risultati ottenuti sono la migliore testimonianza delle potenzialità di OXIR – commenta Federico Ponti, Titolare di METpoiché anche se siamo solo all’inizio del percorso di diffusione di questa tecnologia virtuosa, l’interesse riscontrato da parte degli operatori è tanto e con diverse sfaccettature. All’estero, ad esempio, una volta valutati i risultati certificati e realizzata qualche prova manuale, passano all’acquisto dell’attrezzatura. Gli agricoltori italiani sono invece più restii all’acquisto, in quanto tanti anni di modalità applicative dettate dalla chimica e l’abitudine ad utilizzare fondi pubblici per implementare il proprio parco attrezzature, li rendono più diffidenti, nonostante gli innegabili risultati. Vero è che davanti ai riscontri offerti dai test da loro effettuati, molto spesso si ricredono e decidono di introdurre questa nuova metodica colturale in azienda, comprendendo che questo non è solo un cambio di “prodotto”, ma una vera rivoluzione. Del resto, ogni grande innovazione impone dei cambiamenti, soprattutto di mentalità, ma è in grado di garantire ottimi risultati, sia in termini di qualità del prodotto raccolto che sull’ambiente. Senza tralasciare il rilevante risparmio economico annuale, quantificabile in un 40-60% a seconda delle colture, sui costi colturali. Non da meno i nostri clienti storici, soddisfatti dai risultati ottenuti nella frigoconservazione con ozono o nella decontaminazione dei prodotti con acqua ozonizzata che si stanno avvicinando anche al trattamento colturale con maggiore confidenza e disponibilità a testarne i vantaggi. Oltre al fatto che è possibile adattare questa nuova metodica alle specifiche esigenze colturali di ogni azienda, con soluzioni personalizzate e applicazioni customizzate”.

     

    Tutto pronto per il Macfrut, dove saranno presenti entrambi i partner del Progetto OXIR.

     

    MET SRL è un’azienda di Bologna, player di riferimento nella progettazione di generatori e impianti a ozono totalmente made in Italy. Con un approccio orientato all’individuazione di soluzioni su misura l’azienda è in grado di operare in qualsiasi settore interpretando di volta in volta situazioni ed esigenze specifiche. Dall’ambito medicale a quello agroalimentare, dal settore dei trasporti a quello della sanificazione degli ambienti, Met propone un ampio ventaglio di prodotti e di soluzioni in grado di valorizzare le capacità sanitizzanti e deodorizzanti dell’ozono nell’ottica di un’economia e di una produzione sempre più attenta all’impatto ambientale.

    G.R. Gamberini SRL nasce a Bologna alla fine degli anni 60′ specializzandosi nella progettazione di tecnologie al servizio dell’agricoltura come atomizzatori, nebulizzatori e gruppi di diserbo. Oggi dopo oltre 50 anni di esperienza l’azienda è conosciuta in tutto il mondo grazie alla produzione di macchine agricole affidabili, performanti e personalizzate, espressione di un autentico made in Italy. Fiore all’occhiello dell’azienda sono le impolveratrici pneumatiche per zolfo e zeoliti, che presentano la gamma più completa sul mercato, mentre le nuove frontiere sono rappresentate dalle innovative macchine ad acqua ozonizzata.

  • La filiera della quinoa italiana a Cibus 2022

    Dal 3 al 6 maggio QUIN sarà tra i partecipanti del Salone Internazionale dell’Alimentazione. Grazie al know-how e alla flessibilità produttiva maturata negli ultimi anni, l’azienda si candida a essere un partner ideale per le insegne della GDO e il mondo Ho.Re.Ca. alla ricerca di fornitori strategici nel settore della quinoa

     

    Tutto pronto per Cibus 2022, il Salone Internazionale dell’alimentazione, giunto alla sua 21° edizione, a Parma dal 3 al 6 maggio. La manifestazione dedicata al mondo food continua a rappresentare nel panorama internazionale una delle più importanti fiere del comparto e vedrà tra i suoi protagonisti anche QUIN, brand dell’Az. Agr. Tundo Sebastiano, specializzata nella coltivazione, raccolta e trasformazione della quinoa made in Italy. Presso il Padiglione 5 Stand L 022, l’azienda, con sede a San Biagio d’Argenta (FE), coglierà l’occasione per presentare al pubblico specializzato la sua varietà di referenze e comunicare i punti di forza che la rendono un interlocutore ideale per gli operatori del mondo retail, GDO e Ho.Re.Ca

     

    Ultimissimi nati, ma già apprezzati nei test prodotto, sono gli snack realizzati con pasta di quinoa, perfetti come spuntino sano, nutriente e goloso, dal nome simpatico e accattivante: SNEQQUINI. Gli Sneqquini fanno parte della linea Più Gusto, sono uno snack 100% quinoa in formato da 30g, rigorosamente non fritto. La speciale e innovativa formulazione a base di pasta 100% quinoa QUIN, rende questo prodotto friabile, leggero, croccante e digeribile.

    Gli Sneqquini, inoltre, hanno ottimi valori nutrizionali: sono fonte di proteine, a basso contenuto di grassi saturi e naturalmente senza glutine. La loro è, appunto, un’etichetta cortissima: solo 100% pasta di Quinoa integrale biologica e italiana, per un prodotto adatto a chiunque, anche al consumatore celiaco e vegano. Possono essere gustati da soli, come snack a scuola o in ufficio, o come base per stuzzichini o appetizer.

     

    Nell’ultimo anno il brand che ambisce a diventare la prima marca di quinoa italiana biologica ha già lanciato sul mercato ben 12 referenze, pensate per intercettare le diverse occasioni di consumo a oggi non pienamente soddisfatte dall’offerta presente sul mercato: dalla colazione allo spuntino, al pranzo fino all’aperitivo. È dunque una proposta qualificata e variegata quella di QUIN, risultato di un approccio virtuoso che spazia dal rispetto del territorio a quello delle persone, in un concetto di filiera sostenibile e tutta italiana. L’attività si estende su una superficie di oltre 100 ettari e vede la partecipazione di 15 aziende impegnate in tutte le fasi: dalla raccolta alla trasformazione della varietà di quinoa QUIN che grazie al basso contenuto di saponine (sostanza amara che ricopre naturalmente la maggior parte dei chicchi coltivati all’estero) non viene decorticata, consentendo il mantenimento di tutte le proprietà integrali del chicco e un sapore molto più profondo e ricco rispetto a quanto offre il mercato.

     

    Sono queste le plusvalenze e i valori a partire dai quali l’azienda si prepara nella cornice di Cibus, evento che anche in questa edizione coinvolgerà il mondo industriale e distributivo attraverso un ricco programma di appuntamenti tra espositori, buyer e category manager di tutto il mondo, a dialogare con le principali insegne delle GDO e Ho.Re.Ca. oggi sempre più determinate a intercettare le richieste dei consumatori alla ricerca di prodotti in grado di garantire un’alimentazione attenta, sana e gustosa. La domanda per queste referenze è in crescita e fa pensare che anche il consumo del “grano de oro”, così gli Inca e i Maia avevano battezzato la quinoa, possa diventare sempre più un trend di mercato ad alto tasso di interesse per le insegne e il grande pubblico.

     

    QUIN è un brand di proprietà dell’Az. Agr. Tundo Sebastiano, azienda agricola con sede a San Biagio di Argenta. Guardando con massima attenzione alla sostenibilità alimentare, QUINR ha creato la filiera italiana della quinoa. Dalla coltivazione al raccolto, fino alla trasformazione della materia prima, l’azienda di si impegna a consegnare al mercato un prodotto orgogliosamente italiano, affidabile e di altissima qualità. www.quinitalia.com è l’e-commerce dedicato alla vendita dei prodotti a marchio QUIN

  • Margherita srl, novità in anteprima al Cibus

    All’appuntamento di Parma, dal 3 al 6 maggio, l’azienda di Fregona (TV) presenterà due nuove referenze della linea bio: Margherita Bio DL con farina di grani antichi siciliani e Margherita Bio DL con farina integrale macinata a pietra

     

    Dopo aver registrato nel 2021 il fatturato più alto della sua storia aziendale (53 milioni di euro) Margherita srl prosegue nel suo percorso di crescita e innovazione con un ampliamento di gamma. In occasione della XXI edizione del Cibus che si terrà a Parma dal 3 al 6 maggio, l’azienda specializzata con il brand Re Pomodoro nella produzione artigianale di pizze in versione frozen e fresco e di snack pizza, presenterà alcune nuove referenze, risultato dell’attenta attività di monitoraggio del proprio dipartimento di Ricerca & Sviluppo interno.

    Presso il padiglione 03 – stand D 019 sarà possibile conoscere l’ampliamento della gamma bio. La nuova linea lanciata l’anno scorso al mercato della Grande Distribuzione, Ho.Re.Ca e Retail comprendeva 3 ricette di margherita: una a base bianca, una a base integrale e una multicereale/farro. Dopo il successo riscontrato, l’azienda ha scelto di ampliare la scelta delle referenze cercando ancora una volta di veicolare nel segmento bio l’esperienza e il know – how acquisito nel corso della sua storia.

    Così l’esperienza maturata nella lavorazione della pizza con “Metodo Doppia Lievitazione” – altro grande must della proposta made in Fregona – è stata portata nel biologico con la realizzazione di Margherita Bio DL con farina di grani antichi siciliani e Margherita Bio DL con farina integrale macinata a pietra.

    Il cornicione extra alto, morbido dentro e croccante fuori, riporta alla mente la migliore tradizione della pizza come in pizzeria, così come l’assaggio ne evoca il gusto caratteristico. Se le materie prime vengono da filiere biologiche, anche il packaging è stato rivisto per rafforzare il messaggio di un’azienda sensibile e attenta alla sostenibilità ambientale come Margherita, attraverso un astuccio di cartone con materiale proveniente da macero con riciclabilità al 90%. Le referenze proposte vanno a colmare perfettamente il vuoto nel settore delle pizze bio con un prodotto premium ad alto valore aggiunto. Destinate al successo, già nella prima fase di presentazione le pizze bio Re Pomodoro hanno già conquistato più di una catena distributiva.

     

    Margherita srl è nata nel 1991 come società a conduzione familiare, dall’esperienza di Fabrizio Taddei che nel 1972 iniziò la sua carriera nel mondo della pizza. A Fregona, in provincia di Treviso, l’azienda è immersa in un contesto ambientale particolarmente salubre e suggestivo, tra i vigneti del Prosecco e la maestosa foresta del Cansiglio, seconda foresta d’Italia. Il suo brand Re Pomodoro è conosciuto a livello internazionale per la qualità dei suoi prodotti realizzati rigorosamente a mano: pizze e snack surgelati e refrigerati di qualità premium. Con 4 stabilimenti produttivi, 350 addetti e 45 milioni di fatturato, può definirsi a pieno titolo “La più grande pizzeria d’Italia”.

  • Acquisti in GDO e disponibilità a scaffale: gli effetti di due anni di discontinuità sui trend di sell-out e di out-of-stock

    Archiviata la discontinuità del 2020, migliorano i driver di performance della GDO: l’out-of-stock scende al 3,5% e le vendite perse dal largo consumo confezionato al 4,7%. Ma tra pressioni inflattive, tensioni di filiera e mutati comportamenti di acquisto, cosa aspettarsi? Le risposte nel workshop online organizzato oggi da GS1 Italy, in ambito ECR e in collaborazione con IRI.

    Tra pandemia e dinamiche inflattive, cos’è cambiato nel comportamento d’acquisto degli italiani, in termini di canali distributivi e categorie di prodotto? E come si sono trasformati i KPI di vendita e di out-of-stock nel breve e nel lungo periodo? Sono le domande a cui GS1 Italy, in ambito ECR e in collaborazione con IRI, ha voluto rispondere oggi nel corso del workshop online “Due anni di discontinuità: gli effetti nelle dinamiche di sell-out e di out-of-stock”, organizzato nell’ambito dell’Optimal shelf availability (OSA), un progetto che studia, misura e analizza il fenomeno dell’out-of-stock, per identificare soluzioni strategiche e collaborative, condivise da produttori e distributori, che aiutino a migliorare il livello di disponibilità dei prodotti sugli scaffali e a soddisfare, quindi, il consumatore.

    Con gli interventi di Ilaria Archientini, ECR project manager di GS1 Italy, e di Marco Colombo, operations e product management director di IRI, l’incontro è partito dall’analisi dei dati giornalieri dei canali di vendita moderna per metterne a fuoco gli elementi di continuità e quelli testimoni dei cambiamenti in atto, e per identificare le dinamiche nelle varie categorie merceologiche, anche alla luce delle pressioni inflattive, delle tensioni lungo la filiera e dei nuovi comportamenti di acquisto, determinati sia dall’incertezza del contesto sia da fenomeni diventati strutturali, come lo smart working.

    Delineata l’evoluzione di scenario, il focus è poi passato ai driver di performance nel punto vendita, con l’obiettivo di comprendere il nuovo ruolo rivestito da assortimento, promozione, prezzo e out-of-stock per le performance dei retailer e dei produttori.

    «Nel 2021 è ricominciato il trend verso la maggiore efficienza dell’out-of-stock, che si era interrotto bruscamente nel 2020 anche a causa delle difficoltà nella catena di approvvigionamento e degli acquisti dei beni di prima necessità a punto vendita, superiori rispetto alle vendite attese» ha spiegato Ilaria Archientini. «Nell’arco di un anno il tasso di out-of-stock si è ridotto dello 0,4%, scendendo nel 2021 al 3,5%. Anche in termini di impatto economico, l’anno scorso è ripresa la tendenza migliorativa che si era registrata tra 2017 e 2019, e il dato delle vendite perse nel largo consumo confezionato si è attestato al 4,7% contro il 5,1% del 2020. Quindi, il rapporto tasso di out-of-stock e vendite perse è stato pari a 1,47».

    Per approfondimenti, i materiali del workshop online “Due anni di discontinuità: gli effetti nelle dinamiche di sell-out e di out-of-stock” sono disponibili sul sito di GS1 Italy.

    Prossimo appuntamento con i workshop OSA, martedì 12 ottobre 2022, online dalle 14:30 alle 15:30, con “Largo consumo confezionato: evoluzione tra le rivoluzioni”.

    Maggiori informazioni sull’Optimal shelf availability sono disponibili sul sito di GS1 Italy e Logistica collaborativa.

  • Le novità green di ULTRASOUNDtech™: dispositivi antizanzare completamente atossici

    La start-up lancia due nuovi prodotti pensati per chi ama trascorrere il tempo all’aria aperta: Zero Zzz CLIP e Zero Zzz FLEXY, che funzionano con la tecnologia delle onde soniche.

    Milano, aprile 2022 – Con l’estate che si avvicina, si ripresenta anche il problema di zanzare e parassiti. Creme, spray o fialette si sono finora rivelate le soluzioni più comode ma, proprio a causa del loro diffuso utilizzo, spesso si trascura di considerare un aspetto importante e cioè l’impatto di queste sostanze sull’ambiente. L’abuso di pesticidi e sostanze chimiche nel trattamento di infestazioni di insetti e parassiti, ha contaminato interi ecosistemi, danneggiando acqua, suolo e aria e nuocendo alle specie vegetali e animali che li popolavano

    Per salvaguardare l’ambiente dobbiamo allora subire le punture di zanzara o costringere il nostro fedele amico a quattro zampe a diventare vittima di pulci e zecche? Non necessariamente. Le soluzioni alternative all’utilizzo dei pesticidi esistono. ULTRASOUNDtech™ è un’azienda che è riuscita a mettere a punto una soluzione contro i parassiti alternativa alle tradizionali sostanze chimiche, sviluppando una tecnologia che unisce innovazione e sostenibilità. L’azienda lombarda è infatti arrivata a ideare e produrre dispositivi antizanzare e antiparassitari per animali domestici senza ricorrere a pesticidi ma basandosi sulla tecnologia a ultrasuoni

    I due nuovi prodotti antizanzare

    ULTRASOUNDtech™ ha ideato due nuovi prodotti, dedicati a chi ama fare attività all’aria aperta senza la preoccupazione delle fastidiose punture di zanzara: Zero Zzz CLIP e Zero Zzz FLEXY, dispositivi portatili che possono essere rispettivamente agganciati alla borsa o allo zaino o essere indossati al polso. 

    Entrambi i dispositivi – così come tutti i prodotti ULTRASOUNDtech™ – si basano sulla tecnologia delle onde sonore, che ha un effetto repellente sui parassiti creando una barriera protettiva intorno a chi li indossa. Nel dettaglio, CLIP e FLEXY emettono onde soniche che simulano il battito di ali della zanzara maschio allontanando così le femmine della specie – responsabili delle fastidiose punture – per un raggio di azione di 3 metri.

    A oggi, le soluzioni presentate dall’azienda includono prodotti antizanzare, antiacari, antitopi e antiparassitari per animali domestici, adatti a ogni esigenza e, soprattutto, innocui per l’ambiente, flora e fauna inclusi. I dispositivi sono completamente atossici e senza controindicazioni e possono essere utilizzati in assoluta sicurezza.

     

    Scopri di più sui nuovi prodotti ULTRASOUNDtech™ antizanzare:

    https://www.ultrasoundtech.it/prodotti/anti-zanzare/ 

     

    ULTRASOUNDtech™

    Via Longura, 35

    20826 Misinto (MB)

    [email protected]

    https://www.ultrasoundtech.it/

     

     

  • Tensostrutture e sicurezza per gli atleti

    Le tensostrutture sono degli elementi che hanno la capacità di resistere a sollecitazioni relative a trazione, come ad esempio quella che viene esercitata da funi o membrane.

    Gli edifici realizzati con tensostrutture vengono dunque mantenuti nella loro posizione tramite la tensione. Solitamente si realizzano con questa tecnica le coperture degli edifici, le quali presentano tiranti e cavi che hanno il compito di sorreggere la copertura.

     

    Un potenziale pericolo

    Questo tipo di architettura costruttiva viene adoperata oggi soprattutto per la realizzazione di strutture destinate ad ospitare centri sportivi in cui si pratica ad esempio il calcetto o la pallavolo.

    Per questo motivo nei pressi del bordo campo vi sono sia i pilastri che i tiranti che garantiscono la tenuta della struttura, ma che allo stesso tempo rappresentano però un pericolo per i giocatori.

    Se urtati accidentalmente infatti, magari nella foga di un’azione da gioco, le conseguenze possono anche essere serie dato che si tratta di strutture che presentano materiali quali acciaio e legno, ad esempio.

     

    La sicurezza degli atleti in campo

    Da qui nasce l’esigenza di mettere in sicurezza tutto ciò che si trova a bordo campo o comunque nei pressi dell’area in cui si pratica la disciplina sportiva, nell’ottica di fare in modo da garantire a tutti una fruizione certamente più tranquilla e adeguata.

    A tal proposito, esistono gli appositi rivestimenti su misura per travi lignee e di metallo nelle tensostrutture proposti da Safe Sport Italia.

    Parliamo dunque di protezioni che vengono direttamente applicate sulla struttura da mettere in sicurezza e quindi progettate per adattarsi a qualsiasi tipo di forma o superficie da rivestire.

    In particolar modo questo tipo di rivestimenti sulle strutture metallo viene applicato sulla superficie da mettere in sicurezza tramite una colla speciale che è in grado di assicurare una posa duratura.

    L’ottima gomma morbida Tecnosoft che li caratterizza, oltre a garantire la sicurezza degli atleti in campo, è acquistabile in misura e colori diversi così da potersi adattare perfettamente al contesto in cui vengono inseriti.

     

    Conclusione

    Non solo dunque gli atleti potranno finalmente usufruire degli spazi in totale sicurezza, ma anche l’impatto visivo sarà minimo.

    Questa è la soluzione ideale per consentire ai giocatori di poter usufruire delle aree in questione in massima sicurezza, facendo in modo che ogni eventuale impatto accidentale diventi innocuo.

    Inviaci foto e misure dettagliate dei potenziali pericoli presenti nella tua struttura sportiva! Chiama il numero verde gratuito 800.960.801 o clicca qui e compila il form di richiesta informazioni: https://protex.design/contatto/

  • Sviluppo siti web : il sito Internet per la PMI

    Molto spesso la PMI che si avvicina al digitale punta a costruire la sua presenza online limitandosi ai social media, dimenticando che la Realizzazione Siti Web a Roma offre importanti opportunità per attrarre i potenziali clienti. Come dimostra la nostra esperienza di web agency, non tutte le PMI italiane sono ancora consapevoli dei vantaggi della presenza sui motori di ricerca e non tutti gli imprenditori hanno chiaro in mente il potenziale del sito web.

    Spesso si pensa che la Sviluppo di siti web sia una prerogativa delle grandi aziende, ma non c’è nulla di più sbagliato. Tutti possono ottenere benefici dal sito della propria attività, comprese le aziende che operano a livello locale e i professionisti.

    Realizzazione siti web aziendali: una solida vetrina online

    Le PMI che investono nella Realizzazione Siti Web Roma ottengono più visibilità, clienti e fatturato di chi sceglie di non creare un sito web. Le persone oggi cercano online ciò di cui hanno bisogno e il professionista a cui chiedere un servizio e visitano il sito per capire se prodotto e servizio corrispondono davvero alle esigenze.

    In questo caso il sito web rappresenta una vera vetrina online capace di attrarre i clienti e che permette all’azienda, compresa la PMI, di restare competitiva nei confronti della concorrenza presente sul web, ma non solo.

    Un sito web realizzato da una web agency professionale, esperta e competente permette di dare autorevolezza alla piccola e media impresa, influenzando la decisione di acquisto dei potenziali clienti con contenuti di qualità. Questo permette di aumentare la credibilità e lavorare meglio anche sui social media, usati per promuovere il sito web e dare un assaggio di ciò che la persona potrà poi trovare online.

    Spesso, spinti da un contenuto accattivante sui social, si cercano informazioni aggiuntive sui motori di ricerca e per questo ogni azienda deve puntare alla realizzazione di siti web pensati per posizionarsi per le keyword del settore. Un sito web ben posizionato sulla SERP migliora la percezione delle persone nei confronti dell’azienda.

    Oltre la realizzazione sito web Roma: la Local SEO

    Tuttavia, investire nella Creazione di siti web a Roma non basta e le aziende devono puntare anche sulla Local SEO, per superare i confini fisici e farsi conoscere in un determinato territorio. Per questo Romaweblab consiglia di usare le funzioni di Google Maps a disposizione della PMI e lavorare in modo da far trovare l’attività a chi si trova in prossimità di un punto vendita, negozio o sede aziendale. La Local SEO lavora sulla combinazione keyword+città e permette all’azienda di aumentare la visibilità in un dato territorio. Il web permette dunque all’azienda di ottenere grande visibilità e la realizzazione siti web a Roma rappresenta un investimento sicuro.

    Anche se molte PMI decidono di non fare un sito web e investire in web marketing per gli alti costi aziendali, ricordiamo come i professionisti di creazione siti web sanno portare all’azienda un ritorno economico che permette di coprire i costi e ottenere maggiori guadagni.

    L’unico consiglio è quello di affidarsi a una web agency esperta e competente, capace di studiare una valida strategia di web marketing, che includa realizzazione siti web e attività SEO per aumentare attrattività e competitività della PMI sul mercato.

  • Oltre 90 anni di storia di Federico Motta Editore

    La storia di Federico Motta Editore ha inizio negli anni ’30 del ‘900: da allora innovazione e capacità di rimanere al passo con i tempi hanno portato alla costituzione di quella che oggi conosciamo come un punto di riferimento dell’Editoria italiana.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: dalla fondazione di Cliché Motta alla nascita del Gruppo Editoriale

    Cliché Motta è il nome con il quale Federico Motta fondò nel gennaio del 1929 il primo nucleo della rinomata Casa Editrice, all’epoca consistente in un’impresa specializzata nella produzione fotomeccanica. La stampa di fumetti, tra cui alcuni davvero iconici, portò ad un punto di svolta e all’ufficiale passaggio all’Editoria. Se si dovesse però individuare un evento che influenzò profondamente l’avvenire della Casa Editrice, questo coinciderebbe con la pubblicazione della prima edizione dell’Enciclopedia Motta, originariamente venduta settimanalmente in fascicoli nelle edicole. Un’altra scelta che si rivelò decisiva fu poi quella di abbandonare definitivamente il canale distributivo dell’edicola e passare alla vendita diretta, entrando di fatto nelle case di milioni di famiglie italiane. In seguito alla scomparsa del suo fondatore, Federico Motta Editore venne ereditata da Anselmo e Virginio Motta, i quali, dopo essere subentrati al padre, decisero di arricchire la proposta editoriale con volumi e opere specialistiche per affrontare tutte le principali aree del sapere: dalla psicologia alla botanica, dalla medicina alla geologia, dalla letteratura alla zoologia. Il Gruppo Editoriale Motta, invece, venne formalmente alla luce negli anni ’80.

    Cosa ha guidato Federico Motta Editore in tutti questi anni?

    Qualità e innovazione: sono questi i principi che hanno guidato la Casa Editrice nei suoi oltre 90 anni di attività e che hanno contribuito a farla affermare come una delle principali Case Editrici italiane. Per quanto concerne l’aspetto dell’innovazione, la grande importanza che l’azienda le ha conferito si evince anche dai tanti strumenti tecnologici su cui la Casa Editrice ha puntato nel corso degli anni: dalle Tavole Transvision ai Sonobox degli anni ’80 fino ad arrivare ai CD-ROM degli anni ’90 e ai primissimi progetti di editoria digitale come mottaformazione.it e l’Enciclopedia Motta con Internet TV. Ormai riconosciuta come marchio storico, nonché simbolo di cultura, qualità e prestigio, Federico Motta Editore ha ricevuto molti riconoscimenti che non hanno fatto altro che confermare il suo status di punto di riferimento dell’Editoria italiana. Tra questi il Pirelli InterNETional Awards (2007), il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri (2004) e l’Ambrogino d’Oro (1980).

  • Serenissima Ristorazione si impegna per la Giornata della Terra

    Serenissima Ristorazione propone da anni iniziative di educazione alimentare contro gli sprechi e non solo. In occasione della Giornata della Terra, che si festeggia il 22 aprile, tali progetti diventano sempre più centrali.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione: le iniziative per la Giornata della Terra

    La Giornata della Terra si celebra in tutto il mondo ogni anno il 22 aprile ed è un’occasione per valutare lo stato della salvaguardia del nostro Pianeta. Molti sono i progetti sul contrasto allo spreco di cibo che Serenissima Ristorazione ha attivi presso le strutture dove è presente con i propri servizi, come asili, scuole, ospedali, aziende, RSA. Sotto questo punto di vista, la società si adopera da anni per portare avanti un’attività di sensibilizzazione sulla centralità del riciclo delle eccedenze alimentari, veicolando consigli e pratiche su questi temi. Inoltre, le eccedenze delle mense sono cedute al Banco Alimentare, che a sua volta le invia alla Caritas, mentre i resti dei menù sono consegnate a canili e gattili che li richiedono. Serenissima Ristorazione ha successivamente dotato tutti i suoi centri cottura di riduttori sui rubinetti per il risparmio d’acqua, oltre a prevedere l’utilizzo delle lavastoviglie esclusivamente a pieno carico e a sostituire l’acqua in bottiglia con quella corrente. Come conseguenza del suo impegno nell’educazione ai temi ambientali e alle azioni per la salvaguardia della Terra, nel 2021 ha fatto domanda di registrazione Eco-Management and Audit Scheme (EMAS), con lo scopo di ottenere costantemente informazioni sulla gestione ambientale e poter quindi minimizzare sempre più l’impatto sull’ecosistema.

    Serenissima Ristorazione: la storia

    Serenissima Ristorazione è in prima linea nel settore della ristorazione commerciale e collettiva, vantando una forza lavoro di oltre 9.000 dipendenti, insieme a 14 società correlate. Inoltre, è capace di fornire ogni anno 50 milioni di pietanze, per un fatturato totale superiore a 330 milioni di euro. Una delle sue particolarità è da sempre la partecipazione a livello internazionale, con sedi dislocate in Spagna e in Polonia. Il metodo global service ha rappresentato fin dagli anni ’80 il modello del Gruppo, allo scopo di assicurare un’azione integrata capace di appagare le specifiche esigenze della clientela. Accortezza, adattabilità dell’offerta e focus sul commercio sono le altre caratteristiche che hanno consentito una crescita costante nel corso degli anni. Attiva nei principali comparti della ristorazione, vale a dire quello commerciale, socio-sanitario, scolastico e aziendale, Serenissima Ristorazione ha la sua sede principale a Vicenza, area di raccordo con le altre controllate presenti in Italia e in Europa. La vision aziendale è basata su tre valori principali: innovazione, crescita e lavoro, per mezzo dei quali il Gruppo vuole illustrare il senso della sua attività quotidiana. Oltre a questo, la responsabilizzazione verso una corretta cultura dell’alimentazione e il desiderio di dare risposte personalizzate e modulate sulle richieste dei clienti.

  • Claudio Machetti: oltre 30 anni di percorso professionale

    Direttore della Global Energy and Commodity Management Business Line di Enel, Claudio Machetti ha ricoperto incarichi di rilievo in oltre 30 anni di carriera professionale.

    Claudio Machetti

    Claudio Machetti: il percorso manageriale in Enel

    Nato a Roma nel 1958, Claudio Machetti è Direttore della Global Energy and Commodity Management Business Line di Enel (fino a marzo 2021 denominata Global Trading) dal 2014: gestisce per il gruppo le attivita di trading delle commodities, il sourcing di carbone, gas, CO2 e olio combustibile, ma anche l’attività sui mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica e l’impiego commerciale degli impianti di produzione. Tale carica è stata preceduta da numerose altre esperienze in Enel. Dopo essere entrato nel Gruppo nel 2000, viene nominato Responsabile dell’Area Finanza e, al contempo, collabora alla fondazione della controllata finanziaria Enelfactor, assumendo l’incarico di Amministratore Delegato. Più tardi ricopre il ruolo di Presidente di Fondenel (il fondo pensione integrativo dei dirigenti Enel) e Fopen (il fondo pensione di operai, impiegati e quadri del Gruppo). Nel 2005 Claudio Machetti viene nominato Direttore Finanziario e quattro anni più tardi diventa Direttore per il controllo dei rischi aziendali della Direzione Risk Management. Successivamente, entra nei Consigli di Amministrazione di Terna, Endesa e Wind Telecomunicazioni.

    L’esperienza di Claudio Machetti presso il Banco di Roma e Ferrovie dello Stato Italiane

    Dopo la laurea in Scienze Statistiche conseguita presso l’Università la Sapienza di Roma, nel 1983 Claudio Machetti avvia la carriera professionale presso il Banco di Roma. Esordisce inizialmente come impiegato nella filiale di Milano e successivamente viene nominato analista finanziario della Direzione Centrale di Roma, occupandosi dell’analisi del merito di credito dei grandi gruppi industriali italiani. Una profonda competenza acquisita in ambito equity gli consente di ottenere il ruolo di funzionario della Direzione Finanziaria, Ufficio Analisi Finanziarie, fino a essere promosso come Vicedirettore Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari nel 1990. Terminata l’esperienza presso il Banco di Roma, Claudio Machetti entra, nel 1992, in Ferrovie dello Stato Italiane. In un primo momento opera in qualità di Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari e nel 1996 viene nominato Direttore della Finanza Operativa. Contemporaneamente fonda e diventa Amministratore Delegato di Fercredit, società finanziaria specializzata in ambito captive nei settori del factoring, del leasing e del credito al consumo.

  • Smaltimento fanghi e centrifuga mobile: come interviene Ares Ambiente

    Ares Ambiente è attiva nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Tra i servizi realizzati vi sono anche gli interventi di trattamento fanghi, sia di provenienza civile che industriale, attraverso l’utilizzo di una centrifuga mobile.

    Ares Ambiente

    Il trattamento dei fanghi tra le attività di Ares Ambiente

    In linea con i principi di efficienza, economicità e trasparenza che da sempre la contraddistinguono, Ares Ambiente fornisce servizi di smaltimento e/o recupero di rifiuti per numerose realtà produttive dislocate sul territorio nazionale. Dal 2008, anno di fondazione, l’azienda ha raggiunto una posizione di primo piano nel settore grazie all’esperienza consolidata messa a disposizione in diverse tipologie di servizi. Tra questi vi è anche il trattamento dei fanghi sia di provenienza civile che industriale. Come illustrato da Ares Ambiente, l’intervento tecnico è condotto installando una centrifuga mobile nel luogo di produzione: è un’operazione di alta specializzazione che prevede fasi differenziate per garantirne una perfetta riuscita.

    Ares Ambiente: le fasi del trattamento

    L’operazione ha inizio posizionando la centrifuga mobile e il cassone scarrabile per lo stoccaggio dei fanghi generati dall’intervento. Un passaggio successivo prevede il campionamento e la caratterizzazione dei rifiuti, al termine del quale un tecnico specializzato di Ares Ambiente effettua la valutazione dei parametri dell’impianto di separazione, in modo da adeguarli alle necessità del trattamento. Si passa successivamente all’estrazione dell’impianto di produzione dal bacino o serbatoio di accumulo: l’operazione è condotta con diverse tecnologie valutate in base alle necessità operative. Infine, è prevista una fase di aspirazione e centrifugazione per separare la parte liquida da quella solida: l’estrazione di una parte solida di quantità inferiore consente di ridurre notevolmente i costi di smaltimento. Nell’intervento Ares Ambiente organizza al meglio gli spazi necessari per i macchinari e garantisce perfetta pulizia e accessibilità in corso d’opera. Inoltre, l’azienda gestisce per il cliente i tempi e le modalità di smaltimento o recupero del rifiuto, sempre nel pieno rispetto della legislazione.

  • Masseria San Domenico sceglie Roma di Rubinetterie Stella

    L’icona della rubinetteria italiana adorna le suite dell’incantevole resort situato tra gli ulivi millenari della Puglia.

     Immersa nella campagna pugliese, sul litorale tra Bari e Brindisi, sorge la Masseria San Domenico di Fasano, un lussuoso resort 5 stelle nato dalla riqualificazione di una delle più antiche torri di avvistamento del Quattrocento italiano.

    Dopo un accurato restauro, nel rispetto degli antichi volumi e dei materiali originali, la masseria è stata trasformata in un raffinato albergo con 40 camere immerse in una magica atmosfera mediterranea a confine tra oriente e occidente.

    Nelle sale da bagno di questo incantevole resort trova spazio la serie Roma, icona della produzione Stella e della rubinetteria a tre fori. In linea con la filosofia del luogo, la serie Roma vanta classicità di forme e massima affidabilità tecnica, valori questi sempre rinnovati senza mai tradire progetto e linee originali.

    www.rubinetteriestella.it

  • Serie Classico di OMBG. Termostatici semplici e durevoli

    L’ampia gamma di miscelatori da incasso firmati da OMBG è progettata per durare nel tempo sia dal punto di visto stilistico che funzionale.

     La lunga esperienza di OMBG nella progettazione e realizzazione di miscelatori termostatici permette di offrire soluzioni fatte per durare, vestendo con un’estetica versatile e gradevole le più accurate tecnologie meccaniche. Funzionalità e stile convivono perfettamente nella serie Classico: tradizionale nelle linee, contemporanea nella funzionalità.

    Semplice ed essenziale nelle forme, la gamma comprende miscelatori termostatici che si adattano ai contesti di arredo più diversi, configurandosi come una scelta durevole nel tempo. Sono disponibili termostatici ad incasso con una, due o tre uscite, singole o combinate, dalle componenti interamente made in Italy, a conferma della qualità costruttiva sancita dal marchio OMBG. È possibile abbinare agli articoli la scatola di fissaggio O-Box, per agevolarne l’installazione ed eventuali interventi di manutenzione.

     

    La versatilità stilistica, infine, è favorita dalle differenti fogge proposte per la placca in ottone: tonda o rettangolare, e declinabile in molteplici finiture per personalizzare al meglio l’ambiente bagno beneficiando della massima longevità del prodotto.

     

    www.ombg.net

  • Terna: nasce Tyrrhenian Lab, centro per lo sviluppo di competenze su elettrico e transizione

    Nato in sinergia con le Università di Cagliari, Salerno e Palermo, il progetto targato Terna si pone l’obiettivo di formare nel Mezzogiorno figure di elevata professionalità per dare impulso alla transizione energetica del Paese.

    Terna, il commento dell’AD e DG Stefano Donnarumma: "Tyrrhenian Lab asset strategico per il Paese"

    Tra le opere infrastrutturali più importanti del prossimo decennio, il Tyrrhenian Link è un elettrodotto sottomarino progettato da Terna che collegherà Sardegna, Campania e Sicilia. L’infrastruttura consentirà una maggiore capacità di scambio elettrico tra le regioni coinvolte e soprattutto di integrare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Un passaggio fondamentale in vista della transizione energetica del Gruppo e soprattutto del Paese, che deve farsi trovare pronto di fronte alle sfide del prossimo futuro. Da queste considerazioni nasce la volontà di Terna di affiancare all’opera il "Tyrrhenian Lab", centro di eccellenza per lo sviluppo di competenze tecnologiche e digitali funzionali al cambio di paradigma energetico. Un vero e proprio "campus diffuso" che verrà istituito in collaborazione con le Università, e non solo, di Cagliari, Salerno e Palermo, le città dove approderanno i cavi dell’elettrodotto. "Il Tyrrhenian Lab – ha commentato l’AD e DG Stefano Donnarummaci permetterà di perseguire tre obiettivi cruciali per accelerare il processo di transizione energetica che tutti i giorni affrontiamo: investire sui giovani, accrescere le nostre competenze specialistiche e valorizzare i territori". Il progetto, attraverso nuove partnership, verrà esteso anche a centri di ricerca, istituzioni, enti e imprese locali: "Sarà un asset strategico non solo per Terna – ha spiegato il manager – ma anche per il Paese e, in particolare, per le comunità con le quali abbiamo intrapreso un grande lavoro di ascolto, dialogo e collaborazione".

    Terna, i dettagli del progetto

    Le prime attività formative del Tyrrhenian Lab vedranno la luce già dal prossimo autunno, con il primo master universitario che si concluderà nel 2023. Il focus delle lezioni verterà su mercato elettrico, IoT, sistemi di analisi, monitoraggio e gestione dati di sistemi complessi, con diverse esperienze sul campo. L’obiettivo di Terna è creare una struttura organica e formare, entro il 2025, oltre 150 figure specializzate sul mondo del power system nel Mezzogiorno. Gli studenti delle università, una volta concluso il master, avranno la possibilità di essere assunti nelle sedi del Gruppo presenti nelle tre città e contribuire alla trasformazione digitale e alla transizione energetica dei territori in vista del Tyrrhenian Link. "Come primo operatore nazionale – ha dichiarato Francesco Del Pizzo, Direttore Strategie di sviluppo rete e dispacciamento di Ternaabbiamo a responsabilità di sviluppare determinate professionalità. E siamo contenti di farlo nel Mezzogiorno – conclude – dove c’è un enorme potenziale sia in termini di messa in pista di nuove infrastrutture sia di crescita delle competenze".

  • Regolatori di portata NEOPERL®. Risparmio idrico e massima efficienza

    Per utilizzare l’acqua in modo efficiente, la portata deve essere regolata con precisione.

    I regolatori di flusso NEOPERL® ottimizzano il consumo di acqua nei rubinetti domestici o nelle linee di alimentazione dell’acqua potabile per diverse applicazioni tecniche come caldaie, installazioni industriali, sistemi di dosaggio e riempimento, distributori di bevande.

    Realizzati con materiali che soddisfano tutti i requisiti di certificazione internazionale, sono disponibili in vari modelli e dimensioni, con portate e pressioni differenti, al fine di adattare le prestazioni alle applicazioni e alle aspettative specifiche dei clienti.

    In merito all’intervallo di pressione, Neoperl distingue tra regolatori di flusso standard e per bassa pressione. I regolatori standard sono progettati per un intervallo di pressione da 1 a 10 bar, mentre i modelli a bassa pressione per un intervallo da 0,2 a 4 bar. Per quanto riguarda la temperatura di applicazione, i dispositivi sono progettati per 20 °C o 38 °C. Il funzionamento continuo è possibile anche fino a 65 °C.

    Con i regolatori di flusso retrofit (PCR) è possibile convertire rapidamente le installazioni doccia o giardino esistenti in dispositivi per il risparmio d’acqua e relativa energia, attraverso un efficiente adattatore di semplice installazione.

    La gamma PCW Washer Regulators NEOPERL® consente di trasformare agevolmente e con rapidità i rubinetti preesistenti in dispositivi water e energy saving, indipendentemente dalla pressione dell’acqua. Sono disponibili differenti modelli con una grande variazione di portata: PCW-01 è indicato per i tubi della doccia. Si inserisce tra il rubinetto e il flessibile ed è dotato di linguetta di fissaggio per garantirne la tenuta.

    PCW-02, invece, è indicato per le maniglie della doccia e per i soffioni doccia a parete. È realizzato in silicone flessibile per assicurare il migliore posizionamento possibile e si adatta a tubi di differente diametro (da 11 a 16 mm).

    Inoltre, è disponibile in versione LP, specifica per ottimizzare il flusso anche in condizioni di bassa pressione (da 0.2 fino a 4 bar).

    Infine, Neoperl propone ECOBOOSTER, un regolatore dual mode per le maniglie della doccia che viene avvitato tra la maniglia e il tubo flessibile. È impostato in modalità risparmio idrico nella sua posizione di default, con una portata di ca. 5 litri al minuto e può essere commutata, se necessario, semplicemente premendo un pulsante alla portata massima (max. 20 litri al minuto). Quando il rubinetto è chiuso, la doccia ECOBOOSTER torna automaticamente alla modalità di risparmio idrico.

    www.neoperl.com

  • Riva Acciaio mantiene una precisa politica in materia di salute e sicurezza sul lavoro

    Vincitore del premio Sicurezza indetto dall’Associazione Italiana di Metallurgia (AIM), Riva Acciaio è da sempre impegnata a migliorare le attività e le relative prestazioni in materia di salute e di sicurezza sul lavoro.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio: salute e sicurezza aziendale

    Oggi un’eccellenza a livello nazionale, Riva Acciaio vanta un’esperienza di oltre 60 anni nella realizzazione di prodotti lunghi e negli acciai di alta qualità indirizzati al mercato nazionale ed europeo. La realtà siderurgica è stata fondata nel 1954 all’interno di Gruppo Riva ed è oggi controllata dalla capogruppo Riva Forni Elettrici. La salute e la sicurezza sul lavoro rappresentano per il Gruppo i due principali e imprescindibili obiettivi della politica aziendale. Tutti gli impianti produttivi di Riva Acciaio adottano infatti sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro conformi alla specifica norma UNI ISO 45001. Inoltre, il rilascio delle certificazioni necessarie assicura la corretta attività dei cinque stabilimenti con sedi a Lesegno, Caronno Pertusella, Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica: come da prassi, enti terzi e indipendenti verificano le modalità di gestione degli impianti e ne accertano il regolare funzionamento.

    Riva Acciaio: il progetto “Sicurezza in Azione”

    Nel 2021 Riva Acciaio ha vinto il Premio Sicurezza indetto dall’Associazione Italiana di Metallurgia (AIM): il premio è stato assegnato come simbolo di riconoscimento per la realizzazione di interventi di carattere gestionale relativi ai miglioramenti raggiunti in ambito salute e sicurezza. Il progetto “Sicurezza in Azione” ha consentito di coinvolgere circa 180 lavoratori degli stabilimenti di Cerveno e Sellero con un duplice obiettivo: sensibilizzare sul tema della salute e della sicurezza aziendale e ridurre la percentuale del tasso di infortuni, incrementando il numero di proposte valide per offrire miglioramenti negli organismi interni all’azienda (i Comitati di Sicurezza). L’attenzione è stata focalizzata sulla costruzione di un sistema di feedback e supervisione dei comportamenti, sul coinvolgimento dei dipendenti nell’analisi e nelle decisioni, sul coinvolgimento del management e sulla comunicazione positiva della sicurezza. Al termine del progetto, Riva Acciaio ha potuto raggiungere gli obiettivi prefissati.

  • Come grigliare con il barbecue a carbonella: i suggerimenti di LOVEBRICO

    La bella stagione porta con sé anche il desiderio di trascorrere più tempo all’aria aperta, concedendosi delle gustose grigliate. Perché allora non scegliere un barbecue a carbonella? Adatto a ogni situazione, è un’ottima soluzione sia per chi è alle prime armi sia per chi è esperto e desidera sperimentare modalità di cottura su griglia più avanzate. Ecco i consigli e le dritte di Lovebrico per fare un ottimo barbecue a carbonella. 

    Milano, aprile 2022. Partiamo dalla domanda più spontanea: perché scegliere di acquistare un barbecue a carbonella? Semplice: si tratta di un metodo di cottura ben noto, pratico e anche molto gustoso. C’è sempre in famiglia o tra gli amici l’addetto alla griglia, che può essere più o meno esperto, per questo potrebbero rivelarsi utili alcuni consigli per una grigliata perfetta! 

    In generale il barbecue a carbonella presenta diversi vantaggi rispetto agli altri modelli, tra cui: 

    • comodità di trasporto
    • bassi costi per l’acquisto di carbonella e griglia
    • facilità di reperimento della carbonella
    • capacità di donare ai cibi un gusto di affumicato

    Ecco alcuni nostri consigli per fare un buon barbecue a carbonella.

    Innanzitutto partiamo dall’accensione del barbecue a carbonella: quali sono gli step da seguire?

    1. Innanzitutto, disporre qualche pezzo di carta e legno sul braciere e al centro collocare la carbonella.
    2. Creare con dei pezzi di legno e poca carbonella una sorta di piramide iniziale, per consentire al materiale di raggiungere una buona combustione.
    3. Utilizzare un fazzoletto intriso di olio come combustibile green oppure la diavolina ecologica.
    4. Per tenere il barbecue sempre acceso e per far sì che la brace duri qualche ora, è necessario arieggiare frequentemente.

    È molto importante ricordarsi di tenere sempre vicino al barbecue gli attrezzi necessari per la grigliata, come un pennello da cucina per le marinature, degli spiedini in legno o in acciaio, delle pinze per girare i cibi e un grande piatto su cui collocare le pietanze pronte.

    Un altro aspetto fondamentale è la distribuzione della brace sulla griglia, che serve per realizzare diversi tipi di cottura per le varie pietanze. Per esempio, le verdure richiedono una cottura veloce su una fiamma non troppo viva: per questo la brace dovrà essere posizionata uniformemente sul braciere e la griglia dovrà essere distanziata da essa. La carne e il pesce invece, soprattutto nei tagli più grossi, necessitano di una distribuzione diversa della brace: una quantità maggiore da una parte e una minore dall’altra, così da poter garantire una cottura più intensa nella prima fase e una più leggera verso la fine. 

    Non resta che scegliere il barbecue più adatto alle proprie esigenze. Su Lovebrico basta un click! Ad esempio: 

    • Barbecue a carbonella 47 cm Weber compact nero: è l’ideale anche per chi è alle prime armi e ha poco spazio a disposizione (come balconi o piccole aree verdi), date le sue dimensioni ridotte e compatte. 
    • Barbecue con portina su braciere e coperchio con termostato Texas: è adatto per grandi grigliate con tanti ospiti e consente di gestire in maniera precisa la temperatura. Questo modello presenta, oltre a 4 valvole di aerazione laterali e un termometro integrato sul coperchio, una cassetta per la carbonella che può essere regolata in altezza, adatta per gestire agilmente la cottura. 
    • Barbecue a carbonella e bricchetti Mastertouch 57 Weber: è una soluzione tecnologica e di alta qualità adatta sia ai principianti che ai grigliatori più esperti, perfetta per cimentarsi con diversi tipi di cottura (dirette, indirette e affumicatura)
    • Per finire il bbq a palla 57 cm grill a carbonella con coperchio: è un modello professionale perfetto per grigliate di altissimo livello e che consente di sperimentare le diverse tipologie di cottura (diretta, indiretta, affumicatura, lenta). 

    Vuoi scoprire di più? Su Lovebrico puoi consultare tutte le schede descrittive dei prodotti e valutare i vantaggi e le caratteristiche di ciascun modello.

  • Kiepe Electric – Sistemi antistatici: come eliminare l’elettricità statica

    Kiepe Electric, azienda specializzata nella distribuzione di componenti di processo per l’industria, propone una vasta gamma di soluzioni per eliminare il problema dell’elettricità statica sulle superfici.

    Milano, aprile 2022 – L’elettricità statica è un fenomeno che interessa diversi settori dell’industria, da quello agroalimentare a quello farmaceutico, fino al comparto del tessile. In ognuna di queste situazioni l’accumulo di carica elettrica sulle superfici dei materiali può comportare numerosi problemi: nel caso dei cibi o dei prodotti farmaceutici, per esempio, questo fenomeno può dar luogo a contaminazioni, mentre per i tessuti può danneggiare o addirittura rompere le fibre.

    Per eliminare l’elettricità statica – che interessa soprattutto materiali non conduttori, quali plastica, vetro o carta – Kiepe Electric – azienda specializzata nella selezione, personalizzazione e distribuzione di componenti, impianti industriali e di processo, sistemi integrati e soluzioni per diversi rami del settore industriale – ha messo a disposizione dei propri clienti una serie di prodotti specifici. Tra questi, le barre antistatiche serie ECA rappresentano una soluzione all’avanguardia: si tratta infatti delle prime barre antistatiche con componenti ionizzanti collegati direttamente all’alta tensione. Robuste, affidabili e performanti, assicurano anche una lunga durata, grazie alla cura con cui sono stati studiati tutti i loro componenti. 

    Oltre alla serie ECA, Kiepe Electric propone anche altre tipologie di barre ionizzanti, adatte a ogni esigenza. La funzione principale di questi prodotti consiste nell’eliminare l’elettricità statica tramite l’emissione di ioni positivi e negativi, che neutralizzano i campi elettrostatici. All’interno della proposta di Kiepe Electric sono infatti incluse anche le barre antistatiche serie ECOBLOWER, che funzionano sulla base di un sistema soffiante. Compatte e robuste, permettono di eliminare facilmente le cariche elettrostatiche anche a distanza. 

    Da menzionare, infine, le barre ionizzanti della serie ECOFLOW, progettate combinando una barra antistatica con elettrodi capacitivi  – che rilascia gli ioni – e un sistema soffiante a lama d’aria compressa, che li trasporta fino a una distanza di 2 metri. 

    Sempre basate sul funzionamento a ioni sono anche le teste e le pistole ionizzanti, progettate per eliminare l’elettricità elettrostatica in particolare su piccole parti e indicate soprattutto per preparare le superfici prima della verniciatura.

  • Francesco Milleri: Eyes on World Sight, l’impegno di EssilorLuxottica

    Francesco Milleri, AD di EssilorLuxottica: "Come azienda di riferimento del settore, sentiamo la responsabilità di contribuire a un futuro migliore per le generazioni a venire".

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica punta ad eliminare i difetti visivi non corretti entro il 2050

    La mission di EssilorLuxottica è aiutare il mondo a vedere meglio, vivere meglio e godere appieno della vita. Le parole dell’AD Francesco Milleri espresse in diverse occasioni ricordano l’impegno del Gruppo nel garantire una buona vista, diritto umano fondamentale. La vision su cui EssilorLuxottica impronta attività, progetti e iniziative è quella di un Pianeta in cui i problemi di vista non siano di ostacolo a nessuno, dove tutti possano avere accesso alle cure oculistiche e vedere bene. L’eliminazione entro il 2050 dei difetti visivi non corretti in tutto il mondo è l’obiettivo a cui punta il Gruppo guidato da Francesco Milleri nella consapevolezza che per conseguirlo occorre un impegno condiviso. Lo attesta anche il piano d’azione definito da EssilorLuxottica per catalizzare maggiori risorse e partecipazione e ispirare un cambiamento diffuso dei sistemi, attraverso la definizione del percorso da intraprendere per eliminare gli errori di rifrazione entro il 2050. Oltre 20 luminari nelle cure oculistiche e 100 esperti della salute degli occhi hanno sottoscritto il report "Eliminating Poor Vision in a Generation", realizzato dal Gruppo per guardare insieme a un futuro più sano in cui tutti abbiano la possibilità di vedere correttamente.

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica in prima linea per un futuro senza problemi della vista

    La realizzazione della propria mission, come ricordato in diverse occasioni dall’AD Francesco Milleri, impone a EssilorLuxottica un impegno trasversale. Per garantire a tutti una buona vista, il Gruppo si muove in diverse direzioni. In primo luogo investendo in innovazione: dal prodotto, al design, alla creazione di nuovi modelli di business, un buon paio di occhiali può cambiare il futuro. Ne è un ottimo esempio Essilor Stellest, nuova generazione di lenti per la correzione della miopia nei bambini. In secondo luogo promuovendo interventi sostenibili per le comunità svantaggiate al fine di garantire l’accesso alle cure: grazie a un innovativo approccio al business, alla filantropia e alla collaborazione pubblico-privato, EssilorLuxottica si impegna da anni per consentire l’accesso sostenibile alle cure oculistiche laddove non esisteva. Dal 2013 a oggi, 450 milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo hanno potuto ricevere cure adeguate: inoltre con il sostegno di diversi partner no-profit, tra cui Essilor Vision Foundation, Vision for Life e OneSight, il Gruppo che Francesco Milleri guida in qualità di AD ha potuto fornire occhiali a oltre due milioni di persone, offrire esami oculistici e finanziare programmi locali per la cura degli occhi, al fine di sensibilizzare e garantire un impatto sostenibile nel lungo termine. L’impegno di EssilorLuxottica è anche nei progetti di ricerca e sviluppo avviati in collaborazione con diversi enti come il Vision Impact Institute (VII) per promuovere la consapevolezza sull’impatto dei difetti visivi non corretti: assicurare un futuro all’insegna della cura della vista significa infatti capire l’importanza della salute degli occhi per il miglioramento della qualità della vita e dargli l’attenzione che merita.

  • Out-of-stock: due anni di discontinuità. Il 4/5 il punto di GS1 Italy con IRI

    Pandemia e inflazione stanno ridisegnando abitudini e driver d’acquisto, profilando nuove dinamiche e nuovi rischi di scaffali vuoti, come emerso nel dossier recentemente pubblicato su Tendenze online.

    Cosa aspettarsi, quindi, per il futuro? Per rispondere, GS1 Italy ha analizzato, in collaborazione con IRI, il dato giornaliero nei canali di vendita moderna e le similarità e le differenze tra le categorie merceologiche, per capire cosa è cambiato nel comportamento d’acquisto di canali e categorie e come si sono trasformati i KPI di vendita e di out-of-stock nel breve e nel lungo periodo.

    I risultati saranno presentati mercoledì 4 maggio, dalle 14:30 alle 15:30, nel corso del webinar “Due anni di discontinuità: gli effetti nelle dinamiche di sell-out e di out-of-stock”, in cui si esploreranno i cambiamenti contingenti e quelli destinati a rimanere come elementi caratterizzanti delle dinamiche di vendita, di assortimento, di out-of-stock in ipermercati e supermercati italiani.

    Con gli interventi di Ilaria Archientini, ECR junior project manager di GS1 Italy, e di Marco Colombo, solutions and innovation director di IRI, nell’incontro si approfondiranno tre aspetti salienti:

    • Il profilo delle vendite giornaliere tra canali: cambiamenti ed elementi di stabilità.
    • Dinamiche di categoria tra pressioni inflattivetensioni di filiera mutati comportamenti di acquisto.
    • I driver di performance nel punto vendita: come cambia l’importanza di assortimento, promozione, prezzo e out-of-stock.

    L’evento è gratuito previa registrazione online sul sito di GS1 Italy: https://gs1it.org/chi-siamo/eventi/20220504-workshop-due-anni-di-discontinuita-gli-effetti-nelle-dinamiche-di-sell-out-e-di-out-of-stock/

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

  • Big data: tesoro o minaccia? L’approfondimento di Federico Motta Editore

    Simbolo di cultura e autorevolezza, Federico Motta Editore interviene su molte tematiche attuali: un ultimo articolo si è focalizzato sui big data.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: l’utilità dei big data

    Il web è oggi diventato uno strumento utilizzato anche per studiare il comportamento delle persone, con analisi che si concentrano su abitudini e interessi. Questo è possibile proprio grazie ai big data, ovvero quell’enorme raccolta di dati provenienti dalla navigazione in rete. Ma come vengono ricavati questi dati e a cosa servono? Quando Internet nacque nel 1969 all’interno del progetto Arpanet, ancora non si sentiva molto parlare di big data. Dato il grande valore che subito dimostrò di avere per tutti i campi del sapere, incluso quello della cultura (basti pensare ad esempio all’innovazione che apportò Federico Motta Editore quando lanciò l’Enciclopedia Motta online), internet si diffuse rapidamente in tutto il mondo, attraendo miliardi e miliardi di utenti. Gli internauti, navigando sul web, hanno iniziato a lasciare una serie di tracce digitali che oggi indichiamo appunto con il termine big data, che vengono immagazzinate all’interno di database, per poi essere processate allo scopo di ricavare dati per analisi statistiche.

    Federico Motta Editore: il rapporto tra big data e privacy

    In un estratto che si può ritrovare anche su l’Età Moderna di Federico Motta Editore, il sociologo Manuel Castells parla di internet come uno spaventoso strumento di repressione in un’eventuale dittatura globale. Allo stesso tempo, ammette il sociologo, può però rivelarsi un mezzo per i cittadini per controllare la trasparenza delle amministrazioni. L’utilizzo dei big data ha in effetti destato non poche preoccupazioni a livello globale in merito al difficile rapporto che questi avrebbero con il rispetto della privacy. Lo spropositato uso di tali tecnologie per scopi commerciali non ha fatto altro che acuire il dibattitto, riportato tra l’altro anche da Michela Nacci nelle pagine di Historia. Come sempre, bisognerebbe però valutare entrambi i lati della medaglia e comprendere che non sono le nuove tecnologie ad essere buone o cattive, ma è l’utilizzo che se ne fa a conferire loro attributi positivi o negativi. Sebbene infatti in molti utilizzino i dati per fini commerciali, c’è anche chi li usa per scopi scientifici. Durante le epidemie di influenza, per esempio, si è fatto ricorso a Google per monitorarle attraverso lo studio della frequenza con cui venivano cercati i sintomi della malattia.

  • Agroalimentare più sicuro con l’ozono

    Soluzioni su misura, innovative e capaci di ridurre eventuali contaminazioni lungo ogni fase del processo di trasformazione della materia prima. Questi i risultati ottenuti da MET, azienda bolognese specializzata nella progettazione di generatori a ozono

     

    Le capacità sanificanti dell’ozono applicate nel settore agroalimentare consentono di consegnare al mercato prodotti rispondenti ai requisiti di salubrità e qualità richiesti dalle norme europee sulla sicurezza alimentare. A dimostrarlo è MET srl, società italiana nata a Bologna nel 2008, con l’applicazione di una soluzione realizzata per una nota azienda di produzione di passata di pomodoro. La problematica incideva sulla linea di lavorazione di pomodorini, su cui le analisi di laboratorio segnalavano la presenza di residui chimici e organici superiore oltre il 30% dei limiti consentiti, compromettendo la qualità del prodotto finale, la passata di pomodoro.

    Inizialmente pensato per un’applicazione nel mondo medicale, l’ozono si è dimostrato particolarmente efficace in numerosi altri settori, tra cui proprio quello agroalimentare. Dopo un attento studio sulla tipologia del prodotto, la portata della linea di selezione e dei tempi di transito, MET è intervenuta con una soluzione ad hoc. L’azienda ha dimensionato un generatore di acqua ozonizzata attraverso una serie di ugelli posti in diversi punti sulla linea di selezione. Con questa applicazione è stato possibile concentrare la decontaminazione dei pomodori durante i pochi secondi di passaggio, sfruttando le capacità sanificanti dell’ozono, uno dei più potenti ossidanti esistenti in natura ad azione non selettiva.

    Nella prima settimana di prova l’applicazione ad acqua ozonizzata ha consentito di abbattere in maniera significativa i residui di natura chimica e organica, facendo rientrare la loro presenza nei limiti consentiti. Insieme a questo vantaggio i tecnici manutentori dell’impianto hanno rilevato una minor contaminazione delle condotte, preventivando per il futuro anche un abbassamento dei costi di manutenzione. In circa 2 minuti di tempo di contatto e permanenza sul prodotto, l’effetto prodotto da 2ppm di concentrazione di ozono impiegata ha portato a un residuo ridotto dopo il trattamento al -70% sotto il limite consentito.

    L’ozono si dimostra pertanto una nuova frontiera, come già dimostrato da MET nel progetto Oxir che si è aggiudicato il pieno riconoscimento nel programma europeo Horizon 2020. L’azienda si è infatti messa in evidenza mediante una tecnologia innovativa per la distribuzione di acqua ozonizzata (O3), il controllo delle infezioni e il risanamento delle colture in serra o in campo aperto, con un notevole risparmio non solo in termini economici, grazie alla riduzione delle sostanze chimiche e della manodopera, ma anche un importante beneficio a livello di salute, qualità della vita e del lavoro, riduzione dell’impatto ambientale.

     

    This project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement no 873055.

     

    Met Srl è un’azienda di Bologna, player di riferimento nella progettazione di generatori e impianti a ozono totalmente made in Italy. Con un approccio orientato all’individuazione di soluzioni su misura, l’azienda è in grado di operare in qualsiasi settore interpretando di volta in volta situazioni ed esigenze specifiche. Dall’ambito medicale a quello agroalimentare, dal settore dei trasporti a quello della sanificazione degli ambienti, Met Srl propone un ampio ventaglio di prodotti e di soluzioni in grado di valorizzare le capacità sanificanti e deodorizzanti dell’ozono nell’ottica di un’economia e di una produzione sempre più attenta all’impatto ambientale.

  • STILO by Artis in Sicilia per il Castello Tafuri

    I rubinetti dell’azienda bresciana aumentano i loro consensi all’interno di cornici sempre più esclusive.

    Realizzato nel 1935 come dimora privata, su progetto dell’architetto fiorentino Severino Crott, il Castello Tafuri domina la costa sud-orientale della Sicilia, davanti all’isola di Capo Passero. In posizione strategica tra Noto, Marzamemi, Modica, Ispica e Ragusa, questa affascinante residenza attualmente adibita ad albergo di lusso racchiude in sé la testimonianza delle differenti fasi di ristrutturazione che hanno caratterizzato la sua storia.

    Rimasto incompleto fino al 1957, il Castello sarà acquisito dalla famiglia Tafuri e trasformato in hotel già nel 1964 per poi subire una fase di abbandono. Il progetto di riqualificazione del Castello Tafuri prende avvio proprio dalla volontà dei proprietari di restituire un bene territoriale che aveva perso la sua qualità agli antichi splendori. Su coordinamento scientifico e progettuale di Fernanda Cantone, le scelte riflettono la volontà di mettere in evidenza le fasi trasformative del castello.

    Il Castello Tafuri oggi è un hotel di charme che ha saputo conservare i valori del passato attraverso una rivisitazione contemporanea che rispetta e valorizza ogni materiale, forma e colore originario. La pietra bianca che contraddistingue la struttura emerge come protagonista, trait d’union di uno scenografico complesso dotato di tutti i comfort: dalla piscina panoramica con solarium al ricercato ristorante, passando per il lounge bar e la splendida terrazza a strapiombo sul mare che offrono momenti di relax in una location unica. A corredo delle sale da bagno delle diciotto eleganti camere e suites ha trovato coerente e raffinata collocazione la Serie STILO di Artis, confermando la vocazione della rubinetteria bresciana a inserire le sue eccellenti creazioni nelle cornici più esclusive.

     

    artisitaly.com