Categoria: Eventi

  • Giovani Spiriti 2019: venerdì 24 maggio evento conclusivo al Polaresco

    Appuntamento conclusivo – venerdì 24 maggio al Polaresco – per Giovani Spiriti, il progetto di prevenzione all’uso di sostanze legali e illegali e di altri comportamenti a rischio, rivolto agli adolescenti e promosso da ATS Bergamo e dall’Ufficio scolastico provinciale, in collaborazione con ASST Bergamo Est, ASST Papa Giovanni XXII, ASST Bergamo Ovest, Comune di Bergamo, Associazione Atena e la Compagnia teatrale “La Pulce” e, da quest’anno, anche Tv Bergamo. Collaborano inoltre attivamente alla realizzazione dell’evento finale Bar del Polaresco, Edonè Redona, Gate Malpensata, ASCOM Bergamo, IPSEOA Sonzogni Nembro, ISB Torre Boldone, Istituto Riva Sarnico, ABI Professional, Safe Driver.

     

    La mattinata – è prevista la presenza di circa 150 studenti in rappresentanza delle scuole che hanno partecipato a Giovani Spiriti – prenderà il via alle 9 nella sala teatro con le testimonianze dei promotori del progetto e di alcuni rappresentanti di bar e locali “etici”. Seguirà la presentazione dei video in concorso realizzati dagli studenti delle scuole sul tema della prevenzione e della promozione della salute: verranno proiettati e premiati i primi tre video classificati (più un eventuale premio speciale della giuria). Gli otto video in concorso sono stati realizzati dagli studenti delle classi prime e seconde delle scuole Betty Ambiveri Presezzo, Romero Albino, Riva Sarnico, IPSEOA Sonzogni Nembro. La conduzione di questa prima parte della giornata sarà affidata a Enzo Valeri Peruta de “La Pulce”.

     

    Dalle 10.30 alle 12.00 al bar sfida a colpi di cocktail analcolici per otto studenti delle scuole partecipanti a Giovani Spiriti, premiazioni e buffet analcolico finale, con la conduzione di Paola Pesenti Bolognini, coordinatrice del progetto Safe Driver.

     

    Infine, nello spazio esterno, verrà allestito il percorso alcol vista, a cura di Safe Driver, che permette di vedere come la vista viene modificata e alterata a seguito dell’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti. Inoltre saranno in distribuzione i materiali dell’iniziativa Peer Education Alcol Project degli istituti Zenale-Butinone e Oberdan di Treviglio.

     

    L’iniziativa Giovani Spiriti è giunta quest’anno alla nona edizione, ha visto coinvolti 2.935 studenti in rappresentanza di 11 scuole fra centri di formazione professionale, istituti tecnici e licei, con il coinvolgimento di 70 insegnanti.

  • Da tutta Italia a Bergamo: lunedì 27 maggio esperti a confronto

    Studiosi e ricercatori dell’Università degli studi di Bergamo, di Siena, Padova, del Salento, di Verona e dall’Università La Sapienza di Roma, lunedì 27 maggio dalle 10 alle 17 si confrontano all’Università degli studi di Bergamo sull’evoluzione storica del rapporto politico, istituzionale ed economico tra il nostro Paese e l’Unione Europea all’indomani delle elezioni europee.

    L’Italia nell’Unione Europea. Storia, istituzioni, politica, integrazione” è il titolo della giornata di studi che si terrà presso la sala conferenze della sede di Sant’Agostino dell’ateneo di Bergamo, in piazzale Sant’Agostino 2.

    Lo Stato, la sovranità, il federalismo, le alleanze politiche, il processo di integrazione fiscale e istituzionale sono tutti temi di grande attualità, perché mai come ora viene percepito il forte impatto delle decisioni europee nella vita quotidiana dei singoli cittadini.

    Solamente attraverso una riflessione che ponga al centro del dibattito culturale un’idea di Europa plurale sarà possibile avere una migliore comprensione di cittadinanza democratica alla quale le nostre Costituzioni hanno sempre aspirato, a partire dalla fine del conflitto bellico mondiale che ha posto basi per una cooperazione attiva tra i popoli Europei.

    L’appuntamento è a ingresso libero e gratuito.

    Per informazioni www.unibg.it

  • Dialoghi sull’uomo, spettacoli sul tema antropologico a Pistoia

    Dei giorni pieni di incontri sul tema antropologico con la nuova versione del festival “Dialoghi sull’uomo”, che si potrà avere a Pistoia dal 24 al 26 maggio.

    Un festival di antropologia culturale che si rinnova e si fa più grande, per rispondere alla richiesta di partecipanti, considerato il successo della versione scorsa. Dialoghi sull’uomo compirà dieci anni di festival, il 25 maggio ci si incontrerà in Piazza Duomo con Federico Faloppa e Adriano Favole per “Parole per dividere”.

    Nel giorno di domenica 26 maggio si potrà avere un evento con Fernando Aramburu per “Una questione di patria”, sempre in Piazza Duomo alle ore 16:30. Degli spettacoli molto attesi secondo notizie oggi 24 dal pubblico dei primi festival, che ogni stagione ha in mente di portare rinnovo con altre idee.

    Al teatro Manzoni, invece, domenica alle ore 10 è organizzato un incontro di Matteo Lancini, con “Dialoghi solitari”, che terrà alcune tematiche di adolescenti ed adolescenza, in altra maniera dopo pranzo ci sarà Adriano Prosperi con un evento a tema sulla globalizzazione e l’orgine dell’uomo nuovo.

  • CAVE CANEM alla Boccanera Gallery di Trento

    Artisti: Cristian Avram, Nanni Balestrini, Carla Bedini, Neil Beloufa, Alin Bozbiciu, Thomas Braida, Linda Carrara, Juan Carlos Ceci, Pierluca Cetera, Sabine Delafon, Nebojša Despotović, Gabriele Di Matteo, Alda Failoni, Keith Farquhar, Dido Fontana, Andrea Fontanari, Julia Frank, Daniel González, Gabriele Grones, Allison Katz, Oleg Kulik, Tamara Janes, Chantal Joffe, Zoe Lacchei, Marcos Lutyens, Sissa Micheli, Gian Marco Montesano, Ruben Montini, Massimiliano Muner, Nero/Alessandro Neretti, Laurina Paperina, Luca Pozzi, Federico Seppi, Ivano Troisi, Sojourner Truth Parsons, Costa Vece.

    La raffigurazione del cane nella storia dell’arte ha spesso definito una stretta relazione simbolica e idealizzata dell’animale e del suo proprietario, molte volte rappresentati insieme. Così ci raccontano i ritratti dipinti nel rinascimento che mescolano la centralità dell’uomo con la curiosità per la natura.

    Molto spesso, nelle sue implicazioni religioso-morali ma anche politiche ed economiche, il cane è simbolo di fedeltà verso l’altro. Nella società contemporanea diventa facilmente un alter ego del padrone o un’entità sulla quale proiettare i propri desideri di realizzazione. Basti pensare al grande successo della vendita di oggetti legati alla cura dei cani (dagli abiti, ai collari preziosi, ai giochi, ai trasportini, ai cuscini stravaganti) o dei siti che li pubblicizzano e alla nascita di veri e propri accounts, capaci di attirare milioni di followers, dove si raccontano le azioni, le pose, le emozioni, degli amici fedeli.

    Boccanera Gallery, dal 25 maggio al 7 settembre 2019, dedica una mostra alla figura del cane dal titolo “Cave Canem”. La citazione dei mosaici di Pompei, che ritraggono un cane nero legato, rivela il desiderio di mostrare e di mettere in dialogo uno dei temi più antichi della pittura figurativa e, nello stesso tempo, la parte più intima di alcune selezionate collezioni private a partire dalla collezione personale di Giorgia Lucchi Boccanera, fondatrice e titolare di Boccanera Gallery, e di Peggy (e prima Kira), le sue amate meticce. Giorgia, nella sua storia decennale di gallerista, ha spesso raccontato delle sue esperienze con i cani agli artisti con cui ha lavorato e talvolta loro stessi hanno dedicato un’opera alla figura del cane, scoprendo poi che molti collezionisti hanno condiviso questa sua passione per l’aspetto più riservato della propria rappresentazione domestica.

    La mostra raccoglie, infatti, le opere di trentasei artisti, che provengono dalla collezione privata Lucchi Boccanera, e di alcuni collezionisti e di alcune gallerie o di alcuni artisti ai quali è stato chiesto di un lavoro che raffiguri il proprio amato animale domestico come una estensione del proprio se’, pronto a dialogare con le altre rappresentazioni e con la sorpresa del visitatore accolto in questa speciale “Esposizione Internazionale Canina”.

    La mostra è accompagnata da un piccolo volume arricchito da un racconto inedito di Brigidina Gentile intitolato Cave Canem. Caffe` Utopia.

    “CAVE CANEM”
    BOCCANERA GALLERY, VIA ALTO ADIGE 176, TRENTO – IT
    Inaugurazione: sabato 25 maggio dalle ore 19.00 alle 21.00
    Opening: Saturday, May 25th, 7-9 pm
    25 maggio – 7 settembre 2019 | May 25th – September 7th, 2019

    Testo di | Text by Brigidina Gentile

    Orari di apertura: dal martedì al sabato, dalle ore 14.00 alle ore 19.00
    Opening hours: Tuesday – Saturday, 2 pm – 7 pm

    [email protected]
    www.arteboccanera.com

  • Incontro con l’autore Sergio Luzzatto all’Università degli Studi di Bergamo

    Mercoledì 22 maggio, dalle 17.30 alle 19.30 presso la sala conferenze dell’Università degli Studi di Bergamo di piazzale Sant’Agostino 2, Sergio Luzzatto, docente di Storia moderna all’Università di Torino, presenterà la sua recente pubblicazione “Max Fox o le relazioni pericolose” (Einaudi 2019).

    L’evento rientra nel ciclo “Gli incontri di Sant’Agostino” seminari, aperti a tutti, che intendono promuovere occasioni di dialogo tra l’Università, la città e il territorio di Bergamo.

    “Max Fox o le relazioni pericolose” ricostruisce la vicenda di Massimo Marino De Caro, curatore dell’antica Biblioteca dei Girolamini, che approfittò dell’incarico per depredarla e vendere sul mercato nero migliaia dei suoi preziosi volumi. Una biografia ricostruita attraverso numerosi colloqui via Skype tra l’autore e De Caro stesso (nome di contatto Max Fox). Un libro che – a detta di numerosi critici – si legge tutto d’un fiato: la trasformazione di un bravo ragazzo di provincia, studente svogliato ma amante dei libri, che nel giro di quindici anni si trasforma non solo in un predatore seriale di libri antichi ma anche in un falsario sorprendente e in un faccendiere spregiudicato.

    “Max Fox o le relazioni pericolose” è anche uno sguardo sul mondo di oggi e sulla “relazione pericolosa”, il senso di pietà, forse anche affetto che finisce per legare l’autore al criminale, in seguito alle lunghe ore di conversazione.

    Proprio il relazionarsi l’uno con l’altro regala al lettore alcune interessanti riflessioni sul tema della verità e della menzogna, e sul difficile mestiere dello storico. Anche la loro infatti è una delle tante “relazioni pericolose” di cui si parla nel libro.

    “Abbiamo recentemente avuto come ospite Jhumpa Lahiri, vincitrice di un Pulitzer per la narrativa, con cui abbiamo approfondito il tema delle migrazioni della cultura, tematica portante di questi incontri. Quando parliamo di metamorfosi della cultura intendiamo non solo circolazione dei saperi ma anche metamorfosi del modo di prendere posizione nel mondo e di relazionarsi all’altro. L’opera di Sergio Luzzatto, la sua analisi della figura di De Caro, delle sue relazioni e delle sue controverse idee sulla circolazione dei libri, rientra perfettamente in questo percorso” afferma Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo.

    Nel corso dell’incontro, interverranno il prof. Massimo Bucciantini, Università di Siena, e il prof. Franco Giudice, Università degli studi di Bergamo.

  • Francesco Alberoni alla mostra di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi

    La grande mostra internazionale Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi si aprirà a Spoleto, al Palazzo Leti Sansi (via Arco di Druso 37), nel contesto del Festival dei Due Mondi. Alle 17 di sabato 29 giugno il noto sociologo Francesco Alberoni inaugurerà la kermesse trattando uno dei suoi argomenti prediletti, ossia il tema dell’Amore, in tutte le sue sfaccettature.

    Ideata e organizzata dal manager dei vip Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, l’esposizione porta i contributi di numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra queste si citano la scrittrice, psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, la pittrice Antonella Cappuccio Muccino e il presidente del Festival dei 2 Mondi Umberto De Augustinis.

    Come da tradizione, si iscrive all’interno di questo meraviglioso contesto il Premio Margherita Hack. Evento nell’evento, il prestigioso riconoscimento istituito in memoria della celebre astrofisica Margherita Hack porterà un ulteriore messaggio positivo in una mostra all’insegna della libera creatività. Alle 11 di domenica 30 giugno infatti verranno qui premiati diversi personaggi illustri che si sono contraddistinti nell’ambito dell’arte, della cultura, dello sport, della scienza, della musica, dell’eccellenza femminile e del giornalismo. Il comitato è composto da una giuria di esperti presieduta da Francesco Alberoni. Ne fanno parte il grande fisico Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientists, lo storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi, l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, Maria Rita Parsi e molte altre celebri personalità.

    La cerimonia di premiazione avverrà dunque il giorno successivo al vernissage della rassegna spoletina, che resterà accessibile gratuitamente fino a lunedì 22 luglio 2019. Il prof. Vittorio Sgarbi spiega così l’intento della manifestazione: «Spoleto Arte si affianca con molta intelligenza al Festival dei Due Mondi e attualmente ne è quasi l’unica forma di manifestazione d’arte. Il Festival non ha quasi mai avuto una particolare inclinazione per l’arte e questa mostra ne è un’integrazione giusta e opportuna. Io e Salvo siamo quindi i creatori, nel contesto della rassegna, della componente relativa alle arti visive. Le iniziative di Salvo sono “salva artisti”, sono una sorta di “scialuppa di salvataggio” per coloro che vogliono esprimere che “esistono”».

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190 o il 388 7338297, scrivere a [email protected] o visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Flowers School: costruire con le mani momenti indimenticabili

    Sulle colline fiorentine un workshop dedicato alla composizione floreale e all’allestimento di matrimoni ed eventi orchestrato da Oui Fleurs di Carolina Virginia Rubbini.

    Dopo il successo del workshop Winter Wedding, tenutosi sulle Dolomiti questo gennaio, Oui Fleurs replica l’edizione dedicandola alla primavera e portando i propri corsisti nella Tenuta Torre Rossa a San Gersolé – Torre Rosse.
    Il 20, il 21 e il 22 maggio durante la Flowers School i partecipanti lavoreranno nel verde ispirati dall’armonia della natura e dai profumi delle colline di Impruneta, tra Firenze e la zona del Chianti.

    Carolina Virginia Rubbini, flower designer fondatrice di Oui Fleurs, organizza tre giorni di progettazione con diversi esperti del settore wedding per disporre insieme ai partecipanti l’intero allestimento di un matrimonio o un evento attraverso lezioni teoriche e pratiche. Verranno affrontate la scelta dei fiori e la realizzazione dei segnaposto, dei centri tavola e dei tableau de mariage, fino alle tecniche più particolareggiate in grado di dar vita a composizioni scomposte. Un’attenzione particolare verrà dedicata allo studio dei materiali, degli oggetti e del loro posizionamento per la produzione di ornamenti a partire elementi del mondo, tenendo conto della palette colori, della texture, dello stile e della forma dei fiori. Il workshop non tratterà di soli fiori, ma fornirà le competenze per comporre un servizio di allestimenti scenografici curato in ogni dettaglio, focus del corso sarà infatti l’analisi di ogni fase del progetto inclusa la ricerca dei fornitori, della location, la definizione dei costi del lavoro e la scelta dei professionisti.

    Il corso vedrà la partecipazione di creativi del settore wedding tra i migliori in Italia: wedding planner, esperti di stationery, cake designer, location scouter. Ospiti d’eccezione Eva e Clara di Chic Weddings che insegneranno come presentare al meglio un progetto, mentre Lenny Pellico fotograferà ogni momento.
    Verranno approfonditi tutti i dettagli per proporre un servizio floreale completo: i partecipanti progetteranno insieme interi allestimenti per un matrimonio in chiesa, per una cerimonia civile e per una cena importante che vedrà gli stessi corsisti e insegnanti come ospiti. Relais Villa Olmo si occuperà di brunch e pasti, mentre la cena di gala verrà curata da SanBrite, chef di alto livello in arrivo direttamente da Cortina. Rispetto all’edizione invernale, Flowers School sarà un’esperienza più completa: i corsisti parteciperanno ad uno shooting con una modella che indosserà un abito da sposa Vera Wang della collezione 2020 (fornito da Boutique Alba), creeranno acquerelli con colori derivati dai fiori con il supporto di About Garden e realizzeranno stampe su tessuto e carta a partire da foglie e fiori con l’aiuto di Impressioni.
    Flowers School è anche un momento di riflessione e ricerca dello stile più rappresentativo di un matrimonio o di un evento privato, un percorso per cercare il vestito giusto per celebrare grandi momenti. Non un semplice workshop, ma un’esperienza dedicata agli appassionati, ai floral designer che vogliono apprendere nuove tecniche e a coloro che sono alla ricerca di stimoli per il proprio business floreale, ma anche a principianti che vogliono intraprendere questa carriera o semplicemente a curiosi che desiderano cimentarsi nell’arte dei fiori e scoprirne le infinite combinazioni e possibilità.

     

    Oui Fleurs – Carolina Virginia Rubbini realizza raffinate composizioni floreali dal 2009 e sviluppa il suo particolare stile a partire dall’altissima qualità dei fiori scelti e dalla cura estrema per i dettagli. Propone consulenza su misura per eventi trovando il vestito giusto per ogni tipologia di festa e celebrazione: in un magazzino di oltre 300 mq di meraviglie Oui Fleurs raccoglie materiali per ogni tipo di allestimento, dal matrimonio country al vintage fino alle scelte più classiche. Amante della camomilla e dei lillà, anni di esperienza per diversi brand hanno formato il suo stile inconfondibile fatto di semplicità e di profumi intensi che si accompagna a competenze che abbracciano l’intero styling dell’evento e la sua mise en place.
    Ispirata dalla formazione con Tulipina design, flower designer famosa a livello internazionale per l’allestimento di matrimoni lussuosi, ha maturato negli anni l’arte della disposizione dei fiori recisi e l’espressione artistica attraverso la natura organica, siano essi rami, fogliame, erbe, o fiori. La sua arte permette di scegliere i fiori in base a diversi fattori e disporli armonicamente per creare un elemento ornamentale che rispetti i principi di equilibrio e armonia, senza sottovalutare l’importanza dei contenitori complementari e di come si collocano nell’ambiente a loro destinato. Le composizioni indimenticabili di Carolina arredano gli spazi e lasciano un segno nella memoria grazie alla loro originalità e unicità.

    Oui Fleurs

  • L’orto botanico “Lorenzo Rota” di Bergamo celebra il “Fascinations of Plants Day 2019”

    Immaginate gli orti come tante piccole lampadine, pronte ad accendersi contemporaneamente, sabato 18 maggio, illuminando un mondo a vocazione green. È la magia del Fascinations of Plants Day, la festa internazionale del fascino delle piante, di cui sarà protagonista anche la Rete degli Orti Botanici della Lombardia.

    La giornata ha l’obiettivo di avvicinare quante più persone possibili allo straordinario mondo delle piante, facendo conoscere l’importanza della ricerca nel settore. In tutta Italia laboratori, orti botanici, enti di ricerca, musei e scuole apriranno le porte al grande pubblico per far conoscere le piante in tutti i loro aspetti. E così faranno anche i 7 orti aderenti alla Rete degli Orti Botanici della Lombardia: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”, il Giardino Botanico Alpino “Rezia” di Bormio, gli Orti Botanici milanesi di Brera e Città Studi, l’Orto Botanico di Pavia, il Giardino Botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS) e Villa Carlotta Museo e Giardino Botanico a Tremezzina (CO).

    Per info su tutti gli appuntamenti del Fascinations of Plants Day 2019 https://reteortibotanicilombardia.it. Stay tuned!

     

    APPUNTAMENTI ORTO BOTANICO “LORENZO ROTA” DI BERGAMO

    Sabato 18 maggio 2019 presso la sezione di Città Alta UNA FINESTRA SUL PAESAGGIO (scaletta di Colle Aperto, Bergamo Alta) dalle ore 15.00 – 17.00 si terrà l’evento Maths in the garden, una passeggiata matematica all’orto botanico, per esplorare non solo la geometria della natura.

    Gli studenti del Liceo Scientifico Don Milani di Romano di Lombardia saranno le guide di questa visita speciale, organizzata da Giovanna Angelucci del Centro “matematita” in collaborazione con il Museo ExplorAzione di Treviglio.

    A seguire, alle ore 18.00 presso la sezione di Astino VALLE DELLA BIODIVERSITÀ (via Astino angolo via dell’Allegrezza) verrà inscenata Ofelia, donna delle erbe, una passeggiata nel giardino di Shakespeare. Uno spettacolo multisensoriale dedicato alla rivisitazione del personaggio di Ofelia, la donna delle erbe, una figura molto diffusa in Inghilterra al tempo di Shakespeare, che si occupava di raccogliere, vendere e curare le persone con le piante. A cura di Maggie Rose, con Gilberta Crispino, regia di Donatella Massimilla.

    Domenica 19 maggio 2019 alle ore 16.00 presso la sezione di Astino VALLE DELLA BIODIVERSITÀ (via Astino angolo via dell’Allegrezza) si terrà Vegetali vagabondi, – a cura della naturalista Elena Serughetti – una visita guidata alla scoperta dell’indole “globetrotter” di alcune piante alimentari: ortaggi, tuberi, piante aromatiche e cereali che arrivarono in Europa dall’Asia, dall’Africa e dalle Americhe, cambiando la storia del mondo e che sono ora pronti a raccontare il loro impatto sull’evoluzione dell’umanità.

     

  • Il Giardino botanico di Villa Carlotta celebra il “Fascinations of Plants Day 2019”

    Immaginate gli orti come tante piccole lampadine, pronte ad accendersi contemporaneamente, sabato 18 maggio, illuminando un mondo a vocazione green. È la magia del Fascinations of Plants Day, la festa internazionale del fascino delle piante, di cui sarà protagonista anche la Rete degli Orti Botanici della Lombardia.

    La giornata ha l’obiettivo di avvicinare quante più persone possibili allo straordinario mondo delle piante, facendo conoscere l’importanza della ricerca nel settore. In tutta Italia laboratori, orti botanici, enti di ricerca, musei e scuole apriranno le porte al grande pubblico per far conoscere le piante in tutti i loro aspetti. E così faranno anche i 7 orti aderenti alla Rete degli Orti Botanici della Lombardia: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”, il Giardino Botanico Alpino “Rezia” di Bormio, gli Orti Botanici milanesi di Brera e Città Studi, l’Orto Botanico di Pavia, il Giardino Botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS) e Villa Carlotta Museo e Giardino Botanico a Tremezzina (CO).

    Per info su tutti gli appuntamenti del Fascinations of Plants Day 2019 https://reteortibotanicilombardia.it. Stay tuned!

    PERCORSO SENSORIALE A VILLA CARLOTTA

    via Regina 2 – a Tremezzina (CO)

    DOMENICA 19 MAGGIO dalle 9.30 alle 12.30

    I monumenti arborei della Villa Carlotta: sviluppando percezioni

    Attività bilingue (italiano-spagnolo) per giovani e adulti in gruppi da 8 a 20 partecipanti – costo 20,00€

    La connessione con la natura è fondamentale per conoscere sé stessi, riconnettersi con la propria anima e con il mondo. Il parco di Villa Carlotta ha tutte le caratteristiche necessarie per poter realizzare un percorso di approfondimento emozionale e avvicinare chi lo visita a una visione migliore di sé, perché i suoi alberi, i fiori, l’unione monte-bosco-lago offrono spazi contemplativi, dove la comunicazione con la natura può arrivare a essere profonda, trasformatrice, in grado di generare esperienze uniche.
    I Percorsi Sensoriali sono un invito a vivere un’esperienza trasformatrice all’interno del parco, dove interlocutori e maestri sono proprio gli Alberi Monumentali (ai quali è riconosciuto non solo un valore ambientale ma anche culturale).

    Gli angoli caratteristici del parco accompagnano i partecipanti in un viaggio verso la scoperta di sé stessi.

  • Giuseppe Biguzzi / Roberto Cicchinè – Tempo presente

     

    La Sala Ipogei “Galleria Marconi”, domenica 19 maggio 2019 alle 17.30, presenta “Tempo presente”, doppia personale che espone le opere di Giuseppe Biguzzi e Roberto Cicchinè. La mostra, a cura di Valentina Falcioni, è organizzata dal Comune di Monsampolo del Tronto e da Marche Centro d’Arte.
    L’iniziativa rientra nello sviluppo del progetto del Sistema Museale Piceno teso alla valorizzazione del più vasto comprensorio comunale ed in particolare del vecchio incasato, dei suoi musei e della rete dei 58 musei del territorio piceno sostenuta dal BIM Tronto.
    Sala Ipogei “Galleria Marconi”, che si trova in via Fratelli Kennedy nel borgo di Monsampolo del Tronto, nasce come ideale prosecuzione dell’esperienza ventennale della Galleria Marconi di Cupra Marittima, e per non disperdere la qualità della ricerca artistica e culturale portata avanti in tanti anni di lavoro del suo direttore artistico Franco Marconi.

    La mostra si conclude il 28 luglio 2019.
    Si ringrazia Luigi Solito e la sua Galleria Spazio NEA di Napoli per il prestito delle opere di Giuseppe Biguzzi.

    La curatrice Valentina Falcioni, presentando il progetto espositivo, sottolinea: “Il tempo presente in grammatica è la forma verbale usata per far riferimento ad azioni contemporanee ed è il periodo temporale che Giuseppe Biguzzi (Ravenna, 1968) e Roberto Cicchinè (Porto San Giorgio, FM, 1966) indagano attraverso il loro percorso artistico-cognitivo.
    Giuseppe Biguzzi, difatti, è un sensibile interprete del realismo sociale. Attraverso l’arida figura di Romina polarizza l’attenzione dell’osservatore sul disagio procurato da un’insistente quanto globale tentativo di omologazione estetica. I dipinti di Biguzzi sembrano citare le parole della filosofa Michela Marzano: “Nel voler incarnare la perfezione, il corpo femminile è diventato un campo di battaglia su cui ci si accanisce senza tregua come se, per la donna, l’unica possibilità di esistere fosse quella di incarnare la perfezione”.
    Lo sguardo che Roberto Cicchinè, invece, getta sull’attualità mediante il suo obiettivo fotografico, spesso costituisce uno spunto per approfondire i più critici fenomeni sociali e li osserva senza mai dimenticare che sono il risultato di una pluralità di azioni individuali, ognuna con la sua dignità decisionale. Quello che l’antropologo Edward Twitchell Hall ha indicato come “linguaggio silenzioso”, è un esempio di comunicazione non verbale che Cicchinè esamina fino a renderlo oggetto della propria ricerca artistico-espressiva.”

    “Tempo presente è il secondo appuntamento che è ospitato dentro Sala Ipogei “Galleria Marconi”. Voglio ringraziare ancora una volta il sostegno e la fiducia del Comune di Monsampolo del Tronto, del Commissario prefettizio Giuseppe Dinardo, di Marche Centro d’Arte e di Lino Rosetti, insostituibile nella sua attività e come amico. Proporre Arte Contemporanea è una scelta difficile, ma continuo ancora a credere che solo l’arte e la cultura possano salvarci, perché sono l’espressione, forse più alta, dell’umanità, in grado di contrastare l’imbarbarimento di questo tempo.” (Franco Marconi)
    Tempo presente

    Info e Contatti
    artisti: Giuseppe Biguzzi – Roberto Cicchinè
    curatrice: Valentina Falcioni

    ufficio stampa: Dario Ciferri
    allestimenti: Pasquale Fanelli – Sabatino Polce

    dal 19 maggio al 28 luglio 2019
    ORARI:
    maggio solo domenica 16,00-19,00
    da giugno dal martedì alla domenica
    10,00-13,00 16,00-19,00.

    Punto informativo, e prenotazioni Museo della cripta Chiesa Maria Ss. Assunta Tel.3771500858

    Spazi Ipogei Galleria Marconi
    Via Fratelli Kennedy
    63077 Monsampolo del Tronto
    web http://galleriamarconi.it/ – http://marchecentrodarte.it
    e-mail [email protected]
    Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi

  • La visita dei produttori albanesi e delle Istituzioni ai campi sperimentali di Geoplant Vivai

    L’11 maggio l’azienda vivaistica ha accolto una delegazione albanese, interessata all’eccellenza delle sue piante da frutto, e incontrato il Prof. Paolo De Castro, economista, politico e agronomo, per parlare di internazionalizzazione, lotta alla contraffazione e centralità della ricerca.

    Giornata ricca di confronti per la Società Agricola Geoplant Vivai, eccellenza romagnola fondata nei primi anni Ottanta da Secondo Danesi e Adriana Siboni e specializzata nella produzione e nel miglioramento genetico delle piante da frutto e di fragola. L’11 maggio i campi sperimentali dell’azienda vivaistica con sede a Savarna, nel ravennate, hanno ospitato una nutrita delegazione di produttori albanesi, guidati dal Dr. Hafuz Domi, Direttore dell’Associazione di sviluppo agricolo dei Distretti di montagna.

    Ad accompagnare i visitatori – accanto alla rappresentanza aziendale di Geoplant Vivai e al Presidente di AGIA (Associazione Giovani Imprenditori Agricoli) e di Condifesa Stefano Francia – la Direttrice dell’Associazione “Agricoltura è Vita” Cristina Chirico, impegnata nell’ambito di numerosi progetti di formazione, ricerca e innovazione per lo sviluppo di areali come quello albanese, attraverso l’esportazione di tecniche, contatti, novità procedurali e di prodotto, resa possibile dalla cooperazione sinergica tra aziende.

    L’interesse principale dei produttori si è focalizzato sulle cultivar di melo e sulle drupacee, con particolare riferimento al ciliegio in ragione della volontà di inserire questa coltura all’interno della propria offerta sul territorio albanese. La prima parte della visita, atto inziale di una futura e proficua collaborazione, si è svolta nei vivai di melo situati nella frazione di Mandriole, caratterizzati dall’innesto su portainnesto M9, con astoni normali e Knip. I farmers albanesi, avvezzi alla coltivazione della cultivare Red Delicious, si trovano ora a fronteggiare una non semplice situazione causata dalle restrizioni di provenienza russa e sono orientati, dunque, verso una crescente diversificazione della produzione. Teatro dell’ultima parte della visita sono stati invece i campi sperimentali di fragola di Borgo Masotti, dove si sono tenute la presentazione e la degustazione di alcune varietà made in Geoplant, tra cui Asia, Malga e FragolAurea.

    Congedati gli interlocutori, la giornata è proseguita nel segno dell’internazionalizzazione arrivando a toccare tematiche di grande attualità e inevitabile urgenza per l’evoluzione delle politiche agricole europee.

    Alla presenza del Sindaco di Bagnacavallo Eleonora Proni, l’azienda ha ricevuto Paolo De Castro, politico, economista e agronomo italiano di comprovata esperienza. Grazie alla sua carriera come professore ordinario di Economia e Politica Agraria presso l’Università di Bologna e agli svariati ruoli istituzionali ricoperti (tre volte Ministro dell’Agricoltura, oltre che Vice Presidente della Commissione per l’agricoltura e la produzione agroalimentare del Senato della Repubblica Italiana), dal 2009 siede al Parlamento Europeo per occuparsi di politiche agricole e sviluppo rurale.

    Di fronte a una platea multiforme, composta tra gli altri dai lavoratori dell’azienda Geoplant Vivai, Paolo De Castro ha ascoltato e condiviso in veste istituzionale le posizioni del titolare Secondo Danesi e le visioni strategiche da mettere in campo per contrastare la moltiplicazione abusiva delle piante di fragola e la contraffazione in materia di diritto d’autore varietale (causa primaria nel danneggiamento dei costitutori), molto diffusa in buona parte della Comunità Europea con picchi in Paesi quali Polonia e Ungheria, ma che tocca frange dell’Extra-UE, in modo particolare Serbia e Ucraina.

    Si è passati poi a trattare l’importanza della ricerca e dell’introduzione di innovative tecnologie applicate all’agricoltura per portare, infine, all’attenzione la necessità di un’Europa unita che sappia fronteggiare con forza, competenza e carattere le pressioni commerciali delle grandi potenze mondiali (Cina e USA tra tutti) e salvaguardare la produzione e l’agricoltura comunitaria e certo anche quella made in Italy, eccellenza da sempre riconosciuta dentro e fuori confine.

    www.geoplantvivai.com

  • Grande successo per la personale fotografica di Maria Pia Severi alla Milano Art Gallery

    Si è aperta lo scorso sabato 11 maggio alla Milano Art Gallery con la presentazione del libro fotografico I colori di Genova l’omonima mostra personale di Maria Pia Severi. Alimentato dagli interventi del direttore della Triennale Fotografia Italiana Luigi Gattinara e della communication manager Daniela Testori, l’incontro è stato accompagnato dalle foto dell’artista, proiettate in galleria, e dagli scatti lì esposti. Presentata e organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, l’esposizione in via Ampère 102 ha trovato un pubblico particolarmente attento e interessato.

    La fotografa modenese Maria Pia Severi ne ha infatti saputo catturare l’immaginazione attraverso scorci di città da lei visitate, in particolare Genova, appunto, che ha trattato con molta delicatezza, delineandone un ritratto tanto personale quanto contemporaneo. Da sempre attenta alla realtà attuale, la fotografa si dice pronta a immortalare l’espressione dolorosa che affligge il volto dei genovesi a seguito delle recenti disgrazie capitate, qualora le capitasse di tornare a Genova per realizzare un altro album. Ma, a parte gli ultimi episodi che dovrebbero rattristare tutti, Maria Pia Severi porta nel cuore un aspetto della città estremamente positivo: «Premesso che Genova è una città di persone anziane (dato che le scarse opportunità di lavoro fanno fuggire i giovani, molti verso la vicina Versiglia) debbo dire che quelle che ho incontrato si sono dimostrate all’altezza di ragazzi giovani e lucidi ed anzi l’esperienza che hanno acquisito via via li ha resi ancora più colti e interessanti. Mi ricordo di ognuno di loro e delle cose che da loro stessi ho imparato».

    Le sue fotografie rimarranno esposte alla Milano Art Gallery, in zona piazzale Loreto, fino al 25 maggio e saranno visitabili tutti i giorni, ad eccezione della domenica, dalle 14.30 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 02 76280638, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Collezionismo: XIV Memorial Correale – 22/23 giugno 2019

    XIV Memorial Correale – 22/23 Giugno 2019

    Castellammare di Stabia (Napoli)

     

    Scambi, acquisti, vendita e perizie di materiale da collezionismo

     

     

    Il 22 e 23 giugno 2019 presso l’Accademia il gusto di imparare. a Castellammare di Stabia, si terrà il Memorial Correale, la 50° manifestazione di numismatica, filatelia, cartamoneta, cartofilia, bibliofilia, gettoni, telecarte e oggettistica varia.

     

     

     

     :

    Monete antiche e moderne, francobolli, banconote italiane ed estere, decorazioni militari, cartoline, storia postale, gettoni, tokens, stampe, orologi, folder, bollettini illustrativi, interi postali, album, immagini sacre, carte telefoniche, quotidiani, locandine, libri, fumetti, figurine, calendari militari, penne da scrittura, pins, spille, oggettistica varia, accessori e raccoglitori per collezioni.

     

    Due giorni dedicati ad oggetti senza tempo che hanno segnato la nostra storia, un lungo viaggio tra monete rare, ammirando vere e proprie opere d’arte,  ricordando una nobile tradizione italiana, la cartamoneta, per apprezzare la maestria e la creatività degli incisori di medaglie commemorative, militari e religiose, esplorando l’universo filatelico, tra francobolli che raccontano frammenti storici, unici ed irripetibili e cartoline che raffiguravano bellezze architettoniche e artistiche da tutto il mondo.

    Un’esperienza unica e rara per ispirare le menti, apprendere nozioni storiche, geografiche,economiche e scientifiche, grazie alla presenza di esperti studiosi e periti provenienti da ogni Regione d’Italia.

    Guardando al passato si possono trovare stimoli e riflessioni utili per cambiare gli stili di vita, dando significati nuovi a una realtà moderna destinata a non lasciare il segno.

     

    Sabato 22 giugno sarà presente Poste Italiane con servizio filatelico temporaneo dalle ore 9 alle 13

    Emissione di annullo speciale, Folder con cartoline a tiratura limitata, in occasione del 25° anniversario della fondazione del Circolo “ Tempo Libero ” e della 50° Edizione della manifestazione di Castellammare di Stabia.

     

    Dove:

    Accademia il Gusto di Imparare

    Fondazione Maria Fanelli Onlus

    Corso Alcide De Gasperi 327

    Castellammare di Stabia (Napoli)

    Sito: www.fondazionemariafanelli.it

  • Allievi DIEFFE tra le stelle: Al Salone dei Sapori showcooking sul palco dei VIP per gli studenti di Cucina

    Dall’8 al 12 di Maggio a Palazzo della Ragione e nelle due piazze limitrofe, Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta, il primo food festival patavino, il Salone dei Sapori. Tra gli ospiti grandi nomi della Cucina Italiana, quali Antonino Cannavacciuolo e la famiglia Alajmo.
    In scena Domenica 12 maggio gli studenti del Corso per la Qualifica di Cuoco guidati dallo Chef e Docente Samuele Beccaro.

    Domenica 12 Maggio, durante la manifestazione Il Salone dei Sapori, tra la premiazione della famiglia Alajmo come eccellenza di Padova nel mondo della cucina e l’intervento dello chef stellato e pluripremiato, giudice televisivo di Masterchef Antonino Cannavacciuolo, gli allievi di DIEFFE del corso per la Qualifica di Cuoco affiancheranno lo Chef e Docente Samuele Beccaro in uno show cooking dal titolo Slow Taste.

    Slow taste: le eccellenze del territorio si fondono agli ingredienti mediterranei

    Ore 13:00 di Domenica 12 Maggio, sul palco di Piazza delle Erbe, al fianco di Samuele Beccaro, gli allievi DIEFFE si cimenteranno nella preparazione di un risotto dallo sguardo rivolto al territorio ma anche alla valorizzazione degli ingredienti mediterranei: Vialone Nano stagionato 22 mesi, baccalà confit all’anice stellato, basilico e fichi secchi

    Partendo da un piatto tradizionale veneto, il risotto al baccalà, i futuri chef si cimenteranno in una ricetta contemporanea che mira all’evoluzione della cucina tradizionale veneta. Il piatto che presenteranno nasce dalla volontà di valorizzare i prodotti del territorio, utilizzando due ingredienti alla base della cultura gastronomica del Veneto, ovvero il Riso e il Baccalà.

    Riso De Tacchi 22 mesi, perfetto per amplificare le caratteristiche organolettiche del prodotto, e il baccalà, eccellenza della cucina veneta, connubio tra passato e presente. Dall’Italia il basilico di Genova, pestato come da tradizione in un mortaio in granito, i fichi essiccati al sole di Sicilia e l’anice stellato.

    Riconosciuto come il non plus ultra della proposta didattica, il Corso per la Qualifica di Cuoco DIEFFE è giunta quest’anno alla 137°edizione in Veneto.

    DIEFFE, pioniera nello scenario Europeo di formazione rivolta agli adulti realizza un percorso strutturato, di 600 ore suddivise tra Didattica e Stage in versione full-immersion dal lunedì al venerdì oppure serale infrasettimanale per gli occupati, rivolto a tutti coloro che desiderano entrare nel mondo della ristorazione pur non avendo un percorso di studi “Alberghiero” alle spalle.

    Il Corso viene realizzato in tutte le sedi del Veneto: Padova, Verona, in provincia di Venezia a Spinea, a Valdobbiadene e nel vicentino, a Lonigo. Si aggiungono le sedi  di Pordenone e Bologna. Gli allievi, provenienti in buona parte dal Veneto e per il 40% dal resto d’Italia sono sempre più eterogenei per età, vocazione, scolarità, provenienza e nazionalità.

    Tutti sono accomunati però dal irrinunciabile passione per la cucina, che li porta, in età adulta, a scegliere di intraprendere un percorso di riqualificazione professionale con ambizione verso l’attività ristorativa, nelle sue più svariate forme.

    Ecco nascere esempi imprenditoriali tra i più diversi, dall’alta cucina allo street food, ed ex allievi (Alumni) guadagnare le prime pagine delle riviste specializzate in ogni angolo di mondo, molti infatti quelli impegnati all’estero in Paesi come Stati Uniti, Australia, Brasile, Vietnam, Spagna, Repubblica Ceca, Inghilterra, Germania, Francia, Norvegia e Lituania.

    Samuele Beccaro, Chef docente nonché finalista Bocuse d’Or

    Samuele Beccaro, Chef Docente della didattica laboratoriale dell’Accademia delle Professioni DIEFFE e Consulente per il comparto dedicato ai servizi alle aziende, tra le esperienze professionali, vanta importanti ristoranti della cucina nazionale e internazionale. Partendo dal vecchio continente, Parigi, passando per Londra, Monaco di Baviera, Zurigo e Los Angeles, torna in Italia passando dal Four Seasons di Milano. Torna poi nelle zone d’origine per gestire la cucina de La Ragnatela di Mirano.

    La filosofia culinaria di Beccaro si caratterizza per una cucina attenta al territorio, ma allo stesso tempo all’innovazione e alla ricerca.

    Domenica 12 Maggio, assieme agli studenti del Corso per Cuoco DIEFFE, mostrerà com’è possibile rinnovare ricette locali, alla base di una lunga tradizione gastronomica, senza per forza stravolgerle. Adeguandosi ai tempi, alla stagionalità e alle più solide tradizioni del territorio, utilizza creatività e tecniche di lavorazione evolute, proponendo una ristorazione contemporanea ma allo stesso tempo sempre riconoscibile.

    L’evento si inserisce nella giornata clou della kermesse “Il Salone dei Sapori” evento celebrativo nazionale per questo storico luogo, Palazzo della Ragione, simbolo di Padova candidato a entrare nella World Heritage List UNESCO in occasione degli 800 anni dalla sua costruzione.

  • Giordano Morganti – Se fossimo anche noi così famosi

    Giordano Morganti - Se fossimo anche noi così famosi - Monza

    “Se fossimo anche noi così famosi” è la personale del fotografo Giordano Morganti che inaugurerà venerdì 24 maggio presso la Galleria Civica di Monza.

    La mostra, curata da Carlo Micheli e patrocinata da Comune di Monza, sarà fruibile fino a domenica 7 luglio 2019.

     

    La previsione di Andy Warhol, secondo la quale tutti avranno in futuro diritto ad un quarto d’ora di notorietà, deve ancora avverarsi.

    Nel frattempo ci contentiamo di questo incontro faccia a faccia con personaggi famosi, immortalati dallo sguardo penetrante di Giordano Morganti: Attori celebrati, top model, campioni dello sport, artisti di vaglia, icone del nostro tempo.

    “Paradossalmente è più difficoltoso fotografare un attore che non una persona qualunque, presa dalla strada, perché l’abitudine a posare, a stare di fronte ad un obiettivo, conferisce agli scatti un sapore “artefatto”, la qual cosa impone al fotografo di lacerare la maschera creata dalla consuetudine e scavare in profondità, fino a fare emergere la personalità “privata” dei VIP”.

    Ornella Muti fotografato da Giordano Morganti
    Ornella Muti fotografato da Giordano Morganti

    Nelle foto di moda si esaspera invece la capacità delle modelle di assumere atteggiamenti spesso innaturali, che facciano risaltare l’abito indossato e la personalità di chi lo indossa.

    Trasformare le modelle in manichini asettici è far torto alla loro sensualità, all’essenza stessa della femminilità e, in fin dei conti, anche alle creazioni indossate.

    Questi scatti ormai storici contribuiscono alla creazione del mito, sono come dei ritratti di Dorian Gray all’incontrario, dove l’immagine vive incorrotta e incorruttibile nel tempo, mentre il corpo invecchia inesorabilmente.

    Per questa mostra si è scelta una formula espositiva che privilegia la semplicità, il minimalismo. E’ ormai una scelta ricorrente quella di stampare le fotografie su supporti poveri, rinunciando all’alta qualità per moltiplicare quantitativamente le proposte.

    La mostra diviene così un’estensione del catalogo, da cui scegliere le immagini preferite, decidendo il supporto, le misure, il tipo di carta, l’eventuale incorniciatura.
    Le immagini, stampate su grandi strisce di carta, risultano dunque come enormi provini di stampa, mantenendo il fascino delle sequenze e degli accostamenti.

    Roberto Bolle fotografato da Giordano Morganti
    Roberto Bolle fotografato da Giordano Morganti

     

    Cenni biografici

    Giordano Morganti è nato a Milano nel 1956.

    Il suo ricco curriculum mostra la carriera di un fotografo di fama internazionale, collaboratore di riviste di grande prestigio, noto principalmente per i ritratti di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e per le sue numerose ricerche. All’età di nove anni si appassiona alla fotografia e nel 1973 decide di diventare “artista – fotografo”.

    Inizia così un percorso di successo che porterà i suoi scatti a essere presenti sulle riviste e nelle gallerie d’arte nazionali e internazionali. Morganti espone a Milano, Roma, Palermo, Genova, Torino, Mantova, ma anche a New York, Berlino, Barcellona, Pechino e Parigi, solo per ricordare alcune mostre. Giordano Morganti ama fotografare le diversità, le ingiustizie, il disagio.

    Egli si è avvicinato alla fotografia spinto dalla voglia di scoprire il mondo, andando oltre la superficialità: “quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”.

    La missione del fotografo, dice Morganti, è “fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”. Questa è la cifra dell’artista: un professionista che indaga la realtà che lo circonda, puntando a cogliere gli aspetti più intimi dell’animo umano, distillandoli tramite uno sguardo, una postura, una tensione.

    Massimo Troisi fotografato da Giordano Morganti
    Massimo Troisi fotografato da Giordano Morganti

    Titolo: Se fossimo anche noi così famosi
    Genere: Mostra personale di fotografia
    Artista: Giordano Morganti
    Curatela: Carlo Micheli
    Luogo: Galleria Civica
    Indirizzo: Via Manfredo Camperio 1 – 20900 Monza
    Inaugurazione: Venerdì 24 Maggio alle 18.00
    Durata: 24 Maggio | 7 Luglio 2019
    Progetto: Comune Di Monza
    Info: [email protected] – 039366381
    Orari: Da Martedì a Venerdì: 15.00 – 19.00
    Sabato e Domenica: 10.00 – 13.00 | 15.00 – 19.00
    Mediapartner: Frattura Scomposta

    Keith Haring fotografato da Giordano Morganti
    Keith Haring fotografato da Giordano Morganti
  • Pro Biennale: alla scultrice romana Paola de Gregorio il Premio Biennale Sgarbi 2019

    Domenica 5 maggio si è rivelata una giornata doppiamente significativa per la scultrice Paola de Gregorio, originaria di Roma. L’artista, che espone a Venezia, allo Spoleto Pavilion in calle dei Cerchieri 1270, ha partecipato all’inaugurazione di Pro Biennale, mostra presentata dal prof. Vittorio Sgarbi e organizzata dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes.

    In questa sede, situata vicino al Museo Leonardo da Vinci, Paola de Gregorio è stata insignita del Premio Biennale Sgarbi 2019 al cospetto di un pubblico interessato e d’eccezione. Presenti infatti alla cerimonia l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, la giornalista Antonietta Di Vizia della RAI, il direttore d’orchestra Silvia Casarin Rizzolo che collabora con il Teatro La Fenice, il fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la communication manager Daniela Testori, mons. Mapelli, arcivescovo della Chiesa Ortodossa e Patrick di Striscia La Notizia.

    Riconosciuta “per il talento e la sensibilità che emergono dalla sua produzione artistica”, la scultrice può così arricchire il già curato curriculum di un’ulteriore prestigiosa esperienza. Dopo aver frequentato lo studio di Pericle Fazzini e l’Accademia di Belle Arti di Roma, Paola de Gregorio ha pensato di completare lo studio dell’anatomia con una laurea in Scienze biologiche presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha esposto quindi in Italia, con il patrocinio di Comune, Provincia, Regione o Beni Culturali, e all’estero (Lisbona, Vienna, Zagabria, Belgrado, Atene, Salonicco e Zurigo sono alcune delle città da lei toccate) con il contributo del Ministero degli Esteri.

    Suoi sono inoltre diversi lavori d’arte sacra tesi al rinnovamento dell’iconografia religiosa, come quelli presenti nella chiesa della S. Famiglia di Roma o nell’antica cattedrale di Fermo. È consulente artistico di gruppi di lavoro per la ristrutturazione di chiese italiane e, nel corso della sua attività, ha ricevuto numerosi attestati di stima da critici come Apuleo, Strinati, da maestri come Giacomo Manzù e Pericle Fazzini. Dal 5 maggio va quindi ad aggiungersi a questo autorevole elenco di meriti il Premio Biennale Sgarbi 2019.

    Le sue sculture iosonoiodevo e Mater fancella presenti in Pro Biennale rimarranno esposte allo Spoleto Pavilion fino a lunedì 27 maggio, visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure consultare il sito www.spoletoarte.it.

  • Gli incontri con Maria Rita Parsi e Silvana Giacobini alla Scuola Grande di San Teodoro

    Continuano gli appuntamenti di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi nel contesto della mostra Pro Biennale, allestita  fino al 27 maggio 2019 allo Spoleto Pavilion (Calle dei Cerchieri 1270, Venezia) e alla Scuola Grande di San Teodoro (Campo San Salvador 4810, Venezia). In particolare, sono da segnare in agenda l’incontro con la nota scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi e con la celebre giornalista Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna». Entrambi gli eventi, organizzati dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes e da lui presentati, si terranno nella prestigiosa sede della Scuola Grande di San Teodoro, situata a pochi passi dal Ponte di Rialto.

    A partire dalle 16 di venerdì 24 maggio Maria Rita Parsi tratterà il tema dell’arte terapia, approfondendone i benefici e analizzando i motivi che inducono nella società a un approccio più consapevole a questa disciplina. Silvana Giacobini invece giungerà nella storica location domenica 26 maggio e, a partire dalle 16, presenterà qui il suo ultimo libro dedicato a uno dei mostri sacri del cinema e della televisione italiana. Con Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana, si concluderà la rassegna di arte contemporanea realizzata in concomitanza della Biennale d’Arte e definita dal prof. Vittorio Sgarbi come “l’unica Biennale vera, che è la Biennale della libertà e della creatività della proposta”. Questo perché: «la possibilità di esprimersi attraverso l’arte oggi è un lusso per pochi che non si basa su nessuna regola, men che meno sulla meritocrazia. La Biennale è la rappresentazione di come si tutelino pochi eletti a discapito della numerosissima produzione italiana contemporanea. Per compensare questo dislivello ho ritenuto opportuno dare spazio a tutti gli artisti pensando a un dizionario a loro dedicato. Anche l’idea di Pro Biennale guarda in questa direzione: dare maggiore spazio possibile all’espressione di se stessi».

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • “Il dono del sangue”: premiati i vincitori del 12° concorso in memoria della maestra Alba Negri

    È giunto alla dodicesima edizione il concorso “Il dono del sangue” promosso da Avis Comunale di Bergamo, in collaborazione con il gruppo Avis Celadina, in memoria della maestra Alba Negri e riservato alle classi di 5ª elementare.

    Anche quest’anno sono stati coinvolti moltissimi studenti della città di Bergamo, chiamati a esprimere con creatività un messaggio ispirato al concetto del dono, vero cuore del mondo Avis.

    Quarantaquattro elaborati valutati dalla commissione esaminatrice composta da Marco Bosatelli, Vice Presidente AVIS Comunale Bergamo, Fernanda Canzi, Consigliere AVIS Comunale Bergamo, Alessia Corsini e Silvia Foresti, Segretarie AVIS Comunale Bergamo, Massimo Belometti, Rappresentante AVIS Comunale Bergamo, Eleonora Zana, Vice direttore didattico Scuola Primaria, Maria Grazia Furma, Docente scuola primaria, che ha tenuto conto dell’effetto visivo immediato dell’immagine, dell’originalità del contenuto, della modalità di trasmissione del messaggio e della chiarezza grafico-pittorica.

    Ad aggiudicarsi il primo premio e un buono da 250 euro per l’acquisto di libri, la classe 5ª A della Scuola “Papa Giovanni XXIII” di Monterosso, grazie ad un cartellone il cui slogan e l’immagine sorridente – secondo la commissione – trasmettono la felicità di chi dona.

    Al secondo posto la classe 5ª dell’istituto Bambin Gesù (buono da 200 euro) perché ha rappresentato come un donatore può diventare un eroe per chi è ammalato e ha bisogno di una trasfusione. Al terzo posto (buono da 150 euro), le classi 5ª A della Scuola de Amicis, che hanno raffigurato l’intreccio tra il cuore di chi dona e di chi riceve.

    Sono state premiate a pari merito con un buono da 100 euro le classi quinte degli istituti Calvi, De Amicis, Gabriele Rosa, Locatelli e Manzoni del Villaggio Sposi.

    Il buono da 80 euro è andato ex aequo alla scuola Dante Alighieri di Orio al Serio, all’Istituto Palazzolo di Torre Boldone, alla Scuola Diaz, all’Istituto delle Suore Sacramentine e alla Scuola Manzoni.

    Per i colori utilizzati che evidenziano il messaggio d’amore trasmesso dall’AVIS è stato deciso di premiare come classe segnalata, la classe 5ª A B C della scuola Calvino, che si è aggiudicata la “targa partecipazione Famiglia Negri” e un buono di € 100 per acquisto libri.

    “Non è mai facile per la commissione scegliere l’elaborato vincente, – ha dichiarato Roberto Guerini, Presidente di Avis Comunale Bergamo – ogni anno le classi partecipanti sono moltissime e la qualità del lavoro è sempre alta. Siamo molto soddisfatti perché questo concorso ci permette di spiegare ai più piccoli l’importanza della donazione di sangue. Per loro, i donatori diventano dei veri e propri eroi, e questo per noi è un messaggio bellissimo. Questi bambini sono il futuro di AVIS e – grazie a questo concorso – entrano in contatto con una realtà che aiuta ogni giorno migliaia di persone. Sono tutti dei vincitori perché realizzando queste opere comprendono il valore del dono e dell’aiuto reciproco”.

  • “Note in galleria” nel cuore di Milano per sensibilizzare su emergenze sociali

    Stimolare in grandi e piccini, turisti e milanesi, lo spirito dell’impegno civile. Con questo obiettivo venerdì 24 maggio, al centro dell’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, risuoneranno note di solidarietà. Su iniziativa del Distretto Rotary 2041 (Milano Metropolitana) si svolgerà “Note in Galleria”, una maratona musicale con i giovani musicisti di alcuni delle più autorevoli istituzioni musicali.

    Un grande concerto di solidarietà che incanterà i passanti grazie alla maestria dei giovani musicisti dell’Accademia Teatro alla Scala, dei Conservatori di Milano, Brescia, Torino, Novara, della Svizzera Italiana, del CMT di Cambiago, dell’Orchestra da Camera dell’Università Bicocca di Milano. Giovani in cui il Rotary crede e che supporta concretamente nella loro formazione, dando l’opportunità di esibirsi su un palcoscenico diffuso e di fronte a una platea estesa e diversa.

    Il tutto con la direzione artistica dell’illustre violinista Matteo Fedeli, uno dei fondatori dell’Orchestra Nazionale del CISOM e del progetto Suoni d’Autore, la cui missione artistica è portare la voce degli strumenti dei celebri liutai cremonesi Amati, Stradivari e Guarnieri al grande pubblico, attività patrocinata dal Senato della Repubblica e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

    Gli artisti suoneranno dalle 12 alle 23, alternando generi e stili per dar vita a una nuova sinfonia ispirata a comunità più aperte, più libere, più consapevoli e, soprattutto, più coese.

    «Un palcoscenico d’effetto e “inusuale” che permette ai ragazzi, supportati nella formazione dal Rotary, di esibirsi proponendo brani di vari generi e stili, mostrando cosa viene insegnato e le competenze acquisite dagli studenti delle scuole musicali – sottolinea Franz Muller, Governatore del distretto Rotary 2041 -. Allo stesso tempo l’iniziativa permette di avvicinare le persone al Rotary, far conoscere i suoi valori ed alcuni dei suoi numerosi progetti eseguiti dai Club, innanzitutto a favore dei giovani, in tema di formazione, salute e ambiente, come il progetto avviato quest’anno nelle scuole milanesi per sensibilizzare contro lo spreco alimentare. Tutto questo avverrà sia con la presenza di Rotariani sul posto, sia con dei manifesti su diverse strutture collocate a contorno dei musicisti, che illustreranno le nostre attività».

    LA MOSTRA

    Note in Galleria” sarà il culmine di una mostra che dal 14 al 22 maggio lungo corso Vittorio Emanuele inviterà a riscoprire il piacere della sosta e della riflessione: un momento di pausa dai ritmi che tanto rendono unico il cuore di Milano, per pensare a ciò che può fare davvero del mondo un luogo migliore.

    In esposizione progetti concreti e dal forte impatto sociale, su cui il Rotary è impegnato, come: End Polio, con cui il Rotary dal 1988 ha contribuito a ridurre del 99,9% i casi di polio in tutto il mondo; Spreco Alimentare, la campagna promossa con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni alle tematiche del food waste; Virgilio, il progetto di tutoraggio volontario a favore della Nuova Imprenditoria; RYLA, il programma che sviluppa nei giovani le qualità di leadership, il senso di responsabilità civica e la crescita personale. Ancora: i tanti progetti di etica e civismo attivati nelle scuole, i programmi di aiuto in favore dei più piccoli, le Winter School, l’impegno nel sostenere la ricerca nel campo dell’oncologia pediatrica, le attività di sicurezza stradale e l’Unità mobile sanitaria, il progetto Musicalmente Rotary (con il ricavato interamente devoluto alla Onlus Progetto Fenice), il progetto Master & Job che supporta i giovani con borse di studio per l’alta formazione e il Campus, organizzato per consentire a ragazzi con diverse patologie di vivere una settimana di vacanza tutti insieme.

    Un intero universo fatto di persone che si impegnano volontariamente per contribuire in maniera concreta a ridurre le povertà, sostenere l’istruzione e migliorare la salute delle comunità mondiali.

  • Unibg: al via le celebrazioni per il VII centenario dantesco

    L’Università degli Studi di Bergamo, in vista del settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri (1321-2021), organizza una serie d’incontri ed iniziative – aperte a tutti – volte a celebrare l’opera e la figura del Poeta, dalla gioventù fino alla Divina Commedia.

    Il primo incontro si terrà giovedì 16 maggio a partire dalle ore 9.30 presso la sede universitaria di via Salvecchio 19 (aula 1). L’evento è organizzato dal Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università degli Studi di Bergamo, con il Coordinamento del Prof. Marco Sirtori, in collaborazione con il Comitato di Bergamo della Società Dante Alighieri, e sarà dedicato alle tradizioni, alle traduzioni e alle rivisitazioni delle opere di Dante in un ricco viaggio tra discipline, epoche e diversi metodi d’indagine.

    In seguito ai saluti del Rettore, Remo Morzenti Pellegrini, e del Direttore di Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere, Rossana Bonadei, interverrà Enzo Noris, Presidente del Comitato di Bergamo della Società Dante Alighieri che coordinerà la prima sessione, in cui interverranno Rino Caputo (Università di Roma “Tor Vergata”), Giuseppe Marrani (Università per Stranieri di Siena), Paolo Rigo (Università di Roma Tre), e Luca Carlo Rossi (Università di Bergamo), in un dialogo tra fonti, esegesi e auto esegesi, dalle opere minori alla Divina Commedia, con particolare attenzione alla Vita Nuova e alle Rime.

    Alle ore 14.30 prenderà il via la seconda sessione presieduta da Riccardo Viel, dell’Università di Bari “A. Moro”, con interventi di Giuseppe Noto (Università degli Studi di Torino), Fabrizio Brena (Universität Tübingen), Giorgio Calogero Priolo (Università per Stranieri di Siena), Thomas Persico (Università degli Studi di Bergamo) e Marco Sirtori (Università degli Studi di Bergamo). Il pomeriggio sarà dedicato alle edizioni mancate delle opere minori, come nel caso dei progetti di Erasmo da Rotterdam per la Monarchia e di Ludovico Antonio Muratori per la Vita Nuova, e proseguirà con interventi relativi a indagini storico-letterarie e lessicali e allo studio della fortuna di Dante nelle traduzioni europee moderne e contemporanee.

    Le linee di ricerca compresenti in questo incontro di studio disegnano la prima tappa del progetto triennale dell’Università degli Studi di Bergamo interamente dedicato alla celebrazione di uno dei poeti fondativi non solo della poesia e della cultura italiana, ma anche della letteratura di tutti i tempi.

     

    Per informazioni e programma: www.unibg.it

  • Milano Art Gallery proroga la mostra antologica su Dario Fo curata da Sgarbi e Nugnes

    La mostra antologica in ricordo del geniale Dario Fo, curata dal prof. Vittorio Sgarbi e dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, inaugurata giovedì 18 aprile continua a destare l’interesse di numerosi visitatori. Per questo motivo la storica galleria ubicata in via Alessi 11, nel cuore di Milano, ha deciso di prorogare la rassegna fino a venerdì 24 maggio 2019. L’evento ha visto alternarsi nel prendere la parola, nel giorno della kermesse, diversi ospiti illustri, tra cui lo stesso Roberto Villa, fotografo di fama internazionale amico di Dario Fo e di Pier Paolo Pasolini, autore di molti degli scatti esposti alla Milano Art Gallery ritraenti il premio Nobel all’opera. Ma hanno portato il loro prezioso contributo all’evento anche il console onorario di Panama a Milano Claudia Granati Buccellati, Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori, il critico d’arte, ex-direttore Padiglione Italia alla Biennale di Venezia Giorgia Cassini, il biologo Tancredi Militano, esperto di Neuroscienze, Etologia Umana, Intelligenza Emotiva e Linguaggio non verbale, Gianni Ettore Marussi, già giornalista di TgCom, il direttore di Triennale Fotografia Italiana Luigi Gattinara e l’assessore Lorenzo Lipparini.

    Alla galleria che da oltre cinquant’anni ospita conferenze, incontri ed esposizioni dei grandi dell’arte e del mondo della cultura e dello spettacolo si potrà visitare per altre due settimane la mostra allestita in memoria di un artista a tutto tondo, in onore del cinquantesimo di Mistero Buffo, una delle sue opere teatrali più rinomate e studiate. Godranno perciò di una maggiore visibilità anche le opere di tre artisti contemporanei di grande talento, che qui espongono le loro opere in occasione di questo prestigioso allestimento: Rosanna Cecchet, Daniele Digiuni e Mimmo Emanuele.

    Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 02 7628 0638, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Save the date: 13 maggio 2019, Press day d’inaugurazione della Settimana della celiachia presso Il Mondo delle Intolleranze

    Il Mondo delle Intolleranze, associazione fondata da Tiziana Colombo alias Nonna Paperina, in occasione della Settimana della celiachia invita la stampa al Press day d’inaugurazione della rassegna. L’appuntamento è per il 13  maggio, alle ore 11 presso la sede in via delle industrie, 24, a Basiano (Mi).
    In apertura della Settimana della celiachia, in cui si terranno vari seminari e workshop, Il Mondo delle Intolleranze ha infatti deciso di aprire le sue porte ai giornalisti per presentare la sua storia, la sua mission e cosa significhi celiachia oggi attraverso due interventi, rispettivamente di Tiziana Colombo e del nutrizionista Giovanni Montagna. A questi seguirà il Light Lunch senza glutine a cura dello chef Daniele Zennaro del Marciano Excelsior di Venezia.

  • Il Giardino botanico “G.E. Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS) celebra il “Fascination of Plants Day 2019”

    Immaginate gli orti come tante piccole lampadine, pronte ad accendersi contemporaneamente, sabato 18 maggio, illuminando un mondo a vocazione green. È la magia del Fascinations of Plants Day, la festa internazionale del fascino delle piante, di cui sarà protagonista anche la Rete degli Orti Botanici della Lombardia.

    La giornata ha l’obiettivo di avvicinare quante più persone possibili allo straordinario mondo delle piante, facendo conoscere l’importanza della ricerca nel settore. In tutta Italia laboratori, orti botanici, enti di ricerca, musei e scuole apriranno le porte al grande pubblico per far conoscere le piante in tutti i loro aspetti. E così faranno anche i 7 orti aderenti alla Rete degli Orti Botanici della Lombardia: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”, il Giardino Botanico Alpino “Rezia” di Bormio, gli Orti Botanici milanesi di Brera e Città Studi, l’Orto Botanico di Pavia, il Giardino Botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS) e Villa Carlotta Museo e Giardino Botanico a Tremezzina (CO).

    Per info su tutti gli appuntamenti del Fascinations of Plants Day 2019 https://reteortibotanicilombardia.it. Stay tuned!

    APPUNATMENTI ORTO BOTANICO “G.E. GHIRARDI” DI TOSCOLANO MADERNO (BS)
    via Religione, 25 – Toscolano Maderno (BS) – apertura: 10.30 – 13.00; 14.30 – 17.00

    Ingresso libero

     

    VENERDI 17 MAGGIO 2019

    10.45 -11.00
    Orto Botanico “G.E. Ghirardi” – una storia inusuale, con Gelsomina Fico
    11.00 – 13.00
    La teoria, in pratica – cerchiamo sul campo quello che finora abbiamo visto solo nei libri, con Chiara Mizzotti, Dipartimento di Bioscienze, Università degli Studi di Milano.
    Alla ricerca di famiglie, generi e specie – Il labirinto dell’orto, con Gelsomina Fico.
    14.30 – 18.00
    Anche le piante hanno una carta d’identità – come riconoscerle ovunque, con Claudia Giuliani.

    Quei geni dei fiori – anche le piante hanno il DNA, con Chiara Mizzotti – Dipartimento di Bioscienze, Università degli Studi di Milano.

    Un pomeriggio da ricercatori – fare ricerca in Orto con Gelsomina Fico, Claudia Giuliani, Martina Bottoni, Fabrizia Milani

    21.00 – 22.30
    Esplorazione sensoriale dell’Orto in notturna – quello che gli occhi non vedono a cura di Gelsomina Fico, Claudia Giuliani, Martina Bottoni, Fabrizia Milani.

     

    SABATO 18 MAGGIO 2019

    10.45 -13.00
    Un viaggio nel mondo del tè – percorso di degustazione con Francesco Saverio Robustelli – Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università degli Studi di Pavia
    11.00 – 13.00
    Lamiaceae – le famiglie fuori dall’aula, con Claudia Giuliani

    11.00 – 13.00

    Il Luppolo, solo birra? – uso moderno di un ingrediente antico con Laura Santagostini – Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Milano
    14.30 – 17.00
    Sketching con Renata – fiori e frutti in bella mostra, con Renata Barilli – illustratrice botanica

  • Il Premio Canaletto a Venezia: la cerimonia e la mostra inaugurata alla presenza dei vip

    Torna a Venezia il Premio Canaletto, indetto da Spoleto Arte nell’intento di selezionare gli artisti più meritevoli di attenzione del panorama artistico italiano e non. Nel contesto della Biennale d’Arte, alle 18 di giovedì 30 maggio verrà inaugurata la relativa mostra con una cerimonia di premiazione allo Spoleto Pavilion e si brinderà ai futuri progetti degli artisti insigniti del premio. Situata a pochi passi dal Museo Leonardo da Vinci, in Calle dei Cerchieri 1270, la location espositiva ospiterà nel giorno del vernissage la giuria del Premio Canaletto.

    Il riconoscimento porta infatti i contributi della direttrice d’orchestra Silvia Casarin Rizzolo, che collabora con il Teatro La Fenice, del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, di Giuseppe La Bruna, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, della communication manager Daniela Testori, del direttore della Triennale Fotografia Italiana Luigi Gattinara e del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte e curatore della mostra.

    Continua perciò nel solco della mostra Pro Biennale presentata da Vittorio Sgarbi, inaugurata lo scorso 5 maggio allo Spoleto Pavilion e alla Scuola Grande di San Teodoro, l’idea di ricerca di talenti emergenti o già affermati nel campo dell’arte, osservato a 360°. Le opere di pittura, scultura e fotografia selezionate per il Premio Canaletto rimarranno così esposte fino al 22 giugno 2019 e potranno essere ammirate nella moderna location tutti i giorni dalle 10 alle 19. L’ingresso è libero.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 73398297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • SCRINIUM, STORIA DELLA SOCIETA’ CHE PUBBLICA I DOCUMENTI DELL’ARCHIVIO SEGRETO VATICANO

    Dal processo ai Cavalieri Templari alla richiesta di “divorzio” di Enrico VIII: i documenti più importanti della storia tornano in vita nel Veneziano. Il presidente, Ferdinando Santoro: “Riproduzioni perfette, il nostro obiettivo è rendere fruibili opere eterne”. A Torino il prossimo 14 giugno si mette in mostra il testamento di Marco Polo

    Nel corso della storia sono stati stampati milioni di libri e scritti documenti di ogni genere. Alcuni di questi hanno un valore enorme, sono architravi culturali sui quali si basa la nostra civiltà. Ebbene, se esistono ancora, queste “carte” che travalicano il tempo sono spesso difese in archivi segreti, in preziosi caveau dove solo pochissime mani elette, quelle dei conservatori e di una selezionatissima schiera di intellettuali, possono ancora sfogliarle. Il rischio di danneggiarli è infatti altissimo.

    Per questo, nel 2000, è nata Scrinium, organizzazione culturale che oggi ha sede in una stupenda villa che si affaccia sul Terraglio, a Mestre. Il presidente è Ferdinando Santoro, tra i pochissimi ad ottenere la fiducia dei maggiori enti conservatori del mondo, basti pensare che l’azienda è titolare di un mandato fiduciario esclusivo, conferito dalla Prefettura dell’Archivio Pontificio, per la realizzazione, la diffusione e la promozione internazionale dei documenti custoditi all’interno dell’Archivio Segreto Vaticano. Ma non solo. Nel tempo, Scrinium è stata scelta anche dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e dal Sacro Convento di San Francesco in Assisi per la riproduzione scientifica di preziosissimi manoscritti.

    “Il nostro lavoro è vasto”, spiega Santoro. “Iniziamo col restauro conservativo, spesso raccogliendo informazioni inedite sulla storia del documento. E arriviamo alla creazione di un clone, in ogni dettaglio perfettamente conforme all’originale, ottenuto attraverso un intenso e minuzioso lavoro di ricerca paleografica e ripetuti rilievi e analisi sulla struttura bio-chimico-fisica del reperto storico. L’attività di ricerca scientifica sul materiale-fonte viene condotta da un team di studiosi ed esperti. Le istituzioni conservatrici, alla conclusione del processo, rilasciano un documento di certificazione ufficiale”.

    Tra i reperti che Scrinium ha riportato alla luce, vanno citati la bolla “Antiquorum habet fidem” per l’indizione del primo giubileo con Bonifacio VIII, le pergamene degli atti integrali del processo ai Cavalieri Templari (1308), la supplica dei pari d’Inghilterra a Papa Clemente VII con richiesta di annullamento del matrimonio di Enrico VIII con Caterina d’Aragona (1530), ma persino gli unici scritti autografi superstiti di San Francesco.

    Fino all’ultimo lavoro, realizzato in collaborazione col Ministero dei Beni Culturali e la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia: il testamento di Marco Polo del 1324, che sarà presentato il prossimo 14 giugno a Torino nei saloni di Palazzo Madama in contemporanea alla mostra “Marco Polo Segreto” ospitata dal vicino Museo d’Arte Orientale. “Si tratta di una pergamena di buona fattura e oggi in discrete condizioni di conservazione – conclude Santoro – su cui il celebre viaggiatore veneziano Marco Polo, dal letto di morte, volle che fossero trasferite le sue ultime volontà. Un capolavoro che vale la pena di ammirare”.

     

    Ufficio stampa Pk Communication / [email protected]

  • Beautifulminds presenta Il Forum dei Talenti 2019

    Realizzare l’impossibile”: è questo il tema del “Forum dei Talenti”, giunto nel 2019 alla terza edizione, che si terrà all’Hotel Crowne Plaza di Linate, Milano. L’evento formativo, organizzato da Beautifulminds, sarà dedicato a sviluppare la capacità di raggiungere obiettivi ambiziosi e attuare un’efficace strategia per affrontare con successo tutte le sfide, attivando la motivazione e tutte le risorse necessarie fino a “tagliare il traguardo”. Un percorso formativo che vedrà la partecipazione di ospiti d’eccezione come Bebe VioPaolo Nespoli Walter Rolfo.

    Con i suoi successi sportivi, la schermitrice Bebe Vio è forse la migliore testimonial della capacità di “realizzare l’impossibile”. Le sue medaglie, prima tra tutte l’oro ai Giochi Paralimpici di Rio 2016, hanno emozionato e reso orgogliosi tutti gli italiani. E non è ancora finita, perché all’orizzonte ci sono i Giochi Paralimpici di Tokyo 2020.

    Autore del libro «L’arte di realizzare l’impossibile», Walter Rolfo è esperto in processi percettivi. Il suo essere allo stesso tempo coach, ingegnere e illusionista appassionato di magia gli consente di creare percorsi sempre nuovi e inesplorati.

    Il “sogno impossibile” di Paolo Nespoli era lo spazio: sogno raggiunto all’età di 50 anni, quando ha volato come specialista di missione a bordo dello Space Shuttle Discovery con il volo STS-120 per la Stazione Spaziale Internazionale.

    Per informazioni sul Forum dei Talenti 2019 è possibile visitare il sito https://www.bmformazione.it/evento-forum-dei-talenti-2019/

  • ALBERTO SCHIAVI E I QUATTRO VOLTI DELLA GIOCONDA AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

    Salone del Libro di Torino 2019:  domenica 12 maggio vedrà ufficialmente la luce la nuova fatica editoriale di Alberto Schiavi, “Della Gioconda Fertilità – i Quattro Volti della Gioconda”. Il curatissimo volume delle Edizioni MILLE, arricchito dalla postfazione del critico d’arte Maria Palladino, sarà presentato dallo storico Romolo Gobbi. Appuntamento nello stand degli editori del Piemonte, padiglione 3, R03 Q04, alle ore 15. L’autore interverrà spiegando i motivi della sua attenta ricerca che porta ad una nuova interpretazione della Gioconda e risponderà ai quesiti del pubblico.

    Libri Alberto Schiavi

    Le caratteristiche originali della nuova interpretazione della Gioconda

    Ma da cosa procede la nascita di questo libro? L’autore si accorse che alcuni dettagli della Monnalisa, uno in particolare, non erano stati rilevati dai numerosi interpreti e decifratori del noto dipinto. Tale “minuzia” ha la ventura di trovarsi sul bordo del quadro, sollecitando l’osservatore a vedere “oltre”, per coglierne la natura; al contempo crea un interrogativo sul significato che Leonardo potesse aver attribuito ad un particolare apparentemente superfluo, considerata anche l’esiguità spaziale della tela.

    La risposta al quesito parve affacciarsi quando Alberto Schiavi, leggendo la biografia di Leonardo di Serge Bramly, apprese un fatto tanto sorprendente quanto sconcertante: “Come la maggior parte dei suoi dipinti, anche la Gioconda ha subito i danni del tempo. Il pannello è stato mutilato da entrambi i lati di una striscia di circa sette centimetri: non sono più visibili le due colonne che inquadravano il paesaggio e che compaiono sia in antiche copie che nel disegno di Raffaello”.

    Fu dal quel momento che prese l’avvio la vera e propria indagine, da cui scaturirà la nuova interpretazione del dipinto. I primi passi procedettero ad una comparazione della Gioconda con le copie della stessa conservate in più musei del XVI e XVII sec., e soprattutto con la Gioconda del Prado, recentemente restaurata.

    Il fecondo raffronto permise di riconoscere la natura degli elementi paesaggistici, che nell’originale comparivano solo quali residui enigmatici Il secondo passo consistette nella retta interpretazione di tali dettagli, divenuti intelligibili dal punto di vista formale ma non sostanziale, cioè rientranti nell’economia del significato del quadro. Fu così che si rivelò la necessità di passare ad una lettura “dinamica” degli elementi figurativi, in particolare di quelli paesaggistici, secondo una processo che coglie la raffigurazione “dinamica” già utilizzata da Leonardo nell’Ultima Cena e portata alla sua massima espressione da Michelangelo. Essa fu suggerita all’autore dalla lettura dell’analisi fatta da Freud del Mosé di Michelangelo e suffragata da uno dei più grandi interpreti di Michelangelo, lo storico e critico d’arte De Tolnay. Schiavi dedica un capitolo intero a questo tema per chiarirlo bene al lettore (“Zitti, il paesaggio sussurra all’uomo”). In sintesi: è come se lo scultore e in questo caso il pittore riportasse sulla scena del quadro diversi elementi di uno stesso processo in successione cronologica, per farci capire com’era prima il soggetto e com’è diventato dopo, come in una successione di fotogrammi cinematografici. Ciò amplia le possibilità narrative dell’oggetto artistico svincolandolo da una staticità di stampo tipicamente medioevale. Infatti, come dimostrerà ampiamente  l’autore, ed è qui l’elemento decisivo che permetterà una completa rilettura del dipinto, Leonardo riporta nello sfondo retrostante la Gioconda due momenti diversi della storia geologica del paesaggio, collocandoli uno a destra e uno a sinistra di Monna Lisa dando l’idea di un’insanabile frattura del paesaggio … che non c’è! Ciò ha indotto gli interpreti più qualificati a considerare la Gioconda un dipinto non finito, oppure a identificare località reali, ma diverse: una lombarda e una toscana. Ma siccome l’evento “narrato” riguarda la storia geologica dei calanchi valdarnesi e il loro progressivo sfaldarsi e crollare, Leonardo userà l’idea del crollo come metafora della formazione e della trasformazione nel mondo della natura, per allargarla al mondo degli uomini,  e all’Italia del suo tempo che vide i Borgia, Savonarola, Ludovico Sforza cacciato dai Francesi, l’Anticristo di Signorelli… E al centro collocherà la deità femminile della Monna Lisa atta a riportare un certo ordine nel dialogo perenne tra due forze opposte e complementari perennemente operanti nella natura, e nella civiltà degli uomini che Leonardo traduce in simboli ermetici, i quali, ad una lettura dinamica, affiorano a gran copia nel quadro.

  • Intervista alla fotografa Maria Pia Severi in occasione della sua personale alla Milano Art Gallery

    Dall’11 al 25 maggio 2019 la fotografa modenese Maria Pia Severi esporrà alla Milano Art Gallery in via Ampère 102 (zona piazzale Loreto, MI) una serie di fotografie scattate nelle più belle città d’Italia, tra cui spicca Genova. Durante il vernissage, che si terrà alle 18 di sabato 11 maggio, la Severi presenterà il suo libro fotografico I colori di Genova con il direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, il direttore di Triennale Fotografia Italiana Luigi Gattinara e mons. Giovanni Mapelli, arcivescovo della Chiesa Ortodossa.

    In vista dell’evento ci siamo tolti qualche curiosità…

     

    1. I colori di Genova è uno splendido omaggio alla città. Qual era la sua impressione prima di entrarvi? E alla fine del suo tour?

     

    Quando sono andata nel 2013 era la prima volta che la visitavo per un periodo così lungo. Inconsciamente mi venivano alla mente le strofe della canzone “Genova” di Paolo Conte: “ma quella faccia un po’ così/quell’espressione un po’ così/che abbiamo noi prima di andare a Genova”. Suscitava in me un senso di dubbiosa melanconia…

    Una volta però arrivata a Genova, illuminata da uno splendido sole che colorava intensamente tutte le cose, mi è apparsa a dir poco bellissima e non me ne sarei più andata.

     

    1. So che è rimasta colpita soprattutto dalla gente, dalla sua ospitalità, che ha anche stretto amicizia con diversi abitanti dei carrugi. C’è un incontro che ricorda in modo particolare?

     

    Lungo i “carrugi”, gli stretti vicoli che attraversano Genova, e precisamente il Prè, definiti ancora zona degradata e pericolosa, era così tanta la gioia che traspariva dal mio volto e la determinatezza del mio procedere che riuscii a fare amicizia con un gruppo di immigrati che in parte mi scortarono nel mio tour.

    Fra i genovesi che mi contattarono di loro iniziativa ricordo in particolare una donna anziana che si fermò accanto a me mentre stavo ammirando, naso in su, un tabernacolo dedicato alla Vergine. La signora mi prese in disparte e mi confidò che un tempo chi si apprestava a partire su una nave per parecchi giorni, commissionava spesso, a seconda dei suoi gusti e delle sue finanze, la costruzione di un tabernacolo dedicato alla Vergine o ai santi, tabernacoli tutti situati in alto sulle vie e chiamati “edicole votive”. Aggiunse anche che a memoria d’uomo non vi sia stato un solo marinaio (fra quelli che fecero edificare tali edicole votive) che non sia poi tornato sano e salvo dal viaggio per mare.

     

    1. Una delle tappe obbligatorie per tutti: l’Acquario di Genova. Molti dei suoi scatti sono dedicati agli animali marini. Alla luce delle ultime notizie sullo stato degli oceani e dei mari pensa che da Genova possa partire un messaggio positivo per l’Italia?

     

    Certo, le immagini dimostrano che, pur essendo un paesaggio artificiale, l’Acquario dà l’idea di quella pulizia dei fondali che nei mari dovrebbe esserci ma purtroppo non c’è. Tutti sappiamo che i nostri mari sono pieni di plastiche non biodegradabili che purtroppo stanno diventando alimento dei pesci che noi mangiamo. Quindi si impone una legislazione mondiale che metta fine a questo scempio.

     

    1. Rimane poi il dramma del ponte Morandi e delle zone degradate. Genova ha anche i suoi lati oscuri. Ne ha riscontrati anche nella sua visita?

     

    Per quanto riguarda il ponte Morandi, una storiaccia attualmente al vaglio della magistratura, la notizia positiva è che il ponte è già stato quasi tutto demolito e che (speriamo) presto inizierà la costruzione del nuovo ponte che romperà l’isolamento di una parte consistente della città ridandole nuove prospettive di sviluppo.

    Per quanto riguarda le zone degradate e i lati oscuri, non ho trovato né più né meno di quello che ho trovato nelle grandi città con grandi porti, certamente meno della vicina Marsiglia o di Amsterdam o di Amburgo dove, al calar della notte, si rischia di essere derubati o accoltellati a ogni passo.

     

    1. Qual è l’emozione che le ha regalato questa città e che si porterà sempre appresso?

     

    Premesso che Genova è una città di persone anziane (dato che le scarse opportunità di lavoro fanno fuggire i giovani, molti verso la vicina Versiglia) debbo dire che quelle che ho incontrato si sono dimostrate all’altezza di ragazzi giovani e lucidi ed anzi l’esperienza che hanno acquisito via via li ha resi ancora più colti e interessanti. Mi ricordo di ognuno di loro e delle cose che da loro stessi ho imparato.

     

    1. Nel libro ci sono diversi ritratti femminili. Come ha scelto i suoi soggetti?

     

    Alcuni per caso, altri recandomi nei bar o nei negozi.

    Con una bella dose di sfacciataggine, se chi gestiva tali locali era un uomo, gli chiedevo se dietro le quinte avesse del personale femminile e, se vi era e rispondeva ai miei interessi, prima di tutto chiedevo se era veramente genovese e poi, possibilmente, di non mettersi in posa, ottenendo spesso dei risultati insperati. Molte ragazze sono ritratte tuttavia sorridenti e questo lo devo al fatto che io stessa sorridevo loro fotografandole e, così, contagiandole.

     

    1. Se adesso si trovasse a Genova e avesse tra le mani la sua macchina fotografica, su cosa punterebbe subito l’obiettivo?

     

    Essendo una cd. “esperta in volti”, nel fotografare i volti cercherei di cogliere come i genovesi vivono questo doloroso momento.

     

    1. L’11 maggio inaugurerà la sua personale dal titolo I colori di Genova alla Milano Art Gallery: come mai portare Genova a Milano?

     

    Fare una mostra su Genova a Genova in questo momento non ha senso, essendo subissata dai problemi, pertanto quale città meglio di Milano (città a cui io sono molto legata, avendovi vissuto per molto tempo quando ero avvocato) può fare da cassa di risonanza per cercare di aiutare a risolvere i gravi problemi dei genovesi? Si noti che Milano è l’unica città italiana di risonanza europea.

     

    1. So che da tanti anni conosce il direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, agente di noti personaggi famosi del mondo della cultura e dello spettacolo come Vittorio Sgarbi, Margherita Hack, Francesco Alberoni, e che c’è una grande stima e ammirazione da parte del direttore nei suoi confronti. Come e quando vi siete conosciuti?

     

    Prima di tutto debbo ribadire, nei confronti del direttore, la reciprocità della mia stima e amicizia nei suoi confronti.

    Ci siamo conosciuti per la prima volta circa vent’anni fa, alla Galleria 56 di Bologna, dove mi pregio anche di aver conosciuto per la prima volta Vittorio Sgarbi, al quale devo anche la disinteressata prefazione di alcuni miei volumi, oltre che alla presentazione di molte delle mie mostre.

    Avendo col dr. Nugnes un rapporto fraterno e avendo questi una conoscenza da vicino delle mie opere, egli mi ha aiutato a crescere professionalmente organizzandomi mostre ed eventi in tutto il mondo.

  • Bioagrotech e Zeokill presentano la soluzione Bio contro gli infestanti dei cereali in magazzino

    Bioagrotech srl, azienda della Repubblica di San Marino specializzata nella produzione e commercializzazione di fertilizzanti biologici e trattamenti organici per l’agricoltura, ha presentato a un team di operatori specializzati nei trattamenti e nella conservazione dei cereali gli esiti dello studio condotto dal Professor Entomologo Salvatore Giacinto Germinara presso l’Università degli Studi di Foggia, in relazione agli effetti positivi apportati dal prodotto Zeokill Bio nell’ambito dell’azione preventiva contro l’infestazione degli insetti.

    Alla presenza dei maggiori disinfestatori della filiera di conservazione del grano, i rappresentanti dell’azienda e il Prof. Germinara, responsabile dell’analisi, hanno mostrato gli evidenti benefici indotti dal ricorso a questo innovativo prodotto, unico sul mercato, che presenta caratteristiche 100% naturali e biologiche e a permette quindi il controllo sostenibile degli insetti infestanti delle granaglie.

    L’attività preventiva contro l’infestazione degli insetti delle zeoliti naturali, in particolare, dipende dalle loro proprietà fisico-chimiche e può avvenire secondo varie modalità: il contatto dell’insetto con una superficie vegetale, ricoperta da un film di zeolite, può determinare la rimozione parziale dello strato esterno della cuticola dell’insetto secondo il processo abrasivo delle particelle dure non adsormenti oppure per adsorbimento di lipidi epicuticolari ad opera di particelle adsorbenti. Entrambe le situazioni inducono una rapida perdita di acqua dal corpo dell’insetto e ne causano la morte per disidratazione.

    È stato inoltre accertato che gli insetti esposti a una superficie trattata con un film di particelle minerali riducono la deposizione delle uova e che la loro percentuale di schiusura diminuisce. Per quanto riguarda gli effetti sulle larve, invece, questi vanno dall’interruzione dello sviluppo all’induzione di elevati livelli di mortalità.

    Un tema di grande attualità che ha suscitato il forte interesse dei partecipanti, costantemente e concretamente impegnati nel contrasto alla problematica derivante dalle infestazioni in magazzino lungo l’intera filiera agroalimentare, capaci di compromettere cospicui lotti produttivi e di inficiare quindi la resa sul mercato. Le proprietà 100% naturali di Zeokill Bio hanno rappresentato il fulcro delle relazioni, grazie all’esperienza condivisa dal Prof. Germinara al fianco di Alessio Privitera, Amministratore Delegato di Bioagrotech Srl, Pasquale Vetrella, Direttore Generale dell’azienda, e Giuseppe Perrotta, Responsabile Commerciale della realtà sanmarinese.

    www.bioagrotech.com

  • Genova alla Milano Art Gallery: la fotografa Maria Pia Severi presenta il ritratto della città

    Si accende con I colori di Genova la Milano Art Gallery, sita in via Ampère 102, a Milano. La presentazione del libro dedicato alla città ligure dalla fotografa Maria Pia Severi si terrà qui, in zona piazzale Loreto, dall’autrice stessa, coadiuvata da un trio di esperti. Il direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, il direttore di Triennale Fotografia Italiana Luigi Gattinara e mons. Mapelli, arcivescovo della Chiesa Ortodossa saranno infatti presenti sabato 11 maggio per l’inaugurazione della mostra omonima. Il brindisi iniziale è previsto per le 18, dando il via così a una vera e propria immersione tra le pagine fotografiche de I colori di Genova.

    Ad accompagnare il pubblico nella descrizione dei luoghi genovesi e dei volti incontrati per i carrugi, gli scatti della Severi verranno proiettati su uno schermo, mentre le pareti della galleria ospiteranno ulteriori foto della nostra, derivanti da altre sue ricerche.

    Originaria di Carpi, Maria Pia Severi vive oggi a Modena, dove ha esercitato la professione di avvocato. La fotografia è sempre stata per lei una passione capace di suscitare un continuo interesse, dimostrato dalle numerose sue pubblicazioni. I colori di Genova costituiscono infatti il quattordicesimo volume di fotografie d’arte dedicato a una città.

    Al quesito sul perché esponga i suoi scatti di Genova a Milano, la fotografa modenese risponde prontamente: «Fare una mostra su Genova a Genova in questo momento non ha senso, essendo subissata dai problemi, pertanto quale città meglio di Milano (città a cui io sono molto legata, avendovi vissuto per molto tempo quando ero avvocato) può fare da cassa di risonanza per cercare di aiutare a risolvere i gravi problemi dei genovesi? Si noti che Milano è l’unica città italiana di risonanza europea».

    Da sempre attenta alle espressioni, essendo esperta nel ritrarre i volti, Maria Pia Severi è riuscita a cogliere ne I colori di Genova l’anima e il cuore della città lasciandosi contagiare dallo spirito della gente, entrando senza timori in contatto con la loro quotidianità. Dalle sue foto si potrà essere accarezzati da quel soffio di vita che fa vibrare di emozioni Genova stessa.

    La personale fotografica sarà visitabile fino al 25 maggio 2019, tutti i giorni dalle 14.30 alle 19, eccetto la domenica. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 02 76280638, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it