Categoria: Arte e Cultura

  • Presentazione del libro di poesie “21” di Amanda Gesualdi ne La Casa degli Artisti di Gallipoli

    Locandina evento

    La Casa degli Artisti di Gallipoli, residenza del Maestro Giorgio De Cesario, presenterà il 21 aprile 2019 alle ore 19.00, giorno di Pasqua di Resurrezione,la nuova creazione di Amanda Gesualdi dal titolo “21”, un libro di poesie, ma anche di citazioni e riflessioni.

    Scritti che l’autrice ha con cura raccolto e coniugato nella stesura con artistiche foto della sua vita e le tele policrome di Giorgio De Cesario, un connubio sicuramenterappresentativo dell’”alienismo”, corrente di pensiero fondata da Giorgio De Cesario nel 2012 e di cui Amanda Gesualdi è uno dei membri più rappresentativi.

    Entrambi infatti sono instancabili fautori del principio alienista in base al quale bisogna introdurre nuovi equilibri vitali all’interno della nostra società dal momento che essa, con il suo stile di vita, commette costantemente espropri di coscienza sino a decretarne, metaforicamente, la morte.

    Secondo entrambi è compito dell’artista compiere quest’azione magica di rinascita attraverso un percorso di risanamento estetico che prende vita dalle varie applicazionimetodologiche e contenutistiche che interessano ogni aspetto dell’Arte.

    Nel corso della serata Amanda Gesualdi dialogherà con Ilaria Ferramosca, saggista e graphic novelist, ed insieme daranno vita ad una brillante conversazioneall’insegna dell’esplorazione intimista di emozioni, sensazioni e sentimenti.

    “21”, numero importante nella vita dell’autrice, è quindi il titolo di quest’opera: simbolo di unione, due che diventano uno, ma anche due come simbolodi individuazione, in quanto, secondo l’autrice, il vero amore è possibile solo se prima si ama se stessi.

    Amanda Gesualdi, Life, Sport & Tennis Coach, dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche Applicate, Scrittrice e Ricercatrice, già tennista professionistaed attualmente Presidente della ASD Accademia Sport Olistico, Scuola di Tennis e Discipline Bio Naturali, paragona la penna ad una seconda racchetta ed ilfoglio di carta ad un altro campo da tennis in cui dare spazio alla creatività, senza sfide ma per il solo desiderio di Arte.

    Scrive un primo libro di poesie nel 2006, “Musica tra le note”, per poi continuare con “L’Atleta Zen” nel 2007, un racconto metaforico “La Sacerdotessa e lo Shogun” sempre nel 2007,“L’Atleta Zen” vol.II nel 2010, “X” nel 2011,”Tennis Olistico” nel 2011, “Emotions” nel 2015.

    Maria Cristina Maritati

    Ingresso libero e gratuito, reading eseguita dal pubblico con intermezzi musicali del chitarrista Antonio Salamanno e brindisi di arrivederci.

    LA CASA DEGLI ARTISTI residenza d’artista
    Via Lepanto, 1 Gallipoli (LE).
    Tel. 0833261865 3332720348
    www.lacasadegliartisti.it
    www.giorgiodecesario.it

  • UN DISCO RAP SU DYLAN DOG

    L’album di Velasquez disponibile dal 15/02 su tutti gli store Online.

    VELASQUEZ realizza CRAVEN ROAD, un disco di matrice rap ispirato a DYLAN DOG, disponibile dal 15 FEBBRAIO 2019. Rapper, poeta e illustratore vicentino classe 1987, si avvicina alla mondo del rap nel 2002 e nel corso degli anni milita con diverse band. Dal 2015 al 2018 performa sui palchi delle più importanti fiere dei fumetti italiane assieme agli Zee Rex con un progetto rap-metal. Craven Road è il suo primo disco solista, un concept album che realizza chiedendo la collaborazione musicale ad artisti molto distanti dal genere come Iain Alexander Marr e Salvatore Pagliaro (The Sidh, Industrial-Celtic); Claudio Lo Bosco e Alberto Pigazzi (Anima Caribe, Reggae Music); Andrea Bussolaro e Luca Zordan (Rock-Blues). Tra le fila anche la produzione di Daniele Sexxx (Prova Zero, Rap-Funk), Kanaka (Autore di Imagine/Explore), la voce di Amy Ambros (Urania Corporation) e il featuring con Zeth Castle, già volto noto nel panorama hip hop italiano (Majestic-12, EXP Team, Villains, Zee Rex). Il risultato finale è un concept album che tocca diversi temi: guerre di bandiera, emarginazione dei diversi, amore e mostri, complottismo e dialogo con la morte, tutto nelle atmosfere iconiche dell’eroe a fumetti. Si tratta del primo disco di questo tipo in Italia.

    Contatti:
    Facebook (Pagina Ufficiale): Velasquez – https://bit.ly/2u5DQ4P
    Facebook (Profilo Personale): Miguel K Velasquez – https://bit.ly/2Je8CTA
    Instagram: @mig.velasquez – https://bit.ly/2EWfvUa
    Youtube: Velasquez – https://bit.ly/2HlHAYG

    Craven Road:
    Spotify: https://spoti.fi/2Ec96VR
    Apple Music: https://apple.co/2tln4yk
    Google Play: https://bit.ly/2N6Ropy

  • DIDO FONTANA | DIDO FONTANA + ZOE LACCHEI

    Dido Fontana tutto da toccare.
    Didddo – Touch Me! è il nuovo progetto del fotografo trentino che presenta per l’occasione nuove opere dove la fotografia incontra la scultura fondendosi in un mix di materiali. Dal marmo alla moquette, le immagini si arricchiscono di una nuova texture – ovviamente – provocatoria.
    Un viaggio oltre l’estetica: simboli e pittogrammi evocano stati di coscienza mentre memorie e desiderio sorprendono lo spettatore costretto al confronto con la propria parte animale.
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    Dido Fontana + Zoe Lacchei: un lavoro a quattro mani. I Neo Shunga inediti di Zoe Lacchei – ispirati liberamente alle stampe erotiche giapponesi – sono un ritorno alle sue origini; allontanatasi dalla corrente pop-surrealista, Zoe si concentra maggiormente sul simbolico per sposare la fotografia di Dido Fontana. Il risultato è una sequenza di lussuriose scene, di lavori fotografici e grafici con arditi incastri che si muovono tra tradizione e futuro, che nascono da Dido + Zoe.
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    Presentazione a Trento di From the Love of Truth, seguendo la sua natura crossover tra moda, comunicazione, editoria.

     

    Dido Fontana, fotografo. Nasce a Mezzolombardo il 29 giugno del 1971. Vive in Trentino a Borgo Valsugana a un passo dal Fiume Brenta e lavora nel mondo. Non ritocca le foto perchè dice che la realtà è di per sè troppo interessante. Il suo stile è stato definito antifashion e neobarocco.
    La produzione recente del fotografo Dido Fontana insegue le partecipazioni a progetti collettivi e personali in Europa e negli Stati Uniti, sovrapponendole alle commissioni ottenute dal mondo della moda, della comunicazione e dell’editoria. Si tratta complessivamente di una produzione molto ampia in cui i due ambiti, quello più specificatamente creativo e quello commerciale, si confondono lasciando emergere una creatività onnivora ed una spiccata personalità fotografica, sia per quanto riguarda l’interpretazione del mezzo che per la definizione del soggetto.

    Zoe Lacchei è una popolare artista italiana conosciuta in tutto il mondo, cresciuta in una piccola e quieta città vicino Roma.
    Dopo il liceo, invece che seguire regolari studi accademici, si è focalizzata sullo studio dei  soggetti che ama maggiormente, come l’anatomia umana e la cultura Giapponese.
    Quest’ultima ha avuto un enorme influenza su di lei: semplicemente adora il Giappone, con le sue contraddizioni e stranezze, con il suo grande senso dell’immagine così tradizionale e allo stesso tempo moderna data da Manga, Anime e Videogiochi.
    Lavora alla creazione di Character Designs per fumetti e videogiochi senza mai firmarne nessuna con il suo nome.
    Nell’aprile 2004 crea 13 illustrazioni per il Disco D’Oro di Marilyn Manson (per “The Golden Age of Grotesque”) contenute nel portfolio “Metamorphosis – The Art of Zoe Lacchei”. Eclettica, passionale, Zoe Lacchei ha pubblicato svariati lavori e ha preso parte a numerose mostre. Il suo stile inconfondibile è una fusione di diverse tecniche e materiali tradizionali.
    Dal 2017 vive e lavora in Trentino-Alto Adige/Südtirol.

     

    DIDDDO – TOUCH ME!
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    DIDO FONTANA + ZOE LACCHEI
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    FROM THE LOVE OF TRUTH
    BOCCANERA GALLERY, VIA ALTO ADIGE 176, TRENTO
    Inaugurazione: venerdì 29 marzo delle ore 18.00 alle 21.00
    A cura di Giorgia Lucchi Boccanera
    Dal 30 marzo al 30 aprile 2019

  • Capire il cambiamento climatico: quattro aperture straordinarie!

    A due settimane dall’apertura di “Capire il cambiamento climatico” – Experience exhibition, registriamo un grande interesse della stampa e un grande afflusso di pubblico alla mostra, soprattutto nei fine settimana.

    Per permettere l’ingresso a tutti coloro che vogliono visitare la mostra è stato predisposto un allungamento straordinario di due ore nell’orario di apertura della mostra, nonché del Museo,nelle giornate di venerdì 22, domenica 24, venerdì 29 e domenica 31 marzo. La biglietteria chiuderà alle 18.30, la mostra e il museo saranno aperti fino alle ore 19.30.

    “Capire il cambiamento climatico” è la prima mostra dedicata al cambiamento del clima, uno spazio narrativo ed esperienziale in cui i visitatori scoprono le cause e gli effetti attuali e futuri del riscaldamento globale, attraversoil linguaggio fotografico di National Geographic, tecnologie digitali immersive e interattive e la curatela scientifica di Luca MercalliPresidente Società Meteorologica Italiana.

    La mostra “Capire il cambiamento climatico” – Experience exhibitionè promossa e prodottadal Museo di Storia Naturale di Milano, Comune di Milano – Cultura, OTM Company e Studeo Group in collaborazione con National Geographic Society con la curatela scientifica di Luca Mercalli, Presidente Società Meteorologica Italiana.

    La mostra sarà aperta al pubblico fino al 26 maggio 2019.

    Sede Museo di Storia Naturale di Milano – Corso Venezia, 55 – Milano
    Periodo 7 marzo – 26 maggio 2019
    Orari Chiuso lunedì.

    Dal martedì alla domenica 9.00-17.30 (Il servizio di biglietteria termina alle 16.30)

    ORARI SPECIALI MARZO: venerdì 22 e29, domenica 24e 31 marzo

    aperti dalle 9:00 alle 19:30 (Il servizio di biglietteria termina alle 18.30)

     

    Info www.comune.milano.it/museostorianaturale

    www.natgeoexperience.com

    [email protected]; +39 02.88463337

  • Inaugura Pro Biennale di Vittorio Sgarbi a Venezia il 5 maggio

    Si prevedono giorni di fermento, quelli che vedranno Venezia impegnata artisticamente ai primi di maggio. Oltre all’attesa Biennale d’Arte, infatti, la città lagunare ospiterà la Pro Biennale, organizzata da Spoleto Arte, presentata da Vittorio Sgarbi.

    Prevista per domenica 5 maggio l’alzata del sipario in due sedi distinte. Ecco un assaggio di quello che si andrà a vivere in questa giornata: i riflettori si accenderanno alle 13 allo Spoleto Pavilion in Calle dei Cerchieri 1270. La sede, ubicata in Campo San Barnaba, nel sestiere di Dorsoduro, si trova a pochi passi dal Museo Leonardo da Vinci.

    Tuttavia il vernissage proseguirà ufficialmente dalle 15 alla Scuola Grande di San Teodoro (San Marco 4810), vicino al Ponte di Rialto. Il culmine dell’evento si avrà con l’arrivo del noto critico d’arte, Vittorio Sgarbi, qui per presentare la kermesse assieme all’ideatore e organizzatore dell’evento Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, e a molti altri ospiti illustri, come Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», e Beppe Convertini, conduttore e attore. La giornata si concluderà poi con un momento conviviale al ristorante “Le Maschere” Starhotels, a pochi metri dalla Scuola.

    Numerose altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo aderiranno alla Pro Biennale offrendo il loro prezioso contributo. Tra queste si citano il soprano Katia Ricciarelli e l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, già presenti nelle scorse edizioni. Contribuiranno alla splendida realizzazione della mostra anche la giornalista Antonietta Di Vizia della RAI, il direttore d’orchestra del Teatro La Fenice Silvia Casarin Rizzolo, la communication manager Daniela Testori e il fotografo di fama internazionale Roberto Villa. Ma la scaletta di ospiti è ancora lunga e interessante. Continua infatti con diversi nomi, tra cui spiccano la scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi e Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori che il 18 maggio, proprio alla Scuola Grande, terranno la conferenza Genio e follia nell’arte. Mons. Mapelli, arcivescovo della Chiesa Ortodossa, e Valerio Favero, vicepresidente del Museo Canova, chiudono il ricco parterre di vip. Senza dimenticare l’intervista agli artisti in esposizione da parte di Patrick di Striscia La Notizia.

    In un contesto così ampio come quello della Biennale, Pro Biennale si presenta come una finestra sull’arte contemporanea che, a detta del professore, «è espressione di individualità, di libertà individuale, quindi ognuno è re di se stesso. C’è una regalità individuale di cui  l’arte è l’espressione più diretta e perciò è il modo più alto in cui uno può affermare quello che ha dentro o di esprimersi, quindi è un diritto importante ed è l’unica identità dell’arte in questo momento, dovunque si esprima nel mondo e dunque anche in Italia» e, scendendo nel dettaglio, a maggior ragione a Venezia.

    La Scuola Grande di San Teodoro resterà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18, mentre lo Spoleto Pavilion dalle 10 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere a [email protected].

  • Il fotografo friulano Gino Sambucco inaugura la sua personale alla Milano Art Gallery

    Alla storica Milano Art Gallery gli incontri avvengono in rapida successione. Infatti, a chiusura dell’esposizione L’Arte delle Donne, aprirà la mostra fotografica di Gino Maria Sambucco, Oltre alla realtà, la fantasia. L’imperdibile appuntamento verrà inaugurato alle ore 18 di mercoledì 27 marzo. L’esposizione verrà presentata in via Alessi 11 dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e dal manager di noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo Salvo Nugnes.

    Si passa così da uno sfondo dalle tematiche femminili a  una mostra che ha a cuore il rapporto uomo-natura e, in particolar modo, il ruolo che la mente ha nell’interpretazione di ciò che si osserva. Lo sa bene l’artista Gino Maria Sambucco, grande appassionato di fotografia e cinema, ma soprattutto di montagna.

    L’imprenditore di Codroipo (UD) ha coniato il titolo Mitici e Dolomitici, con il quale nel 2017 presenta al pubblico la sua prima personale. Fonda in seguito l’omonimo gruppo fotografico e oggi sperimenta una nuova via dell’immagine, le pittografie, spaziando oltre le sue amate vette.

    Scrive su queste ultime l’artista Vanni De Conti: «Alcune sembrano poesie, altre preghiere sommesse, altre ancora un canto, il canto del colore. Queste pittografie, atmosfere magiche del digitale, danno sensazioni che non si trovano neanche in pittura. Questa fotografia è un’altra cosa: qui si apre un pittorialismo nuovo, impensabile a fine Ottocento e inizio Novecento. Il digitale ha aperto una porta sull’anima e Sambucco ha colto questa dimensione impalpabile, incodificabile, che lascia immaginare, sognare, fantasticare».

    La mostra resterà aperta al pubblico fino al 10 aprile e sarà visitabile tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere a [email protected].

  • On-line l’analisi del divulgatore Emmanuele Macaluso sulla Missione Demo-1 di SpaceX per COSMOBSERVER

    Il divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, ha scritto un’analisi sulla missione che ha portato la capsula Crew Dragon di Elon Musk verso la ISS e poi di nuovo sulla Terra.

    È un’attenta analisi dal punto di vista delle ricadute politiche, di marketing e comunicazione quella che il divulgatore ed esperto di marketing Emmanuele Macaluso ha scritto per COSMOBSERVER, il sito di divulgazione scientifica dedicato allo spazio.

    A poche ore dal rientro della capsula Crew Dragon, costruita da SpaceX, l’azienda fondata dal visionario imprenditore Elon Musk, Emmanuele Macaluso ha sviluppato una lunga analisi che svela i retroscena strategici e comunicativi dietro questo successo di NASA e SpaceX, e nella quale racconta i prossimi passi dell’esplorazione spaziale americana.

    Esperto di marketing e divulgatore scientifico, Emmanuele Macaluso collabora con astronauti, oltre che di COSMOBSERVER, è il fondatore del G.R.O.C.A. (Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmica e Astronomica) e uno dei massimi esperti mondiali di inquinamento luminoso. Per le sue capacità divulgative, è stato definito dalla stampa l’Al Gore italiano.

    È possibile leggere l’analisi completa a questo indirizzo http://www.cosmobserver.com/articles/analysis/004-Demo-1-SpaceX/demo-1-crew-dragon-spacex.htm

     

    Canali ufficiali COSMOBSERVER

    Web: www.cosmobserver.com

    E-mail: [email protected]

    Instagram: www.instagram.com/Cosmobserver

    Facebook: www.facebook.com/cosmobserver

    Twitter: https://twitter.com/thecosmobserver

  • Rinviato il corso “Metaprogrammi PNL” da parte di PNL Apps a Ferrara

    PNL Apps è un’Associazione culturale senza scopi commerciali che organizza, a Bologna, corsi di PNL e Crescita Personale gratuiti e aperti a tutti.

    Quest’anno, per la prima volta, PNL Apps aveva messo in calendario un seminario a Ferrara.

    Si tratta di

    I Metaprogrammi in PNL:
    – per la crescita personale
    ​- per la comunicazione

    programmato per il 17 marzo 2019 (dalle 10 alle 18) presso il Centro Servizi per il Volontariato, Via Ravenna 52, Ferrara.

    (Evento riconosciuto da AssoCounseling per la formazione continua dei Counselor)

    Trainer dell’evento è Fabrizio Pieroni, Trainer PNL presso PNL Meta, Coach e Counselor professionista.

    L’evento è stato rimandato a data da destinarsi a causa di un lutto familiare del relatore, e verrà riprogrammato quanto prima (vedi sul sito www.pnlapps.com)

  • Giordano Morganti – L’anima rubata

    Giordano Morganti - L’anima rubata a cura di Carlo Micheli 29 marzo | 27 aprile 2019 Urbino - DATA

     

    Lo spazio DATA di Urbino presenta la mostra fotografica “L’anima rubata” di GIORDANO MORGANTI.

     

    L’evento fortemente voluto da Vittorio Sgarbi e curato da Carlo Micheli, inaugurerà venerdì 29 marzo alle ore 18.00 e sarà fruibile fino al 27 aprile 2019.

     

    L’ANIMA RUBATA

    Giordano Morganti - dalla serie SordiLa ritrattistica è forse il genere fotografico più antico. Indagare la gente significa penetrare l’animo umano, coglierne le virtù, i difetti, le paure, le speranze. Cercare di capire un territorio attraverso lo studio dei volti dei suoi abitanti, ad esempio, è un po’ come rileggere la cronaca del posto sulla raccolta di un quotidiano locale.

    Decine, centinaia di faldoni contenenti storie di vita vissuta riassunte nel volto scavato di un contadino, nel portamento fiero di un militare, nella dolcezza immensa di una madre. Se noi siamo ciò che mangiamo e ciò che leggiamo, è pur vero che siamo anche la terra che abitiamo, i valori che condividiamo.

    Fotografare la gente di una città, di un territorio è un modo per approfondirne la conoscenza, per capire l’orgoglio, la forza, la rudezza dei suoi abitanti e, attraverso i loro occhi, conoscere meglio se stessi. In effetti essere dietro un obbiettivo non pone il fotografo in una posizione di distacco, ma di partecipazione “mirata”, di approfondimento e di conoscenza.

    I volti fotografati da Giordano Morganti rappresentano il tempo fermato, il tempo senza tempo… Riesaminando il suo immenso patrimonio di immagini si ritrovano e riprovano sensazioni profonde, reali, come le rughe dei pastori piemontesi; sconvolgenti e angoscianti come i volti dei folli; sconfortanti e rabbiose come le mute accuse negli occhi degli homeless; giocose e paradossali come nel caso della comunità trasversale dei sordomuti.

    Così i vari capitoli di questa pluridecennale ricerca artistica si fondono e confondono, dilatando i confini dei singoli album che li contengono, trovando un comune denominatore nella ricerca di quel “lampo” che sta dietro la maschera del viso, che proviene dal profondo e si apre dinnanzi alla presunta neutralità dell’obbiettivo fotografico, ignorando quanto avessero ragione i “selvaggi” nel ritenere che la fotografia rubasse loro l’anima…

     

    LA MOSTRA

    Giordano Morganti - dalla serie PastoriLa mostra sarà dunque concepita come un “caos ordinato” e sarà incentrata su ritratti provenienti dalle più svariate raccolte, proposti secondo un ritmo spezzato e serrato, in modo da cancellare ogni aspettativa da parte del fruitore, eliminando l’omogeneità a favore dello stridio degli accostamenti.

    Capiterà così di trovare un pastore intento a governare il bestiame in cima alle Alpi, accostato ad una bimba sordomuta; un folle delirante contrapposto ad un homeless etilista.

    L’eterogeneità della proposta renderà ogni immagine unica e svincolata da un contesto tematico, aderente unicamente al tema di fondo: il ritratto.

    Anche la scelta espositiva rispetterà l’idea di un “disordine controllato”, privilegiando la quantità dei materiali, dando per scontata la qualità degli stessi, presentati secondo un’idea minimalista, ma estremamente coinvolgente, che prevede la realizzazione di lunghe strisce di carta su cui le immagini si susseguono come si trattasse di un enorme “provino” stampato a contatto.

     

    CENNI BIOGRAFICI

    l'artista Giordano Morganti

    Giordano Morganti è nato a Milano nel 1956. Il suo ricco curriculum mostra la carriera di un fotografo di fama internazionale, collaboratore di riviste di grande prestigio, noto principalmente per i ritratti di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e per le sue numerose ricerche.

    All’età di nove anni si appassiona alla fotografia e nel 1973 decide di diventare “artista – fotografo”. Inizia così un percorso di successo che porterà i suoi scatti a essere presenti sulle riviste e nelle gallerie d’arte nazionali e internazionali.

    Morganti espone a Milano, Roma, Palermo, Genova, Torino, Mantova, ma anche a New York, Berlino, Barcellona, Pechino e Parigi, solo per ricordare alcune mostre.

    Giordano Morganti ama fotografare le diversità, le ingiustizie, il disagio. Egli si è avvicinato alla fotografia spinto dalla voglia di scoprire il mondo, andando oltre la superficialità: “quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”.

    La missione del fotografo, dice Morganti, è “fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”. Questa è la cifra dell’artista: un professionista che indaga la realtà che lo circonda, puntando a cogliere gli aspetti più intimi dell’animo umano, distillandoli tramite uno sguardo, una postura, una tensione.

    TITOLO: L’anima rubata
    GENERE: Mostra fotografica
    AUTORE: Giordano Morganti
    LUOGO: Urbino – Data
    INDIRIZZO: Borgo Mercatale, 61029 Urbino (PU)
    INAUGURA: venerdì 29 marzo ore 18.00
    DURATA: 29 marzo | 27 aprile 2019
    A CURA DI: Carlo Micheli
    IDEAZIONE: Vittorio Sgarbi
    MEDIAPARTNER: Frattura Scomposta
    INFO: 07223091 | 3474337545
    MAIL: [email protected]
    ORARI: lun-ven 9 – 20 | festivi 10 – 12 | 15 – 18

    evento facebook

  • CAMINETTO POETICO: CON LOREDANA MORENI E GIUSEPPE LECCARDI

    Milano – Gli amici della Cascina Linterno in collaborazione con la Fondazione Amici di Ron e con il Patrocinio del Municipio 7 di Milano presentano due libri con la presenza degli autori  con la  formula “Caminetto Poetico” : l’appuntamento è per sabato 23 marzo alle ore 16.30 nella storica Chiesetta di Cascina Linterno (Via Fratelli Zoia, 194 – Parco delle Cave – Milano): ospiti Loredana Moreni e Giuseppe Leccardi.

    Loredana Moreni nasce a Brescia, negli anni 50 ma è residente a Milano da sempre. La scrittura e l’arte sono state due passioni che non ha mai abbandonato e che l’hanno portata a partecipare a diversi concorsi di poesie e racconti.

    La sua passione per lo scrivere raggiunge il culmine con la pubblicazione di “Racconti di luce amore e destino” cinque brevi racconti che pongono, al centro delle narrazioni, l’amore nel significato più autentico e puro.

    Giuseppe Leccardi nasce in un vivace centro rurale della “Bassa” lodigiana, ma da cinquant’anni vive a Milano. Appassionato di letteratura e poesia, scrive dall’età adolescenziale ma solo da pochi anni ha estratto dal cassetto i suoi scritti ed ha pubblicato tre raccolte di versi: “Diario poetico” nel 2010, “Oltre ogni ragionevole incertezza” nel 2011 e “Settantadue” nel 2018.

    Ha partecipato e vinto diversi concorsi di poesia, in particolare nel 2018 vince il “Premio della critica” al concorso internazionale di Arti Letterarie “Thesaurus La Brunella” di Aulla per la sezione poesia edita.

    La cornice che ospiterà l’incontro è unica nel suo genere: Cascina Linterno è un monumento storico tutelato dal Ministero dei Beni Culturali, che la tradizione indica come dimora agreste di Francesco Petrarca che qui amava rifugiarsi per sfuggire alla già allora caotica vita milanese.

    I posti sono limitati, è dunque indispensabile prenotarsi, scrivendo ad [email protected] oppure telefonando al numero 347-3433159 e chiedere di Laura Romanoni (responsabile segreteria)

    Per ulteriori informazioni visitare il sito: www.premiodipoesia.it
    Pagina facebook amicidiron.concorsodipoesia

  • 20 Marzo Giornata Internazionale della Felicità

    La ricerca della felicità è un obiettivo umano fondamentale. Ma è possibile essere felici? Quali sono gli ingredienti necessari per godere della vera felicità? La top ten dimostra che le ore di sole hanno ben poco a che fare con la felicità. Gli indicatori presi in considerazione dimostrano che oltre il pil pro capite, un ruolo importante rivestono il sostegno sociale, speranza di vita, libertà, generosità e assenza di corruzione.

    Comportamenti che una volta si pensava inaccettabili come mentire, ingannare e nascondere errori sono diventati una normalità nel mondo del lavoro di oggi.

     Osserviamo poi anche altri problemi, quali l’aumento di abuso di sostanze stupefacenti, i conflitti interpersonali, il morale basso, l’assenteismo e l’avvicendamento del personale.

    Sembra davvero che non ci sia una soluzione a questa crescente rovina della società, ed è indubbio che sia assolutamente urgente, neccessaria ma soprattutto che sia efficace per contrastare questa crisi. Alla radice di ciò troviamo la perdita dei valori morali fondamentali necessari a mantenere l’integrità nel mondo del lavoro.

    La Via della Felicità è il primo codice morale basato interamente sul buon senso. La sua prima pubblicazione risale al 1981, lo scopo: arrestare il declino morale nella società e ripristinare integrità e fiducia nell’uomo.

    Questo codice stabilisce uno standard di condotta per i cittadini del mondo, creando quindi una civiltà, un luogo in cui individui, gruppi e paesi sono in grado di andare d’accordo l’uno con l’altro, senza violenza e guerre.

    Scritto da L.Ron Hubbardriempie il vuoto morale in una società sempre più materialista, e contiene 21 principi fondamentali che guidano una persona a un migliore tenore di vita.

    Interamente non religioso, può essere seguito da persone di ogni razza, colore o credo per ripristinare i legami che uniscono l’umanità.

    Il giorno 20 marzo, per celebrare questa giornata, il Celebrity Centre città di Firenze mette a disposizione della comunità gli opuscoli della Via della Felicità che contengono i 21 precetti.

    Gli opuscoli saranno offerti gratuitamente alla reception della Chiesa di Scientology di Firenze Via di Novoli 53 M. Il video potrà essere visto, su richiesta, dalle ore 18,00 alle19,00

    http://www.laviadellafelicita.org

  • Il Comitato del Cittadini per i Diritti Umani informa i fiorentini sugli abusi psichiatrici

    Volontari del CCDU saranno presenti con un tavolo informativo all’interno delle Fortezza d’Abbasso di Firenze, nell’ambito di -Firenze Fantasy- la manifestazione fantasy più grande d’Italia.

    L’Italia della salute mentale non è così rose e fiori come si vorrebbe credere.

    Ogni anno, aggirando i paletti previsti dalla legge, si verificano numerosi Trattamenti Sanitari Obbligatori irregolari.  Troppo spesso la cronaca riferisce episodi di decesso in seguito a TSO.

    Lo stesso Basaglia, il cui nome viene impropriamente usato per riferirsi a questa legge, la criticò fortemente, disapprovando l’omologazione della psichiatria alla medicina.

    In realtà, con l’eccezione di poche isole felici, l’Italia sembra aver già dimenticato gli insegnamenti di Basaglia e Antonucci.

    L’iniziativa dei volontari fiorentini s’inserisce nella campagna promossa dal CCDU e dai Radicali per riformare la legge in senso garantista, e nella raccolta firme per la messa al bando della Terapia Elettroconvulsivante, più nota come elettroshock.

    La TEC, contrariamente a quanto credono in molti, è disciplinata da una circolare ministeriale dell’ex ministro Bindi, e viene ancora praticata nel Belpaese.

    Vi aspettiamo il 17 marzo dalle 0re 11,00 alle ore 16,00 in piazza Bambine e Bambini di Beslan il nostro stand sarà alloggiato nell’area pedonale tra la fermata della tramvia e il ballatoio verso il bastione.

    Lo scrittore ed umanista L.Ron Hubbard ha scritto:

    I Diritti Umani Devono Essere Resi Un Fatto Non Un Sogno Idealistico”

    www.ccdu.orgwww.facebook.com/ccdu.org

  • Assenza / Presenza. L’arte di esserci

    Una casa delle espressioni, plasmata dall’estro di maestri ed esordienti, culla di molte “prime volte”, protagonista di incontri e racconti d’arte. Tutto questo è stato, è e in qualche modo sarà la 255 Raw Gallery, il polo creativo sorto a Bergamo tre anni fa a Palazzo Zanchi, nella vivace via Torquato Tasso 49/c, che il 21 marzo si appresta a salutare l’eclettica piazzetta inaugurando la sua ultima mostra: «Assenza / Presenza. L’arte di esserci» di Daniela Chignoli.

    Un titolo evocativo che cela in sé l’essenza stessa del presente e del futuro della galleria: come una pagina bianca, essenziale e libera, in attesa di tornare ad accogliere nuove espressioni, regala un “arrivederci” gentile e riflessivo al suo affezionato pubblico. L’ultimo spettacolo è pensato come una festa di piazza, aperta a tutti, interamente incentrata sul dialogo tra l’ieri e l’oggi, tra le prime e le ultime volte, tra addii e nuovi inizi. Non a caso, il sipario si alza il 21 marzo, giorno che celebra l’arrivo della Primavera, stagione di rinascita per eccellenza, ponte tra ciò che è stato e ciò che potrà essere.

    I tre anni della 255 Raw Gallery meritano, del resto, una conclusione non convenzionale, né scontata. Un finale aperto attraverso il quale riannodare le fila di un percorso genuino e catalizzatore di attenzione, sempre alla ricerca di nuove ed entusiasmanti realtà creative. La galleria, nata come contenitore per ospitare eventi ispirati al mondo del digitale, del design e della grafica, ha accolto le proposte espositive più variegate. Si è fin da subito distinta per l’eclettico nome – 255 (255 255) – rimandando alla cifra con cui il colore digitale definisce il bianco, manifestazione massima di luce e, ancora una volta, espressione di un dualismo con il suo opposto, il buio.

    In 4 anni di ricerca e attività ha ospitato mondi ed espressioni d’arte anche diversissime tra loro: dal grande Enzo Facciolo, il papà di Diabolik, con la mostra esclusiva Diabolika Mano che ha portato a Bergamo un intero numero del fumetto con tutte le tavole e una serie di disegni originali alle “Compressioni” d’arte di Patrick Corrado, elaborate digitalmente e interpretate in una chiave visiva esponenziale per dimensioni, intensità e visioni; dalle opere di urban e digital art del collettivo Bergamasterz, per riscoprire la lettera come segno comunicativo ed esprimerne appieno il fortissimo impatto artistico, alla mostra fotografica “TOILET – Immagini per transizione” di Marco Riva con il travestitismo come espressione comunicativa dirompente e avvolgete sulla figura umana e l’identità. E ancora: Vittoria Drago, la artist printmaker fuoriclasse della stampa su tessuti, legno e carta di grandi dimensioni, che si è raccontata ne “La popolarità della realtà”; Federica Giudici, che con la sua residenza d’artista #Chroma key – Sfondi dalla Natura ha indagato sfondi, strati, spazi, atmosfere e paesaggi regalando ai visitatori un percorso creativo unico nel suo genere e Ylenia Manzoni, in arte Vinil, apprezzata artista e tatuatrice, i cui disegni sono stati protagonisti della mostra «Qui, ora (con il giusto tempo)» tra linee nette e definite e figure leggere e fanciullesche, per esprimere l’“io” più profondo dell’artista in una concept gallery dallo stile domestico ma ad alto tasso di naturalità.

    Un percorso coinvolgente, segnato da eventi e appuntamenti di spiccata creatività come Mustacchi a Novembre, la mostra di baffi che diventano di volta in volta strumenti ad arco, corde di funamboli, file di aquiloni, belve indomabili, piante da giardino, per promuovere la campagna mondiale di Movember Foundation, associazione impegnata nella prevenzione e nella ricerca contro il cancro alla prostata; o ancora: la serata RI.LUMEN nel segno di Evaristo Baschenis, protagonista assoluto del panorama pittorico del Seicento, con la “rilettura” digitale di quattro delle sue più importanti opere, fino a un’immersione completa nell’affascinante cultura nipponica con KOKORO, tra origami, cerimonia del te’, kimono e la mostra fotografica di Tamayo Horiuchi.

    Così, continuando il fantasioso gioco di rimandi, se «Assenza / Presenza. L’arte di esserci» sarà per la 255 Raw Gallery l’ultimo atto, mentre per la sua artista, sarà il primo. Un closure event – first event che indagherà l’ossimoro e la complementarietà della tematica attraverso 50 foto analogiche e digitali divise in 5 percorsi differenti. La 43enne bergamasca Chignoli, appassionata da sempre di fotografie, inquadrerà ambienti de-umanizzati, luoghi intimi, umili e genuini, con uno sguardo attento e premuroso sulla quotidianità. Un ritorno alla semplicità che renderà le sue foto sincere e malinconiche, stimolando l’immaginazione di chi le guarda. Un andirivieni di suggestioni, dalle sue immagini si possono percepire emozioni e vissuti. Spesso per capire il ruolo che si è svolto bisogna uscire di scena, osservare l’assenza per ritrovare la presenza.

     

    La mostra sarà visitabile il giovedì pomeriggio, il venerdì mattina e il sabato tutto il giorno dal 21 marzo al 27 aprile.

     

    Per info: www.255.gallery

  • Milano Art Gallery omaggia la donna con una mostra presentata da Maria Rita Parsi

    8 marzo, festa della donna, Milano Art Gallery, arte senza confini. Bastano poche cose per rendere una giornata memorabile come quella di venerdì 8 marzo. Se poi a presentarla c’è la nota scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi l’evento diventa un’occasione di dialogo profondo. In via Alessi 11, alla Milano Art Gallery è stata inaugurata con queste premesse la mostra L’arte delle donne. Organizzata dal manager di noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo Salvo Nugnes, l’esposizione ha visto partecipi anche il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e mons. Mapelli, arcivescovo primate della Chiesa Cristiana Antica e Apostolica di ispirazione ortodossa.

    L’inaugurazione si è confermata quale evento pensato per le donne, oltre che sulle e con le donne. Donne che in comune sono artiste e non solo. La kermesse si è voluta rivolgere anche ad artisti che si ispirano al mondo femminile. Tutto ciò che riguarda l’universo femminile è diventato motivo di discussione attraverso le opere esposte alla Milano Art Gallery e l’intervento di Maria Rita Parsi, a tratti commovente.

    Rimarranno esposte alla Milano Art Gallery fino al 27 marzo le opere di talentuosi artisti contemporanei come: Anna Actis Caporale, Ametista Arnaldi, Stefano Balzano, Alda Boscaro, Teresa Carcasio, Loredana Caretti, Maria Cavaggioni, Felice Cremesini, Marina Crisafio, Daniela Da Riva, Francesca D’Alessio, Antonio D’Amico, Lina De Demo, Gloria De Marco, Maria Pia Di Prossimo, Mirta Diminić, Jacqueline Domin, Sonia Fiacchini, Grazia Foti, Francesca Gabriele, Gabriella Galli, Rosangela Giusti, Sonia Lamia, Gabriella Legno, Pietro Lembo, Gorizio Lo Mastro, Fabiana Macaluso, Giovanna Magugliani, Rosa Maria Marongiu, Rita Monaco, Irma Mores, Marisa Muzi, Päivyt Niemeläinen, Roberta Pagnoni, Sara Pezzoni, Daniela Poduti Riganelli, Giulia Quaranta Provenzano, Maria Grazia Ruggiu, Liliana Scocco, Laila Scorcelletti, Caterina Spatafora, Luciano Tonello, Anna Trzuskolas, Milena Vegnaduzzo e Lucietta Visciglia.

  • COSMOBSERVER intervista Davide Sivolella, uno dei massimi esperti mondiali del Programma Space Shuttle

    Il divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso intervista per COSMOBSERVER l’Ing. Davide Sivolella, uno dei massimi esperti mondiali sul Programma Space Shuttle.

     

    Continua la linea editoriale del sito di divulgazione COSMOBSERVER, che intervista solo personalità di primo piano nel mondo dell’astronomia, dell’astronautica e della divulgazione scientifica.

    Dopo l’incontro con Piero Angela, Il divulgatore scientifico – e fondatore di COSMOBSERVER – Emmanuele Macaluso, intervista l’Ing. Davide Sivolella, uno dei massimi esperti mondiali del Programma Space Shuttle della NASA.

     

    Chi è Davide Sivolella:

    Davide Sivolella, classe 1981, è un ingegnere aerospaziale laureato al Politecnico di Torino. È uno dei massimi esperti mondiali del Programma Space Shuttle, al quale ha dedicato due saggi: “To Orbit and Back Again – How the Space Shuttle Flew in Space” e “The Space Shuttle Program – Technologies and Accomplishments”, entrambi scritti in inglese e editi da Springer.

    Attualmente vive e lavora in Gran Bretagna ed è uno dei responsabili della manutenzione straordinaria dei velivoli della compagnia aerea British Airways.

     

    L’intervista prende in considerazione alcuni aspetti inediti del Programma Space Shuttle, e ne mette in evidenza limiti, curiosità e potenzialità. Sivolella racconta la genesi dei suoi 2 saggi e parla dei suoi prossimi progetti editoriali.

    Una parte interessante dell’intervista è dedicata all’importanza della divulgazione delle tematiche dello spazio sulla Terra.

     

    Vi invitiamo a leggere l’intervista a questo link http://www.cosmobserver.com/articles/interviews/012%20davide%20sivolella/intervista-davide-sivolella.htm  e a visitare il mondo di COSMOBSERVER

  • Nuova partnership tra Spoleto Arte e l’azienda di noleggio a lungo termine MooN

    Spoleto Arte stringe la mano al nuovo partner MooN per una futura collaborazione nell’organizzazione dei prossimi eventi. Inaugurato sabato 2 febbraio alle 16, l’ufficio dell’azienda di noleggio a lungo termine ha finalmente aperto le porte al pubblico. Ha sede in via Guglielmo Marconi 9, a Spoleto (PG), l’attività che offre una soluzione di mobilità innovativa.

    Il cliente infatti avrà a disposizione un veicolo per un periodo di tempo e una percorrenza chilometrica calcolati in base alle sue reali necessità, a fronte di un canone mensile fisso. Sarà inoltre possibile scegliere l’auto configurando la durata del noleggio in base ai mesi e ai chilometri ipotizzati, e ricevere così il preventivo su misura. E, una volta arrivati al termine del contratto, si potrà scegliere se continuare a guidare l’auto. Altrimenti si può passare al cambio o alla sostituzione.

    Ma riassumiamo in breve cosa offre MooN. Prima di tutto i servizi per la mobilità sono tutti compresi in un unico canone mensile, in più il cliente è a conoscenza di quanto verrà a spendere senza doversi aspettare alcuna sorpresa. Ma, soprattutto, una volta consegnata l’auto a casa, il cliente può godersi un’auto nuova senza pensieri, sempre in perfette condizioni.

    Di cosa non si dovrà più preoccupare? Vediamolo nel dettaglio: della svalutazione dell’auto, del pagamento del bollo, dell’assicurazione RCA, incendio e furto, Kasco (con franchigia). E ancora, dalla manutenzione ordinaria e straordinaria, all’assistenza e al soccorso stradale h24, traino, fino alla sostituzione degli pneumatici.

    L’ufficio, aperto dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19, può essere contattato anche sulla pagina ufficiale. Si dice infine soddisfatto della nuova impresa il direttore Caterina Grifoni, presidente provinciale del Movimento cristiano lavoratori (MCL) di Perugia.

    Per ulteriori informazioni è possibile chiamare il 351 5477644 oppure lo 0743 840079.

  • Un 8 marzo di arte impegnata con Gabriella Ventavoli alla MAG: l’intervista

    Con l’approssimarsi dell’8 marzo, la giornata dedicata alle donne, l’artista Gabriella Ventavoli ha deciso di portare a Milano la personale La donna e l’arte contro ogni forma di violenza. La mostra verrà inaugurata alla Milano Art Gallery in via Ampère 102, vicino a piazzale Loreto, il 7 marzo alle 18. Presentata dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, l’esposizione resterà accessibile al pubblico fino al 28 marzo.

    Vista la coincidenza delle date e la scelta di un titolo così significativo, abbiamo approfittato di questi giorni d’attesa per toglierci qualche curiosità.

    1. Gabriella, a breve inaugurerà la sua personale La donna e l’arte contro ogni forma di violenza alla Milano Art Gallery, una mostra con un titolo significativamente importante. Quale connessione c’è con le precedenti esposizioni, tutte legate a temi attuali? E, in particolare, quale connessione ha trovato esserci tra donna e ambiente?

    Questa mostra fa parte di una lunga narrazione per immagini iniziata molti anni fa, quando mi sono occupata di temi come le morti bianche, le stragi sulle strade e ogni altra forma di violenza. In particolare, per quanto concerne il secondo quesito, ritengo che la donna è per sua dotazione biologica, più vicina alla natura che crea.

    1. Quale ruolo ha l’amore nella risoluzione delle problematiche ambientali?

    L’amore è determinante nell’affrontare le tematiche ambientali perché si protegge ciò che si ama.

    1. E per quanto riguarda invece la lotta contro la violenza sulle donne?

    La violenza contro le donne è frutto di una millenaria cultura che ha fatto prevalere i predatori, che esigono il dominio assoluto e invidioso sulla creatività femminile. Anche quest’anno, in occasione dell’8 marzo, dedico una serie di opere ai temi della violenza, declinata nelle diverse forme.

    1. Come nasce la sua confidenza in una mentalità femminile, capace di cambiare direzione rispetto al degrado del pianeta e dei sentimenti? Si riferisce a qualcuno in particolare?

    Mi piace coltivare la speranza che la natura femminile sia più vicina alla capacità di proteggere e allevare, così come succede per i bambini che le donne custodiscono nel loro grembo. E sì, ho in mente la scienziata Vandana Shiva, un’attivista e ambientalista indiana che da anni si batte per la salvaguardia della diversità biologica e culturale contro le alchimie biotecnologiche delle multinazionali agroalimentari. Si tratta di una delle voci più autorevoli dell’ecologia mondiale.

    1. Nelle opere esposte ci saranno dei riferimenti culturali che spaziano, affrontando diverse epoche. Come mai scegliere proprio Calliope e Malala?

    Ho scelto Calliope perché è l’ispiratrice della poesia epica, e Malala perché è simbolo della violenza perpetrata contro l’intelligenza della donna.

    1. Lei parla anche di “Fiori impossibili”: vuole spiegarci meglio questo concetto?

    I “Fiori impossibili”, sono creati dalla mia fantasia per sottolineare e rappresentare la bellezza di virtù come il coraggio, la gioia, il pensiero creativo.

    1. Oltre che con le donne e l’ambiente, le opere si confrontano anche con l’arte, con Picasso in particolare. Perché ha preso come riferimento Les Demoiselles d’Avignon?

    È un doveroso omaggio a Picasso per la sua grande arte, capace di scuotere le coscienze con Guernica, l’opera straordinaria che grida contro l’orrore della guerra. Per quanto riguarda invece Les Demoiselles d’Avignon, mi ha colpito l’immagine di fanciulle ‒ in realtà prostitute di un bordello ‒ rappresentate con sembianze grottesche, quasi animalesche. Troppo spesso si insultano le donne dando loro delle prostitute, senza scalfire l’altra faccia della medaglia, gli uomini. Così le mie fanciulle, invece, quelle da me qui rappresentate, sono donne forti e fiere di sé.

    1. Lo sguardo, in tutto questo, quale funzione ricopre?

    Lo sguardo definisce la realtà e quello femminile può, a mio avviso, rappresentare un modo diverso di definire la realtà, più ampio e amorevole.

    1. Cosa significa per lei esporre “arte impegnata” a Milano? Quale obiettivo desidera raggiungere con chi verrà ad ammirare le sue opere?

    Milano è la mia città di adozione, che ho imparato ad amare. È una città sensibile alla creatività nelle diverse forme.

    1. Quale sarà il suo prossimo passo?

    Spero che i prossimi passi possano attirare una schiera di persone innamorate della creatività.

  • ConTAMinAzione – Vania Elettra Tam

    ConTAMinAzione - Vania Elettra Tam cura di Virginia Monteverde dal 8 al 10 marzo 2019 Spazio46 di Palazzo Ducale - Genova

    ConTAMinAzione – Vania Elettra Tam

    cura di Virginia Monteverde
    dal 8 al 10 marzo 2019
    Spazio46 di Palazzo Ducale – Genova

     

    Giovedì 7 marzo 2019 alle ore 18.00 presso Spazio46 di Palazzo Ducale a Genova, sarà inaugurata la mostra ConTAMinAzione di Vania Elettra Tam, la seconda mostra del ciclo Weekend Contemporaneo curato da Virginia Monteverde.

     

    ConTAMinAzione è la definizione del “modus operandi” di Vania Elettra Tam, che lavora all’attualizzazione di alcuni capolavori della pittura classica. I maestri del passato si sono rivelati per l’artista ottime fonti di ispirazione, ecco perché le protagoniste dei suoi ritratti hanno le sembianze di alcune nobili donne ritratte dal Bronzino, le fattezze di alcune modelle di Albrecht Durer o Hans Holbein, il volto gentile delle donzelle di Georges de La Tour e la “Dama con l’ermellino” di Leonardo diventa la “dama col bigodino”…

    Donna protagonista, donna forte, donna oggetto. Donna che finge di essere oggetto perché consapevole di essere solo e soltanto un soggetto. Fintamente distratta e superficiale, assorta nei suoi pensieri per celare un’intelligenza e una sensibilità superiori. Sono queste le donne ritratte da Vania Elettra Tam.

    La “contaminazione” avviene su più livelli, coinvolgendo letteratura, fumetto, enigmistica, cinema, classicità, attraverso uno smontaggio sistematico del piano narrativo, a favore di un’attualizzazione ironica dei contenuti.

     

    Vania Elettra Tam - La buona ventura - 2015 - 40x40 cm - acrilico su telaL’artista Vania Elettra Tam:
    L’ironia e la seduzione delle sue sceneggiature si sovrappongono ad una velata critica sociale ma dallo sguardo sempre lieve, divertito e surreale. I rifugi casalinghi, la delicatezza e l’instabilità dei suoi microcosmi quotidiani ci mostrano autoritratti dell’artista mentre indaga le abitudini ossessive del mondo femminile contemporaneo. Lo spettatore è invitato a giocare con le unità di tempo, di luogo e di spazio, con la consapevolezza che niente è come sembra.

    Dopo gli studi alla NABA e alla Scuola di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco di Milano, lavora come designer nel settore tessile comasco, ma poi lo abbandona per dedicarsi esclusivamente all’arte. La sua scelta viene presto premiata dal Comune di Como, che nel 2005 le organizza al Chiostrino di Sant’Eufemia la prima mostra personale. Numerose le mostre realizzate in seguito in Gallerie d’Arte e in luoghi istituzionali, tra le più importanti va ricordata la sua partecipazione alla 54° Biennale di Venezia – Padiglione Italia diffuso di Sgarbi a Palazzo Te di Mantova.

    Sempre nel 2011 viene invitata da Edoardo di Mauro alla selezionatissima collettiva “Un’altra storia. Arte italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero” a San Carpoforo a Milano. L’anno successivo le sue opere volano oltre oceano raggiungendo Cuba alla mostra “Perturbaciones” al Museo Nacional de Bellas Artes a L’Habana. Nel 2013 Ferdinando Creta la invita come esponente della migliore arte al femminile a “Iside Contemporanea” al Museo Arcos di Benevento. Franca Marri nel 2016  cura la sua personale “Kanon Regole Ferree” a Trieste, mostra presentata dal critico di fama internazionale Edward Lucie-Smith. Il Šibenik City Museum nel 2016 le dedica una personale come special guest dell’International Children’s Festival Croato.

    Nel 2017 al Palazzo della Ragione il Comune di Mantova realizza la sua antologica «conTAMinAzione» a cura di Carlo Micheli. Ha partecipato alle edizioni 2016 e 2017 di Wopart – Works on Paper Art Fair a Lugano per Frattura Scomposta. Le sue opere fanno parte della collezione del Museo Parisi Valle di Maccagno (VA), del Museo di Palazzo Te di Mantova e della Direzione nazionale Cgil di Roma. Vive e lavora a Milano.

     

    Vania Elettra Tam - la dama col bigodino - 2018 - 60x40 cm - acrilico e matita su tela

    TITOLO: ConTAMinAzione
    GENERE: mostra personale di pittura
    AUTORE: Vania Elettra Tam
    LUOGO: Spazio46 – Palazzo Ducale
    INDIRIZZO: Piazza Matteotti 9, Genova
    INAUGURA: giovedì 7 marzo alle ore 18.00
    DURATA: dal 8 al 10 marzo 2019
    A CURA DI: Virginia Monteverde
    RASSEGNA: Weekend Contemporaneo
    ORGANIZZATORE: Art Commission-Events ACe
    INFO: [email protected] | +39 3479300692
    ORARI: 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00

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  • Federico Motta Editore: il Grande libro delle Olimpiadi

    Il Grande Libro delle Olimpiadi è un’opera pubblicata da Federico Motta Editore nel 1992, che racconta oltre un secolo di Giochi Olimpici. Essendo la casa editrice sempre attenta all’evolversi delle nuove tecnologie, il cofanetto è corredato da contenuti multimediali come i floppy disk, in perfetto stile anni ’90.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: Il Grande Libro delle Olimpiadi

    I giochi Olimpici sono la più antica manifestazione globale di sano confronto sportivo. Per ripercorrere e restituire una completa analisi di tale grande evento con cadenza quadriennale, Federico Motta Editore ha pubblicato il Grande Libro delle Olimpiadi nel 1992, in occasione dell’edizione di Barcellona, a un secolo di distanza dalla prima edizione. Si tratta di un elegante volume ben rilegato, come da tradizione della casa editrice, contenente informazioni, analisi e curiosità sulle Olimpiadi estive e invernali. Non solo il racconto sportivo, ma anche approfondimenti relativi al contesto storico e politico che ha caratterizzato ogni edizione e influenzato organizzatori, atleti e opinione pubblica. Da sempre attenta all’evoluzione delle tecnologie, la Federico Motta Editore ha dotato il tomo di un supporto multimediale tipico degli anni ’90: il floppy disk. Nella confezione cofanetto dell’opera, infatti, vi erano ben quattro dischetti. Tre di questi contenevano risultati, classifiche e primati; il quarto proponeva, invece, "Sfida olimpica", un gioco a quiz con più di mille domande per testare la conoscenza delle Olimpiadi sotto forma ludica.

    Federico Motta Editore: simbolo di cultura e qualità

    Federico Motta Editore, marchio simbolo di cultura, autorevolezza e qualità da 90 anni, compare per la prima volta nel 1929 con il nome di "Clichè Motta". Originariamente si costituiva come una ditta specializzata nella riproduzione fotomeccanica. Il target di riferimento della casa editrice sono i nuclei famigliari, tanto che nel 1954 avvia la prima rete di vendita diretta per divulgare le proprie opere. I settori che predilige sono le Enciclopedie, le collane di architettura, l’editoria per i ragazzi più giovani e le riviste di moda. Nel corso della propria attività, Federico Motta Editore ha mostrato una particolare attenzione e interesse per l’evoluzione delle tecnologie: a tal proposito, ha corredato gran parte delle opere di contenuti multimediali e lanciato CD-ROM, Videocassette e il Sonobox. In occasione dell’avvento del web, ha attivato progetti innovativi quali Internet TV e Internet Motta Club. La casa editrice ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2010 o il premio Pirelli InterNETional Awards nel 2007.

  • Gioventù per i Diritti Umani al Carnevale Multiculturale di San Donato

    Domenica 3 Marzo il Carnevale Multiculturale animerà le vie e le piazze del centro commerciale “San Donato” nel quartire di Novoli.

    Come ogni anno, ormai da diversi anni, molte associazioni di volontariato sfileranno insieme in un mix di colori, suoni, danze, etnie diverse, razze diverse, diverse religioni per portare il loro messaggio di pace.

    L’Associazione Gioventù per i Diritti Umani avrà l’onore di aprire la sfilata insieme ad altre associazioni e, all’insegna della cooperazione e collaborazione, reggeranno lo striscione la cui scritta sarà il simbolo dei diritti di ogni essere umano in un mondo di pace.

    A seguire, dopo la sfilata del corteo e, dopo l’esibizione e il messaggio di ogni associazione partecipante, Gioventù per i Diritti Umani sarà presente in uno stand con un tavolo informativo dove verranno distribuiti opuscoli per conoscere i diritti umani e la Dichiarazione Universale degli Stessi.

    La maggior parte delle persone conosce la libertà di parola e di religione, ma pochissimi conoscono tutti i 30 diritti della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

    Se più persone conoscessero ed insistessero sul rispetto dei propri diritti, il mondo sarebbe molto più pacifico e civile.

    L’ambizioso progetto della campagna Gioventù per i Diritti Umani è quello di istruire più persone possibile sul tema dei diritti umani, lo scopo è quello di portare ogni persona di questo pianeta ad un maggiore riconoscimento dei propri diritti umani con un conseguente miglioramento della propria vita e quella degli altri.

    Gioventù per i Diritti Umani e tutte le Associazioni del Carnevale della Pace vi aspettano il 3 Marzo p.v con i vostri bambini al Centro Commerciale San Donato dalle 15,00.

    I Diritti Umani Devono Essere Resi Un Fatto Non Un Sogno Idelaistico” L. Ron Hubbard

    http://it.youthforhumanrights.org

     

  • I fiori impossibili di Gabriella Ventavoli alla Milano Art Gallery, in mostra contro la violenza

    Torna alla Milano Art Gallery, in via Ampère 102 (MI), Gabriella Ventavoli, portando in esposizione tutto il suo slancio ambientalista e sociale. La donna e l’arte contro ogni forma di violenza, questo è il titolo della personale che avrà qui luogo dal 7 al 28 marzo. L’inaugurazione è prevista per giovedì 7 marzo alle 18, in cui l’artista e le sue opere verranno presentate dall’organizzatore dell’evento e direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes.

    Gabriella Ventavoli declina dunque uno dei suoi cavalli di battaglia, la salvaguardia dell’ambiente, esplorando il tema della violenza, a sua volta rappresentata nelle sue diverse forme.

    Da sempre attenta osservatrice dei problemi che affliggono il pianeta e l’umanità, l’artista dà voce a chi non ha abbastanza forza per emergere. E lo fa in occasione dell’8 marzo, rappresentando la speranza che una mentalità femminile possa aiutare a risolvere i problemi. Ecco dunque che ne La donna e l’arte contro ogni forma di violenza Gabriella Ventavoli raffigura i “fiori impossibili”: gioia, conforto, coraggio e speranza.

    Il suo però è anche un viaggio che parte dagli albori della civiltà, con Calliope, la musa greca ispiratrice dei poeti, e arriva ai giorni nostri con il Nobel per la Pace Malala, giovane pakistana che lotta per il diritto all’istruzione e i diritti civili. Il tour è a 360°, tanto che l’artista riprende e sfida Picasso e le sue Les demoiselles d’Avignon proponendone una versione con donne forti, fiere di sé.

    Spiega così Gabriella Ventavoli le ragioni che l’hanno portata a questa nuova personale: «Viviamo in un mondo dove la violenza è divenuta come nebbia oscura che offusca la bellezza della vita sul nostro pianeta. Ci stiamo abituando a convivere col ripetersi dell’aggressione al corpo e alla mente della donna, e alla nostra Madre Terra. I grandi del mondo sembrano più preoccupati di sancire il proprio dominio piuttosto che di arginare ciò che sta distruggendo il mare, le foreste e l’atmosfera. […]Forse serve lo sguardo femminile per delineare un mondo diverso, dove la fratellanza possa aspirare a uno spazio più ampio».

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 3887338297 oppure scrivere a [email protected].

  • Il Robot come prodotto e i modelli di responsabilità

    Il ciclo di incontri Noi e i robot. Scenari possibili per una nuova società, promosso da Università di Bergamo e Fondazione A.J. Zaninoni,  avrà il suo ulteriore approfondimento 7 marzo alle ore 18 nell’Aula Galeotti del Campus Giuridico Economico dell’Università degli Studi di Bergamo, in via Caniana 2, Bergamo.

    L’ospite dell’evento sarà Andrea Bertolini, ricercatore della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa, che interverrà con la sua relazione “Il Robot come prodotto e i modelli di responsabilità”.

    L’incontro sarà aperto da Annalisa Cristini, direttrice del CESC – Centro sulle dinamiche economiche, sociali e della cooperazione – dell’Università di Bergamo, e da Pia Locatelli, presidente della Fondazione A.J. Zaninoni. L’intervento sarà introdotto da Roberto Pucella, professore ordinario del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo.
    L’approfondimento precedente, con relatore Pietro Ichino, ha esaminato l’impatto dell’evoluzione tecnologica e il mutamento delle facoltà cognitive nel mercato del lavoro.

    Il convegno iniziale, con keynote speaker Roberto Cingolani, aveva affrontato il tema  del rapporto tra esseri umani e macchine intelligenti.

     

    Per informazioni:

    CESC- [email protected]

     

  • Spoleto Arte a Venezia: la mostra di punta del Carnevale con omaggio a Dario Fo

    Nel cuore dei festeggiamenti per il Carnevale di Venezia, vicino al Ponte di Rialto, giovedì 21 febbraio la Scuola Grande di San Teodoro ha aperto le porte alla mostra Carnevale dell’Arte a Venezia. L’esposizione, rimasta aperta al pubblico fino a ieri, domenica 24 febbraio, è stata presentata dall’ideatore e organizzatore della mostra Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, da Silvia Casarin Rizzolo, direttore d’orchestra del Teatro La Fenice, dal direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Giuseppe La Bruna e dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.

    Proprio con le foto di quest’ultimo è stata allestita all’interno della kermesse una sezione dedicata alla vita del Premio Nobel. La vita dell’artista soprannominato “il giullare”, le vicende che ne hanno caratterizzato la nascita di opere teatrali e progetti più complessi, il rapporto con Franca Rame e molto altro…

    Al 4810 di Campo San Salvador, nella prestigiosa sede della Scuola di San Teodoro, sono rimaste in esposizione per tutto lo scorso weekend le opere di diversi talentuosi artisti contemporanei. Eccone i nomi: Anna Actis Caporale, Robertino Aisa, Vincenzo Armato, Piera Bachiocco, Vittoriana Benini, Renata Bertolini, Roberta Binelli, Mariangela Bombardieri, Dario Calì, Natalia Caragherghi, Sergio Cavallerin, Rosanna Cecchet, Gino Dalle Luche, Desirè D’Angelo, Vanni De Conti, Daniele Digiuni, Giorgio Fagotto, Giuseppe Fanfoni, Davide Favaro, Bruno Greco, Livia Licheri, Alfredo Lucifero, Giuseppe Luzi, Fabiana Macaluso, Adriana Mallano, Enrico Mantegazza, Angiolina Marchese, Massimiliano Martino, Patrizia Matera, Marilena Memmi, Renate Merzinger-Pleban, Graziella Modanese, Roberta Moresco, Paivyt Niemelainen, Riccardo Pasquini, Maria Stella Polce, Giulia Quaranta Provenzano, Antonella Rollo, Rolando Rovati, Alison Ryde, Angelo Scuderi, Anna Trzuskolas, Gabriele Urban, Fiorenzo Vaccaretti, Emel Vardar, Maria Velardi e Maria Laura Venturelli.

  • I nuovi progetti musicali del duo lirico De Maio Lupoli

    Olga De Maio & Luca Lupoli ed i loro nuovi progetti musicali

    La nota coppia della lirica partenopea

    , artisti del Teatro San Carlo,il soprano Olga De Maio ed il tenore Luca Lupoli e nell’ambito della storica Associazione Culturale Noi per Napoli della quale sono fautori e rappresentanti, reduci da vari e molteplici successi dei loro spettacoli e concerti nei maggiori siti storici e teatri di Napoli (Concerto di Capodanno, Luoghi Storici & Musica)portano avanti la diffusione, la promozione e la conoscenza della lirica e del bel canto attraverso il progetto del loro ultimo brano lirico pop” Anche quando non vuoi, scritto per le loro voci da Paolo Audino,autore di Bocelli,Mina,Minghi e da Nando Misuraca per la musica, con un videoclip girato tra alcune delle più belle location storiche della città di Napoli, sul tema dell’amore a tutto tondo ed in particolare Amore per la musica lirica e classica, tradotto nel linguaggio lirico pop tale da far appassionare a questo genere tutti coloro che non lo conoscono,giovani e meno, o che non hanno mai avuto esperienza di ascolto per apprezzarne la bellezza e la ricchezza!

    Sulla stessa lunghezza d’onda anche il nuovo tributo-omaggio agli Alunni del Sole,con una brillante e frizzante cover del brano Un’altra poesia del loro fondatore,pianista e compositore Paolo Morelli, arrangiato ed accompagnato dal M° Elisabetta Serio, nota pianista e musicista di Pino Daniele, nel segno sempre di una napoletanità e liricita’ del bel canto partenopeo ed italiano che essi rappresentano e portano avanti.

    Uniscono,esprimono e trasferiscono sempre nei loro progetti artistici l’amore e la passione per la propria città di origine e le radici della loro appartenenza culturale e formativa, con un lungo e prestigioso curriculum professionale di livello internazionale documentato dalla stampa e dalla tv nazionale, l’aspetto della solidarietà e del sociale, destinando spesso una parte del ricavato degli eventi ad una delle principali mense dei senzatetto della città.

    Arte, cultura, solidarietà si fondono nel rispetto sempre della tradizione e del rigore della loro professione di artisti ed ambasciatori dell’opera lirica e del bel canto e testimoni di un genere che racchiude un immenso ed immortale patrimonio culturale ed educativo.

    Anche quando non vuoi

    Un’altra poesia

    Ascolta Olga De Maio & Luca Lupoli tribute to Alunni del Sole arrangiamento ed accompagnamento Elisabetta Serio di Luca Lupoli tenore #np su #SoundCloud

    Li potete seguire sui loro canali social:

    https://www.youtube.com/user/LucaLupoliTenore

    https://www.facebook.com/AssociazioneNoiPerNapoli/

    https://www.facebook.com/Olga-De-Maio-Luca-Lupoli-259291357851799/

    https://www.noipernapoli.it/

  • Memorie liquide – Evita Andújar

    Le Memorie liquide di Evita Andújar in mostra a Mantova

    Memorie liquide - Evita Andújar - Mantova

    La pittura di Evita Andújar è una sferzata rivitalizzante all’intero mondo dell’arte contemporanea. Ne fan fede il cospicuo numero di premi vinti e la frenetica partecipazione a mostre nazionali e internazionali che sottintende un apprezzamento incondizionato del suo fare artistico.

    Proveniente dal restauro, Evita ha conoscenze approfondite di materiali e tecniche, della classicità come della contemporaneità: ne deriva una proposta artistica che attraversa il Novecento cogliendone gli insegnamenti e le innovazioni, per proiettarsi in un Terzo Millennio all’insegna delle fibrillazioni e dell’inquietudine.

    EVITA ANDÚJAR. Stolen Selfie 28 o Nascondino, 2019. Acrilico su tela, 90x80
    EVITA ANDÚJAR. Stolen Selfie 28 o Nascondino, 2019. Acrilico su tela, 90×80

    Così Roberto Gramiccia: “…non solo piega e fonde, con sapienza e duttilità, codici espressivi diversi per confezionare un proprio personalissimo linguaggio unitario, ma, quel che più conta, è capace di mettere in scena la rappresentazione più efficace della vita nel suo divenire imprevedibile, contraddittorio, dialettico.”

    Le figure femminili, percorse da una vibrazione che le sdoppia, le destruttura, le scioglie, sono immagini paradigmatiche delle eroine inquiete dei nostri giorni, donne “moltiplicate”, preda di un vortice dinamico che ne offusca quasi le sembianze, per trasformarle in archetipi di una nuova femminilità, più complessa, più multiforme, più consapevole.

    Per Lorenzo Canova quello di Evita è “Un mondo sospeso tra memoria e futuro, una pittura dove il tempo sedimentato e interiore si intreccia al dinamismo contemporaneo della percezione elettronica, uno sguardo in cui la forma si blocca e si disperde in una dialettica costante tra la millenaria fissità dell’immagine e la sua accelerazione contemporanea: l’opera di Evita Andújar si muove su queste coordinate dove la pittura è allo stesso tempo condensata e dissolta in un sistema costruttivo dove i contrari si uniscono e si allontanano in un perenne moto circolare.”

    “Memorie liquide”, la mostra a cura di Carlo Micheli che si terrà a Mantova nel mese di Marzo, alla Casa di Rigoletto, rappresenta la prima personale istituzionale dell’artista d’origine spagnola. Il progetto, dell’Ufficio Mostre del Comune di Mantova, si avvale della preziosa collaborazione della Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia e del sostegno di Espoarte.

     

    EVITA ANDÚJAR. Stolen Selfie 31 o Labirinto di vuoti, 2019. Acrilico su tela, cm 90x80
    EVITA ANDÚJAR. Stolen Selfie 31 o Labirinto di vuoti, 2019. Acrilico su tela, cm 90×80

    Note biografiche
    Evita Andújar nasce a Ècija, Siviglia, in Spagna.
    Dopo essersi formata studiando pittura e restauro all’Accademia di Belle Arti di Siviglia ha frequentato diversi corsi di specializzazione di pittura e arte tra i quali il Corso Internazionale di Pittura a Cadice diretto dal pittore spagnolo Antonio López García.

    Dopo aver terminato anche i corsi di Dottorato, nel 2000 viene in Italia come borsista all’Accademia di Spagna in Roma.

    Realizza importanti restauri di affreschi come referente tecnico e restauratrice (ad esempio la Scala Regia del Vignola a Caprarola).

    Lo stretto contatto con gli affreschi sarà fondamentale per lo sviluppo posteriore della sua tecnica pittorica. Ha realizzato numerose mostre in Italia, Spagna, Inghilterra, Francia, Slovenia ed Emirati Arabi, esponendo con grandi artisti contemporanei e giovani artisti emergenti.

    Tra altre sedi ricordiamo le mostre realizzate a Palazzo Reale e al Museo della Permanente di Milano, all’Arsenale di Venezia, alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo a Siracusa, ai Musei di San Salvatore in Lauro o alla Camera dei Deputati a Roma.
    Dal 2000 vive e lavora a Roma.

     

    EVITA ANDÚJAR. Stolen Selfie 29 o Guardando le stelle del mattino, 2019. Acrilico su tela, cm 90x80
    EVITA ANDÚJAR. Stolen Selfie 29 o Guardando le stelle del mattino, 2019. Acrilico su tela, cm 90×80

    Memorie liquide – Evita Andújar
    a cura di Carlo Micheli

    Casa di Rigoletto
    Piazza Sordello 23, Mantova

    dal 2 al 31 marzo 2019
    inaugurazione sabato 2 marzo alle ore 18.00

    orari: tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00
    info: 0376/288208 | [email protected]

     

     

    Progetto del Comune Di Mantova – Ufficio Mostre
    In collaborazione con la Galleria De’ Bonis di Reggio Emilia e col sostegno di Espoarte
    Mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

    link evento facebook

  • L’importanza di far conoscere i Diritti Umani nelle scuole

    I bambini sono il futuro di questo mondo. Programmi educativi che insegnano loro i loro diritti umani e come difenderli e proteggerli inoltrano il messaggio di tolleranza e cooperazione e il fine ultimo dei diritti umani universali.

    I volontari della campagna sociale Gioventù per i Diritti Umani, interpretano alla lettera lo scopo di Youth for Human Rights International che è quello di insegnare ai giovani i diritti umani, in particolare la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, e ispirarli a diventare validi sostenitori della tolleranza e della pace.

    I bambini sono il futuro Hanno bisogno di conoscere i loro diritti umani per sapere che devono assumersi la responsabilità di proteggere se stessi e i loro coetanei. Man mano che diventano consapevoli e attivi in questa causa, il messaggio viaggia in lungo e in largo, e un giorno i diritti umani universali saranno un fatto, non solo un sogno idealistico.

    L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proposto che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani “sia diffusa, mostrata, letta ed esposta principalmente nelle scuole e in altre istituzioni educative, senza distinzione basata sullo status politico di paesi o territori” (Nazioni Unite, 1948). Kofi Annan, ex segretario generale delle Nazioni Unite ha detto “Siamo qui perché sappiamo che l’alfabetizzazione è la chiave per sbloccare la gabbia della miseria umana; la chiave per trasmettere il potenziale di ogni essere umano; la chiave per aprire un futuro di libertà e speranza. Siamo qui per aprire un decennio che deve tradurre questa speranza in realtà. “La carta di Youth for Human Rights International è quella di trasmettere questo obiettivo con materiali educativi per i diritti umani semplici ma efficaci e di alta qualità per giovani, insegnanti, funzionari – chiunque. Questo è lo spirito che anima i volontari di Firenze che proprio alla fine di questo mese di febbraio porteranno nelle scuole di Barga il programma di informazione sui Diritti Umani e sulla Dichiarazione Universale degli stessi

    I Diritti Umani Devono Essere Resi Un Fatto Non Un Sogno Idealistico”L. Ron Hubbard



  • LA TREVISO CREATIVITY WEEK SBARCA A LONDRA

    Dopo il successo oltreoceano al Ces di Las Vegas, il 27 febbraio scatta la seconda tappa della “Road to Treviso Creativity” a Londra, in collaborazione con l’incubatore TechItalia Lab. Il founder Gianpaolo Pezzato, assieme alla delegazione della TCW: “Sveleremo la nuova edizione della competition Creativity Startup”

     

    La nuova edizione della Treviso Creativity Week si prennuncia ricca di novità e opportunità, già il debutto oltreoceano, al CES di Las Vegas, è stato un avvenimento che ha portato il progetto trevigiano su un livello internazionale che ha attirato l’attenzione di autorevoli personalità ed esperti del settore. L’ideatore Gianpaolo Pezzato: “La prima tappa della TCW è stata un successo di partecipazione. Abbiamo riscontrato un alto interesse per il progetto, la creatività made in Italy è molto ricercata ed è la nostra forza, ma non basta. E’ necessario promuoverla e creare rete”. E Pezzato, assieme a una delegazione di partner, sostenitori della TCW, ha pianificato un road show che fino a luglio toccherà diverse città italiane ed estere per presentare e promuovere l’edizione 2019 del progetto.

    Dopo l’ouverture americana, a breve il team è pronto ad approdare a Londra, seconda tappa di questo intenso “tour”. Il 27 febbraio infatti, TWC sarà presente all’evento organizzato con TechitaliaLab London per presentarsi alla comunità di startupper italiani che lavorano a Londra. “In quell’occasione – spiega Pezzato – sarà svelata la nuova edizione della competition Creativity Startup, aperta a tutte le startup italiane e non, di cui TechitaliaLab sarà uno dei partner”. E dal fronte premi, svelata un’altra importante novità: oltre ai 2.500 euro in denaro riservati dal main partner Marketing&Co, quest’anno i vincitori potranno contare anche sulla possibilità di essere ospitati per una settimana presso lo spazio di coworking eOffice a due passi dal British Museum, con un pitch time finale di fronte ai partner TechItaliaLAb. Il bando completo del Premio Creativity Startup sarà disponibile dal 27 febbraio sul sito trevisocreativityweek.it.

    Dopo la tappa londinese, la delegazione di TCW farà tappa a Firenze nel mese di marzo, ad aprile a Ferrara per proseguire poi a Napoli e Rovigo. Ogni tappa sarà l’occasione per svelare un pezzo del programma e la lista degli ospiti. La settimana della creatività si svolgerà dal 20 al 27 ottobre, grazie anche al sostegno di tante realtà del territorio, tra cui Marketing & Co e Ascotrade, e sarà ancora una volta finalizzata ad avvicinare giovani, imprese e istituzioni con workshop e seminari per ragionare insieme sul futuro e su come agire per fare la differenza. Confermati il Premio Creativity Startup e il premio Donna dell’anno, svelate invece due novità: PensoFUTURO, il concorso di idee dedicato agli under 18 e la giornata nazionale della Creatività e della Fantasia (20 ottobre) che vedrà la collaborazione di Gruppo Alcuni, una delle eccellenze italiane nel campo delle creatività.

    Info e dettagli su www.trevisocreativityweek.it e sulla pagina FB @TVCreativityWeek.

     

    Ufficio Stampa PK COMMUNICATION: [email protected]

     

     

     

     

     

  • Fabio Mazzeo: l’autore del romanzo La solitudine degli amanti

    Ambientato a Roma, racconta, con ritmo del thriller e lo sguardo dell’amore, una catena di delitti. Le vittime sono donne che tra loro non si conoscono ma hanno in comune segreti inconfessabili. Tra questi la voglia di innamorarsi ancora. La solitudine degli amanti è il primo romanzo di Fabio Mazzeo.

    Fabio Mazzeo

    La solitudine degli amanti, l’opera prima di Fabio Mazzeo

    Con La solitudine degli amanti, la cui pubblicazione è fissata per il 7 Marzo, Fabio Mazzeo racconta un serie impressionati di delitti. C’è un filo che accomuna le vittime ed è verde: è il colore dell’inchiostro con il quale è vergato a mano un biglietto che ciascuna donna assassinata conserva tra inconfessabili segreti. Sono strofe della canzone “L’amante” di Ivano Fossati. Le vicende del romanzo prendono il via dall’assassinio di un’artista cinquantenne, una donna sposata con uno degli avvocati più influenti di Roma. Viene trovata morta in una bellissima piazza panoramica dei Parioli, seduta su poltrona di vimini. Ha sul braccio lo squarcio di un morso, all’anulare una vera di diamanti. Tutti elementi comuni a un altro omicidio di 17 mesi prima quando l’ispettore Andrea Giannini aveva ipotizzato l’esistenza di un potenziale killer seriale. Nessuno gli aveva dato credito. A riportare il poliziotto sulle scene del crimine c’è il magistrato Liliana Cannata, che scommette sul talento investigativo di Giannini, nel frattempo colpito dalla macchina del fango e dalla morte della sua compagna. La solitudine è il comune denominatore dei protagonisti della vicenda descritta da Fabio Mazzeo, la menzogna è la moneta di scambio con cui i personaggi intrecciano le loro esistenze.

    L’autore: l’esperienza professionale di Fabio Mazzeo

    Classe 1967, messinese, giornalista, Fabio Mazzeo entra a 19 anni nella redazione di Telespazio. In seguito lavora presso Telecolor – Video 3, prima come corrispondente da Messina e poi come Redattore nella sede centrale di Catania. Si occupa di ideare e condurre trasmissioni di cronaca e sport della prima emittente a realizzare un TG trasmesso interamente sul web. Collabora alla realizzazione di reportage dalla Sicilia della trasmissione Rai “Mixer”, condotta dal maestro della narrazione televisiva Giovanni Minoli e scrive per numerose testate giornalistiche nazionali e regionali. Nel 1999 si aggiudica il Premio per il Giornalismo della Presidenza della Repubblica: dal 1998 al 2008 è Direttore di Tremedia – VIP TV, ne cura il palinsesto, conduce trasmissioni di cronaca, politica e attualità e produce servizi come inviato del Giornale di Sicilia. Nel 2008 diventa capo ufficio stampa al gruppo parlamentare del Pdl alla Camera dei deputati, da maggio 2013 a dicembre 2016 è capoufficio stampa presso il Ministero della Salute. Successivamente Fabio Mazzeo entra in AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), dove coordina l’ufficio stampa e comunicazione. Dal 2014 è consulente dell’ufficio stampa di Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), oltre a dirigere il periodico sanitario Monitor. Dal 2008 vive a Roma.

  • Premio Tamara de Lempicka: Silvana Giacobini ricorda Alberto Sordi alla Milano Art Gallery

    Ieri, giovedì 14 febbraio, è stato un giorno speciale per la Milano Art Gallery di via Alessi 11. Non solo per via del tanto atteso o schivato San Valentino. Nella storica galleria nel cuore di Milano è stata inaugurata la mostra dedicata all’International Art Prize Tamara de Lempicka. Madrina dell’evento, la celebre giornalista e scrittrice Silvana Giacobini che per l’occasione ha presentato il suo libro Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana (Cairo, 2018).

    All’inaugurazione dell’esposizione, ideata e organizzata dal manager di volti noti Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, hanno preso parte anche Silvia Casarin Rizzolo, direttore d’orchestra del Teatro La Fenice e Daniela Testori di Testori Comunicazione. Alla location, allestita con le opere di artisti che hanno voluto omaggiare il ricordo della grande Tamara de Lempicka o che hanno portato temi e stili cari al mondo femminile, è stato conferito il prestigioso premio di riconoscimento. La giuria, oltre alle personalità che hanno fisicamente presenziato al vernissage, era composta anche dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e dal direttore del Premio Modigliani Alberto D’Atanasio.

    Presenti alla kermesse anche l’arcivescovo Mapelli, primate presso Chiesa Cristiana Antica Cattolica e Apostolica, e il direttore della Triennale Fotografia Italiana Luigi Gattinara.

    Ma sveliamo ora i nomi degli artisti premiati ed espositori: Anna Actis Caporale, Patrizia Almonti, Manuela Andreoli, Angela Augelli, Andra Magdalena Butnariu, Concetta Capotorti, Loredana Caretti, Margherita Casadei, Anna Catalano, Maria Cavaggioni, Rosanna Cecchet, Francesca D’Alessio, Gino Dalle Luche, Ida De Vincenzo, Marilena Di Vito, Daniele Digiuni, Giorgio Fagotto, Giusy Cristina Ferrante, Angelica Flores, Francesca Gabriele, Carla Gallato, Ornella Gario, Cristina Giovannucci, Laura Lepore, Rosa Maria Lo Bue, Maria Agnese Lunati, Fabiana Macaluso, Francesca Aurora Malatesta, Malgorzata Buczek-Sledzinska, Angiolina Marchese, Barbara Maria Maresti, Luigina Massaria, Marzia Massetti, Alessio Mazzarulli, Renate Merzinger-Pleban, Beatrice Moggi, Susanna Murgia, Roberta Musi, Paivyt  Niemelainen, Giada Paolini, Francesca Pezzola, Luisa Piglione, Angela Procopio, Giulia Quaranta Provenzano, Mariagrazia Raffaelli, Orlando Rosa, Fernanda Sacco, Donatella Saladino, Angelo Scuderi, Carla Tomatis, Anna Trzuskolas, Zeno Da Verona, Rita Vitaloni, Elisabetta Vivian e Mariagrazia Zanetti.

    Le loro opere rimarranno esposte alla Milano Art Gallery fino a giovedì 7 marzo. La galleria, ad ingresso libero, è visitabile tutti i giorni dalle 14.30 alle 19, ad eccezione della domenica.

  • Alberoni alla Milano Art Gallery, ed è subito amore: pubblico anche fuori dalla galleria per il vernissage

    Ha anticipato il giorno dedicato all’amore e agli innamorati l’evento tenutosi a Milano con Francesco Alberoni, in via Ampère 102, ieri, mercoledì 13 febbraio. Il noto sociologo di fama internazionale ha inaugurato qui, alla Milano Art Gallery, la mostra Amore nell’Arte, presentando in esclusiva il suo ultimo libro. Amore mio come sei cambiato – Innamoramento e amore 40 anni dopo (Edizioni Piemme), uscito il giorno prima, è stato posto all’attenzione di un pubblico di artisti espositori assieme alla coautrice Cristina Cattaneo.

    Organizzata dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, la mostra aveva lo scopo di portare l’attenzione su un tema troppo sottovalutato: l’amore, ovviamente interpretato nelle sue varie sfaccettature nelle opere di artisti contemporanei. L’intervento di Francesco Alberoni e di Cristina Cattaneo ha poi sottolineato i problemi delle relazioni della società odierna.

    A questi hanno tentato di dare risposta i due autori in una presentazione che si è tenuta nel cuore dell’arte, in un’atmosfera che rimarrà intrisa delle sfumature dell’amore fino a giovedì 7 marzo. In esposizione le opere di: Patrizia Almonti, Lorenza Bini, Rosanna Cecchet, Lina De Demo, Angelo De Francisco, Daniele Digiuni, Francesca Dolzani, Stefania Filannino, Francesca Fiore, Mariarita Ioannacci, Matilda Luna Maniscalco, Barbara Maria Maresti, Mauro Martin, Massimiliano Martino, Renate Merzinger-Pleban, Graziella Modanese, Giulia Provenzano Quaranta, Orlando Rosa, Elena Schellino, Daniela Troina Magri, Cinzia Viola e Flavio Zoner.