Categoria: Arte e Cultura

  • Le riflessioni dell’artista Daniel Mannini sul Festival della Filosofia

    Il Festival Nazionale della Filosofia, che vanta ormai una notorietà internazionale, è diventato un appuntamento annuale di grande richiamo per operatori di settore, ma anche per semplici appassionati e curiosi, che accorrono sempre più numerosi ad assistere agli incontri, alle conferenze, alle lectio magistralis, ai dibattiti, ai seminari, organizzati tra Modena, Carpi e Sassuolo con una progressione davvero corposa e coinvolgente, anche per i cosiddetti profani non esperti e non conoscitori della materia, che possono cogliere l’opportunità di lasciarsi trasportare e accostarsi al mondo filosofico attuale. Protagonisti di fama e autorevolissimi personaggi intervengono a fare da mentori nei vari eventi predisposti per accontentare gusti, preferenze ed esigenze eterogenei. L’edizione 2024 nello specifico ha individuato un tema di riferimento testimonial davvero variegato come potenzialità di approfondimento e analisi mirata: la psiche. Argomento, che offre innumerevoli incipit e input per imbastire e intavolare scambi di confronto a 360 gradi, coinvolgendo anche la dimensione creativa e artistica ovviamente di riflesso e richiamando concetti di accostamento e connessione, che fanno da fil rouge da sempre tra la concezione artistica e la concezione filosofica, alimentando il legame solide duraturo già presente da illo tempore. Su questa proiezione è stato interpellato a riguardo l’artista Daniel Mannini con un’apposita intervista. Il sito web personale di Daniel Mannini è www.danielmanniniart.it .

    D: Una tua valutazione sulla prestigiosa manifestazione nazionale del Festival della Filosofia che si svolge come ogni anno nel mese di Settembre a Modena, Carpi e Sassuolo e vanta delle presenze di alta qualità ed elevata autorevolezza in materia.
    R: Nonostante non ci sia stata occasione di partecipare come spettatore, anche per motivi di distanza, penso che il Festival della Filosofia sia un evento importante e un pretesto per creare una maggiore interazione e coinvolgimento tra le persone e per godere delle ricchezze contenute dalle città ospitanti. È un modo per essere parte integrante di un contesto in cui il pensiero è il più libero possibile da determinate circostanze, che cerca di coinvolgere le persone nella conoscenza e nella comprensione dell’importanza della cultura, per acquisire l’interesse nello scoprire altre cose rispetto alle solite. È un momento di opportunità anche nell’espressione creativa e penso che amalgamare diversi ambienti sia solo un bene e sicuramente crei interesse nel partecipare a questa tipologia di eventi. La psiche è parte integrante del nostro essere ed evitare di ascoltarla o analizzarla agendo di impulso o istinto, non permette di avere la possibilità di scelta.

    D: In che modo a tuo parere l’ispirazione filosofica può acquisire un valore aggiunto corposo all’ispirazione creativa in generale e nello specifico, che tipo di trasporto di traino ne ottieni tu nella tua ricerca artistica e nella tua visione sperimentale soggettiva?
    R: La filosofia riesce ad amalgamarsi bene con qualsiasi tipo d’ispirazione che un creativo possiede. Oltre che rappresentare una chiave di lettura del proprio pensiero, crea un’alchimia tra mente e corpo che si rileva nella fase di esplorazione del proprio percorso lavorativo e artistico. Come è possibile notare all’interno di qualsiasi disciplina, anche nell’arte ha avuto e continua ad avere una sua rilevanza. Come dico sempre: il risultato che otteniamo da una propria tecnica applicata su un supporto o materiale, è il sunto della nostra espressione teorica inserita in un contesto reale, visivo. Oltre ad apprendere diversi concetti e lezioni che possono essere interessanti, è importante elaborare un proprio pensiero, grazie all’assimilazione di questi. Nel mio percorso, la filosofia è parte integrante ma non determinante per la mia visione elaborata in un determinato lavoro, in quanto il contesto rimane lo stimolo maggiore per poter esprimere il mio pensiero.

    D: Un tuo parere di riflessione su uno dei cosiddetti mostri sacri della filosofia contemporanea da sempre ospite d’onore in conferenza anche durante il festival filosofico modenese, il grande maestro Umberto Galimberti.
    R: Nutro un grande rispetto e ammirazione per la figura di Umberto Galimberti, considerandolo un patrimonio italiano per la sua imponente personalità, la quale contiene anche una sua ironia espressa in maniera seria, che può farti sorridere ma al tempo stesso ragionare. Una dote che riconosco è quella di riuscire a spiegare con chiarezza un concetto rendendolo comprensibile e scorrevole, riuscendo anche nell’intento di farsi ascoltare dai giovani, e questo grazie (almeno credo) ad una mentalità aperta al mondo di oggi, analizzando e comprendendo nel modo più reale possibile la narrazione attuale. Quando sono nella fase creativa, ci sono momenti in cui la musica viene sostituita dall’ascolto degli interventi che Galimberti, ma anche altri, fanno durante le proprie lezioni, perché così mi piace definirle. Lezioni in cui il coinvolgimento passivo indirizza il pensiero in altre direzioni e permette di fare un viaggio di analisi a livello generale e personale.

  • “Friedland. La battaglia che segnò l’apogeo dell’impero”: un saggio da leggere!

    Dopo il saggio “La politica religiosa da Costantino a Teodosio” lo scrittore Ferdinando Emilio Abbate torna a far parlare di

    sé con un nuovo e interessante lavoro.

    “Friedland. La battaglia che segnò l’apogeo dell’impero”, pubblicato nel 2024 da Editoriale Jouvence, è un libro che gli amanti della Storia dovrebbero leggere.

    L’autore, con la solita capacità di dare risalto ai momenti salienti, con descrizioni accurate e un’ottima ricostruzione storica, conduce al periodo che consegue alla battaglia di Eylau dell’8 Febbraio 1807.

    Ferdinando Emilio Abbate in questo libro racconta dello scontro tra i francesi e l’armata russo-prussiana. I primi si accaparrarono il campo di battaglia, ma non riuscirono a ottenere quelli che per loro erano considerati gli obiettivi strategici.

    La trama è ricca di eventi significativi che vengono descritti e analizzati con attenzione, portano il lettore non solo a conoscere i fatti accaduti ma anche a sentirsi partecipi.

    La grande conoscenza da parte dell’autore degli avvenimenti raccontati e contestualizzati molto bene, il pathos che mette nel condividere informazioni e conoscenze con i lettori, e il riproporre i fatti come se fossero fotogrammi di un film rendono la lettura davvero interessante.

    La Storia diventa così vivida che si ha la sensazione di farne parte, nonostante forse molti non conoscano questi avvenimenti. Il che dà un valore aggiunto al saggio.

    Trama libro

    Vengono esaminati i movimenti tattici delle armate, con il cauto ripiegamento dei francesi verso gli accantonamenti invernali sul fiume Passarge e gli infruttuosi tentativi nemici di aggirarne le posizioni. Quindi, si narra dell’assedio di Danzica e della sua conquista, alla fine di maggio 1807, da parte dell’esercito napoleonico. Infine, dell’esito deludente

    dell’attacco russo-prussiano del 5 giugno 1807, e delle manovre che, per effetto della controffensiva francese, portarono prima allo scontro interlocutorio di Heilsberg, del 10 giugno, e poi alla grande battaglia di Friedland del 14 giugno, di cui si analizzano le varie fasi, fino alla vittoria finale di Napoleone.

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  • Ricostruzione storica Battaglia Castellaccio di Aquilea LU domenica 22 settembre 2024

    Nell’ occasione degli 80 anniversario il Comitato Paesano di Aquilea Lu organizza una ricostruzione storica della battaglia del castellaccio di Aquilea avamposto della linea gotica in lucchesia

    Domenica 22 settembre 2024 dalle ore 10.00 in poi , con oltre 20 mezzi e 50 figuranti con divise e attrezzature d’epoca saranno ricostruite le ultime ore della Battaglia del Castellaccio di Aquilea LU.
    24 settembre 1944: dopo 3 giorni di assiduo bombardamento iniziano le operazioni a terra dell’esercito americano per la liberazione di Ponte a Moriano e il Castellaccio di Aquilea.
    Il Comitato Paesano di Aquilea organizza questo evento con la collaborazione dei figuranti della Linea Gotica della Lucchesia, il contributo economico del Comune di Lucca e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Regione Toscana.

    Il programma prevede:

    ore 8.00-10.00 ammassamento truppe e mezzi d’epoca piazza ponte a Moriano con possibilità di visionare le strutture e le attrezzature d’epoca
    ore 10.30 partenza colonna della libertà
    ore 11.30 dopo varie soste nei punti storici del paese arrivo al Castellaccio con rappresentazione delle ultime ore della battaglia
    ore 13.00 pranzo nella cucina da campo
    ore 15.00 Inaugurazione restauro monumento ai caduti di tutte le guerre
    ore 18.00 spettacolo della banda musicate marescialli Carabinieri piazza Ponte a Moriano

    info :https://www.facebook.com/events/418410054016467/?acontext=%7B%22event_action_history%22%3A[%7B%22mechanism%22%3A%22your_upcoming_events_unit%22%2C%22surface%22%3A%22bookmark%22%7D]%2C%22ref_notif_type%22%3Anull%7D
  • Un’estate nelle Terre dei Baschenis

    Nelle Terre dei Baschenis trentotto eventi in tre mesi, dal 6 luglio al 6 ottobre, per scoprire le antiche arti, la cultura e la storia degli 11 comuni dell’Alta Val Brembana. L’associazione Altobrembo, impegnata da tempo nella promozione dei tesori nascosti del territorio, offre nel periodo estivo una serie di appuntamenti adatti a tutte le età e di svariata natura, tutti accomunati da un unico comune denominatore: l’arte.

    Si comincia sabato 6 luglio con il “Tour dei mastri del legno”, itinerario in auto per conoscere i tesori dell’intarsio e dell’intaglio del legno realizzati con perizia e ingegno in semplici botteghe di abili artisti brembani che per generazioni hanno impreziosito le chiese della valle. Si parte alle 9.30 da Olmo al Brembo (Antica Segheria Pianetti) per poi proseguire verso Mezzoldo (Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista), Averara (Chiesa parrocchiale di San Giacomo apostolo), Piazza Brembana (Chiesa parrocchiale di San Martino Oltre la Goggia) e arrivare infine a Cassiglio (Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo), dove si terrà anche una dimostrazione della lavorazione del legno da parte di un artista locale e la giornata si concluderà alle ore 17. Per il tour è richiesto un contributo di €12, gratis per ragazzi fino a 14 anni e, per chi lo volesse, sarà previsto un pranzo tipico in un ristorante locale.

    Altre esperienze che permetteranno ai partecipanti di visitare più località delle Terre dei Baschenis sono l’escursione in e-bike “Arte sui pedali”, domenica 14 luglio, il “Tour dei Baschenis”, domenica 29 settembre e “Arte in cammino”, da venerdì 4 a domenica 6 ottobre. Si terrà invece sabato 27 luglio a Piazza Brembana il “Festival delle Terre dei Baschenis”, un’intera giornata dedicata all’arte, alla storia e alla cultura dei paesi delle Terre dei Baschenis. Visite al patrimonio artistico e architettonico del paese, concerto d’archi e clarinetto, spettacoli, esposizione e vendita di pubblicazioni locali, stand di prodotti tipici e mercatini di artigianato.

    Non solo tour di più località: fra gli eventi principali si citano le giornate “Porte aperte sull’arte”: dal 3 luglio al 4 settembre, ogni mercoledì e durante i fine settimana estivi sarà possibile visitare, a rotazione, gli edifici sacri e storici – normalmente chiusi al pubblico  delle località facenti parte delle Terre dei Baschenis; che riveleranno i preziosi affreschi custoditi al loro interno con l’intento di avvicinare visitatori di tutte le età all’arte popolare locale. Tra i luoghi visitabili: Oratorio di Sant’Antonio da Padova a Olmo al Brembo, Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Piazzolo, Chiesa di Sant’Antonio abate alla Torre e Chiesa dei Santi Bernardo e Antonio da Padova a Valtorta, Chiesa della Madonna della Neve ad Averara, Chiesa di San Rocco e antica chiesa plebana a Santa Brigida, Chiesa parrocchiale, sagrestia e Santuario della Madonna del Frassino a Ornica, Oratorio dell’Immacolata a Cassiglio, Chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo a Piazzatorre, Chiesa di San Rocco a Mezzoldo, Oratori di Sant’Alberto e San Giovanni Battista a Cusio, Chiesa di San Bernardo a Piazza Brembana.

    Per coloro interessati a scoprire ogni segreto della vita e della storia dell’Alta Valle, Altobrembo propone cinque esperienze “ibride” che prevedono l’unione di due elementi: “Arte e natura” (28 luglio a Cassiglio), “Arte e musica” (3 agosto a Olmo al Brembo), “Arte e leggenda” (9 agosto a Santa Brigida), “Arte e gusto” (18 agosto a Ornica) e “Arte e storia” (20 agosto ad Averara).

    Ma ci sarà anche occasione di dare libero sfogo alla creatività: in programma laboratori artistici per adulti e piccini; pensati per i primi i laboratori di pittura en plein air (1 e 22 agosto a Olmo al Brembo e Cusio) e di affresco (20 luglio a Olmo al Brembo), mentre per i secondi quelli più propedeutici e ludici come “Crea il tuo burattino” (13 luglio a Olmo al Brembo) “Veggy Colors” (11 agosto a Mezzoldo).

    I venerdì di agosto, l’eco-museo etnografico di Valtorta, che al suo interno racchiude le storie e i materiali più rappresentativi del passato di questo territorio montano, aprirà le sue porte per permettere al pubblico di riscoprirne i valori, gli antichi mestieri e le attività contadine. Alla semplice visita del museo sarà possibile abbinare la partecipazione a esperienze e laboratori creativi come, ad esempio, quello di lavorazione dell’argilla (“Maschere buffe di Valtorta”), la degustazione dei prodotti tipici della Latteria Sociale e l’incontro per famiglie “Racconti e leggende dell’Alta Valle Brembana”; oltre alla visita guidata del museo.

    Per maggiori informazioni su eventi, modalità e costi di partecipazione (ove previsti) è possibile visitare il sito https://www.leterredeibaschenis.it/eventi/ oppure contattare l’associazione Altobrembo: Tel +39 348 1842781 – [email protected].

  • Inaugura il Premio Artista Biennale curato da Salvo Nugnes in occasione della Pro Biennale

    Grande successo per l’inaugurazione della mostra internazionale Pro Biennale, arricchita dal Premio Artista Biennale, presso il Padiglione Spoleto all’hotel Amadeus, situato a pochi passi dalla stazione di Venezia. Questo evento ha accolto artisti provenienti da numerosi Paesi, confermando Venezia come crocevia internazionale dell’arte.

    Curata da Salvo Nugnes, noto reporter, scrittore e già curatore di Biennale Milano e delle mostre del Festival di Spoleto, la manifestazione mira a rendere l’arte e la cultura accessibili a tutti. Nugnes, che gestisce anche personalità di spicco dell’arte e della cultura, si impegna a far conoscere al grande pubblico gli artisti contemporanei, offrendo loro l’opportunità di essere i veri protagonisti in una delle città d’arte più prestigiose del mondo.

    Come di consueto, la rassegna ospita contributi di illustri personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra i partecipanti figurano Pippo Franco, il regista Giancarlo Scarchilli, che nell’occasione ha ricevuto un Premio alla Carriera, il noto conduttore Rai Amedeo Goria, Silvana Giacobini, lo stilista Alviero Martini, Giordano Bruno Guerri, storico e presidente del Vittoriale di D’Annunzio, Alberto d’Atanasio, storico dell’arte, la giornalista Maddalena Baldini, Giada Eva Elisa Tarantino, storica dell’arte, Ugo Puglisi del Trieste Film Festival e molti altri.

    L’esposizione abbraccia una vasta gamma di espressioni artistiche, dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alla poesia, esaltando uno spirito creativo libero e cosmopolita. Numerosi talentuosi artisti, sia italiani che stranieri, sono stati selezionati per esporre le loro opere, offrendo una panoramica ricca e variegata del panorama artistico contemporaneo: Actis Caporale Anna, Alba Giuseppe, Alepasquali, Ambrogio Annalise, Angelosante Donato, Arduca Giuseppe, Arresta Angela, Ascolillo Maria fausta, Asenova Boyanova Lidia, Baldi Mariangela, Bao Fusheng, Barillaro Umberto, Battagliola Lucia, Beddini Pietro, Bellinzoni Massimiliano, Belsito Olga, Berbeyer Bazan Maria De Lourdes, Berton Barbara, Bivona Valeria, Bonacini Paola, Bonseri Lucia, Borrelli Carolina, Borsoni Ciccolungo Barbara, Camardo Nino, Cammarano Mario, Campagna Alfredo, Campanella Guido, Candriella Alessandra, Carcasio Teresa, Casadei Margherita, Casagranda Serena, Casellato Alessia, Cavallin Loretta, Cavanna Elena, Coppi Maria Beatrice, Corda Gianni, Costa Alberto, Costi Susanna, Cremesini Felice, Dalpasso Sabrina, Damasco Melani, Darbo Marcello, De Francisco Angelo, De Santis Massimo, Denegri Marina, Di Lorenzo Concetta Angelica, Di Masi Ludovica, Di Rosa Fabio, Donzello Giuliana, Dorel Amerigo, Dragani Raffaele, Du Jianqi, Dube “Dialo” Hloniphani Noah, Escobedo Lucy  Mariasuncion, Estacchini Rosemary, Fossati Elisa, Fronzoni Luca, Garbini Sabrina, Garibaldi Ilaria, Garofalo Francesco, Gianuario Marialuisa, Giovanetti Angela, Giunta Valeria, Giusti Antonio, Giusti Rosangela, Gona Maria Rita, Gotta Francesco, Gravina Aurelio, Grosso Maddalena, Guggino Rosetta, Guma Viola, He Yuanming, Li Nan, Liang, Li Yaohua, Li Yuqin, Liang Shangyu Liang, Lin Xi, Ling Ying, Litta Daniela, Liu Wu, Mainas Maria Rita, Mancini Enrica, Mancinotti Claudia, Marangoni Claudio, Marchino Francesco, Mariano Massimo, Mariotti Valeria, Martelli Serena, Martorano Nadia, Mazzotti Judy, Milana Jacopo, Nalloyd Andy, Netsayef Elena, Palazzo Luciana, Palesati Enza, Petrarca Simone, Petrucci Maria, Pezzoni Sara, Piane Raffaella, Pierandrei Patrizia, Pirondini Antea, Ponti Rosita, Populin Julia, Portaleone Guido, Dannie Praed, Protopapa Anna, Ramorini Emilia, Recchia Fabio, Reljic Silvana, Rocchetto Milena, Romeo Santoro, Rossi Arduino, Rotondi Ruggero, Sabella Monica, Saidi Hayat, Sambucco Gino, Sang Zhuo, Sartori Orietta, Scano Cristiano, Spallina Francesco, Stanevitch Beatriz, Sticco Anna, Sun Yue, Tancredi Lino, Tesi Simona, Testa Riccardo, Tong Huayan, Torelli Lorella, Trevisan Franco, Turiano Giuseppa, Valeo Gregorio, Velardi Maria, Vidotto Annamaria, Villadei Federica, Virgone Giuseppa, Vittone Maria Teresa, Volpe Paola, Wang Yan, Wu Xunmu, Xu Bangte, Xu Haotian, Yan Chengbin, Yanchuk Anastasia, Zhang Chongyang, Zhang Chulin, Zheng Danshi, Zoner Flavio, Zotti Chiara

  • Il Ministero della Cultura Argentina chiede al curatore Salvo Nugnes di curare la Biennale di Buenos Aires

    Sulla scia del grande successo riscosso dall’ultima edizione di Biennale di Milano che si è tenuta nel mese di novembre dello scorso anno e che ha visto la partecipazione di artisti da circa 60 paesi di tutto il mondo, il Ministero della Cultura dell’Argentina ha deciso di chiedere ufficialmente al curatore d’arte, scrittore e reporter Salvo Nugnes di occuparsi dell’organizzazione di una Biennale d’Arte del Sud America con sede nella città di Buenos Aires.

    Nugnes, imprenditore poliedrico che, in più di trentacinque anni di carriera, è passato dall’essere manager di importanti personalità ad organizzare grandi eventi in tutto il mondo, giornalista ed inviato speciale per le principali reti d’informazione, si è detto molto lusingato della richiesta arrivata da oltreoceano.

    Il progetto prevederebbe la creazione di un simposio di artisti provenienti da tutto il mondo che rappresenti ogni tipo di espressione artistica, dalla pittura alla scultura, dalla poesia all’editoria, dal teatro alla musica.

  • Esplora nuove dimensioni musicali con l’IA: White Dolphin Records annuncia ‘Sinfonia Virtuale’ Compilation!

    In uscita il Primo Maggio 2024 sul DSP di Bandcamp, la 9° compilation della White Dolphin Records chiamata “M.E.T.A.D.A.T.A” con due edizioni diverse (WDR37/38) di artisti nazionali e internazionali.

    “M.E.T.A.D.A.T.A.” (Musical Electronic Tags And Digital Audio Transmission Analysis), raccoglie e porta con sé un viaggio unico nel mondo dell’ intelligenza artificiale con i pro e i contro della tecnologia. Nuovi orizzonti sonori, combinando creatività e innovazione attraverso le straordinarie tracce di artisti nazionali e internazionali della scena underground presenti in queste due edizioni della compilation.
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    La WDR37 si apre con il gruppo electro pop EkynoxX di Frank Rossano e la vocalist Alice Castagnoli, con il loro nuovo singolo “Slave System Machine”. La song è incentrata sul tema dell’uso inappropriato dell’intelligenza artificiale e alle rischiose conseguenze che può comportare; proprio in questo periodo infatti Elon Musk ha lanciato l’allarme per limitarne l’uso in particolari settori.

    La compilation procede con l’artista poliedrico Karbokroma (aka Bernardino Costantino) con la sua dark wave intersecata dalle chitarre industrial di Think (aka Marco Menazzi), quest’ ultimo ha il suo nuovo progetto Come With Me con tre pezzi, dove figura anche l’artista noisemaker RDKPL . Si avanza con le sontuose sonorità di “Tecnologia”dell’ etichetta Ingra Records di Enrico Tavernini con i suoi Bionic VisionS ,presente come synth player anche negli EkynoxX. Si prosegue con Kabal Apocalypse (aka Alessandro Vezzoni) e i suoi Toxic Industry con il digital “7” Time Machine distribuito dalla label toscana Funeral Records Autoproduction. Continuando, troviamo le quattro tracce electro noir del progetto francese Spiryt di Julc Courchet estrapolate dall’ album “Darklights”, accompagnato dalla vocalist Kimberly dei Bow Ever Down.

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    La WDR38 (Deluxe Edition) di M.E.T.A.D.A.T.A. contiene diverse tracce degli artisti presenti con inediti come il ritorno con questo brano electro techno berlinese “All I Need Is AI” per festeggiare il loro 20° anniversario, del gruppo elettronico mittel – europeo Arbeiter. Si prosegue con la cover di Blue Monday dei New Order degli EkynoxX e del space remix di Fable di Robert Miles inciso dai Toxic Industry in collaborazione con l’artista sudafricano E.B.M. GLOW ALC con un sintetizzatore progettato da Alessandro Vezzoni chiamato “Robota”M.E.T.A.D.A.T.A WDR38 contiene inoltre le tracce elettroniche dei music workstations “Feeling” e “Clouds” degli udinesi Lithium di Antonio Del Mestre e del compianto Manuel Pitton. Arriva La techno music di Ascer Groove, musicista con innovative soundscapes e i suoi rhythms beats contagiosi. Il disco si chiude con il piano struggente della sequenza di Frank Fuller intitolata “Recording 76”. All’ interno del download si trovano poster, grafiche di Karbokroma, vari remix degli artisti, band and much more.

    Dal 29 Aprile sul Canale Talk TV (www.canale talk.tv) sul canale Tematico Musica “on demand”, grazie alla preziosa collaborazione della White Dolphin Records, sono visibili i seguenti video: “Time Is Not a problem” e “Believe Me” dei Come with Me, oltre ad “Always” Sempre dei Come with Me , ma ft RDKPL. Poi i Think con “White Blood” e “you make me want you” e anche “Another Day Is Passed” (ft Karbokroma & Erik Ursich). Troverete inoltre “Fable” di Toxic Industry ft GLOW ALC (Robert Miles Cover Space Vision Remix)” e i KarboKroma con “Sparks” e “Oniric Planet”. Ci sarà anche la compilation completa di tutti i video che a breve andrà in palinsesto anche sul Canale Tematico Musica “In onda. Troverete gli orari sulla Guida TV.

    Tracks “M.E.T.A.D.A.T.A.” White Dolphin Records Compilation Various Artists WDR37:

     

    • EkynoxX – Slave System Machine
    • Karbokroma – I See, I Fell , I Delete
    • Come With Me ft RDKPL – Always
    • Bionic VisionS – Tecnologia
    • Toxic Industry – The Time Machine
    • Think – If Only You Were Here
    • Come With Me – Time Is Not A Problem
    • Spiryt – Platitude
    • Karbokroma – Oniric Planet
    • Lithium – Feeling
    • Spiryt – Le Vertige
    • Lithium – Clouds
    • Spiryt – The Rose
    • GLOW ALC – The Storm Seas (Devya Remix)
    • Ascer Groove – Atlantica (Demos
    • Darquette – “Meta – (Data)

    racks “M.E.T.A.D.A.T.A” (Deluxe Edition)White Dolphin Records Compilation Various Artists WDR38:

    • Arbeiter – All you need is AI
    • EkynoxX – Blue Monday (New Order Cover)
    • Toxic Industry  ft GLOW ALC – Fable (Robert Miles Space Vision Remix)
    • Karbokroma – Sparks
    • Come Whit Me – Believe Me
    • Spiryt – The Beast
    • Ascer Groove – Divinity Touch
    • Think – What A Strange Place
    • Frank Fuller – Recording 76

    “M.E.T.A.D.A.T.A.” WDR 37/38, sarà disponibile nella piattaforma di Bandcamp per lo streaming e download dal 1° Maggio 2024.

    Link Bandcamp : https://whitedolphin.bandcamp.com/

    E i video sono in rotazione sul canale Talk TV : https://www.canaletalk.tv/video-pillole/canale-musica/video/1120-compilation_white_dolphin_records_maggio_2024_

    Etichetta : White Dolphin Records

    @digitronikscorpoation

    @whitedolphinpromo

    @wdrpress

  • Inaugura nel cuore di Cortina la mostra personale di Lilian Mant dal titolo emblematico “Oltre onirico”

    Inaugurata alla grandissima lo scorso 20 aprile, resterà allestita fino al 18 maggio 2024 la mostra personale della vulcanica ed eclettica artista a tutto tondo Liliana Mantione Lanaro (alias Lilian Mant) presso il pregevole contesto istituzionale del Museo Mario Rimoldi, situato nella suggestiva cornice di Cortina d’Ampezzo e considerata una realtà di portata nazionale e internazionale davvero unica e sui generis. L’esposizione racchiude e custodisce nel titolo tutta l’essenza nevralgica dell’ispirazione creativa di Lilian Mant: “Oltre onirico”. Un titolo emblematico, che mette in luce l’importanza dominante della componente concettuale sottesa e insita e della visionarietà contenutistica di concezione di matrice assolutamente pura e incondizionata, scevra e avulsa da qualunque e da qualsivoglia fattore speculativo e mercificante, nonché da ogni genere di massificazione seriale e standardizzata, essendo il suo fare creativo intriso e permeato in primis dall’elemento subliminale, da tutto ciò che supera e oltrepassa l’apparenza e si espande liberamente e affrancato da ogni pregiudizio e preconcetto imposto a monte. La dottoressa Elena Gollini ha sottolineato a riguardo: «Considero l’amica artista Liliana un’eterna sognatrice, che pur valutando e soppesando la realtà in modo concreto e pragmatico, riesce a fare un passaggio di qualità mentale interiore, trovando una personale identità espressiva e comunicativa tramite e attraverso l’arte e al contempo riuscendo a proseguire instancabile ed energica, vitale e dinamica nel proprio cammino esistenziale. Questa elevazione spirituale raggiunta mediante l’ispirazione creativa le consente di compiere in parallelo un itinerario di evoluzione e di crescita personale arricchente e costruttivo. Con il medium e lo strumento speciale dell’arte Liliana diffonde e divulga un messaggio significativo anche a livello sociale, qualificando la sua arte come socialmente utile e funzionale e facendo un ulteriore salto di notevole amplificazione comunicativa. Liliana nell’acquisita dimestichezza e destrezza strumentale e nella collaudata perizia tecnica, non dimentica mai l’emozione enorme e contagiosa del momento preciso in cui ogni opera nasce nell’ideazione progettuale e poi prende vita e si anima nella fase esecutiva e realizzativa, perché resta l’attimo catartico, che rende possibile proprio il suo soggettivo pensiero di “oltre onirico”. La sua manualità rimane evidente in ogni pennellata, anche nella dimensione di rarefazione informale e di stilizzazione informale, che diventa un simbolico codice cifrato destinato al fruitore-spettatore di riscrittura del “mondo-altro e oltre” sospesa ad infinitum per comunicare qualcosa di intimo, celato, segreto, ancora tutto da scoprire e da svelare, fino al completamento e compimento di un racconto, di un tracciato simbolista, allusivo e metaforicamente toccante, impregnato e imbevuto di memoria e di sentimento incondizionato. Si avverte fortissima da parte di Liliana la necessità urgente e improcastinabile, l’esigenza impellente e incalzante, il bisogno imprescindibile e indispensabile di mostrare il mondo nella sua vera effettiva essenza costitutiva. Quelle che crea non sono dunque semplici immagini a sé stanti, ma un corollario omogeneo concatenato da un filo conduttore di giusta causa fondante e fondamentale per la sua esperienza esistenziale oltre che artistica. Liliana crea evocazioni magicamente fluenti, che si compenetrano senza mai scalfire e affievolire la loro potenza suprema. Spazio e tempo sono sospesi, per darci la possibilità di contemplare e riflettere. Tutti gli elementi pittorici appartengono in qualche modo al nostro vissuto e possiamo farli e sentirli nostri. Liliana nella sua genuina spontaneità e naturalezza non cerca orpelli inutili e ridondanze esasperate e ci suggerisce l’urgenza umana di un sano e salutare ritorno alle origini, di una semplificazione del quotidiano, che ci consenta di ragionare saggiamente con lungimiranza di vedute e di amare, tutelare e difendere ad oltranza il dono incommensurabile, che abbiamo ricevuto: la vita stessa».

  • Grande successo per la personale pittorica di Lilian Mant a Cortina

    Si è aperta con ottimi consensi di riscontro la mostra personale della poliedrica e carismatica artista Liliana Mantione Lanaro (alias Lilian Mant) allestita nel cuore di Cortina d’Ampezzo, dove lei vive e crea, presso una location di eccezionale pregevolezza, un contesto istituzionale, che vanta al suo interno anche una collezione permanente di figure di grande spicco del panorama nazionale e internazionale, tra cui Morandi, De Pisis, Sironi, De Pero, Guttuso e altri illustri esponenti di fama acclarata: il Museo Mario Rimoldi. Ovviamente la scelta di questo ambiente storico così esclusivo non è casuale, in quanto la produzione di Lilian Mant si sposa e si intreccia alla perfezione e diventa un unicum in armoniosa sintonia di coesione. Il titolo designato per rappresentare l’esposizione è altrettanto pregnante di pregio e di valenza simbolica: “Oltre onirico”. Senza dubbio, diventa un motore trainante di potente afflato, di pathos e di trasporto percettivo e sensoriale per incentivare il fruitore-spettatore ad entrare appieno nella dimensione emotiva ed emozionale, che guida e sorregge il gesto pittorico e accompagna la ricerca sperimentale compiuta da questa donna-artista di intensa e profonda spiritualità introspettiva, che appartiene al suo DNA genetico, altrettanto quanto il fervido talento creativo, che la contraddistingue con la sua appassionata pulsione e vibrazione incontenibile e irrefrenabile e con una radicata dedizione e devozione, definibile a buon conto e a buon diritto come missione-vocazione al fare artistico. Nell’esprimere il proprio elogio la dottoressa Elena Gollini ha commentato: “Considero Liliana un’amica artista davvero meritevole sia sul piano del percorso, che sta sviluppando con costanza e continuità, sia sul piano umano e a livello personale, essendo dotata di grande cuore e di una bontà d’animo, che riesce a infondere e imprimere in ogni sua creazione-creatura, conferendo un plus valore aggiunto di ragguardevole rilevanza sostanziale. Liliana percorre la strada dell’arte senza mai dimenticare la visione intima e intimista e quella sfera, che tocca le corde della trascendenza, del misticismo, dell’esoterismo, andando ben oltre l’aspetto strettamente estetico e formale fine a se stesso. Liliana incede apportando quel moto dell’anima e quella componente animista, che fanno la differenza e offrono una comunicazione autentica, diretta, a largo raggio di interazione e di compartecipazione da parte di chi osserva e scandaglia l’entità precipua costitutiva di ogni opera e trova subito un canale aperto a 360° di condivisione e complicità empatica. Ecco dunque, l’immensa potenza evocativa e rievocativa, che affiora ed emerge nel tripudio e nel trionfo di una prospettiva di pensiero, che sa guardare vedere oltre e sa comprendere e intuire la funzione fondamentale della grande arte universale, che tra sogno e realtà, tra reale e immaginario, tra verità e invenzione, sposa la causa solenne e suprema dell’ego interiore e della sua preponderante esigenza di spingersi sempre più in avanti, ampliando e dilatando quel potenziale prezioso di risorse recondite spesso ancora inespresse, che vogliono invece palesarsi ed essere condivise con piena coerenza e consapevolezza di pensiero-azione”. La mostra è visitabile in loco fino al 18 maggio 2024 con ingresso libero.

  • Daniel Mannini: il mio progetto artistico sul 25 Aprile come arte per il sociale

    Daniel Mannini ha voluto celebrare in modo speciale la ricorrenza del 25 Aprile con un progetto artistico, che rientra a tutti gli effetti nel concetto di arte per il sociale e di arte socialmente utile e funzionale ad una fruizione collettiva. All’interno del progetto personalizzato sono stati affrontati temi finalizzati a suscitare un interesse e uno stimolo di interazione e di condivisione, per suffragare la rilevanza primaria e imprescindibile di questa data emblematica. La dottoressa Elena Gollini, curatrice del progetto, ha rimarcato e ribadito: “Si tratta di un progetto che vuole sollevare un trasporto spontaneo da parte del fruitore-lettore, perché è fondamentale adesso più che mai tenere alto il vessillo di ciò che rievoca e rappresenta il 25 Aprile e tutto ciò che abbiamo ottenuto in passato e che godiamo tutt’oggi proprio grazie a tale data di passaggio e di spartiacque. Stiamo affrontando a livello internazionale una fase davvero critica, perché la guerra prosegue e incalza su più fronti e ci ricorda, che purtroppo siamo tutti precari e tutti sempre esposti e a rischio di ripercussioni molto gravose. A maggior ragione ricordiamo il 25 Aprile e attribuiamo un merito ad honorem ai nostri eroi partigiani che hanno lottato e combattuto, hanno sacrificato tutto quanto e sono morti per regalare una speranza di salvezza e di libertà”. All’interno del progetto sono presenti sezioni di contenuti scritti e audio, che si integrano e si completano in maniera compiuta ed esaustiva. Un plus valore aggiunto è l’inserimento di uno scritto di commento redatto dal noto attore artista di camaleontico talento Marco Bonini, che ha espresso dei concetti di grande pregnanza e intensa profondità. La dottoressa Gollini ha voluto preparare una serie di domande attinenti in forma di intervista destinata a Daniel Mannini.

    D: Un tuo commento di riflessione sul libro capolavoro “Se questo è un uomo” di Primo Levi.
    R: Questo capolavoro della storia della letteratura è semplicemente indescrivibile, perché tocca le corde dell’anima e rimembra quello che le persone hanno dovuto subire negli anni in cui è stato scritto. È sconvolgente pensare a quanto l’uomo possa essere malvagio e possa agire di conseguenza nei confronti di altri uomini, donne, anziani e bambini. Purtroppo questo si verifica anche oggi nei posti più impensabili ed esiste, anche se non viene messo in risalto, perché i nostri tempi moderni conducono a una fruizione di informazioni che non permette di soffermarsi su alcune questioni che non sono meno importanti di altre. Molte volte diamo più importanza alle conseguenze rispetto alle cause, le quali conducono a delle situazioni del genere. È un libro che ho potuto leggere e approfondire durante gli studi scolastici e lo studio di questo scritto deve rimanere per far prendere coscienza ai ragazzi di quello che era e che non deve ripetersi, per insegnare il rispetto di ogni singolo individuo nonostante le differenze. Non c’è cosa migliore che essere diversi culturalmente, perché permette di imparare cose nuove e non avere un’unica direzione.

    D: Un tuo commento di riflessione sul libro capolavoro “Il diario di Anna Frank”.
    R: Un altro capolavoro che lascia senza fiato e che personalmente mi ha creato un senso di disagio, pensando che è la testimonianza di una ragazza che purtroppo non ha avuto modo di crescere e maturare, quindi di vivere, per poter condividere, con la sua presenza fisica, i momenti vissuti durante quel maledetto periodo di persecuzione. Il potere della lettura è proprio questo: continuare a dare voce e far essere presenti figure come Anna, una persona piena di vita e di sogni stroncati dall’ignoranza umana, che racconta un periodo clandestino in cui sono racchiuse tante emozioni, dalla speranza alla paura, ma con una grande coscienza che la rendevano più grande rispetto ad altre persone. Purtroppo non ci sono molte parole da aggiungere perché il diario parla già da sé e attraverso le sue parole possiamo solo imparare.

    D: Un tuo commento di riflessione sul film simbolo “La vita è bella” di Roberto Benigni.
    R: Oltre che un motivo di orgoglio per quello che Roberto rappresenta per noi fiorentini, ma anche italiani in generale, tra i suoi tanti capolavori questo sicuramente è stato l’apice della sua carriera. Un film semplicemente epico, in cui sono racchiusi due sentimenti contrastanti: la leggerezza che ha sempre contraddistinto la sua poetica cinematografica e la crudeltà della dura realtà del periodo contestualizzato. È un film che non lascia indifferente lo spettatore, perché è un fluido di emozioni che non è possibile fermare. Possiamo notare come questo capolavoro si divide in due momenti, in cui la mutazione che intercorre è palpabile ma impercettibile durante la visione, una progressione che non ha uno stacco definito ma graduale. Quello che mi ha lasciato è un senso di vuoto, ma anche di speranza nel guardare il domani. Insieme ad un altro capolavoro come “Schindler’s List” questo e “La vita è bella” rimangono i miei film preferiti in assoluto riguardo questa tematica.

  • Il pittore Daniel Mannini racconta il suo significato di liberazione sulla scia della celebrazione del 25 Aprile

    La data simbolica del 25 aprile è innegabilmente radicata nella memoria comune e nel ricordo commemorativo delle celebrazioni ad essa connesse e collegate, che nel nostro Paese sono distribuite e dislocate con grande attenzione e premura, per conferire il giusto e meritato risalto a quanto rappresenta e rievoca questa importante ricorrenza di valenza ufficiale e istituzionale. Ecco dunque, che proprio in virtù della scia trainante, che il 25 Aprile produce è stato pensato e ideato un progetto apposito, che ha coinvolto l’artista pittore Daniel Mannini nell’approfondire la sua visione di pensiero in merito a questa data fatidica, congiungendosi anche a un insieme di riflessioni significative riguardanti l’eroismo dei partigiani e il loro immenso coraggio e spirito di sacrificio patriottico. All’interno del progetto sono state incluse delle sezioni di scritti con contenuti mirati e anche una sezione di compendio integrativo in formato audio, che è stata dedicata a mantenere viva la memoria di un partigiano modenese, Emilio Po (mio prozio), che ha dato la vita per la giusta causa della libertà e rappresenta nel suo gesto estremo quella forza caparbia e tenace di resistenza, che ha accomunato tutti i partigiani“. Così sottolinea la dottoressa Elena Gollini, curatrice del progetto, nello spiegarne i tratti salienti. Il progetto celebrativo e commemorativo investe un particolare pregio anche per la riflessione di commento davvero sentita e toccante, rilasciata dal rinomato attore, scrittore-artista tutto tondo Marco Bonini. Entrando nel merito dell’argomentazione sostanziale la dottoressa Gollini ha predisposto alcune domande di intervista rivolte a Daniel Mannini.

    D: Come concepisci la festività del 25 Aprile e in che modo la vivi attivamente e in maniera compartecipe?
    R: Questo giorno è molto sentito nel nostro Paese in quanto il senso di libertà e l’assenza dell’oppressione portarono a respirare un’aria nuova, dopo anni di timore. Dal mio punto di vista è un modo per omaggiare le persone del tempo, che hanno vissuto e sacrificato la loro vita per ottenere tutto questo. Questa data conserva la memoria di quello che raccontavano i miei nonni, ovvero momenti di paura ma anche di speranza nel potersi rincontrare un giorno. Quello che possiamo fare oggi è continuare a conservare questo ricordo e non sminuirlo né lasciarlo sbiadire con il tempo, tenendo sempre una luce accesa per riflettere su quello che è stato e che non deve ricapitare, anche se purtroppo in alcune parti del mondo continua ad esserci questo senso di negazione di libertà, ma soprattutto di pensiero.

    D: Quali riflessioni di approfondimento ha generato e alimentato questo progetto che prima non avevi ancora valutato e considerato?
    R: Il progetto mi ha condotto a riflettere ancora di più sull’importanza del riconoscere il coraggio delle persone, tenendo in considerazione anche le immagini che vediamo oggi, portandomi alla conclusione che, se vogliamo, possiamo ottenere quello che desideriamo, che sia la libertà o i propri sogni. Questo parallelismo, per quanto non può essere sullo stesso piano, si lega molto a quello che è riconducibile all’interno della mia pittura, dove questo senso di liberazione da ogni inibizione è fondamentale per poter esprimere la propria idea senza avere nessuna influenza esterna, credendo nei propri principi. Bisogna avere il coraggio di cambiare pur di andare contro quello che è presente, cercando di cambiare ed evolvere, in meglio, la realtà in cui viviamo.

    D: Tra gli appartenenti alla tua generazione, tra i tuoi coetanei, come viene sentita la data del 25 Aprile? Ritieni che serva una maggiore sensibilizzazione e presa di coscienza sociale in generale per darle il giusto peso di valore?
    R: Non ho nessun titolo di merito per dire come viene percepita questa festività tra i miei coetanei, perché non tutti siamo uguali e non tutti possiamo vedere le cose allo stesso modo. Credo che sensibilizzare questa data sia importante oltre che per la mia, anche per le altre generazioni. Ogni occasione è ottima per poter darle importanza e non soltanto durante il giorno stesso dell’evento. Dico questo perché la percezione che ho è quella di un affievolirsi già dal giorno seguente una volta passata, come ogni festività o ricordo. Questa data non deve essere elogiata solo dalla parte del popolo, ma anche da quella delle istituzioni perché credo che debbano essere le prime a dare l’esempio, farne comprendere nel miglior modo possibile il significato e magari non cavalcare l’onda del populismo con il rischio di macchiare questa straordinaria, quanto sofferta, ricorrenza.

  • Le Memorabilia di Memo Fornasari a Vigevano

    Le Memorabilia di Memo Fornasari a Vigevano

     

    Le Memorabilia di Memo Fornasari presentate al Museo Civico “C. Ottone” di Vigevano. L’inaugurazione si terrà sabato 4 maggio alle ore 17.00. Saranno esposte una trentina di opere fra le più significative appartenenti ai due cicli principali – “Galassie” e “Radiografie del colore” – realizzate dal poliedrico artista Domenico Memo Fornasari (Mantova 1910 – Verona 1982). La mostra, che gode del patrocinio del Comune di Vigevano, si protrarrà fino al 30 maggio 2024.

     

     

    Così il curatore Carlo Micheli:
    “Domenico Fornasari è pittore vero che paga, in egual misura, il proprio eclettismo artistico e una critica inadeguata. Una duttilità, la sua, distraente che lo porta ora sulla strada del cinema, ora nel mondo della progettazione; una critica che innanzi al suo fare brancola tra narcisistici sproloqui e inutili definizioni delle sue galassie, incapace di proporre un accostamento che ne faccia emergere le affinità con i grandi del suo tempo.

    Eppure quelle sue forme futuribili dicono di una pittura colta, d’avanguardia, attenta allo spazialismo di Fontana, ma anche a Vedova, Turcato, Corpora. Questa mostra intende indurre ad una riflessione sui valori artistici di Fornasari, non tanto per rivendicare primati o anticipazioni, bensì per affermare come l’artista mantovano fosse li, tra i grandi, nel momento giusto, in quegli anni ’50 e ’60 in cui fiorirono i più grandi nomi dell’Arte Contemporanea.

    Nel 1973 dalle pagine del “Resto del Carlino” Marino Mercuri poneva un problema fondamentale: “Fornasari – bisogna dire – non è stato scoperto: le sue stagioni artistiche non sono agevolmente afferrabili per una giusta, più attendibile interpretazione. (…) Uscì dalla legione di seguaci del Futurismo con svolte incredibili che non furono segnalate dalla critica. E ancora “Ma come va visto il Fornasari rispetto a pittori come Adami, Pozzati, Pistoletto, Schifano?”. Dopo alcuni mesi, nel segnalare l’incontro tra Guidi e Fornasari avvenuto alla mostra che quest’ultimo tenne a Recanati, lo stesso Mercuri afferma che le poche righe scritte da Guidi (“Tanti avvenimenti artistici del secolo l’ha messi lei, nella sua opera, dominandoli con maestria”) sono da considerarsi la critica più approfondita che Fornasari potesse allora vantare.

    Delle innumerevoli mostre personali tenute in tutto il mondo, non rimangono che scarni dépliant, superficiali e raffazzonati. Urge dunque un riesame approfondito dell’opera di questo artista inquieto e geniale, una rilettura che gli renda finalmente merito, collocandolo tra i protagonisti della sua epoca.

    Questo è quanto si è cercato di fare con la mostra ospitata negli spazi del Museo Civico di Vigevano grazie alla collaborazione dei nipoti Tiziano, Vanni, Roberta e Lorella”.

     

     

    ARTISTA: Memo Fornasari
    TITOLO: “Memorabilia”
    TIPOLOGIA: mostra antologica
    CURATORe: Carlo Micheli
    INAUGURAZIONE: sabato 4 Maggio 2024
    DURATA: dal 4 al 30 maggio 2024
    LUOGO: Museo Civico – Pinacoteca di Vigevano
    INDIRIZZO: Piazza Ducale 20
    ENTE PATROCINATORE: Comune di Vigevano
    INFO: [email protected]0381693952
    ORARI: martven 14.00/17.30 – sab e dom 10.00/18.00 – lunedì chiuso
  • Cavanna, Corte, Fossati, Gona e Grasso alla storica Milano Art Gallery a cura di Salvo Nugnes

    La storica Milano Art Gallery, spazio espositivo con quasi 60 anni di storia dove hanno esposto e dialogato i principali artisti e intellettuali contemporanei, ha ospitato le mostre personali di cinque talentuosi artisti che hanno inaugurato giovedì 18 aprile con grande successo di pubblico, stampa e critica.

    Il curatore delle esposizioni, nonché direttore della Galleria, è Salvo Nugnes, scrittore e reporter, già curatore di Biennale Milano, delle mostre del Festival di Spoleto, Pro Biennale di Venezia e già manager di personalità dell’arte e della cultura, tra cui Silvana Giacobini, Vittorio Sgarbi, Katia Ricciarelli, Amanda Lear e gli indimenticabili Margherita Hack e Francesco Alberoni.

    Insieme a lui hanno presenziato all’evento Giada Eva Elisa Tarantino, storica dell’arte, Tiziana Polimeno, Event Manager, Maurizio Ganzaroli, artista e performer, Enrico Carazzato, creativo delle celebrity, Benedetta Cosmi, opinionista televisiva Mediaset, Rocco Perretta del Comune di Milano e diversi altri.

    Gli artisti in mostra sono: Elena Cavanna, artista poliedrica, dipinge con le parole tanto quanto con i colori. La sua poesia, che viene direttamente dall’anima, è un riflesso del suo talento eclettico, dove l’uso di parole semplici e sincere si trasforma in un viaggio emozionale; Lidia Corte, la cui delicatezza con cui modella l’argilla dando vita alle proprie creazioni traspare dalle stesse ed arriva a chi osserva come se si stesse dinanzi all’artista stessa. Le sue sapienti mani sanno come infondere l’anima alla terracotta; Maria Rita Gona, le cui opere ci sussurrano che la natura è donna. Nell’osservazione ci guidano la sensibilità e la morbidezza del pennello sulla tela, le sfumature, l’atmosfera calda bagnata dalla luce, che con gentilezza svela e nobilità al contempo l’essenza dell’oggetto; Elisa Fossati, le cui fotografie riescono ad immortalare un momento, un istante che racchiude in sé ricordi, suggestioni, pensieri, considerazioni e tanto altro ancora. Ogni foto può, e deve, raccontare una storia ed è proprio questo che la rende così importante; Carmine Grasso, che dipinge dei paesaggi simbolici, dei luoghi dell’anima, immobili ma estremamente vitali, dove da elementi architettonici apparentemente razionali, irrompono figure che destabilizzano l’osservatore.

     

  • Un meritato encomio per la personale pittorica a Pietrasanta di DRO

    All’interno del contesto della NAG Art Gallery a Pietrasanta fino al 30 aprile 2024, è possibile ammirare una mostra pittorica dedicata interamente alla produzione di Ornella De Rosa (conosciuta con lo pseudonimo di DRO) nella quale emergono appieno le virtuose doti e risorse che possiede questa speciale esponente del panorama artistico attuale, definita come la “pittrice delle donne e per le donne” dalla dottoressa Elena Gollini, che ha sottolineato: “I cosiddetti paesaggi femminili e al femminile realizzati da Ornella presentano stadi e step sempre originali e differenziati, che incuriosiscono al primo sguardo trasferendo la percezione visiva e la sensazione recettiva dello spettatore-fruitore direttamente dentro allo scenario. Non mancano mai anche richiami e rimandi subliminali di tipo simbolico e metaforico, come imprinting di fondo, per arricchire la parafrasi dialettica e semantica ed enfatizzare l’intera impaginazione formale e sostanziale. Le raffigurazioni di Ornella sanno dirigere, orientare e canalizzare la propria energia vitale, il proprio carisma elegante e ricercato e si propongono con una loro intrinseca determinazione e intraprendenza, mostrando una sicurezza acquisita e consolidata e andando incontro alla vita con caparbietà, proprio come sa fare Ornella nella sua dimensione esistenziale quotidiana, evidenziando le componenti caratteriali e le connotazioni della personalità, che sono racchiuse nel suo essere creativo e nella sua essenza femminile. Ogni opera sprigiona infatti, una sensazione di carattere forte, di fermezza mentale, di tempra spirituale, di fortezza d’animo, di quella sfaccettatura psichica e psicologica penetrante e permeante, che catalizza l’attenzione con sua dente ammaliante appeal. Ogni quadro è a sé stante e assume una sua peculiare identità, prende vita propria come entità individuale e al contempo custodisce dentro un tripudio ad intreccio perfetto. Le sfumature tonali e cromatiche abilmente e sapientemente distribuite concorrono ad arricchire la dinamica narrativa, la caricano di significato e diventano strumento indispensabile per enfatizzare la cosiddetta caratterizzazione delle rappresentazioni figurali e della loro componente animista e interiore, della loro intimità profonda, della loro intensità di spessore, che va ben oltre l’impronta fisica ed estetica e la sfera corporale e materiale. La pittura di Ornella parte dalla sua idea di cambiamento e trasformazione ed entra in sintonia armoniosa con la concezione di attualità e contemporaneità, che è in costante e continua evoluzione e progressione di avanzamento. Questa concezione traslata in pittura da Ornella è sinonimo di incalzante vitalità e si pone in bilico tra realtà e immaginario fantastico, rispecchiando e riflettendo al meglio la sua frizzante e spumeggiante verve di donna-artista sempre sul pezzo e sempre un passo avanti”.

  • Si conferma il successo per l’artista Ornella De Rosa (DRO) in mostra personale a Pietrasanta

    Allestita fino al 30 aprile 2024 a Pietrasanta, la mostra pittorica personale della poliedrica artista Ornella De Rosa (alias DRO) ne conferma il successo conquistato con grande energia creativa di ispirazione. La location ospitante è NAG Art Gallery, nel cuore del rinomato paese toscano, che da sempre vede in primo piano la promozione artistico-culturale a tutto tondo, ospitando eventi e iniziative ad alto livello, com’è la mostra di DRO. Per questa importante occasione espositiva è stato scelto un circuito di opere mirato, per fungere da simbolica carrellata rappresentativa di una produzione davvero variegata, frutto dello spirito camaleontico e trasformista di una donna-artista, che ha fatto dell’arte la sua più alta modalità di espressione comunicativa e che ha trovato nel fare arte un proprio caratterizzante modus per manifestare al meglio una cifra stilistica sempre sorprendente, che non si basa su cliché statici e monotoni e tanto meno su strutture e palinsesti emulativi, ma vuole imporre una propria orma, una traccia indelebile e duratura, che ne dimostra la potenza assodata e radicata. A riguardo si è pronunciata la dottoressa Elena Gollini, che ha tenuto a rimarcare alcuni concetti di fondamento nella poetica visionaria di matrice figurativa, che la contraddistingue e la rende qualitativamente subito riconoscibile e inconfondibile nelle componenti basiche primarie. In particolare la dottoressa Gollini ha commentato: “I miei complimenti per questo nuovo meritato successo espositivo rivolgo in primis alla cara amica artista DRO, che ha una innata finezza di pensiero visivo e percettivo, dominando in maniera egregia la tecnica del disegno figurale ed evidenziando il tema designato tramite dettagli e particolari di ineccepibile proiezione. DRO approfondisce ogni senso e dimensione e spazio-temporale e prospettica, utilizzando il colore e l’elemento cromatico-tonale con impeccabile equilibrio e misura, controllando il gesto pittorico, incidendo e cesellando le emozioni, mettendo a fuoco il pathos di trasporto senza mai fare prevalere l’istinto irrazionale, per avere una resa narrativa garantita. Fa uso del riferimento alla realtà e alla scena realistica per raccontare storie, integrando anche fantasia e immaginazione per rafforzare la presa di impatto verso il fruitore-spettatore in modo ancora più incisivo e sferzante. Le idee sceniche e scenografiche e i soggetti scelti a puntino fanno parte di una ricerca puntuale e compiuta e vengono corredati da tratti e aspetti di contorno per consentire una descrizione diretta e di immediata percezione visiva. Le immagini contengono anche una loro allure volutamente allusiva sottesa e insita nell’insieme dell’orchestrazione, che le rende al contempo intriganti, accattivanti, affascinanti e glamour, chic e di classe in un mix esplosivo tra figurazione e colore. Questa ricerca appartiene alla sua personale sfera realistica, che è anche multitasking e multidisciplinare, padroneggiando tecniche e discipline con indiscussa maestria e perizia”.

  • Scoprire il proprio talento artistico al Muraless Art Hotel

    La prima struttura ricettiva in Europa dedicata alla Street Art offre un’esperienza pittorica unica che permette di realizzare la propria tela sotto la guida esperta di un artista

     

    Il Muraless Art Hotel, un museo vivente di street art che attraverso 94 stanze tematiche celebra il genio e l’eccellenza italiana in ogni settore, non è solo un luogo dove immergersi in un ambiente creativo e stimolante. Tra le camere dedicate a vino, opera lirica, cinema, motori, arte, architettura, design, storia, scienza, cibo, moda e musica, realizzate da 50 tra i maggior esponenti delle nuove generazioni e storiche firme come Thierry Guetta in arte Mr. Brainwash che ha realizzato la facciata, compiendo così la sua prima opera muraria in Italia è possibile mettere in gioco le proprie abilità artistiche, indipendentemente dal proprio livello di esperienza.

    Grazie al laboratorio di pittura dell’hotel, con la guida di un artista, si ha l’opportunità di avere accesso a tecniche, consigli e ispirazione per creare un’opera d’arte unica che rifletta la propria personalità e creatività.

    L’esperienza di pittura al Muraless Art Hotel è progettata per essere divertente, rilassante e gratificante. Sia per principianti che esperti potranno esplorare nuove tecniche, giocare con colori e forme e lasciare che la propria immaginazione prenda il volo.

    Un modo originale e immersivo per scoprire di possedere talenti di cui si ignorava l’esistenza e portare a casa un ricordo tangibile del proprio soggiorno artistico. Muraless Hotel è un Art Hotel 4 stelle, destinato a una clientela business e bleisure, ideale per chi viaggia per lavoro e desidera prolungare il proprio soggiorno per visitare la città scaligera.

    Nella soluzione Paint Experience si può partecipare all’esperienza di pittura che nel pacchetto Paint & Stay si estende anche al pernottamento. Entrambe le formule sono state pensate sia chi cerca un modo per rilassarsi e staccare la spina, trascorrendo del tempo di qualità, immergendosi nel mondo dell’arte e della creatività.

     

    www.muralessarthotel.com

    Muraless Art Hotel è il primo Hotel ed unico al mondo interamente dedicato alla Street Art. Una struttura ricettiva ma non solo. Con le sue oltre novanta stanze, gli spazi comuni, la facciata esterna interamente dipinti, punta ad essere un vero e proprio tempio della Street Art, un Museo dedicato all’Arte Urbana e ai suoi protagonisti, una Galleria vivente. Il progetto è realizzato in collaborazione con la galleria Milanese Deodato Art, con la curatela di Chiara Canali, curatrice indipendente esperta nei linguaggi della Street Art e la collaborazione di Andrea Zamengo (Chill Surrealist). La facciata esterna di Muraless Art Hotel porta la firma di Mr Brainwash, uno degli street artist più quotati al mondo.

  • SCENARI GEOPOLITICI GLOBALI, FRA NUOVO ORDINE DEL PIANETA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE. Il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori, Ed. Rubbettino.

    Entra nel mondo affascinante della geopolitica globale con il libro straordinario del prof. Giancarlo Elia Valori, uno dei più eminenti manager italiani e esperti di geopolitica del nostro tempo. In “Scenari Geopolitici Globali, Fra Nuovo Ordine del Pianeta e Intelligenza Artificiale”, Valori ci conduce in un viaggio avvincente attraverso i cambiamenti strutturali del nostro pianeta e l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle dinamiche geopolitiche.

    Il profondo insight di Valori, coadiuvato dalla prefazione illuminante del Prof. Oliviero Diliberto, Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza di Roma, offre una prospettiva unica e informata su come il nostro mondo sta evolvendo. Da una prospettiva accademica e pratica, il libro esplora il delicato equilibrio tra la crescente influenza delle nuove tecnologie, in particolare dell’intelligenza artificiale, e la formazione di un nuovo ordine mondiale.
    Con uno stile accattivante e un approccio accessibile, Valori guida il lettore attraverso i complessi scenari geopolitici che caratterizzano il nostro tempo. Questo libro è un’indispensabile fonte di conoscenza per chiunque desideri comprendere le forze che plasmano il nostro mondo o abbia interesse per i cambiamenti futuri che ci attendono.

     

    la copertina del libro di Giancarlo Elia Valori

  • Il romanzo “Malamore – La Storia di Anna” al Salone Internazionale del Libro di Torino 2024

    Durante il Salone Internazionale del Libro di Torino, un evento che incanta gli amanti della letteratura e offre un palcoscenico ai talenti emergenti, spicca la presenza del romanzo “Malamore – La Storia di Anna”.

    Con la loro abilità letteraria, le autrici Paola Terrinoni e Maria Pia Spalla si preparano a lasciare il loro segno in questa celebre manifestazione letteraria.

    In questo articolo, ci immergeremo nelle vite e nell’opera di queste talentuose scrittrici, esplorando il libro che troveremo nell’Area Self del prestigioso evento letterario.

    Malamore – La Storia di Anna

    «Malamore» non è una storia. È la storia.

    È la storia di Anna che, con totale adesione alla realtà, testimonia e documenta la convivenza amore-violenza in una dimensione di coppia, «luogo» dove la vita diviene impossibile.

    Anna non nasce dalla fantasia di un autore ma è una donna vera; è la vicina della porta accanto, la compagna di scuola, la collega in ufficio. È anche nostra figlia, madre, sorella. Anna è ogni donna che, apparentemente senza via d’uscita, chiusa in una spirale di Violenza Domestica, trova la forza per spezzare la fune infernale che intende soffocarla.

    Gli eventi hanno inizio nel 2003 quando la giovane veterinaria incontra l’uomo di cui si innamora. Travolta da questo amore nascente, non si accorge delle maschere ingannevoli che lui – affermato avvocato – indossa per condurla a sé.  Gli atti di violenza fisica e psicologica, una volta uniti in matrimonio, divengono devastanti.

    Il testo che ha il merito di mettere a nudo le insane dinamiche di coppia che a volte trattengono e a volte accelerano il percorso di allontanamento e divisione, mostra il lungo travaglio emotivo di Anna che, in un intreccio di incredulità, paura, orgoglio, sofferenza e desiderio di rinascita, supera la barriera del silenzio e diventa denuncia.

    Quando dentro l’universo femminile, la fragilità diviene forza e il coraggio diventa virtù, ogni vittima di Violenza Domestica, oltrepassando la porta del male, torna a respirare la libertà di Anna.

    Malamore – La Storia di Anna è disponibile su Amazon: https://amzn.to/444HtIJ

    La biografia delle autrici Paola Terrinoni e Maria Pia Spalla

    Paola Terrinoni, nasce a Fiuggi nel 1969, è un medico veterinario.

    L’amore e la passione per il mondo degli animali manifestato sin dalla sua infanzia, l’ha portata a scegliere gli studi di veterinaria conseguendo nel 1997 la Laurea in Medicina Veterinaria presso la Facoltà di Bari, con un approfondimento su “L’Apparato genitale dei cetacei: modificazioni anatomo -istopatologiche”. Approfondisce lo studio dei cetacei lavorando in un centro per la loro salvaguardia e partecipa alla pubblicazione di un testo scientifico: “Determinazione dell’età di Stenella Coeruleoalba”.

    Interessata alla scrittura e alla divulgazione scientifica del mondo animale, collabora con alcune riviste on line, mettendo a disposizione dei lettori le sue competenze ed esperienze acquisite; amante della musica studia al conservatorio di Frosinone, approfondendo successivamente gli studi di canto moderno. Attenta e vicina alle politiche sociali, attualmente svolge diverse attività a favore degli ultimi e degli emarginati.

    Maria Pia Spalla, nasce a Palermo nel 1963 dove ha vissuto la sua infanzia.

    Consegue gli studi di istruzione superiore a Montepulciano (SI) e frequenta gli studi di Giurisprudenza a Siena consolidando le sue convinzioni e principi forti sulla legalità. Nel 2011 consegue la Laurea in Scienze Religiose a Bari presso l’Istituto Superiore Odetrigia – Facoltà Pugliese con una tesi sulla Finanza Etica. Nel 2013 proseguendo gli studi consegue la Laurea Magistrale in Scienze Religiose e la sua tesi “Mafia e responsabilità cristiana: il grido del Cardinale Pappalardo”, viene pubblicata dalla Casa Editrice Prova d’Autore. Nel 2018 consegue il Master in Professional Coaching presso il Centro Universitario Internazionale di Arezzo. Attenta alla realtà che la circonda, attualmente scrive opere letterarie e scientifiche.

    Selezionato dalla giuria per l’Area Self, troverete il romanzo Malamore – La Storia di Anna al Salone del Libro di Torino dal 9 al 13 maggio 2024 al Padiglione 2 – Stand F103

  • L’autore Natanaele Rullo al Salone Internazionale del Libro di Torino 2024

    Durante il Salone Internazionale del Libro di Torino, un evento che incanta gli amanti della letteratura e offre un palcoscenico ai talenti emergenti, spicca la presenza dell’autore comico Natanaele Rullo.

    Con la sua abilità letteraria Rullo si prepara a lasciare il suo segno in questa celebre manifestazione letteraria.

    In questo articolo, ci immergeremo nella vita e nell’opera di questo talentuoso scrittore, esplorando il libro che presenterà con orgoglio nell’Area Self del prestigioso evento letterario.

    I commessi sposi e la loro rocambolesca storia d’amore

    Sulla falsariga dei lavori precedenti, l’autore ci invita a farci quattro risate con questo ultimo libro.
    L’opera, anch’essa intrisa di sano umorismo, narra le disavventure di due giovani innamorati che, prima di coronare il loro sogno d’amore, devono affrontare ostacoli inimmaginabili, e si snoda tra vicende assurde, personaggi strampalati, e luoghi più o meno reali.
    La penna dell’autore ha il potere di rendere “simpatici” anche i personaggi più “odiosi” e “detestabili”.
    Renzino e Lucilla fanno l’occhiolino a Renzo e Lucia come a dire: guardate come è possibile divertirsi anche nelle avversità.

    I commessi sposi e la loro rocambolesca storia d’amore è disponibile su Amazon: https://amzn.to/4aNbm2h

    Sarà disponibile per tutta la durata dell’evento anche il fumetto tratto dall’omonimo libro, disegnato da Greta Fantini, che ha curato anche le illustrazioni all’interno del romanzo.

    Natanaele Rullo, la biografia

    Natanaele Rullo, 48 anni, autore comico, vive a Fino Mornasco, in provincia di Como.
    Di professione metalmeccanico, si affaccia sul mondo della scrittura nel 2006.
    Ha all’attivo 5 libri ed è alla terza partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino.

    Natanaele Rullo vi aspetta al Salone del Libro di Torino dal 9 al 13 maggio 2024 al Padiglione 2 – Stand F103.

  • L’autrice Kalòs al Salone Internazionale del Libro di Torino 2024

    Durante il Salone Internazionale del Libro di Torino, un evento che incanta gli amanti della letteratura e offre un palcoscenico ai talenti emergenti, spicca la presenza dell’autrice Kalòs.

    Con la sua abilità letteraria, Kalòs si prepara a lasciare il suo segno in questa celebre manifestazione letteraria. 

    In questo articolo, ci immergeremo nella vita e nell’opera di questa talentuosa scrittrice, esplorando il libro che presenterà con orgoglio nell’Area Self del prestigioso evento letterario. 

    Gothic Racconto Oscuro 

    La racconto io questa sinossi. Me ne arrogo il diritto. Sono Zandemio, il Bardo ribelle, ex Incubus della Legione Banemish. Il misteriosofico romanzo che ho ispirato a Kalòs, basato su accertati eventi, è dedicato a lettori adulti dallo spirito libero, amanti di inesplorati orizzonti alla ricerca d’un epico, emozionante “viaggio” dai risvolti d’una ben diversa ipotesi del senso della vita, nonché dell’evoluzione del Pianeta Terra e dei suoi abitanti. Entrando nel merito: “Seneslaus Julio Taranis venne condannato a millenaria vita terrena che principiò nel trentasette avanti l’era volgare a Sarmizegetusa Regia e terminò il diciassette luglio del novecentosessantatre dell’era volgare (me ne dolgo, ma non posso svelare in tal contesto l’inaudita fine). Diurpanus, il padre terrestre, regnava sulla Dacia dopo avere tramato e promosso l’uccisione di Burebista. Fu un sovrano il cui ricordo non venne tramandato alla storia: dopo il suicidio e gli accadimenti raccapriccianti del post mortem, venne consegnato alla damnatio memoriae dai suoi contemporanei. Era stato guerriero valente; uomo egocentrico, ambizioso, fiero, privo di scrupoli; dalle molte passioni e un solo odio: Roma. Quest’ossessione lo indusse a evocare, seppur inconsapevolmente, Asmodeus e a sottoscrivere il Patto proposto dall’Avversario pur di mutare le sorti della Dacia. Le clausole prevedevano un marchio sull’anima inferiore dell’atteso erede, assecondando la terribile formula espressa: “Egli non potrà possedere, amare donna senza provocarne la morte. Nella volontaria rinuncia la sua sofferenza sarà la mia ambrosia. Nell’irrefrenabile lussuria, l’omicidio consapevole sarà il mio supremo nutrimento”. Nello scambio il re avrebbe ottenuto la salvezza del suo popolo, della sua stessa vita e la discendenza garantita. 

    Così Seneslaus, ancor prima di nascere, divenne l’appetibile pedina il cui crudele destino era ormai discosto interamente dalla primeva, prevista sorte nella Cosmogonica Partita. La sua futura madre, Taygete, la bella fra le belle, di occulte origini, morì partorendolo tre mesi dopo la scellerata firma. Sette giorni trascorsero avanti che il re, incolpandolo dell’accaduto, si tagliasse la gola inondando di sangue la culla del nascituro. 

    Le passioni umane avevano avuto imperio sulle visioni di salvaguardia del popolo, alterando così gli avvenimenti storico temporali del Regno Dacico sanciti nel Patto. 

    Nelle ore seguenti il funerale del sovrano e sette giorni prima dell’avvento dei sette anni dell’inenarrabile dannazione, il piccolo principe fu salvato da Deceneo, sommo sacerdote, filosofo, astronomo, saggio, al quale veniva attribuita celeste origine. Egli partì portandolo seco, divenendo il vero, unico padre. Mentore e maestro, compagno e amico gli svelò aulici segreti e, condividendo la straordinarietà d’un viaggio durante il quale errarono dalle celate gallerie sinergiche dei Monti Orăștie sino ad Alessandria d’Egitto e ben oltre, gli mostrò gli arcani del Creato. Accanto a lui, in suprema amorevole custodia, Seneslaus crebbe istruito, splendido, geniale, buono, sperimentando l’esaltazione di prodigi. Quando compì vent’anni non invecchiò più d’un sol giorno. Accanto aveva Fu’Ad, il suo Cuore: uno stallone arabo dal manto nero come pece e dall’ anima lucente di colomba. Stretto a lui attraversò le troppe vite. In sua compagnia spartì la gioia sfrenata del galoppo sulle rive gelide o assolate di isole sconosciute e lontane; la libertà della via dei mari superando le Colonne d’Ercole; la curiosità delle vie carovaniere e delle sensuali donne popolanti le sue desertiche notti. Lo spirito di Seneslaus sin dall’infanzia s’annichilì al cospetto del divorante desiderio della Donna. Nello scorrere le infinite vite lo strazio della solitudine e gli orridi rimorsi non gli diedero tregua alcuna. E, infine, dovette oltrepassare la Porta, affrontando la discesa agli inferi per vivere l’ultima condanna che, imprescindibilmente, gli avrebbe concesso di reclamare il proprio anelato diritto alla morte. Fra Eros e Tanathos, conobbe il mostro dentro, tramutandosi da preda a predatore. Nel suo delirio erotico perpetrò i sacrifici imposti, provando orrore di sé medesimo.” 

    Vi lascio, spero, nell’idea di poterVi rincontrare fra le pagine del romanzo e l’augurio somigliante al mio spirito che amo fare: “Sia per Voi la vita vivido sogno e non grigior di sonno!” 

    Il romanzo Gothic Racconto Oscuro, selezionato dalla Giuria del Salone, è disponibile su Amazon: https://amzn.to/3xqM1wH 

    Kalòs la biografia 

    Giuliana Calosci nome di penna Kalòs. Nata a Torino nel 1945. Famelica e onnivora lettrice sin dall’infanzia.
    Ghost writer per molti anni. Attualmente ha pubblicazioni in essere e, dimentica dell’età anagrafica, in divenire.
    I titoli editi e le notizie è possibile seguirle sul suo sito: malia-art.it   
    Canale You Tube: @juliankalos
    La mail di riferimento per qualsivoglia curiosità: [email protected] 

    Kalòs vi aspetta al Salone del Libro di Torino dal 9 al 13 maggio 2024 al Padiglione 2 – Stand F103. 

  • Nugnes, Sgarbi, Giacobini e tanti altri alla mostra Pro Biennale nel cuore di Venezia

    La mostra internazionale Pro Biennale è ormai diventata un appuntamento imperdibile per i tanti esperti ed appassionati d’arte contemporanea italiana e anche quest’anno si rinnova il 1° giugno, nella splendida cornice del Padiglione Spoleto, presso l’hotel Amadeus a pochi passi dalla stazione di Venezia, che si prepara ad accogliere artisti provenienti da diversi Paesi nel mondo.

    La manifestazione, curata da Salvo Nugnes, reporter e scrittore, già curatore di Biennale Milano, delle mostre del Festival di Spoleto e manager di personalità dell’arte e della cultura, ha l’intento di rendere l’arte e la cultura fruibili a tutti e far conoscere a un pubblico il più vasto possibile gli artisti contemporanei che hanno così la possibilità di essere i veri protagonisti nella città d’arte per eccellenza.

    Tanti, infatti, i talentuosi artisti, scelti tra italiani e stranieri, che partecipano alle selezioni per mostrare le loro opere. Dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alla poesia, gli stili e i generi sono molto eterogenei, all’insegna dello spirito creativo libero e cosmopolita. La partecipazione come artista alla Pro Biennale prevede l’inserimento della propria produzione all’interno di un catalogo esclusivo dedicato, distribuito nelle principali librerie d’Italia e online e il conferimento di un prestigioso Premio.

    Come ogni anno, la rassegna porta i contributi di importanti personalità del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo, tra cui Giordano Bruno Guerri, storico e presidente del Vittoriale di D’Annunzio, il direttore del Tgcom 24 Paolo Liguori, Vittorio Sgarbi, la giornalista Silvana Giacobini, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il sindaco Luigi Brugnaro, Mario Luzzatto Fegiz, critico musicale, Gianni Marussi, già resp. Mostre Tgcom24, Maria Lorena Franchi, curatrice di Montecarlo, Cristina Cattaneo, giornalista psicologa e diversi altri.

    Per informazioni è possibile consultare il sito www.probiennale.it e contattare il 3887338297 e 3517250110 (whatsapp).

  • Il cosmopolitismo pittorico di Donatella Violi approda in Francia

    Inaugurata con grandi consensi di apprezzamento lo scorso 30 marzo e allestita fino al 30 maggio 2024, la mostra pittorica personaleAnemos” della poliedrica Donatella Violi merita senza dubbio un occhio di riguardo, sia per la qualità indiscussa della produzione esposta, che ne mette in risalto la consolidata padronanza artistica, nonché la radicata maturità di concezione creativa acquisita con certosino studio e meticolosa sperimentazione, sia per la rilevanza internazionale del contesto ospitante, che si trova nel cuore della Francia, precisamente presso il Besharat Gallery & Museum, che vanta davvero un cosiddetto curriculum vitae di tutto rispetto. La struttura originaria risale a 150 anni fa ed era adibita ad hotel con una clientela di notevole caratura. Tra gli ospiti famosi, che vi hanno soggiornato è annoverata anche la Regina Elisabetta, immortale Queen, simbolo senza tempo di regalità, che ha dormito in loco prima ancora di convogliare a nozze con il principe Filippo. L’esposizione pittorica della Violi si fonde in modo impeccabile con l’ambiente e trova una sinergia speciale. Infatti, tra le 11 lussuose suite realizzate dalla proprietà attuale, una accoglie in maniera permanente un circuito di suoi quadri. Inoltre, anche nel medesimo contesto ad Atlanta, sono conservate sue opere, sempre con esposizione permanente. A suffragare il pregevole operato creativo della Violi è intervenuta la dottoressa Elena Gollini commentando: “Questa mostra è una pietra miliare di fondamento nel percorso di Donatella, che certamente rafforza le sue autorevoli credenziali e ne conferma la portata di ideale cosmopolita, che sorregge il suo intento comunicativo. La sua versatilità di pensiero funge da motore trainante efficace e incisivo in funzione del suo appassionato spirito di condivisione e di interazione. Infatti, per Donatella fare arte significa in primis poter coinvolgere in modo attivo e compartecipe il fruitore-spettatore e poter instaurare e intavolare una formula di scambio e di confronto, all’insegna del dialogo libero e aperto, che si rende un canale portentoso per diffondere e divulgare messaggi e contenuti di sostanziale profondità. Ecco, perché l’arte di Donatella non è mai concepita soltanto come un esercizio di destrezza formale ed estetica a se stante fine a se stesso, ma è invece canalizzata e orientata a utilizzare il medium del linguaggio universale della pittura per andare oltre l’apparenza e individuare un’essenza intrinseca insita e sottesa pregnante di significato. Arte da vivere e arte da amare e da fare amare: questo è il motto cardine, che si sprigiona dalla sua fervida passione artistica e dalla sua indomita forza ispiratrice. E allora, ad maiora semper, cara Donatella, e avanti tutta alla grande!“.

  • Donatella Violi protagonista in mostra con la sua arte pittorica

    L’artista reggiana Donatella Violi è protagonista in mostra personale dal titolo poeticamente evocativo “Anemos” all’interno del prestigioso contesto del Besharat Gallery & Museum. L’esposizione, che raccoglie una variegata produzione di 20 quadri, è stata inaugurata con successo il 30 marzo scorso alla presenza della talentuosa pittrice e resterà allestita in loco fino al 30 maggio 2024. La location ospitante è davvero molto prestigiosa anche per la sua particolare componente storica di pregio, in quanto creata 150 anni fa come hotel lussuoso, che a suo tempo ha visto tra i clienti illustri figure e personaggi di grande spicco e di fama acclarata, come la mitica iconica Regina Elisabetta, The Queen per antonomasia, che vi ha soggiornato durante uno dei suoi viaggi. L’attuale proprietà ha appositamente trasformato l’ambiente ricavando 11 suite, tra le quali una è proprio dedicata a Donatella Violi e alla sua arte, con alcune opere presenti in esposizione permanente. Questo contesto davvero unico ed esclusivo consente di vivere l’arte a 360 gradi, in quanto è possibile visitarlo ma anche volendo soggiornare al suo interno e godere appieno delle meraviglie in esso racchiuse e custodite. La Violi ha potuto collocare alcune sue opere anche nel contesto del Besharat Gallery & Museum di Atlanta, confermando la portata cosmopolita della sua proiezione creativa. Nel commentare il positivo percorso compiuto dalla Violi, la dottoressa Elena Gollini ha voluto manifestare un sincero apprezzamento al riguardo, soffermandosi su alcune riflessioni di approfondimento: “Sono sinceramente ammirata dall’intraprendenza di quest’artista, che stimo anche come donna oltre che come pittrice di valore. Credo, che la sua produzione venga armonizzata al meglio dentro questa ambientazione così sui generis. Mi ha colpito anche la scelta dell’opera testimonial, che trovo davvero impattante nella sua poetica di suggestione visionaria e nella sua dinamica energia vitale. Penso, che Donatella abbia un afflato potente a livello espressivo supportato da una prospettiva fantasiosa guizzante e da un incalzante slancio di inventiva scenica e narrativa, stimolato dall’immaginario percettivo e sensoriale vibrante e pulsante. Questi fattori in perfetta commistione di equilibrio contribuiscono a fornire gli strumenti più adatti e congeniali a sviluppare tutto quanto l’apparato creativo e ad accentuare il potenziale di ispirazione, che possiede nel suo DNA genetico di artista con la A maiuscola“.

  • Salvo Nugnes presenta le opere dei talentuosi Abbate, Asenova Boyanova, De Francisco, Martelli e Raia alla storica Milano Art Gallery

    La storica Milano Art Gallery, spazio espositivo con quasi 60 anni di storia dove hanno esposto e dialogato i principali artisti ed intellettuali contemporanei, ha ospitato le mostre personali di cinque talentuosi artisti che hanno inaugurato giovedì 4 aprile con grande successo di pubblico, stampa e critica.

    Il curatore delle esposizioni, nonché direttore della Galleria, è Salvo Nugnes, scrittore e reporter, già curatore di Biennale Milano, delle mostre del Festival di Spoleto, Pro Biennale di Venezia e già manager di personalità dell’arte e della cultura, tra cui Silvana Giacobini, Vittorio Sgarbi, Katia Ricciarelli, Amanda Lear e gli indimenticabili Margherita Hack e Francesco Alberoni.

    Insieme a lui hanno presenziato all’evento Giada Eva Elisa Tarantino, storica dell’arte, Tiziana Polimeno, Event Manager, Enrico Carazzato, creativo delle celebrity, la giornalista Maddalena Baldini, Benedetta Cosmi, opinionista televisiva Mediaset, Rocco Perretta del Comune di Milano e diversi altri.

    Gli artisti in mostra sono: Gisella Abbate, le cui opere colpiscono per il forte impatto emotivo. Attraverso colore e movimento, la talentuosa artista illustra un’intensità di emozioni che arrivano direttamente dal cuore; Lidia Asenova Boyanova, che ha la capacità di far vivere i propri sentimenti ed emozioni su tela, la sua essenza, la sua passione e l’emozione si percepiscono e si intrecciano con le sensazioni di chi osserva e si ritrova nelle sue tele; Angelo de Francisco, con un’arte in continua evoluzione, da cui emerge tutta la sua passione, la perenne ricerca, la trasformazione e la novità. Nelle sue opere c’è la vita; Serena Martelli, le cui opere rappresentano un autentico viaggio nell’universo dell’arte, in cui l’originalità e la sorpresa si fondono in una sinfonia di sensibilità e creatività senza eguali; Rosetta Raia, i cui luoghi del cuore assumono una dimensione magica, trasportando lo spettatore in un viaggio attraverso paesaggi che emanano calore ed emozione.

  • Lunetta Savino a teatro con un nuovo spettacolo “LA MADRE” scritto da Florian Zeller

    Sabato 6 Aprile 2024 al teatro Pacini Pescia per la stagione teatrale 2023/24 è andato in scena lo spettacolo “LA MADRE”, scritto da Florian Zeller, regia di Marcello Cotugno e brillantemente interpretata dall’attrice Lunetta Savino.

    Viene portato in scena uno spaccato di vita familiare che vede come protagonista un marito adultero, Andrea Renzi, una moglie e madre di nome Anna, Lunetta Savino, la quale non si fa scrupoli a dichiarare la propria antipatia per la figlia, non presente in scena, e riversa tutto il suo amore sul figlio venticinquenne, Niccolò Ferrero, rinunciando ai sentimenti e ai propri sogni, visto il matrimonio in crisi.

    Questo amore si trasforma in disperazione quando il figlio decide di abbandonare il “nido” per andare a vivere con la fidanzata Chiarastella Sorrentino.

    Da questo momento la madre vive spinta da un unico desiderio, il ritorno del figlio.

    Tale separazione viene vissuta dalla donna come un vero e proprio dramma che fa insorgere nella mente della donna una visione della realtà del tutto soggettiva e del tutto contraria alla realtà, queste due realtà a livello scenico vengono rappresentate con lo sdoppiamento delle scene.

    Nella mente della donna insorgono vere e proprie percezioni distorte della realtà che porteranno la protagonista a vedere la fidanzata del figlio come una ladra che l’ha privata del suo unico amore, ed è proprio attraverso questa visione distorta che Anna cerca i veri colpevoli del proprio dolore.

    Tali dinamiche vengono messe in scena utilizzando un’ambientazione totalmente asettica che dovrebbe rappresentare un ambiente domestico, ma che in realtà è composto da cornici rettangolari che simboleggiano porte che dovrebbero condurre ad altre stanze, al centro del palcoscenico un unico tavolino con due sedie e un frigorifero che comincerà a ruotare a causa di un’allucinazione della protagonista. Le luci sono per lo più bianche e i colori dell’abbigliamento dei protagonisti sono chiari, tutto ciò a simboleggiare il sentimento di vuoto e di abbandono che affligge Anna e a far risaltare maggiormente maggiormente l’alternarsi di sentimenti contrastanti quali euforia, ad esempio nel momento in cui via è il breve ritorno del figlio, causato da un litigio con la compagna e il successivo sentimento di disperazione nell’attimo in cui vive un nuovo abbandono.

    Unico tocco di colore un vestito rosso della protagonista che, come lei stessa puntualizza, utilizzerà solo per le occasioni speciali, come la morte del marito.

    Non mancano quindi, nonostante uno scenario drammatico momenti di ironia e divertimento elementi che contraddistinguono l’attrice Lunetta Savino.

    La Madre è stato scritto da Florian Zeller drammaturgo di grande successo nella scena contemporanea capace di sviscerare le varie dinamiche delle relazioni umane in particolare quelle familiari. In questo caso lo scrittore vuole porre l’attenzione sul fatto che spesso l’amore può provocare maggiore sofferenza di un tradimento, inoltre vivere dei drammi può portare all’insorgere di vere e proprie patologia psichiche.

    Tale opera fa parte di una trilogia di cui fanno parte anche “Il padre” e “Il figlio”.

    Addetta Stampa Dott.ssa Mietto Elisa

    Dirigente e responsabile del servizio
    Ufficio Stampa e Produzioni Mp di Salvo De Vita

  • Daniele Turrini al Salone Internazionale del Libro di Torino 2024

    Durante il Salone Internazionale del Libro di Torino, un evento che incanta gli amanti della letteratura e offre un palcoscenico ai talenti emergenti, spicca la presenza dell’autore Daniele Turrini.

    Con la sua abilità letteraria Turrini si prepara a lasciare il suo segno in questa celebre manifestazione letteraria.

    In questo articolo, ci immergeremo nella vita e nell’opera di questo talentuoso scrittore, esplorando il libro che presenterà con orgoglio nell’Area Self del prestigioso evento letterario.

    Luci, Ombre e Voci – La parola ai dipinti di Caravaggio

    Questo non vuole essere un libro di storia dell’arte. Almeno dal punto di vista strettamente accademico.

    Certo, si parla di arte e di artisti (anzi di un artista), ma l’idea da cui si parte è che si possa leggere un quadro in un’ottica non più solo bidimensionale.

    I personaggi ingabbiati in una condizione di eterno vincolo, sono finalmente in grado di assumere una fisicità e un volume che li rendono vivi e in grado di narrare la loro storia.

    Vicende spesso intrise di sofferenze, disagi e malessere. Sono le voci degli attori non protagonisti dei capolavori dai quali provengono. In taluni casi dello stesso autore che prova a raccontarsi. Sono le esistenze di coloro che condividono lo spazio pittorico con santi, madonne e altri personaggi sacri meno violabili, meno raccontabili, e quindi più avulsi dalla nostra visione del mondo, passionale e terrena.

    Dieci storie pensate e costruite nella Roma del Seicento. Dieci come le lettere che compongono il nome del loro autore. Sempre evocato, presenza aleggiante sui racconti, mai invadente o apertamente dichiarata.

    I personaggi coinvolti non sono eminenti studiosi, eruditi scienziati o raffinati conversatori. Ho immaginato dei poveri cristi dotati di strumenti comunicativi elementari ma non per questo meno efficaci. Pochi fronzoli, un eloquio stringato ma diretto. Lasciatevi sedurre dalla loro umanità, dalla disarmante semplicità, provate a fare il tifo per loro. Sono poveri, non sempre belli, ma vanno scavati in profondità.

    E poi ogni lettore potrà farsi accompagnare come e dove vorrà, volando con la propria fantasia in questo meraviglioso mondo dell’arte, costruito su misura per ognuno di noi.

    Luci, Ombre e Voci – La parola ai dipinti di Caravaggio è disponibile su Amazon: https://amzn.to/4alhSxr

    Daniele Turrini, la biografia

    Daniele Turrini nato a Roma nel 1964
    Ha pubblicato sulla piattaforma ilmiolibro.it I seguenti volumi:

    • IL VIAGGIO – REALTÀ O ILLUSIONE
    • IL VIAGGIO CONTINUA
    • SOLO SEI PAROLE PER UNA STORIA
    • LUCI, OMBRE E VOCI

    Con Etabeta ha pubblicato:

    • MENDICANTI DI VISTA
    • SE POTESSERO PARLARE

    Con Aletti Editore

    • VIII PREMIO INTERN. SALVATORE QUASIMODO
    • PREMIO INTERNO DOSTOEVSKIJ 3 EDIZ.
    • CALENDARIO LETTERARIO 2024

    Daniele Turrini, selezionato nella sezione self publishing, vi aspetta al Salone del Libro di Torino dal 9 al 13 maggio 2024 al Padiglione 2 – Stand F103.

  • Février e gli orfanelli, il nuovo romanzo giallo di Simonetta Ronco

    “Février e gli orfanelli” è il quinto romanzo di Simonetta Ronco in cui vede protagonista il pianista investigatore francese Audemars Février.
    Il lettore si ritrova nuovamente a Blessy, il paese dove l’autrice aveva ambientato il primo episodio della “Saga di Février”, “Ritorno a Blessy”, ma questa volta l’atmosfera è meno bucolica, più cupa e inquietante, quasi gotica.

    La trama cattura l’attenzione sin dalle prime pagine, trascinandoci in una rete di suspense e mistero che avvince fino alla conclusione.

    La scrittura fluida e impressionista di Ronco rende la lettura di questo romanzo un’esperienza davvero coinvolgente e appagante.

    La trama di Février e gli orfanelli

     Nell’ottobre del 1925 il Maestro torna a Blessy, perché richiamato da padre Benjamin.
    Costui gli rivela che dalle ricerche risulta che nel periodo in cui all’orfanotrofio di Pomarie fu lasciato il figlio di Adèle Robinot, furono accolti due neonati: lui e Gaston Roblet.
    Chi è dunque il duca di Saint Alary? E chi ha ucciso la moglie del Dottor Brouillard?
    E che fine ha fatto Lara Fiodorova, evasa dal carcere, sulle cui tracce è tutta la polizia di Parigi?
    Février si muove in un ambiente conosciuto ma minaccioso, tra leggende gotiche e indagini serrate, bersaglio di una caccia spietata che porta necessariamente alla morte.

    Simonetta Ronco, biografia

    Simonetta Ronco, nata a Genova, è docente universitaria, giornalista e scrittrice.
    Il padre, Antonino Ronco, giornalista e storico e la madre scrittrice di racconti per bambini premiata anche all’Andersen, le inculcano la passione per la cultura in generale e per la storia e la letteratura in particolare.

    Dal 2002 al 2008 collabora con la Terza Pagina del Secolo XIX e successivamente con alcuni periodici culturali come Satura, Resine, Xenia, Il Porticciolo, sempre più impegnata su temi femminili, soprattutto biografie e romanzi storici.

    Nel 2005 esce la prima biografia da lei scritta, sulla vita di Cristina di Borbone, prima Madama Reale, che viene anche premiata con l’Anguillarino d’Argento. Seguono altre biografie di notevole rilievo sociale, come quella di Giulia Colbert di Barolo che viene anche presentata presso l’Ateneo Genovese. Successivamente pubblica le biografie di Giuditta Bellerio Sidoli, Antonietta Costa Galera, Giuseppe Mazzini, Costantino Nigra, Ilaria del Carretto. La Ronco pubblica, inoltre numerosi romanzi e racconti storici, che vedono sempre donne come protagoniste.

    Nel 2018 la Ronco ha dato vita a una collana editoriale, Mnemosine – Donne nell’ombra che si propone di pubblicare biografie di donne poco conosciute o dimenticate e saggi su tematiche femminili. L’ultimo volume della Collana, edito con De Ferrari editore (dal titolo “Protagoniste Genovesi”) è dedicato alle 14 donne rappresentate nella Sala delle Donne a Palazzo Ducale.

    Ha creato i personaggi di Audémars Février, Dario Barresi e Luca Traverso, protagonisti di gialli seriali.

    I precedenti titoli della saga di Février:

    • Ritorno a Blessy
    • Février e l’enigma degli uccelli
    • Février e un caso di coscienza
    • Février e la villa dei misteri

     

    Février e gli orfanelli è il nuovo romanzo dell’autrice Simonetta Ronco ed è pubblicato da La Bussola Edizioni.
    Link per l’acquisto: https://www.labussolaedizioni.it/it/pubblicazioni/fevrier-e-gli-orfanelli-simonetta-ronco-9791254744819.html

  • DRO protagonista in mostra personale a Pietrasanta

    Si preannuncia in grande stile la mostra pittorica personale, che vede protagonista il raffinato e ricercato virtuosismo creativo di Ornella De Rosa (alias DRO) all’interno del contesto della NAG Art Gallery a Pietrasanta. Il vernissage inaugurale è fissato per sabato 6 aprile 2024, ore 18.30. L’esposizione resterà allestita in loco fino al 30 aprile 2024. È stato designato un circuito mirato di 16 quadri realizzati da DRO con impronta di inconfondibile cifra distintiva, di matrice figurativa declinata in chiave moderna e contemporanea e “contaminata” da elementi e componenti di peculiare ed esclusiva connotazione inedita. Ogni opera ha una propria unicità caratteristica originale, ha una propria vita come entità a sé stante e si rende autonoma e indipendente, ma al contempo si armonizza e si fonde in maniera omogenea con le altre, acquistando un equilibrio d’insieme molto bilanciato. DRO possiede la capacità di infondere nei quadri una luce radiosa, di trasmettere un senso di uniformità ordinata ed elegante, ma al tempo stesso intrisa di pathos e trasporto. Il suo modus pingendi rispetta e mantiene la visione tradizionale realistica, ma delinea anche delle variazioni accattivanti, si mescola in commistione con espedienti da spettacolare coup de théâtre, per attribuire al costrutto quella potenza trionfale, che conquista e cattura da subito senza riserve lo spettatore. DRO appartiene a buon conto e a buon diritto al panorama contemporaneo di valore e di merito per l’indiscussa bravura e destrezza strumentale, ma riveste anche una funzione parimenti saliente riguardo la missione di sensibilizzazione del ruolo femminile sia come portavoce diretta da donna-artista sia come artefice in diretta, conferendo all’universo-donna una considerazione primaria e prioritaria nella sua eminente centralità nevralgica. Senza dubbio, DRO con le sue favolose rievocazioni suscita pensieri e riflessioni, che vanno oltre la semplice apparenza formale ed estetica e ricerca invece una opzione di dialogo interattivo, per incitare ed esortare le donne a fare squadra e restare unite e per rivendicare questa volontà di comunione di intenti e di intenzioni da conservare e coltivare al motto di “l’unione fa la forza!”.

  • Prestigiosa mostra personale della pittrice DRO a Pietrasanta

    Ornella De Rosa (alias DRO) si cimenta con dinamica intraprendenza in una nuova stimolante “sfida espositiva” con una prestigiosa mostra personale allestita a Pietrasanta presso NAG Art Gallery. L’opening di apertura ufficiale è previsto per sabato 6 aprile 2024 alle ore 18.30. Le opere pittoriche di DRO resteranno esposte in loco fino al 30 aprile 2024. Si tratta di un circuito di quadri, che rappresentano una simbolica testimonianza del suo variegato e animato mondo evocativo figurale, dove la figura femminile resta sempre al centro della narrazione come protagonista preferita, ruotando attorno ad orchestrazioni di impeccabile sintesi descrittiva, facendo leva su una progettualità ideativa sempre ponderata e studiata nel dettaglio e nel particolare scenico di migliore resa e ottimale impatto di insieme. Si conferma dunque per DRO una situazione di interessante prospettiva, essendo Pietrasanta un contesto molto affermato e apprezzato a livello artistico e culturale. La dottoressa Elena Gollini nel formulare i propri complimenti simbolici per questa rilevante occasione espositiva tutta dedicata ad esaltare le qualificanti doti e risorse creative di DRO ha dichiarato: «DRO è sempre guizzante nella sua ispirazione. Stupisce e sorprende nella sua energica e briosa vitalità artistica. La sua arte pittorica racchiude un’incontenibile e irrefrenabile voglia esplosiva di lasciarsi andare alla pittura anche come portentoso sfogo emozionale, fungendo da strumento di beneficio mentale e spirituale. Ecco, perché osservando le opere di DRO non si può restare impassibili e indifferenti, ma si viene pervasi da una pulsione coinvolgente e penetrante. Ogni immagine raffigurata contiene quel moto dell’anima speciale, che incita DRO nel suo incalzante bisogno espressivo e nella sua prorompente esigenza comunicativa, che viene sprigionata e si propaga. Ogni occasione, che le si prospetta dinanzi viene sempre sfruttata per dimostrare a se stessa in primis la propria appassionata vocazione. Diventa un modo per sentirsi spronata a proseguire sempre con nuovi traguardi da raggiungere ad alto livello. Sempre meritevole di encomio DRO, instancabile “guerriera dell’arte” si conferma e si riconferma nel suo talento vincente e nelle sue motivazioni di incipit che la guidano e la sorreggono con grande forza propulsiva».