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  • Fastwoods | Lavorazione del legno a Verona

    Quella del fai da te e del bricolage è una passione (ancora prima che un hobby) che accomuna tantissimi consumatori, i quali sono costantemente alla ricerca di legnami ed utensili di ogni tipo in grado di consentir loro di realizzare il prodotto o pezzo di cui hanno bisogno. Al tempo stesso, vi è una nutrita schiera di professionisti (tra questi sicuramente gli artigiani) e imprenditori che desiderano migliorare l’aspetto dei propri locali commerciali e delle attrezzature dedicate ai clienti. Avere a disposizione una risorsa così fornita, e sempre pronta a risolvere qualsiasi esigenza legata alla realizzazione di soluzioni utili a risolvere esigenze di ogni tipo con la massima praticità, è veramente una opportunità da sfruttare.

    Fastwoods, azienda di Verona che opera nel settore da oltre 30 anni, è una falegnameria d’alto profilo da sempre impegnata nel ricercare i materiali e le soluzioni più efficaci in grado di risolvere brillantemente le esigenze di falegnameria di privati e professionisti, artigiani e semplici amanti del fai da te che necessitano di materiali e strumenti per poter dar vita alle proprie creazioni. La scelta di legnami ed utensili è pressoché infinita, e le attrezzature di cui dispone questa importante realtà del settore consentono di poter effettuare ogni tipologia di taglio e risolvere le varie tipologie di problematiche cui ci si trova di fronte e per le quali si rende necessario l’ausilio di un esperto.

    Fastwoods è diventata per questo, nel corso degli anni, un punto di riferimento nel settore della lavorazione legno a Verona. Il personale inoltre, è altamente qualificato e conosce bene tecniche e strumenti per consentire a ciascuno di ottenere esattamente il prodotto di cui ha bisogno. L’azienda si trova a Verona in Via Torricelli 41/B, ed è possibile contattare il recapito telefonico 0454685453 per qualsiasi tipo di informazione o per richiedere assistenza.

  • «CLICCA IL NEO» IN ATS: IL PROGETTO PER BATTERE IL MELANOMA CON UN TOUCH

    Presentati i primi risultati dello studio sperimentale condotto in Ats Bergamo che permette di identificare lesioni sospette con un’App, effettuando l’auto-esame della pelle in maniera sicura, veloce ed efficace. Uno strumento di valore perché sfrutta le competenze ma sviluppa anche la consapevolezza, la responsabilizzazione verso la propria salute, ha sottolineato Mara Azzi, direttore generale di Ats Bergamo.

    Bergamo, 16 febbraio 2017 – Un’APP per diagnosticare precocemente i tumori della cute. Ats Bergamo ha presentato oggi la sperimentazione condotta tra i suoi dipendenti di «Clicca il Neo», il progetto di tele-dermatologia per la diagnosi precoce dei tumori cutanei sviluppato e coordinato da Centro Studi Gised e sostenuto da LILT grazie a Fondazione Credito Bergamasco.

    Un progetto che al suo esordio ha coinvolto i dipendenti di Ats Bergamo. Dal 10 ottobre 2016 al 3 febbraio 2017 attraverso 424 visite, sono state individuate 25 lesione sospette da trattare con piccoli interventi ambulatoriali. I dipendenti di Ats Bergamo sono stati successivamente ripartiti in due gruppi: 211 soggetti a cui è stato chiesto di usare l’App e 213 persone che invece hanno fatto ricorso allo screening tradizionale. Obiettivo: dimostrare l’equivalenza tra il monitoraggio attraverso l’App «Clicca il Neo» e il controllo tradizionale, evidenziando, in particolare, il vantaggio nell’utilizzo dell’App, più veloce e immediata, poiché non comporta la necessità di prendere appuntamenti né di affrontare spostamenti.

    Con l’App «Clicca il Neo», infatti, è possibile realizzare l’auto esame della pelle semplicemente scaricando l’applicazione sul proprio smartphone, scattando una foto di macchie o lesioni sospette e inviando l’immagine direttamente all’esperto che nel più breve tempo possibile invierà la risposta. Lo studio che coinvolge l’ATS, nella sua fase di sperimentazione, avrà una durata prevista di 3 anni. Per realizzarlo al meglio, presso l’ATS di Bergamo sono stati costituiti degli ambulatori dedicati con personale infermieristico ad hoc.

    « Il valore della prevenzione – spiega la dott.ssa Mara Azzi direttore generale di Ats Bergamo – è la differenza tra quello che si spenderebbe in caso di diagnosi tardiva, al netto della sofferenza che provoca al paziente che è il vero valore della prevenzione. La diagnosi precoce, nell’ipotesi migliore che non ci siano melanomi, quando la lesione è sospetta viene asportata con intervento poco invasivo in day hospital e esame istologica, costa da 1.000 a 1500 euro. Al contrario, in caso di diagnosi tardiva, quando il melanoma è già in stato avanzato, si parla di costi per le cure chemioterapiche e assistenza di costi che arrivano a 200 mila euro all’anno. Tra tutte le malattie cutanee, il melanoma rappresenta una delle cause principali di mortalità, con un’incidenza

    crescente di anno in anno, ma gli interventi di educazione e screening possono costituire un mezzo fondamentale di prevenzione e diagnosi precoce. Per questo credo molto in “Clicca il Neo”, progetto che con la sperimentazione condotta in Ats ha dimostrato come le nuove tecnologie degli smartphone possano essere impiegate per documentare le problematiche cutanee e, in particolare, l’insorgenza o sviluppo di neoformazioni sospette. Tutto questo, unito alle potenzialità della rete, permette una rapida valutazione da parte dello specialista riducendo le liste d’attesa e indirizzando i pazienti più a rischio alla visita specialistica» – ha aggiunto la dott.ssa Mara Azzi.

    Duplice il valore del progetto che mira a favorire la diagnosi precoce, a valutare quali interventi educativi possono essere definiti al fine di orientare adeguatamente l’identificazione di lesioni a più alto rischio tra le varie presenti sulla pelle. Inoltre, si potranno analizzare quali siano i fattori demografici e culturali che inducono un soggetto a usufruire del servizio.

    «Dai dati preliminari, raccolti attraverso i servizi già disponibili, in fase pilota, sui siti www.cliccailneo.it e www.centrostudigised.it, si è stimata una prevalenza di lesioni meritevoli di ulteriore valutazione con esame diretto intorno al 10% nel campione di soggetti che si affidano alla teledermatologia. La classificazione, online e specialistica, si basa su tre possibili risultati: lesione non a rischio, sospetta o altamente sospetta. Per tutte le lesioni classificate come sospette o altamente sospette viene consigliata una visita di conferma specialistica e l’eventuale asportazione chirurgica. – ha chiarito dott. Luigi Naldicoordinatore del progetto “Clicca il Neo”, aggiungendo – Sono convinto che questo progetto, nato dalla volontà di semplificare il meccanismo della prevenzione, potrà dimostrare di essere efficace e spero possa coinvolgere una platea di soggetti sempre più vasta e sempre più determinata a prendersi cura della propria salute».

    Accanto allo studio che coinvolge i dipendenti della ATS, il programma Clicca il Neo prevede, nell’arco di un anno a partire da marzo 2017, l’attivazione di un intervento educativo sul riconoscimento di lesioni pigmentarie sospette rivolto a tutti i cittadini residenti nella provincia di Bergamo con la divulgazione di materiali pubblicitari in luoghi pubblici come autobus e farmacie, incentivando lo screening mediante l’App. In pratica, sarà data la possibilità al pubblico di inviare immagini di lesioni sospette tramite la App o il collegamento al sito www.cliccailneo.it insieme ad altre informazioni generali utili per inquadrare il tipo di lesione. Ai primi 350 soggetti che utilizzeranno il servizio sarà proposta una valutazione clinica diretta e gratuita dell’intera superficie cutanea da parte di uno specialista. La visita avverrà in cieco rispetto alla valutazione online e avrà lo scopo di studiare l’efficienza della ricerca di lesioni sospette da parte del soggetto e l’accuratezza del sistema di tele-dermatologia rispetto alla visita specialistica diretta. Tale progetto prevede il coinvolgimento della Unità di Dermatologia della ASST-Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e un supporto da parte della Fondazione Banca Popolare di Bergamo.

    Al termine dello studio e della campagna educativa di screening, inoltre, verrà svolta, con la collaborazione di Doxa, un’indagine telefonica su un campione indipendente rappresentativo della popolazione della provincia di Bergamo di 500 soggetti per determinare l’impatto e la diffusione della campagna. In particolare si valuterà il grado di conoscenza della campagna sul territorio e l’efficacia in termini di utilizzo del sistema. I risultati andranno a integrare quelli dello studio principale, costituendo il denominatore comune di confronto.

    «Ritengo che “Clicca il Neo” possa essere uno studio e programma di screening valido sia dal punto di vista clinico sia scientifico, che potrà rappresentare un ruolo fondamentale nella diagnosi precoce e nella cura in particolare del melanoma – ha commentato dott. Giuseppe Chiesapresidente LILT Bergamo – La LILT di Bergamo da più di 80 anni è attiva in tutto il territorio bergamasco per la diffusione della cultura della prevenzione oncologica e della diagnosi precoce dei tumori attraverso l’impegno delle varie delegazione presenti non solo a Bergamo ma su tutto la provincia. Prevenzione che è sia primaria attraverso la diffusione dei corretti stili di vita (alimentazione, lotta al fumo e incentivi all’attività fisica), ma anche secondaria attraverso le visite di screening in ambito senologico, ginecologico, urologico, pneumologico, otorinolaringoiatrico e dermatologico. Proprio nello spirito della nostra attività di prevenzione, dunque, abbiamo ritenuto opportuno di supportare e sponsorizzare, grazie ai fondi pervenuti dalla Fondazione Credito Bergamasco, il progetto “Clicca il neo” per la diagnosi precoce dei tumori della pelle».

    Sostenitore principale del progetto in questa fase, infatti, è stata la Fondazione Credito Bergamasco che, con il suo segretario generale, Angelo Piazzoli ha dichiarato: «Com’è noto, la Fondazione Creberg è da sempre impegnata nello sviluppo e nel sostegno di iniziative meritorie a favore della ricerca medica e scientifica e del benessere sociale e umanitario. Tra gli interventi più significativi, si ricordano lo storico supporto assicurato a realtà ospedaliere di eccellenza per progetti di ricerca sullo scompenso cardiaco nonché gli importanti contributi nel campo senologico, ematologico e nell’ambito dei trapianti del fegato. Sostenere “Clicca il Neo” per noi significa, dunque, continuare nella direzione di una più ampia consapevolezza da parte dell’opinione pubblica sui temi della prevenzione».

    Il programma di studio, lo sviluppo del sito web e della App, del materiale educativo, il monitoraggio e l’analisi dei dati è affidato al Centro Studi GISED di Bergamo. La sezione LILT di Bergamo avrà un ruolo di coordinamento generale e collaborerà con il Centro Studi GISED alla realizzazione e diffusione della campagna educativa di screening

    Maggiori informazioni sono disponibili internet http://legatumoribg.it/blog/2016/01/07/progetto-clicca-il-neo/

    http://www.centrostudigised.it/clicca_il_neo.html

  • Agriturismi sempre più scelti per la settimana bianca: 236 euro la spesa media

    La vacanza in agriturismo non va soltanto intesa come un’occasione di contatto con la campagna, magari nei mesi più caldi dell’anno: sempre più persone scelgono questo tipo di strutture ricettive anche per la settimana bianca. Secondo un’indagine di Agriturismo.it (http://www.agriturismo.it), partner di Casevacanza.it (http://www.casevacanza.it) e leader del settore, chi ama sciare ma non vuole rinunciare al risparmio e a un’esperienza più diretta col territorio opta per un agriturismo, spendendo mediamente 236 euro a settimana. Cifra, questa, che garantisce un risparmio del 35% rispetto a un hotel di pari categoria.

    Lo studio ha preso in considerazione le province italiane in cui sono presenti agriturismi che distano al massimo 30 minuti di auto da un comprensorio sciistico: confrontando i dati con quelli dell’anno scorso è emerso un aumento dell’interesse da parte degli stranieri, la cui domanda per i mesi di gennaio e febbraio è aumentata del 9%.

    Le province più gettonate e i prezzi

    La regione che occupa i primi due posti della classifica delle province più richieste per la settimana bianca in agriturismo è il Trentino Alto Adige: al primo posto troviamo Bolzano, dove la spesa di 215 euro a persona risulta più bassa della media nazionale, seguita da Trento con prezzi più alti, pari a 251 euro. La sorpresa più grande è quella del terzo posto del podio, occupato da Catania e dalle sue località alle pendici dell’Etna, area sempre più conosciuta e ambita dai turisti italiani e non solo. Qui la spesa per la settimana bianca risulta più alta della media ed è pari a 280 euro a persona.

    La provincia di Cuneo è quarta, grazie soprattutto alle strutture nella zona del Monviso: qui la spesa media per una settimana è pari a 202 euro. La Val Brembana porta Bergamo a essere la quinta provincia in classifica dove, per alloggiare, si spendono 272 euro. A seguire si trovano le province di Aosta e di Torino (portata nella top 10 dagli agriturismi nella zona di Sestriere): in queste località per la settimana bianca si spendono rispettivamente 246 e 241 euro a persona.

    Nella parte finale della classifica si trovano due province a ridosso degli Appennini, quella di Massa Carrara e quella di Macerata. Per la località toscana, dove l’alloggio in agriturismo costa mediamente 273 euro, sono state molto richieste le strutture nella zona di Sant’Anna a Pelago, nell’Appennino Tosco-Emiliano. Nelle Marche, invece, la zona di Bolognola e dei Monti Sibillini ha registrato un forte interesse da parte degli utenti, pronti a spendere mediamente 226 euro. A chiudere la top 10 è la provincia de L’Aquila, dove la spesa media è pari a 241 euro.

    Si scia ma si cercano anche “esperienze”

    «Scegliere di trascorrere la settimana bianca in un agriturismo – spiega Veronica Mariani, fondatrice di Agriturismo.it  – consente, oltre al risparmio, di avere a disposizione direttamente sul luogo del soggiorno tutta una serie di “esperienze” da vivere per entrare a contatto col territorio e le sue tradizioni. Questa sarà sicuramente una delle carte vincenti per la popolarità degli agriturismi, considerando come il turismo esperienziale sia uno dei trend più in voga per il 2017.»

    Leggendo le descrizioni degli agriturismi a pochi passi dalle piste da sci si scopre che le strutture offrono diverse attività: oltre ai più classici corsi di cucina e alle degustazioni di vino e prodotti tipici, si può avere, ad esempio, la possibilità di imparare a ricamare con il tombolo o a intagliare il legno. Non manca il contatto con gli animali e fra le strutture alcune offrono la partecipazione alla mungitura delle capre, passeggiate sulla neve in sella ai pony o a bordo di una carrozza trainata da cavalli. Non mancano le stranezze e ci sono perfino agriturismi in cui la settimana bianca si vive insieme a colonie di alpaca.

  • Piastra a onde | Istruzioni per l’uso

    Sono davvero tante le ragazze che quotidianamente si chiedono come sia possibile ottenere delle onde che possano apparire del tutto naturali e conferire ai capelli un aspetto di grande morbidezza e lucentezza. Ebbene, per ottenere un simile effetto è necessario impiegare uno strumento forse non noto a tutte ma dalla grande efficacia: la piastra a onde (detta anche piastra triferro). Di cosa si tratta e come funziona questo particolare tipo di piastra? La piastra a onde altro non è che una piastra formata da tre tubi di acciaio che vanno a rendere ondulati i capelli in quanto questi vanno ad infilarsi tra i tubi sovrapposti l’uno all’altro, andando a creare così le tanto desiderate onde. È una operazione che può essere svolta in pochi minuti e che garantisce ottimi risultati, perfetta per chi ha sempre ammirato le onde perfette dei capelli delle star della tv ma che non è mai riuscita ad ottenere un simile effetto su di se.

    Esistono inoltre alcuni buoni accorgimenti in grado di prolungare l’effetto creato dalla piastra, e uno di questi è certamente quello di utilizzare della lacca per capelli. Per ottenere risultati ottimali, è bene andarne a spruzzare un pò di prodotto su ogni ciocca prima del passaggio della piastra a onde, così facendo si otterrà un risultato migliore e più duraturo. Cambiare look non è dunque così difficile, e delle volte bastano degli accorgimenti così semplici che richiedono soltanto qualche minuto di pazienza. Per individuare esattamente il modello di piastra che fa al caso tuo, puoi dare un’occhiata alle recensioni presenti su http://www.piastraonde.it per facilitare la tua ricerca. All’interno delle varie recensioni troverai il parere personale di chi le ha già utilizzate ed importanti informazioni tecniche che ti saranno di grande aiuto nell’individuare l’esatto modello di piastra a onde in grado di soddisfare le tue esigenze.

  • Milano Art Gallery: Alviero Martini ospite alla mostra durante il Festival della Canzone

    Lo stilista e designer creativo Alviero Martini è stato accolto calorosamente, durante il vernissage della mostra “Festival dell’Arte” svoltosi lo scorso 10 febbraio presso la sede sanremese dello spazio artistico-culturale della Milano Art Gallery, la galleria “Bonbonnière”, proprio in concomitanza con la mitica kermesse del Festival della Canzone. Martini, ospite d’eccezione dell’evento organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, è intervenuto di fronte al folto pubblico, per parlare in conferenza e presentare il suo ultimo libro dal titolo “Andare Lontano Viaggiando” (Simonelli Editore), scritto in formula autobiografica. Nello spiegare il significato di ALV, il nuovo brand da lui ideato, dice: “ALV è l’acronimo di andare lontano viaggiando, ma significa anche “amare la vita” perché mi piace fare beneficenza, sfruttando il mio nome e la mia popolarità. Il disegno distintivo e identificativo di ALV, rappresenta tutti i timbri dei miei passaporti messi insieme. Ciascun timbro reca la data di ingresso e di uscita da ogni Paese”. Commentando poi la forte sinergia esistente tra arte e moda, ha evidenziato: “Il mio lavoro è strettamente legato all’arte, noi ci ispiriamo ad essa. La moda si può considerare un’arte applicata e c’è una perfetta sintonia tra le due. La pittura e la scultura hanno influenzato tantissimo la moda, da Mondrian a Giacomo Balla, a Modigliani, i colori di Monet, i tagli di Fontana. Questi ultimi, ad esempio, hanno ispirato la collezione anni Novanta di Gucci e Tom Ford”.

  • Standard di razza che cosa sono? Quali sono quelli relativi ai gatti Ragdoll?

    I gatti Ragdoll sono degli esemplari davvero molto belli, dei gatti piuttosto rari che sono sempre assai apprezzati nell’ambito di esposizioni e altri eventi del settore.

    Per scoprire nel dettaglio quali sono le caratteristiche dei gatti Ragdoll è utile chiedersi quali sono i relativi standard di razza, ma di che cosa si tratta esattamente?

    Per gli esperti del settore tale espressione è molto familiare, per tante persone che invece nutrono una semplice passione nei confronti di questi animali, invece, può costituire una novità, dunque è bene soffermarsi a tal riguardo.

    Quando si parla di standard di razza si fa riferimento a quelle caratteristiche che devono contraddistinguere un determinato esemplare affinché possa essere considerato impeccabile dal punto di vista estetico.

    Lo standard di razza Ragdoll

    Per quel che riguarda gli standard di razza di gatti Ragdoll va sottolineato anzitutto che questi così bei gatti possono appartenere a diverse varietà, e per ognuna delle medesime vi sono degli standard specifici che possiamo scoprire nel dettaglio.

    La varietà Colourpoint, ad esempio, prevede un evidente accostamento di colori: il Ragdoll esteticamente perfetto in questi casi deve presentare un corpo di colore chiaro e delle “punte”, ovvero orecchie, coda, muso e zampe, di colore più scuro.

    Molto spesso questi esemplari hanno dei bellissimi occhi azzurri, e la presenza di macchie è considerata un difetto.

    Un’altra varietà è il cosiddetto gatto Mitted, spesso definito anche come Ragdoll “guantato”.

    Questo gatto, affinché risponda perfettamente agli standard di razza, deve presentare diverse peculiarità: una striscia bianca deve raggiungere, dal mento, la base della coda, i guanti anteriori devono essere bianchi e simmetrici, gli stivaletti posteriori devono essere del medesimo colore fino al garretto.

    Nel Ragdoll Mitted, inoltre, è importantissima la presenza del mento bianco, mentre sono considerate dei difetti le macchie scure, soprattutto se si presentano sul ventre o sui guanti.

    Altra varietà di Ragdoll è la cosiddetta Bicolor: questi gatti propongono un accostamento tra un colore chiaro ed uno scuro, nello specifico il corpo deve essere chiaro mentre la coda e le orecchie devono avere tutt’altra tonalità.

    Gli standard di razza, in questo caso, non ammettono macchie.

    Vi è anche una quarta varietà per quel che riguarda la razza Ragdoll, ovvero la cosiddetta Tabby Point: questi esemplari assommano alle caratteristiche di una delle tre varietà già presentate un particolare disegno tigrato, il quale li rende davvero molto affascinanti.

  • La Borsa di Milano e come funziona

    La borsa valori è in pratica un mercato finanziario ufficiale che si basa su precise comuni regole disciplinate in modo preciso riguardo le  operazioni di negoziazione,   modalità,   operatori e tipologie di contratti ammessi e nel quale vengono scambiati titoli e valori mobiliari e anche valute estere, effettua varie tipologie di investimento tra cui bbligazioni, titoli di Stato, derivati e future. Ma le azioni sono considerate il principale strumento di investimento.

    La borsa è un mercato secondario, ovvero dove si scambiano appunto degli strumenti finanziari già emessi e che sono in circolazione .

    Tra i tanti mercati di Borsa nazionali storici troviamo la Borsa di Milano ha da sempre rappresentato la piazza affari italiana più importante , e da cui si controllano le varie quotazioni dei titoli alla borsa di Milano.

    Un tempo  erano presenti anche le borse di Venezia (1630), di Trieste (1775) e  di Roma (1802). Dopo la privatizzazione dei vari mercati di borsa,  nel 1998, le dieci borse valori che erano presenti in varie città d’Italia ovvero di Milano,  Trieste, Venezia, Roma, Napoli, Genova ,Torino, Bologna, Firenze, Palermo sono state accorpate insieme a formare la Borsa Italiana. Questa ha da allora sede a Milano, e oggi è la società che gestisce tutto il mercato azionario italiano.
    Quindi oggi chi gioca in borsa e possiede quotazioni dei titoli alla borsa di Milano in pratica opera sulla borsa italiana.

    La storia della borsa di Milano, nasce nel 1808 voluta dal viceré del Regno d’Italia Eugenio di Beauharnais, e fu collocata a quel tempo al  Palazzo del Monte di Pietà.
    A quel tempo le quotazioni dei titoli alla borsa di Milano erano ridotte, lo spazio  ristretto e così nel 1809 si  trasferirono gli scambi a Piazza Mercanti al Palazzo dei Giureconsulti, dove oggi si trova la Camera di Commercio di Milano.

    Dopo il periodo napoleonico un decreto imperiale austriaco del 1816 ristrutturò compiti e fini della Borsa di Milano.

    La prima società privata che ebbe quotazioni dei titoli alla borsa di Milano  fu la LVCI ovvero la ocietà austriaca che gestiva  le ferrovie nel Regno Lombardo-Veneto .

  • Beauty, la routine dopo un party

    Che si sia reduci da un super party nel locale più chic di Roma oppure semplicemente da una giornata molto stressante a lavoro, la beauty routine notturna è davvero importante per rigenerare la pelle in profondità e consentire alla nostra bellezza di tornare folgorante. Per essere perfette appena sveglie, quindi, sarà bene non trascurare gesti e abitudini di bellezza da fare prima di andare a letto, così da permettere alla nostra pelle di utilizzare le ore notturne e il riposo nella maniera più strategica e funzionale possibile.

    Quindi, anche se non siamo delle pantofolaie e magari siamo di ritorno da una serata con le amiche al Room 26 a Roma, ricordiamoci qualche regola e qualche sano suggerimento per conservare la nostra bellezza nel modo più giusto ed efficace possibile.

    Dalla nostra parte troveremo tutti i prodotti adatti, dalle creme ai sieri fino a trattamenti per il contorno occhi o alle maschere notturne che vanno proprio tenute in posa per tutta la notte. Il primo passo da fare sempre è naturalmente quello della detersione. La pelle, sia se usiamo truccarci sia se siamo al naturale, va comunque sempre detersa. Nel caso di una serata speciale in cui avremo usato molto make up vale la pena dedicare a questo momento qualche minuto in più, utilizzando dei prodotti struccanti delicati ma nello stesso tempo efficaci. La pelle deve essere completamente pulita per ricevere al meglio i trattamenti che andremo a utilizzare subito dopo. Un discorso ancora più importante proprio la sera perché è di notte che la nostra epidermide – e anche il cervello – si ossigenano di più e traggono maggior giovamento dal riposo.

    Come secondo step possiamo optare per delle maschere pensate specificamente per la notte. Un must have per garantire la massima idratazione alla nostra pelle. Ma come si usano le maschere by night? Esattamente come quelle tradizionali, ricordandoci però di stendere uno strato sottile di prodotto sulla pelle visto che dopo qualche minuto ci andremo a mettere nel letto. Al risveglio diamo una bella sciacquata alla pelle con dell’acqua fredda e saremo pronte per affrontare la giornata al meglio.

    Un’alternativa più standard è quella di utilizzare sieri e creme. Chiaramente l’azione combinata di due prodotti pensati ad hoc non farà che migliorare e potenziare il risultato finale. Le creme pensate in modo specifico per la notte servono proprio a rigenerare la nostra pelle combattendo anche i principali inestetismi. A seconda del tipo di esigenza – idratare o purificare, rassodare o schiarire – sarà bene scegliere la crema più adatta. Non dimentichiamo mai il contorno occhi e le labbra. Il primo è una delle zone più delicate del nostro viso e va trattato e curato nella maniera migliore. Sarà meglio, quindi, utilizzare sempre un ottimo prodotto per questa zona. Anche la bocca non va trascurata. Prima di coricarci, stendiamo sempre un velo di crema per le labbra e ci sveglieremo belle più che mai.

  • Le monete della Repubblica romana

    La storia delle monete della Repubblica romana può essere divisa in tre grandi periodi, i quali hanno particolarità riguardanti il ​​rapporto tra le varie denominazioni e l’organizzazione del genere monetario. Tale periodizzazione è ancora controversa, in modo che i modelli presentati nei testi si differenziano anche per l’età antica.  seguendo la cronologia di Michael Crawford si ha:

    Periodo I (280 aC. 212 aC).
    moneta d’argento, i romani sono conformi con la moneta del tributo delle città greche del sud Italia (6,8-7,9 g).
    La moneta di bronzo è scolpita in litra e mezzo litra.
    La tomba AES, con le sue suddivisioni, la semina, ecc, basata sul libro italiano pesante (circa 341 g).
    Questi sistemi sono standard stabili.
    Gli scioperi sono effettuati in forma anonima dal modello greco e solo la loro origine nella leggenda, la città dei romani: ROMA, ROMANO (rum).
    Le figure principali sono: Marte, Minerva, Janus, una testa di cavallo.

    Periodo II (212 aC. 155 aC).
    Il tempo della seconda guerra punica rese necessaria una riforma monetaria, per gestire al meglio gli oneri finanziari della comunità. Si è giunti alla formazione di un sistema pulito, l’introduzione del denier (inizialmente 4,6 g e 4 g di argento), che è 10 come (54,6 g bronzo).
    I motivi allegorici ispirati alla mitologia, dominano (ad es. Dea Vittoria su un carro trainato da due cavalli).

    Periodo III (155 aC. 30 aC).
    I denari chiedono unità monetarie necessarie.
    Il peso del viso è di piccole dimensioni (solo 27,3 g per 155 aC). E la sua relazione al denaro è di 16 a 1.
    iscrizioni frammentarie sono introdotte in alcune parti dello sfondo e i nomi dei maestri monetari  appaiono quindi sulle monete.
    Le immagini allegoriche della mitologia sono sempre più utilizzati nella rappresentazione del prestigio della famiglia dei magistrati monetari: Figure , parti e, talvolta,  gesta di  responsabili antenati.
    Nel primo secolo aC, fu solo dopo lunga esitazione che gli attori di guerre civili vedono inciso il ritratto sul genere monetario.

  • DMG Communication: strumenti e tecnologia per le telecomunicazioni

    L’azienda DMG Communication mette a tua disposizione attraverso il suo sito ecommerce, una vasta gamma di strumenti ad alta tecnologia per aiutarti nelle fasi di installazione, monitoraggio e misurazione dei sistemi di telecomunicazione.
    Dalla tecnologia wireless alle telecomunicazioni su linea fissa, passando per la comunicazione satellitare, i prodotti DMG Communication ti permettono di ottenere le migliori prestazioni in ogni settore in cui la qualità e l’ottimizzazione del segnale, sia in fase di trasmissione che in quella di ricezione, si rivelano fondamentali.

    Il continuo sviluppo delle telecomunicazioni e la loro diffusione capillare in ogni aspetto del quotidiano ha reso indispensabile il supporto di un’adeguata strumentazione, per assicurarne il corretto funzionamento ed evitare ostacoli o interferenze. DMG Communication risponde a questa esigenza offrendo le migliori soluzioni tecnologiche per effettuare test e misurazioni, a prezzi concorrenziali. Dai prodotti per Radio e TV a quelli per le reti di trasmissione domestiche, passando per le comunicazioni radar per lo Spazio e la Difesa, l’ampio ventaglio di prodotti disponibili sul sito abbraccia tutti i principali campi di applicazione.

    Che tu sia un tecnico che necessita di una strumentazione ad alta precisione o uno studente di elettronica in cerca di prodotti affidabili e professionali, l’esperienza di DMG Communication è pronta a soddisfare le tue richieste con soluzioni esaustive e puntuali. Contattaci per qualunque dubbio o richiesta di informazioni.

  • Le violazioni dei dati diventano più complesse, pervasive e dannose: a dirlo è il 2017 Data Breach Digest di Verizon

    Le violazioni dei dati stanno diventando sempre più complesse e non sono più confinate al solo reparto IT, ma stanno interessando ogni settore all’interno di un’organizzazione. Ad affermarlo è il 2017 Data Breach Digest, secondo il quale ogni violazione lascia un segno persistente, se non duraturo, sulle aziende colpite.

     

    Come già rilevato nell’edizione 2016 del Data Breach Investigation Report di Verizon (DBIR), anche quest’anno l’elemento umano assume una posizione centrale nel panorama delle violazioni dei dati. Gli esseri umani continuano a svolgere un ruolo significativo negli incidenti di sicurezza informatica in qualità di attori della minaccia, di vittime prese di mira dagli attacchi o di incident response stakeholder.

     

    In questa seconda edizione, il Data Breach Digest di Verizon descrive 16 casi comuni di violazione dei dati, invitando il lettore a dare uno sguardo al “dietro le quinte” delle cyber-indagini che sono alla base del Data Breach Investigation Report, l’indagine annuale rilasciata da Verizon Enterprise Solutions. Ciascun caso reale è raccontato dalla prospettiva dei vari stakeholder coinvolti, come per esempio dal punto di vista del Responsabile Comunicazione, del Consulente Legale o del Manager delle Risorse Umane.

     

    “Le violazioni dei dati stanno crescendo sia in termini di complessità che di sofisticazione” afferma Bryan Sartin, Exceutive Director del RISK Team di Verizon Enterprise Solutions. “Lavorando a stretto contatto con le vittime all’interno delle aziende, ci rendiamo conto di quanto le violazioni vadano a colpire ogni settore delle organizzazioni, compreso il consiglio di amministrazione. Le aziende hanno bisogno di essere preparate a gestire le violazioni dei dati prima che queste avvengano così da poter intervenire il più velocemente possibile. Altrimenti, le violazioni possono generare danni a livello aziendale che possono avere conseguenze devastanti e di lunga durata, come una perdita di fiducia da parte dei clienti o un calo nel prezzo delle azioni. ”

     

    “Il Data Breach Digest nasce con l’obiettivo di aiutare le aziende e le organizzazioni governative a comprendere meglio come identificare i segnali di una violazione dei dati, offrendo importanti prove e modalità per scoprire, arginare e porre rimedio in modo rapido alle violazioni.” ha aggiunto Sartin.

     

    Gli scenari del 2017 Data Breach Digest sono classificati per tipologia, settore industriale, modalità di attacco e attori coinvolti

     

    Anche quest’anno, il report conferma l’esistenza di un numero limitato di scenari relativi alle violazioni dei dati, all’interno delle quali sono presenti, però, numerose varianti: per questo motivo, in seguito ad una violazione dei dati, è possibile osservare un’ampia gamma di danni. Le violazioni presenti nel Digest sono definite per tipologia, settore industriale, tipologie di incidenti individuati dal DBIR e dagli attori coinvolti.

     

    I 16 scenari di violazione dei dati identificati quest’anno sono classificati, inoltre, sulla base del livello di diffusione e pericolosità sul campo. Dieci di questi casi rappresentano oltre il 60% dei 1.400 incidenti analizzati dal Research, Investigations, Solutions, Knowledge (RISK) team di Verizon negli ultimi tre anni, mentre gli altri sei sono meno comuni ma considerati letali o maggiormente dannosi per un’organizzazione.

     

    Per ciascuno scenario, è presente una dettagliata analisi sulle modalità di attacco, il livello di sofisticazione, gli attori coinvolti nella minaccia, le tattiche e le tecniche utilizzate e le misure di prevenzione consigliate. I dati sono stati estratti dai numerosi casi presi in esame dal RISK team e catalogati in base allo schema VERIS (Vocabulatory for Event Recording and Incident Sharing) utilizzato per compilare il Data Breach Investigation Report.

     

    Il report suddivide i 16 scenari in quattro tipologie di violazioni differenti, attribuendo a ciascuna una “personalità”, come ad esempio:

     

    • L’elemento umano
    • Uso improprio da parte di un partner – The Indignant Mole
    • Dipendente insoddisfatto – The Absolute Zero
    • Conduit Device
    • Attacco ai dispositivi mobili – The Secret Squirrel
    • Calamità IoT – The Panda Monium
    • Sfruttamento di falle nella configurazione
    • Cloud storming – The Acumulus Datum
    • Attacchi DDoS – The 12000 Monkeyz
    • Software maligni
    • Malware crittografati – The Fetid Cheez
    • Unknown unknowns – The Polar Vortex

     

    Il report di quest’anno individua cinque misure che un’azienda dovrebbe intraprendere in seguito ad una violazione:

     

    • conservare le prove: considerare le conseguenze di ogni azione intrapresa;
    • essere flessibili: adattarsi all’evolversi delle situazioni;
    • stabilire modalità di comunicazione che siano coerenti;
    • conoscere i propri limiti: collaborare con gli altri stakeholder chiave;
    • documentare azioni e risultati: essere preparati a spiegarli.

     

    Nel tentativo di preservare l’anonimato, Verizon ha modificato/escluso alcuni dettagli da ciascuna situazione reale, alternando, ad esempio, i nomi, i luoghi geografici, la quantità di dati sottratti e di dettagli sulle perdite economiche. Tutto il resto è ripreso direttamente dagli archivi di Verizon.

     

    Il RISK Team di Verizon svolge cyber indagini per centinaia di aziende e agenzie governative in tutto il mondo. Nel 2015, il RISK Team ha indagato su oltre 500 incidenti di cyber sicurezza in più di 40 paesi. Nel 2008, i risultati delle indagini in questo ambito raccolte dal team hanno rappresentato la genesi del primo Data Breach Investigations Report, una pubblicazione annuale che analizza le violazioni reali dei dati con l’obiettivo di far luce sulla natura degli attori che compiono gli attacchi, i metodi utilizzati, i dati ricercati e le tipologie di vittime a cui puntano.

     

    Il report completo è disponibile alla pagina: http://verizonenterprise.com/databreachdigest

     

  • Corel VideoStudio Ultimate X10 ottimizza la creatività con nuovi effetti artistici, controlli della velocità, video 360 e altro ancora

    Corel ha annunciato oggi la disponibilità di  Corel® VideoStudio® Ultimate X10, l’ultima versione del software di editing video semplice da usare e altamente creativo di Corel. VideoStudio Ultimate X10 permette a tutti gli utenti, indipendentemente dal loro livello di competenza, di realizzare meravigliosi filmati unici nel loro genere. Esplora nuove opzioni per aggiungere effetti di rallentamento e accelerazione e crea progetti di grande impatto grazie alla sovrimpressione realizzabile con i nuovi controlli di trasparenza. Libera la creatività con la mascheratura per provare aspetti nuovissimi e approfitta del supporto dei video a 360° per portare il tuo pubblico nel vivo dell’azione.

     

    “VideoStudio spicca nel panorama dell’editing video di fascia consumer perché abbiamo creato un ambiente che offre funzionalità di alto livello mantenendo al tempo stesso un’incredibile semplicità d’uso. Gli utenti scelgono VideoStudio perché consente loro di raccontare le loro storie in modo personalizzato, che si tratti di catturare ricordi di famiglia, un evento emozionante o di raggiungere il pubblico online. Con VideoStudio X10, diamo ai nostri clienti nuovi potenti strumenti per creare un filmato davvero unico”, ha affermato Michel Yavercovski, Senior Director of Product Management per i prodotti video Corel.

     

    Già leader di settore grazie all’editing multi-camera, l’animazione a fermo immagine e il supporto del 4K e dell’HD, da oggi VideoStudio Ultimate X10 offre nuove funzionalità che superano i limiti creativi nella produzione di filmati:

     

    • Novità! Creatore maschera: dai risalto a elementi chiave dei tuoi video mettendoli in evidenza con effetti pittura, sfocatura, scala di grigio e altri effetti divertenti. Riproduci con pennelli semplici da usare e strumenti forma per creare maschere video personalizzate.
    • Novità! Traccia trasparenza: regola l’opacità delle tracce e visualizza due o più scene contemporaneamente. Aggiungi facilmente effetti di dissolvenza in entrata e in uscita o effetti sovraimpressi personalizzati.
    • Novità! Rimappatura tempo: Divertiti con gli strumenti per la velocità con nuovi intuitivi controlli che ti permettono di aggiungere effetti al rallentatore o ad alta velocità, di fermare l’azione o di invertire e riprodurre le scene. Avrai tutti gli strumenti di cui hai bisogno per creare effetti di velocità riuniti in un unico posto.
    • Novità! Supporto dei video 360: porta i tuoi video 360 sul grande schermo controllando l’angolazione visualizzata dal tuo pubblico in modo che non vada perso nessuno dei momenti più importanti. Converti il tuo video 360 per la riproduzione su lettori video standard.
    • Novità! Effetti d’eccellenza: approfitta di 3 nuove raccolte di effetti proposte da leader di settore come NewBlueFX, Boris FX e proDAD. Aggiungi elementi d’impatto con i nuovi effetti Particle e l’editing professionale di titoli 2D e 3D.
    • Novità! Modelli per DVD: arricchisci i tuoi dischi video con menu ricchi di immagini e musica grazie agli oltre 100 modelli a tema in VideoStudio® MyDVD®.
    • Novità! Materiale di apprendimento integrato: visita la nuova scheda Benvenuto in VideoStudio per accedere facilmente a risorse di apprendimento, esercitazioni video, modelli aggiuntivi, pacchetti di effetti e altro ancora.
    • Perfezionato! Supporto HEVC (H.265): trai vantaggio dalle funzionalità di importazione ed esportazione del formato HEVC (H.265) per avere una velocità di compressione superiore, migliore qualità e dimensioni dei file inferiori. Richiede il supporto dell’hardware PC o della scheda grafica. Ottimizzato per i processori Intel di settima generazione.
    • Perfezionato! Flusso di lavoro di editing video: regalati un’esperienza di editing più semplice e rapida. Raggruppa e suddividi gli elementi nella linea temporale premendo il tasto destro del mouse. Ottieni semplice accesso ai brani musicali per il tuo video con ScoreFitter® Music, ora accessibile direttamente dalla libreria dei contenuti multimediali.

     

    VideoStudio Ultimate X10 fa parte della linea di prodotti Corel VideoStudio, premiata con numerosi riconoscimenti di settore, tra cui il premio “Editors’ Choice” di PCMag.com nel 2016 e nel 2014 e il premio “Best Product of the Year” di Videomaker nel 2014. Per maggiori informazioni su VideoStudio X10, visita il sito web www.videostudiopro.com.

     

    Prezzi e disponibilità

    Corel VideoStudio Ultimate X10 è ora disponibile in italiano, inglese, francese, tedesco, olandese, giapponese e cinese tradizionale. Il prezzo di vendita consigliato è di 89,99 € e sono disponibili sconti sull’upgrade.

    Per una prova gratuita, visita il sito www.videostudiopro.com.

     

    Per accedere alle licenze a volume per aziende e istituti scolastici, visitare il sito www.corel.com/licensing.

     

    Entra in contatto con noi e scopri di più

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  • “Il Bon Ton del Gioiello”, piccola guida per rendere preziosa ed elegante la vita di tutti i giorni

    La rinomata gioielleria bolognese “F. Veronesi & Figli”, ormai giunta alla quarta generazione di una stimata tradizione familiare, si affida alla penna di Simona Artanidi, fondatrice di Etiquette Italy e massima esperta italiana di Business Etiquette, Stile e Immagine, per sancire il connubio tra qualità dei preziosi e l’eleganza del loro utilizzo, con l’obiettivo di indurre il lettore a riflettere sul profondo legame tra gioiello, buon gusto e significati nascosti.

    È ancora tempo di Galateo nel mondo dei preziosi: questo il messaggio congiunto della storica gioielleria “F. Veronesi & Figli” e di Simona Artanidi, massima esperta di Bon Ton ed etichetta.
    Lungi dall’essere un oggetto di primaria necessità, il gioiello trae origine dagli elementi di natura per divenire un’opera dell’artificio umano, frutto di un’emozione cristallizzata ed espressione di un’anima, quella di chi l’ha realizzato ma anche di chi si è riconosciuto nella sua storia.
    La ricercatezza propria del gioiello rifugge l’omologazione e tende alla non convenzionalità: la guida dal titolo “Il Bon Ton del Gioiello”, grazie ad un mirato excursus storico, dimostra che la qualità di un ornamento non si ottiene riproponendo eternamente i risultati del passato, ma prende anzi forma dalla fusione di tradizione ed innovazione. Come ricordato dall’autrice Simona Artanidi, ad insegnarlo è il precursore di tutta la letteratura rivolta alla diffusione delle buone maniere, Baldassarre Castiglione, autore de “Il Cortegiano” (1528) e autorevole sostenitore del valore della particolarità come elemento di raffinatezza e distinzione.
    Simona Artanidi, autrice di questo compendio dei principi del Bon Ton moderno applicato al gioiello, svela inoltre, attraverso un piacevole gioco di enunciazione alfabetica, tutte le buone abitudini da acquisire per non scadere mai nella volgarità e nella vistosità dell’eccesso. Esiste un gioiello adatto ad ogni evenienza, da portare con misura, quale manifestazione dell’indole di chi lo indossa. Dall’anello di fidanzamento alla corretta manutenzione dell’orologio, il gioiello maschile per antonomasia, dai consigli per la scelta del regalo pregiato, unico ed esclusivo alla corretta lunghezza della collana da indossare a seconda dell’occasione, questa guida racchiude tante informazioni e utili consigli sull’arte di indossare i gioielli nella vita di tutti i giorni. “Oggi non esistono più cose che si possono fare o cose che non si possono fare – sostiene Simona ArtanidiEsistono però la misura, lo stile e il garbo, le vie che ho scelto di percorrere scrivendo questo libro”.
    Attraverso le pagine di questo curioso decalogo, il gioiello ripercorre la sua secolare evoluzione fino ad assumere le fattezze odierne: un tempo considerato elemento di abbellimento cittadino, portatore di un chiaro messaggio di potere e prestigio, è divenuto in epoca moderna una forma di ornamento individuale distante dal mero desiderio di ostentazione. L’osservanza di tutte le buone norme del suo impiego si dimostra infatti fondamentale per risultare eleganti ed adeguati in ogni circostanza, sia essa quotidiana, lavorativa o celebrativa.
    Il segreto per uno stile impeccabile è la semplicità. La vera eleganza non ha bisogno di esibizione e la disponibilità di numerosi preziosi non coincide con il ricorso ad essi tutti contemporaneamente. L’obiettivo è distinguersi senza risultare stucchevoli. La selezione di pochi ma raffinati gioielli permette di mantenere il necessario equilibrio tra linee e forme, e di valorizzare al contempo i punti forti della propria figura.
    La lettura di questo libro dimostra inoltre che l’osservanza delle buone norme del Galateo del gioiello prevede anche la conoscenza delle sue origini e delle sue antiche valenze. Il diamante, oggi considerato pegno d’amore per antonomasia, non nacque con questa connotazione: prima del XV secolo altro non era infatti che un talismano in grado di accrescere il sentimento d’amore di un uomo sposato per la propria moglie. L’iniziativa dell’Arciduca Massimiliano d’Austria, che affidò ad un anello con diamante la richiesta di matrimonio alla donna amata, ottenendo il suo consenso, ne fece culturalmente il gioiello simbolo dell’emozionante proposta di nozze.
    Tradizione, quindi, ma anche e soprattutto memoria del “saper fare” all’italiana: il Bel Paese, da sempre generatore di opere di bellezza e ingegno, continua ad applicare, oggi come in passato, la propria creatività all’industria orafa, esportandola oltre confine e facendosi apprezzare per l’unicità del vestire e del modo di porsi.
    La guida “Il Bon Ton del Gioiello” è in distribuzione esclusiva presso la gioielleria F. Veronesi & Figli.

    Etiquette Academy of Italy® – Lo stile nelle relazioni d’affari Galleria Ugo Bassi, 1 – 40100 Bologna – T. +39.051.269190 www.etiquetteitaly.com
    Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200 – Communication Manager & P.R Matteo Barboni – 349 6172546 [email protected]

  • Per il vaccino del tuo cane o gatto a Roma rivolgiti all’ambulatorio veterinario Aleandri

    Contro le malattie infettive che possono colpire cani e gatti

    L’ambulatorio veterinario a Roma gestito dal dottor Fabio Maria Aleandri offre consulti, visite e vaccini per ogni specifico caso

    L’ambulatorio fondato nel 1992 dal Dottor Aleandri offre numerose prestazioni volte a scongiurare le principali malattie che possono colpire gli amici a quattro zampe. Fra i tanti settori trattati dall’istituto figurano i vaccini contro le malattie infettive che possono colpire cani e gatti, le analisi del sangue e delle urine, visite di routine, check-up, interventi cardiologici, di chirurgia veterinaria, medicina interna, cure dentali, ecografie, endoscopie, esami radiologici e visite a domicilio.

    Forte di un’esperienza maturata in più di vent’anni di attività, l’ambulatorio veterinario del Dottor Aleandri si prende cura ed opera migliaia di animali ogni anno, fornendo tutto il supporto di cui i proprietari necessitano. I clienti possono beneficiare di sconti speciali e riduzioni del 15% attive su molte attività.

    Il Dottor Aleandri, esperto in numerosi ambiti veterinari quali medicina interna, ecografia, cardiologia e chirurgia, opera insieme ad uno staff che fa dell’esperienza e dell’amore per gli animali i suoi punti di forza. Numerosi i vaccini per cani e gatti proposti alla gentile clientela.

    Quelli più consigliati, anche per chi vive in città, sono quelli contro il cimurro, l’epatite infettiva, la parvovirosi e la leptospirosi. Tutte le patologie appena citate sono potenzialmente mortali e possono presentare un decorso molto rapido una volta contratte.

    La sofferenza per l’animale causata da queste forme virali e batteriche è elevatissima e va scongiurata mediante l’applicazione dei relativi vaccini che verranno effettuati entro i primi 55 giorni di vita del cucciolo e poi ripetuti annualmente o ogni tre anni, in relazione alla tipologia di vaccino.

    Gli animali che vivono in aree a rischio o che effettuano sovente viaggi oltre i confini della nazione, possono essere sottoposti a vaccinazioni contro altre forme batteriche aggressive, quali la leishmania, la rabbia e la tosse dei canili.

    Il vaccino contro la leishmania è consigliato soprattutto ai cani di taglia grande, potenzialmente esposti al virus (che dormono all’esterno o che vivono in zone rurali).

    Quello contro la tosse dei canili è consigliato soprattutto ai cani che frequentano campi d’addestramento e vivono a contatto con altri cani potenzialmente infetti.

    Infine, l’antirabbica è consigliata ai cani che vengono portati all’estero o che vivono nel settore alpino orientale.

  • Comuni e Ats alleati a favore dei cittadini, per la sfida lanciata dalla L.r. 23: una maggiore integrazione delle politiche sociali con il sistema sociosanitario lombardo

    Primi in Lombardia, i Sindaci bergamaschi hanno dato concretezza alla Legge di evoluzione del Sistema Sociosanitario Lombardo, Legge regionale 23 dell’11 agosto 2015 che attribuiva ai Comuni riuniti nella Conferenza dei Sindaci il compito di formulare proposte per l’organizzazione territoriale dell’attività socio sanitaria e socioassistenziale, esprimere un parere sull’integrazione sociosanitaria e sociale, verificare i progetti di competenza delle Ats e delle Asst.

    Nell’incontro pubblico organizzato in sala Lombardia in Ats Bergamo il Consiglio ha presentato l’organizzazione e le competenze dei diversi livelli di rappresentanza territoriale, con alcuni focus sulla programmazione sociale, sull’integrazione sociosanitaria e anche alcuni punti di attenzione nell’area sanitaria. Hanno inoltre provveduto all’elezione delle cariche di rappresentanza, suddivise nei seguenti livelli:

    I livello – Conferenza dei Sindaci

    Elezione del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci

    II livello – Assemblee dei Sindaci dei Distretti

    Elezione dei Presidenti delle Assemblee dei 3 Distretti (Bergamo, Bergamo Est, Bergamo Ovest)

    III livello – Assemblee dei Sindaci di Ambito distrettuale

    Elezione dei Presidenti delle Assemblee dei 14 Ambiti Territoriali

    Possiamo finalmente dire che, ad un anno dall’entrata in vigore della riforma sociosanitaria lombarda, a Bergamo i Comuni scendono in campo: preparati, pronti e assolutamente convinti della necessità di esercitare pienamente il ruolo assegnato loro dalla norma, ovvero rappresentare le istanze, le domande ed i bisogni sociali e di salute delle comunità locali – ha detto  Maria Carolina Marchesi, Presidente della Conferenza dei Sindaci, precisando – Oggi, all’interno del sistema sociosanitario provinciale, si è delineato un nuovo assetto delle rappresentanze dei Sindaci nella gestione del territorio.  Un assetto diviso su tre livelli, diversi per competenze e per dimensioni territoriali: la Conferenza dei Sindaci, sede della sintesi provinciale delle politiche di welfare, le 3 Assemblee dei Sindaci di Distretto, “luogo” di presidio e verifica dell’attuazione a livello territoriale dell’auspicata integrazione sociosanitaria, le 14 Assemblee di Ambito Territoriale/distrettuale, centro nevralgico ed operativo della gestione associata dei servizi e degli interventi sociali integrati con il sistema sanitario, formativo, lavorativo, abitativo del territorio.

    Presidieremo tutto questo tenendo sempre come punto di riferimento la finalità più alta delle politiche sociali territoriali, cioè la coesione sociale nelle comunità locali. 

    Obiettivo dell’Ats – sottolineato Mara Azzi, Direttore Generale Ats Bergamo – è quello di perseguire un orizzonte condiviso, finalizzato alla costituzione di un sistema integrato di prestazioni, servizi ed interventi sanitari, sociosanitari e sociali, a garanzia di uniformità ed equità a favore dei nostri cittadini e delle loro comunità di riferimento.

    La complessità dei problemi da affrontare cresce però costantemente, a fronte di risorse sempre più esigue. Per far fronte a questo è necessario rafforzare la capacità di elaborare ed attuare programmazioni sinergiche e condivise, è necessario cioè consolidare la nostra capacità di “fare rete”. I Distretti Ats interagiranno quindi con tutti i soggetti erogatori del territorio per favorire una rete d’offerta territoriale integrata, anche attraverso il coinvolgimento delle Assemblee dei Sindaci, per individuare priorità e politiche di sviluppo adeguate ad un territorio provinciale caratterizzato da una grande estensione geografica con significative differenze orografiche e un’offerta diffusa ma sensibilmente diversificata”.

  • Set Noli di Greenwood. A tavola nel comfort del giardino

    Il salotto si completa con un pratico tavolo all’altezza giusta per gustare uno spuntino in giardino, accomodati su morbide sedute: è la caratteristica principale del Set Noli, una innovativa soluzione che Greenwood propone all’interno della collezione 2017.

    Il set si compone di due panche, entrambe da tre posti, la prima angolare, a cui si aggiungono la poltrona ed il tavolo alto 67 cm e dotato di piano in stone glass, che, oltre a donare un tocco raffinato al design d’intonazione contemporanea dell’intera composizione, si armonizza perfettamente con la nuance di colore grigio dei cuscini.

    Le sedute sono ampie e confortevoli e lo schienale è particolarmente comodo, sebbene il set possa essere inserito anche negli ambienti più raccolti, grazie alle sue dimensioni contenute. Inoltre, la praticità è garantita dalla struttura in resistente alluminio bianco.

    Greenwood

    Numero verde 800.985006

    www.moiaspa.com/greenwood

     

  • Apre la sede romana della Galleria d’arte TRIPHE’ con la mostra personale dell’artista cinese Ma Lin

    La mostra dell’artista Ma Lin, patrocinata dall’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della R.P. Cinese in Italia, sintetizza un percorso artistico autonomo e peculiare; una sintesi di due linguaggi, figurativo e concettuale, resi con una tecnica frutto della duplice formazione dell’artista presso l’Accademia d’arte di Hubei in Cina e l’Accademia di Bologna.
    L’artista esalta il corpo, i volti e le espressioni per sottolineare la centralità, tutta rinascimentale dell’uomo, unita ad uno status di leggerezza e immediatezza zen, tipico della cultura orientale.
    In mostra saranno presenti 18 opere, realizzate in gran parte con tecnica mista e installate all’interno di vere e proprie tavole in legno di provenienza cinese.

    Sono creazioni che hanno la capacità di comunicare pensieri profondi, personali e sociali; il linguaggio, solare e stimolante, intercetta un range generazionale ampio che lo rende ancor più interessante ed apprezzabile.
    Il concettuale, nato negli anni 60 con lo scopo di affermare, che l’idea ed il concetto dovevano prevalere sul risultato estetico e sensoriale dell’opera, rischia di scadere in una estetica del disgusto ‘banale e ovvia’; l’arte figurativa, invece, come semplice rappresentazione della realtà, rischia di essere relegata in una stantia parafrasi del visibile.
    E’ necessario, quindi, un nuovo percorso, in grado di fondere entrambe le correnti superandone contrasti generazionali e di tempo. Le tavole dell’artista, in legno, vogliono rappresentare, anche, una sorta di ponte, di apertura verso ciò che è diverso, con l’intento di educare all’accoglienza letta come opportunità di crescita, umana e culturale, pur nel rispetto di origini, tradizioni e identità.
    Per questo la scelta della titolare della galleria Maria Laura Perilli di inaugurare un nuovo spazio artistico in Roma, è ricaduta su Ma Lin, in quanto ponte artistico dei due linguaggi, figurativo e concettuale ed esempio di una vita vissuta per creare sinergia tra Oriente ed Occidente.

    MA LIN
    “L’INCONTRO”
    a cura di Maria Laura PERILLI
    inaugurazione venerdi 10 marzo 2017 ore 19,30
    ( 10 marzo – 22 aprile 2017)
    Via Delle Fosse di Castello 2 Roma
    (Castel Sant’Angelo- San Pietro)
    con il patrocinio dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della R.P. Cinese in Italia
    Vademecum:
    Titolo: L’INCONTRO
    Artista: MA LIN
    A cura di: Maria Laura PERILLI
    Sede espositiva: via delle Fosse di Castello n2- Roma (Castel Sant’Angelo-San Pietro)
    Inaugurazione: venerdì 10 marzo ore 19,30 su invito
    Durata mostra: dal’11 marzo al 22 aprile 2017
    Orari: dal martedì al venerdì (10.00-13.00 16.30-19.30) il sabato (16,30-19,30)
    Sito internet: http://www.triphe.it/
    Email: [email protected]
    Mobile: 366/1128107
    Facebook – Instagram
    Ufficio stampa: Stefano Duranti Poccetti
    Email ufficio stampa: [email protected]
    Galleria TRIPHE’
    Sedi: Cortona(Ar), via Maccari n.3 Roma,via delle Fosse di Castello n.2
  • Kit termostatico di Arteclima. La soluzione per il risparmio energetico nei condomini

    Pagare quanto si consuma e risparmiare sui costi della bolletta energetica oggi è possibile grazie al kit termostatico: il dispositivo di riqualificazione energetica rappresenta infatti la soluzione ottimale per gli stabili con impianto di riscaldamento centralizzato, che hanno l’obbligo normativo di installate contatori di termoregolazione e di contabilizzazione del calore entro il prossimo 30 giugno 2017.

    Il Kit termostatico Arteclima si compone della valvola termostatizzabile, del detentore, e del nuovo comando termostatico, conforme alla norma EN 215, che grazie al sensore a liquido altamente performante, mantiene la temperatura desiderata evitando inutili sprechi. In questo modo il kit assicura sempre il perfetto comfort termico e promuove la cultura del risparmio energetico – con conseguente riduzione della spesa energetica – e dell’inquinamento atmosferico. Il Kit termostatico Arteclima gode dei benefici fiscali del 65%, nei casi previsti dall’attuale normativa. Inoltre, per potersi inserire al meglio in ogni contesto, il kit è disponibile con valvole e detentori adatti ad ogni tipo di tubazione e a tutte le tipologie di radiatore.

    www.arteclima.eu

     

  • Le piscine Intex e Betsway fuori terra per la tua estate

    Oggigiorno il mondo è divenuto molto dinamico, e al relax viene lasciato sempre meno tempo. Così spesso non si ha la possibilità di godersi un po’ di tempo in dell’acqua fresca di una piscina. E per raggiungere il mare potrebbero volerci diverse ore. Per questo viene naturale cercare delle soluzioni a questo problema.

    Delle soluzioni che ci possano aiutare a risparmiare tempo e anche denaro, facendo uso di oggetti alternativi adatti al caso. Come, per esempio, di piscine fuori terra Bestway o di piscine fuori terra Intex.

    Entrambe le marche offrono al cliente interessato varie possibilità, tra cui piscine dalla forma circolare, quelle rettangolari oppure quadrate. Anche per quanto concerne le dimensioni, si può scegliere tra una vasta gamma di piscine.

    Spaziando da quelle più piccole, la cui lunghezza spazia inotrno a un metro (e un costo di circa 20 euro) e per finire con delle piscine molto più lunghe (con una lunghezza di addirittura 9 metri e un costi di circa 1500 euro!).

    Tutti potrebbero trovare la piscina fuori terra adatta alle proprie esigenze. A differenza di una piscina fissa, poi, le piscine fuori terra possono essere facilmente smontate e riposte quando non utilizzate. Oppure vendute, se non servono più. D’altro canto, per montare una piscina in acciaio non serve assolutamente compiere numerosi sforzi. Basta poco tempo e un po’ di sana buona volontà e il gioco sarà fatto. E quando si tratta di piscine gonfiabili, tutto ciò che serve è gonfiarle e inserirci dell’acqua.

    Le piscine fuori terra Intex, inoltre, si suddividono in quelle per gli adulti e in quelle per i bambini. Queste hanno una profondità più bassa, in modo da non essere pericolose per la salute dei piccolini.

    Le piscine fuori terra Bestway per i più piccoli sono anche decorate con personaggi famosi di cartoni animati, in modo da far divertire i piccolini e creare intorno a loro un’atmosfera dedita al gioco. D’altro canto, gli adulti potranno godere di piscine molto alte, in modo da poter sfruttare a pieno il relax dell’acqua nella piscina.

    Inoltre, per ottimizzare l’esperienza nella piscina, possono essere acquistati numerosi accessori extra, come delle piccoli ringhiere o dei pavimenti anti-scivolo, realizzati in legno. E coloro che vorrebbero una piscina fuori terra fissa, potrebbero prendere in considerazione l’idea di farsene costruire una in pietra, proprio nel giardino di casa propria.

    Anche questo è possibile a un costo notevolmente inferiore rispetto al costo di costruzione di una piscina fissa interrata. Perché allora non sfogliare il catalogo delle piscine fuori terra Intex o Bestway scoprendo quelle che si addicono al vostro giardino?

  • Grazie a ICOM consegui il tuo master in osteopatia a Milano e in altre 7 città italiane!

    Vuoi prendere in mano il tuo futuro lavorativo? Cerchi una scuola di osteopatia? Scegli ICOM, la scuola di osteopatia numero uno in Italia, scopri il corso più adatto a te e consegui il master in osteopatia.

    ICOM è nota sul territorio e all’estero per essere la scuola di osteopatia più grande d’Italia: può vantare infatti la presenza in ben 8 grandi città italiane (Milano, Cinisello Balsamo, Torino, Busto Arsizio, Perugia, Firenze, Napoli e Catania).
    Se il tuo sogno è quello di affermarti nel settore dell’osteopatia, ICOM è il posto giusto per te, scopri cosa ti offre.

    osteopatia

    I corsi di osteopatia di ICOM

    ICOM ti propone due diverse tipologie di corsi di osteopatia per permetterti di scegliere quello che più si adatta a te.
    Full Time è il corso che ha una durata di 5 anni accademici distribuiti tra Italia e Inghilterra, con conclusione dei programma di studi presso la Nescot con un esame finale per conseguire la laurea M.Ost RQ e l’abilitazione professionale e l’iscrizione al GOsC che permettono di esercitare la professione in uno Stato diverso da quello in cui è stato conseguito.
    Altro corso disponibile è Mix Mode, anch’esso sviluppato su 5 anni accademici con prerequisito uno dei seguenti tioli di studio: laurea sanitaria di I livello, laurea in scienze motorie, diploma universitario (ISEF).
    Grazie a questo corso verrà conseguita la laurea inglese internazionale BSc Osteopathy che comprende l’Osteopathic Professional Standard (OPS) per eventuale domanda di iscrizione all’Albo Professionale Inglese.

    ICOM, non solo Osteopatia! Scopri cosa ti offre l’accademia

    ICOM è stata pensata prendendo spunto dai prestigiosi college inglesi. La sede principale a Cinisello Balsamo si presenta come una struttura di oltre 7000 mq e dispone di aule, biblioteche, uffici amministrativi, zone di studio, zone relax, mensa, bar e molto altro!
    Le lezioni vengono svolte in ampi locali dotati di tutte le tecnologie come lavagne multimediali e pannelli di proiezione, mentre per lo studio e l’esercitazione pratica ogni studente può usufruire di aree attrezzate con computer, lettini, biblioteca e tutto ciò di cui necessita per lo studio.
    Non mancano aree verdi, sale cinema e biliardo, piscina e altri elementi di svago per lo sport e il tempo libero.
    Per ulteriori informazioni e approfondire i percorsi formativi è possibile visitare la struttura o prenotare un colloquio privato con il direttore e lo staff, contatta subito la struttura ICOM più vicina a te!

  • Dolci a domicilio: la nuova frontiera del mercato e-commerce

    Il web ha rivoluzionato il modo di pensare ai concetti di acquisto e di scelta. Oggi non esiste nulla, ma proprio nulla, che non sia acquistabile attraverso un collegamento a internet e una carta di credito. L’ultima trovata è quella del commercio elettronico di dolci, un servizio che comincia a riscuotere discreto successo e che si sta sviluppando su tutto il territorio italiano.

    Come funzionano gli e-commerce del dolce

    Le piattaforme e-commerce del dolce si basano su un meccanismo piuttosto semplice: l’utente accede al sito, sfoglia il catalogo e sceglie i dolci a domicilio da acquistare tramite la piattaforma. Il sito permette di indicare data, orario e luogo di spedizione e, una volta completata la transazione, l’ordine va in coda per essere effettuato alle condizioni indicate.

    Chi gestisce il servizio

    La forza del servizio sta nella sua capillarità: il portale fa da aggregatore di pasticcerie su tutto il territorio nazionale; a seconda della localizzazione dell’ordine, viene scelto l’esercizio più vicino in grado di fornire il prodotto ordinato, ottimizzando tempi e costi di consegna.

    Quali vantaggi offre

    Il servizio di consegna a domicilio è pensato soprattutto come una soluzione per ottimizzare i tempi di prenotazione. Grazie al commercio elettronico, un utente può selezionare, pagare e ricevere il dessert senza neppure spostarsi da casa o dall’ufficio. La piattaforma ha un funzionamento semplice e intuitivo, alla portata anche dei meno esperti di computer. Altro vantaggio sta nella facilità e varietà di scelta: il cliente può sfogliare in tutta calma il catalogo, richiedere modifiche e personalizzazioni, filtrare le offerte per prezzo o tipologia di dessert, con calma e quando si vuole.

    Un’opportunità per le pasticcerie

    Si tratta di una soluzione molto vantaggiosa anche per i professionisti del settore, che possono così contare su un un canale commerciale che si autogestisce, che non comporta alcun costo e che amplia le possibilità di acquisire nuovi clienti, raggiungendo un pubblico che difficilmente sarebbe stato coinvolto attraverso i tradizionali sistemi di pubblicizzazione. Una vittoria per tutti, praticamente.

  • JTI si conferma “Top Employer” in Italia e in Europa

    JTI Italia è al primo posto tra le 10 eccellenze nella gestione delle risorse umane nel nostro Paese

    Premiata in 28 Paesi a livello europeo la qualità dell’ambiente di lavoro dell’azienda

     

    Milano, 15 febbraio, 2017 – JT International Italia ha ricevuto nuovamente la certificazione “Top Employer Italia”, ottenendo per il settimo anno consecutivo il prestigioso riconoscimento conferito dal Top Employer Institute, che attesta l’eccellenza degli ambienti lavorativi e della gestione delle risorse umane. Quest’anno, JTI Italia ha raggiunto un ulteriore importante traguardo classificandosi al primo posto tra le 10 eccellenze aziendali che hanno ottenuto il punteggio più alto, e che sono state premiate nel corso della cerimonia tenutasi il 14 febbraio alle Cristallerie Livellara di Milano.

     

    Nel 2017, JTI ha ottenuto anche il “Top Employer Europe”, che attesta le eccellenti condizioni di lavoro in 31 uffici in 28 Paesi in Europa1. L’anno scorso, oltre al riconoscimento italiano ed europeo, il Gruppo ha conquistato inoltre il Top Employer Middle-East and Asia Pacific, entrando così tra le poche compagnie certificate Global Top Employer 2016.

     

    Investire sulle persone è alla base del nostro successo. Siamo orgogliosi che le strategie che da anni mettiamo in atto per promuovere il talento e per creare un ambiente stimolante in cui trovare eccellenti condizioni di lavoro siano state ancora una volta ufficialmente riconosciute dal prestigioso Top Employer Institute, in Italia e a livello europeo”, ha affermato PierCarlo Alessiani, Presidente a Amministratore Delegato JTI Italia.

     

    “La certificazione Top Employers è un privilegio per noi, considerando gli alti standard richiesti per ottenerla. Inoltre, grazie anche al confronto con il mondo Top Employer ogni anno lanciamo o intensifichiamo alcune iniziative: ad esempio, coinvolgiamo i dipendenti nelle attività di corporate social responsibility nel loro orario lavorativo; le nostre persone sono parte attiva nella definizione dei piani d’azione che ritengono prioritari per il miglioramento del nostro ambiente di lavoro; nel 2016 abbiamo offerto più di 8.000 ore di formazione volta al rafforzamento delle competenze tecniche e degli aspetti manageriali”, ha aggiunto Viviana Greco, Direttore Risorse Umane di JTI Italia.

  • Simone Iodice designer di Severe Gusts.

    1. Simone Iodice e’ un designer italiano,fondatore del marchio luxury Severe Gusts Italy. Nato il 27 luglio 1978 ad Ischia provincia di Napoli. Sposato con Barbara Buono ischitana dottoressa nutrizionista.

    Hanno un figlio di nome Samuel, risiedono ad Ischia dopo esseresi sposati nel 2015.

    Simone e’ un ex Ufficiale della Marina Mercantile italiana,ha studiato presso la school Englang dello stilista Marc Jacobs.

    Attualmente Severe Gusts Italy produce borse in pelle in agnello al naturale,il tutto realizzato a mano ed in Italia.

    Vincitori di premi a Milano e Roma nel 2011-2012, diversi blog parlano di loro e delle loro creazioni in pelle.

    Era al 6 posto tra i migliori brand emergenti, al fianco dell’attore Lello Arena,Simone crea borse in limited edition con il nome Gnagna’con la firma dell’attore e inciso il portafortuna chiamato appunto Gnagna’.

    Diversi Vip non solo italiani indossano una borsa marchiata Severe.

    Anche il regista internazionale David Warren della serie Ugly Betty indossa una bag Severe Gusts.

    Nel 2006 fonte de Il Giornale fu’inserito nella lista degli Spiati d’Italia,un frainteso per omonimia dimostrato poi nel 2010 presso il Tribunale di Milano.

    Tra le realizzazioni di borse in pelle più conosciuti sono il modello chiamato Kelly ed il modello  borsello.

    L’unicita’ che contraddistingue il brand e’ la possibilità che hanno gli acquirenti di personalizzare la propria borsa e di inserire il proprio nome o le proprie iniziali che andranno poi incise.

     

    Vip che indossano Severe Gusts:

    Yari Gugliucci

    Selvaggia Lucarelli

    Giulia Luzi

    Serena Bonanno

    Paolo Caiazzo

    Maria Bolignano

    Costanza Caracciolo

    Sharone Stone

    Jennifer Aniston

    Ciro Cerruti

    Lello Arena

    Matteo Viviani

    Valeria Graci

    Annalisa Minetti

    Veronica Ruggeri

    David Warren

    Frank Carpentieri

    Manuel Casella

    Le borse sono state ospiti negli studi Mediaset al programma di canale 5 Pomeriggio Cinque condotto da Barbara D’Urso, e su diversi giornali nazionali e di gossip tra cui Di Piu’ed il Mattino di Napoli.

    Serena Bonanno Roma

     

     

     

     

  • «OSARE LA SPERANZA 2.0»: battere l’aids con Facebook

    In Italia, meno del 60% degli adolescenti sa cosa siano AIDS e HIV. Il numero dei contagiati, invece, continua a crescere: sono 4mila i nuovi casi ogni anno di HIV, di cui 100 solo in provincia di Bergamo. Questo il preoccupante quadro ha portato ATS BergamoCaritas Diocesana Bergamasca,  Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo e Associazione Comunità Emmaus a lanciare «Osare la Speranza 2.0», progetto pensato per informare i giovani su tali tematiche utilizzando il linguaggio a loro più comune, quello dei social.

    Attraverso Facebook, infatti, gli studenti delle classi terze delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Bergamo, saranno appositamente formati entrando a far parte di gruppi gestiti da esperti di ATS e dell’Associazione Comunità Emmaus che chiederanno loro di confrontarsi sulla prevenzione e sul pregiudizio collegati all’infezione da HIV. In particolare, al progetto finanziato dall’8 x 1000 della CEI tramite il programma nazionale AIDS promosso dalla Caritas Italiana, parteciperanno ABF Bergamo, Liceo Federici Trescore, ISIS Romero, ABF Trescore, Liceo Amaldi, ITIS P. Paleocapa, Liceo Scientifico Filippo Lussana, ISISS Cantoni, Liceo S. Weil e ISIS Maironi da Ponte.

    Ai ragazzi sarà chiesto di «accettare l’amicizia» del gruppo chiuso di Facebook denominato HIV 2017 e di frquentarlo a partire dal 20 febbraio e per 5 settimane in orario non scolastico confrontandosi su filmati, casi realistici, vignette, sondaggi, giochi interattivi riguardanti AIDS e HIV. Parallelamente, saranno coinvolti i docenti che saranno invitati a partecipare al gruppo chiuso HIV 2017 docenti attraverso il quale potranno seguire l’andamento dei lavori degli studenti, beneficiando del confronto con gli esperti.

    La partecipazione dell’Ufficio Scolastico di Bergamo e dell’ATS, infatti, consentirà di realizzare non solo un percorso di conoscenza e prevenzione rispetto all’HIV/AIDS portando al superamento di paure e pregiudizi e alla promozione del rispetto per sé stessi e gli altri, ma permetterà anche di creare una speciale «valigetta degli attrezzi» con la messa a disposizione per docenti, formatori ed educatori di contenuti, strumenti, metodologie e spunti con cui affrontare adeguatamente tali argomenti nei contesti scolastici e formativi. La «valigetta» sarà disponibille anche on-line sul sito www.viverealsole.it per tutte le Caritas Italiane, per le scuole, le associazioni e le agenzie pubbliche e private che si occupano di prevenzione e di promozione della salute.

    Il progetto «Osare la speranza 2.0»  al via il 20 febbraio 2017 – spiegano il Dr Roberto Moretti, Servizio Promozione della Salute, ATS Bergamo e Paolo Meli Comunità Emmaus – è frutto di un ampio cammino, partito già nel 2012, e nato poiché si stima che il 15% – 30% delle persone con HIV non conosca la propria condizione di infezione portando, di conseguenza, a un ritardo nelle cure, a una maggiore possibilità di ammalarsi di AIDS e a un maggiore pericolo di infettare gli altri in modo inconsapevole. Troppo spesso, infatti, l’AIDS viene diagnosticato in una fase tardiva e questo a causa di una percezione del rischio troppo bassa. Tra i giovani con diagnosi tardiva, in particolare, si considera che il 73,1% si sia infettato attraverso rapporti sessuali non protetti (il 26,2% attraverso rapporti omoessuali e il 45,2% attraverso rapporti eterosessuali). I giovani, infatti, conoscono poco AIDS e HIV, non hanno spazi idonei per confrontarsi su questa tematica che ritengono lontana dai loro interessi. Ma è una tendenza che si può invertire. Fondamentale, però, è parlare la loro lingua, utilizzare i loro canali di comunicazione.  Per questo, nel 2012 ATS Bergamo ha effettuato per la prima volta il progetto di ricerca «HIV Prevention Trial» per verificare la validità dell’utilizzo dello strumento Facebook nella prevenzione dell’HIV e delle malattie sessualmente trasmissibili”.

    Con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale sono stati coinvolti circa 400 ragazzi delle classi terze, quarte e quinte di tre istituti superiori (Liceo Scientifico Lorenzo Mascheroni, Liceo Scientifico Filippo Lussana e Istituto di Istruzione Superiore Statale Cesare Pesenti). L’intervento è risultato efficace e sosteniblie e con un interessante rapporto costi benefici. Grazie a Facebook, infatti, è stato possibile comunicare più facilmente con gli adolescenti, di solito difficili da intercettare con i tradizionali interventi di Promozione della Salute, raggiungendo una notevole porzione di popolazione scolastica senza togliere tempo prezioso alle attività curriculari. Secondo EURISPED, infatti, è proprio Facebook il social network più usato dagli adolescenti italiani: lo usa l’85,6% dei ragazzi dai 12 ai 18 anni e il 30,8% ha più di 500 amici online. Da qui, l’intenzione di riproporre l’iniziativa all’interno del Progetto Caritas «Osare la speranza 2.0», rendendola un’efficace evoluzione di «Osare la Speranza», progetto promosso oltre 25 anni fa a Bergamo per insegnare alle persone come proteggersi dal virus dell’HIV e come favorire il superamento dei pregiudizi, il rispetto e l’accettazione verso chi ne era colpito.

    «Osare la Speranza 2.0», avviato per la prima volta nell’ottobre 2014, ha visto il coinvolgimento di oltre 7 mila persone e l’incontro con 3.166 studenti, con la realizzazione di specifici eventi e campagne di comunicazione, l’implementazione del sito www.viverealsole.it che oggi conta più di 11mila utenti e una pagina Facebook con più di mille like.

  • Floreka 2017: la decima edizione in cammino tra petali e parole

    La kermesse di giardinaggio e arti creative «Floreka» arriva alla sua decima edizione e per spegnere le candeline del primo decennale sceglie «I Ricordi». 

    Sarà questo il fil rouge del nuovo, attesissimo, appuntamento con i fiori e le piante della rassegna che si terrà sabato 20 e domenica 21 maggio con l’organizzazione dell’Associazione Petali e Parole http://florekabg.wixsite.com/floreka in collaborazione con il Comune di Gorle presso il Parco del Centro Culturale di via Marconi 5 a Gorle, in provincia di Bergamo.

    La manifestazione, grazie alla passione di otto “amiche petale”, infaticabili amanti del verde, è diventata punto di riferimento per tutti i green lovers, arrivando nella scorsa edizione a richiamare oltre 5 mila visitatori e ben 70 stand di produttori e professionisti provenienti dalla Lombardia e da molte altre regioni italiane.

    E fervono i preparativi per l’edizione 2017: due giorni intensi e speciali tra laboratori verdi, corsi di botanica, approfondimenti dedicati alla natura e alla sostenibilità, nonché incontri con scrittori, workshop, momenti musicali ed enogastronomici dal profilo rigorosamente green. Eventi che animeranno il parco facendo da cornice ai 70 stand espositivi che saranno protagonisti della mostra «La strada dei ricordi» allestita dall’artista Margherita Leoni, pittrice naturalistica italiana, nota per i suoi famosi “ritratti” della flora brasiliana, vibranti d’energia in espansione

    Un percorso tra arte e natura, realtà e immaginazione, nel segno di dodici miti di una cultura lontana e affascinante, quella degli Indios. In particolare, tra gli eventi da non perdere: gli incontri con gli scrittori Tiziano Fratus, che presenterà il libro «Il sole che nessuno vede» e Grazia Cacciola, per riflettere sull’ultimo libro «L’orto naturale» e l’agricoltura biologica, biodinamica e sinergica, la mostra Open Garden, le dimostrazioni della Scuola Zen Shiatsu e di composizione floreale con professionisti e floral designers di grande prestigio.

    «Floreka – raccontano le Petale, le 8 amici fondatrici dell’associazione Petali e Parole – è un luogo dell’anima in cui dedicarsi al benessere in verde, scoprendo saperi e tematiche ecologiche in un clima piacevole e conviviale. Uno spazio in cui si ritrovano animi sensibili di tutte le età, sensibilizzati al rispetto della natura del domani e delle buone pratiche. Noi Petale, otto amiche innamorate del verde che dieci anni fa hanno iniziato questa avventura, non vediamo l’ora di festeggiare questo importante compleanno con voi. Vi aspettiamo!».

     

    CHI SIAMO

    L’Associazione Petali e Parole 

    Amiche d’infanzia, innamorate della natura e dei suoi meravigliosi frutti. Le Petale – Vera, Chicca, Barbara, Alice, Debora, Chiara, Roberta e Ivana -, sono l’anima di Floreka, manifestazione che hanno creato 10 anni fa fondando l’Associazione Petali e Parole con l’obiettivo di promuovere e diffondere la conoscenza del paesaggio, del verde e del florovivaismo, sensibilizzando al consumo critico e diffondendo la cultura della biodiversità.

    Donne appassionate, ognuna con una propria professione – naturalista, architetto paesaggista, ingegnere ambientale, insegnanti, organizzatrice di eventi, impiegata nel settore grafico, laureata in produzioni animali – che dedicano a Floreka energia e creatività operando nella costruzione di una rete di sinergie efficaci con gli ospiti, gli espositori e altre associazioni e realtà amiche con l’obbiettivo condiviso di far vivere lo spirito unico di Floreka. Le Petale si occupano di ogni attività: dalla scelta del tema, alla gestione della segreteria, dalla pubblicità alla logistica senza lasciare nulla al caso affidandosi a collaborazioni di fiducia con partner qualificati.

    Il risultato è un percorso di sostenibilità e bellezza che in 10 anni ha portato a straordinarie soddisfazioni con ben 8 new entry: i loro bimbi, che sono divenuti fonte d’ispirazione per laboratori e attività formato mignon. Floreka: la festa del verde per tutte le età!

     

  • il patrimonio artistico italiano: un tesoro da tutelare

    Furti, vandalismi, atti di terrorismo e traffici internazionali illeciti: l’arte è sottoposta ogni giorno a moltissime minacce nonostante essa indentifichi la nostra cultura nazionale, la memoria collettiva e l’eredità per le generazioni future. Come scongiurare questi pericoli per proteggere ciò che Giosuè Carducci definiva “emanazione morale della civiltà, la spirituale irradiazione dei popoli” è stato oggetto dell’incontro svoltosi oggi a Bergamo e organizzato da Aon Benfield Italia Spa – divisione Fine Arts, Gruppo Leader nell’intermediazione assicurativa e riassicurativa con una fortissima expertise nel settore dell’arte, in collaborazione con l’Accademia Carrara di Bergamo.

    Sono 450 i furti di beni culturali denunciati nel 2015 (in calo dai 609 del 2014). La quasi totalità delle regioni è interessata da questo fenomeno, con una preponderanza per la Campania (57), la Toscana (53), l’Emilia Romagna (52) e la Lombardia (52). Purtroppo i numeri reali del fenomeno sono decisamente più elevati poiché molti reati non vengono denunciati. In ogni caso si tratta di un dato preoccupante per una nazione tra le più ricche di tesori artistici mondiali e che risulta la più colpita sul mercato nero dell’arte che, a livello globale, vale 9,3 miliardi di euro. Libri, dipinti, sculture e statue sono le opere più ambite e rappresentano circa il 65% del totale dei beni culturali illecitamente sottratti nel nostro Paese.

    L’esigenza di valorizzare il patrimonio artistico del Paese e renderlo godibile da tutti, dunque, mal si concilia con la necessità di proteggerlo dai rischi connessi alla sua esposizione e movimentazione. Oggi più che mai è fondamentale che nei musei e in tutti i luoghi d’arte, siano essi pubblici o privati, siano intensificati i controlli e siano attuate azioni incisive di contrasto ai furti e alle distruzioni dei beni culturali come ha specificato nel corso della serata Lia Perucchini, Dirigente Specialty Lines di Aon Benfield Italia S.p.A: «Aon Benfield ha dedicato al settore Fine Art professionisti specializzati per mettere a disposizione dei propri clienti polizze personalizzate che si adattino alle diverse esigenze e che, in caso di danneggiamento risarciscano i costi di restauro e l’eventuale deprezzamento delle opere o, in caso di perdita, il valore economico assicurato per l’opera d’arte, qualunque sia la causa assicurabile, compresi terremoti, alluvioni, atti di terrorismo, al fine di consentire la massima serenità a chi vuole organizzare mostre, o prestare opere per la realizzazione di mostre, o anche solo ammirare nel salotto di casa le proprie collezioni d’arte. Prevenzione e sicurezza sono temi fondomentali nell’Assicurazione e obiettivi primari per chi ama l’Arte: la perdita di un’Opera artistica lascia un vuoto che nessun risarcimento assicurativo potrà colmare».

    Vittorio Sgarbi – “Parlare di scurezza significa, prima di tutto, parlare di conoscenza, cioè la consapevolezza del nostro immenso patrimonio culturale. Viviamo in un luogo meraviglioso ma che spesso ignoriamo per cui non siamo pronti a difenderlo. Recuperare la coscienza della cultura, la sensibilità per l’arte, i confini del nostro patrimonio è una necessità, un passo indispensabile che deve essere compiuto attraverso l’insegnamento, perché sono valori che non possono essere trasmessi da nessuna autorità preposta. Conoscenza significa anche mappatura puntuale e senza limite delle nostre straordinarie ricchezze, perché il problema della sicurezza riguarda spesso il patrimonio disperso in musei o chiese di periferia”.

    «È responsabilità comune difendere il nostro straordinario patrimonio artistico e fronteggiare eventuali minacce – Maria Cristina Rodeschini, Direttore Accademia Carrara – I musei, per loro stessa missione, si occupano di conservare, proteggere e mostrare al mondo le opere più belle di sempre. Spesso tali opere sono oggetto di scambi tra musei, in altri casi, invece, devono essere restaurate, sempre con grandissima cura e attenzione. La stessa cura che dovremmo utilizzare per prevenire furti o danneggiamenti volontari. Siamo certi che questo evento innescherà riflessioni utili per rendere ancora più sicuri i nostri beni culturali».

    Le innovazioni tecnologiche, gli impianti di videosorveglianza e le protezioni specifiche per gli oggetti d’arte, infatti, possono consentire di alzare il livello di sicurezza nei musei e non solo. Ma questi strumenti non sono ancora utilizzati in modo diffuso e capillare. «Il business criminale sui beni culturali in Italia ha un giro d’affari stimato di 150 milioni di euro l’anno, terzo per rilevanza e redditività dopo droga e traffico d’armi. Nel 2015 il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato 34.712 beni trafugati per un valore di oltre 83 milioni di euro. Questi dati dimostrano l’eccellente lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine, ma anche la debolezza delle protezioni adottate. Non è semplice proteggere un patrimonio così diffuso sul territorio, che ammonta a 46.025 beni architettonici, 5.668 beni immobili archeologici vincolati, 3.847 musei, 240 aree archeologiche, 501 monumenti e complessi monumentali, nonché 12.936 biblioteche. Tuttavia oggi sono disponibili strumenti tecnologici che ne rendono possibile la tutela, quali telecamere che operano in assenza di luce, sistemi che rilevano l’abbandono o l’asportazione di un oggetto e che analizzano il comportamento delle persone all’interno dei musei. Il loro limitato utilizzo è un grave problema a cui va posto rimedio, considerando soprattutto che non si tratta di una mancanza di risorse, quanto di scarsa sensibilità verso il tema della sicurezza» – ha commentato Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby.

    Per Angelo Piazzoli, Segretario Generale Fondazione Credito Bergamasco: «Il tema della sicurezza dell’arte è sempre più attuale». E ha ricordato: «La Fondazione Credito Bergamasco ha sempre riservato grande attenzione alla salvaguardia delle opere d’arte mettendo in sicurezza molti capolavori bisognosi di cure e presentandoli a un pubblico di appassionati diventato sempre più numeroso. Agli importanti restauri realizzati direttamente nella Sala consiliare della Banca si aggiungono i numerosi interventi di ripristino operati direttamente sul territorio. Non possiamo non tutelare ciò che amiamo così tanto».

    Infine, per Nicola Nugnes, COO Vedetta 2 Mondialpol: «Difendere il Patrimonio Artistico e Culturale significa coniugare l’esigenza di tenere al sicuro un bene con la possibilità di renderlo fruibile. Il “Progetto di Difesa” – ha spiegato – nasce, in collaborazione con le Forze dell’Ordine, da un’attenta analisi sui beni da difendere, sul loro valore, sulla loro ubicazione, sugli orari di esposizione al pubblico, nonché da un’analisi dei flussi di affluenza. Questa è la base per il censimento dei rischi e la creazione di una “mappa di contrasto e mitigazione” con cui pianificare le azioni da porre in atto per evitare asportazioni e danneggiamenti. È una grande opportunità per affrontare in modo proattivo una dolorosa piaga storica e culturale».

  • PREMIO PRODOTTO FOOD 2017, DUE NOMINATION PER ZINI

    Con Stick di mais e Risidoro il brand è in gara nella categoria Freddo

    Sono ben due le nomination con cui Zini, storico brand diventato negli anni un punto di riferimento nella produzione di alimenti surgelati, si prepara ad affrontare il premio PRODOTTO FOOD 2017, che si terrà il prossimo 16 febbraio a Milano, presso la sede del Gruppo 24 Ore.

    Stick di mais e Risidoro sono infatti i due innovativi prodotti che concorreranno nella categoria Freddo del prestigioso concorso, giunto ormai alla terza edizione e istituito dalla rivista FOOD per valorizzare e dare visibilità ai nuovi prodotti food&beverage, che saranno valutati e premiati attraverso i dati e il giudizio degli esperti che operano quotidianamente nel settore.Con gli Stick di mais Zini reinventa la polenta e la trasforma in un prodotto finger food, creando nuove e piacevoli occasioni di consumo e momenti di convivialità, in perfetta sintonia con i ritmi della vita moderna. Sani e naturalmente croccanti anche senza aggiungere grassi, sono un prodotto totalmente gluten-free, adatto anche a vegani e vegetariani, e per il quale viene utilizzata soltanto farina di mais 100% italiano. Disponibile in tre sfiziose opzioni: classico, al rosmarino e al peperoncino.La peculiarità di Risidoro è invece quella di consentire la preparazione di un risotto perfetto in soli due minuti. Quale protagonista di questo rivoluzionario prodotto Zini ha scelto il Riso Carnaroli, una varietà dai chicchi consistenti, per la sua capacità di tenere molto bene la cottura e di assorbire perfettamente i condimenti e gli aromi. Risidoro è cotto e surgelato IQF, chicco per chicco, diventando così una base perfetta per qualsiasi ricetta a base di riso. Inoltre, il riso Carnaroli usato da Zini è 100% italiano e di provenienza certificata. Tutto il riso proviene infatti dal Distretto Rurale Riso e Rane, di cui fanno parte alcune decine di Aziende Agricole del Parco del Ticino, per Zini a Km 0 (tutte le aziende sono entro un raggio di 15 Km).

    Il premio PRODOTTO FOOD 2017 verrà consegnato il prossimo 16 febbraio a Milano, presso la sede del Gruppo 24 Ore, nell’ambito di FOOD MATCH, l’evento nazionale B2B interamente dedicato al management della produzione, dei servizi e della distribuzione food&beverage operante in Italia.

  • Corsi di fotografia a Verona

    Associazione SHOOT di Giordano Marconcini offre corsi di fotografia a Verona, corsi di photoshop e lightroom, seminari avanzati.

    Giordano Marconcini nasce a Verona, si diploma in Tecnico di laboratorio Chimico-Biologico nel 1995 presso l’istituto E.Fermi. Nel 2011 consegue il diploma in Master di Reportage all’Accademia Jhon Kaverdash di Milano, docente Sandro Iovine. Sempre nel 2011 pubblica il reportage “L’ultima scommessa” nel numero 44 del mensile on-line di Fotoup, Witness Journal. Frequenta i corsi di Photoshop, Modulo 1 e Modulo 2, realizzati dalla 10b Photography di Roma con i docenti Marco Baldovin e Claudio Palmisano. Nel Marzo 2013 partecipa alla mostra fotografica “Are You Experienced?” con il Collettivo K4 portando il suo progetto sui nonluoghi “Alone in Wonderland”. Aprile 2014 frequenta il seminario Progettazione Fotografica e Lettura Portfolio docente Sara Munari. Nel Febbraio 2015 frequenta il workshop con Jessica Backhaus dal titolo Fotografia quotidiana (e l’arte di saper guardare).

    Presidente dell’Associazione Culturale Fotografica SHOOT. Realizza corsi di Fotografia Avanzati a Verona.

    Docente dei corsi è presente anche Daniel Patelli, membro di SHOOT e direttore di SPAZIO36 a milano.

    Daniel Patelli, dopo essersi laureato presso l’Università degli Studi di Milano, consegue il diploma di Master in Fotoritocco Digitale, in Reportage, in Linguaggio della Comunicazione Visiva e in Tecnica fotografica presso l’Accademia di Fotografia John Kaverdash di Milano. Frequenta corsi relativi alla direzione della fotografia“(fare) Fotografia nel cinema” con i direttori della fotografia Luca Bigazzi e Fabio Olmi.

    Ha lavorato presso un’azienda privata, con responsabilità nel settore comunicazione visiva pubblicando diversi lavori in ambito pubblicitario su quotidiani ed inserti come la Repubblica, Tutto Milano, Vivi Milano (Corriere della Sera), la Stampa.

    Si è occupato di fotogiornalismo con il collettivo K4, fondato insieme ai fotoreporter Giordano Marconcini, Davide Aiello e Davide Caterino.

    Attualmente è titolare di Spazio36, che svolge attività di noleggio sale di posa, location e attrezzature per riprese fotografiche e video, allestimento set, luci e scenografie. Spazio36 organizza anche corsi e workshop di illuminazione e comunicazione visiva, presentazioni e mostre relative all’ambito artistico e creativo.

    ASSOCIAZIONE SHOOT OFFRE INOLTRE ESPOSIZIONI FOTOGRAFICHE DELLE FOTO DEI SUOI ALUNNI, LO STUDIO DEGLI AUTORI E LA LETTURA DELLE IMMAGINI.

    PUNTA AD UN APPROCCIO CREATIVO ALLA FOTOGRAFIA.

    I SUOI DOCENTI SI SONO INOLTRE FORMATI IN ACCADEMIE E SEMINARI GESTITI DA IMPORTANTI PROFESSIONISTI DEL SETTORE.

  • Tende a Verona

    Olivieri Marco è un’attività artigianale di San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona.

    Nata nel lontano 1996, l’impresa si occupa di installazione e assistenza per tende interni, tende da sole a Verona, tende VELUX.

    Vengono utilizzate unicamente tele e stoffe di alta qualità, che durano negli anni.
    Tutti i materiali sono inoltre Made in Italy, ed i lavori vengono affidati a fornitori e collaboratori con esperienza decennale nel settore.

    La filosofia dell’impresa si basa sul mettere in primo piano il cliente, ascoltando le sue esigenze ed i suoi gusti.

    Viene inoltre fornita una garanzia ed un’assistenza di alta qualità sui lavori svolti, con prezzi speciali per i clienti affezionati.

    Tutti i preventivi vengono forniti gratuitamente, ed il tipo di pagamento è concordabile e personalizzabile soprattutto nel reparto delle tende da sole.

    Il lavoro artigianale sicuramente allunga i tempi di consegna, ma permette la creazione di un rapporto diretto con il cliente in tutte le fasi, che siano dell’ideazione, della creazione o della posa.

    Di seguito le dichiarazione del titolare dell’attività, Marco Olivieri:

    Sono Olivieri Marco, nato il 15 Ottobre 1968.

    Dal 1985 ho iniziato a lavorare nel settore come dipendente, e dal 1997 ho iniziato la mia avventura da artigiano.

    Vivo in provincia della bellissima Verona, mi piace viaggiare per divertimento ma soprattutto per lavoro.

    La mia filosofia consiste nel creare soluzioni mirate a soddisfare le necessità precise dei clienti, tutto su misura ed in armonia con l’ambiente domestico.

    La mia filosofia è alta qualità ad un prezzo giusto. Vengono utilizzate soltanto materie prime (tele, stoffe) di alta qualità che durano negli anni, ed affidati i lavori di realizzazione a persone con esperienza decennale nel settore.

    Creare soluzioni con un ottimo rapporto tra qualità dei materiali e prezzo finale.

    Garanzia e assistenza certa.

    I numerosi anni nel settore e quindi l’esperienza maturata, mi hanno permesso di trovare la soluzione ideale a praticamente qualsiasi problema relativo all’arredamento.

  • Cori, obiettivo 65%. Parte la nuova campagna di sensibilizzazione per la raccolta differenziata

    Per raggiungere l’obiettivo previsto dalla legge, il Comune promuove incontri sul territorio, la riorganizzazione del servizio, attività educative e la nuova app Wikiwaste

    Il Comune di Cori vuole raggiungere il 65% di raccolta differenziata, limite previsto dalla legge. Per raggiungere questo traguardo ed evitare così le sanzioni previste, l’amministrazione comunale ha deciso di lanciare la campagna di comunicazione “Obiettivo 65% – Raccolta differenziata, una scelta consapevole”, promossa in collaborazione con il Consorzio Formula Ambiente, azienda che gestirà il servizio di raccolta rifiuti.

    Le innovazioni introdotte nel servizio verranno illustrate alla cittadinanza attraverso incontri pubblici e punti informativi, con il seguente programma. Punti informativi: Giovedì 16 febbraio, dalle ore 9 alle 13, via della Stazione, Giulianello; Venerdì 17 febbraio, dalle ore 9 alle 13, piazza Signina, Cori Monte; Sabato 18 febbraio, dalle ore 9 alle 13, piazza della Croce, Cori Valle. Incontri pubblici: Sabato 18 febbraio, ore 15, Delegazione Comunale, via della Stazione, Giulianello; Martedì 21 febbraio, ore 17.30, centro anziani, via Corrillo, Cori Valle; Sabato 25 febbraio, ore 15, Pro Loco, Piazza Sant’Oliva, Cori Monte.

    La prima novità è il cambio di gestore: ad ASA succede il Consorzio Formula Ambiente che, come il predecessore, appartiene al CNS, Consorzio Nazionale Servizi.

    L’altra è la riorganizzazione del servizio di raccolta differenziata porta a porta: nei prossimi giorni i coresi riceveranno a domicilio un nuovo kit per la raccolta differenziata composto da sacchi compostabili, sotto lavello per l’organico, sacchi gialli per la plastica e sacchi grigi per i materiali non riciclabili. Su quest’ultimo dovrà però essere applicato un Qr-Code fornito con il kit: tale codice è univoco e associato all’utenza, e servirà a tracciare e verificare la quantità di materiale non riciclabile prodotto. Sarà consegnato anche il calendario della raccolta e un opuscolo informativo.

    Il Consorzio Formula Ambiente propone inoltre un nuovo servizio a richiesta con la consegna del mastello rosso, dove dovranno essere conferiti pannolini, pannoloni e traverse sanitarie. Per integrare la dotazione già in essere, ad alcune utenze verranno consegnati mastelli e carrellati a seconda delle specifiche esigenze.

    Cambiano gli orari d’apertura del centro di raccolta comunale di via degli Artigiani (Martedì e giovedì dalle 14.00 alle 17.00; Mercoledi e sabato dalle ore 8 alle 12) e dell’ecosportello allestito nella delegazione comunale in via della Stazione di Giulianello (tutti i venerdì dalle ore 10 alle 12).

    È prevista poi l’installazione di cinque contenitori per lo smaltimento degli oli alimentari esausti (uno presso il Centro Comunale di Raccolta, uno nel parcheggio dell’Eurospin di via Le Pastine n. 4/6 e gli altri accanto alle casette dell’acqua).

    Grande impulso verrà dato alle attività con le scuole, con un ciclo d’incontri per gli alunni del locale Istituto Comprensivo sui temi della raccolta differenziata, del corretto smaltimento e sulla riduzione dei rifiuti.

    Da oggi inoltre i cittadini residenti a Cori potranno usufruire della nuova applicazione per smartphone Wikiwaste, dedicata alla raccolta differenziata e che ha da poco superato il milione di italiani serviti. Creata dalla Cooperativa ERICA, l’applicazione è fruibile sia per ambiente iOs (Apple) che Android e compatibile con la maggior parte degli smartphone e tablet disponibili sul mercato. Wikiwaste consentirà agli utenti di consultare tutte le principali informazioni relative al servizio rifiuti. Navigando all’interno del menù, i cittadini potranno sapere dove, come e quando conferire in modo corretto i propri rifiuti, ricevere news e segnalare in tempo reale discariche abusive o situazioni di degrado ambientale. Nella sezione “abbandoni e segnalazioni” infatti sarà possibile inviare al Comune comunicazioni e fotografie per un intervento tempestivo di pulizia. In caso di dubbi su dove buttare i propri rifiuti, nella sezione “Dove lo butto?” il cittadino non dovrà fare altro che inserire nell’apposito campo il rifiuto di cui ci si vuole disfare e riceverà indicazioni circa il corretto conferimento dello stesso.

    Infine per i coresi sarà possibile essere costantemente aggiornati sulla campagna “Obiettivo 65%” grazie alla pagina Facebook dedicata all’iniziativa e denominata Cori Differenzia.

    Dopo 8 anni dall’introduzione della raccolta dei rifiuti porta a porta e l’apertura del Centro Comunale di Raccolta, abbiamo raggiunto nel 2016 quota 64% di raccolta differenziata – sottolinea il Sindaco di Cori, Tommaso Conti Siamo una delle realtà più virtuose del panorama laziale, ma con questa campagna vogliamo compiere l’ultimo salto che ci porterebbe al raggiungimento dell’obiettivo del 65%. Voglio ringraziare la cittadinanza per l’impegno dimostrato, ma la invito a continuare su questa strada per raggiungere il traguardo che ci siamo prefissati e ridurre il fenomeno dell’abbandono, che purtroppo è ancora molto diffuso sul territorio comunale”.