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  • Quali sono le novità introdotte con il nuovo decreto antincendio?

    E’ stato pubblicato da INAIL un nuovo documento tecnico sulle novità in merito alla prevenzione incendi sui luoghi di lavoro. La normativa infatti, negli ultimi anni, ha visto diverse evoluzioni e, lo scopo di questo documento è quello di accrescere la consapevolezza in merito ai contenuti dei nuovi Decreti Antincendio e alla loro messa in pratica. (altro…)

  • Multe: ad Ancona e Macerata i conducenti più multati delle Marche

    Anconetani e maceratesi sono i guidatori più multati delle Marche; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.itAssicurazione.it realizzata esaminando i rendiconto dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia marchigiane*.

    Ancona, con 4 milioni di euro, è risultato essere il comune marchigiano che, nel 2022, ha incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all’accertamento delle violazioni al Codice della Strada. Seguono nella graduatoria regionale Macerata (977mila) ed Ascoli Piceno (774mila euro). Chiude la classifica Fermo, con quasi 610mila euro.

    Nel 2022 l’importo complessivo raccolto nella regione ha sfiorato i 6,5 milioni.

    Rapportando le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione**, la classifica marchigiana non cambia: al primo posto si posiziona ancora una volta Ancona, dove – nel 2022 – la “spesa pro capite” per multe legate alle violazioni del Codice della Strada è stata di 52 euro.

    Seguono nella graduatoria regionale i conducenti maceratesi, che in media nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 29 euro, e – a pari merito – quelli di Ascoli Piceno e quelli di Fermo, dove la “multa pro capite” è stata pari a 19 euro.

    Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità, invece, emerge che tra le città capoluogo delle Marche quella con i maggiori incassi è ancora una volta Ancona (1,7 milioni di euro nel 2022).

    «Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto».

    * Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.

    ** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.

    Immagine © Antonio Nardelli

  • IL 21 AGOSTO FESTA PER PIO X A RIESE, PRONTE LE OPERE REALIZZATE PER I PELLEGRINI

    Il 20 agosto si ricorda l’anniversario della morte, avvenuta 109 anni fa. Il giorno dopo, la processione. Entrano nel vivo i festeggiamenti in vista del rientro del corpo, ad ottobre. I preparativi: casa natale e museo ristrutturati, nuova pista ciclabile e Curiotto. Sarà realizzato anche un tour virtuale. Tutte le iniziative in corso. L’appello del sindaco: “Prenotate subito la visita sul portale www.papapiox.it, ci sono molte richieste e il rischio è di perdere una storica opportunità”

     

    Prima di partire per Roma, dove sarebbe salito al soglio Pontificio, l’allora cardinale Giuseppe Sarto aveva proferito queste parole: “O vivo o morto tornerò”. Erano anni tremendi, quelli del primo Novecento, stava per scoppiare la prima guerra mondiale. Le spoglie mortali di Papa Pio X tornarono a Venezia molti anni dopo, nel 1959. E adesso la promessa viene di nuovo mantenuta: dal 6 al 15 ottobre sarà celebrata la sua “Peregrinatio corporis”. 

    L’urna che oggi è a San Pietro, in Vaticano, sarà trasportata per 545 chilometri in un mezzo ristrutturato ad hoc per impedire che le vibrazioni possano danneggiarla, e dopo un giorno in cattedrale a Treviso sarà accolta per più di una settimana a Cendrole, borgo riesino che ospita la chiesa mariana nella quale Bepi Sarto sviluppò la sua fede.

    L’attesa per l’evento sta crescendo a Riese Pio X. Il prossimo 20 agosto si ricorderà l’anniversario della morte, avvenuta nel 1914 (c’è chi dice che non resse il dolore dell’incombente guerra mondiale). Il giorno dopo, la solenne processione per la festa del Santo che vede ogni anno la presenza di centinaia di fedeli. A settembre è invece programmato un grande evento per l’inaugurazione della ristrutturata casa Natale di Pio X. 

    La Peregrinatio di ottobre sarà preceduta da un programma di eventi religiosi e culturali, che saranno pianificati dalla Fondazione Giuseppe Sarto con Diocesi di Treviso, Comune di Riese Pio X e altri enti, quali il Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto e il Consorzio Marca Treviso, solo per citarne alcuni. La peregrinatio proseguirà anche nel Veneziano, ma prima il borgo delle Cendrole, dove abitano poche decine di famiglie, accoglierà migliaia di pellegrini nell’arco dei dieci giorni di eventi, in questi giorni si sta organizzando un centro logistico di accoglienza a due chilometri di distanza. Nell’attesa, il Comune ha messo a terra un piano di maquillage per prepararsi ad accogliere i pellegrini.

    CASA NATALE A seguito delle indagini e dei saggi effettuati negli anni scorsi presso la Casa Natale di Pio X, si erano riscontrati alcuni aspetti di criticità conservativa. “È stato perciò deciso di recuperare tutti gli elementi architettonici, costruttivi e decorativi presenti nell’edificio”, spiega Matteo Guidolin, presidente della fondazione Giuseppe Sarto e sindaco di Riese Pio X. “Il progetto, realizzato dallo Studio Scattola e approvato dalla Soprintendenza di Venezia prevede azioni conservative, di salvaguardia e di protezione, con una visione più ampia di recupero dei valori e testimonianze materiali presenti nel territorio, restituendole alla collettività. È stato inoltre previsto un intervento di ritinteggiatura e manutenzione degli oscuri di Casa Maggion, immobile di proprietà della Fondazione, sede della stessa e del bookshop legato alla Casa Natale.

    MUSEO PIO X Lo studio Gatto Tonin Architetti sta curando il progetto di riallestimento degli spazi museali, la riorganizzazione dei percorsi di visita e il rinnovo degli ambienti di servizio della casa museo. L’intervento interesserà gli spazi di Casa Maggion – detta anche casa del custode – che in futuro ospiterà anche l’Archivio di Papa Pio X e spazi per esposizioni temporanee e permanenti; per quanto riguarda gli ambienti della Casa Natale e del Reliquiario (Museo), si prevede il riordino delle aree aperte pertinenziali, il miglioramento dell’accessibilità, il ridisegno dei supporti espositivi e l’integrazione all’interno degli ambienti di nuove dotazioni tecnologiche a supporto del percorso espositivo. La riorganizzazione del percorso museale è stata curata da Disma Srl, con predisposizione dei pannelli introduttivi e del contenuto delle didascalie. 

    VISITA VIRTUALE In occasione della “peregrinatio corporis” il Museo di Pio X sarà peraltro reso accessibile al mondo intero tramite un virtual tour sul web. Le attività di restauro e di rinnovo del complesso saranno infatti oggetto di un intervento di digital storytelling da parte di Wow Textura. “L’obiettivo è rendere accessibile e fruibile in modo virtuale la visita del museo, con particolare attenzione alla resa fotorealistica e all’inserimento di contenuti arricchiti di esperienzialità, come approfondimenti testuali e multimediali”, spiega ancora Guidolin. “Attraverso la direzione artistica virtuale e la costruzione di contenuti immersivi sarà possibile sfruttare questo strumento in ottica di promozione e presentazione, consentendo al contempo di aumentare la visibilità delle attività di restauro anche verso chi non ha ancora visitato il Museo Pio X”.

    IL PAESE La Città di Riese Pio X, oltre a dare supporto economico alla Fondazione Sarto per la realizzazione dei progetti di restauro e riqualificazione del complesso della Casa Natale, sta realizzando altri ambiziosi progetti, che saranno portati a termine in questi giorni. La riqualificazione del sentiero Curiotto, sentiero che Sarto percorreva da giovinetto per raggiungere il Santuario delle Cendrole. Ma anche la realizzazione della pista ciclabile da Cendrole a Spineda, che unirà definitivamente il centro di Riese al Sentiero degli Ezzelini e sarà usata dai pellegrini per avvicinarsi alla Chiesa. Infine, il progetto di nuovo arredo urbano nel centro storico di Riese Pio X, che prevederà l’installazione di elementi d’arredo e la riqualificazione di alcune aree urbane. Il pellegrino potrà inoltre visitare il presepio artistico pluripremiato (presso l’asilo parrocchiale) e una mostra sullo scultore Francesco Sartor (in Barchessa Zorzi). 

    “La macchina organizzativa ormai è pronta”, conclude il sindaco. “Tutte le informazioni saranno convogliate sul portale web www.papapiox.it, nel quale sarà possibile anche prenotare le visite. Fioccano già le prenotazioni, ci attendiamo decine di migliaia di pellegrini, speriamo centinaia di migliaia, considerato anche che in un anno normale, i turisti religiosi che visitano la “casetta” del Papa sono migliaia. Per trovare da dormire già adesso serve cercare alberghi e hotel nelle città limitrofe come Castelfranco Veneto, Possagno, Bassano del Grappa e Cittadella. Invito tutti a prenotare la propria visita per non rischiare di perdere una opportunità storica”. 

     

    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO – LA PEREGRINATIO CORPORIS DI PIO X

    IL PRECEDENTE DI BERGAMO Nella storia recente della Chiesa, infatti, solo un’altra volta è stato organizzato il “ritorno a casa” di un Papa. Era accaduto a maggio del 2018 nel Bergamasco, dove le spoglie di Giovanni XXIII (che quando era Cardinale, col nome di Roncalli, era stato tra i grandi sostenitori del ritorno del corpo di Pio X a Venezia) hanno generato un movimento di massa senza precedenti. Quasi mezzo milione di pellegrini si sono prenotati per la visita, non sono noti i dati di quanti invece siano passati per il territorio senza registrarsi, solo a scopo turistico. 

    PIO X IN VENETO Sarà una festa popolare che coinvolgerà tutto il Veneto: tutte le parrocchie del Nord Italia sono state coinvolte dai propri vescovi nell’organizzazione di pullman e trasferte, i sacerdoti ne stanno parlando da giorni nelle comunità. Infatti, Pio X studiò in seminario a Padova, fu cappellano a Tombolo, arciprete a Salzano, nel Veneziano, canonico della cattedrale di Treviso, padre spirituale del Seminario, vescovo a Mantova e patriarca a Venezia. Proprio in quel suo essere stato “un povero parroco delle terre venete”, ha detto il Vescovo Tomasi nel giorno della presentazione del calendario degli eventi, “sta una delle radici forti e buone che hanno sostenuto il suo impegno di guida della Chiesa universale”. Nel progetto di pellegrinaggio, peraltro, è stata coinvolta anche Treviso: l’urna traslata avrà come prima tappa del viaggio la chiesa cattedrale del capoluogo della Marca Trevigiana (il pomeriggio del 6 ottobre), dove rimarrà fino al pomeriggio di sabato 7. Dopo Cendrole, la peregrinatio proseguirà nel Veneziano.

    Per aggiornamenti sugli eventi e ulteriori informazioni: www.papapiox.it

     

  • CON IL RESTAURO RAFFINATO DELLE EX-CARCERI di C+S SI AMPLIA IL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI TRENTO

    Il progetto esecutivo di restauro delle Ex-Carceri a Trento sarà consegnato ai primi di settembre per un investimento da venti milioni di euro della Provincia di Trento. Il progetto architettonico porta la firma dello studio C+S Architects, vincitori del premio Architetto Italiano dell’Anno. Segantini: “Il prezioso edificio delle ex-carceri amplia il Palazzo di Giustizia: l’accostamento di nuovi elementi delicati alle masse murarie in pietra dei volumi asburgici valorizza l’edificio storico in un dialogo costante tra antico e nuovo”. Lavori al via il prossimo anno.

     

    Accelera a Trento l’iter del progetto di restauro delle ex-carceri che amplieranno il Palazzo di Giustizia esistente. Il progetto esecutivo di restauro dell’edificio asburgico sarà consegnato ai primi di settembre e porta la firma di C+S Architects, studio con sedi a Londra e Treviso di Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, da poco insigniti del Premio Architetti Italiani dell’Anno.

    Per la prima volta vengono mostrati i rendering del progetto, che avrà un valore di 20 milioni di euro. L’ente appaltante è la Provincia di Trento, peraltro proprietaria dello spazio, che sorge su un lotto di poco più di diecimila metri quadrati con un ampliamento del tribunale esistente di 8.700 metri quadrati. Ottenute tutte le approvazioni nella conferenza dei servizi di aprile, ora la Provincia dovrà approvare il progetto esecutivo e quindi procedere alla gara di appalto europea. Se l’iter burocratico non subirà intoppi, i lavori potranno iniziare già il prossimo anno. 

     

    Un progetto che donerà nuova vita all’area. “Il riconoscimento della qualità spaziale e costruttiva del complesso ci ha spinto a realizzare un lavoro di riqualificazione dell’edificio esistente – spiega Cappai – innestando una nuova infrastruttura delicata capace di tradurre e reinterpretare il complesso per adeguarlo al nuovo programma. La filosofia del progetto mira a preservare il più possibile le strutture esistenti. Il piano terra è stato progettato come uno spazio ibrido, che possa essere aperto anche a un pubblico più ampio (previo controllo di sicurezza all’ingresso) per favorire l’idea che gli edifici pubblici sono edifici di comunità e dovrebbero ospitare un pian terreno accogliente e vivibile”. 

     

    Una serie di spazi pubblici (ristoranti, caffetteria e una cella-museo) occupano il piano terra dell’ala centrale del complesso, diventando una sorta di ponte pubblico tra le due corti esistenti; l’Ufficio del Casellario e l’Ordine degli Avvocati completano la struttura funzionale del piano terra, occupando le due ali laterali del complesso.

    Viene mantenuta la distribuzione verticale esistente e le tre scale esistenti, interamente conservate, sono affiancate da due nuovi ascensori, mentre, per motivi di sicurezza antincendio, vengono inserite quattro nuove scale esterne di emergenza. “La definizione della materialità dei vani scala è stata altrettanto importante per far dialogare il vecchio e il nuovo”, suggerisce Segantini. “I vani scala sono in laterizio vetrificato in equilibrio cromatico con l’edificio esistente. I mattoni sono stratificati in modo da creare una trama di luce e cambiano ogni singolo momento della giornata. In questo modo spingiamo le persone a usare queste scale invece degli ascensori e diventare più sane. Un parapetto strutturale in acciaio definisce le rampe con un materiale simile a quello dei balconi, per stabilire un dialogo con la pietra, materiale molto utilizzato nell’ex carcere”.

     

    Il primo piano è interamente occupato dal Tribunale Ordinario, con gli uffici dei giudici collocati ali centrale e orientale, le cancellerie e gli uffici maggiori nelle due ali laterali e la sala delle udienze all’interno dell’ex cappella. Ad ovest, una nuova scala dotata di piattaforma elevatrice collega i primi piani dell’ex carcere e gli attuali uffici del Tribunale. Il secondo piano è destinato ad accogliere ulteriori uffici del Tribunale Ordinario.

    Il terzo piano, in origine un sottotetto disabitato, ospita le unità di trattamento aria, mentre l’ala est viene ridisegnata da uno spazio multifunzionale comune, grazie alla sostituzione di alcune capriate esistenti con nuove travi sagomate ad arco in legno lamellare e all’apertura di lucernari che lasciano fluire nello spazio l’illuminazione zenitale.

    Il piano interrato dell’edificio esistente ospita gli spazi di servizio e gli archivi dell’Ordine degli Avvocati e dell’U.N.E.P. È collegato da una rampa ad un piano interrato di nuova costruzione, posto al di sotto del cortile-giardino d’ingresso, che ospita l’archivio del Tribunale Ordinario e più locali tecnici. La circolazione verticale avviene sia attraverso le scale esistenti sia attraverso le quattro nuove scale antincendio nei due cortili. Queste ultime sono affiancate da altre due scale esterne che conducono al giardino d’ingresso.


    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

    C+S Architects Bio

    Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini vivono e lavorano tra Treviso e Londra dove ha sede lo studio C+S ARCHITECTS da loro fondato a Venezia nel 1994. Lo studio C+S ha maturato una profonda esperienza nel settore del restauro avendo realizzato alcuni dei più importanti lavori a Venezia: il restauro della Torre Massimiliana nell’isola di Sant’Erasmo, della Ex-Manifattura Tabacchi e del Fondaco dei Tedeschi solo per citare i più rinomati, tutti progetti che hanno ottenuto premi internazionali, tra cui il BigMat Award 2017. Rispettivamente professore associato e ordinario di composizione architettonica e urbana, Cappai e Segantini hanno tenuto corsi come visiting professors in varie università tra cui MIT, Cambridge Massachussetts, USA e Syracuse University, NYC, USA e Hasselt University. Attualmente sono visiting scholar a Cambridge University, UK. La loro ricerca e realizzazione di scuole, esposta alla 15° Biennale di Architettura di Venezia, ha contribuito a riscrivere le Linee Guida del Ministero sulla progettazione delle scuole italiane. L’approccio progettuale dello studio rintraccia la tradizione costruttiva dei luoghi che deriva dal rispetto e utilizzo sostenibile delle risorse naturali che il progetto traduce in un nuovo equilibrio tra uomo e natura. Oltre al recentissimo Premio Architetto dell’Anno del CNAPP, lo studio ha ottenuto premi, riconoscimenti e pubblicazioni internazionali ed ha presentato il proprio lavoro in una serie di istituzioni internazionali, tra cui il MoMA a New York, il RIBA a Londra, la Biennale di Architettura di Venezia, il Museo di Oslo, Il MIT di Cambridge e la Triennale di Milano.

     

    IL PROGETTO DELL’EX CARCERE TRENTO

     

    L’EX CARCERE DI TRENTO – LA STORIA

    L’Ex Carcere di Trento sarà trasformato in un nuovo Tribunale, ampliando quello esistente.

    L’edificio faceva parte dell’espansione ottocentesca della città, quando divenne parte fondamentale del nuovo reticolo urbano, che seguiva al taglio del fiume Adige.

    L’edificio esistente, progettato da Ignazio Liberi, è costituito da una sequenza di due cortili e segue la classica tipologia carceraria, con un vuoto centrale a tripla altezza su cui si affacciavano tutte le celle. Particolarmente interessante è il sistema costruttivo, con spesse murature in pietra a vista e sistemi di volte in laterizio o solai orizzontali in pietra, di cui un esempio molto interessante sono i ballatoi centrali, con una serie di mensole in pietra, su cui poggiano generose lastre anch’esse in pietra che formano il piano di calpestio.

     

    I CINQUE INTERVENTI STRUTTURALI PRINCIPALI

    Cinque gli interventi principali, tutti indipendenti dall’edificio esistente e quindi reversibili in futuro:

    1. L’inserimento di quattro nuove scale di emergenza, che si innestano nei cortili in continuità con la matericità della pietra, costruendo un nuovo piano sopraelevato alla stessa quota del piano terra e staccato dalle facciate: i vani scala sono progettati in cemento e mattoni vetrificati in equilibrio cromatico con le facciate esistenti. Le nuove scale qualificano lo spazio dei cortili, pavimentati in pietra artificiale e completati da lunghe panchine che contribuiscono a ridefinire il punto di contatto tra vecchio e nuovo;
    2. I ballatoi sono stati rinforzati con lame in acciaio e aumentati di dimensioni mediante l’inserimento di un nuovo cordolo in acciaio in continuità con i nuovi parapetti;
    3. La nuova infrastruttura MEP disegna la facciata interna degli uffici in continuità con i nuovi serramenti. Un sistema di contro-pareti metalliche è inserito nelle strutture esistenti per schermare il necessario isolamento e la distribuzione degli impianti, che saranno ispezionabili;
    4. Il nuovo vano sottotetto è progettato con elementi ad arco in legno lamellare in continuità con le originarie strutture lignee di copertura illuminate zenitalmente da lucernari vetrati;
    5. I pavimenti esterni rimangono in pietra in continuità con le uscite delle scale di emergenza al piano interrato.

     

    I MATERIALI SCELTI PER IL RESTAURO

    La scelta dei materiali rafforza il concetto di costruzione di un dialogo poetico tra antico e nuovo.

    Il progetto unisce la pietra naturale esistente, utilizzata nella pavimentazione dei corridoi e dello spazio a tripla altezza, con una pietra artificiale, che sarà realizzata con lastre di terrazzo prefabbricate con inerti a vista. In questo modo un nuovo materiale può essere armoniosamente combinato con la pietra esistente. Lo stesso materiale verrà utilizzato per la pavimentazione esterna, associata ad una pavimentazione tipo Levocell.

    Il secondo materiale, scelto per le sue caratteristiche meccaniche e riconoscibilità, è l’acciaio. Sarà utilizzato per gli elementi strutturali, le balaustre e le contro-pareti che integrano i sistemi meccanici. Per la nuova struttura del tetto, l’acciaio è stato abbinato al legno lamellare, utilizzato sotto forma di travi ad arco in sostituzione delle originarie capriate lignee, che non permettevano di abitare il sottotetto. Nel sottotetto dell’ala est sono state così collocate due nuove sale riunioni, illuminate dall’alto da lucernari.

    Gli intonaci delle facciate verranno demoliti e sostituiti con un intonaco termico in grado di migliorare la resistenza termica, senza alterare le superfici e le decorazioni murarie esistenti. Tutte le cornici e gli elementi decorativi saranno accuratamente restaurati, comprese le cornici di gronda.

    Il progetto, collocando le nuove quattro scale antincendio nei cortili, ha permesso di preservare tutte le scale interne esistenti e limitare notevolmente le demolizioni. Sono pensati come elementi riconoscibili, ma ben armonizzati con la matericità esistente.

    Le scale lungo la parete cieca che separa il carcere dal tribunale assumono una forma lineare e disegnano un nuovo fondale. La scala opposta, invece, si allontana dalle pareti e il suo volume è stato pensato il più possibile sottile e dai bordi morbidi, per ridurre la nitidezza delle ombre proiettate e aumentare la luce degli spazi adiacenti.

    Per rafforzare l’identità dell’edificio nelle mappe mentali della comunità, gli spigoli arrotondati rimandano al volume semicilindrico dell’abside della cappella, nonché alla scuola elementare Raffaello Sanzio di Alberto Libera. Anche in questo caso i due corpi scala assumono un profilo curvilineo in grado di inserirsi nel contesto formale fortemente caratterizzato di quella parte di città, costruendo un ponte tra passato e futuro.

    La definizione della materialità dei vani scala è stata altrettanto importante per armonizzare il vecchio e il nuovo. I vani scala sono progettati in cemento e laterizio vetrificato in equilibrio cromatico con l’edificio esistente. I mattoni sono stratificati in modo da creare una trama di luce mentre si usano le scale e cambiano ogni singolo momento della giornata. In questo modo spingiamo le persone a usare queste scale invece degli ascensori e diventare più sane! Un parapetto strutturale in acciaio definisce le rampe con un materiale simile a quello dei balconi, per stabilire un dialogo con la pietra, materiale molto utilizzato nell’ex carcere.

    Le uscite di emergenza sono completate dalle due scale poste nel giardino prospiciente la facciata est dell’ex carcere. Provengono dal nuovo seminterrato e sono scoperti. In questo caso i parapetti sono in acciaio, il loro rapporto con l’esistente è mediato dalle piante del giardino. La schermatura del parcheggio detenuti a sud segue lo stesso principio; sono infatti costituiti da un telaio in profilati di acciaio e pannelli di tamponamento in lamiera stirata, per la crescita di piante rampicanti che possono trasformare questi elementi in pareti verdi.

    Il gioco del progetto è quello di costruire un dialogo tra vecchio e nuovo, favorendo la bellezza dell’edificio originario con una nuova bellezza di dettagli ricercati, capaci di definire un incontro poetico tra tradizione e innovazione.

     

    Credits:

    Head designers and technical coordination: Carlo Cappai, Maria Alessandra Segantini, C+S Architects

    Project manager Architecture: Stefano di Daniel, C+S Architects

    Collaborators C+S: Sai Anugna Buddha, Tu Bui, Federica De Marchi, Giulia Guizzo, Anamika Gupta, Damla Karabay, Jurgis Prikulis

    Structures: Pierluigi Coradello

    MEP Engineering: Oscar Nichelatti, Manuele Rolleri

    Survey, Fire and Safety and Administrative coordination: Areatecnica srl

    Bill of Quantity: Venice Plan srl

  • Multe: a Rieti e Roma i conducenti più multati del Lazio

    Reatini e romani sono i guidatori più multati del Lazio; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.itAssicurazione.it realizzata esaminando i rendiconto dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia laziali*.

    Roma, con 133 milioni di euro, non solo è risultato essere il comune laziale che, nel 2022, ha incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all’accertamento delle violazioni al Codice della Strada, ma è anche secondo a livello nazionale, posizionandosi solo dopo Milano. Seguono nella graduatoria regionale Rieti (3 milioni) e Viterbo (800mila); chiudono la classifica Frosinone, con 420mila euro, e Latina (quasi 227mila).

    Nel 2022 l’importo complessivo raccolto nella regione supera i 137 milioni e mezzo di euro, valore che fa guadagnare alla regione il secondo posto nella classifica nazionale.

    Rapportando le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione**, la classifica laziale cambia: al primo posto si posiziona Rieti, dove – nel 2022 – la “spesa pro capite” per multe legate alle violazioni del Codice della Strada è stata di 79 euro.

    Seguono nella graduatoria regionale i conducenti romani, che in media nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 62 euro, mentre al terzo posto si posizionano quelli viterbesi, dove la “multa pro capite” è pari a 13 euro, seguiti – a breve distanza – da quelli frusinati (11 euro). Chiude la classifica Latina, area dove automobilisti e motociclisti, in media, hanno dovuto sostenere multe di importo pari a soli 2 euro; la provincia risulta ultima anche nella graduatoria nazionale.

    Le contravvenzioni per eccesso di velocità

    Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità emerge che tra le città capoluogo laziali quella con i maggiori incassi è ancora una volta Roma (6 milioni di euro nel 2022). Secondo posto ancora per Rieti (2 milioni di euro), mentre al terzo si classifica – seppur a gran distanza – Frosinone (159mila euro).

    Complessivamente, le città capoluogo di provincia laziali hanno incassato, nel 2022, quasi 8,5 milioni di euro provenienti da violazioni dei limiti massimi di velocità.

    «Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto».

    * Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.

    ** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.

     

  • Multe: a Padova e Verona i conducenti più multati del Veneto

    Padovani e veronesi sono i guidatori più multati del Veneto; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.itAssicurazione.it realizzata esaminando i rendiconto dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia venete*.

    Nel 2022 l’importo complessivo raccolto nella regione supera i 51 milioni e mezzo di euro.

    Verona, con poco meno di 15 milioni e mezzo di euro, è risultato essere il comune veneto che, nel 2022, ha incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all’accertamento delle violazioni al Codice della Strada. Seguono nella graduatoria regionale Padova (quasi 13,8 milioni) e Venezia (9,2 milioni), mentre sul versante opposto della classifica troviamo Belluno, con 689mila euro, e – seppur a gran distanza – Rovigo (quasi 2,9 milioni).

    Rapportando le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione**, però, la classifica veneta cambia: al primo posto si posiziona Padova, dove – nel 2022 – la “spesa pro capite” per multe legate alle violazioni del Codice della Strada è stata di 89 euro.

    Seguono nella graduatoria regionale i conducenti veronesi, che in media nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 75 euro, mentre al terzo posto si posizionano, a pari merito, quelli rodigini e quelli veneziani, aree dove la “multa pro capite” è pari a 73 euro.

    Ai piedi del podio si trova, a brevissima distanza, Treviso (72 euro), seguita da Vicenza (64 euro). Sanzioni al di sotto dei 30 euro per Belluno, provincia che con una “multa pro capite” di soli 25 euro chiude la classifica del Veneto.

    Le contravvenzioni per eccesso di velocità

    Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità emerge che tra le città capoluogo venete quella con i maggiori incassi è Padova (4,9 milioni di euro nel 2022). Secondo posto questa volta per Venezia (4,2 milioni di euro), mentre al terzo si classifica Treviso (2,7 milioni).

    Complessivamente, le città capoluogo di provincia venete hanno incassato, nel 2022, circa 16 milioni di euro provenienti da violazioni dei limiti massimi di velocità.

    «Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto».

    * Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.

    ** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.

  • Multe: a Udine e Trieste i conducenti più multati del Friuli-Venezia Giulia

    Udinesi e triestini sono i guidatori più multati del Friuli-Venezia Giulia; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.itAssicurazione.it realizzata esaminando i rendiconto dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia della regione*.

    Trieste, con 4 milioni di euro, è risultato essere il comune del Friuli-Venezia Giulia che, nel 2022, ha incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all’accertamento delle violazioni al Codice della Strada. Seguono nella graduatoria regionale Udine (2,2 milioni) e Pordenone (759mila euro). Chiude la classifica Gorizia, con 263mila euro.

    Nel 2022 l’importo complessivo raccolto nella regione ha sfiorato i 7,3 milioni.

    Rapportando le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione**, la classifica del Friuli-Venezia Giulia cambia: al primo posto si posiziona Udine, dove – nel 2022 – la “spesa pro capite” per multe legate alle violazioni del Codice della Strada è stata di 30 euro.

    Seguono nella graduatoria regionale i conducenti triestini, che in media nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 26 euro, mentre al terzo posto si posizionano quelli pordenonesi, dove la “multa pro capite” è pari a 19 euro. Chiude la classifica Gorizia, area dove automobilisti e motociclisti, in media, hanno dovuto sostenere multe di importo pari a soli 10 euro.

    Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità, invece, emerge che tra le città capoluogo del Friuli-Venezia Giulia quella con i maggiori incassi è ancora una volta Trieste (691mila euro nel 2022).

    «Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto».

    * Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.

    ** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.

  • VISITA IN CENTRO, POI TUTTI IN PISCINA: PADOVALAND INVASA DAI TURISTI

    Il trend per l’estate 2023: gli stranieri passano una giornata al parco acquatico, anche se il tempo non è bello. Johnny Pozzi, il titolare di Padovaland: “Gruppi di giovani da Repubblica Ceca e Polonia, famiglie da Belgio, Germania e Francia: un visitatore su tre è straniero”

     

    PADOVA. Padovaland, ormai un bagnante su tre è straniero. L’estate 2023 sta confermando un trend che si era già visto lo scorso anno. Il parco acquatico padovano è preso d’assalto dalle comitive turistiche. Ci sono gruppi organizzati di giovani che arrivano da Polonia e Repubblica Ceca, ma anche comitive che si muovono sulle tratte internazionali coordinate da società del Belgio. Non basta, ogni giorno famiglie di tedeschi, francesi e spagnoli si presentano per difendersi dal solleone, o persino per rilassarsi nonostante la pioggia e il cielo nero.

    “L’altro giorno pioveva, c’erano duecento persone, ed erano praticamente tutte straniere”, spiega Johnny Pozzi, titolare del parco acquatico padovano. “Ormai siamo una tappa fissa nei circuiti dei turisti che si muovono tra Verona, Padova, Treviso e soprattutto Venezia. Se vogliono riposarsi una giornata in piscina vengono a Padovaland. L’anno scorso era per il gran caldo, quest’anno sono tornati anche con la pioggia. Abbiamo stimato che il 30% dei nostri visitatori sia straniero, siamo orgogliosi di essere a modo nostro una vetrina di Padova per chi la visita. Anche per questo abbiamo presentato un restyling delle attrazioni e delle aree di balneazione”.

    Una delle novità più gettonate è l’area dedicata agli amici a quattro zampe, che ha attirato un grande interesse fin dalle prime settimane di apertura estiva. Si tratta di piccoli recinti, collocati a bordo lago, dove le famiglie trovano lo spazio per lo sdraio e l’ombrellone e possono lasciar libero il proprio cucciolo. Una possibilità che poche piscine forniscono e che si somma al servizio che si basa su una ventina di scivoli a disposizione dei bagnanti, la piscina ad onde più grande d’Italia e molte altre attrazioni. Senza dimenticare la recente innovazione nei chiringuitos e nei punti di somministrazione cocktail. 

    Padovaland peraltro è un punto di riferimento per le estati venete da oltre trent’anni, è nota in tutto il Veneto anche perché meta di grest e gruppi parrocchiali che portano centinaia di bambini a divertirsi qui. Padovaland ha visto crescere almeno due generazioni, è stato infatti fondato nel 1989 da Enrico Pozzi ed è stato poi ampliato e modernizzato dal figlio. Oggi, su un’area di 50.000 metri quadri e una vasta gamma di attrazioni, l’organizzazione applica regolarmente un piano di manutenzione per garantire alti standard di sicurezza in tutto il complesso.

    “Il successo del Parco Acquatico Padovaland si sta diffondendo a livello internazionale, con sempre più tour operator stranieri che includono una visita al parco nei loro programmi per scoprire Padova e le splendide città venete circostanti”, conclude Pozzi. “L’orgoglio di mostrare al mondo la struttura e l’entusiasmo dei turisti internazionali stanno contribuendo a rendere Padovaland una destinazione estiva di grande successo”.

     

    SCHEDA DI APPROFONDIMENTO: PADOVALAND

    GLI SCIVOLI Gran parte delle aree riservate agli ospiti sono state da poco ristrutturate, sono stati anche riverniciati gli scivoli. All’interno del parco vi sono cinque grandi strutture scivolanti per adulti, un toboga (“serpentone” bianco dotato di 5 corsie che partono da varie altezze per accontentare anche i più piccoli) per un totale di 20 scivoli a disposizione dei clienti. Tra questi il kamikaze (la cima del parco dalla quale si può scivolare verso l’acqua), la Treccia (la più veloce discesa di tutto il parco, composta da 4 tubi completamente chiusi che scendono attorcigliati tra loro), la “Pista Blanda” (scivolo con 4 corsie affiancate, ideale e amato da chi piace sfidarsi e gareggiare con i propri amici), il “Twin Slide” (2 semplici tubi neri per una veloce scivolata al buio, per i più piccoli). 

    LE PISCINE Ci sono poi le altre attrazioni. I gommoni, ciambelle in gomma dalle quali si può di interagire e giocare con gli amici durante la discesa. Il pallone con corde, una mezza palla gonfiabile ampia diversi metri da scalare con delle corde mentre l’acqua cade dall’alto rendendo scivolosa la superficie di arrampicata. La piscina con onde artificiali tra le più grandi d’Italia e lo specchio d’acqua che parte da zero e arriva fino a 190 centimetri di profondità. Poi gli idromassaggi, per un momento di relax, e il campo da pallavolo per una partita con gli amici. Particolarmente frequentata la zona acquatica per i bimbi più piccoli. Una piscina dedicata che parte da zero e arriva sino a 70 centimetri di profondità, attrezzata con un castello con arrampicate e tre scivoletti, un fungo con acqua dall’alto con tre scivoli, la mini pista blanda e il mini toboga. 

     

  • Tutto ciò che c’è da sapere sull’impermeabilizzazione dei terrazzi

    L’utilizzo delle macchine per poliurea si sta dimostrando una soluzione rivoluzionaria anche per l’applicazione di rivestimenti impermeabili su terrazzi. Il problema delle infiltrazioni d’acqua, che spesso danneggiano i piani al di sotto delle balconate, può essere affrontato con efficacia attraverso l’impermeabilizzazione del terrazzo.. Una soluzione consigliata è l’utilizzo di rivestimenti sintetici costituiti da teli in fibra di vetro bitumata sovrapposti, con una larghezza di circa 10-15 mm, che offrono una barriera protettiva resistente nel tempo.

    Tuttavia, per garantire la massima durabilità e prevenire la formazione di accumuli di umidità, è fondamentale adottare materiali che consentano il passaggio del vapore ma che siano al contempo resistenti all’acqua. La corretta preparazione dell’area è essenziale, assicurandosi che sia pulita e liscia, con un’adeguata inclinazione della struttura di circa 1,5-2% per favorire il drenaggio.

    Un passo ulteriore consiste nell’aggiungere una membrana antivapore e un isolante termico per evitare accumuli di umidità nello strato di schermatura termica. Questo processo culmina con l’applicazione di uno strato di protezione e uno strato superiore, che può essere costituito da lastre di cemento, autobloccanti o pavimenti resistenti agli agenti atmosferici.

    Nel caso in cui vi siano appartamenti abitati al di sotto del terrazzo, l’utilizzo della poliurea a spruzzo si rivela un’opzione efficace per proteggere la soletta. L’applicazione di membrane o pannelli compatti di polistirolo, a contatto con una barriera a vapore sulla soletta in cemento armato, rappresenta una soluzione innovativa per prevenire danni da infiltrazioni.

    In situazioni in cui siano presenti crepe che favoriscono l’infiltrazione, l’applicazione di guaine liquide tramite pennelli o rulli da pittura, dopo aver assicurato che la superficie sia pulita e livellata, può rappresentare un’alternativa efficace.

    Grazie alle tecnologie avanzate di D5 Italia nel campo delle macchine per poliurea, la protezione e l’impermeabilizzazione dei terrazzi sono ora più accessibili che mai. L’azienda continua a offrire soluzioni innovative che uniscono performance eccezionali e rispetto dell’ambiente, rispondendo alle esigenze crescenti di durabilità e sicurezza strutturale.

  • A Ferragosto il Vanilla Club porta gli ospiti nel magico mondo del circo!

    È tutto pronto al Vanilla Club, iconico locale notturno di Jesolo, per festeggiare Ferragosto con una serata in un certo senso magica, dedicata al mondo circense! L’esclusivo giardino tropicale adiacente al parco acquatico Caribe Bay si animerà infatti con Rouge Carrousel, uno spettacolo mozzafiato portato in scena attraverso le scatenate performance degli artisti del collettivo Circo Nero Italia: performers, acrobati, trampolieri, giocolieri e ballerini condurranno gli ospiti in un mondo fantastico, movimentato da personaggi bizzarri e atmosfere incantate con scenografie e costumi liberamente ispirati al circo dei primi anni del ‘900 e al Moulin Rouge.  

    I numeri del Vanilla Club

    Il Vanilla Club accoglie ogni anno centinaia di migliaia di ragazzi provenienti da tutta Italia, pronti a scatenarsi sulle note delle principali hit del momento suonate da dj di fama internazionale: “Possiamo tracciare un bilancio più che positivo in termini di ingressi – dichiara Luciano Pareschi, fondatore del Vanilla Club – Dalla riapertura, infatti, abbiamo registrato una media che supera i 1.500 ospiti nei giorni infrasettimanali, dato che raddoppia nelle serate del sabato. Ed è sempre più apprezzata l’app Vanilla Club, che, da un lato, permette l’ingresso solo a chi è registrato, e dall’altro di bannare gli ospiti indesiderati”.

    L’app Vanilla Club sempre più apprezzata

    Da giugno, infatti, si contano oltre 10.000 download, con gli utenti che ora conoscono alla perfezione le sue funzioni, come la possibilità di pagare le consumazioni, evitando così le code alle casse. E non è finita: l’app, infatti, monitora anche le preferenze dei fruitori ed è quindi in grado di proporre promozioni e agevolazioni dedicate attraverso notifiche che gli ospiti ricevono direttamente sul loro cellulare.

    Le parole di Luciano Pareschi, fondatore del Vanilla Club

    L’app Vanilla Club conferma come sia centrale per i gestori il tema della sicurezza: “Da sempre – conclude Pareschi – sosteniamo che il mondo della notte debba essere composto da una community di ragazzi in grado di divertirsi in maniera sana e responsabile: la realizzazione dell’app è stata solamente la prima mossa per raggiungere il nostro obiettivo”. Per questa ragione, quest’anno fuori dalla discoteca sono stati affissi dei cartelloni che avvisano della selezione all’ingresso, mentre all’interno sono state installate delle videocamere di controllo che consentono di valutare eventuali comportamenti non consoni degli ospiti.

  • Alessandro Benetton: Moving Data, a Fiumicino l’opera interattiva di Mundys

    Alessandro Benetton: alla scoperta di “Moving Data”, installazione interattiva che permetterà ai passeggeri dell’aeroporto di Fiumicino di vivere un’esperienza artistica unica prima del volo.

    Alessandro Benetton

    Alessandro Benetton: Mundys, un’opera d’arte digitale a Fiumicino

    Il Presidente di Edizione Alessandro Benetton ne ha parlato sui suoi social: nei giorni scorsi all’aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma, nella nuova area di imbarco del Terminal 1, è stata inaugurata una installazione innovativa che permetterà ai passeggeri di vivere un’esperienza artistica unica prima del volo. “Si chiama Moving Data e vuole far conoscere ulteriormente Mundys e l’impatto che sta avendo sulla mobilità dei viaggiatori” scrive Alessandro Benetton: un parallelepipedo interattivo che restituisce un’esperienza audiovisiva e immersiva di Data Art promossa da Mundys per aggiornare i viaggiatori sull’impegno del Gruppo in termini di sostenibilità. È “una delle tante iniziative artistiche che Aeroporti di Roma sta promuovendo presso Fiumicino proprio per arricchire l’hub e renderlo sempre più un’eccellenza globale” aggiunge Alessandro Benetton.

    Moving Data consente agli utenti di visualizzare e giocare con i dati

    Moving Data, spiega Alessandro Benetton, è stata creata dal collettivo artistico WOA con “l’obiettivo di fornire un momento di stacco per i viaggiatori”. Nell’installazione tecnologia e creatività si fondono armoniosamente portandola ad essere un’opera “unica nel suo genere”, come ribadisce il Presidente di Edizione nel sottolinearne il valore. “Non ha finalità commerciali perché gli utenti che entrano dentro lo spazio di Moving Data possono muoversi in piena autonomia e con l’unico scopo di interagire con gli schermi. Non vuole neanche riflettere l’esperienza di un museo perché, dentro Moving Data, i viaggiatori si immergono nell’opera d’arte in modo attivo, diventandone protagonisti”. Il viaggiatore infatti può interagire manualmente con i 4 LED colorati che simboleggiano i pilastri dell’attività di Mundys: Mobility Services e ITS, Sustainability, Motorways e Airports. Pillars “che ci hanno permesso di raggiungere degli obiettivi davvero incredibili” evidenzia Alessandro Benetton. “Parliamo della riduzione di un quarto delle emissioni dirette, che dimezzeremo ancora entro il 2030”: Mundys si propone di migliorare la vita dei passeggeri e Moving Data si inserisce in questo percorso con “il merito di elevare sia l’esperienza delle persone che l’immagine complessiva dell’aeroporto a Roma”.

  • Il magico mondo di Sandy di Daniela Viviano

    Un viaggio fantastico che l’autrice dedica a tutti gli adolescenti di oggi

     Il magico mondo di Sandy è un romanzo fantasy.
    È la storia di una fatina di nome Sandy che dopo essere venuta a conoscenza della sua vera identità, quella di fata e non di strega, un’identità che le è sempre stata negata per turpi fini, intraprende un viaggio avventuroso alla ricerca delle sue vere radici.
    Nel suo intrepido viaggio non sarà da sola, ma per sua fortuna potrà godere della compagnia e della forza di quattro simpatiche maghette e di un bizzarro e affascinante elfo che scoprirà ben presto essere la sua anima gemella.
    Il magico modo di Sandy non è solo un viaggio iniziatico di un essere sovrannaturale, ma anche la metafora di un viaggio di crescita di una preadolescente che scoprirà grazie al suo coraggio e all’aiuto di amici veri, quella che è la sua vera essenza, un’essenza magica con la quale sarà in grado di sconfiggere il male in nome del Bene.

    Booktrailer: https://youtu.be/pRdA3P9NX0M

    Breve estratto

    “Sagana: -Tieni questo bracciale! Non toglierlo mai, intesi? Il bracciale nasconderà la voglia a forma di fiore che hai al polso. Sai bene che quella voglia ti contraddistingue come una strega delle paludi a tutti gli effetti. –

    Sandy: -Non lo toglierò mai, te lo prometto! -.”

     

    Daniela Viviano biografia

    Regista, autrice, attrice e lettrice professionista, leader yoga della risata, clown-dottore, improvvisatrice teatrale con teatro–ragazzi, marionette, letture animate e fiabe per pubblico di infanzia, regista di cene col delitto, monologhi comici e riflessivi al femminile e docente per un pubblico adulto.
    Ha pubblicato una sua fiaba con la casa editrice Pagine di Roma, che è stata inserita nella collana “l’Antologia delle fiabe dei nonni e delle nonne”.
    Sul sito www.fiabeadomicilio.com realizza fiabe personalizzate cartacee per adulti e bambini.
    Ha realizzato un fumetto con la disegnatrice Chiara Romagnoli per bambini dal titolo “In volo con Nenè”.
    Ha scritto il romanzo fantasy per teenagers dal titolo “Il magico mondo di Sandy”.

    Il romanzo Il mondo magico di Sandy dell’autrice Daniela Viviano è disponibile in versione cartacea su Amazon: https://amzn.to/43U40WA

  • NASCE E-SSENCE, LA PRIMA STARTUP PER IL BOAT SHARING ELETTRICO

    Barche che si guidano senza patente, elettriche e sbloccabili via app, come fosse una bici affittata in una città. E-ssence si presenta a Monaco il prossimo 24-25 settembre, prenotazioni sold out per i primi week end. I fondatori: “Soluzione ideale per visitare i parchi naturali”. Un mercato da 60 milioni di euro in Italia

     

    Basta il cellulare. Si cerca nella mappa dell’app la barca più vicina. Ci si avvicina, si sblocca il timone con un click. E poi si naviga, liberamente, senza patente nautica. Ma soprattutto senza inquinare: sono barche elettriche. Nasce in Italia il primo boat sharing elettrico completamente on line, un modello che in Europa esiste solo in Olanda. Il prossimo appuntamento pubblico di presentazione del progetto è fissato al 24-25 settembre allo Yacht Club di Monaco, per la terza edizione della fiera “Smart and Sustainable Marina”.

    È questo in sintesi il progetto di E-ssence, ideato da Michele Lauriola, 33enne originario di Manfredonia e ora residente a Montebelluna, nel Trevigiano e Leonardo Caiazza, 34enne originario di Parma e ora residente a Forte dei Marmi (Lucca). Sono due giovani imprenditori che hanno elaborato la loro idea all’interno della Bologna Business School dove, nel 2023, hanno conseguito un MBA in green energy e sustainable business. La loro iniziativa è stata oggetto di due programmi di incubazione: il BigBo di Pixel e Banca Sella e il Nowtilus, il sea innovation hub ligure.

    Adesso è ora di presentare il progetto. “Annunciamo l’arrivo della web App, a breve sarà disponibile la versione mobile”, spiegano i due. “Il nostro sistema è completamente automatizzato. Si sblocca la barca, si naviga anche con l’assistenza di un virtual skipper che suggerisce itinerari e mete da visitare, poi si ormeggia e si blocca ma non prima di aver messo in carica la barca. Questo è l’unico obbligo per l’utente”.

    La start up, che ha sviluppato sia il software che l’hardware per la gestione delle procedure, ha iniziato l’attività con due barche, prodotte dal cantiere svedese Nimbus: una è ormeggiata nel porto di Mirabello a La Spezia e la seconda è data in licenza ad un operatore sul Lago di Garda, a Lonato del Garda. 

    “Le prime settimane di operatività sono andate molto bene: sold out nei week end”, commentano Lauriola e Caiazza. “Ma molte richieste stanno arrivando dalle 22 aree marine protette italiane, ecosistemi fragili da salvaguardare dove muoversi con barche a scoppio danneggia gli equilibri naturali. Lì vorremmo orientare il nostro business”.

    Un modello che ben funziona in Austria, in particolare in Carinzia, che è del tutto innovativo in Italia. Sono infatti i primi a proporre un progetto di questo genere, che vede come competitor solo alcune aziende sarde che affittano gommoni a scoppio. A livello europeo, ad Amsterdam ci sono dei sistemi simili che uniscono alta tecnologia e una scelta di trasporto totalmente green. Il business attorno al noleggio di barche elettriche, peraltro, è in crescita. Stando alle ricerche più recenti (Fonte: report Mordor Intelligence), il mercato a livello mondiale dovrebbe salire del 5% da qui al 2027, arrivando a 20 miliardi, quello europeo a 6,5 miliardi nello stesso periodo. In Italia al momento sono “solo” 60 milioni di euro.

    “A breve sarà offerta in sharing anche l’attrezzatura per fare snorkelling”, concludono i due founder. “Si tratta di pacchetti con l’indicazione di itinerari e punti di attrazione subacquea. Una nicchia molto interessante perché la silenziosità del motore elettrico non spaventa i pesci ed è possibile ammirarli con più facilità. In più offriamo un servizio meteo e SOS bottom per i casi di emergenza. Attraverso l’app il cliente può geo-localizzare le imbarcazioni, prenotare e sbloccare i natanti. Non solo, a breve vogliamo estendere l’intermodalità, coordinandoci con aziende che affittano biciclette e auto elettriche. E magari espanderci all’estero, ad esempio in Austria o sul lago di Lugano, in Svizzera per partecipare al progetto teso ad aumentare la mobilità sul lago riducendo quella su gomma”.

     

    SCHEDA – LE BARCHE DI E-SSENCE

    La start up metterà a disposizione in un primo momento le due imbarcazioni della flotta di proprietà, alle quali nei prossimi mesi se ne sommeranno altre grazie a delle convenzioni con i cantieri navali che forniranno  i loro mezzi nei periodi di fermo. Le due barche arrivano dalla Svezia, il cantiere Nimbus. Motori da 30 kW, che essendo sotto i 40 CV si possono usare senza patente. La batteria è da 30 kWh e a una velocità di crociera da 12/13 nodi offre un’autonomia da 3/4 ore. Le imbarcazioni sono lunghe 6.30 metri fuori tutto, per una capienza massima di 6 persone e sono dotate di prendi sole a prua e a poppa, tavolino a scomparsa, impianto audio pro, caricatore usb, computer di bordo e simrad con cartografie. Va precisato che sono ad emissioni zero, ma sono arrivate in Italia trasportate da Tir. In ottica green, E-ssence ha deciso quindi di compensare l’anidride carbonica con una piccola quota dello sharing riservata ad una startup (Seathechange) che pianta peonie.

  • Multe: a Milano, Pavia e Mantova i conducenti più multati della Lombardia

    Milanesi, pavesi e mantovani sono i guidatori più multati della Lombardia; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.itAssicurazione.it realizzata esaminando i rendiconto dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia lombarde*.

    Milano, con 151 milioni di euro, non solo è risultato essere il comune lombardo che, nel 2022, ha incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all’accertamento delle violazioni al Codice della Strada, ma è anche primo a livello nazionale. Seguono nella graduatoria regionale Brescia (11 milioni) e Bergamo (7 milioni), mentre sul versante opposto della classifica troviamo Sondrio, con quasi 343mila euro, Lodi (369mila) e Cremona (quasi 1,2 milioni di euro).

    Nel 2022 l’importo complessivo raccolto nella regione supera i 193 milioni e mezzo di euro, valore che fa guadagnare alla regione il primo posto nella classifica nazionale.

    Rapportando le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione**, la classifica lombarda cambia, anche se non per la prima posizione, dove si trovano ancora i guidatori milanesi; considerando che dai dati ufficiali ACI fanno capo a Milano oltre 870.000 veicoli tra auto e moto, nel 2022 la “spesa pro capite” per multe legate alle violazioni del Codice della Strada è stata di 174 euro, importo che fa guadagnare ai guidatori meneghini anche un altro triste primato: sono i più multati d’Italia.

    Seguono nella graduatoria regionale i conducenti pavesi, che in media nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 129 euro (quarti nella classifica nazionale), mentre al terzo posto si posizionano quelli mantovani, dove la “multa pro capite” è pari a 92 euro.

    Ai piedi del podio si trova Lecco (84 euro), seguita da Brescia (79 euro), Bergamo (78 euro), Varese (43 euro), Monza (42 euro) e Como, dove automobilisti e motociclisti, in media, hanno dovuto sostenere multe di importo pari a 34 euro. Sanzioni al di sotto dei 30 euro per Sondrio (23 euro), Cremona (22 euro) e Lodi, provincia che con una “multa pro capite” di soli 12 euro chiude la classifica della Lombardia.

    Le contravvenzioni per eccesso di velocità

    Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità emerge che tra le città capoluogo lombarde quella con i maggiori incassi è ancora una volta Milano (poco meno di 13 milioni di euro nel 2022). Secondo posto ancora per Brescia (quasi 2 milioni di euro), mentre al terzo si classifica Cremona (quasi 310mila euro).

    Complessivamente, le città capoluogo di provincia lombarde hanno incassato, nel 2022, quasi 15,5 milioni di euro provenienti da violazioni dei limiti massimi di velocità.

    «Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto».

    * Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.

    ** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.

     

  • King Holidays sbarca in Egitto

    King Holidays svela le sue carte e rinnova l’offerta sbarcando in Egitto, in virtù di un accordo firmato con Gratzia Tour, partner locale proprietario di motonavi da crociera 5* lusso, di cui una, la Royal Beau Rivage, recentemente rinnovata e dedicata al mercato italiano. L’operazione comprende anche un accordo con Nile Air per voli charter settimanali su Luxor con 32 rotazioni fino ad aprile 2024. In previsione la possibilità di estendere l’iniziativa, includendo in futuro partenze anche da Milano.

    Programmazione e fam-trip

    La programmazione è disponibile sul sistema online di King Holidays: in linea con la filosofia del TO, si tratta di un prodotto dalla forte impronta culturale, basato principalmente sulla visita del Cairo e una crociera sul Nilo. Ma non è finita: King Holidays ha infatti organizzato un primo fam-trip in partenza il 23 settembre, offrendo l’opportunità alle agenzie Royal Club di immergersi totalmente nelle experiences e di sperimentare da vicino le attività previste dal tour.

    Le parole di Barbara Cipolloni, product manager King Holidays

    “Per noi – dichiara Barbara Cipolloni, product manager King Holidays– l’Egitto rappresenta una novità assoluta. Questo accordo consolida la presenza di King Holidays sul medio raggio, segmento che si sta rivelando altamente strategico, anche in considerazione dell’ottimo andamento della destinazione in termini di prenotazioni. Sul fronte dei passeggeri, l’aspettativa su questo nuovo prodotto è di superare quota 2.000: puntiamo a portare la nostra competenza e qualità di servizi anche nelle crociere, una tipologia di viaggio che merita di tornare presto ad avere un ruolo di primo piano nel panorama dell’outgoing”.

  • TessitoreRicevimenti.it crea il matrimonio a Roma a Tema Caramelle presso Villa Marta

    Avete mai pensato di celebrare il vostro Matrimonio a tema Caramelle?

    Un tema gustoso e particolare che lascerà ai vostri ospiti lo stupore negli occhi!

    Villa Marta grazie al suo staff curerà ogni dettaglio affinché tutto possa essere perfetto…..

    Aperitivo ad Isole svolto nel favoloso giardino, con tavoli e sedute per tutti gli invitati….Il Tableau appeso ai rami dell’albero della Magnolia farà da sfondo alla parte iniziale del vostro Matrimonio….Un tableau che rispetti il tema dovrà obbligatoriamente avere tante caramelle e lecca lecca giganti con abbinati i nomi dei tavoli da voi scelti! Bordo piscina allestito con tavoli tondi dalle 8 alle 12 persone, tovagliato del colore che preferite…. Se dobbiamo ricordare il tema scelto direi che un bel rosa cipria non ce lo toglie nessuno!

    Come segnaposto una caramella zuccherosa di gusto differente per ogni invitato e per il tavolo bimbi…. Chupa Chupa ovviamente!

    Tutti nel salone principale per godersi la serata ballando assieme al Dj di Villa Marta, nel mentre il Videomaker immortalerà ogni attimo e il Fotografo non perderà di certo gli istanti più significativi della serata.

    Nel salone non mancherà lo spazio dedicato alla regina del tema scelto…. La Caramellata, alzatine, scatole colorate, brillantini, spiedini di Marshmallow, Smarties, Caramelle zuccherose e tanto tanto altro…. Sono certa che sarà un angolo sfizioso e bello da vedere, perfetto anche per lasciare un dolce ricordo della giornata….

    Ma prima di lasciarci non dimenticate che manca il momento che si aspetta di più ad ogni evento….La torta!!!

    Per il taglio torta non potete non sfruttare il Giardino Incantato che con tante luci sembrerà di stare sotto le stelle!

    Per rifinire il tutto direi che un lancio dei Palloncini a Led a forma di caramelle è quello che ci vuole!

    Per qualsiasi altra informazione non esitate nel contattare i seguenti numeri. Il Sig. Giuseppe Tessitore e il suo staff saranno più che felici di rispondere a tutte le vostre domande e curiosità!

    Villa Marta Tessitore – Villa Ricevimenti & Matrimonio Roma
    Via Tommaso Traetta 141, 00124 Roma
    Tel. Ufficio: 06 50 93 45 14
    Tel Ufficio Cell: 351 84 25 294
    Tel. Sig. Tessitore: 338 68 42 903
    http://www.tessitorericevimenti.it

  • Multe: a Lecce e Bari i conducenti più multati della Puglia

    I leccesi e i baresi sono i guidatori più multati della Puglia; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.itAssicurazione.it realizzata esaminando i rendiconto dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia pugliesi*.

    Bari, con più di 10,7 milioni di euro, è risultato essere il comune pugliese che, nel 2022, ha incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all’accertamento delle violazioni al Codice della Strada. Seguono nella graduatoria regionale Lecce (quasi 5,7 milioni) e Taranto (2,7 milioni), mentre sul versante opposto della classifica troviamo due dei tre capoluoghi della provincia di Barletta-Andria-Trani, ovvero Trani, con quasi 845mila euro, ed Andria (poco meno di 904mila).

    Nel 2022 l’importo complessivo raccolto nella regione ha superato i 24,3 milioni di euro.

    Rapportando le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione**, però, la classifica pugliese cambia: al primo posto si posiziona Lecce, dove – nel 2022 – la “spesa pro capite” per multe legate alle violazioni del Codice della Strada è stata di 71 euro.

    Seguono nella graduatoria regionale i conducenti baresi, che in media nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 49 euro, mentre al terzo posto si posizionano quelli brindisini, dove la “multa pro capite” è pari a 22 euro.

    Ai piedi del podio si trovano, a pari merito, Trani e Taranto (21 euro), seguite da Barletta (18 euro) ed Andria (14 euro). Chiude la classifica pugliese Foggia, area dove – nel 2022 – la “multa pro capite” è stata di soli 10 euro.

    Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità, invece, emerge che tra le città capoluogo pugliesi quella con i maggiori incassi è ancora una volta Bari (1,1 milioni di euro nel 2022).

    «Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto».

    * Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.

    ** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.

  • IL PIZZAIOLO NAPOLETANO CREA LA PIZZA “SAN CIRO” PER I DETENUTI DEL CARCERE DI BRESCIA

    Ciro Di Maio è entrato in carcere a Brescia per un corso nel quale ha insegnato ai detenuti a far la pizza con le orecchie. A breve la consegna dei diplomi, in quell’occasione proporrà la pizza che unisce Sud e Nord d’Italia: provola di Caserta, porchetta del Lazio e melanzane “casalinghe”. L’obiettivo è solidale. “La ristorazione ha bisogno di lavoratori, vogliamo aiutare chi vuole crearsi una seconda opportunità”

     

    Ciro Di Maio, nato nel 1990 a Frattamaggiore, in provincia di Napoli, è un giovane pizzaiolo. Nel 2015 ha deciso di cercare nuove opportunità trasferendosi in Lombardia. Così è cominciata l’avventura di “San Ciro”, la sua pizzeria a Brescia. Il nome del locale è un omaggio ai nonni di Ciro, sia dal lato materno che paterno, figure fondamentali nella sua vita. Suo padre, in particolare, ha dedicato il suo tempo al volontariato e all’aiuto dei giovani tossicodipendenti, collaborando con una comunità per offrire loro una possibilità di uscire dalla droga e ricostruire una vita migliore.

    Ciro si considera oggi un privilegiato e ha deciso di offrire ai meno fortunati la possibilità di trovare lavoro. Nei primi mesi dell’anno, infatti, Ciro ha insegnato l’arte della pizza ai detenuti del carcere Canton Mombello di Brescia, grazie a un progetto sviluppato in collaborazione con Luisa Ravagnani, garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Brescia, e sostenuto dalla direttrice del carcere, Francesca Paola Lucrezi. 

    Per alcuni mesi, il pizzaiolo è stato in carcere due volte a settimana, conducendo lezioni teoriche e pratiche sulla preparazione della pizza. Dall’importanza del sale alla temperatura dei forni, passando per i segreti dell’impasto e del pomodoro. Sette detenuti, accusati di reati minori e quindi destinati a scontare un breve periodo di detenzione, hanno partecipato alle lezioni, quaranta ore di un corso professionale.

    La giusta conclusione sarà un evento che si terrà dopo l’estate e nel quale Ciro presenterà la pizza che ha pensato come “regalo” agli (ex) detenuti.

    “Presenterò ufficialmente “San Ciro”, una pizza che rappresenta per me l’unione tra Nord e Sud d’Italia, tra la mia vecchia vita e quella nuova, e per un certo verso anche una sintesi tra errori che portano in carcere e l’impegno che poi genera una nuova vita”, dice Ciro. “Sarà una pizza semplice, fatta con le orecchie come piace a me: la pizza va fatta a mano e non può essere rotonda, i pomodori devono essere a pezzettoni. Avrà tre prodotti che uniscono l’Italia: la provola affumicata di Caserta, la porchetta di Ariccia Igp del Lazio e delle melanzane messe sott’olio. Quest’ultimo ingrediente è quello che rappresenta per me la casa, sono infatti preparate tutte a mano da mia mamma, mi piace però condividerle con tutti”.

    Questa sarà la pizza che Ciro preparerà insieme ai detenuti in autunno, durante la cerimonia di consegna degli attestati. Il suo obiettivo a medio termine è quello di creare una sorta di consorzio di pizzaioli che, come lui, vogliano dare una chance a chi ha commesso errori e, contemporaneamente, colmare le posizioni ancora vacanti. “Lancio un appello ai miei colleghi del settore della ristorazione”, conclude Ciro. “Vorrei fondare un’associazione di persone disposte ad aiutare gli ex detenuti a reinserirsi professionalmente. In un periodo in cui mancano lavoratori, questo è un modello positivo per tutti”.

     

    LA RICETTA DELLA PIZZA SAN CIRO

     

    IMPASTO: In una zuppiera versare il sale; setacciarvi la farina e versare lo zucchero. Aggiungere anche il lievito. Versare l’acqua e l’olio e mescolare. Coprire con pellicola e far riposare.  Impastare l’impasto così ottenuto su un’asse spolverato di semola.  Mettere l’impasto in una grande ciotola, coprire con pellicola trasparente e poi con alluminio per tenere l’impasto al buio e far riposare in frigorifero per una giornata (24 ore circa). La pizza va tirata a mano, deve avere le orecchie, non può essere un circolo perfetto.

    MELANZANE SOTT’OLIO Adagiate le melanzane in un colino e cospargetele con sale. Lasciatele riposare per circa 15 minuti, così da farle perdere parte dell’acqua in eccesso. In una pentola, versate l’acqua e l’aceto e portate il tutto a bollore. Strizzate le melanzane per bene, aiutandovi con un canovaccio se necessario, e poi immergetele nell’acqua e aceto bollente. Aggiungete peperoncino, aglio e rosmarino alle melanzane e cuocete. Scolate. Trasferite le melanzane tiepide in barattoli di vetro da 500 ml. Coprite le melanzane con olio extravergine d’oliva. Trasferite i barattoli con le melanzane in una pentola con acqua fredda, in modo che siano coperti fino al tappo, e portate il tutto a bollore. Lasciate bollire i barattoli con le melanzane per circa 20 minuti. 

    POMODORI DEL TERRITORIO Vanno tagliati a pezzettoni per dare colore e vita alla pizza.

    PORCHETTA IGP DI ARICCIA Va messa dopo cottura

    PROVOLA AFFUMICATA DI CASERTA 

     

    SCHEDA SAN CIRO Ciro Di Maio nasce a Frattamaggiore, un comune del Napoletano, nel 1990. Mamma casalinga, papà dal passato burrascoso. Le sue prime esperienze nel lavoro sono a 14 anni, poi si iscrive all’Alberghiero, ma a 18 anni lascia gli studi e inizia a lavorare.  Nel 2015, la svolta: trova un lavoro da pizzaiolo per una grossa catena in Lombardia, poi riesce a rilevare quella pizzeria assieme a sei soci, infine diventa titolare unico. È così che è iniziata l’avventura “San Ciro”, il suo locale a Brescia (vicino al multisala Oz, in via Sorbanella) che oggi impiega una quindicina di persone ed è noto per la veracità delle sue pizze, ma anche per il suo menù alla carta di alta cucina. Un locale amato perché rappresenta la tradizione napoletana, a partire dagli ingredienti: olio dop, mozzarella di bufala campana dop, pomodorino del Piennolo, ricotta di bufala omogeneizzata e porchetta di Ariccia Igp. Fondamentale è la pasta: ogni giorno viene scelto il livello esatto di idratazione, in base all’umidità di giornata. In menù ha la pizza verace, ma anche il battilocchio, la pizza fatta da un impasto fritto nell’olio bollente e subito servito avvolto in carta paglia. Le pizze sono tutte diverse, sono fatte artigianalmente. Ciro lo ripete spesso. “Mi piace tirare le orecchie alle pizze, ognuna ha il suo carattere e deve mostrarlo, odio le pizze perfettamente rotonde e se c’è più pomodoro da una parte rispetto ad un’altra è perché usiamo pomodori veri”. Molti i vip che lo amano, le pareti del suo ristorante sono piene di fotografie. Tra le altre anche Eva Henger, che è stata a cucinare pizze una sera da lui. Senza dimenticare i giocatori del Brescia Calcio, che quando possono, anche dopo le partite, lo passano a salutare. Ciro ama le iniziative benefiche. Oltre al lavoro in carcere per formare i detenuti a diventar pizzaioli, Ciro si è dedicato anche alla formazione nel Rione Sanità di Napoli, un quartiere che gli ricorda la strada in cui è cresciuto, via Rossini a Frattamaggiore. L’istituto che ha accolto il suo progetto è stato l’Istituto alberghiero D’Este Caracciolo, ha portato a termine delle lezioni online a dei ragazzi che seguono l’indirizzo enogastronomico e l’indirizzo sala e accoglienza.

     

  • I romanzi di Lella Dellea in promozione estiva

    Cerchi qualcosa di piacevole da leggere durante la tua prossima vacanza?

    Durante l’estate senti l’esigenza di rilassarti e vorresti leggere qualcosa di piacevole ma non “vuoto”?
    I romanzi dell’autrice Lella Dellea fanno al caso tuo e sono in promozione per tutta l’estate!

    Le avventure di Mimì, Cocò e Bubù, Un racconto ironico leggero e frizzante

    Immagina tre ragazze che si accingono ad affrontare una settimana di prova in una libreria molto particolare.
    In soli sette giorni avranno modo di conoscersi e di vivere mille piccole avventure e disavventure, senza contare il finale con il botto!
    La breve storia di Milena, Colette e Bruna (dette Mimì, Cocò e Bubù) è un esempio di come la vita, tra un sorriso e l’altro, può riservarci continue sorprese.
    “Le avventure di Mimì, Cocò e Bubù” ti strapperà un sorriso, o più di uno, attraverso un racconto verosimile e paradossale allo stesso tempo, con sottile ironia e tanta allegria.

    Un racconto leggero ironico e divertente, per rilassarsi e sorridere.

     

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    Conquiste, un romanzo originale, una storia intrigante raccontata a 5 voci

     

    I cambiamenti fanno paura, ma sono necessari per crescere e cambiare.
    Con questo spirito Stella, una giovane mamma sceglie di accettare un lavoro in un paesino delle Prealpi Lombarde e di iniziare una nuova avventura.

    Circondata da vecchi e nuovi amici, lei affronterà situazioni inaspettate, dovrà fare i

    conti con uno spasimante particolarmente insistente e barcamenarsi tra innumerevoli conquiste.

    Questo romance contemporaneo è appunto la narrazione di uno spaccato di vita narrata da cinque voci

    differenti (Stella, Laura, Giulia, Paolo e Michele), per avere un quadro sfaccettato e

    completo degli eventi.

    Il termine “Conquiste” racchiude molti significati, anche mettersi alla prova, superare i propri limiti, sperimentare qualcosa di nuovo è una conquista.

    Ė con questo spirito che l’autrice ha voluto raccontare la storia da ben 5 voci differenti.

    Un’impresa ardua, ma anche intrigante e istruttiva.
    “Conquiste” è un romanzo molto originale nella trama, nei protagonisti, nei contenuti e nelle emozioni che Lella Dellea ha voluto trasmettere.

     

    Link Amazon per la vostra copia digitale o cartacea ad un prezzo incredibile: https://amzn.to/43PsLU0

     

    Lella (Raffaella) Dellea, biografia

     

    Nata e cresciuta sulle sponde del Lago Maggiore ama leggere e scrivere da quando ne ha memoria.
    Si occupa di crescita personale, formazione e content writing.
    Oltre ad una serie di racconti brevi e a una raccolta di poesie ha pubblicato dei romanzi rosa: “Con l’Africa…nel cuore” nel 2018 e “Conquiste” nel 2021.
    A dicembre 2022 ha pubblicato anche il racconto ironico “Le avventure di Mimì, Cocò e Bubù”.

    Per maggiori informazioni è possibile visitare i profili social o i siti www.raffaelladellea.com  e www.ourfreetime.it

  • Multe: a Genova e Imperia i conducenti più multati della Liguria

    Genovesi e imperiesi sono i guidatori più multati della Liguria; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.itAssicurazione.it realizzata esaminando i rendiconto dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia liguri*.

    Genova, con più di 38,8 milioni di euro, è risultato essere il comune ligure che, nel 2022, ha incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all’accertamento delle violazioni al Codice della Strada. Seguono nella graduatoria regionale La Spezia (3,1 milioni) e Imperia (2,2 milioni); chiude la classifica Savona, con quasi 734mila euro.

    Nel 2022 l’importo complessivo raccolto nella regione sfiora i 45 milioni di euro.

    Rapportando, però, le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione**, la classifica ligure cambia, anche se non per la prima posizione, dove si trovano ancora i guidatori genovesi, i qualiin media – nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 93 euro.

    Seguono nella graduatoria regionale i conducenti imperiesi, con una multa “pro capite” di 57 euro, e quelli spezzini (46 euro). Chiude la classifica Savona, area dove automobilisti e motociclisti, in media, hanno dovuto sostenere multe di importo pari a soli 15 euro.

    Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità, invece, emerge che tra le città capoluogo liguri quella con i maggiori incassi è ancora una volta Genova (oltre 10,5 milioni di euro nel 2022).

    «Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto».

    * Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.

    ** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.

  • Premio Lunezia 2023 – sul palco ospite Anggun 


    Tra i premiati della rassegna Musical-Letteraria Morgan, Bresh e Angelina Mango

    8 nuove proposte si contenderanno il podio e il contratto con Sony Music Publishing.  Tra gli ospiti anche il comico televisivo Ubaldo Pantani.

    Si svolgerà il prossimo 10 Agosto in Piazza Gramsci ad Aulla (ore 21.30 – ingresso libero) la seconda data del Premio Lunezia 2023, 28ª Edizione.  

    Serata condotta da Savino Zaba (Rai).  

    Dopo l’appuntamento romano del 23 Luglio nel suggestivo scenario del Colosseo, il Premio Lunezia cala il poker ad Aulla, con un cast degno dei più grandi eventi europei e una finale nuove proposte esposta ad un contratto con Sony Music Publishing, l’attuale rotazione radiofonica dei finalisti su Rai Isoradio e nuovi lavori per uno speciale Rai TV in programma a fine anno. 

    «Per la prima volta nella storia Aulla ospiterà un’artista internazionale non italiano, una presenza che vale l’ottimo lavoro di Beppe Stanco, impegnato a concretizzare gli indirizzi della Commissione Direttiva. Il nuovo impegno dell amministrazione aullese riapre le speranze di ripristinare in futuro la tradizione del Premio Lunezia nella formula dei tre giorni, tradizione più festivaliera e ancora più efficace per lanciare il nome di questa piccola cittadina, già nota nel mondo della musica leggera». Stefano De Martino

    La tipologia dei premi agli artisti annunciati sarà declamata in sede di spettacolo.  

    Ubaldo Pantani imitatore e comico di successo, nonché volto televisivo, sarà testimonial della Mission Sociale che combatte l’azzardopatia, promossa dal Premio Lunezia, da “Lucca Crea” e da Usl Toscana Nord Ovest.  Il Premio Lunezia avrà però un secondo solco nell’impegno sociale, il Red Carpet, anticamera dell’accesso al backstage, sarà dedicato alla lotta contro l’omofobia, con lo slogan “Aganist Homophobia” per idea della stilista Marzia Cerolin. Sul Red Carpet anche la nota Drag Queen toscana Ivana Tram.  

    Molta attesa anche per la finale nuove proposte:

    «6 ragazzi  e due band di indubbio talento quest’anno il lavoro per promuovere nazionalmente i nostri finalisti si è intensificato vista la garanzia di un contratto editoriale da parte di Sony Music Publishing, l’ulteriore programmazione radiofonica del vincitore su Rai Iso Radio, la presenza di molti produttori musicali e la promozione radiofonica di uno dei finalisti scelto da Radio Bruno» Loredana D’Anghera – direttrice artistica della sezione nuove proposte e docente di canto al Conservatorio di Parma

    Ecco le magnifiche 8 promesse del 10 Agosto ad Aulla, Sezione Nuove Proposte:
    – Malvax Band
    – 4 Calamano Band
    – Federico Rubin in arte   “Federubin”
    – Domenico Giovanni Pini in arte “Djomi”
    – Francesco Sacco
    – Francesca Giannizzari
    – Kheyre Yusuf Abukar Issak in arte “Il Barone Lamberto”
    – Valentina Tioli 

    Titoli del brano inedito e provenienza geografica verranno resi noti in sede di spettacolo. 

    Il Premio Lunezia è patrocinato dal Ministero della Cultura, dalla Regione Toscana, dal Comune di Aulla, con la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, Usl Toscana Nord Ovest, Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia e i privati “Ferrera Flowers” di Ragusa, Gce Srl Costa di Albiano Magra.

    Fondamentali anche le collaborazioni culturali, mediatiche e logistiche di Dario Salvatori, Giuseppe Anastasi, Selene Pascasi, Demetrio Sartorio, Savino Zaba, Momo, Pino Strabioli, Umberto Mostocotto, Roberto Benvenuto, Andrea Caponi, Marina Pratici, Carla Bertolini, Sara Acerbi, Rosi La Camera, Rachele Nicole Ferrari, Lorenzo Varese, Paolo Bedini, Antonella Bertolini, Riccardo Monopoli.   

    Un particolare ringraziamento a “Slow Life, Slow Game”, “All Music Italia”, Rai News per i servizi Lunezia 2022 e “Arte Musica” di Fulvio Fusaro.

    Contatti 

    Sara Acerbi Segreteria Stampa
    Premio Lunezia
    347 3065739 – 347 9660177 

    https://www.premiolunezia.it/#

  • John Travolta nuovo testimonial internazionale di U-Power

    U-POWER con grande orgoglio annuncia l’ingresso nel team dei testimonial dell’icona hollywoodiana JOHN TRAVOLTA

    U-Power, leader italiana nel settore delle calzature e abbigliamento da lavoro, è entusiasta di annunciare un nuovo testimonial internazionale, che per la prima volta nella storia del cinema, affiancherà il già noto testimonial di U-Power Gerard Butler sul set. Artista pluripremiato, due volte candidato all’Oscar, vincitore dei premi Golden Globe ed Emmy award, conosciuto dal grande pubblico per film di successo internazionale come “La Febbre del Sabato Sera”, “Grease” e “Pulp Fiction”, John Travolta è da sempre stato capace di affascinare persone di ogni età.

    U-Power, passo dopo passo, consolida la sua strategia di comunicazione in Italia e nei paesi Europei puntando, con testimonial di fama mondiale, anche ai mercati oltre oceano. Travolta, rappresenta tutti i valori che da sempre caratterizzano lo spirito della grande famiglia U-Power: passione, determinazione e simpatia, nel segno del “Don’t Worry, Be Happy”. La campagna pubblicitaria, che andrà in onda ad ottobre 2023, vedrà  Travolta recitare accanto a Gerard Butler, già noto testimonial di U-Power nella campagna autunnale del 2022 con il claim #troppocomode. Questa sarà la prima volta nella storia in cui Travolta e Butler condivideranno lo schermo, creando una straordinaria alchimia visiva per il pubblico di tutto il mondo.

    La collaborazione tra U-Power e John Travolta coinvolgerà tutti i canali media attivi, dagli spot televisivi ai contenuti per i social e per la comunicazione offline. La nuova proposta sarà diffusa in Italia e nei Paesi europei, con uno sguardo rivolto anche oltreoceano. John e Gerard andranno ad affiancarsi alla già  consolidata presenza di Diletta Leotta e Charles Leclerc, testimonial del brand e protagonisti dei contenuti media di U-Power.

    Franco Uzzeni, Presidente di U-Power Group, ha commentato così la notizia:
    “Essere riusciti a coinvolgere due grandi star del cinema in un progetto sempre più ambizioso legato al mondo della sicurezza, è fonte di immenso orgoglio. Diamo un caloroso benvenuto a John nella grande famiglia U-Power, convinti che il nostro rapporto continuerà per tanti anni.”

    www.u-power.it

  • COMUNICATO STAMPA – Rom’antica arriva in Corso Buenos Aires a Milano

    Milano, 31 luglio 2023 – Il piano di aperture di Rom’antica nei centri cittadini continua a pieno ritmo, e il brand di pizza romana si appresta ad aprire il suo undicesimo punto vendita nella città di Milano

    L’ennesimo tassello che va ad arricchire la proposta di VERA Srl, società del Gruppo Finiper Canova di proprietà di Marco Brunelli attiva nel settore della ristorazione e proprietaria del brand, che sta portando avanti parallelamente aperture nei centri cittadini – che danno la possibilità di unire il pratico consumo take away e il delivery – e nei centri commerciali.

    Il nuovo punto vendita milanese sarà situato in Corso Buenos Aires 47, in un’area strategica riconosciuta come uno dei principali distretti dello shopping a Milano. Corso Buenos Aires attrae una vasta e diversificata clientela, sia locale che turistica. La sua posizione centrale e la frequente affluenza di persone danno a Rom’antica l’opportunità di raggiungere un pubblico vasto e dinamico, catturando l’attenzione di appassionati di cucina e amanti della pizza che cercano un’esperienza autentica e di qualità. Il nuovo punto vendita si va ad unire agli altri 10 già dislocati nel capoluogo lombardo.

    Rom’antica di Corso Buenos Aires sarà inaugurato martedì 1 agosto 2023, rafforzando la presenza del brand in città. A tutti i presenti, come di consueto, sarà offerta una degustazione di pizza gratuita dalle ore 11.

    L’apertura di Corso Buenos Aires si aggiunge agli altri 45 monomarca distribuiti tra Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche. Il successo di Rom’antica è dovuto soprattutto alla grande attenzione per la qualità e l’artigianalità del prodotto: una pizza realizzata con materie prime scelte selezionate; un impasto preparato quotidianamente “da mani esperte” con la volontà di offrire l’eccellenza al palato dei clienti; un basso contenuto di lievito e una lunga lievitazione che lo rendono digeribilissimo. Il risultato è una pizza romana quadrata, gustosa, leggera e croccante, come da antica tradizione del Centro Italia.

     

    Per Ulteriori Informazioni:

    Spada Media Group Ufficio Stampa VERA Srl – [email protected]

  • AIAV supporta le agenzie per ottenere i 39 milioni stanziati dal Governo

    AIAV – Associazione Italiana Agenti di Viaggio – esprime piena soddisfazione per lo stanziamento dei 39 milioni di euro destinati alle agenzie di viaggio e ai tour operator.

    I consigli di AIAV

    Considerata la particolare procedura richiesta per ottenere il contributo, AIAV consiglia alle agenzie di farsi assistere dal proprio commercialista o di rivolgersi direttamente alla propria Associazione di riferimento. Nello specifico, AIAV offre un servizio di assistenza a prezzi calmierati, che garantisce ai propri associati tutto il supporto necessario per predisporre correttamente la domanda: il costo della prestazione varia dai 90 euro, per le imprese con ricavi fino 400.000 euro, ai 120 euro per le aziende con ricavi oltre i 50 milioni.

    Le parole di Fulvio Avataneo, Presidente AIAV

    “È una buona notizia – dichiara Fulvio Avataneo, Presidente AIAV – che il Ministro sia riuscito a recuperare questi 39 milioni, denaro che sembrava essere ormai perduto. E siamo ancora più soddisfatti che siano stati riconsiderati i criteri di calcolo per l’ottenimento del contributo, in linea con quanto AIAV aveva già indicato al precedente Ministero, anche per mezzo del ricorso straordinario presentato al Presidente della Repubblica nel dicembre 2020: ora si presta maggiore attenzione alle imprese più piccole, senza trascurare quelle nuove. Ovviamente purché tutte in regola”.

    “Le domande – conclude Avataneo – devono essere presentate dall’8 agosto al 22 settembre: non si tratta di un ‘click day’, quindi consiglio alle agenzie di prendersi tutto il tempo per redigerle in maniera corretta e scrupolosa. Non c’è alcuna fretta: meglio una richiesta corretta e completa, piuttosto che una realizzata velocemente e senza fornire tutte le informazioni necessarie”.

  • Daniel Mannini racconta il suo rapporto con la poesia e la visione aulica traslata in pittura

    Arte e poesia formano da sempre un connubio molto stretto e profondo, che si snoda all’interno della grande storia dell’arte e incontra la grande poesia fondendosi in armoniosa coesione sinergica. Si tratta di un legame quasi indissolubile per molti artisti del passato così come contemporanei, che si declina in maniera più o meno evidente e manifesta e talvolta risiede quasi celatamente dentro le pieghe della narrazione scenica e viene svelato attraverso una lettura interpretativa attenta e scrupolosa, dove interviene la componente sensibile e sensoriale, che si allinea con la dimensione formale ed estetica immediatamente visibile e percepibile. Certamente, è molto interessante analizzare questa forma di unione speciale all’interno della poetica pittorica di Daniel Mannini, che senza dubbio ha nella sua indole espressiva una base di fondamento sostanziale e concettuale di notevole intensità e portata. Da qui scaturisce questa nuova intervista con tre domande mirate canalizzate a cogliere e approfondire questo tratto distintivo della sua parafrasi pittorica, entrando nel merito di argomentazioni di un certo spessore e offrendo al lettore-spettatore l’opportunità di trovare nuove stimolanti chiavi di accesso interpretativo per andare oltre e avere un approccio sempre più entusiasmante e sorprendente. La corposa e variegata produzione di Daniel già si presta a un’eterogenea dinamica di interrelazione, poiché possiede una propria peculiare ricerca di sperimentazione a monte e si alimenta tramite continue e costanti sollecitazioni di pensiero, idee, sentimenti, emozioni, esperienze, curiosità. Questo ulteriore tassello di riferimento è dunque anche un nuovo spunto da cui poter sviluppare, rigenerare, rinnovare. I riferimenti di contatto di Daniel sono sempre molto aggiornati e racchiudono step by step i suoi passaggi sperimentali avvincenti. In particolare il sito web personale www.danielmanniniart.it merita una particolare considerazione di elogio.

    D: Arte pittorica e poesia: quali sono i punti di congiunzione e di collegamento che individui come attinenti e pertinenti alla tua ispirazione creativa?
    R: Quello che collega entrambe è sicuramente il sentimento che una persona creativa possiede di fronte a tali forme artistiche. La ricerca della poetica è un elemento fondamentale anche nella mia produzione artistica: come nella poesia con il gioco di parole, rime e figure onomatopeiche, nella pittura è possibile ritrovarla nella composizione cromatica del dipinto. Ogni parola e ogni colore sono l’espressione emotiva che il poeta o il pittore mettono in atto nella costruzione dell’opera stessa, raccontare uno specifico momento immortalandolo nel tempo. Questo sentimento di ricerca è l’anello che congiunge queste forme artistiche.

    D: Dovendo indicare un poeta (o una poetessa) particolarmente rappresentativa per definire l’essenza aulica della tua cifra stilistica chi sceglieresti e perché?
    R: Per un gusto personale la poetessa che si avvicina alla mia cifra stilistica è la mitica Alda Merini, figura che è la rappresentazione del mio concepire nel fare arte dove la passione e l’emotività ne fanno da padrona. Nonostante avesse un problema di disturbo bipolare, la sua forza e la sua poetica sono importanti nel far capire che ci sono dei momenti in cui tutti proviamo il solito sentimento. Leggere le sue poesie è come sentirsi compresi. Altro elemento sta nell’apprezzare la diversità delle persone, perché l’atto di conoscere situazioni diverse da noi e scoprire nuove realtà può considerarsi come una crescita personale. A questo collego un altro motivo per cui posso ritrovare una similitudine nella persona di Alda Merini: ci invita alla sperimentazione di cose nuove e ci incita ad avere anche la curiosità nel farlo, come lei aveva la passione nel suonare e disegnare. L’amore rimane il fulcro della sua poetica, in cui la dolcezza e le carezze non sono banalità ma gesti importanti, come la devozione nel mio concepimento e il sentimento che metto in atto nella pittura.

    D: L’anima artistica e creativa è al contempo giocoforza anche un’anima poetica oppure non è necessariamente così in generale?
    R: Non penso che sia sempre così, perché se guardiamo ad oggi ci sono artisti che si possono spacciare per tale ma il lavoro, la commissione dell’opera, viene eseguito da altri. Ciò può essere anche giusto nel momento in cui una persona conosce già dei passaggi per arrivare a un risultato, ma per alcuni quello che conta è spacciarsi per artisti, dovendo spiegare l’opera per essere compresi, dove l’immagine conta più del contenuto che vogliano esprimere. Per quanto mi riguarda, l’anima poetica è una mia piacevolezza verso un’espressione artistica che gioca, oltre che negli incastri delle parole, anche nella creazione di un immaginario che può raccontare meglio ciò che un poeta vuole trasmettere. Un po’ come nella pittura dove i colori, e talvolta la rappresentazione del soggetto, sono il mezzo di comunicazione con il pubblico per esprimere il proprio pensiero, che può essere condiviso o meno, ma quello che conta è la condivisione, anche di punti di vista diversi. L’importante è mostrare sempre rispetto.

  • Daniel Mannini racconta il suo rapporto con la musica traslata nella dimensione pittorica

    Arte e musica sono due linguaggi universali straordinari, che si sviluppano su canali ricettivi e percettivi molto articolati e sfaccettati. Spesso si genera una positiva alchimia di accorpamento e spesso gli artisti hanno grande ispirazione anche tramite e attraverso il contributo della musica. Arte e musica conservano e custodiscono una parte primaria fondamentale della nostra sfera comunicativa e riescono a entrare e penetrare a fondo anche nella sfera più intima e recondita, comunicando con il nostro inconscio e il nostro ego introspettivo. Arte e musica racchiudono emozioni e sentimenti, che le parole talvolta di per sé non riescono ad esprimere e a palesare in modo conclamato. Arte e musica sono anche strumenti di valenza sociale e collettiva, fanno da collante di aggregazione comunitaria e sono trasversali a qualunque differenza culturale e sociale. Ecco, perché ho improntato un’intervista al talentuoso pittore Daniel Mannini per dare voce a questa componente di accostamento tra vocazione e ispirazione artistica e ascolto musicale. Ritengo, che sia utile e funzionale per Daniel avere anche questo ulteriore parametro valutativo di riflessione su cui poter esternare il proprio libero pensiero e offrire nuovi utili e funzionali appigli di scandaglio analitico anche al fruitore-spettatore. Daniel ha strutturato con la massima dovizia certosina il suo lavoro creativo, che è sempre frutto di un mix perfetto di ingredienti. È possibile accostarsi in modo approfondito al suo operato pittorico visitando il suo sito web personale www.danielmanniniart.it che viene gestito con impeccabile maestria.

    D: Arte e musica: un rapporto speciale quasi magico senza tempo e fuori dal tempo. Ti capita di ascoltare musica quando dipingi o di sentirti ispirato da una particolare musica? Quale prediligi e perché?
    R: Questa è una domanda interessante, perché permette di spiegare come lavoro a un dipinto e da dove traggo l’ispirazione. Prima di tutto la musica è un elemento fondamentale durante la mia esecuzione pittorica, in quanto trasmette delle vibrazioni e delle idee che magari non avevo fino a un preciso momento, portando una inevitabile metamorfosi del dipinto anche quando esso parte da una bozza di base che si sviluppa in corso d’opera. Il genere musicale che prediligo come un credo è quello del rap/hip hop, sia per un discorso di gioco di parole e di ritmo, sia per quello che rappresenta ovvero un riscatto sociale personale e di integrazione. Molto dipende comunque dall’umore della giornata: posso passare dal genere elettronico alla musica classica o black. Quest’ultima la ascolto soprattutto durante la fase finale dove vengono ritoccate delle parti del dipinto per portarlo alla sua conclusione.

    D: Se dovessi metaforicamente e simbolicamente paragonare la tua produzione pittorica a uno strumento musicale quale sceglieresti e perché?
    R: Se devo paragonare la mia produzione pittorica a uno strumento musicale scelgo il pianoforte, uno strumento affascinante che non ho mai avuto occasione di imparare a suonare, ma che mi ha sempre colpito, soprattutto per i passaggi che può fare dalla dolcezza fino a un suono più duro, e quello che contiene nel mezzo sono le molteplici sfumature che riesce a creare con i singoli tasti, un po’ come nella pittura. Quello che ammiro di questo strumento è la sensibilità che sfiora l’anima e nel chiudere gli occhi è possibile fuggire da tutto ed entrare in un immaginario nuovo e personale. Quando capita di ascoltare questo strumento durante la mia elaborazione creativa, il flusso della composizione ha una sua influenza nel mio approccio nell’esecuzione pittorica. Queste molteplici sfaccettature è possibile trovarle anche nella mia produzione, dove la sperimentazione a ogni singolo dipinto ha una sua melodia.

    D: Quale tra i grandi maestri eccelsi della storia dell’arte a tuo parere ha meglio incarnato e impersonato l’unione di legame potente tra arte e musica e perché?
    R: Senza ombra di dubbio il grande maestro che ha ben unito l’arte, in questo caso la pittura, con la musica è la figura di Kandinsky. L’ammirazione per questo artista è nella sua innata sensibilità nel tradurre i colori al suono della musica. Nel mio caso è soltanto un mezzo per poter creare un ambiente, per creare una bolla che mi distacchi dalla realtà che mi circonda; alcune melodie posso portarmi a degli input per dipingere, mentre per lui è proprio un trasferimento della visione di quello che sente in una composizione cromatica astratta. Questo è possibile notarlo anche grazie a un grande gusto estetico nell’armonia, che riusciva a trasmettere nelle sue forme concettuali. Osservare una sua opera è come entrare in una dimensione unica e si percepisce questo tipo di sensazione.

  • Giacomo Mareschi Danieli: visione e successo nell’industria metallurgica

    Il forte impegno di Gruppo Danieli verso la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie nel settore metallurgico è un elemento chiave nella visione dell’azienda, guidata dal CEO Giacomo Mareschi Danieli. Tale attenzione all’innovazione non solo mira a garantire la competitività nel mercato dell’acciaio e dell’alluminio ma è anche strettamente legata a una prospettiva di sostenibilità ambientale.

    Giacomo Mareschi Danieli

    Gruppo Danieli, Giacomo Mareschi Danieli: innovazione e qualità nell’industria metallurgica

    Gruppo Danieli, punto di riferimento nell’industria metallurgica, è noto per il suo approccio strategico e focalizzato sulla ricerca e sullo sviluppo tecnologico all’interno del settore operativo dell’azienda. Guidato dal CEO Giacomo Mareschi Danieli, il Gruppo si dedica a fornire prodotti e soluzioni di alta qualità, abbracciando l’intero processo, dalla fase di sviluppo primario fino al prodotto finito, nel campo della produzione di metalli e delle macchine per l’industria metallurgica. La centralità delle attività di ricerca e sviluppo si evidenzia soprattutto nelle principali aree di processo, quali la riduzione del minerale di ferro, la fusione, la colata, la laminazione, la finitura e la gestione dei metalli non ferrosi. In una recente intervista rilasciata a “Siderweb”, Giacomo Mareschi Danieli ha sottolineato l’importanza di tale approccio, poiché rappresenta il fondamento per lo sviluppo di nuove tecnologie e pacchetti tecnologici essenziali per mantenere la competitività nel mercato dell’acciaio e dell’alluminio. Il processo di ricerca all’interno del Gruppo è caratterizzato da un metodo rigoroso e strutturato, il quale dà vita a risultati preziosi sotto forma di idee innovative, concetti avanzati, approcci tecnologici all’avanguardia e capacità operative migliorate.

    Giacomo Mareschi Danieli: impegno per la sostenibilità ed eccellenza qualitativa

    Il Gruppo guidato da Giacomo Mareschi Danieli ha riconosciuto l’importanza di adottare soluzioni volte al risparmio energetico, alla riduzione delle emissioni di gas serra e dei rifiuti, e al miglioramento della sicurezza dei lavoratori. Tale attenzione per l’ambiente è incarnata dal Danieli Innov-Action Award, un concorso interno che premia le idee innovative dei dipendenti e dei collaboratori che puntano proprio a promuovere la sostenibilità nell’industria metallurgica. La creazione del Danieli Digi&Met Lab presso l’Università di Udine testimonia ulteriormente l’impegno dell’azienda nel coinvolgere anche il mondo accademico nella ricerca di soluzioni all’avanguardia, incoraggiando così lo sviluppo di un settore metallurgico sempre più green. La centralità della qualità del prodotto rappresenta un altro pilastro fondamentale della filosofia aziendale di Gruppo Danieli. L’azienda si avvale di una rigorosa “Corporate Quality Policy” che stabilisce chiaramente le modalità costruttive, gli standard qualitativi e gli indicatori di performance da seguire. Questo approccio meticoloso mira a prevenire eventuali non conformità dei prodotti e a garantire la fornitura di prodotti di alta qualità, in linea con le richieste del mercato.

  • Facile.it annuncia la nomina di Maurizio Pescarini a CEO

    Facile.it, azienda leader nell’intermediazione e comparazione online, annuncia oggi la nomina di Maurizio Pescarini a nuovo CEO; nomina che sarà effettiva a partire dal 1° ottobre 2023. Subentra nel ruolo a Tobias Stuber, che ha guidato l’azienda dall’aprile del 2021.

    Pescarini vanta 25 anni di esperienza nel settore assicurativo e bancario, più recentemente come CEO di Genertel e GenertelLife, dove ha gestito con successo una significativa trasformazione digitale, generando valore per i clienti e tutti gli stakeholder. Dopo un primo percorso in consulenza presso Accenture, ha ricoperto ruoli di leadership in Aviva, Banca Monte dei Paschi di Siena e Generali, sempre con particolare attenzione alla crescita e all’innovazione dei modelli di business digitali.

    Tobias Stuber, che durante il suo mandato ha svolto un ruolo fondamentale nella continua traiettoria di crescita e sviluppo di Facile.it rendendo l’azienda il secondo unicorno in Italia, manterrà l’incarico attuale fino al 30 settembre 2023.

    Maurizio Pescarini ha così commentato: «Sono rimasto molto colpito dal modo in cui, negli ultimi anni, Facile.it si è affermata come un brand leader in Italia attraverso un forte spirito imprenditoriale e una chiara missione e proposizione per i propri clienti. Credo fortemente nel potenziale dell’azienda e sono felice di unirmi a questa squadra straordinaria nella sua prossima fase di crescita.»

    Christian Lucas, Chairman di Facile.it e Co-Head di Silver Lake EMEA, ha dichiarato: «Siamo davvero entusiasti di avere Maurizio come nostro partner, un executive dinamico ed affermato che contribuirà con la sua straordinaria esperienza di leadership all’ulteriore sviluppo di Facile.it. La sua storia di successo, maturata in aziende rivolte ai consumatori digitali, lo rendono una scelta perfetta per Facile.it in vista di un periodo di continui investimenti volti ad accelerarne la nostra crescita. Allo stesso tempo, vogliamo ringraziare Tobias per l’importante contributo dato a Facile.it e per il ruolo che ha avuto nel percorso della società, nella sua evoluzione e nel consolidamento della posizione attuale».

    Tobias Stuber, CEO di Facile.it: «È stato un grande piacere aver guidato Facile.it negli ultimi anni; con il supporto di un team eccezionale, focalizzato sull’obiettivo di aiutare i clienti a risparmiare e prendere decisioni migliori ogni giorno. Vorrei ringraziare l’azionista di maggioranza Silver Lake e Oakley Capital, per la forte collaborazione durante il mio mandato. Auguro il meglio a Maurizio nel suo nuovo incarico».

    Facile.it

    Facile.it (www.facile.it) è una delle principali piattaforme italiane di intermediazione e comparazione online. Ogni mese aiuta oltre quattro milioni di clienti a risparmiare tempo e denaro confrontando i prezzi delle più importanti spese di casa come assicurazioni, utenze e prodotti di finanza personale. Fondata nel 2008 e con sede a Milano, la società ha costruito un marchio leader e una rete di distribuzione omnichannel su larga scala, basata su una piattaforma tecnologica leader di mercato.

  • Mutui variabili: in 18 mesi esborso aggiuntivo di 2.300 euro

    A causa del rialzo dei tassi dovuto alla politica monetaria della Bce, chi ha sottoscritto un mutuo medio a tasso variabile* a gennaio 2022 – secondo le simulazioni di Facile.it e Mutui.it– ha subito un esborso totale aggiuntivo di oltre 2.300 euro in appena un anno e mezzo.

    Considerando le aspettative di mercato e come potrebbe variare da qui ad un anno l’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui variabili, si stima che la spesa possa arrivare a superare i 5.300 euro a luglio 2024.

    Le simulazioni

    Per l’analisi il compratore ha preso in riferimento un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro con piano di restituzione in 25 anni sottoscritto a gennaio 2022 e ha studiato come sono cresciute le rate da inizio 2022 ad oggi e come potrebbero variare nuovamente nei prossimi mesi in base ai Futures sugli Euribor, ovvero alle aspettative di mercato.

    Il tasso (TAN) di partenza di gennaio 2022 era pari allo 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A seguito dei diversi aumenti del costo del denaro messi in atto dalla Banca Centrale Europea per contrastare l’inflazione, il tasso di quel mutuo è salito notevolmente arrivando a sfiorare, ad agosto 2023, il 4,95% con una rata di circa 726 euro; dati alla mano, oggi il mutuatario si trova a pagare ben il 60% in più rispetto a inizio 2022 (+270 euro).

    Facile.it ha poi calcolato quanto gli aumenti delle rate hanno gravato su chi ha contratto il finanziamento preso in analisi; sommando le cifre aggiuntive pagate ogni mese rispetto alla rata di partenza è emerso come – da gennaio 2022 ad agosto 2023 – l’esborso totale per il mutuatario sia stato di oltre 2.300 euro. Come detto, se si prendono in considerazione le previsioni di mercato, quindi i Futures sugli Euribor, l’aggravio complessivo a luglio 2024 potrebbe essere addirittura superiore ai 5.300 euro.

    Le previsioni del mercato: picco a dicembre

    Nelle ultime settimane l’Euribor a 3 mesi ha rallentato la sua salita, ma – secondo le aspettative degli esperti – da qui alla fine dell’anno l’indice continuerà a crescere raggiungendo il picco tra novembre e dicembre 2023, quando toccherà il 3,86%; ciò porterebbe il tasso del mutuo medio preso in esame a superare il 5,10%, con una rata di circa 734 euro, ovvero oltre 275 euro in più rispetto a quella di gennaio 2022.

    La buona notizia è che con l’inizio del nuovo anno la tendenza potrebbe finalmente invertirsi tanto che, guardando alle quotazioni di marzo 2024, il tasso del mutuo preso in esame dovrebbe scendere al 5,02% per poi calare addirittura al 4,83% a giugno 2024.

    «Secondo le nostre aspettative, almeno fino alla fine dell’anno i mutuatari con un finanziamento a tasso variabile dovranno fronteggiare ulteriori aumenti e, sia pur lentamente, da dicembre 2023 i tassi prima si stabilizzeranno per poi cominciare a diminuire e tornare sotto al 3%, presumibilmente, dalla metà del 2025», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Sebbene l’impatto dei rincari sia diverso per ciascuno in base all’importo residuo del mutuo e al numero di rate ancora da pagare – più si è vicini alla fine del piano di ammortamento, minore sarà l’effetto – il consiglio è quello di stabilire il livello massimo oltre il quale la rata potrebbe diventare insostenibile e rivolgersi al proprio istituto di credito o ad un consulente indipendente per individuare la soluzione migliore».

    Buone notizie per gli Under 36

    I giovani alle prese con l’acquisto della prima casa possono continuare a godere delle condizioni agevolate di garanzia fino all’80% almeno fino al 30 settembre, dopo la proroga di 3 mesi decisa dal governo. Da quando è stata introdotta nel 2021, la misura ha consentito a numerosi under 36 di accedere a condizioni vantaggiose alla sottoscrizione del mutuo prima casa, tanto che – secondo l’analisi di Facile.it** – se nel primo semestre 2021 i richiedenti con meno di 36 anni rappresentavano il 43,4% delle richieste totali di mutui prima casa, tra gennaio e giugno 2023 questo valore ha raggiunto il 51%.

    «Abbiamo accolto con grande favore la decisione del governo di estendere nuovamente la validità dell’agevolazione a favore dei giovani mutuatari, visto che ha dato tempo aggiuntivo ai giovani alle prese con la ricerca della prima casa da acquistare», continua Cresto. «Come dimostrato dai numeri lo strumento è stato molto importante per gli under 36 in quanto ha dato loro concrete e maggiori possibilità di acquistare una casa, sostenendo di conseguenza anche il mercato immobiliare. Non possiamo che sperare, viste anche le particolari condizioni di mercato in cui ci troviamo, che la misura venga prorogata a tutto il 2023 e, magari, anche nel 2024».

    Secondo le simulazioni di Facile.it, oggi per un mutuo fisso al 100% senza agevolazione i tassi (Tan) fissi disponibili online partono – per un finanziamento da 180.000 euro in 25 anni – dal 4,75% con una rata di circa 1.026 euro. Chiedendo la stessa tipologia di mutuo ma godendo delle agevolazioni riservate ai giovani con meno di 36 anni, online si possono trovare tassi che partono dal 3,60%, corrispondente ad una rata di 911 euro. Accedendo quindi alle condizioni agevolate è possibile risparmiare quasi 115 euro al mese rispetto a chi sottoscrive il medesimo mutuo, ma senza godere delle agevolazioni.

    I tassi oggi

    Per gli aspiranti mutuatari che sono alle prese oggi con la scelta del mutuo, non ci sono molti dubbi su quale tasso convenga sottoscrivere. Secondo le simulazioni*** di Facile.it, prendendo in considerazione il mutuo standard utilizzato nell’analisi precedente, i migliori tassi fissi (Tan) disponibili online oggi partono dal 3,60%, corrispondenti ad una rata di 638 euro, mentre per un mutuo variabile la migliore offerta parte da un Tan del 4,47% ed una rata di 692 euro.

    Dai dati emerge come in questa fase la prima opzione da valutare sia quella del mutuo a tasso fisso, che non solo garantisce la stabilità della rata ma, dati alla mano, è addirittura più conveniente rispetto alla rata di partenza di un mutuo variabile.

    * Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

    ** Analisi realizzata su un campione di oltre 230.000 richieste di mutuo prima casa raccolte da Facile.it nel primo semestre 2021 e 2023.

    *** Simulazione effettuata su Facile.it in data 3 agosto 2023.

  • Finanza: Alessandro Noceti, manager di Valeur Group

    Formazione internazionale, prime esperienze professionali in Credit Suisse e il percorso in Valeur Group che continua ancora oggi: la carriera di Alessandro Noceti, esperto italiano di credito ed equity.

    Alessandro Noceti

    Alessandro Noceti: gli incarichi in Valeur Group

    Alessandro Noceti è un esperto di ingegneria finanziaria, asset management e soluzioni di investimento con competenze di rilievo internazionale. Attualmente è Direttore di due società appartenenti a Valeur Group, una realtà indipendente che opera in attività di asset management, advisory, trading, ricerca e real estate. Nel dettaglio, è dal suo ingresso nel 2015 che dirige Valeur Capital Ltd, società con sede a Londra specializzata nella gestione dei fondi lussemburghesi e nella definizione di strategie per fondi SIF e UCITS. La direzione di Valeur Securities SA si aggiunge nel 2019: con sede a Pfäffikon, Svizzera, la controllata offre una piattaforma di trading autorizzata dalla FINMA con ampio accesso al mercato. Per il Gruppo, Alessandro Noceti ha assunto anche il ruolo di Responsabile della Distribuzione.  

    Alessandro Noceti: la formazione e gli anni in Credit Suisse

    L’impronta internazionale è chiara già dal percorso di studi, con Alessandro Noceti che dopo la laurea in Economia e Commercio, ottenuta all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, consegue a Londra un Master in European Business Studies con specializzazione in Finanza. L’Istituto è l’ESCP-EAP European School of Management, dal quale viene nominato anche Membro del BDE Committee. Qui Alessandro Noceti fa anche il suo ingresso in Credit Suisse, dando il via alla sua carriera nella finanza come Analista per l’Area Investment Banking – Equity and Fixed Income Derivatives Sales. Rimarrà nel Gruppo svizzero fino al 2015, anno del passaggio in Valeur Group. Negli otto anni trascorsi è prima Associate con responsabilità nella copertura commerciale per la clientela italiana retail e istituzionale (2010-2011), poi Vice Presidente (2012-2014), infine Direttore, con responsabilità nella copertura commerciale per il cluster italiano dei Fondi Pensione. Nel 2018 ha aggiunto un ulteriore tappa nella sua formazione professionale conseguendo un Master in Business Administration, sempre presso l’ESCP Europe di Londra.