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  • Estate con VIVIANUS: partecipa anche tu al Summer Camp 2019

    Finalmente l’estate tanto attesa è cominciata e anche quest’anno VIVIANUS – associazione Onlus impegnata da sempre nella lotta contro l’autismo – ha deciso di trascorrerla insieme a tutti coloro che sono affetti da problematiche legate ai disturbi cognitivi con il SUMMER CAMP 2019, il campo estivo che terrà compagnia ai vostri ragazzi a partire dal prossimo 1° Luglio.

    Tantissime le attività all’aria aperta in programma nei prossimi mesi, come ad esempio l’Ortoterapia, una disciplina dedicata all’orticultura e alla cura delle piante, oppure l’Ippoterapia, fondamentale per il miglioramento dello stato di salute di un soggetto. Non mancherà poi del tempo da dedicare all’amore e alla cura degli animali con la Pet Therapy e discipline come la Musicoterapia, Psicomotricità e laboratorio da cucina. E ancora dance, giochi all’aperto e tante altre attività in piscina.

    Il tutto, sempre con il sostegno e la professionalità degli psicoterapisti e le educatrici del team di VIVIANUS.

    Insomma, anche questa estate VIVIANUS ha deciso di stare accanto alle famiglie che vivono ogni giorno il problema della disabilità cognitiva, e per questo vi invita a scoprire nel dettaglio il programma del Summer Camp 2019 il prossimo 17 giugno 2019 presso la sede di Via S. Lucia 19 c/o Madonna Pellegrina, oppure contattando direttamente lo staff dell’associazione.

  • Un importante percorso professionale: la carriera di Claudio Machetti

    Claudio Machetti è un top manager di Gruppo Enel, dove figura in posizione apicale a seguito di quasi due decenni di impiego. Attualmente è ai vertici della Global Trading Business Line ed ha anche lavorato in Banco di Roma e Ferrovie dello Stato.

    Claudio Machetti

    I primi impieghi professionali di Claudio Machetti

    Claudio Machetti nasce a Roma nel 1958. All’età di 19 anni, nel 1977, sostiene l’esame di maturità presso il liceo “Tito Lucrezio Caro” e si laurea a 24 anni presso l’Università “Sapienza” con una tesi in Statistica. È a 25 anni che inizia il suo percorso professionale. Nel 1983, infatti, si trasferisce a Milano, dove opera in qualità di impiegato nella sede locale del Banco di Roma. Nel 1984 torna a Roma: qui viene assegnato alla Direzione Centrale dell’istituto creditizio. Questo ruolo lo porta ad occuparsi dell’analisi del merito di credito delle maggiori realtà del comparto industriale nazionale. In seguito, si specializza nel settore equity come funzionario alla Direzione Finanziaria. Nel 1990 diventa responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. Nel 1992 Claudio Machetti entra a far parte del gruppo Ferrovie dello Stato. Qui agli inizi è Dirigente Responsabile dell’unità Mercati Finanziari. In seguito, diventa Direttore della Finanza Operativa. È in questo periodo che viene lanciata Fercredit, realtà leader nel comparto dei servizi finanziari captive e che contribuisce a far crescere: di questa assume la carica di Amministratore Delegato

    Claudio Machetti: il percorso all’interno del Gruppo Enel

    Claudio Machetti fa il suo ingresso in Enel come responsabile dell’Area Finanza. Nello stesso periodo contribuisce attivamente alla creazione e al lancio della società finanziaria Enelfactor, di cui è inoltre Amministratore Delegato, e di Enel Insurance, assicurazione di tipo captive che fino al 2014 rimane sotto la sua presidenza, nonché Presidente di Fondenel e Fopen, i due fondi pensione italiani del gruppo. Nel 2005 assume la Direzione Finanziaria sempre di Gruppo Enel. Tale ruolo comporta la gestione della tesoreria, dell’indebitamento finanziario, delle operazioni di M&A, le relazioni con investitori ed agenzie di rating, le assicurazioni, etc.. Oltre a questo, è membro dei Consigli di Amministrazione di numerose realtà consociate, tra le quali sono degne di essere menzionate Wind Telecomunicazioni, Terna ed Endesa. Dal 2009 è al vertice dell’unità di Risk Management, nata con l’obiettivo di governare i rischi del gruppo, di tipo finanziario, creditizio, industriale, assicurativo e relativi al prezzo delle commodities energetiche. Successivamente (2014) giunge fino ai vertici della Global Trading Business Line del Gruppo. Qui ha il compito di gestire l’approvvigionamento delle commodites energetiche quali carbone, gas naturale ed olio combustibile, oltre alla responsabilità sull’operatività nei mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica negli Stati del mondo dove è presente il Gruppo Enel. Sempre dal 2014 è Presidente di Enel Global Trading (già Enel Trade).

  • Roma: l’intervento di Carlo Malinconico all’inaugurazione del Salone della Giustizia

    Carlo Malinconico è impegnato nel ruolo di Presidente del Salone della Giustizia. Quest’anno l’evento è giunto alla sua decima edizione e nel discorso di apertura, l’avvocato ha ribadito quanto sia importante diffondere la cultura legale in Italia. È stata una settimana ricca di convegni, workshop e dibattiti uniti da un unico filo conduttore: la giustizia.

    Carlo Malinconico, Presidente Salone della Giustizia

    Carlo Malinconico apre la decima edizione del Salone della Giustizia

    Tre giorni interamente dedicati al diritto e alla legalità. Dal 9 all’11 aprile è andata in scena la decima edizione del Salone della Giustizia. Carlo Malinconico, in qualità di Presidente, ha aperto la manifestazione ribadendo l’importanza di promuovere la cultura della legalità, soprattutto tra le nuove generazioni. Quest’anno, oltre alla giustizia, si è dibattuto anche di argomenti ad essa correlati e di grande rilevanza per l’opinione pubblica. In particolare, durante la prima giornata, dopo il convegno incentrato sulla Costituzione, al quale ha partecipato anche Carlo Malinconico, si è discusso di giustizia sociale, con ampio spazio all’attualità: reddito di cittadinanza ed evasione fiscale. Non è mancata una sezione dedicata al mondo dello studio e del lavoro con approfondimenti su tematiche quali la disoccupazione e il lavoro nero, il mondo della scuola e dell’Università in relazione alle opportunità per i giovani di inserimento nella sfera professionale. In questo contesto sono intervenuti sindacalisti, docenti universitari e imprenditori, moderati dal giornalista Antonio Di Bella, Direttore di Rainews24.

    Carlo Malinconico: il ritratto professionale

    Tra i massimi esponenti del diritto in Italia, Carlo Malinconico è un prestigioso avvocato e fondatore dello Studio Legale “Malinconico”, sorto a Roma nel 2003. Dopo il diploma di maturità classica si trasferisce a Milano per iscriversi all’Università degli Studi della città, dove consegue la laurea a pieni voti. In seguito, conclude la propria formazione superando l’esame di abilitazione alla professione legale e, contestualmente, il concorso nell’Avvocatura dello Stato e in Magistratura, insieme al concorso europeo per una riserva di giuristi della Commissione Europea. Dal 1988 al 2002, riveste il ruolo di Consigliere di Stato, mentre dal 2006 al 2008 è Segretario Generale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e nel 2011-2012 è Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Esempio di grande impegno e professionalità, Carlo Malinconico viene insignito il 21 marzo 2005 dell’Onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

  • David Barzazi all’inaugurazione della prima clinica italiana Feldenkrais

    David Barzazi ha presenziato insieme al fratello Christian all’evento inaugurale del primo centro medico in Italia con un’area esclusiva dedicata all’impiego del metodo Feldenkrais. Il nipote Riccardo è in cura con eccellenti risultati da due anni e mezzo.

    David Barzazi

    David Barzazi e l’impegno di Fondazione Giovani Leoni: il metodo Feldenkrais

    “Suo figlio non potrà mai essere in grado di camminare, mangiare e parlare autonomamente” avevano sentenziato i dottori parlando di Riccardo, figlio di Christian e nipote di David Barzazi. Affetto da tetraplegia a seguito di complicanze insorte durante il parto, il bimbo che ha compiuto da poco cinque anni ha al contrario compiuto importanti progressi grazie ad un metodo innovatico. Tale metodologia consta di un trattamento concepito da un ingegnere e fisico israeliano chiamato Moshé Feldenkrais, che si è dimostrato utile nei casi per pazienti con problematiche di salute riguardanti il sistema nervoso. Da due anni e mezzo a questa parte, tali benefici sono ben noti anche a Christian che, insieme al fratello David Barzazi, ha lanciato un progetto importante con la Fondazione Giovani Leoni ONLUS. Tale ente ha l’obiettivo di diffondere consapevolezza in merito a quelli che sono i miglioramenti a livello di salute conseguiti da persone con paralisi cerebrale, stroke, malattie genetiche e disturbi da deficit di attenzione che sono state curate con il metodo Feldenkrais. Si tratta di una disciplina di cura innovativa, dolce e delicata, fondata su concetto di neuroplasticità – la capacità del cervello di modificare le proprie connessioni – che fondandosi sul movimento consente al sistema nervoso di apprendere in maniera spontanea partendo da quello che lo studente sa fare, facilitando così il bambino nella percezione di ciò che accade al suo corpo.

    David Barzazi: l’inaugurazione del primo centro riabilitativo italiano Feldenkrais

    Nel periodo di trattamento con l’insegnante del metodo Feldenkrais Eilat Almagor, Riccardo, figlio di Christian e nipote di David Barzazi, ha compiuto decisi progressi. Ha imparato, ad esempio, a rotolare sulla sua pancia e a strisciare sulla schiena, ha iniziato a sillabare di più e a restare seduto in auto sul seggiolone. Inoltre, sorride molto più rispetto a prima, inducendo i genitori a essere maggiormente speranzosi ed ottimisti, così come i bimbi in cura con la stessa metodologia. Uno dei sogni più grandi per la mamma e il papà di Riccardo è vederlo ballare alle sue nozze come è avvenuto per Elizabeth, una dei primi bambini seguiti con il metodo Feldenkrais. In attesa che ciò si concretizzi anche per il piccolo Riccardo, Gruppo Green Power e Fondazione Giovani Leoni hanno investito finanziamenti per il progetto dello sviluppo di un centro di cura con il metodo Feldenkrais. Tale piano “su carta” è diventato finalmente realtà domenica 19 maggio quando, nell’area di proprietà del Centro Medico Viola di Cazzago di Pianiga e alla presenza di Christian e David Barzazi, è stata inaugurata la prima clinica in Italia con un’ampia area esclusivamente dedicata al metodo Feldenkrais. Un servizio in più per i piccoli pazienti e le famiglie alle loro spalle che sovente, a causa delle ingenti spese necessarie per le cure, non possono affrontare da sole gli oneri finanziari di cui si fanno carico. Ad oggi in loro aiuto c’è già Fondazione Giovani Leoni, che veicola tali trattamenti gratuitamente per i nuclei familiari più indigenti, con l’obiettivo futuro di fornire le cure a costo zero per tutti. Per questo motivo si è avviata una campagna di raccolta fondi ed è stato richiesto alla Regione Veneto di inserire questa tipologia di cura nell’elenco di quelle rimborsate.

  • Una vita in viaggio: le esperienze di Giampaolo Sutto

    Giampaolo Sutto può vantare una grande esperienza in materia di viaggi: cresciuto in Africa, si è abituato sin da piccolo ai continui trasferimenti temporanei da un paese all’altro. Le sue esperienze sono ora raccolte all’interno del suo sito.

    Giampaolo Sutto

    Giampaolo Sutto: i viaggi

    Nel tempo dei voli low cost, gli avventurieri non fanno più molta notizia. La crescita dei flussi turistici a livello mondiale ha portato infatti alla creazione di strutture ricettive anche nei luoghi meno ospitali del pianeta, tanto che ormai oggi la nuova frontiera del turismo non è più sulla Terra ma nello Spazio. Nato in Italia e cresciuto in Africa, Giampaolo Sutto ha iniziato a viaggiare in un tempo in cui gli spostamenti non erano così economici e molti luoghi erano esclusi dai normali itinerari di massa. In questo periodo ha messo alla prova le proprie capacità di sopravvivenza, imparando allo stesso tempo a temere e rispettare il mondo naturale. Una dura lezione l’ha ricevuta quando, poco più che un bambino, si è imbattuto in un serpente a sonagli, rischiando così la propria incolumità. Tornato nel suo Paese natale e cresciuto, Giampaolo Sutto ha fatto tesoro delle proprie esperienze, mettendole in pratica nel corso degli anni successivi. Oggi viaggiatore sia per lavoro che per passione, nel suo cuore restano impresse le immagini della terra che lo ha visto muovere i primi passi: motivo che lo ha spinto a più riprese a farci ritorno. Ora però la sua vita è in Italia, Paese del quale si è subito innamorato anche per via dell’immenso patrimonio artistico e naturale.

    I consigli di Giampaolo Sutto

    L’esperienza maturata nel corso degli innumerevoli viaggi ha portato Giampaolo Sutto a sviluppare il desiderio di voler condividere le proprie vicissitudini e tutto quello che aveva imparato sino a quel momento. Già, ma a chi raccontarlo? Da qui l’idea di utilizzare uno spazio digitale tutto suo, un piccolo sito dove raccogliere pensieri, riflessioni e consigli per chi vuole provare a seguire i suoi passi, almeno in parte. Tra questi, una rilevanza importante la rivestono le precauzioni fondamentali da eseguire prima di partire per delle nazioni in cui si rischia di finire in difficoltà: dai vaccini sino ai documenti necessari come il passaporto. Per Giampaolo Sutto un buon viaggio ha inizio a partire proprio dall’organizzazione e dalla pianificazione. Occorre infatti dotarsi di un vestiario adeguato al clima, capire dove è possibile mangiare e dormire, calcolare e studiare i percorsi da fare, senza dimenticarsi di mettere nella propria valigia tutto l’occorrente. L’arte della sopravvivenza per Giampaolo Sutto non passa inoltre solo dai viaggi. Anche una buona dose di manualità può essere di aiuto quando ci si ritrova fuori casa, dall’arte del trasloco fino al fai da te.

  • Frabemar: l’innovazione al servizio di merce e viaggiatori

    Le navi cargo non sono più solo dei mezzi di trasporto merci arrugginite e sconfortevoli: grazie all’innovazione e all’avanzare della tecnologia sono diventate sicure e adatte anche a trasportare passeggeri che cercano una crociera alternativa. Frabemar è tra le società da sempre dedite all’innovazione e allo sviluppo tecnologico.

    Frabemar

    Frabemar: innovazione e comfort per viaggiare su navi cargo

    È un modo alternativo di viaggiare per godersi un’esperienza unica, diversa, a contatto con il mare senza la confusione e le distrazioni di una crociera. Il viaggio su navi cargo è un nuovo metodo per spostarsi che è reso possibile dall’innovazione e dalla tecnologia che interessa il settore dei trasporti via mare, di cui si occupa da sempre anche Frabemar. Va sfatato il mito del vecchio cargo arrugginito e malandato: le navi mercantili di oggi sono moderne e sicure, ideali per chi vuole vivere il tempo e il proprio viaggio in maniera diversa, secondo il ritmo lento della navigazione, ascoltando il rumore delle onde e non quello di un chiassoso animatore. In molti, anche in Italia, hanno già scelto il viaggio su una nave cargo, per respirare davvero il profumo del mare e vivere con l’equipaggio, seguendo l’immaginario descritto dai grandi romanzi di Melville e Conrad. I moderni cargo sono in grado di accogliere i viaggiatori in alloggiamenti e cabine private e spaziose, conducendoli per le rotte più disparate. Tra le mete c’è anche l’area del West Africa, particolarmente battuta da società come Frabemar per le proprie attività commerciali.

    Frabemar: storia e servizi offerti

    Nel 1995 Franco Bernardini, sicuro della propria esperienza trentennale nel settore dei trasporti marittimi, avvia Frabemar: inizialmente agenzia marittima di spedizioni in Africa Occidentale, la società amplia le sue attività sul fronte internazionale dopo la liberalizzazione dei diritti. Le attività si concentrano sull’ottimizzazione degli approvvigionamenti e sui servizi di tracciabilità delle merci, in particolare riguardanti gli operatori facenti parte dei Consigli dei Caricatori (African Shipper’s Councils – Conseil des Chargeurs). Grazie al Dipartimento di Nuove Tecnologie, Frabemar punta all’innovazione e a mantenersi aggiornata dal punto di vista tecnico. Negli anni ha implementato anche il Dipartimento di Chartering di M/N e il Dipartimento di Formazione, quest’ultimo dedicato principalmente agli operatori della catena logistica africana. La società agisce indipendentemente dalle compagnie di navigazione e si impegna a garantire caso per caso la soluzione migliore a un prezzo conveniente. Tutte le attività rispettano le norme internazionali di qualità grazie alle certificazioni fornite da organismi accreditati.

  • Alessandro Benetton: Alex Zanardi, esempio di vita

    Modello di vita, esempio di grinta, forza e ottimismo, Alex Zanardi si è raccontato ad Alessandro Benetton. Il campione paralimpico ha ripercorso le tappe fondamentali della sua vita, del percorso di riabilitazione dopo il grave incidente, lanciando un messaggio importante, utile nei momenti di sconforto e per trasformare gli ostacoli e i limiti in opportunità.

    Alessandro Benetton

    Alessandro Benetton e Alex Zanardi: quando i limiti diventano opportunità

    L’ultimo ospite della rubrica video di Alessandro Benetton #21ChangeMakers è Alex Zanardi. Il noto campione e plurimedagliato paralimpico ha accolto l’imprenditore trevigiano nel suo salotto di casa, dando vita ad un piacevole e interessante discorso ricco di motivazione, ironia, ma anche di ottimismo. Definito da tanti un esempio, Alex Zanardi ha raccontato la sua reazione al tragico incidente, che lo ha costretto all’amputazione degli arti inferiori: “Al risveglio ho sentito un dolore così forte, che paradossalmente ero felice. Significava che il peggio era già alle mie spalle”. Un limite che ha trasformato in un’opportunità: accettata la sua condizione, Zanardi si è rimesso in gioco, non ha accantonato il suo spirito agonistico, bensì ha intrapreso un nuovo percorso nel mondo paralimpico fino a vincere medaglie prestigiose. Probabilmente la vittoria più importante, però, non l’ha conquistata tagliando i traguardi olimpici o mondiali: l’impresa più grande è insita nel suo spirito, nei suoi occhi, nel suo sorriso, è la sua felicità.

    Alessandro Benetton: la crescita professionale

    Alessandro Benetton nasce a Treviso nel 1964. Decide di trascorrere all’estero gran parte degli anni della formazione: prima negli Stati Uniti, dove si laurea in Business Administration all’Università di Boston nel 1987 e quattro anni dopo consegue il Master in Business Administration presso la Harvard Business School. In seguito si trasferisce a Londra, dove avvia la propria carriera lavorando tra il 1988 e il 1989 in Goldman Sachs International in qualità di analista. Nel 1992, a soli 28 anni, Alessandro Benetton imprime una svolta al suo percorso professionale fondando 21 Investimenti, azienda nota oggi come 21 Invest. Attualmente è tra le prime società di private equity in Italia e annovera oltre 90 investimenti completati e 1,6 miliardi di euro di capitali raccolti presso investitori istituzionali. Tra le principali operazioni di successo, è da menzionare l’acquisizione di Forno d’Asolo, società che in un triennio ha quasi duplicato il proprio fatturato, arrivando a 125 milioni di euro. Nel 2017 accetta il ruolo di Presidente di Fondazione Cortina 2021, l’ente che ha il compito di organizzare i Campionati Mondiali di Sci Alpino, che saranno in programma a febbraio 2021.

  • SINERGIAfollia “CAPITA ANCHE A NOI” è il nuovo singolo tratto dall’ l’ep d’esordio “Seguimi”

    Dopo “Apri le tue braccia” arriva in radio il secondo brano lanciato dalla band livornese.

     

    Grafica: Fabrizio Bargelli

     

    “Capita anche a noi” è l’ironia della tentazione e della trasgressione.

     

     

    “Seguimi” è l’ep pubblicato a luglio 2018 dei SINERGIAfollia. Il progetto discografico racconta di amore e di emozioni unendo e raccogliendo gli spunti creativi di tutti i componenti del gruppo.

     

    Etichetta: Top Records/Dingo Music Milano

    Radio date: 5 aprile 2019

    Pubblicazione album: 13 luglio 2018

     

    BIO

     

    I SINERGIAfollia sono un gruppo italiano di musica pop formatosi a Cecina (Livorno) nel settembre del 2011. La formazione iniziale (che è quella tuttora in essere) comprende Fabrizio Bargelli al sax e tastiere, Giovanni Ruggeri al pianoforte, Nina Larocca voce e Stefano Paladini alla batteria e percussioni.

     

    I componenti del gruppo provenienti dalla musica rock (Stefano – Batterista), musica classica (Giovanni Ruggeri – Pianoforte), international pop (Nina e Fabrizio – Voce, sax e tastiere), si uniscono in un percorso di cover band che dura dal 2012 al 2018, anno in cui viene pubblicato “Seguimi”, il primo ep di inediti scritti composti e arrangiati, editi e distribuiti dalla casa discografica Top Records e da Dingo Music Milano.

     

    Contatti e social

     

    iTunes: https://apple.co/2Nc37BR

    Spotify: https://spoti.fi/2uCBv1p-

    Deezer: https://bit.ly/2mb7kKG

    Sito https://sinergiafollia.com

    Pagina Facebook https://m.facebook.com/sinergiafollia/posts?locale2=it_IT

  • Reisenplatz migliora ed amplia i servizi dedicati a tour operator ed agenzie

    Apparentemente è una piattaforma b2b come le altre: si seleziona la destinazione, si imposta la data e si sceglie la tipologia di servizio desiderato tra hotel, appartamenti, tour, escursioni, transfer e noleggi auto. In realtà, Reisenplatz è molto di più, al punto da essere divenuta uno dei pochi strumenti di booking online per le agenzie di viaggi adottati anche dai big player del settore.

    Il commento di Luca Adami, Country Manager Italia e CMO Reisenplatz

    Lo dimostrano i dati di fatturato relativi ai primi 5 mesi del 2019 e lo conferma Luca Adami, Country Manager Italia e CMO, che dichiara: “Il fatturato di Reisenplatz sta registrando una crescita del 15% rispetto allo scorso anno, ma l’aspetto più interessante riguarda la composizione del giro d’affari, riconducibile per la maggior parte a importanti tour operator e grandi agenzie specializzate in self tour operating, arrivati a rappresentare il 50% del totale. Questo dimostra che l’offerta di prodotto disponibile sulla piattaforma è in grado di rispondere anche alle esigenze degli operatori abituati alla contrattazione diretta, sia in termini di competitività dei prezzi sia di qualità del servizio. Per fronteggiare il costante incremento dell’offerta di destinazioni imposto dalla concorrenza, i big player concentrano i loro Product Manager sui contratti e sulle destinazioni core business e trovano in Reisenplatz un alleato competitivo per gestire la coda lunga di prodotto non contrattualizzato”.

    Con sede a Stabio, in Svizzera, Reisenplatz opera sul mercato italiano dal 2013 e collabora con una media di circa 2.000 clienti, tra agenzie di viaggi e tour operator. Basata su un algoritmo innovativo particolarmente efficace nell’ottimizzazione di risultati, la piattaforma può contare su un costante aggiornamento tecnologico finalizzato ad offrire le migliori prestazioni possibili nelle ricerche, abbinato al continuo inserimento di DMC e nuovi fornitori sulle destinazioni più richieste. Il risultato è un’offerta complessiva che supera 1 milione di alloggi, a cui si affiancano autonoleggi, migliaia di mini-tour ed escursioni in tutto il mondo e transfer privati punto a punto, anche al di fuori dei consueti collegamenti tra aeroporto e hotel. Il tutto con il vantaggio di poter accedere a tariffe particolarmente aggressive, che garantiscono ampia marginalità agli operatori.

    “E’ evidente che questo Business Model richiede continui investimenti – continua Adami – ma il risultato è tale da differenziarci dal resto del mercato, a tutto vantaggio dei nostri partner e delle agenzie che ci danno fiducia. Rispetto ad altre piattaforme, siamo focalizzati sul prodotto, al punto che nel nostro staff ci avvaliamo della collaborazione di un Professionista di lunga data del calibro di Norman Tassin, in qualità di Global Business Development Manager, a cui affidiamo la gestione dei rapporti con i clienti più importanti”.

    Le parole di Norman Tassin, Global Business Development Manager Reisenplatz

    Con un passato all’interno di aziende storiche tra cui United, Air One, Alitalia e Caleidoscopio/Oltremare, Norman Tassin può contare su una vasta esperienza e su una competenza trasversale, che spazia dalle compagnie aeree ai tour operator: “Le agenzie di viaggi che utilizzano la nostra piattaforma – ha dichiarato lo stesso Tassin – possono competere in maniera sempre più efficace con i big seller del web, OTA comprese, tanto nell’attività di vendita dei servizi singoli quanto nell’organizzazione e costruzione dei pacchetti”.

  • Caldaia con accumulo, pro e contro

    La caldaia con accumulo è un modello decisamente interessante, se stai pensando di sostituire il tuo vecchio impianto con uno nuovo. In questo breve approfondimento analizzeremo i principali pro e contro della caldaia con accumulo, così da comprendere se davvero questo apparecchio possa fare al tuo caso e riuscire a soddisfare le esigenze termoidrauliche della tua famiglia.

    Perché acquistare una caldaia con accumulo

    La caldaia con accumulo è un apparecchio pensato per chi ha grandi necessità di produzione rapida di acqua calda sanitaria. Ciò è utile specie se si ha un nucleo familiare di media o grande entità e, soprattutto, se la casa è di ampia quadratura e dunque la richiesta può ed avviene spesso in contemporanea da più punti. Grazie ad una caldaia ad accumulo di scongiura il pericolo di restare sotto la doccia con l’acqua fredda se, ad esempio, nel secondo bagno viene aperto il rubinetto per l’acqua calda.

    Inoltre, cosa non trascurabile, una caldaia con accumulo consente di mantenere stabile la temperatura dell’acqua durante tutto l’arco temporale della sua erogazione, evitando così i classici sbalzi dovuta alla richiesta multipla di ACS.

    I contro della caldaia con accumulo

    Come ogni tipologia di apparecchio, anche la caldaia con accumulo presenta delle potenziali problematiche e/o limiti che possono spingere l’utente a non preferirla. Nello specifico, il limite maggiore delle caldaie con accumulo è dovuto alla loro pesantezza e all’ingombro del serbatoio, due condizioni che richiedono all’utente un ampio spazio in casa (o all’esterno) per l’installazione, nonché la necessità di montare la caldaia su di un muro portante, evitando assolutamente i tramezzi o le pareti divisorie.

    C’è però da aggiungere che la tecnologia ha dato un grande contributo allo “snellimento” delle caldaie con accumulo, rendendole più leggere e meno ingombranti: stiamo parlando delle caldaie con microaccumulo, anche se, ad oggi, sono appannaggio solo di specifiche aziende.

    Si ringrazia per la consulenza tecnica il portale CaldaieClimatizzatoriePannelliSolari.it, il primo sito italiano specializzato nella ricerca dei migliori centri assistenza per la caldaia.

  • Inquinamento luminoso: Claudia Lattuada firma il logo di MISSION DARK SKY, la più importante campagna sull’inquinamento luminoso

    È l’Architetto Claudia Lattuada la designer che ha realizzato il logo di MISSION DARK SKY, la più importante campagna sull’inquinamento luminoso d’Italia.

     

    Un logo non è soltanto un segno grafico, racconta una storia, un concetto, un progetto”. Claudia Lattuada – Architetto e Interior Designer.

     

    È una donna la designer che ha disegnato il logo di MISSION DARK SKY, la campagna globale sull’inquinamento luminoso che lo scorso maggio ha preso il via dall’Italia. Un progetto internazionale che fin dalla sua nascita ha riscontrato un grande successo di pubblico e stampa.

    Claudia Lattuada è un architetto di successo, che ha prestato la propria creatività per dare un brand ad una campagna che in poche settimane si è ritagliato un posto di primo piano nella lotta ad un problema globale.

     

    Ho chiesto a Claudia di realizzare il logo di MISSION DARK SKY, la campagna globale sull’inquinamento luminoso di COSMOBSERVER per la  grande sensibilità che ha da sempre dimostrato verso questa tematica” ha dichiarato il divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, fondatore del progetto, che continua “Conosco Claudia da qualche tempo, e fin dall’inizio mi ha raccontato del suo impegno nella gestione della luce nelle sue scelte progettuali in ambito di interior design. Un impegno che la porta a diminuire l’impatto dell’inquinamento luminoso in ogni singola scelta. Volevo che fosse lei a farlo, perché unisce la sensibilità dell’essere umano alla forza di una donna che ha dovuto ritagliarsi il suo spazio in un mondo di uomini. Le ho chiesto di creare il logo della più imponente campagna sull’inquinamento luminoso, e lei ha detto sì. Fantastico. È per tutti noi un orgoglio e un privilegio”.

     

    Ed è imponente il logo della campagna. Una scritta (MISSION DARK SKY ndr), che indica chiaramente gli obiettivi della campagna. Il font è forte, netto e richiama quello dei supereroi molto in voga in questo momento storico. Un logo diretto, intuitivo che è stato creato per essere compreso a livello internazionale.

     

    Creare un logo come quello di MISSION DARK SKY è stata una sfida eccitante per me”, commenta L’Arch. Claudia Lattuada a latere della conferenza stampa di presentazione. “Quando Emmanuele mi ha raccontato il progetto, ho voluto appoggiare la campagna dando il mio contributo concreto. La gestione della luce è un fattore attivo nella creazione del benessere nella (e della) casa. Ecco perché sono da anni particolarmente attenta alle ricadute psico-fisiche della luce, soprattutto nell’attivazione dei cicli circadiani (giorno / notte ndr) all’interno dei miei progetti. Direi che il risultato sia positivo e potrà permettere a MISSION DARK SKY di poter arrivare presto a quella riconoscibilità che si merita”.

     

    Di seguito i riferimenti dei protagonisti di questa partnership:

     

    Claudia Lattuada – Architetto e Interior Designer

    Web: http://www.cinquepuntounocode.it/

    Facebook: https://www.facebook.com/5.1code/

    Instagram: https://www.instagram.com/5.1code/

     

    MISSION DARK SKY – A Global Campaign Awareness about Light Pollution

    Web: http://www.cosmobserver.com/missiondarksky.htm

    Facebook: https://twitter.com/missiondarksky

    Instagram: https://www.instagram.com/missiondarksky/

    Twitter: https://twitter.com/missiondarksky

  • Giuda Nicolosi “La nave di Rea” anticipando il nuovo album che verrà pubblicato ad ottobre 2019 arriva in radio il singolo cardine del cantautore milanese

    La canzone pop-rock mette in musica una lucida riflessione sulle dinamiche generazionali che coinvolgono la società contemporanea.

    «Sono i folli, i visionari, i ribelli ed i sognatori che riescono a cambiare il mondo e a migliorare il futuro. In un momento così delicato e così controverso per questo pianeta le parole di Steve Jobs ci acciecano come un fulmine a ciel sereno. La Nave dell’umanità naviga in cattive acque e non sappiamo ancora se verremo inghiottiti dalla tempesta che noi stessi abbiamo causato oppure ce la faremo a raggiungere il sereno… non ci resta che navigare con coraggio ed un pizzico di follia verso le nostre illusioni…» Giuda Nicolosi

    “La nave di Rea” è una favola che parla di due pionieri, due folli navigatori che sfidano la tempesta per inseguire i loro sogni. Simbolo di una generazione che a dispetto di ciò che sembra trasparire dai media non si è ancora arresa, una generazione che si è colpevolmente adagiata nella bambagia di un benessere e che troppo tardi si è accorta essere solo transitorio e instabile. Da qui nasce la metafora dei grandi navigatori, dei grandi esploratori coraggiosi e pionieri così come lo sono Roberta e Andrea: due ragazzi come tanti altri che con coraggio partono alla conquista dei loro sogni.

    «A mio parere ci stiamo svegliando come un leone addormentato e per colpa o merito delle difficoltà enormi ed impreviste che stanno nascendo ci troviamo costretti a sfidare il mondo. Prova ne è una ragazzina svedese di 16 anni che si scaglia contro i poteri forti del monopolio dell’energia globale. I sempre più numerosi cosiddetti “gruppi cospirazionisti” che tuonano contro i sistemi corrotti della finanza e così a seguire una lunga lista di ribelli di intrepidi leader che si muovono in direzione ostinata e contraria.  Ci stiamo svegliando ed io personalmente sono convinto che non servano insurrezioni o rivolte popolari per portare un messaggio di speranza ma che la musica basti da sola per fungere da rivoluzione gentile e che i sognatori possono cambiare il mondo perché alla fine la bellezza e solo la bellezza ci salverà da questa tempesta di paura» Giuda Nicolosi

    Il brano è stato registrato, mixato e masterizzato tra Bra – in provincia di Cuneo – e Milano. Nella sapienti mani di Max Caso per la presa diretta e di Andrea Maccagno per la finalizzazione del missaggio e del mastering. Gli arrangiamenti e le parti sono state composte e suonate dalla band composta da:

     

    Andrea Maccagno – al basso

    Carlo Ceruti – alla batteria

    Alessandro Spoldi – al piano

    Max Caso – alle chitarre

    Luciano Iezzi – alle chitarre (“A quest’ultimo che ci ha lasciato da pochi giorni è dedicato l’intero album che uscirà ad ottobre 2019” racconta Giuda)

     

    Credits

    Musiche di Luciano Iezzi, Carlo Ceruti, Andrea Maccagno e Giulio Nicolosi

    Testo di: Giulio Nicolosi

    Preproduzione: Massimo Caso del Cortile Studio

    Arrangiamento: Simone Ferrero e Andrea Maccagno

    Batteria elettronica: Carlo Ceruti

    Batteria acustica: Riccardo Bera

    Basso: Andrea Maccagno

    Chitarre: Luciano Iezzi e Massimo Caso

    Tastiere: Simone Ferrero

    Mix e Mastering: Roberto “Il Mac” Maccagno

     

    Radio date: 19 aprile 2019

    ETICHETTA: Musicrails

     

    BIO

    Nato a Milano il 22 aprile 1986, si appassiona alla musica e alla scrittura creativa fin da piccolissimo.Canta, scrive poesie ed è autore di testi musicali. Suona il basso, la chitarra acustica e adopera molti software in ambito professionale. Dopo aver militato in alcune boyband milanesi e dopo una parentesi come dj; comincia, all’inizio del 2015, una carriera solista con il nome d’arte di “Giuda Nicolosi”.

    Fino ad oggi ha pubblicato 4 ep: L’istante prima di volare, Nuvola, Precipitare non esiste e I fiori di Giuda; con l’omonimo titolo esce anche una raccolta di poesie che riscuote un discreto successo di pubblico. È stato in tour per due anni di seguito nei club di culto delle capitali italiane (Tunnel di Milano, Legend Club, Good Fellas di Napoli, Fonclea di Roma etc.) collezionando sold out e riscuotendo apprezzamento. Nel 2017 suona come ospite tra i big del Festival Show di Mestre.  Nel 2018 si esibisce ad Area Sanremo con conseguente intervista a diverse emittenti tra cui Radio Italia. Ad oggi è al lavoro alla produzione live per il tour estivo che promuoverà alcune canzoni del nuovo album in uscita ad Ottobre 2019.

     

    Contatti e social

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  • Volonline presenta le partenze garantite da Napoli

    Barcellona, Malaga, Lisbona, Cefalonia, Mykonos, Rodi, Santorini, Malta, Sharm El Sheikh, Thailandia e Maldive. A queste si affiancano le proposte da Napoli e Bari per i tour in Francia, Polonia, Russia, Capitali Baltiche e Nord Europa: in vista della stagione estiva, Volonline, in seguito all’apertura della sede partenopea, ha lanciato una serie di partenze garantite dagli aeroporti di Fiumicino e Capodichino, rivolte alle agenzie del centro e del sud Italia. Tutti i pacchetti disponibili possono essere prenotati direttamente dagli agenti sulla piattaforma Volonclick, approfittando di numerose opzioni in merito alla durata del viaggio e alla tipologia di struttura. Da segnalare in particolare le proposte sul Mar Rosso, che stanno riscuotendo un grande successo, per un totale di 12 partenze speciali tra giugno e settembre da Napoli abbinate a soggiorni in resort 3 e 4 stelle, e i classici combinati di più isole in Grecia, da sempre tratto distintivo dell’offerta firmata Volonline.

    In grande spolvero anche le Maldive, con partenze garantite da Napoli in agosto e soggiorni di 11, 12 e 14 notti nei Crown&Champa Resorts. La partnership con la catena di strutture maldiviane, presentata lo scorso mese nel corso di evento presso la sede di Volonline Sud, prevede anche un fam-trip in collaborazione con Turkish Airlines rivolto alle 8 agenzie di viaggi che, a fine stagione, avranno raggiunto le migliori performance di vendita.

    Il commento di Michele Guardascione, direttore della sede napoletana di Volonline

    Michele Guardascione, direttore della sede napoletana di Volonline ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti del consenso ottenuto da parte delle agenzie, ennesima riprova della reattività del mercato del sud, che viene erroneamente considerato secondario e invece è sempre in cerca di novità e di opportunità di vendita personalizzate. Basti pensare che abbiamo aperto la sede di Napoli a ottobre e in poco più di 6 mesi abbiamo già raggiunto il breakeven!”

  • Una nuova anima alla camera da letto: Francesco Pasi lancia la finitura in pelle per tutti gli arredi

    Verona, Giugno 2019 – La camera da letto è il rifugio per eccellenza della propria casa, intima, personale, su misura. Ed è proprio il mix di arredi e complementi a renderla unica. Francesco Pasi, brand di arredamento internazionale, studia costantemente la ricerca dei materiali e cura i dettagli per creare spazi di vita personalizzati e di tendenza. Proprio secondo questa filosofia, ha introdotto nella nuova collezione Ellipse la finitura in pelle rendendo il letto, protagonista indiscusso della zona notte, ancora più confortevole e raffinato. Tutta la camera da letto si veste della nuova finitura in pelle o Nabuck – letto, comò, comodini, toeletta e panchetta – in nuance avvolgenti e toni chiari in armonia perfetta con l’abitare contemporaneo.

    Letto Ellipse
    Letto Testata Imbottita (con rivestimento in pelle)
    H 140 L 200 P 220 CM (interno 180 X 200 CM)

    Una testiera oversize imbottita in finitura pelle o Nabuck, cuciture fatte a mano, una silhouette leggera e sospesa che chiama a scoprire tutta la qualità del Made in Italy: il letto Ellipse è portavoce di ricercatezza estetica.

    Le linee pulite e distintive della Collezione Ellipse sono evidenziate anche in questo letto, ideale per le case private ma anche per suite di lusso internazionali.

    Francesco Pasi S.r.l.
    Via Farfusola, 10 Bonavicina (VR)
    [email protected]
    T. 045 7103432
    www.francescopasi.it

    Press office Terzomillennium
    Barbara Bruno
    [email protected]
    T. 045 6050601
    www.terzomillennium.net

  • Adolescenti e tecnologia: come evitare la dipendenza dei più piccoli

    Lo smartphone è ormai una presenza costante nella vita di ogni individuo, ma soprattutto fra i più giovani rischia di diventare una vera e propria dipendenza.

    Con la sua immediatezza, la Rete offre molteplici vantaggi legati a diversi aspetti della vita quotidiana, dall’apprendimento all’informazione passando per la connessione fra coetanei.

    Ma come per ogni aspetto, c’è il rovescio della medaglia. Un eccessivo utilizzo di questi dispositivi può causare irritazione agli occhi, dolori a collo e spalle per l’errata postura, distrazione e disattenzione.

    Di studi sull’argomento ne sono stati effettuati diversi e la Società Italiana di Pediatria (Sip) ha deciso di stilare un manuale sul corretto utilizzo dei dispositivi mobile dedicato ai giovani dagli 11 ai 17 anni. Presentato al 75esimo congresso italiano di pediatria, il documento analizza pro e contro della Rete e fornisce ai tutori elementi di spunto su cui lavorare e alcuni consigli su cui riflettere, specificando come sia fondamentale porre regole, dare il buon esempio, consultare dei professionisti e, cosa più importante, avere un dialogo con i ragazzi.

    La maggior parte degli studi vengono effettuati in paesi come Corea e Usa dove la questione è già allarmante. Per l’Italia invece, i dati Istat per l’anno passato vedono l’85% degli adolescenti nella fascia di età 11-17 anni utilizzare quotidianamente uno smartphone, soprattutto le ragazze (87,5%).

    Poco più della metà dei ragazzi controlla il dispositivo come prima cosa al mattino e ultima alla sera, e il 63% dei soggetti dai 14 e i 19 anni non ne fanno a meno neanche durante le lezioni e la metà degli intervistati trascorre dalle 3 alle 6 ore sul cellulare, oltre all’orario scolastico.

    Come spiega il Presidente della Società Italiana di Pediatria Alberto Villani “Servono dialogo e regole chiare” e “Raccomandiamo ai genitori di mantenere sempre una comunicazione efficace con i propri figli, perché una buona relazione contribuisce a favorire un corretto uso delle tecnologie digitali. Ma è indispensabile anche stabilire regole e limiti chiari nell’utilizzo dei media device”.

    Ad esempio sarebbe buona norma che i ragazzi non avessero a disposizione i dispositivi in determinate occasioni come durante i pasti, nei momenti dedicati alla famiglia, durante lo svolgimento dei compiti salvo naturalmente non sia propedeutico per gli stessi e prima di dormire. In quest’ultimo caso infatti si rischia di perdere più o meno sei ore e mezzo di sonno a settimana a causa dell’utilizzo dei dispositivi.

    La Segretaria Nazionale Sip, Elena Bozzola, aggiunge che “Si tratta di regole che valgono prima di tutto per i genitori, i quali dovrebbero dare il buon esempio. Genitori e pediatri dovrebbero inoltre fare attenzione ad alcuni campanelli d’allarme tra i quali frequenti mal di schiena, mal di testa, modifiche nei ritmi del sonno, bruciore e lacrimazione degli occhi, mancanza di interessi e incapacità di staccarsi dallo smartphone”.

    Riportiamo di seguito le cinque raccomandazioni fornite dai pediatri, per aiutare il lavoro dei genitori

    1. Parla con tuo figlio – è importante favorire una comunicazione aperta tra genitore e adolescente, spiegando ai ragazzi cosa vuol dire un utilizzo positivo e intelligente dei media device, prestando attenzione ai contenuti che vengono pubblicati e letti e ricordando loro che è indispensabile proteggere la privacy online per tutelare se stessi e la propria famiglia.
    2. Comprendi, impara e controlla – il genitore dovrebbe monitorare il tempo che il proprio figlio spende su tablet, smartphone e pc, imparando per primo le tecnologie a disposizione per poterle comprendere per quanto è possibile, giocando insieme a lui e condividendo per quanto possibile le attività sui media device.
    3. Stabilisci limiti e regole chiare – occorre limitare il tempo di utilizzo di smartphone, tablet e pc durante il giorno o nei fine settimana, stabilendo orari precisi di divieto per esempio durante i pasti, i compiti e le riunioni familiari. Considerare i media come un’opportunità per tutta la famiglia per vedere insieme film o condividere contenuti social o messaggi in chat e video
    4. Dai il buon esempio – come genitore l’esempio è fondamentale, per questo mamme e papà dovrebbero limitare per primi l’utilizzo di smartphone quando si è in famiglia e durante i pasti; è importante inoltre che i genitori scelgano sempre contenuti appropriati e linguaggi adeguati sui social network
    5. Fai rete – è indispensabile la collaborazione tra genitori, pediatri e operatori sanitari per tutelare e sostenere i ragazzi attraverso campagne di informazione che forniscano una maggiore consapevolezza degli aspetti positivi ma anche dei rischi che presenta l’uso eccessivo dei media device.

    La tecnologia è senza dubbio una fantastica realtà a cui tutti dovrebbero avere accesso, il segreto per evitare di diventarne però dipendenti è la moderazione: ESET Italia da sempre promotrice di un uso attento della tecnologia da parte dei ragazzi non può che condividere quanto proposto e suggerire ai genitori l’uso di un valido software di parental control che li aiuti nel compito di proteggere i giovani dalle insidie di Internet.

  • Scuole, sicurezza degli edifici e infortuni: promossi con voti buoni i plessi bergamaschi

    Bergamo, 12 giugno 2019 “La scuola è finita e i plessi della provincia di Bergamo sono quasi tutti promossi per quanto riguarda la sicurezza degli edifici (alta) e gli infortuni degli studenti (di lieve entità), ma le vacanze estive possono essere l’occasione giusta per mettere mano ad alcune carenze in vista della ripresa a settembre”.

    Così Sergio Piazzolla (Responsabile Area Specialistica Igiene e Sicurezza del Lavoro – Ufficio Direzione UOS Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro di ATS Bergamo) fotografa la situazione degli istituti comprensivi della Bergamasca, oggetto di vigilanza periodica da parte dei tecnici dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, al termine dell’anno scolastico 2018/2019.

    Dal 2003 al 2018 la nostra attività di vigilanza nelle scuole ha interessato 572 edifici dei circa mille del territorio. Le “materie” oggetto di verifica sono igiene e sanità pubblica, sicurezza sul lavoro, sicurezza termica e sicurezza elettrica. Nel 2018 il risultato è stato positivo per il 71,8% delle trenta scuole controllate fra statali, paritarie o private, di ogni ordine e grado (esclusi università e asili nido)”, spiega Piazzolla.

    Le verifiche effettuate negli ultimi anni evidenziano la pressoché totale risoluzione di 16 situazioni rischiose riscontrate in passato, mentre altre 22 sono state quasi risolte: “Questo risultato è frutto da una parte di un percorso culturale e di sensibilizzazione alla prevenzione che il mondo scolastico bergamasco ha vissuto in questi quindici anni e, dall’altra, del fatto che gli istituti scolastici imparano a utilizzare in autonomia e ripropongono il metodo di controllo utilizzato da Ats – commenta Piazzolla – Si tratta di un grosso passo avanti per il mondo scolastico (e dei proprietari degli edifici, che sono essenzialmente Comuni e Provincia), molto rilevante dal punto di vista di un percorso di miglioramento continuo dei livelli di sicurezza delle scuole, iter condiviso e convinto, seppur lento”. Solo cinque le contestazioni fatte per mancanze gravi dal 2003 al 2018, segno che un’attività costante nel tempo porta a una situazione sostanzialmente priva di grandi criticità.

    Per quanto riguarda invece le persone che popolano il mondo della scuola, a Bergamo e in provincia ogni giorno di lezione gli alunni infortunati sono stati circa 10 nel 2018 su circa 140.000 (erano, sempre al giorno, 12,5 nel 2011, 11,2 nel 2016 e 11,5 nel 2017; il dato riguarda solo le statali perché Inail non registra gli infortuni nelle paritarie, ndr). Il luogo in cui avvengono più infortuni è la palestra.

    Infortuni ‘gravi’ non se ne registrano almeno sin dal 2007, a riprova che vi è adeguata attenzione alle strutture scolastiche. Il giudizio complessivo sulle scuole bergamasche è per questo abbastanza soddisfacente”, aggiunge Piazzolla.

    Vari episodi di incidenti, sfondellamenti o lesioni delle strutture edilizie scolastiche, avvenuti negli ultimi anni a livello nazionale, hanno evidenziato l’importanza di mantenere un’adeguata vigilanza e attenzione sulle strutture scolastiche, per consentire tempestivi ed efficaci interventi preventivi, “per questo ricordiamo ai Dirigenti Scolastici, ai responsabili della sicurezza nelle scuole ed ai proprietari di sfruttare la pausa estiva per interventi sugli allarmi antincendio, per sistemare serramenti e parapetti, senza dimenticare certificazioni, segnaletica e Piani di Emergenza”, suggerisce Piazzolla.

    Avere scuole sempre più sicure è un obiettivo che tutti vogliono centrare, tanto che per il 2019 a Bergamo e provincia – a seguito di specifiche richieste inoltrate dai proprietari degli edifici scolastici al Ministero dell’Istruzione per disporre di fondi necessari per interventi antincendio sull’edilizia scolastica – è stata destinata la quota maggiore rispetto alle altre province: ben un quarto dei fondi destinati alla Lombardia. Una testimonianza dell’attenzione degli enti locali a questa problematica. Ats Bergamo ha anche proposto e attivato un tavolo mensile con i responsabili del servizio di prevenzione e protezione delle scuole cui partecipano 44 referenti, con lo scopo di tenere alta l’attenzione, e l’aggiornamento, sugli aspetti di salute e sicurezza. Inoltre, unica realtà in Lombardia, Ats Bergamo riunisce una volta all’anno la conferenza di servizio dei presidi e degli RSPP per fare il punto sui controlli effettuati, sui miglioramenti conseguiti nonché sulle situazioni critiche riscontrare.

    Infine “come Agenzia di Tutela della Salute confermiamo gli ottimi rapporti con tutte le istituzioni coinvolte e in particolare con l’Ufficio scolastico provinciale che l’altra settimana ha ospitato il nostro Collegio di Direzione – conclude Massimo Giupponi, Direttore generale di Ats Bergamo – Proseguiremo insieme per portare avanti e implementare i tanti punti di lavoro in comune a partire dal tema della sicurezza a tutti i livelli”.

  • Festa della Musica 2019, all’ex mattatoio “maratona” di note per dare il benvenuto all’estate

    Modica (RG) – Musica, concerti, performance, teatro danza e arte. Tutto questo e molto altro offrirà la Festa della Musica 2019, in programma il 21 giugno dalle ore 15,30 fino a mezzanotte negli spazi del laboratorio artistico polivalente “Matt’officina” (ex mattatoio comunale) in via Fontana 421, sede dell’Associazione Artisti Associati e in altri luoghi della città. La kermesse, organizzata da Artisti Associati con il patrocinio del Comune di Modica, si inserisce nel cartellone internazionale della XXV edizione della Festa della Musica, un evento targato AIPFM (Associazione italiana per la promozione della Festa della Musica), SIAE e MiBAC, che coinvolgerà quest’anno 490 città e oltre 7 mila artisti solo in Italia.
    L’idea-forza della manifestazione è quella di dar vita a un’opera totale, dove Musica e Arti visive si fondono in una festa all’aria aperta all’insegna della creatività. La direzione artistica è affidata a Marco Grifola di Artisti Associati, che ha messo insieme alcune tra le migliori realtà nel panorama artistico siciliano.
    Amplissima l’offerta musicale, con decine di artisti e band che spaziano dalla musica popolare siciliana (Enza Strazzulla – Duo Coppola) a performance di Flamenco (Serena Augello) alla musica celtica (Tir Na Nog) alla musica Etnica (Intro Percusion) alla musica d’improvvisazione (Pantomima), passando per il Rock declinato nelle sue influenze Wave e Alternative (The Shameless, Di Viola Minimale, Tapso II) da performance di manipolazioni vocali (Tribolo per i Ferribò) per concludersi con improvvisazioni musicali,video e performace pittorica (Accidentale Trio). Le esibizioni musicali saranno intervallate da performance di teatro danza, a cura di Pamela Vindigni, Serena Augello e Arianna Occhipinti. Opere d’arte e istallazioni offriranno un nuovo scenario estetico agli spettatori.

    La Festa della Musica coinciderà con il solstizio d’estate, il giorno più lungo dell’anno nonché l’inizio della calda stagione, un evento carico di significati simbolici e ancestrali sui riti di passaggio, le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

    Tra gli altri motivi di interesse della manifestazione, vi è anche l’inedito utilizzo di uno spazio urbano come l’ex mattatoio, recentemente riqualificato come “dimora creativa” e restituito alla collettività per la fruizione di eventi artistici e culturali. Previsti anche tre concerti ed eventi collaterali nei locali del centro storico, con inizio alle ore 21: Raggae Music all’American Bar (Viale Quasimodo 8); Metal Militia al Piccolo Bar (Piazza Matteotti) e Dime Lie al Bar Sicilia (Corso Umberto). Tutti i concerti sono gratuiti.

    Info e contatti:Artisti Associati
    tel. 349 705 5355
    [email protected]
    https://www.facebook.com/Festadellamusicamodica/

  • L’Arte contro il pregiudizio, installazione di Tommaso Chiappa per la “Carovana dei sogni” al Teatro Jolly

    Palermo – Una contaminazione tra teatro, pittura e spettacolo. “Libertà”, la nuova installazione site-specific dell’artista Tommaso Chiappa, pensata per gli ambienti del Teatro Jolly di via Costantino Domenico 54-56, in occasione dello spettacolo “Sogni d’autore” che la compagnia “Carovana dei sogni” porterà in scena mercoledì 12 giugno alle ore 21.

    Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con l’Associazione italiana Sindrome di Williams e l’Associazione Nuovo Sentiero. A recitare saranno giovani attori affetti dalla Sindrome di Williams, i quali hanno scoperto il valore terapeutico del palcoscenico grazie ai laboratori teatrali, artistici e musicali diretti con passione e competenza da Tiziana Martilotti, Giuseppe Giambrone, Luca De Paoli, Daniele Restivo e Laura Ambra.

    Con le sue installazioni, un trittico e una serie di lavori monocromatici sul valore della libertà, Chiappa intende contaminare lo spazio teatrale e farne un luogo espositivo. Ma anche interagire con lo spettacolo e il suo significato. La libertà raffigurata dall’artista è quella dei bambini che guardano con occhi innocenti e senza pregiudizi alle diversità razziali, sociali e culturali. Una libertà

    di giudizio che spesso viene meno nell’età adulta. L’artista vuole provare a cambiare l’opinione comune sul diverso e offrire, attraverso l’arte, spunti di riflessione sui temi dell’integrazione e della società multiculturale.

    L’installazione fa parte di Multicultural.0, un progetto avviato cinque anni fa. Esso prevede l’allestimento di mostre d’arte e installazioni nei luoghi di lavoro studi, aziende, scuole. Tra gli altri, ricordiamo: Outsider nella storica fabbrica Electrolux di Solaro, in provincia di Milano (2017); Excursion nello studio commercialista Gregorio di Palermo (2018); Global Station nelle sedi dello

    Studio Legale Internazionale Damiani&Damiani di Palermo; Maugeri in Arte nello struttura ospedaliera Maugeri di Pavia (2019).

    Tommaso Chiappa (Palermo, 1983) si è diplomato all’Accademia di Brera a Milano. Lanciato dal gallerista Luciano Inga-Pin con una serie di importanti mostre tra il 2005 e il 2008, ha preso parte a numerose personali e collettive in Italia e all’estero.

  • Gioca in piazza con Avis

    In occasione della giornata del Donatore di Sangue (14 giugno), Avis Comunale di Bergamo ha organizzato per domenica 16 giugno dalle ore 15:30 sul Sentierone (Bergamo) la manifestazione “GIOCA IN PIAZZA CON AVIS”.
    «Anche quest’anno, in occasione della giornata del Donatore di Sangue, saremo in piazza per promuovere la cultura della donazione di sangue ed emoderivati regolare» – sottolinea Roberto Guerini, Presidente di Avis Comunale Bergamo evidenziando la richiesta di sangue e dei suoi derivati sempre più alta in particolar modo l’estate, quando i donatori sono sempre meno per via delle vacanze. I volontari di dell’Avis comunale saranno a disposizione per spiegare il ruolo di Avis e dare tutte le informazioni necessarie sulla donazione e come diventare donatori di sangue.
    «Abbiamo deciso – continua Guerini – di partecipare all’edizione Bergamo Estate 2019, l’iniziativa organizzata dal Comune di Bergamo per animare la città nei mesi estivi, per coinvolgere sempre più persone in questo nostro percorso. Nel 2018 l’Avis Comunale di Bergamo ha registrato 6562 donazioni e 562 nuovi iscritti. Un ottimo risultato, ma possiamo fare molto di più. I bergamaschi hanno un grande cuore: il nostro compito è spiegare loro che diventare “donatore” significa occuparsi degli altri facendo aumentare la disponibilità di emocomponenti (globuli rossi, plasma e piastrine) ma anche di sé stessi perché i donatori periodici sono sottoposti ad accurate visite e attenti controlli sul sangue” dichiara».
    Una manifestazione ludica, educativa e formativa, che illustra tramite quiz e giochi specifici per adulti e bambini, l’importanza di un piccolo gesto, come la donazione, per salvare vite umane ma anche sensibilizzare i cittadini al corretto comportamento durante le maxiemergenze.
    Nel corso dell’iniziativa, creata da Avis Nazionale insieme a AVIS Giovani e Rotaract, con il patrocinio di Protezione Civile, ANPAS e Ordine di Malta Corpo Italiano di Pronto Soccorso, saranno distribuiti volantini, gadget e premi per i partecipanti ai giochi. Giochi che coinvolgeranno anche i più piccoli, ai quali Avis Comunale di Bergamo si rivolge con numerose proposte nel corso dell’anno, affinché entrino in contatto con una realtà che ogni giorno aiuta migliaia di persone.
    Per informazioni e programma: www.avisbg.it
    Facebook @avis.comunalebergamo
    Instagram @aviscomunalebergamo
  • «Benvenuta Lodi!» Al Parco Faunistico Le Cornelle uno speciale fiocco rosa per la nascita di una cucciola di tapiro

    Bergamo, 11 giugno 2019 – Sei chili di infinita dolcezza e una storia unica da raccontare. Al Parco Faunistico Le Cornelle, dallo scorso 28 maggio, è arrivata Lodi, una piccola tapira la cui nascita è salutata come un vero e proprio “dono” dai veterinari e dagli esperti del Parco. Non solo perché il cucciolo è arrivato “a sorpresa” in quanto non è possibile stabilire con esattezza la data del parto per questa specie, ma anche perché sua mamma ha alle spalle un passato particolarmente insidioso.

    Isara – per gli amici “Tapi” – è la mamma di Lodi e lo scorso luglio ha avuto seri problemi di salute. A seguito di forti dolori addominali uniti a difficoltà nel camminare è stata portata all’Università di Veterinaria di Lodi e lì è stata sottoposta a una serie di accertamenti che hanno evidenziato una grave ostruzione gastrica. Non riuscendo a rimuoverla con l’ausilio di una sonda esofagea, si è deciso di sottoporre Tapi a un’operazione chirurgica d’urgenza. La matassa che si era formata nello stomaco per oltre 3 kg l’avrebbe altrimenti condotta al decesso.

    Ma la decisione non è stata semplice da prendere perché Tapi versava in condizioni critiche e aveva perso molto peso nell’ultimo periodo. Grazie alla collaborazione tra i medici veterinari del Parco de Le Cornelle e i colleghi del modernissimo ospedale veterinario del polo di Lodi però, tutto si è risolto per il meglio. Come in un vero caso di “E.R” i medici hanno lavorato in equipe: il dr. Ravasio dell’Università di Lodi ha sedato e monitorato Tapi durante tutta la durata degli accertamenti diagnostici e per le lunghe ore dell’intervento chirurgico, il Dr. Maurizio Oltolina del Parco Faunistico delle Cornelle e il Dr. Stefano Romussi dell’Università Veterinaria di Lodi hanno eseguito l’intervento rimuovendo completamente l’ostacolo che occludeva lo stomaco.

    E non solo l’operazione si è risolta con successo: proprio a seguito dei controlli a cui Tapi è stata sottoposta, si è scoperto che era in dolce attesa. La gestazione era circa al secondo mese e viste le condizioni di salute non si era certi che sarebbe arrivata al termine. Subito dopo l’intervento, Tapi, è stata riportata al Parco dove con le amorevoli cure degli esperti si è potuta riprendere al meglio. Tapi ha dimostrato tutta la forza di una mamma: ha fatto terapia intensiva e fisioterapia mirata al ripristino delle funzioni digestive e intestinali e ha recuperato pienamente. Così, è tornata la speranza che anche la gravidanza potesse andare a buon fine.

    Inoltre, avendo un carattere molto docile, è stato possibile eseguire delle ecografie senza alcun bisogno di sedarla ma semplicemente facendole coccole e “grattini”. E il 28 maggio: ecco Lodi! Vista la vicenda vissuta dalla mamma, non c’è stato alcun dubbio sul nome da dare al cucciolo. La baby tapira è arrivata facendo una bellissima sorpresa a tutti, visto che non esistono dei riferimenti specifici circa le misure fetali di un tapiro, dunque non era possibile prevedere con precisione la data del parto. Ma tutto è andato per il meglio e in maniera molto naturale: il veterinario di turno ha controllato Tapi alle 19 e quando è tornato alle 22 ha trovato Lodi già nata: sana, asciutta e sgambettante.

    Come tutti i tapiri neonati, Lodi presenta una tipica livrea marrone macchiata-striata di chiaro. Una colorazione mimetica che in natura protegge i piccoli dalla vista dei predatori e che rimarrà tale fino al 4° mese di vita in coincidenza con lo svezzamento della piccola. Poi la colorazione si sbiadirà progressivamente per sparire completamente o quasi attorno al 7-8° mese di vita, diventando marrone come quella degli adulti.

    Una storia a lieto fine, quindi, che apre la strada a nuove, dolcissime, attese come (si spera!) quelle dei rinoceronti bianchi. Dopo un anno dall’arrivo dell’esemplare maschio, da poco, a Le Cornelle, è scoppiata la passione tra i due esemplari di questa specie, Pancho e Geraldine. Non è certo se porterà a una gravidanza, ma le attese sono alte anche perché questi sono gli unici due rinoceronti bianchi in Italia potenzialmente riproduttivi. Non resta che attendere, quindi, e sperare che la natura faccia al più presto il suo corso.

  • L’offerta estate 2019 di Cambio Casa: villa a Marina di Pulsano (TA)

    L’estate 2019 è finalmente scoppiata e Immobiliare Cambio Casa, leader tra le agenzie immobiliari a Taranto nel settore del real estate, è pronta a presentarci un’offerta particolarmente “estiva”. Avere una villa che gode di un panorama mozzafiato sul mare è per tanti un desiderio irrealizzabile in termini di costi. Ma Cambio Casa riesce a far diventare i sogni in realtà a prezzi accessibili.

    Quella di cui parleremo è una proposta di investimento eccezionale a Pulsano, meraviglioso comune nella parte salentina della provincia di Taranto. Si tratta di una villa situata ad appena 30 metri dal mare di circa 120 mq. Diciamo subito che la particolarità di questo immobile è che si compone di 2 appartamenti posti su due livelli. Al piano terra, troviamo un ampio ingresso-salone, bagno, cucinino e ben 2 camere da letto in ottimo stato. Il primo piano, invece, è suddiviso in un’ampia veranda, ingresso-salone, cucinino, bagno e una camera da letto.

    Altra particolarità di questo plurilocale è il giardino di pertinenza: ben 350 mq di verde a disposizione per bellissimi ornamenti vivaistici e floreali. Ma non è tutto, perché l’esterno è dotato anche di posto auto, lavabo e ripostiglio.

    Una villa su due livelli che si affaccia sulla splendida cornice del Golfo di Taranto potrebbe far presto pensare a un investimento a cifre da capogiro, ma non in questo caso. Come tutte le sue proposte, l’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa ha riservato per questa offerta un prezzo davvero  imperdibile. Vieni a scoprirlo sul sito o direttamente nelle sue due sedi.

  • Laguna Palace Hotel: benessere e relax vista mare

    Grado, Isola del Sole: un’oasi di relax unica nell’Alto Adriatico, uno scenario paesaggistico suggestivo, in cui il verde della rigogliosa vegetazione si perde nel blu del mare e nell’oro delle spiagge. Un’elegante cittadina dal fascino veneziano, dove le pittoresche case dei pescatori fanno da cornice a spiagge modernamente attrezzate, meta ideale soprattutto delle famiglie con bimbi piccoli grazie ai loro bassi fondali sabbiosi.

    Qui, a pochi passi dal mare e dal centro storico, sorge il Laguna Palace Hotel, moderna struttura a 4 stelle pensata per offrire ai propri ospiti un’esperienza di relax a 360 gradi, sia in coppia sia con i bimbi, in qualsiasi periodo dell’anno.

    La struttura si affaccia direttamente sulla suggestiva laguna di Grado, che caratterizza il ricco patrimonio di antiche tradizioni culturali ed enogastronomiche di quest’isola dalla storia più che millenaria, che sulla laguna sembra come eternamente sospesa.

    Laguna Palace Hotel è aperto tutto l’anno ed è la soluzione ideale per un soggiorno
    sia di piacere che di lavoro, grazie alla varietà e alla qualità dei servizi offerti: dalle camere dotate di ogni comfort al centro di benessere olistico ed estetica naturale, dal ristorante con vista panoramica alle meeting rooms attrezzate con le tecnologie più moderne.

    FAMIGLIA

    Unico Family Hotel dell’isola, il Laguna Palace è la scelta ideale per chi viaggia con i bambini perché soddisfa le esigenze di tutta la famiglia: divertimento e intrattenimento per i piccoli, relax e benessere per gli adulti.

    La struttura dispone infatti di 24 Family Suites ampie e confortevoli, pensate appositamente per le necessità di una famiglia in vacanza: spazi comodi per lasciare libertà di movimento ai bimbi e, al contempo, permettere ai genitori di organizzare al meglio giocattoli, costumi ed asciugamani per il mare o il centro benessere. E nel caso si dimenticasse a casa qualcosa? Niente paura: il Laguna Palace mette a disposizione gratuitamente tutto ciò che serve per la cura dei più piccini: dai fasciatoi alle vaschette per il bagno, dai baby phone fino ai seggiolini per le biciclette, anch’esse disponibili gratuitamente.

    Fiore all’occhiello della struttura è il servizio di Miniclub. Sempre seguiti da animatori specializzati, i piccoli ospiti dai 6 anni di età potranno fare amicizia e divertirsi con le attività in spiaggia, i giochi in acqua e i laboratori creativi. Il tutto fino alle 21.00, con la possibilità anche di cenare tutti insieme al ristorante con un menu a misura di bambino!

    È invece dedicato ai piccolissimi il servizio di babysitting a pagamento, pensato per lasciare ai genitori qualche ora da dedicare a sé stessi nell’area wellness oppure in spiaggia.

    E se i bimbi vogliono giocare sul bagnasciuga mentre i genitori leggono comodamente un libro sotto l’ombrellone? La spiaggia di Grado è l’ideale: il mare ha un fondale basso e sabbioso, assolutamente sicuro, è bandiera blu da moltissimi anni e ha recentemente guadagnato anche la bandiera verde assegnata dai pediatri.

    SPIAGGIA, ATTIVITA’ ED ESCURSIONI

    Solo qualche minuto a piedi separa l’hotel dalla spiaggia attrezzata con lettini e ombrelloni, che mette a disposizione degli ospiti anche docce, spogliatoi e servizi. Caratterizzata da una piacevole sabbia fine, la spiaggia di Grado è ideale per passeggiare in relax, prendere il sole o far giocare i bambini, grazie al suo fondale basso e sabbioso, assolutamente privo di pericoli. Chi invece non riesce proprio a stare fermo sotto l’ombrellone, presso lo stabilimento balneare convenzionato con l’hotel può cimentarsi con le discipline sportive più amate: dal nuoto al windsurf, dallo skateboard fino all’ultimo arrivato, il SUP, il surf che si pratica pagaiando in piedi su una apposita tavola.

    RELAX E BENESSERE

    Una vista mozzafiato sulla laguna di Grado accompagna tutti gli ospiti del Laguna SPA, il centro benessere panoramico al sesto piano del Laguna Palace Hotel, dove preparare la pelle al sole oppure rigenerare corpo e spirito dopo una giornata passata al mare o facendo le escursioni sul territorio.

    Concepita per offrire un’esperienza di benessere a 360 gradi, l’area wellness è caratterizzata da una piscina coperta panoramica con cromoterapia, riscaldata a 32 gradi e dotata di idromassaggi, nuoto controcorrente e cascata cervicale. A disposizione degli ospiti anche bagno turco, vitarium, sauna tradizionale finlandese, percorso Kneipp, nebbia fredda e pioggia tropicale con cromo e aromaterapia, zona relax con tisaneria e cromoterapia.

    LAGUNA SKY RESTAURANT

    Collocato al sesto piano della struttura e accessibile con un ascensore panoramico in vetro, il ristorante Laguna Sky accoglie i propri ospiti con una vista mozzafiato: mentre si sorseggia un aperitivo, lo sguardo abbraccia l’intera Laguna di Grado, con il verde della sua rigogliosa vegetazione e il blu intenso del mare Adriatico, perdendosi poi nell’orizzonte infinito del mare, fino alla costa di Trieste.

    Qui è possibile scegliere tra cucina creativa e piatti della tradizione, tutti a base di pesce freschissimo portato ogni mattina dai pescatori della città vecchia: dal classico “boreto”, zuppa di pesce della tradizione gradese, agli spaghetti alle vongole che ancora profumano di mare, fino alle ricche grigliate di crostacei o al carpaccio di pesce crudo. Qualunque sia la scelta, l’esclusivo menù à la carte segue il ritmo delle stagioni e garantisce l’assoluta integrità di profumi e sapori.

    PET

    Una vacanza perfetta lo è ancora di più se trascorsa insieme ai nostri amici a quattro zampe. Per questo il Laguna Palace Hotel accoglie cani e gatti di ogni razza e dimensione, che possono accedere allo Sky Restaurant e dormire in camera con i loro padroni: per loro sempre a disposizione ciotola e copertina. E per finire, la spiaggia di Snoopy e il Lido di Fido sono poco distanti, comodamente raggiungibili con le biciclette messe a disposizione gratuitamente dall’hotel.

  • Terme Catez: l’estate è senza pensieri con i nuovi servizi full relax

    Noleggiare un’ebike o uno scooter elettrico e partire alla scoperta dei dintorni, tuffarsi nella piscina olimpionica, rilassarsi nelle vasche whirpool, farsi fare un massaggio e poi godersi il sole sui lettini a bordo piscina, magari sorseggiando un drink ordinato comodamente da smartphone. Il tutto senza contanti, e senza pensieri! Possibile? Certamente, grazie ai nuovi servizi full relax dell’estate 2019 alle Terme Catez, ideati appositamente per offrire ai propri ospiti una vacanza all’insegna della spensieratezza. A partire dal nuovo sistema di pagamento cashless, che permette finalmente di dire addio alla scomodità dei contanti in piscina: per usufruire di tutte le attività della Riviera Estiva sarà infatti sufficiente indossare un pratico braccialetto impermeabile, caricato con l’importo stabilito.

    E se si desidera ricevere qualche drink, la colazione o la cena direttamente dai ristoranti e dai locali del complesso, niente paura! A partire dal mese di luglio gli ospiti degli appartamenti e delle casette mobili del Terme Village potranno ordinare bevande rinfrescanti e deliziose pizze comodamente dalla sdraio, con un semplice click sullo smartphone.

    Quindi via libera ad un’estate davvero senza pensieri! Terme Catez offre numerose attività, sia in termini di relax che di svago, proponendosi come punto di riferimento per le vacanze delle famiglie di tutta Europa. Situato nell’estrema Slovenia orientale, a sole 2 ore di macchina da Trieste e a 30 minuti da Zagabria, il polo termale ha attivato per l’estate 2019 dei pacchetti pensati appositamente per le famiglie, sia per quelle che preferiscono soggiornare comodamente in albergo, sia per quelle che si spostano in camper. Ma non solo: alle Terme Catez è possibile anche dormire in tenda indiana, in palafitta o presso le nuovissime case mobili.

    A rendere davvero speciale il soggiorno presso il polo sloveno è la Riviera Termale Estiva, un parco divertimenti acquatico di oltre 10.000 mq, che comprende attrazioni per tutte le generazioni. L’acqua presente nelle diverse piscine, tra cui una olimpionica appena ristrutturata, è esclusivamente termale, con temperature variabili dai 26 ai 36°C. Per i più piccoli è riservata una speciale area con acqua alta solo 10 cm e strutture gioco per tutti i gusti, dai castelli stile pirati ai giochi d’acqua con animali giganti. I più avventurosi possono scegliere esperienze adrenaliniche provando i quattro diversi Toboggan, gli scivoli a scorrimento veloce, la competizione con discesa su gommone per sfidare i propri amici e la piscina con simulatore di onde. Infine, il parco offre scivoli dolci, whirpool e due piscine con ugelli massaggiatori subacquei e getti d’acqua per il massaggio alla schiena.

    In caso di pioggia basta spostarsi nella Riviera Termale Invernale: 2.300 mq di superfici acquatiche termali al coperto, vasche whirlpool, cascate, letti massaggiatori, scivoli, toboggan, trampolini, toboggan black hole e attrazioni tematiche perfette per passare spensierate giornate in famiglia!

    Gli appassionati di bicicletta, inoltre, possono usufruire del nuovo servizio di noleggio di e-bike, e-scooter e monopattini elettrici fruibile per tutto l’anno all’interno di Terme Catez, che amplia così la propria gamma di servizi all’insegna dell’ecoturismo e della scoperta delle bellezze che caratterizzano la regione del Posavje. Diversi i modelli disponibili, dalla e-bike allo scooter elettrico (utilizzabile anche da 2 persone), che garantiscono percorrenze fino a 50 chilometri, perfetti per muoversi all’interno del complesso termale di Terme Catez, ma anche per scoprire i suggestivi dintorni.

  • Aldo Cibic per Selva: nasce il Tavolo Pont

    Verona, Giugno 2019 – Il 2019 è l’anno per Selva di grandissime novità, tra cui la collaborazione con importanti designer internazionali. Nasce in quest’ottica, il Tavolo Pont, disegnato da Aldo Cibic, un arredo iconico che delinea un’idea di design strutturale e poetico nell’uso del legno massiccio.

    “Visto di profilo sembra un ponte, e in questo senso, dal punto di vista simbolico, la cosa non mi dispiace affatto” ed è proprio per questo che il tavolo ha questo nome.
    Realizzato in legno di frassino, è formato da due parti: il piano, ampio, geometrico e sottile, e le gambe arcuate, dalla sezione morbida e ovale che si allarga man mano che si avvicina all’incrocio.

    Un tavolo dalle dimensioni imponenti (cm L 270 – P 115 – H 73) che mantiene una leggerezza strutturale fuori dal comune. Un mobile tradizionale che assume una personalità contemporanea ben definita, versatile e d’impatto: il Tavolo Pont si inserisce alla perfezione nella filosofia dell’abitare Selva, in cui è il mix&match di arredi, materiali e colori ad essere protagonista.

    Disponibile in finitura Ash Dark, Ash Tobacco e Ash White, il Tavolo Pont mira ad essere un must have per tutte le zone dining internazionali di design.

    Selva srl
    Via J.Selva, 307
    37050 Isola Rizza (VR) – Italia
    [email protected]
    Tel. 045 6999111
    www.selva.com

    Press office Terzomillennium
    Barbara Bruno
    [email protected]
    Tel. 045 6050601
    www.terzomillennium.net

  • Gli integratori Aqua a fianco di Homar Leuci nel World Record Attempt di Apnea

    Dal 22 giugno – presso il Freediving World Apnea Center di Sharm el-Sheikh – Homar Leuci, il più grande apneista italiano in attività, tenterà di conquistare il record mondiale di massima profondità di -131m in assetto costante.
    A fianco del grande sportivo ci sono gli integratori Aqua, specifici per l’apnea e la pesca subacquea. Prodotti e distribuiti da Vitaminity.com, sono pensati per migliorare le performance sportive e la sicurezza di atleti impegnati in imprese sportive di alto livello.
    A seguire il programma nutrizionale e fisico di questa fase preparatoria c’è il biologo molecolare Jacopo Querci, collaboratore di Vitaminity.com, noto negli ambienti sportivi per il suo approccio primordiale all’alimentazione e preparazione fisica. Il suo metodo è in grado di migliorare le performance atletiche perché agisce sul metabolismo, rendendolo elastico e capace di sfruttare diverse forme di energia.
    Gli integratori Aqua utilizzati da Homar Leuci sono tre:

    • Deep Dive One: a base di elementi sinergici ed estratti secchi di piante, tra cui L-arginina, Berberina, Bromelina, aiuta a migliorare la performance nelle attività subacquee. Gli elementi sono sapientemente combinati con lo scopo di indurre una risposta fisiologico-metabolica allo stress che l’attività subacquea causa al sistema cardiocircolatorio e al sistema nervoso centrale e periferico.
    • Deep Dive Two: è ricco di L-Carnitina, Beta-Alanina, L-Treonina e aminoacidi a catena ramificata 3:1:1. La combinazione intelligente di queste sostanze è in grado di migliorare la performance e aumentare l’efficienza energetica della cellula muscolare e del sistema nervoso simpatico.
    • Recovery Dive: ricco di L-Carnosine, Curcuma, Guaranà e altri elementi sinergici volti a contrastare lo stress ossidativo, costituisce un valido sostegno per combattere i danni alle membrane cellulari dei tessuti interessati (in primis tessuto muscolare, alveolare e nervoso) causati da un’attività subacquea protratta nel tempo.

    Homar Leuci ha stabilito ad oggi 28 record in tutte le discipline, conquistando 7 record mondiali e 19 italiani, stabilendo 2 Guinness World Record. Inoltre, ha conquistato 10 titoli italiani e 4 internazionali tra cui l’oro al Campionato Mondiale di apnea profonda nel 2016.
    A proposito della partnership con gli integratori Aqua, Homar ha dichiarato: “Sono dei buoni integratori. Abbinati ad uno specifico protocollo nutrizionale, gli effetti sull’apnea si sentono veramente, in termini di forza e velocità di recupero.”

    Per ulteriori Info: www.freedivingnutrition.com
    Ufficio Stampa

    Roberta Riva – [email protected] tel. 02.91082945 cell. 346.8548236

    Stefania Coltro – [email protected] – cell. 349.6108183

     

    Wilco Srl www.vitaminity.com I www.k-max.it I www.hairshopeurope.com I www.visionhaircare.it

  • Premio Caravaggio: Spoleto Arte di Vittorio Sgarbi porta i suoi artisti a Malta

    Location esclusiva quella scelta da Spoleto Arte per inaugurare la mostra dedicata al Premio Caravaggio. Sabato 8 giugno, all’Hilton Hotel di Malta (Portomaso, St Julian’s) è stato riservato un trattamento speciale per gli artisti omaggiati con questo autorevole riconoscimento. Il Premio Caravaggio porta infatti le firme dell’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, del prof. Vittorio Sgarbi e del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, organizzatore di questa importante manifestazione. Tra i contributi vanno citati inoltre lo psichiatra Alessandro Meluzzi, noto volto di programmi televisivi quali Matrix e Quarto Grado, lo storico d’arte esperto del Caravaggio Keith Sciberras e l’onorevole maltese Jason Azzopardi, questi ultimi due in visita per l’occasione.

    Nel concreto, pittori, scultori e fotografi italiani hanno avuto la possibilità di esporre grazie ai loro meriti artistici nell’isola in cui Michelangelo Merisi, passato alla storia come il Caravaggio, ha vissuto i suoi ultimi giorni. A Malta le opere di ventisei talentuosi artisti sono state mostrate a un pubblico visibilmente interessato. Il riconoscimento assegnato al talento artistico di ciascuno di loro porta la seguente motivazione: “La selezione delle sue opere per questo prestigioso Premio è prova della qualità del suo lavoro nel panorama artistico contemporaneo. Ci complimentiamo per l’impegno profuso e per le capacità comunicative manifestate nei suoi lavori”.

    Possono dirsi soddisfatti quindi, visto il successo di questa rassegna, gli artisti a cui è stato conferito il prestigioso Premio Caravaggio. Eccone i nomi: Ronnie Brogi, Gino Dalle Luche, Vanni De Conti, Lina De Demo, Giuseppe Fanfoni, Matteo Fieno, Francesca Fiore, Monica Gheller, Silvana Landolfi, Gabriella Legno, Alfredo Lucifero, Mantegazza da Magenta, Angiolina Marchese, Massimo Mariano, Enrica Mazzuchin, Antonella Mezzani, Milo, Graziella Modanese, Antonella Murzilli, Salvatore Natale, Giuseppe Notarbartolo, Sara Pezzoni, Giulia Quaranta Provenzano, Antonella Rollo, Maria Pia Severi, Toni Zarpellon e Antonio Zuccon.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525 190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure consultare il sito www.spoletoarte.it.

  • Fini regala il grande cinema

    Dal 3 maggio al 16 luglio 2019 Fini mette in palio premi giornalieri e ad estrazione finale due week end per assaporare la magica atmosfera di Venezia durante il periodo del Festival del Cinema.

    “VINCI IL GRANDE CINEMA, CON I GRANRIPIENI” è il concorso a premi con cui Fini pasta fresca apre le porte del grande cinema invitando tutti i consumatori della linea “I Granripieni” a sfidare la fortuna.

    Dal 3 maggio fino al 16 luglio 2019, tutti coloro che acquisteranno una confezione de “I Granripieni” Fini troveranno un codice per partecipare e scoprire subito se avranno vinto. Basterà soltanto accedere al sito www.vinciilgrandecinema.it, inserire i propri dati e poi il codice riportato nello sticker posizionato sulla confezione del prodotto acquistato.

    Ogni giorno verrà estratto un nominativo che si aggiudicherà una Gift Card Netflix del valore di € 50,00, per un totale di 75 card distribuite in tre estrazioni periodiche: il 14 giugno, il 15 luglio e il 31 luglio.

    Mentre l’estrazione finale, dedicata a tutti coloro che avranno partecipato al concorso, premierà due fortunate coppie di persone che potranno godersi l’esperienza unica del week end a Venezia durante il periodo del Festival del Cinema con una cena esclusiva presso la terrazza dello chef internazionale Tino Vettorello.

    www.nonsolobuono.it

  • Attenti al cane targa per rendere più elegante la tua proprietà

    Labrador? Pastore tedesco? Levriero afgano? Golden Retriever? Non c’è assolutamente alcun problema. Oggi sul mercato si può trovare la targa attenti al cane per qualsiasi razza di cane che si decide di adottare. Molto spesso passeggiando per le campagne o anche in centro città si vedono case con questi “attenti al cane” temibili perché l’immagine sembra quella di un cane cattivissimo che digrigna i denti e la prima idea che salta in testa è che, se ci si avvicina un attimo, morte e sangue ci aspetta. Eppure passano pochi secondi e un simpatico amico a quattro zampe con un muso innocuo salta fuori dalla casa o dal cespuglio per vedere chi è quello sconosciuto che cammina proprio di fronte alla sua proprietà. A quel punto scappa sempre un sorriso, com’è che l’immagine non è per nulla simile alla realtà? La risposta è semplice, è una sfida riuscire a trovare la giusta targa personalizzata per i nostri piccoli o grandi cani. Il mercato offre un’ampia scelta di prodotti e questo è sicuro ma quello che cerchiamo sembra davvero sempre introvabile e se lo si trova la qualità è decisamente bassa.

     

    Attenti al Cane Targa: Scegli la Tua e Personalizzala

    Possedere una bella targa attenti al cane non è una banalità. Avvisare i passanti che possediamo un cane di modo che stiano attenti se si avvicinano al cancello è però un dovere di tutti. Dal momento che la scelta è ampia, riuscire a trovare quella giusta per noi è una bella sfida. Quel che molto spesso manca è la personalizzazione, quanto sarebbe simpatico scrivere oltre al nome della razza del cane anche il suo nome? Le targhe attenti al cane sono anche un modo che il nostro amico a quattro zampe ha di presentarsi davanti agli sconosciuti, prepararli alla sua apparizione che avverrà da un momento all’altro. Appendere una targhetta ordinata sul cancello conferisce eleganza all’intera proprietà e come seconda importante funzione primaria ha anche quella di avvisare tutti, amanti dei cani e non, della presenza di un animale a quattro zampe.

     

    Attenti al Cane Targa e HPL Multistrato: la Combo Perfetta

    Appendere una targa attenti al cane all’esterno della casa significa sottoporla a sicure intemperie e sole ogni giorno d’estate. Quante volte ci è capitato di vedere queste tristi targhe attenti al cane appese al cancello di certe proprietà o proprio della nostra stessa tutte sbiadite, dove l’immagine del nostro amico non si vede quasi più e sembrano davvero essere diventate monocolore? La soluzione sembra complicata e impensabile eppure oggigiorno c’è un materiale che è stato testato possa resistere negli anni: l’HPL Multistrato, ovvero il laminato plastico. La targa viene addirittura anche rivestita con della vernice ultraresistente e il risultato è un prodotto altamente robusto e resistente. L’incubo della targa non è più un incubo ma si è tramutato ormai in un sogno, dal momento che si può scegliere la targa attenti al cane che più si desidera e se non la si trova si ha addirittura la possibilità di personalizzarla.  La grafica poi va di pari passo con le nostre idee e immaginazioni: standard o adattata? Entrambe sono oggigiorno possibili e soprattutto sono per sempre quindi la scelta che va fatta deve essere quella giusta.

  • Intervista all’artista romana Paola de Gregorio dopo il Premio Biennale Sgarbi 2019

    Paola de Gregorio è una delle scultrici più interessanti del panorama nazionale. Dal 5 al 27 maggio ha partecipato alla mostra Pro Biennale presentata da Vittorio Sgarbi a Venezia. Organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, l’esposizione ha visto il contributo dell’Assessore al Turismo di Venezia Paola Mar, dell’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, del direttore d’orchestra Silvia Casarin Rizzolo che collabora con il Teatro La Fenice, della giornalista RAI Antonietta Di Vizia, del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, della communication manager Daniela Testori e di molti altri ospiti illustri.

    Le opere di Paola de Gregorio sono rimaste esposte così allo Spoleto Pavilion, riscontrando molti commenti positivi da parte dei numerosi visitatori, e continuano a incontrare l’interesse degli osservatori che giungono a visitare la rassegna del Premio Canaletto, dove si trovano ora i suoi lavori, sempre in Calle dei Cerchieri 1270. Fresca del Premio Biennale Sgarbi 2019, l’artista ha risposto sinceramente a tutte le nostre domande.

    Domenica 5 maggio la mostra Pro Biennale, presentata dal prof. Sgarbi e organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, è stata inaugurata a Venezia con numerosi ospiti vip nelle due sedi, quella dello Spoleto Pavilion, dove lei espone due sue sculture, e della Scuola Grande. Avendo partecipato di persona al vernissage, che impressione ne ha avuto?

    È stato un vernissage vivace, ben organizzato, animato soprattutto dall’elegante e onnipresente Salvo Nugnes a cui va il merito di aver fatto incontrare tra loro i vari personaggi, vip o meno vip, in una cornice come Venezia, semplicemente fantastica. Ho trovato però difficili gli spostamenti da una sede all’altra della mostra, l’unico punto su cui sono sicura che lavoreranno per migliorare.

    Durante la vernice allo Spoleto Pavilion è stato riservato un momento per la cerimonia di premiazione, nella quale è stata insignita del Premio Biennale Sgarbi 2019. Cosa significa per lei questo speciale riconoscimento?

    Penso che molti artisti vogliano sentire e leggere il nome di Sgarbi accanto al proprio: sono quindi orgogliosa di questo prestigioso riconoscimento. Lo voglio però considerare, più che un traguardo, un’ulteriore tappa della mia lunga e appassionata ricerca artistica: un appoggio concreto per la promozione e diffusione delle mie opere, vista la stima che mi dimostra e che non è solito regalare facilmente.

    Come ha conosciuto il professor Vittorio Sgarbi e il dottor Salvo Nugnes?

    Ho incrociato spesso il prof. Sgarbi, in varie manifestazioni, l’ultima delle quali è stata la mia mostra a Salerno, nella bellissima stazione Marittima (realizzata dall’architetto Zaha Hadid), dove la simpatica Marisa Laurito mi ha consegnato il premio Arte Salerno 2016 e in seguito durante la mostra Arte Firenze, quando ho ricevuto il premio Botticelli firmato dallo stesso Sgarbi. Il dottor Nugnes invece ho avuto modo di conoscerlo solo quest’anno in quanto presentatomi da un’amica comune, la dottoressa Maria Rita Parsi.

    Il visitatore ha potuto ammirare alla Pro Biennale Iosonoiodevo e Mater fancella, due sculture, e potrà continuare a farlo con il Premio Canaletto fino al 22 giugno 2019: nei suoi lavori sono presenti volumi, linee e anche parole. Com’è nata questa volontà di unire questi elementi e qual è il processo che ha condotto all’elaborazione di questi titoli così particolari?

    Giocare con le “scritte” le è valso inoltre l’invito a esporre alcune sue opere nella sede dell’Accademia della Crusca nel 2014… Secondo lei cos’è stato determinante per questo fortunato connubio di arte e lingua, di materia e parola?

    I miei mezzi di espressione sin da ragazzina erano il disegno e la scultura e il mio interesse comprendeva anche, soprattutto come lettrice, il mondo della scrittura. Via via mi sono resa conto che in noi ogni immagine non si forma per settori, ma per la confluenza di vari linguaggi. E proprio nel bassorilievo sono riuscita a fondere scultura, disegno e parole. Nello stesso tempo mi rendevo conto che il modo più diretto di fare scultura consisteva nello “scavare” con gli scalpelli, incidere la materia: sono nate così le mie “forme concave”. La concavità è per me anche espressione e valorizzazione di una visione al femminile della realtà, un modo di essere accogliente e coinvolgente senza dover mostrare la propria forza con gesti o azioni violente. Il titolo, inevitabile per individuare e catalogare le singole opere, è sempre un qualcosa di “aggiunto”, per cui io preferisco farlo risultare direttamente, cercando cioè, tra le parole incise, quelle più significative. Quanto all’interesse della Crusca, ciò che è per loro significativo nelle mie opere è come le parole con la loro grafia e collocazione sempre diversa in ogni contesto si accordano sempre con le immagini, in una coinvolgente simbiosi. Ed anche il fatto che io cercando con la scultura di esaltare la vita, la storia mentre si fa realtà, scrivo alcune parole nella mia lingua madre nella loro veste attuale, mostrando però quando posso la loro etimologia dal latino o a volte dal greco.

    Qual è il suo rapporto con l’arte sacra?

    Il mio rapporto con l’arte sacra è molto semplice e diretto. Più che illustrare pedissequamente dei fatti o dei personaggi ho sempre cercato di capire, dopo uno studio diretto approfondito basato su scritti, documenti e, dove possibile, foto, che cosa è rimasto dentro di me: se coincide con i valori del mio modo di sentire accetto il compito con passione, a volte anche forzando pian piano le aspettative del committente. Non amo cioè le cosiddette “provocazioni”, mi piace invece portare per mano i fedeli ad allargare la loro immaginazione a volte stretta in schemi iconografici. Ma il legame più forte con l’arte sacra è che mi è possibile conciliare la mia espressività artistica tutta basata su forme concave e coinvolgenti con la stessa rappresentazione figurativa di alcuni valori propri del Cristianesimo, come l’accoglienza, l’accettazione del dolore, il dialogo costante con il nostro prossimo.

    Qual è la situazione attuale per quanto concerne il mondo della scultura in Italia?

    Nonostante il mio percorso artistico sia stato lungo e naturalmente in evoluzione, attualmente sento che il cosiddetto figurativo è ignorato se non addirittura considerato del tutto “inutile”. Infatti da alcuni critici della cosiddetta “avanguardia” non viene neanche preso in considerazione dal punto di vista della tecnica artigianale (gli stessi che elevano ad opera d’arte magari una vecchia sedia di legno).

    Cosa consiglierebbe a chi volesse intraprendere il suo stesso percorso artistico?

    Come conseguenza logica di quanto detto più sopra, non consiglierei mai, a qualcuno che amo, di percorrere una strada così difficile. A meno di una passione folle, immotivata, del tutto priva di aspettative economiche o di gloria…

    Si rispecchia nelle parole che il professor Sgarbi ha rivolto agli artisti durante la presentazione di domenica 5 maggio?

    Per gli stessi motivi naturalmente approvo il discorso fatto quella domenica da Vittorio Sgarbi: il monopolio dell’arte non può essere delegato a pochi illuminati che non riescono a capire dove c’è veramente ricerca, studio, creatività e sofferenza. È facile, per ragioni per lo più di interesse economico, passare da un eccesso all’altro: a volte si premiano pittori della domenica, senza un minimo di selezione, altre volte, specie nelle mostre istituzionali, vanno avanti semplicissime  “americanate”.

  • I Granripieni Fini a Venezia per la Ricetta del Grande Cinema

    In anteprima assoluta lo chef Tino Vettorello ha presentato la trasformazione dei tortelli Fini in star del grande schermo, protagonisti di una ricetta che delizierà i Vip del Festival del Cinema.

    Martedì 4 giugno, alle ore 11.30, si è tenuta la presentazione ufficiale della “Ricetta del Grande Cinema”, frutto della proficua e intensa collaborazione instaurata tra il Gruppo Fini, eccellenza alimentare modenese dal 1912, e lo chef olimpionico di fama internazionale Tino Vettorello, che per l’occasione preparerà ai suoi ospiti, per la prima volta, la speciale ricetta a base dei tortelloni radicchio e speck della linea “I Granripieni Fini” che verrà inserita nel menu del Ristorante della Terrazza della Biennale di Venezia dal 28 agosto al 7 settembre.

    Location esclusiva dell’evento l’Aula Magna Silvio Trentin di Ca’ Dolfin, che ha ospitato la presentazione del progetto alla stampa, cui è seguito un buffet di assaggio della speciale ricetta offerto dallo Chef Vettorello e dal suo staff, accolto dalla suggestiva cornice del Giardino interno del palazzo. Il rinfresco a base di finger food ha posto sotto i riflettori i Tortelloni radicchio e speck di pasta ripiena Fini, l’ingrediente principe che ha ispirato la creazione dello Chef Vettorello, ricca di colori e gustose guarnizioni.

    Ad aprire i la conferenza il Direttore Generale del Gruppo Fini Fabio Ferrari, che ha posto l’accento sulla forza della cooperazione con lo Chef Vettorello: “La creatività dello chef Tino Vettorello incontra i prodotti Fini poiché abbiamo in comune la qualità e la volontà di valorizzare gli ingredienti tipici del territorio italiano senza trasformarli troppo. Abbiamo scelto di essere sponsor della Terrazza di Tino Vettorello al Festival del Cinema di Venezia perché si tratta di una location strategica, da sempre vetrina dell’Italia all’estero”.

    Se Christine Mauracher, Direttrice del Master in cultura del cibo e del vino dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha concentrato l’attenzione sui tre principali driver d’acquisto che influiscono sulle scelte del consumatore moderno (in particolare salute, territorio e esperienzialità), la Responsabile Marketing di Prodotto Fini Roberta Morini ha illustrato le plusvalenze dei tortelloni scelti da Tino Vettorello e ricordato la limited edition del pack realizzata per l’occasione: I Granripieni Radicchio e Speck sono una delle referenze che vendiamo per la maggiore dopo il tortellino tradizionale e che il consumatore ci riconosce come prodotto di qualità in tutta Italia. Abbiamo mantenuto la forma tipica di origine emiliana: un tortellone annodato con lembi di pasta trafilata al bronzo sovrapposti nella parte anteriore. Gli ingredienti del ripieno, radicchio e speck, rappresentano un abbinamento vincente, per via del gusto dolce e amaro del radicchio con la nota di affumicatura finale. Abbiamo voluto cogliere l’occasione della collaborazione con la Terrazza di Tino Vettorello a Venezia per attribuire un nuovo ruolo a questo prodotto d’eccellenza e la cui confezione speciale vuole essere un omaggio alla cornice di questa splendida città. Nel retro etichetta viene puntualmente riproposta la ricetta ideata dallo chef Tino Vettorello per permettere al consumatore di replicare nella propria quotidianità questo abbinamento originale”.

    Tino Vettorello, vero e proprio artista del gusto e architetto del piatto, si è sbilanciato invece sulla filosofia del suo cucinare: “La cucina è una passione, è amore. Compito dello Chef è esaltare le materie prime che devono rigorosamente essere di prima qualità per emozionare chi le degusterà. Questo è quello che voglio trasmettere a chi assaggerà la ricetta che sto realizzando per il Gruppo Fini”.

    Forte della qualità elevata dei prodotti utilizzati e dell’uso calibrato degli ingredienti presenti in menu, lo Chef è noto per sprigionare tutta la sua fantasia al cospetto di sportivi d’eccellenza e celebrità del Festival di Venezia: memorabili le portate più celebri a firma dello Chef, l’”Orata Spericolata” realizzata in onore di Vasco Rossi e il “Rombo alla Clooney”.

    L’obiettivo della partnership tra l’azienda modenese e lo Chef Tino Vettorello è quello di condividere con i propri consumatori una ricetta esclusiva, degustata dalle star durante il Festival e impreziosita dal tocco unico di un professionista della grande tradizione gastronomica italiana. Il Gruppo Fini ha scelto di intrecciare la riconoscibilità e affidabilità dei proprio brand Fini pasta fresca ad un evento di risonanza e prestigio internazionali, capace di esportare la qualità e la genuinità delle eccellenze nostrane in tutto il mondo.

    Limited edition anche per il pack del prodotto presente a scaffale nei banchi della Gdo: da giugno a settembre gli Special Pack Tortelloni Radicchio e Speck riporteranno sulla confezione il bollino «LA RICETTA DEL GRANDE CINEMA» di Vettorello e, sulla retro-etichetta, il dettaglio della ricetta ripercorsa proprio dal suo ideatore, che riesce a preservare sapientemente la centralità del gusto dei tortelloni Fini mixandolo con la freschezza della rucola e il profumo dei fiori, senza rinunciare al valore aggiunto della marinatura della cipolla a base di garofano, anice, cannella e ginepro. Fiori e gocce di lampone a decorare il tutto, in un perfetto dosaggio tra materie prime di ottimo livello e amore per il nuovo nella culla della tradizione, come vuole la filosofia di Fini.

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