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  • Trombosi? No, grazie Conoscerla per evitarla. Racconta la tua storia

    Dario, Beatrice, Federica, Filippo hanno avuto un incontro ravvicinato con la Trombosi e l’hanno raccontato ad ALT Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus perché nessuno possa dire un giorno “io non lo sapevo!”

    Le storie di tante persone colpite da Infarto cardiaco, Ictus cerebrale, Embolia Polmonare, Trombosi arteriosa e venosa diventano un racconto condiviso in occasione della 10° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi, che si celebrerà mercoledì 21 aprile 2021, per informare e prevenire la Trombosi e le sue conseguenze. 

     

    “Le malattie da Trombosi colpiscono in Italia 600mila persone ogni anno: si chiamano infarto, ictus cerebrale, embolia polmonare, trombosi delle vene e delle arterie. Colpiscono il doppio dei tumori, sono l’evento più probabile dopo i 65 anni, colpiscono anche i giovani e i bambini, persino i neonati. Si possono evitare in un caso su tre, si possono sospettare e curare: le esperienze di chi ha già avuto un incontro ravvicinato con una malattia da trombosi possono insegnare molto, a tutti. La 10° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi è dedicata alla diffusione della conoscenza sui sintomi che non dobbiamo trascurare o sottovalutare per evitare le malattie da Trombosi, raccontati da chi le ha vissute in prima persona e ora vuole condividere la propria storia” spiega la dottoressa Lidia Rota Vender, Presidente di ALT.

     

    #STORIEDITROMBOSI

    Storie di persone troppo spesso giovani, in buona salute, donne e uomini, perché la Trombosi colpisce a qualsiasi età: su 100 persone colpite, 3 hanno meno di 40 anni. 

    Beatrice, 29 anni ha avuto Improvvisi dolori lancinanti alla testa, si fa accompagnare in pronto soccorso dove in un primo momento i medici non sospettano la diagnosi e la rimandano a casa. Ma il dolore di giorno in giorno diventa sempre più insopportabile, gli antidolorifici non funzionano e finalmente una TAC rivela la presenza di trombi nelle vene del cervello: fatta la diagnosi, iniziata la cura, Beatrice ha ritrovato una vita. Dario, 39 anni, sportivo, dopo un trauma subito giocando a calcetto si accorge della comparsa improvvisa di un gonfiore importante che si estende fino all’inguine, accompagnato da un dolore acuto come una morsa; pensa che passerà e porta pazienza per qualche giorno sperando che il dolore passi. Ma non succede, e decide di andare in pronto soccorso: la diagnosi è trombosi venosa profonda, viene curato con farmaci che mirano a sciogliere il trombo, che sembrano utili, ma il gonfiore non regredisce e nemmeno il dolore: finché una TAC conferma che la trombosi si è estesa fino ad occupare le vene iliache nell’addome fino alla vena cava, il grande fiume che riporta il sangue al cuore. Il ritardo nella diagnosi purtroppo costa alle vene delle gambe la perdita di elasticità, anche dopo la guarigione: perchè il trombo si scioglie, mal’estensione della trombosi e il ritardo nel cominciare la cura lascerà una insufficienza cronica delle vene della gamba, e sarà necessario portare calze elastiche per tutta la vita.

    “Ciò che più colpisce e che deve far riflettere, è che in ogni storia troviamo una frase ricorrente: <la Trombosi mi ha cambiato la vita>. In molti casi la trombosi si cura, quando la si conosce, ma in altri casi si perde involontariamente tempo, e il ritardo nel sospettare la trombosi e nel curarla lascia conseguenzeche a volte cambiano davvero lavita condizionandone la qualità. Sappiamo quali sono i meccanismi della trombosi e quali sono i sintomi che devono allertarci e far sospettare una trombosi, ma non tutti hanno questo privilegio. Perchè conoscere la trombosi e i suoi sintomi significa permettere di aggredire questo evento senza perdere tempo e impedirne le conseguenze a lungo termine: la conoscenza è un patrimonio a disposizione di tutti, ma ancora troppo pochi sono in grado di utilizzarlo. ALT lavora da oltre 30 anni per diffondere conoscenza sulla Trombosi, sui sintomi che devono farla sospettare, sulle situazioni che aumentano il rischio di essere colpiti. E continuerà a farlo, perchè ancora non basta” racconta la dottoressa Lidia Rota Vender presidente di ALT.

    Una Trombosi che si forma nelle vene dalla gamba, se non riconosciutae non curata, può liberare frammenti di trombo che diventano emboli e possono chiudere le arterie del polmone, causando embolia polmonare: una complicanza grave che si verifica in una persona su due fra quelle colpite da trombosi venosa profonda. La trombosi nelle arterie coronarie causa infarto del miocardio, nellearterie delle gambe causa arteriopatia periferica o “malattia delle vetrine”. Un trombo può formarsi nel cuore, in un paziente che soffre di fibrillazione atriale, e libera emboli che arrivano al cervello provocando un ictus, all’intestino causando un infarto intestinale o alla retina causando cecità. 

    “Lo stile di vita aiuta a ridurre la probabilità di trombosi e delle sue conseguenze: tutti sappiamo che cosa vuol dire stile di vita. Tutti noi sappiamo come dovremmo vivere, che cosa dovremmo scegliere e che cosa evitare: ma spesso decidiamo di ricordarcene solo tardi, quando le nostre arterie sono diventate rigide, e hanno placche aterosclerotiche che minacciano di chiuderle. È come se avessimo a disposizione una meravigliosa automobile e decidessimo di trattarla male, di guidarla male, di non averne cura: uno spreco imperdonabile” continua il Presidente di ALT.

     

    I CAMPANELLI D’ALLARME

    Obiettivo della 10° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi promossa dal ALT Onlus – che da oltre trent’anni è in prima linea per sensibilizzarela popolazione sui fattori di rischio, sui sintomi e sulle conseguenze della trombosi e sulle misure necessarie per evitarla– è spiegare con un linguaggio semplicee comprensibile a tutti che la Trombosi si deve conoscere, si può riconoscere e la si evita. I sintomi di una Trombosi dipendono dall’organo che la Trombosi colpisce. 

    Se il Trombo si forma in una vena di una gamba o di un bracciocompaiono gonfiore, dolore, rossore, a volte crampi che non passano. Se il trombo si forma in una vena del cervello compare un mal di testa mai avuto prima, molto forte, con la sensazione di avere la testa piena, che non passa con un antidolorifico.

    Se il trombo si forma in un’arteriaimpedirà all’ossigeno di arrivare alle cellule che soffrono e muoiono.

    I sintomi sono tanto più gravi quanto più grande è l’arteria ostruita dal trombo e quanto più importanti sono le cellule che rimangono senza ossigeno:un trombo che ostruisce il fluire del sangue in un’arteria del cervello toglie ossigeno e vita a neuroni che comandano funzioni fondamentali come il linguaggio, il movimento, la sensibilità, che quindi si perdono.Se il trombo si forma in un’arteria coronariauccide una parte del cuore, le cellule muoiono, compare un dolore come una spada che trafigge il petto, che può irradiarsi al braccio o al dorso o alla mandibola, il respiro si fa corto, il  cuore perde la sua efficienza, si muove in modo non ritmico e tutte le cellule del corpo soffrono perchè la pompa cardiaca funziona male e il sangue in periferia non arriva.

    Se il trombo si forma in una vena e libera frammenti questi viaggiano nel sangue e arrivano al polmone causando embolia polmonare: il respiro si fa corto, compaiono strisce di sangue nel catarro, un dolore acuto si manifesta alla schiena, la fronte suda, la sensazione di perdere i sensi si fa sempre più vicina.

     

    La 10° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosiè un’edizione interamente digitale: tutti sono invitati a partecipare inviando la propria storia ad [email protected], raccontata con un testo breve di 20 righe,  oppure con un audio o un video breve di tre minuti. Le vostre storie saranno pubblicate sul sito http://www.giornatatrombosi.it/. Aggiornamenti e informazioni saranno disponibili sul sito internet e sui canali social Facebook e Instagram di ALT. ALT garantisce la protezione dei dati  personali nel  massimo rispetto della legge sulla privacy.

     

  • Il progetto WHP premia lo stabilimento di Caronno Pertusella di Riva Acciaio

    WHP – Workplace Health Promotion nasce dall’azione congiunta dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, ATS Insubria e Cgil-Cisl-Uil: l’iniziativa ha riconosciuto le buone pratiche adottate da Riva Acciaio per il benessere dei lavoratori.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio tra le realtà premiate da Workplace Health Promotion

    Già parte della “Rete WHP Lombardia” attraverso lo stabilimento di Caronno Pertusella, Riva Acciaio porta avanti un percorso di promozione che mette in primo piano la salute e l’adozione di corretti stili di vita sui luoghi di lavoro. Tale attenzione è valsa all’azienda, leader nel comparto siderurgico, il riconoscimento da parte di WHP – Workplace Health Promotion, progetto per la promozione della salute e dei corretti stili di vita dei lavoratori. La premiazione, avvenuta online il 1° marzo, ha sottolineato la costanza nelle attività legate al benessere nonostante il difficile periodo contrassegnato dall’emergenza sanitaria. Le iniziative premiate includono, ad esempio, l’adozione di una corretta alimentazione nelle mense aziendali, la promozione dell’attività fisica, il contrasto alla dipendenza da nicotina e alcol, la creazione di asili nido aziendali e il sostegno allo studio dei figli. Riva Acciaio, con il suo stabilimento di Caronno Pertusella, è stata così riconosciuta nell’ambito di un’iniziativa che, come sottolineato dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, evidenzia come “l’impegno per la responsabilità sociale sia ormai un elemento affermato e diffuso del fare impresa sul nostro territorio”.

    Riva Acciaio: focus sulla politica aziendale e sulle certificazioni ottenute

    Qualità, salute e sicurezza costituiscono tre elementi distintivi dell’operato di Riva Acciaio, leader italiano nel settore siderurgico e riconosciuto a livello internazionale. Appartenente al Gruppo Riva, l’azienda ha alle spalle oltre 60 anni di attività e conta circa 960 dipendenti e 5 stabilimenti nel Nord del Paese. Nel corso dei decenni si è dedicata al continuo miglioramento dei propri processi produttivi, un’attenzione che le ha consentito di ottenere grandi successi anche nei mercati esteri e competere contro colossi internazionali del siderurgico. Tale politica aziendale è portata avanti per mezzo di un Sistema di Gestione della Qualità certificato dalle norme UNI EN ISO 9001 e IATF 16949, a cui si uniscono politiche per la salute e la sicurezza sul lavoro in linea con UNI ISO 45001, certificazione ottenuta da ogni stabilimento produttivo dell’azienda. Oggi il riconoscimento ricevuto da WHP – Workplace Health Promotion si inserisce in quest’ottica di promozione adottata da Riva Acciaio per la salute e il benessere sui luoghi di lavoro.

  • Associazione Terra Insubre, Andrea Mascetti protagonista del webinar sulla storia della regione

    Andrea Mascetti è un profondo conoscitore delle identità territoriali lombarde. Durante l’evento online dell’Associazione Terra Insubre, ha riassunto le vicende storiche più importanti della regione.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: i confini dell’Insubria

    Tito Livio fu uno degli storici latini che parlò degli Insubri, una popolazione di origine celtica stanziatasi nell’Italia settentrionale e che dà il nome alla regione dell’Insubria. Un territorio complesso da definire, sia dal punto di vista geografico che storico. Un tentativo è stato fatto da Andrea Mascetti durante il webinar “Insubria. Una bioregione d’Europa tra storia e ambiente”, organizzato lo scorso 30 marzo dall’Associazione Culturale Terra Insubre. Coordinatore della Commissione Arte e cultura di Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti definisce il termine “Insubria” come estremamente complicato: “Ha dato origine a tante cose diverse. Gli insubri si sono instaurati nei nostri territori in epoca molto arcaica. La civiltà di Golasecca è stata sostanzialmente la sua facies archeologica”. Ed è proprio partendo dai ritrovamenti appartenenti alla cultura di Golasecca che è possibile delineare i confini ideali della regione, che vanno dal Canton Ticino e Canton Grigioni scendendo fino alle aree del Po, mentre da est a ovest dai fiumi Serio e Sesia. “L’idea complessiva che possiamo dare di questa regione è che si è creata in epoca protostorica con un’ambientazione di tipo celtico. Tito Livio racconta della fondazione di Milano da parte di Belloveso e del suo incontro con gli insubres che in qualche modo riconosce, forse perché parlavano lingue comuni.

    Andrea Mascetti: una regione dal forte carattere identitario

    Sebbene l’Insubria sia una regione storica non univocamente definita, per Andrea Mascetti si tratta del “mondo da cui parte sostanzialmente la nostra identità regionale e dal quale ci siamo costruiti come popolo”. Un’identità che nel XVIII secolo era ancora fortemente riconosciuta, in particolare dagli eruditi milanesi dell’epoca, personalità che possedevano una profonda conoscenza delle vicende storiche e culturali dei propri antenati. L’avvocato porta l’esempio di Gabriele Verri, padre di Pietro e famoso giureconsulto, che iniziava ogni sua prolusione con la frase ‘Insubres sumus, non latini’. “Verri voleva dare una chiara connotazione ai lombardi: noi apparteniamo a quell’antico popolo. Questa appartenenza era fortemente radicata nella storia culturale di quei tempi coltissimi e ricchissimi di grandi ricerche – sottolinea Andrea Mascetti – Quel mondo era consapevole di un’appartenenza diversa rispetto al mondo latino che rappresentò solo in parte anche tutte le altre attuali regioni d’Italia le cui differenze e specificità risalgono a tempi arcaici.

  • Daleca: la nuova App per trovare subito lavoro

    Tra qualche giorno sarà possibile, attravero la nuova App italiana Daleca, entrare in contatto diretto con aziende, istituzioni e professionisti affermati per chiedere consigli e ampliare il proprio network riguardo il mondo del lavoro.

    L’annuncio con tutti i dettagli relativi all’iniziativa, è possibile visualizzarlo sul sito web www.subitolavoro.online

    L’obiettivo, come riportato dall’ideatore del progetto Stefano Rainone, ingegnere salernitano, è quello di creare nuove opportunità lavorative per i giovani, oltre che permettere alle aziende di diffondere al meglio la loro cultura aziendale e fare scouting di talenti in modo innovativo.

    Il mercato del lavoro sta rinascendo. Le aziende stanno assumendo, elencando lentamente le posizioni vacanti online. Il guaio è che con milioni di disoccupati, può essere difficile trovare un posto di lavoro, con qualsiasi posto vacante che riceve numerose candidature ogni giorno. Se sei attualmente disoccupato, potresti essere un po’ preoccupato e chiederti quale dovrebbe essere il tuo prossimo passo.

    La buona notizia è che, sebbene sia più difficile ottenere un colloquio, non è impossibile se sai come farlo. Oltre ad avere un curriculum che è compatibile con il sistema di tracciabilità dei candidati (ATS) e un profilo LinkedIn ottimizzato, uno dei modi più efficaci per aiutarti a raggiungere la fase finale del processo di assunzione è il networking professionale.

    Il networking professionale è in genere un argomento che mette a disagio le persone, principalmente perché eventi e conferenze di networking non sembrano un modo naturale per loro (o per chiunque) di connettersi. E mentre la maggior parte delle persone capisce che può fare rete ovunque (sia alla festa di compleanno di un bambino o al negozio di alimentari), le interazioni sociali sono poche e rare tra questi giorni a causa della pandemia.

    La soluzione? Oltre a LinkedIn che ormai sta diventando un social network come gli altri, esistono App che offrono un’esperienza più diretta e meno impersonale. Parliamo per esempio dell’App Daleca (www.daleca.it), che ti permette di connetterti con aziende, istituzioni e altri professionisti attraverso il format dello Speed Meeting (che consiste in videochiamate veloci private automaticamente generate dall’algoritmo dell’App, e quindi ti evita tutta la parte in cui doversi creare un profilo, un curriculum, metterti a cercare persone, contattarli, fissare la call ecc ecc).

  • Nasce L’Indipendente, la testata online senza pubblicità, fake news e clickbait

    È online da poco più di due mesi la nuova testata L’Indipendente (https://www.lindipendente.online). Notizie verificate e senza filtri, informazione senza padroni, niente pubblicità, no fake news e clickbait, questi i punti chiave proposti dalla neonata realtà giornalistica.

    La piattaforma che è disponibile per tutti i dispositivi fissi e mobili, è suddivisa nelle macro sezioni: esteri e geopolitica, ambiente, attualità, diritti, economia e lavoro, scienza e salute e tecnologia e controllo. Qui saranno presenti notizie e approfondimenti, slegati da qualsiasi ingerenza imposta da grandi aziende, multinazionali o poteri politici.

    La testata di proprietà di DV Network SRL è diretta dal giornalista Andrea Legni, che coordina una redazione composta -al momento- da circa dieci giornalisti free lance specializzati nelle diverse aree tematiche, ma non escludono di implementare l’organico nei prossimi mesi.

    I contenuti presenti sul portale sono prevalentemente in chiaro, mentre per gli abbonati che hanno deciso di sostenere il progetto tramite il crowdfunding sono previsti contenuti speciali di approfondimento, l’iscrizione alla newsletter giornaliera e l’accesso al forum di discussione dove è possibile interagire con gli autori. La campagna ancora in corso (https://bit.ly/3dcWVtn) ha già superato il goal previsto, totalizzando la cifra di € 25.722,00 in poco più di 24 ore.

    L’Indipendente ha un occhio di riguardo per l’ambiente (tutta la tecnologia utilizzata di avvale del sistema di compensazione CO2) e per le tematiche importanti che i media più tradizionali tendono a sminuire: i movimenti sociali, i diritti civili, i lati oscuri della geopolitica e le vicende dei popoli schiacciati dalla globalizzazione.

    Quello che L’Indipendente assicura è poi il dovere di rettifica. Qualora una notizia venga contestata, la redazione sarà pronta a verificare nuovamente la fonte, correggere l’eventuale errore e fornire a chi ne faccia richiesta tutte le dovute motivazioni.

     

  • La “Creatività appassionata” di Vanessa Mazzali in mostra online

    “La propensione versatile e volitiva alla creatività si lascia incalzare dallo slancio appassionato e diventa opera d’arte all’interno del palinsesto compositivo di Vanessa Mazzali”. La Dott.ssa Elena Gollini esordisce così nel commentare la mostra online da lei curata con protagonista la Mazzali, artista di spiccato talento suffragato da una formazione e da uno studio accurato per il disegno e per la rappresentazione figurale. Il titolo designato per l’esposizione “Creatività appassionata” rende molto bene per enfatizzare quanto la componente passionale influisce positivamente a favore dell’ispirazione creativa incrementandone la portata e la profusione amplificata. La Dott.ssa Gollini ha poi aggiunto alle sue riflessioni altre valutazioni analitiche dichiarando: “Vanessa è molto discreta e molto sobria nella sua manifestazione comunicativa. Si concentra su rievocazioni essenziali e minimali, prive di ridondanti orpelli e molto fluide e lineari nella loro orchestrazione strutturale. Vanessa preferisce evitare di disperdersi in una proliferazione narrativa eccessiva e troppo sofisticata e si focalizza invece sull’argomentare in modo pacato e garbato, sul concertare una piacevolezza formale in linea con il suo modus pensandi e la sua forma mentis. Ci offre interessanti e stimolanti spunti e rimandi intellettuali, riferimenti colti che denotano la sua preparazione e la sua conoscenza culturale e rispecchiano contenuti sostanziali intrisi e permeati di significato e di spessore, che integra e arricchisce di valenza profonda l’intera sintesi scenica. Vanessa considera l’arte come un’occasione preziosa di poter esternare il suo spirito creativo vivace e dinamico e di ottenere un consenso sincero e autentico nella fruizione. Vuole conquistare in toto lo spettatore, ma senza forzature, vuole che avvenga un avvicinamento e un contatto spontaneo. Il disegno nella sua impeccabile dinamica progettuale ed esecutiva viene perfezionato in modo eccellente e ne avvalora il potenziale artistico. Per Vanessa il disegno non va interpretato come esercizio statico, ma bensì va concepito come riproduzione soggettiva e personalizzata, come variazione con rielaborazione e rivisitazione inedita e come descrizione speciale e sui generis. Le sue creazioni sono frutto di una commistione equilibrata di elementi e di componenti, che vengono tutti sempre bilanciati in modo proporzionale e congruo per ottenere una resa d’insieme convincente. Vanessa accorda insieme tutti questi fattori costitutivi, proprio come un musicista fa con il suo pregiato strumento e l’immette dentro la parabola evocativa imprimendo una spinta passionale e appassionata davvero coinvolgente”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/creativita-appassionata-vanessa-mazzali/

  • Le dinamiche espressive informali della pittura di Roberto Re

    “Seguendo con sincera propensione di stima e con attenta ammirazione il percorso artistico di Roberto Re, riscontro un’evoluzione costante e progressiva, che corrisponde anche alla sua acclarata fermezza di pensiero e alla sua radicata proiezione esistenziale. Le dinamiche espressive che Roberto immette dentro la sua arte diventano sempre più peculiari ed esclusive, lo rendono subito riconoscibile e distinguibile”. Così la Dott.ssa Elena Gollini parla dell’arte pittorica dell’intraprendente Re, artista informale e al passo con la moderna attuale prospettiva contemporanea dell’arte. Inoltre, ha proseguito rimarcando: “Ho appreso con grande piacere che Roberto è stato intervistato dalla rinomata Radio News24 e ha spiegato e approfondito diversi argomenti riguardanti la sua arte. Ritengo che questa pregevole opportunità sia stata assolutamente meritata e sia stata utile per comprendere ancora meglio il pensiero e la poetica espressiva racchiusi nel suo fare artistico. Roberto è certamente un artista capace di spiegare se stesso e di parlare al cuore dello spettatore, di fare breccia e di aprire una comunicazione compenetrante e interattiva. La radio gli ha fornito la giusta occasione di relazionarsi con un vasto pubblico molto eterogeneo senza sapere e senza conoscere a monte le dinamiche di coinvolgimento e di recettività e lo ha posto in una posizione di scambio e di confronto diretto. Roberto ha saputo gestire al meglio questo aspetto e ha saputo ottimizzare al meglio il potenziale e le risorse di cui è dotato. Penso che un artista come Roberto sia un vero esempio di testimonianza a modello dell’amore purissimo e della passione viscerale per l’arte. Dovrebbe andare più spesso in radio e direi anche in televisione, perché il suo contributo è enorme e diventa anche uno stimolo generale verso chi non è avvezzo al mondo artistico e non ha competenze in materia. Il segreto della sua impeccabile sintesi espressiva informale è custodito proprio nella sua capacità di trasmettere, di trasferire e di traslare tutto se stesso dentro le composizioni, di sentirsi portavoce e fautore di valori universalmente condivisibili, che l’arte da sempre rappresenta e promuove e propone nelle sue variegate manifestazioni. Il suo pensiero artistico si fonde con il pensiero artistico universale e non ha bisogno di essere manipolato, resta e rimane sempre motivato, sempre suffragato e sempre vincente e convincente. Ecco, perché anche attraverso la sua profonda e intensa intervista radiofonica Roberto si è reso un eccellente divulgatore e comunicatore e ha saputo mettere la sua vocazione per l’arte sul piedistallo più alto e più maestoso, più solenne e più sacro”. La produzione pittorica di Re è disponibile per la vendita anche sui seguenti riferimenti di piattaforme web: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.

     

  • Il pensiero pittorico astratto di Daniel Mannini

    Giovane e promettente artista di grande potenziale espressivo e comunicativo, Daniel Mannini è certamente un interessante esponente della tradizione astratto-informale declinata nel contemporaneo. La Dott.ssa Elena Gollini che sta supportando Mannini nella sua evoluzione creativa e sta procedendo con un affiancamento di curatela mirata, ha delineato alcune valutazioni entrando nel merito del pensiero pittorico astratto, che Mannini porta avanti con slancio motivato. Nello specifico la Dott.ssa Gollini ha dichiarato: “Esorto Daniel con affettuosa vicinanza a procedere nel cammino pittorico di tendenza astratta, perché ritengo che questa visionarietà sia particolarmente incline e affine alla sua dimensione creativa. Senza dubbio l’Informalismo è un comparto artistico che fornisce molte chiavi espressive e attribuisce grande rilevanza allo stile libero, svincolato da accademismi dottrinali troppo rigidi e rigorosi e da canoni dogmatici costrittivi e restrittivi. Daniel è e deve rimanere un artista visionario puro, deve conservare e mantenere quella naturale e genuina spontaneità insita nella sua indole e nella sua personalità, deve vivere in una dimensione creativa incondizionata e incontaminata. Questa sua pittura astratta è proprio la tangibile e visibile dimostrazione del suo essere affrancato da qualunque imposizione e forzatura, dal suo sentirsi totalmente realizzato tramite un compiacimento derivante da quanto la pittura astratta e informale gli offre, senza mai doversi adattare e adeguare a schemi e sistemi predefiniti e preconfigurati a monte, ma attingendo esclusivamente dalla sua potente vena di ispirazione. L’astrazione per Daniel diventa il suo fertile e fecondo terreno sperimentale aperto, sconfinato, infinito, pronto ad essere seminato con spirito autonomo e indipendente. Daniel rivendica il proprio ruolo di artista senza vincoli, senza freni, senza impedimenti, senza inibizioni. Questa sua idea corrisponde anche di rimando al suo pensiero esistenziale, al suo modus pensandi e operandi, al suo modus vivendi quotidiano nella vita di tutti i giorni e di rimando si riversa anche nella concezione creativa e la rivitalizza, la anima, la qualifica con un corollario di principi e di valori davvero molto comprovante. Daniel con la sua pittura di astrazione non si preclude nulla, scandaglia e analizza nel profondo, scopre, trova e recupera in modo intenso, trasforma in costante e continuo divenire, si lascia avvolgere dalle più ammalianti sensazioni e percezioni sensoriali, rimane in quella forma di inebriante estasi catartica, che soltanto l’autentico delirio creativo può davvero produrre e accrescere come un fuoco, che arde in modo perenne e perpetuo e dura in eterno”.

     

  • Chiesa di Sant’Antonio Abate Napoli

    La chiesa di Sant’Antonio Abate è una delle più antiche chiese della città di Napoli. Sorge proprio nell’omonimo borgo, che per secoli è stato uno dei cuori pulsanti della città.

    La Chiesa di Sant’Antonio Abate, seppur considerata tra le abbazie importanti della città di Napoli, le notizie storiche a disposizione sono inspiegabilmente scarse. Nel 1905 Benedetto Croce, avendo notato questa enorme lacuna riguardo la storia di una delle chiese più antiche della città, invia nell’abbazia un cronista per descriverne dettagliatamente la struttura, le opere artistiche contenute nella chiesa, per poi riportarle nella rivista culturale Napoli Nobilissima.

    Oltre all’importante iniziativa di Benedetto Croce, che ci ha reso molte notizie sulla chiesa, tra le fonti utilizzate per ampliare le notizie sul complesso monastico,è stato ritrovato un diploma del Re Roberto d’Angiò del marzo del 1313, un documento di papa Pio IX , un accenno nella Guida Sacra di Galante e due litografie, di cui una a colori risalente al 1890, e l’altra del pittore francese del XVIII Remond.

    La leggende sulle origini della chiesa la vuole fondata dalla regina Giovanna I d’Angiò nel XIII secolo, ma come detto sopra, un diploma di re Roberto, dimostra che già nel 1313, esistevano chiesa ed ospedale. Molto probabilmente il complesso fu ampliato e ricostruito in un programma di edilizia religiosa e assistenziale voluto nel 1370 dalla Regina. In questo luogo venivano curati gli infermi del morbo detto “fuoco sacro” o anche Fuoco di Sant’Antonio, con un prodotto ricavato dal grasso di maiale. Tra i napoletani si diffuse così l’abitudine di allevare maialini per donarli al monastero. Il complesso era tenuto dai monaci antoniani i quali preparavano la sacra tintura utilizzata per curare l’herpes zoster. Ma nel quattrocento gli Aragonesi, che presero il potere a Napoli, bandirono l’ordine, considerandolo troppo legato ai monarchi francesi.

    Chiusa da sei anni e finalmente riaperta nel gennaio 2021, la chiesa è uno squisito esempio di architettura gotica, anche se la facciata principale della chiesa risale al 1769, quando il cardinale arcivescovo Antonino Sersale, la costruì coprendo quella originale risalente al periodo gotico.

    L’interno ha una navata unica con soffitto a cassettoni, si possono ancora notare le strutture angioine. Le strutture angioine sono visibili al di sotto degli stucchi, gli archi delle cappelle. Dello stesso periodo sono due frammenti di affreschi sul primo pilastro a sinistra e su quello a destra, raffiguranti la crocifissione di Sant’Antonio Abate e la Madonna delle Grazie col Bambino.

    Dell’ultimo affresco possiamo notare la naturalezza del bambino nell’afferrare il seno della madre ed anche la vivacità dei colori, nonostante il mancato restauro.

    Tra le opere medioevali non possiamo dimenticare la marmorea Madonna col Bambino, che la tradizione vuole abbia il volto della regina Giovanna I.

    L’inviato di Benedetto Croce, quando venne a visitare la chiesa, parlò di quattro dipinti su tela di forma circolare che raffiguravano quattro episodi dell’agiografia di Sant’Antonio. Oggi ne rimangono solo due

    In uno è possibile vedere la morte di Sant’Antonio e in un altro la morte di San Paolo martire assistito da Antonio. Queste tele di un elevato valore artistico, sono state attribuite alla mano di Domenico Viola, ma il restauro ottocentesco eseguito da un ricoverato del Real Albergo dei poveri ha coperto l’originale dipinto del pittore allievo di Luca Giordano.

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  • Sheffer, Pendant

    in promozione e su tutte le piattaforme musicali digitali.

    Pendant era uno dei “Fast Feed Music” di Sheffer (episodi musicali da un minuto, che pubblica regolarmente sul suo profilo Instagram). In origine la canzone, era stata pensata con una batteria molto semplice, tra cassa dritta, hihat in levare e un semplice schiocco di dita; il tutto farcito da coretti improvvisati, che, dopo il ritornello, erano stati campionati diventando un drop.

    Il brano aveva già un fare 80’s, ma con le chitarre, una linea di basso articolata, un tappeto d’organo e un pizzico di Vocoder, io e Gabriel, l’abbiamo reso esplicitamente Funk, poi arricchito con una strofa aggiuntiva e un’improvvisazione centrale, tra un ritornello e l’altro, dove si alterna la mia voce alla sua chitarra. 

    Il testo racconta del post di una mia folle notte focosa con una ragazza, per la quale ho perso la testa o, chissà, magari è stato l’alcool a farmelo credere. Fatto sta che il giorno dopo già facevamo finta di non conoscerci, ma fino ad all’ora “vieni qua, mentre giro un Blunt…” S.

    L’attitudine di Pendant è decisamente sensuale e se l’ascolti non puoi stare fermo!

    Sheffer, alias Daniele, classe ’99, cantautore della provincia di Milano, cresce con un obiettivo ben chiaro in testa: diventare un musicista, anzi, polistrumentista. Inizia a studiare chitarra elettrica all’età di 9 anni per poi passare alla batteria acustica. Collabora a formazioni di band, suonando, ovunque ne avesse spazio e possibilità, fino a giungere alla scelta di intraprendere un percorso da solista. Negli ultimi anni, ha imparato a produrre brani (da autodidatta) per costruire e lavorare al proprio progetto inedito con lo pseudonimo “Sheffer”, come cantante rapper/producer.

    «Collaboro con Gabriel Bagini, ottimo musicista, in particolare chitarrista, ma soprattutto grande amico d’infanzia. Con lui porto a terminare il lavoro, aggiungendo dettagli, arricchendo la produzione elettronica con strumenti acustici e non. 

    Dopo aver avviato il lavoro e trovato a parer nostro la giusta dimensione, entra in gioco Rosa,  la mia manager, che ascolta e valuta tutto, figura che organizza al meglio il mio lavoro, la mia testa e mi sprona a fare sempre di più. In lei ho trovato la mia stessa grinta e voglia di fare. Caso vuole che si chiami proprio ”Rosa”, nonché simbolo portante del progetto: la rosa è un fiore che mi ha sempre affascinato, dal colore alla fattezza e rappresenta in tutto e per tutto il mio dualismo lirico con i suoi petali e le sue spine; un lato romantico e uno pungente».

    Anche questo singolo “Pendant” rispecchia la sua esagerata voglia di sperimentare e spaziare tra generi.

    «Amo il funk anni ’80, il metal ma anche il pop, mi piace rappare e cantare. Quindi, non voglio avere limiti di alcun tipo e voglio sentirmi libero di potermi esprimere come più mi piace.

    MultiLink:
    https://linktr.ee/Shefflower

    Mirò BR Productions
    di Rosa Bulfaro 

  • UNITRE MILANO – Conferenza del 16 aprile 2021 “ORFEO, EURIDICE E LA MUSICA. IL MUTARE DEL MITO E LA SUA RICEZIONE CON IL MUTARE DELLA STORIA DELL’UOMO”

    L’Università delle Tre Età UNITRE Milano propone nell’ambito delle proprie attività accademiche, una conferenza dal tema: “Orfeo, Euridice e la musica. Il mutare del mito e la sua ricezione con il mutare della storia dell’uomo” in programma per venerdì 16 aprile 2021 alle ore 17:15.

    La conferenza si terrà online sulla piattaforma Google Meet e verrà condotto dal Presentazione Prof. Marco MARINACCI (Università eCampus / UNITRE MILANO) – Relatrice: Dott.ssa Francesca BONAITA (Conservatorio di Musica G. VERDI di Milano – VIOLINISTA).

    UNITRE MILANO si configura come una “comunità del sapere” di carattere universitario, libera e indipendente, che si propone di offrire a tutti gli iscritti un’ampia scelta di opportunità culturali, senza alcun limite di età o di titoli di studio. I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE Milano rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari.

    La ricca offerta di corsi che UNITRE propone ai soci iscritti per l’Anno Accademico 2020/2021 è stata ulteriormente ampliata rispetto agli anni passati, includendo argomenti didattici provenienti da ogni ambito del sapere: dalla storia locale alla letteratura straniera, dalle lingue antiche ai rudimenti di fisica, passando per numerosi laboratori creativi e approfondimenti monografici. Centinaia di corsi e laboratori, tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di settore, sono a completa disposizione degli studenti, con un fitto programma di lezioni frequentabili online tramite la nuova piattaforme UNITRE Education. (UNITREMILANO.EDUCATION) La quota associativa permette la frequenza, in assoluta libertà, di qualsiasi corso scelto e con le modalità che si preferiscono. Alle lezioni si affiancano le numerose iniziative extraaccademiche, come conferenze, convegni, visite guidate e attività formative online, che si prolungheranno anche durante i mesi estivi.

    Per iscriversi, è necessario indicare il proprio nominativo via mail all’indirizzo [email protected] entro le ore 12:00 di giovedì 15 aprile 2021. Il link per accedere alla conferenza sarà diffuso solo fra gli utenti prenotati.

    UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano   www.unitremilano.com –   [email protected]

    Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]

  • Progetto GNL in Qatar, Claudio Descalzi (Eni): “Stiamo dialogando con Qatar Petroleum”

    “Siamo sicuramente interessati, si tratta di un ottimo progetto”: così Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, in merito al progetto intrapreso da Qatar Petroleum sul North Field, nel settore del gas naturale liquefatto (GNL).

    Claudio Descalzi

    Claudio Descalzi sul programma GNL: “Stiamo dialogando con Qatar Petroleum”

    In occasione della presentazione del Piano Strategico 2021-2024, trasmessa in diretta streaming, l’AD di Eni Claudio Descalzi ha commentato la recente iniziativa di Qatar Petroleum, azienda petrolifera statale qatariota, per lo sviluppo del progetto GNL nel North Field, nel campo del gas naturale liquefatto. “Per quanto riguarda il Qatar, abbiamo discusso con Qatar Petroleum, ne parliamo da tre o quattro anni. Siamo sicuramente interessati, si tratta di un ottimo progetto”: questo è quanto ha dichiarato l’AD durante l’evento “Strategy 2021-2024” che, oltre a presentare il Piano Strategico per il prossimo quadriennio e i risultati del 2020, ha previsto una sessione Q&A con gli analisti. “Come sapete è stato rivelato il capex, l’investimento”, ha segnalato Claudio Descalzi in merito al progetto di Qatar Petroleum, aggiungendo: “Sono stati in grado di finalizzare degli ottimi contratti. Dipenderà dalle condizioni, ma noi siamo interessati”.

    Claudio Descalzi: il progetto GNL e l’uso del gas naturale per la decarbonizzazione

    Aggiungendo inoltre come non sia possibile al momento annunciare la quota relativa al progetto nel North Field, spiegando che “non è corretto farlo, anche nei confronti di Qatar Petroleum”, l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi ha segnalato che Eni ha già manifestato il proprio interesse nei confronti del programma. “Vedremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi quale sarà la gara”, ha aggiunto l’AD, “abbiamo manifestato il nostro interesse e vedremo nel prossimo futuro che cosa avverrà”. Sviluppare progetti legati all’utilizzo del gas naturale rientra nella strategia di Eni finalizzata a raggiungere una totale neutralità carbonica entro il 2050, un obiettivo espresso chiaramente nel Piano strategico 2021-2024. Il Gruppo guidato dall’AD Claudio Descalzi è infatti fortemente impegnato per accelerare la transizione energetica del comparto e, a tal proposito, prevede che il gas potrà costituire nel lungo termine oltre il 90% della propria produzione.

  • Al proprio posto: la campagna di Nord Milano Ambiente per la raccolta differenziata cofinanziata da CONAI

    La campagna “Al Proprio Posto: Riduco, Riuso, Riciclo” lanciata ad ottobre 2019 da Nord Milano Ambiente con il Comune di Cinisello Balsamo, ottiene la prima parte di finanziamento da CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, che, all’interno dell’accordo quadro di programma ANCI-CONAI prevede il riconoscimento economico a supporto di attività di comunicazione a sostegno per le campagne di comunicazione effettuate per sensibilizzare i cittadini alla raccolta differenziata informandoli dei servizi a disposizione. La prima parte, pari a 20 mila euro, è stata riconosciuta alla società in house del Comune di Cinisello Balsamo per le attività finora svolte e rendicontate.

     

    La campagna è stata riconosciuta come iniziativa innovativa per la sensibilizzazione ed educazione di tutta la cittadinanza verso il riciclo, il riuso e la riduzione della produzione dei rifiuti. Un progetto – spiega Sandro Sisler, Amministratore unico di Nord Milano Ambiente S.p.a. “che mette l’ambiente in cui viviamo al primo posto con azioni concrete, puntando alla sensibilizzazione e la partecipazione di tutti i cittadini alle tre R: la Riduzione della produzione di Rifiuti, Riciclo e Riuso, i tre passi fondamentali per una corretta raccolta differenziata che, per essere efficace, richiede la piena consapevolezza e il coinvolgimento di tutti gli utenti. Il contributo riconosciutoci all’interno dell’accordo quadro di programma ANCI-CONAI, ci permette di continuare un percorso di sensibilizzazione su più fronti: scuole, cittadini, aziende ma anche enti, comitati e organizzazioni a cui ci rivolgiamo con specifiche campagne informative, soprattutto per quanto riguarda i più piccoli”.

     

    Obiettivo principale di Nord Milano Ambiente è infatti quello di aumentare la percentuale di raccolta differenziata, portandola dal 58,69% (2019) al 65% entro il 2025, riducendo i costi di gestione del servizio e arrivando ad offrire un servizio più efficiente e di qualità, anche grazie alla forte collaborazione con gli stakeholder locali. I primi mesi del 2021, sono stati caratterizzati da una diminuzione della raccolta dei rifiuti nel territorio comunale con una lieve flessione anche della raccolta differenziata: sono dunque necessari interventi capillari e concreti che coinvolgano l’intera cittadinanza, anche nella lotta alle discariche abusive che raccolgono materiali e scarti di ogni tipo, a danno dell’ambiente e della collettività.

     

    “Questo contributo frutto dell’accordo ANCI-CONAI è un importante riconoscimento della validità della campagna e un motivo di orgoglio per l’azienda Nord Milano Ambiente ma anche per tutta la comunità di Cinisello Balsamo. Come Amministrazione comunale infatti, riteniamo che le parole d’ordine per ottenere risultati migliori nella raccolta differenziata siano proprio la comunicazione e l’informazione verso i cittadini. Insieme possiamo fare la differenza: ognuno di noi – fin dai primi anni, attraverso un’educazione consapevole – può imparare a mettere ogni cosa Al Proprio Posto. Solo così sarà possibile continuare a vivere su un territorio e in un ambiente compatibile con le esigenze di tutti” afferma Giacomo Ghilardi, sindaco di Cinisello Balsamo.

     

    La campagna “Al Proprio Posto” vuole richiamare al senso civico e al rispetto dell’ambiente in cui si vive ed essere accessibile a chiunque: i materiali sono dunque realizzati in 6 lingue, in formato cartaceo e multimediale e con contenuti conformi alle linee guida CONAI. Con il contributo frutto dell’accordo ANCI-CONAI è stato dunque possibile finanziare l’evento di lancio della campagna “Al Proprio Posto” e la realizzazione delle guide alla raccolta differenziata, le diverse iniziative dedicate alle scuole – tra cui il corto-film che sensibilizza i bambini e i ragazzi alla raccolta differenziata e al corretto conferimento dei rifiuti, con una modalità giocosa e divertente in fase di realizzazione -, il nuovo sito web che garantirà un rapporto diretto con l’utenza anche attraverso un questionario Customer Satisfaction e i progetti in collaborazione con gli Amministratori di condominio, identificati come stakeholder primari e con cui Nord Milano Ambiente ha attivato un canale di comunicazione diretta.

     

    “Il rispetto dell’ambiente passa anche da una migliore raccolta differenziata. Per questo come Amministrazione comunale ci stiamo particolarmente concentrando affinché tutte le fasce d’età della nostra città vengano coinvolte nel progetto di sensibilizzazione e educazione ad una migliore attenzione verso il tema dei rifiuti e del loro riciclo. Perché un ambiente pulito, significa una vita migliore, per tutti!” conclude Giuseppe Berlino, vicesindaco e assessore all’ambiente.

     

    Un ulteriore finanziamento di 20 mila euro da parte di CONAI, è previsto al momento della chiusura del progetto.

     

  • Diritti umani e Xinjiang, una questione aperta. Il commento di Giancarlo Elia Valori

    Gli Usa, il Canada, il Regno Unito e l’Unione europea hanno intrapreso a fine marzo scorso un’azione concertata per annunciare sanzioni contro le violazioni dei diritti umani degli uiguri e di altre minoranze etniche nello Xinjiang-Uygur da parte del governo cinese.

    È la prima volta dall’incidente di piazza Tienanmen nel 1989 che l’Unione europea e il Regno Unito hanno imposto sanzioni alla Cina per questioni di diritti umani.

    Inoltre, anche l’Australia e la Nuova Zelanda hanno rilasciato dichiarazioni in cui esprimevano sostegno alle sanzioni congiunte contro la Cina da parte di Usa ed

    Unione Europea. Il Segretario di Stato americano Tony Blinken ha dichiarato che

    “l’operazione transatlantica congiunta invia un segnale forte a coloro che violano o calpestano i diritti umani internazionali”.

    Questa operazione congiunta è chiaramente parte di uno sforzo concertato degli Usa per lavorare con i suoi alleati occidentali contro la Cina attraverso sforzi diplomatici.

    Noi ci chiediamo dopo guerre massacranti nei Balcani, in Afghanistan, in Iraq, in Libia, in Siria, e prima ancora in Corea e in Vietnam:

    1) Perché si vuol aprire un altro fronte del tipo esportazione della democrazia con le bombe?

    2) Perché la questione dello Xinjiang-Uygur è diventata un argomento esiziale che riunisce gli Usa e i loro alleati per sanzionare congiuntamente la Cina, mentre s’ignorano i barbari comportamenti codicizzati dalle retrograde, ma alleate, monarchie del Golfo?

    3) Perché la questione dello Xinjiang-Uygur riceve sempre più attenzione dalla comunità internazionale?

    4) Perché gli Usa utilizzano le questioni relative ai diritti umani dello Xinjiang-Uygur per formare una tendenza diplomatica con gli alleati occidentali contro Pechino e dimenticano i neri ammazzati per strada in casa loro?

    Vediamo di capire.

    L’importanza strategica dello Xinjiang-Uygur per la Cina è simile a quella del Tibet (Xizang). La regione autonoma dello Xinjiang-Uygur è la più grande unità provinciale in Cina, copre un sesto del territorio cinese; confina con Mongolia, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Afghanistan, Pakistan e India; può essere utilizzata come base dalla Cina per influenzare i suoi vicini. Però lo Xinjiang-Uygur può essere adoperata quale testa di ponte da potenze esterne per minacciare, a loro volta, l’integrità territoriale della Cina.

    Lo Xinjiang-Uygur ha pure un immenso valore economico come il Tibet (Xizang): risorse di petrolio e gas, e può essere utilizzato anche come canale per importare energia dal Kazakistan. È pure un sito per armi nucleari e test missilistici cinesi.

    Storicamente, quest’area è stata sotto l’influenza di diverse forze e che man mano rivendicavano quei territori. Per migliaia di anni, i deserti e le montagne dello Xinjiang-Uygur sono stati attraversati da mercanti, e i popoli e gli eserciti la percorrevano ininterrottamente, a volte formando alleanze con l’Impero di Mezzo, altre per liberarsi dall’influenza dell’imperatore, per poi ricadere in mani peggiori.

    I cinesi che iniziarono a recarsi colà prima del XIX secolo hanno incontrato persiani, musulmani, la maggior parte dei quali era di lingua turca, e non per nulla l’altro nome del territorio è Turkestan Orientale.

    La regione non venne completamente incorporata nel sistema amministrativo cinese che nel 1884, quando fu divisa in provincia e chiamata Xinjiang, che si traduce in “nuova frontiera”. Tuttavia, il controllo della Cina era fragile, e quando la presenza di Pechino era ancora al minimo nel 1944, la popolazione locale annunciò l’istituzione di una repubblica di breve durata, detta appunto del Turkistan Orientale – a sua volta sostenuta dall’Unione Sovietica di Stalin, il quale – come gli Usa oggi – desiderava rientrasse nella propria zona d’influenza.

    Però siccome Stalin, era un grande uomo di Stato e non un parvenu da laurea breve

    quadriennale – con la nascita della Repubblica Popolare Cinese, il Georgiano s’accordò a che il territorio fosse reintegrato nell’Impero di Mezzo quale Regione Autonoma dello Xinjiang-Uygur.

    Per consolidare il controllo amministrativo e politico nella regione autonoma, la RP della Cina ha utilizzato gli stessi metodi in altre aree circostanti: sviluppo dell’immigrazione, commercio, assimilazione culturale, integrazione amministrativa e isolamento internazionale.

    Già nella metà del XVIII secolo, il governo Qing aveva creato un’industria nazionale vicino a Ürümqi, la capitale. Nel secolo successivo i mercanti cinesi giunsero in gran numero. Dopo il 1949, la RP della Cina pose la regione autonoma in un piano nazionale che prevedeva la direzione del commercio locale verso l’economia interna della Cina, vietando quello di frontiera e i movimenti di popolazione che erano diffusi in passato fra confini allora indefiniti e malgovernati.

    Nel 1954, Pechino istituì il Corpo semi-militare di produzione e costruzione dello Xinjiang-Uygur per trasferire ufficiali e soldati smobilitati e altri immigrati cinesi in industrie, miniere e imprese. Durante la Rivoluzione Culturale degli anni Sessanta, migliaia di diplomati delle scuole medie furono delegati a svolgere compiti nello Xinjiang-Uygur da varie città della Cina, in particolare Shanghai, e la maggior parte di loro viveva nelle fattorie. Ricordo il grande entusiasmo da parte di alcuni grandi partiti europei a queste notizie: gli stessi partiti che, cambiati i nomi, oggi versano le lacrime amare di Petra von Kant assieme a Biden.

    Nel censimento del 2010 – secondo le statistiche ufficiali – su 21.815.815 abitanti, il 45,4% sono uiguri e il 40,48% cinesi anche se il numero reale potrebbe essere anche più alto; tra le numerose minoranze etniche ufficialmente riconosciute: kazaki e musulmani di etnia cinese.

    Nei decenni precedenti al 1980, lo Xinjiang-Uygur si sviluppò lentamente in quanto confinava con l’allora ostile Unione Sovietica post-1960, e per la sua aspra e notevole distanza dalle altre parti della Cina. Tuttavia, quando Deng Xiaoping attuò

    le riforme dagli anni Ottanta, la politica di sviluppo cinese creò la domanda per le risorse di carbone, petrolio e gas dello Xinjiang-Uygur, rendendo l’area locale uno dei maggiori produttori cinesi di combustibili fossili.

    Negli anni Novanta, la Cina ha iniziato a costruire oleodotti per trasportare il petrolio dall’estremo ovest al mercato continentale. Nel 2001, Pechino ha annunciato una politica di “sviluppo occidentale” volta a sfruttare appieno le risorse dello Xinjiang- Uygur. Il governo centrale ha investito miliardi di dollari per costruire infrastrutture e creare incentivi politici per attrarre società nazionali ed estere.

    Questo ha significato che la popolazione ha incrementato il proprio Pil pro capite, oltre ad aver elevato il livello d’istruzione.

    Inoltre la Cina ha modernizzato la società, per cui si è resa invisa a quei musulmani integralisti che, tracimando del terrorismo, ora chiedono aiuto a coloro i quali, per far crollare il governo laico siriano, in principio hanno finanziato l’Isis, sul ritornello “chi è nemico del mio nemico è mio amico”.

    Per la maggior parte dell’era maoista, gli uiguri, così come i meno numerosi kazaki, kirghisi e altre minoranze etniche, furono costretti ad abbandonare l’Islam, imparare il cinese e lasciare i loro costumi e abitudini tradizionali. Tutto questo con grande gioia dell’allora occidente epicureo e ateo che ha sempre disprezzato la fede: ulteriore elemento di contrasto da parte in seguito degli integralisti.

    Come in Tibet (Xizang), gli uiguri più tradizionalisti ritengono che la loro terra sia stata invasa da immigrati cinesi e le loro vite siano sopraffatte da uno stile “occidentale” imposto dall’esterno: pretesto che Erdoğan è stato il primo a cogliere, non lasciandoselo sfuggire nella sua concezione panturanica.

    Infatti dopo l’implosione dell’Unione Sovietica nel 1991, le comunità turaniche e immigrate uigure nei tre neo-Stati confinanti dell’Asia centrale: Kazakistan, Kirghizistan e Uzbekistan hanno vissuto una resurrezione culturale e religiosa, creando un nuovo senso di speranza e potere tra gli uiguri nello Xinjiang-Uygur.

    Dagli anni Ottanta al 2001, manifestazioni, rivolte, omicidi occasionali e attentati terroristici si sono verificati con sempre maggiore frequenza. Il governo cinese afferma che l’obiettivo dei criminali è 1) quello di separare lo Xinjiang-Uygur dalla Cina, e 2) i separatisti uiguri sono terroristi legati ad al-Qaeda.

    Tutte queste accuse sono controverse, perché la maggior parte degli uiguri, musulmani sunniti laici o moderati non hanno affatto creato un movimento di resistenza, in quanto la società uigura non è integrata attorno a parametri specifici islamisti.

    Molti incidenti sembrano avere cause varie e talvolta personali, e spesso provocano vittime. Ma in ogni caso, le autorità hanno lanciato una serie di campagne di severo ordine pubblico, temendo che anche il minimo segno di dissenso, quali una manifestazione, un corteo, uno scontro a fuoco con la polizia, sia amplificato dai soliti altoparlanti per creare le premesse di un sanguinoso conflitto civile locale, che – al contrario del siriano – potrebbe trasformarsi nella Terza e Ultima Guerra Mondiale.

    E tutto questo non si scatenerebbe di certo per proteggere dei musulmani integralisti a difesa dei diritti umani. Le cause sono sempre le solite.

    Giancarlo Elia Valori Manager, economista e professore straordinario presso la Peking University

    Articolo originale su

  • Knauf 110 e Lode, al via il progetto a supporto di progettisti e imprese

    Una guida, un sito web e una serie di servizi dedicati da Knauf ai professionisti dell’edilizia per sfruttare al meglio gli incentivi fiscali.

    Castellina Marittima (Pi), 8 aprile 2021 – Knauf, multinazionale leader in soluzioni e sistemi per l’edilizia, che da sempre anticipa i cambiamenti e le nuove opportunità, lancia la campagna Knauf 110 e Lode, con cui mette a disposizione del mercato le migliori soluzioni e un pacchetto di servizi dedicati, in modo da usufruire delle importanti agevolazioni fiscali concesse dal Decreto Rilancio e sfruttare al meglio i benefici che l’edilizia può offrire. (www.knauf110elode.it)

    La guida pratica – Il primo strumento pensato da Knauf è una guida pratica che spiega dettagliatamente tutti i bonus fiscali attualmente disponibili (dal Bonus Ristrutturazioni all’EcoSisma Bonus, fino al SuperBonus 110%). La guida raccoglie anche tutte le soluzioni Knauf che permettono di concorrere all’ottenimento delle varie detrazioni, come il sistema cappotto termico, i massetti autolivellanti, i controsoffitti, le pareti Aquapanel Outdoor e le soluzioni per l’isolamento interno. Per ognuna di tali soluzioni, Knauf indica anche i bonus ai quali è possibile accedere.

    Progettazione 110 e lode – Il secondo degli strumenti realizzati da Knauf è un servizio dedicato ai progettisti e alle imprese che ricercano una maggiore chiarezza sui temi legati a SuperBonus 110% e riqualificazione termica degli edifici. Progettazione da 110 e lode è un servizio di consulenza interattiva con il quale i tecnici Knauf mettono a disposizione un supporto tecnico-finanziario per rispondere ai quesiti tecnici e facilitare lo svolgimento dell‘iter procedurale richiesto dai bonus fiscali. Il servizio è realizzato in collaborazione con TEP srl, un‘importante società di servizi di ANIT (Associazione Nazionale Isolamento Termico e acustico). Tecnici e imprese potranno prenotare una consulenza dal sito che Knauf ha inaugurato appositamente per l’iniziativa.

    Innovazione 110 e lode – Per chi vuole essere formato sul tema dei bonus governativi, Knauf in collaborazione con EDICOM ha messo a disposizione un servizio di formazione streaming con una serie di percorsi didattici, conferenze e webinar accreditati sviluppati dai tecnici Knauf espressamente per i professionisti del settore. I temi trattati fanno riferimento a tutti i prodotti utili a ottenere il SuperBonus 110% e a tutti i sistemi innovativi Knauf.

    Sostenibilità 110 e lode – Knauf, da sempre sensibile al tema della sostenibilità, mette a disposizione certificazioni e studi sul rispetto dei protocolli ambientali. L’intera gamma di lastre Knauf prodotte nello stabilimento di Castellina Marittima è dotata di Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD), un importante documento con cui Knauf si impegna a ottimizzare le risorse idriche, energetiche e a ridurre l’impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.

    Knauf si è inoltre posta l’obiettivo di approfondire tre tipologie di schemi nel rispetto dei rating system LEED per realizzare un documento tecnico dedicato. Il contributo di Knauf per la certificazione degli edifici LEED è significativo e riguarda principalmente l’impiego dei prodotti del sistema a secco per concorrere all’ottenimento dei punteggi previsti per ogni categoria riportata nel Manuale LEED v4.

    Damiano Spagnuolo, Knauf“Le nuove disposizioni e le recenti agevolazioni fiscali stanno promuovendo i lavori di riqualificazione e ristrutturazione sul patrimonio edilizio nazionale che ne ha estremo bisogno. I protagonisti di questo mercato però spesso si trovano di fronte alla difficoltà di reperire informazioni certe per gestire correttamente le norme che sono numerose e complesse. – sottolinea Damiano Spagnuolo, Marketing & Product manager di Knauf Italia – “Per questo abbiamo deciso di supportarli con una serie di iniziative, dalla guida pratica che aiuta a orientarsi fra i vari bonus ai servizi di consulenza e formazione, per agevolare il lavoro di progettazione e gestione di tecnici e imprese, mettendo a loro disposizione l’esperienza dei nostri specialisti”.

  • AIAV incontra il Ministro Garavaglia: soldi per la salvezza, misure per la ripartenza

    Non solo richieste ma anche tante proposte nell’incontro che si è svolto tra AIAV – Associazione Italiana Agenti di Viaggio – in rappresentanza di oltre 1.800 agenzie sul territorio nazionale e il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia nel pomeriggio di giovedì 8 aprile, giorno del suo compleanno!

    L’incontro

    L’incontro è partito da una premessa legata al ruolo, spesso frainteso e sottostimato, delle agenzie di viaggio nel contesto dell’industria turistica italiana: secondo i dati AIAV, le agenzie distribuiscono il 68% dei biglietti relativi al trasporto aereo, marittimo e ferroviario, intermediano la quasi totalità del prodotto di tour operator e compagnie crocieristiche e, aspetto generalmente trascurato, sono gli artefici delle proposte “incoming” che rappresentano la linfa vitale del turismo straniero verso l’Italia.

    All’ordine del giorno, il punto sulle misure che garantiranno l’erogazione immediata dei fondi già stanziati e una più equa ripartizione dei prossimi contributi a sostegno del comparto, seguito da un costruttivo confronto sulle misure da intraprendere per la ripartenza del settore.

    Le parole di Fulvio Avataneo, Presidente AIAV

    “Siamo molto soddisfatti del rapporto di collaborazione fattiva instaurato con il Ministro – dichiara Fulvio Avataneo, Presidente AIAV – che ha particolarmente apprezzato alcune nostre proposte. Si tratta della concessione di un bonus per permettere alle agenzie di viaggio di rimodernare le sedi operative, migliorando l’accessibilità e l’efficientamento energetico, e della gestione del “Bonus Cultura” da parte delle agenzie per l’organizzazione di circuiti culturali in Italia destinati ai giovani. Abbiamo suggerito al Ministro di sfruttare meglio e di più le Associazioni di Categoria, per elaborare provvedimenti totalmente aderenti alle logiche del settore”.

    I temi affrontati

    Sono stati affrontati tutti i temi scottanti, a cominciare dal rimborso dei voucher: il Ministro ha annunciato l’intenzione di prorogarne la validità, aprendo anche alla proposta di AIAV, che suggerisce di attingere al fondo istituito dal Governo, finanziato con 5 milioni di euro per il 2020 e per un ulteriore milione nel 2021, almeno per quei viaggiatori le cui agenzie hanno pagato i fornitori senza ricevere a loro volta rimborsi in seguito alla cancellazione del viaggio. Al contrario, le agenzie che hanno ricevuto il rimborso dai fornitori o non li hanno pagati, ma non sono comunque in grado di rimborsare i clienti perché hanno impiegato il denaro incassato per mantenere in vita l’agenzia stessa, potrebbero accedere a specifici finanziamenti a tasso agevolato e di media durata.

    Sul fronte ristori, Garavaglia ha riconfermato lo sblocco dei primi 85 milioni di euro sui 228 già stanziati, con l’impegno ad erogare le risorse nel minor tempo possibile, e ha annunciato un emendamento per rendere spendibile in agenzia il bonus vacanze, per un totale di 1.870 miliardi di euro già stanziati e non ancora utilizzati. Parallelamente, tra fine aprile e maggio sono previste ulteriori misure a sostegno della categoria con agevolazioni fiscali, moratorie e nuovi contributi.

    Le altre richieste

    “Il Ministro Garavaglia ha confermato – prosegue Avataneo – l’intenzione di rivedere i criteri di calcolo dei contributi. Ci ha rassicurato sull’adozione di una serie di provvedimenti che permetteranno di ridare ossigeno alle imprese del settore e sul suo impegno nella pianificazione delle riaperture. Abbiamo chiesto molto al Ministro, perché la crisi di liquidità e lo stato di necessità delle agenzie di viaggio obbligano il Governo ad un impegno straordinario, concentrandoci anche sulla progettualità e sulle strategie future. Questa crisi può essere l’occasione di ricostruire ed innovare un settore che già era in difficoltà prima del Covid, riportandolo al suo meritato splendore”.

    In questo senso, AIAV ha affrontato il tema dell’armonizzazione delle leggi regionali, con particolare riferimento alla lotta all’abusivismo; si è discusso anche del delicato rapporto con i vettori, con la richiesta di un intervento immediato nei confronti dell’ENAC per garantire il pagamento dei voucher e l’istituzione di un tavolo di confronto interministeriale per riequilibrare la posizione di dominanza rispetto alle agenzie. Infine, una ricognizione sulla concorrenza sleale delle OTA e una riflessione sul Green Pass che, secondo il Ministro, richiede una decisione a livello europeo (con alcuni Paesi ancora in disaccordo sulla sua immediata attivazione) e per l’Italia potrebbe essere un utile strumento non solo per i viaggi, ma anche per contesti diversi, come le fiere e i parchi divertimento.

  • ANDREA DELOGU: «HO VOGLIA DI FARE LA RIVOLUZIONE!»

    12 aprile 2021 – Tenace, determinata, ironica: un’inedita e spumeggiante Andrea Delogu porta tutta la sua travolgente energia per la prima volta in assoluto sul set di uno spot televisivo. La conduttrice e scrittrice è infatti la protagonista del nuovo spot per la tv di Fairy, il detersivo di P&G per lavastoviglie che rimuove il grasso al 100% per una pulizia brillante, anche nei cicli brevi, capace di portare una vera e propria rivoluzione in cucina. E no: non serve Robespierre per vincere la battaglia contro lo sporco ostinato. Anche se l’energica Andrea Delogu sarebbe capace di vestire anche i panni di un rivoluzionario del 1700 pur di raggiungere il suo obiettivo. «Non ho paura dei cambiamenti – afferma la conduttrice – e sono pronta a rivoluzionare la mia vita per ottenere i risultati che voglio».

    E questo, anche quando si tratta di lavare i piatti. «Nella mia vita ho dovuto affrontare tante sfide, ma ce n’è una che non sono mai riuscita a vincere: avere piatti perfettamente puliti senza il pre-lavaggio! Sento ancora le parole di mia mamma nelle orecchie: “Devi sciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie”. Ma…  mica ti fai il pre-shampoo prima dello shampoo? Mica ti pre-lavi i denti prima di lavarti i denti? No?» sbuffa Andrea. 

    Così, eccola in cucina alla ricerca di una soluzione semplice ed efficace per ottenere una pulizia profonda anche con lo sporco più difficile, come nel caso della classica teglia di lasagna preparata per il pranzo della domenica. Perché… è sempre la stessa storia! Anche dopo il passaggio in lavastoviglie, la teglia ha ancora dei residui di cibo, le pastiglie di detersivo sono mezze sciolte e i bicchieri sono opachi. Servirebbe qualcosa di rivoluzionario… La risposta? Si chiama Fairy Platinum Plus. Andrea afferra una caps, la inserisce nella vaschetta e… magia! La caps si anima e sprigiona una forte luce: È SUPER! Dissoluzione 100%, azione igienizzante, tecnologia anti-opaco e rimozione dello sporco ostinato. Una formula unica, 4 in 1. E non c’è più bisogno di pre-lavare! 

    Anche questa volta, Andrea ha raggiunto il suo obiettivo: «È geniale!» afferma entusiasta della novità. Ma c’è di più! Con Fairy, Andrea porta a casa anche un’altra vittoria: ottiene il pulito brillante che cercava da tempo e riesce anche a risparmiare acqua ed energia. Le caps, infatti, danno il massimo anche con cicli brevi, ECO e a basse temperature: un’azione immediata e un lavaggio potente che lasciano nel piatto il segno del pulito, e non dei residui di cibo. Inoltre, Fairy viene prodotto in stabilimenti che inviano zero rifiuti di produzione in discarica e che utilizzano il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili. Questa sì che è una rivoluzione!

    «Vestire i panni di una rivoluzionaria mi ha fatto divertire moltissimo. È un ruolo che rispecchia perfettamente la donna che sono. Perché anche io come Fairy, che rivoluziona il modo di fare lavastoviglie per offrire risultati finalmente davvero impeccabili, non mi tiro indietro davanti alle sfide e sono pronta a fare sempre il massimo per raggiungere i miei obiettivi. Grazie Fairy!» commenta Andrea Delogu nell’esilarante video di backstage diffuso con la campagna. La conduttrice canta, balla, ride in cucina, orgogliosa della vittoria ottenuta.

    Vive la Brillantè! La rivoluzione del pulito è iniziata! 

     

    Informazioni su P&G

    I prodotti P&G sono utilizzati da quasi 5 miliardi di persone al mondo. La Procter & Gamble possiede uno dei più importanti portafogli di marchi di qualità tra i quali: Dash®, Fairy®, Lenor®, Mastro Lindo®, Swiffer®, Viakal®, AZ®, Kukident®, Oral B®, Olaz®, Pantene®, Head&Shoulders®, Gillette®, Venus®, Braun®. P&G opera in 70 paesi nel mondo e in Italia è presente dal 1956. Per maggiori informazioni visita il sito https://it.pg.com e segui gli account Facebook, Linkedin, Youtube.

  • Apollo Vredestein: nuovo responsabile Europa sud ovest e assistenza clienti

    pollo Vredestein nomina un nuovo responsabile per l’area dell’Europa sud-occidentale e crea una nuova unità dedicata all’assistenza clienti (altro…)

  • Bulgari, gioielli che non passano di moda

    Indossati dalle maggiori attrici che hanno fatto la storia del cinema internazionale, come Elizabeth Taylor nella Dolce Vita, o da Audrey Hepburn, Gina Lollobrigida Sophia Loren che ne consacrarono una fama che ancora oggi li distingue tra i marchi di gioielli italiani più amati, troviamo sicuramente il marchio Bulgari. Un marchio che è sinonimo di eleganza e di stile, è uno delle maggiori aziende la quale con il tempo è riuscita a diventare un’icona di stile ed un vero esempio di Made in Italy. Tra le caratteristiche riconoscibili, troviamo sicuramente, oltre l’eccellenza della manifattura, anche sicuramente una spiccata attenzione e sensibilità all’uso del colore, ammirabile nelle diverse pietre preziose che rendono ricco ogni gioiello, oltre ad uno spiccato gusto per i volumi e linee arrotondate tipicamente conosciute e legate al marchio Bulgari.
    Fama che ancora tutt’ora sembra non abbandonare questa azienda, perchè ancora oggi icona di lusso e stile. Infatti, attualmente è uno dei marchi più pagati ed apprezzati e desiderati nel mondo. Vediamo che Bulgari conta infatti più di trecento negozi e fattura 1,4 milioni ogni anno, oltre a vendere i propri prodotti nelle gioiellerie. Come dimenticare i serpenti Bulgari, tempestati di diamanti, zaffiri e tantissime altre pietre preziose?

    Oggi, se si vuole possedere un gioiello di tale portata molti rivenditori, molte gioiellerie e la stessa azienda, offrono la possibilità di poter acquistare oltre ai prodotti nuovi anche il prodotto rigenerato.

    Ma cosa significa acquistare un Bulgari rigenerato?

    Significa che un gioiello usato, viene trattato e rimesso a nuovo tramite l’intervento di un artigiano orefice specializzato, donando nuova vita al gioiello, Si possono così avere splendide collane Bulgari rigenerate o anelli di seconda mano a buon prezzo. Ogni singolo gioiello infatti viene riparato, pulito, lucidato e controllato scrupolosamente. Questo non solo risulterà essere esattamente come nuovo, ma il costo di un prodotto di tale portata sarà nettamente inferiore. Avere un gioiello o in questo casa, un Bulgari rigenerato significa spesso poter avere la possibilità di possedere un vero e proprio tesoro vintage, in quanto spesso vengono rigenerati dei prodotti che risultano essere introvabili perché fuori produzione. Inoltre, oltre un considerevole risparmio, c’è da tenere in considerazione che è una scelta ecologica, in quanto evita nuove procedure di produzione spesso inquinanti. Una scelta davvero conveniente, per chi da sempre sogna di possedere un gioiello di tale portata, ma senza dover per forza pagare il prezzo da listino, molto più ingente rispetto a quello di un prodotto rigenerato!

  • Ferrovie dello Stato Italiane, Gianfranco Battisti: “Fondamentale facilitare interconnessioni”

    Ferrovie dello Stato Italiane e Alitalia sono pronte a interagire nel prossimo futuro. Intanto, il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti continua con il suo piano di potenziamento della rete.

    Gianfranco Battisti

    Gianfranco Battisti: “Attenzione particolare al Sud

    In questi giorni al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità si ragiona sul futuro di ITA (Italia Trasporto Aereo), la newco nata lo scorso novembre per acquistare e gestire le attività di Alitalia. Il Ministro Giovannini ha accennato anche ad una possibile interazione con Ferrovie dello Stato Italiane. Da tempo Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Italiane, spinge per rafforzare le connessioni tra aeroporti e stazioni. Un tema oggi cruciale, sul quale si gioca il rilancio del turismo italiano messo in ginocchio dalla pandemia: “Per questo abbiamo avviato un importante piano di potenziamento dei collegamenti ferroviari con gli aeroporti – ha spiegato il manager – con l’obiettivo di sviluppare un sistema intermodale della mobilità che possa favorire la ripresa del turismo nel nostro Paese”. Nel piano è stata data una maggiore attenzione al Mezzogiorno, “dove Fs – ha specificato Gianfranco Battistiinvestirà il 45% delle risorse provenienti dal Recovery Plan in nuove infrastrutture e nel potenziamento di quelle esistenti”.

    Gianfranco Battisti: i progetti di FS Italiane sull’intermodalità

    La strategia di potenziamento voluta da Gianfranco Battisti è stata avviata per favorire l’intermodalità tra i diversi punti di accesso al Paese. E riguarda sia i collegamenti diretti con gli aeroporti che le soluzioni alternative treno+bus. I primi sono già stati attivati per gli aeroporti di Roma Fiumicino, Trieste, Ancona Falconara, Palermo Punta Raisi e Cagliari Elmas. Poche settimane fa, portando a termine un investimento di 6,5 milioni di euro, FS Italiane ha terminato i lavori e inaugurato anche la fermata di Catania Aeroporto-Fontanarossa. Napoli, Verona, Olbia, Treviso, Pisa, Roma Ciampino e Lamezia Terme sono invece gli aeroporti già interessati dal servizio treno+bus. Nel futuro, come riportato dal Contratto di Programma RFI, la società guidata da Gianfranco Battisti prevede interventi su altri 6 scali. Verranno infatti potenziati i collegamenti da e per Fiumicino e Malpensa, mentre per gli aeroporti di Venezia, Genova, Bergamo e Brindisi sono previste opere di collegamento ex-novo.

  • Un nuovo QR Code per Servomech consente un più rapido accesso alle informazioni sul prodotto

    Far conoscere il prodotto con immediatezza, per rispondere alla richiesta di informazioni da parte di tecnici e installatori, manutentori e progettisti a livello mondiale

     

    Nell’ottica di una meccanica sempre più evoluta, l’informatizzazione si dimostra uno strumento prezioso per le aziende che operano in un contesto internazionale. È il caso di Servomech, in cui la capacità di innovare e precorrere i tempi è una caratteristica costante fin dalla sua costituzione nel 1989. Un approccio che rende l’azienda un player di riferimento nella progettazione e costruzione di attuatori lineari meccanici a vite trapezoidale e a ricircolo di sfere, martinetti meccanici a vite a ricircolo di sfere, martinetti meccanici a vite trapezoidale, rinvii angolari e viti e madreviti a ricircolo di sfere.

    Da anni Servomech guarda alle nuove tecnologie con crescente interesse, come testimoniato dalla presenza web e un configuratore che rende pressoché immediata la visualizzazione dei prodotti desiderati, generando modelli 3D nei formati CAD più diffusi, in base alle esigenze espresse.

    Per rendere immediatamente fruibili da tutti le informazioni relative al prodotto, soprattutto in una fase ad alta criticità come quella dell’installazione e della messa in servizio, Servomech ha inserito su ogni prodotto un QR Code. Inquadrandolo è possibile accedere direttamente alla pagina del sito internet dove sono scaricabili per tutti i prodotti Servomech le ultime versioni sempre aggiornate dei Manuali Uso e Manutenzione. La loro consultazione durante la messa in servizio di un prodotto made in Servomech consente di evitare gli errori più comune, sfruttando appieno tutte le potenzialità del prodotto. Con il QR Code la consultazione diventa semplice e intuitiva, anche per la clientela estera. Il sito www.servomech.com è infatti disponibile oltre che in italiano, anche in inglese e in tedesco, così come tutta la documentazione presente online.

    Valentina Cataldo, Responsabile marketing del Gruppo Servomech, spiega come si sia voluto proporre a tutti gli operatori del settore una formula che oggi offre risposte concrete rispetto all’evoluzione di tecnici e installatori, manutentori e progettisti: Ci confrontiamo in un mercato in cui le informazioni viaggiano veloci e saperle comunicare rapidamente e quando servono rappresenta un valore aggiunto. Per questo ci interroghiamo costantemente su cosa possiamo fare per essere più vicini ai nostri clienti e alle loro esigenze. La scelta e l’applicazione di un prodotto sono sempre più attente. Il mondo meccanico non chiede più solo un prodotto, ma anche un’esperienza più articolata che espliciti quali sono i valori aggiunti connessi alla proposta e al suo impiego. Non è sufficiente continuare a produrre qualità e marchiarla con l’etichetta Made in Italy, ma iniziare a comunicare una serie di elementi più complessi che sappiano fare la differenza in un mercato globale estremamente competitivo. I tecnici e più in generale la clientela sono sempre più sensibili verso il facile reperimento delle informazioni legate al prodotto. Oggi con il semplice utilizzo di un QR Code e uno smartphone è possibile avere accesso alle informazioni che servono quando servono. Assecondando l’attitudine del pubblico più tecnologicamente evoluto, anche in virtù del ricambio generazionale, ci auguriamo di produrre un effetto positivo e ad alto potenziale di fidelizzazione”.

    Il made in Italy è un brand ad alto potenziale a livello mondiale e si concretizza in Servomech nei suoi caratteri più distintivi e preziosi: flessibilità, customizzazione, progettazione e produzione interna con controlli sistematici in linea durante tutte le fasi. Plus a cui si vanno ad aggiungere un supporto tecnico di altissimo livello, bassi consumi energetici, grazie a prodotti ad alta efficienza, l’immediata riduzione dei costi grazie a un’efficiente ottimizzazione di prodotto e prestazioni.

     

     

    Servomech Spa nasce nel 1989 e fin dai primordi segue internamente tutti il ciclo produttivo all’interno del proprio stabilimento ad Anzola dell’Emilia, nell’area di Bologna. Si specializza in attuatori lineari a vite trapezoidale e a ricircolo di sfere, martinetti meccanici con vite a sfere, martinetti meccanici a vite trapezoidale, rinvii angolari e viti e madreviti a ricircolo di sfere. Apprezzata in tutti i paesi dell’Unione Europea e dai paesi industrializzati di tutto il mondo, grazie alla vasta gamma di prodotti e soluzioni per il lineare, mette a disposizione competenze all’avanguardia e specializzate che assicurano alta qualità, flessibilità e cura dei progetti dei propri clienti

  • I4T online con il nuovo portale agenti

    Veste grafica totalmente rinnovata e, soprattutto, funzionalità di ultima generazione che semplificano il processo di ricerca, preventivazione ed emissione del prodotto assicurativo: a partire da lunedì 12 aprile, I4T sarà online con il nuovo portale agenti, la sezione riservata al trade del sito www.i4t.it

    Il nuovo portale

    Sul fronte operativo, un sistema ad accesso condizionato consente all’utente principale (admin) di iscrivere altri utenti alla piattaforma, profilandoli in funzione del loro ruolo e dell’appartenenza alla sede o ad eventuali filiali. Questo rende la piattaforma particolarmente versatile e adatta ad ogni contesto: dalla singola agenzia a gestione familiare fino alle realtà più strutturate, inclusi network, agenzie in associazione in partecipazione e reti di consulenti di viaggio.

    Per velocizzare l’identificazione delle soluzioni più adatte alle esigenze del cliente, l’interfaccia raggruppa le polizze per tipologia, fornendo per ciascuna di esse un riassunto delle garanzie, il set informativo e il tool per calcolare il premio. In fase di emissione è possibile personalizzare la polizza con l’inserimento di garanzie ancillari, rimanendo nella medesima pagina di preventivazione. Infine, chi lo desidera può inviare la polizza direttamente al cliente via e-mail.

    Le parole di Christian Garrone, Responsabile Intermediazione Assicurativa I4T

    Christian Garrone, Responsabile Intermediazione Assicurativa I4T, dichiara: “Abbiamo scelto di investire perché guardiamo con fiducia al futuro. Questa piattaforma trasferisce anche a livello tecnologico la competitività che ci contraddistingue sul fronte del prodotto. Oltre ad essere perfettamente in linea con le nuove disposizioni di legge in materia assicurativa, agevola la gestione delle polizze, fattore imprescindibile per la ripartenza del business nelle agenzie”.

    Il commento di Giovanni Giussani, Direttore Commerciale I4T

    “Il funzionamento del portale è estremamente intuitivo – gli fa eco Giovanni Giussani, Direttore Commerciale I4T – ed è stato testato direttamente con un panel di agenzie partner. I nostri Area Manager e il reparto IT sono comunque a disposizione per fornire assistenza tecnica e operativa. Contestualmente al lancio abbiamo inserito una nuova tariffa scontata per le polizze sull’Italia, che sarà la destinazione protagonista della prossima estate”.

  • Nuove povertà: al via i webinar di FIEB per gli attori del territorio

    Partirà mercoledì 14 aprile il ciclo di webinar organizzati dalla Fondazione Istituti Educativi per presentare agli enti e alle istituzioni del territorio la ricerca “Nuove forme di povertà e marginalità sociale in provincia di Bergamo” commissionata al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.

     

    Durante i sei appuntamenti online, che interesseranno istituzioni provinciali, associazioni di categoria e sindacati, enti del terzo settore e distretti ASST (Papa Giovanni XXIII, Bergamo Est e Bergamo Ovest), verranno approfondite le nuove forme di povertà e marginalità sociale nella bergamasca, attraverso la ricerca realizzata nel corso del 2020 che analizza i dati della provincia e dei diversi ambiti territoriali. Al centro della discussione i dati e le testimonianze riguardanti le nuove forme di vulnerabilità sociale e materiale in provincia di Bergamo e le dimensioni latenti delle stesse, per fornire agli attori del territorio le basi necessarie alla creazione di collaborazioni salde e stabili a beneficio della popolazione più fragile.

     

    Il ciclo di webinar che vedrà il coinvolgimento di: istituzioni provinciali, associazioni di categoria e sindacati, enti del III°settore, distretto ASST Papa Giovanni XXIII, distretto ASST BG Ovest, distretto ASST BG Est, terminerà con un appuntamento plenario, in data da stabilirsi.

     

    Per maggiori informazioni: https://www.istitutieducativi.it/nuove-forme-di-poverta-e-marginalita-sociale-in-provincia-di-bergamo/

  • Mutui: aumenta l’importo medio richiesto nel primo trimestre (+2,5%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, gli italiani sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di circa 90.000 domande di mutuo, ha evidenziato come, tra gennaio e marzo 2021, l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto del 2,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 137.479 euro.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it

    Guardando al profilo del richiedente tipo emerge che chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva, in media, 41 anni, quasi un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da poco meno di 22 anni a 23 anni.

    Aumenta il tasso fisso: ritorna in auge il variabile?

    Sebbene le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili; secondo la simulazione di Facile.it, la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale, ma sebbene la distanza sia cresciuta, ad oggi non si è registrata un’inversione di tendenza e più di 9 aspiranti mutuatari su 10 optano ancora per il fisso.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto; il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento è diminuito, passando dal 37% dello scorso anno al 22%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020 si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di circa 90.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Climatizzatori Diloc Vision: alte prestazioni, aria igienizzata e design esclusivo

    Top di gamma e frutto dell’esperienza Diloc nella climatizzazione, Vision è la nuova linea di climatizzatori ad altissima efficienza energetica in grado di offrire consumi ridotti e performance impeccabili in tutte le stagioni, sia in modalità raffrescamento sia in pompa di calore. I climatizzatori della linea Vision raggiungono infatti classi di efficienza energetica A+++ in raffreddamento stagionale e in riscaldamento (ad eccezione dei mod. D.VISION118 e D.VISION18) e, grazie alla funzione ECO, che imposta automaticamente i parametri di funzionamento basandosi sulle condizioni ambientali, i consumi vengono adeguatamente ridotti. Il gas refrigerante ecologico R32 assicura invece un ridotto impatto ambientale.

    Frutto di un impegno pluriennale in ricerca e sviluppo che ha condotto ad altissimi standard produttivi in fatto di selezione dei materiali e ottimizzazione delle performance dei componenti, la linea Vision si distingue per la funzione 3D, in grado di consentire una migliore distribuzione dell’aria nell’ambiente grazie al movimento sincronizzato dei deflettori orizzontali e verticali, integrando le funzionalità e innovazioni tecnologiche che caratterizzano tutte le soluzioni per la climatizzazione firmate Diloc. Fra di esse, il trattamento protettivo Gold, che allunga notevolmente la vita degli scambiatori aumentandone l’efficienza, velocizzando lo sbrinamento e proteggendoli da pioggia, salsedine e altri agenti corrosivi, e la funzione Auto Clean che consente di eliminare autonomamente l’umidità dallo scambiatore di calore, prevenendo la formazione di muffe e batteri.

    A distinguere l’avanguardia tecnologica Vision dal resto dell’offerta di alta qualità del catalogo Diloc è inoltre l’ampio range di funzionalità smart al servizio di comfort e intuitività di utilizzo. Fra queste si annoverano la funzione Follow Me, che grazie ad un apposito sensore sul telecomando regola l’emissione d’aria per mantenere una temperatura ideale intorno all’utente e la combinazione di due filtri antibatterici, uno catalitico a freddo e uno agli ioni d’argento, che consentono una purificazione dell’aria con contestuale riduzione dell’inquinamento ambientale.

    Estremamente silenziosi, i climatizzatori Vision raggiungono un livello sonoro di soli 20dB e sono in grado di garantire un sorprendente effetto estetico a tutti gli ambienti, anche i più esclusivi, grazie al design sinuoso ed essenziale ottenuto grazie ad una progettazione rigorosa delle linee e dei particolari.

     

    Nata nel 2004 come divisione dedicata ai sistemi per la climatizzazione, Diloc è il brand Naicon Group che si propone come partner d’eccellenza per una migliore qualità della vita domestica e lavorativa grazie a soluzioni d’avanguardia per il comfort termico e la qualità dell’aria. Diloc mette a disposizione un fitto catalogo di soluzioni residenziali, commerciali e industriali in grado di offrire il sistema più idoneo per garantire sempre benessere e performance elevate, senza trascurare la sostenibilità: Diloc propone modelli di ultima generazione fino a con 48.000 BTU a basso impatto ambientale, in grado di offrire comfort e silenziosità a fronte di consumi ed emissioni ridotte al minimo. Organizzazione capillare su tutto il territorio nazionale e assistenza immediata post-vendita completano un servizio che fin dalle fasi di progettazione pone le esigenze della clientela e la salvaguardia dell’ambiente al centro dei propri obiettivi.

     

    Via Il Caravaggio, 25 – 20060 Pozzuolo M.na Fraz. Trecella (Mi) Italy

    Tel: +39 02 95003.1 – Fax: +39 02 95003.313 – Email: [email protected]

     

    Ufficio Stampa- Studio Binaschi Milano – www.studiobinaschi.it

  • La piattaforma di Professional Bettor

    Riuscire a vincere in maniera costante alle scommesse sportive è il sogno di tutti gli appassionati, che periodicamente piazzano le proprie giocate con la speranza di riuscire ad ottenere un buon margine di guadagno. Spesso questo desiderio si tramuta in realtà in delusione, dato che il più delle volte questo tipo di giocate ha un esito negativo o quantomeno le giocate vincenti sono davvero poche se paragonate al numero complessivo di tentativi.

    Il perché di tale numero di scommesse non vinte risiede principalmente nella mancanza di un metodo preciso di gioco, e soprattutto della mancanza di analisi dei dati e di altri fattori che invece hanno un peso specifico non indifferente nel determinare le probabilità di successo di una scommessa.

    Quello che spesso facciamo infatti, è andare a piazzare una giocata basandoci semplicemente sull’istinto del momento, il quale il più delle volte porta a decisioni affrettate e comunque poco metodiche.

    Effettuando scommesse in questa maniera si fa semplicemente il gioco dei bookmakers, il cui fine è quello di ottenere un margine di guadagno su ogni singola puntata effettuata dai giocatori, proponendo loro delle quote che a livello matematico sono poco vantaggiose e che consentono di ottenere sempre un margine di profitto a prescindere da quello che sia l’esito di un evento.

    Ci sono a questo proposito tutta una serie di strategie che è possibile applicare per riuscire ad aumentare in maniera esponenziale le probabilità di successo di ogni giocata, soprattutto nel momento in cui si impara in che maniera è possibile mettere a frutto gli errori che inevitabilmente i bookmakers compiono e riuscire a trarne grande vantaggio.

    A tal proposito riveste grande importanza la piattaforma Professional Bettor, che ti mostra in che maniera è possibile andare a sfruttare gli errori dei bookmakers e acquisire un metodo analitico che consenta di riuscire a guadagnare interessanti cifre con le scommesse sportive.

  • Una guida completa alla produzione snella

    La produzione snella è un approccio alla gestione delle imprese manifatturiere (supply chain). La produzione snella è stata fondata sull’applicazione del metodo scientifico all’ingegneria industriale e al funzionamento della fabbrica.

    Il lean manufacturing è un sistema di miglioramento continuo sviluppato da Toyota e precedentemente conosciuto come Toyota Production System (TPS). Da allora è stato applicato in molte industrie e nei servizi.

    Il Lean Manufacturing è stato usato in Giappone dopo la fine della seconda guerra mondiale, ma a quel tempo non veniva chiamato produzione snella. Invece, i produttori si concentravano sulla rimozione degli sprechi dalla produzione e sulla costruzione della qualità nei loro prodotti.

    Questa prima forma di lean manufacturing include sia i grandi che i piccoli produttori che fabbricano prodotti per uso domestico al fine di costruire una base per le future esportazioni. Includeva anche fornitori giapponesi che approfittavano della nuova domanda giapponese di materiali a basso costo e alta qualità.

    • Metodologia Lean:

    La metodologia Lean è un sistema che utilizza semplici metodi statistici per identificare e classificare i rifiuti. L’obiettivo di questo metodo è di organizzare ed eseguire un cambiamento verso un modello di business migliore. Se ti chiedi se il Lean Manufacturing funzionerà per la tua azienda, devi avere una buona comprensione dei principi di questa filosofia di gestione.

    Un’azienda che prende sul serio la Lean Manufacturing migliorerà notevolmente la sua efficienza operativa. Ecco perché il concetto di Lean Manufacturing è popolare nella società moderna. Il metodo usa la filosofia del miglioramento continuo attraverso l’eliminazione degli sprechi. Chiunque e tutti possono prendere parte alla ricerca del miglioramento continuo.

    Womack decise che aveva bisogno di capire meglio i sistemi di produzione che producevano prodotti di così alta qualità. Era anche curioso di saperne di più sul Toyota Production System (TPS).

    Usando la sua comprensione del TPS, ha iniziato a sviluppare strumenti e strategie per l’implementazione di processi snelli. Questo alla fine ha portato alla pubblicazione di diversi libri sulla produzione snella, compresi due libri ben noti: La macchina che ha cambiato il mondo e Lean Thinking di James P. Lewis.

    Le pratiche di produzione snella sono molto utilizzate dai produttori di automobili. La stessa industria automobilistica è un esempio perfetto di un’organizzazione snella di successo. Il successo di Toyota può essere attribuito a pratiche molto specifiche come ogni volta che viene piazzato un ordine, il kanban (beni in movimento) viene effettivamente tirato al banco di montaggio dal punto di produzione.

    • Flusso di lavoro:

    Questo flusso di lavoro elimina i viaggi alla ricerca dei pezzi, poiché tutto è già stato preparato prima di raggiungere la catena di montaggio.

    Questo approccio si concentra sull’identificazione dei passi in un processo di produzione di valore che sono inutili o “sprechi”. Poi si sforza di semplificarli attraverso l’eliminazione, la riduzione o l’automazione. L’obiettivo è di aumentare la produttività per costo unitario preservando la qualità e il personale.

    Questo viene fatto riducendo i tempi di consegna aumentando la trasparenza delle informazioni sulla produzione e l’inventario a tutti i membri del processo di produzione, compresi i produttori, i fornitori, loro stessi e i loro clienti.

  • TREVISO CREATIVITY WEEK, AL VIA I FUTURE TALKS (CON FARINETTI)

    Quinta edizione dell’evento che riunisce imprenditori, startupper e creativi. Annunciate le date: dal primo al 7 novembre. Primo sponsor ufficiale è Labomar SpA, spunta anche il premio per gli imprenditori impavidi

     

    Con la primavera sboccia anche la creatività, la Treviso Creativity Week 2021 riparte annunciando le date ufficiali. Quest’anno la settimana dedicata a startupper, imprenditori e creativi si celebrerà tra il primo e il sette di novembre. A fianco dei due attesissimi premi “Creativity Startup” e “PensoFUTURO” la quinta edizione di TCW si arricchisce del Premio “Impavidi”, dedicato a imprenditori ed imprenditrici che hanno dato un apporto importate in questo periodo di pandemia.

    Da tradizione, è stata confermata un’importante programmazione per l’avvicinamento all’evento, è la “Road to Treviso Creativity Week”. Si tratta dei Creativity Future Talks, una serie di dialoghi online nei quali partecipano di volta in volta manager e imprenditori con cui confrontarsi sul futuro e sulle nuove sfide che impone il presente. Tra gli ospiti che si alterneranno nel ciclo di incontri che inizieranno il 12 aprile ci sono: Francesca Giubilei e Luca Berta fondatori di VeniceArtFactory, Oscar Farinetti creatore e fondatore di Eataly e Green Pea, Walter Bertin fondatore e AD di Labomar SpA, Lorraine Berton presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Valter Fraccaro presidente di SAIHUB, Valentina Picca Bianchi presidente Donne imprenditrici FIPE, Michele Dorigatti co-fondatore della SEC (Scuola di Economia Civile) e infine Tiziana Lippiello Rettrice dell’Università Ca’ Foscari Venezia. 

    Arriva poi anche la conferma del primo sponsor ufficiale dell’evento. Labomar SpA, azienda di Istrana che produce integratori alimentari, dispositivi medici e cosmetici, è stata la prima ad accogliere la sfida lanciata dall’associazione. L’azienda diventa così il primo sponsor ufficiale della Treviso Creativity Week edizione 2021.

    “Sostenere la realizzazione di un evento come Treviso Creativity Week ci entusiasma” afferma il fondatore e AD di Labomar Walter Bertin, “non solo perché ci dà la possibilità di confrontarci e aprirci ulteriormente al territorio, ma soprattutto perché ci avvicina a moltissimi giovani, primi destinatari di TWC. In loro, siamo convinti, troveremo intraprendenza, vivacità e sguardo proiettato al futuro: le stesse caratteristiche che accompagnano da sempre Labomar”.

    L’obiettivo della TCW quest’anno è quello di lanciare un messaggio di positività, sostenendo il territorio e le aziende che contribuiscono a renderlo attrattivo a livello mondiale. “Con questa quinta edizione intendiamo continuare a dare visibilità e spazio alla parte più innovativa del made in Veneto: giovani e startup”, dichiara il founder di TCW, Gianpaolo Pezzato. “Questa edizione intende riservare una particolare attenzione al tema del rilancio e riqualificazione dei centri storici, asset tra i più importanti del territorio, che stanno vivendo una fase di particolare difficoltà. Parimenti si intende coinvolgere tutto il tessuto imprenditoriale e l’ecosistema dell’innovazione territoriale al fine di costruire un ponte con giovani e startup così da attivare le più efficaci connessioni”.

    La programmazione dell’evento sarà annunciata nelle prossime settimane. La TCW2021 può contare sul patrocinio di Regione del Veneto, Provincia di Treviso, Comune di Treviso, Università Ca’ Foscari Venezia, Università degli Studi di Padova, IUSVE, Treviso Festival, Camera di Commercio Treviso – Belluno Dolomiti e Ubercom Treviso.

  • ALBERTO VINCENZO VACCARI “Inno a Leonardo” è l’unico inno al mondo dedicato al genio universale

    Il brano in italiano e inglese è stato trasmesso in anteprima mondiale per i 500 anni dalla morte in Germania, Sudafrica, Cile, Messico, Spagna, Australia e Russia.

     

     

    Il brano nasce da  un’idea di Alberto Vincenzo Vaccari che ha scritto e curato il testo  insieme a Luca e Diego Fainello (Sonohra), e cantato da Beatrice Pezzini (The Voice).

    L’Inno inizia con 5 rintocchi di campana, richiamo ai 500 anni trascorsi dalla morte del genio. A risuonare una campana in bronzo con l’effigie di Leonardo coniata dalla millenaria Fonderia Pontificia Marinelli di Agnone. Nella canzone si descrive un Leonardo genio del passato e premonitore dei tempi odierni, che ancora oggi stupisce e intriga: «Viaggiando per le vie del mondo, Leonardo ancora oggi è, quel genio d’arte e scienza…»

     

    Alberto Vincenzo Vaccari è uno scrittore con un passato d’esperto d’arte in RAI e storico del mobile italiano, ideatore di “Celebrando Leonardo” con il Piatto del Tempo e la Coppa Enogral dal Sacro Graal dei maestri vetrai di Murano, in cui la testa di Leonardo in vetro sorregge il mondo.

    «Per bere nella Coppa Enogral si dovrà essere ingegnosi e temerari, come lo erano i cavalieri medievali, o compiere 7 giri su se stessi a simbolo di sette vite, 7 arti, 700 anni da Dante e Leonardo a oggi. Si brinderà dicendo: “Unio Poculum” dal latino Coppa dell’Unione». Alberto Vincenzo Vaccari

     

    Il video del brano vede protagonista il balletto Oki Dance de Paris con le coreografie di Matteo Reggiori.

     

    L’“Inno a Leonardo” assieme a un inedito Inno a Dante, fa parte della sceneggiatura di un grande spettacolo musicale in chiave contemporanea intitolato: “La festa del Paradiso – Da Dante a Leonardo” con musiche inedite e ambientato ai giorni nostri, in cui oltre a Dante e Leonardo, compaiono Beatrice, la Gioconda e la Maddalena (in riferimento a un altro libro inedito, scritto anch’esso da Vaccari, dal titolo “Chi Slegherà Maddalena?”), la quale porta a Dante e Leonardo (riprendendo un antico manifesto) la Coppa Enogral dal Sacro Graal. Questo unico grande progetto mira a portare l’italianità nel mondo attraverso l’arte, la scienza e la poesia.

     

    Etichetta: The Saifam Group

    Radio date: 9 aprile 2021

     

    CONTATTI

    sito

    www.celebrandoleonardo.org

    www.albertovincenzovaccari.it

     

     

    BIO 

    Consulente di enti, musei, tribunali, mostre d’antiquariato, associazioni. Restauratore accreditato alla soprintendenza ai Beni Storici e Artistici del Veneto. Docente di storia degli stili e metodologie del restauro del mobile all’Istituto Andrea Palladio di Verona. Professore in Corsi di Formazione Europei, relatore e conferenziere. Autore del libro “Dentro il Mobile”, considerato un “classico della storia del mobile italiano” e del saggio “Chi slegherà Maddalena?”.

    Esperto d’arte in trasmissioni televisive: “ Mi manda Lubrano” RAI 3;  “Candido” su TMC, “Uno Mattina” su RAI 1, “Mattina in famiglia” su RAI 2. Oggi è l’ideatore e Art Director del progetto “Celebrando Leonardo 2019”, a 500 anni dalla morte del genio di Vinci e “Celebrando Dante 2021” di cui ricorrono i 700 anni dalla morte, con Vanna Maria Annichini e l’Associazione culturale mani d’oro

     

    LIBRI:

    “IL PIATTO DEL TEMPO E LA COPPA ENOGRAL”  Un libro che nasce con un’anima internazionale, pronto a volare oltre i nostri confini per raccontare chi era Leonardo da Vinci e Dante, cosa ci hanno lasciato in 700 anni, anche con antiche e nuove ricette, oltre alla loro storia, suddivisa in 7 capitoli, per 7 arti, per 7 stili, e con l’Inno a Dante inedito e l’inno a Leonardo, e il testamento per i grandi della terra. IL PIATTO DEL TEMPO Nasce dal ritrovamento di un antichissimo piatto in legno siglato p.p.; la coppa ENOGRAL è alta 42 cm in vetro, forgiata dai maestri vetrai di Murano

     

    “CHI SLEGHERÀ MADDALENA?” La protagonista del libro (Maddalena) è una bella e giovane ragazza che un giorno, due compagne di scuola (Avida e Sicura), invidiose di lei, decidono di appendere a un albero (albero della vita), dimenticandosene. La poveretta rimarrà legata all’albero per anni, come nella storia, dalla Maddalena di Gesù alla Maddalena dell’arte, con vari personaggi che arrivano a lei senza poterla o volerla liberare.

  • MIRALL la vincitrice di Area Sanremo 2020 in radio con “Padre nostro”

    Una preghiera laica rivolta alla musica e alla cultura 

    “Padre nostro” è un brano prodotto dalla stessa Mirall in cui il sound elettronico si miscela perfettamente alla sua voce R&B, dando vita a una vera e propria invocazione al cielo, carica di energia e determinazione. 

    La forza viene dal ritmo, quello che sta alla base del senso più puro e concreto della musica, un ritmo che non ha paura di smascherare le contraddizioni della cultura, soprattutto quando diventa una pratica “mordi e fuggi”, esaurita in pochi secondi sui social invece di essere cibo per l’anima.

     

    «“Padre Nostro” è una preghiera laica, ipnotica che nasce dal rifiuto morale di assuefarsi alla violenza e all’impoverimento culturale dei nostri giorni e soprattutto dal desiderio di non soccombervi, lanciando al cielo note piene di speranza». Mirall

    Mirall significa “specchio” in lingua catalana: «Mi piace l’idea che le persone si possano riflettere nelle cose che scrivo e, al contempo, prendere io la forma di tutte le cose che vedo. Forse per questo mi trovo a mio agio nei “travestimenti”». 

     

    Il video di “Padre nostro” ha ricevuto anche il premio TIM come miglior videoclip. 

     

    A motivare la scelta della giuria proprio l’attenzione che Mirall ha per i costumi, i colori e le immagini che l’aiutano a vestire il ruolo di svariati personaggi per esprimere i concetti presenti nella sua musica. 

    Il personaggio fulcro di “Padre Nostro”, per esempio, è l’aliena, simbolo della disumanizzazione della società, dell’inaridimento culturale e di quel senso di alienazione – appunto – che rischia di portarci a non riconoscere più la bellezza. Per questo davanti agli affreschi pieni di storia e arte lei si spaventa, non sapendo riconoscere la meraviglia.

     

    Etichetta: PrimalBox

    Distribuzione: Epic/Sony Music

    Radio date: 9 aprile 2021

     

    CONTATTI E SOCIAL 

    Facebook: https://www.facebook.com/mirallsonoio

    Instagram: https://www.instagram.com/mirallsonoio/

     

    BIO

    Mirall, all’anagrafe Greta Ciurlante nasce a Pisa. 

    Inizia ad esibirsi nei locali toscani dall’età di 15 anni, in duo col padre al pianoforte. Ben presto si avvicina alla musica jazz, approfondisce i suoi studi in materia e inizia ad esibirsi con diverse formazioni.

    Collabora con i Q-proj, Andrea Cozzani dei Planet Funk, Vince Bramanti e Dario Carli nell’album “New Breeze”. Collabora con la big band funk White Orcs per cui scrive e compone alcuni brani, grazie ai quali ha il piacere di duettare in concerto con Tony Momrelle, cantante della storica band acid jazz inglese Incognito.

    Si esibisce in numerose rassegne tra cui Barga Jazz Festival, Grey Cat Festival, Serravalle Jazz Festival e Serravezza Blues Festival.

    Nel 2017 viene chiamata da Massimiliano Pani come voce portante di un suo spettacolo sulla storia della musica italiana. Collabora con Piero Frassi (Bocelli, Karima), Gabriele Evangelista (Enrico Rava, Stefano Bollani) e Bernardo Guerra (Stefano Bollani, Nico Gori) per l’album “Mirall Circles”. 

    Parallelamente lavora come vocalist per numerosi programmi televisivi tra cui “20 che siamo italiani” su Rai1, con Gigi D’Alessio e Vanessa Incontrada, “All together now” e con Raffaella Carrà nel disco “Replay” (2013).

    Nel 2019 pubblica i primi due singoli in lingua italiana: “Un Chicco Di Caffè” e “Il Primo Della Lista”. 

    Nel dicembre del 2020 è fra gli 8 vincitori di Area Sanremo e si aggiudica il premio TIM come miglior videoclip con il brano “Padre Nostro”.