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  • Il Parco Le Cornelle riparte con nuove specie e accoglie i visitatori alla scoperta della biodiversità

    Si riaprono i cancelli de Le Cornelle in totale sicurezza con nuovi arrivi, segno del forte impegno della struttura per la salvaguardia delle specie animali a rischio di estinzione e ad alto valore conservazionistico. Nonostante la chiusura dovuta alle restrizioni per il contenimento della diffusione di Covid-19, Il Parco Faunistico ha messo al primo posto la sicurezza e la salute dei suoi ospiti proseguendo nei progetti EEP (European Endangered Species Program), programmi europei di salvaguardia della biodiversità animale, che hanno portato all’arrivo di nuove specie di volatili, mammiferi e rettili.

     

    Direttamente da Amsterdam sono arrivate al Parco otto esemplari di spatola europea, una specie fortemente legata alla Pianura Padana. Questi uccelli trampolieri, infatti, erano particolarmente diffusi nel sud Europa e in Italia in prossimità di zone umide e paludose, ma la continua perdita del loro habitat ha messo in pericolo il futuro di questa specie che trova al Parco Le Cornelle una casa per formare e accrescere una nuova colonia autoctona. A popolare la Selva Tropicale anche otto cicogne di Abdim. Detta anche cicogna ventrebianco, è l’esemplare più piccolo al mondo della sua famiglia, arriva a una lunghezza massima di 73cm e a un peso di poco superiore a 1kg. Diffusa dall’Etiopia al Sudafrica, la cicogna di Abdim è un animale amato dai nativi africani, perché viene considerata portatrice di pioggia e segno di buon auspicio. Spatole europee e cicogne di Abdim sono oggi due specie a rischio estinzione a causa della drastica riduzione degli habitat naturali e quindi con un forte valore conservazionistico. L’arrivo degli esemplari ha come obiettivo proprio quello di andare a formare due colonie riproduttive volte a dare continuità alla specie con l’auspicio di poter reintrodurre in natura questi esemplari a rischio di estinzione.

     

    Dalla Germania arriva invece una femmina di potamocero. Questo mammifero è il più piccolo e vistoso tra le 5 specie di suidi africani con un peso che varia dai 45 ai 120 kg e un corpo corto, stretto e di colore fulvo attraversato dal capo alla coda da una stretta cresta bianca. Nonostante la specie non sia in pericolo di estinzione, la caccia a scopi alimentari o per difesa dai danni causati alle attività agricole sta compromettendo la sicurezza degli animali nei loro habitat naturali. Per questa ragione, i potamoceri fanno parte del programma di riproduzione EEP del Parco e la femmina conoscerà a breve il suo compagno.

     

    Il viaggio alla scoperta dei nuovi arrivi a Le Cornelle si conclude nel rettilario con i mostri di Gila. L’Heloderma Suspectum, questo il nome scientifico, è un grosso sauro diffuso soprattutto nel sud degli Stati Uniti. Il suo nome deriva da quello del fiume Gila, affluente del Colorado, che sorge nel Nuovo Messico e attraversa l’Arizona ed è l’unico della sua specie ad essere velenoso. Questo animale, infatti, caccia tra le rocce e si ciba di piccoli mammiferi stringendo le sue prede tra le mandibole e iniettando del veleno letale attraverso il suo morso. Il Parco ne ospita 2 esemplari.

    “Per certe specie le strutture protette rimangono le uniche possibilità di sopravvivere sul Pianeta. La partecipazione ai programmi di riproduzione EEP permette al Parco e ai suoi animali di mantenere un pool genetico tale per cui, quando le condizioni naturali torneranno ad essere ottimali, le specie protette potranno essere reintrodotte in sicurezza nei loro habitat naturali”. – afferma Maurizio Oltolina, direttore sanitario del Parco faunistico Le Cornelle – “Una responsabilità di tutti, grandi e piccini, nei confronti della natura che non è solo la casa degli animali, ma anche la nostra e per questo ce ne dobbiamo prendere maggiore cura”.

     

    Il Parco è aperto tutti i giorni e come previsto dalle normative, l’accesso all’area di circa 126 mila metri quadrati in via Cornelle, 16 a Valbrembo, in provincia di Bergamo avverrà solo rispettando un rigido protocollo di sicurezza che prevede la misurazione della temperatura all’ingresso che è consentito solo se muniti di mascherine. All’interno del Parco sono dislocati dispenser con gel disinfettante. Per evitare assembramenti gli ingressi al Parco sono contingentati, per questo si incentiva la vendita online dei biglietti che consente l’ingresso diretto con corsia preferenziale. Tutte accortezze fondamentali per tornare a godere dello spettacolo che regalano le tante specie ospitate dal Parco.

  • MIDEA ALL EASY PRO Rapida installazione e facile manutenzione con una sola vite

    All Easy Pro è la soluzione di Midea che semplifica le operazioni di installazione e manutenzione per installatori e consumatori: il montaggio di All Easy Pro richiede solamente una vite e meno di sette minuti. A renderlo possibile è un sistema brevettato, pratico e innovativo, che permette di fare a meno di attrezzi o complicate istruzioni e dimostra la versatilità, la rapidità e la semplicità di utilizzo che marcano la netta differenza tra questo prodotto e il resto delle soluzioni offerte dai concorrenti.

    Pulire il ventilatore e la vaschetta di scarico condensa è facile grazie al design innovativo a 1 vite che permette lo smontaggio in 1 minuto per un risparmio di tempo e denaro. All Easy Pro è igienico e pratico: il filtro superiore è mantenuto in posizione da 6 connettori magnetici e può essere rimosso in modo semplice per effettuare la pulizia in qualsiasi momento si riveli necessaria e mantenere un livello di qualità dell’aria ottimale nel tempo.

    Prodotto di punta tra le novità proposte da Midea sul mercato internazionale, All Easy Pro è il climatizzatore che, grazie all’innovativo sistema di fissaggio basato su delle semplici clips, consente un’installazione impeccabile in pochissimi passaggi, riducendo i tempi di smontaggio a un solo minuto grazie al suo design ad una sola vite.

    Il climatizzatore All Easy Pro di Midea non solo riduce i tempi necessari per l’installazione e la manutenzione, ma consente anche di essere installato in condizioni più restrittive rispetto ad altri prodotti simili. La distanza di rispetto dal soffitto è di soli 5 cm, garantendo comunque un raffreddamento ottimale. Il prodotto ha dimensioni estremamente compatte (L-795 A-295 P-220 mm) anche se le aperture per il transito dell’aria sono ottimizzate in modo da garantire un maggiore spazio per l’ingresso e l’uscita dell’aria.

    All Easy Pro è estremamente silenzioso e, grazie alla regolazione lineare della velocità del ventilatore, è possibile selezionare il regime di rotazione della ventola tra 100 valori di velocità, in modo da personalizzare secondo le proprie preferenze il volume d’aria e consentire il funzionamento anche al di sotto della soglia di percezione del rumore. Il climatizzatore è collegabile alla rete Wi-Fi di casa per accedere all’interfaccia di controllo remoto con estrema facilità, grazie all’apposita chiavetta USB Midea Smart Kit. Controllare il comfort di casa propria non è mai stato così semplice grazie all’applicazione Midea Air e alle tecnologie di voice control. Grazie all’integrazione con le tecnologie di ultima generazione Echo Voice Command by Amazon Alexa, Google Home e Apple HomeKit si potrà “chiedere” al climatizzatore il meglio per il proprio comfort.

    La classe di efficienza energetica in raffreddamento di All Easy Pro è A+++ e la soglia minima di funzionamento in modalità riscaldamento è pari a una temperatura esterna di -20 °C. La funzione Intelligent Eye assicura il massimo risparmio energetico, attivandone la modalità sull’unità interna quando non viene rilevata presenza di occupanti nell’ambiente, riducendo così i costi energetici fino al 25%.

    Con All Easy Pro, Midea ha compiuto un grande passo per fornire ad installatori ed utenti finali la massima semplicità di installazione, manutenzione e utilizzo. Si tratta di una soluzione performante ed estremamente intuitiva in grado di portare comfort, efficienza e funzionalità esclusive, pur mantenendo un design minimale. La purezza e la necessità della sua forma rendono All Easy Pro perfettamente adatto a qualsiasi ambiente domestico.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Midea Italia S.r.l. a socio unico:  Viale Luigi Bodio 29/37 – 20158 Milano, Italia – Tel: +39.02.96193015 midea.com/it

    Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese 39, 20143 Milano, Italia – Tel +39.02.36699126

  • La Marcatura CE delle Apparecchiature Radio – RED

    Per essere correttamente commercializzate nel mercato europeo, le apparecchiature di radio trasmissione hanno l’obbligo di marcatura CE, secondo la direttiva 2014/53/UE.

    L’intero processo deve essere eseguito dal fabbricante o da un suo mandatario purché abbia sede in Europa. Tramite la dichiarazione di conformità egli dichiara che il prodotto è in linea con i requisiti di sicurezza (link sito) imposti dalla legge.

    Approfondimento

    Un’apposita direttiva disciplina la diffusione delle onde elettromagnetiche, poiché considerate una fonte di disturbo. Le onde sono presenti ovunque, anche la luce stessa è data da onde elettromagnetiche, e vengono utilizzate per le trasmissioni radio.

    Se un apparecchio funziona grazie alle onde elettromagnetiche, deve rispettare la direttiva 2014/95/UE Dispositivi radio, che ne impone l’obbligo di marcatura CE.

    Quali sono i prodotti radio più comuni?

    I prodotti radio sono utilizzati nella nostra quotidianità: troviamo i cellulari, i dispositivi Bluetooth e wireless.

    Per essere immessi sul mercato europeo in sicurezza, devono:

    • Rispettare la direttiva 2014/35/UE bassa tensione
    • Rispettare la direttiva 2015/30/UE compatibilità elettromagnetica
    • Possedere dei certificati come garanzia per il loro funzionamento

    Qualsiasi certificato di prova emesso da un Organismo Notificato non può sostituire in alcun modo la marcatura CE, ma ne fa parte integrante.

    Inoltre, il produttore o importatore deve avere la sede nella comunità europea; un produttore extra europeo non può mai eseguire la marcatura CE.

    L’obbligo del fascicolo tecnico per le apparecchiature radio

    Come per tutti i prodotti, anche per ogni dispositivo radio è necessario compilare la parte formale che attesti tutto il lavoro eseguito. Questa parte formale è il fascicolo tecnico (link), un insieme di documenti che comprende:

    • Analisi dei rischi
    • Manuale di istruzioni
    • Dichiarazione di conformità
    • Etichetta CE
    • Progetti e test di laboratorio
    • Ecc

    Devi eseguire la marcatura CE delle apparecchiature radio?

    La nostra società, grazie all’esperienza in questo campo, permette di aiutare il produttore alla completa marcatura CE di questi prodotti.

     

    Ing. Renato Carraro

    CEC.Group

    Via Lauro, 95

    35010 – Cadoneghe (PD)

  • Riniti allergiche primaverili? Mondoflex vi spiega come contrastarle con il giusto materasso

    Allergie primaverili: come prevenirle? Con un materasso adatto è possibile contrastare le riniti allergiche da polline, polvere e acari. Mondoflex vi spiega quali sono le tipologie di materasso più adatte per i soggetti allergici. 

    Milano, aprile 2021. Tulipani, mandorle e ciliegi in fiore: l’arrivo della primavera è un’esplosione di colori e di profumi nelle nostre città, non c’è dubbio. Tuttavia, insieme alle fragranze e alle tonalità floreali arrivano, purtroppo, anche le allergie e le riniti allergiche: alla polvere, infatti, si aggiunge l’irritazione del polline. Nei materassi, poi, gli acari non migliorano di certo la situazione.

    L’ideale per combattere l’allergia primaverile – oltre eventualmente ai medicinali prescritti dal proprio medico curante – è un buon riposo, su un materasso sicuro e anallergico: in realtà, qualsiasi materasso in commercio è anallergico, ma alcune tipologie si rivelano più adatte di altre per i soggetti allergici. Scopriamo quali sono i migliori materassi per contrastare le allergie grazie ai consigli di Mondoflex, leader della vendita di materassi e reti, guanciali, poltrone, divani e letti

    Materasso: quale scegliere se si soffre di allergie

    Prima di tutto, un focus sulle allergie: si tratta, in sostanza, di un’alterazione del sistema immunitario, causa di una reazione verso determinate sostanze, gli “allergeni”. Le sostanze presenti in natura che provocano allergie sono numerose, ma per quanto riguarda le allergie respiratorie circa il 75% dei casi è dovuto alla presenza di acari, i parassiti che spesso popolano materassi e guanciali. Ecco perché acquistare il giusto materasso anallergico è fondamentale e, nonostante lo siano tutti, alcuni si rivelano più efficaci di altri nel prevenire l’insorgere della rinite allergica. 

    Per chi soffre di allergie, infatti, la scelta migliore è quella di acquistare un materasso in memory foam oppure realizzato con particolari polimeri antiacaro e traspiranti. Fondamentale è anche che gli schiumati siano a cellula aperta, per far circolare l’aria al loro interno.

    Un’altra valida alternativa, inoltre, è il materasso in lattice naturale: questo tipo di materiale, infatti, ostacola la proliferazione di batteri e acari. 

    Anche il rivestimento è importante: da preferire sono i materassi la cui fodera è rimovibile e lavabile, con imbottitura in fibra anallergica. Oppure, l’aggiunta di un coprirete in cotone e di un ulteriore protezione al materasso possono rivelarsi ugualmente adatti a contrastare l’accumulo di polveri e batteri.

    Da evitare? I materassi a molle, tra le quali si annidano maggiori acari. 

     

  • La risposta di Starkey all’avvertimento dell’OMS: entro il 2050 una persona su 4 avrà problemi di udito

    L’allarme lanciato dalla massima autorità a livello mondiale in materia di salute fa riflettere su come ci prendiamo cura del nostro udito. Ecco come gli esperti di Starkey Hearing Techologies, leader globale per la produzione e la distribuzione di protesi acustiche di alta tecnologia, commentano i dati emersi dal rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

    Milano, Aprile 2021 – Entro il 2050 una persona su 4 manifesterà problemi di udito. A lanciare l’allarme l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la massima autorità nel mondo per tutto ciò che riguarda la salute, inclusa quella uditiva.

    Secondo l’OMS, che ha redatto un apposito report in proposito in occasione della Giornata Mondiale dell’Udito, celebratasi lo scorso 3 marzo, tra appena una trentina di anni quasi 2,5 miliardi di persone in tutto il mondo, ovvero 1 su 4, avrà problemi di udito. Saranno almeno 700 milioni i pazienti che necessiteranno di cure mirate e che dovranno intraprendere un percorso riabilitativo per trattare un danno uditivo. 

    Gli esperti di Starkey Hearing Technologies, azienda leader a livello globale per quanto riguarda la produzione e la distribuzione di protesi acustiche di alta tecnologia, spiegano le cause del fenomeno partendo da un concetto fondamentale: la prevenzione. Secondo gli esperti Starkey, infatti, allo stato attuale non sono sufficienti le misure preventive al fine di preservare la salute uditiva.

    Nei bambini, per esempio, nel 60% dei casi la perdita di udito può essere prevenuta, semplicemente grazie a migliori cure per le otiti medie e alla vaccinazione per la meningite. Anche per gli adulti pochi e semplici accorgimenti possono aiutare per prendersi cura del proprio udito: una buona igiene delle orecchie, la riduzione dell’inquinamento acustico, non tenere il volume troppo alto di radio, TV e altri device elettronici, una maggiore attenzione nell’assunzione di medicinali ototossici, possono fare la differenza per la salute uditiva. Non solo: nel report dell’OMS si invita anche ad adottare altre best practices per l’igiene delle orecchie, come non fare il bagno in acqua inquinata, non scambiare gli auricolari con altre persone e non utilizzare i bastoncini per pulirsi le orecchie (quest’ultimi sono tra le cause maggiori di lesione e traumi al condotto uditivo e alla membrana timpanica).

    Parallelamente, raccomandano l’OMS e gli esperti Starkey, è necessario che anche gli operatori sanitari si attivino per promuovere una maggiore sensibilizzazione sul tema e aumentare le diagnosi precoci.

  • SANITÀ: TEDESCHI (PERIFERIA ITALIA), “AL VIA PRESIDI ED INIZIATIVE PER RIAPRIRE 200 OSPEDALI IN TUTTA ITALIA”

    SANITÀ: TEDESCHI (PERIFERIA ITALIA), “AL VIA PRESIDI ED INIZIATIVE PER RIAPRIRE 200 OSPEDALI IN TUTTA ITALIA”

    ”Il virus è invisibile, noi no! – #RIAPRIAMOLI”. Questo lo slogan della battaglia di civiltà per ridare dignità ai malati, nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione. 27 aprile 2021 – “”Il virus è invisibile, noi no! – #RIAPRIAMOLI”. Questo lo slogan scelto per la campagna di (altro…)

  • Il mondo della moda abbraccia Cavó Accessori

     

    Il brand Cavó Accessori è la nuova promessa dell’Alta Moda italiana

    La qualità dei tessuti e la cura dei dettagli da sempre caratterizza la moda italiana nel mondo, rappresentando il fil rouge tra i brand del passato e del presente. 

    Facendo un passo indietro, torniamo negli anni Cinquanta del ‘900 quando Valentino Garavani aprì la sua casa di moda in Via Condotti a Roma. La prima sfilata avvenne a Firenze nel 1962 dove il marchio attirò subito una grande acclamazione dalla parte del pubblico e l’attenzione particolare dei media. Da lì il marchio Valentino prese sempre più notorietà e arrivò ad essere un leader mondiale della moda sia negli accessori (Borse, scarpe, cinture, piccola pelletteria, bijoux per donna e uomo) che all’intera collezione completa di prodotti come: pellicce, soft accessories, occhiali e le fragranze. 

    Come Valentino anche altri protagonisti ad esempio Gucci, Fendi, Prada, Armani e molti altri hanno iniziato da un sogno in una piccola boutique per arrivare infine in alto grazie alla costanza, fatica e tanta creatività. Perché di certo tutti i grandi fautori della moda hanno lasciato e lasciano tuttora il segno non solo per la bellezza dei loro abiti o accessori ma, restano in presso alle persone perché mostrano particolare attenzione dalla scelta dei cotoni alla cura delle cuciture, dove competenza ed esperienza giocano un ruolo fondamentale per garantire la qualità del prodotto. 

    Ed è proprio per dare nuova vita alla tradizione italiana che, nel 2021, si affianca al mondo del lusso la startup biellese con il loro brand Cavó Accessori. Ogni prodotto è l’insieme della maestria di artigiani italiani e della tecnologia sviluppata dal innovativo team Cavó. Ogni accessorio viene prodotto con cura e dedizione e lo stile Cavó è un’alchimia di passione e design che prende forma dai materiali più pregiati. I fornitori della startup Atech realizzano pellami di altissima qualità che arrivando a raggiungere standard elevati. 

     

    Inoltre, Cavó Accessori permette la personalizzazione dei prodotti avendo a disposizione un’ampia gamma di colori e la possibilità di inserire nell’accessorio le iniziali del cliente. 

    Ma ciò che contraddistingue davvero questi prodotti da qualsiasi altro brand di lusso sono i servizi esclusivi, studiati ad hoc all’interno del progetto, in grado di rispettare tutte le qualità e la natura dell’accessorio portando con sé l’unicità e la sicurezza. Perciò la parte integrante di ogni articolo è dovuta proprio alla sicurezza informatica, appositamente volta a coccolare il cliente. 

     

    Per info: 

    https://atechcavo.it/ 

     

    Ufficio Stampa Sibillamedia 

    Via Gallarini 3, Ghemme (NO)

    VIa Generali 23, Novara

    Tel. 3334280649

    CEO: Dott.ssa Sabrina Marrano

    Account: Dott.ssa Natalia Minerva  

  • Le porte interne come design d’arredo

    Le porte interne sono un componente fondamentale in ogni abitazione, sia per quel che riguarda lo svolgere il loro ruolo funzionale che è quello di suddividere gli ambienti e garantire la privacy, sia che quello di elemento di arredo vero e proprio. Le porte hanno infatti un ruolo non indifferente nel design di un’abitazione e sono in grado di contribuire a migliorare l’estetica generale di un ambiente. Per questo motivo il loro stile ed i colori devono certamente coordinarsi con quello del resto dell’arredo presente in casa o in ufficio.

    Ricorda Dunque che oggi è possibile avere porte di ogni tipo e dimensione Grazie ai falegnami che ancora oggi realizzano mobili su misura a Milano, e che possono realizzare per te ogni tipo di arredo. Dalla porta battente a quella scorrevole, passando per la porta a libro,  ogni soluzione può prendere forma. Il consiglio è quello di affidare ad un esperto anche la rilevazione delle misurazioni per evitare di sbagliare. Sarà lui stesso a consigliarti circa il materiale e le soluzioni più adatte per le tue nuove porte, le quali possono anche avere l’elemento centrale in vetro che oggi sta tornando di moda.

    Non hai dunque che da guadagnarci affidando la realizzazione delle nuove porte di casa ad un artigiano realmente in grado di dar vita a dei veri e propri elementi d’arredo che rappresenteranno certamente un valore aggiungo nella tua casa, rendendola un ambiente ancora più particolare e piacevole da vivere.

  • Ghiotte novità tra gli Spalmabili di Le Conserve della Nonna

    Con quattro nuove referenze il Gruppo Fini amplia la gamma in ottica gourmet con ricette innovative, sfiziose e altamente versatili, rispondendo alle esigenze di pubblico alla ricerca di qualcosa di goloso, buono e gustoso, con un pack accattivante e moderno, ben individuabile sullo scaffale.

     

    Buone e nuovissime, ma anche molto di più: Le Conserve della Nonna, storico brand del Gruppo Fini, presenta quattro nuove referenze della gamma Spalmabili. Non un semplice ampliamento di gamma, ma quattro ghiotte proposte in ottica gourmet che rispondono alle esigenze di un pubblico alla ricerca di qualcosa di buono, goloso e di grande praticità.

    In un comparto in cui il consumatore ricerca prodotti pronti all’uso, dall’alto contenuto di servizio e particolarmente versatili, da impiegare con fantasia in cucina, Le Conserve della Nonna punta a stupire il grande pubblico andando oltre i classici paté, a cui nel tempo si sono affiancati creme, triti di verdure singoli, fino a prodotti sempre più ricettati e con gusti alternativi, per offrire varietà e moltiplicare così le occasioni di consumo, con 4 nuove ricette dedicate a un pubblico gourmet a cui piace sperimentare nuovi prodotti e nuovi accostamenti di sapori.

    Arrivano così 4 ricette caratterizzate da un pack distintivo e facilmente individuabile a scaffale, moderno e accattivante, arricchito dall’indicazione dell’ingrediente “prezioso” o caratterizzante, l’alta visibilità del gusto e sfiziosi suggerimenti d’uso, con etichetta moderna e trasparente che metterà in risalto il contenuto, pienamente visibile e da gustare già con gli occhi.

     

    La gamma si compone di:

    2 salse agrodolci (chutney): “Cipolle caramellate” con aceto balsamico di Modena IGP e “Peperoni rossi piccanti” con peperoncino calabrese. Ideali per abbinamenti con formaggi stagionati, si sposano perfettamente con hamburger, bruschette, panini gourmet, carne o pesce alla griglia, andando incontro a un target in cerca di sapori raffinati ma decisi, capaci di arricchire una portata dandole un tocco di originalità e carattere.

    2 tartare di verdure: “tris piccante di verdure” con peperoni, melanzane, cipolla e le “Melanzane alla Mediterranea”, entrambe particolarmente indicate per pasta, riso, cous-cous, carne, pesce, bruschette. Anch’esse decise nel gusto e gourmet al palato, rispondono pienamente alla ricerca di un qualcosa che sia al tempo stesso ingrediente caratterizzante di una portata o elemento identitario nella varietà del condimento.

    Inoltre in etichetta sarà presente un QRCODE che riporterà ad una landing page sul sito, con consigli di abbinamento e ricette sfiziose e accattivanti, studiate per moltiplicare le occasioni d’uso e dare idee e spunti anche a chi in cucina non ha esperienza, per portare in tavola fantasia e creatività.

    La gamma delle Spalmabili si contraddistingue per l’elevata qualità del prodotto e l’alto contenuto di servizio – spiega Lorenza Baretti, Responsabile Marketing Prodotto del comparto conservati del Gruppo Finirealizzate con materie prime selezionate, metodi di produzione tradizionali, senza l’aggiunta di conservanti né aromi, per offrire un prodotto buono, semplice e genuino, come solo una nonna sa fare! Tutte le nostre referenze inoltre sono senza glutine.

    Con una gamma di 11 referenze di creme spalmabili vegetali, riusciamo a soddisfare un pubblico molto ampio, grazie all’alta versatilità che ne permette l’impiego non solo per bruschette e antipasti, ma anche per condire la pasta, per un risotto da vero chef o per accompagnare secondi di carne o pesce, non tralasciando un pubblico più giovane e smart, dimostrandosi perfette anche per arricchire sandwich o hamburger, trend di consumo in costante crescita”.

     

    Il Gruppo Fini SpA, società a socio unico di proprietà 100% Holding Carisma, è una storica realtà produttiva dell’alimentare nel nostro Paese. La società è titolare dei marchi Fini, nato nel 1912 ad opera di Telesforo Fini nel cuore dell’Emilia, e Le Conserve della Nonna, tradizionale realtà di Ravarino (MO). FINI è un marchio di pasta che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale.

  • Bioagrotech insieme ai nuovi giardinieri e agricoltori fai da te

    BioBob Orto e BioBob Flora: i due nuovi kit dell’azienda sanmarinese per il mercato hobbistica intercettano il crescente trend che vede gli italiani impegnati nella valorizzazione dei propri spazi domestici

     

    La cura del verde ha rappresentato uno dei principali trend del 2020. Con la pandemia e il primo lockdown di marzo, tantissimi italiani si sono cimentati con soddisfazione nel ruolo di agricoltori e giardinieri valorizzando i propri spazi domestici e scoprendo una passione di cui ora non possono più fare a meno, sia per combattere la noia, che per risparmiare in tempi di crisi. Una tendenza che Bioagrotech srl, azienda di San Marino specializzata nello studio e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici per l’agricoltura biologica, ha deciso di abbracciare e valorizzare con BioBob Orto e BioBob Flora, due kit contenenti formulati biologici di alto valore per la cura dell’orto e del giardino in ogni fase.

    BioBob Orto è il kit dedicato alla cura delle piante da orto e alberi da frutto, un alleato formidabile che rende il terreno ricco di microrganismi buoni e operosi per trasformare le sostanze in nutrienti. Nello specifico la soluzione contiene 4 formulati: Start per supportare la pianta nella fase di semina e trapianto, Grow per fornire i microelementi e i batteri agronomicamente utili per la crescita, Bloom per favorire l’impollinazione e stimolare la fase metabolica e, infine, Fruits per garantire l’omogeneità dei frutti.

    BioBob Flora è invece la soluzione dedicata agli amanti dei fiori siano essi coltivati in giardino o sul terrazzo. Il kit è composto da 3 prodotti – uno per ogni fase della vita della pianta – e ogni prodotto ha una composizione specifica di elementi e microelementi: il microma. Si tratta di un insieme di microrganismi che rende fertile la terra e nutre la radice delle piante in modo equilibrato e naturale. Nello specifico il kit è composto da Start che supporta la fase di semina e trapianto, da Grow che fornisce microelementi per la crescita e infine da Bloom che favorisce l’impollinazione e lo sviluppo floreale.

    Forte dell’esperienza maturata in questi anni nell’ambito dell’agricoltura biologica professionale, Bioagrotech sarà vicino agli utilizzatori di BioBob, con un sito dedicato (https://www.bio-bob.com/) dove acquistare i prodotti e allo stesso tempo trovare spiegazioni, approfondimenti e consigli utili circa il loro impiego. “I kit della linea BioBob sono un’idea realizzata per trasportare la nostra esperienza decennale nel campo dell’agricoltura biologica direttamente nel giardino o nell’orto di casa del consumer italiano”. Commenta Alessio Privitera, amministratore unico di Bioagrotech srl. ”L’hobbistica è per noi un mercato nuovo, tuttavia ad un anno di distanza dall’immessa sul mercato dei kit i risultati sono molto incoraggianti e confermano la voglia degli italiani di investire in prodotti biologici e di qualità.”

     

     

    Bioagrotech srl è un’azienda della Repubblica di San Marino specializzata nello studio, nella lavorazione e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali ideali per le esigenze dell’agricoltura biologica, biodinamica e a lotta integrata. Dal 2011 propone trattamenti innovativi per un’agricoltura all’insegna del rispetto dell’ambiente e della biodiversità. I prodotti Bioagrotech potenziano le difese naturali delle piante e arricchiscono il suolo: in tal modo permettono di ridurre notevolmente l’uso di fitofarmaci, riducendo anche la loro presenza residuale sui raccolti.

  • Marco Montiglio, amministratore delegato di GEZE Italia, eletto nuovo Consigliere UNAC

    L’assemblea dei soci UNAC, associazione che raggruppa al suo interno le aziende costruttrici di infissi motorizzati e automatismi per serramenti, avrà fra i suoi Consiglieri Marco Montiglio, amministratore delegato di GEZE Italia.

    Si sono da poco concluse le elezioni del Presidente e dei Consiglieri dell’associazione UNAC, dal 1986 punto di incontro, informazione e assistenza per le aziende attive nel settore dei serramenti. Tra i neo eletti membri del consiglio anche Marco Montiglio, che da tempo ricopre il ruolo di amministratore delegato di GEZE Italia, una delle aziende leader a livello internazionale per lo sviluppo e la produzione di sistemi costruttivi per porte, finestre e sistemi di sicurezza.

    “Poter rappresentare GEZE Italia all’interno di un’associazione così prestigiosa per il settore è fonte di grande orgoglio” afferma Montiglio, e prosegue “La nostra azienda è leader di mercato per innovazione e design, e sicuramente questo contribuirà alla crescita di UNAC attraverso lo sviluppo di nuove sinergie e interazioni con le Istituzioni”. Grazie ai più alti standard di qualità, i prodotti GEZE contribuiscono allo sviluppo di edifici innovativi e garantiscono il comfort e la sicurezza nel settore edile, trovando impiego nei più importanti edifici di tutto il mondo.

    L’associazione UNAC è federata da ANIMA, la Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica Varia ed Affine ed è in costante rapporto con le task-force di ORGALIME – la Federazione Europea che rappresenta 34 associazioni di categoria che fanno capo alle aziende della meccanica, elettromeccanica, elettronica e articoli in metallo di 22 Paesi europei. I progetti in cantiere per per il nuovo board aziendale, di cui Montiglio è parte rilevante, sono la realizzazione e la promozione di un percorso di formazione propedeutico alla certificazione di terza parte delle figure professionali operanti nel settore e la partecipazione attiva ai tavoli tecnico-normativi nazionali ed europei.

  • Mutui: in Campania aumenta l’importo medio richiesto (+4,7%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i campani sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 11.100 domande di mutuo raccolte in Campania tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto del 4,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 133.730 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it.

    Guardando al profilo del richiedente campano tipo emerge che chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva, in media, 41 anni e mezzo, quasi un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da più di 21 anni a 22 anni e mezzo.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale l’importo medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+4,7%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    La provincia che ha registrato la crescita più importante è quella di Napoli, dove l’importo medio richiesto è salito del 5,4%, arrivando a 139.633 euro. Seguono nella graduatoria campana la provincia di Benevento, che ha registrato un aumento del 4,2% rispetto al primo trimestre 2020 (105.171 euro), quella di Caserta (+4,1%, 118.467 euro) e quella di Salerno (+2,5%, 134.756 euro).

    Valore in calo, invece, per la provincia di Avellino, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari a 107.196 euro, è diminuito del 2,5%.

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 campani su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi 3 mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, i campani sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di 9 aspiranti mutuatari su 10 hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto; il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Campania è diminuito, passando dal 36% dello scorso anno al 23%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020 si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 11.100 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Campania nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • L’importanza di evadere gli ordini di magazzino velocemente

    La velocità con la quale si riescono ad evadere gli ordini di magazzino dipende prevalentemente da quanto sia efficace la movimentazione delle merci all’interno dello stesso. Riuscire Infatti a raggiungere velocemente gli scaffali in cui è presente la merce che è oggetto dell’ordine da parte del cliente, e riuscire a raccoglierla e portarla direttamente laddove poi verrà spedita è di fondamentale importanza per evadere velocemente gli ordini, velocizzare i flussi di cassa e al tempo stesso migliorare la soddisfazione dei clienti.

    La velocità con la quale i prodotti vengono raccolti dagli scaffali è il tema centrale quando si parla di velocizzare le operazioni di picking, in quanto può essere necessario dedicare più tempo a questa operazione soprattutto se il prodotto da raccogliere è particolarmente pesante.

    A tal proposito diventa importante riuscire a disporre di adeguati macchinari che consentono di movimentare velocemente la merce all’interno del magazzino anche se questa è pesante. Un esempio classico sono i macchinari per la movimentazione delle merci in magazzino che offre l’azienda Fratelli Consolandi S.R.L., ovvero mezzi in grado di garantire elevate prestazioni e grande facilità nel raccogliere la merce anche ai livelli più alti e di poterla movimentare velocemente da un punto all’altro nel magazzino anche se questa è particolarmente pesante.

    È importante sottolineare come questi mezzi siano perfettamente in grado di garantire l’incolumità e la sicurezza dell’operatore che li guida, che tra l’altro sono anche molto facili da manovrare.

    Qualora la necessità fosse quella di fare un utilizzo saltuario di questi macchinari, è anche possibile utilizzare il servizio di noleggio muletti Milano così da non sostenere l’intero costo di acquisto ma semplicemente andare a pagare i singoli giorni di utilizzo del mezzo. L’azienda mette infine a disposizione soluzioni anche per quel che riguarda le operazioni di pulizia degli ambienti di lavoro.

  • Lanciare una nuova borsa sul mercato

    Lanciare una nuova borsa sul mercato, e dunque dare vita ad un prodotto che si spera possa riscuotere un buon successo tra il pubblico, è un mix di tante cose. Bisogna ad esempio avere cura di scegliere i materiali giusti, eseguire una lavorazione corretta che possa garantire solidità e resistenza nel tempo, ottenere un effetto visivo gradevole ed in linea con le aspettative dell’utenza, arricchire la borsa con piccoli dettagli e minuteria che può aiutare a fare la differenza.

    Delle volte infatti, sono proprio gli strass o le borchie a rendere particolarmente accattivante un prodotto che altrimenti rischierebbe di sembrare come monotono e assolutamente comune. Esistono A tal proposito delle aziende che si occupano della produzione di minuteria metallica per pelletteria le quali sono in grado di valorizzare ogni tipo di elemento e dunque per arricchire una borsa o altro tipo di accessorio esattamente nella maniera che si desidera.

    Wealth srl è una tra le più importanti realtà del settore in Italia ed offre una vasta gamma di soluzioni che consentono di rispondere perfettamente alle esigenze del settore della moda. È possibile partire semplicemente da un disegno tecnico che il cliente fornisce per andare a realizzare esattamente la tipologia di prodotto richiesto, del tipo e delle dimensioni necessarie, nonché della tipologia di installazione sul prodotto.

    È anche possibile inviare direttamente alla sede di Wealth srl le borse o altri prodotti che necessitano di ricevere la minuteria metallica così che lo staff possa collocarli sui prodotti finali e rispedirli direttamente al cliente. Tale minuteria è in grado di completare in maniera ottimale il design di ogni borsa o tipologia di prodotto rappresentando assolutamente un valore dal punto di vista del design e della resa estetica.

  • Atitech, un hangar per le vaccinazioni. Gianni Lettieri: “È il momento di rimanere uniti”

    Continuano le iniziative di Atitech in tema di emergenza sanitaria. Il nuovo polo, secondo il Patron Gianni Lettieri, potrà vaccinare fino a 6.000 persone al giorno.

    Gianni Lettieri

    Gianni Lettieri: i dettagli del nuovo hub

    Dal prossimo mese la campagna vaccinale in Campania potrà contare su un nuovo centro che sorgerà nell’aeroporto di Capodichino e sarà l’hub più grande e performante di tutto il Mezzogiorno, a dichiararlo è Gianni Lettieri. L’imprenditore aggiunge che, di comune accordo con l’Asl Napoli 1 Centro, in Atitech verrà realizzato un centro hub enorme; verrà messo a disposizione gratuitamente un hangar di 12mila metri quadri che permetterà la somministrazione delle dosi a tutti i cittadini appartenenti alle Asl Napoli 1, 2 e 3. "Abbiamo liberato l’hangar Avio 2 in 5 giorni dalle attrezzature e dagli aerei con uno sforzo organizzativo ed un lavoro incredibile – ha spiegato – spostando tutto negli hangar di Capodichino Nord, a San Pietro a Patierno". Il nuovo hub potrà contare su 30 box: un numero che consentirà di vaccinare quotidianamente fino a 6.000 persone. "Questo è il momento di rimanere uniti e di pensare alla collettività – ha dichiarato Gianni Lettieri – ho sentito il dovere civico di mettere a disposizione parte della struttura di Atitech, come stanno facendo anche altri imprenditori nel mondo".

    Gianni Lettieri: le iniziative di Atitech nella lotta al Covid-19

    La proposta di aprire un centro vaccinale a Capodichino è stata accolta dal Presidente della Regione De Luca con entusiasmo. Si tratta di una delle più grandi iniziative imprenditoriali finora promosse nel contrasto all’emergenza sanitaria. Per la società guidata da Gianni Lettieri si tratta del raggiungimento di un altro traguardo in un percorso solidale iniziato già nei primi mesi di pandemia. Oltre a una donazione di 20.000 mascherine FFP2 alla Regione, l’azienda leader nella manutenzione di aeromobili ha ideato una serie di iniziative a sostegno delle persone in difficoltà a causa della crisi economica. La più recente durante le festività natalizie: 150 pasti caldi al giorno offerti gratuitamente dalla mensa di Atitech a 50 nuclei familiari residenti nei quartieri di Secondigliano, San Pietro a Patierno e Sanità. "Intendo portare avanti questa iniziativa – ha detto Gianni Lettieri – non appena ci saremo lasciati alle spalle questa pandemia, continuerò la distribuzione dei pasti nella mensa Atitech di Capodichino nord". Nel frattempo, l’imprenditore raccomanda pazienza: "Siamo quasi alla fine. Per uno come me abituato a viaggiare è desolante vedere gli aeroporti vuoti, ma bisogna essere resilienti".

  • Logistica per e-commerce: come migliorare le performance

    2020, l’anno della svolta per gli e-commerce

    L’ultimo anno ha portato a una crescita significativa degli acquisti online. Complici il lockdown, i negozi chiusi e la limitata possibilità di spostamento, sempre più italiani hanno deciso di dirottare i propri acquisti su piattaforme online. La logistica rappresenta un elemento chiave anche per gli e-commerce: avere un sistema di spedizioni rapide, un servizio di tracking accurato e un’assistenza anche nella fase di post-vendita sono tutti elementi chiave per sbaragliare la concorrenza e offrire la migliore esperienza utente. Ecco perché l’impennata delle vendite online ha portato molte aziende a ripensare il proprio sistema logistico.

    Aziende: come approcciarsi alla vendita online

    Naturalmente sono innumerevoli le attività che potrebbero essere attuate per migliorare i processi e un articolo non è sufficiente a illustrarle tutte. Qui vogliamo riportare solo alcuni suggerimenti, forse i più importanti, come l’organizzazione degli ambienti, fondamentale in ogni magazzino, imprescindibile in quelli dedicati agli e-commerce.

    Scaffalature, soppalchi, portapallet e trasportatori a rulli sono fondamentali per ottimizzare gli spazi e rendere più veloce le operazioni di deposito e prelievo della merce. Non solo: questi strumenti sono utili anche per garantire all’interno del magazzino ordine e sicurezza, limitando quanto più possibile il numero di incidenti e velocizzare le operazioni degli addetti.

    Una volta pensato all’ordine degli ambienti, è necessario ripensare alle procedure interne con cui si gestiscono gli ordini e si ottimizzano le spedizioni, tra queste:

    • ordinare la lista delle consegne e ottimizzarla considerando diversi elementi. Ad esempio: il tragitto da compiere, il tipo di veicolo, il cliente, la priorità di spedizione
    • raggruppare quanta più merce possibile così da consegnarla durante lo stesso viaggio per ridurre costi e tempi

    Le aziende che possiedono un e-commerce e vogliono incrementare le proprie vendite, ma che sono impossibilitate a gestire al meglio tutte queste fasi al proprio interno, possono sempre avvalersi del servizio di logistica in outsourcing, nota anche come logistica integrata.

  • Nicola Bedin: il futuro di Snam tra decarbonizzazione e transizione energetica

    "Quello che conta davvero è l’impronta delle nostre azioni e delle nostre decisioni per la comunità che rappresentiamo e per il mondo in cui viviamo": il Presidente Nicola Bedin parla di sostenibilità e transizione energetica al "Corriere della Sera".

    Nicola Bedin

    Snam, il Presidente Nicola Bedin al "Corriere della Sera": anticipato al 2040 il raggiungimento della neutralità carbonica

    La considera "una rivoluzione senza precedenti" il Presidente di Snam Nicola Bedin, intervistato lo scorso 21 marzo dal "Corriere della Sera": oggi l’interesse di aziende e istituzioni converge sempre più sulla transizione energetica e "l’impatto del Covid probabilmente ha accelerato questo processo". Non solo: "Anche il mercato, vedi gli investimenti in Esg (ambiente, sociale e governance, ndr.) di grossi fondi come Blackrock, ha fiutato questa direzione. La gran parte degli investitori istituzionali, e così sarà anche per i piccoli risparmiatori, decide di puntare sulle aziende che perseguono l’obiettivo dell’interesse collettivo, del miglioramento della società in cui viviamo, delle ricadute ambientali delle strategie che mettiamo in campo, della lotta alle disparità di genere". Non a caso, su proposta del CdA presieduto da Nicola Bedin, l’articolo 2 dello statuto di Snam è stato modificato con l’introduzione del corporate purpose, secondo cui "la società svolge attività d’impresa con la finalità di favorire la transizione energetica verso forme di utilizzo delle risorse e delle fonti di energia compatibili con la tutela dell’ambiente e la progressiva decarbonizzazione". È un impegno che il gruppo porta avanti da tempo, come ha spiegato il Presidente nell’intervista: "Siamo stati la prima società italiana a costituire in seno al proprio cda un comitato Esg. E nel piano strategico, predisposto dal ceo Marco Alverà e dal management con la piena condivisione del consiglio, abbiamo anticipato al 2040 il raggiungimento della neutralità carbonica, con un calo delle emissioni del 50% già entro il 2030".

    Nicola Bedin: la logica del profitto non può essere l’unico indicatore delle performance di un’azienda o di una classe dirigente

    In Snam "abbiamo individuato 22 indicatori come parametri Esg da raggiungere entro il 2023": come ha evidenziato Nicola Bedin "significa adesso". Lo scorso anno, ad esempio, le donne "nel nostro organigramma sono cresciute del 15%, con posizioni via via sempre più apicali". Il gruppo è impegnato anche nella finanza sostenibile: "Nel 2020 abbiamo collocato sul mercato due transition bond, uno da 500 e l’altro da 600 milioni, che hanno riscontrato una domanda molto superiore rispetto all’offerta. Un terzo è stato collocato a febbraio con tasso negativo". La direzione è dunque tracciata: "Anche nell’opinione pubblica si sta sedimentando la stringente necessità di produrre azioni che abbiano effetti positivi di lungo termine per tutti, non solo per chi lavora a diretto contatto con le aziende". In questa prospettiva a giocare un ruolo decisivo è stata anche la pandemia che "ci ha costretto a riflettere sulla differenza più importante: che cosa conta davvero e cosa no?". Nicola Bedin, a 44 anni il più giovane Presidente di una società quotata, cita le parole di Papa Francesco per ribadire che "la logica del profitto non può essere l’unico indicatore delle performance di un’azienda o di una classe dirigente": ciò che conta davvero è "l’impronta delle nostre azioni e delle nostre decisioni per la comunità che rappresentiamo e per il mondo in cui viviamo". Per questo Snam punta convinta sulla transizione energetica: "Crediamo che i gas rinnovabili, dal biometano all’idrogeno, siano la strada da seguire. Strada complementare, e non in contrasto, a quella dell’energia elettrica".

  • CADO NELLO SPECCHIO “Roma”(La grande bellezza) è il nuovo singolo della band romana uscito nel giorno del Natale di Roma

    Nel giorno del Natale di Roma la band pubblica un brano che celebra la bellezza e la decadenza della capitale

     

     

    Indiependence annuncia l’uscita di Roma (La Grande Bellezza), il nuovo singolo dei Cado nello Specchio, primo estratto dal nuovo album sul quale la band sta lavorando in queste settimane e la cui pubblicazione è prevista a fine giugno.

    Questo pezzo è una canzone d’amore che racconta la vicenda di due persone che si stringono, cercando di non perdersi. Due persone che cercano di “restare insieme” nonostante la partenza imminente di uno dei due. Sullo sfondo c’è la grande bellezza di Roma, con i suoi vicoli, con i treni che partono dalla stazione Termini, con i tetti del quartiere di San Lorenzo, con le sue stelle, col suo dialetto che è più un’inflessione, ma anche con tutti i suoi problemi, gli stessi che hanno portato l’autore e frontman Andrea Failli a innamorarsi di un’altra città, che capitale lo è stata, come Torino, dove vive da dieci anni.

    Da romano innamorato di Torino ha scritto Roma (La Grande Bellezza) dedicandola alla sua città natale, quella Roma per la quale il suo amore si è esaltato – come spesso accade – nella mancanza, dopo la fuga di anni vissuti all’estero fino a preferirle il capoluogo piemontese. L’omaggio risuona nelle strofe cantate in romanaccio che si reggono su un suono pop fresco e consapevole, dipingendo il profumo di un’alba romana che chiude una nottata trascorsa a inseguire una personale dolce vita. 

    Il video della canzone, autoprodotto, è una composizione di piani sequenza girati proprio all’alba all’interno del Parco degli Acquedotti, uno dei luoghi della città a cui l’autore è più legato.

    «”Roma è piena de monnezza, Roma è la grande bellezza” è il tipo di pensiero che molti romani, ma anche molte persone che hanno avuto a che fare con la città eterna per studio, turismo o lavoro, hanno di Roma. Da un lato completamente innamorati della bellezza della città, dall’altro consapevoli di una decadenza sempre più evidente» Cado nello Specchio

     

    Etichetta: Indiependence

    Radio date: 21 aprile 2021

     

    Contatti e social

     

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    BIO

    I Cado Nello Specchio nascono nel 2014, anno in cui pubblicano il primo Ep “Ahi! Phone”, che ottiene numerosi passaggi radio e buone recensioni. Dopo diversi live, nel 2016 pubblicano il disco “Perle ai porci”, prodotto da Fabio De Min (Non Voglio Che Clara) ed in cui hanno il piacere di ospitare Alessandro Fiori nella title track. Il tour in supporto al disco li porta a suonare in Piemonte, Lazio, Liguria e Toscana. Suonano al Fringe Festival e aprono il live di Planet Funk e Fedez in Piazza Vittorio a Torino per la tappa finale del Giro d’Italia 2016, concludono il tour nel 2017 con tre date a Berlino. Iniziano poi i lavori al secondo disco Canzoni a mano armata, la cui pubblicazione avviene a marzo 2018. Il tour in supporto al disco ha portato la band a suonare in giro per l’Italia e ha registrato la partecipazione al Reset Festival di Torino e al Primo Maggio dei Castelli di Velletri. Il disco, registrato presso i TR Recording Studios di Saluzzo, presenta un ricco booklet, le cui immagini sono state realizzate appositamente dalla graphic designer Alessandra Jevo. Nel 2019 esce il singolo Monica Vitti e vede il ritorno sulle scene dei Cado nello Specchio con lo spettacolo R’n’R – Romantico.Nostalgico.Rivoluzionario, show tematico. Dopo Il Ballo Del Rivoluzionario, uscito nell’ottobre scorso, tornano con questo singolo, primo assaggio dell’album che uscirà a giugno 2021.

  • AaLE “Luminol” è il ritorno alla musica del cantautore rock

    Un brano nato d’impulso, elaborando la violenta azione delle parole 

     

    È il sound rock che ammicca alla scuola italiana degli anni Novanta quello scelto da AaLE per cantare un sentimento che, pandemia e lockdown, hanno reso sempre più evidente: la cattiveria

    «Cecchini di mediocrità», così definisce il cantautore veneto coloro che, soprattutto sui social network, si accaniscono verso l’altro. In azione con il mirino del pregiudizio, premono il grilletto sparando le loro sentenze. Per smascherarli AaLE immagina di poterli illuminare con un luminol, la lampada a luce ultravioletta che notoriamente gli investigatori utilizzano per scoprire le tracce di un delitto ma, contrariamente a quanto accade nella realtà, sotto la luce della lampada i «cecchini dei social» resterebbero in ombra, totalmente privi di «bontà d’animo». 

    «Durante il primo lockdown, la sera sul divano di casa, sono caduto pericolosamente in una sorta di dipendenza rispetto a ciò che compariva sui gruppi Facebook di paese. Frasi sgrammaticate, pensieri incoerenti e la cattiveria mi hanno tenuto incollato a quel meccanismo malato. Per liberarmene ho scritto Luminol». AaLE

    AaLE ha sempre affiancato alla musica l’attività imprenditoriale. Ha fondato una band così come gestisce – pandemia permettendo – locali ed eventi nel triveneto. La musica vissuta alternativamente dal lato del palcoscenico e dalla parte dell’organizzatore lo ha portato ora, a imbracciare nuovamente la chitarra, seguendo il richiamo del rock. 

     

    Etichetta: Autoproduzione

    Radio date: 1 aprile 2021

     

    CONTATTI SOCIAL

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    Instagram: https://www.instagram.com/aale_and

    Spotify: https://open.spotify.com/artist/0EkZofptkpGUja552gOVGd

     

    BIO

    Inizia a suonare la chitarra a 7 anni, incalzato dal papà che aveva bisogno della linea di basso per suonare “Samba Pa Ti” di Santana e “Rain and Tears” degli Aphrodite’s Child. Quella per la musica resta da quel momento in poi una passione tormentata, divisa fra lo studio di ritmica e armonia e il desiderio di trovare il proprio linguaggio musicale. Inizia al contempo un’attività di autore e poi di cantante, spinto dalla scarsità di interpreti in zona. Tra una (letteralmente) Garage Band e un’altra, fonda  gli “Scotch Ale”, raccogliendo soddisfazioni anche a livello anche internazionale sfiorando il tanto agognato “mainstream”. Messa in “stand by” quell’esperienza, dà vita a “It Rocks” un format che mescola il Dj Set (con rigorosamente attitudine rock)  al “Live” e va in scena soprattutto nelle discoteche del triveneto, messo  in “stand by”, invece, dal Covid.

    Imprenditore, professionista, padre, Aale non smette di essere musicista e cantautore, e dopo un periodo di pausa forzata riprende il suo percorso con “Luminol”, singolo che anticipa un Ep con un lato A in lingua italiana e un lato B cantato in inglese. 

  • È online la mostra “Il pensiero di pietra” di Cecilia Martin Birsa

    È stata ufficialmente pubblicata la mostra online dal titolo emblematicamente poetico “Il pensiero di pietra” della scultrice contemporanea Cecilia Martin Birsa a cura della Dott.ssa Elena Gollini. La mostra resterà sulla piattaforma web in modo permanente e raccoglie venti opere di particolare intensità e pregnanza sostanziale oltre che di indiscussa valenza formale. La Dott.ssa Gollini nel mettere in evidenza le caratteristiche salienti, che fanno capo alla produzione artistica della Birsa ha rimarcato: “L’arte scultorea è davvero definibile come arte nobile e come arte solenne, perché riesce a trasmettere dei contenuti cardine e dei messaggi semantici di notevole e imprescindibile portata. Cecilia si cimenta nella scultura moderna contemporanea a fronte di una vocazione autentica e di una passione viscerale, smisurata, che si sprigiona con potenza in ogni creazione e diventa un incipit di stimolo forte per la sua vivace e versatile ispirazione. Il titolo della mostra è stato scelto proprio ad hoc ed è particolarmente consono e congeniale per delineare e riassumere in modo preciso e altrettanto eloquente il particolare e originale filo conduttore attraverso il quale si muove, si snoda e si dipana l’atto creativo di Cecilia”. Inoltre la Dott.ssa Gollini ha proseguito nella spiegazione riflessiva affermando: Per Cecilia tutto parte dal pensiero coerente e consapevole di infondere al suo potenziale artistico quelle risorse virtuose capaci di accentuarne al massimo l’intensità comunicativa ed espressiva. Il pensiero è la linfa vitale primaria, l’humus fondamentale per nutrire e sostentare ogni sua azione creativa. In tal senso certamente Cecilia richiama anche a sé quel cogito ergo sum, che la filosofia di Cartesio ha tramandato e perpetrato fino ai giorni nostri espandendone e dilatandone il significato intrinseco a largo raggio. Dalle sue sculture trapela integra e intatta tutta la forza del pensiero, inteso come scandaglio accurato, minuzioso e approfondito di ricerca, di studio e di sperimentazione, che affina e perfeziona la sua impeccabile formazione e preparazione. Ma, contestualmente inteso anche come pensiero emotivo ed emozionale, che viene immesso nel costrutto compositivo e prende corpo al suo interno, ne diventa parte attiva integrante e rafforzativa, acquista vita propria in modo distintivo e qualificante. Cecilia analizza in modo dovizioso e certosino, si cimenta e si addentra attraverso un sentiero di scoperta sempre avvincente, che la conduce in territori concettuali prolifici e rigogliosi dove poter attingere spunti, richiami, rimandi e riferimenti inediti e sui generis da sviluppare attraverso la perfetta sintonia di tradizione e modernità, di antico e di nuovo, di reale e di invenzione, di concreto e di immaginario. Le sue sculture fluttuano pertanto nel simbolico viaggio di un pensiero che dalla pietra riesce a generare e a produrre un’incantevole visionarietà, una proiezione suggestiva coinvolgente, dove tutti i sensi vengono piacevolmente appagati”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/pensiero-pietra-cecilia-martin-birsa

  • Tornano i Nuju con il nuovo singolo Titoli di coda

    Nuju tornano con la terza tappa che li sta portando alla release del loro prossimo album: un nuovo singolo ed un nuovo video dal titolo emblematico di Titoli di coda che, perfettamente in linea con i singoli precedenti, è un vero e proprio atto di denuncia della generale disattenzione nei confronti dei lavoratori del mondo dello spettacolo. Data simbolica di uscita il 1° maggio.

    Titoli di coda

    Realizzato in studio, in perfetto stile pandemia, Titoli di coda ci racconta come, in un epoca in cui anche i trailer dei film sono considerati troppo lunghi, nessuno si ferma fino alla fine per scoprire i numerosi professionisti coinvolti, i titoli di coda insomma. Perché il cinema, come il teatro e la musica, sono fatti di persone e sono elementi imprescindibili per trasmettere quella cultura che costruisce cittadini consapevoli. Il brano dei Nuju diventa così, a fianco al messaggio di denuncia, anche un inno alla lentezza, al sapere assaporare le attese, al godersi il presente senza bruciare le tappe rincorrendo il futuro. Educare alle attese sviluppa un rispetto incondizionato verso il prossimo, soprattutto oggi, ai tempi del Covid. E poi, attenzione: alcuni film del cinema da blockbuster hanno dimostrato che vale la pena attendere i titoli di coda, perché spesso ci regalano un’anticipazione di quello che verrà, del futuro.

    Crediti videoclip

    Lorenzo Menini: montaggio, riprese e regia

    Crediti brano

    Fabrizio Cariati: voce, synth, cori
    Marco “Goran” Ambrosi: chitarre, bouzouki, cori
    Lorenzo Iori: violino e synth, cori
    Gianluca Calò: basso
    Davide “Ferro” Ferretti: batteria, percussioni
    Registrato e mixato da Gabriele Riccioni e Lorenzo Iori al Bunker Studio di Rubiera (RE)
    Masterizzato da Davide Barbi
    Testo di Fabrizio Cariati
    Musica di Marco Ambrosi e Fabrizio Cariati

    Nuju

    Titoli di coda – Lyrics

    Eh! Ti ho visto che giocavi col telefonino
    Facevi un selfie mentre davi un morso al tuo panino
    Mi sembra fame di fama per cui ti invito alla calma
    Se lo assapori ti assicuro fai un favore al karma
    Frena in discesa e goditi il paesaggio
    Dopo la salita arriva il peggio dice il saggio
    Leggi un bel libro e inizia dalla prefazione
    Respira il momento di una vita migliore
    I titoli di coda sono fuori moda
    La gente non aspetta la fretta saltano la coda
    Come cani se la mordono
    Movimento ciclico
    Il gusto per l’attesa no
    Voglio tutto e subito
    Eh! Ti ho visto che parlava in videoconferenza
    Con della gente collegata dalla stessa stanza
    Tu che sei multitask io invece non ci casco
    Tu cinquemila amici che non incontri se vai in bici
    Quando sei in viaggio guarda dal finestrino
    Ti sembrerà un miraggio riscoprirti bambino
    Correre non serve andamento lento
    Sbucciarsi le ginocchia si ma prenditi il tuo tempo
    I titoli di coda sono fuori moda
    La gente non aspetta la fretta saltano la coda
    Come cani se la mordono
    Movimento ciclico
    Il gusto per l’attesa no
    Voglio tutto e subito
    Cara mia amica non siamo mica in una gara
    Se in questa vita vince solo chi bara
    Adesso che la situazione è un po’ più chiara
    Comprendi che il traguardo è sempre in una bara
    Se il tempo è denaro allora soldi non ne voglio
    Ride il mio cuore piange il portafoglio
    Rimango seduto per i titoli di coda
    Si accendono le luci e accada quel che accada
    I titoli di coda sono fuori moda
    La gente non aspetta la fretta saltano la coda
    Come cani se la mordono
    Movimento ciclico
    Il gusto per l’attesa no
    Voglio tutto e subito

  • La tradizionale indipendenza ed equilibrio della Repubblica Popolare Democratica della Corea del Nord. Di Giancarlo Elia Valori.

    La tradizionale indipendenza ed equilibrio della RPD della Corea del Nord Anni fa, parlando con Kim Il-Sung, mentre stavamo affrontando le questioni del Mediterraneo, mi raccontò un episodio che riguardava un Paese nostro vicino, ma molto vicino geograficamente: l’Albania.

    Nel corso del XXII Congresso del Partito Comunista dell’Unione Sovietica (17-31 ottobre 1961) – che segnò la spaccatura fra Mosca e Tirana – la rappresentanza, capeggiata dal mio amico in persona, non accolse affatto l’invito di Mosca a stigmatizzare i comunisti albanesi, e non una parola di condanna fu indirizzata nei confronti di Tirana.

    Anzi, cinque anni dopo, una delegazione del Partito del Lavoro della Corea presenziò – con tutti gli onori – ai lavori del V Congresso del Partito del Lavoro d’Albania (terza nell’ordine: dopo il Partito Comunista Cinese ed il Partito dei Lavoratori del Vietnam).

    I residui Paesi socialisti sopravvissuti (e non) al triennio 1989-1991 risentirono di grandi crisi politiche (Madagascar); dissenso e depressione economica (Cuba, ex URSS); nazionalismi ed irredentismi (Paesi dell’ex Jugoslavia, nazionalità ex sovietiche, ecc); compromessi con l’opposizione armata (Angola, Mozambico); riforme radicali (ex URSS, Mongolia) o strutturali (Vietnam, Laos), non dimenticando la guerra civile cambogiana (1975-79); e le guerre fra Paesi socialisti (Etiopia e Somalia nel 1977; Vietnam e Cina nel 1979).

    L’unico regime che ha superato indenne gli esiziali momenti di transizione del comunismo internazionale è stata la Repubblica Democratica Popolare della Corea (nord), al di là di quegli Stati – RP della Cina, Cuba, Laos, Vietnam, ecc. – che hanno sistemato, chi più chi meno, la propria struttura economica.

    Uno dei due motivi basilari di resistenza nord-coreana è l’ideologia Juche, illustrata con lucida analisi da Antonio Rossiello, nel 2009 su un quotidiano italiano.
    La vulgata del perfetto marxismo-leninismo in ambiente asiatico non ha mai convinto. Solo nei pochi studi seri che sino ad ora sono stati condotti nel nostro Paese sulle democrazie popolari estremorientali, Rossiello compreso, si può capire a fondo come le tradizioni di quel Continente, lascino spazio solo formale ai fomiti della Rivoluzione Francese.

    Mentre il maoismo in qualche modo s’è differenziato in Occidente dal mito palingenetico del marxismo-leninismo d’impronta staliniana, il pensiero di Kim Il- Sung, non è mai stato approfondito in pieno, a causa dell’ostracismo del comunismo all’amatriciana italiota e dei suoi chierichetti, pretini, cicisbei e intellettuali da bar. Senza dubbio, la posizione internazionale assunta dalla RDPC nei recenti settant’anni è l’ulteriore causa alla base della stabilità di P’yŏngyang interna ed esterna.

    Il secondo conflitto mondiale, per buona parte dei Popoli asiatici, fu, in pratica, una guerra di liberazione. Il messaggio nipponico «l’Asia agli Asiatici» – teso a sviluppare il disegno imperiale di cacciata dell’Europa dal Continente, produsse nel breve e nel lungo periodo un indebolimento delle vecchie e nuove strutture colonialistiche: emblematici, in quest’ottica, la rivincita cinese (1934-1949), ed il riscatto vietnamita (1945-1975).

    Nel senso dell’ideologia Juche, la parola libertà non ha affatto contenuti di stampo liberal-borghese, e capitalista da mercato libero, ma vuol dire unicamente: «Patria senza presenza straniera sul suolo nazionale».
    La RDPC (proclamata l’8 settembre 1948, mentre il 25 aprile è la Giornata dell’Esercito) precorse i tempi, anticipando in maniera definitiva i capisaldi della propria politica di equilibrio, suggerita dalla contiguità con le due massime potenze comuniste.

    Il 25 dicembre 1948 l’Armata Rossa di Stalin e l’apparato amministrativo sovietico si ritirarono dalla RPDC dietro richiesta di Kim Il-Sung.

    Nel corso della guerra civile (1950-1953) la RPDC godé dell’aiuto decisivo cinese, non legandosi in seguito con Pechino. Ma questo non significò un’entrata nell’orbita sovietica oppure cinese: all’indomani delle devastazioni belliche P’yŏngyang rifiutò di aderire al Comecon (nonostante notevoli pressioni), rendendo pubblica la propria posizione, difendendola in termini chiari e di principio contro qualsiasi forma di divisione internazionale socialista del lavoro.

    E su queste prospettive prendeva corpo l’idea Juche o dell’autosufficienza: «l’indipendenza economica è anche una garanzia per eliminare gioghi di ogni tipo», onde evitare al Paese il destino di provincia economica, e perciò politica, dell’uno o dell’altro grande Vicino.

    Quando nuovi Stati ottennero l’indipendenza negli anni Cinquanta-Sessanta, e diverse realtà africane, asiatiche, caribiche e latino-americane si affacciavano nel panorama mondiale, la RPDC cercò di smuovere la propria vita di relazione, ristretta ai soli Paesi socialisti (ma non con la Jugoslavia di Tito filo-Usa).
    Da qui, la politica nordcoreana nei confronti del Terzo Mondo si indirizzò verso obiettivi diplomatici, economici e ideologici, innanzitutto per raccogliere consensi e, in seconda fase, per migliorare la propria considerazione all’Onu (di cui non era ancora membro).

    Secondo Kim Il-Sung il Terzo Mondo poteva tutelare gl’interessi di P’yŏngyang, sforzandosi di guadagnare dichiarazioni favorevoli e voti indispensabili su problemi riguardanti l’unificazione pacifica della Patria, e facilitare il tentativo d’ingresso nel blocco non-allineato.
    Oltre a ciò il sostegno ai movimenti di liberazione e ad alcuni gruppi insurrezionali era visto come mezzo per la creazione di nuove entità statali che erodessero la potenza statunitense, ovvero si ponessero militarmente in opposizione alla Casa Bianca in vista del suo definitivo ritiro dalle zone d’influenza.

    Nel 1957 la RPDC varò i primi accordi commerciali con Egitto, Birmania, India e Indonesia; l’anno successivo riconobbe il governo provvisorio algerino, seguirono accordi culturali con Stati afro-asiatici e Cuba.
    Aiuti generali allo sviluppo si diressero ai Paesi di nuova indipendenza, che li apprezzarono molto in quanto reputati non condizionanti; fondamentali le testimonianze di solidarietà nel caso di disastri naturali attraverso l’invio di danaro alle vittime: 1958, uragano a Ceylon (Sri Lanka); 1960, terremoto in Marocco; 1961,

    tifone in Indonesia e inondazione in Somalia.
    Negli anni Sessanta il prestigio internazionale della RPDC aumentò pure grazie al suo elevato livello di sviluppo ed autonomia, con un controllo delle risorse, della natura e delle ragioni del progresso in un Paese ex coloniale, con alle spalle pochi lustri d’indipendenza.

    I dubbi sulla politica sovietica nei confronti dei Paesi del suo versante in ogni tipo di confronto con Washington (vedi il ritiro dei missili sovietici da Cuba), e il contrasti fra la RP della Cina e l’Urss nel coordinare gli aiuti alla RD del Vietnam (nord) convinsero maggiormente Kim Il-sung ad intraprendere vie distinte.
    A questo proposito essa fu uno dei Paesi che diede un grande contributo, non solo verbale, al Vietnam del nord ed al FNL Viet Cong. Però la sua offerta di inviare volontari non fu accettata dai vietnamiti, nonostante la presenza di sudcoreani nel Vietnam meridionale: e con questo i vietnamiti confermarono il predetto senso asiatico di libertà: assenza di stranieri.

    Infine le preoccupazioni di Mosca e Pechino alla cattura della nave statunitense Pueblo da parte delle forze nordcoreane (1969) dimostrarono a Kim Il-sung che sovietici e cinesi erano di gran lunga più attenti a tutelare i loro interessi rispetto quelli dei piccoli Paesi “fratelli”.

    Negli anni Settanta, con la crescente moderazione nella politica estera – onde rassicurare l’opinione pubblica mondiale della propria volontà di unificazione pacifica – Kim Il-Sung accentuò nella alleanza con il Terzo Mondo anche la realizzazione della causa della democrazia fra Stati, l’indipendenza nazionale e il progresso sociale. Ma un passato comune di umiliazioni e offese, e di lotte contro il colonialismo e l’imperialismo, era pur sempre vivo nelle attività internazionali di P’yŏngyang.
    La RPDC fu il primo Paese a offrire volontari per la Cambogia dopo il rovesciamento del principe Sihanouk (1970), inoltre aiutò e finanziò numerosi movimenti di liberazione afro-asiatici e latino americani.

    Però nel 1972 il governo nordcoreano – salvo assistenza militare allo Zimbabwe African National Union-Patriotic Front – abbandonò l’appoggio fattivo ai movimenti (mantenendo con loro solidarietà politica), in favore di una campagna sistematica per ottenere un vasto riconoscimento diplomatico. Infatti preferì assistere realtà già consolidate: Egitto, Malta, Mozambico, Seicelle, Uganda, Lesotho, ecc.
    I risultati non si fecero attendere: nel 1973 le fu garantito lo status di osservatore presso le Nazioni Unite, per essere già membro della World Health Organization. Nell’agosto del 1975 la Conferenza di Lima dei ministri degli esteri dei Paesi-non- allineati accettò la candidatura della RPDC (mentre la Corea del sud veniva respinta).

    Gi sforzi effettuati direttamente all’Onu realizzarono in un grande successo simbolico, poiché per la prima volta conquistava la maggioranza un documento consacrante la posizione di P’yŏngyang. In quell’anno l’Assemblea Generale passò con 54 voti favorevoli, 43 contrari, 42 astensioni e 4 assenti, la risoluzione 3390 B (XXX) del 18 novembre, che chiedeva il ritiro delle truppe straniere presenti nella Corea del sud sotto la bandiera Onu e l’apertura di negoziati tra gli Usa e la RPDC (il governo di Seul era ignorato).

    Tra il 1975 ed il 1979 la RPDC continuò a stipulare nuovi accordi economici, scientifici, di trasporto e culturali con i Paesi Emergenti, fino a giungere al VI Congresso del Partito del Lavoro – apertosi il 10 ottobre 1980 – il quale, di fronte a nuove problematiche internazionali, puntualizzò senza equivoci o formule di compromesso la linea tradizionale.
    P’yŏngyang denunciò l’intervento vietnamita in Cambogia (1978) ma prendendo le distanze dai Khmer Rouges, e non invitando delegazioni cambogiane al congresso; fu accettato solo un messaggio di Sihanouk residente nella capitale.

    Interpellati, alcuni dirigenti palesarono di non aver mai approvato la presenza sovietica in Afghanistan, ma di non voler prendere posizioni ufficiali in quanto «non serve a nulla»; essi, nel corso dei lavori congressuali, si limitarono a denunciare le tendenze «dominazionistiche» (si evitò il vocabolo «egemonistiche» per il fatto ch’era usato dai Cinesi nei confronti dei Sovietici).
    Grande fu lo spazio dato da Kim Il-Sung, nel suo rapporto, al Movimento dei Paesi- non-Allineati. Il presidente respinse la tesi cubana, secondo cui il Movimento sarebbe stato l’alleato naturale del campo socialista, dichiarando che «i Paesi allineati non devono assolutamente seguire l’uno o l’altro blocco, né lasciarsi condizionare, o permettere divisioni in seno».

    Queste affermazioni si accompagnarono ad un atteggiamento di apertura verso i partiti dell’Internazionale socialista. Dalle molte e numerose delegazioni socialiste europee invitate, apparve chiaro che la RPDC desiderava partecipare alle riunioni dell’IS in veste di osservatore.

    Sebbene alcuni partiti socialisti (la tedesca SPD) fossero più ostili di altri alla natura del regime, tuttavia rimasero sensibili alla volontà sempre manifestata in quegli anni e realizzatasi anche nella posizione assunta durante la prima guerra del Golfo (1980-1988). P’yŏngyang sostenne l’Iran, vittima della tentata invasione irachena, mettendo a disposizione del Paese aggredito armi e tecnologia avanzata in un momento in cui a Saddam Hussein at-Tikriti aveva dalla sua Washington, Mosca e Pechino. Furono RPDC, Siria, Libia ed Albania i soli a sostenere l’Iran che aveva contro il mondo.

    Nel 1991 le due Coree sono state ammesse separatamente all’ONU: il consenso è stato espresso nella seduta inaugurale della XLVI Sessione ordinaria dell’Assemblea Generale (17 settembre). Ciò è potuto accedere perché il 28 maggio la RPDC aveva deciso di soprassedere in maniera definitiva al principio della rappresentanza unica confederale, in seguito ai successi di Seul nell’ottenere assicurazioni da Cina ed Unione Sovietica sul ritiro del veto alla propria candidatura. Un evento di portata storica si è registrato a fine 1991. I due primi ministri coreani, Yon Hyong Muk (nord) e Chung Won Shik (sud), il 13 dicembre siglarono a Seul un trattato di conciliazione e non-aggressione, che formalmente pone fine allo stato di guerra, perpetuatosi sin dall’Armistizio (27 luglio 1953).

    L’accordo ripristinò le comunicazioni, gli scambi di natura economica, e consentì la riunione delle famiglie separate all’indomani del conflitto (25 giugno 1950); inoltre stabilì la presenza di una guarnigione mista a Panmunjon, lungo la fascia demilitarizzata. Primo passo verso l’unificazione della Penisola, auspicata – sia pure in termini diversi – da entrambi i governi.

    Il buon esito si ebbe primamente per la rinuncia di P’yŏngyang (dichiarata appena ventiquattr’ore prima della firma) di voler trattare solamente con la Casa Bianca, in qualità di controparte dell’Armistizio; si evinceva la volontà statunitense di non cedere ai tentativi diplomatici nordcoreani miranti a considerare la Repubblica della Corea come una sua dépendance.

    Al di là di facili entusiasmi, restaroni diffidenze e reciproci sospetti. La stessa permanenza delle forze statunitensi (sotto bandiera Onu) – temuta dai nordcoreani – fu riconfermata dall’allora segretario alla Difesa, Dick Chaney, nel novembre 1991. Attualmente i militari statunitensi in Corea del Sud sono ben 28.500. È il terzo contingente di soldati Usa all’estero; un dato che non coincide col senso di libertà, prettamente asiatico: Giappone: 53.732, Germania: 33.959, Corea del Sud: 28.500, Italia: 12.249, Regno Unito: 9.287, Bahrein: 4.004, Spagna: 3.169, Kuwait: 2.169, Turchia: 1.685, Belgio: 1.147, Australia: 1.085, Norvegia: 733, ecc.
    Italia e RPDC strinsero relazioni diplomatiche nel gennaio 2000.

    Giancarlo Elia Valori, Manager, economista e professore straordinario presso la Peking University

    Giancarlo Elia Valori con Kim Il Sung padre della Corea del Nord

    Fonte dell’articolo: https://www.ildenaro.it/la-tradizionale-indipendenza-ed-equilibrio-della-rpd-della-corea-del-nord/

    Note sull’autore

    Giancarlo Elia Valori è uno dei più importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose società italiane ed estere. Attualmente è Presidente dell’International World Group

    Inoltre è presidente onorario di Huawei Italia nonché detentore di importanti cattedre in prestigiosi atenei quali la Yeshiva University di New York, l’Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University.

    Nel 1992 viene nominato Cavaliere della Legion d’onore con la motivazione: “Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo”, dall’11 maggio 2001 è ambasciatore di buona volontà dell’Unesco per i meriti profusi generosamente nella difesa e nella promozione del patrimonio immateriale. Nel 2002 riceve il titolo di “Honorable” della Académie des Sciences de l’Institut de France.

    Tra i suoi libri ricordiamo: Liberi fino a quando? (Lindau 2019), Rapporti di forza (Rubbettino 2019), Geopolitica e strategia dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008), Il futuro è già qui (Rizzoli 2009), La via della Cina (Rizzoli 2010) e Geopolitica dell’acqua (Rizzoli 2011).

    A riconoscimento del suo poliedrico impegno di studioso e pubblicista a respiro universale, ha ricevuto il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo”, il “Gran Premio Letterario 2011” dal Consiglio Mondiale del Panafricanismo e il “Premio Internazionale della Cultura” dalla International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite.

    https://www.internationalworldgroup.it

     

  • Il processo cognitivo nella pittura di Maria Barisani

    Nello scandagliare la produzione pittorica di Maria Barisani ritengo sia funzionale spendere alcune considerazioni sull’apparato del processo cognitivo, che la guida e la dirige orientandola nelle scelte stilistiche e contenutistiche e che ne rafforza l’energia espressiva e comunicativa”. La Dott.ssa Elena Gollini si sofferma su alcuni tratti e aspetti, che fungono da cardine alla dinamica creativa della pittura figurale della Barisani artista del panorama attuale, che si sta meritevolmente distinguendo a livello qualitativo e sta ritagliandosi un proprio interessante e stimolante spazio visionario. Continuando nelle sue affermazioni la Dott.ssa Gollini ha proseguito: “La capacità intellettuale e intellettiva dimostrata da Maria è indiscutibile, è un dato di fatto che attribuisce un valore aggiunto alla sua ricerca, suffragata da una padronanza selettiva e da una cognizione empatica. Cognizione per Maria è sinonimo e corrispettivo di conoscenza e coerenza consapevole del proprio operato e di responsabilità verso le proprie azioni-reazioni e verso la propria ricerca accurata e approfondita. Il processo cognitivo di Maria applicato al suo meccanismo pittorico ad hoc ne avvalora in modo comprovante e comprovato le risorse e le capacità espressive e comunicative, le indirizza verso un humus proficuo di soluzioni attuabili in modo originale ed esclusivo, che acquistano una valenza ulteriore e sono subito identificabili e distinguibili risultando uno strumento sempre vincente, che Maria utilizza in modo impeccabile ed eccellente. L’applicazione del processo cognitivo nell’attività pittorica è per Maria un elemento focale e una componente fondante, che getta le radici per edificare e costruire un palinsesto di orchestrazione sequenziale supportato e sorretto da un crogiolo di intrecci e di fusioni, disposti e dislocati in modo trasversale alla narrazione figurativa, senza mai prevaricarla e senza mai soverchiarla nelle sue fattezze precipue e nella sua semantica dialettica primaria, ma bensì accompagnandola in modo armonioso come una musica aggraziata e soave che accompagna una danza delicata e sinuosa e ne rafforza il potere interno intrinseco. Il processo cognitivo non prevale mai sul sentimento e sul pathos e tanto meno è prevaricante e condizionante nell’esternazione della sfera emotiva interiore. Ragione e ratio cognitiva si inglobano nella sintesi e nella parafrasi semiotica d’insieme e fanno da incipit e da stimolo per approfondire quell’afflato che proviene dall’intimo ego, all’io più recondito, lasciandolo affiorare e palesare con autentica, naturale e genuina spontaneità. Maria è una pittrice formata e preparata in modo coscienzioso, che mette impegno massimo per risultare sempre credibile e autorevole nel proprio lavoro creativo e al tempo stesso per lasciare spazio anche ai bisogni e alle necessità dell’anima”.

     

  • Piazza San Domenico Maggiore Napoli

    Piazza san Domenico Maggiore è una delle piazze più importanti della città di Napoli. Piazza San Domenico Maggiore è situata lungo il decumano inferiore della città, ed è a poca distanza da Piazza del Gesù Nuovo.

    La piazza quindi si trova proprio nel cuore del centro antico partenopeo, crocevia di due importanti strade di Napoli, Via Spaccanapoli strada conosciuta nel mondo, e Via Mezzocannone, deputata ormai a zona universitaria.

    La piazza deve il suo nome alla chiesa monumentale dedicata ai frati domenicani. Della chiesa dalla piazza si può già ammirare la zona absidale chiusa in alto da una cornice merlata. La chiesa di San Domenico Maggiore, che risale come costruzione al periodo angioino, è molto famosa sia per la sua architettura di pregio e per le sue sovrapposizioni stilistiche, ma anche, e soprattutto, per essere stata la sede degli studi di figure storiche di rilievo come Giordano Bruno e San Tommaso d’Aquino.

    Al centro della piazza si innalza una delle guglie di Napoli, costruita nel seicento da Francesco Antonio Picchiatti e dedicata a san Domenico. La guglia fu voluta dai napoletani, come ringraziamento al santo per essere scampati da un’epidemia di peste.

    La piazza è da sempre uno dei luoghi più significativi della città, perché storicamente, rappresenta il limite orientale delle mura greche di Neapolis. La risistemazione urbanistica della piazza fu voluta fortemente da re Alfonso I d’Aragona. Proprio a lui infatti si deve la grande scalinata a fianco della chiesa di San Domenico. Ferdinando IV che amava molto questa piazza addirittura ne vietò gli esercizi commerciali e ludici.

    La zona nel corso dei secoli, ha avuto molteplici usi e ruoli. Da quelli politici a quelli commerciali, ma ha anche avuto un certo alone misterico, data la vicinanza alla famose Cappella Sansevero. Tutt’attorno troviamo palazzi nobiliari, che creano una vera e propria cornice che racchiude la zona. Palazzi come Palazzo Corigliano , Palazzo Petrucci e Palazzo di Sangro Casacalenda. Proprio al primo piano di quest’ultimo palazzo ha sede la plurisecolare pasticceria napoletana Scaturchio, famosa oltre che per le sfogliatelle anche per il dolce chiamato Ministeriale.

    Vuoi visitare Napoli, contatta Naples and Italy e visita il loro sito, avrai le migliori guide turistiche per delle visite guidate a Napoli e non solo www.guideturistichenapoli.it

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  • Colloquio con Davide Catalano, Direttore Artistico di “Corti in Cortile”. Appuntamento annuale dedicato ai cortometraggi cinematografici

    corti3Colloquio con Davide Catalano, Direttore Artistico di “Corti in Cortile”. Appuntamento annuale dedicato ai cortometraggi cinematografici (altro…)

  • Musicista e poeta, cantautore dall’animo rock: Franco D’Elia si racconta. L’intervista.

    Musicista e poeta, cantautore dall’animo rock: Franco D’Elia si racconta tra emozioni terrene e spirituali, viaggi, perlustrazioni nella musica e nella poesia (altro…)

  • Franco D’Elia e la band Cantautoriale, Rock, Elettronica

    Musicista e poeta, cantautore dall’animo rock: Franco D’Elia si racconta tra emozioni terrene e spirituali, viaggi, perlustrazioni nella musica e nella poesia. Si parla di te come esploratore di paesaggi sonori, dall’elettronica all’ambiente, al rock. E tu come ti descrivi? “Io sono un cantautore, compongo con la chitarra ma non sono un vero chitarrista, la uso per scrivere canzoni. Mi viene in mente una frase, un giro di accordi e da lì nasce una canzone. Testo e musica di solito nascono insieme. La poesia, nella quale amo immergermi, è invece un linguaggio più libero, non prevede né metriche né strutture: mi metto davanti al computer quasi senza pensare e scrivo quello che leggo nella mia mente. Mi lascio andare completamente alla poesia, che, appunto, è un modo di scrivere più libero rispetto alla canzone”. Ci sono cose che in particolare favoriscono la creatività nei tuoi viaggi artistici? “In realtà non c’è un vero momento. Come dice una poesia che ho scritto “Sento il Divino arrivare” e il Divino è qualcosa di nuovo, qualcosa che si apre al mondo. Secondo me la frase è giusta perché quando sento l’ispirazione, che io chiamo appunto “il Divino”, allora scrivo.

    Da bambino, ragazzino direi, questa sensazione arrivava spesso prima di addormentarmi, quando “sentivo” delle frasi che trascrivevo su un bloc-notes, che tenevo sul comodino. Non c’è un momento della giornata in particolare, quando arriva arriva”. L’ultimo disco, “Psiche D’Elia, una casa nel silenzio”, un titolo che gioca un po’ con il tuo cognome e con il tuo sentire, è stato prodotto in questo periodo di lockdown. Quali sono state le difficoltà? “In questo momento è difficilissimo produrre per noi artisti, a meno che non si faccia tutto di nascosto…ma scherzo, non si può fare, naturalmente! E’ già da un anno che mi trovo in Svizzera, sono riuscito ad andare in studio solo un paio di volte ma il nuovo disco è praticamente pronto, mancano soltanto un paio di brani da registrare. Stiamo aspettando che si possa fare di nuovo qualcosa, al momento non c’è possibilità di concludere il lavoro” Parliamo dei tuoi lavori passati “Musicalmente parlando la mia storia è un po’ complicata. C’è una canzone che ho scritto anni fa che si intitola “E’ stato facile” e un video girato in Sardegna che in realtà è una canzone scritta almeno dodici, tredici anni fa, forse di più. I miei album sono nati per raccogliere brani nuovi insieme a lavori scritti nel passato, ed è così anche per “Finalmente Liberi”, un album del 2018 che raccoglie pezzi abbastanza vecchi insieme ad altri nuovi, e che contiene il brano “Fuori Fuori”, che è stato accompagnato dal video girato in Marocco, a Rabat. Anche per le poesie è lo stesso, sono state scritte nel tempo, non c’è una vera data, sono brani che non avevo mai pubblicato prima e che ora abbiamo deciso di pubblicare. Tornando ai miei lavori passati, nel 2016 è uscito “In questo Tempo” Vol. I e Vol. II, album di poesie musicate. Un volume “sperimentale” perché in Italia non c’era un prodotto del genere, e che ha avuto anche un buon successo. Il Vol. II, infatti, solo dopo una settimana, è entrato a far parte della top 100 sull’I Tunes Chart, in Svizzera, classificandosi al 32° posto. Anche per il brano “2020”, che ho scritto durante il primo lockdown, abbiamo girato un video, che deve ancora uscire perché, come anticipato, l’album deve ancora essere pubblicato” Ci puoi raccontare la tua collaborazione con Vasco Rossi? “Più che collaborazione quella con Vasco è stata, ed è, un’amicizia lunga, ci conosciamo da tanti anni. Un’amicizia dalla quale sarebbe potuta scaturire una collaborazione di fatto, con lui e con altri artisti vicini a lui, ma poi non è successo, come capita spesso in queste cose. E’ andata così”

    Redazione

  • Dal click al piatto in soli due minuti

    Con Paf il Gruppo Fini rivoluziona il modo di gustare la pasta fresca ripiena. La tradizione si evolve rispondendo alle necessità dei nuovi consumatori. Buoni come sempre, smart e digital come la cucina di oggi.

     

    All’interno di uno scenario di mercato radicalmente mutato, che vede un consumatore “più smart”, sempre alla ricerca di gusto e di praticità in cucina, con sempre meno tempo a disposizione per cucinare e con l’abitudine a mettersi ai fornelli con l’aiuto ormai immancabile del web, in cerca di ispirazione e di condivisione, nasce il nuovo marchio Paf, che si rivolge a chi, abituato alla velocità dettata dalla modernità, non vuole rinunciare al piacere di un piatto cardine della cucina italiana.

    Nato originariamente nel 1967, ma ancora perfettamente attuale, il nuovo marchio PAF presenta in anteprima un’innovativa linea di pasta fresca ripiena dalle qualità tecniche e organolettiche di indubbio valore e di livello elevato: due referenze di tortellini, alla carne e al prosciutto crudo, e una di ravioli ricotta e spinaci, rispettivamente con il 40 e 50% di ripieno, avvolto in una sottilissima sfoglia laminata, ottenuta da farine 100% italiane e con il 30% di uova da galline allevate a terra.

    Il brand è stato oggetto di un forte restyling in un’ottica di essenzialità, modernità e dinamicità, senza rinunciare al legame con storicità e tradizione. Particolarmente innovativo e differenziante sarà anche il system grafico della linea: come key visual della confezione troviamo, infatti, un cronometro, a suggerire in modo immediato la brand promise della linea, ovvero la preparazione in soli due minuti: PAF IN 2 MIN! Praticità nella preparazione e velocità di cottura sono quindi le promesse rivolte a un target giovane che vuole mettersi a tavola rapidamente, ma senza rinunciare a un prodotto di valore, ad alto livello organolettico, con tortellini e ravioli buoni come sempre, ma mai così veloci.
    Il packaging giocherà, inoltre, sulle trasparenze e su tre colori pastello diversi, uno per ogni referenza, in modo da creare una palette cromatica di sicuro impatto, una novità assoluta sugli scaffali della pasta fresca volta a colpire e attirare l’occhio del consumatore.

    Nell’ottica del servizio al consumatore si punta forte anche sul proporre la cottura direttamente in padella con il sugo, che consente un’esperienza di consumo ancora più veloce e sorprendente. In questo modo è possibile portare in tavola un piatto di pasta ripiena pronto in pochi minuti, senza bisogno di preparare il brodo o fare bollire l’acqua in pentola, con evidente risparmio di tempo e fatica e con un minore spreco di acqua e detersivi, quindi con particolare attenzione anche all’impatto ambientale.

    A rivoluzionare la tradizione però non sono solo i tempi di cottura, ma anche il modo di comunicare e di interagire con il consumatore. L’esperienza che nasce dal trend degli ultimi mesi indica che diversi nuovi target di consumatori si sono cimentati ai fornelli proprio in questo periodo: se il consumo fuori casa è compromesso o ridotto da smart working e limitazione di orari, gli under 40 non rinunciano a preparare e a mangiare piatti gustosi, facili e veloci da cucinare, sempre più spesso aiutandosi con internet, che abbonda ormai di tutorial, video-ricette e trasmissioni on line.

    Paf si dimostra qui rivoluzionario anche nella comunicazione, riportando sul pack un QR Code, attraverso il quale si accederà a una vera e propria digital kitchen del brand, un portale con ricette dedicate, realizzate in collaborazione esclusiva con Al.ta Cucina, la mediatech food company con la più importante e attiva community di amanti del food in Italia: 4 milioni di follower e 1 miliardo di visualizzazioni, con una forte attenzione alla creazione di contenuti legati al brand.

    A cura di Al.ta Cucina sarà, infatti, un recipe hub, ovvero un portale dedicato in esclusiva a Paf, in cui troveranno spazio attività speciali e ricette “always on”, prodotte e condivise sui diversi canali social. A disposizione degli utenti anche tutorial di cucina con approccio innovativo e semplice.

    Diciamo addio quindi ai pesanti libri di cucina o ai vecchi ricettari, ora basterà un semplice click per tuffarsi in un mare di ispirazioni e idee che coniugano tradizione e modernità con un pizzico di fantasia e tanta praticità, per un pubblico giovane non solo a livello anagrafico, ma anche nel mood nel cucinare.

    Questa innovativa formula di branded content vuole raccontare un marchio che si rinnova non solo nell’estetica, ma anche nella formula con cui si propone, rileggendo in chiave moderna un classico della cucina italiana, rispondendo alle necessità e alle tendenze dei nuovi decisori d’acquisto, incontrando così studenti, single, giovani coppie, donne e uomini con una vita dinamica, coinvolgendoli costantemente.

    Se la tavola è anche gioia e divertimento, Paf interpreta perfettamente questi nuovi concetti, cavalcando anche il crescente trend della gamification, ingaggiando il consumatore attraverso contest e giochi, a partire da una challange che sarà lanciata sul portale di Al.ta Cucina già da marzo 2021 e che vedrà 16 food blogger impegnati a sfidarsi a colpi di ricette e fantasiose proposte per la community dei propri follower. Attraverso questo approccio, nel corso del 2021 verranno, infatti, messe in pista altre attività digital rivolte al consumatore finale sulla vasta community attivata, con una strategia mirata a spingere l’acquisto del prodotto PAF in tutte le aree dove il prodotto sarà distribuito.

     

     

    Il Gruppo Fini SpA, società a socio unico di proprietà 100% Holding Carisma, è una storica realtà produttiva dell’alimentare nel nostro Paese. La società è titolare dei marchi Fini, nato nel 1912 ad opera di Telesforo Fini nel cuore dell’Emilia, Le Conserve della Nonna, tradizionale realtà di Ravarino (MO) e PAF. FINI è un marchio di pasta che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale. Gruppo Fini detiene il marchio PAF legato alla storica azienda veronese di gnocchi e pasta fresca; nel 2021 Gruppo Fini ha avviato un processo di rilancio del marchio coniugando la storicità con i trend di consumo delle nuove generazioni creando una forte discontinuità nel mercato della pasta fresca.

  • La famiglia Gritz si allarga: Arriva la stout della cri, 
rigorosamente gluten free

    Nel cuore della Franciacorta, il birrificio Gritz, l’unico birrificio in Italia nonché uno dei pochissimi al mondo specializzato nella produzione totalmente senza glutine da processo gluten removed, è pronto ad allargare la sua famiglia con una nuova birra. Arriva la Stout della Cri, ispirata a Cristina ‒ come si vede in etichetta ‒, una cara amica che ha contribuito in maniera importante, grazie ai suoi consigli, alla crescita del birrificio.

    La Cri (Alc. 4,7% vol) è una birra ad alta fermentazione di tipo Dry Stout. I malti tostati spiccano al naso, dando profumi di caffè e un leggero sentore di cioccolato. Il sapore, accompagnato da un amaro ben bilanciato, è deciso e piacevole al palato. La birra presenta un colore tendente al marrone scuro, con una schiuma cremosa e persistente. È l’ideale per pranzi e cene dalle atmosfere primaverili, perfetta da accompagnare con carne stufata o grigliata, ostriche, formaggi saporiti e dessert cremosi. Servita a una temperatura di 7-9°, è preparata con acqua, malto d’orzo, fiocchi d’orzo, frumento, luppolo e lievito. Sarà disponibile, sull’e-commerce Gritz, nei due formati classici da 33 e 50 cl.

    Gli amanti della birra ‒ della Guinness in particolar modo ‒ sapranno bene che manca poco alla festa del Primo Maggio: mentre ci prepariamo a organizzare pranzi gustosi con amici e parenti, il birrificio Gritz ha pensato di lanciare la nuova referenza con una promozione che allieterà i beer lovers d’Italia.

    Dal 28 aprile al 2 maggio, sarà possibile usufruire del 30% di sconto per l’acquisto esclusivo della nuova birra sullo shop con il codice GRITZSTOUT30: gritz.it/shop. Un’occasione imperdibile per festeggiare il primo maggio e accogliere in famiglia la Cri!

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    BIRRIFICIO GRITZ – Nato nel 2015 dalla passione di Claudio Gritti, il birrificio Gritz è l’unico in Italia e uno dei pochissimi birrifici artigianali al mondo specializzato nella produzione totalmente senza glutine da processo gluten removed. Ha sede a Erbusco (BS), nel cuore della Franciacorta. Le sue referenze sono: la Belga della Danda, la Pils della Graziella, la Weiss della Barbara, la IPA della Camilla, la Stout della Cri e la speciale Birra di Natale, tutte certificate senza glutine

  • Successo per Rodrigo Salminci e Federico Novello a “Manager NextGen”

    I due biellesi sono stati tra i protagonisti a Novara del progetto “Manager NextGen” che racconta le storie dei giovani manager del territorio 

     

     

    I venticinquenni Rodrigo Salminci e  Federico Novello, fondatori della startup Atech che da Biella, con l’innovativo brand Cavó Accessori, stanno rivoluzionando il concept del portafoglio – trasformandolo in “intelligente” perchè connesso allo smartphone – sono adesso protagonisti di una nuova iniziativa legata al mondo dell’automotive di lusso. Infatti, dopo aver stretto un’importante collaborazione con il Ferrari Club Passione Rossa, del quale Cavó Accessori è “official partner” 2020 – 2021, adesso per i due intraprendenti giovani imprenditori biellesi è la volta di un altro status symbol, ovvero i prestigiosi marchi Jaguar e Land Rover, con il quale sono stati protagonisti di un nuovo progetto promosso da Soluzione Spa – concessionaria Jaguar Land Rover di Novara, Vercelli, Biella e Verbania.

    L’iniziativa di Soluzione Spa –  fortemente voluta dal titolare Alberto Paviotti e dal Direttore Commerciale Valentina Cardano – è rivolta a dare luce e visibilità – attraverso i canali Social e con il supporto della giornalista Sabrina Marrano – ai giovani manager del territorio che si distinguono per impegno, passione e dedizione e che così, grazie al proprio operato, contribuiscono a portare sempre più valore e prestigio nell’area dell’Alto Piemonte.

    Soluzione Spa li ha supportati dando loro in uso per una settimana una delle proprie prestanti auto, con i quali i “Manager NextGen” (questo il nome del progetto) hanno affrontato il proprio lavoro “on the road”, raccontandolo attraverso interviste, foto e video di Sabrina Marrano e del suo team.

    Tra i manager selezionati per il progetto – insieme a nomi importanti come il Sindaco di Ronsecco Davide Gilardino, il presidente di Confindustria Giovani Piemonte Andrea Notari, l’IT manager Marco Tartari e il commercialista Davide Longoni – anche Rodrigo Salminci e Federico Novello, che hanno profuso grande entusiasmo per l’attività, comprendendo che si tratta di un grande e nuova occasione per poter raccontare del proprio lavoro.

     

    Il risultato è una raccolta di contenuti di alta qualità che – sullo sfondo dell’imponente castello visconteo sforzesco di Novara –  documentano la passione e l’amore che i giovani manager mettono per perseguire la propria mission imprenditoriale, liberamente fruibili sui canali Instangram e Facebook sia di Soluzione Spa che di Cavó Accessori, dove stanno ottenendo grande successo con visualizzazioni record.

    In merito all’esito del progetto, Salminci e Novello sottolineano: “Speriamo che queste interviste possano essere fonte d’ispirazione per tanti ragazzi che, come noi, hanno voglia di sognare e di costruire qualcosa di grande, qui sul nostro territorio”.

     

    Ufficio Stampa Sibillamedia

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