Il brano vuole sdrammatizzare con leggerezza il periodo storico che stiamo vivendo, accompagnato da un video ironico e irriverente.
Con un pizzico di estro, fantasia, ironia, attraverso la dance music, Besford vuole sdrammatizzare la situazione pandemica attuale affrontando il tema con simpatica leggerezza e sfrontatezza.
Dopo aver raggiunto 10 milioni di ascolti e migliaia di condivisioni su TikTok grazie alla sua precedente hit “Ci 6 o Ci Fai”, Besford è tornato in scena con un nuovo brano ricco di ironia e irriverenza.
Nel clip ufficiale che accompagna l’uscita del singolo, Besford è tornato in scena nelle vesti del dottor Phillips, il quale cerca di spiegare ironicamente le regole di pulizia e prevenzione per evitare la diffusione del virus.
Il videoclip del brano “Putcha Mask On” è caratterizzato dalla presenza di personaggi bizzarri e da coreografie a dir poco particolari.
Senza necessariamente dover sfociare nel trash, il video si propone come una sorta di “ballo di gruppo” per far sorridere e divertire il pubblico cercando di alleggerire un po’ il periodo attuale.
È molto difficile cercare di descrivere BESFORD e le sue creazioni artistiche: non è un vero musicista, né tanto meno un vero compositore o produttore. BESFORD è un esteta e un perfezionista che prova a convergere sinergie artistiche provenienti da mondi e culture differenti, facendone una vera e propria opera d’arte.
BESFORD è un eclettico e coraggioso mixatore e compositore di musica elettronica, oltre che essere un performer da palcoscenico.
I suoi brani musicali, per la maggior parte di stampo dance, hanno ottenuto importanti premi e riconoscimenti di tutto rispetto da ogni parte del mondo.
Ha avuto la caparbietà di farsi conoscere a livello internazionale, suonando in alcune delle feste più esclusive al mondo, e per persone molto influenti e di particolare rilievo.
Tematiche legate alla vita di ogni giorno, alcune anche molto delicate, raccontate ed esorcizzate attraverso sonorità elettro-dance e synth-pop.
«L’idea di realizzare un album si è concretizzata nel 2019 durante la conduzione di un programma radiofonico. Ogni giorno intervistavo artisti esordienti ed affermati. Ognuno di loro è stato d’ispirazione per trovare la volontà di mettermi in gioco, tirare fuori le canzoni che mettevo nel cassetto ed espormi personalmente, dopo anni in cui, come reporter e presentatore, ho dato spazio e visibilità alle storie di vita degli altri ma mai alla mia. Proprio durante una delle puntate del programma radio, vennero ospiti Daniele e Francesco Saibene per presentare il loro progetto musicale. Mi colpì il loro repertorio e durante l’intervista si creò un feeling particolare. Proposi loro di produrmi due brani, che poi diventarono un album intero.» Racconta cosìMarco Cignoli, sull’origine del suo primo album.
I testi del disco sono stati scritti in diversi anni. I temi trattati (alcuni molto delicati come depressione, ansia, solitudine, amori non corrisposti) vengono in qualche modo esorcizzati attraverso sonorità elettro-dance e synth-pop.
Il titolo dell’album “Coccodrillo Bianco” è ispirato ad una storica canzone di Alberto Radius dedicata ai “coccodrilli bianchi” che da decenni, secondo la credenza popolare, avrebbero preso il possesso delle fogne di New York, cibandosi di scarti e ratti. Nel corso degli anni, il termine “coccodrillo biano” è stato utilizzato da tutti coloro che rifiutano l’ipocrisia, il materialismo, la gabbia dorata della società odierna e preferiscono rimanere al buio delle fogne in attesa, un giorno, di prendere il possesso di questa società malata e dedita alla superficialità e all’apparenza.
La copertina rappresenta lo stesso coccodrillo, ma in tre colori diversi: il rosa è il colore-tradizione delle femmine, l’azzurro lo è per i maschi, mentre il bianco nel mezzo rappresenta la neutralità, rappresenta coloro che sono in transito, che sono pronti a “sporcarsi” di nuovi colori in un atto di coraggio, curiosità, evoluzione, crescita. Non per caso, l’azzurro, il bianco e il rosa sono i colori della comunità transgenere.
TRACK BY TRACK
Mi devo abituare
Brano dalle cupe influenze drum’n’bass e dream pop, con loop riprodotto in maniera quasi ossessiva, racconta le conseguenze di un amore non corrisposto: solitudine, sentimento di rifiuto, impatto sulla propria autostima, profonda sofferenza. C’è la consapevolezza di doversi abituare, ma gli occhi della persona amata fanno sentire intrappolati in un sentimento intenso senza via d’uscita.
Cercala la notte
Un brano elettropop dedicato a tutti i “figli della notte”, coloro che amano la vita che inizia con l’arrivo dell’oscurità, idealmente dopo il tramonto, quando ogni cosa cambia colore e carattere. Silenzi, rumori, sguardi, luoghi, tutto si trasforma durante la notte, che è foriera di opportunità ed occasioni tanto quanto il giorno, ma meno legata alle convenzioni. Allo stesso tempo diventa un invito alla ricerca e all’accettazione del proprio “io” più nascosto e represso, alla libertà di essere sé stessi con orgoglio e coraggio, alla ricerca delle parti più “notturne” del proprio essere, che sono spesso anche le più autentiche. Il brano è uscito come singolo a giugno 2021.
Invece scrivo canzoni
Brano pop con influenze elettro-dance, è un bilancio ironico ed autoironico dei primi 30 anni dell’autore, dieci dei quali vissuti tra tv, web tv, radio, musica e palcoscenici, ricchi di scelte impopolari, mai semplicemente “giuste” o “sbagliate”, ma semplicemente figlie delle sue passioni e del suo sentire più genuino. Dedicato a chi nella vita ha fatto scelte controcorrente, sfidando le convenzioni imposte dalla società e assecondando le proprie attitudini. Il brano è uscito come singolo il 10 settembre 2021.
Tamburo
Brano dalle influenze rock e hip-hop, racconta la convivenza con gli attacchi di panico e i disturbi d’ansia. Il testo del brano è stato perfezionato proprio durante una crisi d’ansia, durante una notte insonne. All’interno della canzone è presente Berdix, rapper emergente di grande talento, con cui l’autore aveva già collaborato nel singolo “Figlio imperfetto” (2020), che per questo brano ha scritto delle barre di grande intensità.
Autunno centrale
Il ritornello di questo brano è stato scritto da Cignoli a gennaio di tre anni fa sotto l’Arco della Pace di Milano, nel bel mezzo di una tempesta emotiva e meteorologica. “Autunno centrale” è sinonimo di vuoto incolmabile, depressione, sofferenza. Le strofe sono nate dietro il vetro d’una finestra di casa, mentre osservava lo scorrere della vita e nel frattempo si condannava all’immobilizzazione, all’isolamento, alla solitudine. Questo è stato il primo brano a cui l’artista ha lavorato per il disco ed è uscito come “singolo a sorpresa” il 22 settembre, con relativo videoclip diretto, girato e montato direttamente da lui stesso.
Menù kebab
Quando non esiste o non si è in grado di trovare alcun appiglio, il cibo può diventare l’unico rimedio al male di vivere. In questo brano, però, c’è spazio per la speranza, per la voglia di imparare a “volare alto” abbandonando gli spazi angusti, bui e opprimenti del malessere interiore. La canzone inizia con un intro acustico che successivamente esplode in un sound elettro-dance.
Bulgaria
Questo brano dalle influenze reggaeton racconta di un rapporto malato, deleterio e altamente contrastato, durante il quale sono usciti aspetti caratteriali fino a quel momento sconosciuti e a tratti preoccupanti dei quali l’artista si vuole liberare.
Utopia
Si ritorna sul tema dell’amore non corrisposto, questa volta vissuto attraverso le sensazioni di un adolescente: il testo e la melodia, infatti, vennero scritte e registrare privatamente 13 anni fa, durante le scuole superiori da parte di Marco Cignoli. Il brano, in versione a-cappella, venne diffuso per la prima volta su YouTube nel 2009. La versione presente nell’album, ricantata per l’occasione e arrangiata e prodotta da Daniele e Francesco Saibene, si attiene fedelmente al testo e alla melodia dell’epoca.
Che ca**o sto dicendo
Questo brano “sui generis”, scritto poche settimane prima della chiusura del disco e inserito all’ultimo momento, con una struttura quasi “circense” ricca di dialoghi e momenti inaspettati, è un modo per ironizzare su sé stessi, sul proprio malessere, sull’esigenza di scrivere canzoni e di condividerle, sul sottoporsi ai giudizi degli altri e di sé stessi e a tutto ciò che comporta l’essere creativi privatamente e a livello pubblico. Il brano vanta la partecipazione vocale di Daniele Saibene, voce del gruppo indie Le Tendenze e co-produttore del disco.
L’esordio nella musica avviene nel 2010 grazie al singolo corale a scopo benefico “Noi Siamo Qui” scritto e prodotto da Michael Righini. Nel 2018 pubblica il primo singolo “Can You Love Me“, prodotto da Alessandro Porcella. Nel 2020 collabora con Dj Sheezah alla realizzazione di due singoli: “Figlio Imperfetto” e “La mia Mercedes”.
Come reporter televisivo, nel 2012 avvia una collaborazione con Tele Pavia Web e un lungo matrimonio con Occhio Pavese, principale web tv del territorio per la quale conduce, scrive e produce centinaia di programmi, eventi dal vivo e interviste. Nel 2015 presenta l’evento esclusivo di Loredana Bertè al Caffè Letterario di Roma. Nel 2018 conduce la 21° edizione del VideoFestival Live con Consuelo Orsingher e Mara Maionchi. Dal 2018 frequenta con successo il corso di conduzione radiofonica presso l’Accademia 09 di Milano. Nel 2019 è autore e conduttore per alcune emittenti radiofoniche. L’anno successivo, dal teatro de La Triennale di Milano, presenta il prestigioso Premio Virtù Civica. A febbraio 2020 pubblica l’opera letteraria “Francesco Cignoli: all’ombra della quercia“, basata su tre memoriali lasciati in eredità da nonno Francesco al nipote Marco. Il libro entra nella top25 Amazon delle biografie più acquistate in Italia. Da novembre dello stesso anno conduce il programma quotidiano “Happy Day” su Babayaga Tv, la rete televisiva musicale disponibile sul canale 601 del digitale terrestre. Per la web tv Jab Media Tv realizza interviste e reportage.
Il 15 ottobre 2021 esce il suo primo album dal titolo “Coccodrillo bianco”.
Una produzione che si discosta dalle precedenti per suoni e parole e, raccontando di sé, parla a tutte le donne sole e determinate
“Lei (SOLA)” è una rinascita, un nuovo capitolo nella produzione musicale di Lucky Luciana. La trasgressione e la follia fanno sempre parte di lei, ma in questa new version viene messo a fuoco l’animo profondo che si cela sotto al suo scudo. Differente rispetto ai singoli precedenti “Lei (SOLA)” è l’inedito che anticipa il primo Ep della rapper e ne racconta il lato più introspettivo con una metrica incessante. Al contempo è una dedica a tutte le donne che si sentono sole ma determinate.
«Ho trovato un modo per descrivermi veramente, per raccontare ciò che sono senza finzioni e mi sono ritrovata simile ad altre donne forti e sole che scelgono di lottare o sono costrette a farlo. Questo lavoro nasce dalla sofferenza e chiede di gridare, di graffiare le pareti con le unghie per rialzarsi e combattere, riprendendosi ciò che è stato tolto» Lucky Luciana.
Classe 1995, Lucky Luciana, pseudonimo di Luciana Campolongo, nasce a Castrovillari in provincia di Cosenza. Da sempre amante della scrittura, si sente finalmente libera di esprimersi solo quando incontra un linguaggio affine alla propria penna, il rap. Nei suoi testi ritroviamo infatti la sua vita, segnata da un’infanzia difficile a causa di un padre assente e di una condizione economica di costante precarietà. Dovendo rinunciare allo studio e alle proprie passioni per motivi economici, trascorre un’adolescenza trasgressiva e autodistruttiva. A 22 anni inizia a frequentare, a proprie spese, un’accademia di canto e recitazione dove ancora attualmente studia e si concentra sulla musica, che diventa un vero e proprio strumento di evasione. Ad oggi la rapper ha fatto della sua esuberanza e schiettezza i suoi punti di forza, rivendicando la sua libertà d’espressione e infrangendo i limiti dettati dalla società e dalle differenze di genere.
Una personalità come quella di Margherita Hack lascia il segno, trasforma l’atmosfera in qualcosa di unico. Sicuramente questo “qualcosa” verrà percepito ed espresso nel migliore dei modi dal 18 dicembre 2021 all’8 gennaio 2022 presso la storica ed esclusiva Milano Art Gallery (Via Alessi, 11). La mostra in ricordo della grande scienziata è curata dal già manager e amico della stessa, Salvo Nugnes, e saranno presenti grandi nomi di intellettuali e personalità d’eccezione.
Milano Art Gallery è uno spazio espositivo con oltre 50 anni di storia, dove hanno esposto e dialogato i più grandi artisti ed intellettuali contemporanei; è la location perfetta per ospitare opere di artisti che ripercorrono, attraverso la loro Arte, la vita, la bellezza e il genio della Professoressa Hack.
Margherita Hack, indimenticabile scienziata e astrofisica, con la sua tenacia e forza d’animo è nota a livello internazionale per essere stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un’importante attività di divulgazione scientifica, con decine e decine di libri pubblicati e ha dato un fondamentale contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle.
Il già manager e amico della Professoressa afferma: “Reputo Margherita una donna che non sente il decorso del tempo, poiché mantiene integro lo spirito di chi ha sempre affrontato il proprio cammino esistenziale con genuina passione, grinta ed entusiasmo. Certamente è un modello di donna guerriera e gladiatrice, un’indomita combattente”.
Dal fotografo, Jenn Kavanagh Photography: Il matrimonio di Katelyn e Philip ad Hamilton è stato un piacere partecipare. Tutti hanno concordato nei loro discorsi che il loro amore è così puro, così vero e destinato ad essere, che non puoi fare a meno di sorridere e sapere che il 21 maggio hanno fatto la scelta migliore di sempre. !
Anche se inizialmente Katelyn ha passato il loro primo appuntamento pensando che il nome di Phil fosse in realtà Stan, hanno superato l’equivoco, ne hanno riso e da allora sono stati fianco a fianco. Il loro amore è sbocciato “dall’altra parte dello stagno” e da allora sono tornati in Canada vestiti da bambina, dove Philip ora può godere di tutti i Tim Horton (la sua ultima ossessione) che abbiamo da offrire.
Quel giorno Sue Gallo Designs ha abbattuto il parco; Splendidi fiori e decorazioni per la cerimonia e il ricevimento hanno dato vita alla visione di Katelyn e Phil nel modo più bello. Sogno ancora lo splendido vestito di Katelyn con quelle maniche fluenti!
Banche centrali ancora in una fase di incertezza e non potrebbe essere altrimenti visto il periodo storico che stiamo attraversando.
In una fase in cui parlare di incertezza del futuro appare un vero eufemismo le politiche finanziarie intraprese dalle banche centrali avanzano in ordine sparso a seconda delle latitudini.
La Fed guida in qualche modo il destino del mondo finanziario occidentale mentre d’altra canto Asia e super potenze come la Russia adottano strategie su misura secondo le proprie necessità.
Oro un Bene Rifugio che Resiste
Per quanto riguarda gli acquisti di oro delle banche centrali sono aumentati di quasi il 40% nel primo semestre di questo anno.
Ma la quasi totalità di questi si concentra in banche centrali di paesi asiatici come Thailandia e India trai paesi non asiatici che hanno fatto acquisti di oro ci sono Ungheria e Brasile.
Questo segnala che il ruolo dell’oro come bene rifugio è ancora considerato importante in particolar modo nel fare fronte contro eventuali fenomeni inflattivi di cui si teme gli effetti ancora oggi.
Anche i privati hanno acquistato notevoli quantità del prezioso metalli giallo dall’inizio della politica del lockdown.
Esiste anche una certa percentuale di privati meno fortunati che sono stati costretti a vendere oro anche presso attività come questo compro oro Firenze per problemi economici dovuti alla crisi dovuta alle restrizioni.
Emissione di Bond
Inutile dire che per far fronte ad un periodo come quello attuale le banche centrali sono state costrette ad emettere liquidità in modo ininterrotto nell’economia.
Gran parte di questa liquidità è stata assorbita dal sistema con l’acquisto di bond che vengono regolarmente emessi per calmierare in qualche modo gli effetti di una quantità esagerata di valute fiat che sono state emesse nell’attuale periodo.
Iniezioni di Valute Fiat
Come detto in precedenza le banche centrali si sono messe a stampare soldi in modo continuo, una necessità, anzi il male minore per potere affrontare le conseguenze di una crisi globale non solo economica.
Moltissime persone hanno perso del tutto il lavoro o si sono viste calare in le entrate in modo drammatico.
Solo gli ammortizzatori sociali di natura eccezionale introdotti, grazie alla liquidità introdotta nel sistema, hanno permesso al tessuto sociale della maggioranza dei paesi di resistere all’impatto di un impoverimento generale improvviso.
Ed il Futuro ?
Quale sarà il futuro non solo delle banche centrali ma di tutta l’economia è ancora presto per capirlo, attualmente la situazione è ancora troppo fluida per interpretata in modo corretto e sicuro.
Ancora si teme le conseguenze della enorme liquidità immessa sul mercato, qualche campanello di allarme è già partito con materie prime come il gas, il petrolio, ecc che sono aumentati moltissimo.
L’azienda di Paruzzaro ha partecipato alla ventesima edizione del Salone Internazionale dell’emergenza.
Si è conclusa domenica 10 ottobre l’edizione 2021 del REAS – Salone Internazionale dell’Emergenza, che si è svolto all’interno del Centro Fiera del Garda a Montichiari a partire da venerdì 8. La manifestazione, leader in Italia per il settore emergenza, primo soccorso e antincendio, ha rappresentato un’ottima occasione di visibilità per U-Power, azienda che condivide pienamente la mission dell’evento: offrire strumenti concreti per innovare e accrescere il bagaglio tecnico di operatori e volontari.
Nel padiglione 5, presso lo stand E25, U-Power ha avuto modo di presentare le sue più recenti, avanzate soluzioni antinfortunistiche e di sottoporle all’attenzione di un qualificato gruppo di operatori (produttori, distributori, referenti di enti e istituzioni) e di volontari attivi nell’ambito di associazioni e organizzazioni del sistema emergenza. Grande interesse hanno suscitato, in particolare, le calzature della linea Red Over, appositamente studiate per i soccorritori e per chi è impegnato nella protezione civile, oltre alle ultime novità inserite nel catalogo, come la gamma Red360 e i nuovi capi di abbigliamento della collezione autunno-inverno.
La partecipazione di U-Power al REAS, che ha visto la presenza dei principali Corpi dello Stato, di Enti Istituzionali e delle Associazioni di Volontariato, conferma l’autorevolezza del brand in ogni ambito caratterizzato dalla priorità della sicurezza.
Transizione green, l’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma spinge sulle infrastrutture: "Al lavoro su importanti connessioni interne e interconnessioni internazionali".
Stefano Donnarumma porta la testimonianza di Terna all’Italian Energy Summit
Transizione energetica e sostenibilità sono stati i temi centrali della 20esima edizione dell’Italian Energy Summit. Durante la due giorni promossa da "Il Sole 24 Ore" i principali attori dell’energia hanno discusso e analizzato trend e prospettive future del settore. Tra gli ospiti dell’evento anche l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, Stefano Donnarumma. Il manager, alla guida del gestore della rete elettrica nazionale da maggio 2020, ha sottolineato l’importanza delle infrastrutture, fondamentali per portare a compimento il percorso green avviato dal Paese. "Terna è al centro della transizione energetica in quanto gestore e implementatore del sistema di trasmissione nazionale – ha dichiarato l’AD e DG – La testimonianza che portiamo oggi è quella di una forte spinta sugli investimenti infrastrutturali per raggiungere gli obiettivi dell’agenda ONU al 2030". Per supportare la transizione, il Gruppo ha messo in campo 18,1 miliardi di euro nei prossimi dieci anni: "Quello che dobbiamo fare – ha detto Stefano Donnarumma – è realizzare importanti connessioni interne e interconnessioni internazionali".
Stefano Donnarumma (Terna): "Per raggiungere obiettivi Onu serve condivisione"
Un terzo delle risorse a disposizione si concentrerà in particolare sulle infrastrutture marine: "L’infrastrutturazione è il punto forte – ha spiegato Stefano Donnarumma – in questo Piano industriale abbiamo un buon terzo degli investimenti totali che sono su cavi sottomarini, e che consentono di utilizzare quindi la dorsale come supporto di integrazione di quelle continentali". L’impegno di Terna come abilitatore non è tuttavia sufficiente. Per rendere l’Italia un Paese più green è fondamentale il ruolo delle imprese, in particolare quello delle Pmi: "Bisogna mettere a sistema piani e programmi, condividere anche modalità, metodi e approcci. Oggi c’è molta iniziativa autonoma, un po’ estemporanea e ci sono regole del gioco che rendono difficile l’implementazione". Stefano Donnarumma appare dunque ottimista sul futuro sostenibile dell’Italia: "Credo che saremo in grado di raggiungere la neutralità carbonica al 2050. Anche se oggi dobbiamo focalizzarci soprattutto e primariamente sugli obiettivi di medio termine".
L’affidabilità economica di un’azienda con la quale si intende stringere accordi commerciali può essere oggetto di indagini specifiche allo scopo di prevedere e contenere eventuali rischi di insolvenza.
Milano, ottobre 2021 – Credit Group Italia, società di riferimento per Gestione e Recupero del Credito, Business Information e Tutela Legale, consiglia sempre di effettuare tutti i passaggi necessari per verificare l’affidabilità economica di un’azienda, prima di arrivare a stringere un accordo commerciale. Le indagini aziendali sono uno strumento fondamentale in questo senso perché permettono di avere una visione estremamente chiara della situazione.
L’ottenimento di un quadro dettagliato della situazione finanziaria di un’azienda richiede una serie di passaggi volti ad assicurarsi in primo luogo dell’assenza di debiti insoluti, di gravi precedenti in questo senso e di eventuali procedure concorsuali e ipoteche giudiziali in corso. Andrà verificato, inoltre, che l’azienda non sia sottoposta ad azioni legali di pignoramento dei beni.
A questi accertamenti è prassi far seguire una ricerca approfondita sui dati di bilancio dell’impresa, che possa offrire rassicurazioni circa la solidità nel tempo della stessa. In caso di azienda totalmente sconosciuta è inoltre buona norma, prima di procedere a eventuali ricerche patrimoniali, effettuare una semplice verifica della sua regolare iscrizione al Registro delle Imprese.
Volendo sintetizzare, i passaggi chiave di un’indagine sull’affidabilità di un’azienda risultano essere:
verifica preliminare di regolare e attiva iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio. A questo scopo è sufficiente conoscere Partita Iva, Codice Fiscale o REA.
visura protesti, tramite ricerca all’interno del Registro dei Protesti della Camera di Commercio, al fine di escludere l’esistenza di creditori.
visura pregiudizievoli e procedure concorsuali, per escludere casi di fallimento, concordato preventivo, amministrazione controllata e liquidazione.
analisi del bilancio dell’azienda e quindi della sua solidità e solvibilità (rating).
Si tratta di indagini che seguono procedure standard e per le quali può essere molto utile affidarsi a professionisti specializzati, in grado di muoversi con rapidità e sicurezza nel rispetto delle norme vigenti. È piuttosto evidente l’utilità di approfondire la conoscenza di un potenziale cliente o partner commerciale prima di investire tempo e risorse in un accordo. Andrà poi considerato che nell’eventualità futura di un credito non soddisfatto si sarebbe già in possesso di alcuni dati utili per sapere se e come procedere con un’azione di recupero crediti.
Tutte le performance in ambito ESG in un documento completo ed esauriente.
Castellina Marittima, 23 settembre 2021. Knauf, multinazionale leader in soluzioni e sistemi per l’edilizia, rilascia oggi il suo primo Bilancio di Sostenibilità in cui rendiconta le proprie performance in ambito ESG (ambientale, sociale e di governance) realizzate nel triennio 2018-2019-2020. Il documento, finalizzato a condividere i notevoli risultati conseguiti nel campo della sostenibilità, è stato redatto tenendo fortemente conto delle aspettative, espresse dai suoi stakeholder interni ed esterni interpellati precedentemente e sintetizzate nella cosiddetta “matrice di materialità”.
La struttura – Il Bilancio di Sostenibilità si sviluppa in cinque macro aree: profilo organizzativo, analisi di materialità, business e governance, economia circolare e temi sociali.
Quanto al profilo organizzativo, il Bilancio illustra il Gruppo, la vision, la mission, i valori fondamentali e la sua storia. Si presentano qui il quadro valoriale del gruppo e le attività che comprendono 250 siti produttivi in più di 90 paesi, con 35.000 dipendenti e 10 miliardi di euro di fatturato nel 2019, per poi focalizzarsi su Knauf Italia, sul suo core business e sulle sue performance. È in questa sezione che il lettore scopre il sistema di valori che da sempre contraddistinguono e guidano le sue scelte e il suo operato.
Passando all’analisi di materialità, frutto dell’elaborazione dell’indagine condotta da Knauf Italia e nella quale vengono approfonditi i profili dei principali stakeholder (i portatori di interessi nei confronti dell’azienda) e le rispettive attese informative, Knauf classifica qui i temi che hanno riscontrato maggior interesse per poi illustrare i criteri di rilevanza in base ai quali selezionato quelli da approfondire.
Nella terza parte, relativa a business e governance, Knauf sviluppa i temi inerenti al dialogo collaborativo con i clienti, alla digitalizzazione, alla promozione dell’innovazione, e alla sicurezza. In questo contesto vengono esaminate e illustrate le nutrite attività di formazione dedicate al canale e ai professionisti, lo sviluppo di nuove forme di interazione basate sul digitale e i processi di ideazione, studio e lancio di nuovi prodotti che, sempre più orientati alle prestazioni sostenibili, sono frutto di un modello organizzativo/collaborativo adottato da Knauf per la gestione delle relazioni con il contesto esterno e denominato “Innovation Honeycomb”.
Nell’area inerente l’interazione con l’ambiente Knauf presenta le attività in tema di economia circolare, biodiversità, gestione efficiente dell’energia e dell’acqua, illustrando gli eccellenti risultati conseguiti in tema di riduzione e riutilizzo degli scarti dei processi, la riqualificazione delle aree di cava con il ripristino dell’ambiente naturale preesistente, l’efficientamento energetico degli impianti e la gestione intelligente delle risorse idriche grazie all’utilizzo esclusivo e controllato di falde acquifere.
Il Bilancio di Sostenibilità di Knauf si conclude con la sezione riguardante i temi sociali, con le iniziative ordinarie e straordinarie in tema di salute e sicurezza dei lavoratori, tra cui quelle messe in campo in seguito dell’emergenza Covid per assicurare contemporaneamente la salvaguardia del personale e la continuità dell’attività. Fanno parte di questa sezione anche gli approfondimenti sulla formazione dei lavoratori e sullo sviluppo/attrazione del talento (la maggior parte degli avanzamenti in Knauf avvengono per linee interne, con il salario dei neoassunti mediamente superiore al salario minimo), le pratiche di anticorruzione e trasparenza con il Codice Etico e il Manuale di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG), e quelle per l’integrità delle risorse, tra le quali si evidenzia la metodologia delle 5S di derivazione giapponese e adottata, assieme a molte altre, nella gestione degli stabilimenti di Knauf Italia.
Comunicare la sostenibilità – La redazione del Bilancio di Sostenibilità di Knauf è stata resa estremamente complessa dalla necessità di accorpare in un unico documento informazioni riguardanti ambiti e sfere tematiche molto differenti. È stato necessario adottare un linguaggio univoco, egualmente distante dal gergo tecnico quanto dalla banalizzazione, capace di divulgare in modo comprensibile a ogni target tutti gli aspetti di carattere economico, sociale e ambientale.
Ragionando inoltre sui molteplici e diversi livelli di attenzione e interesse dei suoi stakeholder, Knauf ha scelto di comunicare il Bilancio di Sostenibilità e i suoi contenuti agendo su più livelli. Innanzitutto ha costruito un corpus completo di informazioni, aggregate e selezionate in base alle esigenze espresse dagli stakeholder, organizzate secondo principi di accuratezza, equilibrio, chiarezza, comparabilità, affidabilità e tempestività e seguendo i Global Sustainability Standards definiti dal Global Reporting Initiative (GRI). Inoltre, per la redazione del Bilancio nel suo complesso, Knauf ha fatto riferimento all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per l’integrazione dei Sustainable Development Goals (SDGs), inquadrando le sue attività e il proprio impegno nel contesto del più ampio sforzo generale verso la sostenibilità.
Definito il corpus generale e redatto il documento nel suo complesso, Knauf ha quindi proceduto alla selezione di argomenti topici e alla redazione di specifici quadri sinottici, per condensare i principali concetti e le relative evidenze producendo contenuti idonei a soddisfare specifiche esigenze informative. Questo ha portato alla produzione di un cospicuo numero di documenti mirati, specifici e verticali, alla base di altrettante pagine di una piattaforma web dedicata da Knauf alla sostenibilità (http://sostenibilita.knauf.it), liberamente accessibile e nella quale ciascuno può facilmente e velocemente trovare ed estrarre i dati sintetici desiderati.
In questo modo Knauf ha inteso dare al suo sforzo verso la sostenibilità un vero senso di trasparenza e condivisione, facilitando a tutti, senza distinzione tra stakeholder ufficiali e semplici interessati, l’accesso a tutte le informazioni desiderate.
Crescere sostenibili – Knauf ha scelto di perseguire la sostenibilità attraverso la direttrice della collaborazione, che porta a studiare e sviluppare attività con i partner di filiera nella consapevolezza che nessuno può fare economia circolare da solo, e attraverso quella dell’evoluzione e dello sviluppo di prodotti e soluzioni sempre più sostenibili, per mantenere e rinnovare costantemente la propria leadership.
“Sostenibilità significa crescere creando cambiamenti positivi il cui impatto si riflette su persone, ambiente e imprese; Knauf si impegna quindi a portare benessere alla società attraverso le sue soluzioni sostenibili per l’edilizia a secco, importanti anche per studi di progettazione e imprese che adottandole dimostrano la propria sostenibilità e attenzione al mondo che li circonda” sottolinea Damiano Spagnuolo, marketing & product manager di Knauf Italia.
„Wir sind auf Treseren gestoßen, nachdem wir bei Google nach kleinen, intimen Hochzeitslocations gesucht hatten. Nachdem wir in Cornwall zusammen gelebt haben, ist dies ein Ort, der viele besondere Erinnerungen für uns bereithält, und nachdem wir die Kritiken gelesen, ihre Galerie durchstöbert und ihr echtes Hochzeitstagebuch durchgeblättert haben, haben wir uns verliebt.
„Nach einem Gespräch mit Emma, der supermenschlichen Gastgeberin und Besitzerin von Treseren festliche kleider, die uns trotz der sich ständig ändernden Regeln und Vorschriften ein gutes und sicheres Gefühl gab, konnten wir einen Termin vereinbaren.“
„Ich glaube wirklich, dass wir das Beste aus einer schwierigen Situation gemacht haben, und das lag an unserer Familie, unseren Freunden, unserem Standort und unseren großartigen und verständnisvollen Lieferanten. Wir danken ihnen von ganzem Herzen. “
“Ich bin schrecklich für Haare, also war Emma C ein Muss. Ich habe Emma gewählt, weil sie Treseren empfohlen hatte und ihre Galerie durchstöberte. Sie hatte viele natürliche Haare und Flüssigkeiten.
” Der Tag, an dem sie einige meiner Inspirationsfotos verwendete, aber hat es auch nur für mich gestylt, sie hat das Wetter berücksichtigt, da sie wusste, dass wir für ein paar Bilder an den Strand wollten und sicherstellen wollten, dass es den Tag übersteht. “
La FIDCA di Udine non vuole far dimenticare l’importanza del Ricordo, per questo,il contributo elaborato dal Socio Giuseppe Troilo alla Memoria e’ un Atto di Rispetto ed un Atto Ricordo PER TUTTI I CADUTI!
Il Presidente Sezione di Udine Dottor Antonello Quattrocchi
IL MILITE IGNOTO
Tributare onori solenni a un Milite Ignoto, e cioè tecnicamente al cadavere di uno sconosciuto di cui si sa solo che ha combattuto in guerra a difesa della Patria può apparire un’idea bizzarra, agli occhi di noi moderni.
Mettiamoci però nei panni di un Italiano di inizio anni ’20, e cerchiamo di capire il profondo significato simbolico di tale gesto.
L’Italia (l’Europa intera!) alla fine della prima guerra mondiale era una nazione (un continente!) ripiegato nel lutto più stretto e più sconvolto. Non v’era famiglia che non avesse perso uno dei propri cari; non v’era donna che non avesse pianto tutte le sue lacrime carezzando la foto di quel marito, di quel fidanzato, di quel fratello, amico, figlio, che non aveva mai fatto ritorno dal fronte. L’Italia intera era in lutto stretto, ma non nel senso che ogni famiglia aveva dei morti da piangere: proprio nel senso che l’Italia intera, come comunità di persone, era provata e sconvolta da quanto accaduto. C’era un drammatico bisogno di rielaborare (e proprio come nazione) l’esperienza di lutto, per poi provare ad andare avanti.
Undici salme, provenienti dai più sanguinosi campi di battaglia, furono esumate tra il 3 e il 24 ottobre 1921, ricomposte con ogni onore, custodite in undici bare uguali, e poi condotte a Gorizia – una delle città italiane più duramente colpite dalla guerra – ove una camera ardente fu allestita nella chiesa di Sant’Ignazio. Dal 18 ottobre in poi – data dell’apertura al pubblico della camera ardente – la chiesetta fu oggetto di un pellegrinaggio ininterrotto, nonché (dettaglio triste, ma significativo) di vere e proprie scene di disperazione. Incredibile ma vero: più d’una volta, donne vestite a lutto cominciarono a strepitare implorando che fosse aperta davanti ai loro occhi questa o quell’altra cassa da morto. In quel processo di identificazione nazionale che, evidentemente, stava funzionando fin troppo bene, essere si convincevano di “sentire” che proprio lì, proprio in quel feretro, proprio davanti a loro, se ne stava il corpo del loro caro, sulla cui tomba non avevano mai potuto piangere.
Il 27 ottobre, le undici salme lasciarono Gorizia in un bagno di popolo. Caricate su un convoglio speciale, le bare dei nostri Militi Ignoti furono salutate dalle autorità civili e religiose. Le campane delle chiese ne accompagnarono l’ultimo, solenne viaggio, suonando a lutto in ognuno dei paesini attraverso i quali transitò il corteo funebre.
Meta finale: il duomo di Aquileia, in quella terra divenuta italiana grazie al sacrificio di tanti soldati come i nostri undici.
L’indomani, il coup de théâtre. Alla presenza delle autorità e della cittadinanza tutta, una donna del popolo avrebbe indicato quale, tra gli undici caduti, ella “sentisse” essere il Milite Ignoto.
E così fu: la fortunata (?) prescelta fu Maria Bergamas, triestina, classe 1867, e dunque cittadina dell’Impero austro-ungarico all’epoca dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Suo figlio Antonio, ovviamente austriaco anch’egli, aveva disertato la leva dell’Impero per servire quella che, evidentemente, in cuor suo considerava la madrepatria: arruolatosi nel Regio Esercito italiano, morì alle falde del Monte Cimone, e il suo corpo non fu mai identificato.
Il 28 ottobre 1921, Maria entrò nella Basilica di Aquileia vestita a lutto stretto, accompagnata da un gruppetto di vedove di guerra. Idealmente eletta “madre spirituale” del Milite Ignoto attorno a cui tutta Italia si stringeva, la donna fu incaricata, appunto, di indicare quale, tra gli undici caduti, “sentisse” essere suo figlio. La donna, silenziosa, passò in rassegna i primi feretri, ma arrivata davanti al decimo ebbe un mancamento: proprio su questo, dunque, cadde la scelta.
Molto tempo più tardi, la figlia di Maria confidò ai giornali che, quella mattina, sua madre era intenzionata a indicare l’ottavo oppure il nono soldato: due numeri che, per varie ragioni, erano legati nel suo cuore al ricordo di suo figlio. Ma ecco: di fronte all’ottava e poi alla nona bara, Maria provò un senso di vergogna – ché non poteva, per il suo dolce egoismo di madre, essere così di parte nell’assolvere il compito che le era stato dato.
E la scelta era stata fatta: e il Milite Ignoto era stato identificato.
Mentre gli altri dieci caduti venivano preparati per una sepoltura ricca d’onori nel cimitero di Aquileia, il Milite Ignoto veniva caricato su un convoglio di prima classe che, percorrendo la tratta Udine – Conegliano – Treviso – Venezia – Rovigo – Ferrara – Firenze – Arezzo, avrebbe infine raggiunto la capitale.
Destinazione? Il Vittoriano, naturalmente.
Pochi sanno, però, che, inizialmente, era stata avanzata la proposta che il Milite Ignoto riposasse in ben altro luogo e in ben altra compagnia: ovverosia, nella chiesa del Pantheon, assieme ai re d’Italia.
Forse perché la famiglia reale non si era mostrata molto per la quale; forse perché il Vittoriano stava ancora cercando una sua precisa ragion d’essere: fatto sta che si scelse infine di seppellire il Milite presso il glorioso Altare della Patria, che – del resto – essendo un luogo aperto, avrebbe permesso un afflusso di pubblico libero e ininterrotto, senza limiti di orario o di capienza.
All’alba del 29 ottobre, il Milite Ignoto intraprende il suo ultimo viaggio. Lo accoglie – in ogni singola, sperduta stazione del più piccolo paesino in cui il treno sosta – una folla di gente commossa e in lacrime. I popolani si inginocchiano al passare della salma (!), le donne corrono lungo le rotaie inseguendo i vagoni e piangendo col capo appoggiato al duro legno. È come se proprio in quel momento – e solo in quel momento – la nazione cominciasse finalmente a stringersi , unita, attorno al lutto per colui che, essendo il figlio di nessuno, è un po’ il figlio di tutti.
Il treno procede quasi a passo d’uomo, sostando per cinque minuti in ognuna delle stazioncine che incontra. Quindici vagoni interi (!) vengono via via riempiti delle corone di fiori con cui il popolo vuole omaggiare il soldato caduto – e a tutelare che il passaggio del feretro abbia luogo in modo decoroso e consono alla situazione, la forza pubblica prescrive che il popolo accolga il corteo funebre nel più completo silenzio, e senza alcun tipo di stendardi o di insegne a indicare appartenenze politiche o ideologiche, al di fuori del tricolore nazionale. Unico suono ammesso, accanto ai singhiozzi delle donne, le note de Il Piave mormorava: ma che nessuno azzardi a improvvisare comizi, o peggio ancora a trasformare il Milite Ignoto in un simbolo politico di questo o quel partito.
E poi, tutto il resto è storia nota. L’arrivo a Roma, le esequie solenni a Santa Maria degli Angeli, la lenta processione fino all’Altare della Patria, la sepoltura nel punto più glorioso di Roma tutta.
Fu la prima, grande manifestazione patriottica dell’Italia unita, che davvero unì sotto lo stesso abbraccio di cordoglio tutta la popolazione, da Nord a Sud. Piegata dal dolore, ancora ferita dalle guerre: l’Italia usciva pian piano dal lutto, e si scopriva nazione.
Estratto da un articolo scritto da una non meglio identificata “Lucia” (Una penna spuntata).
La PARIDE VENTURI INTERNATIONAL ACADEMY OF OPERA riapre finalmente agli studenti.
La pandemia non ha bloccato i lavori, li ha solo rallentati e, dal prossimo 6 Ottobre, i maestri Carlo Colombara e Fulvio Massa, fondatori dell’accademia nel 2019, saranno pronti a presentare un programma didattico ricchissimo di appuntamenti per una formazione di altissimo livello. Lezioni individuali insieme ai docenti dell’accademia e Masterclass dedicate alla specializzazione in compagnia di grandi artisti del mondo dell’opera e dello spettacolo.
La didattica della PARIDE VENTURI INTERNATIONAL ACADEMY OF OPERA non è solo un’accademia artistica ma una vera e propria realtà professionalizzante che porta lo studente ad essere pronto a calcare un palco.
La presenza di agenti e critici specializzati durante tutte le Masterclass, inoltre, sarà uno stimolo per trovare un riscontro concreto e per sviluppare incontri di lavoro. L’anno accademico 2021/2022 partirà il prossimo 6 Ottobre con l’inizio ufficiale delle lezioni.
Primo grande appuntamento dal 18 al 21 Ottobre quando sarà ospite della PARIDE VENTURI INTERNATIONAL ACADEMY OF OPERA il tenore italiano Fabio Armiliato.
La Masterclass, della durata di quattro giorni, affronterà il tema “L’interpretazione nell’opera romantica”. Dall’esperienza maturata attraverso opere quali Andrea Chénier, Manon Lescaut, Adriana Lecouvreur, Aida, Bohème, il tenore italiano proverà a trasmettere agli studenti l’importanza della giusta intenzione, dello studio del ruolo, della preparazione ad un personaggio che non legarsi solo alla semplice proposizione delle arie.
MASTERCLASS CON FABIO ARMILIATO “L’INTERPRETAZIONE NELL’OPERA ROMANTICA” 18/21 OTTOBRE 2021
Mentre il programma didattico procederà quotidianamente, un secondo appuntamento arriverà ad Aprile con la Masterclass: Opera-Studio de “La Bohème” di Giacomo Puccini, curata dai fondatori dell’accademia Carlo Colombara e Fulvio Massa.
Dal 1° Aprile ben tre giorni dedicati all’opera di Puccini, per portarla in scena in una speciale versione con accompagnamento al pianoforte.
MASTERCLASS CON CARLO COLOMBARA E FULVIO SERRA “OPERA STUDIO DE LA BOHÈME DI GIACOMO PUCCINI” 1/3 APRILE 2022 A Maggio, infine, sarà ospite dell’accademia il soprano italiano Luciana Serra.
Tema di questa sessione: “L’arte della coloratura nell’opera”.
Altro approfondimento imperdibile che metterà l’esperienza del soprano a disposizione degli studenti per scoprire e migliorare una tecnica che caratterizza da sempre il “belcanto italiano”.
MASTERCLASS CON LUCIANA SERRA “L’ARTE DELLA COLORATURA NELL’OPERA” 15/20 MAGGIO 2022
Costi di partecipazione alle Masterclass presentate:
Masterclass del M° Fabio Armiliato: 600 Euro (4 giorni, dal 18 al 21 ottobre 2021) Masterclass della Sig.ra Luciana Serra: 800 Euro (5 giorni dal 15 al 20 Maggio 2022) Auditori ammessi a 100 Euro totali per partecipare a tutte le giornate delle singole Masterclass Per eventuali lezioni individuali con il M°Carlo Colombara o con il M°Fulvio Massa 1 ora di lezione: 80 Euro. In caso di 2 o più giorni di lezione: 1 ora 50 Euro
Metalli più preziosi sono quelli la cui richiesta supera di gran lunga l’offerta, da questo si comprende come la scarsità di un bene sia uno dei fattori determinanti per farne aumentare il prezzo.
Questo potrebbe far pensare che l’oro sia tra i metalli più preziosi ma in una virtuale classifica di prezzo si piazza solo al quarto posto.
Nonostante l’oro sia scarso non si deve dimenticare che questo è tra quelli con una filiera di riciclo già diffusa che si basa sui gioielli e oggetti usato che sono acquistati da attività commerciali come questo compro oro Firenze.
Il prezioso metallo giallo comincia ad essere recuperato in quantità rilevanti anche dalle enormi quantità di smartphone e tecnologie digitali obsolete che rappresenteranno una importante fonte di approvvigionamento nei prossimi anni.
Al terzo posto tra i metalli più preziosi c’è dell’iridio il cui valore è di circa 1400 dollari l’oncia.
L’iridio deriva dal platino ed è utilizzato in modo prevalente in settori come la chirurgia e l’oreficeria, questo metalli è tra i più densi e tra i più resistenti alla corrosione.
Per queste peculiarità è usato anche in elettronica, medicina, per le auto o altri oggetti come orologi e bussole.
Al secondo posto c’è il platino, anche questo metallo ha una forte densità e resistenza alla corrosione nonostante sia considerato un metallo morbido e semplice da lavorare.
Anche il valore del platino é di circa 1400 dollari all’oncia, questo metallo è però molto raro da trovare e per questo il suo prezzo è così alto nonostante non ci sia ad oggi una particolare richiesta di mercato.
Al primo posto si piazza il rodio in quanto molto raro, poiché si tratta di un sottoprodotto di nichel e platino.
La quotazione si aggira intorno ai 3 mila dollari all’oncia ed è cresciuta esponenzialmente in quanto si tratta di un metallo con un altissimo punto di fusione che è divenuto indispensabile nelle auto catalitiche.
Questo ha permesso al rodio di crescere ciclicamente a prezzi altissimi, il massimale storico che è stato raggiunto da questo particolare metallo è di circa 10 mila dollari l’oncia.
Dopo questa premessa che vede il prezzo oro solo al quarto postosi deve però considerare che il prezzo di questo è molto più stabile degli altri in quanto si tratta di un metallo utilizzato in moltissimi ambiti non ultimo quello finanziario.
88.88 – ottava edizione – dall’8 ottobre 2021 all’8 febbraio 2022
Un’edizione speciale ricca di novità per festeggiare l’ottavo anno del Concorso 88.88.
8.888 caratteri per vincere 888 euro, una prestigiosa stilografica Aurora 88 e un taccuino in carta pregiata Grafiche Tassotti, l’azienda che per il primo anno è partner del concorso insieme ad Aurora, Aurea Signa e Officina della Scrittura, partner dal debutto del concorso nel 2014. L’Associazione culturale YOWRAS presenta l’ottava edizione al Salone del Libro 2021.
8 OTTOBRE – 8 FEBBRAIO
E’ un’edizione speciale del Concorso 88.88 quella che inizia l’8 ottobre 2021 e termina l’8 febbraio 2022. Per l’ottava volta l’Associazione YOWRAS Young Writers & Storytellers propone agli appassionati della scrittura breve la sfida degli 8.888 caratteri da non superare.
Ai partner storici, presenti dalla prima edizione, Aurora, Aurea Signa e Officina della Scrittura, si affianca Grafiche Tassotti per rendere l’edizione numero otto ancora più ricca.
Di anno in anno la partecipazione e il gradimento da parte degli appassionati della scrittura breve sono aumentati, e molti sono coloro per cui ogni nuova edizione del concorso è un appuntamento da non perdere.
PREMI PRESTIGIOSI
Premi prestigiosi dedicati a chi ama scrivere sono messi a disposizione dei vincitori e degli autori meritevoli di menzione speciale. Il numero otto contraddistingue, come sempre, ogni elemento del concorso, dal numero dei giudici alla quota per partecipare, dai premi in denaro, 888,00 euro per il primo classificato, 88,00 per il secondo e 8,00 per il terzo, al numero dei vincitori.
Otto sono le stilografiche e penne messe a disposizione da Aurora, tra cui due Aurora 88.
Il premio per il primo classificato è una stilografica Aurora 88 a cartuccia o a converter, corpo in resina nera con cappuccio placcato oro laminato.
Il premio per il secondo classificato è una penna a sfera Aurora 88 con cappuccio placcato oro laminato, corpo in resina nera.
Il terzo classificato riceve una stilografica con corpo e cappuccio in lacca lucida bordeaux e finiture dorate, pennino in oro massiccio 14 kt.
Il premio per gli autori che si classificano dal quarto all’ottavo posto è costituito da una penna a sfera interamente dorata con finiture dorate.
Grafiche Tassotti mette a disposizione degli gli otto vincitori e degli autori meritevoli di menzione speciale i suoi taccuini cartonati in carta pregiata, rivestiti esternamente e nei risguardi con carta decorata 120 gr, segnalibro e capitello in coordinato.
88.88 NUMERO 8TT8 AL SALONE DEL LIBRO
Domenica 17 ottobre alle 11.00 all’interno del Salone Internazionale del Libro, presso la sala Arancio, l’Associazione culturale YOWRAS presenta l’edizione numero otto appena iniziata con un incontro dal titolo “Otto finalmente!”.
Attraverso particolarità e aneddoti che hanno reso speciali le edizioni precedenti e una panoramica sui temi trattati negli anni dai racconti ricevuti viene ripercorsa la storia del concorso fino all’importante traguardo dell’ottavo compleanno.
QUANTO, DOVE, QUANDO
Il valore totale dei premi è di 4.000,00 euro.
Il regolamento completo dell’ottava edizione del Concorso 88.88 è pubblicato sul sito www.yowras.it
I racconti, editi oppure inediti, a tema libero, possono essere inviati, entro il giorno 8 febbraio 2022, all’indirizzo e-mail [email protected]
Fantastico e magico nuovo successo di Atmosfere da Sogno
Fantastico e magico nuovo successo dello spettacolo Atmosfere da Sogno, presso il Sagrato del Chiostro di San Domenico Maggiore di Napoli, realizzato in occasione della Rassegna Estate a Napoli in ” Do Maggiore “,voluta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, dal 20 settembre al 3 ottobre.
Spettacolo Concerto già apprezzatissimo e di grande successo ottenuto ad Agosto scorso,nella notte di San Lorenzo,sulla suggestiva e naturale cornice del Castel Dell’ Ovo,ideato e prodotto dall’Associazione Culturale Noi per Napoli e dai suoi due artisti e rappresentanti,il soprano Olga De Maio ed il tenore Luca Lupoli che propone il connubio tra l’ Arte Lirica, Teatrale e Circense.
Ed ha confermato ed appagato le attese e la curiosità dei tanti spettatori che non erano riusciti a gustarlo nell’ edizione di San Lorenzo, da totale sold out e sono accorsi quindi,sempre numerosi ,presso il Complesso monumentale di San Domenico Maggiore nella replica ” autunnale “, taluni si sono concessi il privilegio di riassistervi!
E così nuovamente sul palco di San Domenico Maggiore,in pieno centro antico, hanno risuonato nuovamente le note di ” Non ti scordar di me” ,della Danza di Rossini, della Mattinata di Leoncavallo, del brindisi verdiano, delle melodie classiche partenopee come Marechiaro,Torna a Surriento, intonate ed interpretate dalle magnifiche voci dell’ ormai noto e consolidato trio lirico partenopeo, il soprano Olga De Maio ed i tenori Luca Lupoli e Lucio Lupoli, accompagnati dall’ ensemble strumentale Noi per Napoli, composto da Natalia Apolenskaja al pianoforte, da Gianluca Rovinello all’arpa,da Francesco Schiattarella alla fisarmonica e da Ivano Grimaldi al violino.
Pino Attanasio photoMagnifiche le performance acrobatiche degli artisti circensi che hanno incantato il pubblico, come la giovanissima ed abile Nicole Martini del Circo Madagascar Orfei, guidata ed accompagnata dalla madre Tamara Bizzarro, artista anche lei e manager dell’ illustre famiglia di tradizione circense,apprezzati anche i due artisti del Circo Weiss,Maria Weiss e Viktor Vitàris, suggestive le coreografie delle Farfalle Luminose della Compagnia dei saltimbanchi.
Trait d’union l’intensa e convincente narrazione dell’ attore Giovanni Caso, di Un posto al Sole,che ha introdotto con la sua voce aria,acqua,terra fuoco,temi dello spettacolo, un vero caleidoscopio di Atmosfere capace di far nuovamente emozionare e sognare gli spettatori prodighi di lunghi applausi e richieste di bis!
Fantastico quindi questo nuovo successo tributato ancora una volta a questo, da molti definito,lo spettacolo dell’ anno che rispecchia appieno uno dei progetti dell’Associazione Culturale Noi per Napoli e di Olga De Maio e Luca Lupoli, con la finalità di diffondere la grande musica ed il bel canto lirico attraverso il dialogo e la sintonia con altre forme di arte dello spettacolo,quali appunto il Teatro ed il Circo!
Tale progetto è stato ed è ampiamente apprezzato,condiviso appunto dal Circo Madagascar Orfei,rappresentato in questa occasione dall’artista e manager Tamara Bizzarro che nei prossimi tempi collaborerà per la realizzazione di vari appuntamenti di questo spettacolo in tour per l’italia e dal Dott. Giansisto Garavelli, dell’ Asst di Pavia, responsabile scientifico del progetto Medicina Circense, presso la gente dello spettacolo Viaggiante in convenzione con Ente.Naz.Circhi.
Facciamo quindi un grande in bocca al lupo e ci auguriamo davvero che Atmosfere da Sogno possa far continuare ad emozionare e sognare tanti animi per ancora lungo tempo!
Vi invitiamo quindi a seguire Associazione Culturale Noi per Napoli sui canali social e web le attività ed prossimi eventi.
Scambi acquisti vendita e perizie di materiale da collezionismo
Torna a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli con la 53° edizione la manifestazione Memorial Correale organizzata dall’Associazione Circolo Tempo Libero in memoria del defunto presidente Salvatore Correale attirando centinaia di visitatori e partecipanti provenienti da ogni regione d’Italia.
La mostra mercato di numismatica filatelia cartamoneta cartolinelibri e collezionismo di vario genere si terrà per la seconda volta presso lo spazio espositivo di più’ di 1000 mq dell’Hotel Queen Daisy che si trova in via Schito n°185.
Queen Daisy una struttura quattro stelle moderna ed elegante di nuova costruzione concepita secondo gli attuali standard alberghieri.
Il Queen Daisy vanta una posizione strategica in una zona industriale a poche centinaia di metri dallo svincolo autostradale di Castellammare di Stabia/Pompei e vicino ai luoghi più belli della Campania come lo splendido sito di Marina di Stabia la Penisola Sorrentina la Costiera Amalfitana gli scavi di Pompei gli scavi di Ercolano il Vesuvio Napoli e Salerno Paestum e Caserta Capri e Ischia.
Un luogo ideale per soggiornare in ogni occasione.
Saranno due giorni dedicati ad oggetti senza tempo che hanno segnato la nostra storia un lungo viaggio tra monete rare ammirando vere e proprie opere d’arte ricordando una nobile tradizione italiana la cartamoneta per apprezzare la maestria e la creatività degli incisori di medaglie commemorative militari e religiose esplorando l’universo filatelico tra francobolli che raccontano frammenti storici unici ed irripetibili e cartoline che raffiguravano bellezze architettoniche e artistiche da tutto il mondo.
Castellammare di Stabia è diventata nel tempo nel panorama nazionale del collezionismo punto di riferimento per esperti operatori del settore e studiosi.
All’interno delle dello spazio dedicato all’evento sarà possibile scambiare acquistare o vendere:
monete, francobolli, banconote, decorazioni, e calendari militari, cartoline, stampe, orologi, album e raccoglitori da collezione, immagini sacre, carte telefoniche, quotidiani, locandine, libri, fumetti, figurine, penne da scrittura, pins, spille.
L’ingresso è gratuito all’entrata sarà richiesto il Certificato verde Covid-19 a disposizione parcheggio privato della struttura alberghiera video sorvegliato e custodito.
Orari
Gli orari di apertura e chiusura sono sabato 13 novembre 2021 dalle ore 9 alle 13 breve pausa pranzo ripresa dalle ore 16 alle 19 mentre domenica 14 novembre 2021 dalle ore 9 alle 13 a disposizione servizio bar-ristorazione pranzo o cena completa a prezzo fisso a € 15.
Dove siamo
Come raggiungerci
E45 Napoli – Salerno – All’uscita del casello autostradale Castellammare di Stabia – Pompei mantenere la destra e subito dopo a sinistra proseguendo direzione Ponte Persica.
All’incrocio proseguire a destra in direzione via Ripuaria a Castellammare di Stabia per circa 1 km.
All’incrocio svoltare a sinistra proseguire direzione via Schito per circa 100 metri sulla destra troverete l’Hotel Queen Daisy.
Per ulteriori informazioni:
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Iscritta alla FSFI – Federazione fra le Società Filateliche Italiane
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Alessandro Benetton, fondatore e Presidente di 21 Invest, ha commentato con entusiasmo la nascita di un nuovo polo dell’acciaio a Nord Est: Aussafer, partecipata della società di private equity, ha acquisito Ramo, da 50 anni attiva nel settore della lavorazione dell’acciaio.
Aussafer, nel portafoglio di 21 Invest (guidata da Alessandro Benetton), acquisisce Ramo
Aussafer, azienda friulana, è leader nella lavorazione dei metalli ad alta tecnologia. L’attività fa parte da dicembre 2020 del portafoglio di 21 Invest, gruppo di investimento europeo fondato e guidato da Alessandro Benetton. Aussafer ha di recente concluso l’acquisizione di Ramo, altra azienda friulana attiva nel medesimo settore: si tratta di un’operazione strategica, che consente alla società nel portafoglio di 21 Invest di acquisire una tecnologia sinergica e complementare a quella del taglio laser, con significative opportunità di cross-selling. La squadra di Ramo, guidata da Marco De Sabbata, è attiva da oltre 50 anni nella lavorazione dell’acciaio con applicazione della tecnologia dello stampaggio a freddo e del taglio laser. Lo stabilimento di Povoletto, in provincia di Udine, è animato da una squadra giovane e competente. I prodotti, indirizzati in particolar modo ai settori della refrigerazione e dell’arredamento, interessano Germania ed Austria, aree strategiche per lo sviluppo del Gruppo Aussafer: l’operazione rientra quindi nella tipica strategia di 21 Invest, fondata e guidata da Alessandro Benetton, utile a supportare e far crescere le aziende italiane dal grande potenziale.
Aussafer-Ramo: il commento di Alessandro Benetton
Con l’operazione Aussafer si consolida nel suo settore, raggiungendo un fatturato di circa 50 milioni già nel 2021. Soddisfatto il fondatore e Presidente di 21 Invest Alessandro Benetton, che ha così commentato: "Questa operazione è un segnale importante del percorso di crescita condiviso che stiamo strutturando con Aussafer, nonché un primo passo concreto verso l’obiettivo di creazione di un polo industriale della lavorazione dell’acciaio ad alta tecnologia". Alessandro Benetton ha quindi menzionato Michael Porter e la sua storica teoria dello "Shared Value", fondante per il modus operandi di 21 Invest. "Con Aussafer sposiamo appieno la teoria dello "Shared Value" di Michael Porter, applicata in Italia dalle aziende partecipate da 21 Invest, accompagnando la crescita di un’azienda capace di creare valore economico e sociale per il suo territorio". Aussafer, guidata dalla famiglia Citossi, ha sede a San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine. La sua produzione si concentra in particolare sull’elettromeccanica e prototipazione di motori elettrici, anche in ottica di mobilità sostenibile.
“#Cantoanima”, la nuova raccolta di poesie di Irene Catarella, ha riscontrato un notevole plauso di pubblico e critica in occasione della presentazione tenutasi giovedì 7 ottobre presso Villa Rezzonico di Bassano del Grappa, col curatore Salvo Nugnes ed il Maestro Gennaro Simioli, la dott. ssa Daniela Feltrin, fondatrice della Libreria Cuore d’inchiostro, e Bernardo Finco, proprietario della splendida Villa.
Villa Rezzonico, palazzo settecentesco ricco di gessi ed affreschi, tra cui ritroviamo anche statue del Canova, è un esempio di eleganza, sobrietà e magnificenza in stile neoclassico. Ugo Foscolo, Giuseppe Garibaldi, Napoleone Bonaparte e Francesco Crispi sono alcuni dei numerosi ospiti illustri che vi hanno soggiornato. Al suo interno troviamo la Libreria Cuore d’Inchiostro, un posto speciale nel quale ogni lettore si sente a casa, grazie al profumo magico dei libri e alla cortesia e passione dello staff, nonché alla meravigliosa atmosfera che lo circonda.
La poetica della scrittrice siciliana sposa gli stilemi della tradizione lirica classica, quali l’introspezione, la ricerca di un sé più profondo e significativo, ad un linguaggio decisamente contemporaneo, fatto di segni e parole, immediato e comprensibile.
L’hashtag sottolinea e rafforza i concetti cardine di questo nuovo modo di fare poesia, espressi tramite neologismi coniati ad hoc proprio per dar voce ad emozioni e sentimenti.
Una poesia che arriva al lettore forte e chiara e si fa veicolo non solo dell’espressione di passioni e stati d’animo, ma anche di tutte quelle genti che non hanno un loro spazio per farsi sentire, gli ultimi, i dimenticati, gli incompresi.
Oltre alle splendide poesie, il libro contiene i contributi di grandi intellettuali come Francesco Alberoni, sociologo di fama mondiale, Vittorio Sgarbi, Silvana Giacobini, già direttore di Chi e Diva e Donna, Maria Rita Parsi, scrittrice e psicoterapeuta, Pippo Franco, attore, presentatore ed artista, Katia Ricciarelli, soprano e attrice, Marco Garavaglia, vicedirettore generale di Cairo Editore, Marco Columbro, presentatore tv, Marzia Risaliti, nota attrice, Antonella Cappuccio Muccino, artista, Roberto Villa, fotografo internazionale, amico di Pasolini e Dario Fo, Renato Manera, già vicepresidente Fondazione A. Canova, Monsignor Viganò, Padre Enzo Fortunato, giornalista e direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, Patrick Ray Pugliese, inviato di Striscia la Notizia, Francesco Da Mosto, documentarista National Geographic e già assistente della regista Lina Wertmüller, e Luigino Rossi, già presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia .
Claudio Machetti: dall’esordio presso il Banco di Roma al ruolo di Direttore della Global Energy and Commodity Management di Enel. Una carriera lunga oltre 30 anni.
Il percorso manageriale di Claudio Machetti
Direttore della Global Energy and Commodity Management Business Line del Gruppo Enel dal 2017, Claudio Machetti, laureato in Scienze Statistiche, esordisce professionalmente presso il Banco di Roma, prima come impiegato nella filiale di Milano e più tardi in qualità di analista finanziario nella Direzione Centrale di Roma. Nel 1990 viene nominato Vicedirettore responsabile del Nucleo Analisti Finanziari e nel 1992 entra in Ferrovie dello Stato Italiane. Presso la compagnia ferroviaria, Claudio Machetti viene nominato Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari e nel 1996 Direttore della Finanza Operativa. Negli stessi anni collabora alla fondazione di Fercredit, la società finanziaria di cui sarà anche Amministratore Delegato.
Claudio Machetti: gli incarichi in Enel
Entrato in Enel nel 2000, Claudio Machetti ricopre inizialmente il ruolo di Responsabile dell’Area Finanza e parallelamente contribuisce alla creazione di Enelfactor, di cui diventa Amministratore Delegato. Più tardi viene nominato Presidente di Fondenel (fondo pensione integrativo dei dirigenti Enel) e Fopen (fondo pensione di operai, impiegati e quadri del Gruppo), ricoprendo dal 2005 al 2009 anche il ruolo di Direttore Finanziario. Dal 2009 al 2014 si occupa della Direzione Risk Management in qualità di Direttore e nel 2014 entra nella Direzione della Global Trading (oggi denominata Global Energy and Commodity Management Business Line), di cui è tuttora Direttore.
Le misure adottate in tutto il mondo per contenere la pandemia hanno generato enormi cambiamenti anche nell’ambito delle risorse umane. Tuttavia, un ritorno ai vecchi schemi non è più concepibile e nemmeno voluto. Una relazione sulla gestione delle risorse umane 2021.
Berlino | La lotta contro il coronavirus non ha avuto solo conseguenze macroeconomiche negli ultimi 18 mesi. In tutte le organizzazioni di tutte le dimensioni e in tutti i settori, sono state adottate le più svariate misure per evitare il contagio, in conformità con le normative in vigore nei diversi Stati. Questo è stato un periodo molto impegnativo, specialmente per le aziende con sedi dislocate in più Paesi. Tuttavia, superare questa sfida non era solo compito della direzione e dei dipartimenti IT, che dovevano assicurare la rapida conversione dell’infrastruttura aziendale al lavoro a distanza, ma naturalmente anche dei responsabili delle Risorse Umane.
“Il passaggio all’onboarding digitale dei nuovi dipendenti, la necessaria rinuncia ad uno scambio tempestivo e spontaneo di informazioni “in corridoio” a causa dell’improvvisa mancanza di contatto vis-à-vis tra i dipendenti, l’uso di videoconferenze per discutere qualsiasi questione e l’accresciuta esigenza di consulenze all’interno dell’azienda in merito a questioni organizzative e di gestione delle risorse umane, hanno richiesto un cambiamento significativo nei processi del dipartimento HR e una maggior comprensione dell’importanza del lavoro condotto da questo dipartimento”, riferisce Grit Endter, Head of HR Operations & Development di Snom. “È stata un’esperienza che personalmente ho trovato arricchente, poiché ha segnato l’inizio di una nuova era nella gestione delle risorse umane.
Cambiamento necessario nelle procedure di assunzione
Alla luce di una situazione economica rosea, Snom ha aperto numerose nuove posizioni ed è stata in grado di occupare i posti vacanti nonostante la pandemia: Nel periodo di totale lock-down, l’azienda ha assunto 14 nuovi impiegati.
Secondo Endter, condurre i colloqui di lavoro in videoconferenza non è stato uno svantaggio – le circostanze inusuali hanno persino assicurato una maggiore autenticità tra tutti i partecipanti. La conversazione video, quindi linguaggio e mimica visibile hanno prodotto valutazioni reciproche positive o negativa che fossero – dello stesso valore di colloqui tenuti in ufficio. “Naturalmente è più bello se il candidato può anche farsi un’idea degli ambienti aziendali. Ma sarebbe sciocco rinunciare ad un colloquio con un potenziale talento solo a causa delle misure di contenimento o della distanza”, sottolinea Endter.
Sfide che promuovono il cambiamento
Anche il ruolo delle Risorse Umane nell’azienda è cambiato in modo duraturo durante questo periodo e ha assunto un posizionamento molto più rilevante – incluse nuove caratteristiche. Dall’essere punto di riferimento per le mere questioni contrattuali e di diritto del lavoro, l’HR viene consultato sempre più spesso quale interlocutore competente per lo sviluppo delle risorse umane, le questioni organizzative e le preoccupazioni del personale.
Era anche importante definire nuove procedure formazione. “Abbiamo erogato la nostra consulenza quando si è trattato di ridefinire i processi lavorativi e contribuito alla ridistribuire i compiti, alla definizione di nuovi schemi operativi e addirittura alla progettazione dell’home office”, aggiunge Endter.
Grit Endter, Head of HR Operations & Development bei Snom Technology GmbH
Una delle sfide più grandi, tuttavia, è stata quella di abbandonare la “cultura della presenza” saldamente ancorata in molti. I dipendenti e i dirigenti hanno dovuto in primis superare lo scetticismo verso se stessi e gli altri. Da remoto si lavora davvero così bene come in ufficio? Superare questi pregiudizi è costato a tutti molta energia – nonostante la produttività della forza lavoro sia rimasta invariata. Grazie a schemi di lavoro maturi e rapidamente implementati e al buon livello di commesse, non è stato neanche necessario introdurre l’orario ridotto. L’azienda ha persino raggiunto i suoi obiettivi nell’anno del coronavirus.
Eppure, l’uomo è un essere sociale
La necessità di colloqui con il personale è indubbiamente aumentata proprio a causa della distanza fisica durante questo periodo, ma, a differenza del passato, la creazione di soluzioni individuali ha richiesto una visione olistica della vita e della situazione lavorativa dei dipendenti. Non avere all’improvviso un contatto dal vivo e diretto con colleghi e superiori ha avuto sicuramente un impatto su molti. “Così, se da un lato alcuni reparti si sono presentati in ufficio a scaglioni senza esitazioni, per poi tornarvi al completo appena è stato possibile, dall’altro taluni lottano ancora con stati di panico da coronavirus, motivo per cui il loro rientro in ufficio ha luogo più lentamente”, spiega Endter.
In un momento in cui alcune aziende ordinano ai lavoratori di tornare in ufficio senza possibilità di obiezione, e altre, invece, hanno prolungato l’obbligo dell’home office almeno fino alla fine dell’anno senza interrogarsi in merito alla situazione concreta dei dipendenti, Snom ha optato per uno schema equilibrato aperto ad entrambe le opzioni operative.
Tendenze irreversibili
Questi 18 mesi di pandemia hanno cambiato in molte persone la percezione della propria realtà.
Molti dipendenti hanno apprezzato l’azzeramento dei tempi di percorrenza e la possibilità di programmare il proprio lavoro in modo più flessibile. Con l’eccezione di profili lavorativi, per i quali, per motivi di sicurezza dei dati o per la necessità di accedere alla dotazione tecnica, la presenza fisica in azienda è richiesta, una disposizione flessibile dei “giorni d’ufficio” è divenuta parte integrante del quotidiano. Come imprenditore e responsabile delle risorse umane, si dovrebbe quindi attingere a tutte le possibilità tecniche per garantire questa flessibilità, usarle virtuosamente e sviluppare – già oggi – i modelli di lavoro di domani.
Secondo Endter, guardarsi indietro analizzando i risultati raggiunti nonostante il ricorso forzato all’home office solleva la questione di quanto le PMI in generale fossero disposte a prendere a cuore l’introduzione del principio dell’equilibrio tra lavoro e vita privata (work-life-balance) in termini concreti. Anche presso i datori di lavoro più aperti, come Snom fortunatamente è (il produttore è stato nominato dalla rivista tedesca Focus “Top Medium-Sized Employer”), ciò che viene offerto ora ai dipendenti da questo punto di vista, grazie alle esperienze accumulate, è lontano anni luce da quello che si reputava ottimale prima della crisi sanitaria.
Non da ultimo: finché tutto il mondo sarà in lotta contro i tassi di incidenza e l’occupazione dei letti di terapia intensiva, i nuovi modelli di lavoro non possono trascurare l’adozione di misure di igiene e prevenzione, comprese eventuali stazioni di test aziendali. Tuttavia, i legislatori creano zone grigie in merito all’obbligo di fornire prove della vaccinazione, guarigione o test negativo, cosa che rende difficile determinare la giusta portata delle misure interne da introdurre. Tuttavia, questo è un capitolo a sé. Come responsabili delle risorse umane, non possiamo che attendere gli sviluppi con la massima curiosità.
A proposito di Grit Endter
Con una laurea in “International Business Administration”, Endter lavora nell’ambito delle risorse umane dal 1998. Per Endter, le esperienze acquisite nella gestione delle risorse umane e nello sviluppo del personale in vari settori con le loro molteplici sfaccettature devono confluire in una gestione del personale che abbia un significato, cosa che non solo le sta particolarmente a cuore, ma che si rivela necessaria e più che mai richiesta in tempi di cambiamento. Grit Endter è responsabile delle operazioni e dello sviluppo delle risorse umane presso Snom Technology GmbH dal 2019.
A proposito di Snom
Fondata a Berlino nel 1997, Snom si è affermata quale pioniere per terminali e soluzioni VoIP (voice over IP) professionali trasformandosi rapidamente in marchio premium riconosciuto a livello mondiale per soluzioni di telefonia all’avanguardia e tecnologie innovative per il posto di lavoro intelligente in ambito aziendale e industriale.
La strategia di sviluppo dei prodotti Snom è incentrata sulla soddisfazione delle esigenze del mercato e delle necessità individuali di clienti e partner Snom in tutto il mondo. Di conseguenza, Snom risponde alla nuova realtà caratterizzata da una crescente digitalizzazione e mobilità con tecnologie all’avanguardia: i terminali IP firmati Snom si adattano facilmente ad ogni scenario di impiego, che si tratti di uffici o sale conferenze, di studi di designer, di edifici della pubblica amministrazione o di ambienti impegnativi come stabilimenti dell’industria di processo o ospedali.
Snom dispone di uffici in Benelux, Francia, Inghilterra, Italia, Russia, Spagna, e Sud Africa. Dal 2016, Snom fa parte del gruppo VTech, il più grande produttore mondiale di telefoni cordless. Qui Snom esercita il pieno controllo sull’intero ciclo produttivo dei prodotti e delle soluzioni sviluppate in Germania e distribuite in tutto il mondo attraverso una rete di oltre 3500 partner Snom certificati. Questi ultimi beneficiano di un programma partner dedicato, di servizi di supporto remoto e on-site e di una garanzia di tre anni. Ciò fa di Snom un partner convincente per qualsiasi tipo di organizzazione.
All’Anuga di Colonia e al TUTTOFOOD di Milano l’azienda di Fregona (TV) è pronta a conquistare buyer e consumatori di tutto il mondo con tre importanti novità: la pizza a doppia lievitazione, la pinsa farcita e una linea di pizze biologiche
A pochi mesi dal lancio della pizza “metodo a doppia lievitazione”, Margherita srl conferma la propria presenza nei più importanti eventi food del panorama internazionale. Dal 9 al 13 ottobre sarà a Colonia per partecipare ad ANUGA, appuntamento di livello mondiale che riunirà i principali player dell’industria alimentare e delle bevande. Dal 22 al 26 ottobre invece farà tappa a Milano dove ad attenderla è il TUTTOFOOD, la fiera b2b per l’ecosistema agroalimentare, momento privilegiato per lo sviluppo del settore e rilanciare il comparto alimentare del futuro.
Due tappe importanti che si inseriscono nella fase di crescita e sviluppo per la storica realtà di Fregona (TV). Dopo un 2021 che ha visto un incremento delle vendite del 14% e la conquista di nuove fette di mercato, sono tanti i progetti e le novità con cui l’azienda, specializzata nella produzione artigianale di pizza in versione frozen e fresco e di snack pizza è pronta a stupire i consumatori di tutto il mondo.
Tutte le delizie di Margherita verranno presentate e fatte degustare
dal 9 al 13 ottobre all’Anuga di Colonia al padiglione 5.1 allo stand A-034
dal 22 al 26 ottobre al Tuttofood di Milano al padiglione 10 stand B11/B13.
LA PIZZA CON METODO DOPPIA LIEVITAZIONE
La pizza “metodo a doppia lievitazione” è un prodotto di fascia premium dedicato a Grande Distribuzione, Ho.Re.Ca. e Retail, ma anche il mondo Bakery, con caratteristiche uniche: il doppio impasto con lievito madre a lievitazione 24 ore garantisce un eccezionale sviluppo dell’impasto, rendendolo ancora più saporito e digeribile. La miscela di farine e grani antichi e orzo maltato riporta profumi e sapori inconfondibili, quelli della vera pizzeria italiana. Il frutto di una lavorazione completamente realizzata a mano, risultato dell’esperienza dei maestri pizzaioli con anni di formazione in azienda, conduce allo sviluppo di un impasto saporito, digeribile e capace di garantire la massima resa, dopo la cottura sia in padella che in forno, con farciture accuratamente ricercate. Esempio di questa capacità di ricerca è l’utilizzo su varie referenze della gamma Re Pomodoro degli Champignon del Consorzio funghi di Treviso che grazie al processo di brasatura mantengono intatte le caratteristiche organolettiche sprigionando tutto il loro sapore.
Un risultato di eccellenza che si inserisce pienamente nell’ampia e variegata offerta Made in Fregona che spazia dalle pizze fresche confezionate in atm con shelf life di 30 giorni e in versione frozen, a quelle della gamma classica dai gusti tradizionali e lievitazione con lievito madre, fino ai pizza snack per ogni occasione, tra calzoni, fruste, Pizzycotti a base pizza.
LA PINSA FARCITA
Sempre attenta a sondare e a intercettare le esigenze del mercato, Margherita srl è pronta a colmare nuovi segmenti con prodotti top di gamma firmati Re Pomodoro, il brand che racchiude il profumo, la fragranza e la tradizione della pizza italiana più autentica.
Tra le novità è la pinsa farcita, una nuova e avvolgente esperienza di gusto pensata per tutti i consumatori gourmet, amanti della specialità romana. E’ anch’essa un prodotto di fascia premium dedicato al mercato della Grande Distribuzione, Ho.Re.Ca. e Retail e al Bakery. Sia in versione surgelata che nel fresco, la referenza dell’azienda si afferma per proprietà uniche e una qualità globale comprendente molteplici elementi a partire dall’impasto, per arrivare all’elevatissimo grado di crunch, elemento distintivo di ogni autentica pinsa. A questo aspetto si somma la qualità del topping, di un’ingredientistica che da anni l’azienda arricchisce e perfeziona selezionando i migliori prodotti presenti sul territorio.
LA LINEA BIO
Sempre firmata Re Pomodoro è la nuova linea di pizze con cui l’azienda ha deciso di veicolare nel segmento bio l’esperienza, la tradizione e la bontà della vera pizza italiana. “Il nostro dipartimento di ricerca e sviluppo è sempre attento e attivo nel monitorare il mercato e nell’intercettare le richieste esplicite o implicite dei consumatori. Dopo mesi di analisi in Italia e all’estero caso abbiamo constatato una certa insoddisfazione nel mondo bio e in particolar modo, una scarsità d’offerta a livello quantitativo e qualitativo”.
La nuova linea, dedicata al mercato italiano ed estero della Grande Distribuzione, Ho.Re.Ca e Retail comprende 3 ricette di margherita: una a base bianca, una a base integrale e una multicereale/farro. L’ingredientistica, dalle farine al topping, proviene da filiera certificata bio e da realtà riconosciute a livello nazionale per la qualità e la sicurezza dei propri prodotti. Altro file rouge e valore aggiunto della gamma è l’impasto: con lievito madre a lievitazione 24 ore garantisce un eccezionale sviluppo della pizza rendendola ancora più saporita e dirigibile. Lamiscela di farine e grani antichi e orzo maltatosprigionaprofumi e sapori inconfondibili, mentre la lavorazione effettuata completamente a mano conduce a una stesura perfetta e a un’alveolatura ben sviluppata, indice di un’ottima idratazione e lievitazione. Il cornicione extra alto, morbido dentro e croccante fuori, riporta alla mente la migliore tradizione della pizza come in pizzeria, così come l’assaggio ne evoca il gusto caratteristico.
Le nuove referenze confermano il marchio Re Pomodoro come un’eccellenza del Made in Italy riconosciuta a livello internazionale, mentre l’investitura di Margherita srl a regina delle pizzerie italiane è la naturale conseguenza di una qualità che si esprime in ogni aspetto, dalla continua ricerca delle migliori materie prime locali al rigoroso rispetto dei tempi di lievitazione e di preparazione, fino alla manualità acquisita dopo mesi di continuo perfezionamento dai 350 pizzaioli che quotidianamente sfornano nei quattro stabilimenti capolavori del gusto, ciascuno unico e inimitabile, rigorosamente steso e farcito a mano.
Margherita srl è nata nel 1991 come società a conduzione familiare, dall’esperienza di Fabrizio Taddei che nel 1972 iniziò la sua carriera nel mondo della pizza. A Fregona, in provincia di Treviso, l’azienda è immersa in un contesto ambientale particolarmente salubre e suggestivo, tra i vigneti del Prosecco e la maestosa foresta del Cansiglio, seconda foresta d’Italia. Il suo brand Re Pomodoro è conosciuto a livello internazionale per la qualità dei suoi prodotti realizzati rigorosamente a mano: pizze e snack surgelati e refrigerati di qualità premium. Con 4 stabilimenti produttivi, 350 addetti e 45 milioni di fatturato, può definirsi a pieno titolo “La più grande pizzeria d’Italia”.
Dopo il successo a Macfrut 2021 e in attesa di Eima International, dal 5 al 7 ottobre Met e G.R. Gamberini presentano Oxir al pubblico specializzato del settore ortofrutticolo. La tecnologia, finanziata nell’ambito del prestigioso programma Horizon 2020, sfrutta il potere igienizzante dell’ozono ponendo le basi per un’agricoltura a salvaguardia dell’ambiente, degli operatori e del consumatore finale
L’innovazione e la tecnologia come leva per creare un modello di agricoltura sostenibile e performante. Sarà questo il file rouge che dal 5 al 7 ottobre cadenzerà le giornate di Fruit Attraction, appuntamento di spessore mondiale che riunisce alla Fiera di Madrid i principali attori del settore ortofrutticolo. Un palcoscenico ideale, quello rappresentato dalla fiera spagnola, presso lo stand 10G12B, per presentare Oxir, innovativa tecnologia che utilizza ozono (O3) disciolto in acqua sviluppata in sinergia da due aziende bolognesi, Met e G.R. Gamberini, entrambe reduci del successo riscosso all’ultima edizione riminese di Macfrut e prossime a presentare in anteprima mondiale un nuovo macchinario a Eima International di Bologna. La prima è una realtà specializzata nella progettazione di generatori a ozono con applicazione in diversi settori industriali, la seconda è leader nella realizzazione di macchine a servizio dell’agricoltura, come impolveratori, atomizzatori e gruppi di diserbo.
Come funziona Oxir?
La tecnologia Oxir ha un approccio estremamente naturale prefiggendosi di mettere in acqua ciò che è nell’aria. L’ozono è un ossidante, agisce come un raggio laser che ustiona il patogeno target, colpendo solo questo, senza danneggiare la pianta, protetta dalle sue cere naturali. Si ottiene così un effetto di sanificazione che non ha ripercussione per la coltura, ma l’aiuta a contrastare i parassiti, riducendo il carico fungino, così come il carico microbico, oltre a ridurre la carica batterica. Disponibile in due configurazioni adattabili alle esigenze degli utenti (fissa e mobile) consentirà agli agricoltori europei di risparmiare diverse migliaia di euro all’anno, a seconda della tipologia di coltura trattata, grazie alla riduzione delle sostanze chimiche e della manodopera. Sulla base di queste potenzialità e premesse, il valore innovativo della tecnologia Oxir è stato riconosciuto anche dalla Comunità Europea che ha deciso di finanziarla nell’ambito del prestigioso e ambito programma di ricerca e innovazione Horizon 2020.
L’impatto sull’agricoltura
L’Italia ha la possibilità, grazie alla partnership tra Met e G.R. Gamberini, di rivoluzionare il mondo agricolo a carattere globale. Una rivoluzione che con la riduzione della deriva, la minore immissione di agenti chimici nelle colture, preserva terreni, falde acquifere, ma anche la salute dei milioni di addetti ai lavori che quotidianamente operano in campo. Una riduzione dell’impatto ambientale di cui beneficia anche la popolazione, poiché un minor ricorso alla chimica ne minimizza anche la presenza nei cibi, con i residui che spesso superano la soglia massima consentita e tollerabile dall’organismo. Oxir non è dunque una semplice miglioria o un progetto che vuole far eco alle istanze “ecofriendly” sempre più pressanti da parte dell’opinione pubblica, ma uno strumento efficace da offrire a istituzioni e player internazionali per il superamento di una criticità che desta forti preoccupazioni.
Oxir è dunque un risultato che dimostra l’eccellenza delle aziende nazionali e il potenziale esprimibile in ogni settore, grazie alla visione avveniristica di un’imprenditoria capace d’interpretare le necessità di un mondo in rapida evoluzione. Da Bologna parte dunque una grande rivoluzione agricola destinata a cambiare il concetto stesso di agricoltura a livello globale!
This project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement no 873055.
Met Srlè un’azienda di Bologna, player di riferimento nella progettazione di generatori e impianti a ozono totalmente made in Italy. Con un approccio orientato all’individuazione di soluzioni su misura l’azienda è in grado di operare in qualsiasi settore interpretando di volta in volta situazioni ed esigenze specifiche. Dall’ambito medicale a quello agroalimentare, dal settore dei trasporti a quello della sanificazione degli ambienti, Met Srl propone un ampio ventaglio di prodotti e di soluzioni in grado di valorizzare le capacità sanitizzanti e deodorizzanti dell’ozono nell’ottica di un’economia e di una produzione sempre più attenta all’impatto ambientale.
G.R. Gamberininasce a Bologna alla fine degli anni 60′ specializzandosi nella progettazione di tecnologie al servizio dell’agricoltura come impolveratori, atomizzatori e gruppi di diserbo. Oggi dopo oltre 50 anni di esperienza l’azienda è conosciuta in tutto il mondo grazie alla produzione di macchine agricole affidabili, performanti e personalizzate, espressione di un autentico made in Italy. Fiore all’occhiello dell’azienda sono le impolveratrici pneumatiche che presentano la gamma più completa sul mercato, mentre le nuove frontiere sono rappresentate dalle innovative macchine ad acqua ozonizzata.
L’azienda, punto di riferimento per la selezione, personalizzazione e fornitura industriale di prodotti tecnologici e soluzioni innovative per aziende grandi e piccole, include nella propria offerta anche numerosi articoli legati all’ambito della pulizia professionale e della sanificazione.
Milano, ottobre 2021 – Pulizia, igienizzazione, disinfezione e sanificazione: termini che, ai non addetti ai lavori, possono apparire sinonimi, ma che in realtà differiscono molto l’uno dall’altro. Lo confermano gli esperti di Kiepe Electric, leader nella fornitura di prodotti tecnologici ed innovativi per le aziende, che sottolineano l’importanza di una corretta formazione, da parte degli operatori del settore, per conoscere le principali pratiche di igienizzazione, disinfezione e sanificazione, indispensabili soprattutto in tempo di pandemia negli ambienti di lavoro e nei luoghi pubblici.
È infatti necessario sapere che pulire e igienizzare da un lato e disinfettare e sanificare dall’altro sono processi molto diversi: detergere una superficie significa eliminare lo sporco, riducendo la quantità di germi presenti. Per assicurare una pulizia profonda occorre utilizzare prodotti specifici, come per esempio il Detergente enzimatico multiuso per sgrassaggio componenti nell’industria meccanica – DD456, particolarmente indicato in ambito industriale per la pulizia di macchinari, postazioni di lavoro e ampie superfici caratterizzati da sporco, grasso e olio industriale. Formulato con ingredienti vegetali, questo prodotto sostituisce i pericolosi sgrassatori tradizionali con un detergente innocuo per l’ambiente e per la salute umana.
La disinfezione, invece, ha lo scopo di ridurre il più possibile la presenza di batteri, virus, microbi e agenti patogeni presenti sulle superfici, impiegando specifiche sostanze disinfettanti.
La sanificazione è un procedimento che prevede – in modalità sequenziale – sia la fase di igienizzazione che quella di disinfezione e ha l’obiettivo di abbattere la carica microbica, batterica e virale dalle superfici, dai materiali e dagli ambienti. A questo proposito, uno dei prodotti migliori proposti da Kiepe Electric è il 2 in 1 Detergente Disinfettante Concentrato PMC DD 4112: versatile, pratico ed efficace, consente di pulire e disinfettare in un solo passaggio macchinari, utensili, pavimenti, pareti e tutte le superfici dure. Come ribadiscono gli esperti di KIEPE, infatti, la sanificazione può essere effettuata solo previa un’accurata pulizia profonda delle superfici. L’efficacia dei disinfettanti, infatti, dipende dal grado di pulizia della superficie: se quest’ultima dovesse essere sporca, nessun disinfettante sul mercato funzionerebbe. Per questo per la disinfezione bisognerebbe usare sempre un prodotto 2 in 1.
Oltre a questi due innovativi prodotti, Kiepe include all’interno della propria offerta anche altri ausili che permettono di pulire e igienizzare a fondo, come per esempio le lavapavimenti Kärcher (azienda leader nelle soluzioni per la pulizia professionale, di cui Kiepe è partner); le idropulitrici, sempre Kärcher, disponibili nelle varianti ad acqua calda, fredda, fisse e ad altissima pressione e, infine, il pulitore a ghiaccio secco, un prodotto innovativo che funziona tramite pellet di ghiaccio secco e può essere utilizzato laddove l’idropulitura e la pulizia con idrosabbiatura sono vietate per legge. Il ghiaccio secco riesce a penetrare in ogni fessura e cavità, senza lasciare residui di acqua sporca.
L’azienda è un importante punto di riferimento sul territorio lombardo nel settore degli sgomberi e dei traslochi. Grazie a un servizio efficiente e a prezzi competitivi, La Margherita rappresenta la scelta ideale per chi deve effettuare un lavoro con rapidità e precisione.
Milano, ottobre 2021 – Sgomberi e traslochi sono interventi che comportano un grande carico di stress: oltre alla necessità di organizzarsi con la massima precisione, infatti, un altro elemento da prendere in considerazione in questi casi riguarda lo smaltimento dei rifiuti. Nel momento in cui si sgombera una casa, un ufficio, un garage o un esercizio commerciale, gli oggetti da buttare via si accumulano e spesso non si sa come smaltirli correttamente. Per questo è necessario evitare il fai da te e rivolgersi a professionisti del settore, che saranno in grado non solo di gestire i lavori di sgombero con rapidità ed efficacia, ma anche di occuparsi dello smaltimento dei rifiuti nel rispetto della normativa vigente.
Smaltire i rifiuti di uno sgombero in modo corretto significa anche agire nel rispetto dell’ambiente e La Margherita è una realtà che da sempre opera cercando di avere il minimo impatto ambientale possibile. La ditta è iscritta regolarmente all’Albo gestori rifiuti e, al termine degli sgomberi, presenta ai clienti una copia del Formulario Rifiuti, un documento che attesta che i rifiuti provenienti dallo sgombero sono stati smaltiti correttamente, specificando in quale discarica autorizzata sono stati raccolti.
Il lavoro dei professionisti de La Margherita per gestire correttamente i rifiuti inizia però prima del passaggio finale, ossia il loro smaltimento in discarica: già durante le operazioni di sgombero i professionisti dell’azienda dividono i rifiuti per categoria, in modo da favorirne il riciclo.
La Margherita è una delle migliori ditte di sgomberi e traslochi che assicura prezzi altamente accessibili, pur garantendo la massima efficienza nei lavori; tuttavia, occorre sottolineare – come ribadiscono i professionisti dell’azienda – che lo smaltimento rifiuti rappresenta una voce di costo, certamente importante dal punto di vista economico ma assolutamente necessaria: chi non opera secondo la normativa vigente, infatti, rischia di incorrere in sanzioni anche molto salate.
Gruppo Riva promuove gli obiettivi sostenibili dell’industria siderurgica e mira a diventare un modello di economia circolare.
Sostenibilità: la politica ambientale di Gruppo Riva
La maggior parte dei Paesi del mondo è impegnata a sostenere iniziative volte ad accelerare la transizione energetica: gli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ne sono un esempio concreto. Gruppo Riva, operatore numero uno in Italia nel settore siderurgico, è tra le realtà produttive nazionali maggiormente impegnate a promuovere un modello di industria sostenibile. Da numerosi anni la società ha infatti “consolidato e mantiene costantemente aggiornata una specifica politica in materia ambientale, applicata a tutti i propri stabilimenti, finalizzata al rispetto della sostenibilità ambientale delle attività, dei prodotti e dei servizi”. Nel nostro Paese il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente hanno pubblicato il documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia” con lo scopo di poter concretizzare la “più ampia Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile, contribuendo in particolare alla definizione degli obiettivi dell’uso efficiente delle risorse e dei modelli di produzione e consumo sostenibile”, linea strategica condivisa da Gruppo Riva.
Gruppo Riva: un modello di economia circolare
L’operato di Gruppo Riva è quindi in linea con gli obiettivi, le misure di policy e gli strumenti attuativi che costituiscono il focus del nuovo modello di economia circolare per l’Italia. Nella sfida green anche i consumatori hanno una grande responsabilità: è infatti fondamentale trasmettere la giusta consapevolezza al fine di comprendere gli effetti che una determinata scelta di acquisto o comportamenti decisionali generano sull’ambiente e sull’economia. I valori di sviluppo sostenibile e di economia circolare si riflettono nella politica sostenibile adottata da Gruppo Riva anche grazie alle proprietà dell’acciaio (l’acciaio e tutti i prodotti in acciaio possono essere infatti riciclati e riutilizzati all’infinito senza perdere le loro caratteristiche iniziali) e all’impiego di forni elettrici, nei processi di produzione, alimentati esclusivamente con materiale riciclato.
Un pop melodico fa da tappeto sonoro alla traccia apripista dell’ep di recente uscita. Al centro del brano, un amore passionale e viscerale.
“Che ne sanno le stelle” è il primo pezzo della tracklist dell’ep dell’artista torinese dal titolo “Non è follia” uscito lo scorso giugno e parla di un amore molto passionale, viscerale, vissuto con grande trasporto e intensità.
DICONO DI LUI
«il canovaccio del classico pop italiano si veste anche di una maturità di scelte moderne, di elettronica quasi trasparente, di soluzioni semplici e proprio per questo efficaci e taglienti.» Meiweb
«Luca Breuza sa benissimo come gestire con mestiere e gusto tutto questo» Just Kids Magazine
Quella di Luca per la musica è una passione cresciuta con lui. Nato in provincia di Torino nel 1986 ha amato la musica fin da piccolo, trasformandola poi in un impegno costante, un interesse coltivato con grande serietà e determinazione.
Ha “dato voce” a diversi progetti tra cui la maratona Telethon, dove è stato più volte invitato a cantare nella serata benefica presso il palazzetto dello sport della sua città e, nel 2006 partecipa come ospite alla festa organizzata in occasione del Centenario del settimanale locale “L’Eco del Chisone”.
Performer completo ha partecipato a vari casting di concorsi canori e talent show tra i quali il Festival di Saint Vincent, Castrocaro Terme, X-Factor dai quali è uscito sempre incoraggiato a continuare a percorrere la strada della musica.
Si è dedicato all’intrattenimento musicale dal vivo per matrimoni e feste private, con un vasto repertorio di musica italiana ed internazionale. Quel forte interesse per la musica, da hobby è poi sfociato in un vero e proprio lavoro e ora svolge l’attività di cantante, presso hotel e strutture nelle località turistiche.
A febbraio del 2021 è uscito il suo nuovo singolo “Unici Eroi” un inno al ringraziamento e alla devozione verso coloro che gli hanno dato la vita, i suoi genitori.
Dopo il successo del lancio del brano d’esordio “Ossidiana”, torna il giovanissimo artista savonese Marco Elba con il nuovo singolo “Fahrenheit”, in rotazione da giovedì 7 ottobre su tutti i principali circuiti radiofonici nazionali.
Due lanci ravvicinati che rappresentano uno step importante per l’artista, pronto a sfidare il grande pubblico degli ascoltatori radiofonici con due nuovi inediti molto particolari. “Ossidiana” è il singolo di debutto uscito ufficialmente lo scorso 22 Settembre che ha già raggiunto il traguardo di oltre 10.000 streaming al giorno.
Un titolo che sembra uscire da un mondo magico, simbolo di introspezione e di viaggio interiore con il quale Marco fa un omaggio al sommo poeta Dante, nel settecentesimo anniversario della sua morte, una nota di merito che gli va riconosciuta visto l’argomento solitamente non trattato dai giovani, soprattutto attraverso la musica.
Nonostante l’apparenza di un titolo così particolare, il brano è una canzone d’amore sostenuta da un sound pop attuale e ritmato. Con questo stile Marco Elba si lancia nell’avventura del debutto con una raggiunta consapevolezza frutto di una forte attrazione per la musica, espressa fin da piccolo, che lo ha portato ad iniziare lo studio del pianoforte e della teoria musicale. Terminati gli studi classici e la maturità si dedica in particolare allo stile che più lo attira, il pop, fondendo il bagaglio acquisito tramite l’apprendimento musicale con l’attualità del sound di nuova generazione. In breve tempo arriva l’esigenza di far da sé anche per i testi ed inizia a scrivere canzoni con uno stile che unisce molti elementi di generi diversi, ricco di sfaccettature, proponendo un sound moderno e di ispirazione internazionale.
L’artista, seppur giovanissimo, ha già le idee ben chiare sul come procedere nelle fasi dei suoi progetti musicali, dove, oltre alle capacità strettamente artistiche, affianca l’attività di producer, curando in prima persona la produzione dei suoi pezzi. Durante la preparazione e la conclusione dei brani questo aspetto gli permette di ricercare il giusto sound, proporre al meglio il messaggio che vuol far arrivare al pubblico, ponendo come obiettivo uno stile nuovo, originale ed incisivo. Nel 2018 arriva il momento di cimentarsi dal vivo sul palco con le prime esibizioni ad importanti concorsi nel suo territorio dove arriva spesso vincitore, riscontrando ottimo successo di pubblico e critica. Durante questo anno 2021 Marco prosegue il suo percorso e viene notato dal noto produttore e talent scout Giuseppe Coccimiglio, conosciuto per aver scoperto giovani talenti tra cui Irama, che lo prende nella sua scuderia e lo porta a firmare il primo contratto con “Da 10 Production”. Con “Ossidiana” e “Fahrenheit” Marco Elba fa dunque il salto tanto atteso che lo porta ad entrare nel panorama dei nuovi talenti italiani, che di sicuro solleticano la nostra curiosità per il loro approccio ad una musica innovativa, fresca e tutta da scoprire.
Isabel Zolli Promotion Agency
Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma
Con la pandemia il settore culturale italiano ha affrontato una crisi profonda. Fondazione Cariplo eFederculture spingono per una fiscalità in linea con l’emergenza. Andrea Mascetti: “Lo Stato devefarsi promotore”.
Crisi cultura, Federculture e Fondazione Cariplo per una nuova fiscalità: il commento di Andrea Mascetti
I segnali positivi dell’estate appena trascorsa dimostrano che il settore culturale in Italia ha le carte in regola per uscire dalla crisi causata dal Coronavirus. Tuttavia, per una ripartenza sostenibile e capace di durare nel tempo, è necessario intervenire in maniera sistematica, in particolare sulla fiscalità. È quanto è emerso dall’incontro “La cultura oltre la pandemia”, promosso da Federculture e Fondazione Cariplo. Il tavolo nasce proprio per elaborare una serie di interventi in materia fiscale per agevolare il rilancio del settore. Tra i relatori dell’evento Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo. “Quello della fiscalità è un tema fondamentale – ha dichiarato – perché significa rimettere in attività la cultura. Il 6% del Pil di questo Paese è animato dal settore, ma la percentuale potrebbe essere nettamente maggiore”. Quattro le proposte principali sul tavolo: una “nuova” iva per la cultura (4%), detraibilità per le spese culturali, l’ampliamento dell’art bonus e infine finanziamenti pubblici stabili e certi. “Sono convinto che una nuova animazione di questa economia produrrebbe risultati importanti – ha commentato Andrea Mascetti – soprattutto se si considera che il Paese al momento sta affrontando una deindustrializzazione drammatica”.
Andrea Mascetti: “Covid importante occasione di riflessione”
Per il Coordinatore di Fondazione Cariplo il tema della fiscalità è “assolutamente indispensabile”. Agire in questo senso permetterebbe al settore di mettere in pratica gli insegnamenti della pandemia. “Il nostro è un tempo di grandi velocità – ha spiegato Andrea Mascetti – siamo ben lontani dal classico tempo del contadino. Il periodo dell’emergenza è stato quindi utile a chi si occupa di servizi alla cultura per una riflessione profonda su ciò che dovremo fare negli anni a venire. Paradossalmente questo periodo è servito anche a dare un termine a delle attività che si trascinavano da tempo e fare così spazio a nuovi progetti”. Oggi il Paese, soprattutto grazie alle risorse del Recovery Plan, ha l’occasione per rilanciare l’intero sistema culturale. Le sole risorse dei privati, benché abbiano avuto il merito di limitare gli effetti della crisi, non sono infatti sufficienti a portare avanti la trasformazione del settore: “Noi come Fondazione Cariplo siamo intervenuti aggiornando le linee e progettando nuovi bandi. Un esempio quello per la Lettura, un sassolino per i nostri territori ma soprattutto un messaggio per lo Stato, che deve impegnarsi per favorire queste iniziative. Per questo – conclude Andrea Mascetti – ci siamo impegnati a portare questa riforma della fiscalità al centro di tutti i tavoli più importanti”.
Il 14 ottobre gli specialisti del Medea e degli Spedali Civili di Brescia presentano piattaforme web per lo screening e la riabilitazione.
App e telemedicina per la presa in carico precoce dei bimbi con disturbi del neurosviluppo: è questo il focus del webinar gratuito che si terrà giovedì 14 ottobre alle 17 con gli specialisti dell’IRCCS Medea e degli Spedali Civili di Brescia.
L’evento, rivolto a pediatri, specialisti in neuropsichiatria infantile, psicologi, terapisti della neuro e psicomotricità, logopedisti, educatori, assistenti sociali, presenterà tecnologie e sistemi di telemedicina che aiutino i pediatri di famiglia, i servizi di Npia e i centri di riabilitazione per l’età evolutiva a fronteggiare l’incremento dei disturbi neuropsichici o del neurosviluppo, che sono la causa principale di disabilità nella fascia di età 0-17 anni. Infatti, come emerge da indagini statistiche ed epidemiologiche, i bambini che hanno avuto una presa in carico nei servizi specialistici per questi disturbi è raddoppiato negli ultimi dieci anni: nonostante l’aumento della risposta, solo 1 bambino su 2 riesce ad accedere ai servizi diagnostici e solo 1 bambino su 3 riesce ad accedere all’ intervento riabilitativo di cui necessita.
Il webinar presenterà proposte di applicazioni e piattaforme di telemedicina che possano aiutare gli specialisti a fronteggiare l’incremento della domanda di tante famiglie.
Tra gli altri, gli Spedali Civili di Brescia illustreranno l’efficacia della teleriabilitazione per le capacità comunicative e linguistiche in soggetti con disabilità intellettiva. L’IRCCS Medea illustrerà invece WIN4ASD, piattaforma web che consente ai pediatri di famiglia di individuare i soggetti a rischio durante i bilanci di salute dei 18 mesi e inviarli immediatamente ai servizi di neuropsichiatria infantile; teleNIDA SORF, strumento di screening per l’identificazione di segni di rischio per autismo (“red flags”) a 18-24 mesi tramite la raccolta e analisi di video familiari; esperienze di telecoaching per sostenere il caregiver in seguito alla comunicazione diagnostica; AutiTec, soluzioni ad alto contenuto tecnologico a supporto del bambino con autismo, della sua famiglia e degli operatori.
L’evento è inserito nel progetto di regione Lombardia “WIN4ASD: Rete curante per la diagnosi precoce dei Disturbi dello Spettro Autistico” approvato con Decreto Direzione Generale Welfare n. 18997 del 20/12/2019.