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  • Auto: in Sicilia solo lo 0,49% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Sicilia erano 16.518, vale a dire appena lo 0,49% del parco auto della regione, percentuale che fa guadagnare a quest’area il terzultimo posto nella classifica nazionale. Nello specifico, erano immatricolate 15.461 autovetture ibride e 1.057 elettriche.

    Seppur ancora contenuto, il numero delle vetture green in Sicilia è quasi triplicato (+188,5%) negli ultimi due anni (erano 5.726 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia siciliana con la maggior penetrazione di vetture green è Ragusa, dove le auto elettriche/ibride rappresentano lo 0,75% del parco auto circolante, seguita da Siracusa (0,65%) e Palermo (0,61%).

    Valori sotto la media regionale per le province di Catania (0,44%) e, parimerito, Messina (0,42%) e Trapani (0,42%). Chiudono la graduatoria le province di Agrigento (0,29%) e Caltanissetta (0,29%) e, all’ultimo posto, quella di Enna, dove solo lo 0,24% delle vetture è elettrico o ibrido; la percentuale fa guadagnare alla provincia anche l’ultimo posto nella classifica nazionale.

    In valori assoluti, la graduatoria siciliana vede al primo posto questa volta la provincia di Palermo con 4.724 vetture elettriche/ibride, seguita da quella di Catania (3.680), Messina (1.800) e Siracusa (1.762).

    Continuando a scorrere la classifica si trova la provincia di Ragusa, dove le auto green sono 1.705, seguita da quella di Trapani (1.238) e di Agrigento (869). Ultime in classifica sono Caltanissetta (484) e Enna (256).

    Numeri piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Sicilia nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 35.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • What’s next?: le interviste di Aiways

    Con “What’s next?”, Aiways prosegue la sua serie di interviste ad esperti dell’industria, del commercio e della politica. La nostra conversazione con Stefan Müller, managing director di B&M Marketing GmbH

    Con “What’s next?”, Aiways continua il suo ciclo di interviste a personaggi del mondo delle imprese, del commercio e della politica. Il terzo appuntamento è con Stefan Müller, managing director e fondatore di B&M Marketing GmbH con sede a Schwabach. Insieme ad Alexander Klose, Executive Vice President of Overseas Operations di Aiways ha parlato del cambiamento dei valori e dei paradigmi nel settore automotive, esaminando nello specifico le opportunità di cui dispone un nuovo marchio per rispondere al meglio alle mutevoli esigenze dei clienti. Riprendendo le sue stesse parole: “Occorre far sperimentare in prima persona la mobilità elettrica. Se, dopo un quarto d’ora, si chiede ai clienti di cosa sentono la mancanza, la maggior parte di loro risponderà che non gli manca proprio niente!”.

    Come si costruisce un marchio quando è ancora sconosciuto?

    Stefan Müller: “Prima di tutto occorre definirlo. Un marchio ha bisogno di regole chiare da rispettare. In caso contrario, non riuscirà ad affermarsi. Solo in questo modo un’azienda potrà strutturarsi e distinguersi dalle altre. Questa base, che rientra nel concetto di “darsi un obiettivo”, costituisce un buon inizio per avviare la costruzione di un marchio”.

    Perché sottolinea in particolare il termine “obiettivo”?

    Stefan Müller: “In realtà non mi piace ricorrere troppo a questo termine, che perde il suo significato molto rapidamente. Dietro molti marchi spesso c’è poco o nulla. Solo se “l’obiettivo” ha un senso, il marchio potrà progredire. Solo conferendo a questo vocabolo un’effettiva profondità, esso porterà dei risultati. Purtroppo, spesso rimane solo una parola detta e niente più”.

    Alexander Klose: “Come Aiways, il nostro scopo è senza dubbio quello di rendere la mobilità elettrica alla portata di tutti. Abbiamo creato un marchio che permette alle persone di approcciarsi ad un nuovo modo di guidare.”

    C’è bisogno di un nuovo marchio per questo?

    Alexander Klose: “In passato molti marchi sono scomparsi, soprattutto nel settore automotive. Tutto è ulteriormente cambiato con il passaggio alla mobilità elettrica. Per noi si tratta di una grande opportunità per affermarci sul mercato, considerato soprattutto che disponiamo di un argomento di vendita unico. Costruire un’auto è incredibilmente complesso, occorrono molti componenti diversi che vanno coordinati tra loro in modo perfetto. Noi di Aiways possediamo questo know how ed essendo una start-up siamo ancora abbastanza snelli per reagire in modo rapido alle nuove situazioni e ai nuovi sviluppi”.

    Stefan Müller: “In questo caso, secondo me, c’è un altro importante vantaggio. Aiways dispone già di un profilo ben definito e di un prodotto di spessore. A differenza di altre realtà che sono ricorse a strategie risultate poi fallimentari come quelle di utilizzare nomi di vecchi marchi o creare nuove imprese con prodotti generalisti, queste sono condizioni di partenza decisamente migliori”.

    Come sfruttare al meglio queste buone condizioni di partenza?

    Stefan Müller: “Con un buon prodotto che sia convincente. Anche se all’inizio non attiri le grandi masse, ispirerai comunque i tuoi clienti. Il feedback positivo si moltiplicherà e rimarrà impresso nella memoria”.

    Alexander Klose: “È proprio questa esperienza positiva che risulta importante per noi. Una specie di effetto sorpresa, perché facciamo a meno di molte sovrastrutture che caratterizzano i marchi tradizionali. Questo ci consente non solo di risparmiare sui costi e di offrire la vettura ad un prezzo senza pari, ma anche di continuare a fornire ai nostri clienti il miglior servizio possibile. Per farlo ci affidiamo a partner che dispongono della più efficace rete di vendita e delle migliori competenze, sia nelle vendite sia nell’assistenza”.

    Ci sono problemi anche quando un marchio inizia da zero?

    Stefan Müller: “Iniziare da zero ha i suoi aspetti positivi e negativi. Da un lato, la notorietà dell’azienda è favorita dall’essere presenti sul mercato da lungo tempo. Dall’altro lato ci si può trovare in difficoltà con i propri clienti ed essere sempre soggetti al confronto con altri tradizionali modelli proposti dell’azienda stessa. Come nuovo produttore invece si può agire con molta più libertà e una nuova realtà è di solito in grado di adattarsi con maggiore facilità ai cambiamenti strutturali, come nel caso dell’impatto relativo all’attuale pandemia. Ci sono molte nuove opportunità offerte dai clienti giovani e aperti al futuro, in merito ad esempio ai canali di comunicazione”.

    Alexander Klose: “Il tema dei canali di comunicazione per noi è davvero stimolante, perché oggi abbiamo l’opportunità di far conoscere i vantaggi della mobilità elettrica con modalità nuove. Da questo punto di vista, disponiamo di strumenti completamente diversi rispetto a quelli che sarebbe stato possibile utilizzare dieci anni fa”.

    Cosa intende con questo?

    Alexander Klose: “Essere caratterizzati da un approccio puro e snello è uno dei punti chiave del nostro marchio. Canali come YouTube, in cui sono rappresentati utenti di ogni fascia d’età, ci offrono oggi opportunità di divulgazione e di interazione che riusciamo a controllare completamente”.

    Stefan Müller: “Sicuramente questo è uno dei maggiori vantaggi di questo approccio. La mobilità elettrica continua a suscitare numerosi interrogativi anche oggi. I clienti hanno bisogno di ricevere spiegazioni, ma in modalità e livelli molto diversi tra loro. C’è chi già possiede un’auto elettrica di prima generazione e desidera solo avere aggiornamenti sui dettagli e chi invece ha ancora bisogno di conoscere le informazioni di base. È comunque emozionante vedere quanto le persone siano davvero interessate all’argomento. Un dato che si evince ogni giorno dall’utilizzo della nostra app “ricarica intelligente”, il cui numero di utenti è superiore a quello delle auto elettriche immatricolate. Si percepisce chiaramente che sempre più persone stanno prendendo in considerazione i veicoli elettrici”.

    Che dimensioni avrà il mercato in futuro, secondo voi?

    Alexander Klose: “Non è una questione di numeri assoluti. Il nostro obiettivo primario è gettare le basi per tutto quello che verrà. Con Aiways U5 abbiamo creato un SUV molto spazioso, in grado di tenere facilmente testa ai concorrenti grazie al comfort offerto, alle prestazioni convincenti e a un prezzo decisamente contenuto. Per noi è molto più importante realizzare nuovi prodotti. Dal 2022 in poi lanceremo un nuovo modello ogni 12 mesi e ci rivolgeremo a gruppi sempre più ampi di clienti. Perché la concorrenza stimola il business”.

    Stefan Müller: “Proprio così, io ricordo sempre con piacere le discussioni tra le case automobilistiche tedesche quando si è trattato di lanciare il concorrente della fortunata Mazda MX5. All’epoca, il mercato delle roadster era considerato di nicchia, riservato solo agli appassionati. Dopo il lancio di SLK e Z3, il volume delle vendite è aumentato di oltre dieci volte. Alla fine, tutte e tre le vetture sono diventate successi commerciali. Qualcosa di simile accadrà anche alle vetture elettriche. Con cicli di prodotto sempre più veloci ed esigenze dei clienti in continuo cambiamento, sperimenteremo dinamiche di mercato mai viste prima.”

    Che cosa consiglierebbe ai clienti in un mercato così dinamico?

    Stefan Müller: “Al cliente consiglierei un giro di prova. Molti continuano a ragionare in termini di numero di pistoni, cilindrata e accelerazione, ma nella vita di tutti i giorni le esigenze da soddisfare sono ben altre. È inoltre importante tener presente che solo pochissime persone sono effettivamente in grado di descrivere quello che conta per loro in una vettura, perché spesso sono i processi del subconscio ad influenzare la decisione d’acquisto”.

  • FME Education: la vittoria di Procida come Capitale italiana della cultura

    FME Education è una delle Case Editrici italiane che più ha a cuore la divulgazione delle ricchezze culturali del Belpaese?

    FME Education

    La celebrazione della cultura in FME Education

    La Casa Editrice FME Education, nata nel 2013, è impegnata soprattutto nei settori dell’editoria, dell’innovazione digitale e della cultura. La sua più grande mission è quella di divulgare e mettere in risalto le ricchezze culturali dell’Italia, valorizzando quel patrimonio storico-culturale che rende il nostro Paese unico al mondo. Quest’obiettivo è condiviso dal progetto che dal 2015 prevede l’assegnazione annuale da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo del premio “Capitale Italiana della cultura”, con il quale la città vincitrice può mettere in mostra il proprio patrimonio culturale attraverso una serie di eventi, progetti e iniziative che prendono luogo nell’anno della designazione del titolo.

    Procida: FME Education parla della vincitrice del premio “Capitale italiana della cultura”

    Per l’anno 2022 le città finaliste erano dieci: Bari, Ancona, L’Aquila, Taranto, Cerveteri, Pieve di Soligo, Trapani, Volterra, Verbania e Procida. Alla fine a spuntarla è stata proprio la piccolissima e pittoresca isola campana con le sue casette dai colori pastello. La vittoria di Procida, come espresso dalla giuria, è dovuta al fatto che “il contesto dei sostegni locali e regionali, pubblici e privati, è ben strutturato; la dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria; la dimensione laboratoriale che comprende aspetti sociali di diffusione tecnologica è importante per tutte le isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee”. Il messaggio e la visione della cultura trasmessa nel progetto procidano coincidono perfettamente con il punto di vista di FME Education, sempre pronta a celebrare iniziative come queste che promuovono la cultura italiana.

  • CONCERTO DI NATALE della Corale Polifonica Nazariana diretta dal Maestro Lucio Nardi

    Domenica 12 dicembre 2021 alle ore 20:45, presso la Basilica di Sant’Alessandro in Colonna a Bergamo, la Corale Polifonica Nazariana – nata nel 1988 per volere dell’attuale direttore Lucio Nardi, di professione Magistrato – si esibirà in un tradizionale Concerto di Natale sulle note della composizione “Messa di Natale” di Roberto Hazon (1930 – 2006).

    La “Messa di Natale” di Hazon – compositore di grande successo scomparso nel 2006 – è stata definita come un piccolo gioiello dal linguaggio comprensibile e fascinoso, dalla grazia insieme romantica e pastorale, più volte acclamata dalla critica ed eseguita, negli anni, anche all’Auditorium di Milano, al Teatro Dal Verme e alla Basilica di Sant’Ambrogio per l’apertura dell’Anno Giudiziario. Ad eseguirla sarà l’Orchestra da Camera Vittorio Bachelet, accompagnata dalla voce del soprano Cristiana Faricelli e dalle sinfonie dell’organista Luigi Palombi.

     

    L’ingresso alla serata, organizzata con il supporto dello Studio BNC di Bergamo – sarà libero previa prenotazione obbligatoria al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/217414060307.

     

    Durante la serata sarà obbligatorio l’utilizzo della mascherina e l’esibizione del super green pass all’ingresso, così da garantirne lo svolgimento nel pieno rispetto delle norme in vigore.

  • GIUSEPPE DAGOSTINO “Fuori Orario” è il singolo d’esordio del giovane artista pugliese

    Un brano leggero che nasconde la malinconia di un amore finito

    Un brano all’apparenza leggero, spensierato, allegro e romantico che nasconde però un significato più profondo. In questo primo singolo Giuseppe cerca di riavvicinarsi alla persona che ha amato ricordando i bei momenti trascorsi insieme, le risate e gli abbracci.  Un tentativo vano, che lascia un vuoto enorme, ma come racconta il giovane artista «non bisogna arrendersi mai in amore, dobbiamo cercare sempre di metterci in gioco quando cʼè in ballo una seconda persona, ma bisogna essere pronti anche a lasciarla andare». 

    La produzione del brano è stata realizzata presso VS Advice Music Recording Studio Milano da Savino Valerio e Alberto Boi.

    https://www.youtube.com/watch?v=7Wms7FJL0JY&ab_channel=GiuseppeDagostino

    Etichetta: Advice Music

    Radio date singolo: 29 ottobre 2021

     

    CONTATTI SOCIAL

     

    INSTAGRAM: https://www.instagram.com/giuseppedagostinofficial/

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    BIO

    Giuseppe, classe 2002, nasce a Trani. Affascinato dalla musica fin da piccolo, è durante l’adolescenza che scopre la sua grande passione per il canto. Accompagnato dalla sua chitarra inizia un percorso cantando in diverse band locali e successivamente perfezionando e studiando con alcuni vocal coach. Partecipa con la band a diversi contest, dove viene apprezzato  per il modo sempre genuino nelle interpretazioni dei brani cover, dando una chiave interpretativa originale,  emozionando l’ascoltatore. Giuseppe ama esibirsi live in acustico, dove si sente libero di esprimersi al meglio. Dopo diverse esperienze inizia un percorso con l’etichetta discografica Advice Music che lo prepara al debutto ufficiale nel mondo artistico/discografico con il primo singolo dal titolo “Fuori orario” in uscita il prossimo 29 ottobre e scritto da due compositori ed autori Fabio Biko Vaccaro e Mattia Fodera. 

  • Giovanni Castelli, Razionale Artificiale

    in promozione il singolo del cantautore potentino

    Razionale Artificiale nasce durante la permanenza di Giovanni Castelli a Venezia e prende ispirazione dalle poesie di Baudelaire. La canzone narra di un desiderio che, anche se appagato, si lascia dietro uno strascico di melanconia.
    Giovanni Castelli, classe 82. È un autore, compositore e musicista polistrumentista potentino, attivo nel panorama indipendente italiano dal 1999 ad oggi.
Musicista raffinato che mescola in maniera intelligente cantautorato con il rock classico. Da anni oramai porta il suo repertorio nei locali e pub di tutta Italia, con il suo carisma e il suo inconfondibile stile british!
    Nel 1999 si avvicina al mondo della musica rock, spinto dalla passione per Freddie e i suoi Queen, formando la sua prima band: Unshaped, alla quale seguiranno i Busko Punk.

    Il 2005 segna la svolta.
    Fra scomodi banchi della scuola serale alberghiera di Potenza e gli accattivanti boccali di birra notturni sempre mezzi vuoti del circolo Tribeka, nascono i Verdelirio.
    I Verdelirio si auto producono l’omonimo primo album di inediti, ottenendo ottimi risultati sulle vendite. Hanno portato live la loro musica in giro per lo stivale fino al 2009, concludendo l’esperienza pubblicando il singolo “Gelosia” per Officina Record di Nello Giudice, storico bassista di Pino Mango.
    Il 2010 è l’anno del cambiamento.
    Giovanni intraprende la carriera solista pubblicando “Musa in polvere”, un album dalle sonorità brit pop, che riscuote un ottimo successo tra i fan dell’ex band dei Verdelirio. Successivamente pubblica l’ep “Mon amour” nel 2013, “Attimi” nel 2014 e “Bianca immagine” nel 2015, collaborando allo stesso tempo in veste di autore anche a progetti di altri artisti.
Nel 2017 pubblica l’Ep Meccanismi seguito nel 2021 da Oltre.

    https://instagram.com/giovannicastelliofficial?utm_medium=copy_link
    
https://m.facebook.com/pg/GiovanniCastelliOfficial
    Label: 
Epicentro Dischi
    IG Epicentro Dischi:
    https://instagram.com/epicentro.dischi?utm_medium=copy_link

  • Vesper canta The Show Must Go On

    è la canzone che l’ha scelta e le ha dato la forza di togliersi la maschera.
    Nonostante le avversità lo spettacolo della vita deve continuare


    Che ogni giorno si indossi una maschera non è una novità.
    Corriamo incessantemente a lavoro a scuola, le giornate sono piene le amicizie vere poche e spesso di vecchia data .
    La differenza è che la maschera che indossiamo oggi non si toglie come quella pirandelliana di una volta, slegando l’elastico dietro la testa .
    Sembra che molte ideologie oggi siano state sdoganate.
    In realtà quello che rimane sotto la maschera è così profondo e doloroso e ha fatto parte della vita di ognuno di noi, che toglierla brucerebbe il volto così come rivelare cosa si prova o si è provato veramente, cosa cambia il nostro stato emotivo e lo destabilizza anche solo a causa di un odore o di rumore o di un sapore anche solo per due secondi .
    Quel sentimento, sebbene duri quanto un lampo, viene immediatamente scacciato di nuovo da noi in un angolino dove a nessuno è permesso entrare, a volte nemmeno a noi stessi .

    Dice Vesper :” Non credo di aver scelto di cantare The Show Must Go On. 
    Non ho mai preso lezioni di canto, non sono mai stata una cantante ho sofferto perdite come tutti nella vita e esperienze che mi hanno segnata .
    Quando però un anno e mezzo fa ho subito un errore importante in un’intervento che doveva essere semplicissimo ma che mi ha portata a altre 5 operazioni, a rischiare di perdere la vista, la vita, che mi ha tolto la libertà di uscire mangiare bere e che mi ha portata tra la vita e la morte le cose sono cambiate .
    Non parlo e non mangio e non bevo se non con tre otturatori palatali e comunque rischio sempre che la comunicazione col naso mi faccia fare figure davanti al mondo , quel mondo, quella società che porta quella dolorosa maschera con disinvoltura ogni giorno “.

    Ha sempre amato cantare . La vita non le pareva più così lunga e  prevedibile come le era sempre apparsa . Ha detto basta . Doveva fare quello che le piaceva o almeno provarci .

    Continua Vesper:” Non mi sarei mai permessa di paragonarmi a Freddy Mercury, uomo e idolo assoluto, e ho scelto di cantare The show must go on .  Ma la cantavo, non parlavo e la cantavo come nessun’altra canzone . 
    The Show Must Go On mi ha fatta accettare dal mondo della musica a 40 anni e dato in pochi mesi, dopo tanto dolore, la possibilità di dire al mondo che togliersi quella maschera e mostrarla brucia a tutti, che non c’è vergogna o colpa in quello che si è passato e che se lo spettacolo deve e voglio che continui per me, sono altrettanto sicura che la forza per farlo andare avanti si trovi, magari in un altro angolino così potente ma dove non abbiamo mai guardato, in tutti noi”.

    La Storia
    https://www.dcodcommunication.com/vesper

  • LIBERO “Eroi Nomadi” è il nuovo singolo del cantautore e polistrumentista: una ballad sull’importanza di ammettere i propri limiti per ritrovare la strada di casa

    Una ballad sull’importanza di ammettere i propri limiti per ritrovare la strada di casa.  

    In radio dal 3 dicembre

     

    Ci vuole coraggio ad ammettere di non avere coraggio. Sembra un controsenso quello che affronta “Eroi Nomadi” con un testo che arriva proprio a parlare di quanto sia difficile essere «eroici» secondo l’accezione comune, quando la straordinarietà della forza spesso è proprio nell’ammettere che non ci si sente all’altezza, né si è in grado di lottare per essere felici, di rischiare il tutto per tutto per una singola emozione.  

    Ciò che resta, dunque, è la sensazione di sentirsi come un nomade, vagabondando in una terra straniera mentre la tua casa sembra lontana anni luce da quello che hai dentro. 

    «Non ho mai avuto spalle forti. Voglio dire, anche se non hai le spalle forti, non ci vogliono spalle davvero forti per ammetterlo?» Libero

    Nella produzione del cantautore siciliano c’è un mix di suoni e culture, un impasto di folk, musica dialettale, world music, pop ed elettronica che sfocia nell’etno pop che caratterizza i suoi brani. 

    Etichetta: Roccascina Audiproduzioni

    Radio date: 3 dicembre 2021

    Contatti e social

     

    Official site www.liberoreina.com 

    Facebook https://www.facebook.com/liberoreina 

    Instagram https://www.instagram.com/libero.official/ 

    Spotify https://open.spotify.com/artist/5dLYGJehCFbd7SP5zjJKzU 

    iTunes https://itunes.apple.com/us/artist/libero-reina/1092459994 

    YouTube https://www.youtube.com/channel/UCJIHaBTulf2GXgOt1qreKvA

     

    BIO

    Libero è un cantautore e vive in Sicilia, tra i Monti Sicani, in una casetta in legno, accanto il Teatro Andromeda.

    Suona chitarra, mandolino, bouzouki, armonica, didgeridoo, setar, zurna, riqq, theremini, handpan, synth e fiati elettronici. Nel 2019 è il terzo classificato al contest «FATTI SENTIRE» Festival della musica emergente a Cinisello Balsamo e lo stesso anno guadagna la semifinale del «Premio Fabrizio De Andrè». L’anno seguente è tra i 150 progetti selezionati del «1MNEXT 2020», finalista al «Bologna Musica d’autore 2020» e partecipa alla trasmissione “Esordi” con Ema Stockholma e Gino Castaldo. Nel 2021 è nuovamente fra  i 50 progetti selezionati per «1MNEXT» anno in cui pubblica quattro singoli: “Ikebana”, “Rub’ al – khalì”, “Au – delà” e “MYSS KETA”. 

     

  • MATILDE G “Lasciami Qui” è il brano con cui la giovane cantante ha raggiunto l’audizione di Sanremo Giovani.

    Il singolo esce accompagnato da un secondo brano “Più ti vivo”, una doppia release che parla del ciclo della vita affettiva. 

    photo credit: Alessia Bulani

    In radio dal 3 dicembre

     

    «Talvolta i sogni è anche bello accarezzarli» ha detto Matilde G dopo aver visto sfumare l’avventura di Sanremo Giovani e con il ricordo vivo di un’esibizione emozionante di fronte ad Amadeus e la sua commissione. Lei, la più giovane ad essere stata selezionata per le audizioni, ha presentato un brano che parla proprio di sogni infranti e che le ha regalato il sostegno e l’apprezzamento della community che la segue in ogni sua uscita. 

    In “Lasciami Qui” una giovane donna sceglie di interrompere coraggiosamente una relazione con un ragazzo che non la ama per quello che è, affrontando il tema molto attuale dell’identità personale e del rispetto per sé stessi nel rapporto di coppia. 

    A sottolineare il tutto quel pop dal taglio internazionale che caratterizza tutta la produzione di Matilde G e che mantiene il cuore caldo italiano, arricchito da strumenti suonati e dettagli curati con passione meticolosa. 

    L’etichetta italiana A&A Recordings e l’etichetta svedese The Kennel AB hanno curato la produzione del brano, scritto da Matilde G insieme a Steve Luchi, Andrea Casamento, Sara Porcari, Lorenzo Gioacchin e Josefin Glenmark. 

    “Lasciami Qui” esce il 3 dicembre insieme ad un secondo brano in italiano dal titolo “Più Ti Vivo” in una doppia release che parla del ciclo della vita affettiva: il primo racconta di una relazione che non funziona e finisce, mentre il secondo descrive un nuovo amore che inizia con entusiasmo e sboccia come i fiori in primavera.

    “Più Ti Vivo” è stato scritto da Matilde G con Andrea Casamento, Stefano Luchi e Ferdinando Biondi e prodotto dalla The Kennel AB

    Etichetta: The Kennel AB – A&A Recordings 

    Radio date: 3 dicembre 2021

     

    SOCIAL LINK

     

    https://linktr.ee/girasole

     

    BIO

     

    Matilde G, nome d’arte di Matilde Girasole, è una cantante, compositrice, autrice e musicista.

    Nata a Roma con la passione per la musica, ha studiato canto fin da piccola con i migliori vocal coach italiani, tra cui il maestro Marco Vito (Amici, The Voice of Italy, Ti Lascio Una Canzone) ed è stata sul podio di importanti festival nazionali, tra cui il Tour Music Fest e il VideoFestivalLive

    Italiane le sue prime produzioni musicali, curate da professionisti del calibro di Andrea Casamento (Maestro della Prova del Cuoco) Steve Luchi (ammirato batterista e produttore di vari artisti tra cui  J-Ax e Irene Grandi) e Roberto Vernetti (vocal coach XFactor e producer per Malika Ayane tra gli altri).

     

    Nel 2019 si è trasferita a Singapore, dove si è fatta subito conoscere cantando nei locali della città e posando come modella per fotografi asiatici. Inoltre, si è posizionata sul podio al Singapore’s Got Talent, al KWC Singapore e al concorso mondiale ISing World Junior.

     

    Un talento riconosciuto che Matilde G ha supportato con lo studio del canto (8th grade Trinity College), pianoforte (5th grade Trinity College), teoria musicale (5th grade ABRSM). Suona anche la chitarra e ha competenze di tecnologia musicale e composizione.

     

    Alla fine del 2020 è stata notata dall’etichetta svedese The Kennel AB che negli ultimi dieci anni ha prodotto più di 100 canzoni che sono arrivate #1 nelle chart hits internazionali. In  questo modo la  giovanissima Matilde G ha firmato il suo primo contratto discografico e si è posta sotto la sapiente guida del managing director per l’Asia Julius Ng, veterano dell’industria discografica (già managing director di Sony Music Asia).

     

  • Mostra Collettiva Internazionale “Natale a Venezia con l’Arte Contemporanea”

    NATALE CON L’ARTE CONTEMPORANEA A VENEZIA”

    Mostra Collettiva Internazionale

    Presentazione dello Storico e Critico d’Arte Prof. Giorgio Grasso

    Evento a cura del Critico d’Arte Maria Palladino

    Inaugurazione Sabato 18 Dicembre ore 16:00

    Natale con l’Arte Contemporanea a Venezia” è un evento realizzato per promuovere, ed interrogarsi, sul vero valore e significato dell’opera d’arte per gli uomini di tutti i tempi e culture, in un periodo storico travagliato come quello attuale, e in una circostanza, quale quella del Natale, che per il suo carattere intimistico ed introspettivo ci avvicina ancora di più al desiderio di bellezza e benessere. Per essere d’effetto ancor maggiore e permanente, è importante che questo benessere non sia legato possibilmente ad oggetti puramente consumistici ed effimeri, ma che rimanga stabile nel tempo, e produca effetti atti a migliorare il nostro stato interiore, sia esso psichico, morale, culturale, spirituale.

    Il senso di un manufatto artistico, nel corso dei secoli, ha proceduto di pari passo con lo sviluppo degli strumenti atti a produrlo, e in generale della tecnica e della società, fino all’invenzione della fotografia, a fine ‘800. La storia vuole che da quel momento in poi, con le Avanguardie di inizio ‘900 e con i successivi sviluppi dell’Informale e del Concettuale, il bene artistico sia decaduto a puro pretesto per un vuoto esercizio intellettuale, o speculazione commerciale, svincolandosi innanzitutto dalla realtà oggettiva, per deviare in ambiti poco gestibili dalla comprensione comune, e che nulla sembrano avere a che vedere con il vero godimento estetico, che è un fatto di per sé stesso intimo e non comparabile a nessun altra esperienza, mentale o monetaria.

    Arte quale vaticinio di un veggente ispirato, documento dell’evoluzione umana, status symbol di una èlite, manifesto ideologico, specchio delle tensioni interiori o merce di scambio: nel corso delle diverse epoche essa ha assunto tutti questi ruoli, divenendo funzionale ai mutamenti della società e degli interessi umani, al variare del ruolo dell’artista nel contesto sociale, del mercato dell’arte.

    Natale con l’Arte Contemporanea a Venezia” vuole essere un evento atto a riflettere su queste trasformazioni, fisiche e di senso, del lavoro dell’artista, promuovere l’originalità dell’opera autentica, la sua unicità e il suo valore intrinseco di bellezza ed armonia.

    Il prodotto artistico come scrigno di sensibilità, memoria, sapienza, emozione, che diviene patrimonio durevole e luogo di rifugio per l’anima, creando un punto d’incontro fra contenuti e sentimenti, espressi e condivisi.

    L’esposizione mira a mettere in evidenza tali caratteristiche identificative dell’oggetto d’arte, insieme all’indiscutibile portato tecnico, di conoscenza e di fattura, e al suo valore materiale.

    Poter trarre beneficio dall’ammirazione e dalla gratificazione costante che la rappresentazione visiva di un sentimento, impressione, memoria, intuizione, pensiero, forgiati nella materia in maniera persistente, irripetibile, significante, è il dono imperituro che l’artista compie mettendo a frutto il proprio talento.

    Per comprendere ed apprezzare la qualità vivificante del potere creativo, la sua natura edificante e di rigenerazione.

    In esposizione opere degli artisti:

    Alexandra Van Der Leeuw, Anna Concetta Porcino, Barbara Zaccheo, Carmelina D’Agati, Chiara Pradella, Dina Moscato, Fiorella Brenna, Germana Bedont, Gianluca Fratini, Gianni Giannettino, Giovanna Cutrone, Lada Stukan, Lilia Kaluzhyna, Luciana Perego, Marino Salvador, Matteo Milli, Monica Bonaventura, Nadia Ferrari, Piergiorgio Dessì, Riccardo Passuello, Roberta Musi, Roky Marchese, Simona Impellizzeri, Tiziana Tardito.

    Venice Art Gallery, Calle del Tragheto 2799, Dorsoduro (fra Campo San Barnaba e Ca’ Rezzonico).

    La mostra resterà visitabile fino al 10 Gennaio.

    Orari di apertura: giovedì – domenica 15:00 – 19:00. Ingresso libero nel rispetto delle attuali norme anti-Covid.

    Per informazioni:

    Maria Palladino

    3341695479

    [email protected]

  • Marte, Bus 60

    il singolo della cantautrice di Torino

    Bus 60 è un brano scritto a novembre 2019. in quel periodo – racconta Marte- capitava abbastanza spesso di incontrare sul pullman (in realtà n.62), una ragazza con cui avevo avuto una storia importante, la prima, in età adolescenziale.
    Questi incontri fugaci l’hanno spinta a riflettere sulla sensazione del ritrovarsi dopo anni a guardarsi di nascosto, a sentirsi in imbarazzo, a stare vicini quasi “spalla a spalla” in un ambiente come il pullman che costringe alla vicinanza forzata. E allora bisogna fare attenzione a non sfiorarsi , né a salutarsi.
    È buffo come una persona che hai amato e con la quale in passato hai condiviso un pezzo della vita, possa diventare anni dopo una perfetta estranea. Una delle tante persone sul bus 60.

    Martina Chiapperini, in arte Marte, nasce a Torino nel 1995. Il suo percorso artistico ha inizio quando a soli 13 anni inizia a scrivere i primi testi e le prime poesie; dopo alcuni anni di inattività, raggiunti i 19 anni riprende a scrivere con più consapevolezza e maturità fino a quando, mossa dal bisogno sempre più grande di dare sfogo alla sua passione per la musica, abbandona l’Università. Poco tempo dopo per dare forma al suo progetto inizia a collaborare con produttori, a prendere lezioni di canto e a suonare la chitarra; ha inizio così un periodo di forte composizione e produzione dei brani.

    https://www.instagram.com/marteneltempo/
    https://youtube.com/channel/UCNXvBHUs-Ho64EF82rQTmgQ
    Spotify

  • Iscrizione all’Anagrafe Canina e microchip, informazioni utili

    Hai un cane? Se non lo hai ancora sottoposto all’impianto del microchip e all’iscrizione all’Anagrafe Canina, provvedi subito: queste due operazioni (che di solito vengono effettuate contestualmente) sono infatti obbligatorie per legge.

    Ciò significa che il loro mancato adempimento comporta una sanzione. Occhio anche ai termini: i cuccioli vanno microchippati entro i primi due mesi di vita, mentre per i cani già adulti ci sono trenta giorni di tempo dalla data in cui se ne entra in possesso.

    Ma in cosa consiste esattamente questa procedura e chi può eseguirla? Il cane e il proprietario devono recarsi insieme da un veterinario abilitato: la presenza del legittimo proprietario è strettamente necessaria in quanto, una volta completata la procedura, servirà la sua firma sul certificato di iscrizione.

    Il proprietario (maggiorenne) dovrà fornire il suo documento di identità, il suo codice fiscale e la ricevuta di un versamento di 8 euro effettuato su conto corrente postale intestato alla propria ASL di residenza.

    Il veterinario provvederà ad inoculare il microchip al cane tramite iniezione sul lato sinistro del collo o fra le scapole. Questo intervento ha un costo, variabile da veterinario a veterinario.

    Il microchip è un minuscolo dispositivo biocompatibile e inerte: il suo inserimento è completamente indolore, e il cane può conviverci senza fastidi.

    Non emette mai alcun tipo di onda o vibrazione: si attiva solo quando viene sollecitato da un apposito lettore.

    In quel caso, restituisce il codice univoco di 15 cifre al suo interno che serve ad identificare il cane e il suo proprietario.

    Si comprende quindi quanto sia preziosa questa misura per combattere il randagismo, ritrovare il proprio amico peloso in caso di smarrimento o dimostrarne la proprietà in caso di furto.

    Il microchip, inoltre, è indispensabile per viaggiare: solo in cani che ne sono dotati, infatti, possono ottenere il Passaporto Europeo.

    Una volta inoculato il dispositivo, il veterinario iscrive il cane all’ Anagrafe Nazionale Canina creando sul relativo database una scheda identificativa del cane.

    In questa scheda sono contenuti tutti i riferimenti del peloso, compresi il numero del microchip e i dati personali del proprietario.

    Così, in caso di smarrimento, le autorità competenti potranno risalire al proprietario tramite la semplice lettura del microchip.

    Per questo è molto importante che i dati sulla scheda dell’Anagrafe siano sempre aggiornati: ogni variazione va sempre comunicata tempestivamente (di solito, allo stesso veterinario che ha registrato il cane) per l’opportuna modifica.

    Importante! Se il tuo cane è già microchippato ma non iscritto all’Anagrafe, non è necessario inserire un altro microchip: basta solo effettuare l’iscrizione.

    Per saperne di più >>

  • Leucemia felina (FeLV), tutto quello che devi sapere

    Il vaccino contro la Leucemia Virale Felina (FeLV) non rientra tra le profilassi obbligatorie del gatto.

    Eppure, in presenza di alcune particolari condizioni, può realmente salvare la vita del tuo micio.

    Perchè? Il motivo risiede nella gravità di questa malattia. La leucemia felina, infatti, è una patologia infettiva molto insidiosa: il gatto colpito, nella maggior parte dei casi, muore nel giro di pochi anni fra atroci sofferenze.

    Responsabile della malattia è un virus che attacca i globuli bianchi distruggendo rapidamente le difese immunitarie.

    Così esposto, il corpo si indebolisce sempre di più, contraendo affezioni di vario tipo e manifestando diversi sintomi: i più comuni sono vomito, scolo oculare, perdita di appetito, dispnea, dimagrimento eccessivo, febbre, prostrazione, apatia, disturbi neurologici e intestinali, ingrossamento dei linfonodi, anemia.

    In presenza di questi malesseri, quindi, fai visitare subito il tuo gatto dal veterinario. Contro la FeLV non esistono cure risolutive, ma solo terapie di controllo volte a favorire nel gatto condizioni di vita accettabili.

    Estremamente rara la guarigione: quando l’animale sembra superare la malattia, in realtà il virus si è temporaneamente disattivato, e potrebbe manifestarsi nuovamente anche dopo molti anni.

    L’unica misura efficace contro la leucemia felina, quindi, è la prevenzione. I gatti più a rischio sono quelli che frequentano gli spazi esterni: la FeLV, infatti, ha un tasso di contagiosità altissimo e si trasmette attraverso le secrezioni organiche, quindi basta anche un solo contatto (un morso, un accoppiamento, la condivisione di una ciotola di cibo o acqua) per contrarre il virus.

    Non a caso, i luoghi dove maggiormente si diffonde sono quelli con una forte concentrazione di gatti (come le colonie feline), dove esiste un’elevata promiscuità.

    Se il tuo micio è libero di uscire fuori casa, quindi, vaccinarlo contro la FeLV servirà a metterlo al sicuro.

    Alla vaccinazione, di solito, si raccomanda di associare la sterilizzazione, così da ridurre ulteriormente le possibilità di contagio.

    Rispetto al gatto intero, infatti, il soggetto sterilizzato non sente il bisogno di accoppiarsi o di lottare con gli altri suoi simili.

    Per saperne di più >>

  • Business dei software auto: Stellantis punta a 20 miliardi di ricavi annui dal 2030

    Il ruolo dell’elettornica nelle auto moderne è di cruciale importanza. Per questo motivo Stellantis ha deciso di tuffarsi con vigore nel business, puntando sui prodotti “abilitati per software e abbonamenti“. Tali prodotti hanno come fine quello di garantire una mobilità sempre più sostenibile, grazie proprio al supporto della tecnologia.

    Il mercato dell’auto e il software business

    business auto softwareQuando sia importante un passo del genere si comprende analizzando il momento attuale del settore auto a livello globale.
    E’ in corso una forte crisi del suo core business, perché le forniture di semiconduttori scarseggiano. E senza semiconduttori non si possono creare i chip, quei micro-cervelli elettronici che ormai controllano tutto all’interno delle nostre auto. Meno auto si producono, meno se ne vendono, come confermano gli indicatori di volume del settore.

    Per questo Stellantis si è mossa in diverse direzioni.

    Le partnership

    Il colosso automobilistico ha definito una partnership con Foxconn, azienda taiwanese leader nel business di componenti elettrici ed elettronici per gli OEM, per progettare e vendere insieme nuovi semiconduttori flessibili per il settore automotive.
    La partnership sosterrà le iniziative di Stellantis per ridurre la complessità dei semiconduttori, progettare una nuova famiglia di semiconduttori costruiti appositamente per i veicoli Stellantis, e fornire capacità e flessibilità in questo settore, che come detto è sempre di maggiore importanza per l’auto-market.

    Gli investimenti

    Inoltre Stellantis ha deciso di investire oltre 30 miliardi di euro entro il 2025, per effettuare la sua trasformazione nel software e nell’elettrificazione.
    L’azienda conta di arrivare ad avere alle proprie dipendenze ben 4.500 ingegneri del software, creando hub di talenti in tutto il mondo. Inoltre verranno realizzate tre nuove piattaforme tecnologiche entro il 2024: Stla Brain, Stla SmartCockpit e Stla AutoDrive. Mira quindi a diventare un market maker di primo piano nel business dell’elettrificazione.

    I ritorni previsti

    Se tutto andrà come programmato, ciò dovrebbe garantire alla compagnia circa 4 miliardi di euro di fatturato annuo entro il 2026 e intorno a 20 miliardi di euro entro il 2030. Nel giro di pochi anni quindi l’investimento si ripagherà da solo, e poi comincerà a generare grandi profitti.

  • PREMIO CITTA’ DI QUILIANO: 10 e 11 dicembre Premio per la Canzone d’Autore Emergente in provincia di Savona con ospiti Vasco Brondi, Mauro Ermanno Giovanardi, Gianluca De Rubertis, Federico Sirianni ed Helle

    Presentazione pubblica al Media Center della cittadina in provincia di Savona venerdì 10 dicembre alle ore 17

     

      

     

    Dopo il contest nazionale che ha individuato ben 43 artisti pre-selezionati tra le moltissime proposte musicali provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, sono stati individuati i 12 artisti che si esibiranno al PREMIO CITTA’ DI QUILIANO, venerdì 10 e sabato 11 dicembre al Teatro Nuovo di Valleggia, Quiliano (SV), per concorrere all’assegnazione del “Premio nazionale per la Canzone d’Autore Emergente”.

     

    Ecco l’elenco:

    Ella Nadì (Eleonora Cappelluti) da Torino;

    Donix (Donatella Scarpato) da Pollena Trocchia (Napoli);

    Massimiliano D’Ambrosio, da Roma

    Innocente (Giorgio Innocente), da Salice Salentino (Lecce)

    Fran (Francesco Paolo Somma), da Castellammare di Stabia (NA)

    Juri Mattia, da Palestrina (RM)

    Emma Pescio, da  Vado Ligure (SV)

    Roberto Pezzini, da Gubbio

    Nicola Paltrinieri, da Arezzo

    Marco Francia, da Cairo Montenotte (SV)

    Noma (Greta Dressino), da Finale Ligure (SV)

    Christian Gullone, da Sanremo (IM).

     

    La manifestazione ha come obiettivo la valorizzazione di cantautori e gruppi emergenti, promuovendo artisti rappresentativi delle tendenze in atto nella canzone italiana. In sala sarà presente una prestigiosa giuria con produttori, giornalisti e cantautori di fama nazionale.

    Novità assoluta di questa edizione l’istituzione del Media Center che verrà allestito presso la Biblioteca Comunale in Piazza Costituzione, sempre a Quiliano, e che sarà aperto al pubblico con ingresso libero venerdì 10 alle ore 17.00 per la presentazione degli artisti e della giuria, e sabato 11 alle ore 11.00 per un altro incontro con i protagonisti della manifestazione.

    Nelle due serate saranno ospiti anche prestigiosi protagonisti della canzone d’autore italiana: tra cui Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica) a cui verrà consegnato il premio “Un Autore per la Musica Italiana”, poi Gianluca De Rubertis e Mauro Ermanno Giovanardi.

    Venerdì 10 sarà ospite anche Federico Sirianni, considerato tra i più importanti eredi del cantautorato genovese, che verrà premiato per il suo nuovo album “Maqroll”.

    Tra gli altri ospiti sarà presente Helle, cantante e producer bolognese vincitrice del “Premio Lunezia New Mood” per le nuove proposte.

    Durante la manifestazione si esibiranno anche Anna Luppi, vincitrice della scorsa edizione, e Jacopo Perosino, vincitore lo scorso anno del premio per il miglior testo, oltre ad alcuni artisti locali che hanno recentemente avuto un successo di respiro nazionale: Arianna Manca, Jacopo Ottonello e Marco Caudullo.

    A condurre le serate Sabrina Calcagno e Silvia Paonessa.

    L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale E20, in collaborazione con la “Rete dei Festival”, con il patrocinio della Città di Quiliano e del “M.E.I. – Meeting degli Indipendenti” e la direzione artistica di Roberto Grossi.

    La serata di venerdì 10 è a ingresso libero (su prenotazione, fino a esaurimento posti), mentre per la serata di sabato 11 è previsto un biglietto di € 12.00.

    Per prenotazioni si può scrivere alla email [email protected] oppure telefonare al numero 335 6671370

     

    Facebook https://www.facebook.com/Premio-Nazionale-per-la-Canzone-dAutore-Emergente-175949839230622/ 

    EVENTO FB https://fb.me/e/4s7BXlyJu 

  • AL VIA LA NUOVA COLLABORAZIONE TRA DOMITYS QUARTO VERDE E AMICI DELLA PEDIATRIA I PICCOLI E I SENIOR DI BERGAMO PER LA PRIMA VOLTA INSIEME PER NATALE

    Una nuova partnership, nel cuore di Bergamo, dedicata allo scambio intergenerazionale, vede per la prima volta insieme i senior di Domitys Quarto Verde e i bambini in cura presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII nell’ambito del progetto “Crescendo Giocando”.

    Appuntamento il 10 dicembre in diretta streaming

    Proseguono le iniziative e i progetti di inclusione a cura di Domitys Quarto Verde, la prima struttura in Italia interamente dedicata agli “over” attivi, nel cuore di Bergamo. Con l’obiettivo di favorire lo scambio intergenerazionale e creare coesione sul territorio, Domitys ha intrapreso una nuova e importante collaborazione con Amici della Pediatria, l’Associazione nata nel 1990 presso l’USC di Pediatria degli Ospedali Riuniti di Bergamo con lo scopo di agire a sostegno e ad integrazione dell’Ente pubblico per migliorare l’assistenza ai bambini ricoverati e per dare supporto alle loro famiglie.

    Al via in diretta streaming, venerdì 10 dicembre, alle ore 16.00, la prima iniziativa che vedrà protagonisti i residenti di Domitys Quarto Verde e i bambini in cura presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII, nell’ambito del progetto “Crescendo Giocando” di Amici della Pediatria. Per la prima volta, grazie al collegamento streaming, i bambini coi loro genitori e i residenti realizzeranno insieme, con le loro mani, una decorazione natalizia, utilizzando didò, formine, pastelli a cera, glitter, colla e tutti i materiali necessari forniti nei 100 kit appositamente assemblati e donati dai senior di Domitys Quarto Verde.

    Creatività e voglia di giocare saranno le parole chiave: da una parte un’occasione preziosa, per ogni bambino, di manifestare interessi e predisposizioni attraverso attività che favoriscono, anche se a distanza, interazione tra coetanei; dall’altra, la possibilità di confrontarsi con un’altra generazione, instaurando un rapporto di scambio reciproco da cui adulti e bambini escano arricchiti.

    «Siamo molto felici di poter annunciare questa nuova collaborazione ha dichiarato Orietta Coppi, Direttrice di Domitys Quarto Verde. Domitys intende unirsi alla mission di Amici della Pediatria aprendo, anche a distanza, le porte al dialogo tra generazioni differenti e promuovendo momenti che si rivelino educativi sia per i bambini che per i senior di Quarto Verde, in un modo unico e divertente per favorire lo sviluppo sociale, fisico, cognitivo ed emotivo di ogni età».

    «È sempre molto bello collaborare con chi desidera dedicare le proprie attenzioni e creare delle esperienze per i bambini in ospedale; sono momenti che regalano emozioni e ricordi indelebili nella loro crescita. Sono convinta sarà un pomeriggio di incontro meraviglioso con un Babbo Natale creativo e tutti i senior di Domitys Quarto Verde ha raccontato Milena Lazzaroni, Presidente degli Amici della Pediatria. Ringrazio Domitys per la sensibile ed attenta vicinanza alle nostre attività in ospedale».

     

     

     

     

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    Fondata nel 1998, DOMITYS è leader in Francia nelle soluzioni abitative che integrano servizi per la terza età attiva. Il Gruppo nasce da AEGIDE, realtà da 3.000 dipendenti, il cui azionista di maggioranza è NEXITY, gruppo francese leader del mercato immobiliare. DOMITYS risponde alle nuove esigenze dettate dall’invecchiamento della popolazione, mettendo a disposizione di senior ancora autosufficienti soluzioni abitative confortevoli e indipendenti, aprendo così la strada a un nuovo modo di vivere la terza età, in piena libertà e con la garanzia di una vita sociale attiva.

    Materiali stampa e immagini sono disponibili al link Google Drive:
    https://drive.google.com/drive/folders/113jwsGovkydNEHseK4Z02XY-spzlTIvu?usp=sharing

  • CISCO: “Per sempre giovani” è il toccante ricordo in musica delle giovani vittime della strage del Salvemini del 6 dicembre 1990.

    Il brano è contenuto in “Canzoni dalla soffitta” disco con cui il cantautore emiliano celebra i 30 anni di carriera

     

     

    In radio dal 6 dicembre

     

    Il 6 dicembre 1990 un aereo in avaria abbandonato dal pilota precipita nell’aula di una scuola superiore di Casalecchio di Reno. Muoiono 12 ragazzi e un tredicesimo si suicida poco tempo dopo, ma quella strage che porta il nome dell’Istituto Salvemini in cui accadde, è rimasta impunita e senza memoria. Lo scorso anno, in occasione dei trent’anni dai fatti, Cisco e l’associazione delle vittime si sono incontrati. Ne è nato un brano che racconta gli avvenimenti con gli occhi di un sedicenne degli anni Novanta. Lo stesso titolo della canzone è stato scelto per il documentario girato dal giornalista Stefano Ferrari e per la grafic novel pubblicata a ricordo delle vittime.  

    Il brano è contenuto in “Canzoni dalla soffitta” l’ultimo album del cantautore emiliano, un lavoro che nasce dai rapporti con gli altri nel momento esatto in cui l’idea stessa del contatto con le persone è stata messa in discussione. In questo nuovo progetto discografico di Cisco ci sono gli amici di sempre, la voglia di parlare alle nuove generazioni, raccontando loro di chi ci ha lasciato e, allo stesso tempo, è un disco che scava a fondo nella storia musicale del suo autore, a 30 anni di distanza da quel febbraio 1992 in cui salì per la prima volta sul palco con i Modena City Ramblers

     

    Dicono di “Canzoni dalla soffitta”

    «C’è spazio per la nostalgia con Riportando tutto a casa o in cover in cui vengono omaggiate le spoglie di Tom Joad e i fiori morti degli Stones, così come anche il ricordo di Erriquez non può non provocare il classico groppo in gola: forse ogni tanto è utile ritrovare la purezza e l’ingenuità di quei pomeriggi passati a cantare sotto il palco di Piazza San Giovanni». Rumore

    «Più che un disco è una vera esperienza alla quale non posso rinunciare, fosse solo per il prezioso valore che la memoria porta con se. “Canzoni dalla soffitta” e “Live dalla soffitta” sono un disco solo, un’opera in due momenti unici, un prezioso viaggio di memoria, di storia, di nostalgia e di fragilità». Indie roccia

    «Cisco ha fatto le cose in grande e in questi due dischi ci trovate tutto il suo universo musicale ed umano, un lavoro in bilico tra una serena nostalgia e una grinta futura. Canzoni dalla soffitta che spazzano via la polvere, per volare libere». Il popolo del blues

     

    C e P Cisco produzioni

    Edizioni Impronta 

    Radio date: 6 dicembre 2021

    Release album: 29 ottobre 2021

     

    CONTATTI E SOCIAL

    WWW www.ciscovox.it

    Facebook https://www.facebook.com/ciscobellotti

    Instagram https://www.instagram.com/stefano_cisco_bellotti/

     

    BIO

    Stefano Bellotti, in arte Cisco (nato a Carpi, il 29 luglio 1968), è un cantautore italiano di musica folk rock.

    Nel 1992 entra a far parte di una band appena formatasi, i Modena City Ramblers, e ci rimane fino al finire del 2005, collezionando oltre 1.200 date in Italia e in Europa e vendendo circa un milione di dischi.

    Con i Modena realizza 8 album: “Riportando tutto a casa” (1994), “La grande famiglia” (1996), “Terra e libertà”(1997),  “Raccolti” (1998),  “Fuori campo” (1999),  “Radio Rebelde” (2002),  “Viva la vida y muera la muerte!” (2004) e “Appunti partigiani”(2005)
Nel 2006 inizia la sua carriera da solista pubblicando il disco “La lunga notte”, a cui seguono “Il mulo” nel 2008, “Fuori i secondi” nel 2012, “Matrimoni e funerali” nel 2015, “I Dinosauri” nel 2016 questo  in collaborazione con gli amici “ex Ramblers”, Giovanni Rubbiani ed Alberto Cottica. 
Sono inoltre usciti nel 2009 l’album live “Dal vivo – Volume uno” e del 2013 il “Dal vivo – Volume due”.
 È del 2019 l’ultimo lavoro musicale “Indiani & Cowboy” registrato in Texas ad Austin insieme a Rick del Castillo, produttore americano.

    Nei 15 anni di carriera da solista si susseguono concerti in piazze e feste popolari e tour nei teatri e nei club di tutt’Italia. Per citarne alcuni: del 2007 è il “Venite a vedere tour”, del dicembre 2009  è il tour “’40 anni, storie di Ramblers, d’innocenza, d’esperienza in una formazione inedita insieme a Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, tutti e tre ex Modena City Ramblers; del 2014 è il tour “Oh Belli Ciao” di presentazione dell’autobiografia romanzata scritta a quattro mani con l’amico Carlo Albè che lo accompagna sul palco in uno spettacolo di musica e parole. Nell’autunno-inverno del 2016 c’è una mini tournée de “I Dinosauri” a seguito dell’uscita dell’album omonimo con i due amici ex Ramblers. Tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018 Cisco è impegnato in un fortunato tour teatrale che lo vede sul palco a proporre i suoi pezzi che meglio si prestano alle melodie “in acustico” assieme alle trombe di Simone Copellini e alle chitarre di Max Frignani.

    Nell’autunno 2018 è nuovamente nei teatri italiani a fianco dello scrittore Carlo Albè con lo spettacolo di teatro-canzone dal titolo “Adda Venì Baffone”.

    È dell’autunno-inverno 2019 la nuova avventura sul palco di teatri e club di tutt’Italia “Combat Folk Tour”, progetto musicale nato per festeggiare la maggiore età del disco “Novecento”, pubblicato da Cisco e la Casa del Vento nel 2001, assieme a lui sul palco Luca Lanzi, musicista e cantante della Casa Del Vento, e Francesco “Fry” Moneti, violinista dei MCR. 

    Impossibile non citare l’esibizione al Concerto del Primo Maggio a Roma nel 2009, da solo col suo bodhrán davanti ad un pubblico di 800 mila  persone.

    Cisco ha inoltre collaborato in spettacoli e concerti con: la Casa del vento, Ginevra Di Marco, la Bandabardò, le Mondine di Novi, i Nomadi, Giulio Cavalli e il “The Liberation Project ideato da Dan Chiorboli insieme a Phil Manzanera (Chitarrista dei Roxy Music).

    Durante tutto il periodo del primo lockdown della pandemia, tra marzo e maggio 2020, si collega attraverso i suoi canali social di Facebook e Instagram, quasi quotidianamente regalando “Le canzoni dalla soffitta”, brani tratti dal suo repertorio e alcune cover, in acustico, voce e chitarra, ottenendo uno straordinario numero di visualizzazioni e contatti.

  • L’arte di Ribana Szutor

    C’è vento di uno stile nuovo nell’aria per questa giovane artista Ribana Szutor nata in una terra magica e carica di misteri, la Transilvania. Giovane e molto contemporanea la sua arte va oltre l’immaginazione di chi la osserva, le sue donne hanno una carica emozionale fortissima. Per decenni i pittori hanno ritratto le donne in tutte le loro sfumature, per secoli la donna è stata oggetto d’ispirazione ma nell’arte di Ribana le donne hanno il potere d’incantare attraverso le linee decise del loro corpo e nella maestosità  del nome che portano, donna. Donna come madre, donna come musa, donna che soffre e ama incondizionatamente. L’arte di disegnare emozione è ciò che contraddistingue quest’artista, le sue personali hanno richiamato molti addetti al settore pittorico e si parla di lei già un po’ ovunque nei salotti culturali.

    La sua arte nasce di getto non è premedita dice Ribana Szutor ” Io creo per creare, l’universo femminile è un mondo che nel mio immaginario vive di vita propria, un mondo che va avanti in maniera autonoma e prende forma nel mio immaginario figurativo.” Parole splendide basti pensare che dentro una tela c’è la vita ridotta all’essenziale, i colori del mondo sulle sue tele respirano e le immagine disciolte tra olio e acrilico si trasformano in qualcosa che uno sguardo può addirittura toccare. Ora potete anche ammirare le sue opere raccolte in un libro scritto e illustrato dall’autrice di best seller Nina Monica Scalabrin. Questo libro è un viaggio mistico tra l’arte del colore e della poesia insieme hanno dato vita ad un vero reportage tra l’anima e le linee. Ribana incanta il mondo con la sua immaginazione e noi non possiamo far altro che lasciarla fare.

     

    A cura di Paolo Frezzi Management

     

    Instragram https://www.instagram.com/szutor_ribana_artist/

    Amazon Amazon.it: Ribana Szutor Contemporary Artist – Scalabrin, Nina Monica – Libri

  • Daniel Mannini espone in mostra online il suo “Spazialismo cromatico”

    «“Spazialismo cromatico” ritengo, che non potevamo trovare titolo più azzeccato e più diretto per individuare la formula pittorica con cui si cimenta Daniel Mannini selezionato per entrare nel circuito delle mostre online, da me curate, assieme ad altri artisti contemporanei, parimenti talentuosi e intraprendenti». Esordisce così la Dott.ssa Elena Gollini nel commentare l’ingresso di Mannini nella piattaforma delle mostre online con una serie di opere intenzionalmente scelte tra quelle di più recente realizzazione e con dimensioni medio-grandi. L’esposizione collocata in modo permanente esalta in toto il potenziale comunicativo di Mannini e diventa un ulteriore tassello centrale primario del corollario artistico, che sta costruendosi con autentico amore e passione per la pittura. Inoltre la Dott.ssa Gollini si è soffermata nel rimarcare: «Il termine spazialismo ben si addice alla visionarietà di tendenza astratta, che caratterizza il fare pittorico di Daniel e canalizza la sua produzione in una sfera dimensionale molto estesa e dilatata, che si protende virtualmente verso uno spazio infinito e infinitesimale, dove ogni limite e ogni vincolo viene superato e dove la rappresentazione diventa libera, affrancata da ogni vincolo e assurge a vessillo simbolico di spontaneità, di naturalezza, di esternazione incondizionata. Lo spazialismo verso cui si rivolge e convoglia lo spirito artistico di Daniel è dunque sinonimo e metafora di una liberazione esistenziale a tutto tondo, di una concezione creativa, che si rende portavoce di messaggi non filtrati e di una concettualità scevra da cliché massificanti. Lo status cromatico è un punto cardine nevralgico per la sua ispirazione e coniugato allo spazialismo dinamico diventa ancora più accentuato nel suo flusso energetico avvolgente, che cattura e catalizza l’occhio dello spettatore, altrettanto quanto una calamita attira e attrae a sé il metallo. L’esplosione cromatica si ravviva e si rivitalizza attraverso la spazialità ad infinitum e consente una fruizione permeante innescando un ponte di connessione dove passato, presente e futuro si pongono insieme sullo stesso livello temporale e producono una suggestione fantastica davvero trionfale».

    VISITA LA MOSTRA

  • “Acqua su tela”: il calendario 2022 del Gruppo Acque Minerali Bracca

    L’elemento naturale protagonista del

    tradizionale calendario Bracca, reinterpretato, in molteplici modi e sfumature, dal pennello degli artisti che hanno

     segnato la storia dell’arte mondiale da Caravaggio a Magritte.

     

    Il Gruppo Acque Minerali Bracca e Pineta, leader del settore nel panorama italiano, con il calendario 2022 porta in un viaggio nella storia e nella bellezza di grandi opere d’arte con protagonista l’acqua. Che sia sullo sfondo o parte principale del dipinto, sarà possibile osservare la maestria con cui i più grandi artisti della storia hanno interpretato questo bene naturale.

     

    Il calendario, che il Gruppo realizza da più di 30 anni, quest’anno si intitola “Acqua su tela” e ritrae 13 dipinti internazionali legati all’acqua. Protagonisti nei prossimi mesi saranno: “Notte stellata sul Rodano” (1888) di Vincent van Gogh, “Nascita di Venere” (1485 c.) di Sandro Botticelli, “Narciso” (1594-1596) di Michelangelo Merisi da Caravaggio, “Sulla spiaggia” (1873) di Edouard Manet, “Impressione al levar del sole” (1872) di Claude Monet, “Stagno delle ninfee, armonia verde” (1899) di Claude Monet, “Lago di Annecy” (1896) di Paul Cézanne, “Bisce d’acqua II” (1904) di Gustav Klimt, “Ragazza alla finestra” (1925) di Salvador Dalì, “La grande onda” (1830) di Katsushika Hokusai, “Decalcomania” (1966) di René Magritte, “Paesaggio invernale” (1909) di Wassily Kandinsky per concludere con ”L’acqua selvaggia” (1934) di Paul Klee.

     

    Chi fosse interessato a ricevere una copia del calendario può rivolgersi, fino a esaurimento copie, a: [email protected]

     

     

    I QUADRI E GLI ARTISTI PROTAGONISTI DEL CALENDARIO

    Gennaio: “Notte stellata sul Rodano” (1888) di Vincent van Gogh

    Una delle opere più famose dell’artista, ritrae un cielo rischiarato da una moltitudine di stelle che si riflettono nelle acque blu del Rodano. La naturalezza degli astri viene contrapposta all’artificialità dei lampioni a gas. Nell’opera viene utilizzata una sola tinta e van Gogh la sviluppa in tutte le sue possibili sfumature.

     

    Febbraio: “Nascita di Venere” (1485 c.) di Sandro Botticelli

    In questo dipinto senza tempo, l’acqua viene raffigurata come forza motrice della natura, fonte di vita e simbolo di purezza. Viene rappresentata attraverso i miti dell’antica Grecia nella nascita della dea Venere, dipinta come l’ideale universale della perfezione e della bellezza femminile.

     

    Marzo: “Narciso” (1594-1596) di Michelangelo Merisi da Caravaggio

    L’acqua è protagonista, seppur drammatica, anche nella pittura profana del Seicento, nell’interpretazione in chiave moderna del mito di Narciso, il cacciatore che si innamorò a tal punto della sua immagine riflessa in un torrente, da annegarci. Caravaggio ne ritrae il momento in cui il giovane vanesio si avvicina all’acqua, che per lui sarà mortale.

     

    Aprile: “Sulla spiaggia” (1873) di Edouard Manet

    Nel dipinto vengono raffigurati la moglie e il fratello del pittore su una spiaggia, con il mare attraversato da alcune barche a vela. Con grande padronanza Manet ha riprodotto un mare completamente realistico alternando sfumature di strisce orizzontali con i vari colori.

     

    Maggio: “Impressione al levar del sole” (1872) di Claude Monet

    Dipinto chiave nella corrente dell’Impressionismo, ha un unico elemento dominante, l’acqua. Raffigura un paesaggio marino, un porto immerso in una leggera nebbiolina all’alba, dove si possono distinguere barche di pescatori e in lontananza il sole rossastro che emette raggi aranciati che si riflettono nell’acqua.

     

    Giugno: “Stagno delle ninfee, armonia verde” (1899) di Claude Monet

    L’acqua è l’elemento naturale che più incanta l’artista, essendo in costante mutamento, al punto da passare giornate intere nel suo giardino per ritrarre una parte di questo stagno. L’opera viene divisa in due parti da un ponte ad arco, che si inserisce perfettamente nella natura che lo circonda.

     

    Luglio: “Lago di Annecy” (1896) di Paul Cézanne

    Il lago cristallino è protagonista del dipinto di Cézanne in cui il colore prevale sulla linea e la presenza dell’elemento acqua di basa sulle differenza cromatiche nei toni del blu e del verde.

     

    Agosto: “Bisce d’acqua II” (1904) di Gustav Klimt

    L’artista viennese rappresenta il serpente e l’acqua, simboli scelti per trasmettere un erotismo sottinteso, mai volgare. Questo carattere viene espresso nella sinuosità dei cormi nudi e allungati delle quattro donne, con un intreccio ininterrotto di capelli, alghe, sensi, sguardi e gesti.

     

    Settembre: “Ragazza alla finestra” (1925) di Salvador Dalì

    Questa rappresentazione risale a quando Dalì non si era ancora approcciato al Surrealismo. Ritrae la sorella dell’artista che ammira lo splendido paesaggio del mediterraneo. Un mare azzurro e intenso come il cielo, con leggere onde che lo increspano dolcemente.

     

    Ottobre: “La grande onda” (1830) di Katsushika Hokusai

    L’artista prende ispirazione dallo stile shan shui, forma artistica originaria della Cina in cui i soggetti più ricorrenti sono montagne, fiumi e cascate. Raramente la natura veniva raffigurata come forza divina in grado di condizionare la vita umana.

     

    Novembre: “Decalcomania” (1966) di René Magritte

    L’opera ci fa riflettere sui limiti umani rispetto a quanto ci è dato vivere, vedere e conoscere della natura e dell’universo, lasciandoci la possibilità di intravedere solo un’infinitesima parte dell’immensità del mare.

     

    Dicembre: “Paesaggio invernale” (1909) di Wassily Kandinsky

    Un inverno unico e pieno di colori quello rappresentato nell’opera di Kandinsky. Anche l’acqua, in sottoforma di cristalli di neve non ha il suo normale colore bianco ma diventa un tripudio di colori.

     

    Overview 2023: L’acqua selvaggia” (1934) di Paul Klee

    L’acqua viene raffigurata con segni grafici estremamente semplici e linee sinuose che si rincorrono. Un dipinto che ci trasmette con vigoria tutta la forza espressiva di questo elemento naturale.

     

  • A Natale la ricerca è la scelta giusta

    Anche quest’anno è possibile sostenere la ricerca prendendosi cura di sé stessi 365 giorni l’anno. Come? Scegliendo l’agenda del cuore di ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus. Un regalo di Natale per aiutare la Ricerca sulla Trombosi a sconfiggere le malattie provocate da Trombosi come Infarto, Ictus, Embolia, Trombosi venosa ed arteriosa.

    Questo Natale investiamo sulla nostra salute e su quella di chi amiamo: sotto l’albero tra i doni da scartare, mettiamo anche l’Agenda del cuore di ALT Onlus – invita la presidente di ALT Lidia Rota Vender – L’Agenda del cuore è un’amica che ogni giorno ci permette di conoscere i nemici del nostro cuore e ci insegna a prevenire e combattere le malattie cardiovascolari, che ancora oggi rappresentano la prima causa di morte in tutto il mondo. Prendersi cura di noi stessi è l’arma più potente che abbiamo, insieme alla ricerca scientifica”.

    L’agenda del cuore di ALT è una vera e propria compagna di vita, con schede informative per mantenere in salute cuore, cervello vene e arterie, per imparare a riconoscere i sintomi, e riducendo i fattori di rischio delle malattie da Trombosi. Un viaggio lungo un anno con grafici e consigli che incoraggiano a prendersi cura di sé, giorno dopo giorno, prestando attenzione allo stile di vita.

     

     

    COME RICEVERE UNA O PIÙ COPIE DELL’AGENDA

    ALT invierà l’agenda all’indirizzo che vorrete indicare dopo aver ricevuto la donazione di 20€ per ciascuna copia da fare in Banca all’IBAN IT24X0306234210000002304085, in Posta al numero di c/c postale 50 29 42 06 intestati a ALT Onlus con causale Agenda 2022 oppure online su www.trombosi.org.

     

    Previo appuntamento è possibile ritirare copia dell’Agenda in ALT ONLUS:

    Via Lanzone, 27 – 20123 Milano, dal lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00.

     

    I LINK DI RIFERIMENTO:

    Sito Istituzionale ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus http://www.trombosi.org/

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  • Municipia S.p.A.: l’importanza di introdurre competenze efficaci nelle PA per garantire la messa a terra del PNRR

    Stefano De Capitani, alla guida di Municipia S.p.A., di recente ha parlato di come rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione: un’apertura al partenariato pubblico – privato, così da risolvere anche il problema della mancanza di personale nei Comuni, cruciale per garantire la realizzazione dei progetti del PNRR.

    Municipia S.p.A.

    Municipia S.p.A.: il Presidente Stefano De Capitani fa il punto sul PNRR e sulle capacità dei Comuni di portare avanti i progetti

    Municipia S.p.A. è una società leader in progetti per smart city e trasformazione digitale per le città di ogni dimensione. Parte del Gruppo Engineering, è guidata da Stefano De Capitani che, di recente, si è espresso in merito al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), riflettendo sulle Pubbliche Amministrazioni e sui problemi che devono fronteggiare. Per sfruttare al meglio le risorse provenienti dal Piano, infatti, occorrerebbe prima una riforma della Pubblica Amministrazione, così che questa possa essere efficiente e preparata ad affrontare le sfide che la attendono. Al momento però non è così: in Italia le criticità sono molte e variano dalla carenza di personale alla mancanza di competenze da parte di chi è già assunto. Il manager alla guida di Municipia S.p.A. l’ha sottolineato in un intervento: tali problematiche non potranno essere risolte nel breve tempo, di sicuro non entro i mesi previsti tra progettazione e attuazione del PNRR.

    Municipia S.p.A.: secondo Stefano De Capitani bisogna puntare al partenariato tra pubblico e privato

    “In queste settimane abbiamo ascoltato gli appelli dei sindaci per lo snellimento delle procedure e per un’adeguata integrazione degli organici”, ha evidenziato Stefano De Capitani, a capo di Municipia S.p.A. dal 2017. “Le prime risposte del Governo sono collaborative, ma offrono soluzioni parziali, valide solo nel breve periodo oppure rimedi che chiedono l’attivazione di meccanismi ancora da costruire. È la macchina dell’amministrazione pubblica italiana che deve essere messa in grado di funzionare bene e il ritardo di anni non può essere recuperato in maniera efficace nel breve tempo concesso”. La strada dunque è quella del partenariato pubblico – privato, in modo da trovare le risposte concrete che la Pubblica Amministrazione cerca. “Siamo pronti ad affiancare i Comuni”, conclude Stefano De Capitani. “Il buon esito dell’opportunità che ci offre l’Europa può essere messo a frutto, nei tempi prefissati, se il personale pubblico lavora a fianco di chi ha self ability, di chi può affrontare meccanismi di progettazione e gestione complessi avendo a disposizione strumenti all’avanguardia”.

  • Immobili: la pandemia non lascia ripercussioni sui mercati

    La pandemia da Covid-19 e la ripresa della curva dei contagi in Italia non sembrano mutare in peggio il quadro relativo al settore immobiliare. A dirlo è l’indagine congiunturale sul mercato condotta da Banca d’Italia, Agenzia delle Entrate e TecnoBorsa su un campione di 1425 agenti immobiliari, al fine di comprendere lo stato di salute del comparto nel periodo fine 2021 e inizio 2022.

    Per il 67,2% del campione i prezzi rimarranno pressoché stabili fino alla fine dell’anno, mentre per l’inizio del prossimo il 30,4% si aspetta un ulteriore ribasso e il 31,5% un rialzo. In linea di massima, si accorciano i tempi di vendita, che passano dalla media di 7,5 mesi del 2020 a quella di 6,4 mesi.

    Ancora decisivo risulta essere il mutuo ipotecario: il 71,3% delle compravendite, infatti, è stato possibile grazie a questo strumento (il 2° trimestre era 69,6%), frutto di tassi di interesse sostenibili in grado di far crescere la domanda. Di contro, nel nostro Paese rimane il problema dell’accesso al credito per il 21,3% degli intermediari, un fattore che comporta la rinuncia all’acquisto da parte dei clienti.

    Sugli effetti della pandemia, invece, la maggior parte degli intervistati non sembrano avere preoccupazioni. Ben il 64,2% del campione la pandemia può essere un motore di stimolo alla domanda, con prospettive nel prossimo biennio che si mantengono tutto sommato positive, nonostante sul mercato perduri una problematica relativa all’incontro equilibrato domanda/offerta, e in questo l’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa sa bene come operare.

  • Ristrutturazione casa: il Bonus Mobili con la sostituzione infissi

    Con la Legge di Bilancio 2022 sarà prorogato fino al 2024 il Bonus Mobili e grandi elettrodomestici, ovvero uno degli incentivi fiscali più richiesti dai contribuenti italiani negli ultimi anni, ma tra quelli ad essere più vincolati ad altri interventi per la riqualificazione della casa. Un bonus legato anche alla sostituzione infissi. E a chiarire questo importante aspetto ci ha pensato l’Agenzia delle Entrate.

    Il Bonus Mobili, cioè la detrazione del 50% della spesa sostenuta per il loro acquisto, è un’agevolazione di cui è possibile beneficiare esclusivamente per l’immobile in cui sono in corso lavori di ristrutturazione e per il quale è stato riconosciuto il Bonus Ristrutturazione. In sostanza, parliamo di due bonus strettamente interconnessi.

    Ma cambiare le vecchie finestre dà diritto al Bonus Mobili? Bene, la risposta è affermativa in virtù della natura dell’intervento. Facciamo un esempio concreto. Sostituire le vecchie finestre con delle nuove nell’ambito della ristrutturazione di una casa, consente di fruire del Bonus Mobili in quanto questa operazione rientra nel novero di quelle di manutenzione straordinaria.

    Ovviamente, deve trattarsi di infissi esterni con caratteristiche tecniche e materiali diversi da quelli sostituiti.

  • Italian Design Days. Le cucine VezzDesign a Expo Dubai

    La giovane realtà di Crema porta le sue creazioni nel prestigioso show-room internazionale Casamia.

    Il 2021 è stato un anno davvero scoppiettante per la ripresa degli eventi. VezzDesign sta per concluderlo in grande stile, portando la rivoluzione in cucina a Dubai in occasione di Expo 2020. Attraverso il supporto di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, infatti, l’azienda è stata selezionata tra le realtà produttive locali più innovative nel settore arredo e design.

    Con orgoglio e gratitudine per l’importante opportunità che è stata offerta alla giovane realtà, il presidente Massimo Vezzoni ha potuto porre sotto i riflettori del fervido scenario internazionale la sua rivoluzionaria idea di cucina personalizzabile e total-green, interamente made in Crema.

    Una delle creazioni VezzKitchen ha così trovato posto all’interno di Casamia, uno dei più prestigiosi furniture showroom di Dubai, e permetterà a un pubblico numeroso e aperto agli stimoli di conoscere da vicino il valore aggiunto di queste innovative e dinamiche cucine: eterne, in virtù della struttura in acciaio, versatili grazie alle finiture intercambiabili tramite il sistema klik-klak, e 100% ecosostenibili.

    www.vezzdesign.it

  • HELLE “Tu mi volevi bene” è il nuovo singolo estratto dal disco della cantante e producer che mescola pop ed elettronica

    I rapporti d’amore sanno brillare di luce accecante o inabissarsi in un’estrema cupezza, la stessa descritta in questo brano

    In radio dal 3 dicembre

     

    Quando un amore diventa disonorevole significa che si crea un confine sottile che lo isola dalla felicità. Pace e rabbia, leggerezza e inadempienza sono opposti che convivono dentro questo confine, rimbalzando fra le sue pareti senza trovare sfogo. In questa condizione il volersi bene non può che appartenere ad un’azione passata, ormai non più comprensibile. 

    Il singolo è parte di “Disonore”, disco electro pop che caratterizza il nuovo corso artistico e professionale di Helle, cantautrice e producer bolognese, 

    «Disonore è il viaggio sporco nella periferia di noi stessi. È un esilio forzato, una vergogna che diventa uno scrigno abominevole nel cuore. È prendere coscienza del fatto che nella vita non si faccia altro che scendere a patti con la gente: per sopravvivere ci incastriamo nei meccanismi di chi non ci capirà mai». Helle

     

    Dicono di “Disonore” 

    «Elettronica e sapori vintage dentro strutture tutt’altro che ferme alla forma pop da cassetta. L’indie italiano trova qui l’ennesima rottura di stile contro modelli che cercano la propria personalità sempre rivolgendosi a stilemi passati». Ophelia

    «“Disonore” fa parte di quella schiera di dischi “pericolosi” perchè fanno riflettere, pensare e rimettere in discussione le certezze della vita. E così ci accorgiamo che tutto quello che diamo per scontato in realtà è solo il frutto di nostre convinzioni arbitrarie. Ecco, queste dieci canzoni sono spunti interessanti da cui partire o lidi incerti a cui approdare preparandosi alla prossima tappa» Low Music  

    «un lavoro ampiamente rivolto alla società, personale e di contorno… dai social media alle paure più nascoste dentro di noi che magari evitiamo di mostrare o di confessare anche a noi stessi» Just Kids Magazine

    «Helle ha una sonorità caratteristica, quindi non è un’artista facile da descrivere. Per semplificare potremmo dire che ha un timbro riconducibile ad Annalisa e una scrittura che potrebbe ricordare la prima Margherita Vicario, ma è più oscura. I paragoni non bastano a comprendere: solo l’ascolto rende l’idea» Ondamusicale

    A poche settimane dall’uscita l’album “Disonore” vince: 

    PREMIO SPECIALE assegnato dal MEI «Per aver affrontato con sonorità spiccatamente elettro-indie e liriche dal forte peso sociale, il tema della Libertà attraverso l’analisi delle sfumature dell’animo umano, soprattutto quello femminile».

    PREMIO LUNEZIA NUOVE PROPOSTE NEW MOOD «Per aver offerto nel brano 2,107 una visione delicata e cruda con tappeti sonori moderni e sperimentali sulla morale delle donne». 

     

    Etichetta: Volume!

    Radio date: 3 dicembre 2021

    Release album: 25 giugno 2021 

     

    CONTATTI E SOCIAL 

    Facebook www.facebook.com/Helle.musica/

    Instagram www.instagram.com/helle.musica/?hl=it

    Canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCUyHqlN2KJZZaI13abFhQhQ

     

    BIO

    Lisa Brunetti, in arte Helle, nasce a Bologna il 14 Giugno 1994. Comincia a scrivere poesie ad 11 anni, a suonare la chitarra dall’adolescenza. Ha lavorato per quattro anni in Fonoprint, dove ha avuto l’opportunità di conoscere e collaborare con Bruno Mariani. Negli stessi anni ha suonato con Ricky Portera. Nel 2016 partecipa ad Area Sanremo arrivando fra i 70 finalisti del concorso. Dopo la pubblicazione di vari singoli in inglese e in italiano, arriva per Helle il momento di intraprendere una nuova fase della sua carriera artistica. Il 19 maggio 2020 esce in radio il singolo “Tra le strade della mia città”, il 27 novembre 2020 arriva il nuovo singolo “Al Pacino”, entrambi prodotti, suonati e arrangiati dalla stessa Helle. Seguono questa uscita i brani “Carovane” e “Rispetto”, mentre il 25 giugno la cantautrice e producer pubblica l’album “Disonore”. 

  • Shop online per il giardinaggio e l’agricoltura

    Tra i numerosi shop online, di tutti i tipi, si può anche individuare quello afferente agli articoli per il giardinaggio e per l’agricoltura, ovvero Agrigarden Group tra i migliori sul mercato. Questo shop online offre ai suoi clienti davvero tutto ciò di cui si può avere bisogno per poter portare avanti questa passione oppure professione.

    Sei interessato a scoprire nel dettaglio quali sono tutte le informazioni in merito a Agrigarden Group, shop online per il giardinaggio e per l’agricoltura? Ottimo, allora non possiamo fare altro che consigliarti di continuare nella lettura del nostro articolo, in quanto cercheremo di spiegarti tutto nel dettaglio in merito!

    Lo shop online Agrigarden Group è portato avanti da esperti di giardinaggio e agricoltura, ed è proprio questo il motivo per cui sarà possibile trovare tutto il necessario: c’è dietro una forte esperienza nel campo che ha permesso di individuare le necessità di tutti coloro che operano in esso.

    Anche grazie ai 30 anni di esperienza sul campo si ha avuto la possibilità di individuare i bisogno di tutti coloro che operano, anche per poter offrire delle soluzioni sempre alternative ed efficaci ad eventuali problematiche che si potrebbero presentare sul lavoro.

    I vantaggi di acquistare da Agrigarden Group

    Ci sono davvero tantissimi vantaggi nell’acquisto sul sito web di Agrigarden Group. In primo luogo si avrà la possibilità di ricevere la spedizione gratuita in 24-48 ore, con assistenza prima, dopo e durante l’ordine, in modo tale da poter essere sempre tutelati anche sotto questo punto di vista.

    Anche sotto l’aspetto dei pagamenti vi è una certa flessibilità: sono ammessi tantissimi metodi di pagamento, in modo tale da potersi adattare alle necessità di ciascuno.

    I prodotti in vendita su Agrigarden Group sono moltissimi, tutti di ottima qualità e venduti a prezzi del tutto accessibili anche a chi vuole addentrarsi in queste operazioni di giardinaggio, anche per propria personale passione. Oltre 8.000 articoli nello shop online proprio per poter avere tutto ciò di cui si ha bisogno sotto questo punto di vista.

    I programmi fedeltà

    Nel caso in cui fossi interessato a procedere all’acquisto su Agrigarden Group, ci teniamo a specificare anche che vi sono presenti dei programmi fedeltà per poter premiare tutti coloro che desiderano essere clienti abituali dello shop online. Si tratta proprio della newsletter, la cui iscrizione è libera ma porta molteplici vantaggi.

    Lo shop online Agrigarden Group offre inoltre uno sconto di 5€ sul primo acquisto nel caso in cui si decidesse di iscriversi alla newsletter, la quale ti permetterà anche di scoprire tutti i nuovi prodotti in offerta e molti consigli in merito al giardinaggio e all’agricoltura, per cui il nostro ultimo consiglio è proprio quello di iscriverti anche a questo programma.

    Non possiamo fare altro quindi che augurarti un buono shopping!

  • Come riconquistare un ex: i consigli del sensitivo Letterius

    In questo articolo daremo delle dritte su come riconquistare un ex. Il sensitivo Letterius ci darà dei preziosi consigli da attuare nella nostra vita.
    Iniziamo la nostra breve intervista.
    Sensitivo Letterius: ” Buon pomeriggio a tutti. Una delle domande che ogni giorno mi vengono poste è come riconquistare un ex. La risposta non è semplice anche perché necessità di un nostro cambiamento interiore. Perché la realtà, che noi vediamo, non è altro ciò che siamo dentro. I legamenti d’amore sono dei validi aiuti ma ovviamente se non cambiamo il nostro modo di pensare, la situazione intorno a noi, potrebbe non migliorare.
    In che senso?
    Sensitivo Letterius: ” Quando si effettua un legamento d’amore bisogna essere positivi e fiduciosi che l’ Universo ci accoglierà la nostra richiesta. Dobbiamo essere grati per tutto ciò che abbiamo. La gratitudine ci insegnano gli antichi maestri è la prima fonte energetica. Un piccolo esercizio che consiglio al mattino da fare, è scrivere in un foglio alcuni motivi per cui siete grati ad esempio: sono grato perché ho una casa, sono grato perché ho una bella famiglia etc..
    Immaginatevi che discende su di voi una pioggia di luce e di energia. Vedrete che la vostra giornata cambierà totalmente aspetto.
    Voi direte ma la gratitudine a che serve per riconquistare un ex?
    Sensitivo Letterius: ” Se volete riconquistare una persona, questa non si avvicina ( salvo casi eccezionali) a una persona che si piange addosso e che vede tutto negativo o nella peggior specie incolpa gli altri per le sue disavventure. Consiglio sempre se il vostro ex vi ha tradito o vi ha fatto delle mancanze non state lì a rinfacciare. Uno degli sbagli che fa molta gente è quello di rinfacciare tradimenti e comportamenti.
    Ormai il passato non si può cambiare, quindi focalizzatevi sul presente e soprattutto sul vostro desiderio di riconquistare il vostro ex” .

    Come riconquistare ex: comportamenti d’attuare

    Sensitivo Letterius: “Magari il vostro ex è più attratto da altre persone che si mostrano più positive. Il segreto oltre nell’ amore ma anche nella vita è circondarsi di positività. Non piangetevi addosso e ne tantomeno vi dovrete far vedere sofferenti e trasandati. Non dovete mica far pietà! Mi raccomando non trascuratevi l ‘ aspetto. Anzi curatevi esteticamente, un aspetto curato permette a voi di stare meglio ma allo stesso tempo di attirare intorno a voi eventi piacevoli. Se volete osare cambiate look! Un altro modo per attirare l’ attenzione del vostro ex.
    Sensitivo Letterius:” Altra regola su come conquistare un ex è non dovete bombardatelo di messaggi, chiamate o chat. Perché così facendo otterrete un comportamento opposto a ciò che mirate. Quindi mi raccomando se avete un briciolo di contatto dosate la comunicazione. Se il vostro ex vi contatta non dovete buttarvi a capofitto. Se in tal caso non avete nessun tipo di contatto, affidatevi ad un bravo mago o sensitivo che vi dirà tutte le dritte.

    Come riconquistare un ex: eliminate tutto ciò che è negativo nella vostra vita

    Sensitivo Letterius: ” Come ho detto circondatevi di positività. Quindi purificate l’ambiente circostante con dell’ incenso e soprattutto allontanatevi dalle persone negative o tossiche. Se volete ben purificare un ambiente mi raccomando buttate tutto ciò che è legato a ricordi tristi o negativi.Un ambiente purificato è un ottimo alleato per attirare l’ energia positiva. Difatti, alcune volte uno dei motivi di allontanamento è un’elevata energia negativa. Questa energia negativa a volte viene emanata da voi, dall’ ambiente circostante o dalle persone vicine ( gelosia, invidia, rancore che nutrono nei vostri confronti).

    Come riconquistare un ex: evitate la gelosia

    Sensitivo Letterius: ” Se volete conquistare un ex non mostratevi gelosi. Anzi cercate voi di far suscitare la gelosia! Ovviamente mi raccomando a non esagerare.
    Un altro aspetto da non trascurare è quello di non parlare male del vostro ex con amici o parenti. A sua volta, non dovete parlare male con il vostro ex di eventi negativi o di persone a lui vicine. Quando vi incontrate cercate di parlare di argomenti piacevoli e non fategli pressione sulla fine della vostra storia. Sarà lui stesso a dirvi che vuole tornare con voi senza forzare la mano”.
    Per chi vuole maggiori informazioni il sensitivo Mago Letterius è uno specialista nei ritorni di fiamma e nel campo della ritualista esoterica.

    L’ energia prodotta dal sensitivo Mago Letterius con le antiche rituologie d’ attrazione, consente il riavvicinamento di coppie in crisi o addirittura separate da tanto tempo. Questo è possibile perché l’ energia dell’ operatore e’ capace di condizionare uno o più soggetti alla ripresa del legame interrotto.

  • Auto: in Emilia-Romagna solo il 2,14% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Emilia-Romagna erano 62.611, vale a dire appena il 2,14% del parco auto della regione, percentuale che fa guadagnare a quest’area il terzo posto nella classifica nazionale. Nello specifico, erano immatricolate 59.089 autovetture ibride e 3.522 elettriche.

    Seppur ancora relativamente contenuto, il numero delle vetture green in Emilia-Romagna è più che raddoppiato (+111%) negli ultimi due anni (erano 29.666 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia dell’Emilia-Romagna con la maggior penetrazione di vetture green è Bologna dove le auto elettriche/ibride rappresentano il 3,40% del parco auto circolante, percentuale che fa guadagnare a quest’area il primo posto nella classifica nazionale. Seguono le province di Modena (2,17%), Reggio Emilia (2,02%) e Parma (1,91%).

    Valori sotto la media regionale per le province di Piacenza (1,70%), Rimini (1,62%), e Ferrara (1,58%). Chiudono la graduatoria la provincia di Ravenna (1,53%) e, all’ultimo posto, quella di Forlì-Cesena (1,36%).

    In valori assoluti, la graduatoria dell’Emilia-Romagna vede al primo posto ancora una volta la provincia di Bologna con 21.227 vetture elettriche/ibride, seguita questa volta da quella di Modena (10.414), Reggio Emilia (7.120) e Parma (5.675).

    Continuando a scorrere la classifica si trova la provincia di Ravenna, dove le auto green sono 4.163, seguita da quella di Ferrara (3.675) e di Forlì-Cesena (3.572). Ultime in classifica sono Rimini (3.568) e Piacenza (3.197).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Emilia-Romagna nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 98.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale