Blog

  • Firmato l’atto costitutivo di “Parma è donna”: l’intervento dell’ex Sindaco Pietro Vignali

    “Parma è donna” è la nuova realtà associativa nata per dar voce al mondo femminile della città. Il gruppo si è costituito come entità giuridica a inizio novembre, occasione a cui ha preso parte anche l’ex Sindaco Pietro Vignali.

    Pietro Vignali

    Pietro Vignali: “Parma è donna”, coltivare le proprie ambizioni senza rinunciare alla vita personale

    “Le donne svolgono un ruolo cruciale nella società e nella famiglia. Per questo sono fondamentali servizi che consentano alla donna di poter svolgere questo ruolo e al contempo poter partecipare appieno alla vita sociale, culturale, economica della città”: ha commentato così Pietro Vignali la nascita di “Parma è donna”, nuova realtà associativa ed espressione del mondo femminile a Parma. In seguito alla firma del manifesto, sottoscritto da oltre 30 persone, l’associazione è diventata ufficialmente un’entità giuridica grazie alla firma dell’atto costitutivo. L’evento ha visto la partecipazione di oltre 60 donne e ha fornito occasione per esporre i principi fondanti dell’associazione. Presente anche l’ex Sindaco Pietro Vignali che, nell’inaugurare la nuova realtà parmigiana, ha sottolineato il ruolo fondamentale delle donne nella società: da qui, la necessità di servizi adeguati che consentano alle donne di essere parte attiva “coltivando le proprie ambizioni e sogni senza rinunciare al proprio tempo libero e al proprio benessere psico fisico”.

    Pietro Vignali: i principi fondanti dell’associazione

    Tre i pilastri al centro di “Parma è donna”, come ricordato anche da Pietro Vignali nell’intervento: la sicurezza, intesa come elemento imprescindibile per una vita in città di qualità; il ruolo cruciale della donna all’interno della società e della famiglia, spesso obbligata a dover scegliere tra realizzazione professionale e personale; l’esigenza di realizzare politiche di welfare che favoriscano la personalizzazione nei servizi. A tal proposito, l’associazione punta su servizi flessibili che agevolino la vita delle donne, così come sulla conciliazione tra lavoro e vita familiare, riqualificazione degli spazi e necessità di eventi culturali diffusi in città. Attività che, ha ricordato Pietro Vignali, furono rese possibili durante gli anni gestiti dalla sua amministrazione: lo stesso avvenne per la misura del “quoziente familiare” che, introdotto in quegli anni come prima e unica città in Italia, poneva in risalto le politiche sociali, la famiglia e l’agevolazione della vita delle donne.

  • Un dato di fatto

    La “cultura del dato” deve essere parte del bagaglio di ogni cittadino, come nuova forma di alfabetizzazione, capace di promuove una nuova tensione educativa.  Lo sostengono i professori di UNIBG Matteo Kalchschmidt, Stefano Paleari e Lucio Cassia nella pubblicazione “Un dato di fatto. Uso e abuso del dato. Un viaggio tra realtà, rappresentazione ed emozione”. L’importanza del dato nella società contemporanea sarà approfondita nel dialogo in diretta streaming su www.corriere.it martedì 30 novembre alle 18.

     

    La pandemia che si è impadronita del mondo nel 2020 è stata accompagnata da un flusso continuo di dati, dal numero di positivi ai tamponi, dai nuovi ricoveri ai decessi. Mai come oggi, aldilà della pandemia, sperimentiamo la forza dei numeri e delle loro variazioni nell’indirizzare decisioni. E abbiamo anche visto come, tutte le volte che c’è una forza, c’è la giusta misura e ci può esserne l’abuso.

     

    Su iniziativa della Fondazione Corriere della sera e della Fondazione Pesenti, dell’importanza del “dato” nella società contemporanea, martedì 30 novembre alle 18, in diretta streaming su www.corriere.it rifletteranno i professori dell’Università degli studi di Bergamo Matteo Kalchschmidt e Stefano Paleari in dialogo con Danilo Taino presentando il libro Un dato di fatto. Uso e abuso del dato. Un viaggio tra realtà, rappresentazione ed emozione scritto a più mani anche con il professor Lucio Cassia e pubblicato da Brioschi Editore.

    Questo libro – anticipano gli autori – riflette sul dato, che non è solo numero, sulla sua necessità e la sua delicatezza: gli andamenti demografici e migratori, le questioni ambientali, le scelte politiche (da quota 100 alla riforma fiscale) richiedono, per essere lette e vissute senza derive semplicistiche, una buona dimestichezza con il mare di dati disponibili. E una capacità interpretativa. In una realtà sempre più condizionata dagli algoritmi, dai modelli numerici e dall’intelligenza artificiale, la “cultura del dato” non può mancare nella formazione di chi è chiamato a decidere. Ma è soprattutto parte del bagaglio di competenze di ogni cittadino che vuole vivere con consapevolezza e spirito critico il mondo che verrà. La “cultura del dato” come nuova forma di alfabetizzazione, capace di promuove una nuova tensione educativa”.

  • FRED BRANCA “Romantico Punk” è l’album d’esordio da solista per il polistrumentista e produttore genovese dalle sonorità elettroniche, pop e r’n’b

    Otto tracce sospese tra elettronica, pop e r’n’b, piene di saudade, disagio, ironia, romanticismo e beat.

     

    «Le tracce di questo disco le ho scritte in due mesi quando vivevo a Milano dentro uno studio di registrazione. Poi nel corso di un anno le ho prodotte e registrate: parlo dei miei viaggi in Francia, della mia ex compagna, di amici che non ci sono più, di quello che è stato e che vorrei ancora fare, di amori immaginati, anticonformismo e serate un po’ sopra le righe. Anche gli arrangiamenti li ho fatti abbastanza di getto: ci sono riferimenti a Ray Charles, ai Cigarettes after sex, ai Toto e a Michael Jackson, Grimes, Portishead e Marvin Gaye: la musica è contaminazione e c’è solo voglia di raccontare se stessi in questo disco, suonare la batteria e dare agli altri good vibes. La più grande rivoluzione in un mondo come il nostro è quella della poesia, del romanticismo, il coraggio della gentilezza, della leggerezza, della profondità di spirito e dell’anticonformismo. E quindi Romantico punk!» Fred Branca

    “Romantico Punk” è il primo disco da solista di Fred Branca, già batterista, produttore e autore per diverse band, oltre che label manager della Cane Nero Dischi. Si tratta di otto tracce tutte scritte, prodotte, suonate e registrate dallo stesso Fred. Il mix è di Nicola Sannino del Tabasco Studio, il master di Mattia Cominotto presso il Green Fog Studio.

     

    TRACK BY TRACK

     

    Come un animale «Nella vita ci sono momenti in cui ti fermi un secondo e ti arriva tutto addosso, come il sudore che sale di botto, dopo una corsa. Periodi in cui ti metti completamente in discussione. Quando ho scritto questo pezzo vivevo in uno studio di registrazione a Milano: un periodo incredibile di disagio e creatività musicale. Avevo voglia di infinita libertà, di mollare tutto e partire, come poi ho fatto, di scrivere della mia vita e basta, senza troppi giri di parole. Questo brano è l’impulso che mi ha fatto tornare “la voglia, la pazzia, l’incoscienza e l’allegria”.»

     

    Un temporale – «Un brano scritto su un treno notturno Parigi – Milano che parla di un amore breve, ma indimenticabile. Sofferenza necessaria che porterà il sereno dopo la tempesta. Regalare un pezzo di se stessi, anche a costo di non ritrovarlo più. Alla fine avrò qualcosa di me stesso in meno, ma qualcosa di universale in più. Qui la musica va verso Grimes e i Metronomy.»

     

    Ballo come mi pare – «A chi non è capitato di lasciarsi andare sul dance floor? Di ballare dinoccolato e alticcio fregandosene del giudizio altrui. Sono sempre me stesso, ma ogni giorno diverso e ballo come mi pare anche se il gregge può dire che non è “Bheeeeee”!! La musica si ispira agli Alt J e alle chitarre distorte di Saint Vincent, al blues e alle voci di Bon Iver.»

     

    Così leggero – «Un amore che sembra vero, una tristezza che non potevo immaginare e allo stesso tempo la leggerezza di vivere quello che viene senza stare troppo a pensare alle conseguenze. Evaporare nell’aria, godersi il momento, accettazione, consapevolezza e la sensazione di non appartenere a nessun luogo e a nessun tempo. Gli anni 80 nel Village a New York, la primavera bevendo Campari Soda, i Toto e Bruno Mars e la presa bene.»

     

    Fellini – «Una vita da film neorealista, belle scene e brutte nella Genova di notte. Del meglio e del peggio di noi stessi. Un’affermazione di coerenza e solidità, un restare fedeli alla linea di se stessi senza spostarsi nonostante le avversità. Può sembrare che io non ascolti perché ho sempre la testa tra le nuvole, ma in realtà sento tutto e tutto mi arriva e lo prendo dentro di me come una spugna per poi ributtarlo fuori. Ci son cose di cui non vado fiero, ma fanno parte di me anch’esse e nella vita non si può tagliare nulla, a differenza dei film. La colonna sonora, la dolce vita musicale, un riff ispirato al Maestro Morricone.»

     

    Giorni strani – «Un amore finito sul nascere, immaginato, un ricordo futuro. Una vita in loop dalla quale si può uscire grazie alla tenerezza. La tenerezza che ci manca, la voglia old school di cantarle una serenata di periferia. Un ritmo lento in 3 / 4 dove l’accordo di Sol non arriva mai, tranne che alla fine, ma a volte è più bello quello che non c’è, quello che non è mai stato, che quando passa un attimo ti sorprende.»

     

    Percussioni latine «Un pezzo di ispirazione tecno-tribal, scritto dopo una serata strana, un compleanno andato storto. Dentro c’è poesia, sensualità, ci sono le prime luci dell’alba in uno scenario urbano di una città vuota.»

     

    Male come ti amavo – «Un brano che chiude anni di vita, ma guardando al futuro. La donna come salvezza per l’umanità, il rispetto per l’ambiente, una riflessione sull’amore ai tempi della tecnologia. Di nuovo la musica vorrebbe andare a New York, dai Cigarettes After Sex e dagli Hot Chip.»

    Foto cover by Raffaella Sottile

    Grafiche by Agostino Macor

     

    Etichetta: Cane Nero Dischi – Kobayashi Edizioni

    Release album: 15 ottobre 2021

     

    Contatti e social

    Instagram: @fredbrancamusic

    Facebook: www.facebook.com/fredbrancamusic 

    Youtube canale Canenerodischi: https://bit.ly/2VLlRSK

     

    BIO 

    Fred Branca è il nome d’arte di Federico Branca Bonelli, batterista, produttore e autore. Fondatore dell’etichetta Cane Nero Dischi. Ha collaborato con diversi artisti solisti, band e teatri (Marta sui Tubi, En Roco, Kramers, BluNepal, Technoir, Uli e moltissimi altri). “Romantico Punk” è il suo disco d’esordio da solista: 8 tracce tra pop elettronica e r&b, tutto suonato interamente da lui, il cui primo singolo estratto è “Come un animale”.

  • LAURA B “Elisa” è l’esordio da solista della cantautrice bresciana con un singolo che parla di femminicidio

    Un brano toccante che attraverso sonorità electro pop e una storia raccontata per immagini, parla dell’ennesima donna vittima di violenza.

    in radio dal 19 novembre

     

    Elisa racconta una storia di donna che vede protagoniste tante donne. 

    Elisa è una donna con un sogno, un’aspirazione, un’aspettativa legata alla coppia, alla famiglia, al futuro. Elisa capisce che la relazione è minata dal comportamento violento del compagno, ma preferisce sorvolare. E alla fine il luogo sacro dove doveva iniziare la sua vita e il suo futuro diventa la sua fine e il suo eterno.

    Spesso si intende un comportamento violento o sbagliato (come una gelosia morbosa) un comportamento legato alla passione dell’amore stesso. Spesso questa interpretazione può creare situazioni violente, a volte senza ritorno. 

    «Il rap contenuto nel brano vuole essere un messaggio di sostegno e solidarietà nei confronti delle donne che continuano a subire violenze, non solo fisiche, ma anche verbali, nella vita privata, nei luoghi di lavoro e di socialità. Elisa diventa l’ennesima martire.  Una martire che concede troppa fiducia, disponibilità a suo discapito.» Laura B  

    Autoproduzione

    Radio date: 19 novembre 2021

     

    Contatti e social 

    Facebook: https://www.facebook.com/laurabblu 

    Instagram: @laura_b_blu

    Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCLuAjXGPoszEia7BDCMPy5w 

     

    BIO

    Laura B è una cantante e autrice di brani inediti italiani e stranieri.

    Inizia a calcare i palchi all’età di 17 anni in teatro, esibendosi per alcune compagnie teatrali e prendendo parte alla tournée del musical “Chiuso per western”, vincitore del premio FITA Italia. Proprio in teatro, grazie ad un regista che le propone un pezzo di Janis Joplin (Little Girl Blue) come leitmotiv di un suo personaggio, si avvicina alla musica e al canto. 

    Comincia l’attività musicale nel 2009 cantando cover in alcune formazioni acustiche ed elettriche in stile black: blues, jazz, soul e rock blues, collaborando tra gli altri con Lalla Francia, Lucio Bardi (chitarrista di Francesco De Gregori), Luciano Ninzatti (turnista di Loredana Bertè).

    Nel 2016 incide il suo primo album come cantante leader e autrice di brani in inglese: “Pop hurt” con il gruppo Lemon Squeezers, distribuito dalla Maninalto! Records, con un susseguirsi di numerosi live tra cui: Bum Bum Festival in apertura a Ruggero de I Timidi; Radio Onda D’Urto; Sun Valley Festival in apertura a Giuliano Palma; Carroponte in apertura ai Vallanzaska. Il progetto riscuote un discreto successo e numerose recensioni positive. Nel frattempo si diploma ai Civici Corsi di Jazz di Milano in Canto Jazz.

    Nel 2019 partecipa come solista con brani inediti al concorso Sanremo Rock, esibendosi al Teatro Ariston di Sanremo e vincendo il premio ET Team.

    Oltre al suo progetto di inediti in italiano, è impegnata in alcuni progetti che valorizzano il talento al femminile. Con il suono inedito del trio Soundscapes, in collaborazione con il bassista Alberto Viganò e il polistrumentista Nicola Gallo, racconta storie di donne, cantautrici, interpreti e autrici nel progetto “Scia”, pubblicato anche nell’omonimo disco dal vivo (2021), e nel progetto “Voglio sentirmi Mia: donne ribelli”, che parte dal repertorio delle sorelle Bertè e racconta storie ribelli e donne ribelli nella musica italiana. Ribelli o rivoluzionarie? Ribelli o donne autentiche?

    Con il progetto Women in Woodstock, accompagnata da Manuela Di Gennaro (Mama’s Anthem, Rootical Foundation) e Valentina Benaglia (La Malaleche, Shame & Skandal), porta sul palco le donne che hanno partecipato al festival (che scelse solo cinque progetti di e con donne per tre giorni di musica). È in preparazione uno spettacolo teatrale, con la regista Laura Casati, che mette in relazione Janis Joplin, Grace Slick e Joan Baez con le artiste del giorno d’oggi: uno spettacolo ironico e di denuncia. Le artiste stesse, con le loro testimonianze, collaboreranno alla scrittura dello spettacolo.

    Da tre anni è impegnata nel direttivo del gruppo Arcichedonne di Rho che promuove iniziative sulla condizione femminile.

  • Lose it all, il nuovo singolo di Amber

    Fuori il nuovo lavoro della cantante

    L’ingranaggio dello show business visto dalla parte di un’artista che non si piega alle logiche di immagine, né di mercato. Dalla rabbia di contrapporsi a certe regole nasce “Lose it all” nuovo singolo della cantante Ambra Lucchetti, in arte Amber, giovane artista romana cresciuta, già dalla famiglia, con l’arte e la musica nel sangue. Il singolo è il primo di una serie di brani che andranno a far parte del suo primo disco, interamente scritto e composto da lei stessa e prodotto dal maestro Mario Zannini Quirini per la Lead Records. Tutto scaturisce da uno dei tanti momenti di rabbia ed impotenza verso la parte “oscura” di questo lavoro, che ti impone logiche di mercato e di marketing. L’artista viene trasformato per adattare il suo stile al trend del momento, quello che “funziona e fa vendere”.

    L’identità reale viene messa in discussione, e l’artista si annulla e dimentica chi è in realtà. Amber non accetta che questa possa essere l’unica strada per raggiungere i propri obiettivi e i propri sogni. Nonostante le “pressioni” cerca di pensare con la propria testa, andando avanti nel credere in tutto ciò che fa. Prova dunque ad immaginare questa fantomatica figura, colui che ti dice tutto quello che devi fare per sfondare nel favoloso mondo della musica!   Attraverso il testo di “Lose it all” è lei stessa a dar voce a questo cosi detto personaggio “cattivo”.

    Amber ha alle spalle un percorso davvero ricco in campo artistico, complici una mamma ballerina classica ed un papà amante della musica inizia fin da piccola i corsi di danza e lo studio del pianoforte. Durante gli anni di liceo scopre una forte attrazione per il teatro, che la porta a frequentare dei corsi con alcuni insegnanti della “Silvio D’Amico”. Dopo un anno vissuto a Londra riprende in Italia gli studi presso la “Musical Theatre Academy” di Roma (MTA), e continua a frequentare corsi e workshop di musical in Inghilterra, partecipando anche a spettacoli in lingua inglese tra i quali “Fame” con la Compagnia “Arts in English” diretta da Aileen C.Moir. La sua versatilità musicale la porta a perfezionare anche il canto lirico con l’ insegnante Silvia Gavarotti fino a quando, nel 2015, entra a far parte del MIP (Musical in Progress), con la direzione artistica di Chiara Noschese. Prosegue la sua formazione privatamente con il Maestro Stefano Zanchetti, con il quale inizia a lavorare con un approccio non convenzionale, lavorando sulla comunicatività da dare attraverso lo “strumento voce”. Un insegnamento che si rivela fondamentale nella sua vita, sia artistica che privata. Collabora e si esibisce con diverse band in alcuni teatri e locali sia in Italia che all’estero ed arriva ad inizio pandemia la proposta di un singolo che, guarda caso, si intitolava “My Future”. Il resto è già qui. Il desiderio più forte non le è stato tolto! Quello di esprimersi con la sua vera identità, regalando al pubblico la parte più autentica e vera di lei.

    Isabel Zolli Promotion Agency
    Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma

  • ARRIVA “ANNO ZERO” PER LE FESTE 2021, LE OPERE TATTILI DI MARIA EVELINA SISI DA DOMITYS QUARTO VERDE. VIETATO NON TOCCARE

    Dopo il successo de “Il Cerchio della Vita”, la pittrice italo argentina Maria Evelina Sisi torna da Domitys Quarto Verde, nel cuore di Bergamo, con “Anno Zero”: una raccolta dedicata al Natale con dodici opere tattili, tutte da ammirare e toccare, gratuitamente, fino al 30 gennaio.

    Dal 3 dicembre 2021 al 30 gennaio 2022

    Inaugurazione venerdì 3 dicembre 2021, dalle ore 17.30 alle 20.00

    Domitys Quarto Verde
    Via Pinamonte da Brembate, 5 – Bergamo

    Ingresso gratuito

    Dopo i colori accessi e il bellissimo messaggio di speranza per tutte le età della mostra “Il Cerchio della Vita”, la pittrice italo argentina Maria Evelina Sisi torna da Domitys Quarto Verde, la prima struttura in Italia interamente pensata per la terza età attiva, nel cuore di Bergamo, per una nuova esposizione in occasione delle Feste in arrivo.

    Si tratta di “Anno Zero”, la mostra, patrocinata dal Consolato Argentino, con cui l’artista ha voluto ricreare l’essenza del Natale realizzando opere che si fanno vicine, che si possono accarezzare e toccare. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente dal 3 dicembre fino al 30 gennaio 2022 e sarà inaugurata venerdì 3 dicembre, dalle ore 17.30 alle 20.00, nella Hall di Domitys Quarto Verde.

    Le dodici opere esposte, di cui quattro provenienti dalla Scuola Iconografica di Seriate, rappresentano il significato stesso della Storia, quella delle Sacre Scritture – “l’Anno Zero”, appunto – e testimonia la nascita di un Dio bambino, di un Dio che si è fatto carne, che si è lasciato incontrare. Il Natale è, in questo senso, un vero e proprio spartiacque della storia così come la conosciamo e ci è stata tramandata, testimoniando un prima e un dopo. Tessuti, oro, luci, colori sono gli assoluti protagonisti di queste opere di Sisi: ogni stoffa è in grado di evocare personaggi, luoghi, sentimenti, accogliendo scritte tratte dai testi sacri e mischiate a oro e tanto colore. Il risultato sono dodici pannelli, dodici vere opere d’arte espressive, dinamiche, audaci.

    «Gli iconografi scrivono le loro opere, io dipingo i miei scritti, ed entrambi, attraverso la pittura e la scrittura, raccontiamo una storia meravigliosaspiega Maria Evelina Sisi. Le opere esposte da Domitys Quarto Verde, nate per raccontare l’essenza del Natale, sono un viaggio nel tempo, dove l’eterno si può ammirare e toccare».

    E le opere di Sisi, infatti, raccontano un percorso di ricerca artistica e pittorica che non è autonomo, ma che esige il coinvolgimento dello spettatore. “Vietato non toccare” suggeriscono infatti i cartelli esposti in mostra.

     

    Classe 1984, origini italiane, Maria Evelina Sisi nasce a Buenos Aires e, già all’età di 11 anni, realizza la sua prima mostra individuale presso La Dama De Bollini, lo spazio culturale promosso dallo scrittore argentino Jorge Luis Borges. Nel 1995 dona al Museo Bollini anche una sua opera, che entrerà a far parte della Collezione Bollini. Ma il grande successo riscosso in così giovane età la spaventa: Sisi decide quindi di allontanarsi dai riflettori per rifugiarsi in sé stessa, in una ricerca spirituale e artistica che la porterà a sperimentare diverse tecniche di pittura e a incontrare, conoscere e confrontarsi con maestri di livello internazionale, come Helmut Distch e Miguel Caride. Tra lo studio delle diverse tecniche pittoriche e l’insegnamento aperto a ogni fascia d’età, l’artista italo argentina arricchisce il proprio lavoro, che la porta fino in Italia per studiare Iconografia. Qui incrocia il suo percorso con la “Russia Cristiana” di Seriate e da questo incontro nasce la scelta di stabilirsi a Bergamo, dove la sua ricerca professionale trova un luogo adeguato per potersi esprimere.

     

    I visitatori possono accedere a Domitys Quarto Verde dal lunedì al sabato, dalle 8.00 alle 20.00. L’ingresso è libero e gratuito, ma lo staff si riserva di contingentare gli ingressi per evitare assembramenti e garantire il pieno rispetto delle disposizioni sanitarie. Per accedere alla struttura, è necessario esibire il Green Pass.

     

  • The Mad Cave: una vita all’insegna della musica

    #

    La passione di Leif, protagonista di SpiedLife con il canale The Mad Cave, è la musica, tanto da averne fatto il suo lavoro. Con ben due album all’attivo pubblicati negli anni ’90, molti anni dopo è tornato a comporre e secondo lui “sta andando piuttosto bene”. Leif ha raccontato di avere diversi alias a seconda del genere che tratta: su SoundCloud, con l’account Digital Madman, conta più di 50 milioni di ascolti; mentre con l’alias Electro Fabrik è arrivato alla vetta della classifica iTunes Electronic in Finlandia. Leif, un’artista poliedrico che viene dalla parte più a nord della Svezia, si descrive come una persona “semplice, che cerca di vivere con positività”. Ha inoltre aggiunto che il suo motto nella vita è “tratta gli altri come vorresti essere trattato”. Leif ha addirittura dato vita ad una web radio chiamata Music4U e possiede anche una piccola etichetta discografica insieme ad altri colleghi canadesi e statunitensi “Rabies Doc Records”

    “Mi ha sempre affascinato l’idea di poter vedere come le persone vivono in diverse parti del mondo e scoprire nuove culture” ha raccontato Leif, “per questo quando ho scoperto SpiedLife prima sono diventato un accanito spettatore, poi ho deciso di prendere parte al progetto come uno dei protagonisti”. “Guardavo spesso le dirette di una famiglia statunitense ed ero molto attivo nella chat” ha detto Leif e ha aggiunto che a un certo punto gli altri utenti hanno iniziato insistentemente a chiedergli di partecipare al format e lui ha accettato la sfida. “Per farla breve, nel mio canale troverete la mia quotidianità” ha raccontato, spiegando che per lui è particolarmente importante che i suoi spettatori capiscano che quello che vedono è la sua realtà, nuda e cruda, senza artifizi “a volte posso essere noioso, a volte invece la mia parte più giocherellona viene fuori e inizio a ballare in giro per casa”. “Generalmente davanti alla webcam ci sono io che faccio musica o che lavoro al computer, ma di tanto in tanto mi piace tenere delle sessioni con gli spettatori, in cui interagisco direttamente con la chat” ha raccontato Leif.

    The Mad Cave ha spiegato che la presenza della telecamera nella sua quotidianità è diventata normale e che la chiave è non permettere agli spettatori di controllare la propria vita. “Non c’è nulla che mi sento di non mostrare di fronte alle telecamere” ha raccontato Leif, scherzando sul fatto che qualche volta “mi piacerebbe nascondere la mia pancia”. A parte gli scherzi, Leif ha spiegato di spegnere la telecamera solo quando ha degli ospiti che non vogliono essere ripresi “per il resto non c’è nulla che mi sento di voler nascondere”. “SpiedLife mi ha permesso di conoscere nuove persone da ogni parte del mondo” ha raccontato Leif, aggiungendo che la partecipazione al programma gli ha permesso di ottenere maggiore visibilità anche per il suo lavoro. Il protagonista di The Mad Cave ha spiegato di vivere la vita giorno per giorno, senza porsi troppe domande sul futuro. Non perdere la sua musica e la sua positività, on demand 24 ore su 24 su SpiedLife.

  •  Ami, La Maschera 


    è in rotazione radiofonica il nuovo singolo della cantante

    “La maschera” è il nuovo singolo della cantante Ami, dal 26 Novembre sui principali digital store e in rotazione radiofonica. Ami è una giovane artista romana, la cui passione per la musica la accompagna fin da piccola, da quando faceva parte di un coro, che poi però crescendo ha abbandonato. Per lei il canto è liberatorio, un’esigenza forte di espressione di qualsiasi stato d’animo e situazione di vita. Ami infatti canta (anzi mormora) a lavoro, in macchina, quando cammina. Ma lo fa pure quando è fortemente arrabbiata o ansiosa, sia in situazioni brutte che in giornate piacevoli. Insomma una costante di vita che si è scontrata ad un certo punto del suo percorso con una persona che le ha fatto perdere la fiducia in se stessa, minando la sua voglia di cantare e crescere attraverso la musica. Per questo motivo ha ripreso nel 2016 quasi in punta di piedi , ma da lì in poi non si è più fermata sostenendo che “questa cosa da oggi in poi nessuno me la toglierà”! Il brano nasce da una collaborazione casuale con il maestro Mario Zannini Quirini (Lead Records) e l’autrice Paola Angeli, che hanno saputo interpretare con la stesura e composizione del brano lo stato d’animo vissuto da Ami, intrappolata dietro una maschera dopo una relazione tossica fino a che non ha incontrato la persona che l’ha disarmata da tutto. Il testo parla di una storia d’amore incentrata metaforicamente su La Maschera che spesso ognuno di noi indossa, maschera che riusciamo ad asportare grazie all’incontro con quell’amore che sa guardare oltre e ci accetta semplicemente per quelli che siamo.

    Ami ama tantissimo questo brano in modo particolare per l’incrocio di due stili a lei molto cari: un testo classico in contrasto con un sound elettro-pop ricco di bassi che danno un bel tempo ritmato e grintoso mixato con un suono di archi che lasciano l’ascoltatore a bocca aperta per la loro soave leggerezza.

    Isabel Zolli Promotion Agency
    Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma

  • “Tesori femminili”, da Cécile de Williencourt un libro che invita le donne a recuperare la consapevolezza del loro corpo

    Torino – Arriva anche in Italia, per le edizioni del Leone verde di Torino, il libro “Tesori femminili. Un nuovo sguardo sul corpo della donna, dalla pubertà alla menopausa” di Cécile de Williencourt. Il libro affronta con uno sguardo nuovo e profondo argomenti trascurati o distorti nei tradizionali contesti educativi e formativi – il ciclo, la fertilità, la sessualità, la gravidanza, il parto – e propone numerosi consigli per vivere il proprio corpo in maniera naturale e de-medicalizzata.
    Cécile de Williencourt-Frémont, dopo gli studi da ostetrica in Belgio, si è specializzata nel ciclo femminile e nel parto fisiologico in Francia. Dal 2015 organizza i Cyclo-show, laboratori per ragazzine (10-14 anni) alla presenza delle mamme per spiegare giocosamente i cambiamenti della pubertà. Il libro, pubblicato in francese nel 2020 dalla storica casa editrice Mame, è frutto dell’esperienza professionale e dell’osservazione maturata con donne e coppie di ogni età, incontrate nel workshop “Trésors de Femme”.
    L’autrice lancia una sfida culturale: scoprire e valorizzare le potenzialità e la sapienza naturali del corpo femminile, i suoi meccanismi, la forza e i limiti per vivere in pienezza tutte le stagioni della vita, invertendo così la dittatura della medicina sul corpo della donna. Negli anni Sessanta la “liberazione sessuale”, infatti, ha provocato una sottomissione sempre più sistematica del corpo femminile alla tecnica e al mercato dei laboratori farmaceutici. Gli esempi non mancano, dalla contraccezione all’assunzione di ormoni sintetici fino alla iper-medicalizzazione del parto.

    L’autrice intende offrire alle donne le conoscenze scientifiche e i consigli pratici di cui hanno bisogno per imparare a conoscere e “ascoltare” il proprio corpo, riconoscere i segni della propria fertilità, tener conto della dinamica propria a ogni fase del ciclo per organizzare la propria vita quotidiana in maniera armoniosa e feconda, riequilibrare il sistema ormonale in maniera naturale, riscoprire l’intelligenza corporea nel parto, fare delle scelte libere e consapevoli che rispettino il corpo, vivere in modo più cosciente e sereno la vita personale e di coppia, demolire certi miti come l’equivalenza tra menopausa e malattia.

    Una rivoluzione copernicana, quella proposta da Cécile de Williencourt, che passa attraverso un paziente lavoro su di sé e consente di “abitare” il proprio corpo e di vivere pienamente la propria femminilità, quali che siano le “stagioni” della vita. Il libro non si rivolge soltanto alle donne di ogni età, ma anche agli uomini che desiderano comprendere meglio le donne in generale o la propria compagna in particolare.

    Info e contatti
    Il leone verde Edizioni
    www.leoneverde.it
    www.bambinonaturale.it
    via Santa Chiara 30 bis, Torino
    tel. 011 5211790
    cell. 370 1004042

  • L’intera proprietà, comprese le camere da letto

    L’intera proprietà, comprese le camere da letto, ha arredi e decorazioni d’epoca, quindi è stato divertente per gli ospiti passeggiare per lo spazio. Gli sposi hanno finito di prepararsi nella camera da letto principale al piano superiore, mentre i testimoni si sono preparati nel capannone, che ospitava le auto ma è stato trasformato in camere per gli ospiti.

    Avevamo posizionato fotografie incorniciate in tutta la casa in modo che gli ospiti potessero passeggiare e vedere le nostre foto personali. Il nostro ricevimento si è svolto nei giardini sul retro dell’ostello. Eravamo circondati da alberi da frutto abiti da sposa rosso, vegetazione lussureggiante e luci scintillanti posizionate in tutto lo spazio. Lanterne e luci scintillanti decoravano la pista da ballo e agli ospiti venivano serviti drink in un bar vintage. Ci è piaciuto che il posto fosse intimo, come se fosse casa nostra, ma più carino


  • Nasce la partnership tra Castrol e la Premier League

    • Premier League e Castrol hanno annunciato una nuova partnership a partire da gennaio 2022.

    Forte del successo di altre esperienze di sponsorizzazione nel mondo del calcio, come i Mondiali FIFA e gli Europei UEFA, Castrol collaborerà con la English Premier League e coinvolgerà i tifosi del Regno Unito e di altri importanti mercati di tutto il mondo, tra cui Cina, ASEAN, Medio Oriente ed Europa.

    Nel quadro dell’accordo, l’azienda di lubrificanti  e fluidi sponsorizzerà il programma Premier League Golden Awards e lancerà nuovi premi per valorizzare i numerosi riconoscimenti ricevuti per i propri servizi e prodotti. Nel corso della stagione, Castrol offrirà ai tifosi la possibilità di esprimere il proprio voto e parere riguardo a giocatori, prestazioni e momenti chiave.

    Castrol Premier League

    Castrol intende utilizzare la sponsorizzazione per promuovere la propria gamma di fluidi per veicoli elettrici, i propri lubrificanti a elevate prestazioni oltre alla propria attività, in continua evoluzione, nel campo dell’assistenza e manutenzione. Un’operazione che riguarderà anche i prodotti e i servizi Castrol per i clienti dei settori industriale, marittimo ed energetico.

    Mandhir Singh, CEO di Castrol, ha dichiarato: “La nostra azienda vanta già una tradizione di sponsorizzazioni nel mondo del calcio e la possibilità di collaborare con la Premier League è per noi motivo di orgoglio. Questa partnership ci offre un’ottima opportunità per promuovere e commercializzare la completa e innovativa gamma di prodotti e servizi Castrol, rivolgendoci sia ai consumatori sia ai clienti commerciali. Presto sveleremo nuove, emozionanti iniziative per i calciofili sfegatati di tutto il mondo”.

    Richard Masters, CEO della Premier League, ha commentato: “Siamo entusiasti di collaborare con Castrol, un’azienda che in passato ha supportato alcune delle più popolari competizioni calcistiche e sportive. Castrol è un marchio internazionale e non vediamo l’ora di collaborare insieme per coinvolgere i tifosi della Premier League in tutto il mondo”.

  • Concluso il progetto ISMERS, proposta una nuova tecnica per l’ingegneria civile

    Il progetto, avviato nell’ambito del programma Horizon 2020 – Pon imprese e competitività 2014/2020 dalla siciliana Betontest srl con l’Università del Salento di Lecce e la Xrd-Tools srl di Pisa, ha sviluppato tecnologie in grado di fornire anticipazioni e previsioni circa le criticità presenti e future di un edificio o manufatto. 

    ISMERS è l’acronimo di Idoneità statica manufatti edili nei centri storici ad alto rischio sismico. Il progetto ISMERS con il suo portato di novità (prove diffrattometriche in loco, calibro-correlatore per le misure ai raggi x, rete neurale per dati in Megapascal), esce dalla fase sperimentale ed entra in quella della piena operatività e applicabilità. L’applicabilità riguarda il campo dell’edilizia, con particolare riferimento alla manutenzione e al rilevamento di criticità ai fini del rischio sismico per viadotti stradali e autostradali, edifici storici di pregio e strutture in cemento armato.

    Nei giorni scorsi, con l’accertamento finale di spesa da parte dei funzionari incaricati del MISE Davide Fanti ed Erika De Santis, si è concluso il progetto ISMERS avviato da Betontest srl di Ispica (RG) nel giugno 2018 nell’ambito del programma Horizon 2020 – Pon imprese e competitività 2014/2020 del Ministero per lo Sviluppo economico, in collaborazione con l’Università del Salento e la Xrd-Tools srl. L’eccellenza del progetto è stata sottolineata anche dal Mediocredito Centrale S.p.A. – l’istituto bancario di Invitalia – che lo scorso aprile sul proprio sito web, nella sezione “Storie di successo”, ha dedicato un lungo articolo alla Betontest e alle nuove metodologie di indagine per la sicurezza delle opere edili.

     

    Il progetto, nella prima fase, è consistito in un monitoraggio dello stato di salute di scuole, uffici, immobili storici e di pregio, in otto comuni delle province di Ragusa e Siracusa. Gli edifici da monitorare sono stati individuati di concerto con le amministrazioni locali. Obiettivo: rilevare eventuali criticità e individuare gli interventi di messa in sicurezza, tenuto conto del progressivo invecchiamento delle strutture e dell’elevato rischio sismico della zona.

    I tecnici si sono avvalsi sia di metodologie tradizionali sia di strumenti innovativi (tecnologia a raggi x, analisi reticolari), che hanno consentito di analizzare lo stato di salute di opere in calcestruzzo e in acciaio direttamente in loco, dunque tenendo conto anche delle tensioni di esercizio e di una serie di parametri che un campione analizzato in laboratorio, non può più restituire. Questi rilevamenti sono stati effettuati con tecniche non distruttive e non invasive: gli uffici e le attività collocate all’interno degli immobili interessati dalle indagini hanno continuato a funzionare regolarmente.
    Nel corso e ai fini di queste attività, per i tecnici è sorta l’esigenza di interpretare e rendere confrontabile la mole di dati a livello macro, micro e nanoscopico sui materiali da costruzione acquisiti mediante le diverse metodologie d’indagine. Così sono stati sviluppati, da un lato, un calibro-correlatore ISMERS per calibrare le misurazioni a raggi X; dall’altro, una Rete Neurale, cioè un sistema di correlazione, basato su principi di intelligenza artificiale che “traduce” i dati della scala nanometrica in Megapascal, l’unità di misura utilizzata dagli ingegneri per misurare la resistenza dei materiali.

    L’implementazione di una rete neurale, capace di auto istruirsi attraverso i dati ottenuti dal rilevamento sul posto costituisce un ulteriore passo in avanti nel processo di industrializzazione e digitalizzazione in campo edilizio. Correlando osservazioni ottenute alla scala micro-nanometrica con quelle compiute su una scala più grande, si ottiene un quadro completo e “predittivo”, in grado di fornire anticipazioni e previsioni circa le criticità presenti e future di un edificio o manufatto. Ciò significa poter intervenire tempestivamente con un’adeguata manutenzione e soprattutto con soluzioni e interventi mirati al cuore del problema.

     

    «Il sistema sviluppato da Betontest con i partner del progetto ISMERS è pronto ad operare – spiega Corrado Monaca, capo progetto – L’impiego della diffrattometria per la conoscenza dei materiali, del loro stato di salute e della loro condizione meccanica di servizio rappresenta un’innovazione nel campo della conoscenza e del monitoraggio delle strutture con tecniche non distruttive. Il campo di applicazione è molto vasto. Se si tiene conto del fatto che l’età media delle infrastrutture (ponti, viadotti, dighe) è piuttosto alta, che molte aree del nostro Paese ricadono in zone a forte sismicità e che alcune aree sono interessate da gravi fenomeni di dissesto idrogeologico, si comprende l’importanza del monitoraggio dello stato di salute delle opere edili e infrastrutturali per intervenire tempestivamente e in maniera adeguata. Le nuove tecnologie diagnostiche non invasive, per esempio, potrebbero essere applicate per controllare lo stato di salute di viadotti stradali e autostradali».

    «Dato l’interesse suscitato dal progetto tra gli attori istituzionali e le categorie professionali interessate – conclude Monaca – nelle prossime settimane organizzeremo un convegno per presentare nel dettaglio le innovazioni introdotte dal progetto ISMERS nel campo dell’ingegneria civile”.

    Info e contatti
  • Auto: in Umbria solo l’1,12% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Umbria erano 7.228, vale a dire appena lo 1,12% del parco auto della regione (a fronte dell’1,5% rilevato a livello nazionale). Nello specifico, erano immatricolate 6.791 autovetture ibride e 437 elettriche.

    Seppur ancora contenuto, il numero delle vetture green in Umbria è più che raddoppiato (+158%) negli ultimi due anni (erano solo 2.806 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia con la maggior penetrazione di vetture green è Perugia, dove le auto elettriche/ibride rappresentano l’1,14% del parco auto circolante, seguita da Terni (1,06%).

    In valori assoluti, la classifica vede al primo posto ancora una volta la provincia di Perugia, con 5.560 vetture elettriche/ibride, mentre a Terni sono 1.668.

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Umbria nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 13.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Auto: in Lombardia solo il 2,49% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Lombardia erano 155.299, vale a dire appena il 2,49% del parco auto della regione, percentuale che fa guadagnare a quest’area il primo posto nella classifica nazionale. Nello specifico, erano immatricolate 144.943 autovetture ibride e 10.356 elettriche.

    Seppur ancora relativamente contenuto, il numero delle vetture green in Lombardia è più che raddoppiato (+111%) negli ultimi due anni (erano 73.742 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia lombarda con la maggior penetrazione di vetture green è Milano dove le auto elettriche/ibride rappresentano il 3,21% del parco auto circolante, percentuale che fa guadagnare al capoluogo meneghino il secondo posto nella classifica nazionale. Seguono le province di Varese (2,86%), Como (2,72%) e Monza e Brianza (2,64%).

    Valori sotto la media regionale per le province di Lecco (2,33%), Bergamo (2,15%), Cremona (2,06%), Brescia (1,82%) e Pavia (1,73%) Chiudono la graduatoria la provincia di Sondrio (1,63%), quella di Lodi (1,60%) e, all’ultimo posto, quella di Mantova (1,49%).

    In valori assoluti, la graduatoria lombarda vede al primo posto ancora una volta la provincia di Milano con 58.342 vetture elettriche/ibride (seconda in Italia dopo Roma), seguita questa volta da quella Varese (17.092), Monza e Brianza (14.947), Bergamo (14.904) e Brescia (14.833).

    Continuando a scorrere la classifica si trova la provincia Como, dove le auto green sono 10.985, seguita da quella di Pavia (6.151), Lecco (5.109) e Cremona (4.630). Le province lombarde con meno auto elettriche/ibride sono quelle di Mantova (4.120), Lodi (2.281) e Sondrio (1.905).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Lombardia nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 230.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

     

     * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • A Natale Bruxelles si accende di magia tra addobbi speciali e tante sorprese

    A Bruxelles Natale è sinonimo di Plaisirs d’Hiver (Winter Wonders), uno dei mercatini più famosi e pittoreschi d’Europa che accompagnerà i cittadini e i visitatori nel periodo più magico dell’anno. Per cinque settimane, dal 26 novembre al 2 gennaio, tutta la città indosserà il suo vestito più scintillante e si riempirà di sorprese e regali: una pista di pattinaggio, una ruota panoramica, giostre d’antan, attività culturali, installazioni artistiche, opere d’arte luminose, proiezioni e video mapping sulle facciate dei monumenti.

    I meravigliosi mercatini di Natale a Bruxelles

    Cuore pulsante dell’evento saranno i 225 chalet di legno dove si potranno trovare originali idee regalo, addobbi natalizi, oggetti di artigianato, giocattoli e prodotti tipici, con un occhio di riguardo alla sostenibilità: ci sarà ad esempio spazio per il commercio equo solidale e per la valorizzazione delle piccole realtà produttive locali. Tante anche le proposte dello street food, con possibilità di scegliere tra le specialità tipiche del periodo natalizio provenienti da tutto il mondo, e le tentazioni del posto, a partire dalle praline e dalle gouffre ricoperte di cioccolata calda. Dopo il tramonto, 152 strade illuminate a festa e un’atmosfera ovattata contribuiranno a creare momenti magici che risveglieranno i ricordi dell’infanzia.

    Le novità di Plaisirs d’Hiver

    Se il programma di Plaisirs d’Hiver vale già una visita, non mancano importanti novità, tra cui l’allestimento di un villaggio natalizio nel Bois de la Cambre, il polmone verde del centro città. Un modo per vivere lo spirito del Natale in una cornice decisamente insolita per una grande città: un bosco incantato! Il villaggio sarà visitabile dal 3 dicembre al 9 gennaio. Anche in questo caso non mancheranno pista di pattinaggio, giostre, piste per slittini, campo di curling, installazioni luminose e street food. Da segnalare inoltre una innovativa mappa interattiva, direttamente accessibile sul sito di Plaisirs d’Hiver che offre una vista aerea e globale dell’evento, così da visualizzare con precisione la posizione delle numerose installazioni, degli chalet e delle attrazioni artigianali.

    Ospite d’onore sarà ovviamente il maestoso albero di Natale che, come ogni anno, dominerà la splendida Grand Place (Patrimonio dell’Unesco) e sarà affiancato da un presepe a grandezza naturale: l’inaugurazione avverrà con una spettacolare cerimonia tra incantevoli giochi di luce e suoni.

    Le parole di Ursula Jone Gandini, Direttore Italia Ufficio del Turismo di Bruxelles

    Ursula Jone Gandini, Direttore Italia Ufficio del Turismo di Bruxelles, dichiara: “Dopo un anno di pausa forzata, è una grande gioia per la città di Bruxelles tornare a festeggiare il Natale con un grande evento, che scalderà i cuori degli abitanti e dei visitatori. La formula si basa su un perfetto connubio tra tradizione e innovazione ed è pensata per offrire a tutti un momento di condivisione unico, da vivere in totale sicurezza grazie ad un protocollo rigoroso, sviluppato in collaborazione con le autorità competenti”.

    Le misure di sicurezza

    Oltre ad indossare la mascherina, per tutti i visitatori dai 16 anni in su che desiderano fare acquisti e godersi le attrazioni è previsto un braccialetto obbligatorio, valido per un giorno, da recuperare in uno dei numerosi punti di raccolta presenti lungo il percorso. La capienza della pista di pattinaggio è limitata a 200 persone e prima dell’ingresso verrà controllato il Covid Safe Ticket. I continui annunci vocali ricorderanno le regole da rispettare, mentre la segnaletica faciliterà l’organizzazione delle code.

  • Trovare uno studio commercialista a Roma e rischi

    studio commercialista a roma

    Uno studio commercialista a Roma è uno strumento sempre utile per le aziende della capitale e non solo. Ci sono una miriade di motivi per cui è importante trovarne uno, ma soprattutto uno che abbia le qualità vincenti di cui abbiamo bisogno e di cui ci possiamo fidare dati risultati ed esperienza. Possiamo analizzare alcuni dei motivi per cui uno studio commercialista può sempre esserci utile ed anzi conviene associarne uno alla nostra attività il prima possibile. Vediamoli assieme:

    • Possibilità di outsourcing
    • Precisione ed attenzione ai dettagli
    • Esperienza e professionalità
    • Mitigazione dei rischi

    In realtà i motivi sono anche di più e potrebbero essere analizzati con maggiore attenzione, ma questi sono sicuramente tra i principali. L’outsourcing è uno strumento incredibile nelle mani del business che lo sa utilizzare. Avere al proprio interno degli impiegati utilizzati per una specifica funzione che solitamente sono un costo maggiore per un lavoro di qualità inferiore. L’outsourcing serve ad avere appunto la professionalità ed esperienza di persone che hanno fatto di questa funzione la loro professione e quindi sanno navigare nelle acque pericolose di contabilità, fisco e amministrazione. Queste qualità non solo garantiscono che i dettagli siano curati, ma ci danno la possibilità di constatare anche da soli la qualità dello studio. Il semplice motivo è che tanta esperienza significa un lungo percorso e tanti clienti, solitamente soddisfatti che possono anche essere la nostra “garanzia” con le loro testimonianze.
    Probabilmente però la caratteristica più importante per un commercialista a Roma con tutte le situazioni che si possono ritrovare nella capitale è la mitigazione del rischio.

    L’importanza di mitigare i rischi con uno studio commercialista a Roma

    Per un’azienda, una società o qualsiasi attività o business, il rischio è uno dei nemici principali, se non il principale. Molte delle azioni intraprese e del patrimonio speso è in parte proprio per evitarlo o mitigarlo. Quando si parla della parte contabile, della parte fiscale e di quella amministrativa, un minimo errore può essere un rischio enorme in particolare in un ambiente competitivo per le aziende come quello della capitale. Come può aiutarci in questo uno studio commercialista a Roma? Possiamo analizzare un paio di modalità per comprenderle meglio. Eccole:

    • Maggiore precisione, le caratteristiche che abbiamo già elencato come, esperienza, studio nel suddetto ambito ed altre risorse che uno studio commercialista a Roma può avere rispetto al semplice business o attività sono una garanzia di maggiore precisione. Questa è una sicurezza in più per quanto riguarda eventuali errori
    • Migliori strumenti, dedicandosi proprio a questa professione, l’aggiornamento in questo senso anche delle tecnologie e degli strumenti annessi sarà notevole. Questo vuol dire che l’analisi dei risultati contabili e il tenere in ordine le parti amministrative sarà molto più semplice e potrà aiutarci addirittura a migliorare la nostra attività stessa senza invece preoccuparci di errori umani
    • Responsabilità esterna, molto importante. L’outsourcing ci da la possibilità di delegare la responsabilità di eventuali errori per far sì che nel peggiore dei casi un’eventuale perdita non debba gravare completamente sul nostro business
  • Massimo Malvestio, l’avvocato che ha conquistato il mondo della finanza

    La storia di Massimo Malvestio, professionista originario di Treviso che ha deciso di dedicarsi con successo al settore della finanza.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: le prime esperienze come avvocato e la svolta nel mondo della finanza

    Avvocato, autore, editorialista e ricercatore, Massimo Malvestio è alla guida del Comitato per gli investimenti di Praude Asset Management, società di gestione del risparmio da lui fondata nel 2009 e che al momento controlla anche il fondo Hermes Linder. Costituto nel 2004, Hermes Linder oggi registra una performance dal lancio superiore al 600% e un rendimento composto dell’11,85%. Un successo per molti versi inaspettato, considerando che nei primi anni della sua carriera Massimo Malvestio sembrava aver intrapreso la via dell’avvocatura. Dopo aver ottenuto la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Padova, nel 1990 è infatti tra i fondatori dello Studio Legale Barel Malvestio & Associati (poi rinominato BM&A). In pochi anni lo Studio si afferma come uno delle realtà legal più importanti della Penisola. Tuttavia, parallelamente alle attività come Managing Partner dello Studio, nello stesso periodo l’avvocato trevisano conosce Mario Zarattini, storico fondatore di Zarattini & Co. Bank, con il quale inizia a collaborare facendo il suo ingresso nel mondo della finanza.

    Massimo Malvestio: i progetti in ambito finanziario

    “Sono stato un grande amico di Mario Zarattini – ha detto Massimo Malvestio in una recente intervista pubblicata sul magazine “Focus Risparmio” – molti erano i progetti nel campo finanziario di cui abbiamo discusso insieme. Poi decisi di prendere un’altra strada e l’attività di avvocato mi ha impegnato a tempo pieno, non abbastanza però da farmi perdere una passione che nel tempo, dati i risultati, ha dovuto quasi obbligatoriamente trovare una forma più compiuta”. Passione da sempre nota, tanto da portare amici e colleghi a chiedere continuamente consigli finanziari. È su questa base che nasce Hermes Linder Fund SICAV. Il Fondo cresce e, dopo esser passato sotto la gestione di Praude AM, nel 2017 si aggiudica il Thomson Reuters Lipper Fund Award. Risultati ottenuti grazie ad una filosofia value investing mai abbandonata: “Hermes Linder fa dell’arbitraggio legale e della profonda conoscenza dell’ambiente economico, finanziario e regolamentare in cui si muove il suo punto di forza – ha spiegato Massimo MalvestioLe sue decisioni di investimento si fondano sostanzialmente sullo studio congiunto dei dati finanziari, dei piani industriali e del contesto normativo. È questo che forma le convinzioni che muovono il team di gestione. Non l’appartenenza ad un dato settore piuttosto che a un altro”.

  • Crisi, l’Europa deve scegliere tra due strade (entrambe difficili)

    Il modo di affrontare la crisi – una dopo l’altra – è quello che rende l’Europa ciò che è. Le difficoltà plasmano il continente, come diceva Jean Monnet, che fu il primo architetto dell’Europa unita. E non c’è dubbio che la crisi attuale abbia un carattere estremamente “formativo” per la UE.
    Dal modo in cui ne verremo fuori dipende il nostro futuro, la nosta speranza e la nostra ambizione.

    La sfida della UE di fronte alla crisi

    crisi covid EUE’ fuor di dubbio che la pandemia comporta tragedie e una scia di dolore indelebile, ma da questa crisi nasceranno anche delle opportunità. Innanzitutto riguardanti un cambio di rotta politico, che ci consenta di spostare lo sguardo più in alto e più lontano.

    Ma bisognerà garantire politiche economicamente corrette, ma con un consenso popolare. Bisognerà superare le posizioni e i contrastanti interessi dei Paesi membri. Cosa non facile, come già si è visto in sede di definizione del Next Generatione EU.

    Non sprecare lo sforzo del Next Generation

    La pandemia è uno shock perfetto che ha colpito tutti i Paesi senza distinzioni. In questo senso li ha resi davvero una Unione. Ma bisogna esserlo solo nelle tragedie, ma pure nel percorso di crescita.
    Attraverso la Next Generation Europe, i Paesi membri devono aiturarsi a venirne fuori.
    Del resto c’è una enorme quantità di risorse mobilizzate, e molteplici cardini sui uali fare leva (capitale umano, investimenti, infrastrutture, ambiente) che possano spingere le economie. Ma non si devono seguire orizzonti limitati, strategie a breve termine, bensì adottare soluzioni di lungo respiro.

    La scelta tra due opzioni

    Davanti alla crisi attuale, ci sono due strade, due opzioni binarie per l’Europa. O si concede una flessibilità di bilancio ai singoli Stati (soprattutto quelli dalle finanze pubbliche più malandate), oppure si trasferiscono compiti e capacità di spesa verso l’Unione, sottraendola ai singoli Paesi.
    Quest’ultima scelta significa in sostanza conferire maggiore autorità alla Commissione, dove ci sono economisti dalla capacità analitica e dalla competenza istituzionale adeguata. Figure in grado dio scegliere le migliori opzioni per l’azione comune, ponendosi un passo più avanti dei paesi membri.

  • allory ha ideato lei stessa le nostre composizioni floreali

    Abbiamo scelto venditori che, se non erano già amici, sentivano di poter essere nostri amici. Mallory, che ha coordinato il nostro matrimonio e ne ha curato lo stile, è un’amica di grande talento di mia sorella. Una cara amica abiti da sposa colorati 2020, Allie, ha creato i nostri inviti, le carte delle escort e i menu. Un altro amico, Ansley, ha creato qualsiasi segnaletica e mio cugino Kim ha suonato il violino per la nostra cerimonia. I nostri DJ (tutti e tre!) Sono venuti dalla Carolina del Sud per festeggiare con noi. Sam, che mi ha fatto i capelli e il trucco, aveva anche acconciato e truccato due delle mie sorelle il giorno del loro matrimonio.

    E Jon, il nostro fotografo, ha reso ogni foto un evento confortevole e senza sforzo per noi. Mallory ha ideato lei stessa le nostre composizioni floreali, dalle rose e dai frutti di bosco a un tocco di eucalipto. È andata a mangiare qualcosa il giorno prima del matrimonio per aggiungere del fogliame veramente autentico al posto.


  • RICCARDO FAVALE “Parole” è il nuovo progetto solista del cantautore romano che racconta un destino avverso

    Un brano che nasce dalla necessità di raccontare, da uno sfogo urlato contro un destino non facile da accettare. 

    In radio dal 26 novembre

    «Il brano parole nasce in un momento molto delicato della mia vita. Uno di quei momenti in cui gira tutto storto e a un certo punto ti succede qualcosa che ti cambia la vita per sempre, così ho usato l’unico modo che conosco per raccontare ciò che stava succedendo,  incanalando  la mia rabbia in musica». Riccardo Favale

     

    In “Parole” l’immagine è quella di un incontro personale con Dio, sotto forma di sfogo personale, in cerca di una spiegazione. La domanda è di quelle emblematiche: «Ognuno di noi ha veramente un percorso prestabilito da percorrere fino alla fine?»

    L’arrangiamento accoglie delle atmosfere dance iniziali per poi arrivare a sonorità rock pop con chitarre elettriche come tappeto.

    Etichetta: VISORYRECORDS

    Radiodate: 26 novembre 2021

    Contatti e social

     

    Instagram https://www.instagram.com/riccardo_favale_official/

    Facebook https://www.facebook.com/RiccardoFavaleOfficial

    Youtube https://youtube.com/channel/UCKbxU1ljoNA7iThowxQpUeA

     

    BIO

    Riccardo a Favale nasce il 13 gennaio 1975. Cantautore, arrangiatore e produttore, cresciuto a Genzano di Roma, paesino della provincia, inizia a suonare all’età di 14 anni studiando il basso e, nel frattempo, comincia a scrivere le prime canzoni, influenzato da gruppi come Police, The beatles, Led Zeppelin. 

    Nel 2000 forma una band con il fratello e incide un album dal titolo “Dogana” con 12 brani inediti, che riscuote successo nel pubblico e negli addetti ai lavori.

    Nel 2001 partecipa al contest Romano “Roma Caput Music” organizzato dalla casa discografica Creazioni Musicali aggiudicandosi il primo posto nella categoria inediti.

    Il 2015 è l’anno di un nuovo progetto, questa volta come solista, durante il quale lavora a moltissimi brani scritti e arrangiati completamente da lui, collabora con molti artisti sia live che in studio.

    Nel 2018 apre lo studio di registrazione NanoRecordingStudio dove lavora come fonico arrangiatore sia ai suoi brani che a quelli degli altri. Nello stesso anno forma una cover band del grande Rino Gaetano con cui è tuttora impegnato in concerti nei locali e nelle piazze.

    Il 2020 è l’anno del debutto solista: incide finalmente una serie di brani e ne invia uno al direttore artistico Mario Greco che, ascoltandolo insieme al produttore paroliere e compositore Francesco Ciccotti lo seleziona come finalista 2021 di “Imperia sotto le stelle” aggiudicandosi poi il terzo posto nella categoria inediti.

    Attualmente sta lavorando al suo primo album da solista.

  • I Vincitori di accordi @ DISACCORDI – Festival Internazionale del Cortometraggio – 18ma Edizione a Napoli

    Francesco Romano con il suo film breve “Tropicana” si aggiudica il premio della sezione nazionale della diciottesima edizione di accordi @ DISACCORDI – Festival Internazionale del Cortometraggio a Napoli. La giuria artistica ha premiato il cortometraggio ” Perché riesce a raccontare con uno stile asciutto e preciso una dinamica familiare e sociale di inconsapevoli inadeguatezze e vuoti. Per aver individuato, prima, e diretto, poi, un cast di attori credibilissimo e perfettamente aderente alla narrazione.”

    La kermesse partenopea, diretta da Pietro Pizzimento e Fabio Gargano, si è tenuta dal 16 al 21 Novembre 2021 in forma ibrida: in presenza al PAN – Palazzo delle Arti Napoli  e online sulla piattaforma internazionale FESTHOME TV; la cerimonia di premiazione condotta da Mariasilvia Malvone  si è tenuta invece presso la Corte dell’Arte di FOQUS a Napoli con la proiezione dei cortometraggi vincitori. In giuria quest’anno come presidente il produttore teatrale e televisivo Angelo Curti affiancato dai giurati, i director casting Adele Gallo e Massimiliano Pacifico.

    Il primo premio della sezione Campania va al cortometraggio “Le Mosche” di Edgardo Pistone, già premiato quale miglior regista alla Settimana Internazionale della Critica nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia dello scorso anno: “Capita qualche volta che un cortometraggio faccia scoprire un giovane che già dimostra tutte le qualità di un vero autore.”

    Migliore attore della 18ma edizione di accordi @ DISACCORDI per la giuria è stato Giovanni Esposito per il film breve “Le Buone Maniere” di Valerio Vestoso con la motivazione “Per la capacità di interpretare con grande umanità il fallimento e la rivalsa di un piccolo eroe quotidiano animato da una grande passione/ ossessione. Per l’autenticità con cui riesce a creare immediatamente empatia, coinvolgendo lo spettatore fino all’ultimo respiro del monologo (radiocronaca) finale.”

    David Bartlett con “Mousie” già premiato in tantissimi festival internazionali, si è aggiudica il premio per la miglior regia, “Per aver diretto con grande maestria ed abilità una storia di grande profondità ed importanza storica, di un periodo che a non andrebbe mai dimenticato. La sua direzione riesce ad esaltare tutti i suoi elementi: la sceneggiatura ed i magnifici interpreti, la scenografia dettagliata, la fotografia di altissima fattura e che ben accompagna il mood del corto, il suono, i costumi, le acconciature, ed un montaggio che offre ritmo e suspense.”

    Il premio per la Migliore Attrice della 18ma edizione di accordi @ DISACCORDI va a Milena Vukotic per il cortometraggio “Con i Pedoni tra le Nuvole” di Maurizio Rigatti: Per aver donato dignità, dolcezza ed eleganza ad una donna che lotta per la propria autonomia in un mondo che sembra averla destinata alla solitudine e al silenzio degli affetti. Per il suo sguardo di resistenza poetica  che ci accompagna durante  tutta la narrazione.

    “O mà” di Vincent Launay-Franceschini vince  la sezione internazionale di accordi @ DISACCORDI 18ma edizione: Una storia densa di umanità e passione, con tre personaggi intensissimi e molto ben interpretati. In particolar modo il protagonista Marc Riso trasferisce al suo personaggio un grande senso d’inquietudine e malinconia che il cortometraggio coltiva sapientemente con grande equilibrio e ritmo. Il regista dimostra grandissima padronanza della tecnica cinematografica, confezionando un film raffinatissimo per la fotografia, la scenografia, i costumi ed il montaggio.

    Il regista tedesco Eric Esser con “The Angel of History” si aggiudica il primo premio della sezione documentari: Perché intreccia sapientemente la Storia e la cronaca, la frontiera come fronte di frattura o possibilità di speranza, la scelta tra vivere o morire che a Portbou investì Walter Benjamin in fuga dai nazisti come oggi investe i migranti sulla rotta balcanica, nei boschi della Bielorussia, nel Mediterraneo. In un continuo ripetersi della Storia sotto lo sguardo eterno dell’Angelo di Paul Klee.

    Portano a casa principali premi anche “Quma & the Beasts” di Ivan Stur, Javier I. Luna Crook per  la sezione animazione e”The Land of Griffons” di Riccardo Soriano per la sezione a tematica ambientale.

    Si rinnova anche quest’anno il premio per il miglior montaggio, istituito lo scorso anno da AMC – Associazione Nazionale Montaggio Cinematografico e Televisivo per il festival accordi @ DISACCORDI, con la giuria composta dal presidente, Alessandro Giordani, accompagnato dai giurati Cristina d’Eredità e Marco Monardo;  al montatore Davide Vizzini per il film breve “Bataclan” di Emanuele Aldrovandi va il premio edizione 2021. Vieni istituito da quest’anno il Premio per la Migliore Fotografia , in partnership AIC – Associazione Italiana degli Autori della Fotografia Cinematografica , con la giuria composta dal presidente Daniele Nannuzzi e di giurati Simone Marra e Luca Cestari; premio aggiudicato in questa prima edizione da Emilio Costa direttore di fotografia di “Ninnaò” di Ernesto Censori.

    La 18ma edizione di accordi @ DISACCORDI – Festival Internazionale del Cortometraggio è stata organizzata dall’Associazione Movies Event, con la partnership di Film Commission Regione Campania,  AMC – Associazione Montaggio Cinematografico e Televisivo , AIC – Associazione Italiana degli Autori della Fotografia Cinematografica e in collaborazione con il Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura, con il Centro Sperimentale di Cinematografia, con il Centro Nazionale del Cortometraggio, con ASCI – Scuola di Cinema;  festival co-finanziato dalla Regione Campania.  www.accordiedisaccordi.it

  • 140° anniversario della nascita di Bernardo De Muro e Gavino Gabriel: Tempio Pausania si prepara per i festeggiamenti

    COMUNICATO STAMPA
    140° Anniversario della nascita
    di
    Bernardo De Muro e Gavino Gabriel
    4-5-18-19 Dicembre 2021

    Il 19 Dicembre Concerto di Francesco Demuro

    L’Accademia Musicale Bernardo De Muro si prepara per i festeggiamenti più attesi, quelli dei due galluresi più noti nel mondo: Bernardo De Muro e Gavino Gabriel. Il mese di dicembre sarà per l’Accademia, il mese delle celebrazioni del 140° anniversario della nascita di entrambi.
    La Regione Sardegna e il Comune di Tempio Pausania
    La Regione Sardegna, attraverso l’assessorato alla cultura, nella persona dell’assessore On. Andrea Biancareddu, ha voluto esprimere un segnale forte e di continuità ai fini della valorizzazione e trasmissione dei valori identitari attraverso azioni volte a promuovere la conoscenza delle figure intellettuali e artistiche di Bernardo De Muro e Gavino Gabriel, concedendo un contributo al Comune di Tempio in occasione dell’importante anniversario della nascita dei due illustri concittadini.
    Il Comune di Tempio, beneficiario del contributo regionale, sempre attento alle istanze culturali, in prima linea con il sindaco Gianni Addis e l’assessora alla cultura Monica Liguori, in accordo con la Giunta hanno approvato e condiviso il progetto presentato dall’Accademia Musicale Bernardo De Muro, ufficializzandone la direzione artistica.
    I festeggiamenti
    I festeggiamenti vedranno da un lato Bernardo De Muro, tenore dotato di rara potenza vocale e di uno splendente registro acuto, che, pur lasciando Tempio per calcare i teatri più ambiti del mondo, tenne sempre vivo il legame con la sua città, e dall’altro Gavino Gabriel, intraprendente pioniere della scienza etnomusicologica in Italia, attentissimo ai più moderni sistemi di ricerca, cultore e conoscitore delle tradizioni popolari, della letteratura e intellettuale finissimo.
    Due nomi di prestigio che da sempre rappresentano Tempio Pausania e la Gallura sotto il profilo culturale e dotto. L’Accademia dal 2010 ha una missione precisa e chiara: tutelare, valorizzare, produrre e diffondere la musica sul territorio sardo e nazionale.
    L’impegno dell’Accademia Musicale Bernardo De Muro
    Nel corso degli anni l’Accademia Musicale B. De Muro ha saputo tessere una fitta rete di collaborazioni con le istituzioni per la realizzazione di eventi musicali originali e di grande spessore culturale e artistico. Da Olbia, a Santa Teresa Gallura, da Arzachena a Tempio Pausania. Gemellaggi, scambi culturali, collaborazioni e concerti memorabili, hanno segnato le tappe più importanti dell’Accademia, che nel corso dei suoi primi dieci anni di attività ha saputo realizzare e consolidare appuntamenti ormai calendarizzati stabilmente. Festival Fantasie Sonore a Santa Teresa Gallura, il Festival Sette not(t)e ad Arzachena, la stagione concertistica presso il comune di Olbia, la rassegna musicale “In Itinere” che coinvolge nomi di spicco del bel canto e della bella musica. Fra le iniziative di maggiore rilievo, l’Accademia ha saputo essere promotrice di un avvicinamento culturale con la città di Pesaro. Dall’incontro fra le due amministrazioni avvenuto a Tempio Pausania nel giugno scorso è scaturita una lettera d’intenti in funzione di future collaborazioni che, a breve, sarà perfezionata con la firma di un protocollo d’intesa già studiato e approvato dalle due amministrazioni.
    Tutto ciò è avvenuto in occasione della Masterclass di Alto Perfezionamento in canto lirico, organizzata dall’Accademia all’interno del progetto Por-Fesr Sardegna 2014-2020 CultureLab: “Bernardo De Muro, la voce di Gallura. Tenore Sardo nel Mondo, L’uomo, l’artista, il didatta”. La Masterclass si è tenuta nel Teatro del Carmine di Tempio Pausania e ha coinvolto giovani cantanti provenienti da tutto il mondo che hanno approfondito la tecnica vocale e affinato il repertorio con il M°Ernesto Palacio, tenore di indiscussa fama, sovrintendente del ROF e direttore dell’Accademia Rossiniana. Alcuni dei partecipanti sono stati scelti dalla direzione artistica e saranno protagonisti di una “Opera Studio” dedicata alla Cenerentola di Rossini, la cui messa in scena è programmata per i prossimi mesi nella città sarda e in altri teatri della penisola.
    Gli appuntamenti
    Il centoquarantesimo della nascita di Bernardo De Muro sarà la migliore occasione per riportare alla memoria dei concittadini i trionfi di un artista capace di lasciare il segno del suo passaggio nel cuore di Re e Sultani, dalla Spagna all’America meridionale, dall’Italia agli Stati Uniti.
    Il primo appuntamento è fissato per il prossimo 4 dicembre e vedrà protagonista Gavino Gabriel. La serata prevede un concerto avente come protagoniste le formazioni corali più famose e più rappresentative della identità tradizionale Sarda e sarà occasione per omaggiare tutti coloro che si sono spesi e prodigati in questi anni per tenere alto il nome di Gavino Gabriel.
    Il 5 Dicembre Convegno di studi alla presenza di importanti ed autorevoli studiosi della figura di Gavino Gabriel.

    Il 18 Dicembre giornata dedicata al ricordo e alla celebrazione di Bernardo De Muro con la presentazione del volume di approfondimento scientifico alla presenza di qualificati personaggi del mondo artistico e musicologico dal titolo: “Le carte della Memoria. Vita e Arte di Bernardo De Muro;

    Il 19 Dicembre concerto lirico che avrà come straordinario protagonista il tenore sardo Francesco Demuro impegnato in un recital operistico omaggio al tenore Bernardo De Muro.

    Il Museo Bernardo De Muro
    L’attività di divulgazione dell’Accademia Musicale B. De Muro procede spedita anche sul fronte del “Museo De Muro “, rispetto al quale recentemente è stato siglato l’affido per la gestione fino al dicembre 2023 ai fini del completamento delle azioni progettuali di Culture Lab. L’Accademia si occuperà dell’implementazione e digitalizzazione del patrimonio della collezione De Muro e lavorerà per rendere maggiormente fruibile gli spazi e il materiale ospitato dall’attuale sede presso il seicentesco Palazzo degli Scolopi.


  • LA MAGIA DEL NATALE… IN UNA TAZZA DI CAFFÈ ARRIVA L’ESPRESSO PANETTONE, LA CHRISTMAS LIMITED EDITION DI CAFFITALY

    Caffitaly ha racchiuso tutta l’atmosfera delle Feste nella nuova Limited Edition di Natale, l’Espresso Panettone. Un caffè aromatizzato dal sapore autentico, capace di trasformare la pausa caffè in un momento magico di puro gusto.

    Tecnologia al servizio della qualità, spirito creativo e un solo obiettivo: fare il miglior caffè (e il più sostenibile) al mondo. Anche quando si tratta di aromatizzati. Ed è così che Caffitaly, l’azienda che con il suo sistema unico, innovativo e sostenibile che combina la tecnologia di macchina e capsule per portare in tazza un’esperienza di gusto mai provata prima, ha voluto racchiudere l’atmosfera del Natale nella sua nuova Limited Edition per le Feste 2021, l’Espresso Panettone. Un caffè dal sapore autentico e indimenticabile in cui prendono vita ricordi ed emozioni delle Feste, del calore di casa dove si ritrovano i propri cari, e dei profumi e dei sapori inconfondibili della tradizione italiana. E fin dal primo assaggio è subito magia.

    Del resto, Caffitaly lavora da sempre per garantire un altissimo livello qualitativo non solo dei suoi caffè e delle sue bevande calde, ma anche della sua variegata gamma di caffè aromatizzati: amaretto, rum, nocciola, a cui si affiancano le Limited Edition stagionali, come la menta dell’estate 2021 e, appunto, il nuovo Espresso Panettone per il Natale 2021. A fare la differenza è il continuo impegno in R&D: ogni aroma è studiato in ogni dettaglio per incontrare i trend del momento e per restituire un’esperienza di gusto autentica.

    Nell’Espresso Panettone l’aroma corposo del caffè (70% Arabica e 30% Robusta, tostato e macinato) incontra il gusto morbido di canditi e uvetta e una leggera nota burrosa che ricorda la pasticceria. Carattere dolce e intensità media, è perfetto per la colazione e per le pause caffè “golose” di metà pomeriggio (anche in ufficio), oppure dopo pasto, accompagnato proprio da una fetta di panettone, ed è da provare anche con una goccia di latte caldo, che ben si accompagna con la nota burrosa e il profumo di canditi e uvetta. Un sapore autentico, familiare, tutto italiano.

    E se l’esperienza in tazza è già eccezionale, Caffitaly ha pensato anche a una sfiziosa ricetta per coccolare e sorprendere i propri cari durante le festività: una crema al mascarpone e Caffitaly per farcire il panettone. Per preparare la crema pasticciera, servono un cucchiaio di zucchero, uno di farina e un tuorlo d’uovo da mescolare all’interno di un tegame con una frusta, aggiungendo a filo 250ml di latte. Una volta conclusa l’operazione, si passa ai fornelli, cuocendo a fiamma media e mescolando finché il composto si sarà addensato. Si lascia quindi raffreddare coperto da pellicola e, infine, si aggiungono 250gr di mascarpone e una tazzina di Espresso Panettone, mescolando fino ad ottenere una crema vellutata, pronta da gustare con una bella fetta di panettone.

     

    ***

    A proposito di Caffitaly:

    Con una presenza radicata in oltre 70 paesi nel mondo e circa 450 dipendenti, Caffitaly è una società leader in un mercato in forte espansione come quello del caffè monodose. Nel 2021 l’azienda sta registrando un vero e proprio boom delle entrate grazie al suo innovativo e unico sistema di estrazione che combina perfettamente l’alta tecnologia di macchine e capsule, offrendo ai clienti un’esperienza di gusto superiore, che la porterà al traguardo di 150mio euro. Caffitaly investe costantemente in innovazione e ricerca per migliorare la propria offerta di macchine e capsule: attualmente la società investe annualmente 2,5 milioni di euro in Ricerca & Sviluppo. Presente in Italia nella rete dei 1000 multimarca, e con oltre 100 punti vendita monomarca sul territorio, l’azienda punta fortemente sull’internazionalizzazione, con il fatturato in capsule che proviene al 71% dal mercato estero.

    https://caffitaly.com/

     

  • NATALE CON LA CAMELLIA “PER” TÈ

    Con la vendita della Camellia sinensis della Compagnia del Lago Maggiore, pianta del tè che consente di preparare la bevanda in modo autonomo, Orticolario offre un’idea regalo originale per Natale.
    La disponibilità è limitata a soli 200 esemplari e l’intero ricavato viene devoluto al Fondo “Amici di Orticolario”.

    Regalare una pianta è già di per sé un grande dono, significa regalare vita. Donare una piantagione di tè in miniatura è un gesto originale e simbolico. Proprio per questo motivo, Orticolario ha scelto come idea regalo per Natale 2021 la Camellia sinensis che, oltre a rendere più elegante il giardino o il terrazzo, offre la possibilità di sorseggiare il proprio tè, italiano, di qualità, a chilometro zero.

    In vendita questa raffinata ed elegante camelia, dalle cui foglie si ricava la bevanda più diffusa al mondo, nata nella piantagione di tè della Compagnia del Lago Maggiore, la più grande dell’Europa continentale. La disponibilità è limitata a soli 200 esemplari.

    L’intero ricavato viene devoluto al Fondo “Amici di Orticolario” (https://dona.fondazione-comasca.it/campaigns/orticolario/), per il sostegno dei progetti sociali di associazioni benefiche che operano sul territorio lariano e per i progetti culturali di Orticolario, finalizzati a promuovere la conoscenza e l’apprezzamento del patrimonio naturale e artistico e a garantirne la conservazione e la tutela.

    Con i suoi tanti boccioli, che all’arrivo dell’inverno sbocciano in fiori bianchi per la gioia di occhi e api, la Camellia sinensis è un regalo di Natale dai molti significati: simboleggia un sentimento di stima, gratitudine e ammirazione; tra innamorati rappresenta l’unione perfetta, mentre donata a un uomo è messaggera di buona fortuna.

    È inoltre una pianta resistente, particolarmente indicata per il clima lacustre: basta accomodarla in un terreno non calcareo, mentre se la si lascia in vaso è bene avere l’accortezza di tenerla all’ombra.

    “La Camellia sinensis è una pianta speciale, sempreverde come deve essere la curiosità di un appassionato della natura – racconta Moritz Mantero, presidente di Orticolario. I suoi fiori sono molto amati dalle api, mentre i suoi germogli, nell’acqua calda, danno vita a una vera magia, trasformandosi in una buona occasione di relax”.

    INFO PER IL PUBBLICO

    Contributo: 30,00 euro inclusa una confezione di tè “Compagnia del Lago” in esclusiva e una borsa “Orticolario Collection”.

    Misure e caratteristiche: altezza 50 cm, in vaso alto da 18 cm, bocciolata e con fiori. Se la si lascia crescere in tutta libertà, diventa un albero che può raggiungere i sei metri di altezza in un secolo.

    Fioritura: da novembre a gennaio.

    Raccolto: da aprile a settembre. Potandola e raccogliendo le foglie più tenere, si stimola la pianta a fare nuovi germogli. Si ottiene una teiera dal primo raccolto, ogni anno in aumento.

    Lavorazione e degustazione: http://www.compagniadellago.com/fiori-e-piante/pianta-del-the/ Contatti: +39.031.3347503 . [email protected]
    Maggiori dettagli: https://orticolario.it/natale-con-camellia/

    ***

    NOTE ORTICOLARIO

    Orticolario, giunto alla dodicesima edizione, è l’evento culturale dedicato a chi vive la natura come stile di vita. Teatro della manifestazione è il parco botanico di Villa Erba a Cernobbio (CO), dimora ottocentesca affacciata sulle sponde del Lago di Como, residenza estiva dell’infanzia del regista Luchino Visconti. Tratto distintivo dell’evento è la proposta di giardini tematici e installazioni artistiche ispirati al tema dell’anno, tra i quali spiccano le realizzazioni dei selezionati al concorso internazionale “Spazi Creativi”. Titolo dell’edizione 2020 e 2021 è “Ipnotica”, il tema è la “Seduzione”, mentre la pianta protagonista è l’Acero. La manifestazione, che nel 2019 ha sfiorato la soglia dei 30.000 visitatori, è arricchita da un’ampia offerta di piante rare, insolite e da collezione, artigianato artistico e design con più di 290 espositori rigorosamente selezionati, da un fitto calendario di incontri e da numerosi laboratori didattico-creativi per i bambini, oltre a performance, proiezioni di film nelle segrete della Villa Antica e show floreali. Al centro della rassegna, l’arte, capace di andare oltre e di abbattere i confini tra interno ed esterno. Durante i tre giorni di evento e per tutto il resto dell’anno vengono raccolti contributi per il Fondo Amici di Orticolario, che sostiene progetti per la promozione della cultura del paesaggio e per cinque associazioni benefiche del territorio. La prossima edizione si svolgerà dal 29 settembre al 2 ottobre 2022.

    NOTE ORTICOLARIO “THE ORIGIN”

    Nel 2020, causa emergenza sanitaria, l’evento è diventato Orticolario “The Origin”: una nuova forma, virtuale e continuativa, ma sempre e comunque una “fucina” di linguaggi, ingegni e talenti, un’esperienza del paesaggio e per il paesaggio. Quindi, Orticolario tutto l’anno, fruibile da ogni parte del mondo da computer e da qualsiasi dispositivo,

    compresi i visori VR (realtà virtuale). Si tratta della prima e unica piattaforma online culturale-commerciale gratuita, realizzata in un centro espositivo inserito in un parco storico. Sviluppata da Tievent con tecnologia Matterport 3D, grazie a una mappatura sperimentale e pioneristica, consente all’utente di fare un virtual tour 3D in qualsiasi angolo di Villa Erba e del suo parco, di passeggiare davanti al lago e tra alberi secolari, mentre s’incontrano eventi e proposte di vivaisti, artigiani, progettisti. E i numeri da cui il progetto è partito sono più che generosi: dal 2019 il sito web orticolario.it ha registrato circa 460.600 pagine visualizzate, i social (tra Facebook e Instagram) hanno superato i 24.000 follower, il canale YouTube ha ottenuto circa 129.000 visualizzazioni, mentre la newsletter conta oltre 17.700 iscritti. La piattaforma The Origin, dal 15 ottobre 2020, giorno in cui è stata attivata, ha raggiunto quasi 74.000 visualizzazioni.

     

  • VIAGGIO NEL PERLAGE DELLA CÔTE DES BLANCS CON GLI CHAMPAGNE DIEBOLT-VALLOIS

    Partesa porta in Italia i gioielli della Maison fondata nel XIX secolo nel cuore della Côte des Blancs, selezionando quattro eleganti champagne nati tra Cramant e Cuis, su appezzamenti Grand Cru e Premier Cru, per brindare alle Festività 2021.

    Che siano Pas Dosé o dolci, bianche o rosé, le bollicine, si sa, fanno subito festa. E a queste regine dei brindisi Partesa, società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca., che oltre 20 anni fa ha dato vita all’innovativo progetto “Partesa per il Vino”, ha dedicato ampio spazio nel suo vasto portfolio di vini ricercati e di qualità firmati dai migliori produttori italiani ed europei.

    Per le Feste 2021, in particolare, Partesa accende i riflettori sugli eleganti champagne della maison Diebolt-Vallois – che ha portato in esclusiva per la prima volta in Italia quest’anno -, invitando a un viaggio nel perlage della Côte des Blancs.

    Le origini di questa maison risalgono al XIX secolo, quando la famiglia Diebolt inizia a vinificare a Cramant, piccolo comune nel cuore della Côte des Blancs, il cui terreno calcareo è la culla ideale dello Chardonnay. La maison viene ribattezzata Diebolt-Vallois nel 1978, quando Jacques Diebolt inizia a lavorare in vigna con il nonno e con la moglie Nadia Vallois. La conduzione è tuttora famigliare, con i loro due figli, Isabelle e Arnaud, a guidare la tenuta con la terza generazione, Ophélie e Philippine, figlie di Arnaud. I vigneti si trovavano originariamente a Cramant e Cuis, due comuni classificati rispettivamente come Grand Cru e Premier Cru, e oggi si estendono su 15 ettari, con appezzamenti nei Grands Crus di Chouilly, Oger, le Mesnill sur Oger. Le uve vengono raccolte manualmente e ogni vigneto viene vinificato separatamente.

    Tra le proposte di Partesa, il Diebolt-Vallois Blanc de Blancs è ottenuto da una fermentazione in tini a temperatura controllata, l’assemblaggio è di almeno 2 anni e dopo l’imbottigliamento riposa in una cantina a 14 metri di profondità invecchiando per anni prima della sboccatura. Dal color giallo tenero, perlage finissimo, al naso offre note di fiori bianchi e agrumi e al palato risulta fresco e minerale, caratteristiche che lo rendono perfetto per un aperitivo a base di crudi di pesce e verdure.

    Anche il Blanc de Blancs Millésimé (annata 2013) richiede una doppia fermentazione (in tini termoregolati prima e in bottiglia nella cantina scavata a 14 metri di profondità poi) e almeno 7 anni di invecchiamento prima della sboccatura. Si distingue per le sue note floreali, fresche e minerali, che si accompagnano con eleganza a piatti di pesce.

    Ottenuto da uve provenienti dai tre Gran Cru Cramant, Chouilly e Le Mesnil-sur-Oger, il Diebolt-Vallois Blanc de Blancs Prestige è il risultato di un assemblaggio di tre annate invecchiate in botti di rovere e di un affinamento in bottiglia di almeno 3 anni prima della sboccatura. Color giallo paglierino, perlage molto fine e persistente, regala al naso raffinate note di agrumi, fiori, lievito e spezie, e al palato una spiccata mineralità. È da gustare con crostacei e frutti di mare.

    Infine, il fiore all’occhiello della maison: il Fleur de Passion nasce da vigne vecchie più di 45 anni, alcune anche più di 70, e da un’accurata scelta di fermentazione in barrique. Il vino riposa almeno 8 anni prima della sboccatura e tutto ciò che potrebbe stressare il vino è vietato, per permettere al terroir di esprimersi al meglio. Il risultato è uno champagne color oro brillante, con intense note erbacee, pane tostato e fiori bianchi, che conquista al palato per complessità, eleganza ed equilibrio tra mineralità e cremosità, nonché per il suo gusto persistente. Ottimo da gustare da solo, la sua struttura permette abbinamenti con formaggi di media-lunga stagionatura e con piatti profumati come il risotto allo zafferano e gli spaghettoni cacio e pepe.

    Su Partesa For Wine, la piattaforma che Partesa dedica al racconto delle etichette e delle cantine partner, italiane e internazionali, è possibile approfondire la storia della maison Diebolt-Vallois ed esplorare le sue produzioni lasciandosi guidare dalle video-degustazioni degli esperti. Partesa For Wine, infatti, nasce proprio per rispondere a una crescente curiosità da parte dei consumatori ma anche alla mission valoriale di Partesa, con il coinvolgimento dei produttori, coinvolti in numerose attività svolte durante l’anno, come visite in cantina, presenza alle degustazioni, affiancamenti con la forza vendita sul territorio. Una finestra in continua evoluzione e aggiornamento, che nel tempo continuerà ad arricchirsi di nuovi contenuti, funzionalità e contributi dei più affermati opinion leader ed esperti sul panorama italiano e internazionale.

     

    ***

    PARTESA è una società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca.

    Attiva da 32 anni, oggi opera in 13 regioni con 42 depositi, impiega circa 1.000 persone e conta oltre 43.000 clienti, a cui offre un ampio portfolio di prodotti di qualità (oltre 9.000 referenze nell’ambito della birra, del vino, degli spirits, delle bevande analcoliche e del food), nonché efficienza logistica, servizi personalizzati, formazione, consulenza mirata e innovativi strumenti digitali per supportare i professionisti del fuoricasa a rafforzare e sviluppare il proprio business.

    Partesa è parte del Gruppo HEINEKEN Italia.

     

    Per ulteriori informazioni: www.partesa.it

     

    Materiali stampa e immagini sono disponibili al link Google Drive:
    https://drive.google.com/drive/folders/1f5zVE7xov_uCrP4zJbIfcja_DE4dcCF9

  • Lynk & Co in Europa raccomanda lubrificanti Castrol

    Lynk & Co, il marchio di mobilità globale nato come joint venture tra Geely Holding, Geely Auto Group e Volvo Car Group, ha sottoscritto un accordo quinquennale con Castrol per la fornitura di lubrificanti premium in tutti i mercati europei in cui opera.

    Il lubrificante Castrol EDGE Professional V 0W-20 verrà utilizzato per tutte le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria dei veicoli, contribuendo a liberare tutta la potenza del motore e a migliorarne efficienza e longevità.

    Lynk & Co offre servizi di mobilità previa iscrizione alla sua piattaforma. I primi mercati europei a beneficiare di questa nuova formula commerciale sono: Germania, Francia, Spagna, Italia, Svezia, Belgio e Paesi Bassi.

    Lynk & Co sceglie Castrol

    Il lubrificante Castrol EDGE Professional che sarà utilizzato dalla flotta Lynk & Co è l’olio motore più resistente e avanzato del marchio. È dotato della tecnologia Fluid TITANIUM, che trasforma la struttura del fluido a livello fisico rendendola più resistente nei momenti di pressione estrema per mantenere separati i componenti metallici e ridurre l’attrito.

    Il veicolo di esordio di Lynk & Co, lo 01 SUV, è alimentato da gruppi propulsori elettrici ibridi (HEV) e plug-in ibridi (PHEV) economici. La gamma Castrol EDGE Professional utilizzata da Lynk & Co è stata la prima al mondo a essere certificata a impatto zero di CO2, in conformità allo standard internazionale PAS 2060.

    Castrol ha recentemente lanciato la propria strategia di sostenibilità, PATH360, che punta a garantire un futuro più sostenibile. Per contribuire a ridurre la CO2 nel ciclo di vita, Castrol sta lavorando con i propri fornitori, approvvigionandosi di materie prime a minori emissioni di CO2 e riducendo gli imballaggi, e sta anche lavorando con i suoi partner, per avere voce in capitolo su ciò che avviene ai prodotti dopo l’uso da parte dei clienti.

    L’accordo di fornitura di lubrificanti Castrol include l’opzione di supportare Lynk & Co nei suoi piani di espansione sul mercato negli anni a venire.

     

  • UniBg: al via il corso per riabilitare il paesaggio montano, e sfruttare straordinarie opportunità sostenibili

    Trattare di questioni relative alla montagna, per valorizzarne le peculiarità e l’attrattiva, ma anche promuovere il rinnovamento di una didattica che si apra sempre di più ai territori: questi gli obiettivi del corso di perfezionamento sulla “Valorizzazione dei beni culturali, paesaggistici e ambientali in Montagna”, promosso dall’Università degli studi di Bergamo, che prenderà il via venerdì 26 novembre.

     

    I contenuti del ciclo di incontri, che si terranno a Clusone, San Pellegrino Terme e Sondrio, con possibilità per i partecipanti di seguire da remoto le attività didattiche fuori sede, verranno illustrati presso la Sala Conferenze S. Agostino, venerdì 26 novembre alle 17:15, dall’Università di Bergamo insieme ai rappresentanti degli enti affiliati al progetto: Comunità Montana Valtellina di Sondrio, Comunità Montana Valle Brembana, Comunità Montana Valle Seriana, Comune di Clusone, Comune di San Pellegrino Terme, Club Alpino Italiano-Save The Mountains, Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bergamo, Outback 97.

     

    Il corso di perfezionamento, che prevede lezioni frontali e attività di project work su temi di valorizzazione dei territori montani alpini, si colloca nel quadro delle iniziative promosse dall’Ateneo orobico al fine di attribuire rinnovata importanza al territorio montano. “Negli ultimi anni – sottolinea la prof.ssa Elisabetta Bani, prorettrice alla terza missione e ai rapporti con il territoriola montagna sta recuperando una centralità, sulla quale moltiplicare gli sforzi, nelle politiche territoriali e nelle progettualità di sviluppo; in risposta alle crisi ambientale, socio-economica e pandemica, emergono riflessioni su nuovi “modelli dell’abitare”, e su forme di produzione e di fruizione turistica che necessitano di idee e progettualità innovative. l’Università di Bergamo ha avviato percorsi di studio su problemi, risorse e opportunità di sviluppo delle Valli alpine lombarde, in particolare delle Valli Bergamasche e della Valtellina.”

     

    “Riscoprire il valore della montagna come fucina di urbanità, mentre si definiscono modelli di un’abitabilità sostenibile, più adeguati alle esigenze del presente”. Queste le priorità del nostro tempo secondo il prof. Fulvio Adobati, docente di Urbanistica e direttore del Centro Studi sul Territorio “Lelio Pagani” di UniBg, che spiega: “C’è stato un tempo in cui, nell’arco alpino e specialmente nella Bergamasca, la montagna era città: località come Gromo o Gandino avevano un ruolo di spicco nel commercio internazionale nel settore metallurgico e tessile, e lungo le Alpi erano situate importanti aree industriali e sistemi di relazioni che hanno costruito urbanità, leggibile attraverso le figure e le ricchezze artistiche che caratterizzano le valli alpine lombarde. Credo sia il momento di cogliere le opportunità di questa fase di investimenti e progettualità per recuperare una dimensione piena e autentica della montagna e un rinnovato rapporto montagna-città”.

     

    I dettagli del corso, tra cui il programma completo e le prospettive occupazionali dei partecipanti sono disponibili all’indirizzo https://sdm.unibg.it/corso/valorizzazione-dei-beni-culturali-paesaggistici-e-ambientali-della-montagna/

  • Team Service: focus sulla realtà attiva nel settore del Facility Management

    Team Service, realtà di carattere internazionale attiva nel settore del Facility Management, ha raggiunto in 30 anni di esperienza una posizione di rilievo nel comparto.

    Team Service

    Le attività di Team Service

    Team Service opera nel settore del Facility Management, le cui società sono specializzate in precisi ambiti professionali che vanno dal verde all’igiene, dagli impianti alla manutenzione, dai servizi sanitari a quelli di pulizia, dalla reception alla ristorazione e all’accoglienza. Con i suoi oltre 30 anni di esperienza nel settore, è riuscita a crearsi un’identità affidabile capace di garantire qualità e innovazione nell’assistenza ai propri clienti. La mission è aiutare “le aziende nel loro business fornendogli tutti i servizi necessari per fare delle loro sedi degli ambienti di lavoro efficienti, risaltandone l’immagine”, obiettivo portato avanti con successo negli anni. Oggi Team Service è leader del settore, con oltre 1.000 clienti tra imprese e PA. Tra i suoi più grandi punti di forza ci sono la personalizzazione dei servizi offerti e la grande diversificazione.

    La storia di Team Service

    La società nasce nel 1985 su iniziativa di Emilio Innocenzi, fondatore e attuale Presidente di Team Service. Il primo nucleo operativo è costituito da una società che si occupa della gestione degli immobili sul territorio romano. In poco tempo la società cresce, divenendo presto un punto di riferimento nella Capitale e partecipando ad importanti iniziative come la gara indetta dalla USL RM1 “Ospedale San Giacomo”. A contribuire alla crescita vi è l’ingresso in società di tanti nuovi professionisti specializzati in diversi settori, i quali permettono a Team Service di diversificare ulteriormente la propria offerta. Negli anni ’90 viene celebrata l’apertura di nuove sedi a Milano, Pescara e Torino. Negli anni 2000, invece, l’espansione assume carattere internazionale, portando all’avvio di filiali in Spagna, Cile e Stati Uniti.

  • Arredare con lampadari di design

    lampadari design

    I lampadari di design sono degli strumenti fantastici che danno luce alla nostra casa. Quello che non tutti sanno è che questa luminosità può essere data in modi estremamente creativi, ma soprattutto eleganti e raffinati per un’atmosfera più chic in tutta la casa, ma non solo.
    La luce è un particolare fondamentale nella casa per tantissimi motivi, alcuni dei quali sono:

    • Salute psicofisica
    • Estetica
    • Funzionalità

    Infatti l’effetto che la luminosità ha sui nostri occhi e anche sul nostro corpo da un punto di vista ergonomico è ben documentata. Non essere in buone condizioni di luminosità è un serio pericolo per la salute. E sebbene quando siamo in ottime condizioni non è così immediato notarne gli effetti positivi, nel caso contrario gli effetti negativi si possono notare anche piuttosto rapidamente.
    L’aspetto dell’ambiente è poi ovviamente uno dei motivi principali per cui compriamo dei lampadari di design. Il vantaggio di questo tipo di idea quando si progetta è che la luce diventa tanto quanto il materiale o la forma, un asset ed un elemento che è parte dell’ambiente e lo arricchisce. Da quindi un’atmosfera particolare all’ambiente attorno, ma migliora anche il lampadario stesso.
    Ovviamente quello che non può mancare è l’aspetto pratico. Per questo è molto importante che ci sia uno studio molto preciso dietro alla posizione ed anche al setting nel quale decidiamo di mettere un pezzo così importante. I lampadari di design si assicurano di essere in posizioni per cui si può usufruire di loro senza problemi ed in particolare nei momenti della giornata giusti, facendo sì che la luce si fonda anche con quella naturale.

    Gli ambienti da arredare coi lampadari di design

    Un aspetto da considerare è dove mettere i tuoi lampadari di design. Infatti sia la loro posizione, forma e luce che emettono dovrebbe cambiare a seconda dell’ambiente nel quale sono inseriti. C’è innanzitutto da chiedersi quali sono gli ambienti dove inserirli; elencare questi ultimi e poi analizzare che tipo di lampadari di design si vuole per arredarli ed esaltarli. Analizziamone un paio:

    • Camera da letto, forse il luogo più classico per un lampadario. L’effetto di luce soffusa è perfetto per riposare gli occhi mentre si svolgono le ultime attività della giornata o ci si riunisce con la persona amata
    • Salotto, anche questo un luogo solito dove porre i propri lampadari di design. È necessario che illumini per bene ogni angolo della sala e le dia la grandiosità necessaria o il senso di convivialità a seconda dell’effetto desiderato.
    • Corridoio, anche qui possiamo trovare alcuni lampadari di design particolari che non avranno forme estese come quelli prima, ma solitamente saranno lineari o tanti piccoli singoli per un senso di continuità
    • Bagno, in questo caso potremmo optare per delle luci che scendano dal centro del soffitto, oppure che siano più vicini agli specchi, sempre a seconda dell’aura che vogliamo offrirvi
    • Ufficio, se serve per ricevere persone, questa stanza sarà perfetta per un lampadario elegante o stravagante, al contrario una luce fissa ben direzionata sarà necessaria se si usa solo come sala per lavorare