Autore: Redaclem

  • Arricchiti, “naturali” e sostenibili: così cambiano i prodotti nel cura persona. E le loro etichette. Il focus dell’Osservatorio Immagino

    Il report semestrale di GS1 Italy ha analizzato le informazioni sulle confezioni e i dati di vendita di oltre 20 mila prodotti del cura persona nei supermercati e ipermercati italiani, individuando tre tendenze di fondo: free from, rich-in e naturalità. Tra i claim boom di acido ialuronico, senza coloranti e ingredienti naturali. New entry: prebiotici/probiotici e peptidi.

    La grande bellezza italiana passa anche dal supermercato, si colora di verde e si lascia coinvolgere dai grandi fenomeni che stanno rinnovando il mondo del largo consumo. La conferma viene dall’ultima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che ha voluto dedicare un approfondimento speciale ai prodotti del cura persona venduti in supermercati e ipermercati. Applicando il suo peculiare approccio metodologico, ha individuato i 30 claim principali presenti sulle etichette di oltre 20 mila prodotti per la cura personale e li ha raccolti in tre macro-tendenze: free from, rich-in e naturalità.

    «Abbiamo analizzato il mondo del cura persona per individuare come stanno evolvendo i prodotti e come l’innovazione, che in questo universo è fondamentale, viene comunicata ai consumatori attraverso le etichette» spiega Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy. «L’Osservatorio Immagino ha così messo in luce le tante tendenze, alcune macro e altre ancora in fase embrionale, che stanno cambiando questo comparto merceologico e che mostrano come questo mondo partecipi alle tendenze valoriali dominanti nel largo consumo».

    Il fenomeno più consolidato nel cura persona è quello del free from, che accomuna oltre 3 mila prodotti con quasi 395 milioni di euro di sell-out, pari al 13,1% del giro d’affari rilevato. Nei 12 mesi considerati dall’analisi, le vendite sono rimaste stabili, per effetto della dinamica tra i 13 claim rilevati, alcuni in calo (come il “senza parabeni” che perde il 15,4%) e altri in forte espansione, come “senza coloranti” (+31,9%) e “senza conservanti” (+12,5%).

    Il secondo paniere costruito dall’Osservatorio Immagino è quello del rich-in: comprende 1.567 prodotti accomunati dalla presenza sulla confezione di uno o più dei 7 claim individuati e che si riferiscono ad altrettante sostanze benefiche. È il fenomeno più dinamico dell’anno: in 12 mesi le vendite sono aumentate di +2,9%, superando i 150 milioni di euro di sell-out in supermercati e ipermercati. Il rich-in è anche il mondo in cui l’innovazione dell’offerta è maggiore e trainante, come conferma l’andamento molto positivo dei claim più recenti, a partire dalla presenza di acido ialuronico (+17,8% di vendite). Nuovi ingredienti benefici, intanto, conquistano gli italiani: si tratta, in particolare, di probiotici/prebiotici (+37,9%) e di peptidi (+8,9%).

    L’onda del “naturale” ha investito da tempo anche il mondo dei prodotti destinati all’igiene e alla cura personale. L’Osservatorio Immagino ha individuato 2.295 prodotti che segnalano in etichetta la presenza di ingredienti di origine naturale o vegetale oppure certificati come biologici. Complessivamente hanno generato 160 milioni di euro di vendite, in crescita annua di +1,7%. Il segmento più rilevante a valore è quello degli 846 prodotti che sottolineano in etichetta l’utilizzo di ingredienti di origine naturale: con i loro 87,4 milioni di euro realizzano quasi la metà del giro d’affari di quest’universo. E sono anche il segmento più dinamico, grazie a una crescita annua di +7,7%. Negativo, invece, il bilancio annuo delle vendite dei 1.578 prodotti con certificazione biologica (-3,0%) e dei 153 che segnalano l’uso di ingredienti di origine vegetale (-0,3%).

     

    Per scaricare la decima edizione dell’Osservatorio Immagino: osservatorioimmagino.it.

    Per rimanere aggiornati e seguirlo sui social: #OsservatorioImmagino

  • PNRR. Le Università degli Studi di Brescia e Bergamo presentano una proposta di progetto per gli ecosistemi dell’innovazione territoriali

    Le Università degli Studi di Brescia e di Bergamo hanno presentato nei giorni scorsi una proposta di progetto nell’ambito dell’Avviso pubblico pubblicato dal Ministero dell’Università e della Ricerca per la creazione e il rafforzamento di “ecosistemi dell’innovazione”, costruzione di “leader territoriali di R&S”, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU. “The manufacturing alliance-TheMA”, questo il titolo del vasto raggruppamento di Università, centri di ricerca, Camere di commercio e Confederazioni industriali, lungo un asse che va dalla provincia di Lecco a Vicenza e Bolzano. Insieme alla proponente Università degli Studi di Brescia e all’Università degli studi di Bergamo, nucleo iniziale e promotore del progetto, il Politecnico di Milano, le Università di Verona, Trento e Bolzano, il CNR e l’Enea, le Camere di Commercio di Brescia, Bergamo, Trento, Verona e Vicenza e le confederazioni industriali di Brescia, Bergamo, Lecco, Verona, Vicenza e Trento. Parteciperanno all’hub, che gestirà e coordinerà il progetto, anche i Comuni di Bergamo, Cremona e Mantova e le Province di Brescia, Verona e Vicenza, per un indirizzo che tenga in conto le specificità di un territorio dove si trovano le eccellenze che contraddistinguono gli ecosistemi industriali del Nord Italia, una delle piattaforme produttive manifatturiere più rilevanti a livello nazionale ed europeo, che traina lo sviluppo del paese e ne sostiene l’export. Sono territori con caratteristiche uniche: una cultura industriale diffusa, la capacità di coniugare tecnologie avanzate e la creatività tipica del Made in Italy, la flessibilità e capacità di customizzazione e di servizio e un diffuso tessuto di PMI e di grandi imprese che operano in molteplici settori dell’industria.

    Il contesto attuale pone però a questi ecosistemi delle sfide epocali: la “Twin Transition” (Digital e Green); la riorganizzazione post-pandemica degli assetti produttivi e organizzativi; l’inclusione nelle catene del valore internazionali; un nuovo equilibrio tra industria, società e territorio. Per vincere tali sfide, è necessario superare alcune difficoltà strutturali del modello produttivo: la frammentazione in numerose realtà di limitata massa critica; la difficoltà di creare “filiere” composte da grandi gruppi industriali e PMI; la complessità di collaborazione tra le imprese, le Università e la Ricerca; il difficile posizionamento strategico nelle catene del valore, pur restando i “key-partner” che operano negli ambiti a maggior valore aggiunto.

    “The Manufacturing Alliance può essere lo strumento per guidare questa evoluzione verso una nuova alleanza tra sistema della ricerca, sistema delle imprese e governance istituzionale – afferma il Prof. Maurizio Tira, Rettore dell’Università degli Studi di Brescia -, in piena coerenza con la missione 4.2 del PNRR nazionale. Il progetto si pone infatti come obiettivo la concezione e la conduzione di progetti di ricerca applicata che, a partire dalle reali esigenze presenti e future delle aziende del territorio, sviluppino e implementino tecnologie, metodi ed approcci per essere valorizzate all’interno dell’area”.

    Attività di trasferimento tecnologico, valorizzazione della ricerca, supporto alla creazione di startup e scale-up delle esistenti, formazione sui bisogni delle aziende della prossima generazione e valorizzazione rigenerativa dei territori sono le attività chiave che verranno realizzate all’interno dell’ecosistema. Inoltre, l’obiettivo dell’ecosistema è avere una visione a 360 gradi del manifatturiero, analizzando e affrontando anche i temi dell’impatto ambientale, territoriale e sociale.

    “Grazie all’elevata expertise e competenza dei proponenti – sottolinea il Prof. Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo -, sarà garantita la conduzione di un’eccellente attività di ricerca applicata e l’indirizzamento dei risultati della stessa tramite la provvisione di servizi a favore di tutti gli attori economici del territorio, con un’ingente mole di risorse da ridistribuire tramite bandi a cascata per le PMI, incoraggiando la collaborazione e l’innovazione”.

    Pieno appoggio al progetto è stato espresso dalle Regioni Lombardia e Veneto e dalle Province autonome di Trento e Bolzano.

  • ANAAO LANCIA UN APPELLO “LE CASE DI COMUNITÀ NON BASTANO, I PRONTO SOCCORSO DELLA LOMBARDIA SONO ALLO STREMO, SERVE UN INTERVENTO CONCRETO E URGENTE”

    Le Case Comunità previste dalla riforma regionale (PNRR) sono in realtà strutture vuote. A confermarlo è la testimonianza di Stefano Magnone, Segretario di ANAAO ASSOMED Lombardia, il quale sottolinea la distanza abissale tra la nuova riforma regionale e l’effettiva situazione ospedaliera in un video-risposta consultabile qui.

    Magnone denuncia, inoltre, la mancata volontà da parte della governance ad aprirsi a un confronto con gli operatori ospedalieri che, più di tutti, si ritrovano a fronteggiare una situazione pressocché drammatica.

     

    “I pazienti continuano a venire in Pronto Soccorso perché non trovano nel territorio nessun tipo di riferimento e noi siamo allo stremo delle forze” dichiara Stefano Magnone, Presidente di ANAAO ASSOMED Lombardia, sottoponendo agli occhi di tutti una situazione ben diversa da quella descritta dalla governance e prevista dal PNRR. Sono affermazioni forti ma necessarie affinché le reali esigenze del panorama sanitario lombardo vengano ascoltate.

     

    Quello che ANAAO chiede, facendosi portavoce della maggior parte degli operatori ospedalieri, è un intervento concreto e urgente che potenzi le risorse e le disponibilità delle strutture sanitarie “in prima linea”, non che preveda la costruzione di edifici vuoti e freddi che schermino la reale assenza di vicinanza con gli operatori socio-sanitari.

  • Le oasi verdi della Lombardia verso la ripartenza dopo la pausa invernale

    Con l’avvicinarsi della primavera e il graduale ritorno alla normalità dopo due anni di restrizioni legate all’emergenza sanitaria, cresce la voglia di ripartenza anche negli spazi verdi della Rete degli orti botanici della Lombardia, pronti ad aprire i cancelli al pubblico per far riscoprire a grandi e piccini il patrimonio naturale custodito al loro interno.

    L’Orto botanico “Lorenzo Rota” di Bergamo, gli Orti milanesi di Brera e Città Studi, il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio, il Giardino botanico “G.E. Ghirardi” di Toscolano Maderno e l’Orto botanico di Pavia si apprestano ad aprire con tempistiche e modalità differenti.

    La sezione di Città Alta dell’Orto botanico “Lorenzo Rota” di Bergamo, aprirà dal 1° marzo tutti i giorni dalle 10 alle 17; mentre la sezione di Astino sarà visitabile dal 1° aprile, tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. L’Orto milanese di Brera è aperto al pubblico dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 16.30 (dal 1°aprile dalle 10 alle 18), mentre la riapertura dell’Orto di Città Studi è fissata per l’8 marzo, da martedì a giovedì dalle 10 alle 17 e il venerdì dalle 10 alle 16. Il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio, come da consuetudine, riaprirà a giugno e potrà essere visitato tutti i giorni, sabato e domenica compresi. Il Giardino botanico “G. E. Ghirardi” di Toscolano Maderno riprenderà le attività il 15 aprile, con apertura il giovedì dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.30, il venerdì dalle 17 alle 19.30 e il sabato dalle 10 alle 12. Infine, l’Orto botanico di Pavia ricomincerà con le visite in presenza a partire dalla fine di marzo, mentre nel frattempo è visitabile su richiesta per le scuole.

    “Dopo due anni particolarmente duri, in cui ognuno di noi ha dovuto affrontare momenti difficili, contrassegnati dallo sconforto e dalla mancanza di speranza, la natura può – e deve – fungere da linfa vitale per far rinascere la voglia di ripartenza in tutti noi. – afferma Martin Kater, presidente della Rete degli orti botanici della Lombardia – La primavera porta con sé nuovi colori, profumi e sensazioni: il risveglio di piante e fiori trasforma i nostri Orti e Giardini in veri e propri spazi incantati dove ognuno, a qualsiasi età, può entrare in contatto con l’elemento naturale e scoprire quanta bellezza sa ancora offrirci”.

    Per accedere agli Orti è necessario disporre di Super Green Pass, non richiesto ai minori di 12 anni, e in tutte le sedi gli ingressi saranno contingentati per garantire la sicurezza dei visitatori e del personale. È fortemente consigliata la verifica delle informazioni sui siti dei singoli Orti e Giardini, considerato l’aggiornamento costante di misure e provvedimenti.

     

    La Rete degli orti botanici della Lombardia è una Associazione non profit, che opera per favorire e promuovere le azioni degli orti botanici aderenti. Ne fanno parte: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”; il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio; gli Orti botanici milanesi di Brera e Città Studi; l’Orto botanico di Pavia; il Giardino botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS).

    La Rete, nata nel 2002 per valorizzare e mettere in comune le reciproche esperienze, e costituitasi in Associazione nel 2009, si occupa inoltre della tutela, della conoscenza, della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale vegetale degli orti botanici, con particolare attenzione alla conservazione delle piante, alla divulgazione scientifica e alle attività educative. www.reteortibotanicilombardia.it

    www.ortobotanicodibergamo.it

    https://ortibotanici.unimi.it/

    https://ortobotanico.unipv.eu

    www.stelviopark.it

  • Il Gruppo OMB acquista le valvole Nencini

    Il Gruppo OMB di Cenate Sotto (BG) ha acquisito dal Gruppo Ipi – società specializzata in valvole di grandi dimensioni per dighe e centrali idrauliche – la Nencini Spa di Siena. Con un fatturato di 130 milioni di euro e oltre 300 dipendenti, OMB Valves S.p.A., con sede a Cenate Sotto (BG), è un produttore riconosciuto a livello mondiale di valvole in acciaio forgiato per i settori Oil&Gas, Power, costruzioni navali e aerospaziali, con stabilimenti in Europa, Nord America, Asia e Medio Oriente ed è associata a Confindustria Bergamo.

    OMB è stata assistita per gli aspetti fiscali dallo Studio BNC Berta, Nembrini, Colombini & Associati e per gli aspetti legali dell’operazione dallo Studio legale studio CMA Caffi Maroncelli Associati.

    In particolare, il dott. Riccardo Rapelli dello Studio BNC ha curato l’’acquisizione in team con l’avvocato Emanuele Cortesi, dello studio CMA Caffi Maroncelli Associati di Bergamo, affiancato dagli avvocati Matteo Ghilardi e Mauro Alessio. A seguire l’operazione per la parte del Diritto del Lavoro è stata Sara Cortinovis, avvocato sempre dello studio CMA.

    L’operazione si pone nel percorso di sviluppo del Gruppo OMB nel mondo delle energie rinnovabili, attraverso l’acquisizione di uno dei brand storici nella produzione di valvole per il settore acque.

    STUDIO BNC (www.studiobnc.it) è uno studio di commercialisti e consulenti del lavoro con sede a Bergamo e rappresenta una realtà flessibile e dinamica che, con un’esperienza ultraventennale e una squadra di oltre trenta professionisti che opera al suo interno, è in grado di presentarsi con un team adeguato e qualificato al fine di soddisfare le molteplici e articolate esigenze delle aziende e di fornire delle risposte concrete e valorizzanti. I professionisti dello studio, grazie anche a diverse specializzazioni, sono in grado di coprire tutte le tematiche professionali e assicurare l’assistenza a imprese di qualsiasi dimensione.

  • Fondazione CREBERG restaura tre importanti opere di Accademia Carrara

    La nomina a  “Capitale italiana della Cultura 2023” è un importante riconoscimento per Bergamo e Brescia. Le due città sono ricche di similitudini e profondamente unite da molteplici aspetti, tra cui la contiguità territoriale, la lunga storia che le accomuna e un patrimonio artistico culturale di valore mondiale. L’iniziativa fa leva su progetti di sviluppo a “base culturale” e, in questa sfida, Fondazione Credito Bergamasco è ancora una volta vicina ad Accademia Carrara, attraverso la donazione del restauro (condotto nel corso del 2022 da Delfina Fagnani – Studio Sesti) di tre opere fondamentali del patrimonio museale, in vista delle iniziative di valorizzazione previste nel 2023:

    Cristo portacroce e un devoto, 1518, olio su tavola, 78,3 x 61,9 cm di Alessandro Bonvicino detto Moretto (Brescia, 1498 ca. – 1554)

     

    Ritratto di Pace Rivola Spini, 1573-1575, olio su tela, 197 x 98 cm e Ritratto di Bernardo Spini, 1573-1575, olio su tela, 197,6 x 98,5 cm di Giovan Battista Moroni (Albino, 1521/1524 ca. – 1579/1580)

     

    Moretto e Moroni. Due maestri profondamente legati, il primo di origini bresciane, il secondo nato nella bergamasca, il cui rapporto di stima reciproca e di grande collaborazione professionale non può che richiamare la relazione tra le due città.

    Questa nuova iniziativa si collega ai numerosi interventi – inseriti nello storico rapporto di prossimità alla Pinacoteca – promossi, in continuum, da Fondazione Creberg: si pensi ai restauri di sale espositive e di numerose opere, alla catalogazione e digitalizzazione di circa 1.800 dipinti delle collezioni oggi in larga parte fruibili online, al significativo impegno pluriennale di sostegno alla costituzione della Fondazione Accademia Carrara, alla donazione del riallestimento globale che nel 2015 consentì la ripartenza del Museo dopo un lungo periodo di chiusura per la radicale ristrutturazione.

    Recentemente Fondazione Creberg ha sostenuto importanti restauri finalizzati a completare il percorso di alcune sale (Madonna della cintura di Giovan Paolo Cavagna, Trinità con Cristo morto di Palma il Giovane) e a restituire alla pubblica fruizione un corpus di opere precedentemente separate (Trittico di Locatello di Cariani). Il restauro di due imponenti teleri di Simone Peterzano – appartenenti alla chiesa milanese dei Santi Paolo e Barnaba – ha favorito la programmazione e la realizzazione, in Accademia Carrara, della mostra dedicata a questo importante artista, allievo di Tiziano e maestro di Caravaggio; infine, dalla collaborazione in occasione dell’affascinante mostra Lo specchio della Città, allestita a Palazzo Creberg nell’ottobre 2019 grazie al prestito, da parte del Museo, di una selezione di ritratti di personaggi bergamaschi eseguiti tra Ottocento e Novecento, è nato il desiderio di donare il restauro della monumentale Antigone di Giuseppe Diotti, che – riportato all’originario splendore grazie al lavoro di Delfina Fagnani su commissione di Fondazione Creberg – è stato ricollocato lo scorso autunno nel percorso espositivo della Pinacoteca.

    Attraverso i restauri in programma per i prossimi mesi, Fondazione Creberg desidera nel contempo proseguire il percorso virtuoso di recupero e di valorizzazione di capolavori moroniani che, lo scorso anno, è sfociato in importanti interventi espositivi e culturali presentati in occasione delle celebrazioni del Cinquecentenario della nascita del pittore albinese; con i due capolavori della Carrara, saliranno a 18 le opere di Giovan Battista Moroni recuperate da Fondazione Creberg, per un totale di 32 dipinti considerando le singole opere componenti i polittici.

    Nell’iniziativa Fondazione Creberg sarà affiancata da Nettuno srl, che prosegue la sua collaborazione con la Fondazione iniziata   nel   2017   con   il   ripristino   di capolavori di Andrea Previtali, poi proseguita negli anni seguenti con restauri di opere di Campi, Peterzano e Moroni.

    Oltre alle tre opere dell’Accademia Carrara, il “Programma Grandi Restauri” – ideato e diretto da Angelo Piazzoli, Presidente di Fondazione Creberg – prevede, nel 2022, l’intervento su altri quattro capolavori del territorio (opere di Parrocchie della Diocesi di Bergamo); gli interventi saranno annunciati e divulgati a tempo debito, una volta conseguite le prescritte autorizzazioni.

    A    fine    anno     –     con     il     completamento     della     campagna     2022     –     il numero complessivo dei   capolavori   restaurati   da   Fondazione   Creberg   dal   2008 al 2022 – nell’ambito del progetto “Grandi Restauri” – ammonterà a 95 opere (135 dipinti, considerando i Polittici).

     

  • UBERTO VISCONTI NOMINATO HEAD OF BUSINESS DEVELOPMENT DI CASAFARI

    GUIDERÀ LO SVILUPPO IN ITALIA DI CASAFARI, IL PIÙ GRANDE DATA PROVIDER DI INFORMAZIONI IMMOBILIARI IN EUROPA

    Uberto Visconti è stato nominato Head of Business Development per l’Italia di CASAFARI, la più grande rete immobiliare d’Europa che dalla scorsa estate sta mettendo a disposizione, anche dei professionisti italiani, la sua piattaforma informatica. La struttura creata da CASAFARI è la più vasta e completa del continente e si avvale di intelligenza artificiale, tecniche di NLP (Natural Language Processing) e Machine Learning per riunire, ordinare e aggiornare in tempo reale 160 milioni di annunci immobiliari da 20.000 fonti diverse di dati, offrendo potenti servizi e vantaggi senza precedenti nel Belpaese.

    Nato a Milano, una Laurea in Architettura con indirizzo urbanistico al Politecnico di Milano, un Dottorato di Ricerca in “Pianificazione territoriale e mercato immobiliare” presso il Politecnico di Torino e un anno in cattedra alla Delft University of Technology in Olanda, Uberto Visconti colleziona nella sua carriera numerose esperienze nel real estate italiano: dal ’95 è Direttore di ricerca presso l’Istituto indipendente di studi e ricerche “Scenari Immobiliari”, quindi membro del Consiglio della European Real Estate Society (2005-2010), dell’AICI – Associazione Italiana Consulenti Immobiliari e del Royal Institute of Chartered Surveyors (UK). Fonda una società di consulenza specializzata in analisi di mercato – Valori Urbani, poi fusasi con il Gruppo Reddy’s di Milano -, e nel 2006 entra a far parte di ING Real Estate Development, dirigendo l’attività di acquisizione progetti di sviluppo, ricerca e strategie della società.

    Seguono poi esperienze presso il Gruppo Arcotecnica S.p.A. – dal 2009 dirige la business unit “Real Estate Wealth Advisory & Management” in Italia e tra il 2014 e il 2015 gestisce lo sviluppo di una società di property management del Gruppo a Dubai, un’esperienza internazionale con Knight Frank Italia, e il ruolo, dal 2016, di responsabile dello sviluppo immobiliare della società Talent Garden S.p.A. in Italia ed Europa.

    Specializzato in analisi di mercato, pianificazione urbanistica e sviluppo urbano, valutazione e gestione immobiliare, da quest’anno Visconti guiderà il team italiano di CASAFARI per espandere e sviluppare il business e la rete di professionisti e relazioni dell’azienda in Italia.

    «Oltre all’attività professionale, in passato ho svolto attività di ricerca in università sulla pianificazione e sui mercati immobiliari in Italia e all’estero. Allora l’ostacolo più importante al funzionamento efficiente dei mercati immobiliari, per esempio rispetto al mercato mobiliare, era la trasparenza informativa. All’epoca, quando si operava con processi analogici, era la norma – commenta Uberto Visconti, Head of Business Development di CASAFARI in Italia. Grazie alla digitalizzazione, questa industria alquanto conservativa si è evoluta in modi prima impensabili. CASAFARI sta diventando il principale portatore di innovazione digitale a vantaggio dell’efficienza dell’industria immobiliare. Sono felice ed onorato di gestire lo sviluppo di CASAFARI in Italia, non solo perché collaboro ad un grande progetto condiviso da investitori del calibro di Prudence Holdings, Lakestar, e, più di recente, Starwood Capital, ma perché lavorerò con decine di giovani eccellenti professionisti per portare trasparenza nel mercato immobiliare italiano».

     

    ***

    CASAFARI, l’unico network immobiliare transfrontaliero indipendente in Europa, collega più di 20.000 professionisti del settore immobiliare attraverso funzioni MLS e un database immobiliare completo che copre tutte le asset class in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Germania. CASAFARI ha sviluppato applicazioni personalizzate come metasearch, analisi di mercato comparative, analisi di mercato e feed di dati giornalieri, così come una divisione Portfolio Solutions per soddisfare le esigenze degli investitori immobiliari istituzionali. L’azienda ha una tecnologia proprietaria di machine learning e ampie operazioni sui dati per indicizzare automaticamente, pulire, classificare e abbinare i duplicati di milioni di annunci immobiliari da migliaia di siti web in diverse lingue. Dal lancio nel 2018, CASAFARI ha conquistato importanti clienti di marchi come Sotheby’s International Realty, Century21, Coldwell Banker, RE/MAX franchising, JLL, Savills, Fine & Country, Engel & Voelkers, Keller Williams e importanti investitori istituzionali e sviluppatori come Stoneweg, Kronos, Vanguard e Vic Properties.

     

     

  • “Me, Myself and Eye”, questo è Cortona On The Move 2022

    Nel borgo etrusco di Cortona, nel cuore dell’Italia centrale, si respira aria di novità. Cortona On The Move 2022, giunta alla sua dodicesima edizione, lancia una nuova sfida portando in scena, dal 14 luglio al 2 ottobre, nei palazzi storici del centro, alla Fortezza del Girifalco e in suggestivi spazi all’aperto, “Me, Myself and Eye”.

     

    Questo è il tema di un’edizione che, in un momento storico in cui la fotografia rappresenta lo strumento più contemporaneo per parlare del mondo in cui viviamo, mette in discussione proprio questo mezzo di espressione e condivisione esplorandone i limiti estremi. Una riflessione incentrata su autorialità, punto di vista e legittimità. Su come soggetto e oggetto si intersecano, si scontrano e finiscono col coesistere.

     

    La fotografia rappresenta un linguaggio universale che si compone di piccoli frammenti unici e intimi. È proprio questa autenticità al centro dell’indagine e delle provocazioni che Cortona On The Move 2022 lancia a professionisti, appassionati ma anche curiosi ed interessati ai diversi linguaggi dell’arte a più ampio spettro, proponendo contenuti inediti, artisti, talenti emergenti e attività formative con esperti internazionali. A queste, si affiancheranno momenti unici di confronto e scambio culturale con giornalisti, registi, scrittori e musicisti che – con parole, suoni e immagini – racconteranno storie incredibili.

     

    Nuovi punti di vista, artisti e modalità espressive trovano in Cortona On The Move 2022 il terreno fertile nel quale esprimersi e confrontarsi. Un’innovazione che coinvolge anche l’organizzazione del festival internazionale di fotografia, con un cambio alla direzione di Cortona On The Move affidata a Veronica Nicolardi e Paolo Woods, fotografo documentarista, regista e curatore nelle vesti di direttore artistico di questa nuova edizione.

     

  • Italiano e sempre più sostenibile, il petfood cresce nel carrello della spesa degli italiani.

    Italianità, rich-in e free from: il food per cani e gatti ricalca gli stessi trend di quello destinato ai loro padroni. E la sostenibilità è la novità che conquista la comunicazione sulle confezioni. Lo rivela la decima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy.

    Il menu di cani e gatti? Sempre più simile a quello dei loro proprietari, soprattutto come valori-guida e trend emergenti, dall’affermazione del “free from” al trionfo del made in Italy, all’attenzione alla sostenibilità e alla valorizzazione della filiera. È quanto emerge dal dossier speciale che la nuova edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy ha dedicato al petfood destinato all’alimentazione felina e canina. Un mercato che, tra supermercati e ipermercati, vale 767 milioni di euro di sell-out, generati da 3.461 prodotti, e che, nell’arco dei 12 mesi analizzati, ha registrato un aumento di +1,2% delle vendite complessive.

    «Giunti alla decima edizione dell’Osservatorio Immagino, abbiamo pensato che fosse arrivato il momento di estendere l’analisi anche all’alimentazione dei più diffusi e amati animali domestici» spiega Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy. «E abbiamo affrontato il mondo del petfood con lo stesso approccio metodologico innovativo che caratterizza l’Osservatorio Immagino: ossia rilevando le informazioni e i claim presenti sulle etichette dei prodotti per cani e gatti, allocandoli nei trend strutturali che stanno segnando il mondo del food e incrociandoli con i dati Nielsen sulle vendite in supermercati e ipermercati. In questo modo siamo riusciti a mettere a fuoco l’evoluzione dell’offerta e della domanda nel petfood».

    Quali sono, dunque, i principali fenomeni che stanno cambiando il mondo del petfood e come stanno impattando sulle scelte d’acquisto dei consumatori? L’Osservatorio Immagino ha individuato tre tendenze predominanti:

    • Il rich-in.
    • Il free from.
    • L’italianità.

    Il paniere più consistente, per numero di referenze e per valore delle vendite, è quello dei prodotti arricchiti (Figura 1): complessivamente il rich-in supera i 453 milioni di euro di vendite (59,1% del totale nutrizione cane e gatto) e mostra una crescita annua di +1,0% del sell-out. Nove i claim individuati sulle etichette di 1.774 prodotti arricchiti: “vitamine” è il più importante in termini di numero di prodotti e giro d’affari, seguita da “Omega 3-6” e “proteine”. Si contraggono invece le vendite di alimenti con “carne/pesce fresco” (-12,6% nei 12 mesi rilevati), pur restando ancora molto diffusi (353 prodotti, pari al 10,2% di quota).

    Hanno superato i 435 milioni di euro (+2,8% annuo) le vendite dei 1.557 prodotti che rientrano nel paniere free from (Figura 2). Cinque i claim rilevati dall’Osservatorio Immagino sulle etichette dei prodotti destinati a cani o gatti: il più diffuso e importante per giro d’affari è “senza coloranti”, mentre quello a maggior crescita annua è “grain free/low grain” (+21,4% in termini di vendite).

    Il vero fenomeno del momento nel petfood è però l’affermazione dell’italianità dei prodotti come valore determinante per le scelte d’acquisto in supermercati e ipermercati italiani.

    «Analogamente a quello che vediamo nel mondo del food, anche per nella nutrizione di cani e gatti cresce l’importanza dei prodotti che indicano la loro italianità in etichetta» commenta Marco Cuppini. «Le 486 referenze inserite in questo paniere dall’Osservatorio Immagino hanno aumentato le vendite di +17,7% in un anno, sfiorando i 56 milioni di euro di sell-out in ipermercati e supermercati italiani».

    Quattro i claim e i pittogrammi individuati (Figura 3): la bandiera italiana è il più usato, mentre l’indicazione “Prodotto in Italia/Made in Italy” è il più dinamico, con vendite in crescita di +36,7% nell’arco dei 12 mesi.

    L’Osservatorio Immagino ha anche voluto mettere a fuoco la presenza e il ruolo della sostenibilità come tema di comunicazione e informazione al consumatore nel mondo del petfood. Per questo sulle etichette dei prodotti destinati alla nutrizione di cani e gatti ha individuato 13 tra claim e certificazioni green e li ha attribuiti a tre panieri tematici:

    1. Il principale, per numero di referenze e valore delle vendite, è quello che riunisce i 762 prodotti che in etichetta dichiarano di essere stati ottenuti nel rispetto degli animali: copre il 16,7% di tutte le referenze monitorate e supera i 135 milioni di euro di sell-out. Nell’anno mobile le vendite sono aumentate di +37,4%, ma il claim “no cruelty” ha fatto decisamente meglio della media (+59,5%).
    2. Il secondo paniere comprende i 661 prodotti petfood provenienti da allevamenti e agricoltura sostenibili: hanno realizzato oltre 134 milioni di euro di giro d’affari, in calo di -0,9% nei 12 mesi rilevati. La certificazione biologico/EU Organic rappresenta la maggior quota dell’offerta e delle vendite, ma il claim più performante è “filiera/tracciabilità”, che ha visto aumentare il sell-out di +445,2% nell’arco di 12 mesi.
    3. Il terzo paniere è quello del management sostenibile delle risorse, che conta 173 prodotti per 33,7 milioni di euro di giro d’affari (+21,4% su base annua). “Vegetale” è l’indicazione più diffusa sulle etichette e “sostenibilità” quella più dinamica, con vendite in crescita di +132,5% su base annua.

     

    Per scaricare la decima edizione dell’Osservatorio Immagino: osservatorioimmagino.it.

    Per rimanere aggiornati e seguirlo sui social: #OsservatorioImmagino

     

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    gs1it.org

  • P-art da oggi in rete

    P-ART, il progetto di casa GAL Valle Brembana 2020, GAL Valtellina Valle dei Sapori e GAL Quattro Parchi Lecco Brianza, da oggi naviga la rete internet grazie al sito ufficiale completamente dedicato ai valori di tutela e sensibilizzazione che sono la colonna portante del progetto stesso: l’interfaccia user friendly e la linearità con cui è organizzata l’alberatura del sito rende le informazioni facilmente reperibili e fruibili.

    La pagina è pensata per implementare e potenziare l’opera di sensibilizzazione portata avanti da P-ART, permettendo di raggiungere quanti più utenti possibili proprio grazie alla versatilità e alle possibilità offerte dal patrimonio digitale. A questo indirizzo è possibile trovare tutte le informazioni d’interesse: enti coinvolti, i valori veicolati dal progetto, sprazzi di storia dell’architettura lombarda tutelata, i contatti, le informazioni sui futuri eventi e/o corsi di formazione e molto altro.

    Ti aspettiamo sul sito di P-ART per costruire assieme, una pietra sopra l’altra, le basi di un solido e consapevole futuro.

  • Il Parco Faunistico Le Cornelle, unico parco italiano ad ospitare una famiglia di otocioni riapre i cancelli il 19 febbraio

    Il 2022 del Parco Faunistico Le Cornelle riparte con energia e speranza, ma soprattutto con due new entry: fiocco rosa e azzurro per i due cuccioli di otocione che battezzano la nuova stagione con la creazione di una famiglia unica in Italia.

    Sabato 19 febbraio il Parco Faunistico Le Cornelle riapre i cancelli con una grande novità: la nascita di due cuccioli di otocione, unici esemplari in Italia. Questi simpatici nuovi arrivati sono pronti a presentarsi ai piccoli – e grandi – avventori, ma sono anche in cerca di un nuovo nome. Questo compito è affidato alla fedelissima community che potrà votare il nome preferito direttamente sulla pagina Facebook del Parco da martedì 15 a giovedì 17 febbraio. Due le opzioni possibili, Moa e Giuba per la femmina, Nilo o Kowie per il maschio, tutti nomi di fiumi africani così come quelli di mamma e papà.

    La brulicante vita a Le Cornelle non delude mai e il delicato e variegato ecosistema del Parco Faunistico viene ritmato dalla vita: ne sono un esempio la famiglia di otocioni, composta da mamma Kasai, nata nell’aprile del 2020 in uno zoo della Repubblica Ceca, papà Kwango, nato a maggio 2020 in un parco francese, e dai loro primi cuccioli nati lo scorso 4 dicembre e già pieni di una curiosità irrefrenabile e grande indipendenza. I piccoli, infatti, nel giro di pochi giorni avevano già aperto gli occhi e, in poco più di un mese, hanno cominciato lo svezzamento, complici le attenzioni e l’impegno di entrambi i genitori.

    L’otocione (Otocyon megalotis) è una piccola volpe dall’aspetto simpatico. Il muso piccolo e mascherato ricorda quello di un procione, ma la particolarità della specie sta nelle ampie orecchie a pipistrello, funzionali al mantenimento della loro dieta a base di… insetti! Questa specie di canidi, tipica dell’Africa subsahariana, infatti, è ghiotta di insetti e aracnidi, in particolare di termiti, formiche, scorpioni e ragni che individua proprio grazie alle enormi orecchie paraboliche – dall’udito sopraffino – che permettono di setacciare il terreno con minuzia.

    La famiglia di otocioni condivide con grande serenità parte dell’exhibit con i potamoceri, animali anch’essi provenienti dall’Africa subsahariana, abituati a vivere in spazi simili a quelli dei suoi compagni. Le due specie hanno trovato un buon feeling e la condivisione procede a gonfie vele.

     

    IL CONTEST SU FB 

    Il contest del Parco Le Cornelle per assegnare un nome ai cuccioli di otocioni avrà la durata di 3 giorni (dal 15 al 17 febbraio 2022) sulla pagina Facebook del Parco. Chiunque vorrà, infatti, potrà partecipare alla scelta dei nomi dei piccoli scegliendo tra i nomi proposti. A vincere saranno i nomi più votati dalla community.

    ORARI E INFORMAZIONI

    Per il periodo che va dal 19 al 27 febbraio il Parco è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00.

    A partire dal 28 febbraio il Parco sarà aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00.

    Per acquistare il biglietto online: https://www.lecornelle.it/informazioni/biglietti-online/

    Così come previsto dalle normative, l’accesso all’area di circa 24 mila metri quadrati in via Cornelle, 16 a Valbrembo, in provincia di Bergamo prevede il controllo del green pass rafforzato. All’interno del Parco sono dislocati dispenser con gel disinfettante e verrà inoltre rispettato il distanziamento sociale. Per evitare assembramenti si consiglia l’acquisto online dei biglietti.

     

  • ORTICOLARIO 2022 RITORNO AL FUTURO

    L’evento dedicato al paesaggio e alla natura torna alla sua forma originaria, in presenza, nel parco di Villa Erba, sul Lago di Como, dal 29 settembre al 2 ottobre. Titolo della dodicesima edizione è “Groncioli di fiaba”, il tema è la fiaba, mentre la pianta è il Bambù.

    “Non abbiamo bisogno della magia per cambiare il mondo: abbiamo già dentro di noi tutto il potere di cui abbiamo bisogno, abbiamo il potere di immaginare le cose migliori di quelle che sono”. Orticolario prende a prestito le parole della scrittrice britannica J.K. Rowling per costruire la sua realtà. Come? Con tutta l’immaginazione di cui è capace, dopo due anni, volta nuovamente pagina organizzando la dodicesima edizione in presenza, dal 29 settembre al 2 ottobre nel parco di Villa Erba, a Cernobbio (CO), sul Lago di Como.

    Per dare ancora più valore al ritorno alla sua forma originaria, attinge alle fonti più profonde dell’inventiva. Ecco, quindi, il titolo di Orticolario 2022, “Groncioli di fiaba”: nel vocabolario toscano i groncioli sono i tozzi di pane avanzato; pertanto, il titolo dell’evento evoca tozzi di nutrimento puro, incontaminato, immaginario. Tozzi preziosi, che salvano dalla fame di fantasia, e che hanno bisogno di essere salvati, preservati. Il tema e la pianta dell’anno seguono a ruota questo concetto: il primo è la Fiaba, il secondo è il Bambù.

    LA FIABA, IL TEMA. Dalla notte dei tempi la fiaba cammina, cammina… Da un luogo all’altro, di memoria in memoria, di bocca in bocca. Vive nella narrazione e nell’ascolto, racconta l’anima dei popoli, il fluire dell’esistenza e delle sue verità, ma è al contempo territorio del meraviglioso, dove tutto può accadere. Nel viaggio iniziatico della fiaba, il paesaggio – dalla foresta al giardino – è teatro di eventi e artefice di metamorfosi, spazio dove la natura, portale verso il soprannaturale, racconta il suo antico rapporto con l’uomo.

    “La fiaba è lo specchio che riflette la parte più profonda di ognuno di noi – racconta Anna Rapisarda, curatrice di Orticolario. La libertà, potentemente intima e personale, di “indossarne” il significato, ci permette di sentirla come nostra. Nella convinzione che non sia solo una questione di ascolto, ma di percezione”.

    IL BAMBÙ, LA PIANTA. Quando si entra nel mondo dei bambù, ci si trova fra nani di pochi centimetri a giganti fino ai 40 metri. In Asia, in Europa, in America e in Africa, il loro popolo vive dal livello del mare alla montagna e cresce con un’incredibile rapidità. Da un antico mistero custodito nella fioritura, ai falsi miti e alle verità, nuove e antiche storie riecheggiano tra le foglie e le canne di bambù.

    “Il Bambù è una pianta straordinaria, una graminacea intorno alla quale, in Italia, ci sono disinformazione e pregiudizio – sottolinea Moritz Mantero, presidente dell’evento. È una pianta da riscoprire, da valorizzare. La si usa dai germogli alla canna ed è utilizzabile in vari modi: da tessitore riconosco al Bambù anche il ruolo principe come produttore di fibra. Vanta inoltre un numero incredibile di varietà e svariate proprietà, prima tra tutte una grande capacità di purificare l’aria”.

    LE FORME DI ORTICOLARIO NEL 2020 E NEL 2021. Negli ultimi due anni l’evento ha cambiato più volte fisionomia. Non si è mai fermato, ha seguito il corso degli eventi. Nel 2020, quando organizzare incontri in presenza era una chimera, ha assunto la forma di Orticolario “The Origin”, versione virtuale immersiva, per fare una passeggiata a Villa Erba – nel parco, nel centro espositivo, in Villa Antica e nelle sue segrete, 30.000 mq scansionati in 3D – e incontrare ben 138 espositori (la piattaforma è tuttora visitabile dal sito orticolario.it). Nel 2021, quando gli eventi si potevano organizzare in modo contingentato, ecco Orticolario Diffuso, una serie di appuntamenti culturali per grandi e piccoli, proposti sul territorio comasco da giugno a dicembre. Qui qualche numero: The Origin, dal 15 ottobre 2020 al 31 dicembre 2021, ha collezionato 174.939 visualizzazioni di pagina; Orticolario Diffuso ha visto la realizzazione di ben dieci laboratori e due installazioni artistiche, tutti accolti con un grande successo di pubblico. Basti pensare che la gran parte dei laboratori ha registrato il sold out e si sono rese necessarie repliche per far fronte alle numerose richieste, mentre le installazioni sono state prorogate.

    ***

    NOTE ORTICOLARIO

    Orticolario, giunto alla dodicesima edizione, è l’evento culturale dedicato a chi vive la natura come stile di vita. Teatro della manifestazione è il parco botanico di Villa Erba a Cernobbio (CO), dimora ottocentesca affacciata sulle sponde del Lago di Como, residenza estiva dell’infanzia del regista Luchino Visconti. Tratto distintivo dell’evento è la proposta di giardini tematici e installazioni artistiche ispirati al tema dell’anno, tra i quali spiccano le realizzazioni dei selezionati al concorso internazionale “Spazi Creativi”. La manifestazione, che nel 2019 ha sfiorato la soglia dei 30.000 visitatori, è arricchita da un’ampia offerta di piante rare, insolite e da collezione, artigianato artistico e design con

    più di 290 espositori rigorosamente selezionati, da un fitto calendario di incontri e da numerosi laboratori didattico-creativi per i bambini, oltre a performance, proiezioni di film nelle segrete della Villa Antica e show floreali. Al centro della rassegna, l’arte, capace di andare oltre e di abbattere i confini tra interno ed esterno. Durante i tre giorni di evento e per tutto il resto dell’anno vengono raccolti contributi per il Fondo Amici di Orticolario, che sostiene progetti per la promozione della cultura del paesaggio e per cinque associazioni benefiche del territorio. La prossima edizione si svolgerà dal 29 settembre al 2 ottobre 2022.

    COLPO D’OCCHIO ORTICOLARIO

    29 settembre-2 ottobre 2022 Villa Erba, Cernobbio (CO), sul Lago di Como Info visitatori: tel. +39 031 3347503, mail: [email protected]
    Website: www.orticolario.it
    Facebook: http://www.facebook.com/Orticolario

    Instagram: https://instagram.com/orticolariocomo/ Twitter: http://twitter.com/Orticolario
    Pinterest: http://www.pinterest.com/orticolario13 YouTube: Orticolario

    LinkedIn: https://www.linkedin.com/company/orticolario?trk=top_nav_home

  • GS1 Italy scommette sul Foodservice e lancia un nuovo progetto per risparmiare oltre 131 milioni di euro l’anno

    Riduzione di costi, processi più efficienti e sinergie nella filiera del fuori casa italiano: gli standard globali GS1 e le soluzioni di GS1 Italy creano nuovo valore con importanti vantaggi. Anche per il consumatore finale. E dopo la ricerca di mercato che mostra i risparmi generati, al via i primi progetti pilota.

    Più di 131 milioni di euro risparmiati, nonché un’operatività più precisa, linguaggi armonizzati, meno errori, maggiore professionalità della filiera e possibili nuovi canali di vendita aumentata. Sono alcuni dei vantaggi derivanti dall’utilizzo degli standard globali GS1 nel settore del foodservice, emersi dalla ricerca realizzata da GS1 Italy in collaborazione con la società di consulenza Progettica.

    Lo studio – che ha coinvolto 25 distributori (11 nel food e 14 nel beverage) e ha posto le basi per l’avvio di alcuni progetti pilota, che proseguiranno per tutto il 2022 – ha misurato il risparmio economico e i vantaggi immateriali generati dall’adozione degli standard GS1 (come GTIN, GDSN, EDI[1]) e dei servizi GS1 Italy (come Immagino) nel canale dei distributori, rilevando i bisogni della filiera Ho.Re.Ca. a partire dall’analisi delle inefficienze.

    Parliamo di un mercato composto in Italia da 3.900 grossisti che complessivamente generano 17,2 miliardi di fatturato[2] e che fino a oggi, tra produzione, distribuzione e pubblici esercizi Ho.Re.Ca., hanno sempre gestito le codifiche e le anagrafiche di base dei prodotti in modalità non meccanizzata, con conseguente incremento dei costi diretti associati (manodopera di attivazione e mantenimento) e indiretti. Solo in rari casi la tracciabilità avviene in maniera meccanica. Molto più spesso, ogni attore della filiera gestisce in autonomia le informazioni ritenute necessarie ai fini della gestione di un processo commerciale, logistico o di certificazione. Dunque, aumentano le attività ridondanti, gli errori e i disallineamenti informativi, gli stock di prodotto non sono gestiti in modo efficiente e gli spazi nei magazzini non sono ottimizzati.

    Dalla ricerca emergono quindi molteplici inefficienze, che potrebbero essere in buona parte risolte attraverso l’adozione degli standard globali GS1 e degli strumenti GS1 Italy che, anche nel foodservice, come già avviene nel largo consumo, può portare importanti benefici in termini di ottimizzazione e digitalizzazione dei processi, nonché rappresentare un’opportunità̀ di collaborazione e crescita per tutti gli operatori del settore. Un’evoluzione che consentirebbe ai distributori di avere interfacce normalizzate, meno errori di prelievo e riconsegna merce, una migliore gestione nei richiami di prodotto, un’intercettazione preventiva dei saldi puntuali per partita a riduzione dello smaltimento merce per scadenza e flussi di riordino ottimizzati. Vantaggi visibili anche a livello economico: il passaggio agli standard GS1 porterà, infatti, risparmi nell’area dei costi di magazzino (-3,1% beverage e -3,8% food) e amministrativi (-4,3% beverage e -4,5% food), con un impatto significativo sull’EBITDA[3] di quanti lo adotteranno (+10,8% beverage e +12,3% food).

    In particolare, si stimano oltre 131 milioni di euro di risparmi totali all’anno, di cui il 73% collegati alla meccanizzazione con applicazioni WMS[4]. Di questi, la maggior parte è legata all’attività di pick dei prodotti (46 milioni), seguita dalla ricezione della merce (24 milioni), dagli ordini ai fornitori (20 milioni), dalla chiusura degli ordini e carico a sistema (quasi 18 milioni). Infine, da anagrafica e codifica articoli (quasi 15 milioni) e dalle rettifiche e riconciliazioni inventariali (quasi 8 milioni di euro). Con l’adozione degli standard GS1, quindi, il risparmio lato distribuzione e le relative efficienze saranno sia indipendenti dall’assetto tecnologico, sia condizionate alla gestione della logistica di magazzino con applicazioni WMS.

    Senza contare i benefici immateriali. Parliamo di armonizzazione dei linguaggi, migliore qualità e aggiornamento delle immagini e migliore descrizione dei prodotti come strumento per una vendita più efficace. E ancora: maggiore precisione nell’operatività, riduzione degli errori qualitativi, percezione di una superiore professionalità della filiera, maggiore velocità nella formazione e nell’inserimento dei venditori, fino alla possibile vendita aumentata verso i supporti di raccolta ordini dei venditori, attraverso l’erogazione diretta di materiale informativo e promozionale.

    «Il mondo del fuori casa ha ampi margini per ottimizzare i processi e per digitalizzarsi. Questa evoluzione non può che fondarsi sull’adozione degli standard GS1» dichiara Paolo Cibien, foodservice engagement manager di GS1 Italy. «I nostri standard portano efficienza logistica, migliorano lo scambio delle informazioni, generano maggiore trasparenza e riduzione dei costi di gestione, il tutto a vantaggio anche del consumatore finale. Entrare a far parte del sistema GS1 significa, inoltre, generare condivisione e dialogo tra gli attori della filiera. E questo è il momento propizio per farlo, così da poter agganciare al meglio la ripresa economica del paese».

     

    Sul canale YouTube di GS1 Italy è inoltre disponibile un video dedicato alla ricerca, con gli interventi di Paolo Cibien, foodservice engagement manager di GS1 Italy, e Damiano Possenti, partner di Progettica.

    Per maggiori informazioni sull’iniziativa Foodservice, visiti il sito di GS1 Italy.

    [1] GTIN – Global Trade Item Number, identifica i prodotti (unità consumatore) e i colli (unità imballo).

    GDSN – Global Data Synchronisation Network, è lo standard globale per la comunicazione e la sincronizzazione delle informazioni anagrafiche di prodotto tra i vari partner commerciali.

    EDI – Electronic Data Interchange, è lo standard utilizzato nello scambio elettronico di documenti di natura transazionale (ordini, fatture, bolle).

    [2] Fonte: Database Progettica, anno 2019.

    [3] EBITDA, acronimo di Earnings Before Interests, Taxes, Depreciation and Amortization, rappresenta il profitto dell’impresa al netto del pagamento di interessi, tasse, svalutazioni e ammortamenti. Si tratta di una misura utilizzata nel calcolo dei flussi di cassa per l’impresa, utile per valutare la profittabilità della gestione ordinaria di un’azienda.

    [4] WMS, acronimo di Warehouse Management System, è un’applicazione software progettata per supportare e ottimizzare le funzionalità del magazzino e la gestione dei centri di distribuzione.

  • Ripartire dai processi educativi per generare un futuro possibile

    Fare propria la consapevolezza che siano i processi educativi e la responsabilità sociale a generare un futuro accogliente per tutte/i. Questo il concetto chiave emerso dal convegno “Scuola sconfinata, educazione diffusa. Generare futuro possibile”, tenutosi venerdì 4 febbraio presso l’Auditorium ABF di Bergamo in cui sono state proposte delle vie d’uscita virtuose al tema della povertà educativa.

     

    A dare esito concreto al convegno un approfondimento sul Bando Educazione Diffusa 2022, ideato da Fondazione Istituti Educativi e FACES per coinvolgere gli stakeholders delle istituzioni, delle comunità locali, del volontariato e contrastare la povertà educativa e la marginalità sociale nei bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e i 14 anni. Il percorso prende il via dall’indagine sulle nuove forme di povertà e marginalità in provincia di Bergamo – realizzata dall’Università Bicocca su indicazione di FIEB – e si pone l’obiettivo di sensibilizzare le realtà del territorio affinché si assumano le proprie responsabilità educative nei confronti dei più giovani. Il convegno, infatti, è stato parte della prima azione concreta collegata al bando, che intende rispondere ai bisogni educativi dei più fragili in fase post-pandemica e stimolare, a partire dal protagonismo dei più giovani, legami di solidarietà e comunanza. In aggiunta, il bando si propone di favorire le passioni comuni, la partecipazione, la cooperazione, la sperimentazione, contrastare il crescente fenomeno di abbandono scolastico nella nostra provincia e sostenere attraverso programmi di educazione diffusa tutte le azioni utili al rilancio del protagonismo associativo. Il bando è stato anche al centro di diversi incontri sul territorio (nel quartiere di Celadina e a Brignano Gera d’Adda) dedicati alla povertà educativa (relatrice Silvia Capretti, progettista sociale) e sulle possibili soluzioni per uscirne insieme, riscoprendo somiglianze e differenze costitutive di umanità e comunità (relatrice prof. Cristiana Ottaviano dell’Università di Bergamo). A dare via agli incontri due contributi prodotti da ALILO’ futuro anteriore (Associazione di promozione sociale e culturale che ha collaborato con FIEB per la elaborazione e realizzazione degli eventi di promozione del contrasto alla povertà educativa): un video di fotografie di Giovanni Diffidenti con testi a cura di Alilo’, e una lettura teatrale della favola PONGO, interpretata da Lura Mola e musicata da Jos Olivini.

     

    Gli interventi dei proff. dell’Università Bicocca Paolo Mottana e Raffaele Mantegazza – introdotti e coordinati dalla pedagogista interculturale di Alilo’ Elena Agosti – hanno offerto stimolanti punti di vista sul tema dell’educazione nel contesto scolastico. Mottana ha approfondito il tema dell’educazione che avviene nella vita sociale in tutta la sua complessità, mentre Mantegazza ha spiegato che sconfinare, per la scuola, significa valorizzare il proprio territorio e sviluppare l’interconnessione con le risorse presenti con i comuni, le associazioni, agendo sugli assi portanti della sua struttura: le persone, la didattica, gli spazi e i luoghi. Formulare veri e propri patti di comunità, in cui tutte le realtà e le persone coinvolte definiscano insieme un progetto basato sulla corresponsabilità educativa.

     

    Spiega il Presidente FIEB, Luigi Sorzi “Purtroppo l’emergenza pandemica ha acuito il problema della povertà educativa e della marginalità sociale nei più giovani, ed è compito nostro riaccendere la luce su un tema così significativo per il tessuto sociale della provincia bergamasca. Il bando è a disposizione della cosiddetta “società educante” (associazioni, gruppi informali, parrocchie, oratori, biblioteche, centro culturali, realtà museali, bande musicali, ecc.) che intendono promuovere iniziative a favore dei bisogni educativi dei ragazzi e mettano allo studio programmi di educazione diffusa nel territorio, in collaborazione con le scuole. Confidiamo che questo primo ciclo di incontri possa incentivare la partecipazione degli stakeholder coinvolti nei processi educativi nella bergamasca”.

     

    “Le nostre due Fondazioni partecipano attivamente ed in perfetta comunione di intenti ad altre iniziative destinate ai minori promosse da altre benemerite Fondazioni ed Organizzazioni operanti sul territorio bergamasco, con le quali abbiamo già utilmente condiviso i risultati della ricerca sulle nuove forme di povertà della nostra provincia. In questo caso, in modo sperimentale abbiamo dato corpo, semplificando alcune procedure ed aumentando le percentuali erogative fino al 90% dell’importo complessivo del progetto, nel tentativo di raggiungere anche realtà piccole e diffuse che potranno, pur non disponendo di particolari apparati organizzativi, partecipare al bando. Le finalità peculiari illustrate, crediamo inoltre, riguardino argomenti ancora da approfondire e sviluppare”.  Conclude Dario Zoppetti, Presidente della Fondazione Azzanelli Cedrelli Celati e per la Salute dei Fanciulli.

  • Messaggio di solidarietà sulle retroetichette di Acqua Bracca

    “Amplificare il messaggio di solidarietà e responsabilità sociale” è questo l’obiettivo che Luca Bordogna, amministratore delegato del Gruppo Acque Minerali Bracca, si è posto in questi primi giorni del 2022 attraverso la personalizzazione delle retroetichette delle bottiglie Bracca da 1 litro a sostegno di Rise Together Foundation, la realtà nata nel 2020 che si propone di fornire il proprio supporto a bambini e giovani che necessitano di cure o terapie mediche altamente qualificate, ma economicamente inaccessibili, con l’obiettivo di migliorarne la crescita.

    Da inizio febbraio, infatti, sarà possibile trovare questo forte messaggio di solidarietà su 2 milioni di bottiglie in vetro che entreranno direttamente nelle case dei consumatori nella speranza che possano condividerlo e diffonderlo.

    Il nuovo anno conferma l’impegno dell’azienda orobica a favore della valorizzazione di temi riguardanti salute, cultura e ambiente. Una missione fondamentale che rispecchia i valori, che dal 1907 rendono il Gruppo Bracca il sinonimo di garanzia di salute e benessere.

  • “GOOD DAY” LE FOTOGRAFIE DI MARIO ALBERGATI DIALOGANO CON LE PAROLE DI LUCA CATÒ NELLA NUOVA MOSTRA DA DOMITYS QUARTO VERDE

    Scatti che ridisegnano l’ambiente attraverso la lente di una macchina fotografica e accompagnati da un componimento di Luca Catò. L’esposizione di Mario Albergati, da Domitys Quarto Verde, nel cuore di Bergamo, è il punto d’incontro perfetto di due mondi artistici.

    Dal 3 febbraio al 31 marzo 2022

    Domitys Quarto Verde
    Via Pinamonte da Brembate, 5 – Bergamo

    Ingresso gratuito

    Ogni artista ridisegna l’ambiente che lo circonda attraverso la propria sensibilità. E l’artista bergamasco Mario Albergati, classe 1956, mostra ora la sua visione del mondo nell’esposizione “Good Day”, nata dalla collaborazione tra CNA Bergamo – Associazione di imprese – e Domitys Quarto Verde. La mostra sarà visitabile gratuitamente dal 3 febbraio al 31 marzo, nella hall di Domitys Quarto Verde, la prima struttura in Italia interamente pensata per la terza età attiva, nel cuore di Bergamo.

    Albergati, per cui la fotografia rappresenta un fondamentale canale d’accesso alla conoscenza della realtà, raggiunge in questa mostra un momento di piena consapevolezza, entrando in contatto con gli ambienti attraverso la lente della macchina fotografica. Ritmi, simmetrie, sovrapposizione degli spazi sono stati impressi nelle 21 fotografie esposte, grazie a una particolare luce del giorno, che coglie arredi e oggetti attraverso le proiezioni delle ombre e i gesti delle persone.

    E nella nuova realtà che viene immortalata, non solo l’immagine, ma anche la parola dà vita a nuovi significati. Ogni fotografia è accompagnata, infatti, dalle parole dell’artista e ceramista Luca Catò, i cui componimenti si pongono a metà strada tra la prosa e la poesia, l’aforisma e l’haiku. Da questo incontro di due mondi artistici nasce così un’inedita forma di commistione tra realtà e finzione, tra percezione del reale e sentimento.

    «Attraverso la fotografia è possibile progettare percorsi visivi oltre la superficie e l’apparenza in cui viviamospiega Mario Albergati. Le opere esposte da Domitys Quarto Verde rifondano quegli ambienti attraverso il mio sguardo e aggiungono un nuovo significato alle cose».

    «Non passa giorno in cui non si possano ammirare opere d’arte sulle pareti della nostra hall, che con grande piacere apriamo ad appassionati e semplici curiosi: arte e cultura sono pilastri fondamentali della filosofia di Domitys, volta a garantire il benessere, la socialità e la serenità dei nostri residenti, e ci impegniamo ogni giorno ad alimentare il nostro già profondo legame con il territorio e i cittadini di Bergamo – commenta Orietta Coppi, direttrice di Domitys Quarto Verde. Per questo siamo particolarmente entusiasti di inaugurare il nuovo anno ospitando un’esposizione che vede dialogare due artisti bergamaschi».

    Mario Albergati, nato a Bergamo, dopo aver terminato gli studi in ambito artistico si è dedicato alla tutela e alla conservazione del patrimonio artistico, alla ricerca grafica e fotografica. È stato docente di Discipline Pittoriche presso il liceo artistico “Giacomo e Pio Manzù” di Bergamo dal 1978 al 2017. Collabora con Contemporary Locus, associazione culturale che promuove progetti d’arte contemporanea in luoghi dismessi d’interesse pubblico.

    Luca Catò, classe 1966, fonda l’atelier “Tutti giù per terra” dove, da allora, si occupa di creazione e formazione nel campo della ceramica e dell’arte. Insegna italiano e storia in un Istituto tecnico commerciale di Bergamo.

    Lavorando sull’incrocio tra immagine e parola, Albergati e Catò hanno realizzato in passato la mostra “Uno sguardo rinnovato” e pubblicato il romanzo “D’un fiato”.

    I visitatori possono accedere a Domitys Quarto Verde dal lunedì al sabato, dalle 8.00 alle 20.00. L’ingresso è libero e gratuito, ma lo staff si riserva di contingentare gli ingressi per evitare assembramenti e garantire il pieno rispetto delle disposizioni sanitarie. Per accedere alla struttura è necessario esibire il Super Green Pass e indossare la mascherina FFP2.

     

    ***

    Fondata nel 1998, DOMITYS è leader in Francia nelle soluzioni abitative che integrano servizi per la terza età attiva. Il Gruppo nasce da AEGIDE, realtà già fortemente affermata in tutta Francia oltre che in Belgio, Italia e Mauritius (190 residenze aperte e in costruzione con 22.500 unità abitative). DOMITYS punta a raggiungere 240 residenze attive nel 2025 (con 28.500 unità abitative) per oltre 30.000 residenti. Fin dalla sua nascita, il Gruppo lavora per risponde alle nuove esigenze dettate dall’invecchiamento della popolazione, mettendo a disposizione di senior ancora autosufficienti soluzioni abitative confortevoli e indipendenti, aprendo così la strada a un nuovo modo di vivere la terza età, in piena libertà e con la garanzia di una vita sociale attiva. Inoltre, DOMITYS è in prima linea sulle tematiche legate all’invecchiamento attivo, attraverso i think-tank Cercle Vulnérabilités & Société e Matières Grises e unendo le loro forze con partner riconosciuti per il loro impegno nei confronti della terza età attiva (Synerpa, Fédération Française de Cardiologie, ecc.).

    www.domitys.it

  • Nasce “P-ART Una pietra sopra l’altra”, per valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale delle costruzioni in pietra a secco

    Diffondere consapevolezza e sensibilità riguardo i manufatti della tradizione rurale che sono riusciti ad attraversare i secoli, arrivando fino a noi: questo è l’obiettivo principale di P-ART Una pietra sopra l’altra. Si chiama così il progetto che ha come capofila il GAL Val Brembana 2020, che aspira ad attribuire rinnovata importanza alla tecnica della costruzione in pietra a secco e che vede la collaborazione dei GAL Valtellina Valle dei Sapori e GAL Quattro Parchi Lecco Brianza.

    Il patrimonio materiale e immateriale riconosciuto dall’UNESCO nel 2018 e costituito da elementi architettonici realizzati in pietra a secco quali muri, tetti in piöde, baitelli e percorsi lastricati è un importante veicolo di storia e di tradizione che porta con sé, insieme ai segni del tempo, anche un massiccio carico simbolico.

    Per questo, il progetto P-ART prevede l’istituzione di una vasta rosa di strumenti utili alla conservazione del patrimonio e la progettazione di percorsi di formazione sull’arte della costruzione in pietra a secco, con l’obiettivo di andare a creare figure professioniste capaci di rispondere alle sempre più elevate richieste di conservazione dei manufatti. Un percorso, quello della formazione reso possibile grazie al supporto e collaborazione di ITLA ITALIA APS, ente incaricato per la progettazione dei corsi formativi e per la realizzazione di manuali sulle tecniche costruttive locali. Un supporto quello di ITLA che permetterà il delinearsi di una precisa e corretta mappatura del territorio, nonché un’analisi sistemica dello stesso. Non mancherà l’allaccio diretto con il panorama europeo, tramite adesione a progetti internazionali nonché l’adozione delle linee guida per il mantenimento, recupero e rifunzionalizzazione dei beni definite dal quadro europeo.

    “Il progetto P-ART punta a formare nuovi artigiani della pietra a secco, recuperando una maestranza il cui profondo significato rischia di andare perso con il passare del tempo e che necessita invece di nuova linfa vitale, spiega Lucia Morali, Presidente del GAL Valle Brembana 2020, ente capofila di P-ARTin modo da tramandarla alle generazioni future e recuperare, tutelare e rifunzionalizzare manufatti importantissimi per la tradizione locale, sia come patrimonio materiale che immateriale”.

    Queste costruzioni sono parte integrante della nostra storia, oltre che fondamentali hub di connessione sia con il territorio locale, che nazionale e, addirittura, europeo. – afferma Luca Personeni, Vicepresidente del GAL Valle Brembana 2020La presenza di questi manufatti è disseminata tra le diverse regioni italiane, ma si manifesta in particolar modo nelle nostre Valli: ora più che mai, vista la frammentazione e l’inesorabile processo di distaccamento sociale portati dalla situazione sanitaria, è di innegabile importanza riuscire a stabilire un network di collaborazione, coordinazione e contaminazione territoriale. Il nostro territorio ha la reale possibilità di divenire il centro nevralgico della cultura della pietra”.

    Un progetto quello di P-ART che oggi è alla fase iniziale di studio ma che nella prossima primavera entrerà nel vivo con la presentazione dei corsi di formazione e la definizione delle linee guida per la conservazione programmata dei manufatti, con lo scopo di garantire un allineamento sinergico in termini di interventi concreti alle strutture.

    ENTI TERRITORIALI COINVOLTI

    Oltre a GAL Valle Brembana 2020, GAL Quattro Parchi Lecco Brianza e GAL Valtellina Valle dei Sapori, sono coinvolti nel progetto P-ART diversi enti territoriali quali: Comunità montana Valle Brembana, Comunità Montana Valle Imagna, Cooperativa Giovani Orme, Centro Studi Valle Imagna, Parco Regionale del Monte Barro, Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino, Fondazione ProVinea «Vita alla Vite di Valtellina» ONLUS.

  • INGRUPPO riaccende i motori: 19 ristoranti portano in tavola l’eccellenza della cucina a menu e prezzo fissi

    Dall’1 febbraio fino al 30 aprile 2022 torna la nona edizione di INGRUPPO, la manifestazione dell’alta cucina accessibile a tutti. Dopo lo stop forzato dello scorso anno, tradizione e innovazione si fondono, creando una formula vincente a prezzo fisso, sempre più apprezzata.

     

    Mai come ora la ripartenza assume un nuovo stuzzicante sapore. Dopo un anno di stop torna INGRUPPO, con una rinnovata creatività e una forte spinta motivazionale. Un’esperienza concreta del piacere della cucina a menu fisso, per volere degli chef che desiderano in questo modo presentare le loro migliori preparazioni. L’invito è rivolto ad un pubblico curioso, che proprio a tavola trova uno dei maggiori piaceri della vita.

    Per questa edizione 19 ristoranti lombardi, dall’1 febbraio fino al 30 aprile 2022, propongono i loro menu, completi di bevande, tutti, tranne un’iconica insegna, Da Vittorio, allo stesso prezzo garantito.

     

    La formula – Cancellata l’edizione 2021 a causa dell’emergenza pandemica, l’appuntamento annuale INGRUPPO è nuovamente riproposto, pur nel rispetto delle misure di protezione e distanziamento. Seguendo l’ormai tradizionale format, 19 locali presenteranno un menu al costo di 75 euro per persona tutto compreso. Un percorso sensoriale di almeno 4 portate, dall’antipasto al dolce, accompagnato da vino e caffè.
    Unica eccezione il ristorante “Da Vittorio”, il cui menu, completo di bevande e servizio, ha un costo di 180 euro per persona. L’idea che muove l’iniziativa di quest’anno è un ritorno alle origini: nessuna distinzione di merito tra i vari ristoranti. Tutti desiderosi di cucinare le migliori pietanze, offrendo alle persone cibo, ambienti e servizio di altissima qualità. Cucine di tradizione e innovazione che si mescolano per soddisfare le diverse aspettative di un pubblico sempre più vasto, ma pur sempre finalizzato alla difesa dell’immenso patrimonio gastronomico italiano.

     

    La novità – Sono 18 i ristoranti che parteciperanno alla nona edizione, con l’aggiunta di una new entry: il ristorante Nasturzio di Albino (Bg), dove i tre giovani chef e la loro brigata, stuzzicano i palati con piatti contemporanei, spesso nuovi e sempre golosi.

     

    L’appuntamento con INGRUPPO 2022 annovera i seguenti ristoranti: Al Vigneto (Grumello del Monte – Bg), Antica Osteria dei Camelì (Ambivere – Bg), Casual Ristorante (Bergamo), Collina (Almenno S. Bartolomeo – Bg), Cucina Cereda (Ponte San Pietro – Bg), Da Vittorio (Brusaporto – Bg), Frosio (Almè – Bg), Il Saraceno (Cavernago – Bg), Impronte (Bergamo), La Caprese (Mozzo – Bg), Lio Pellegrini (Bergamo), LoRo (Trescore Balneario – Bg), Osteria della Brughiera (Villa d’Almè – Bg), Nasturzio (Albino – Bg), Posta (S. Omobono Terme – Bg), Roof Garden Restaurant (Bergamo) e Tenuta Casa Virginia (Villa d’Almè – Bg).

    Oltre ai locali di Bergamo e provincia, due altre insegne fuori porta, condividono lo spirito di questa promozione: Pomiroeu Giancarlo Morelli (Seregno – MB) e Il Cantinone (Madesimo – So).

     

    L’obiettivo e il target – Il fine ultimo del progetto è quello di promuovere la conoscenza dell’alta ristorazione soprattutto tra le nuove generazioni. Il successo delle passate edizioni è la conferma dell’imprescindibilità di una ricerca delle materie prime fresche e stagionali per un cibo salutare e squisito.

     

    Come prenotare – La promozione dei variegati menu nei 19 ristoranti aderenti a INGRUPPO è valida dall’1 febbraio fino al 30 aprile 2022, a pranzo e a cena, compatibilmente con le scelte e i giorni di apertura dei diversi locali. Sono esclusi il weekend di San Valentino (12-13-14 febbraio) e il giorno di Pasqua (17 aprile). Per prenotare basta chiamare direttamente il ristorante prescelto, specificando la richiesta del menu “INGRUPPO”. Sul sito www.ingruppo.bg.it sarà possibile consultare gli orari e le proposte gastronomiche dei vari ristoranti. Da non perdere sono le pagine Instagram e Facebook dell’iniziativa, ricche di curiosità e aggiornamenti. Qui si possono trovare anche le principali novità dell’edizione 2022, tra cui, in alcuni menu, l’appassionante abbinamento di cibo e vino.

     

    I numeri – Nel 2021 è stato il cibo a diventare la prima ricchezza d’Italia, per un valore pari al 25% del Pil. Secondo il rapporto Coldiretti/Censis, l’arrivo della pandemia ha fatto emergere maggior food awareness: l’83% è disposto a pagare di più per alimenti di cui è garantita la tracciabilità. È in questo panorama di nuovo slancio e consapevolezze che la formula dell’iniziativa INGRUPPO, giunta alla sua nona edizione in dieci anni, si conferma vincente. L’interesse per un’alimentazione sana sta prendendo piede specialmente tra i giovanissimi; lo conferma un recente studio condotto da YouGov per Whole Foods Market in cui emerge che il 68% dei Millennials è disposto a spendere di più per prodotti di livello.

     

    Un quadro confortante, specie per un comparto che nell’ultimo anno si è scontrato con un quadro congiunturale tutt’altro che semplice. È in questa ritrovata consapevolezza che l’associazione INGRUPPO, nata nel 2013, punta a diffondere il piacere del cibo, sensibilizzando il pubblico alla filosofia del moderno ristorante.

  • AL VIA UNA NUOVA SFIDA TRA I MAESTRI DEL GELATO TORNA IL VIDEOCONTEST DEL GELATO DAY CHE APRE LE PORTE DEI LABORATORI ARTIGIANI DI TUTTA EUROPA

    UN VIDEO DI 90 SECONDI PER TRASPORTARE GLI APPASSIONATI DI OGNI ETÀ DENTRO AL MONDO DEI PROFESSIONISTI DEL GELATO ARTIGIANALE, MOSTRANDO TUTTA LA MAESTRIA E LA CREATIVITÀ NELLA PREPARAZIONE DI QUESTO PRODOTTO AMATO IN TUTTO IL PIANETA: DOPO IL SUCCESSO 2021, TORNA IL VIDEOCONTEST DEDICATO AL GUSTO DELL’ANNO 2022, “DOLCE SINFONIA”.

    Originalità, tradizioni, territorio, materia prima, creatività, professionalità: il gelato artigianale è tutto questo, e anche di più. Lo hanno dimostrato le decine di maestri gelatieri da tutta Italia e tutta Europa che lo scorso anno hanno partecipato alla prima edizione del videocontest indetto da Artglace per la Giornata Europea del Gelato Artigianale, aprendo le porte dei loro laboratori per mostrare, con un breve video da 90 secondi, la loro preparazione e interpretazione del Gusto dell’Anno.

    Il concorso si è rivelato un viaggio alla scoperta delle migliori tradizioni, un racconto, fatto di immagini, dell’intera filiera del gelato: dagli allevamenti ai contadini, dai macchinari ai banconi, ogni gelatiere ha mostrato un mondo in cui l’attenzione a ogni dettaglio, la cura di ogni singolo ingrediente, l’estro che guida le mani per realizzare un capolavoro culinario sono elementi in grado di accomunare persone lontane anche migliaia e migliaia di chilometri, tutte animate dalla stessa, grandissima passione.

    Per questo, dopo il successo della prima edizione dedicata al Mantecado, Gusto dell’Anno 2021, torna anche quest’anno il videocontest indetto da Artglace, che vedrà protagonista “Dolce Sinfonia”, il Gusto dell’Anno della decima edizione della Giornata Europea del Gelato Artigianale del prossimo 24 marzo.

    Cioccolato, nocciole, ricotta fresca e fichi sciroppati al rhum: questi gli ingredienti della ricetta ufficiale di “Dolce Sinfonia”, firmata da Silvia Chirico, titolare della Tenuta Chirico ad Ascea (Salerno), con cui i gelatieri dovranno sfidarsi realizzando un breve video di 90 secondi in cui mostrare la preparazione del Gusto dell’Anno. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i gelatieri europei e prevede due selezioni: la prima fino al 14 marzo, la seconda dal 15 marzo al 30 settembre. I video inviati saranno valutati da una giuria di esperti che voterà originalità della presentazione, qualità del video, illustrazione del processo produttivo, estetica e decorazione della vaschetta. Per ognuna delle due selezioni, verrà decretato un video “vincitore”, a cui se ne aggiungerà un terzo selezionato in base al punteggio conseguito nella classifica generale (regolamento completo sul sito www.gelato-day.com).

    Non solo: tutti i video ricevuti da Artglace – compresi i “fuori concorso” eventualmente inviati da gelatieri al di fuori dell’Europa – saranno pubblicati sul canale YouTube del Gelato Day, dando la possibilità a tutti i golosi del mondo di entrare nei laboratori e scoprire il lavoro, la maestria e la creatività che stanno dietro ad un’ottima vaschetta di gelato, in attesa di celebrare, il prossimo 24 marzo 2022, la decima edizione della Giornata Europea del Gelato Artigianale, nata per valorizzare e sostenere una delle eccellenze gastronomiche più amate del pianeta.

     

    Tutti gli aggiornamenti sulla decima edizione del Gelato Day sono disponibili sul sito www.gelato-day.com e sulle pagine ufficiali del Gelato Day su Facebook (@24MarzoEuropeanGelatoDay), Instagram (@Gelato_Day) e YouTube (https://www.youtube.com/c/GelatoDay).

    Tutte le gelaterie d’Italia e d’Europa sono invitate a partecipare al videoconcorso “Dolce Sinfonia” e ad aderire all’edizione 2022 del Gelato Day registrandosi sul sito www.gelato-day.com e segnalando tutte le iniziative in programma per il 24 marzo 2022.

     

    ***

    La Giornata Europea del Gelato Artigianale è l’unica giornata che il Parlamento Europeo abbia finora dedicato ad un alimento. Celebrata il 24 marzo di ogni anno in tutti i Paesi europei, con eventi, incontri ed iniziative volti a diffondere la cultura del gelato artigianale, quella del “Gelato Day” è un’occasione unica per contribuire alla valorizzazione di questo prodotto, alla promozione del sapere artigiano e allo sviluppo della tradizione gastronomica del settore. Peculiarità del “Gelato Day” è il “Gusto dell’Anno”: per la decima edizione della Giornata Europea del Gelato Artigianale del 24 marzo 2022 sarà “Dolce Sinfonia”, gelato a base nocciola e cioccolato con ricotta fresca e fichi secchi sciroppati al rhum, la cui ricetta è firmata da Silvia Chirico, vincitrice del concorso indetto a livello europeo da Artglace, in collaborazione con Longarone Fiere Dolomiti e Italian Exhibition Group (IEG).

    Accanto ai suoi ideatori, Longarone Fiere e Artglace, il Gelato Day vede come partner dell’edizione 2022: ACOMAG – Associazione Nazionale Costruttori Macchine Arredamenti Attrezzature per Gelato, Associazione Italiana Gelatieri, CNA, Comitato Gelatieri Campani, Confartigianato, Conpait Gelato – Confederazione Pasticceri Italiani, Federazione Italiana Gelatieri, G.A. – Comitato Nazionale per la Difesa e la Diffusione del Gelato Artigianale e di produzione propria, G.A.T. – Gelatieri Artigianali del Triveneto, Ilgelatoartigianale.info, Maestri della Gelateria Italiana, SIGEP – Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè di Italian Exhibition Group.

    www.gelato-day.com

     

    Materiali stampa e immagini sono disponibili al link Google Drive:
    https://drive.google.com/drive/folders/1hgs2db8Kyr0mx114qg-WtrH39rLjGLyf?usp=sharing

  • Dall’Ospedale di Bergamo fino all’ultimo nato, l’Ospedale “Covid Ready” di Taranto, E.T.S. SpA raggiunge i 30 anni di attività

    Il 28 gennaio 2022 E.T.S S.p.A. Engineering and Technical Services compie 30 anni. Un traguardo importante, in un momento storico di profondi cambiamenti che la società di ingegneria, leader nella progettazione integrata per il settore privato e pubblico, coglie puntando su competenze e innovazione.

    Nata in un garage, locus simbolo di molte aziende di successo, ETS, grazie all’ingegno e all’intraprendenza degli ingegneri Donato Romano e Giambattista Parietti, ha firmato la costruzione di opere e di progetti strategici per il Paese, a partire dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che proprio quest’anno celebra i dieci anni di vita, il Nuovo Ospedale di Amatrice senza trascurare opere all’estero, dalla progettazione impiantistica di un ospedale a San Pietroburgo e di quella del nuovo terminal dell’aeroporto internazionale “Nursultan Nazarbayev” in Kazakistan, fino alla creazione del nuovo stabilimento del gruppo chimico SIAD in Ungheria.

    Progetti realizzati cogliendo sempre nuove sfide come quella della progettazione del nuovo Ospedale San Cataldo di Taranto, definito “Covid Ready” perché l’opera, che prevede 715 posti letto e 27 sale operatorie per una superficie di circa 260mila metri quadri, è stata messa a punto con le tecnologie che rispondono ai massimi livelli di avanguardia in modo da risultare funzionale per sanitari e pazienti. Oltre a modificare e potenziare impianti di erogazione di ossigeno della maggior parte delle degenze, ETS ha introdotto al San Cataldo di Taranto impianti innovativi di trattamento dell’aria, a base di sistemi di ionizzazione bipolare, per ottenere la massima purificazione sia batteriologica che antivirus e installando recuperatori di energia aria/acqua che permettono di evitare contaminazioni e gestire l’intervento immediato sull’aria.

    Una storia aziendale che si intreccia con progetti simbolo anche nel campo delle infrastrutture e dei trasporti: dalla ristrutturazione edilizia di tipo residenziale più grande d’Europa, quella del quartiere Corviale di Roma, alla tranvia di Genova, alla TEB con la linea 2 di Bergamo di prossima realizzazione.

    Metodo, tecnologie “smart” e “green” e l’attenzione alle persone sono i binari che hanno portato ETS a costruirsi una forte referenza nel project management. Protagonista attuale il BIM, Building Information Modeling, tecnologia che sta rivoluzionando il settore delle costruzioni, utilizzata da ETS per generare modelli finalizzati alla gestione completa di un edificio in tutte le fasi dal concepimento fino alla gestione.

    Investire nelle risorse umane è la nostra filosofia – spiegano Donato Romano e Giambattista PariettiL’onestà e la correttezza verso le persone fanno parte del nostro dna. Nel 2021 abbiamo assunto undici persone che vanno a fare team con i dipendenti che lavorano con noi da dieci, vent’anni o addirittura da quando abbiamo iniziato, il 28 gennaio 1992”

    Un impegno coerente con quanto emerge dal rapporto 2021 Mercer “Health on Demand”. L’attenzione del datore di lavoro ai bisogni dei dipendenti si traduce in maggiore impegno e lealtà: il 44% del campione che si è sentito capito e supportato ha dichiarato di non pensare di lasciare il proprio posto in azienda. Aiutare il lavoratore a migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata favorisce anche l’impresa. Non a caso, come accade per ETS, andare incontro alle esigenze delle persone ha come immediato risultato quello di attirare e trattenere i migliori talenti.

  • Sulla culmine di San Pietro verso il passo San Marco alla guida della nuova Audi RS3 Sportback tra dinamismo e potenza per un’esperienza unica

    Far vivere territori splendidi e riscoprire luoghi importanti per la vita della cultura locale. È questo l’obiettivo di Bonaldi – Gruppo Eurocar Italia, in concomitanza con la pandemia che ha inciso profondamente sulle abitudini di mobilità degli italiani, sempre più propensi a scegliere le auto private per gli spostamenti di piacere e di lavoro, alla ricerca dell’esperienza del viaggio.

     

    A Bergamo, Lecco e Sondrio, le tre province che il Pizzo dei Tre Signori, con i suoi 2560 metri, unisce e custodisce da tempo immemore, a bordo della nuova Audi RS 3 Sportback, il viaggio diventa un’esperienza unica.

    Incarnano la gamma ad alta prestazione dei 4 anelli un’imprenditrice di successo che da anni, con grinta ed efficienza, porta avanti l’arte casearia: Maria Chiara Gamba, Presidente dell’Ecomuseo della Val Taleggio, che ha guidato l’auto dalla concessionaria Audi di Bergamo sulle strade dei bergamini in Valsassina e Valtellina; e un campione di dinamismo e potenza, Thomas Oldrati, noto motociclista enduro, che ha condotto la RS3 dalla filiale Bonaldi di Sondrio in direzione Passo San Marco. “Mi emoziona ancora oggi arrivare alla Culmine di San Pietro, a 1300 metri, in un luogo importante per la vita dei commercianti di taleggio che proprio qui stipulavano i primi contratti per la vendita del formaggio che producevano in alpeggio.” – confida la donna del formaggio Maria Chiara Gamba. Le fa eco Thomas Oldrati, figura di spicco nel mondo dell’enduro con una vasta collezione di titoli mondiali, europei e nazionali: “Sono sensazioni fantastiche quelle che ho provato su queste strade, tra natura e tecnologia. Il motore e l’assetto dinamico e sportivo mi hanno riportato a quell’adrenalina che provo quando il motore spinge nelle vittorie in pista”.

    Su strade meravigliose come quelle che legano Bergamo, Lecco e Sondrio, la nuova Audi RS 3 Sportback svela tutta la sua potenza. Le sue prestazioni sorprendenti, accanto a un comparto tecnologico ereditato dai modelli di categoria superiore, la rendono una vettura best in class fra le auto sportive. A dimostrarlo, innanzitutto le caratteristiche tecniche: un motore 5-cilindri TFSI a trazione integrale 4, il cambio S-tronic a 7 marce, una potenza di 294 KW e 400 cavalli (fra i 5.600 e i 7.000 giri/min), l’accelerazione 0-100 km/h a 3,8 secondi per una velocità massima di 250-290 km/h. Impreziosisce il tutto un’estetica decisa in puro stile RS, caratterizzata da linee semplici ed eleganti.

     

     

  • Nuovi corsi e sempre più smart: al via il piano 2022 dell’Academy di GS1 Italy, con una formazione “su misura” e di qualità per rispondere alle nuove sfide delle imprese.

    Nuovi contenuti, dal Digital Link alla sostenibilità al Category management.
    E nuovi formati, con pillole video di approfondimento ad affiancare i webinar.
    Il department di GS1 Italy dedicato alla formazione presenta il calendario 2022 con tanti appuntamenti da non perdere per migliorare le proprie competenze.

    Più smart, più efficaci, ancora più attuali. GS1 Italy inaugura il 2022 con il nuovo piano formativo della sua Academy, con tanti corsi aggiornati nei contenuti e nel format. Nata nel 2004, l’Academy di GS1 Italy vanta un bagaglio di competenze e conoscenze frutto di oltre 40 anni di esperienza nel settore del largo consumo e di collaborazione diretta con l’Industria e la Distribuzione, distinguendosi per essere un partner affidabile nella formazione aziendale.

    «Le sfide delle aziende del largo consumo sono sempre più numerose e impattanti sul business. Per questo, è essenziale essere preparati e formati, aggiornando le proprie competenze in maniera costante. La riorganizzazione dei nostri corsi Academy va proprio in questa direzione: alla luce del successo raggiunto con le proposte 2020 e 2021, vogliamo supportare ancora meglio le imprese creando contenuti utili e di qualità, fruibili in maniera agile ed efficace» commenta Silvia Scalia, ECR Italia and training director di GS1 Italy.

    Tra le novità 2022, attesissima è la formazione sul GS1 Digital Link, che verrà attivata nel corso dell’anno, lo standard globale che migliora l’esperienza di acquisto per i consumatori di tutto il mondo abilitando collegamenti a tutti i tipi di informazioni business-to-business e business-to-consumer.

    Torna poi il percorso formativo dedicato al Category management, l’approccio che ha rivoluzionato il mondo del largo consumo. I webinar, combinando approccio teorico e casi di successo con esercitazioni pratiche, daranno ai partecipanti l’opportunità di testare l’impatto dell’utilizzo dei modelli presentati, affrontando i cambiamenti nelle aspettative e nei comportamenti degli shopper e l’evoluzione dei canali di vendita per il presidio dell’omnicanalità.

    E, accanto ai grandi classici (come il codice a barre e gli altri standard GS1, la tracciabilità, le relazioni Industria – Distribuzione), si confermano gli approfondimenti sulla sostenibilità (dalla gestione green della supply chain alla misurazione dell’impatto climatico aziendale e l’utilizzo di Circol-UP, lo strumento per misurare la circolarità in azienda), sul processo order-to-cash, sull’out-of-stock e su molti altri temi, dalla qualità dei dati ai servizi GS1 Italy Allineo, Immagino e Procedo: un catalogo ricco, che affronta tutte le questioni centrali per le aziende di Produzione e Distribuzione del largo consumo, del mondo dell’healthcare e del foodservice.

    Gratuiti per tutti gli utenti GS1 Italy, i corsi dell’Academy sono stati aggiornati anche nel format, più veloce, intuitivo e pratico: i webinar sono pensati per fornire tutti gli strumenti e le nozioni base e sono affiancati da “pillole”, brevi video che permettono ai corsisti di approfondire singoli temi, più tecnici e specifici. Inoltre, i corsi sono raggruppati per aree tematiche, di modo che i partecipanti possano costruire dei percorsi personalizzati affrontando di volta in volta gli argomenti nell’ordine che preferiscono e selezionandoli in base alle proprie competenze. Si conferma poi la formazione “su misura”, con contenuti e modalità di svolgimento modulati appositamente sulla base delle esigenze, degli obiettivi e delle risorse delle singole aziende.

    I corsi 2022 si terranno online e, non appena possibile, anche in presenza presso Interno 1, lo spazio dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo di GS1 Italy. Tutti i contenuti digitali saranno fruibili on demand sulla piattaforma virtuale “Academy Learning Center“, dove i contenuti restano sempre a disposizione degli iscritti, 24 ore al giorno, sette giorni su sette.

    Confermata, infine, anche la formazione in azienda nelle modalità consentite dalle misure di contegno della pandemia da Covid-19.

     

    Sul sito di GS1 Italy sono disponibili:

    Per approfondimenti e per i corsi in azienda, è possibile scrivere all’indirizzo [email protected].

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    gs1it.org

  • Dal Rettore saluto di benvenuto al neo questore dott. Schimera

    Questa mattina il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Prof. Sergio Cavalieri, ha incontrato il Questore della Provincia di Bergamo Stanislao Schimera, Dirigente Superiore della Polizia di Stato in arrivo da Bari, presso la sede dell’Università degli studi di Bergamo di via Salvecchio.

    Il Magnifico Rettore, che ha accolto il Questore nella Sala del Consiglio unitamente ai membri del suo staff, ha così avuto modo di riaffermare le intese e i saldi rapporti di collaborazione esistenti tra le due istituzioni.

    Inoltre, l’incontro ha rappresentato l’occasione per i rappresentanti di Ateneo e Questura di scambiarsi un reciproco augurio di buon lavoro.

  • L’UNIVERSITÀ DI BERGAMO SI PRESENTA ALLE FUTURE MATRICOLE: DAL 7 AL 18 FEBBRAIO OPEN WEEK E APE UNIBG, PER CONOSCERE L’OFFERTA FORMATIVA DEL NUOVO ANNO ACCADEMICO

    È il momento di scegliere e costruire il proprio futuro e, per affiancare in questa scelta le future matricole, l’Università degli studi di Bergamo mette in campo – online – direttori di dipartimento, docenti, studenti e tutor per presentare la sua ampia offerta formativa, gli ambienti dei campus e le possibilità di carriera. Sono due le modalità per avvicinarsi al mondo UniBg: Open Week e Ape UniBg.

    L’Open Week consiste in una settimana di incontri online, momenti in cui l’Ateneo diviene un ambiente a porte aperte: la struttura e l’offerta formativa, insieme alle informazioni necessarie per le iscrizioni e ai servizi, vengono illustrate ai futuri studenti da docenti e coordinatori dei corsi di laurea triennali, quinquennali e magistrali. Lunedì 7 febbraio 2022 farà da apripista il Dipartimento di Lettere, filosofia, comunicazione (ore 15-18), martedì 8 giornata dedicata al Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere (15-16.30) e al Dipartimento di Giurisprudenza (16.30-18), mercoledì 9 febbraio open day del Dipartimento di Scienze umane e sociali (15-18), giovedì 10 sarà il turno dei Dipartimenti di Ingegneria gestionale, dell’informazione e della produzione e di Ingegneria e scienze applicate (entrambi dalle 15 alle 18), venerdì 11 di Scienze economiche e Scienze aziendali (15-18), per finire con la presentazione dei servizi, lunedì 14 febbraio (15-18). (Per ulteriori informazioni: https://www.unibg.it/studiare/ti-aiutiamo/orientarsi/open-day)

    Dal 14 al 18 febbraio, dalle ore 17 alle 19, gli Ape UniBg faranno incontrare e confrontare studenti e aspiranti tali in un contesto più informale rispetto agli open day. Si tratta quindi di chiacchierate online con gli studenti tutor, coloro che più di tutti possono comprendere appieno dubbi e aspettative sul percorso universitario. Si parte lunedì 14 febbraio con il Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere, martedì 15 con i Dipartimenti di Scienze aziendali e di Scienze economiche, mercoledì 16 sarà la volta del Dipartimento di Scienze umane e sociali, giovedì 17 febbraio toccherà ai Dipartimenti di Ingegneria e scienze Applicate, di Ingegneria gestionale, dell’informazione e della produzione e di Giurisprudenza, mentre a chiudere il ciclo ci sarà l’Ape UniBg dedicato al Dipartimento di Lettere, filosofia, comunicazione, venerdì 18 febbraio. (Per ulteriori informazioni: https://www.unibg.it/studiare/ti-aiutiamo/orientarsi/open-day/ape-unibg-incontro-studenti-tutor)

    Per partecipare all’Open Week e agli Ape UniBg è necessario registrarsi al link https://unibg.site.ibrida.io

  • L’economia circolare nel mondo del largo consumo: ECR presenta 18 case history di aziende “virtuose”

    Pubblicato il nuovo report in cui ECR Community illustra come le imprese di Produzione e Distribuzione stanno concretamente adottando i principi dell’economia circolare in diversi ambiti aziendali: dalle innovazioni nel packaging e nel digital alla gestione delle eccedenze alimentari e dei rifiuti.

    ECR Community – l’associazione che raggruppa le iniziative nazionali ECR in tutto il mondo, in Italia parte di GS1 Italy – annuncia la pubblicazione di “A Global Review of Circular Economy Case Studies from the Retail & CPG Sector”, il report che raccoglie 18 case history relative all’adozione dell’economia circolare da parte delle aziende di Produzione e Distribuzione del largo consumo di tutto il mondo. Un lavoro, messo gratuitamente a disposizione della business community, degli stakeholder e di tutti coloro che si interessano di sostenibilità, con cui ECR vuole fornire esempi concreti, interessanti e attuali di come le imprese stanno affrontando le sfide poste dall’economia circolare e di come la stanno implementando nelle loro attività.

    Le case history

    Questa pubblicazione, sponsorizzata da GfK, presenta nel dettaglio le case history di 18 tra distributori e produttori internazionali, in aree quali packaging, gestione dei rifiuti, eccedenze alimentari e soluzioni digitali.

    Le esperienze delle aziende, raccolte dalla rete globale ECR, forniscono esempi reali di come l’economia circolare può aiutare le imprese a ridurre il proprio impatto ambientale e le emissioni globali di gas serra e sono presentate in modo tale da essere facilmente comprese nella loro complessità e contestualizzate nel loro impatto. Le aziende includono retailer (tra cui AB Vassilopoulos & Chalkiadakis SA, Coop, Jerónimo Martins, Pingo Doce), imprese industriali (tra cui Alpla, Birra Peroni, Cycle, Henkel, Inditex, Nestlé) e aziende che forniscono soluzioni circolari (come Cameleon Group, FoodCloud, GS1 Austria, Pandobac, Uzaje).

    Gli approfondimenti

    A completare il report ci sono anche articoli di approfondimento, dedicati al tema della transizione verso un’economia circolare e all’evoluzione della domanda dei consumatori, e articoli firmati dai rappresentanti di ECR Community (tra cui ECR Italia) che illustrano il ruolo collaborativo che svolgono a livello nazionale. La pubblicazione include, inoltre, un approfondimento sul ruolo dei dati nell’economia circolare firmato da Francesca Poggiali, chief public policy officer GS1 Europe, e un articolo della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa dedicato allo sviluppo di metriche di economia circolare per le aziende.

    La transizione verso un’economia circolare, del resto, è un viaggio collaborativo, in cui le aziende di Industria e Distribuzione sono chiamate a collaborare con i partner lungo l’intera catena del valore. Per questo ECR Community e le organizzazioni nazionali come ECR Italia sono a disposizione per supportarle nell’adozione di nuove soluzioni di economia circolare e di sostenibilità grazie al suo “Modello di collaborazione ECR”, che riunisce aziende e partner commerciali (retailer, produttori e fornitori di servizi) per collaborare a beneficio dei consumatori (e del pianeta) in modo sostenibile.

    La pubblicazione e il webinar

    “A Global Review of Circular Economy Case Studies from the Retail & CPG Sector” è scaricabile gratuitamente dal sito www.ecr-community.org.

    In occasione del lancio di questa pubblicazione, martedì 1° febbraio, alle ore 13.00, si terrà un webinar gratuito per presentare il documento e discutere le tematiche affrontate. Per informazioni e iscrizioni: https://www.ecr-community.org/a-global-review-of-circular-economy-case-studies-from-the-retail-cpg-sector/.

    La parola a…

    Declan Carolan, co-presidente di ECR Community & general manager ECR Ireland: «L’economia circolare richiede un impegno globale. I consumatori e le aziende hanno iniziato a rendersi conto che è necessaria una vera sostenibilità per ridurre la quantità di materie prime in entrata nell’economia e di rifiuti in uscita. Eppure c’è molta incomprensione all’interno delle aziende su come procedere per incoraggiare la circolarità. Pertanto, l’obiettivo di questa pubblicazione è evidenziare casi di applicazione durante tutto il ciclo di vita di un prodotto che contribuiscono a un’economia circolare nella speranza che le azioni di queste aziende ispirino altre».

    Lenneke Schils, global insights director GfK: «È motivante leggere così tanti casi rilevanti di aziende che stanno aprendo la strada alla circolarità. Non perché sia affascinante essere ecologici, ma perché c’è una domanda reale, in crescita e senza compromessi da parte dei consumatori. Sempre più spesso i consumatori rispondono all’onere ambientale con azioni chiare. Di conseguenza, molti stanno fuggendo verso alternative di marca che abbiano un impatto positivo. E non ci sono segnali che questa sia una moda passeggera. Al contrario: nel mercato più verde del mondo, gli acquirenti eco-attivi sono già quasi la maggioranza. L’ECR Review è una lettura obbligata per riflettere sull’imperativo commerciale di un’industria circolare dei beni di largo consumo e sulle sue implicazioni pratiche».

    Jaroslava Haid-Jarkova, general manager Laundry & Home Care Austria Henkel: «Un design accurato degli imballaggi gioca un ruolo centrale nell’economia circolare. Il nostro obiettivo in Henkel è lanciare solo imballaggi riciclabili o riutilizzabili entro il 2025. La sfida più grande al momento è ancora la disponibilità di materiale riciclato in quantità sufficiente e di qualità soddisfacente: vogliamo contrastare questo problema con soluzioni pionieristiche sui materiali e informazioni mirate per i consumatori sul riciclo».

    Silvia Scalia, ECR and training director di GS1 Italy: «Con questo report ECR prosegue nella sua opera di sensibilizzazione, informazione, monitoraggio e misurazione dell’applicazione delle soluzioni di economia circolare nel mondo del largo consumo. Siamo certi che si tratti di un lavoro prezioso per tutti coloro che sono attenti al tema della sostenibilità e che vogliono conoscere le esperienze più virtuose per valutare le strategie e le azioni da intraprendere nella loro attività».

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    gs1it.org

  • Il “Made in Italy” tra i migliori libri fotografici 2021 nella storica classifica del Time. Tre volumi stampati ad Aosta, da Musumeci SpA

    La capacità di trasportare il lettore in un viaggio oltre la realtà attraverso l’arte visiva è la chiave di selezione delle pubblicazioni fotografiche più suggestive del 2021 secondo la nota rivista statunitense. Tra queste, tre volumi che portano la firma del printing atelier con sede ad Aosta.

    Le strade di New York, le pagine di un diario segreto adolescenziale e gli scorci di Prospect Park, uno dei parchi più suggestivi di Brooklyn diventano realtà davanti all’obiettivo di 3 dei 20 migliori libri fotografici del 2021 selezionati dal Time, il primo news magazine settimanale degli Stati Uniti, ancora oggi tra le fonti più autorevoli e prestigiose al mondo. Luoghi e storie diverse, ma accomunate da un’origine comune: la stampa Made in Italy, a cura di Musumeci S.p.A., il printing atelier di lusso con sede ad Aosta.

    Curata dal dipartimento fotografico della rivista, la classifica è il risultato della selezione di ciascun editor sui progetti fotografici più toccanti pubblicati in un anno profondamente connotato dall’isolamento causato dalla pandemia. PICKPOCKET, prima monografia di Daniel Arnold, è la raccolta di scatti sulle strade della Grande Mela realizzati tra il 2009 e il 2020. Un lavoro iniziato su Instagram e diventato un libro fotografico durante la pandemia, What She Said di Deanna Templeton è la combinazione tra un tuffo nei ricordi custoditi nel diario segreto della fotografa unito agli scatti rubati di giovani donne in una conversazione motivazionale tra generazioni. Più che un volume, In Plain Air è un racconto intimo del legame tra Irina Rozovsky e il Prospect Park di Brooklyn costruito sugli umori e i cambiamenti dettati dalla natura e dalla società.

    “Nei tre libri fotografici traspare immediatamente tutta la poesia che si svela di fronte all’obiettivo grazie alla sensibilità dei tre autori – afferma Michele Biza, amministratore unico di Musumeci S.p.A. e presidente di Altre Industrie Manifatturiere di Confindustria Valle d’Aosta – La stampa ci riconsegna così la loro visione, in maniera fedele, onesta e palpitante di vita. È un onore aver catturato l’attenzione del pubblico più critico e attento del panorama mondiale, quello composto dai giornalisti del Time. Una soddisfazione che condivido con i team che hanno lavorato con professionalità e competenze specifiche per molti mesi a questi libri fotografici. Un triplice riconoscimento che in qualche modo premia la qualità e l’eccellenza dell’artigianalità Made in Italy. In Musumeci siamo depositari di una memoria del saper fare che rappresenta un importante elemento di congiunzione tra arte e fotografia, tra il presente e il passato delle antiche tradizioni”.

     

    I LIBRI FOTOGRAFICI IN CLASSIFICA

    PICKPOCKET di Daniel Arnold (Elara Press) è la prima monografia dell’autore, una documentazione altamente espressiva delle strade di New York, tra il 2009 e il 2020. La particolarità risiede nell’origine delle prime fotografie del libro. Partendo dalle foto inizialmente pubblicate su Instagram, infatti, il libro è stato realizzato durante una serie di incontri su Zoom durante la quarantena.

    What She Said di Deanna Templeton (Mack) racchiude le pagine dei diari segreti e le fotografie di numerose adolescenti, per lo più incontrate casualmente e fotografate per strada. Il libro mostra come il tempo sia essenziale per crescere, guarire e aprire uno spazio in cui la forza può essere trasmessa alla generazione successiva.

    In Plain Air di Irina Rozovsky (Mack) rappresenta un vero e proprio inno all’esperienza comune di visitare il Prospect Park di Brooklyn, New York. Le fotografie dell’autrice vanno oltre le crepe dei muretti e dei marciapiedi, raccontando la sua personale storia d’amore con questo luogo iconico.

  • Ampliare le finestre di scarico: il nuovo progetto di GS1 Italy in ambito ECR per migliorare l’efficienza della logistica

    Meno attese, meno costi operativi e più sicurezza: ampliare le finestre di scarico può portare molteplici benefici, come emerge dalla ricerca condotta da GS1 Italy in ambito ECR, con la collaborazione di LIUC Università Cattaneo e Politecnico di Milano, e messa gratuitamente a disposizione di tutta la business community.

    Migliore distribuzione del carico di lavoro, maggiori produttività e sicurezza. Sono solo alcuni dei vantaggi per gli operatori della filiera del largo consumo emersi dall’ultimo studio di GS1 Italy, condotto in ambito ECR e in collaborazione con LIUC Università Cattaneo e Politecnico di Milano, che indaga vincoli e opportunità relativi ad alcune aree di miglioramento del processo di consegna delle merci ai centri di distribuzione (Ce.Di.) della Grande Distribuzione, focalizzandosi in particolare sull’ampliamento delle finestre di scarico come importante innovazione di processo.

    Intitolata “Ottimizzazione del processo di consegna: focus sull’estensione delle finestre di ricevimento presso i Ce.Di. della GDO”, questa ricerca rientra tra le attività messe in campo da GS1 Italy che opera per fornire alla business community strumenti, informazioni e best practice con l’obiettivo, in accordo con il piano strategico triennale GS1 Italy 2020-2022, di promuovere la digitalizzazione della filiera, la sostenibilità per il trasporto e le prassi collaborative tra gli attori della supply chain.

    Dai precedenti studi ECR sulla Mappatura dei flussi logistici, in particolare, era già emersa la necessità delle aziende di capire come rendere più efficiente l’attività di scarico presso i centri di distribuzione. Da qui, la decisione di focalizzare l’indagine sull’estensione delle finestre di ricevimento presso i Ce.Di. della GDO, una delle soluzioni applicate con maggior frequenza dalle aziende nel periodo di pandemia, mappate e sistematizzate da GS1 Italy nell’Albero delle soluzioni.

    Dalla ricerca, condotta nel corso del 2021 attraverso oltre 30 interviste a insegne della GDO, produttori, operatori logistici e IT provider di primaria importanza, è emerso come la filiera abbia l’esigenza di efficientare l’attività di scarico e come proprio l’ampliamento delle finestre di scarico dei Ce.Di. sia ritenuta, da buona parte delle aziende intervistate, una soluzione che potrebbe diventare strutturale.

    L’indagine, infatti, rileva (Figura 1) che le finestre di scarico hanno una durata media di 7 ore – anche se il 71% dei Ce.Di. italiani ha una finestra di scarico inferiore alle 6 -, fortemente concentrate nella mattinata (appena il 21% riceve dopo le 13:00). Tale organizzazione è dettata, da una parte, dalla semplicità organizzativa nell’operare esclusivamente su un turno, dall’altra dalla predisposizione dei trasportatori a iniziare il viaggio nelle prime ore del mattino. Anche quei Ce.Di. che adottano un sistema di prenotazione degli slot di scarico (meno del 50% del totale) concentrano l’85% delle prenotazioni tra le 6:00 e le 12:00. Ma, se per chi non utilizza un sistema di prenotazione il tempo medio di attesa può arrivare fino a 5 ore, chi lo utilizza beneficia di un forte contributo alla riduzione delle attese, in media di 100 minuti.

    Al fine di comprendere quali Ce.Di. possano beneficiare dell’estensione delle finestre di scarico, è stata fatta una classificazione in base alla saturazione media, al flusso gestito e alla finestra di ricevimento. In generale, l’estensione delle finestre di scarico presso i Ce.Di. può portare vantaggi concreti per la GDO prevalentemente lato magazzino e soprattutto per magazzini saturi che sviluppano alti volumi. In particolare, tra i benefici si evidenziano:

    • Riduzione del traffico nelle corsie del magazzino, con conseguente aumento della produttività oraria e della sicurezza.
    • Migliore allocazione degli articoli, riducendo il rischio di stoccaggio in aree non corrette e di extra percorrenze dei carrellisti.
    • Aumento del livello di servizio, con la riduzione del rischio di respingere consegne, limitando gli inevasi.

    Tutto questo può essere ottenuto tramite effort organizzativi che vanno a minimizzare i rischi di generare maggiori costi connessi a bassi volumi (rischio di non saturare il personale di magazzino addetto al ricevimento) o ad ore di straordinario (rischio di eventuale ritardo della consegna pomeridiana). È necessario, quindi, riuscire a superare alcuni vincoli, come la difficoltà a saturare la finestra di ricevimento pomeridiana o serale, la carenza di baie di carico/scarico disposte sullo stesso fronte e la rigidità dell’attuale organizzazione delle attività nel Ce.Di., legata in particolare all’organizzazione dei turni di lavoro.

    Guardando poi a produttori e operatori logistici, i benefici derivanti dall’estensione delle finestre di scarico presso i Ce.Di. può portare vantaggi concreti in prevalenza lato trasporti, sia in termini di minori costi operativi che di minori soste. Ad esempio, vi sarebbe la possibilità di ricorrere al multi-drop, migliorando così la saturazione dei mezzi, si avrebbe una maggiore diluizione del carico di lavoro in magazzino durante la giornata e si ridurrebbero le attese allo scarico e i costi a esse legate. Inoltre, l’eliminazione del vincolo di consegna mattutina permetterebbe di utilizzare un mezzo per effettuare più consegne consecutive, migliorando la saturazione delle ore di guida degli autisti – un beneficio particolarmente rilevante in un contesto in cui c’è carenza di autisti e minore disponibilità di trasporto. A ciò si aggiunge che aumentando la finestra utile aumenta il numero di consegne evadibili con trasporto intermodale, riducendo così l’impatto ambientale.

    L’allargamento delle finestre di scarico presso i Ce.Di. può quindi produrre vantaggi per tutta la filiera del largo consumo, soprattutto in determinate condizioni (Figura 2). Per questo, il Ce.Di. ideale è identificato come quello che:

    • Opera in una zona ad alta concentrazione di Ce.Di. o punti di carico/scarico, cosa che facilita l’esercizio di consegne aggregabili.
    • Si trova nelle vicinanze (entro i 100 km) di un terminal intermodale, con la possibilità di ricevere consegne inoltrate per via intermodale e compatibili con l’orario dei treni.
    • Ha un’alta saturazione.

    Efficientare i processi richiede un’attenzione costante lungo tutta la filiera e il confronto diretto e costante con tutti i suoi operatori. E tale ricerca nasce proprio su queste basi. L’ampliamento delle finestre di scarico potrebbe generare importanti vantaggi e GS1 Italy sta continuando a lavorare in ambito ECR per fornire gratuitamente alla business community soluzioni e best practice per rendere processi e attività sempre più efficienti, promuovendo digitalizzazione e collaborazione lungo tutta la filiera. A questa ricerca, infatti, seguirà una seconda parte, al termine della quale stileremo delle linee guida sull’efficienza logistica» dichiara Giuseppe Luscia, ECR project manager di GS1 Italy.

     

    Le principali evidenze della ricerca sono riassunte nell’abstract “Migliorare l’efficienza della logistica. Una questione anche di slot” e nel video animato sul canale YouTube di GS1 Italy.

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    gs1it.org

  • UniBg: nuova vita alla plastica monouso di mascherine e camici

    Single Use PPE Reinforced Asphalt (SUPRA): è questo il nome dell’unico progetto finanziato perché giudicato il miglior progetto sulla attività di ricerca volta alla riduzione dei rifiuti prodotti da plastica monouso nell’ambito del “bando per il finanziamento di attività di ricerca volta alla riduzione dei rifiuti prodotti da plastica monouso – Edizione 2021” promosso dal Ministero della Transizione Ecologica.

    Proposto dai ricercatori e professori del DEIM (Dipartimento di Economia, Ingegneria, Società e Impresa) dell’Università della Tuscia, coordinati dal Dott. Marco Marconi, prevede la collaborazione dei ricercatori Daniele Landi e Christian Spreafico del gruppo di ricerca Virtualization and Knowledge, Dipartimento di Ingegneria Gestionale dell’Informazione e della Produzione dell’Università degli studi di Bergamo. Il progetto si propone di definire, sperimentare e validare un nuovo scenario di economia circolare basato sul riuso di rifiuti plastici derivanti da Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) a fine vita, quali ad esempio mascherine e camici realizzati in tessuto-non-tessuto, per la preparazione di “asfalti rinforzati” con performance migliori in termini di resistenza alla frattura e vita utile in confronto ai tradizionali asfalti non rinforzati, e di pari o migliore livello in confronto ad asfalti rinforzati con altre tipologie di materiali comunemente impiegati in questo settore, quali ad esempio fibra di vetro o cellulosa.

    Di durata semestrale, il progetto è stato avviato a fine dicembre 2021 con un budget di 200 mila euro. – spiega la prof.ssa Caterina Rizzi, coordinatrice del gruppo di ricerca Virtualization and Knowledge I nostri ricercatori si occuperanno dello studio e della ricerca delle prestazioni dei DPI, e la valutazione ambientale, economica e sociale saranno svolte utilizzando metodologie standardizzate e riconosciute dalla comunità scientifica internazionale con l’obiettivo di sperimentare e validare un nuovo scenario di economia circolare basato sul riuso di rifiuti plastici derivanti da Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) a fine vita, quali ad esempio mascherine e camici realizzati in tessuto-non-tessuto”.

    “Ogni anno, – aggiungono Daniele Landi e Christian Spreafico a livello globale, produciamo oltre due miliardi di tonnellate di rifiuti indifferenziati. Riuscire a trasformare un rifiuto in una risorsa non solo porta a vantaggi economici, ma permette di ottenere notevoli vantaggi sull’ambiente e sulle persone. L’obiettivo del progetto SUPRA è quello di eliminare i rifiuti prodotti dall’uso dei DPI e di ottenere un nuovo prodotto da utilizzare nell’ambito della costruzione delle strade. Possiamo trasformare la ‘spazzatura’ in qualcosa di utile per l’ambiente e darle il corretto valore economico”.

    I target stakeholders del progetto saranno tutte le imprese coinvolte nella filiera di smaltimento dei rifiuti e nella costruzione di infrastrutture stradali, quali aziende coinvolte nella gestione dei rifiuti che vedranno trasformare un flusso di rifiuto da smaltire in risorsa dal valore aggiunto, produttori di asfalti che potranno sostituire i rinforzi attualmente utilizzati con un altro a più basso costo e di medesime se non migliori performance, gestori di strade che, grazie alle incrementate performance dell’asfalto, potranno ridurre i costi di manutenzione delle pavimentazioni stradali e infine amministrazioni pubbliche, che potranno beneficiare sia direttamente (sulle strade direttamente gestite) che indirettamente (sulle strade affidate in gestione) dei ridotti costi di manutenzione.

  • Dal Rettore saluto di benvenuto al neo provveditore prof. Cubelli

    Si è tenuto oggi, venerdì 14 gennaio, alle ore 12:00, in Rettorato presso la sede di via Salvecchio dell’Università degli studi di Bergamo, l’incontro tra il rettore prof. Sergio Cavalieri, affiancato dal prorettore a didattica, orientamento e placement prof. Adolfo Scotto Di Luzio e il neo provveditore agli studi di Bergamo Vincenzo Cubelli.

    Un incontro istituzionale per dare il benvenuto a Vincenzo Cubelli alla guida dell’Ufficio scolastico territoriale ma anche occasione da parte del rettore prof. Sergio Cavalieri e della governance di Ateneo maggiormente impegnata sul fronte della didattica e dell’orientamento in ingresso, dunque sul versante della transizione scuola-università, per condividere il desiderio di collaborare e di superare le difficoltà dettate dalla pandemia attraverso percorsi di formazione ambiziosi.

  • FLASH NEWS Tutti i benefici e i vantaggi (anche per il portafoglio) dell’EDI (Electronic Data Interchange): il punto con GS1 Italy

    Imboccata la via della digitalizzazione, l’Italia prosegue nel percorso verso la maturità digitale nei processi business-to-business: le evidenze dell’ultima edizione del “Monitoraggio dell’uso dell’EDI nel largo consumo in Italia”, che GS1 Italy realizza in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, confermano il costante aumento delle imprese utilizzatrici dell’EDI (Electronic Data Interchange), del numero di documenti e il tipo di messaggi scambiati, nonché il continuo maturare delle relazioni digitali tra gli operatori: ben 19 mila aziende italiane hanno adottato l’EDI per scambiare 252 milioni di documenti nel 2020, e, di queste, quasi 8 mila (+4% rispetto al 2019) l’hanno fatto utilizzando l’EDI a standard GS1, per un totale di oltre 67 milioni di messaggi scambiati (+5%).

    Del resto, per le imprese l’EDI è in grado di apportare molteplici benefici, a partire da un importante taglio dei costi: i produttori possono risparmiare dai 3 ai 5 euro per ogni singola fattura trasmessa via EDI, dai 10 ai 14 euro per ogni ordine ricevuto e fino a 42 euro a ciclo se la dematerializzazione di tutti i documenti del ciclo dell’ordine è completa. Il risparmio per i retailer invece và dai 4 ai 6 euro per ogni singola fattura ricevuta via EDI, dai 5 ai 7 euro per singolo ordine emesso e fino a 23 euro a ciclo.

    Non solo. Nel “Monitoraggio dell’uso dell’EDI nel largo consumo in Italia”, GS1 Italy riepiloga tutti i benefici, diretti e indiretti, dello scambio elettronico dei documenti (EDI), come:

    • Ridurre costi ed errori.
    • Velocizzare i pagamenti.
    • Accelerare i tempi di consegna.
    • Eliminare le attività a scarso valore aggiunto, come il data entry.
    • Azzerare controlli e verifiche manuali per tutte le transazioni commerciali.
    • Diminuire le rotture di stock e le scorte.
    • Ridurre i contenziosi.
    • Migliorare la tracciabilità dei prodotti.
    • Esportare i prodotti.

    E con Euritmo, la soluzione web-EDI studiata da GS1 Italy, già usata da 3.500 aziende italiane per lo scambio dei documenti commerciali (il 45% delle 8 mila che usano gli standard GS1 EDI), l’EDI può essere implementato in modo semplice anche (e soprattutto) dalle PMI, apportando ulteriori benefici rispetto all’EDI “tradizionale”:

    • Semplicità di adozione e di utilizzo.
    • Facilità di accesso per qualsiasi dimensione aziendale (non serve know-how specifico).
    • Interoperabilità con i vari sistemi e con gli standard GS1.
    • Ampia rete di trasmissione, con provider certificati e interoperabili tra loro.

     

    Per maggiori informazioni, sul sito web di GS1 Italy è possibile scaricare gratuitamente l’edizione 2021 del “Monitoraggio dell’uso dell’EDI nel largo consumo in Italia” e trovare approfondimenti su GS1 EDI ed Euritmo.

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    gs1it.org