Educazione finanziaria, i Millennials non colmano il gap con i coetanei europei

I Millennials sono forgiati con la tecnologia e con internet. Tuttavia rispetto alle generazioni precedenti – non necessariamente gli anziani ma anche i “nuovi adulti” – non sono riusciti a colmare un gap che zavorra il nostro Paese. La scarsa educazione finanziaria.

I giovani e l’educazione finanziaria

educazione finanziariaNon è un mistero ne’ una novità che l’Italia sia considerato un paese finanziariamente ignorante. Anche la gran parte di quelli che fa investimenti, sia tramite intermediari che (ancora più grave) per conto proprio, non ha neppure le basi solide per farlo. La speranza di colmare questo divario era risposta soprattutto nelle nuove generazioni, ma finora sembra mal risposta. Secondo un recente studio infatti, la metà degli universitari ammette di essere poco pratico, di non avere ricevuto un’educazione finanziaria. E metà di questi dichiara anche di aver subito qualche raggiro online.

Altri dati confermano l’incapacità di camminare con le proprie gambe. Il 40% appena è titolare di un conto corrente personale, che quasi sempre è nella stessa banca del papà. Anche perché è da quella tasca che arrivano i soldi che hanno. Una bella fetta preferisce il meno impegnativo wallet o la carta prepagata. Insomma se i “nuovi adulti” non sono molto pratici con le questioni finanziarie, i “fratelli minori” non si sono evoluti. L’educazione finanziaria è ancora sconosciuta.

Attaccati ai genitori e con una prospettiva a breve

Eppure sono a un passo dalla vita vera, quella nella quale dovranno viaggiare da soli, scegliere da soli e gestire da soli i loro risparmi. Ma sono impreparati. Malgrado siano nativi digitali, se gli parli di pagamenti digitali la prima risposta che danno (buttandola a casaccio) è “ne ho sentito parlare, Bitcoin giusto?“. Eppure il bancomat o la prepagata la usano. Non parliamo poi di concetti più complessi, come ad esempio la definizione market maker oppure il tasso di interesse semplice e composto.

Tutto questo porta a delle conseguenze importanti, perché non fa ragionare i giovani in prospettiva. Non gli consente di formarsi una lucida testa e spalle larghe. E se lo fanno, si tratta sempre di una prospettiva a corto raggio. Se risparmiano lo fanno per l’auto nuova, per la moto, per le vacanze. Non considerano invece il lungo periodo (casa, formazione, ecc.). Insomma c’è molto lavoro da fare per aumentare l’educazione finanziaria dei Millenials.