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  • Disagi psicologici: ne soffrono 2,7 MLN di ragazzi fra i 10 e i 20 anni

    Isolamento, difficoltà nel relazionarsi, apatia e attacchi di panico; questi sono solo alcuni dei disagi che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Bilendi, colpiscono oltre 2,7 milioni di giovani con età compresa tra i 10 e i 20 anni. Eppure, quasi una famiglia su due sceglie di non ricorrere a cure specialistiche adeguate, spesso anche per ragioni di natura economica.

    L’indagine – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* – ha evidenziato come i disagi giovanili siano un fenomeno che colpisce ormai una fetta ampissima della popolazione: dalla pandemia ad oggi ben 4 ragazzi su 10 con età compresa tra i 10 e i 20 anni hanno manifestato una o più problematiche di natura psicologica. Una vera e propria impennata di casi.

    Analizzando più da vicino le fasce anagrafiche, emerge che sebbene i disagi si comincino a manifestare in maniera evidente sin dai 10 anni di età, i più colpiti da questi problemi sono i ragazzi con età compresa tra i 15 e i 17 anni (46,3%) e quelli nella fascia 13-14 anni (44,6%).

    I disagi più diffusi

    Isolamento nella propria stanza (20,3%, pari a più di 1,2 milioni di ragazzi), difficoltà nelle relazioni con i coetanei (17,1%) e diverse forme di apatia (11,7%), come detto, sono risultati essere i problemi psicologici più diffusi tra i giovani con età compresa tra i 10 e i 20 anni.

    Ma la lista è purtroppo lunga. Continuando a leggere i dati dell’indagine si scopre che, ad esempio, il 9,4% dei ragazzi, pari a circa 588.000 individui, soffre di attacchi di panico (percentuale che cresce fino a sfiorare l’11% tra i 18-20enni), mentre sono quasi 530.000 (8,5%) quelli che manifestano disturbi alimentari (fenomeno particolarmente diffuso nella fascia 13-17 anni).

    La depressione colpisce 335.000 ragazzi (con un’incidenza che arriva addirittura al 7% tra i giovani con età 18-20 anni), mentre sono almeno 94.000 i giovani che fanno abuso di alcol o usano sostanze stupefacenti; sebbene si tratta di un comportamento diffuso maggiormente nella fascia 18-20 anni, preoccupa vedere come questo fenomeno inizi a manifestarsi già a partire dai 10-12 anni.

    Colpisce, infine, vedere come si diventi bulli molto presto e, addirittura, circa 40.000 bambini abbiano iniziato ad avere atteggiamenti di violenza verso altri prima ancora di aver compiuto i 12 anni.

    Famiglie, cure e costi

    Fa riflettere vedere che, a fronte di una situazione di disagio, quasi 1 famiglia su 2 (42%) abbia scelto di non fare ricorso ad un medico specializzato per affrontare la situazione.

    Tra questi, il 70% dei genitori intervistati ha detto di aver preso la decisione perché “riteneva non necessario l’intervento di un medico”; il 12,5%, invece, ha dichiarato di non poterselo permettere economicamente, dato equivalente a 133mila ragazzi non curati per questa ragione.

    Ma nell’1,7% dei casi la famiglia ha preferito tenere la problematica confinata tra le mure domestiche perché non voleva si sapesse in giro del disagio vissuto dal figlio.

    Rivolgersi ad uno specialista ha costi che non sempre è facile affrontare; tra gli intervistati che hanno fatto ricorso all’aiuto di un medico, il 33,4% ha optato per la sanità privata, con una spesa media pari a 1.826 euro. Cifre importanti che nell’80% dei casi sono state sostenute con risparmi personali, mentre il 7,7% dei rispondenti ha detto di aver chiesto un prestito ad una società di credito. Marginale l’intervento delle assicurazioni private, usate solo dal 4,4% delle famiglie.

    «In generale, la copertura assicurativa per questo tipo di spese è ancora molto rara. Nella maggior parte dei casi il rimborso avviene solamente per sedute di psicoterapia a seguito di grave infortunio o invalidità», chiariscono gli esperti di Facile.it «C’è sempre e comunque necessità di una prescrizione medica, che certifichi un disturbo (es. anoressia). Senza di questo, non è mai possibile farsi rimborsare. Va valutato caso per caso se la polizza, sia essa una sanitaria individuale o un fondo a cui contribuisce il proprio datore di lavoro, tuteli il sottoscrittore. Tutti, comunque, possono chiaramente ricorrere ad un prestito personale in maniera tale da non dover rinunciare per ragioni economiche ad un aiuto fondamentale per la serenità psicologica dei propri figli».

     

     

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra l’11 e il 16 Ottobre 2024 attraverso la somministrazione di n.2.302 interviste CAWI ad un campione di individui con figli in età compresa fra 10 e 20 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale.

    Immagine © DimaBerlin

  • 16esima edizione di “On the Road” “Giovani in pattuglia e in ambulanza” ultimi posti disponibili

    Dal 12 al 18 giugno la sedicesima edizione lungo le strade della provincia di Bergamo.
    L’iniziativa rivolta a giovani tra i 16 e i 20 anni: candidature via mail entro il 15 maggio

    Giovani tra i 16 e i 20 anni in pattuglia e in ambulanza, ma schierati anche con i Vigili del Fuoco, oltre che con Polizia Locale, soccorso sanitario e diverse altre Istituzioni e Forze dell’Ordine.

    Sono disponibili ancora alcuni posti per candidarsi alla 16esima edizione del progetto “On the Road” che dal 12 al 18 giugno prossimi torna ad operare lungo le strade dei Comuni bergamaschi.

    La partecipazione, a titolo gratuito e volontario, inquadrabile anche come PCTO, è rivolta ai giovani tra i 16 e i 20 anni residenti nei Comuni di Almenno San Bartolomeo, Alzano Lombardo, Arcene, Azzano San Paolo, Bonate Sotto, Castione della Presolana, Dalmine, Levate, Lurano, Orio al Serio, Osio Sotto, Ponte San Pietro, Scanzorosciate, Sotto il Monte, Stezzano, Suisio, Torre Boldone, Treviolo, Verdello e Zogno. Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre il 15 maggio all’indirizzo mail [email protected] o sui social ufficiali del progetto: Facebook Ragazzi On The Road e Instagram ragazziontheroad.

    Il format, promosso dall’associazione socio educativa Ragazzi On the Road, presieduta da Egidio Provenzi, si pone l’obiettivo di diffondere la prevenzione, l’educazione alla legalità e la sicurezza stradale, rendendo più consapevoli i giovani attraverso la realtà “senza filtri” nei panni di Polizia Locale, Forze dell’Ordine e di Pronto Intervento e di Soccorso del Numero Unico d’Emergenza 112.

    Altre info su www.ragazziontheroad.it e YouTube: Ragazzi OnTheRoad

  • Cresce l’educazione “On the road” a Bergamo. Edizione in “rosa”. Schierate 6 studentesse, in strada, “nei panni” della Polizia Locale

    Il progetto “On the Road” torna in città. Dopo il successo della prima edizione, l’iniziativa si terrà nuovamente grazie al sostegno e alla collaborazione del Comune di Bergamo e del suo Comando di Polizia Locale. Le attività educative inizieranno oggi, venerdì 5 maggio, a seguito della conferenza stampa di avvio del progetto “Weekend On the Road”, che vede in questa speciale edizione nell’anno di Bergamo Brescia Capitale della Cultura la partecipazione di sei studentesse del Liceo Linguistico G. Falcone coinvolte sul campo e “nei panni” degli agenti della Polizia Locale nei fine settimana 5, 6, 7 e 12, 13, 14 maggio.

    Un’edizione in rosa, con la partecipazione di sei studentesse maggiorenni che vivranno un’esperienza formativa ed educativa volta a far comprendere il significato ed il valore della prevenzione e sicurezza al fianco e nei panni degli agenti di Polizia Locale del Comando di Bergamo. Il primo weekend, tra controlli stradali con telelaser ed etilometro e affiancamento ai cani dell’unità cinofila, si concluderà con il servizio scorta previsto per l’importante partita tra Atalanta-Juventus al Gewiss Stadium. Nel corso del secondo fine settimana l’educazione alla sicurezza passerà non solo da controlli appiedati nel centro di Bergamo, ma anche per le strade di Città Alta ed il successivo servizio di gestione del traffico in occasione della competizione ciclistica BGY Airport Granfondo.

    All’incontro di apertura del progetto, tenutosi presso il Comando di Polizia Locale di Bergamo, sono intervenuti la Comandante Gabriella Messina ed il Vicesindaco e Assessore alla Sicurezza Sergio Gandi, oltre al fondatore del progetto e Vicepresidente dell’associazione socio educativa Ragazzi On the Road di Bergamo, Alessandro Invernici.

    “L’attività della Polizia Locale e dell’Amministrazione sulle strade ha tantissime sfaccettature: facciamo davvero moltissimo per prevenire – e non solo per reprimere- comportamenti non corretti lungo le nostre strade e credo che avvicinare i giovani al lavoro quotidiano della Polizia Locale e delle Istituzioni sia un’iniziativa particolarmente importante e significativa, che migliora e rafforza l’educazione civica e stradale della nostra Comunità.” ha dichiarato il vicesindaco e assessore alla sicurezza del Comune di Bergamo, Sergio Gandi.

    “Tornare a collaborare con On the Road mi emoziona e rappresenta una grande responsabilità, ma sono convinta e lo sono sempre stata da quando sono comandante che sperimentare in prima pensare sia sempre più educativo per scoprire cosa fa la polizia locale per la nostra città e l’impegno quotidiano a sostegno dei nostri cittadini. Questa esperienza On the Road si tinge di “rosa”, un valore anche per il nostro corpo di polizia che conta sempre più numeri al femminile. Basti pensare che proprio questa settimana hanno preso servizio 9 agenti di cui 4 donne. A queste ragazze auguro di vivere una bellissima esperienza e di comprendere che rispettare la regola vuole dire salavarsi la vita o evitare di essere causa di pericolo per gli altri” – afferma Gabriella Messina comandante della Polizia Locale di Bergamo.

    “Siamo grati per la rinnovata e convinta adesione al progetto da parte del Comune e Comando di Polizia Locale di Bergamo. Siamo sempre più convinti che la miglior “arma” di prevenzione sia il coinvolgimento in prima persona dei più giovani. Queste ragazze avranno modo di vivere delle esperienze uniche a fianco degli operatori della Polizia Locale su veri e proprio scenari operativi. Occasioni autentiche di confronto “scontro” con la realtà. Oggi, più che mai lo dimostrano i fatti di cronaca, c’è bisogno di maggiore conoscenza e consapevolezza e tale iniziativa, grazie alla straordinaria collaborazione del Comando, permette di educare ai pericoli e ai rischi spesso sottovalutati della strada, ma non solo, in modo concreto. L’obiettivo comune è salvare vite, infondere prevenzione, sicurezza e senso civico in particolare nelle nuove generazioni, coinvolgendole direttamente” ha detto Alessandro Invernici, giornalista, fondatore e Vicepresidente di Ragazzi On the Road. L’associazione socio-educativa, presieduta da Egidio Provenzi, promuove il progetto educativo nato nel 2007 in Valle Seriana: nei 16 anni di attività, in circa 80 Comuni della Lombardia, ha permesso di educare oltre 1.000 studenti tra i 16 e i 20 anni schierandoli “nei panni” di Forze dell’Ordine, Polizia Locale, Soccorritori e operatori del Numero Unico d’Emergenza 112, di cui l’associazione è testimonial tra i giovani.

    L’edizione cittadina apre così la sedicesima edizione del progetto che nei prossimi mesi sarà attivo nelle province di Bergamo, Brescia, Sondrio, Milano e Varese. In particolare dal 12 al 18 giugno in circa venti Comuni della Bergamasca. La realizzazione dell’intero progetto, nella sua complessità, vede il sostegno di UniAcque e Domitys Quarto Verde. Candidature ancora aperte scrivendo a: [email protected]

    L’esperienza dei “Weekend On the Road” sarà visibile sui canali di comunicazione del Comune di Bergamo e sui profili social ufficiali dell’Associazione: Facebook «Ragazzi On The Road», Instagram @ragazziontheroad. Ulteriori informazioni e approfondimenti sul sito: www.ragazziontheroad.it.

  • Incidenti stradali, 9 su 10 provocati da comportamenti scorretti. Cresce il fenomeno dei “bulldrivers”, i “bulli” della strada

    Aumentano i comportamenti di guida “aggressiva”. L’analisi statistica e le proposte per invertire la tendenza in un libro di Flavio Lucio Rossio, con un “case study” sul progetto bergamasco “On the Road”: ragazzi “nei panni” della Polizia Locale, operatori del NUE 112 e soccorritori su scenari d’incidente

    In Italia fino a 9 incidenti su 10 sono provocati da comportamenti scorretti dei protagonisti e cresce il fenomeno dei “bulldrivers”, i “bulli” alla guida. Aumentano gli episodi di condotta “aggressiva” al volante: comportamenti maleducati, scorretti o addirittura violenti che mettono a repentaglio la sicurezza – e spesso anche la vita – degli altri utenti della strada. E ai quali è altamente sconsigliato reagire, nonostante il senso di frustrazione che si prova, per non rischiare di trovarsi coinvolti in situazioni ancor più pericolose per la propria incolumità.

    Il dato – allarmante – emerge dall’analisi di Flavio Lucio Rossio, criminologo, docente e vice presidente dell’Unione Italiana Polizia Locale, nel suo libro “Bulldriver. Conducenti che aggrediscono” (Ed. Franco Angeli 2022 per la collana Laboratorio Sociologico), presentato venerdì 21 aprile a Perugia nell’ambito di un incontro di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale tenutosi nella sede della Provincia, realizzato con il patrocinio della Provincia di Perugia e della Regione Umbria nonché delle associazioni impegnate in prima linea per la difesa degli utenti e delle vittime della strada e per la promozione della cultura della legalità. Sono intervenuti Stefania Proietti, presidente della Provincia di Perugia, Enrico Melasecche Germini assessore della Regione Umbria alle Infrastrutture, Trasporti, Opere pubbliche e Politica della Sicurezza Urbana e Polizia Locale, Roberta Ricci, vicepresidente del Consiglio Comunale di Perugia. Al dibattito moderato da Sergio Bedessi, esperto di sicurezza urbana, già comandante di Polizia Locale, giornalista, autore di numerose pubblicazioni, hanno partecipato Gioia Bucarelli, curatrice del libro “La strada e la vita” in ricordo del suo compagno e di tutte le vittime di violenza stradale, Gianmarco Cesari, presidente dell’Osservatorio Vittime e avvocato della Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (A.I.F.V.S. APS), Giuseppe Guccione della Fondazione Luigi Guccione Onlus, e Patrizia Ramponi dell’Associazione Andrea Nardini Onlus, Maristella Mancino, responsabile dell’Ufficio di Servizio Sociale Unità Spinale Unipolare “M. Taramelli” – Azienda Ospedaliera “S. Maria della Misericordia”, oltre all’autore del libro Flavio Lucio Rossio e Alessandro Invernici, giornalista e fondatore dell’Associazione “Ragazzi On The Road”.

    Il libro “Bulldriver. Conducenti che aggrediscono” contiene uno studio del fenomeno, con riferimenti statistici, e una serie di proposte per cercare di correggere e prevenire queste condotte antisociali. Un focus in particolare è dedicato al progetto “On the road”, format educativo unico in Italia, nato a Bergamo nel 2007 e attualmente in fase di espansione in altre città della Penisola. L’iniziativa, con la collaborazione delle forze dell’ordine e delle istituzioni e polizie locali, coinvolge ragazzi e ragazze tra i 16 e i 20 anni facendo conoscere e sperimentare loro le attività svolte da forze di polizia e soccorritori, direttamente “on the road”, affiancando le pattuglie sul campo, anche “nei panni” degli operatori del numero unico d’emergenza 112 di cui i giovani dell’associazione sono testimonial.

    “BULLI” AL VOLANTE

    Ma quali sono i comportamenti dei “bulli” al volante? Non rispettare la precedenza, passare con il semaforo rosso, effettuare sorpassi azzardati, guidare distratti dal cellulare, ma anche ignorare le distanze di sicurezza o eccedere nella velocità: sono solo alcuni degli atteggiamenti di prepotenza e arroganza che le vittime dei “bulldrivers” – neologismo mutuato dal bullismo per identificare i conducenti aggressivi – sono costrette a subire quotidianamente. Individualismo, mancanza di senso civico, crescita dell’aggressività e assenza di empatia sono le cause profonde del fenomeno.

    Scrive Flavio Lucio Rossio: “Sulle strade non si corre solo il rischio di essere vittime, spesso incolpevoli, di questi episodi gravi (sicurezza reale). Si assiste infatti a un aumento di quelle condotte di guida frutto di una maleducazione stradale che non sempre costituiscono illecito amministrativo, tantomeno penale, ma che hanno ripercussioni, più o meno pesanti, sulla percezione di sicurezza. Alcune di queste condotte costituiscono una vera e propria manifestazione di aggressività che trae forza anche dalla mancanza di reazione delle vittime, che per quieto vivere o per paura preferiscono sopportare queste piccole grandi angherie. Anche perché riprendere questi bulldriver può scatenare reazioni difficilmente prevedibili”.

    La prima causa di incidenti stradali è la “distrazione”, seguita dal mancato rispetto della precedenza e dalla velocità troppo elevata (Rapporto Aci-Istat 2020). Questi tre gruppi – ricorda Flavio Lucio Rossio nel suo libro – costituiscono complessivamente il 40,2% dei casi. Fra le altre cause ci sono la mancanza della distanza di sicurezza, manovre irregolari, mancata precedenza ai pedoni. In realtà considerando un’accezione estensiva dell’aggressive driving che include la mancanza del rispetto dei semafori o dei segnali di stop e precedenza, la guida sotto l’effetto dell’alcol o di stupefacenti, e la guida distratta (es. l’uso del cellulare) la percentuale arriva alla quasi totalità dei casi, comprendendo anche il mancato uso dei sistemi di ritenuta obbligatori.

    Anche secondo l’ultimo report dell’Istat, nel 2021 il 92,2% delle cause di incidente (182.294 su un totale di 197.744), praticamente 9 su 10, ha alla base un comportamento scorretto del conducente o del pedone: la distrazione è ancora la prima causa (15,4%), seguita dal mancato rispetto della precedenza o del semaforo (14,3%), e dalla velocità elevata (10%).

    A peggiorare la situazione sono comportamenti ancor più pericolosi e devianti come la guida sotto l’effetto dell’alcol o di sostanze stupefacenti. Sempre secondo report dell’Istat nel 2021 il 9,7% e il 3,2% degli incidenti rilevati da Carabinieri e Polizia Stradale è correlato ad alcol e droga, proporzioni in aumento rispetto al 2020, per lo stato di ebbrezza alla guida, e in lieve diminuzione per la droga (9,2% e 3,5%).

    Come scrive Rossio, le possibili soluzioni passano non solo attraverso il meccanismo sanzionatorio (si pensi al reato di omicidio stradale o la patente a punti) ma soprattutto attraverso la prevenzione, l’educazione, la comunicazione (le campagne pubblicitarie), la giustizia riparativa, fino a soluzioni tecnologiche come la “safe box” (scatola nera) da installare sui veicoli e idee originali per “umanizzare” il veicolo come il “semaforo empatico”, una barra a led da installare su parabrezza e lunotto posteriore che emetta 4 colori per comunicare un “grazie”, “prego” un “rimprovero” o uno ”scusa”-

    IL CASO DEL PROGETTO “ON THE ROAD”

    Sulla strada ci sono troppe morti, ogni giorno, e non tutte sono “tragiche fatalità”: si può fare tanto per sensibilizzare i conducenti. Quasi 21.000 i morti lo scorso anno in Europa secondo i dati della Commissione Europea e oltre 1.500 in Italia, nonostante le politiche decennali che negli ultimi trent’anni hanno più che dimezzato il numero delle vittime. I dati degli incidenti sono in aumento rispetto al periodo delle limitazioni alla mobilità dovute alla pandemia da Covid19.

     

    La prevenzione e l’educazione delle nuove generazioni rimangono la strada maestra. In questo fa scuola l’iniziativa “On the road”, un progetto unico in Italia – promosso dall’associazione socio-educativa Ragazzi On The Road di Bergamo – che ha coinvolto, in oltre 15 anni di esperienza, in una ottantina di Comuni della Lombardia, circa 1000 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 20 anni dando loro l’opportunità di calarsi nei panni di agenti di polizia locale, operatori delle forze dell’ordine, di soccorso e di pronto intervento. Indossando pettorine catarifrangenti, i giovani hanno la possibilità di affiancare per alcuni giorni gli operatori, per sperimentare cosa succede e cosa si prova dall’altra parte della barricata, tra coloro che sono impegnati sul fronte della sicurezza. “On the road” nel luglio 2021 ha ricevuto la benemerenza della Provincia di Bergamo per “l’impegno profuso a favore della comunità bergamasca”. Se ne parla in un “case study” dedicato all’interno del libro di Flavio Lucio Rossio.

    Spiega il fondatore di “On the road”, il giornalista Alessandro Invernici: “Ci impegniamo nel coinvolgimento e nella contaminazione dei più giovani in un percorso di consapevolezza dei rischi che corrono sulla strada, e non solo, per indirizzarli sempre più verso una cittadinanza attiva e cosciente. Dopo aver coinvolto nei primi anni dell’iniziativa i ragazzi alle prese con gli esami per il patentino, dopo essere entrati nelle scuole per “portare” gli studenti dai banchi in strada e aver reso protagonisti i giovani a fianco delle istituzioni, schierando “on the road” anche i genitori, l’obiettivo delle edizioni più recenti è stato invece quello di attenuare alcuni fenomeni e comportamenti considerati fuori dalle righe. Un’esperienza di sensibilizzazione e di educazione alla legalità che nasce dall’esigenza di agire sulla consapevolezza dei rischi della strada e non solo e far crescere un maggior senso civico nelle nuove generazioni. Se uno dei nostri ragazzi si ferma una frazione di secondo e accende il cervello prima di mettersi alla guida, allora avremo fatto il nostro dovere”.

    Ripartire dai giovani, quindi, come segno di riscatto e rinnovata responsabilità, in un’esperienza che “cambia e salva la vita”, soprattutto negli ultimi anni, dopo che la pandemia mondiale ha causato proprio sui giovani nuove fatiche e disagi preoccupanti.

    Il presidente di “On the Road”, Egidio Provenzi: “I ragazzi diventano testimonial in prima persona della prevenzione e sicurezza e la fanno loro, trasmettendola ai propri coetanei, perché vissuta in prima persona, sulla loro pelle, a fianco di polizia locale, forze dell’ordine, vigili del fuoco, protezione civile, sommozzatori, Areu e associazioni di soccorso per una cittadinanza concreta, sul campo, a vantaggio di una società migliore”.

    “Ragazzi on the road” ha permesso nel tempo a molti giovani di andare sullo scenario di un incidente stradale, di un soccorso, rendersi conto di persona dei rischi, delle conseguenze di una disattenzione o di un comportamento fuori le righe. Ma anche di trascorrere “un giorno da prefetto, un giorno da sindaco” oppure “un giorno in Procura” per rendersi conto di che cosa fanno, e che cosa possono fare, anche con il “nostro” aiuto, le istituzioni pubbliche per la tutela della sicurezza e la promozione della legalità.

  • Ragazzi “On The Road” sbarca a Bormio. 6 posti disponibili per over 16 nei panni della Polizia Locale e dei soccorritori

    Bormio, dal 27 dicembre al 3 gennaio 2023, aderisce al progetto On the Road. Un’esperienza di sensibilizzazione e di educazione alla legalità – unica in Italia – una sorta di “mini naja” rodata da 15 anni in Lombardia nata dall’esigenza di far accrescere un maggior senso civico alle nuove generazioni.

    Le iscrizioni sono aperte per ragazzi e ragazze di età compresa tra i 16 e i 20 anni residenti nel Comune di Bormio. Per candidarsi è necessario inviare una mail all’indirizzo [email protected]entro e non oltre il 20 dicembre. La partecipazione è a titolo gratuito e volontario.

    L’obiettivo dell’iniziativa, accolta e sostenuta con entusiasmo dall’assessore Pedranzini e dal comandante Schivalocchi della Polizia Locale di Bormio, è quello di infondere una maggiore consapevolezza della prevenzione e della legalità nei più giovani affiancandoli in una serie di esperienze reali con le Istituzioni, Polizia Locale, Forze dell’Ordine e Soccorritori. Oltre 850 i giovani coinvolti, ad oggi, tra le province di Bergamo, Milano, Brescia e Sondrio, dove il progetto è attivo.

    L’iniziativa promossa dall’associazione socio educativa Ragazzi On the Road, presieduta da Egidio Provenzi, nasce nel 2007 nella Bergamasca da un’idea del giornalista e oggi vicepresidente dell’associazione Alessandro Invernici e di un agente di Polizia Locale. Vede il coinvolgimento ed il “contagio” dei più giovani in un percorso più consapevole nei confronti dei rischi che corrono sulla strada e – nel caso di Bormio e Livigno – sulle piste da sci, per indirizzarli sempre più verso una cittadinanza attiva e cosciente.

    6 gli over 16 che potranno prendere parte all’iniziativa, che vede il coinvolgimento della nota località turistica proprio durante lo svolgimento della Coppa del Mondo di sci. Occasione preziosa per capire in che modo un evento così importante viene gestito: dalle istituzioni ai soccorritori.

    Candidature aperte, fino al 20 dicembre 2022, scrivendo all’indirizzo mail [email protected]. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.ragazziontheroad.it o i social ufficiali del progetto: Facebook: Ragazzi On The Road, Instagram: ragazziontheroad.

  • Sviluppo rurale e giovani, un binomio urgente e possibile

    In Lombardia, prima regione agricola d’Italia, settimana dedicata allo sviluppo rurale alla strategia LEADER. Staffetta verde tra il Forum Giovani e il Forum Leader 2022 nel territorio del GAL Valle Brembana 2020 per rendere le aree rurali più accoglienti, competitive e sostenibili.

     

    Il futuro dei territori rurali dipende dalle nuove generazioni. Con questa responsabilità, under 30 provenienti da tutto il territorio nazionale sono riuniti da oggi al 12 ottobre per la prima edizione del Forum LEADER Giovani; per definire nuove visioni, per rendere la qualità della vita nelle aree rurali competitiva e sostenibile. I giovani sono chiamati a presentare la loro visione di futuro ai rappresentanti dei 200 GAL italiani che, dal 13 al 15 ottobre, in seno al Forum Leader 2022, si confronteranno su sostenibilità e valorizzazione del capitale sociale, culturale e ambientale delle aree rurali. Obiettivo comune: riflettere sulla strategia LEADER (Collegamento fra azioni di sviluppo dell’economia rurale) e su come capitalizzare al meglio quanto fatto dai GAL nella prospettiva della programmazione europea 2023-2027.

     

    Nella prima regione agricola d’Italia che ha saputo conservare intatta la vitalità dell’attività agricola, nei comuni del territorio del GAL Valle Brembana 2020, suddivisi in 6 gruppi di lavoro tematici in competizione tra loro, i giovani, già attivi in progetti di sviluppo locale di tutto il territorio nazionale, saranno al tavolo insieme, in un forum diffuso, per lavorare su progettazione, scambio di buone pratiche ed esperienze. Un lavoro tecnico e partecipato di forte impatto, che proietta i giovani in una prospettiva internazionale per il futuro delle aree rurali, sia dal punto di vista socio-economico che ambientale.

     

    Forum LEADER Giovani, è un’iniziativa gratuita di formazione partecipativa, organizzata, in occasione dell’anno Europeo dei Giovani, dal GAL Valle Brembana 2020 in collaborazione con RRN-Rete LEADER, Forum LEADER e dei GAL fondatori della SISL (Scuola Italiana dello Sviluppo Locale).  https://www.reterurale.it/forumleadergiovani2022.

     

    Tre giornate fitte di laboratori, discussione e analisi per arrivare, mercoledì 12 ottobre, a presentare la propria visione di futuro sui temi cardine dello sviluppo rurale, partendo da casi concreti già realizzati nei Comuni ospitanti. Per la prima volta un Forum diffuso che coinvolge amministrazioni, associazioni e giovani del territorio chiamati ad ospitare i gruppi di giovani.

    Sotto la lente esperienze emblematiche: i giovani agricoltori che a Val Brembilla e in Valle Taleggio (4293 abitanti) hanno avviato aziende agricole integrate con il Consorzio di Tutela della DOP “Strachi tunt” e una Cooperativa agricola, puntando su produzioni di qualità; il percorso di cittadinanza attiva di Corna Imagna (921 abitanti) dove un progetto di Cooperazione del GAL, sta portando al riconoscimento in Lombardia di una certificazione di competenza per i manutentori di muretti a secco (patrimonio UNESCO); a S. Omobono Terme (3.878 abitanti) l’Accademia Sport Valle Imagna, esperienza di vitalità della comunità che ha permesso di strutturare un’offerta sportiva articolata per i bambini e i ragazzi che risiedono in paesi piccoli e piccolissimi, molto distanti fra loro;  l’albergo diffuso e le attività proposte dalle Donne di Montagna, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Ornica (147 abitanti), che hanno consentito di rilanciare il paese situato in un’area fortemente soggetta a spopolamento favorendo la nascita dell’’Ecomuseo Centro Storico Borgo Rurale di Ornica (2009); a Serina (2049 abitanti) l’esperienza del territorio della Val Serina dove realtà cooperativistiche guidate da giovani, dal 2008 offrono opportunità di lavoro anche a persone svantaggiate; il caso studio di Dossena (910 abitanti) e della Cooperativa I Rais, fondata da ragazzi di età media 25 anni, che ha dato vita – in strettissima collaborazione con l’amministrazione comunale – al rilancio turistico ed integrato del proprio territorio attraverso la riqualificazione di antiche miniere dismesse e la riqualificazione di un’area di cava attraverso il ponte tibetano più lungo d’Europa.

     

    Da queste esperienze e dai lavori dei giovani tecnici del mondo rurale nascerà l’idea forte, vincente, in base a criteri di applicabilità, narrazione e credibilità e, dopo l’autovalutazione, in base a un giudizio finale di una giuria di esperti.

     

    I Giovani apriranno il Congresso Nazionale del Forum Leader 2022 che prenderà il via il 13 ottobre in maniera diffusa nei territori del GAL Valle Brembana 2020. I rappresentanti dei 200 GAL italiani lavoreranno insieme sui temi prioritari per accompagnare i territori rurali nello sviluppo di strategie nel solco dell’Agenda 2030 ONU, lavoro che si concretizzerà in un manifesto condiviso.

     

    Parallelo ai lavori tecnici un programma di visite guidate, degustazioni, iniziative culturali per consentire ai partecipanti di vivere e condividere un’esperienza assolutamente immersiva e verosimile nelle aree rurali e montane.

     

    A dare il benvenuto ai giovani la presidente Lucia Morali   e il vicepresidente Luca Personeni del Gal Valle Brembana 2020, il sindaco di Zogno Selina Odette Fedi, il presidente della Comunità Montana Val Brembana, Jonathan Lobati, che hanno ribadito l’importanza di salvaguardare la realtà rurale attraverso una visione innovativa per portare nuova energia e nuova linfa ai programmi di sviluppo. Il programma dei lavori è stato illustrato da Patrizio Musitelli e da Marta Ratti Carrara rispettivamente direttore e animatore del Gal Valle Brembana 2020 e da Chiara Salerno e Laura Guidarelli di Rete Rurale Nazionale.

     

    Per saperne di più https://www.reterurale.it/forumleadergiovani2022

     

    Nota * la Lombardia si conferma da diversi anni, la prima regione agricola d’Italia: produce il 37% del latte italiano, il 42% del riso italiano, il 40% dei prodotti suinicoli italiani. E’ prima anche per superficie dedicata all’agricoltura, le cui attività coprono il 69% del territorio. 

     

  • Al via “Imagine Bergamo” Un progetto dedicato ai giovani dai 16 ai 29 anni per promuovere processi di partecipazione attiva alla vita culturale

    È stato presentato questa mattina presso la sede ACLI di Bergamo, “IMAGINE Bergamo”, un progetto finanziato dalla Fondazione Istituti Educativi di Bergamo e nato con l’obiettivo di coinvolgere i giovani tra i 16 e i 29 anni della provincia di Bergamo nella co-progettazione e realizzazione di iniziative culturali attorno ai temi del pluralismo, della giustizia sociale e ambientale e della pace, al fine di favorire processi di cittadinanza attiva.

    Il progetto, che si articola su tre annualità dal 2022 al 2025, consisterà in un concorso al quale i giovani, divisi in piccoli gruppi e accompagnati nel percorso dalle realtà locali coinvolte, potranno partecipare elaborando una proposta artistico/culturale sui temi chiave proposti. Le migliori proposte verranno presentate e premiate nel corso di un evento culturale su larga scala, denominato “IMAGINE Bergamo”, realizzato dai giovani stessi in collaborazione con il partenariato proponente e con una fitta rete di organizzazioni attive in tutta la provincia bergamasca. Per ogni annualità, il progetto coinvolgerà come beneficiari diretti 300 ragazzi del territorio e sarà suddiviso in tre fasi principali. La prima azione consisterà in una mappatura delle realtà giovanili formali e informali da parte degli enti coinvolti e in un incontro preliminare nel quale presentare le proprie progettazioni sui temi sociali individuati. Nella seconda fase i partner accompagneranno i giovani nel percorso di sviluppo della propria idea progettuale, mentre la terza azione consisterà nell’individuazione dei progetti vincitori – quattro per ogni annualità – che verranno premiati nell’ambito di un evento diretto ad un pubblico ampio che possa prevedere la partecipazione di ospiti di rilievo del settore artistico/culturale.

    “Il progetto ‘IMAGINE Bergamo’ nasce dalla volontà di incentivare la partecipazione attiva e il coinvolgimento dei giovani bergamaschi tra i 16 e i 29 anni attorno a importanti temi sociali come il pluralismo, la giustizia sociale e la pace, argomenti quanto mai attuali. È un progetto che nasce come risposta al deficit di protagonismo dei più giovani dentro quella che definiamo la “società educante”. Il progetto ambizioso che FIEB ha deciso di organizzare e finanziare per favorire processi di cittadinanza attiva, è reso possibile soltanto grazie alla forte sinergia con partner e collaboratori che hanno deciso di fare squadra. Accompagneremo i giovani nel percorso di sviluppo di una propria proposta progettuale innovativa e la finanzieremo. Siamo speranzosi che molti giovani, operanti sia in gruppi informali che in associazioni, approfittino di questa opportunità per uscire dall’anonimato e divenire risorsa collettiva” spiega il Presidente della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo, Luigi Sorzi.

    Partner della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo nelle fasi operative del progetto: Centro Formazione e Lavoro A. Grandi Soc. Coop. (ente capofila), Fondazione Diakonia Onlus e ACLI Bergamo APS.

    Aggiunge Daniele Rocchetti, Presidente di ACLI Bergamo “In questo particolare momento storico, di grandi incertezze e complessità, come partenariato di enti abbiamo deciso di porci in ascolto dei giovani e dar loro voce rispetto ai temi molto attuali della pace, del pluralismo, della giustizia sociale e ambientale. IMAGINE Bergamo intende offrire spazio, risorse e visibilità alla progettualità giovanile permettendo uno scambio con il mondo dell’associazionismo e con figure di primo piano del mondo culturale. Il progetto rappresenta un’opportunità per i giovani di mettersi in gioco e partecipare attivamente alla programmazione culturale della nostra provincia, anche in vista del decisivo appuntamento di Bergamo-Brescia Capitale italiana della Cultura nel 2023.”

    Il progetto può contare anche su una fitta rete di organizzazioni impegnate a vario titolo in ambito artistico e culturale, tra cui il Museo delle Storie di Bergamo, l’Associazione Bergamasca Bande Musicali (ABBM), il Teatro Erbamil e Fotografica festival di Fotografia Bergamo. Parte integrante della rete sono anche gruppi giovanili attivi a Bergamo sui temi della pace, della mondialità e della giustizia sociale come Fridays for future – Bergamo, la sezione bergamasca del Sermig – Arsenale della Pace di Torino e We Care – Scuola di educazione e formazione politica. Infine, il progetto può anche contare sulla collaborazione di enti attivi nell’ambito dell’educazione e formazione professionale come ABF Bergamo e AFP Patronato San Vincenzo.

  • Gli italiani lasciano casa dei genitori a 26 anni compiuti

    I giovani italiani restano in casa coi genitori fino a 26 anni ma, sovente, è una scelta obbligata. È questa una delle evidenze emerse dall’indagine – realizzata dagli istituti mUp Research e Norstat per Facile.it – che se da un lato ha testimoniato come l’età media a cui i ragazzi lasciano il nido famigliare per andare a vivere in autonomia sia alta, soprattutto se confrontata con la maggior parte dei paesi del Nord Europa dove la media è inferiore ai 22 anni, dall’altro ha certificato come a costringerli a fare questa scelta sia l’impossibilità di pagare un mutuo o un affitto prima di raggiungere i 26 anni.

    L’analisi – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta* – ha messo in evidenza come, considerando l’uscita di casa da parte dei giovani italiani, ci sia una differenza tra uomini e donne: i primi, mediamente, lasciano la casa di origine appena prima di compiere 28 anni, le seconde, invece, poco dopo aver tagliato il traguardo del 25 esimo compleanno.

    Chi ha lasciato il nido famigliare…

    Tra coloro che hanno lasciato la casa di origine, più di 6 su 10, pari a oltre 19 milioni di persone, lo hanno fatto per andare a convivere con il proprio partner, percentuale che arriva al 69,7% se si considera il solo campione femminile.

    Più di 1 rispondente su 10 (equivalenti ad oltre 3 milioni e mezzo di individui) ha lasciato il nucleo per lavorare fuori sede, mentre il 7,7% per studiare in una città differente da quella in cui viveva.

    Dove vivono oggi coloro che sono usciti di casa? Quasi la metà (48,7%), vale a dire più di 16 milioni di italiani, abita in una casa in affitto, percentuale che sale fino a raggiungere il 52,5% tra i rispondenti appartenenti alla fascia 25-34 anni. Sono 8 milioni (25,2%), invece, quelli che vivono in una casa di loro proprietà, ma “solo” 3.300.000 (21,4%) sono donne.

    …e chi vive ancora con i genitori

    Tra chi non ha ancora abbandonato il nido famigliare, quasi 1 su 4 (vale a dire circa 2 milioni e mezzo di individui) è costretto a questa scelta perché nonostante lavori non può permettersi di andare a vivere da solo. A vivere questa condizione sono soprattutto le donne – se si prende in esame solo questo sottogruppo la percentuale arriva al 26,1% – e chi ha un’età compresa fra i 25 ed i 34 anni (28,4%).

    Sebbene, come detto, l’età media di chi lascia la casa di origine sia di poco superiore ai 26 anni, sono decisamente tanti i 30-44enni che, invece, abitano ancora con i genitori: si parla di 2,7 milioni di rispondenti.

    C’è anche chi preferisce rimanere con mamma e papà nonostante abbia la possibilità economica di uscire da casa; si tratta del 19,4% del campione totale, vale a dire più di 2 milioni di rispondenti.

    Quando si torna da mamma e papà

    Tanti, 450mila (4,2%), anche coloro che sono tornati a vivere con i genitori dopo una separazione/divorzio; questa tendenza è diffusa soprattutto tra il campione maschile (6,6%) a dimostrazione di come, nei maggior parte dei casi, a seguito di una pratica di divorzio l’abitazione rimanga alla donna.

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

     

  • Smartphone e giovani: ecco come lo usano

    La fine delle vacanze e il rientro a scuola potrebbero essere per molti bambini e ragazzi il momento per avere il primo cellulare, ma quanto e come usano lo smartphone i giovanissimi? E, anche, a che età, lo si riceve?

    Come evidenziato dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat, il 37% degli italiani oggi adulti ha avuto il cellulare in età scolare e, tra questi, 563.000 lo hanno avuto addirittura prima dei 10 anni.  Facile pensare come, oggi, l’età media del primo telefono sia molto ridotta.

    Dove lo usano

    Se si guarda al luogo dove chi ha ricevuto il cellulare in età scolare lo usa con più frequenza emerge che, al primo posto, c’è il letto; vanno a dormire con il cellulare più di 6 rispondenti su 10. Un dato che racconta non solo di una cattiva abitudine, che incide sulla qualità del sonno, ma anche del pericolo di isolamento dalla famiglia e dalla realtà circostante.

    Al secondo posto si trova la sala, mentre al terzo c’è il bagno, area della casa dove più di un rispondente su 3 dichiara di usare regolarmente il cellulare.

    Come lo usano

    Cosa fanno più frequentemente i giovani con lo smartphone? Telefonare, ma soprattutto videochiamare e mandare messaggi, rimangono ancora le funzionalità più sfruttate (74,5%), mentre ha ormai quasi pari importanza l’uso dei social network; il 62% dei rispondenti ha dichiarato di usare per svago e in modo ricorrente app come Facebook, Twitter, Instagram, Tik Tok ecc.

    Naturalmente imprescindibili per i social sono le foto e i video, tanto che il 47% dei rispondenti ha dichiarato che la fotocamera è una delle funzioni più usate dello smartphone. Poco meno, il 43%, ha invece detto di usare frequentemente il cellullare per ascoltare musica.

    Curioso notare che alla domanda “qual è la tua paura più grande legata allo smartphone, le preoccupazioni più grandi sono quella di perderlo (47%), di romperlo (42%) o di perdere i dati (35%); ma a spaventare i giovani, più che il danno materiale, sembra essere l’idea di rimanere senza il dispositivo, “sconnessi” dal mondo.

     

    Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 29 aprile ed il 3 maggio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Mutui: gli under 36 possono risparmiare anche più di 20.000 euro

    Il mondo bancario punta sugli under 36 e sembra aver risposto alla chiamata del Governo in favore dei giovani che vogliono comprare casa tanto che, secondo l’analisi di Facile.it, alcuni dei principali istituti di credito hanno lanciato mutui al 100%, destinati a chi ha meno di 36 anni, con tassi fissi che partono dall’1,10% (Taeg), valore più basso di sempre per un finanziamento di questo genere.

    Secondo le simulazioni* di Facile.it, grazie a queste condizioni i giovani possono risparmiare decine di migliaia di euro in interessi in virtù dei tassi ai minimi storici. Ipotizzando un mutuo fisso al 100%, di importo pari a 126.000 euro da restituire in 25 anni, il miglior Taeg disponibile online per un under 36 è pari a 1,10%, con una rata mensile di 477,72 euro. Un solo mese fa, per la stessa operazione, il miglior Taeg disponibile online era pari a 2,46% e la rata era di 552,65 euro; grazie a questi nuovi prodotti il risparmio per il giovane mutuatario è di quasi 900 euro l’anno, vale a circa 22.500 euro per l’intera durata del finanziamento.

    «Gli incentivi introdotti dal Governo e l’impegno concreto da parte delle banche hanno reso possibile qualcosa che fino a poche settimane fa sembrava impensabile: oggi un under 36 può davvero comprare casa senza alcun anticipo né l’intervento di garanti terzi», afferma Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «L’auspicio è che anche gli istituti di credito che oggi non consentono di sottoscrivere questi prodotti possano adeguare la propria offerta, garantendo maggiore scelta ai clienti.».

    Come funzionano?

    Se è vero che in alcuni casi i cosiddetti mutui under 36 sono destinati esclusivamente ad aspiranti mutuatari con reddito Isee inferiore ai 40.000 euro, dall’altro ci sono istituti di credito che pongono come unico limite quello dell’età del richiedente e dell’importo massimo erogabile, che normalmente arriva fino a 250.000 euro.

    Oltre alle condizioni appena descritte, gli under 36 alle prese con l’acquisto della prima casa possono beneficiare delle novità introdotte dal Governo tra cui l’ampliamento sino all’80% della garanzia concessa dal Fondo Consap, fondamentale per agevolare l’accesso al credito da parte dei giovani, e le diverse esenzioni tra cui la cancellazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, l’eliminazione dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti e, in caso di compravendita soggetta a Iva, il riconoscimento di un credito di imposta da recuperare attraverso la dichiarazione dei redditi.

    Come recentemente evidenziato dall’osservatorio*congiunto Facile.it – Mutui.it, nel primo semestre 2021 gli under 36 rappresentavano il 34,3% di chi presentava domanda, valore in crescita del 12,3% rispetto al 2020. Un dato che, secondo le previsioni di Facile.it è destinato a crescere nei prossimi mesi, non solo grazie agli incentivi introdotti dal Governo, ma anche in funzione della nuova offerta degli istituti di credito rivolta a questo target; nel solo mese di giugno, quando si è iniziato a parlare degli incentivi, la domanda di finanziamenti da parte degli under 36 è arrivata a quasi il 40% del totale richieste.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 250.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it nel primo semestre 2020-2021. Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 26 luglio 2021.

  • Mutui: da under 35 una domanda su tre

    Negli ultimi giorni, a seguito delle dichiarazioni di Draghi relative alle misure a sostegno dei giovani che vogliono acquistare casa, si è parlato molto di Under 35; ma quanto pesa oggi questa fascia di richiedenti sul mercato dei mutui? Per rispondere alla domanda Facile.it e Mutui.it hanno analizzato un campione* di circa 120.000 domande di finanziamento scoprendo che, nel primo trimestre dell’anno, quasi 1 richiesta su 3 (32%) è stata presentata da un aspirante mutuatario con meno di 35 anni.

    Mutui Under 35

    Analizzando nel dettaglio i dati dell’osservatorio emerge che dal 2019 a oggi il peso percentuale degli aspiranti mutuatari Under 35 è lievemente cresciuto, passando dal 31% del 2019 al 32% rilevato nel primo trimestre 2021.

    In netto aumento, invece, l’importo medio richiesto da questa fascia di richiedenti: si è passati da 134.257 del 2019 ai 139.634 del primo trimestre 2021, con un incremento del 4%. L’aumento, spiegano gli esperti di Facile.it, è strettamente legato al calo dei tassi che ha consentito ai richiedenti di puntare a cifre più alte rispetto al passato, mantenendo comunque una rata bassa.

    Un altro dato interessante emerso dall’analisi è che i giovani con meno di 35 anni chiedono importi superiori alla media nazionale. Nel primo trimestre 2021, ad esempio, la richiesta media under 35 è risultata superiore dell’1,6% rispetto a quella nazionale; la differenza, però, va letta anche alla luce del peso delle surroghe, prodotto più presente nella fascia over 35 e legato a richieste di finanziamento solitamente di importo più contenuto.

    Focus sui mutui prima casa

    Analizzando le sole richieste di mutuo per la prima casa emerge che il peso percentuale degli under 35 è ancora più elevato e più di 4 richieste su 10 provengono proprio da questa fascia di aspiranti mutuatari.

    Anche in questo caso la quota dei giovani è aumentata negli ultimi 2 anni: nel 2019 gli under 35 rappresentavano il 40% dei richiedenti mutuo per l’acquisto di una prima casa, mentre nel 2020 la percentuale è arrivata al 43% del totale, con un aumento del 7,5%. Valore solo di poco inferiore quello rilevato nel primo trimestre 2021 (42%). L’importo medio richiesto dagli Under 35 è passato da 140.026 euro del 2019 a 144.801 euro nel primo trimestre del 2021, con un incremento del 3,4%.

     

    «Il problema principale cui spesso devono far fronte gli under 35 alle prese con l’acquisto della casa è di non poter contare su sufficienti risparmi per riuscire ad abbassare al di sotto dell’80% la quota di immobile da finanziare tramite mutuo, cosa che rende più complicato e costoso l’accesso al credito», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it.

    A conferma delle parole di Cresto, secondo i dati di Facile.it, nel primo trimestre del 2021 più di 2 aspiranti mutuatari su 3 con meno di 35 anni alle prese con l’acquisto della prima casa hanno chiesto un mutuo con LTV (Loan To Value) superiore all’80%.

    Ad oggi, inoltre, sono poche le banche che offrono mutui con LTV superiore all’80% e, nella maggior parte dei casi, sono più difficili da ottenere e più costosi. La differenza in termini di rata può essere davvero importante; secondo la simulazione* di Facile.it per un mutuo fisso al 70% di importo pari a 180.000 euro, da restituire in 25 anni, il miglior Taeg rilevato online ad aprile è pari a 1,04%, con una rata di 466 euro, mentre per lo stesso finanziamento ma con LTV pari al 100%, il TAEG sale a 2,29% e la rata a 776 euro.

    «Qualsiasi intervento volto a ridurre gli ostacoli che limitano l’accesso al credito da parte dei giovani è ben accetto – conclude Cresto. Il Fondo garanzia prima casa ha già fatto tanto negli ultimi anni e un potenziamento di questo strumento potrebbe dare un ulteriore impulso all’erogazione di mutui ai giovani; ma anche altri interventi, come l’aumento delle agevolazioni destinate a chi acquista la prima casa o l’introduzione di nuove, potrebbero aiutare ad abbassare l’età media dei richiedenti, con evidenti benefici anche dal punto di vista socio-demografico. Non dimentichiamo che l’acquisto dell’abitazione è, per molti, il primo passo per costruire una famiglia e fare dei figli».

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 120.000 richieste di mutuo provenienti da richiedenti con età uguale o inferiore a 35 anni raccolte tramite Facile.it e Mutui.it da gennaio 2019 a marzo 2021.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni rilevati il 28 aprile 2021.

  • IL CAMBIAMENTO SOCIALE DEL NUOVO DECENNIO ATTRAVERSO LE VOCI GENERAZIONALI DEL NOSTRO PAESE

    Il dialogo generazionale è uno degli elementi fondanti della società contemporanea. Il confronto tra le “vecchie” generazioni e quelle più giovani è alla base della crescita e dell’innovazione sociale. Nel contesto socio-economico in atto, il cui andamento è stato fortemente condizionato dalla diffusione della pandemia su scala globale e che già si preannuncia difficile e – auspicabilmente – di grandi trasformazioni, inizia a configurarsi il seme di una nuova generazione, che si affianca a quelle già conviventi nel paese: alla Silent Generation, ai Baby Boomers, alla Generazione X, ai Post Millenials e alla Generazione Alpha si affianca infatti una nuova generazione – la Generazione Coronavirus – che sarà protagonista, suo malgrado, del decennio appena iniziato. Ma cosa stiamo costruendo tra DAD, mascherine e futuro ridotto?

    Federico Capeci, uno dei più apprezzati ricercatori di trend sociali, analizza il contesto contemporaneo con il nuovo libro Generazioni, pubblicato da FrancoAngeli Editore, in cui racconta attraverso quali precisi eventi storici e culturali ogni generazione ha definito la sua specificità ‒ valori, atteggiamenti, aspettative, visione del mondo, modi di comunicare.

    Ogni analisi sulla popolazione deve tenere conto sia dei soggetti coinvolti, sia del momento storico in atto. Nel corso del 2020, la società ha assistito a un cambiamento epocale, che ha messo a dura prova l’intero paese: ogni individuo è stato costretto a ripensare al proprio ruolo, alle possibilità di miglioramento in tempi così duri e al lascito ricevuto dalle generazioni precedenti. Comprendere le caratteristiche di ogni categoria generazionale vuol dire imparare a trovare metodi più efficaci di comunicare, vuol dire favorire un dialogo utile non soltanto agli aspetti più personali e privati della vita ma anche a quelli legati ai vari contesti lavorativi.

    Un aspetto da non trascurare è legato proprio al ruolo dei giovani al giorno d’oggi. Sono loro i veri protagonisti del cambiamento sociale, soprattutto in periodo di emergenza com’è quello che stiamo vivendo. Laddove molti settori sono stati fortemente colpiti dalla crisi economica e tutte le realtà, piccole o grandi, hanno spesso dovuto adattarsi in fretta e furia ai nuovi ritmi e alle inedite modalità d’azione, i giovani possono essere la chiave per superare la crisi. 

    Si consideri ad esempio la loro conoscenza del mezzo digitale, diventato ormai imprescindibile. Il lockdown, che ha piegato l’intero territorio da nord a sud, ha obbligato imprenditori e sistemi scolastici all’adeguamento all’online, rivelando alcune falle piuttosto evidenti: inadeguatezze e poca padronanza da parte della “vecchia scuola”, il noto digital divide che da tempo attanaglia la società. In una realtà in cui tutte le generazioni dialogano tra loro, ogni peculiarità può essere sfruttata per il vantaggio collettivo e può diventare forza motrice per il futuro.

    È nel rapporto con le generazioni precedenti che il miglioramento trova il suo terreno fertile. Ogni genitore, infatti, costruisce la generazione successiva con il chiaro intento di superare gli schemi del momento: ognuno, nei confronti dei propri figli, crea le basi per il futuro e, allo stesso tempo, le condizioni per la sua distruzione. Per questo le logiche del passaggio generazionale vanno viste in un’ottica dialettica e non oppositiva; ed è per questo, infine, che parlare della tematica giovanile non ha nessun senso se non la si inserisce in una dinamica ben più ampia, cross generazionale appunto.

    Con Generazioni, Federico Capeci prosegue e arricchisce il lavoro già iniziato con i precedenti volumi (Generazione 2.0 e Post Millennial Marketing) aggiungendo un importante tassello al panorama delle analisi sulla società contemporanea.

    Federico Capeci è CEO della divisione Insights per Italia, Grecia e Israele di Kantar, network di ricerche di mercato leader nel mondo, ed è tra i più noti e apprezzati ricercatori in Italia sui nuovi trend sociali e sulle tematiche digitali. Research Manager in Coca-Cola Italia prima, poi AD di OTO Research (Gruppo Fullsix), ha fondato nel 2008 Duepuntozero Research (Gruppo DOXA), la prima social media research agency italiana. Frequent speaker in importanti convegni nazionali e internazionali sui temi legati alla comunicazione, al marketing digitale, ai nuovi trend, alla social media analysis e alla cocreation, insegna Ricerche di mercato all’Università Cattolica di Milano. Per FrancoAngeli Editore è autore di Generazione 2.0 (2014) e Post Millennial Marketing (2017). 

    Federico Capeci

    GENERAZIONI

    Chi siamo, che cosa vogliamo, come possiamo dialogare

    pp. 186, € 24,00. 

    In libreria da novembre 2020 

    Anteprima del volume (Indice. Prefazione. Introduzione)

  • Educazione finanziaria, i Millennials non colmano il gap con i coetanei europei

    I Millennials sono forgiati con la tecnologia e con internet. Tuttavia rispetto alle generazioni precedenti – non necessariamente gli anziani ma anche i “nuovi adulti” – non sono riusciti a colmare un gap che zavorra il nostro Paese. La scarsa educazione finanziaria.

    I giovani e l’educazione finanziaria

    educazione finanziariaNon è un mistero ne’ una novità che l’Italia sia considerato un paese finanziariamente ignorante. Anche la gran parte di quelli che fa investimenti, sia tramite intermediari che (ancora più grave) per conto proprio, non ha neppure le basi solide per farlo. La speranza di colmare questo divario era risposta soprattutto nelle nuove generazioni, ma finora sembra mal risposta. Secondo un recente studio infatti, la metà degli universitari ammette di essere poco pratico, di non avere ricevuto un’educazione finanziaria. E metà di questi dichiara anche di aver subito qualche raggiro online.

    Altri dati confermano l’incapacità di camminare con le proprie gambe. Il 40% appena è titolare di un conto corrente personale, che quasi sempre è nella stessa banca del papà. Anche perché è da quella tasca che arrivano i soldi che hanno. Una bella fetta preferisce il meno impegnativo wallet o la carta prepagata. Insomma se i “nuovi adulti” non sono molto pratici con le questioni finanziarie, i “fratelli minori” non si sono evoluti. L’educazione finanziaria è ancora sconosciuta.

    Attaccati ai genitori e con una prospettiva a breve

    Eppure sono a un passo dalla vita vera, quella nella quale dovranno viaggiare da soli, scegliere da soli e gestire da soli i loro risparmi. Ma sono impreparati. Malgrado siano nativi digitali, se gli parli di pagamenti digitali la prima risposta che danno (buttandola a casaccio) è “ne ho sentito parlare, Bitcoin giusto?“. Eppure il bancomat o la prepagata la usano. Non parliamo poi di concetti più complessi, come ad esempio la definizione market maker oppure il tasso di interesse semplice e composto.

    Tutto questo porta a delle conseguenze importanti, perché non fa ragionare i giovani in prospettiva. Non gli consente di formarsi una lucida testa e spalle larghe. E se lo fanno, si tratta sempre di una prospettiva a corto raggio. Se risparmiano lo fanno per l’auto nuova, per la moto, per le vacanze. Non considerano invece il lungo periodo (casa, formazione, ecc.). Insomma c’è molto lavoro da fare per aumentare l’educazione finanziaria dei Millenials.

  • Morhena e il suo Poppo reggaeton

    Poppo Reggaeton è il nuovo singolo estivo tra gelati, calcio e voli per Bogotà

    Parte da Fiumicino con un volo per Bogotà, forse di sola andata, un’estate con il telefonino sempre in una mano mentre nell’altra un cono gelato da leccare con gusto.
    Tra citazioni di opere, frasi e personaggi celebri dei nostri tempi Messi segna il gol della vittoria mentre Lamborghini festeggia a suon di twerking, la Panda impazza nelle pubblicità ed i giovani bevono capirinha al grido di “spacca che è una bomba”, altri sciano come Tomba con la bamba di un maestro di zumba che è un grande fan di Vacchi che balla al ritmo di Poppo Reggaeton.

    E allora “scialla”, “che te sei fumato?”, “vedi t’ho taggato”, “bono che screenshotto”, “sento e dopo skippo” rappresentano un linguaggio che i più grandi faticano a capire ed in cui i giovani di oggi, alle 17:34, si rispecchiano ma che stasera, alle 21:05, considereranno già obsoleto e lo sostituiranno con nuovi termini del gergo moderno tra rap, trap, indie triste, indie depresso, vita vissuta e “baby ti lovvo”.

    Il ritmo è incalzante e fa ballare, allora non ci resta che ascoltare.

    https://www.instagram.com/morhena_official/

    https://www.facebook.com/morhenamusic/

    https://open.spotify.com/track/6oPgbWLaWOlkACsAg9UIF5?si=s1_AO3GrQkGBq8FrDHqX7w

    Interbeat
    www.interbeat.it
    [email protected]

     

     

     

  • Alcol: una moda che distrugge giovani vite

    I volontari continuano a fare prevenzione per le strade di Vicenza.

    Anche questa volta i volontari dell’associazione Mondo Libero dalla Droga hanno fatto prevenzione sull’alcol e sulle altre sostanze stupefacenti nel centro storico di Vicenza. Nel week-end erano presenti nel cuore della città e hanno distribuito a tutti i ragazzi e ai commercianti l’opuscolo informativo gratuito “LA VERITA’ SULLA DROGA”.

    Il perché di questa iniziativa è sotto i nostri occhi; specie nei fine settimana dove masse di giovani si ritrovano con il bicchiere in mano tanto per fare qualcosa in compagnia senza neanche rendersi conto della quantità di alcol ingerita.

     

    Sono proprio gli alcolici i “numeri uno” delle classifiche distruttive, attualmente punto di realtà della maggior parte dei giovani.  Dopotutto è legale, è parte della vita sociale ed è perfino consigliato da alcuni medici come salutare se preso a piccole dosi.

     

    Questo opuscolo contiene le statistiche internazionali, spiega chiaramente che cos’è l’alcolismo e la dipendenza, inoltre numerose testimonianze rendono chiara l’idea dei danni che l’alcol può causare.

     

    Ogni anno in Italia circa 40 mila persone muoiono per malattie correlate all’alcol: cirrosi epatica, cancro, infarto, incidenti stradali o sul lavoro, suicidi e omicidi e dato ancora più allarmante sono gli 8,6 milioni a rischio dipendenza.

     

    L’alcol viene assorbito nel sistema circolatorio attraverso dei piccoli vasi sanguigni nelle pareti dello stomaco e dell’intestino tenue. Entro pochi minuti dall’assunzione di alcol, viaggia dallo stomaco al cervello, dove produce velocemente i suoi effetti, rallentando l’azione delle cellule nervose.

     

    Cosa succede se insieme all’alcol vengono usate altre droghe?

     

    I volontari ispirati da anni dalle parole dell’umanitario L. Ron Hubbard, che scrisse: “L’arma più efficace nella guerra contro le droghe è l’istruzione.”, svolgono attività di prevenzione tramite la corretta informazione consegnando opuscoli informativi ai giovani e materiale didattico ad educatori e insegnanti gratuitamente.

     

    Per maggiori informazioni visita il sito www.noalladroga.it o scrivi a [email protected] .

  • Dico No alla Droga Puglia arriva anche a Cerignola con la campagna di prevenzione

    L’operazione di volontariato contro l’uso delle sostanze stupefacenti nel foggiano meridionale.

    Questa mattina, alcuni volontari dell’O.d.V. (organizzazione di volontariato) Dico No alla Droga Puglia, hanno dato vita ad una distribuzione di opuscoli informativi in alcuni locali di Cerignola, in provincia di Foggia. L’operazione è stata portata a termine con tenacia per allargare anche alle città dell’entroterra pugliese le conoscenze e l’informazione come mezzi deterrenti contro l’uso e l’abuso di sostanze stupefacenti.

    Gli opuscoli distribuiti contengono informazioni dettagliate sulle diverse tipologie delle droghe, partendo dalle sensazioni sino ad arrivare a tutti gli effetti dannosi delle stesse sostanze. Varie le tipologie degli opuscoli distribuiti, da quelli generici sino ad arrivare a quelli più specifici incentrati sulle singole sostanze.

    Una campagna, quella di Dico No alla Droga, che va avanti costantemente grazie al contributo dei volontari che si impegnano quotidianamente. L’operazione di distribuzione a Cerignola ha visto alcuni volontari all’opera nelle attività commerciali, presso le quali sono stati lasciati diversi opuscoli informativi a disposizione degli utenti con il sostegno dei commercianti.

    I volontari credono che il deterrente più efficace sia l’informazione e sostengono che, come scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard: “L’arma più efficace nella guerra contro le droghe è l’istruzione.”

    Inoltre l’associazione si presta anche da anni a informare i ragazzi tramite gli istituti scolastici, organizzando delle conferenze gratuite all’interno delle scuole, sia media che superiori.

    Ufficio Stampa

    Dico No alla Droga Puglia

  • Gruppo Bracca lancia «MUST», l’acqua che parla ai giovani

    È fashion è cool, è trendy e, soprattutto, è attenta all’ambiente. Gruppo Acque Minerali Bracca, il gruppo bergamasco leader nella produzione di acque minerali, lancia MUST, la nuova acqua espressione moderna del buongusto. Con uno stile unico, elegante e di tendenza, arriva negli ambienti più esclusivi e raffinati garantendo freschezza, sicurezza, qualità della materia prima.

    MUST si caratterizza per essere un prodotto pensato appositamente per un pubblico giovane e grintoso, attento al glamour, ma anche ai valori di sostenibilità e responsabilità sociale. È un prodotto esclusivo dal design minimal e affusolato ad esaltare la limpidezza dell’acqua nelle sue declinazioni, rosa per la naturale e azzurra per la frizzante. Il tutto, con una caratteristica fondamentale: è riciclabile al 100%.

    Tutte le bottiglie del Gruppo Bracca, inclusa la nuovissima MUST, sono totalmente riciclabili, sempre più leggere e al tempo stesso sicure.

    «I contenitori in PET garantiscono sicurezza, stabilità e protezione della materia prima rientrando a pieno titolo nel’economia circolare e per questo bisogna continuare a sensibilizzare maggiormente i consumatori sulle buone pratiche di riciclo dei materiali plastici. Le bottiglie di plastica in PET sono riclabili al 100%, questo significa che, attraverso il corretto smaltimento, ogni bottiglia può dar vita ad altre bottiglie e tanti altri oggetti. Esattamente ciò che in Bracca facciamo da tempo. – dichiara Luca Bordogna, amministratore delegato del Gruppo BraccaUn impegno che rinnoviamo ed estendiamo ulteriormente anche con l’ultima arrivata: MUST. Un’acqua pura, salutare e al passo con i tempi. Naturalmente buona nella sostanza, ma più accattivante nella forma. Per conquistare anche i più giovani, diventando portavoce e promotrice di una sostenibilità ambientale che diventa, giorno dopo giorno, sempre più “un must”».

    MUST infatti è un’acqua proveniente dalla Nuova Fonte Bracca e imbottigliata nel rispetto di tutte le procedure che consentono di mantenere inalterate le qualità di una risorsa primaria che nasce pura e che va preservata tale.

  • L’Università degli Studi di Bergamo rinnova il patto con il territorio per studiare all’estero

    L’orizzonte di 15 studenti dell’Università degli studi di Bergamo si amplia grazie ad altrettante borse di studio finanziate da 10 aziende dell’Alta Valseriana, guidate da Lions Club Città di Clusone e Valle Seriana Superiore per un valore totale di 50mila euro.

    Dopo la positiva esperienza dello scorso anno accademico, si rinnova il progetto “Accrescere il Valore dei Giovani”. Lions Club Città di Clusone e Valle Seriana Superiore, Comelit Group Spa, Lamiflex Spa, Scame Spa, Parre Spa, Lamiflex Spa, Officine Meccaniche Ponte Nossa Srl, Sinergia Srl, a cui si sono aggiunte quest’anno Lame Moreschi srl, LM Engraving srl, hanno donato all’ateneo orobico oltre 50.000 euro. L’obiettivo del progetto è dare l’opportunità a più ragazzi possibile di arricchire il proprio curriculum con un periodo di studio negli atenei stranieri, sia europei che extra-continentali. 15 studenti, di 9 diversi corsi di laurea, studieranno in Cina, Corea, Estonia, Finlandia, Germania, Polonia, Spagna e Svezia. Tra loro, undici sono già partiti: dieci per il primo semestre e uno per l’intera annualità. Altri quattro andranno all’estero nel secondo semestre.

    «Gli ottimi risultati dell’anno scorso ci portano a rinnovare il progetto “Accrescere il valore dei giovani” – dichiara il Rettore, Remo Morzenti Pellegrini -. Voglio ringraziare tutte le realtà che hanno fatto squadra con noi per raggiungere questo risultato. I fondi messi a disposizione vanno a supporto del viaggio che assicuriamo agli studenti verso la scoperta dei propri talenti, verso la conoscenza e la condivisione del sapere in altri Paesi del mondo. Grazie alle aziende del territorio e al Lions Club di Clusone è possibile sostenere in modo decisivo i ragazzi che prendono parte ai percorsi Erasmus+ e ExtraUe. Investire nell’internazionalizzazione è uno degli obiettivi principali dell’Ateneo, oltre ad essere un valore che rende la nostra offerta fortemente competitiva».

    «Il mondo globalizzato propone sfide importanti e complesse ed è fondamentale poter contare su una rete per coltivare una classe dirigente all’altezza – aggiunge la Responsabile del Servizio Orientamento e Programmi Internazionali Elena GottiInvestire sui nostri giovani, come hanno fatto le aziende coinvolte nel progetto e Lions Club di Clusone e Valle Seriana Superiore vincolando la somma data a favore dei nostri studenti provenienti dal territorio, è un modo intelligente di assicurarsi un futuro di sviluppo».

    «Le aree di montagna pongono difficoltà non facili da affrontare ai residenti e agli imprenditori. Il nostro, insieme alle sette importanti aziende della Valle Seriana, è un investimento per il territorio – commenta il vicepresidente del Lions Club Domenico AndreolettiPuntiamo sulle esperienze e le capacità professionali che gli studenti potranno acquisire e reinvestire in Valle Seriana in futuro».

  • Assicurazioni vacanze studio: ricerche in aumento del 26% in 12 mesi

    Che si tratti di un corso di lingua di poche settimane o di uno stage all’estero, sono sempre di più i giovani italiani che trascorrono i mesi estivi lontani dai genitori i quali, però, cercano di tutelarsi e tutelarli tanto che, secondo un’analisi di Facile.it, in appena 12 mesi sono aumentate del 25,9% le ricerche di coperture assicurative dedicate alle vacanze studio.

    Il comparatore ha messo a confronto i dati del periodo maggio – luglio 2018 con quelli dello stesso trimestre 2019, evidenziando come la domanda di informazioni e la visualizzazione dei preventivi di questo tipo di polizze abbiano avuto una vera e propria impennata.

    «Oggi sul mercato si trovano molti prodotti assicurativi specifici per i giovani che intendono trascorrere un periodo di studio o lavoro all’estero.», spiega Lodovico Agnoli, Responsabile New Business di Facile.it «Queste coperture tutelano dagli imprevisti più comuni e i costi variano in funzione della destinazione, della durata del soggiorno e delle garanzie scelte. Per un pacchetto completo che include responsabilità civile, spese mediche e assistenza viaggio, il costo per assicurare due settimane in Europa parte da 35 euro, che diventano 55 se si viaggia fuori dal Vecchio Continente, 65 se si scelgono Stati Uniti o Canada».

    Occhio a età, durata, destinazione e motivazione del viaggio

    Prima di scegliere la compagnia assicurativa è bene sapere che non tutte le polizze vacanze studio sono uguali. Innanzitutto fate attenzione all’età di vostro figlio; se è vero che generalmente si tratta di assicurazioni rivolte ad un target con età massima pari a 25 anni (anche se determinate coperture sono attivabili già dai 6 anni), in alcuni casi le compagnie accettano di assicurare ragazzi fino a 30 anni (limite che sale a 35 anni per gli stage).

    Importante tenere in considerazione anche la motivazione del viaggio; le coperture sono normalmente valide per le vacanze a scopo di studio, ma in alcuni casi sono tutelati più genericamente anche gli stage e le esperienze formative all’estero, purché non prevedano lo svolgimento di lavori pericolosi.

    Anche rispetto alla durata massima della copertura le compagnie applicano politiche differenti, tanto che questo elemento può variare notevolmente: da 60 giorni fino a 12 mesi.

    Nel preventivo della compagnia, la differenza è determinata anche dalla destinazione del soggiorno. Costi, franchigie e massimali cambiano in base al Paese e, per alcuni, la copertura potrebbe non essere valida; spesso questo accade in caso di viaggio studio in Italia.

    Spese mediche, malattie, infortuni e gli altri imprevisti coperti

    Il primo imprevisto che potrebbe compromettere l’umore in viaggio è quello di perdere i bagagli. La polizza vacanza studio tutela l’assicurato da questa evenienza, anche in caso di furto, rimborsando il contenuto della valigia e, in alcuni casi, anche le spese sostenute dal ragazzo per l’acquisto di beni di prima necessità.

    Come sempre, è importante controllare i massimali previsti; il rimborso potrebbe essere forfettario ed è bene sapere che non sempre sono inclusi tutti i beni; per coprire smartphone, macchine fotografiche, computer e tablet, ad esempio, spesso viene richiesta una garanzia accessoria.

    Un altro imprevisto piuttosto fastidioso è rappresentato dall’ammalarsi all’estero che se è una situazione poco piacevole e spesso complessa da gestire per gli adulti, figuriamoci quanto lo sia per un giovane. Le difficoltà possono trasformarsi in veri e propri ostacoli insuperabili, non solo pratici, ma anche linguistici ed economici; in caso di malattia, la polizza vacanza studio interviene assistendo il giovane a 360°; una centrale operativa 24 ore su 24 è a disposizione dell’assicurato non solo fornendo un primo consulto telefonico, ma anche, se necessario, indirizzando il ragazzo da uno specialista in loco o, altrimenti, inviando un medico a domicilio.

    Se necessario, inoltre, la compagnia mette a disposizione un interprete e, nei casi più gravi o di ricovero, copre i costi del viaggio andata e ritorno di un familiare.

    Sono a carico della compagnia, in forma diretta o indiretta a seconda dei contratti, anche i costi sostenuti per il trasporto presso la struttura medica e le cure ricevute. Se non disponibili nel Paese ospitante, l’assicurazione provvede a inviare i medicinali urgenti. In diversi casi, però, restano escluse patologie particolari e le cure odontoiatriche se non è stata sottoscritta una specifica garanzia aggiuntiva.

    Alcool, droghe, risse e tutti gli imprevisti non coperti

    Attenzione sempre alle esclusioni, perché non tutte le casistiche sono coperte; in caso di infortunio con invalidità permanente, a seconda della gravità del danno, la compagnia riconosce un indennizzo; in questo caso, però, sono spesso esclusi i danni derivanti dalla partecipazione a sport ad alto rischio.

    Non danno diritto a rimborso anche gli infortuni derivanti dall’assunzione di alcool o droghe.

    Se è vero che le polizze vacanze studio tutelano il giovane, e i suoi genitori, anche da eventuali richieste di risarcimento a seguito di danni causati a terzi, come sempre bisogna fare attenzione ai dettagli del contratto, perché ancora una volta non sempre la compagnia rimborsa, ad esempio, i danni causati dagli studenti stessi per risse o diverbi avvenuti tra loro o in caso di responsabilità diretta della famiglia ospitante o  danni arrecati a proprietà di terzi affidati temporaneamente allo studente.

  • Tabacco e giovani in provincia di Bergamo: crescono i consumi tra i ragazzi e le ragazze tra i 15 e i 19 anni

    Bergamo, 6 giugno 2019 – Il 58% degli studenti bergamaschi tra i 15 e i 19 anni (pari a 26.515) ha fumato tabacco almeno una volta nella vita (il 50,1% dei minorenni e il 69,7% dei maggiorenni). Il 23,9% (pari a 10.926 studenti) ha fumato quotidianamente nell’ultimo anno (era il 22% nel 2016). Dal 2010 i consumi quotidiani di tabacco in questa fascia d’età sono risultati in crescita fino al 2016, anno in cui si è registrato un calo (21,3% nel 2010, 24,4% nel 2011, 21,9% nel 2016). Dopo questa flessione, il consumo quotidiano di tabacco nel 2018 ha registrato una crescita, riavvicinandosi ai livelli del 2011 (23,9% nel 2018). Le percentuali di fumatori quotidiani crescono al crescere dell’età: il 13,1% dei quindicenni (12,3% nel 2016), il 26,6% dei diciassettenni (22,1% nel 2016) e il 30,9% dei diciannovenni (31,8% nel 2016).

    Sempre nella fascia 15-19, fuma quotidianamente il 30,9% dei maggiorenni e il 19,3% dei minorenni (il 19,9% dei maschi e il 18,6% delle femmine). Tra gli studenti che hanno riferito di aver fumato quotidianamente sigarette nell’ultimo anno, il 59% ne ha fumate al massimo 5 al giorno, il 29% da 6 a 10 e il 12% ne ha fumate più di 10 (1.311 studenti), senza differenze di genere e di classe di età. Sono il 37% gli studenti che, almeno una volta nel corso della propria vita, hanno utilizzato sigarette elettroniche (e-cig), pari a circa 17.000 tra ragazzi e ragazze; il 26%, circa 12.000, lo ha fatto nell’ultimo anno, in particolare i maschi.

    Sono questi i dati principali che emergono dallo studio condotto nel 2018, su mandato dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, dal CNR di Pisa in collaborazione con l’Osservatorio Dipendenze del Servizio Epidemiologico Aziendale dell’Ats stessa, studio che ha riguardato un campione statisticamente significativo di ragazzi e ragazze dai 15 ai 19 anni, afferenti a istituti scolastici secondari di secondo grado della provincia di Bergamo, di diverso indirizzo e collocazione territoriale.

    Carlo Tersalvi, direttore sanitario Ats Bergamo

    Ats Bergamo propone stili di vita sani attraverso interventi mirati”

    Come Agenzia di Tutela della Salute siamo attenti all’universo giovanile e a quello degli adolescenti. Si tratta di un’età critica (pensiamo ai comportamenti emulativi rispetto ai pari), ma è anche un terreno fertile in cui seminare buone pratiche da portare avanti e mantenere per tutta la vita. Questa indagine ci permette di monitorare e conoscere la diffusione del fumo per definire interventi di sensibilizzazione che propongano scelte consapevoli e stili di vita sani tra i ragazzi e le ragazze che sono gli adulti di domani, adulti che vogliamo in salute innanzitutto per se stessi”.

    Elvira Beato, Osservatorio Dipendenze UOC Servizio Epidemiologico Aziendale Ats Bergamo

    Approcci precoci accrescono la probabilità di dipendenze di lungo periodo; fondamentale il senso di responsabilità degli adulti”

    I dati della provincia di Bergamo sono in linea con i dati nazionali ed europei e mostrano approcci precoci e un tendenziale aumento dei consumi di tabacco. Molti studi evidenziano come iniziare a fumare in giovane età accresca le probabilità di sviluppare una vera e propria dipendenza, che può protrarsi negli anni, senza dimenticare i danni su un cervello ancora in fase di sviluppo. Come Ats consideriamo fondamentale il senso di responsabilità degli adulti, siano essi rivenditori o genitori, al fine di mantenere una coerente posizione educativa nei confronti degli adolescenti”.

    Giuseppe Sampietro, UOS Area Epidemiologica e Registri Specializzati UOC Servizio Epidemiologico Aziendale Ats Bergamo

    In provincia di Bergamo tumore ai polmoni in calo tra gli uomini e in crescita tra le donne”

    Il registro tumori di Ats è lo strumento che permette di individuare i casi incidenti (cioè i soggetti che sviluppano una patologia oncologica) della nostra provincia. I dati evidenziano una diminuzione del tumore al polmone nella popolazione maschile e un incremento in quella femminile. Per questa tipologia, occorre ribadirlo in un’ottica di prevenzione, il fattore di rischio più importante è il fumo di sigaretta che, da solo, determina circa l’85% dei casi. Inoltre ha un importante ruolo causale per altre patologie: cardiache, respiratorie e oncologiche”.

    APPROFONDIMENTI

    La popolazione target dello studio campionario ESPAD®Italia

    La popolazione target dello studio è costituita dagli studenti di 15-19 anni frequentati gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado della provincia di Bergamo.

    Il 49,8% degli studenti coinvolti nello studio è di genere maschile e per il 59,4% sono minorenni, senza differenze tra i generi.

    Il piano di campionamento ha dapprima richiesto la ricognizione degli istituti scolastici secondari di secondo grado presenti sul territorio e la raccolta del numero di studenti frequentanti gli istituti stessi.

    Le scuole selezionate rappresentano le tipologie scolastiche superiori presenti nel territorio (licei, istituti tecnici, istituti professionali) e la numerosità campionaria di studenti è tale da essere rappresentativa della popolazione studentesca e da soddisfare i requisiti di precisione dei risultati fissati a priori. In particolare, oltre alla prevalenza attesa, sono stati fissati il margine di errore accettabile e il livello di confidenza, ovvero la probabilità che la stima si collochi all’interno di un intervallo definito secondo i margini d’errore stabiliti.

    Lo studio campionario ESPAD®Italia

    Le informazioni relative all’uso di sostanze illegali nella popolazione studentesca sono fornite dallo studio campionario ESPAD®Italia, che analizza i consumi psicoattivi (alcol, tabacco e sostanze illegali) e altri comportamenti a rischio, come l’uso di Internet e il gioco d’azzardo, tra gli studenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni che frequentano le scuole secondarie di secondo grado. Lo studio rappresenta un solido standard per il monitoraggio a livello europeo ed essendo condotto da 20 anni, permette di studiare l’andamento della diffusione di consumi psicoattivi e comportamenti a rischio, nonché di valutare l’effetto di fattori economici, sociali e culturali sui vari aspetti dei fenomeni analizzati.

    Lo studio ESPAD®Italia si inserisce nell’omonimo progetto europeo European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs. Più comunemente conosciuto come progetto ESPAD, questo studio transnazionale ha come obiettivo il monitoraggio epidemiologico dell’uso di alcol, tabacco e altre sostanze ad azione psicoattiva, così come la valutazione di altri comportamenti a rischio, tra gli studenti 16enni europei. Lo studio è stato condotto per la prima volta nel 1995 in 26 paesi e ripetuto ogni quattro anni. All’ultima rilevazione condotta nel 2015 hanno partecipato 33 nazioni. Inizialmente promosso dal Consiglio Svedese per l’informazione su alcol e altre droghe (CAN), nel corso degli anni è stato sempre più supportato dall’agenzia europea European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA) come preziosa fonte di informazioni per il primo degli indicatori epidemiologici chiave per il monitoraggio dell’uso di sostanze psicoattive in Europa.

  • “Non basta una scuola, serve una visione”: a Scuole FAES Milano quattro ex alunni di successo raccontano come preparare i giovani alla vita e al lavoro

    Milano, 19 ottobre 2018 – L’istruzione è importante, specialmente se è un’istruzione di qualità che fin dall’infanzia non trascura la conoscenza delle lingue straniere e della tecnologia, le competenze trasversali e sociali, la creatività e la padronanza delle emozioni, la cura dell’individuo. Ma non basta. Serve di più per aiutare i giovani a diventare cittadini responsabili e a scegliere con consapevolezza il proprio futuro.

    A dirlo, per strano che possa sembrare, sono proprio le Scuole FAES di Milano, che inaugurano mercoledì un ciclo di incontri aperti a tutti intitolato #nonbastaunascuola.

    “Non basta una scuola, serve una visione” è il tema su cui dibatteranno mercoledì 24 ottobre a partire dalle 20.45, al teatro FAES (via Amadeo angolo via Visconti d’Aragona), quattro ex alunni delle Scuole FAES che hanno raggiunto posizioni apicali nei loro settori di appartenenza, e che racconteranno quello che  – a loro parere – la scuola può e deve offrire alle nuove generazioni per inserirsi al meglio nel mondo di domani.

    Si tratta di Gianmario Verona, Rettore dell’Università Bocconi; Marco Sesana, CEO e Country Manager di Generali Italia; Annalisa Sereni, medico, madre, moglie e blogger; Marcello Bramati, scrittore e docente e preside del Liceo Faes. Ciascuno dal proprio osservatorio spiegherà come la scuola italiana dovrebbe preparare gli studenti alla vita e a gestire un mondo in rapido cambiamento.
    Già in calendario anche il secondo appuntamento del ciclo di incontri, il 7 novembre: “Non basta una scuola, serve una famiglia” vedrà ospite di eccezione, tra gli altri, Sua Eccellenza Monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano.

    Il FAES (www.faesmilano.it) è un’associazione nata nel 1974 per promuovere la collaborazione educativa tra scuola e famiglia che a Milano gestisce in via Amadeo scuole paritarie dall’asilo nido ai licei: 1050 studenti ripartiti tra nido, scuola materna, primaria, secondaria di primo grado e licei classico, scientifico e delle scienze umane.

  • ProntoPro cerca 20 talenti digitali entro la fine dell’anno

    Diversi i profili richiesti: dall’Head of Product a figure in ambito sales, product e marketing

     

    Milano, novembre 2017“A 2 anni e mezzo dalla nascita della nostra azienda siamo diventati 100, ma vogliamo diventare 120 entro la fine del 2017” con queste parole Marco Ogliengo, Amministratore delegato di ProntoPro.it , ha annunciato il piano di assunzioni che interesserà gli ultimi mesi dell’anno.

    La startup, nata da un’idea di Marco Ogliengo e Silvia Wang, continua a crescere a ritmi molto sostenuti registrando tassi di sviluppo del 20% ogni mese e sta cercando profili capaci di contribuire a determinare la trasformazione di ProntoPro in una global company che operi e si sviluppi in un contesto internazionale oltre che nazionale, dove è già leader nel mercato dei servizi.

    “Solo il 2% delle startup italiane ha uno staff superiore alle 50 persone e ProntoPro è riuscito ad entrare in questo ristretto gruppo di aziende in pochi mesi. – ha detto Vito Lomele, fondatore di Job Rapido e membro del CdA in ProntoPro – Credo che i ritmi di crescita di questa startup siano un importante esempio di growth hacking in Italia e sono sicuro che la loro storia sarà fonte di ispirazione per nuovi imprenditori nel nostro Paese”.  

    “I risultati raggiunti sono il frutto di duro lavoro, di una strategia di crescita definita, ma soprattutto dell’impegno, della passione e della dedizione delle persone che sono entrate a far parte del nostro team – ha dichiarato Marco OgliengoSono molto orgoglioso di quello che siamo riusciti a fare in così poco tempo, ma sono consapevole del fatto che la strada sia ancora in salita e che per continuare a sostenere questi ritmi sia indispensabile assumere persone motivate e valide come quelle già presenti in azienda”.

    Le persone che si uniranno al team dovranno essere capaci di unire un’elevata competenza con doti di flessibilità e creatività e al di là di età ed esperienza maturata, è determinante essere intraprendenti, proattivi e con una reale volontà di crescita in tempi molto brevi.

    I profili cercati, visibili al link  https://www.prontopro.it/lavora-con- noi/ sono vari: si va dall’Head of Product al Senior Systems Engineer, a diverse figure quali creativi, startupper e persone che si dedichino alla consulenza commerciale.

  • Progetto Professionalità 2017/2018: ancora un mese per candidarsi al bando

    Ultimo mese utile per cogliere l’occasione unica di migliorare il proprio futuro professionale. Le iscrizioni al bando Progetto Professionalità “Ivano Becchi”, iniziativa annuale promossa dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia che offre opportunità di formazione pratico-lavorativa personalizzata, in collaborazione con UBI Banca, proseguiranno fino al 15 novembre 2017 (ore 13). Partecipare è semplice: basta presentare la propria domanda on-line sul sito della Fondazione (www.fbml.it) – sezione Progetto Professionalità.

    I requisiti per candidarsi sono i seguenti: avere un’età compresa tra i 18 e i 36 anni (all’atto della domanda), risiedere o lavorare in Lombardia da almeno due anni, essere già inseriti nel mondo del lavoro o della ricerca, o avere all’attivo un’esperienza occupazionale (comprese forme di contratto atipiche, collaborazioni, tirocini formativi, stage curricolari effettuati durante il percorso universitario). I premiati potranno svolgere i percorsi formativi da loro proposti, totalmente finanziati e gratuiti, all’interno di imprese, associazioni, istituti universitari o di ricerca, scuole e pubbliche amministrazioni, centri di eccellenza in Italia (fuori dal territorio lombardo) o all’estero per una durata massima di 6 mesi. Ad essere selezionati saranno i candidati che avranno presentato i progetti ritenuti più innovativi, coerenti ed attuabili dal Comitato di Gestione della Fondazione. Non è richiesta una laurea, né un settore di specializzazione prestabilito: ciò che occorre è la capacità di elaborare una valida proposta di itinerario di formazione professionale volta all’acquisizione di nuove conoscenze e competenze in linea con il proprio profilo.

    Gli interessati potranno avere informazioni sul bando e sulle esperienze dei partecipanti delle scorse edizioni consultando il sito della Fondazione Banca del Monte di Lombardia (www.fbml.it) nella sezione “Progetto Professionalità”. Testimonianze ed esempi di percorso sono reperibili anche sui social-network, in particolare sulla pagina Facebook ufficiale e sul canale You Tube.

    Progetto Professionalità, dal 1999, accompagna i giovani lombardi verso un futuro lavorativo migliore.

     

    È possibile prendere visione e scaricare la versione integrale del bando 2017/2018 nell’apposita sezione del sito www.fbml.it alla sezione Progetto Professionalità

    Seguici su Facebook, Twitter, Linkedin, You Tube: www.facebook.com/ProgettoProfessionalita / @ProgProfession / Gruppo e Canale Progetto Professionalità – Fondazione Banca del Monte di Lombardia

  • Bando Progetto Professionalità

    Nuovo appuntamento on-line per i giovani motivati ad acquisire nuove conoscenze e competenze attraverso un’esperienza di formazione unica. Mercoledì 20 settembre, alle ore 18.30, si terrà la seconda web-conference di presentazione della XIX edizione del bando Progetto Professionalità, in corso fino al 15 novembre. L’iniziativa annuale, promossa dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia, in collaborazione con UBI Banca, finanzia a fondo perduto percorsi di crescita professionale personalizzati.

    Gli interessati possono iscriversi gratuitamente e trovare tutti i dettagli dell’evento al link http://www.lsep.it/fbml/presentazione_bando.html. La partecipazione è semplice e immediata: basterà collegarsi alla piattaforma web che ospita il meeting nel giorno e nell’orario indicato per assistere all’incontro di approfondimento del bando che offre una straordinaria opportunità di crescita professionale in qualsiasi ambito lavorativo, all’interno di imprese, associazioni, istituti universitari o di ricerca, scuole e pubbliche amministrazioni, centri di eccellenza in Italia (di norma al di fuori della Lombardia) o all’estero per una durata massima di 6 mesi.

    Ad aprire la conferenza sarà il Prof. Enzo Balboni, coordinatore di Progetto Professionalità, seguito dalle dott.sse Elisabetta Bonforte e Daniela Ruffino, referenti dell’iniziativa, che illustreranno gli aspetti tecnici del bando e i requisiti per candidarsi: avere tra i 18 e i 36 anni, vivere o lavorare in Lombardia (da almeno due anni), essere già inseriti nel mondo del lavoro o della ricerca, o avere all’attivo un’esperienza occupazionale o di ricerca (comprese forme di contratto atipiche, collaborazioni, tirocini formativi, stage curricolari effettuati durante il percorso universitario). Infine, interverranno con le loro testimonianze la dottoressa Laura De Girolamo, biologa, e il dottor Alessandro Crippa, neuropsicologo, assegnatari dell’edizione 2015/2016.

    I partecipanti potranno interagire in tempo reale con i relatori attraverso l’apposita chat già predisposta sulla piattaforma, per richiedere chiarimenti o supplementi informativi che troveranno pronta risposta all’interno dello spazio virtuale. Sarà, infine, possibile scaricare la registrazione della web-conference.

    Seguici su Facebook, Twitter e Linkedin: www.facebook.com/ProgettoProfessionalita / @ProgProfession / Gruppo Linkedin Progetto Professionalità – Fondazione Banca del Monte di Lombardia / Canale You Tube Progetto Professionalità – Fondazione Banca del Monte di Lombardia

     

  • Il presente e il futuro del Web si incontrano sotto la Mole: il nuovo sito CreatiWeb realizzato in collaborazione con i giovani dell’Istituto Avogadro Torino

    La collaborazione pluriennale tra CreatiWeb, affermata web agency torinese, e l’IIS Amedeo Avogadro di Torino cresce nel segno dell’innovazione e della fiducia nei giovani talenti che rappresentano il futuro dello sviluppo digitale in Italia. La dimostrazione arriva dall’oggetto del programma di Stage Scolastico del 2017: la realizzazione del nuovo sito aziendale CreatiWeb, disponibile all’indirizzo http://www.crweb.it

    Ambizioso e innovativo, il progetto è nato con l’obiettivo di offrire agli studenti coinvolti dell’Istituto Avogadro Torino un bagaglio di conoscenze tecniche e di collaborazione in team, utili ad essere riutilizzate in ambiti scolastici e lavorativi diversi da CreatiWeb, ciò anche grazie all’adozione di un CMS Open Source di ampia diffusione.

    Nonostante il breve periodo di tempo a disposizione, il progetto è stato completato nei tempi e nei termini previsti consentendo di rinfrescare la grafica del sito e dare nuove e più aggiornate informazioni sulle attività di CreatiWeb e dei suoi partner.

    La realizzazione del nuovo sito ha visto il coinvolgimento di Alessio Schinco, studente del IV anno dell’IIS Amedeo Avogadro di Torino, e per CreatiWeb di: Adriana Chiabrera come referente dello sviluppo; Giada Patruno per il supporto alla realizzazione grafica; Alessandra Bertoldo, Dario Lambarelli e Giorgio Carone per la parte SEO.

    A proposito della collaborazione con CreatiWeb, Alessio Schinco ha detto: “La mia esperienza in CreatiWeb è stata positiva, mettendomi a disposizione la possibilità di cooperare e di confrontare le mie conoscenze con un team di lavoro disponibile nell’aiutarmi e nel fornirmi spunti tecnici necessari alla realizzazione dell’attività richiesta. Più in particolare, ho avuto la possibilità di conoscere specificamente alcune tecniche relative all’impostazione di una pagina web che mi hanno attirato in un ambito che prima di questa esperienza non ritenevo così interessante. L’esperienza in team mi ha consentito non solo di ricevere supporto, ma anche di sfruttare le nuove conoscenze per la realizzazione di un manuale utile per l’utilizzo del sito e della piattaforma su cui è basato, facendomi sentire coinvolto nel progetto”.

  • Progetto Professionalità 2017/2018: al via la XIX edizione del bando che offre opportunità di crescita professionale ai giovani lombardi

    Da oggi è attivo il bando Progetto Professionalità “Ivano Becchi”, l’iniziativa annuale promossa dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia, in collaborazione con UBI Banca, che premia i giovani lombardi più meritevoli. La straordinaria opportunità consente ai vincitori di acquisire nuove conoscenze e competenze attraverso lo svolgimento di percorsi di formazione pratico-lavorativa personalizzati, totalmente finanziati e gratuiti, in ogni parte del mondo, senza alcun limite di settore di specializzazione.

    Le iscrizioni, da effettuarsi on-line, direttamente sul sito della Fondazione (http://www.fbml.it/presentazione-progetto-IT.aspx), saranno aperte fino al 15 novembre 2017 (Ore 13). Per partecipare occorre soddisfare i seguenti requisiti: avere un’età compresa tra i 18 e i 36 anni (all’atto della domanda), risiedere o lavorare in Lombardia, avere un’esperienza occupazionale o di ricerca, anche pregressa, comprese forme di contratto atipiche, collaborazioni, tirocini formativi, stage curricolari effettuati durante il percorso universitario. Parte fondamentale della domanda sarà l’inserimento di una proposta di percorso professionale elaborata dallo stesso candidato, da sviluppare presso imprese, associazioni, istituti universitari o di ricerca, scuole e pubbliche amministrazioni, centri di eccellenza, in Italia – al di fuori del territorio lombardo – e in altri Paesi, per una durata massima di 6 mesi. Sarà, infine, il Comitato di Gestione a selezionare, dopo un’attenta disamina, i 25 progetti valutati come i più interessanti, innovativi ed attuabili, che verranno interamente finanziati a fondo perduto. A ciascun vincitore sarà affiancato un tutor che lo assisterà per tutta la durata della sua esperienza.

    Realizzare il proprio sogno professionale e incamminarsi verso un futuro migliore, accompagnati da forte motivazione e sostenuti dalla volontà di accrescere la propria preparazione, grazie a Progetto Professionalità è una possibilità concreta. Dal 1999, anno di esordio del bando, ad oggi sono 362 i percorsi finanziati, negli ambiti lavorativi più disparati , in ben 62 differenti Paesi del mondo. Il supporto di Fondazione Banca del Monte di Lombardia ai giovani del territorio si conferma un investimento vantaggioso sia per le loro carriere che per l’economia locale.

     

    È possibile leggere e scaricare la versione integrale del bando 2017/2018 nell’apposta sezione – Progetto Professionalità – del sito www.fbml.it.

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  • Progetto Professionalità 2017/2018: mercoledì 21 giugno la web-conference di presentazione

    La Fondazione Banca del Monte di Lombardia aspetta on-line i giovani interessati a conoscere la XIX edizione del bando Progetto Professionalità. L’appuntamento con la web-conference di presentazione dell’iniziativa annuale che finanzia a fondo perduto percorsi di crescita professionale personalizzati è fissato per mercoledì 21 giugno alle ore 18.30.

    Partecipare è semplice: basta iscriversi gratuitamente attraverso il link http://www.lsep.it/fbml/presentazione_bando.html, dove sono indicati tutti i dettagli dell’evento, e collegarsi alla piattaforma web che ospita il meeting nel giorno e nell’orario indicato. Sarà un’ottima occasione per approfondire in maniera immediata ed interattiva il bando che, dal 1999, investe sulle risorse umane del territorio lombardo offrendo opportunità di formazione uniche in qualsiasi ambito lavorativo, all’interno di imprese, associazioni, istituti universitari o di ricerca, scuole e pubbliche amministrazioni, centri di eccellenza in Italia (di norma al di fuori della Lombardia) o all’estero per una durata massima di 6 mesi.

    A guidare la conferenza saranno il Prof. Enzo Balboni, coordinatore di Progetto Professionalità, e le dott.sse Elisabetta Bonforte e Daniela Ruffino, referenti dell’iniziativa, che illustreranno nei dettagli le peculiarità del bando e i requisiti per candidarsi: avere tra i 18 e i 36 anni, vivere o lavorare in Lombardia (da almeno due anni), essere già inseriti nel mondo del lavoro o della ricerca, o avere all’attivo un’esperienza occupazionale o di ricerca (comprese forme di contratto atipiche, collaborazioni, tirocini formativi, stage curricolari effettuati durante il percorso universitario). Inoltre porteranno le loro testimonianze le dottoresse Anna Teresa Ronchi, architetto, e Ramona Mismetti, regista, assegnatarie dell’edizione 2015/2016.

    I partecipanti potranno interagire in tempo reale con i relatori utilizzando l’apposita chat già predisposta sulla piattaforma, per richiedere chiarimenti o supplementi informativi che troveranno pronta risposta all’interno dello spazio virtuale. Sarà, infine, possibile scaricare la registrazione della web-conference.

     

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  • Prom di primavera sabato 13 maggio ore 21.00 Foro Boario LU

    Sabato 13 maggio ore 21.00 inizia la stagione degli eventi del Comitato Paesano di Aquilea LU ( Aquilea il paese della zuppa ) con il PROM di Primavera .

    Nella spazio giovani del foro boario in via Salicchi Lucca si alterneranno band giovanili locali con in finale lo uno spazio DJ

    E’ gradito un abbigliamento elegante

    La serata ad ingresso libero avrà un momento di raccolta fondi per l’ospedale pediatrico MEYER di Firenze

    La serata è vincitrice del concorso Uno spazio per le idee della provincia di Lucca ed inserito nell’ elenco degli eventi VIVILUCCA 2017

    dove : Foro Boario Lucca Via Salicchi

    per maggiori info : [email protected]

    facebook Comitato paesano Aquilea

     fatti amico anche delle pagine:  Sagra della zuppa di Aquilea e Paesi e quartieri di Lucca

  • “Allenarsi per il futuro”. Giovedì 6 marzo in programma alla John Cabot University la conferenza-spettacolo

    6 aprile 2017 – Fa tappa a Roma, presso l’Università John Cabot, la conferenza-spettacolo ‘Allenarsi per il futuro. Il Lavoro è un gioco da bambini’. Rivolta a giovani, meno giovani e a tutti quelli che hanno la consapevolezza che, per la lunga gara che è la vita, l’allenamento deve essere costante.

    “Non è stata pensata per essere una predica o una pedante lezione di economia, ma uno sprone a capire quanto sta avvenendo intorno a noi. Vogliamo incoraggiarci e incoraggiare le persone a tornare ad essere quelli che eravamo da bambini, curiosi, creativi e intraprendenti: tre caratteristiche fondamentali che guidano l’apprendimento di un bambino e che lo portano ad imparare a camminare, a parlare, a scrivere” – affermano Pietro Paganini e Stefano Cianciotta autori dell’omonimo libro dal quale è tratto lo spettacolo.

    La classicità del teatro mescolata all’innovazione, la multidisciplinarietà e i linguaggi apparentemente così diversi, rendono ALLENARSI PER IL FUTURO una sintesi inedita fra arte e divulgazione.

    Un comico, Pietro Sparacino, e due professori universitari, Stefano Cianciotta e Pietro Paganini. Questo lo strano trio di attori che darà voce e corpo alla conferenza-spettacolo. Due professori universitari nei panni degli attori che, utilizzando la forza comunicativa del teatro, portano in scena l’adattamento del loro libro, ‘Allenarsi per il futuro, Idee e strumenti per il lavoro che verrà’.. E Sparacino che approfondirà i temi trattati dai professori da un punto di vista diverso, mettendo le tematiche dello spettacolo sotto la lente di ingrandimento impietosa della satira. Il linguaggio diretto, asciutto e informale, mette immediatamente attori e spettatore sullo stesso piano e la rottura della quarta parete e l’interattività renderanno lo spettatore protagonista del viaggio nel quale i performer lo accompagneranno. Alcuni spettatori verranno coinvolti in giochi ed esperimenti sul palco e il testo verrà accompagnato da contributi video che faranno da sfondo e da cornice ai vari momenti dello spettacolo.

    Negli ultimi decenni lo sviluppo economico, scientifico e tecnologico ha dato un forte input all’evoluzione e all’innovazione della nostra vita. Ogni settore è cambiato: l’economia, il mercato del lavoro, la comunicazione, la mobilità, l’energia. Mentre il mondo corre a un ritmo vertiginoso, il sistema scolastico non sembra essere al passo con i tempi e non sempre è adatto a formare e preparare al meglio gli studenti ad affrontare le sfide del futuro. Nel nostro Paese, nonostante le tante riforme scolastiche che si sono succedute negli anni, ancora oggi al centro della scuola non ci sono gli studenti. Dovrebbe partire, invece, proprio dalla scuola una grande rivoluzione culturale che dia spazio alla curiosità dello studente, per liberare le sue energie positive da impiegare poi nella scelta del percorso di studio e professionale. Le nuove generazioni cambieranno dai 5 ai 7 lavori in media. Non cambieranno 5 luoghi o datori di lavoro. No, si tratterà di professioni completamente diverse, che forse non esistono ancora.

    Anche il mercato del lavoro e in generale i modelli produttivi di oggi e di domani richiedono e richiederanno sempre più questi tre attributi: la propensione a scoprire il mondo, che poi è la fame di imparare; la proiezione a risolvere i problemi, che è la capacità di sviluppare soluzioni sempre diverse; e la volontà di intraprendere nuove sfide, cioè quello spirito pionieristico che ha portato l’uomo a comprendere l’universo.

    Ecco, il mondo oggi sembra richiedere proprio curiosità, creatività e intraprendenza. Solo riscoprendole saremo in grado di darci e inventarci un futuro. Di pari passo l’istituzione scolastica dovrà dunque dimostrarsi pronta nel formare nuovi talenti da un punto di vista tecnico ed intellettuale, sollecitando creatività e visione per affrontare le professioni del futuro.

    Questo significa che dobbiamo ripensare completamente la scuola attuale che tende ad assopire, se non addirittura sopprimere qualsiasi pulsione creativa e imprenditoriale. Essere CURIOSI, essere CREATIVI, essere INTRAPRENDENTI: sono queste le tre principali attitudini attorno alle quali dovrà essere organizzata l’attività di insegnamento, in un contesto nel quale il sapere sarà ancora più facilmente accessibile e condivisibile attraverso la rete e le tecnologie. Le classi odierne, frontali e obsolete, dovranno trasformarsi in laboratori di sperimentazione e collaborazione; il ruolo dell’insegnante non si limiterà ad essere il tramite attraverso il quale apprendere, ma dovrà essere un coordinatore, una guida, un vero e proprio motivatore” – afferma Pietro Paganini.

    “Il nuovo modello scolastico pedagogico, oltre che complementare al mercato del lavoro e ai cambiamenti socio-culturali – sostiene Stefano Cianciotta – dovrà essere in grado di anticipare e favorire la formazione di modelli di sviluppo sempre nuovi e proporre un metodo di apprendimento capace di far crescere una generazione di innovatori che siano in grado di adattarsi costantemente alle trasformazioni socio-economiche, anche quando avranno un’età avanzata. Ed è anche per questo che il nuovo sistema formativo, così come quello già proposto da Montessori, opererà attraverso un processo di apprendimento costante nel tempo, long life learning, perché sappia formare chi deve continuare ad “allenarsi” per affrontare le sfide del Futuro.”

  • Carlo di Cavolo una realtà imprenditoriale

    CARLO DI CAVOLO: LA CRISI SI SUPERA CON GLI INVESTIMENTI.

    L’imprenditoria siciliana che crede nello sviluppo della propria regione

    Carlo di Cavolo, imprenditore siciliano che insieme al fratello Daniele vanta un’esperienza quasi trentennale nel settore dei lavori pubblici, oggi afferma: – Nonostante i problemi che la nostra regione oggettivamente presenta, come la complessità delle procedure burocratiche che allunga i tempi di realizzazione dei progetti;  i lunghi tempi di attesa che riguardano i pagamenti e che spesso mettono in serie difficoltà anche imprese solide; gli esagerati e non giustificabili ribassi nei lavori pubblici, noi e investiamo perché crediamo nello sviluppo della Sicilia.

    La spinta maggiore al rialzo dell’economia ritengo che deve essere data da noi imprenditori investendo e creando opportunità di lavoro per i giovani. La Sicilia oltretutto, ha ancora bisogno di tante infrastrutture e non sono certo i lavori pubblici che dovrebbero mancare.

    Auspico una stabilità di governo che possa darci i supporti necessari affinchè ciò possa realizzarsi in tempi non troppo lunghi.

    Abbiamo dato vita, continua Carlo di Cavolo,  alla Fin.consozio, società che raggruppa aziende operanti nel settore dei lavori pubblici, la Hathor Esco S.p.A. che opera nel settore delle energie rinnovabili, la D&D Group S.r.l., specializzata nella realizzazione di edifici di natura popolare, opere fognarie e stradali.

    In particolare con la Finconsorzio, stiamo realizzando la rete di metanizzazione dei Comuni ricadenti nel “bacino jonico peloritano” che rappresenta sicuramente un’opera importante con una ricaduta sociale non indifferente. Contiamo di ultimare i lavori entro il prossimo anno e così si potrà finalmente far arrivare alle utenze locali il metano, occorrente per il fabbisogno non solo per le utenze domestiche, ma anche per l’uso industriale.

    Siamo orgogliosi di aver creato occupazione e poter offrire un futuro ai lavoratori, alle loro famiglie.