Under 35, per Maruccio non solo “bamboccioni”

L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio analizza la condizione giovanile attuale e dichiara: “Mi impegnerò per garantire un futuro di crescita ai ragazzi di oggi”

Roma – “La piaga che maggiormente affligge la nostra generazione è sicuramente legata alla mancanza di lavoro e quindi anche di opportunità di crescita personale oltre che professionale. Sarei un politico vecchio stampo se assicurassi ai miei potenziali elettori under 35 posti di lavoro certi. Mi impegnerò sicuramente a cercare un modo concreto volto a combattere la precarietà, lo stesso varrà per tutti i giovani che si vedono costretti ad aprire ditte individuali per poter lavorare. Non ritengo giusto che siano proprio questi ultimi, già ‘abbandonati’ dallo Stato, a dover rimetterci maggiormente – non sono infatti previste coperture finanziare per periodi di assenza per infortuni, malattie o maternità –, sarà quindi mia cura proporre disegni di legge che agevolino questa strada che vede coinvolti sempre più giovani”. Interviene così Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, sul tema sociale di grande attualità che concerne i bisogni e le esigenze delle nuove generazioni, di fronte ai problemi del lavoro e, in generale, delle condizioni di vita.

“Altra piaga che affligge la nostra regione, soprattutto la città di Roma, è quella legata ai canoni di locazione sempre più alti per case che a volte sono dei tuguri”, prosegue Maruccio analizzando un’altra delicatissima questione. “Voglio intervenire sul tetto massimo – dice –, il tanto amato equo canone per intenderci. Spesso dietro ragazzi che si trasferiscono nella Città Eterna per motivi di studio ci sono i genitori, chi più e chi meno facoltosi. E per chi non ha la fortuna di avere una famiglia facoltosa o ne ha una molto povera – in quest’ultimo caso ci sono ‘le borse di studio’ –? Poi c’è la componente di ragazzi laziali e non che per motivi personali decidono di non proseguire gli studi buttandosi nel mondo lavorativo. Partendo dal presupposto che ritengo assurdo che si possano arrivare a pagare anche 700 euro per una camera singola in appartamenti in cui si vive in quattro, cinque o più con un solo servizio, reputo tale anche il discorso degli affitti in nero. Per combattere sia il fenomeno dei canoni alti, sia del nero sui medesimi, voglio proporre un’agevolazione fiscale per i locatori che rispetteranno il tetto massimo stabilito. Un giovane che oggi arriva a guadagnare 1.000 euro, e può reputarsi fortunato, come può pagare affitti esorbitanti? Mi impegnerò – conclude l’assessore regionale – per far sì che i ragazzi di oggi possano non essere più come ‘qualcuno’ che decide per noi ci vuole, ossia ‘bamboccioni’, garantendo loro un futuro di crescita”.

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