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  • Maruccio sottolinea l’importanza delle aree naturali protette del Lazio

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Mi impegnerò affinché questo inestimabile patrimonio ambientale benefici di una gestione efficiente per la preservazione della biodiversità e la riqualificazione del territorio”

    Roma – “Nel Lazio si contano 13 parchi regionali, 20 riserve naturali regionali, circa 8 monumenti naturali regionali, senza considerare i parchi nazionali, le riserve dello Stato e via dicendo. Questo inestimabile e variopinto patrimonio ambientale fa sì che la nostra sia una regione in cui si trova rappresentato più o meno il 50% della biodiversità presente in Italia. Bisogna considerare che l’esistenza di queste riserve naturali è fondamentale anche per lo sviluppo sostenibile delle comunità locali. Evidenze statistiche testimoniano, per l’appunto, il contributo delle aree naturali protette allo sviluppo locale e rilevano come il patrimonio rurale venga di volta in volta valorizzato, riscoperto, inventato con la sollecitazione di questi siti. Detto altrimenti, le attività di tutela delle aree protette permettono di intervenire nei settori della conservazione dei beni culturali e paesaggistici, nel recupero delle tradizioni e delle identità locali, nei modelli di sviluppo socio-economico sostenibile. Da non dimenticare, infine, che il miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali favorisce la permanenza sul territorio delle popolazioni, in particolare di quelle giovanili e femminili”. È quanto sostiene, nella sua accurata analisi dei beni paesaggistici naturali e del territorio laziale, Vincenzo Maruccio, assessore regionale ai Lavori Pubblici.

    “Per questi motivi – aggiunge esponendo i suoi propositi – mi impegnerò affinché le aree protette della nostra regione beneficino di una gestione efficace ed efficiente, per la preservazione della biodiversità e la riqualificazione del territorio con il coinvolgimento, a livello decisionale e operativo, dei residenti. Una riqualificazione che avrà come perno lo sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali tradizionali e la promozione dell’agriturismo e dell’eco-turismo. La collocazione all’interno dei parchi risulta, infatti, conveniente per la valorizzazione dell’immagine dell’azienda agricola e dei suoi prodotti, nonché per le potenzialità di vendita e consumo determinate dai flussi turistici. Sono altresì convinto che l’offerta agrituristica debba valorizzare la funzione ricreativa, sociale e culturale dell’azienda agricola, anche attraverso la riscoperta della cultura enogastronomica regionale”.

    A conclusione del suo discorso, Vincenzo Maruccio, ricorda come la ‘Voce del verbo fare’ sia indispensabile “affinché il nostro sistema delle aree naturali regionali sostenga progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili; favorisca l’occupazione e la formazione di figure professionali nel campo dei beni ambientali; supporti le comunità rurali per la creazione di musei e per il restauro di centri storici ed edifici di valore artistico e culturale; incrementi le capacità e le competenze dei locali per rispondere alle esigenze legate alla ricettività turistica”.

  • Le proposte di Maruccio contro l’usura

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Un terzo dei commercianti attivi nel Lazio avrebbe avuto negli ultimi anni rapporti con il mercato del credito ‘a nero’ del denaro. È necessario incentivare azioni di prevenzione di questo malaffare”

    Roma – “I commercianti del Lazio si rivolgono agli usurai, segnale evidente della difficoltà sempre maggiore di far quadrare i conti a fine mese. Ma l’usura, purtroppo, non è un fenomeno diffuso solo al livello delle imprese, perché ci sarebbero anche 70 mila famiglie nel Lazio che correrebbero lo stesso rischio a causa della stretta creditizia delle banche e dei bilanci familiari sempre più in rosso”. Lo dichiara preoccupato Vincenzo Maruccio, assessore regionale ai Lavori Pubblici, che poi, valutando i notevoli danni connessi al fenomeno, spiega: “Come emerge dal rapporto di ‘Sos Impresa Lazio’, l’associazione nata alcuni anni fa proprio per opporsi al racket e alla criminalità organizzata, un terzo dei commercianti attivi nel Lazio, pari a 26 mila titolari di negozi, avrebbe avuto negli ultimi anni rapporti con il mercato del credito ‘a nero’ del denaro. L’usura si starebbe estendendo anche ad artigiani, professionisti, dipendenti pubblici e pensionati. Per un giro d’affari, solo per il commercio, stimato in non meno di 2,3 miliardi di euro tra interessi pagati ed altre utilità”.

    Quanto alle possibili soluzioni da adottare l’assessore Maruccio afferma: “Occorre una revisione della legge regionale contro l’usura, con l’introduzione di una ‘Rete Regionale di Sportelli Anti-usura’ in grado di sostenere progetti volti a favorire uno sviluppo economico e sociale libero da condizionamenti illegali. Bisogna, infatti, prevenire il fenomeno anche attraverso l’ascolto dei soggetti a rischio, dei casi di ‘sovra indebitamento’ e sviluppare nel cittadino il concetto di buon uso del denaro. Insomma, è necessario innanzitutto incentivare e sostenere azioni di prevenzione di questi episodi di malaffare. Successivamente sarà indispensabile mettere in campo programmi di attività diretti a contrastare l’illegalità e ad appoggiare concretamente i soggetti usurati o potenziali vittime del reato di usura, attraverso processi volti all’integrazione e al reinserimento sociale”.

  • Residenze Sanitarie Assistenziali, le cose da fare secondo Maruccio

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio: “Lo sforzo maggiore, nella prossima legislatura, sarà quello di aumentare i posti nelle RSA laziali, per eliminare le liste di attesa e assicurare a tutti l’assistenza di cui necessitano”

    Roma – “Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) sono strutture residenziali extraospedaliere gestite da soggetti pubblici o privati e accreditate dalla Regione Lazio”, spiega l’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Vincenzo Maruccio, che poi aggiunge: “I destinatari dei servizi sono persone adulte o anziane con diversi livelli di dipendenza per i quali non è necessario il ricovero ospedaliero, ma neppure è possibile la loro permanenza a casa: necessitano di interventi di riabilitazione funzionale o mentale, sono portatori di patologie stabilizzanti di natura fisica, psichica, sensoriale mista. Per queste persone le RSA offrono ospitalità permanente. Una realtà variegata, che nella nostra regione presenta numeri importanti: 6.000 utenti già ricoverati, circa 8.000 in lista di attesa, mediamente 3-5 anni, oltre 600 strutture fra RSA e socio-assistenziali, oltre 12.000 addetti in tutto. Trattandosi di servizi di natura sia sociale sia sanitaria, la ripartizione dei costi e delle competenze attualmente è sostenuta al 50% dalla quota sociale e al 50% da quella sanitaria. La quota sanitaria, indipendentemente dal reddito del paziente, è completamente a carico della Regione Lazio, mentre la quota sociale richiede un contributo da parte dell’utente, aiutato dai Comuni per i redditi inferiori a euro 13.000 ISEE. In concreto, il costo per le famiglie si aggira in una quota compresa fra 1.600 e 2.000 euro al mese, cifre non alla portata della maggior parte dei congiunti”.

    “Dunque un problema serio che richiede numerosi interventi, primo fra tutti quello che tenda a creare equità reddituale – argomenta Maruccio, avanzando una serie di proposte concrete per sanare questa situazione –. Sarebbe opportuno, inoltre, che la Regione versasse i fondi relativi alla quota sanitaria direttamente alle strutture, senza passare per i Comuni, velocizzando l’iter ed evitando di gravare sulle famiglie, che si trovano spesso ad anticipare dei capitali. Sarebbe poi necessaria una maggiore flessibilità nella ripartizione delle quote di spesa tra aspetto sociale e sanitario, valutandolo caso per caso a seconda dei problemi reali dei pazienti: un meccanismo che farebbe subito risparmiare il 30% della spesa pubblica, con maggiore vantaggio per le famiglie. Infine, si dovrà puntare su corsi di qualificazione per il personale, con l’obiettivo di creare occupazione e migliorare l’offerta sociale. Ovviamente lo sforzo maggiore, nella prossima legislatura, sarà quello di aumentare i posti nelle RSA della regione, per eliminare le liste di attesa e assicurare a tutti l’assistenza di cui necessitano”.

  • Under 35, per Maruccio non solo “bamboccioni”

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio analizza la condizione giovanile attuale e dichiara: “Mi impegnerò per garantire un futuro di crescita ai ragazzi di oggi”

    Roma – “La piaga che maggiormente affligge la nostra generazione è sicuramente legata alla mancanza di lavoro e quindi anche di opportunità di crescita personale oltre che professionale. Sarei un politico vecchio stampo se assicurassi ai miei potenziali elettori under 35 posti di lavoro certi. Mi impegnerò sicuramente a cercare un modo concreto volto a combattere la precarietà, lo stesso varrà per tutti i giovani che si vedono costretti ad aprire ditte individuali per poter lavorare. Non ritengo giusto che siano proprio questi ultimi, già ‘abbandonati’ dallo Stato, a dover rimetterci maggiormente – non sono infatti previste coperture finanziare per periodi di assenza per infortuni, malattie o maternità –, sarà quindi mia cura proporre disegni di legge che agevolino questa strada che vede coinvolti sempre più giovani”. Interviene così Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, sul tema sociale di grande attualità che concerne i bisogni e le esigenze delle nuove generazioni, di fronte ai problemi del lavoro e, in generale, delle condizioni di vita.

    “Altra piaga che affligge la nostra regione, soprattutto la città di Roma, è quella legata ai canoni di locazione sempre più alti per case che a volte sono dei tuguri”, prosegue Maruccio analizzando un’altra delicatissima questione. “Voglio intervenire sul tetto massimo – dice –, il tanto amato equo canone per intenderci. Spesso dietro ragazzi che si trasferiscono nella Città Eterna per motivi di studio ci sono i genitori, chi più e chi meno facoltosi. E per chi non ha la fortuna di avere una famiglia facoltosa o ne ha una molto povera – in quest’ultimo caso ci sono ‘le borse di studio’ –? Poi c’è la componente di ragazzi laziali e non che per motivi personali decidono di non proseguire gli studi buttandosi nel mondo lavorativo. Partendo dal presupposto che ritengo assurdo che si possano arrivare a pagare anche 700 euro per una camera singola in appartamenti in cui si vive in quattro, cinque o più con un solo servizio, reputo tale anche il discorso degli affitti in nero. Per combattere sia il fenomeno dei canoni alti, sia del nero sui medesimi, voglio proporre un’agevolazione fiscale per i locatori che rispetteranno il tetto massimo stabilito. Un giovane che oggi arriva a guadagnare 1.000 euro, e può reputarsi fortunato, come può pagare affitti esorbitanti? Mi impegnerò – conclude l’assessore regionale – per far sì che i ragazzi di oggi possano non essere più come ‘qualcuno’ che decide per noi ci vuole, ossia ‘bamboccioni’, garantendo loro un futuro di crescita”.

  • Nucleare, Maruccio disapprova le scelte del governo

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Approviamo anche nel Lazio la legge impugnata dal Consiglio dei ministri”

    Roma – “Dopo l’inquietante atto di forza del governo, che ha impugnato le leggi regionali di Puglia, Basilicata e Campania che impediscono di costruire centrali nucleari sul loro territorio, occorre ribadire con rinnovata forza la nostra contrarietà al nucleare”. È stato questo il primo commento di Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, in merito alla decisione del Consiglio dei ministri di impugnare dinnanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali in materia di energia della Basilicata, della Puglia e della Calabria per conflitto di competenza in ambito di tutela ambientale, sicurezza interna e concorrenza.

    “La nostra posizione – rimarca Maruccio – si basa sull’evidente pericolosità e inutilità del ritorno ad una tecnologia obsoleta, che espone i cittadini a pericoli di gravità mai completamente spiegata, sia in caso di guasto agli impianti, sia nell’irrisolto problema dello smaltimento di scorie radioattive. Non a caso il governo si rifiuta di comunicare i siti che ha già individuato e dove intende costruire le centrali. Allo stesso tempo il ritorno al nucleare non risolverebbe il nostro problema energetico, in quanto influirebbe per circa il 5% sul fabbisogno italiano e inoltre bloccherebbe il circolo virtuoso che si stava innescando intorno alle energie rinnovabili. Il centrosinistra nel Lazio – tuona l’assessore regionale – ribadisce dunque il suo no alla costruzione sul suo territorio di queste bombe a orologeria mascherate da progresso, e per quanto riguarda l’Italia dei Valori, oltre a segnalare ai cittadini la raccolta di firme contro il nucleare che partirà domani in occasione dell’inizio del congresso del partito, ci faremo promotori affinché anche il Lazio approvi la stessa legge che il governo ha appena impugnato. Nell’interesse dei cittadini e contro pericolose e inutili avventure”.

  • Teatri di cintura a Roma, Maruccio critica la giunta comunale

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio: “Ecco come la destra distrugge quello che ha fatto il centrosinistra”

    Roma – “Che la cultura non fosse, purtroppo, tra le priorità dell’amministrazione comunale di Roma, ce ne eravamo accorti dal coma culturale nel quale la città è caduta negli ultimi due anni. Che invece Alemanno e Croppi fossero fermamente impegnati a smontare quanto fatto in questo campo dalle precedenti amministrazioni, solo per questioni ideologiche, è parso evidente a tutti”. A sostenerlo è Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, affrontando il delicato argomento relativo alla sovvenzione pubblica delle attività culturali da parte della giunta comunale di centrodestra.

    “Quanto sta accadendo al Teatro di Roma – spiega Maruccio – pare una rassegna di opere di Samuel Beckett o Eugène Ionesco: a fronte di quasi due milioni di finanziamento pubblico per la gestione dei teatri di cintura, oltre a ulteriori fondi per il decentramento, i teatri di Tor Bella Monaca e Quarticciolo hanno un cartellone a singhiozzo, partito con grande ritardo poco prima di Natale, mentre il teatro di Ostia è addirittura chiuso. In quest’ultimo teatro, inoltre, hanno perso il lavoro cinque dipendenti, mentre Ostia ha perso un punto di riferimento culturale e uno spazio aperto di aggregazione. Un bel modo per occuparsi delle periferie, non c’è dubbio. Mi auguro – conclude l’assessore regionale – che sulla situazione si faccia chiarezza immediatamente e che, se proprio non hanno idea di cosa sia il teatro, almeno ci spieghino che fine fanno le ingenti somme di finanziamento pubblico avute per questi progetti”.

  • Regione Lazio, Maruccio auspica buon governo e “politica del fare”

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Noi del centrosinistra con la Bonino abbiamo un programma e lo condividiamo tutti insieme”

    Roma – “Le ultime uscite giornalistiche della Polverini, specie sulle coppie di fatto, sulla questione occupazionale e sulla sanità, dopo qualche minuto corrette da alcuni esponenti del centrodestra, rappresentano il dato di fatto che la linea politica non è la stessa. La candidata alla presidenza ha un’idea della Regione Lazio, i partiti che la sostengono un’altra. Questa situazione è lo specchio di quello che potrebbe succedere se per cinque anni il governo regionale cadesse nelle mani del centrodestra”. Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, ha commentato così le recenti dichiarazioni rilasciate da Renata Polverini nel corso della sua campagna elettorale per la conquista della poltrona più ambita alla Pisana.

    “Noi del centrosinistra – ha aggiunto Maruccio – con Emma Bonino abbiamo un programma e lo condividiamo tutti insieme. Perché le cose le vogliamo fare e non abbiamo il tempo di pensare al legittimo impedimento, al lodo Alfano, al processo breve, agli scudi fiscali”.

  • Stazione Porta Furba sulla tratta FR4, Italia dei Diritti incontra RFI


    Roma – Buone notizie per gli oltre 300.000 pendolari della FR4. Si è concluso positivamente l’incontro in merito al miglioramento del servizio che collega i Castelli con la capitale tra Antonello De Pierro, Presidente dell’Italia dei Diritti, e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), rappresentata per l’occasione dall’Ing. Ruggero Litardi, responsabile Patrimonio Immobiliare e dall’Ing. Roberto Mancini, responsabile Analisi e Specifiche Funzionali.

    La proposta del Movimento nazionale di creare una stazione ferroviaria a Porta Furba sulla linea FR4, che aveva precedentemente trovato il favore del Presidente del X Municipio Sandro Medici, è però stata momentaneamente scartata dai due ingegneri, che spiegano: “La fattibilità di una stazione ferroviaria a Porta Furba è stata studiata nel febbraio del 2006 con i tecnici del dipartimento VII in un protocollo d’intesa con gli enti locali, ma creare nuove fermate in zone con linee veloci causerebbe problemi al traffico locale e un dilatamento notevole dei tempi di percorrenza”.

    Anche se prevista dal Piano Regolatore e tecnicamente inseribile nella tratta indicata, quindi, la creazione della fermata Porta Furba non è per ora fattibile, dal momento che vi transiterebbero linee ad alto scorrimento su cui è sconsigliabile una densa concentrazione di fermate.

    Rete Ferroviaria Italiana si è comunque dimostrata molto sensibile al problema dei pendolari. Alla creazione di una fermata a Porta Furba, infatti, ha presentato una valida alternativa: “Verrà creata una zona di grande interscambio a Pigneto, dove si realizzerà un collegamento tra la linea CassinoCastelli (è allo studio la possibilità di estendere l’interscambio alla linea per Formia), il sistema ferroviario FR1/FR3 (linea Viterbo e OrteFara – Fiumicino A.) che taglia la città orizzontalmente (tratto metropolitano Ostiense – Tiburtina), la futura metro C e la rete tranviaria esistente su via Prenestina”.

    Italia dei Diritti si ritiene soddisfatta dell’incontro. “Anche se abbiamo inoltrato una richiesta specifica – ha dichiarato il presidente Antonello De Pierro -, nelle linee generali quanto dichiarato dai rappresentanti di RFI ci sembra altamente condivisibile, in quanto rappresenta un giusto compromesso tra le esigenze di mobilità dei cittadini e la necessità aziendale di studiare i progetti tecnicamente più validi. Anche se la stazione di Porta Furba non rientra nelle priorità di RFI – non è infatti stata accantonata definitivamente -, accogliamo indubbiamente con grande favore la realizzazione di una stazione in zona Pigneto, che rappresenterà un importante punto di snodo per moltissimi pendolari. Salutiamo con grande ottimismo – conclude De Pierro – l’apertura di un dialogo altamente costruttivo con RFI, con cui speriamo, in futuro, di poter discutere eventuali altre problematiche, sempre nell’interesse primario e imprescindibile della comunità, alla cui tutela da sempre si ispirano le linee guida di ogni iniziativa dell’Italia dei Diritti.

  • Scritte antisemite, solidarietà di De Pierro a Marrazzo


    Roma – Ancora scritte antisemite sui muri della Capitale, ancora una volta uno spettacolo indegno agli occhi dei romani.

    Questa volta le offese oltraggiose sono dirette al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il quale ha ricevuto immediatamente messaggi di solidarietà da parte di molti esponenti politici tra i quali il sindaco di Roma Gianni Alemanno e dall’on. Enrico Gasbarra. Sull’argomento è intervenuto anche il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, il quale sostiene: “ Sono molto amareggiato e preoccupato per quanto è avvenuto. Esprimo la mia piena solidarietà a Piero Marrazzo attaccato solo per aver espresso delle opinioni e aver fatto delle dichiarazioni su ciò che è stato abbondantemente condannato dalla storia. E’ semplicemente assurdo che in un paese che si definisce civile, soprattutto su una città come Roma che ha pagato un caro prezzo nella battaglia contro il nazi-fascismo, ancora vi siano delle frange di idioti che inneggino a un tragico periodo storico, tra l’altro solo per tendenza e senza avere basi cognitive e culturali su ciò che è espresso dalle loro menti demenziali”. La frase oggetto dell’indignazione da parte di De Pierro e trovata scritta nella mattinata di oggi è stata prontamente cancellata da una squadra del decoro urbano dell’Ama. “ Purtroppo – continua De Pierro – dopo l’ascesa allo scranno di primo cittadino di Gianni Alemanno, pur se il sindaco ha sempre condannato tali atti, il suo passato politico inevitabilmente rigenera il fanatismo e produce pericolosi rigurgiti nazisti. Mi auguro che la magistratura indaghi a fondo, individui i colpevoli e li punisca con pene esemplari affinché si gettino le fondamenta per l’edificazione di una solida società civile che pensavamo di avere costruito, ma che con dolore, purtroppo, dobbiamo prendere atto che c’è ancora molto da fare”.