Tag: regione lazio

  • Maruccio presente alla manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio: “Confermo con forza la mia adesione per dire no alla mercificazione di un bene pubblico e servizio inderogabile”

    Roma – “Ho più volte affermato, durante questa campagna elettorale, la contrarietà mia e del partito che rappresento nei confronti della privatizzazione dell’acqua. Si tratta di un bene pubblico imprescindibile e la sua erogazione deve essere sottratta dalle mani di speculatori che non migliorerebbero il servizio e aumenterebbero il prezzo di un bene vitale. L’operazione che su questa scia si sta tentando di fare a Roma, con la privatizzazione di Acea, deve essere contrastata in tutti i modi. La direzione che noi abbiamo scelto è quella della salvaguardia del bene pubblico, attraverso interventi infrastrutturali per la realizzazione di depuratori, la riparazione di condotte idriche e il miglioramento del sistema di fognature”. A sostenerlo è Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, che torna a criticare aspramente la decisione dell’amministrazione di centrodestra, rea di privatizzare Acea, l’azienda comunale capitolina per i servizi di pubblica utilità, sottoponendo così a leggi di mercato la più essenziale delle risorse pubbliche: l’acqua.

    “Proseguiremo la nostra opera di diffusione della cultura della conservazione, contro sprechi ed abusi, e di contrasto ai dissesti idrogeologici del Lazio”, afferma energico il capolista al Consiglio Regionale laziale per l’IdV, che poi, in riferimento alla mobilitazione di protesta del “Popolo blu”, prevista per sabato 20 marzo alle ore 14 in piazza della Repubblica a Roma, dichiara: “Confermo dunque con forza la mia adesione alla manifestazione nazionale contro la privatizzazione dell’acqua, bene pubblico e servizio inderogabile”.

  • Sanità Lazio, Maruccio lancia l’idea di ospedali e 118 informatizzati

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Occorre anche rafforzare i servizi domiciliari e territoriali alla persona, conferendo un ruolo chiave al medico di famiglia”

    Roma – “Torno ad insistere sull’importanza dell’informatizzazione non solo per migliorare l’accesso ai servizi e la condivisione di informazioni, ma anche per risolvere problemi urgenti e vitali come quello legato all’arrivo del 118 e alla gestione delle emergenze sanitarie. Se ci fosse infatti un sistema capace di indicare agli operatori al lavoro sulle ambulanze in quale ospedale andare, sulla base della disponibilità dei posti letto e della capacità di accettazione, si ridurrebbero le attese e gli interventi risulterebbero più mirati e tempestivi. In una parola più razionali”. Così Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, ribadisce il bisogno di porre la tecnologia al servizio dei cittadini, dopo aver più volte espresso il proposito di utilizzare i moderni strumenti (internet, wireless, banda larga, telefonia) in settori chiave come la pubblica amministrazione, le imprese, il welfare, il turismo, la cultura, la sanità.

    “Attualmente – chiarisce l’assessore dell’IdV – in caso di emergenza la richiesta di posti liberi viene inoltrata dall’ospedale tramite fax e le risposte a volte hanno tempi troppo lunghi per le emergenze in corso. La mia proposta è dunque quella di completare il sistema di informatizzazione degli ospedali e delle ambulanze già avviato durante la mia permanenza all’assessorato alla Tutela dei Consumatori, in modo tale che le ambulanze non trasporteranno più il malato nell’ospedale più vicino, ma in quello che immediatamente dichiara di avere posti liberi. Perché se è vero che eliminare ogni ingerenza politica nella gestione della salute dei cittadini equivale a qualificare la nostra sanità, e mi riferisco in particolare alla necessità di affidare ruoli dirigenziali soltanto a professionisti di provata esperienza e nominati da una commissione apposita, è altrettanto vero che, accanto al risanamento dei conti e alla buona gestione, serve ripensare in modo nuovo l’approccio alla cura della nostra salute”.

    A margine del suo intervento Maruccio riflette anche sulla imprescindibile figura del medico di famiglia, il cui ruolo va riconsiderato in un’ottica di più ampio spessore. “Quello che ho in mente, per dirla con una formula, è ‘l’ospedale che va a casa del cittadino’ – annota il capolista al Consiglio Regionale del Lazio per il partito guidato da Antonio Di Pietro –. Una vera e propria rivoluzione culturale da impostare rafforzando non solo i primi soccorsi, ma anche i servizi domiciliari e territoriali alla persona, conferendo un ruolo chiave al medico di famiglia, da considerare come una vera e propria interfaccia col sistema sanitario regionale, e dando vigore all’infermiere di comunità e agli ambulatori infermieristici”.

  • Internet veloce in tutto il Lazio, per Maruccio si può fare entro due anni

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Il mio impegno per la prossima legislatura sarà rivolto a questo progetto, affinché il 100% della popolazione laziale abbia il collegamento veloce alla rete”

    Roma – Dopo aver espresso le sue intenzioni per promuovere al meglio la cultura della Regione Lazio e facilitare gli accessi ad essa anche alle fasce più giovani e a prezzi agevolati, Vincenzo Maruccio, assessore regionale ai Lavori Pubblici, torna sull’argomento affrontandolo da un altro punto di vista. “Ho molto a cuore le nuove forme in cui si intende oggi il concetto di cultura, prima fra tutte quella del web, che forse ha superato persino quella televisiva”, osserva il capolista al Consiglio Regionale del Lazio per l’Italia dei Valori, che poi a sostegno del suo discorso aggiunge: “Vorrei ricordare, a chi mi segue solo da ieri, che la sfida della modernità è per me innanzitutto una sfida tecnologica. Le nuove tecnologie di comunicazione costituiscono infatti la base di quel riferimento culturale molto attuale che si fonda sulla condivisione di informazioni e dati in tempo reale. Il mio blog on line ne è la riprova. Per questo motivo, il mio sguardo vola subito a internet. L’ho già detto in passato e lo ribadisco, perché si tratta di un obiettivo che rivendico con orgoglio: durante gli ultimi cinque anni, anche grazie al mio impegno in qualità di assessore alla Tutela dei Consumatori, il 95% della popolazione del Lazio ha avuto la possibilità di collegarsi alla rete tramite la Banda Larga. È un traguardo importante, cha ha permesso alla nostra regione di stare al passo con la modernità e ai cittadini di usufruire in modo veloce e sicuro di tutti i servizi e le possibilità che il web offre. Senza dimenticare che anche per le imprese e la pubblica amministrazione, un collegamento veloce alla rete rappresenta una grande occasione di sviluppo e di velocizzazione dei servizi”.

    In tal senso Maruccio fissa i suoi obiettivi futuri per ciò che attiene allo sviluppo di questo fondamentale strumento tecnologico: “Il mio impegno per la prossima legislatura – sottolinea – sarà dunque rivolto alla prosecuzione di questo progetto, affinché entro i prossimi due anni il 100% della popolazione del Lazio abbia il collegamento veloce alla rete. In più, attraverso accordi con aziende di telefonia mobile, dovrà essere sviluppata la tecnologia wireless in modo che, gratuitamente e senza fili, tutti i cittadini potranno essere sempre collegati al web, come sta già succedendo in qualche territorio della Provincia di Roma. E anche questo è un obiettivo culturale”.

  • I programmi di Maruccio per la difesa e i diritti degli animali

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio: “Dall’Osservatorio regionale al Testo Unico per la tutela delle specie domestiche e non: ecco cosa si può fare”

    Roma – “Non sarà sicuramente il centro delle discussioni politiche del momento, ma ho pensato di fare una riflessione più ampia, che si propone di presentare le mie idee, il mio percorso e il mio modus operandi anche sul mondo degli animali. In particolare sulla loro tutela, contro maltrattamenti, sperimentazioni e randagismo. Un argomento verso il quale assistiamo a una sensibilità collettiva in forte crescita, solo se si pensa che più del 50% delle famiglie italiane vive con un animale domestico, tra cui anche conigli, criceti, furetti ecc.”. Lo dichiara Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, soffermandosi su un tema troppo spesso marginalizzato dal dibattito politico: i diritti degli animali.

    Poi, l’esponente dell’Italia dei Valori spiega: “Se, da un lato, ci troviamo di fronte all’aumento delle specie domestiche, e non, che vivono con noi anche in città, e dei problemi che ne conseguono, dall’igiene urbana alle colonie di animali senza padrone, dalla sicurezza pubblica alla diffusione di malattie, dall’altro lato dobbiamo prendere atto che non esiste una normativa chiara in materia, capace cioè di fornire strumenti pratici e definitivi per gli interventi e i controlli. Sugli animali sono infatti competenti tanto le aziende Usl quanto i Comuni, esistono leggi del Ministero della Sanità e della Regione, ma spesso fondi ed energie si disperdono tra i diversi livelli istituzionali. Per questo – prosegue Maruccio avanzando le sue intenzioni sulla questione – penso che la proposta di un Testo Unico sulla tutela degli animali da parte della Regione Lazio potrebbe agevolare una riunificazione dei meccanismi almeno sul nostro territorio. Dopo aver costituito l’Osservatorio regionale per i diritti degli animali, dobbiamo ora adeguarne i regolamenti di tutela, comprendendo la lotta al randagismo, all’abbandono, allo sfruttamento e al maltrattamento e prevedendo una collaborazione con le associazioni attive in loro difesa, gli esperti del volontariato e le reti dei veterinari che tutti i giorni si confrontano con queste realtà”.

    La sensibilità verso gli animali e l’adozione di politiche adeguate che salvaguardino i loro interessi, contro ogni forma di violenza e sfruttamento, sono presupposti indispensabili per l’assessore del centrosinistra, come fa notare egli stesso: “Cooperazione con i soggetti della società civile che si occupano di questi problemi e affidamento delle competenze ai Comuni sono i termini di una strategia che mi auguro possa arrivare a corrispondere in pieno alla nuova coscienza sul rispetto degli animali, che caratterizza la nostra civiltà in questa fase storica, per raggiungere una pacifica coesistenza non solo tra gli uomini ma anche fra tutte le specie viventi”.

  • Aeroporti Lazio, per Maruccio necessario aprire nuovi scali a Viterbo e Frosinone

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici risponde ad Alemanno: “L’aeroporto low cost di Viterbo è un progetto a cui in questi anni ha lavorato la Giunta Regionale. Stop a Ciampino”

    Roma – Replicando alle recenti dichiarazioni del sindaco Gianni Alemanno in merito alla costruzione dell’aeroporto di Viterbo, Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, fa il punto sulla situazione e fornisce alcune precisazioni: “Dopo aver espresso ripetutamente le sue perplessità sulla realizzazione di un aeroporto low cost a Viterbo, ieri, Alemanno, nel vivo della sua campagna elettorale pro-Polverini nella Tuscia, si è smentito alla grande: parere favorevole tutto d’un botto! Per mesi aveva ripetuto di essere scettico sull’ipotesi, ma ieri ha detto di voler chiarire un equivoco: finora non aveva capito di che cosa si trattava, pensava fosse solo una cattedrale nel deserto e non un progetto di uno scalo funzionale ed efficiente, dotato delle necessarie infrastrutture di collegamento. Quindi – sottolinea Maruccio –, vorrei ricordare a tutti coloro che diffidano dei proclami elettorali dell’ultima ora, che l’aeroporto low cost di Viterbo è un progetto a cui in questi anni ha lavorato la Giunta Regionale con un preciso obiettivo: fare del Lazio la regione del volo, con Viterbo e Frosinone rispettivamente secondo e terzo scalo. Il tutto per dire stop a Ciampino che va ricollocato per evidenti motivi di insostenibilità ambientale e di impatto acustico. Lo chiedono da anni i residenti e il piano è ormai pronto. Il Governo ha anche preso un impegno per finanziare le infrastrutture di collegamento, chiedendo il via libera al Cipe a maggio 2009: 812 milioni di euro, di cui 550 dallo Stato, soprattutto per la viabilità e la funzionalità, e 254 milioni per la costruzione e la gestione da parte di Aeroporti di Roma”.

    “Anche qui dunque – torna a ribadire il capolista al Consiglio Regionale del Lazio per l’Italia dei Valori –, parliamo di un lavoro già impostato che nel breve periodo dobbiamo proseguire spostando più della metà dei voli da Ciampino a Fiumicino, in attesa che nascano i nuovi aeroporti. Intermodalità, collegamenti ed efficienza nei sistemi di gestione sono gli obiettivi immediatamente successivi che fanno parte del piano in atto e non sono il frutto di un innamoramento di ieri, di certo un po’ sospetto”.

  • Politiche abitative nel Lazio, Maruccio propone affitti a prezzo stabilito

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Il condono, seppure gestito con tempi e modalità civili, non è una soluzione”

    Roma – “Dopo il caos delle cartelle esattoriali pazze, arrivano gli ultimatum sui condoni: dieci giorni per presentare tutta la documentazione, pena il respingimento delle domande di sanatoria. I preavvisi arrivano dalla Gemma, società del Comune di Roma, il cui Ufficio Condoni ieri ha dovuto affrontare l’isteria dei cittadini in fila, frastornati dall’esiguità dei tempi, dalle lunghe code di attesa e dall’importanza della posta in gioco: la propria casa. Lo raccontano bene alcuni giornali di oggi. Leggendoli riflettevo sul tema delle politiche abitative: un capitolo complesso da gestire, da qualunque angolazione lo si osservi”. Sono queste le prime considerazioni di Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, in merito alle difficoltose procedure per la regolarizzazione delle posizioni tributarie relative alle istanze di condono edilizio gestite dalla Gemma S.p.A., l’azienda pubblico/privata partecipata dal Comune di Roma.

    Secondo Maruccio “il condono, seppure gestito con tempi e modalità civili, non è una soluzione”. “Oggi – spiega l’assessore regionale – a Roma un edificio su quattro deriva da condoni, con forti ripercussioni sul tessuto urbanistico e il sistema della viabilità, tanto che uno degli obiettivi del Piano Casa approvato lo scorso luglio dalla Regione Lazio è stato quello di favorire le ristrutturazioni che migliorassero l’assetto del territorio circostante, attraverso un radicale snellimento delle procedure e dei costi amministrativi. Le norme stabilite dalla Regione aspettano ora l’applicazione da parte del Comune di Roma, che però non ha ancora messo in campo alcuna riduzione reale degli oneri concessori. Di fronte a questo stallo da un lato, e di fronte alla fretta che il Comune richiede per la regolarizzazione dei condoni, mi chiedo dove sia finito il rispetto per i cittadini. Per stare dalla parte dei cittadini bisogna conoscerne le difficoltà reali. Per questo propongo di tornare a ragionare con la testa di chi vive le difficoltà quotidiane, specie in tempi di crisi economica”.

    Per quanto riguarda il modo più idoneo per affrontare e risolvere al meglio questa situazione di disagio che coinvolge numerose famiglie, Maruccio mostra di avere le idee chiare: “Il mio impegno partirà, quindi, da una politica degli affitti che preveda un tetto massimo fissato per legge contro il fenomeno delle locazioni in nero a prezzi spropositati. Penso, inoltre, di dare maggior impulso all’housing sociale, prevedendo per le Ater la possibilità di acquistare immobili dimessi dagli Enti Pubblici e da privati anche attraverso l’adesione a fondi immobiliari agevolati. Il tutto accompagnato da una campagna di comunicazione chiara e diretta, in modo che sia lasciato a tutti un tempo congruo per capire, valutare e agire senza diktat imperativi. Da paese civile insomma”.

  • I progetti di Maruccio e della Regione Lazio per la sicurezza stradale

    L’assessore laziale ai Lavori Pubblici: “Per me si tratta di una priorità da continuare a praticare, e non semplicemente uno slogan elettorale da sbandierare in un momento molto buio della nostra democrazia”

    Roma – In questi giorni in cui il panorama politico è dominato da decreti ‘salva liste’, sentenze dei tribunali e cavilli tecnico-giuridici che poco hanno a che fare con le esigenze concrete del Paese, Vincenzo Maruccio richiama l’attenzione su un problema cruciale come quello della sicurezza stradale. “Accanto ai doverosi ricorsi legali contro i soprusi del decreto interpretativo – dichiara l’assessore regionale ai Lavori Pubblici –, la Regione Lazio è anche molto operosa sul fronte della realizzazione di nuovi progetti per il nostro territorio. Progetti importanti a cui ho lavorato io stesso in questi giorni come lo stanziamento di oltre 5 milioni e 600 mila euro per la realizzazione di 14 opere per la sicurezza stradale entro il 2010. Parliamo quindi, e lo vorrei sottolineare con forza, di soldi certi, di date certe e di programmazioni certe che riguarderanno la messa in sicurezza delle vie Cassia, Tiburtina Valeria, Nettunense, Sublacense, Carpinetana e la strada regionale di Fiuggi. Con provvedimenti come questo, la Giunta regionale vuole insomma continuare a rispondere con i fatti ai cittadini, a riprova che la politica è realmente un servizio a cui va dedicato un lavoro incessante”.

    “Per questo motivo – prosegue l’assessore del centrosinistra –, nello stesso provvedimento abbiamo fatto in modo di approvare anche il piano degli interventi per il 2011 previsti da Astral, per un importo complessivo di 13,5 milioni di euro e un finanziamento di 4,5 milioni di euro finalizzati alla progettazione di nuove opere di adeguamento stradale a medio e lungo termine in tutta la regione. Queste risorse andranno a sommarsi, inoltre, agli altri 17 milioni di euro in 3 anni, già stanziati nel maggio 2009 per interventi in decine di comuni del Lazio per l’illuminazione pubblica e per la sicurezza in tante piccole strade locali. Per me – chiosa con tenacia Maruccio – la sicurezza stradale è una priorità da continuare a praticare, e non semplicemente uno slogan elettorale da sbandierare in un momento molto buio della nostra democrazia”.

  • Gli interventi di Maruccio per promuovere la legalità negli appalti del Lazio

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “La prima cosa che farò, se sarò eletto, è concludere la nuova legge sugli appalti pubblici che garantisce massima sicurezza nei cantieri e totale trasparenza nell’affidamento delle gare”

    Roma – “Come può un amministratore pubblico dimostrare la sua efficienza in questo clima elettorale esasperato dai tentativi di riammissione ex lege di liste mai presentate o presentate male? Il mio sforzo è quello costruire in questo spazio un dialogo su questioni di merito, quelle insomma che più interessano ai cittadini, perché la credibilità di un percorso politico si fonda sulla concretezza del fare”. A parlare è l’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, Vincenzo Maruccio, esponendo alcuni punti cardine del suo programma elettorale per le elezioni regionali del 28-29 marzo.

    “La prima cosa che farò, se sarò eletto, è concludere la nuova legge sugli appalti pubblici della Regione Lazio a cui ho lavorato fino allo scioglimento del Consiglio”, dichiara l’assessore Maruccio che poi precisa: “Si tratta di una legge contro i fenomeni di infiltrazioni mafiose e corruzione legati agli appalti pubblici che attende solo di essere portata in aula e approvata. Me ne sono occupato e voglio riprenderla lì dove l’ho lasciata, per evitare che si allenti la presa su un tema fondamentale come quello del rispetto delle regole in materia di appalti pubblici. Anche Emma Bonino, candidata alla presidenza della Regione, è d’accordo e ha già scandito il suo sì su questo punto. Tale legge, infatti, combatte con forza anche il lavoro nero e gli incidenti sul lavoro, garantisce la massima sicurezza possibile nei cantieri e la totale trasparenza nell’affidamento delle gare. Le politiche della legalità devono quindi tradursi in leggi ad hoc”.

    Nelle sue considerazioni, il candidato dell’IdV al Consiglio regionale del Lazio affronta poi un altro tema complesso che merita di essere sanato con soluzioni adeguate: “Mi propongo anche di intervenire nella lotta contro le organizzazioni criminali. In questo campo la Regione si è già mossa bene, stanziando nel bilancio 2009, 7 milioni di euro in 3 anni per il riutilizzo di beni confiscati alla malavita organizzata, che, com’è noto, si trova in difficoltà soprattutto quando le vengono sottratti i beni mobili e immobili utilizzati per finanziarie attività illecite. Da qui la mia nuova proposta di programma: istituire per legge che tutti i beni confiscati alla criminalità siano consegnati allo sviluppo di attività sociali e culturali promosse da associazioni di giovani presenti sul territorio e riconosciute da appositi Albi regionali”.

  • Energie rinnovabili nel Lazio, Maruccio a favore della green economy

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “È questa la strada da percorrere verso la sostenibilità ambientale. Diciamo no al nucleare”

    Roma – “Vorrei tornare a parlare dei temi che più mi stanno a cuore per il futuro della nostra regione, per impedire che il clamore delle vicende legate alla mancata presentazione delle liste PdL Lazio e Lombardia offuschi l’impegno serio e puntuale di chi, come me, si sforza di applicare concretamente le scelte politiche nella sfera istituzionale”. È categorico Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, nel voler riportare il discorso su argomenti prettamente politici, in virtù della sua filosofia del ‘fare’ come unico strumento al servizio dei cittadini. E così diventa centrale il tema delle energie alternative.

    “È di pochi giorni fa – dice Maruccio – una notizia che conferma l’attenzione che c’è nella regione Lazio per le energie rinnovabili. Mi riferisco alla costruzione di una centrale elettrica fotovoltaica da 10 MW a Fiumicino, ovvero a quello che sarà il più grande impianto della provincia di Roma e uno dei maggiori a livello nazionale. La centrale sarà realizzata da una multinazionale attiva nel settore dell’energia solare ‘Fotowatio Renewable Ventures’ (FRV), in partnership con la società torinese ‘Solesa Green Power’, con un investimento di 44 milioni di euro stanziati in project financing e una riduzione annua di 16 mila tonnellate di anidride carbonica. Bene, vorrei dire che la Regione Lazio deve rallegrarsi dello sviluppo della green economy sul suo territorio. È questa infatti la strada da percorrere verso la sostenibilità ambientale. Una strada già intrapresa con decisione, se ad oggi gli impianti fotovoltaici realizzati sul territorio sono 230 e se gli incentivi per la produzione di energia verde sono passati da 1 solo MW nel 2005 agli attuali 277. Dobbiamo ora continuare il lavoro svolto: penso a nuovi incentivi per la diffusione degli impianti fotovoltaici, del solare termico, della bioedilizia e del risparmio idrico, con investimenti pubblici e privati”.

    L’assessore regionale dell’Italia dei Valori, nel ribadire la sua forte contrarietà e quella del suo partito alle centrali atomiche sul suolo italiano, osserva: “Il nostro no al nucleare non è una posizione preconcetta, ma nasce dalla riprova che fotovoltaico, eolico e geotermico sono le soluzioni per risparmiare sulle emissioni di gas serra e per trasformare il settore delle energie rinnovabili in una reale occasione di sviluppo occupazionale sul territorio. Non dimentichiamo, infatti, che l’industria delle forme energetiche rinnovabili è destinata a crescere, visto l’obbligo UE che impone ai paesi membri di produrre entro il 2020 il 20% del proprio fabbisogno energetico da fonti alternative e di redigere un ‘Piano Nazionale delle Energie Alternative’ con una articolazione divisa per regioni, già a partire dal prossimo giugno”.

  • Caos PdL Lazio, Maruccio ricostruisce il caso della lista mai consegnata

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio: “Non si può parlare di una esclusione, ma di pressapochismo, delirio di onnipotenza, arroganza e spregio delle regole”

    Roma – Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, torna a commentare la vicenda dell’esclusione della lista PdL a Roma e provincia dalle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, alla luce degli ultimi sviluppi, tra ricorsi e polemiche. “La legge è uguale per tutti – esordisce il candidato al Consiglio regionale laziale per il centrosinistra –. Ogni volta siamo costretti a rimarcare questo assunto che ogni cittadino, tanto più se candidato a governare una Regione, dovrebbe ricordare. Le regole sono regole e non si possono stravolgere ogni volta a proprio piacimento, appellandosi al Presidente della Repubblica, o montando un patetico sistema di accuse contro la burocrazia”.

    Analizzando la situazione creatasi intorno alla lista pidiellina che sostiene Renata Polverini alla presidenza del Lazio, Maruccio prova a ricostruire nello specifico cosa è successo la mattina di sabato 27 febbraio scorso. “Il PdL, il partito che governa l’Italia e che si proponeva di governare il Lazio, a Roma e provincia non è riuscito nemmeno a presentare la lista”, dice l’assessore laziale che poi attacca: “È fin troppo semplice. Oggi le dietrologie si sprecano. Tra panini mangiati di fretta, figli malati in macchina, esponenti di altre forze politiche assurti a buttafuori o forse, e lo diciamo sottovoce, qualche candidato da cancellare con il bianchetto comprato nella vicina cartoleria. E cioè aggiungere un reato ad un altro reato. Lo sanno i politicanti del PdL che cambiare un candidato qualche minuto prima della presentazione delle liste è reato? Lo sanno che le firme raccolte sono collegate al candidato e quindi cambiare il nome significa ingannare la buonafede dei propri sostenitori? Il fatto certo è che alle ore 12 del termine ultimo il delegato del PdL, incaricato della consegna delle liste, non era presente all’interno del tribunale e fino a quel momento non aveva presentato alcunché. Non si può parlare, dunque, di una esclusione della lista PdL, perché era difficile escludere una lista mai presentata. Si deve invece parlare di pressapochismo, di delirio di onnipotenza, di arroganza e spregio delle regole di chi oggi è costretto a raccontare scuse e inventare deliranti congiure. Nella storia delle elezioni politiche non sono mancate esclusioni di liste per mancanza dei requisiti di legge, figuriamoci nel caso di una richiesta mai presentata. I pianti e le accuse di questi giorni sembrano più lacrime di coccodrillo di persone incompetenti che reali giustificazioni”.

    “Nei corridoi di palazzo – incalza ancora Maruccio – si accavallano voci di provvedimenti lampo che puntano a salvare il PdL dal ‘pasticciaccio romano’, come è stato definito dagli stessi giornali di destra. Noi vigileremo affinché il sistema delle regole che tengono in piedi la nostra democrazia non sia personalizzato da questa banda di arroganti. Siamo disposti anche a fare le barricate per opporci strenuamente ad ogni tentativo di imporre l’illegalità con la prepotenza. Non è giustizialismo né difesa becera delle regole, perché le regole o esistono o non esistono, o valgono o non servono. L’Italia è piena di regole che non funzionano perché applicate ‘all’italiana’, ossia con discrezionalità e diverse da caso a caso. Questa volta non sarà così”.