L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Un terzo dei commercianti attivi nel Lazio avrebbe avuto negli ultimi anni rapporti con il mercato del credito ‘a nero’ del denaro. È necessario incentivare azioni di prevenzione di questo malaffare”
Roma – “I commercianti del Lazio si rivolgono agli usurai, segnale evidente della difficoltà sempre maggiore di far quadrare i conti a fine mese. Ma l’usura, purtroppo, non è un fenomeno diffuso solo al livello delle imprese, perché ci sarebbero anche 70 mila famiglie nel Lazio che correrebbero lo stesso rischio a causa della stretta creditizia delle banche e dei bilanci familiari sempre più in rosso”. Lo dichiara preoccupato Vincenzo Maruccio, assessore regionale ai Lavori Pubblici, che poi, valutando i notevoli danni connessi al fenomeno, spiega: “Come emerge dal rapporto di ‘Sos Impresa Lazio’, l’associazione nata alcuni anni fa proprio per opporsi al racket e alla criminalità organizzata, un terzo dei commercianti attivi nel Lazio, pari a 26 mila titolari di negozi, avrebbe avuto negli ultimi anni rapporti con il mercato del credito ‘a nero’ del denaro. L’usura si starebbe estendendo anche ad artigiani, professionisti, dipendenti pubblici e pensionati. Per un giro d’affari, solo per il commercio, stimato in non meno di 2,3 miliardi di euro tra interessi pagati ed altre utilità”.
Quanto alle possibili soluzioni da adottare l’assessore Maruccio afferma: “Occorre una revisione della legge regionale contro l’usura, con l’introduzione di una ‘Rete Regionale di Sportelli Anti-usura’ in grado di sostenere progetti volti a favorire uno sviluppo economico e sociale libero da condizionamenti illegali. Bisogna, infatti, prevenire il fenomeno anche attraverso l’ascolto dei soggetti a rischio, dei casi di ‘sovra indebitamento’ e sviluppare nel cittadino il concetto di buon uso del denaro. Insomma, è necessario innanzitutto incentivare e sostenere azioni di prevenzione di questi episodi di malaffare. Successivamente sarà indispensabile mettere in campo programmi di attività diretti a contrastare l’illegalità e ad appoggiare concretamente i soggetti usurati o potenziali vittime del reato di usura, attraverso processi volti all’integrazione e al reinserimento sociale”.
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