L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Approviamo anche nel Lazio la legge impugnata dal Consiglio dei ministri”
Roma – “Dopo l’inquietante atto di forza del governo, che ha impugnato le leggi regionali di Puglia, Basilicata e Campania che impediscono di costruire centrali nucleari sul loro territorio, occorre ribadire con rinnovata forza la nostra contrarietà al nucleare”. È stato questo il primo commento di Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, in merito alla decisione del Consiglio dei ministri di impugnare dinnanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali in materia di energia della Basilicata, della Puglia e della Calabria per conflitto di competenza in ambito di tutela ambientale, sicurezza interna e concorrenza.
“La nostra posizione – rimarca Maruccio – si basa sull’evidente pericolosità e inutilità del ritorno ad una tecnologia obsoleta, che espone i cittadini a pericoli di gravità mai completamente spiegata, sia in caso di guasto agli impianti, sia nell’irrisolto problema dello smaltimento di scorie radioattive. Non a caso il governo si rifiuta di comunicare i siti che ha già individuato e dove intende costruire le centrali. Allo stesso tempo il ritorno al nucleare non risolverebbe il nostro problema energetico, in quanto influirebbe per circa il 5% sul fabbisogno italiano e inoltre bloccherebbe il circolo virtuoso che si stava innescando intorno alle energie rinnovabili. Il centrosinistra nel Lazio – tuona l’assessore regionale – ribadisce dunque il suo no alla costruzione sul suo territorio di queste bombe a orologeria mascherate da progresso, e per quanto riguarda l’Italia dei Valori, oltre a segnalare ai cittadini la raccolta di firme contro il nucleare che partirà domani in occasione dell’inizio del congresso del partito, ci faremo promotori affinché anche il Lazio approvi la stessa legge che il governo ha appena impugnato. Nell’interesse dei cittadini e contro pericolose e inutili avventure”.
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