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  • La Vedani Carlo Metalli raggiunge un nuovo successo nella lotta ai rumori

    La Vedani Carlo Metalli ha terminato in questi giorni un’indagine sulle emissioni di rumore provenienti dallo stabilimento che ha mostrato risultati molto soddisfacenti. Grazie infatti all’impegno costantemente profuso dall’azienda nell’installazione di impianti e strutture dedicate all’assorbimento dei rumori è stato possibile registrare un abbassamento nelle emissioni sonore che, peraltro, risultavano già conformi agli standard nei rilevamenti precedenti.

    L’indagine audiometrica ha previsto il rilevamento delle emissioni di rumori da diversi punti dello stabilimento, per mantenere monitorata l’intera area che circonda la Vedani Carlo Metalli. Ottimi risultati sono stati raggiunti nella zona interessata alcuni mesi fa dall’installazione della barriera acustica nella zona nord dello stabilimento: grazie a questa paratia, che superando in altezza e in estensione l’impianto garantisce il contenimento delle emissioni sonore verso l’esterno, è stato possibile abbattere sensibilmente il rumore emesso dalle torri di raffreddamento dell’impianto di recupero delle scorie. L’installazione di questa struttura si è dimostrata una scelta vincente nella lotta ai rumori, grazie alla sua conformazione che con un tettuccio di sommità reclinato di 45 gradi verso gli impianti permette di contenere al meglio i rumori e di evitare la dispersione sonora.

    A contribuire al raggiungimento di importanti risultati nell’abbassamento delle emissioni sonore sono state anche altre strutture posizionate all’interno dello stabilimento, tra le quali le cabine di insonorizzazione installate in prossimità dell’area di imballaggio del materiale, in quella dell’impianto di frantumazione e nella zona relativa all’impianto di produzione delle nocelle di alluminio, un prodotto destinato all’utilizzo nella lavorazione dell’acciaio. Con queste strutture non solo si garantiscono sempre migliori condizioni per lo svolgimento del lavoro, ma è possibile contenere i rumori per evitarne la diffusione nelle aree limitrofe. La scelta inoltre di installare i capannoni per il deposito del materiale nell’area al confine con Parona è stata operata secondo una strategia specifica di contenimento delle emissioni sonore, in quanto queste strutture offrono un effetto barriera per i rumori provenienti dallo stabilimento, come confermato dai risultati della recente indagine.

    L’attenzione della Vedani Carlo Metalli per le emissioni sonore ha portato l’azienda a mantenere un monitoraggio costante dei rumori per continuare a rimanere nei limiti previsti dal Piano di zonizzazione acustica del Comune di Parona per l’area industriale su cui sorge lo stabilimento. Questi interventi fanno parte di un progetto costante di investimenti che l’azienda ha avviato da alcuni anni per garantire una sempre maggiore tutela del territorio e degli abitanti attraverso l’installazione di impianti continuamente all’avanguardia.

    La Vedani Carlo Metalli S.p.a. si occupa da più di 100 anni di recupero di metalli non ferrosi e lavorazione dell’alluminio, con risultati che la pongono all’avanguardia nel proprio settore per traguardi raggiunti ed eco-compatibilità. L’azienda ha sempre impostato la propria attività secondo i principi della qualità, della sicurezza e del rispetto dell’ambiente, coniugando tecnologia ed efficienza con il risparmio energetico e il recupero dei materiali.

  • UN SISTEMA DI ANCORAGGIO STUDIATO PER RIDURRE I COSTI DI SMALTIMENTO FUTURI

    Un’energia che guarda davvero al futuro, verde oggi, sostenibile domani, anche in fase di dismissione dell’impianto. È la filosofia che sta alla base di questa soluzione di impianto studiata da New Light per ridurre al minimo l’impatto di questo impianto, sia dal punto di vista dei materiali, che dei costi di demolizione a fine vita impianto.

    Si tratta di un impianto a terra, voluto da un committente che cercava per una porzione di terreno collocata ai piedi delle Dolomiti Bellunesi, una forma di investimento certa, ecologica, intelligente.

    New Light, grazie anche alla sensibilità dimostrata dal cliente, ha scelto quindi di individuare una soluzione di progetto in grado di preservare quanto più possibile l’ambiente in cui effettuare l’installazione dell’impianto.

    Per evitare la cementificazione del terreno, al posto delle platee in calcestruzzo generalmente impiegate per ancorare questo genere di impianto, i progettisti New Light hanno scelto una soluzione alternativa: strutture in acciaio infisse nel terreno. In questo modo è stato possibile fissare l’impianto al terreno tramite delle perforazioni dentro le quali sono state posizionate le strutture e fissate poi con malta cementizia e sabbia, riducendo del 90% l’utilizzo di cemento rispetto a quello che sarebbe derivato dall’utilizzo delle classiche platee.

    Un altro accorgimento progettuale importante riguarda il posizionamento degli inverter: data la piccola dimensione dell’impianto i progettisti non hanno ritenuto sensato ed esteticamente corretto realizzare un manufatto per l’alloggio dei componenti elettrici (inverter, quadri, trasformatori).Hanno scelto quindi la posa dei componenti in campo, selezionando un modello di inverter dotato di trasformatore di isolamento interno, adatto per la posa in esterno.

    L’impianto infine è stato dotato, oltre che di sistema di telecontrollo del rendimento a distanza, anche di un sistema d’allarme a maggiore tutela dell’integrità d’impianto.

    I pannelli montato sono stati selezionati per le straordinarie prestazioni di rendimento oltre che per le garanzie (maggiori della media)sul prodotto e sul rendimento fornite dal produttore.

    DATI IMPIANTO:

    Committente: E&N Energia e Natura
    Potenza: 30,15 kW

    Mq impianto: 750 mq circa
    Moduli FV: 134 moduli fotovoltaici S-energy 225 PA8
    Inverter: 6 SMA SMC 5000A-IT
    Ubicazione: Ponte nelle Alpi (BL)
    Data entrata in esercizio: 10 novembre 2010


    IL PUNTO DI VISTA DELL’AZIENDA:

    “ È importante, soprattutto per noi che operiamo nelle green energies, avere un approccio mentale, (oltre che tecnico) davvero rivolto alla sostenibilità se vogliamo consolidare una nuova coscienza ecologica nel consumatore. È giusto cavalcare l’onda della convenienza economica, ma allo stesso tempo noi di New Light crediamo nell’obbligo morale che ci deriva dall’operare in questo settore. Per questo cercare soluzioni su misura, per noi non è un semplice modo di dire per attirare clienti.

    In questo caso ad esempio, il cantiere non presentava alcun tipo di problematica tecnica o esecutiva, ma la soluzione da noi individuata, pali infissi su una dimensione di impianto ridotta, ha comportato una complessità logistica, richiedendo l’intervento e la gestione di 3 imprese specializzate ( perforazioni, lavori edili e meccanici, lavori elettrici). Avremmo potuto accontentarci di una soluzione molto più semplice nell’immediato, che avrebbe lasciato in eredità al nostro cliente un prato coperto di cemento e costi di smaltimento a fine impianto di gran lunga maggiori. Solo che efficienza di impianto ed ecologia per New Light non sono concetti astratti”

  • Una casa che rispetta l’ambiente

    E’ infatti stimato che a livello mondiale più della metà del fabbisogno energetico globale venga utilizzato per a costruzione, produzione e sostentamento degli edifici sia residenziali che si lavoro. Proprio nella ricerca nel settore dell’edilizia ecosostenibile si sono rivolte infatti le ultime tecnologie che riguardano l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale come legno lamellare e sughero che molte volte impiegano anche fonti di energia rinnovabile per il loro sostentamento.

    E’ una tecnica costruttiva che si sta diffondendo sempre più anche in Italia con una sperimentazione partita dalle regioni alpine che da sempre impiegano il legno sotto forma di pannelli per le costruzioni abitative e che da sempre sono all’avanguardia anche nel settore delle energie rinnovabili e il loro impiego quotidiano. Non a caso i più grandi impianti fotovoltaici si trovano in questa regione e molte delle industrie che fabbricano case in legni hanno i loro centri di produzione qui, punto di partenza per un commercio che si sta espandendo sempre più in tutta Italia.

    Le costruzioni in legno però, oltre a poter essere fabbricato residenziale a sé stante, possono diventare anche complementi per l’ampliamento di un’abitazione già esistente ma anche accessori e materiali da utilizzare per il risanamento di edifici che necessitano manutenzione e restauro. E’ essenziale infatti per qualsiasi tipo di edificio che l’isolamento dall’esterno che riduca al massimo le perdite di calore sia sempre monitorato e rinforzato. Solo così infatti si potrà ridurre l’impatto globale che l’edilizia ha a livello mondiale. Per poter mettere in pratica questo però è necessario rivalutare interamente quella che è l’urbanistica e la logica costruttiva che ci ha accompagnato negli ultimi anni e le modalità di produzione legno: una casa, un ufficio o un qualsiasi edificio per essere efficiente al punto giusto oltre all’isolamento materiale dall’esterno ha bisogno di essere orientato nella giusta direzione per poter sfruttare al massimo la luce naturale, elemento essenziale soprattutto in luoghi di lavoro dove l’utilizzo della luce artificiale è abusato e può provocare malessere oltre che disturbi alla vista degli impiegati.

    Oltre all’orientamento e all’isolamento fondamentale è il tipo di fonte energetica che viene impiegata per il riscaldamento dell’edificio stesso. Attualmente quelle più impiegate sono sicuramente gasolio, gas e altre forme di energia altamente inquinanti mentre sempre più spazio stanno ricavandosi fonti di energia alternativa come le biomasse, fotovoltaico, eolico e altre forma sperimentali. Sicuramente l’investimento iniziale non è poco, il ritorno nel risparmio monetario ed energetico è però evidente. Una bella iniziativa sarebbe quella di coinvolgere le amministrazioni locali affinché eseguano impianti che alimentino gli edifici pubblici, un piccolo gesto che però potrebbe dare l’esempio per molti cittadini privati e soprattutto sensibilizzare nei confronti della tutela dell’ambiente. Inoltre, se si valuta l’aspetto dell’impiantistica e la specializzazione degli impianti, l’impiego più diffuso di queste forme energetiche andrebbe sicuramente ad incrementare il mercato del lavoro, ad oggi così poco promettente.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Web tv

  • Gestione dei rifiuti: quali soluzioni possibili?- Terza parte: Tritovagliatura, STIR, FOS, CDR

    L’ultima tappa nell’analisi del ciclo di gestione dei rifiuti riguarda dei processi e degli acronimi forse poco conosciuti, ma che comunque rappresentano una parte importante nello studio del ciclo dei rifiuti e delle possibili soluzioni applicabili.

    Tritovagliatura e STIR: La tritovagliatura è sostanzialmente un operazione di trattamento dei rifiuti costituita da due parti separate ma complementari: la triturazione e la vagliatura. La prima fase, quella di triturazione, serve essenzialmente per ridurre il volume dei rifiuti e deve essere eseguita sia nella fase di selezione dei rifiuti che in quella di post-trattamento meccanico. La seconda, invece, quella di vagliatura ha lo scopo di separare i diversi tipi di materiale che compongono un determinato rifiuto. Ad esempio se si sta procedendo alla vagliatura di rifiuti indifferenziati grazie alla vagliatura è possibile dividere la parte più pesante, come metalli, legno, inerti e vetro, da quella più pesante come la carta , la plastica o le sostanze organiche.

    La tritovagliatura viene eseguita presso gli Stabilimenti di Tritovagliatura ed Imballaggio dei Rifiuti (STIR), i quali, quindi, hanno l’importante compito di produrre combustibile CDR, il Combustibile Derivato dai Rifiuti, destinato agli inceneritori, e FOS, ovvero la Frazione Organica Stabilizzata, che invece può, senza alcuna conseguenza, essere depositata presso le discariche. Un ciclo “virtuoso”, questo, se venisse applicato nella maniera corretta, ma che a volte può subire delle distorsioni. E’ questo il caso della Campania, dove, a causa di una impiantistica falsata, gli STIR altro non sono che degli “imbustatori” di rifiuti che producono, piuttosto che FOS, un umido non stabilizzato che poi viene depositato nelle discariche.
    Così in Campania le balle che escono dagli STIR non fanno altro che innalzare le temperature di combustibile, con la conseguenza di creare delle forti difficoltà agli impianti, mentre l’umido non stabilizzato finisce in discarica producendo percolato che rallenta notevolmente le fasi di scarico. Il tutto senza contare i deficit industriali che gli STIR mal gestiti finiscono con il creare e la saturazione delle stesse discariche che non sono capaci di far fronte ai rifiuti, mal “stabilizzati”, ivi depositati.

    Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR): Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR), traduzione dell’acronimo inglese RDF (Refuse Derived Fuel), altro non è che un combustibile triturato secco che viene ottenuto grazie al trattamento degli RSU (i rifiuti solidi urbani), che solitamente vengono raccolti in grossi blocchi cilindrici che prendono il nome di ecoballe. Ne consegue che il CDR altro non è che il prodotto finale di un lungo e complesso processo, tecnicamente definito come “filiera di differenzazione, recupero e riciclo di rifiuti non pericolosi”. Tale processo prevede innanzitutto il recupero di tutto quel materiale che può essere riciclato, ovvero, materiale organico da avviare al compostaggio: carta, vetro, plastica, legno, alluminio e altri tipi di metalli. Tutto quello che resta finisce con l’essere trasformato in CDR mediante una serie di lavorazioni che permettono la stabilizzazione delle proprietà, evitando allo stesso tempo che si verifichino dei processi di frammentazione o di degrado. Ne segue che la produzione di CDR è una attività complementare ed integrata alla differenziazione dei rifiuti, visto che senza la separazione del materiale riciclabile non è possibile ottenere un combustibile dal potere calorifero ridotto, senza contare il mancato reimpiego di materiali come vetro e metallo nei rispettivi cicli produttivi. I CDR presentano numerosi vantaggi e potenzialità, soprattutto quando assumono la forma di CDR-Q, ovvero di Combustibile Derivato dai Rifiuti di Qualità. Questo prodotto, a differenza delle tradizionali ecoballe, permette di ottenere delle performance superiori sia per quanto riguarda potere calorifico che dal punto si vista dell’inquinamento.

    Frazione Organica Stabilizzata (FOS): Si tratta di un compost che proviene dagli impianti di trattamento meccanico e che ad oggi rappresenta una quota significativa dei rifiuti urbani. In linea di massima il FOS non è un terriccio di buona qualità, vista la contaminazione determinata dalle microfrazioni di rifiuti impossibili da separare tra loro. Ecco perché il FOS viene solitamente avviato ad attività di gestione delle discariche, ovvero impiegato in usi come la ricopertura giornaliera e la ricopertura finale. In alcuni casi si era ipotizzato di poter utilizzare il FOS in attività agricole o per impieghi paesaggistici e di ripristino ambientale. Per molto tempo si è dubitato di questo possibile utilizzo del FOS, anche perché assenti o poco rilevanti erano i riscontri sugli effetti di apporti elevati di frazioni organiche selezionate, in miscele con inerti, per utilizzi di questo tipo. Queste obiezioni erano e sono senza dubbio fondate, sebbene non si possano non citare i numerosi studi oggi attivi per cercare di valorizzare un possibile impiego alternativo del FOS.

    Ufficio Stampa
    Maia Design
    per Chimicionline.it

  • Ecosistema Urbano 2010: ecco i dati sulla vivibilità delle città italiane – 1° Parte

    Sono stati presentati nei giorni scorsi a Firenze i risultati del XVII Rapporto “Ecosistema Urbano”, l’annuale analisi effettuata da Legambiente per sondare lo stato di salute delle città italiane. E i dati raccolti non sono affatto incoraggianti, ma vanno a confermare una tendenza negativa che sembra interessare un po’ tutto il territorio, con punte molto preoccupanti al Sud.

    Ma cosa è emerso da Ecosistema Urbano 2010?

    In linea di massima lo stato ambientale della città del Bel Paese viene giudicato alquanto allarmante mentre particolarmente preoccupante è la situazione registrata nei centri urbani con più di mezzo milione di abitanti, che hanno visto un peggioramento generalizzato, con l’unica eccezione di Torino, del proprio stato di saluto.
    Lo studio, anche quest’anno condotto da Legambiente con la collaborazione di Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, mette in evidenza come la vivibilità e le condizioni ambientali delle metropoli italiane siano andate incontro ad un significativo peggioramento, sebbene le “cause” siano diverse da città a città.
    Se, infatti, Milano perde posizioni a causa del peggioramento della qualità dell’aria e delle concentrazioni di ozono, alcune grandi città del Mezzogiorno, come Napoli e Palermo, soffrono a causa della crisi dei rifiuti. Non va meglio nella Capitale dove il problema del traffico e dello scarso funzionamento dei mezzi pubblici compromette la vivibilità della città oltre a rendere complicati i collegamenti tra le zone centrali e le periferie.

    Le grandi città: Come detto il dato più allarmante registrato da Ecosistema Urbano 2010 è proprio la caduta libera dei grandi centri che, rispetto allo scorso anno, hanno perso molte posizioni in classifica. Tranne Torino, che si piazza al 74esimo posto, Genova perde ben 10 posizioni, passando da 22esima a 32esima, seguita dal crollo di altri centri importanti come Roma, 75esima(62esima nel 2009), Napoli, 96esima(89esima nel 2009), o Palermo, 101esima(90esima nel 2009). I motivi di queste performance non proprio incoraggianti sono diversi e vanno dalla qualità dell’aria alla gestione dei rifiuti, passando per la cattiva viabilità, lo scarso funzionamento dei mezzi pubblici che oltre a paralizzare i centri urbani, ad arrecare problemi ai cittadini non aiutano certo a mantenere la salubrità della città. Non va meglio sul fronte della gestione dei rifiuti, in particolare sul versante della raccolta differenziata che a Roma resta al 19,5% mentre a Palermo crolla addirittura al 3,9%, sebbene Napoli conservi ancora la maglia nera, costantemente alle prese con un’emergenza rifiuti che non pare vicina ad una soluzione.

    Guardando nel complesso i dati più allarmanti relativi ai gradi centri riguardano la scarsa presenza di isole pedonali, delle zone a traffico limitato e delle aree verdi. Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, ha commentato così i dati relativi ai grandi centri:
    ”La vera emergenza nelle nostre città è rappresentata spesso dalla scarsa lungimiranza, dalla mancanza di coraggio e di modernità da parte di chi le governa. Perché se è vero che lo Stato investe pochissimo nelle infrastrutture per il trasporto pubblico urbano, questo non può diventare l’alibi per l’immobilismo delle grandi città che oggi invece potrebbero rappresentare il fulcro del cambiamento, improntando da subito interventi sostanziosi a costo zero”.
    Tuttavia qualche barlume di speranza c’è visto che anche tra i grandi centri urbani esistono delle città “virtuose” che si distinguono per la loro attenzione alla qualità della vita e all’ambiente. Tra queste spiccano Belluno, Verbania e Parma che si piazzano tra le prime posizioni, seguite da Trento, Bolzano, Siena, La Spezia, Pordenone, Bologna e Livorno. Tutte città, come si può notare, del Nord a riconferma del forte gap ancora esistente tra il Settentrione e il Meridione che vede le sue città occupare solo i posti bassi della classifica. Vanno male, anzi malissimo, regioni come la Sicilia, la Calabria, la Campania, che fanno registrare qualche risultato positivo solo in relazione ai medi e piccoli centri.

    Ufficio Stampa
    Maia Design
    per Chimicionline

  • Nuovi interventi in favore dell’ambiente alla Vedani Carlo Metalli

    Nella logica di investimenti costanti in strutture sempre all’avanguardia, la Vedani Carlo Metalli ha recentemente effettuato importanti interventi volti a migliorare ulteriormente le prestazioni degli impianti nella captazione dei fumi provenienti dai processi di lavorazione nello stabilimento di Parona.

    I lavori effettuati nel corso degli ultimi mesi hanno interessato in particolar modo le cappe di aspirazione posizionate sopra tre forni, portando alla loro sostituzione con modelli innovativi in grado di garantire un potenziamento della capacità di captazione per convogliare i fumi verso il camino, dove potenti filtri agiscono per ripulirli dalle polveri. Un altro impianto interessato da questi lavori è stato quello dedicato alla macinazione delle scorie saline dove sono stati installati un nuovo filtro e nuove tubazioni per l’assorbimento dei fumi di processo. Questo impianto permette di lavorare le scorie provenienti dalla fonderia per recuperare importanti elementi di cui sono composte, come l’alluminio, l’ossido e il sale. Le scorie provenienti dalla fonderia sono portate in questo impianto dove vengono macinate e polverizzate: dopo questo processo è possibile recuperare il sale e l’alluminio di cui le scorie erano composte, permettendo così di riutilizzare questi elementi per i successivi cicli di produzione.

    Alla Vedani Carlo Metalli è presente una divisione interamente dedicata al controllo della sostenibilità ambientale delle attività, in cui esperti del settore sono chiamati non solo a vigilare sul funzionamento degli impianti ma, soprattutto, a promuovere l’installazione di tecnologie sempre più all’avanguardia per ridurre l’impatto sul territorio. Questa divisione svolge una pianificazione puntuale di controlli delle strutture con cadenze giornaliere, settimanali e mensili, con la finalità di assicurare un’ottimizzazione costante degli impianti che permette di utilizzare al meglio le nuove tecnologie rispettando le risorse naturali. L’impegno della divisione ambientale della Vedani è dedicato anche alla realizzazione di corsi di formazione rivolti a tutte le figure professionali che operano nello stabilimento per trasmettere una cultura aziendale improntata al massimo rispetto per l’ambiente, oltre alle nozioni tecniche necessarie per svolgere il lavoro con la massima professionalità e sicurezza.

    I recenti interventi effettuati dalla Vedani Carlo Metalli fanno parte di un progetto di investimenti intrapreso già da diversi anni dall’azienda per rinnovare costantemente i propri impianti, con l’obiettivo di utilizzare strutture sempre più innovative che garantiscono di essere sempre all’avanguardia nella compatibilità ambientale.

    La Vedani Carlo Metalli S.p.a. si occupa da più di 100 anni di recupero di metalli non ferrosi e lavorazione dell’alluminio, con risultati che la pongono all’avanguardia nel proprio settore per traguardi raggiunti ed eco-compatibilità. L’azienda ha sempre impostato la propria attività secondo i principi della qualità, della sicurezza e del rispetto dell’ambiente, coniugando tecnologia ed efficienza con il risparmio energetico e il recupero dei materiali.

  • Siemens Italia protagonista alla Social Media Week

    Siemens da sempre sensibile ai nuovi trend e allo sviluppo dei nuovi canali comunicativi, partecipa in qualità di partner all’evento “Social Media Week”.
    Oltre a sottolineare i successi di alcuni progetti d’eccellenza, in quest’occasione l’azienda ha presentato i risultati di un’analisi sulla percezione del tema della sostenibilità urbana da parte di blog, forum, siti e social media.

    “I social media possono essere un valido veicolo di informazione e rafforzamento del posizionamento di Siemens in Italia” – dice Silvia Petrella, direttore della Comunicazione di Siemens Italia – “Siemens è inoltre interessata a utilizzare il mezzo digitale per rafforzare il marchio e individuare nuovi linguaggi e modalità di comunicazione”.

    I risultati del monitoraggio online collocano Siemens Italia in posizione particolarmente brillante: al terzo posto assoluto tra le aziende maggiormente presenti nelle conversazioni on line relative a questi temi, alle spalle solamente di un operatore energetico e di una multinazionale consumer in termini di eco-sostenibilità. Gli ottimi risultati raggiunti a livello quantitativo trovano conferma anche dal punto di vista qualitativo: il monitoraggio evidenzia infatti una percezione di Siemens come realtà tra le più innovative in questo ambito, rispetto alle concorrenti dirette e più in generale rispetto a tutte le altre attive nel nostro Paese.

    Il progetto si colloca nell’ambito di uno più ampio sulla sostenibilità delle città che ha l’obiettivo di comunicare il portafoglio ambientale della società. “Siemens fornisce un contributo decisivo per una maggiore sostenibilità ambientale. Grazie a prodotti e soluzioni del più grande portafoglio ambientale esistente al mondo – circa un quarto del portafoglio globale -, si colloca come il partner tecnologico ideale per città sostenibili” continua Silvia Petrella. “Per comunicare questa straordinaria offerta Siemens Italia ha dato vita a un innovativo progetto che si propone di illustrare il suo impegno nell’ambito della sostenibilità ambientale. È nato, così, qualche mese fa “Eco & the City“, un roadshow che raggiungerà le più importanti città del nostro Paese”.

    Nel corso dei cinque giorni della Social Media Week è intervenuto Marco Bosi, Development & Sustainability Manager di Siemens Italia all’interno del focus dedicato alle metropoli del futuro durante il quale si è parlato di tecnologia e di sviluppo partecipato.
    “La città ideale nella realtà non esiste. La città ideale è una città migliore rispetto a quella in cui viviamo, e una città migliore è quella che riesce a rispondere alle nuove sfide”, ha spiegato Marco Bosi. “È necessario utilizzare tecnologie adatte a soddisfare i criteri di eco-sostenibilità urbana. La città sostenibile diventa così l’integrazione di soluzioni che concorrono ad un unico obiettivo. Siemens, grazie ad una strategia ripensata alla luce dei megatrend, ha ormai abbandonato completamente la dimensione consumer, per puntare allo sviluppo delle energie rinnovabili”.

    Nell’anno fiscale 2009 il portfolio ambientale di Siemens ha registrato un fatturato di circa 23 miliardi di euro, diventando così il maggior fornitore a livello mondiale di tecnologia eco-compatibile. Nello stesso periodo i prodotti e le soluzioni Siemens hanno consentito ai clienti di ridurre le emissioni di CO2 di 210 milioni di tonnellate, l’equivalente delle emissioni di CO2 di New York, Tokio, Londra e Berlino.

    Per ulteriori informazioni:

    Business Press
    Silvia Sala, Barbara Caremi, Cristiana Rovelli, Matteo Bovio
    [email protected]
    tel + 39.02.72585.1

  • Miss Progress International: cultura, progetti umanitari e promozione per la Puglia

    Si è svolta, come da programma, la conferenza stampa di presentazione di MISS PROGRESS INTERNATIONAL, evento unico al mondo che vedrà protagoniste decine di Ambasciatrici del Progresso, provenienti da ogni angolo del pianeta, e accomunate dall’impegno di contribuire coi loro progetti dedicati ad AMBIENTE, SALUTE, DIRITTI UMANI ed INTEGRAZIONE CULTURALE, a rendere il mondo un posto migliore in cui vivere.

    L’Associazione Culturale In Progress ha lavorato duramente per oltre un anno per far sì che l’Italia ed, in questa occasione, la Puglia in particolare, diventasse ideale crogiuolo di culture, unendo alle finalità sociali ed umanitarie proprie della manifestazione la possibilità di far conoscere le nostre ineguagliabili bellezze al mondo intero.

    Taranto sarà protagonista con la cerimonia di apertura, che porterà il folto gruppo di ospiti internazionali (circa cento persone) a visitare la città vecchia grazie alla collaborazione del Centro Culturale Filonide, il castello Aragonese ed il borgo.

    Non mancherà anche una crociera tra i due mari a bordo di una delle navi gemelle dell’AMAT.

    La gran carovana di Miss Progress sarà impegnata per un’intera settimana in un tour che toccherà, nell’ordine, Pulsano, Ostuni, Alberobello, Martina Franca e la zona rurale dell’ovest tarantino, grazie all’ospitalità del consorzio “Tavolo Verde Puglia” e si ritemprerà con la proverbiale ricchezza della cucina mediterranea, prossima ad ottenere il riconoscimento di patrimonio dell’umanità UNESCO.

    Non mancheranno, comunque, momenti dedicati al relax ed alla valutazione dei progetti da parte di una qualificatissima giuria.

    Nel capoluogo ionico, inoltre, si eleggerà, alla fine dello spettacolo che sarà ospitato dal Teatro Orfeo la sera del 24 Settembre, la vincitrice assoluta, il cui progetto sarà stato considerato il migliore per contenuti e fattibilità.

    Il momento più emozionante della serata sarà l’ideale abbraccio che le Ambasciatrici del Progresso, indossando costumi tipici del folklore della nazione che rappresenteranno, doneranno al mondo.

    Lo show sarà arricchito dall’esibizione di alcuni tra i più talentuosi artisti pugliesi:

    il maestro Fabio Barnaba, compositore di “Restart the Globe”, la sigla ufficiale di Miss Progress International, il gruppo gospel dei Wake Up Project ed il Francesco Greco Ensemble.

    Presenterà una delle voci più note di Radio Norba: Mauro Dalsogno.

    Il mondo intero potrà godersi lo spettacolo grazie alla diretta via web realizzata dalla On Air Comunicazione e Media trasmessa su www.jotv.tv e dagli altri numerosi media partner.

    Dopo un’ampia e dettagliata descrizione dell’evento sono stati numerosi gli interventi da parte delle autorità presenti tra i quali, per la Provincia di Taranto il dottor Giovanni Longo, Assessore al Turismo, ed Umberto Lanzo, Assessore alla Cultura ed agli Spettacoli.

    Per il Comune di Taranto sono intervenuti l’Assessore con delega alla Salute, Sebastiano Romeo ed il consigliere Annibale Carelli, che per la manifestazione ha curato i rapporti con le istituzioni locali.

    “Le parole di apprezzamento dei nostri illustri ospiti – ha dichiarato la dottoressa Giuseppina Nobile, presidente dell’Associazione Culturale In Progress – sono per noi linfa vitale, dopo oltre un anno interamente dedicato alla minuziosa preparazione di un evento così complesso”.

    Ancora tre giorni di attesa, dunque, prima dell’arrivo delle Ambasciatrici del Progresso tra le quali la splendida Roberta Petruzzi, Miss Progress Italia, che ha presentato un progetto dedicato alla realizzazione di un centro di ascolto per persone affette da anoressia, fenomeno tristemente dilagante come ha sottolineato il professor Bellacicco, noto neuropsichiatra.

    Sarà possibile seguire quotidianamente le novità sull’evento visitando il sito ufficiale www.missprogressinternational.com

  • Pronto il nuovo progetto educativo finanziato dalla Vedani Carlo Metalli

    In vista dell’inizio del nuovo anno scolastico la Vedani Carlo Metalli è felice di dare il proprio contributo all’avvio di un nuovo importante programma educativo che si aggiunge alla consolidata esperienza di “Educare a riciclare”.

    Il progetto che prenderà il via alla scuola elementare di Mortara e denominato “Teniamoci per mouse”, prevede l’utilizzo di computer portatili acquistati con il contributo della Vedani Carlo Metalli, che saranno assegnati a 4 classi seconde e a 2 classi prime per sviluppare un percorso formativo che proseguirà fino alla conclusione della classe quinta. Gli alunni avranno la possibilità di utilizzare il computer come strumento trasversale alle varie materie e saranno tra i primi a sperimentare le innovative potenzialità dei podcast – materiale multimediale che coniuga immagini, musica, animazioni e testi in un unico contenuto – che loro stessi contribuiranno a realizzare come unità didattiche originali da condividere in rete con altri studenti. I bambini infatti filmeranno loro stessi mentre espongono un argomento, realizzando in questo modo uno strumento didattico multimediale che, attraverso la condivisione in rete, può essere utile anche ad altri alunni.

    L’obiettivo di questo progetto è quello di promuovere l’utilizzo del computer nella quotidianità del lavoro di classe e di stimolare la creatività degli alunni nella realizzazione del loro materiale scolastico in formato podcast. L’acquisto dei computer e dei materiali necessari alla realizzazione del progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra la Vedani Carlo Metalli, la Motorizzazione civile di Pavia e la Croce Rossa Italiana.

    Accanto a questo progetto torna inoltre per la settima edizione il percorso didattico “Educare a riciclare” che coinvolgerà le scuole elementari di Mortara, Vigevano, Parona e San Giorgio in un programma che nel corso dell’intero anno scolastico insegnerà l’importanza di recuperare e riciclare l’alluminio. Agli alunni sarà chiesto di partecipare attivamente alla raccolta di oggetti di alluminio usati che, alla fine dell’anno scolastico, saranno ritirati dalla Vedani: i bambini avranno inoltre l’opportunità di visitare lo stabilimento per scoprire come avviene il processo di riciclo di questo materiale che loro stessi hanno contribuito a raccogliere.

    La Vedani Carlo Metalli ha da sempre posto grande attenzione alla formazione delle giovani generazioni di studenti nella sensibilizzazione verso i temi ambientali, come dimostra l’impegno profuso da diversi anni nel progetto “Educare a riciclare”. Per questo motivo l’azienda ha offerto con grande interesse il proprio contributo per rendere possibile l’avvio del progetto pilota “Teniamoci per mouse”, con l’auspicio di favorire la sua diffusione ad altre scuole.

    La Vedani Carlo Metalli S.p.a. si occupa da più di 100 anni di recupero di metalli non ferrosi e lavorazione dell’alluminio, con risultati che la pongono all’avanguardia nel proprio settore per traguardi raggiunti ed eco-compatibilità. L’azienda ha sempre impostato la propria attività secondo i principi della qualità, della sicurezza e del rispetto dell’ambiente, coniugando tecnologia ed efficienza con il risparmio energetico e il recupero dei materiali.

  • L’ambiente: risorsa da salvaguardare

    Grave piaga del nostro millennio l’inquinamento ha molteplici cause le maggiori delle quali però vanno ricercate all’interno delle nostre abitudini quotidiane che ci spingono a compiere azioni che vanno costantemente ad intaccare l’ambiente che ci circonda. Grande scalpore e grande risonanza ha causato la cosiddetta marea nera , disastro ecologico che si è riversato sul Golfo del Messico causando irreparabili danni sia all’ambiente, sia all’economia che su esso si era fondata. Importante per aver concentrato l’attenzione su questi temi così importanti per il preservarsi della terra l’evento però non deve distogliere l’attenzione dai costanti inquinamenti cui è sottoposto l’ambiente che ci circonda a partire dagli scarichi casalinghi giornalieri che, come ha evidenziato un rapporto sulla situazione delle coste toscane in Italia, rappresenta uno dei maggiori pericoli di contaminazione. Le varie associazioni ambientalistiche infatti si sono dichiarate preoccupate dal fatto che ancora troppo numerose sono le famiglie italiane non fornite da rete fognaria pubblica alla quale appoggiarsi ragione per cui sono costrette a scaricare i residui giornalieri come scarichi di lavelli, docce e vasche che non vengono opportunamente depurate prima di riversarsi nei fiumi o nei mari. E’ proprio per questo che numerosi rappresentanti di queste associazioni hanno elargito consigli a riguardo soprattutto per evitare che il costante scarico finisca per danneggiare irreversibilmente la fauna e la flora locali. Dall’usare prodotti biologici fino al controllare periodicamente i serbatoi interrati, passando per il monitoraggio delle acque nere ed effettuare analisi sulle acque bianche molte sono le accortezza che sono state sottolineate. Proprio la questione dei serbatoi è diventata vitale in quest’opera di purificazione ambientale: essendo presenti pressoché in ogni abitazione la loro poca manutenzione o isolamento diviene una delle cause principali di contaminazione non solo delle acque ma quel che è più grave del terreno. Senza contare i danni economici che lo spargimento di carburanti nell’ambiente provoca ad ogni singola famiglia. Se sommate infatti, le spese causate dallo spargimento a causa del non mantenimento delle cisterne ammontano a molte migliaia di euro l’anno. La priorità assoluta quindi diviene la manutenzione e bonifica serbatoi che è divenuta tecnologicamente sempre più avanzata e soprattutto affidabile a tal punto da garantire per dieci anni l’isolamento completo della sostanza all’interno del serbatoio dall’ambiente circostante. Molte sono le modalità per effettuare una buona manutenzione dei serbatoi che ci servono per contenere i combustibili durante l’inverno. Innanzitutto la pulizia serbatoio deve essere precisa e accurata e deve essere effettuata in maniera profonda e completa perlomeno una volta l’anno, si può approfittare della stagione estiva durante la quale non si necessitano grandi quantitativi di carburante. Oltre alla pulizia è inoltre necessaria una revisione, sempre annua effettuata da parte di professionisti del settore che possano evidenziare eventuali anomalie o problemi. Oltre alla manutenzione dei serbatoi molti altri sono i piccoli gesti che possiamo mettere in atto quotidianamente come l’utilizzare la bici o andare a piedi per brevi tratte, differenziare sempre la spazzatura, usare prodotti poco aggressivi e limitare i consumi per quanto possibile magari investendo in un’autovettura a gas metano. Piccole attenzioni che, se messe in atto da tutti, servono a dare il nostro piccolo tassello al puzzle dell’ecologia. A cura di Martina Celegato Prima Posizione srl Web Ranking