Sanità nel Lazio, Maruccio replica duramente a Storace

L’assessore regionale ai Lavori Pubblici accusa l’ex governatore del centrodestra di rinnegare sé stesso, e sottolinea: “Nelle Asl serve gente pulita”

Roma – “Ora Storace, il vero candidato presidente alla Regione Lazio del centrodestra, se ne esce con la necessità di commissariare le Asl per garantire manager super partes, contro la nomina dei direttori generali da parte dei partiti. Peccato che la sua occasione l’abbia già avuta, lasciando in eredità non solo un debito di 10 miliardi nella sanità del Lazio, ma anche un sistema di consulenze e sprechi divenuto sistema di gestione, durante il suo mandato”. L’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Vincenzo Maruccio, reagisce aspramente alle proposte in tema di sanità avanzate dall’ex governatore laziale Francesco Storace, in particolare quelle relative ai commissariamenti delle Asl.

Poi Maruccio punta il dito contro tutti coloro che a sproposito parlano di sanità, compresi “quelli che dovrebbero chiedere scusa ai cittadini”. E spiega: “Ora che il debito pubblico è stato faticosamente risanato, dobbiamo contenere il deficit, ovvero il carico degli interessi maturati per curare i guasti che abbiamo ereditato. Da qui dobbiamo partire, con parole di verità. ‘Fuori la politica dalla sanità’ significa innanzitutto non mentire e partire da interventi, magari piccoli, ma concreti. Con la ‘voce del verbo fare’ si può continuare il percorso virtuoso che la Giunta Regionale ha intrapreso negli ultimi anni. Per questo – suggerisce Maruccio –, credo si debba procedere all’istituzione di una apposita Commissione pubblica, una Authority ad hoc capace di indicare direttori e primari sulla base di requisiti di assoluto valore e competenza, resi pubblici attraverso servizi di accesso on line da parte dei cittadini, per consentire quel ‘controllo orizzontale’ che il popolo del web democraticamente esercita sempre meglio. Partiamo da qui per sviluppare anche un sistema di gradimento da parte dei cittadini-utenti che potranno giudicare il livello dei servizi e delle prestazioni erogate in ciascuna Asl e, attraverso questo meccanismo, confermare o screditare chi le gestisce. Altro che commissariamenti!”.

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