Il vicesegretario regionale dell’IdV: “L’opera di sensibilizzazione deve partire dalle istituzioni”
Roma – “Quello della povertà è un tema assai delicato, assistiamo ad una generalizzata perdita di sensibilità verso i più bisognosi. Questo, però, non vuol dire che non esistano lodevoli iniziative a sostegno delle fasce disagiate da parte di associazioni, comunità, parrocchie e singoli cittadini”. Interviene così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, in merito alla denuncia del fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, secondo cui Roma non sarebbe più una città che investe sui più deboli. Dichiarazioni rilasciate in seguito alla morte di una barbona, che l’ambulanza non ha soccorso perché infestata dai pidocchi.
“Bisogna rendersi conto – continua Tortosa – che le persone in difficoltà sono tante e, in molti casi, abbandonate a sé stesse. Assistiamo ad un allontanamento del cittadino dal tema della povertà. Pur augurandomi che la sensibilità si sviluppi nelle coscienze di ognuno, è indispensabile che vi sia un intervento delle istituzioni, affinché si possa giungere ad una soluzione del problema nella sua dimensione reale”.
L’episodio del mancato soccorso alla senzatetto è un fatto grave. “Non si può pensare che l’assistenza ricada solamente sulla Caritas, sulla Comunità di Sant’Egidio e su altre realtà associative o di volontariato. Dovrebbero essere, in primo luogo, gli enti locali ad intraprendere iniziative volte, oltre che a sensibilizzare le coscienze, a migliorare le condizioni di vita delle persone in difficoltà. Ad esempio – conclude l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro -, il comune di Roma potrebbe pensare ad un censimento degli strati sociali più disagiati o addirittura ad aprire un capitolo di spesa in favore dei bisognosi”.
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