POSSIBILITA’ DI LAVORO ALL’ESTERO

Molti lavoratori, soprattutto tra i giovani, hanno difficolta’ a trovare lavoro e in molti casi devono accettare posti non adeguati al proprio titolo di studio. Per sette lavoratori su dieci conta piu’ l’esperienza del livello di istruzione. Con questo livello d’incertezza, piu’ di sei lavoratori su dieci sono disposti ad espatriare per trovare il posto adatto al proprio livello d’istruzione. In questa situazione criticamente precaria, le aziende che procurano lavoro interinale occupano un ruolo chiave come connessione tra la domanda e l’offerta. Molti intervistati dichiarano di accettare eventualmente un posto temporaneo piuttosto che non avere lavoro.

E’ quanto emerge dal Randstad Workmonitor, l’indagine sul mondo del lavoro realizzata da Randstad, seconda azienda al mondo nel mercato delle risorse umane e nella formazione lavoro, nel secondo trimestre 2013. Lo studio e’ stato dedicato in particolare alla partecipazione al mercato del lavoro, attraverso un sondaggio sottoposto a lavoratori dipendenti di 32 Paesi nel mondo. “Il Randstad Workmonitor delinea la fotografia di un mercato del lavoro segnato da una profonda incertezza – afferma Marco Ceresa, Amministratore Delegato di Randstad Italia – in cui emergono in particolare le difficolta’ dei giovani, che faticano a trovare un posto di lavoro adeguato al titolo di studio in tasca, mentre le prospettive della ripresa economica non sembrano indicare un miglioramento a breve. Il senso di frustrazione che genera questa situazione e’ alla radice del dato sorprendente del 65% di italiani pronto a cercare fortuna all’estero”.

Se per gli italiani l’esperienza conta di piu’ del titolo di studio, per i norvegesi e i danesi le due cose si equivalgono, mentre per i cinesi, i turchi e i britannici la convinzione italiana e’ particolarmente radicata. L’’89% degli italiani, infatti, ritiene che per chi cerca lavoro sia molto difficile trovarlo all’altezza del proprio livello d’istruzione. Inoltre, più di otto intervistati italiani su dieci, pensano che ci siano problemi di occupazione anche per i lavoratori con piu’ di 55 anni.

Luther Blissett

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