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  • Randstad alla ricerca del miglior tornitore d’Italia. Verso la finale

    La competizione organizzata da Randstad Technical accende i riflettori su una professionalità rara, quella del tornitore, ambita dalle aziende ma spesso trascurata dai giovani in cerca di impiego

    Conoscenze di meccanica, capacità di programmazione delle moderne macchine a controllo numerico, studio teorico, abilità pratica ed esperienza sul campo: sono questi i principali requisiti richiesti al tornitore, professionalità dalle competenze complesse e molto ambita dalle aziende, ma spesso trascurata dai giovani a caccia di occupazione.

    Quella del tornitore è una figura così ricercata che Randstad Technical, la specialty attiva nella ricerca, selezione e gestione delle risorse qualificate in ambito metalmeccanico ed elettrotecnico di Randstad, ha deciso di dedicarle un intero campionato composto da otto tappe e una finalissima. Il gran finale si svolgerà a Milano in occasione della finale nazionale organizzata nell’ambito dello spazio Pianeta Giovani presso 29.BI-MU/SFORTEC, manifestazione internazionale dedicata all’industria delle macchine utensili, in scena dal 30 settembre al 4 ottobre 2014 presso FieraMilano (Rho-Pero).

    Lo scopo dell’iniziativa va però ben oltre la semplice incoronazione del “miglior tornitore italiano”. «Il Campionato Tornitori – spiega Paolo Passoni, Responsabile di Randstad Technical – è una competizione, ma prima di tutto l’occasione per mettere in contatto professionisti e aziende alla ricerca di personale qualificato». Un’importante opportunità, riservata non soltanto a professionisti esperti, ma anche a profili junior che abbiano portato a termine, con successo, un apposito percorso di formazione Randstad nella programmazione delle macchine a controllo numerico.

    E sono di fatto numerosi i ragazzi che, pur avendo concluso positivamente il proprio percorso formativo, non hanno potuto sfidarsi al simulatore Siemens perché già al lavoro. Per gli altri, invece, la grande opportunità del campionato: dalla competizione al colloquio di lavoro il passo è breve. Dopo aver mostrato la propria abilità davanti al simulatore Siemens è infatti offerta ai partecipanti l’opportunità di colloqui conoscitivi con aziende interessate ad ampliare il proprio organico.

  • Cambieresti lavoro? Sì, per un aumento di stipendio

    Forse non del tutto a sorpresa è l’aumento di stipendio il desiderio più grande degli italiani in cerca di un nuovo impiego: ben 8 lavoratori su dieci sarebbero infatti disposti a lasciare il posto già occupato se potessero guadagnare di più. Tra le principali motivazioni a cambiare lavoro, il livello retributivo “batte” quindi la crescita professionale e la necessità di una maggiore aderenza al proprio percorso di studi. Del resto, in questo campo gli italiani non sembrano aver bisogno di particolari conferme, tanto che 7 lavoratori su 10 dichiarano di sentire il proprio impiego in linea con il percorso formativo effettuato.

    Nonostante la ricerca di una retribuzione più elevata, sono comunque molti gli italiani che considerano ideale il proprio lavoro, il 62%; una percentuale non molto diversa, però, afferma anche di ritenere il proprio impiego un semplice modo per guadagnarsi da vivere, o poco più. «In Italia, si registra una curiosa parità tra chi sostiene di svolgere il lavoro ideale e chi lo ritiene esclusivamente una fonte di reddito», commenta l’Amministratore Delegato di Randstad Italia Marco Ceresa.

    Dal Randstad Workmonitor, indagine sul mondo del lavoro realizzata da Randstad in 33 diversi Paesi, emerge dunque una forte inclinazione degli italiani verso la mobilità. La disponibilità a cambiare lavoro si mostra in effetti più spiccata in Italia di quanto non sia in molti altri Paesi europei. Non per questo, tuttavia, i dipendenti italiani tradiscono imprudenza: al contrario, il 62% degli intervistati chiarisce di non avere alcuna fretta; il 79% del campione precisa inoltre di non aspettarsi che un ipotetico nuovo impiego coincida con un’autentica svolta professionale.

    Un pragmatismo, quello italiano, utile forse a spiegare un dato che distingue in modo piuttosto marcato i dipendenti della penisola da quelli del resto d’Europa: l’82% degli intervistati in Italia ha svelato al secondo player mondiale nei servizi di risorse umane di essere al momento concentrato sulla possibilità di una promozione nel proprio impiego attuale. Nel mondo, solo Messico, India e Brasile registrano in merito percentuali più elevate.

    Chi si mette a caccia di un nuovo impiego in Italia sembra a ogni modo considerare valido l’aiuto delle società di recruiting. Come confermato dai più recenti dati statistici, sempre più frequentemente chi cerca lavoro si affida con fiducia alle agenzie specializzate: il 69% degli intervistati ritiene infatti che a partire da un lavoro temporaneo si possa più facilmente avere accesso a un impiego più stabile e duraturo. La formula viene in particolare considerata idonea agli aspiranti lavoratori più giovani.

    «In questo contesto – spiega l’Amministratore Delegato Randstad Italia Marco Ceresa – e in un momento in cui la speranza della ripresa si accompagna alla difficoltà per il perdurare della crisi economica, emerge un dato positivo: cresce la fiducia degli italiani nelle società di recruiting. Una dimostrazione del buon livello di integrazione raggiunto nel mercato del lavoro italiano e una testimonianza dei risultati che le agenzie specializzate sono in grado di offrire ai lavoratori nella ricerca del proprio lavoro ideale e nella definizione del miglior percorso di carriera».

  • NUOVE CRITICITA’ NEL MONDO DEL LAVORO

    Nell’ambito del workshop risorse umane 2013 organizzato da the European House con la supervisione di Ranstad, l’azienda ai vertici del mercato del lavoro interinale è stata fornita una fotografia aggiornata del mondo del lavoro italiano alla luce delle ultime evoluzioni normative che hanno avuto un impatto negativo a detta degli esperti sul senso di appartenenza e di engagement delle persone in azienda. Il problema sembra riguardare soprattutto i lavoratori over 60, i più penalizzati dal caos normativo, dalla crescita della disoccupazione e dalla poca flessibilità. L’esito di queste criticità è un forte senso di incertezza, una crescente demotivazione e un senso generale di disorientamento e quindi di perdita di senso lavorativo. La ricerca fornisce anche alcune possibili soluzioni tra cui la necessità di creare nuovi profili di carriera e retributivo che favoriscano la produttività dei lavoratori più maturi a fronte del loro costo lavorativo. Un certo dinamismo nella gestione e nella interpretazione delle norme sugli inquadramenti, sulle mansioni e appunto sulle retribuzioni potrebbe favorire un processo virtuoso di invecchiamento attivo nelle fasi finali e decisive della carriera lavorativa.

    Emerge inoltre che stabilità, regolarità, retribuzione e coerenza con le competenze acquisite nel sistema di formazione lavoro siano i pilastri da cui ripartire per risanare il rapporto con il lavoro degli “under 30” affetti da disaffezione e senso di alienazione e “over 60” colpito da demotivazione e basso engagement Il nemico numero uno però è comune e si chiama Incertezza sul domani. Incertezza su cui pesano i tassi di disoccupazione esorbitanti e una riforma sulla flessibilità del lavoro mai veramente attuata. Sul fronte aziendale ne risulta che il rischio più grande sia quello di un calo della performance aziendale. Tema molto dibattuto e su cui esistono opinioni contrastanti con i dati a disposizione. Sia le aziende che i colleghi evidenziano come i colleghi più anziani siano una criticità produttiva per l’azienda anche se i dati dimostrano che sono proprio loro i più dediti al luogo di lavoro e i meno assenti per malattia.

    Per contrastare il progressivo invecchiamento della popolazione oltre agli interventi strutturali sull’economia e sul welfare appannaggio della politica acquistano importanza a disposizione delle aziende i servizi di outplacement ovvero di ricollocamento del personale fuori o dentro l’azienda (attraverso meccanismi di mobilità interna). La scarsa diffusione di questo strumento è probabilmente dovuta al fatto che è ancora facoltativo e poco conosciuto quando nel resto d’Europa spesso è divenuto obbligatorio. Ad esempio in Spagna per i licenziamenti collettivi e in Francia per il contratto di sicurezza professionale. Da ricordare inoltre il patto generazionale: la possibilità di ridurre l’orario a lavoratori prossimi alla pensione per favorire l’assunzione di chi cerca lavoro.

    Luther Blissett

  • EVENTI AL CASTELLO DI BENTIVOGLIO ANCHE GRAZIE A RANDSTAD

    Randstad, leader europeo in materia di lavoro interinale, sostiene il 17° festival della Musica da Camera che si terra’ nel Castello di Bentivoglio. Il programma sara’ ricco d’interventi d’eccezione e si chiudera’ con una prima mondiale di nuova musica. Il festival dara’, come sempre, spazio ai giovani e la realizzazione sara’ a cura dell’Associazione culturale “Il temporale” di Bentivoglio. Il primo appuntamento si terra’ il 6 di Ottobre con la Camerata del Concertgebouw, (composta da Annebeth Webb, violino; Hein Wiedijk, clarinetto; Frank van de Laar, pianoforte), provenienti da Amsterdam. Il programma si chiuderà con Histoire du soldat di Stravinskij.

    Il programma, sempre sponsorizzato da Randstad, azienda dei Paesi Bassi tra le prime in Europa a livello di formazione lavoro, continuera’ con eventi di altissimo livello. Il 27 di Ottobre tocchera’ ad una giovane orchestra di Rovereto, i Mozart Boys and Girls Orchestra. Questo gruppo e’ sotto l’ala di un grande direttore, il Maestro Italo Rizzi. Il programma, inoltre, constera’ in un concerto di G.B. Martinie il concerto KV219 di Mozart. Il 3 Novembre, invece, sara’ l’ora del Quintetto Bibiena. I loro concerti sono famosi per coniugare elevate performance musicali con spettacoli teatrali di grande impatto. Ricordiamo, tra i loro pezzi piu’ riusciti, Pierino e il lupo di Prokofiev.

    Il programma continuera’ il 1 di Dicembre quando suonera’ l’Orchestra d’archi dell’Universita’ di Zurigo; diretti da Rudolf Koelman, questa orchestra e’ tutta composta da giovani talentuosi. Inoltre, il compositore nativo di Praga Adam Skoumal, eseguira’ da solista la prima del concerto per pianoforte, commissionata dal Festival in oggetto. Nel periodo del Festival ci saranno attivita’ correlate ai concerti, come incontri, visite e arte. Si potra’, infatti, visitare il Castello, cenare con i musicisti in un locale convenzionato. Anche questo sara’ possibile grazie a Randstad, azienda che, con i suoi servizi, aiuta chi cerca lavoro.

    Luther Blissett

  • PROGETTI INTERESSANTI NEI WORKSHOP RANDSTAD

    In ottobre ci sara’ l’ExpoTraining, un evento che si terra’ presso gli spazi espositivi di Fiera Milano City. In questa fiera nazionale della formazione, dove si tocchera’ anche il tema del lavoro interinale, partecipera’ Randstad. L’azienda olandese sara’ presente attraverso alcuni incontri con le aziende e con uno stand espositivo. Il fulcro del workshop sara’ sperimentare l’approccio usato da Randstad per la formazione manageriale. Tale pratica permette di mettere al centro l’individuo e la sua attitudine ad aprire possibilità nelle relazioni. A questo evento partecipera’ anche Sara Chinchio, Training Manager di Philips, che gentilmente si mettera’ a disposizione esponendo la propria esperienza.

    Coloro i quali testeranno questa simulazione saranno chiamati a condurre un aereo in una tratta precedentemente decisa, trovandosi a gestire una situazione di alta criticita’ come accade ai piloti reali. All’inizio i partecipanti, invitati da Randstad, numero uno nella formazione lavoro, dovranno familiarizzare con la strumentazione del velivolo; poi metteranno in gioco le proprie competenze comunicative. Il simulatore attuera’ comportamenti che faranno comprendere la cultura della comunicazione e della collaborazione.

    Randstad, societa’ leader nel settore di chi cerca lavoro, presentera’ un progetto atto a far si’ che ogni lavoratore possa inserire un giovane apprendista inerente il proprio entourage di conoscenze. Tale progetto di orientamento “18.29”, che ha un grosso valere a livello di benefit, sta prendendo piede soprattutto in quelle aziende che sono attente a temi quali l’employer braining e retention.

    Luther Blissett

  • POSSIBILITA’ DI LAVORO ALL’ESTERO

    Molti lavoratori, soprattutto tra i giovani, hanno difficolta’ a trovare lavoro e in molti casi devono accettare posti non adeguati al proprio titolo di studio. Per sette lavoratori su dieci conta piu’ l’esperienza del livello di istruzione. Con questo livello d’incertezza, piu’ di sei lavoratori su dieci sono disposti ad espatriare per trovare il posto adatto al proprio livello d’istruzione. In questa situazione criticamente precaria, le aziende che procurano lavoro interinale occupano un ruolo chiave come connessione tra la domanda e l’offerta. Molti intervistati dichiarano di accettare eventualmente un posto temporaneo piuttosto che non avere lavoro.

    E’ quanto emerge dal Randstad Workmonitor, l’indagine sul mondo del lavoro realizzata da Randstad, seconda azienda al mondo nel mercato delle risorse umane e nella formazione lavoro, nel secondo trimestre 2013. Lo studio e’ stato dedicato in particolare alla partecipazione al mercato del lavoro, attraverso un sondaggio sottoposto a lavoratori dipendenti di 32 Paesi nel mondo. “Il Randstad Workmonitor delinea la fotografia di un mercato del lavoro segnato da una profonda incertezza – afferma Marco Ceresa, Amministratore Delegato di Randstad Italia – in cui emergono in particolare le difficolta’ dei giovani, che faticano a trovare un posto di lavoro adeguato al titolo di studio in tasca, mentre le prospettive della ripresa economica non sembrano indicare un miglioramento a breve. Il senso di frustrazione che genera questa situazione e’ alla radice del dato sorprendente del 65% di italiani pronto a cercare fortuna all’estero”.

    Se per gli italiani l’esperienza conta di piu’ del titolo di studio, per i norvegesi e i danesi le due cose si equivalgono, mentre per i cinesi, i turchi e i britannici la convinzione italiana e’ particolarmente radicata. L’’89% degli italiani, infatti, ritiene che per chi cerca lavoro sia molto difficile trovarlo all’altezza del proprio livello d’istruzione. Inoltre, più di otto intervistati italiani su dieci, pensano che ci siano problemi di occupazione anche per i lavoratori con piu’ di 55 anni.

    Luther Blissett

  • RANDSTAD ITALIA HA FATTO SONDAGGI SULLA SITUAZIONE LAVORATIVA

    Molti lavoratori, soprattutto tra i giovani, hanno difficolta’ a trovare lavoro e in molti casi devono accettare posti non adeguati al proprio titolo di studio. Per sette lavoratori su dieci conta piu’ l’esperienza del livello di istruzione. Con questo livello d’incertezza, piu’ di sei lavoratori su dieci sono disposti ad espatriare per trovare il posto adatto al proprio livello d’istruzione. In questa situazione criticamente precaria, le aziende che procurano lavoro interinale occupano un ruolo chiave come connessione tra la domanda e l’offerta. Molti intervistati dichiarano di accettare eventualmente un posto temporaneo piuttosto che non avere lavoro.

    Questo e’ quello che emerge dal sondaggio di Randstad, una tra le aziende leader nel settore della formazione lavoro, sottoposto a lavoratori di ben trentadue paesi nel mondo. L’amministratore delegato di Randstad Italia, Marco Ceresa, afferma che il sondaggio operato dalla propria azienda fotografa un mercato lavorativo contrassegnato da una profonda incertezza generale. Il senso di frustrazione e’ radicato da un dato sintomatico: il 65% dei lavoratori e’ pronto a lasciare il paese.

    Se per gli italiani l’esperienza conta di piu’ del titolo di studio, per i norvegesi e i danesi le due cose si equivalgono, mentre per i cinesi, i turchi e i britannici la convinzione italiana e’ particolarmente radicata. L’’89% degli italiani, infatti, ritiene che per chi cerca lavoro sia molto difficile trovarlo all’altezza del proprio livello d’istruzione. Inoltre, più di otto intervistati italiani su dieci, pensano che ci siano problemi di occupazione anche per i lavoratori con piu’ di 55 anni.

    Luther Blissett

  • APPENA CONCLUSO IL CAMPIONATO SALDATORI 2013

    Per promuovere attivita’ lavorative sempre molto ricercate dalle aziende, Randstad, leader europeo del lavoro interinale, ha indetto il Campionato Nazionale Saldatori. Tale concorso prevedeva sedici tappe in giro per l’Italia e incoronava il più abile nell’opera di saldatura a filo e a elettrodo. Ricordiamo che tale figura è contesa dalle aziende a peso d’oro.

    Il Campionato Saldatori 2013 e’ stato organizzato in partnership con Lincoln Electric, con il patrocinio dell’Istituto Italiano della Saldatura, e ha avuto l’obiettivo di individuare i migliori professionisti sul mercato, mettendo in contatto domanda e offerta di lavoro tra operai specializzati ed aziende alla ricerca di personale qualificato. Nelle diverse tappe, infatti, i saldatori reclutati da Randstad Technical (azienda leader nella formazione lavoro), dopo aver dimostrato le proprie abilita’ tecniche attraverso le prove pratiche sui processi di saldatura, hanno potuto incontrare le imprese del territorio in uno spazio dedicato al colloquio.

    Il tour in oggetto si e’ svolto da Brescia ad Alessandria passando da Bergamo, Lecco, Legnano, Piacenza e Novara. Queste sono solo alcune delle citta’ lambite dal concorso. In tutte le tappe i saldatori del posto hanno dovuto misurarsi con prove di abilita’ attraverso strumenti innovativi quale il “VRTEX™360”. Tute professionali e guanti speciali da saldatore sono stati messi in palio come premio per chi ha vinto ogni tappa della manifestazione. Per tutti gli altri una cuffia protettiva da saldatore come premio di consolazione. Un particolare ringraziamento va a Randstad, azienda che aiuta chi cerca lavoro.

    Luther Blissett

  • CAMPIONATO SALDATORI 2013

    C’e’ una figura sempre piu’ rara in Italia: il saldatore. Per questo Randstad, leader nel settore del lavoro interinale, ha indetto una prova di abilita’ in tale disciplina. Il Campionato Nazionale Saldatori, si e’ esteso in sedici tappe lungo l’Italia e ha previsto alcune prove di abilità nella saldatura a elettrodo e a filo incoronando il migliore saldatore della penisola.

    Grazie a questa manifestazione voluta fortemente da Randstad, (azienda attenta anche al settore della formazione lavoro), sono stati selezionati e premiati i migliori saldatori nelle 16 tappe durante questo tour in tutta Italia, facendo incontrare domanda e offerta sul territorio, grazie ad aziende bisognose di tali figure lavorative. Ricordiamo che questo evento e’ stato organizzato in collaborazione con la Lincoln Electric e il patrocinio dell’Istituto Italiano della Saldatura.

    Tra le citta’ coinvolte da questa manifestazione troviamo Novara, Brescia, Alessandria, Bergamo, Lecco, Gallarate, Pavia, Venaria, Cuneo, Genova, Modena, Forli’ e Thiene. In tutte e sedici le tappe si sono misurati i migliori saldatori delle rispettive zone. Ad ogni vincitore sono state consegnate tute professionali e guanti da saldatore. A tutti i partecipanti, invece, un premio di consolazione che consisteva in una cuffia protettiva da saldatore. Molto merito della riuscita dell’evento va attribuito a Randstad, azienda che da sempre aiuta chi cerca lavoro.

    Luther Blissett

  • PIU’ DONNE MANAGER NELLE AZIENDE ITALIANE

    Milano, Per il settanta per cento dei lavoratori, le donne sono piu’ calzanti degli uomini per il ruolo dirigenziale in un’azienda; mentre per l’ottanta per cento dei lavoratori, il sesso cosiddetto “debole” e’ imprescindibile se si vuol creare un team ad alto profilo qualitativo. Questo e’ quanto emerso da una ricerca sul mondo lavorativo condotta da Randstad, gruppo leader nel mercato del lavoro interinale. Il problema e’ che, secondo il 69% dei lavoratori, per le donne ci sarebbero maggiori impedimenti ad accedere ai posti di comando. Inoltre, la maggior parte degli italiani e’ favorevole ad aumentare anche a livello legislativo la presenza di donne in azienda.

    La ricerca, che si e’ focalizzata sulla parita’ di genere nella leadership, fa emergere in Italia la consapevolezza dei lavoratori circa l’arretratezza del mercato della formazione lavoro su questo tema. Gli italiani, se da un lato evidenziano gli ostacoli delle donne nel raggiungere posizioni dirigenziali, dall’altro giudicano la componente femminile maggiormente adatta rispetto a quella maschile a posizioni di leadership nella propria organizzazione. E cosi’ si dicono disponibili alle “quote rosa” per consentire alle donne di superare il tetto di cristallo. Opinioni condivise da entrambi i generi, anche se le lavoratrici – che si sentono piu’ preparare alla leadership di quanto le giudichino i colleghi i maschi – appaiono scoraggiate nella battaglia per l’emancipazione professionale, in cui ai problemi storici si aggiungono gli ostacoli della crisi economica.

    Nel resto del mondo, non e’ cosi’ spiccato come in Italia il fatto che i lavoratori indichino le donne piu’ propense a ricoprire i ruoli manageriali. Negli altri paesi, infatti, viene preferita una leadership prevalentemente maschile. In Italia, pero’, l’input alla carriera femminile e’ molto basso; e, in tal senso, il Bel Paese si colloca al 29esimo posto in una graduatoria totale di 32 paesi. Per quanto riguarda la presenza maschile nei ruoli chiave, invece, il nostro paese si colloca al sesto posto. Come detto precedentemente, tutte queste analisi e statistiche provengono da uno studio portato avanti da Randstad, azienda che si occupa di chi cerca lavoro.

    Luther Blissett