Da alcuni anni il mercato mondiale di mobili e pannelli in legno si deve confrontare con il delicato tema dell’emissione di formaldeide e delle sostanze organiche volatili, c’è pertanto l’esigenza di approfondire le conoscenze relative alle fonti di inquinamento indoor.
Per i produttori di materie prime e prodotti finiti, coniugare il livello estetico delle finiture dei mobili e degli arredamenti per interni con l’attenzione alla salute dell’utilizzatore finale, è diventato pertanto un obiettivo fondamentale da perseguire. L’accresciuta sensibilità verso queste problematiche e le conseguenti prese di posizione anche da parte dei diversi Governi nazionali, richiama spontanea l’attenzione sull’importante ruolo che ha in questo contesto il Catas di San Giovanni al Natisone, riconosciuto in tutto il mondo per l’efficacia di un’attività di ricerca e controllo nella sicurezza del mobile a 360°, partendo dalle materie prime, per passare alla loro lavorazione, fino al prodotto finito in uso, nonchè alle indagini ambientali.
Inquinamento indoor
La valutazione della qualità dell’aria e dei parametri climatici e biologici negli ambienti domestici, civili e di lavoro (uffici, banche, scuole, ecc.) è uno dei servizi più recenti messi a punto dal nuovo reparto Ambiente del Catas.
L’emissione di formaldeide è certamente l’esempio più noto di un composto che si può sprigionare dai mobili presenti nelle abitazioni, negli uffici, nelle scuole ed in altri locali di soggiorno. E per questa sostanza sono già stati individuati dei metodi di prova e dei limiti che consentono la verifica dell’idoneità di un prodotto per il mercato. Il caso della formaldeide è specifico sia per la sua pericolosità (classificata cancerogena dallo IARC), sia per il fatto che le quantità che i mobili liberano all’interno degli ambienti di vita possono effettivamente superare i limiti di legge stabiliti in molti Stati europei ed extraeuropei.
La formaldeide non è tuttavia l’unica sostanza emessa dai mobili in quanto i materiali con cui sono realizzati possono contenere diversi composti volatili che nel tempo si liberano gradualmente nell’ambiente in cui gli stessi sono collocati.
Le vernici in particolare, che siano esse a base solvente, all’acqua o di tipo fotoreticolabile, contengono sempre come ingredienti nelle loro formulazioni delle sostanze volatili.
Attività di controllo sui mobili
I test sui mobili d’arredamento vengono realizzati tanto per verificare la rispondenza con i criteri qualitativi del produttore quanto per soddisfare le normative vigenti e le certificazioni di qualità a livello nazionale, europeo ed internazionale.
Il Catas impiega fra gli altri dei particolari robot (bracci antropomorfi) che stanno gradualmente sostituendo le macchine elettro-meccaniche. L’utilizzo di questo tipo di robot risulta oggi indispensabile soprattutto per il controllo degli attuali sistemi di apertura e chiusura di ante e cassetti (come il push to open o soft closing), meccanismi molto particolari che prevedono una serie di movimenti continui da parte dell’utilizzatore e che il braccio antropomorfo può tranquillamente simulare con una semplice programmazione.
Certificazione di prodotto
La certificazione di prodotto verifica la conformità di un prodotto ai documenti normativi e alle specifiche tecniche. L’istituto friulano rilascia una certificazione con il proprio marchio: il Catas Quality Award (CQA) che viene applicato alle materie prime (pannelli grezzi a base di legno e cicli di verniciatura), ai semilavorati (pannelli nobilitati, profili lamellari per finestre), ai componenti (superfici di mobili domestici, ante da cucina) e ai mobili (letti e materassi, sedie per ufficio).
“Una conoscenza più approfondita delle effettive emissioni di formaldeide e delle sostanze organiche volatili da parte dei mobili prodotti in Italia – afferma il direttore generale del Catas, Andrea Giavon – potrebbe essere un primo obiettivo da raggiungere per tutto il settore del legno-arredo. Da queste indagini i produttori di mobili italiani potrebbero far nascere eventuali strategie commerciali comuni per valorizzare le specificità dei prodotti nazionali proprio in termini ambientali o di sicurezza del prodotto”.
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