Categoria: Politica

  • De Pierro chiede le dimissioni di Bertolaso


    Roma – L’Italia dei Diritti è favorevole alle dimissioni di Guido Bertolaso dalla guida della Protezione Civile.

    “Questa nostra presa di posizione – spiega il presidente del movimento Antonello De Pierro – non è mossa né da uno spirito colpevolista né giustizialista, ma da una naturale e logica valutazione di efficienza. Non spetta a me giudicare il coinvolgimento o meno di Bertolaso nella vicenda che lo vede indagato, ci mancherebbe altro, questo è un compito demandato alle competenze della magistratura. Credo in verità – continua De Pierro – che egli sia uno dei massimi esperti in materia di Protezione Civile presenti nel nostro paese. Tale richiesta, dunque, non è certo fatta a cuor leggero, in quanto ritengo che, se anche qualcosa è sfuggito al controllo, non sia stato per la volontà di uscire dal recinto della legalità. E’ noto, in ogni caso, che chiunque si trovi a capo di una struttura è chiamato a rispondere delle azioni illegittime di altri. Qualora le responsabilità a carico degli arrestati siano dimostrate, auspico pene esemplari e soprattutto certe. Cesare Beccaria lo affermava già due secoli fa che il vero deterrente non è l’entità della pena, ma la certezza che sia scontata. Per tornare alle dimissioni del capo della Protezione Civile – conclude il Presidente dell’Italia dei Diritti – ritengo che siano doverose. Il suo stato d’animo attuale, infatti, a maggior ragione se completamente innocente, non è tale da poter garantire un corretto espletamento delle funzioni istituzionali a lui attribuite”.

  • Europa e Regioni, secondo Maruccio cooperazione fondamentale anche per il Lazio

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Necessario investire sfruttando i nuovi accodi per la collaborazione internazionale che l’UE sta mettendo a disposizione delle amministrazioni locali”

    Roma – “Guardare all’Europa per coglierne le migliori opportunità di sviluppo per il nostro territorio”. È questo l’invito esplicito che Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, rivolge direttamente alla politica italiana, troppo spesso ripiegata su sé stessa e poco favorevole ad abbracciare una visione d’insieme di più ampio respiro.

    “Non solo regolamenti e direttive da applicare – continua Maruccio argomentando le sue idee –, ma anche risorse da investire sfruttando i nuovi accodi per la cooperazione internazionale che l’UE sta mettendo a disposizione per le amministrazioni locali. A partire dal Fondo di sviluppo per la cooperazione tra regioni (FESR) e i programmi Interreg, l’Unione europea sta infatti attribuendo agli enti locali un’importanza sempre maggiore per la promozione di iniziative dirette verso la coesione economica e lo sviluppo equilibrato del territorio. Non possiamo, dunque, non approfittare di queste possibilità. Anzi, dobbiamo sfruttarle in pieno per far avanzare la nostra regione nei settori della conoscenza, della competitività, dell’occupazione, della sostenibilità ambientale, delle politiche sociali e della crescita economica”.

    Poi, analizzando quanto di buono è stato fatto finora e quanto ancora si debba fare per il futuro, l’assessore regionale illustra un percorso politico da compiere inderogabilmente nella prossima legislatura: “La Regione Lazio – afferma –, che in questi anni ha già dato prova di una buona governance nel coniugare disposizioni comunitarie e strategie di sviluppo, deve continuare ad approfittare dei progetti di cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale che la includono, sulla base della sua posizione geografica e per altre prerogative, utilizzando al meglio gli strumenti finanziari e di programmazione messi a disposizione dall’UE. Per questo è auspicabile un rafforzamento del dialogo politico tra diversi attori internazionali, nazionali, regionali, locali, imprese e cittadini. Un dialogo che dovrebbe avere come fine ultimo il superamento dei conflitti, la realizzazione di soluzioni condivise, la promozione di opportunità di sviluppo comuni, la distribuzione dei costi e benefici. Proprio come insegna l’Europa unita”.

  • Marocchino giù da recinzione del Cie di Ponte Galeria, Tortosa perplesso

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Gesto che deve farci riflettere su alcuni aspetti inquietanti della nostra società che devono necessariamente cambiare”

    Roma – “La decisione del cittadino marocchino di volersi togliere la vita mette in evidenza sia il disagio di un uomo che teme di tornare in patria per via della miseria, sia l’indifferenza con cui alcune istituzioni trattano queste situazioni. La nostra società sta indossando una maschera di insensibilità che deve essere calata al più presto”. Così il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, ha voluto esprimere tutta la sua solidarietà al cittadino marocchino, su cui pende un decreto di espulsione, che ha tentato il suicidio gettandosi dai cancelli del Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria. In passato l’uomo aveva ribadito più volte di voler compiere il gesto, ma la struttura psichiatrica dove era in cura l’aveva dimesso senza particolari prescrizioni. Attualmente sono ancora in corso accertamenti sul suo stato di salute.

    “Se questi gesti sono dettati dalla disperazione estrema di un uomo che ha perso la sua dignità per via delle condizioni in cui versa, ben presto ne dovranno fare i conti anche i cittadini italiani – sottolinea l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro –. Un paese in cui le esportazioni diminuiscono anno dopo anno, dove si permette che un polo industriale come quello di Prato vada in malora a favore dell’apertura di esercizi commerciali cinesi, lasciando a casa migliaia e migliaia di persone senza lavoro, è un paese che non sa offrire ai propri cittadini un futuro. Per questo motivo chiedo a chi ci governa – conclude Tortosa – di smettere di fare falsi proclami sulla ripresa economica del Paese, mostrando l’Italia agli occhi degli stranieri come una terra promessa”.

  • Crescita, sviluppo e turismo, gli obiettivi di Maruccio per il litorale laziale

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Si può fare molto stimolando le attività sul territorio, migliorando le infrastrutture e il sistema della mobilità, promuovendo le visite turistiche”

    Roma – “La costa laziale gode di buona salute e questa è una notizia che fa piacere. Dal Rapporto 2010 presentato ieri da Litorale spa emergono dati positivi per residenti (+11%), edilizia e occupazione. Anche arrivi e presenze turistiche aumentano (rispettivamente +24% e +19%) con 1,2 milioni di visitatori solo nel 2007, e 700 mila presenze in visita ogni anno presso i luoghi di cultura. Bene ha fatto, dunque, la Regione Lazio ad approvare lo scorso ottobre il Fondo straordinario per lo sviluppo economico locale del litorale destinato a 22 comuni costieri più 2 isolani con uno stanziamento di 55 milioni di euro entro il 2011. Soldi da utilizzare per migliorare le infrastrutture, il sistema della mobilità e il recupero delle aree degradate”. È questa la via indicata dall’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Vincenzo Maruccio, per promuovere e valorizzare l’immenso patrimonio naturale della fascia costiera laziale. A tal proposito Maruccio ricorda che “l’offerta turistica di questa area deve adeguarsi alle sue straordinarie potenzialità, soprattutto nel comparto strategico della nautica. Ma molto si può fare anche stimolando le attività sul territorio: dagli accordi con musei e teatri cittadini ai bandi pubblici rivolti in via prioritaria a imprese di giovani, con requisito l’età media 35 anni, per finanziare nuovi progetti a tema”.

    “Nel Lazio – conclude l’assessore regionale proponendo la sua ricetta politica per il territorio – serve infatti un turismo del ‘fare’ con una spinta sempre più marcata verso il futuro, per crescere in una regione contraddistinta da dinamismo, capacità innovative e un mercato del lavoro realmente riformato”.

  • Appalti senza gara al XVIII Municipio, Tortosa commenta

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Prima di crocifiggere il presidente Giannini aspettiamo che sull’episodio sia fatta più chiarezza”

    Roma – “Certo che il mezzo della somma urgenza è una procedura legalizzata per l’affido di appalti senza concorso, tuttavia voglio sperare che realmente non ci sia stato abuso nel suo ricorso, perché in tal caso la questione sarebbe vergognosa. Chiedo che l’amministrazione del XVIII Municipio dia al più presto dei segnali di trasparenza. Se si devono dare in appalto dei lavori è giusto che allo stesso banco siano chiamate più ditte”. Così il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, commenta lo scandalo che ha coinvolto il XVIII Municipio di Roma, nel quale i lavori pubblici verrebbero affidati solo attraverso l’utilizzo della somma urgenza o della trattativa privata e mai attraverso bando pubblico. Il tutto avverrebbe con il benestare del presidente del municipio in questione, Daniele Giannini.

    “Mi auguro che sulla questione sia fatta luce al più presto – conclude l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro –, chi ha commesso delle irregolarità ne dovrà rispondere direttamente alla giustizia”.

  • Campi nomadi, Maruccio contesta le soluzioni di Alemanno

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Il sindaco di Roma si limita a spostare le famiglie rom invece di risolvere il problema”

    Roma – “Altro che concertazione e dialogo. Il piano nomadi, con cui Alemanno ha provveduto allo sgombero del campo rom Casilino 900, la dice lunga sul modo di trattare la questione immigrazione da parte del sindaco di Roma. Le comunità rom vengono infatti sbrigativamente evacuate in diversi centri senza che per questi altri campi, già saturi, siano stanziati fondi adeguati e senza coordinamento con gli operatori sociali, le associazioni umanitarie e le amministrazioni municipali che operano sui territori, come ad esempio al campo di via dei Gordiani, nel municipio VI. Risultato: sradicamento, frammentazione parentale, sovraffollamento, disagi, malcontento e allarme sociale”. Duro affondo di Vincenzo Maruccio, assessore regionale ai Lavori Pubblici, sulle soluzioni adottate da Gianni Alemanno dopo la recente chiusura del Casilino 900.

    Le critiche di Maruccio al primo cittadino della Capitale proseguono prendendo in considerazione altri aspetti fondamentali di questa delicata vicenda: “Famiglie rom trattate come pedine in una scacchiera, di qua e di là, per dare seguito a promesse elettorali attraverso una strategia vergognosa: quella che si propone di riversare il problema ad altri, in altri luoghi, meglio ancora se nei territori della provincia romana, o più in là, cosicché il problema e la competenza passano ad altre amministrazioni quali la Provincia di Roma e la Regione Lazio. Che dire: in tema di immigrazione l’approccio dovrebbe essere innanzitutto umanitario. La sicurezza sociale può conseguire solo da politiche improntate a principi di solidarietà, di effettiva occupazione e di capacità di sussistenza. Per ora, invece – tuona polemico Maruccio –, assistiamo solo a ping-pong politici ed elettorali”.

  • Maruccio sottolinea l’importanza delle aree naturali protette del Lazio

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Mi impegnerò affinché questo inestimabile patrimonio ambientale benefici di una gestione efficiente per la preservazione della biodiversità e la riqualificazione del territorio”

    Roma – “Nel Lazio si contano 13 parchi regionali, 20 riserve naturali regionali, circa 8 monumenti naturali regionali, senza considerare i parchi nazionali, le riserve dello Stato e via dicendo. Questo inestimabile e variopinto patrimonio ambientale fa sì che la nostra sia una regione in cui si trova rappresentato più o meno il 50% della biodiversità presente in Italia. Bisogna considerare che l’esistenza di queste riserve naturali è fondamentale anche per lo sviluppo sostenibile delle comunità locali. Evidenze statistiche testimoniano, per l’appunto, il contributo delle aree naturali protette allo sviluppo locale e rilevano come il patrimonio rurale venga di volta in volta valorizzato, riscoperto, inventato con la sollecitazione di questi siti. Detto altrimenti, le attività di tutela delle aree protette permettono di intervenire nei settori della conservazione dei beni culturali e paesaggistici, nel recupero delle tradizioni e delle identità locali, nei modelli di sviluppo socio-economico sostenibile. Da non dimenticare, infine, che il miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali favorisce la permanenza sul territorio delle popolazioni, in particolare di quelle giovanili e femminili”. È quanto sostiene, nella sua accurata analisi dei beni paesaggistici naturali e del territorio laziale, Vincenzo Maruccio, assessore regionale ai Lavori Pubblici.

    “Per questi motivi – aggiunge esponendo i suoi propositi – mi impegnerò affinché le aree protette della nostra regione beneficino di una gestione efficace ed efficiente, per la preservazione della biodiversità e la riqualificazione del territorio con il coinvolgimento, a livello decisionale e operativo, dei residenti. Una riqualificazione che avrà come perno lo sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali tradizionali e la promozione dell’agriturismo e dell’eco-turismo. La collocazione all’interno dei parchi risulta, infatti, conveniente per la valorizzazione dell’immagine dell’azienda agricola e dei suoi prodotti, nonché per le potenzialità di vendita e consumo determinate dai flussi turistici. Sono altresì convinto che l’offerta agrituristica debba valorizzare la funzione ricreativa, sociale e culturale dell’azienda agricola, anche attraverso la riscoperta della cultura enogastronomica regionale”.

    A conclusione del suo discorso, Vincenzo Maruccio, ricorda come la ‘Voce del verbo fare’ sia indispensabile “affinché il nostro sistema delle aree naturali regionali sostenga progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili; favorisca l’occupazione e la formazione di figure professionali nel campo dei beni ambientali; supporti le comunità rurali per la creazione di musei e per il restauro di centri storici ed edifici di valore artistico e culturale; incrementi le capacità e le competenze dei locali per rispondere alle esigenze legate alla ricettività turistica”.

  • Nucleare, De Pierro attacca le decisioni del Governo schierandosi con le Regioni

    Roma – “Intendiamo ribadire il nostro secco no al nucleare ed esprimiamo solidarietà alle regioni Basilicata, Campania e Puglia, che hanno avuto il coraggio di sfidare con legge regionale un provvedimento legislativo altamente discutibile.

    Mi auguro che altre regioni italiane seguano questo esempio per contrastare una legge che, oltre a mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei cittadini, mortifica e calpesta anche l’istituto democratico della consultazione referendaria, tramite il quale gli italiani, nel 1987, avevano già espresso il loro pensiero sul tema. I signori al governo della nazione che hanno più volte già dimostrato di non legiferare a favore della popolazione, ma spesso addirittura contro, non devono dimenticare che secondo la Costituzione il popolo è sovrano, almeno fino a quando qualcuno non riuscirà anche a cambiare questo concetto”. È decisamente critico il giudizio di Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, sulla decisione del Consiglio dei ministri di impugnare dinnanzi alla Corte costituzionale le normative regionali di Puglia, Campania e Basilicata che vietano installazioni nucleari sul loro territorio. L’iniziativa è stata promossa dal ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, secondo il quale si sarebbe creato un conflitto di competenza poiché le leggi regionali avrebbero invaso l’autorità esclusiva dello Stato in materia di tutela ambientale, di sicurezza interna e di concorrenza. La battaglia su questo tema tra governo centrale e governi locali sembra appena all’inizio.

    “Il fatto di impugnare l’iniziativa legislativa delle tre ‘regioni coraggio’ – rincara la dose De Pierro – è l’ennesima conferma delle contraddizioni che caratterizzano da sempre l’attuale esecutivo, che ha mostrato più volte di non avere le idee chiare su come si amministra uno stato. Da un lato, questo Governo, per assecondare le idee secessioniste, poi ammorbidite nelle espressioni verbali ma non certo nella sostanza, avanzate da sempre dalla Lega, si attesta su posizioni volte a provvedimenti in chiave federalista; dall’altro lato, impugna immediatamente una normativa locale che ha osato sfidare uno sciagurato disegno nazionale”.

    Quanto alla presa di posizione assunta dal titolare del Dicastero dello Sviluppo Economico, il leader dell’Italia dei Diritti non ha dubbi: “Chiederei al ministro Scajola semmai, solo per un istante, abbia pensato di costruire una centrale nucleare nella sua Imperia o dintorni, visto che si continuano a prendere in giro i cittadini sulla sicurezza di tali impianti. Tutto ciò viene smentito sia dalla storia, che ha purtroppo dovuto registrare immani tragedie, sia dal fatto che le assicurazioni si rifiutano categoricamente di stipulare polizze assicurative a favore di stabilimenti nucleari. E questo – chiosa caustico De Pierro – fa pensare che in effetti non siano poi tanto sicure, come demagogicamente i nostri governanti vorrebbero farci credere per mascherare la loro assoluta incapacità nel cimentarsi in investimenti e iniziative su forme di energia alternativa”

  • Le proposte di Maruccio contro l’usura

    L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Un terzo dei commercianti attivi nel Lazio avrebbe avuto negli ultimi anni rapporti con il mercato del credito ‘a nero’ del denaro. È necessario incentivare azioni di prevenzione di questo malaffare”

    Roma – “I commercianti del Lazio si rivolgono agli usurai, segnale evidente della difficoltà sempre maggiore di far quadrare i conti a fine mese. Ma l’usura, purtroppo, non è un fenomeno diffuso solo al livello delle imprese, perché ci sarebbero anche 70 mila famiglie nel Lazio che correrebbero lo stesso rischio a causa della stretta creditizia delle banche e dei bilanci familiari sempre più in rosso”. Lo dichiara preoccupato Vincenzo Maruccio, assessore regionale ai Lavori Pubblici, che poi, valutando i notevoli danni connessi al fenomeno, spiega: “Come emerge dal rapporto di ‘Sos Impresa Lazio’, l’associazione nata alcuni anni fa proprio per opporsi al racket e alla criminalità organizzata, un terzo dei commercianti attivi nel Lazio, pari a 26 mila titolari di negozi, avrebbe avuto negli ultimi anni rapporti con il mercato del credito ‘a nero’ del denaro. L’usura si starebbe estendendo anche ad artigiani, professionisti, dipendenti pubblici e pensionati. Per un giro d’affari, solo per il commercio, stimato in non meno di 2,3 miliardi di euro tra interessi pagati ed altre utilità”.

    Quanto alle possibili soluzioni da adottare l’assessore Maruccio afferma: “Occorre una revisione della legge regionale contro l’usura, con l’introduzione di una ‘Rete Regionale di Sportelli Anti-usura’ in grado di sostenere progetti volti a favorire uno sviluppo economico e sociale libero da condizionamenti illegali. Bisogna, infatti, prevenire il fenomeno anche attraverso l’ascolto dei soggetti a rischio, dei casi di ‘sovra indebitamento’ e sviluppare nel cittadino il concetto di buon uso del denaro. Insomma, è necessario innanzitutto incentivare e sostenere azioni di prevenzione di questi episodi di malaffare. Successivamente sarà indispensabile mettere in campo programmi di attività diretti a contrastare l’illegalità e ad appoggiare concretamente i soggetti usurati o potenziali vittime del reato di usura, attraverso processi volti all’integrazione e al reinserimento sociale”.

  • Residenze Sanitarie Assistenziali, le cose da fare secondo Maruccio

    L’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio: “Lo sforzo maggiore, nella prossima legislatura, sarà quello di aumentare i posti nelle RSA laziali, per eliminare le liste di attesa e assicurare a tutti l’assistenza di cui necessitano”

    Roma – “Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) sono strutture residenziali extraospedaliere gestite da soggetti pubblici o privati e accreditate dalla Regione Lazio”, spiega l’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Vincenzo Maruccio, che poi aggiunge: “I destinatari dei servizi sono persone adulte o anziane con diversi livelli di dipendenza per i quali non è necessario il ricovero ospedaliero, ma neppure è possibile la loro permanenza a casa: necessitano di interventi di riabilitazione funzionale o mentale, sono portatori di patologie stabilizzanti di natura fisica, psichica, sensoriale mista. Per queste persone le RSA offrono ospitalità permanente. Una realtà variegata, che nella nostra regione presenta numeri importanti: 6.000 utenti già ricoverati, circa 8.000 in lista di attesa, mediamente 3-5 anni, oltre 600 strutture fra RSA e socio-assistenziali, oltre 12.000 addetti in tutto. Trattandosi di servizi di natura sia sociale sia sanitaria, la ripartizione dei costi e delle competenze attualmente è sostenuta al 50% dalla quota sociale e al 50% da quella sanitaria. La quota sanitaria, indipendentemente dal reddito del paziente, è completamente a carico della Regione Lazio, mentre la quota sociale richiede un contributo da parte dell’utente, aiutato dai Comuni per i redditi inferiori a euro 13.000 ISEE. In concreto, il costo per le famiglie si aggira in una quota compresa fra 1.600 e 2.000 euro al mese, cifre non alla portata della maggior parte dei congiunti”.

    “Dunque un problema serio che richiede numerosi interventi, primo fra tutti quello che tenda a creare equità reddituale – argomenta Maruccio, avanzando una serie di proposte concrete per sanare questa situazione –. Sarebbe opportuno, inoltre, che la Regione versasse i fondi relativi alla quota sanitaria direttamente alle strutture, senza passare per i Comuni, velocizzando l’iter ed evitando di gravare sulle famiglie, che si trovano spesso ad anticipare dei capitali. Sarebbe poi necessaria una maggiore flessibilità nella ripartizione delle quote di spesa tra aspetto sociale e sanitario, valutandolo caso per caso a seconda dei problemi reali dei pazienti: un meccanismo che farebbe subito risparmiare il 30% della spesa pubblica, con maggiore vantaggio per le famiglie. Infine, si dovrà puntare su corsi di qualificazione per il personale, con l’obiettivo di creare occupazione e migliorare l’offerta sociale. Ovviamente lo sforzo maggiore, nella prossima legislatura, sarà quello di aumentare i posti nelle RSA della regione, per eliminare le liste di attesa e assicurare a tutti l’assistenza di cui necessitano”.