L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Il sindaco di Roma si limita a spostare le famiglie rom invece di risolvere il problema”
Roma – “Altro che concertazione e dialogo. Il piano nomadi, con cui Alemanno ha provveduto allo sgombero del campo rom Casilino 900, la dice lunga sul modo di trattare la questione immigrazione da parte del sindaco di Roma. Le comunità rom vengono infatti sbrigativamente evacuate in diversi centri senza che per questi altri campi, già saturi, siano stanziati fondi adeguati e senza coordinamento con gli operatori sociali, le associazioni umanitarie e le amministrazioni municipali che operano sui territori, come ad esempio al campo di via dei Gordiani, nel municipio VI. Risultato: sradicamento, frammentazione parentale, sovraffollamento, disagi, malcontento e allarme sociale”. Duro affondo di Vincenzo Maruccio, assessore regionale ai Lavori Pubblici, sulle soluzioni adottate da Gianni Alemanno dopo la recente chiusura del Casilino 900.
Le critiche di Maruccio al primo cittadino della Capitale proseguono prendendo in considerazione altri aspetti fondamentali di questa delicata vicenda: “Famiglie rom trattate come pedine in una scacchiera, di qua e di là, per dare seguito a promesse elettorali attraverso una strategia vergognosa: quella che si propone di riversare il problema ad altri, in altri luoghi, meglio ancora se nei territori della provincia romana, o più in là, cosicché il problema e la competenza passano ad altre amministrazioni quali la Provincia di Roma e la Regione Lazio. Che dire: in tema di immigrazione l’approccio dovrebbe essere innanzitutto umanitario. La sicurezza sociale può conseguire solo da politiche improntate a principi di solidarietà, di effettiva occupazione e di capacità di sussistenza. Per ora, invece – tuona polemico Maruccio –, assistiamo solo a ping-pong politici ed elettorali”.
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