Categoria: Economia e Finanza

  • Compro oro Roma

    Sito: Compro Oro Roma – Simply Gold Srl

    Il nostro network Simply Gold Srl è leader nel settore della vendita e dell’acquisto di metalli preziosi. Compra-oro.it è presente in numerose città del territorio italiano ma non ha ancora una propria filiale a Roma. Vuoi aprire un compro oro a Roma in franchising? E’ un attività sicura e redditizia (e i costi di entrata sono particolarmente vantaggiosi) Il nostro portale presenta varie sezioni relative all’acquisto di monete straniere preziose (franchi, sterline, fino ai più classici gettoni d’oro). Direttamente dal sito è possibile quotare e ricevere una valutazione in tempo reale del proprio oro o del proprio argento. Le quotazioni che applica il nostro network sono le più alte d’Italia. Ci occupiamo anche di disimpegno polizze, investimenti in metalli preziosi e di numerosi altri servizi. Compra-oro paga direttamente in contanti. Il nostro servizio è rapido, sicuro e di qualità.

  • Male il mercato dell’usato ad Aprile

    L’ACI (Automobile Club Italia) ha pubblicato i dati della ricerca Auto-Trend, un’analisi statistica utilissima per chi vuole conoscere le tendenze del mercato automobilistico italiano. Come facilmente stimabile, le immatricolazioni di auto e moto nel mese di Aprile sono in forte calo: le auto hanno fatto segnare una perdita del 18,4% rispetto allo scorso anno, mentre le moto arrivano addirittura a una diminuzione del 38,6%. Interessante anche l’analisi relativa al mercato dell’usato, con dati che mostrano tracce inequivocabili di una ulteriore flessione sia per le quattro ruote che per le due ruote. Le auto infatti, al netto delle minivolture (vale a dire i trasferimenti temporanei di proprietà ai concessionari affinché le vetture possano poi essere rivendute al cliente finale), hanno fatto registrare una diminuzione del 18% rispetto al mese di aprile del 2011: ancora peggio hanno fatto le moto, il cui dato senza minivolute si attesta al -21%.

    Pare quindi che gli italiani, in attesa di tempi migliori, stiano decidendo di sfruttare al massimo i propri veicoli a due e quattro ruote, rimandando così i possibili nuovi acquisti. Eppure nel mercato di seconda mano è possibile trovare diverse occasioni vantaggiose: chi ha perciò un piccolo margine di spesa farebbe bene a tenere sotto osservazione gli annunci relativi ad auto e moto usate. Specialmente sul web è possibile trovare offerte dai prezzi molto invitanti: così con una spesa limitata si possono trovare splendidi modelli di ducati usate, dall’inconfondibile suono del motore, oppure optare su delle tante moto bmw usate, dotate di una tecnologia particolarmente evoluta.

  • Gruppo Santa Fe partecipa al convegno Do You Kibs? organizzato da Ascom Treviso con testimonianza diretta di Enrico Barbieri

    Enrico Barbieri, titolare e direttore commerciale dell’agenzia di comunicazione & marketing Gruppo Santa Fe di Treviso, ha portato la sua testimonianza imprenditoriale, oggi 24 maggio, al Convegno “Do You Kibs? Conoscere, ascoltare e accompagnare le imprese di servizi ad alto contenuto di conoscenza”, organizzato dal Gruppo Kibs di Ascom Treviso presso l’auditorium Santa Croce nella zona del Quartiere Latino.

    I Kibs sono i Knowledge Intensive Business Services, ossia le aziende ad alto contenuto di conoscenza. Comprendono i settori aziendali di più grande valore aggiunto come: innovazione, selezione del personale, informatica, assistenza, consulenza, marketing, comunicazione, vendite, design, architettura, ingegneria, assicurazioni ed i settori legali, fiscali e contabili.

    A Treviso hanno dato il via, lo scorso 16 dicembre all’interno dell’Ascom, al primo gruppo strutturato in Italia sotto la guida di Alessandro Minello, economista e docente di economia dell’arte e della cultura all’Università Ca’ Foscari di Venezia nonché esperto in materia di innovazione e competitività.

    Durante il convegno sono state presentate le esperienze di un piccolo gruppo di Kibs, tra cui anche quella di Gruppo Santa Fe, che hanno potuto esprimersi davanti ad un nutrito gruppo di imprenditori e giornalisti presenti in sala.

    Il convegno, che si prefiggeva l’obiettivo di presentare lo stato attuale dei Kibs in provincia di Treviso, ha consentito di approfondire la conoscenza di esigenze e bisogni di queste imprese ad alto contenuto di conoscenza.

    Il convegno, iniziato alle ore 9.00, si è svolto secondo la seguente scaletta: introduzione ai lavori, presentazione del gruppo Kibs, presentazione della ricerca sui Kibs in provincia di Treviso, bisogni e caratteristiche dei Kibs, Kibs4future (esperienze imprenditoriali), tavola rotonda e conclusione.

    Tra i relatori erano presenti Giancarlo Corò, università Ca’ Foscari Venezia, Roberto Grandinetti, università Ca’ Foscari Venezia e Claudio Rigo, responsabile territorio nord-est UniCredit.

    “Avere la possibilità di presentare il proprio operato – sostiene Enrico Barbieri titolare di Gruppo Santa Fe – è una gratificazione ed un’opportunità per farsi conoscere. La nostra realtà oggi, dopo alcune debacle di clienti importanti agli inizi della crisi, si è ristrutturata e sta ampliando i propri servizi per essere sempre più vicina alle esigenze delle aziende. Da 5 persone che eravamo nel 2008 oggi siamo 22. I servizi che forniamo sono costruiti ad hoc per ottimizzare le imprese del territorio. Crediamo che dar vita ad un cluster di altissimo livello composto da più di 5.000 realtà con 30mila addetti sia l’aspirazione a cui tutti noi dobbiamo puntare per avere un valore aggiunto da spendere nei mercati globali.”

  • Milano, Area C: da inizio anno -18% per i prezzi di vendita di un box

    Se l’introduzione dell’Area C ha rivoluzionato il modo di vivere Milano, spingendo molti cittadini a utilizzare i mezzi pubblici invece che l’auto, le conseguenze si sono abbattute anche sul mercato dei box. Secondo Immobiliare.it (www.immobiliare.it), che ha analizzato oltre un migliaio di annunci di vendita o affitto di garage e posti macchina nella città di Milano, dall’introduzione del ticket d’ingresso nella cerchia dei Bastioni, i prezzi di vendita dei box auto collocati all’interno dell’Area C sono calati del 18%, mentre i canoni di locazione sono scesi del 10%.

    L’analisi, svolta confrontando i prezzi medi di dicembre (prima dell’introduzione della congestion charge) con quelli attuali, ha permesso di fare il punto su un settore che, tra crisi economica, rincaro della benzina e aumento dei costi RC auto, ha subito diversi scossoni. A fronte di un calo generale del 7% dei prezzi medi richiesti per l’acquisto di un box a Milano, i garage e i posti auto compresi all’interno dell’Area C hanno visto un deprezzamento maggiore: il loro -18% è decisamente significativo se confrontato con la diminuzione del 5% vissuta dai prezzi dei garage fuori dall’area di congestion charge.

    Non tutte le aree centrali, tuttavia, hanno risposto allo stesso modo al calo di interesse per il parcheggio in zona: ad esempio la rinomata zona di Corso Italia registra cali di oltre il 23% rispetto a dicembre, probabilmente anche legati alla sovra valutazione del passato. Sul fronte degli affitti, la situazione è molto simile: il canone medio richiesto per un box (con un solo posto auto) in città scende in pochi mesi di quasi l’8%, ma se fuori dell’Area C la riduzione si ferma al 6,2%, all’interno della zona con transito a pagamento il calo arriva al 10%. Anche in questo caso si notano andamenti non omogenei: la zona di Corso Europa, ad esempio, vede una contrazione pari al 14%.

    «Le conseguenze sul settore immobiliare dell’introduzione del ticket d’ingresso sono meno immediate, ma non meno interessanti degli effetti sul traffico di Milano – spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it. –La perdita di appeal di box e garage nelle aree soggette a pedaggio ha costretto i venditori e gli affittuari a ridurre i prezzi, pur di portare avanti le trattative; sono gli acquisti, in particolare, a risentire di più della situazione, perché nell’Area C le compravendite sono spesso finalizzate alla messa a rendita, non all’uso personale.»

  • Come investire i soldi in un conto deposito

    Un conto deposito è un prodotto finanziario che le banche ti offrono in qualità di cliente. Negli ultimi anni, si è classificato tra i migliori investimenti presenti sul mercato.
    Il conto deposito si divide in vincolato e libero e ti garantisce un rendimento adeguato alla scelta tra le due tipologie. Il conto deposito libero ti dà un tasso di interesse base dall’1% al 2,5% di media ma ne puoi trovare alcuni che arrivano a tassi pari al conto deposito vincolato. Il conto deposito vincolato, a seconda della lunghezza del deposito, ti darà un tasso di interesse dal 2% al 4,5% di media e come quello libero, puoi trovare banche che ti offriranno di più.
    Per scegliere il miglior conto deposito dovrai valutare alcune cose della banca ma anche delle tue necessità. La prima cosa da considerare è la tua disponibilità a non toccare i tuoi soldi per un certo periodo di tempo. Il conto deposito libero, per esempio, non ti chiede nessun limite e puoi usare il denaro quando ti serve anche attraverso dei bancomat che la banca ti da. Il conto deposito vincolato, come dice la parola stessa, ti chiede di non toccare il tuo denaro per un po’ di tempo. Il tempo del vincolo lo scegli te e lo farai sempre in base alle tue esigenze. E’ un prodotto comodo anche per questo perchè puoi vincolare il tuo capitale per 1 solo mese oppure per periodi più lunghi dai 3 ai 36 mesi.
    Il rendimento, ovvero il guadagno che ne puoi trarre dal conto deposito, è determinato in primis dalla scelta di vincolo o no; se scegli il conto deposito vincolato, la scelta temporale determinerà un tipo di guadagno. Più lasci i tuoi soldi in deposito e maggiore sarà il tasso di interesse che la banca ti propone. Su http://www.contodepositomigliore.net trovi molte informazioni a riguardo dei conti deposito.
    Le banche si stanno evolvendo in relazione alle esigenze dei propri clienti e sempre più banche tendono ad offrire delle condizioni economiche molto vantaggiose anche nel caso di conti deposito liberi.
    Normalmente, per ora, i tassi migliori li ritrovi nel conto deposito vincolato e in quelli che durano almeno 12 mesi. Non ti spaventare dalla parola “vincolo” perchè in ogni contratto potrai notare una postilla in cui si dice che potrai sempre sciogliere il tuo capitale e generalmente lo potrai fare senza dover pagare le classiche penali.

  • Bologna, mercato immobiliare ancora in flessione

    Continua il trend negativo per il mercato immobiliare. A Bologna, il mercato immobiliare ha accusato una pesante flessione negli ultimi tempi, tanto da realizzare la peggior performance in assoluto tra le principali città italiane.

    Lo annuncia Nomisma, nella sua indagine sul primo semestre del 2011. In particolare, sempre nella

    città emiliana, a soffrire maggiormente sono le abitazioni di più recente costruzione. Le motivazioni principali del difficile periodo sono due: innanzitutto il prezzo, più elevato rispetto agli immobili più datati, in secondo luogo un eccesso di offerta che non viene colmata da una sufficiente domanda da parte dei consumatori. La vendita appartamenti Bologna non attraversa quindi uno dei suoi periodi migliori.

    Il calo della domanda non riguarda peraltro soltanto gli immobili ma anche gli uffici. Bologna è stata una delle città più colpite sin dagli albori della crisi, e non è più riuscita a lasciarsi alle spalle questo momento molto delicato. Durante gli anni d’oro dell’immobiliare, nella città si sono realizzate numerose costruzioni e di alto livello qualitativo come case con giardino Bologna che ora trovano difficoltà ad avere sbocchi sul mercato.

    Si può dire che a Bologna e’ mancata una visione strategica per la città che adesso si fa sentire e che non e’ riferibile al solo periodo di commissariamento del Comune, ma viene da molto più lontano”.

  • Crolla ad Aprile il mercato delle due ruote

    Il mese di Aprile 2012 non sarà certo ricordato positivamente nel mondo delle due ruote: il mercato ha infatti registrato dei numeri catastrofici, che riducono le cifre di vendita – peraltro già basse – del primo trimestre (la flessione totale da gennaio ad aprile si attesta sul -23,9%). In generale sono state immatricolate 21.861 moto, una cifra inferiore del 38,9% rispetto a quella dello scorso anno. L’aria di crisi sembra investire tutti in maniera indiscriminata: gli scooter hanno avuto un calo del 39,4%, mentre la diminuzione delle moto è stata del 38,1%. Cifre desolanti, indizio di una situazione particolarmente grave, nella quale si trovano accomunate tutte le principali marche. Per una volta anche il mercato di seconda mano ha segnato una flessione, calando del 13%. Insomma, i vari annunci di vendita – tanto quelli relativi alle kawasaki usate che quelli per uno scooter yamaha – non sono riusciti a convincere gli acquirenti. Le parole di Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), confermano le difficoltà del comparto, che deve fare i conti con i disastrosi effetti della crisi economica. Il potere d’acquisto è diminuito, soprattutto nei giovani, e per riuscire ad invertire la tendenza è necessaria una chiara presa di posizione del governo. Capelli auspica un intervento che agisca su tre fronti: aumentando la concessione di credito per l’acquisto di beni o servizi e limitando i tassi d’interesse, calmierando le tariffe proposte dalle compagnie assicurative e intervenendo per far scendere il prezzo dei carburanti. Soluzioni che potrebbero dare nuova linfa al settore delle due moto, senza le quali il 2012 potrebbe chiudere con tinte ancora più scure.

  • UNA LENTE D’INGRANDIMENTO SULLA CAMERA DI COMMERCIO

    La camera di commercio è un ente di natura pubblica e/o privata, che collega le imprese di un certo territorio per curare i loro interessi collettivi, produrre opportunità di affari e concedere loro eventuali altri servizi.
    Le più antiche camere di commercio sono quelle di Marsiglia, in Francia, e Bruges, in Belgio, fondate nel 1599.
    Il territorio di riferimento di una determinata camera di commercio, è molto variabile: può comprendere una città oppure una localizzazione di livello medio, per esempio una provincia.
    Esse, posso arrivare a comprendere anche un intero stato; quest’ultime molto diffuse negli Stati Uniti, operano secondo interessi collettivi più particolareggiati e ampi.
    Con le ultime legislazioni europee sono state istituite anche camere di commercio che operano nel contesto internazionale.
    Vien da se capire, che a seconda del territorio di riferimento anche il numero di imprese aderenti varia notevolmente, si passa da poche decine a centinaia di migliaia. Il record massimo di privati che hanno aderito ad una camera di commercio appartiene alla capitale francese.
    A Parigi, infatti sono più di 300.000 le imprese dei più disparati settori primari, secondari, e terziari, che vi hanno aderito.
    Esistono anche camere di commercio più complesse a livello strutturale, e sono quelle che vengono definiti: bilaterali, che riguardano associazioni che connettono tra loro imprese di diversi stati al fine di promuovere e incoraggiare gli scambi commerciali e gli investimenti da uno stato all’altro. Questo tipo di camere bilaterali, appartengono al settore privato, anche se per lo più operano con enti pubblici e istituzionali.
    In Italia le camere di commercio sono solo considerate enti pubblici, che operano a livello locale e non territoriale, poiché grazie al decentramento amministrativo sono dotate di maggiore autonomia funzionale.
    I casi eccezionali devono essere previsti dall’Art 118 della Costituzione, il quale sancisce, in base al principio di sussidiarietà che la camera di commercio può curare interessi di un’impresa a livello territoriale solo se viene data ampia voce allo sviluppo nell’ambito delle economie locali.

  • RC Auto: 18 milioni di Italiani non avranno sconti sul 730

    Secondo i calcoli di Facile.it (www.facile.it) – sito leader nella comparazione di RC auto – a partire dalla prossima dichiarazione dei redditi, il 51% degli italiani non potrà più ottenere detrazioni per quanto speso per assicurare l’auto. Questo vuol dire che se la riforma del lavoro attualmente al vaglio del Senato sarà approvata senza modifiche, 18 milioni di italiani si vedranno negare la possibilità di ottenere il rimborso per il contributo al Servizio Sanitario Nazionale incluso nel premio RC Auto.

    «Se fino ad oggi è possibile detrarre il 19% del contributo SSN presente in tutti i premi RC– spiega Alberto Genovese, AD di Facile.it con l’entrata in vigore della riforma Fornero, che intende attingere anche a questa fonte per finanziare i primi 1.7 miliardi di euro necessari, potrà essere dedotta dalla dichiarazione dei redditi solo la parte dei contributi SSN eccedente i 40 euro; vale a dire che chi paga una polizza con premio netto inferiore ai 381 euro annui non potrà beneficiarne

    Ogni volta che gli italiani pagano la propria copertura assicurativa (vale per tutti i mezzi, non solo l’auto), una quota della propria polizza viene versata al servizio sanitario nazionale, per coprire le spese sostenute per i feriti e delle vittime della strada. Le analisi svolte dal comparatore su un campione di oltre quarantamila polizze emesse negli ultimi due mesi dicono chiaramente che un italiano su due verrà escluso dalle deduzioni.

    Analizzando il campione, si nota come le regioni più penalizzate da questa scelta del Governo siano quelle in cui i premi assicurativi sono più bassi: Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono le aree in cui la percentuale dei cittadini che non avranno più diritto alle deduzioni supera il 70%. In queste regioni gli automobilisti che oggi pagano per la propria polizza RC un premio netto più basso di 381 euro sono, rispettivamente, il 78% e 71,2% del totale. Saranno meno toccati dalla manovra i cittadini di Campania (10,6%) Calabria (24,9%) e Puglia (30,7%), in cui i premi assicurativi sono mediamente più elevati.

    «L’analisi delle polizze emesse – continua Genoveseprova che le persone che continueranno ad avere una deduzione dal pagamento sono quelle meno virtuose alla guida: paradossalmente, chi si trova in una classe di merito peggiore potrà comunque ottenere un piccolo rimborso, cosa che ai guidatori che hanno un migliore profilo assicurativo non sarà più concesso. Oltretutto, dato che si tratta di una deduzione da sottrarre alla base imponibile, i vantaggi maggiori andranno ai redditi più elevati.»

    Di seguito la classifica delle Regioni italiane sulla base della percentuale di cittadini che pagano meno di 381 euro per la propria polizza RC Auto:

    Percentuale di automobilisti con un premio inferiore a 381€

    Friuli-Venezia Giulia

    78,0%

    Trentino-Alto Adige

    71,2%

    Valle d’Aosta

    70,0%

    Veneto

    69,8%

    Lombardia

    64,4%

    Abruzzo

    58,0%

    Umbria

    56,7%

    Piemonte

    56,5%

    Emilia-Romagna

    55,0%

    Sardegna

    54,5%

    Sicilia

    50,1%

    Marche

    46,0%

    Liguria

    44,9%

    Lazio

    41,1%

    Toscana

    33,6%

    Puglia

    30,7%

    Calabria

    24,9%

    Campania

    10,6%

    Molise

    n.d.

    Basilicata

    n.d.

  • MECSPE 2013: torna l’appuntamento con l’innovazione e la formazione per il comparto della meccanica e dalla subfornitura

    Milano, maggio 2012MECSPE – la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione – rinnoverà dal 21 al 23 marzo 2013 a Fiere di Parma la propria offerta espositiva e di formazione dedicata ai professionisti del comparto meccanico e della subfornitura, dopo aver chiuso l’edizione 2012 con un incremento di visitatori del 5% rispetto a quella precedente, confermando così la propria centralità nel panorama fieristico dedicato al comparto manifatturiero.

    Nell’ambito dell’edizione 2013 si svolgerà TF – Trattamenti & Finiture, l’appuntamento biennale storico e di riferimento per il settore dei trattamenti delle superfici.

    Anche nella prossima edizione di MECSPE, imprenditori e operatori potranno trovare le migliori soluzioni tecnologiche per le diverse filiere industriali grazie alla presenza di saloni articolati in quartieri tematici che mostreranno il meglio della produzione in termini di meccanica di precisione, automazione, metrologia, logistica, stampi e stampaggio, lavorazione delle materie plastiche e subfornitura e ai quali si affiancheranno le isole di lavorazione, con macchine funzionanti che sviluppano particolari temi di lavorazione. Si riproporranno le Unità dimostrative dal Progetto all’Oggetto, che mettono in scena la creazione di un oggetto ad alto contenuto tecnologico realizzato ad hoc, dalla sua progettazione sino alla sua realizzazione, e le Piazze dell’eccellenza, spazi creati per esaltare le competenze di università, associazioni, distretti tecnologici e aziende fiore all’occhiello del made in Italy.

    Con queste premesse MECSPE, infatti, si pone come momento di scambio e di confronto per il settore che, da quanto emerge dall’indagine[1], commissionata da Senaf, in occasione di MECSPE 2012, sembra reagire alla crisi. Per molte delle imprese che operano nel comparto, infatti, il 2011 è terminato con una nota positiva, nonostante il momento economico poco favorevole. Dopo i buoni risultati del I semestre del 2011, ben il 62,5% delle aziende ha archiviato l’anno appena concluso con un fatturato in crescita e solo l’8,1% con un calo. Uno slancio produttivo in grado di generare una iniezione di fiducia negli imprenditori italiani che, nel corso del 2012, si tradurrà in investimenti per l’innovazione aziendale: ben il 75,4% destinerà parte del fatturato in questa direzione.

    “E’ un’indicazione importante quella che emerge dall’indagine poiché mostra la ritrovata fiducia da parte degli imprenditori in un settore strategico per l’intera industria manifatturiera italiana, come quello della meccanica e della subfornitura – commenta Emilio Bianchi, Direttore di Senaf – Internazionalizzazione e investimenti in ricerca & innovazione sono i driver principali sui cui le aziende dovrebbero puntare per il loro percorso di crescita ed è per questo che a MECSPE si dà ampio spazio all’eccellenza produttiva e alla creazione di relazioni con buyer provenienti da altri Paesi, con un focus particolare su quelli emergenti”.


    ANALISI DELL’INDAGINE NAZIONALE NEL DETTAGLIO

    DATI ECONOMICI: IL 2011 E PREVISIONI PER IL 2012

    Le imprese intervistate sono per lo più di piccole dimensioni (84,6%), impiegano fino a 49 dipendenti e lavorano principalmente per il settore della meccanica generale (67,3%), dell’automotive (59,6%) e delle macchine e attrezzature (52,6%). Si tratta di aziende che per il 60% dei casi operano in conto terzi, per il 42,3% hanno invece una produzione propria e il 9,2% sono distributori.

    Per quanto riguarda la chiusura del fatturato a fine 2011, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le imprese mostrano una situazione di buona salute: quasi il 16,9% afferma, infatti, che l’anno passato si è concluso senza grosse variazioni rispetto a quello precedente e ben il 62,5% dichiara un fatturato in crescita. Di questi il 38,6% ha registrato un incremento che oscilla tra l’1 e il 15%; per il 16,2% è compreso tra il 16% e il 30%; per il 7,7% la crescita supera il 30%. Solo per l’8,1% degli intervistati il 2011 si è chiuso con un calo, che, per la maggioranza, non supera comunque il 15%.

    Dati positivi che confermano quanto già evidenziato nel primo semestre 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010, con il 56,3% di imprese che ha visto crescere il proprio fatturato mentre il 25% ha mantenuto stabile la propria situazione.

    Una realtà di vitalità imprenditoriale che si riflette anche sul mercato del lavoro: lo scorso anno solo l’8,5% delle imprese intervistate ha dichiarato un calo del livello occupazionale. Per ben l’84,5% delle aziende, invece, la situazione è positiva: il 46,3% ha infatti mantenuto stabile il numero di addetti e ben il 38,3% è riuscito ad aumentare il numero di personale impiegato.

    INNOVAZIONE E FORMAZIONE

    La competitività passa per l’eccellenza del prodotto e la professionalità dei propri dipendenti e le aziende della meccanica e della subfornitura sembrano aver ben recepito queste indicazioni.

    Per quanto riguarda gli investimenti in innovazione dell’azienda, solo il 16,2% dichiara che nel 2012 non investirà in questa direzione, mentre il 75,4% prevede di destinare, in misura variabile, parte del fatturato totale per migliorare la propria attività produttiva. In particolare, due terzi del campione (66,2%) prevede di dedicare una quota che arriva fino al 10% e il 6,3% una compresa tra l’11% e il 20%.

    Anche dal lato formazione, il trend si conferma positivo con quasi il 92% delle imprese che dichiara di fare formazione per i propri dipendenti: ben il 61% prevede corsi di aggiornamento fino a 40 ore annue, un significativo 26,8% arriva a destinarne tra le 40 e le 80 e un 4% addirittura oltre le 80 ore. Tra le aree privilegiate quella della produzione (59,9%), seguita da commerciale e marketing (32,7%), progettazione (28,7%) service (14,7%) e risorse umane (9,9%).

    Gli 8 saloni di MECSPE:

    MECSPE – la città della meccanica specializzata -; Eurostampi e Plastix Expo – il mondo degli stampi e dello stampaggio -; Trattamenti & Finiture – trattamenti e finiture delle superfici; Subfornitura – la più grande fiera italiana per le lavorazioni in conto terzi -; Motek Italy – l’automazione, la robotica e le trasmissioni di potenza -; Control Italy – la metrologia e la qualità; Logistica – i sistemi per la gestione della logistica, le macchine e le attrezzature.

    I numeri dell’edizione 2012

    Oltre 1.000 espositori, 27.482 visitatori, 20 isole di lavorazione, 13 quartieri tematici, 15 piazze d’eccellenza, 10 convegni e circa 100 momenti di miniconferenze organizzati da aziende, università e istituti di ricerca.

    Tutte le informazioni sulla fiera su www.mecspe.com, tel. 02 332039470

    [1] L’indagine è stata condotta su un campione di 272 aziende della meccanica e della subfornitura italiane. Suddivisione del campione: 29% microimprese (fino a 9 dipendenti); 55,5% piccole imprese (da 10 a 49 addetti); 10,3% medie imprese (da 50 a 249 addetti); 1,5% grandi imprese (oltre 250 addetti); 3,7% non risponde