Categoria: Economia e Finanza

  • Tutti i modi per risparmiare

    Pensate a quanto è cambiata la nostra vita con l’avvento di internet. Prima, fino a qualche anno fa, se ci era necessario un prodotto o un servizio, dovevamo organizzarci per trovare le informazioni cercando sull’elenco telefonico, facendo un giro per il quartiere oppure chiedendo ad un amico se, per caso, sapesse qualcosa sull’argomento. Una volta trovato un riferimento dovevamo attivarci per recarci nel luogo preposto, che fosse un negozio o un ufficio. Se poi volevamo anche fare paragoni per scoprire chi ci proponeva il prezzo migliore, il tempo da investire in quell’affare aumentava proporzionalmente al numero di società da sentire. Oggi alla prima curiosità ci basta accendere il computer, inserire una parola e avere a disposizione tutte le informazioni possibili. Facciamo un esempio pratico, le assicurazioni. Se avete bisogno di informarvi sul panorama delle possibili agenzie che operano sul mercato per verificare se esistono delle offerte più convenienti della vostra, basterà fare un veloce controllo su internet. Troverete un elenco di assicurazioni auto che potrà illuminarvi su tutte le possibilità di tutela disponibili. In questo modo potrete valutare chiedere il recesso del contratto con la vostra attuale agenzia per stipulare una nuova polizza o meno. Anche se avete una moto potrete ripetere la stessa procedura, troverete le più particolari combinazioni che possono legarsi alla polizza di responsabilità civile di base, dall’assicurazione per moto spendibile a quelle stagionali, passando per quelle che vengono calcolate sull’effettivo ammontare di chilometri percorsi.

  • Autoveicoli elettrici: così vincono in Norvegia la battaglia contro la benzina

    Di questa settimana la notizia arrivata dalla Norvegia e secondo la quale dal 2015 non sarà più possibile produrre ed acquistare nel territorio nazionale auto a benzina, una nuova dimostrazione della consapevolezza che nei paesi nordici hanno dell’impatto sull’ambiente delle nostre abitudini di trasporto ed industriali.

    I produttori di macchine dovranno quindi trasformare la loro produzione in autoveicoli elettrici, ibridi o biodiesel. La scelta non è solo positiva per l’ambiente, ma anche per l’economia in generale e le tasche dei cittadini: un maggior livello d’indipendenza dei paesi produttori contribuirà ad una bilancia di pagamenti più stabile nel lungo termine, a creare nuovi posti di lavoro per la conversione delle infrastrutture produttive attuali e a fornire alternative valide alla sempre più costosa benzina.

    Dalla metà del 2009 i prezzi della benzina, gasolio, diesel e gpl sono incrementati in modo esponenziale, particolarmente per la prima, potenziando ancora di più l’effetto già in alza registrato negli ultimi anni.

    In questo contesto non è strano che l’alternativa elettrica sia una di quelle che il governo norvegese tenterà di incentivare nei prossimi due anni. Anche se la normativa prevede anche altre fonti di energia, sembra che il paese abbia già fatto la sua scelta essendo uno di quelli che conta con più macchine elettriche nel mondo, circa 4.000, un numero notevole se consideriamo che ad oggi questi veicoli hanno ancora dei prezzi molto alti e con molte alternative per il noleggio auto elettriche per quelli che non possono permettersi l’acquisto.

    Proprio per queste persone che vogliono fare il salto all’elettrico e che non dispongono dei mezzi economici per farlo sono nate alternative come la mini auto elettrica, ideale per la città perché piccola, compatta e sicura. Le limitazioni di queste macchine, relative soprattutto alla velocità raggiungibile e a l’autonomia in chilometri sono praticamente inesistenti nel contesto urbano. In più, il parcheggio risulta notevolmente agevolato, essendo di dimensioni simili agli scooter elettrici per disabili a quattro ruote.

    Proprio per le sue piccole dimensioni e per le sue prestazioni molte di queste macchine come l’auto elettrica Birò possono essere guidate anche senza patente.

    Come ci ha dimostrato ancora una volta la Norvegia, alternative ce ne sono e l’ostacolo più grande è quello di avere il coraggio di proporre un cambiamento profondo del modello industriale nazionale, delle abitudini dei cittadini verso comportamenti più sostenibili che beneficiano tutti e di favorire che le alternative ecologiche siano accessibili a tutti i livelli economici.

    A cura di Alba L
    Prima Posizione Srl – traduzioni testi web

  • Apre i battenti la Filiale del Centro Direzionale. CentroMarca Banca sale a quindici sportelli nel territorio

    Apre i battenti lunedì 21 maggio 2012 la quindicesima filiale CentroMarca Banca. Si tratta della Filiale del Centro Direzionale, adiacente al quartier generale di CentroMarca Banca in via Selvatico 2 (angolo via Terraglio) a Treviso.

    Stesso ingresso, stesso stabile e due entrate separate per una collaborazione stretta con gli uffici centrali che consentiranno alla Filiale del Centro Direzionale di inserirsi in modo agevole nel suo territorio di competenza. Aspetto chiave, quello del territorio, su cui CentroMarca Banca punta per sua missione ed in quanto Banca di Credito Cooperativo.

    A favorire la nascita della nuova filiale anche la posizione favorevole alle porte di Treviso, lungo l’arteria stradale principale della Marca, via Terraglio. Un punto di passaggio, dunque, che fa ben sperare per l’attività del nuovo sportello.

    A disposizione di tutti i clienti saranno presenti gli sportelli di cassa nonché postazioni riservate alla consulenza che permetteranno di dare un servizio altamente qualificato agli interlocutori di riferimento. Grande attenzione sarà rivolta alla possibile clientela in loco, alle realtà economiche ed alle realtà associative presenti, grazie alla qualità ed esperienza del personale interno che da sempre contraddistingue CentroMarca Banca.

    Servizi e prodotti forniti si richiameranno agli alti standard per cui CentroMarca Banca è da sempre apprezzata in tutta la Marca Trevigiana.

    Il layout interno della Filiale del Centro Direzionale si rifà a standard di altissima efficienza, gradevolezza estetica, e rispetto e tutela della privacy in linea con l’interior design delle filiali di Silea e Carità di Villorba , inaugurate a cavallo tra 2010 e 2011.

    CentroMarca Banca attraverso l’apertura della sua quindicesima filiale vuole dare nuova linfa alla sua presenza nel territorio dimostrandosi vicina a tutte le realtà che ne fanno parte. In particolare la Filiale del Centro Direzionale consentirà a tutti i Soci e clienti di prendere confidenza con la struttura del Centro Direzionale.

  • Le case ecologiche nel mondo: innovazione e tecnologia

    La Bioedilizia è l’architettura del futuro e preserverà il nostro ambiente dall’inquinamento. Negli ultimi tempi Governi, enti e organizzazioni stanno avanzando idee innovative per sostenere l’architettura verde. I nuovi edifici sfruttano le fonti rinnovabili di energia per abbassare le emissioni di anidride carbonica. Dal momento che che la domanda di energia aumenta, la scelta della bioedlizia è un’idea vincente.

    Di seguito riportiamo 2 esempi significativi di edifici innovativi e verdi nel mondo, innovazioni proposte anche da agenzie immobiliari Bologna migliorare e aumentare la vendita immobili Bologna.

    Casa ecologica (la miglior luce per una casa verde)
    Costruita negli USA è una delle idee di successo di bioedilizia nel mondo. Non solo i grandi edifici eco compatibili possono salvare il mondo dalle emissioni di anidride carbonica ma anche le case di modeste dimensioni. Queste case possono consentire una drastica riduzione delle spese energetiche. Tra le caratteristiche di questa casa si ricordano: utilizzo di legni, materiali riciclabili e riciclati, monitoraggio del sistema energetico, lana per l’isolamento. E ‘una casa ideale per una famiglia di quattro persone.

    Casa ecocompatibile (Robert Redford , l’edificio più verde del mondo)
    Questo edificio LEED Platinum è stato progettato dalla società di Moule & Polyzoides ed è, certamente, uno degli edifici più verdi del mondo. Esso utilizza meno della metà dell’acqua confrontato con altri edifici delle stesse dimensioni, in quanto è in grado di riciclare l’acqua piovana e possiede un sistema per le acque reflue. Inoltre, il 20% del fabbisogno energetico di tale edificio è soddisfatto da pannelli solari. Infine è costruito con materiali rinnovabili e riciclabili.

  • Cessione del quinto della pensione: il prestito pensionati INPS e INPDAP

    La cessione del quinto è il prestito personale ideale per pensionati INPS e INPDAP grazie, soprattutto alle convenzioni INPS e INPDAP. La cessione del quinto è il prestito personale senza finalità di spesa, a tasso di interesse fisso e rate costanti che risponde con elevata flessibilità alle esigenze dei pensionati.

    Con la cessione del quinto i pensionati INPS e INPDAP:

    – chiedono fino a €50.000,00 in prestito;
    – ottengono in anticipo fino all’80% della somma chiesta in prestito;
    – rimborsano il prestito in rate che non superano mai il quinto della pensione e che vengono trattenute ogni mese dalla pensione;
    – pagano sempre lo stesso tasso di interesse per tutta la durata del finanziamento;
    – chiedono il prestito per qualunque motivo, perché la cessione del quinto è un prestito senza finalità di spesa.

    La cessione del quinto della pensione può essere chiesta per qualunque motivo, senza limiti d’età e può essere richiesta anche da protestati o pignorati, ovvero da pensionati già iscritti alle liste del CRIF – lista dei cattivi pagatori. Con la cessione del quinto della pensione, i pensionati non corrono il rischio di perdere il controllo sulla spesa e sul budget mensile, perché tasso di interesse e rate sono costanti.

    E’ determinante che i pensionati che intendano chiedere un prestito personale tramite cessione del quinto si rivolgano ad una società finanziaria o un istituto di credito che abbia attive le convenzioni INPS e INPDAP. Le convenzioni INPS e INPDAP sono apposite convenzioni stipulate dall’Ente Previdenziale per tutelare i pensionati e agevolarli nella richiesta di un prestito personale tramite cessione del quinto.

    Tra gli operatori di settore che hanno attive le convenzioni INPS e INPDAP, ricordiamo Finanzio Facile ®: cessione del quinto dello stipendio, cessione del quinto della pensione, prestiti personali, delegazione di pagamento o prestito delega, mutui a tassi convenienti in convenzione INPS e INPDAP per pensionati e dipendenti statali e pubblici.

    Per chiedere un PREVENTIVO GRATUITO è sufficiente compilare l’apposita contact form:

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  • UNIVERSITA’. DIVULGATE LE DATE PER I TEST A NUMERO CHIUSO

    E’ stato reso noto con largo anticipo rispetto agli anni precedenti, dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca il calendario che prevede le date delle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso.

    Si inizierà il 4 settembre con i test di ammissione a Medicina e Odontoiatria in lingua italiana. Il 5 settembre invece troveranno spazio coloro che vogliono intraprendere il corso di laurea in lingua inglese. Giovedì 6 settembre invece è previsto l’esame di ammissione alla facoltà di architettura, lunedì 10 sarà il turno della facoltà di veterinaria. Il calendario si chiuderà l’11 settembre con le prove per infermieri, logopedisti, ostetrici, fisioterapisti e professioni sanitarie in generale.

    Ma come mai si è deciso di pubblicare con così largo anticipo le date delle prove di accesso? Nelle dichiarazioni rilasciate dal ministero, la motivazione a questa scelta è molto semplice: offrire anticipata informativa agli studenti interessati e consentire agli atenei di provvedere adeguatamente alla pianificazione degli aspetti organizzativi legati alle prove concorsuali sia livello nazionale che a livello locale[1]“.

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    [1] Fonte: http://www.repubblica.it/scuola/2012/05/12/news/test_numero_chiuso_date-34961412/

  • Evviva i negozi, ma non nel mio palazzo!

    Si parla tanto di promozione del territorio attraverso il recupero dei negozi di prossimità, ma di fronte alla “convivenza forzata” con attività commerciali gli italiani storcono il naso. Secondo Immobiliare.it, che ha compiuto un’indagine su un campione di oltre 5.000 italiani alle prese con l’acquisto, la vendita o l’affitto di una casa, il 12% degli italiani ritiene che un’attività commerciale nel proprio palazzo, di qualsiasi tipo essa sia, rappresenti un problema, anziché una risorsa.

    «Le attività commerciali di piccole e piccolissime dimensioni – spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.ithanno da sempre fatto da contorno alla vita quotidiana degli italiani; solo negli ultimi anni l’avvento della grande distribuzione organizzata, e decentrata in periferia, ha cambiato la struttura delle città. In questa situazione fare i conti con gli svantaggi, oltre che con i vantaggi evidenti legati all’avere attività commerciali e professionali nei pressi della propria abitazione, diventa più difficile.»

    Potendo scegliere, le attività che gli italiani vorrebbero avere nel loro palazzo sono soprattutto quelle di consulenza. Gli studi medici in primis (35%), seguiti da quelli professionali (30%): avere un avvocato, un commercialista o un notaio rappresenta un’attività che si è ben disposti a tollerare, per la tipologia di utenza, gli orari di apertura al pubblico e l’evidente comodità in caso di bisogno di un consulto. Seguono, a distanza, i supermercati (28%) e i centri estetici (23%, parrucchieri e barbieri compresi): indispensabili in caso di necessità e in grado di risolvere le quotidiane emergenze dell’ultimo minuto.

    Benaccette anche le pasticcerie – gradite dal 18% del campione, forse per il buon odore che si diffonde nel quartiere – gli asili nido (17%), indubbia risorsa per i genitori lavoratori, i bar tabacchi (17%) e i negozi di abbigliamento (15%). Evidentemente, non si tratta di strutture dalle aperture prolungate, né dalla clientela “fastidiosa”.

    La situazione si complica quando si chiede agli Italiani di indicare le attività commerciali che non vorrebbero mai avere nel proprio palazzo. Prevedibilmente sono i locali notturni a detenere il primato delle imprese più odiate, con il 61% del campione schierato contro queste attività. Rumori, clientela e orari d’apertura li rendono difficili da gestire da chi cerca, nella propria abitazione, prima di tutto la tranquillità. Nemici del silenzio sono poi le officine, detestate dal 38% del campione: meccanici, gommisti e elettrauto, nonostante la loro utilità evidente, rappresentano un vero e proprio incubo, per colpa dei rumori molesti che sono in grado di generare.

    Non solo rumori ma anche odori: sono bollate come inaccettabili le pescherie, al terzo posto della classifica con il 33% delle risposte, che addirittura precedono uno spauracchio classico della vita in condominio: i ristoranti take away (29%). Rosticcerie, paninoteche, pizzerie al trancio e venditori di kebab spaventano non solo per gli odori sgradevoli, ma anche e soprattutto per l’apertura notturna e per il rischio che il chiacchiericcio degli avventori arrivi a turbare il sonno della famiglia.

    Stupisce notare come alcune categorie commerciali ricorrano in entrambe le classifiche: gli studi medici, ad esempio, sono sia le attività commerciali meglio tollerate, sia nella decima posizione della classifica delle più odiate – segno di pareri discordanti tra chi è alle prese con la vita in condominio. Per molti, infatti, l’eccessivo andirivieni di pazienti e rappresentanti farmaceutici crea solo fastidio. Stesso discorso per gli asili nido: se sono comodi per molti (sono al sesto posto tra i preferiti), per il 12% del campione il vociare dei bambini durante il giorno può rivelarsi un incubo.

    « Gli italiani conoscono bene i vantaggi delle piccole imprese di prossimità –continua Giordanoma preferirebbero averle a “distanza di sicurezza”, per garantirsi maggiore quiete in casa.» Ecco di seguito la classifica delle attività commerciali che si preferirebbe avere nel proprio palazzo (gli intervistati potevano dare fino a 3 indicazioni):

    1

    Studi medici

    35%

    2

    Studi professionali e di consulenza

    30%

    3

    Supermercati

    28%

    4

    Centri estetici e parrucchieri

    23%

    5

    Pasticcerie

    18%

    6

    Asili nido

    17%

    7

    Bar tabacchi

    17%

    8

    Negozi di abbigliamento

    15%

    9

    Agenzie immobiliari

    15%

    10

    Lavanderie

    7%

    Questa, invece, la classifica degli esercizi commerciali che mai si vorrebbero nel proprio immobile (fino a 3 indicazioni):

    1

    Locali notturni

    61%

    2

    Officine meccaniche

    38%

    3

    Pescherie

    33%

    4

    Ristorazione take away

    29%

    5

    Falegnamerie

    26%

    6

    Ristoranti

    21%

    7

    Bed & breakfast

    13%

    8

    Asili nido

    12%

    9

    Studi veterinari

    11%

    10

    Studi medici

    5%

  • CentroMarca Banca. Presentato il bilancio d’esercizio ai soci ed intraprese importanti decisioni per il futuro della banca

    Si è tenuta venerdì 11 maggio scorso l’Assemblea dei Soci di CentroMarca Banca –Credito Cooperativo. Ad ospitare l’appuntamento istituzionale con tutta la base sociale è stato il Collegio Salesiano Astori di Mogliano Veneto. Oltre 370 i Soci intervenuti a dimostrazione che il senso di appartenenza è forte e consolidato.

    Diversi gli argomenti all’ordine del giorno. In primis la presentazione della Relazione e Bilancio d’Esercizio 2011 assieme alla presentazione del Bilancio Sociale 2011; la scaletta è poi proseguita toccando:

    · la determinazione del valore nominale di ogni azione sottoscritta dai nuovi Soci;

    · le informative all’Assemblea sulle politiche di remunerazione;

    · la determinazione di compensi e rimborsi spese dei Consiglieri di Amministrazione;

    · il rinnovo della polizza relativa alla responsabilità civile degli Amministratori e Sindaci;

    · la determinazione dell’ammontare massimo delle posizioni di rischio che possono essere assunte nei confronti dei Soci, dei clienti e degli esponenti aziendali;

    · le modifiche al Regolamento Elettorale ed Assembleare in adeguamento alle nuove norme statutarie adottate ed eventuale rinumerazione dell’articolato;

    · l’elezione dei componenti del Collegio dei Provibiri.

    Relatori della serata sono stati il Presidente di CentroMarca Banca Tiziano Cenedese (in rappresentanza di tutto il Consiglio d’Amministrazione), il Direttore Generale Roberto Faggiani, il Vice Direttore Generale Claudio Alessandrini e il Presidente del Collegio Sindacale dott. Massimo Calaon. Ognuno ha toccato diversi aspetti inerenti il mondo bancario in questo momento cruciale per l’economia nazionale, e la gestione di CentroMarca Banca.

    L’assemblea è stata avvalorata anche della presenza del dott. Amedeo Piva, Presidente della Federazione Veneta delle Bcc, che con il suo intervento ha stigmatizzato il difficile momento vissuto da tutto il sistema bancario. Ma ha anche precisato che troppo spesso si enfatizzano sulle prime pagine dei giornali le difficoltà di alcune BCC per mascherare la rischiosità e la pesantezza di molte banche di credito ordinario che sono state per molti versi l’origine di questa lunga e difficile crisi.

    La Relazione, oltre a spiegare l’andamento globale e locale dell’economia, ha messo particolare accenno sull’andamento di CentroMarca Banca che nel corso del 2011 ha dovuto sacrificare una parte dei suoi utili per abbattere le sofferenze. Sono stati infatti accantonati prudenzialmente oltre 4,5 milioni di euro per poter serenamente affrontare le forti difficoltà del tessuto economico locale. Nonostante questo forte accantonamento la Banca è riuscita a chiudere in utile. Per ciò che riguarda l’andamento degli aggregati il 2011 si è chiuso con un andamento abbastanza neutro, in linea con l’andamento generale dell’economia. Sostanzialmente stabili i dati di Raccolta ed Impieghi. Al riguardo degli impieghi è stato precisato che nel corso del 2011 la banca ha continuato a finanziare le famiglie e le piccole imprese erogando mutui per oltre 58 milioni di euro. L’incidenza delle sofferenze sugli impieghi risulta decisamente più bassa rispetto a tutto il sistema delle Banche di Credito Cooperativo regionale. Se queste ultime registrano l’incidenza delle sofferenze lorde sui crediti allo 6,09% (3,93% l’indice di rischiosità delle BCC trevigiane) CentroMarca Banca si attesta su un soddisfacente 2,37%. Ma il dato ancor più significativo riguarda la percentuale di copertura delle posizioni anomale. CentroMarca Banca ha fondi di copertura per quasi il 50%, diversamente il sistema veneto presenta svalutazioni per il 34,42%, le banche del Nord Est per il 33,37%.

    Il patrimonio Netto della Banca si attesta a 57 milioni di euro; il TIER 1 (dato che permette di comparare la solidità della Banca attuale e prospettica) si attesta al 14,68% su un requisito minimo pari all’8,00%. Un differenziale che da solo fa percepire la solidità di questa importante realtà bancaria trevigiana.

    I soli indici economici tuttavia non consentono di comprendere al meglio il risultato di CentroMarca Banca. Vanno tenuti in considerazione anche altri dati che consentono di valutare l’effettiva qualità dell’istituto bancario e la sua soddisfacente performance nonostante il periodo avverso.

    Parliamo di dati come:

    · dipendenti: 120 unità (4 in più rispetto al 2010);

    · 4.060 ore di formazione erogate;

    · Corsi di coaching e corsi interni di Office Automation;

    · Riorganizzazione dei prodotti di servizio estero;

    · Miglioramento del catalogo prodotti;

    · Recepimento di direttive della Banca d’Italia;

    · Attivazione della partnership con BCC Credito al Consumo nell’ambito del marchio Crediper;

    · Altre attività di miglioramento del servizio.

    Inoltre CentroMarca Banca ha continuato nella sua opera di mutualismo e cooperazione con il territorio, come risulta dal Bilancio Sociale 2011. “La banca – afferma la Relazione – richiamandosi ai criteri ispiratori dell’attività, è intervenuta a sostegno di una pluralità di iniziative aventi natura sociale, solidaristica e volontaristica.”

    E’ importante leggere tra le righe delle relazione anche il forte radicamento territoriale della Banca e la fiducia che ancora riscuote tra famiglie ed imprese della zona di sua competenza. A dare valore a questa affermazione la crescita di 210 Soci, che raggiungono quota 2.587 a fine 2011. L’età anagrafica dei nuovi entrati si concentra nella fascia 18-50 anni segno di un primo rinnovamento nella base sociale.

    Oltre all’approvazione del bilancio l’Assemblea dei Soci ha eletto il Collegio dei Probiviri che per il prossimo biennio sarà composto da: Dr.ssa Tronchin Lucia, che assumerà la carica di Presidente; Avv. Gyulai Alberto (membro effettivo); Prof. Scroccaro Luigino (membro effettivo) e l’Avv. Michielan Alessandro e l’Avv. Jelmoni Pierfrancesco (membri supplenti).

  • CentroMarca Banca Assemblea dei Soci 2012. Utili, indici e sostegno al territorio tengono nel 2011

    Si tiene oggi, dalle 19.00 presso il Collegio Salesiano Astori di Mogliano Veneto (Treviso), l’Assemblea dei Soci di CentroMarca Banca – Credito Cooperativo. L’appuntamento annuale con la base sociale prevede la presentazione ufficiale della Relazione e Bilancio d’Esercizio 2011, nonché del Bilancio Sociale 2011.

    Il risultato ottenuto, 267.782 euro di utile e un andamento costante dei maggiori indici (seppur in flessione rispetto alle percentuali ottenute nel 2010), mette in luce la tenuta dei conti della banca che si presenta sul mercato con un biglietto da visita di tutto rispetto.

    Si registrano, infatti, una sostanziale tenuta della raccolta totale (-0,72%) suddivisa tra il -1,07% della raccolta diretta ed il +0,20 della raccolta indiretta, mentre rimane praticamente inalterato (- 0,64%) il dato relativo ai crediti verso clientela.

    Per quanto riguarda i crediti anomali “A fine 2011 – recita la Relazione – le posizioni contabilizzate a “sofferenza” sono pari al 2,37% degli impieghi, situazione di rischiosità decisamente migliore rispetto alle BCC della Provincia di Treviso che mettono in evidenza una rischiosità sugli impieghi pari al 3,93%. E come detto in altra parte della relazione, il dato di incidenza sugli impieghi arriva addirittura al 6,09% nelle BCC della regione veneta.”. L’incidenza delle sofferenze al netto delle rettifiche si porta dallo 0,66% del 2010 all’1,04% del 2011 rispetto agli impieghi. Dati questi che difficilmente si riscontrano nel sistema.

    Importante, inoltre, il sostegno che CentroMarca Banca ha continuato a portare al proprio territorio ed alla comunità di riferimento. Le difficoltà legate alla crisi non hanno, infatti, intaccato la vocazione mutualistica della BCC che nel corso del 2011 ha mantenuto gli impegni promessi ed ha continuato la sua opera di aiuto al territorio. La vocazione mutualistica si è tradotta in sostegno costante a persone, associazioni, associazioni sportive, parrocchie, missioni umanitarie, giovani (con la consegna delle borse di studio e dei segni di merito) e anziani. Molteplici idee ed iniziative sono state messe a disposizione dei Soci, come viaggi di gruppo, serate di accoglienza, conferenze e convegni su temi scottanti per l’economia, corsi di aggiornamento e corsi di fotografia.

    Nonostante la tenuta dei conti e la costante presenza di CentroMarca Banca nel sostegno al territorio ed alle persone che fanno parte della comunità di riferimento, i mutamenti avvenuti all’interno del sistema bancario nazionale, europeo ed internazionale pongono l’accento sui metodi gestionali delle banche in genere. Per questo motivo CentroMarca Banca chiederà all’Assemblea dei Soci, in chiusura della relazione del Consiglio di Amministrazione, di avviare una riflessione estesa sul ruolo e sul futuro della banca. Oltre alla presentazione della Relazione e Bilancio d’Esercizio e del Bilancio Sociale saranno in discussione all’Ordine del Giorno:

    · la determinazione del valore nominale di ogni azione sottoscritta dai nuovi Soci;

    · le informative all’Assemblea sulle politiche di remunerazione;

    · la determinazione di compensi e rimborsi spese dei Consiglieri di Amministrazione;

    · il rinnovo della polizza relativa alla responsabilità civile degli Amministratori e Sindaci;

    · la determinazione dell’ammontare massimo delle posizioni di rischio che possono essere assunte nei confronti dei Soci, dei clienti e degli esponenti aziendali;

    · le modifiche al Regolamento Elettorale ed Assembleare in adeguamento alle nuove norme statutarie adottate ed eventuale rinumerazione dell’articolato;

    · l’elezione dei componenti del Collegio dei Provibiri.

  • Money Transfer: affari in aumento nonostante la crisi

    Pur in tempi di crisi è in continua crescita il volume di denaro inviato all’estero dagli immigrati residenti in Italia. Con in testa i cinesi, che inviano in madrepatria circa 12.000 euro pro capite, i lavoratori stranieri nel 2011 hanno inviato all’estero denaro pari allo 0,46% del PIL, con un aumento del 12,5% rispetto all’anno precedente.

    Un fiume di denaro, 7,4 miliardi di euro, cioè quasi lo 0,5% della ricchezza prodotta in Italia in un anno, che attraverso le agenzie Money Transfer si disperde a pioggia verso i quattro angoli del mondo.
    In breve tempo, recandosi in una agenzia Money Transfer a Milano, Torino, Roma o in qualsiasi città italiana, è possibile trasferire denaro all’altro capo del mondo, trasformando euro in yuan cinesi, pesos filippini o reais brasiliani, dove possono essere ritirati in contanti presentando semplicemente un documento di identità e il codice identificativo dell’operazione di trasferimento oppure possono essere depositata direttamentesu un conto corrente.
    Dal nuovo rapporto della Fondazione Leone Moressa (specializzata in economia dell’ immigrazione) sulle rimesse in denaro dall’Italia verso l’estero emerge che inaspettatamente nel 2011, nonostante il momento di crisi generalizzata, l’invio di soldi all’estero da parte degli immigrati è aumentato del 12,5% rispetto al 2010.

    Questo si spiega sia con l’aumento del numero degli immigrati presenti in Italia (la Caritas li valuta in 5 milioni, irregolari esclusi), sia con l’accresciuta facilità per il trasferimento di fondi fra stati da parte di privati cittadini, su richiesta della stessa banca Mondiale, per favorire la crescita e lo sviluppo delle aree più povere del mondo. Il denaro inviato all’estero dai lavoratori immigrati infatti va direttamente nelle tasche delle famiglie che in genere appartengono a classi sociali medio-basse e che quindi utilizzano immediatamente i soldi ricevuti, favorendo così la crescita economica nazionale.

    Il trasferimento di soldi all’estero costituisce quindi un aiuto concreto per le economie dei paesi in via di sviluppo, così come lo era stato per l’Italia all’inizio del novecento.
    In aggiunta all’invio di denaro attraverso banche e agenzie Money Transfer operanti in Italia, devono essere conteggiati i soldi che vengono esportati in modo informale, anche se non illegale, dallo stesso interessato o tramite amici e parenti in occasione di viaggi in visita alla famiglia nel paese d’origine, ammontare che si stima essere di eguale entità a quello trasferito tramite Money Transfer.