Categoria: Economia e Finanza

  • Alfredo’s Gallery è già sbarcato in Sud America

    Alfredo’s Gallery, brand in franchising del Ristorante Alfredo alla Scrofa, noto in tutto il mondo per la qualità ed unicità delle Fettuccine Alfredo e meta di personaggi famosi del cinema, della letteratura, della politica e dello sport, annuncia la prossima apertura in Brasile, a Curitiba.

    Alfredo alla Scrofa nasce nel 1907 e riesce a mantenere, da oltre 100 anni, lo stesso sapore delle “sue fettuccine”.

    A pochi mesi dal lancio del marchio in franchising, l’interesse che ha da subito suscitato a livello internazionale, lo vede già ad una prossima apertura in Sud America.

    Curitiba è la capitale dello stato del Paraná ed è l’ottava città più popolata del paese e, soprattutto, una delle più grandi della regione meridionale, con una popolazione che ammonta a 1.751.907 abitanti.

    Curitiba è inoltre considerata la capitale con la migliore qualità della vita di tutto il Brasile, con un polo industriale talmente diversificato da raggiungere il quarto posto tra le città più economicamente avanzate dell’America Latina.

    Ottimi risultati, quindi, per Alfredo’s Gallery che sarà anche presente, insieme a BRD Consulting (società che ne cura lo sviluppo), alle prossime fiere del franchising di San Paolo (ABF Franchising Expo, 13-16 Giugno 2012)e New York (IFE, 15-17 Giugno 2012).

    Per maggiori informazioni scrivete a [email protected]

    www.brdconsulting.it

  • Siglato un importante accordo tra BRD Consulting e Aspire Property Group

    Aspire Property Group è un’azienda inglese molto dinamica che ha, nel proprio organico, importanti professionisti del settore immobiliare, specializzati nell’offerta “chiavi in mano” di location commerciali con affitti calibrati e determinati in funzione degli investimenti necessari e del fatturato previsto.

    Molte PMI inglesi (franchising e dirette) hanno beneficiato della loro FREE ‘Health Check’, la quale ha portato consistenti risparmi nel 2011.

    Strategie su misura, conoscenza del territorio e capacità di lettura del mercato real estate sono servizi importanti che verranno messi a disposizione di tutte le aziende italiane che vorranno aprire loro filiali e punti vendita nel territorio di “sua maestà”.

    Noi di BRD (società reatina di sviluppo retail e franchising) siamo, quindi, a disposizione per aiutare a valutare tutte le necessarie informazioni per un serio piano di sviluppo nel mercato inglese, oltre che le opportunità finanziarie erogate direttamente dai migliori istituti di credito UK.

    Per maggiori informazioni scrivete a [email protected]

    www.brdconsulting.it

  • Situazione asiatica sui mercati dei metalli

    La situazione della Borsa indica tutt’oggi una situazione del tutto positiva riguardo la situazione asiatica nei confronti dei metalli e con le relative futures sui paesi della zona Euro e degli Stati uniti d’America. Le fluttuazioni relative ai metalli sono senza dubbio quelle che creano maggiore suspance per i mercati di quest’ultimo periodo. Si tratta di un vero e proprio monopolio effettivo che la Cina detiene ormai da diverso tempo e che interessa in particolar modo le terre rare. L’estrazione di metalli preziosi trova infatti nella repubblica cinese il 95% della propria opera e di conseguenza questo dato va obbligatoriamente ad intaccare una serie di settori, come quello dell’hi-tech, che fanno abbondante uso di questi materiali. Ma non solo: le importanti fluttuazioni di valore di questi ultimi tempi arrivano ad attaccare anche altri metalli come il nickel, lo zinco e l’alluminio, una delle leghe maggiormente utilizzate anche nel nostro paese, in particolar modo da aziende che si occupano della realizzazione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili. Attualmente gli investitori sembrano tendere in modo positivo a sostenere l’ipotesi che a breve, nella zona Euro potrebbe avere la meglio una politica in grado di stimolare la crescita in modo diretto; senza dubbio un atteggiamento sostenuto dalle pressioni del presidente degli Stati Uniti, del neo presidente di Francia, Holland e dal Monti, presidente del consiglio italiano.

  • Resistere alla crisi

    In questo momento storico molte aziende stanno cercando di resistere alla crisi cercando un modo per guadagnare posizioni sul mercato in modo da poter sopravvivere e aspettare che la situazione economica migliori. Con l’avvento di internet sono aumentate le risorse per potersi far pubblicità senza stanziare budget miliardari ma è aumentata anche la concorrenza proprio perché è diventato più facile gestire la comunicazione attraverso nuove tecnologie e web 2.0. Proprio per questo è richiesto, ad una società decisa a conquistare il mercato, di implementare un sistema che possa competere con le grandi società che hanno a disposizione molte più risorse. Quello che tutte le tendenze moderne di marketing indicano come molto importante in questo settore è lo spostamento dell’attenzione principale dal prodotto al cliente. Uno dei metodi principali per ottenere un rapporto privilegiato con il cliente è il direct email marketing, un sistema tiene costantemente aggiornate le persone interessate ai nostri prodotti o ai nostri servizi attraverso messaggi pubblicitari inviati via mail. Gestire i social network è importante, ma non potremo mai sapere se i contatti che abbiamo aggiunto ai nostri profili usano effettivamente quel sito per conoscere anche le novità legate alla nostra azienda. È molto più probabile che controllino la posta elettronica, che ci avranno fornito in fase di registrazione al sito. Per implementare tecnicamente questo tipo di servizio basterà una semplice ricerca sul web. Digitate le parole “template newsletter” oppure “servizio invio newsletter” e scegliete il software che più si adatta alle vostre esigenze.

  • ATECAP al Made Expo 2012

    Roma, 29 maggio 2012 – Con l’Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato, i temi del cantiere entrano in diretto contatto con il mondo dell’architettura e del design.

    In occasione della sua quinta edizione, la nuova fiera MADE – Milano Architettura Design Edilizia, in programma dal 17 al 20 ottobre 2012 nei padiglioni della Fiera Milano Rho, vedrà, infatti, tra i suoi protagonisti principali, ATECAP, un interlocutore fondamentale per la filiera delle costruzioni.

    Dichiara il Presidente di MADE Andrea Negri: “Grazie alla collaborazione e alla partnership con l’Associazione, da quest’anno prenderà il via anche il progetto “MADE in Concrete”, un’iniziativa interamente dedicata al calcestruzzo e al calcestruzzo armato. La collaborazione nasce dal mutuo e forte interesse di ATECAP e di MADE Expo a dare la giusta evidenza a questo materiale da costruzioni che, pur essendo alla base della gran parte degli edifici e delle infrastrutture del Paese, non è conosciuto per tutte le sue potenzialità strutturali, estetiche, architettoniche e di sostenibilità.”

    ATECAP si è incontrata quindi con MADE Expo, individuando nella manifestazione fieristica milanese il partner più adeguato per interagire su vasta scala con tutti gli operatori pubblici e privati presenti alla fiera: sarà, questa, l’occasione anche per dare la giusta evidenza al prodotto calcestruzzo e per ribadire quei principi di legalità e qualificazione che presiedono a un mercato trasparente e privo di esempi di concorrenza anomala.

    Durante le giornate milanesi, un’area espositiva ospiterà le imprese e altri soggetti operanti nella filiera del calcestruzzo, mentre una nutrita serie di convegni, conferenze, seminari e altri eventi di carattere scientifico-culturale saranno indirizzati a tutti i soggetti operanti nella filiera del calcestruzzo, come ai professionisti, alle imprese di costruzione e alle committenze pubbliche e private interessate al settore.

    Sulla nuova iniziativa intrapresa da ATECAP, interviene il Presidente dell’Associazione Silvio Sarno: “MADE Expo è la più importante vetrina internazionale per le aziende collegate al settore delle costruzioni.” Prosegue Sarno: “ATECAP si affaccia per la prima volta al MADE rafforzando e ampliando un’azione svolta da sempre, sia sul piano della difesa del prodotto, sia su quello della sua corretta applicazione. In altri termini, ponendo in risalto il forte legame che unisce design e architettura con le caratteristiche più conosciute del calcestruzzo: solidità e affidabilità.

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  • CentroMarca Banca e Coface Assicurazioni spa. Incontro con soci e clienti per presentare l’assicurazione del credito commerciale

    Si terrà mercoledì 30 maggio 2012 l’incontro tra CentroMarca Banca, Coface Assicurazioni Spa, Soci e clienti per la presentazione della possibilità di assicurare il credito commerciale della propria azienda. Il convegno, dal titolo “L’assicurazione del credito commerciale”, avrà luogo a partire dalle 17.30 presso la Sala Convegni del Centro Direzionale di Treviso, in via Selvatico 2.

    L’incontro si rivela di grande importanza per il tessuto economico locale in quanto l’argomento che verrà affrontato, l’assicurazione del credito commerciale delle aziende, contribuisce ad accrescere le possibilità di uscita dalla crisi economica. Attivando, infatti, un servizio di assicurazione dei crediti commerciali nei confronti dei clienti l’azienda si tutela da eventuali insolvenze o mancati pagamenti.

    CentroMarca Banca, che ha siglato l’accordo di collaborazione con Coface Assicurazioni Spa nei mesi scorsi, garantirà la liquidità alle aziende grazie ad un’apposita linea di finanziamento. Il cliente per contro potrà valutare direttamente on line la solvibilità della clientela di nuova acquisizione.

    Al convegno interverranno come relatori due collaboratori della società assicurativa attivi presso l’Agenzia Generale di Treviso: il dott. Mattia Serena e la dott.ssa Licia Zanolli. I due agenti presenteranno la realtà Coface Assicurazioni Spa per poi passare all’assicurazione del credito commerciale ed alle convenzioni stipulate con CentroMarca Banca.

    All’incontro saranno presenti anche i vertici di CentroMarca Banca e parte del personale che potrà toccare con mano le nuove opportunità per poi riportarle nelle proprie filiali di riferimento.

    CentroMarca Banca si distingue nuovamente per l’attenzione dimostrata al territorio ed alle sue peculiarità ponendosi come soggetto propositivo e collaborativo nella ricerca di soluzioni per uscire dalla crisi economica che imperversa.

  • PassioneBorsa.it : Forum con consigli di Economia, Borsa e Finanza.

    PASSIONE BORSA nasce da un’idea di DANIELE SCALPELLINI, con lo scopo di condividere informazioni e opinioni su tutto quello che concerne i mercati
    finanziari, ed in particolare sul mercato azionario. Un forum su cui nessuno invita ad investire su un titolo piuttosto che su di una valuta, o su qualsiasi altro prodotto quotato, ma che ha la funzione di informare i vari utenti connessi, con news e commenti dalle varie sale operative ed agenzie di stampa, condividendo opinioni personali e informazioni, al fine di ottimizzare e rendere remunerativi al massimo i propri investimenti.
    Presente in rete dalla fine del mese di dicembre 2011, in brevissimo tempo riesce ad affermarsi, trovando un forte riscontro ed interesse da parte degli utenti appassionati della materia, nonostante siano presenti già da molti anni forum ben più conosciuti.
    Proprio per la professionalità con cui si distingue PASSIONE BORSA, ogni giorno sempre più utenti scelgono di fruire gratuitamente del servizio offerto con dedizione e professionalità da parte dello staff.

    Passione Borsa - Forum di economia e finanzaUn regolamento interno vieta assolutamente di pubblicare e diffondere materiale pedopornografico o vietato ai minori, materiale protetto da copyrights, e diffondere link che promuovano vendita o diffusione di materiale illegale, immorale o lesivo della sensibilità altrui.
    Inoltre vige il divieto assoluto di promuovere o indurre all’acquisto o alla vendita di qualsiasi prodotto quotato sui mercati finanziari, ma è consentito esprimere un’opinione in merito, sia positiva o negativa, al fine di edurre gli utenti meno esperti.

    Visita il forum http://www.passioneborsa.it/ !

  • Il Business Intelligence attua delle previsioni attendibili di successo

    Nel momento in cui parliamo di Business Intelligence stiamo parlando dell’insieme di tutti gli strumenti che analizzano i dati aziendali. Lo scopo primario del Business Intelligence è quello di utilizzare queste informazioni per incrementare il fatturato di un’azienda o la vendita di un certo prodotto.

    Il Business Intelligence è particolarmente apprezzato dalle aziende che vogliono offrire un prodotto o un servizio personalizzato, in particolar modo che sembri pensato per il cliente o target. Ovviamente non è così perchè sarebbe pressoché impossibile, ma il risultato finale può sembrare davvero specifico e mirato.

    In qualche modo questa è una scienza che si fonda sul valore effettivo dei numeri e dei dati; spesso questi dati sono direttamente correlati con una certa tipologia di utenti finali. La soggettività dei dati forniti, permette di offrire una profonda personalizzazione che porta sempre ad un aumento dell’interesse del potenziale cliente.

    Gli strumenti tecnici che vengono utilizzati nel Business Intelligence ragionano sullo stesso livello, anche se sono sempre direzionati ad arrivare a dati differenziati, e per raggiungere il maggior numero di informazioni possibili.

    Avere tutto questo volume di informazioni e dettagli sull’azienda, sulla concorrenza e naturalmente sull’ipotetico cliente, è di fondamentale importanza per la strada del successo.

    Per entrare nel dettaglio specifico del Business Intelligence, si possono identificare alcuni strumenti come le classiche analisi statistiche, o anche l’ideazione di applicazioni da distribuire alla massa, o anche all’utilizzo di sistemi Erp in grado di gestire e commutare in dati le varie aree delle attività aziendali.

    Le statistiche forniscono i dati nudi e crudi, ma la trasformazione di questi numeri deve portare necessariamente ad informazioni utilizzabili a favore dell’azienda. I dati di per sé non contano molto se non vengono puliti e trasformati in strategie sensibili al mercato consumistico.

    Il Business Intelligence è in grado di determinare delle strategie e anche la potenzialità di successo o insuccesso delle azioni future.

    Facendo un esempio è più facile capire il concetto. Mettiamo il caso di un negozio online che vende elettronica. La Business Intelligence raccoglie, elabora, esamina ed esegue una previsione su come potrebbe comportarsi un possibile utente e soprattutto prevede cosa potrebbe volere proprio quel cliente specifico.

    In pratica quell’utente che accede al sito verrà automaticamente convogliato (o invogliato se preferiamo) verso una certa area perchè i dati e le analisi hanno identificato che quel cliente potrebbe desiderare quel prodotto in particolare. Ovviamente il potenziale cliente quel giorno non ha bisogno di quel prodotto ma è in cerca di informazioni. In questo caso parte il processo successivo, ovvero di fornire immediatamente e facilmente le informazioni che cercava.

    Il piano si è basato su due ipotesi comportamentali differenti: la prima che si basava su dati soggettivi mentre la seconda su dati oggettivi. In ogni caso il cliente ha avuto quello che cercava.

    Il Business Intelligence non è un gioco e perchè tutti i processi e gli strumenti arrivino a risultati concreti, ci si deve sempre rivolgere ad un’azienda competente, ad un’azienda in cui sono presenti figure professionali differenziate e in grado di sviluppare un approccio al prodotto a 360 gradi.

  • L’acquisto di diamanti in tempi di crisi: investimento intelligente?

    I diamanti sono sempre stati un caso a parte nel mondo dei preziosi. Sia per la percezione che ne ha il pubblico che per le dinamiche dell’industria estrattrice e la complessità della catena di distribuzione, niente sembra normale nel processo dell’acquisto diamante.

    Ebbene, niente lo è, perché infatti sono state forze di mercato e pressioni da parte degli attori chiave del settore a determinare le particolarità delle transazioni di questa pietra. Da una parte, gli sforzi di marketing sviluppati durante gli anni hanno fatto sì che il diamante abbia per i consumatori finali di preziosi in valore superiore a quello reale, soprattutto se paragonato ai livelli di offerta e esaurimento di altri preziosi.

    In più, il quasi monopolio dell’industria dei diamanti, esercito da De Beers e altri membri dei sindacati e aziende minerarie, hanno fatto sì che questo prezioso non sia soggetto come gli altri alle fluttuazioni del libero mercato. I diamanti, infatti, non sono come l’oro soggetti a quotazione, il prezzo è invece stabilito dalla parte dei produttori in base alla quantità a disposizione in un determinato momento e, indubbiamente, in base ai livelli di domanda. Questo vuol dire che non esiste un prezzo universale per questo prezioso: i commercianti di negozi compriamo oro e diamanti fanno riferimento a guide come il The Diamond Registry.

    Questo fa che il diamante sembri un bene più stabile di altri che invece soffrono le tendenze dei mercati anche per l’alone di lusso ed esclusività che lo circonda, ma la realtà è che di fronte ad altri metalli preziosi i diamanti non sono necessariamente la miglior alternativa per investire in tempi di crisi finanziaria.

    In primo luogo, i diamanti non sono fungibili né liquidi, il ché significa che anche se mantengono il loro valore, sono poco flessibili a livello di scambi. L’oro e altri metalli possono essere riutilizzati, fusi e rivenduti sotto altre forme, il ché aggiunge alla già stabile natura di questo prezioso che, seppur soggetto alle fluttuazioni dei mercati, si mantiene come bene stabile e rifugio. Il diamante invece non ha il suo valore intrinseco legato alla composizione già che il valore dipende in gran misura, del taglio.

    Non hanno contribuito al mantenimento del valore dei diamanti come prezioso gli ultimi cambiamenti strutturali all’interno del mercato. Con una fornitura non limitata dalle risorse naturali ma bensì dalle decisioni di compagnie come De Beers e un numero crescente di fornitori per le domande di compro Swarovski che sono riusciti a sintetizzarne la composizione e produrne artificialmente, il dominio degli attori di sempre si è ridotto.

    Anche la diminuzione della domanda per i diamanti ha subito un calo da un tempo a questa parte, obbligando i fornitori a ridurre i prezzi dopo che le vendite sono diminuite di più del 20% in paesi come gli Stati Uniti, che rappresenta circa la metà della domanda mondiale di diamanti.

    I diamanti quindi sono sì, un prezioso che rimane di alto valore e relativamente stabile se considerati altri beni di lusso del mercato, ma non è necessariamente la migliore scelta se stai pensando ad investire in preziosi per tutelare il tuo patrimonio: l’oro e le gemme potrebbero essere una scelta più adeguata.

    A cura di Alba L
    Prima Posizione Srl – supera la crisi

  • L’auto elettrica conquista l’Europa. Gli italiani tra i più interessati all’acquisto di vetture verdi

    Sale la febbre per le auto elettriche tra gli automobilisti Italiani. Il 76% di loro si dice assolutamente interessato ai modelli completamente green, che poco a poco le diverse case stanno immettendo sul mercato mentre il 70% manifesta un’intenzione d’acquisto positiva. La riduzione dell’impatto ambientale (78%), la silenziosità (18%) e – sorpresa – il fatto che queste auto trasmettano un’immagine di modernità (31%), sono i fattori che piacciono maggiormente ai consumatori della Penisola. Gli Italiani sono attratti dalla rivoluzione elettrica più di quanto non avvenga in Francia, Germania o Regno Unito, dove l’auto elettrica raccoglie l’interesse, rispettivamente, del 54, del 60 e del 56% dei loro “colleghi”. E’ questa la fotografia proposta dall’Osservatorio Auto 2012 di Findomestic, focalizzato sul mercato di dieci paesi: oltre all’Italia, si contano Germania, Belgio, Spagna, Francia, Polonia, Portogallo, Ucraina, Russia e Turchia.

    I CLIENTI SONO PRONTI ALLA NUOVA SFIDA, MA NON TRASCURANO LE CRITICITA’
    Le criticità, tuttavia, non mancano. Prima fra tutte, quella legata al prezzo, che può rendere necessario per alcuni ricorrere a strumenti per finanziare l’acquisto dell’automobile. Il prezzo delle auto elettriche infatti, risulta ancora sensibilmente più elevato rispetto ai veicoli alimentati dal tradizionale motore termico. In Europa, il 49% dei consumatori (il 42% in Italia), non è disposto a compiere alcuno sforzo supplementare per acquistare un’auto elettrica anziché termica. Il 46% (53% in Italia) si dice, invece, pronto a spingersi non oltre un 30% in più del prezzo che sborserebbe per una vettura a benzina, diesel o a Gpl. Il prezzo elevato dipende essenzialmente dal costo della batteria, che secondo i dati disponibili al giorno d’oggi può costare all’acquisto tra 9.000 e 15.000 euro, ossia circa la metà del prezzo totale del veicolo. Non convince fino in fondo la possibilità di noleggiare la batteria, recentemente rilanciata da alcune case per l’abbattimento almeno parziale dei costi. In Italia, a dirsi interessato a questa possibilità, è il 47% degli automobilisti, mentre a livello europeo si scende al 37%.

    GLI STATI DEVONO IMPEGNARSI DI PIU’
    Piuttosto, i consumatori sono dell’idea che a favorire una maggiore competitività di prezzo siano gli stessi Stati, in virtù delle positive ricadute ambientali di questo genere di alimentazione. L’84% degli Europei è convinto di questo. Una quota identica al dato rilevato in Italia, dove l’80% dei consumatori, contro il 64% degli Europei, ritiene insufficienti gli sforzi dello Stato nei confronti della filiera del veicolo elettrico. Un dato che mette in evidenza un’urgenza dettata dal fatto che il Paese non sembra proporre una strategia coerente e di ampio respiro per favorire l’utilizzo delle auto elettriche.

    IL PUNTO DI VISTA DEL CONSUMATORE: IL NODO DELL’AUTONOMIA Dopo il prezzo, l’autonomia è la principale preoccupazione degli automobilisti. Il 55% di loro, in Europa, afferma che sarebbe disposto a comprare un auto elettrica solo se questa possa garantire una percorrenza di almeno 250 Km. In Italia, l’approccio è più morbido: il 46% degli intervistati ritiene necessaria la possibilità di potersi spingere oltre questa barriere; per il 24%, invece, anche un’autonomia ridotta a non più di 100 Km potrebbe andare bene; mentre la quota parte restante ritiene accettabile un’autonomia compresa tra i 100 e i 250 Km. In realtà, si potrebbe dire che la percezione degli automobilisti in relazione all’autonomia delle vetture è un po’ falsata. I dati raccolti dall’Osservatorio dimostrano infatti che più dell’80% degli Europei percorre meno di 100 Km al giorno, e il 45% perfino meno di 30. Quindi, in teoria, l’autonomia della batteria non dovrebbe rappresentare un limite per tali automobilisti. Ma, appunto, solo in teoria. I conducenti temono, infatti, situazioni eccezionali in cui potrebbero essere costretti a percorrere più chilometri del solito (vacanze) o a rimanere più a lungo nella loro auto (scioperi, neve…). L’installazione massiccia di colonnine di ricarica rapida potrebbe rassicurare gli automobilisti. Il 94% degli italiani (90% degli europei) rivendica le colonnine e addirittura il 65% (59% degli europei) ritiene che siano indispensabili.

    IL COSTO DI UTILIZZO: I VANTAGGI SONO QUI
    Il 66% degli Italiani sono sicuri che, a fronte di una spesa d’acquisto mediamente più elevata se confrontata con quella per un’auto tradizionale, il veicolo elettrico nel corso della sua vita comporterà spese minori in termini non solo di consumi, ma anche di manutenzione. Un dato leggermente più elevato di quello della media europea (64%). Indubbiamente il veicolo elettrico offre reali vantaggi in fase d’uso. Tuttavia, tenuto conto del chilometraggio medio di un’auto in Europa, questi risparmi sono ben lungi dal compensare il sovrapprezzo pagato al momento dell’acquisto. Gli italiani virerebbero verso le auto elettriche nel caso in cui il prezzo del carburante dovesse superare 2,4 euro al litro. Gli europei, invece, ritengono conveniente passare all’elettrico qualora il carburante superasse il prezzo di 3,4 euro al litro.  

    LA SFIDA COMMERCIALE PER GLI ADDETTI AI LAVORI
    L’87% degli Europei è convinto che l’acquisto di un mezzo a propulsione elettrica rafforzi il rapporto di fiducia che si instaura tra acquirente e il marchio automobilistico. Si tratta di un dato in linea con quello fatto rilevare in Italia (85%). Per gli automobilisti sarà determinante la capacità di assistenza post vendita, con un occhio particolare al pianeta delle officine. Il 35% degli Italiani ritiene che oggi la rete non sia pronta a fornire supporto ai proprietari di veicoli elettrici, mentre solo 16 clienti ogni 100 sono convinti dell’esatto contrario. Uno su due (il 49%), invece, è più fiducioso.

    L’indagine completa è disponibile on-line sul sito www.osservatorio.findomestic.it

    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:
    http://www.adhoccommunication.it; www.findomestic.it