L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Sarebbe bene stimolare nuove realtà produttive in questo settore, attraverso l’affidamento dei terreni incolti a soggetti svantaggiati, come i giovani disoccupati e le categorie protette”
Roma – “In questa campagna elettorale ho cercato di affrontare diverse tematiche per approfondire di volta in volta gli aspetti che caratterizzano la mia visione del futuro per la Regione Lazio. Sui temi del lavoro, le proposte che vorrei portare avanti riguardano in primo luogo sgravi contributivi alle imprese che trasformano i contratti a tempo determinato e di apprendistato in contratti a tempo indeterminato, per combattere il fenomeno del precariato che ormai soffoca le speranze non solo di molti giovani, ma anche di molti non più giovani. Tuttavia, la mia idea sul tema del lavoro è anche quella di trovare soluzioni che permettano di creare nuovi posti in settori da recuperare, come ad esempio quello agricolo”. Vincenzo Maruccio, assessore laziale ai Lavori Pubblici fa il punto sulla situazione occupazionale della regione, focalizzando l’attenzione sul settore primario, spesso il più trascurato dagli interventi istituzionali.
“Quello che intendo – argomenta il capolista dell’IdV alle Regionali – è stimolare nuove realtà produttive in questo campo, attraverso l’affidamento dei terreni incolti a soggetti svantaggiati, come i giovani disoccupati e le categorie protette. Nel Lazio, infatti, sono molti i terreni agricoli del demanio, degli enti pubblici o dei privati in totale stato di abbandono. Penso ai terreni comunali in attesa di destinazione, oppure ai terreni i cui proprietari non sono più nella possibilità di curarli o coltivarli, che per giunta rappresentano un pericolo per il territorio e la comunità, a causa del rischio di incendi. L’attivazione di programmi di recupero incentrati sull’agricoltura sostenibile sarebbe quindi utile non solo in termini di occupazione, ma anche per la conservazione e il ripristino degli ecosistemi e la tutela del paesaggio”.
“Per questo, nel mio programma – dice Maruccio presentando la sua lista delle cose da ‘fare’ – ho inserito il recupero delle aree agricole dismesse e la loro assegnazione, attraverso bandi di gara e con un affitto pressoché simbolico, a cooperative in grado di creare impresa e dotate di un piano di sviluppo e di utilizzo che promuova le colture tipiche locali. L’agricoltura è infatti un’attività meno esposta ai cicli dell’economia e alle sue crisi, e ora più che mai è una fonte di reddito da riscoprire”.
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