Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “È urgente lo sblocco dei fondi perché altrimenti si creerebbe un’ecatombe occupazionale”
Roma – “Accolgo con allarme la notizia, augurandomi che quanto prima venga messa all’ordine del giorno la risoluzione di questa gravissima situazione”. Così Oscar Tortosa, vicesegretario laziale dell’Italia dei Valori, ha espresso il suo giudizio in merito alla protesta dei sanitari privati che prestano servizio presso varie Asl capitoline per il trasporto di malati. Il personale, da 4 mesi senza stipendio, svolge turni quotidiani di 12 ore per 10 giorni, intervallati da 4 riposi. Sono circa 250 tra autisti e personale infermieristico, tutti dipendenti delle società “Croce Amica srl” e “Ambulanze Città di Roma” che si sono aggiudicate gli appalti per i compiti assistenziali a supporto del sistema sanitario pubblico e anche privato. Il problema nasce dal mancato saldo dei contributi da parte della Regione per una cifra che si aggirerebbe intorno ai 6 milioni di euro e dall’impossibilità di ricorrere ancora al credito da parte delle banche, cui i due soggetti erano stati costretti a rivolgersi per anticipare gli stipendi in attesa della copertura da parte dell’ente.
“Si tratta di persone – ha aggiunto l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – che svolgono lo stesso lavoro delicato e cruciale dei dipendenti dell’Ares, ma hanno stipendi dimezzati e contratti precari, oltre a non godere della stabilità lavorativa dei loro colleghi strutturati nell’alveo della pubblica amministrazione. Ora è arrivata anche la mazzata delle retribuzioni non corrisposte, e questo è intollerabile. Tra loro ci sono uomini e donne di 40 o 50 anni, che da troppo tempo vivono nell’incertezza e che avrebbero delle enormi difficoltà a ricollocarsi lavorativamente per via della loro età e dell’attuale congiuntura economica. Oltretutto, il taglio di organico avrebbe un’innegabile ripercussione sugli utenti, cioè persone malate e spesso anziane”.
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