L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Il condono, seppure gestito con tempi e modalità civili, non è una soluzione”
Roma – “Dopo il caos delle cartelle esattoriali pazze, arrivano gli ultimatum sui condoni: dieci giorni per presentare tutta la documentazione, pena il respingimento delle domande di sanatoria. I preavvisi arrivano dalla Gemma, società del Comune di Roma, il cui Ufficio Condoni ieri ha dovuto affrontare l’isteria dei cittadini in fila, frastornati dall’esiguità dei tempi, dalle lunghe code di attesa e dall’importanza della posta in gioco: la propria casa. Lo raccontano bene alcuni giornali di oggi. Leggendoli riflettevo sul tema delle politiche abitative: un capitolo complesso da gestire, da qualunque angolazione lo si osservi”. Sono queste le prime considerazioni di Vincenzo Maruccio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, in merito alle difficoltose procedure per la regolarizzazione delle posizioni tributarie relative alle istanze di condono edilizio gestite dalla Gemma S.p.A., l’azienda pubblico/privata partecipata dal Comune di Roma.
Secondo Maruccio “il condono, seppure gestito con tempi e modalità civili, non è una soluzione”. “Oggi – spiega l’assessore regionale – a Roma un edificio su quattro deriva da condoni, con forti ripercussioni sul tessuto urbanistico e il sistema della viabilità, tanto che uno degli obiettivi del Piano Casa approvato lo scorso luglio dalla Regione Lazio è stato quello di favorire le ristrutturazioni che migliorassero l’assetto del territorio circostante, attraverso un radicale snellimento delle procedure e dei costi amministrativi. Le norme stabilite dalla Regione aspettano ora l’applicazione da parte del Comune di Roma, che però non ha ancora messo in campo alcuna riduzione reale degli oneri concessori. Di fronte a questo stallo da un lato, e di fronte alla fretta che il Comune richiede per la regolarizzazione dei condoni, mi chiedo dove sia finito il rispetto per i cittadini. Per stare dalla parte dei cittadini bisogna conoscerne le difficoltà reali. Per questo propongo di tornare a ragionare con la testa di chi vive le difficoltà quotidiane, specie in tempi di crisi economica”.
Per quanto riguarda il modo più idoneo per affrontare e risolvere al meglio questa situazione di disagio che coinvolge numerose famiglie, Maruccio mostra di avere le idee chiare: “Il mio impegno partirà, quindi, da una politica degli affitti che preveda un tetto massimo fissato per legge contro il fenomeno delle locazioni in nero a prezzi spropositati. Penso, inoltre, di dare maggior impulso all’housing sociale, prevedendo per le Ater la possibilità di acquistare immobili dimessi dagli Enti Pubblici e da privati anche attraverso l’adesione a fondi immobiliari agevolati. Il tutto accompagnato da una campagna di comunicazione chiara e diretta, in modo che sia lasciato a tutti un tempo congruo per capire, valutare e agire senza diktat imperativi. Da paese civile insomma”.
Lascia un commento