Tag: sostenibilità

  • Educare le nuove generazioni a creare un futuro virtuoso attraverso il marketing

    Il 26 novembre evento nel Campus di H-FARM dedicato ai giovani e al marketing sostenibile.

    relatori dell’evento saranno Fabrizio Gavelli AD di Danone Company Italia e Grecia, Enrico Santarelli Chief Marketing Officer & Commercial Director Italy di Clementoni, Anna Micossi Head of Group Communications di Fedrigoni, Giorgio Carafa Cohen, Head of Marketing and Communication di iliad, Francesco D’Antini Presidente di NWG Italia, Marcella Manzoni Head of Global Customer Marketing & Customer Operations in Safilo Group e Gabriele Carboni cofondatore di Weevo e coautore del volume Essentials of Modern Marketing. Sono attesi un collegamento streaming o un video messaggio di Fahim Kibria CMO di Kotler Impact e Philip Kotler, il padre del marketing moderno.

    Educare le nuove generazioni a creare un futuro virtuoso attraverso il marketing

    L’evento, dal tema “Educare le nuove generazioni a creare un futuro virtuoso attraverso il marketing”, organizzato con il supporto di H-FARM College, l’istituto per la formazione universitaria e post universitaria di H-FARM, si terrà il 26 novembre dalle 15:00 alle 17:00 circa, tra i più grandi poli di innovazione a livello europeo, completamente autosufficiente e sostenibile.

    Sarà possibile seguire il convegno in streaming sulla piattaforma H-FARM Plus, tramite questo link: https://plus.h-farm.com/it/eventi/creare-un-futuro-virtuoso-attraverso-il-marketing-live (per accedere è necessaria la registrazione).

    «Non potevo pensare a un luogo migliore per parlare ai giovani e alle start-up di un futuro che necessità già oggi di un cambiamento netto a favore di un marketing che non abbia come obiettivo solo il profitto ma operi in relazione con l’ambiente e la comunità. Con il volume Essentials of Modern Marketing vogliamo guidare studenti, giovani manager e imprenditori, verso un’economia civile e sostenibile.» ha dichiarato Gabriele Carboni, che sosterrà l’intervento principale. In particolare parlerà di come le aziende e i giovani possano sfruttare il digitale per entrare nella nuova era post-pandemica.

    Il volume “Essentials of Modern Marketing – Made in Italy edition” di Kotler & partners, Carboni verrà presentato durante l’evento e reso disponibile per l’acquisto tramite Amazon in tutto il mondo. Grazie al sistema del colosso e-commerce, ogni singolo libro acquistato verrà stampato solo su richiesta e il più vicino possibile all’indirizzo di spedizione, evitando sprechi di carta e lunghi viaggi per il trasporto.

    Per avvicinare i giovani al marketing virtuoso, Kotler Impact – editore del libro a livello globale – e Weevo – la società che ha seguito il progetto in Italia – hanno deciso di mettere in vendita il libro a un prezzo molto basso: 25,00 euro invece dei 65,00 previsti.

    Il libro contiene oltre 30 casi di studio di aziende italiane brillanti, e si tratta del primo volume di marketing al mondo che presenta storie di successo legate a uno specifico Paese. Le aziende presenti nel progetto: Danone, Clementoni, Aboca, Bauli, Bormioli Pharma, iliad, GEA, IMA Group, IRIS Ceramica Group, Knauf, Automobili Lamborghini, NWG Italia, OCMIS, Safilo Group, 360 Payment Solutions, Curti Lamiere, D-Orbit, Felsinea Ristorazione, Flashpoint, Integra Fragrances, Kopron, M.T., Distilleria Petrone, Rejoint, RGR Comunicazione, SB Impianti, Tapì Group, Tecopress, Top Automazioni, Trenton, Ugolini, Fedrigoni, Sitma, Ilsa.

    Il Giornale delle PMI ha definito l’opera “La bibbia del marketing moderno”, mentre il Daily Times “Il libro del 21esimo secolo sul business, il marketing e il management”.

  • OXIR, la nuova arma della viticoltura

    Dal 10 al 12 novembre le Aziende G.R Gamberini e MET presenteranno agli operatori del settore vinicolo l’assetto definitivo di OXIR, la tecnologia green che sfrutta il potere igienizzante dell’ozono. Una macchina top di gamma che dopo anni di studi e test, è pronta a portare la viticoltura a un nuovo livello di sostenibilità

     

    Dopo il successo dell’EIMA INTERNATIONAL 2021, le bolognesi G.R. Gamberini e MET continuano a indicare la strada dell’agricoltura e della viticoltura del futuro. Dal 10 al 12 novembre, le due aziende saranno all’ Expo Rive di Pordenone (Padiglione 2 – Stand 2.19 BIS) per presentare agli operatori del settore vitivinicolo l’assetto definitivo di OXIR, tecnologia che sfrutta il potere igienizzante dell’ozono. Una soluzione all’avanguardia nata per ridurre l’utilizzo della chimica nella lotta ai parassiti e alle infezioni e portare la viticoltura a un nuovo livello di sostenibilità e sicurezza. La macchina progettata per effettuare trattamenti in vigneto e frutteto, ha già dato ottimi risultati nel trattamento della vite e può essere utilizzata anche in cantina per la sanificazione del processo di vinificazione.

     

    Le prestazioni di OXIR sulla vite

    L’uva è una delle colture più importanti del mondo, ma allo stesso tempo una delle più fragili e di difficile gestione. Agenti patogeni come la botrite e la peronospora sono minacce costanti, potenzialmente in grado di pregiudicare la qualità e la resa della coltivazione e del prodotto finale. Per contrastare questa problematica la viticoltura ha fatto per lungo tempo ricorso a prodotti fitosanitari di sintesi che però si sono rivelati fallimentari a causa dei rischi ambientali e sanitari a essi connessi. In tale contesto si inserisce la portata rivoluzionaria della tecnologia OXIR, un’arma efficace per dare agli agricoltori una valida alternativa all’utilizzo di fitofarmaci e prodotti similari come il rame, soluzione limitata e da sempre vincolata a strette norme di utilizzo. Le sperimentazioni di OXIR si sono rivolte esclusivamente a colture Made in Italy puntando a un unico passaggio in entrambi i lati dei filari, per ridurre la presenza di acqua nel terreno, così da non alterare l’umidità di uno specifico ambiente che influisce sulle proprietà organolettiche del prodotto finale.

    Per visionare tutti i test sulla vite visita il seguente link

    https://www.OXIR.eu/it/prestazioni-ozonoterapia-in-agricoltura/

     

    L’assetto definitivo di OXIR

    La macchina, destinata al mercato nazionale e internazionale e presto omologata dall’ENAMA per la circolazione stradale, si afferma per importanti caratteristiche tecniche e per prestazioni che al momento non conoscono concorrenza. Ha dimensioni estremamente compatte che non ostacolano con l’agilità di manovra tra i filari del vigneto e del frutteto grazie a due super ruote che garantiscono un buon livello di galleggiamento sia su terreni pianeggianti che in dolce collina, mentre per i terreni più impervi e scoscesi occorrerà attendere gli upgrade successivi già in fase di studio. È dotata di un serbatoio in acciaio inox, con capacità di 1800 litri, al suo interno invece un rivestimento in materiale tecnico di ultima generazione mantiene la temperatura dell’acqua bassa, mantenendo l’ottimale concentrazione di ozono.

    La componentistica si avvale di elementi di altissima gamma come il potentissimo generatore di corrente e la pompa elettrica ad alta capacità. A questi elementi si aggiunge tutta la perizia e l’esperienza di G.R. Gamberini e, in particolar modo, la progettazione del sistema diffusore che, convogliando l’aria, movimenta la foglia facendo meglio penetrare l’acqua ozonizzata.

     

    Ulteriori plus, che fanno della macchina un prodotto top di gamma, si individuano nel generatore a ozono brevettato dalla MET, al momento il più performante disponibile sul mercato, nella possibilità di personalizzazione, nell’eventuale applicazione di un computer per l’agricoltura 4.0 e in un servizio di manutenzione premium che, oltre al collaudo e alla messa in campo, prevede l’intervento tempestivo dei tecnici in caso di problematiche, forti della cinquantennale esperienza di G.R. Gamberini, abbattendo i tempi di fermo macchina. Infine, la macchina non conosce tempi morti e si presta ad essere utilizzata lungo tutto l’arco dell’anno, coprendo la fase vegetativa, il post-raccolta, la potatura (come confermano recenti sperimentazioni effettuate in Abruzzo, l’acqua ozonizzata risulta efficace nel cauterizzare le ferite della potatura, inibendo così l’infezione da parte di microbi e batteri) e financo la sanificazione del processo in cantine e magazzini.

     

    Ha un costo facilmente ammortizzabile, – commenta Luca Gamberini, Ceo di G.R. Gamberini poiché il ritorno dell’investimento è stimato addirittura nello stesso anno di acquisto per le aziende che dispongono di una superficie a partire da 50 ettari. È un prodotto premium in grado di restituire un ritorno economico importante non solo a livello di risparmio sui prodotti convenzionali (su cui abbiamo un abbattimento veramente significativo), ma anche sulla salubrità in generale di tutto l’ambiente, dell’operatore, del frutto, del terreno e delle falde acquifere. Oltre alla possibilità di utilizzo anche nella sanificazione di ambienti e macchinari di produzione vitivinicola, azione determinante per operare in condizioni ottimali. Anche se siamo solo all’inizio siamo molto fiduciosi. Nel 2022 contiamo di fare un importante produzione di macchine per rispondere alle prime richieste del mercato, soprattutto quello estero, già in arrivo”.

     

    This project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement no 873055.

    https://www.oxir.eu/

     

    MET SRL è un’azienda di Bologna, player di riferimento nella progettazione di generatori e impianti a ozono totalmente made in Italy. Con un approccio orientato all’individuazione di soluzioni su misura l’azienda è in grado di operare in qualsiasi settore interpretando di volta in volta situazioni ed esigenze specifiche. Dall’ambito medicale a quello agroalimentare, dal settore dei trasporti a quello della sanificazione degli ambienti, Met Srl propone un ampio ventaglio di prodotti e di soluzioni in grado di valorizzare le capacità sanitizzanti e deodorizzanti dell’ozono nell’ottica di un’economia e di una produzione sempre più attenta all’impatto ambientale.

    G.R. Gamberini SRL nasce a Bologna alla fine degli anni 60′ specializzandosi nella progettazione di tecnologie al servizio dell’agricoltura come impolveratori, atomizzatori e gruppi di diserbo. Oggi dopo oltre 50 anni di esperienza l’azienda è conosciuta in tutto il mondo grazie alla produzione di macchine agricole affidabili, performanti e personalizzate, espressione di un autentico made in Italy. Fiore all’occhiello dell’azienda sono le impolveratrici pneumatiche che presentano la gamma più completa sul mercato, mentre le nuove frontiere sono rappresentate dalle innovative macchine ad acqua ozonizzata.

  • Knauf e Warhol, affinità elettiva per l’innovazione

    Nuova tappa per il percorso di Knauf a supporto dell’arte e della cultura con la mostra sulle opere dell’innovatore Andy Warhol

    Castellina Marittima, 9 novembre 2021. A Pontedera, la città della Vespa che da tempo si fa notare per la sua attenzione alla cultura e all’arte, è imminente l’inaugurazione della nuova mostra di Andy Warhol (PALP, Palazzo Pretorio, dal 10 novembre 2021 al 20 marzo 2022) con oltre 140 opere del poliedrico interprete della società americana.L’importante operazione culturale è stata resa possibile grazie all’impegno di Knauf, che aggiunge così una nuova tappa al suo lungo percorso di mecenatico supporto all’arte moderna in ogni sua forma e declinazione, dalle torri del Progetto Vara (Biennale di Venezia, 2016) alle opere multidimensionali di Boetti del Maximum Minimum di Boetti (Isola di San Giorgio, 2017), dall’omaggio al futurismo del FuturDome Liberty Palace (Milano, 2017) ai paesaggi oniricamente danteschi di Divina Sezione (Reggia di Caserta, 2018), fino al complesso psicodelico di luci e colori di Bosch, Brueghel e Arcimboldo (Arsenali Repubblicani di Pisa, 2018/19) solo per citare alcuni dei tanti eventi che Knauf ha supportato.Knauf e l’arte – Arte e cultura, per loro stessa natura intangibili e frutto del sentimento, sembrano lontane dalla materialità e dalla razionalità dell’edilizia, cuore del business di Knauf. L’apparente distanza però di annulla pensando che la sua missione impone a Knauf di essere all’avanguardia nel finalizzare innovazione e tecnologia al benessere, al comfort, alla sicurezza e all’appagamento dell’uomo. Quindi poiché l’uomo e il suo benessere sono al centro della visione e della missione di Knauf, e poiché Knauf mira a creare soluzioni abitative sempre più performanti e attente al benessere e alla salute, è naturale che Knauf si impegni anche per l’arte e per la cultura che sono aspetti importanti per la crescita del benessere intellettuale ed emotivo dell’uomo che quelle case abita.L’attenzione di Knauf per l’uomo si inquadra inoltre in un contesto ancor più ampio e trova profondo e solido supporto nell’attenzione alla sostenibilità che si sintetizza nell’acronimo ESG (environment, social, governance) e di cui questa attività coglie appunto l’aspetto social. Promuovere, supportare e rendere possibili fiere ed eventi culturali particolarmente rilevanti, in altre parole, è totalmente e perfettamente coerente con le moltissime altre attività che Knauf svolge a sostegno della sostenibilità“Knauf ha un solido legame con l’arte di qualità ed è sempre in prima fila quando ci sono iniziative di altissimo livello come questa mostra di Warhol che per di più si svolge a Pontedera, nel nostro territorio, a cui Knauf presta sempre grandissima attenzione e per il quale c’è un legame speciale, visto che Knauf è anche partner del recupero degli storici locali del teatro Roma per la creazione dell’Accademia della Musica.” spiega Damiano Spagnuolo, Product & Marketing manager Knauf.Knauf e Warhol – Il rapporto tra Knauf e Warhol però va addirittura oltre e arriva a incardinarsi su un livello di affinità di ispirazione. Warhol è stato un innovatore, ha plasmato e trasformato la materia e la sua immagine, ha intuito che si poteva guardare alla realtà con filtri inediti e mostrarla da punti di vista nuovi, evidenziandone aspetti sorprendenti. Questo approccio è esattamente identico a quello di Knauf che plasma la materia grezza, gli dà nuova vita trasformandola in cartongesso e a sua volta offre materia plasmabile e modi nuovi per agire e dare forma e concretezza alle proprie ispirazioni ad altri artisti, gli architetti, che così possono immaginare e costruire forme e strutture nuove, inedite e parimenti sorprendenti. Insomma, allo stesso modo in cui Wharol prendeva la foto di Mao o di un barattolo di zuppa e nel fissarlo sulla tela lo trasformava in qualcosa che permetteva al pubblico di farsi protagonista dell’arte interpretandola a suo modo, così Knauf con le sue avanzate soluzioni in gesso permette a ogni artista delle costruzioni di dare forma, colore e materia al proprio pensiero e lo mette in grado di farlo ogni volta in modo innovativo, creando realtà diverse, nuove e originali.“Arriviamo così al punto focale del parallelismo ideale tra Warhol e Knauf, il concetto di innovazione. Warhol ha cambiato i concetti e le definizioni dell’estetica nell’ambito dell’arte ricercando l’innovazione rispetto agli schemi contemporanei; allo stesso modo Knauf, nel suo campo, ogni giorno reinventa, cambia e ridefinisce gli schemi e gli standard di riferimento nell’ambito dell’edilizia come la nuova linea di soluzioni Advanced, totalmente innovative e alternative rispetto agli standard correnti, dimostra chiaramente.” conclude Damiano Spagnuolo.

  • Quando il brand abbraccia i propri valori e diventa protagonista dello sviluppo sostenibile. Il caso di QUIN

    La partecipazione alla chiusura del 1° Congresso nazionale ASAND, con uno show cooking, il sostegno all’iniziativa ASAND #laSettimanadelDietista e il coinvolgimento nel progetto pilota ECO -LAB per il riutilizzo degli scarti di produzione. Iniziative che hanno visto nell’ultimo mese la presenza e l’impegno della filiera italiana della quinoa nel perseguire due degli obiettivi dello sviluppo sostenibile: salute e benessere, consumo e produzioni responsabili.

     

    Un ottobre in prima linea per QUIN all’insegna della sostenibilità, della ricerca e dell’innovazione. Il brand che ambisce a diventare la prima marca di quinoa italiana biologica continua ad abbracciare e a perseguire i propri obiettivi, facendosi promotore e simbolo di un’alimentazione sana e gustosa, di uno stile di vita equilibrato e di un approccio all’ambiente responsabile. Un insieme di valori che quotidianamente orientano l’azienda e che nell’ultimo mese hanno trovato realizzazione in diverse iniziative.

    Lo scorso 9 ottobre QUIN ha partecipato con uno show cooking in chiusura del 1° Congresso nazionale ASAND, l’Associazione tecnico Scientifica Alimentazione Nutrizione e Dietetica. L’evento svoltosi in modalità online ha approfondito il ruolo della corretta alimentazione per la prevenzione delle patologie croniche più diffuse in Italia. Esperti nazionali e internazionali si sono avvicendati presentando diversi contributi e aggiornamenti sulle patologie renali croniche, sulla nutrizione sportiva, sulla prevenzione e riabilitazione nelle malattie cardiovascolari, sul diabete e sul ruolo della corretta alimentazione in oncologia. E’ in tale contesto che Virginia Tundo, responsabile commerciale di QUIN è stata protagonista di uno show cooking con la preparazione di due piatti sani e sfiziosi, uno dolce e uno salato.

    QUIN ha sostenuto l’iniziativa nazionale ASAND #LaSettimanadelDietista”, ( https://www.asand.it/settimana-del-dietista ) concorso di buone idee riservato ai dietisti dell’Associazione per la selezione di 5 progetti rivolti alla popolazione e agganciati al tema del World Food Day 2021. Quest’anno il tema è stato sulla valorizzazione dei FOOD HEROES – agricoltori e lavoratori di tutto il sistema alimentare, che coraggiosamente hanno garantito il cibo (sano, sicuro e sostenibile) nonostante il difficile anno di pandemia. Nell’ambito della stessa iniziativa, QUIN è stata anche scelta tra gli #eroidellalimentazione nel progetto ASAND fuori concorso, “La Salute nel Bosco ed in cucina”. Un progetto esperienziale, sul” Bagno di Foresta” o Shinrin-yoku, (un’immersione sensoriale nel bosco) nato in Giappone negli anni ’80, ed un laboratorio didattico di alimentazione e salute, dove alimenti semplici e di origine vegetale, come la quinoa QUIN, sono stati protagonisti. Con la sua ricchezza di proprietà nutritive, la quinoa QUIN coltivata secondo i disciplinari biologici in Italia, è un cibo sano, sicuro, sostenibile ed etico.

    Il riutilizzo degli scarti di produzione per lo sviluppo di nuove attività di impresa e la valorizzazione della filiera agroalimentare. È il filo conduttore di ECO – LAB, innovativo progetto guidato dal Comune di Argenta con la collaborazione dell’Università di Ferrara e il finanziamento della Regione Emilia Romagna. Il 21 ottobre nella suggestiva cornice dell’Agripub La Romagnola, sono stati discussi e analizzati i primi risultati dello studio che vede la partecipazione di diverse aziende del territorio tra cui l’ Az. Agr. Tundo Sebastiano, titolare del marchio QUIN. Prendendo in esame alcuni campioni il prof. Stefano Manfredini dell’Università di Ferrara ha descritto un primo quadro circa le possibilità di trasformazione della quinoa QUIN in prodotti di valore per il settore farmaceutico e della cosmesi. Il progetto sperimentale è ancora nella fase di avvio ma procede con un obiettivo chiaro: far rete per intercettare le risorse disponibili in questo momento storico e non perdere un’occasione essenziale di innovazione.

    Dalle fertili Valli del Mezzano alle case di tutti gli Italiani: la mission dell’azienda è sempre più orientata a proporre la quinoa come alimento sano e versatile, di utilizzo quotidiano. Un obiettivo aziendale, tradotto efficacemente con lo slogan “mangia sano e mangia con più gusto”, espressione con cui il brand intende stringere sempre di più il legame con il consumatore, avvicinandolo a un’alimentazione equilibrata ma gustosa. Un approccio dove la bontà si declina sotto tutti gli aspetti, dal rispetto del territorio a quello delle persone, in un concetto di filiera sostenibile, tutta italiana.

     

     

    QUIN è un brand di proprietà dell’Az. Agr. Tundo Sebastiano, azienda agricola con sede a San Biagio di Argenta. Guardando con massima attenzione alla sostenibilità alimentare, QUIN ha creato la filiera italiana della quinoa. Dalla coltivazione al raccolto, fino alla trasformazione della materia prima, l’azienda di si impegna a consegnare al mercato un prodotto orgogliosamente italiano, affidabile e di altissima qualità. www.quinitalia.com è l’e-commerce dedicato alla vendita dei prodotti a marchio QUIN.

  • Knauf Italia rilascia il bilancio di sostenibilità

    Tutte le performance in ambito ESG in un documento completo ed esauriente.

    Castellina Marittima, 23 settembre 2021. Knauf, multinazionale leader in soluzioni e sistemi per l’edilizia, rilascia oggi il suo primo Bilancio di Sostenibilità in cui rendiconta le proprie performance in ambito ESG (ambientale, sociale e di governance) realizzate nel triennio 2018-2019-2020. Il documento, finalizzato a condividere i notevoli risultati conseguiti nel campo della sostenibilità, è stato redatto tenendo fortemente conto delle aspettative, espresse dai suoi stakeholder interni ed esterni interpellati precedentemente e sintetizzate nella cosiddetta “matrice di materialità”.

    La struttura – Il Bilancio di Sostenibilità si sviluppa in cinque macro aree: profilo organizzativo, analisi di materialità, business e governance, economia circolare e temi sociali.
    Quanto al profilo organizzativo, il Bilancio illustra il Gruppo, la vision, la mission, i valori fondamentali e la sua storia. Si presentano qui il quadro valoriale del gruppo e le attività che comprendono 250 siti produttivi in più di 90 paesi, con 35.000 dipendenti e 10 miliardi di euro di fatturato nel 2019, per poi focalizzarsi su Knauf Italia, sul suo core business e sulle sue performance. È in questa sezione che il lettore scopre il sistema di valori che da sempre contraddistinguono e guidano le sue scelte e il suo operato.

    Passando all’analisi di materialità, frutto dell’elaborazione dell’indagine condotta da Knauf Italia e nella quale vengono approfonditi i profili dei principali stakeholder (i portatori di interessi nei confronti dell’azienda) e le rispettive attese informative, Knauf classifica qui i temi che hanno riscontrato maggior interesse per poi illustrare i criteri di rilevanza in base ai quali selezionato quelli da approfondire.

    Nella terza parte, relativa a business e governance, Knauf sviluppa i temi inerenti al dialogo collaborativo con i clienti, alla digitalizzazione, alla promozione dell’innovazione, e alla sicurezza. In questo contesto vengono esaminate e illustrate le nutrite attività di formazione dedicate al canale e ai professionisti, lo sviluppo di nuove forme di interazione basate sul digitale e i processi di ideazione, studio e lancio di nuovi prodotti che, sempre più orientati alle prestazioni sostenibili, sono frutto di un modello organizzativo/collaborativo adottato da Knauf per la gestione delle relazioni con il contesto esterno e denominato “Innovation Honeycomb”.

    Bilancio di sostenibilità knauf

    Nell’area inerente l’interazione con l’ambiente Knauf presenta le attività in tema di economia circolare, biodiversità, gestione efficiente dell’energia e dell’acqua, illustrando gli eccellenti risultati conseguiti in tema di riduzione e riutilizzo degli scarti dei processi, la riqualificazione delle aree di cava con il ripristino dell’ambiente naturale preesistente, l’efficientamento energetico degli impianti e la gestione intelligente delle risorse idriche grazie all’utilizzo esclusivo e controllato di falde acquifere.
    Il Bilancio di Sostenibilità di Knauf si conclude con la sezione riguardante i temi sociali, con le iniziative ordinarie e straordinarie in tema di salute e sicurezza dei lavoratori, tra cui quelle messe in campo in seguito dell’emergenza Covid per assicurare contemporaneamente la salvaguardia del personale e la continuità dell’attività. Fanno parte di questa sezione anche gli approfondimenti sulla formazione dei lavoratori e sullo sviluppo/attrazione del talento (la maggior parte degli avanzamenti in Knauf avvengono per linee interne, con il salario dei neoassunti mediamente superiore al salario minimo), le pratiche di anticorruzione e trasparenza con il Codice Etico e il Manuale di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG), e quelle per l’integrità delle risorse, tra le quali si evidenzia la metodologia delle 5S di derivazione giapponese e adottata, assieme a molte altre, nella gestione degli stabilimenti di Knauf Italia.

    Comunicare la sostenibilità – La redazione del Bilancio di Sostenibilità di Knauf è stata resa estremamente complessa dalla necessità di accorpare in un unico documento informazioni riguardanti ambiti e sfere tematiche molto differenti. È stato necessario adottare un linguaggio univoco, egualmente distante dal gergo tecnico quanto dalla banalizzazione, capace di divulgare in modo comprensibile a ogni target tutti gli aspetti di carattere economico, sociale e ambientale.
    Ragionando inoltre sui molteplici e diversi livelli di attenzione e interesse dei suoi stakeholder, Knauf ha scelto di comunicare il Bilancio di Sostenibilità e i suoi contenuti agendo su più livelli. Innanzitutto ha costruito un corpus completo di informazioni, aggregate e selezionate in base alle esigenze espresse dagli stakeholder, organizzate secondo principi di accuratezza, equilibrio, chiarezza, comparabilità, affidabilità e tempestività e seguendo i Global Sustainability Standards definiti dal Global Reporting Initiative (GRI). Inoltre, per la redazione del Bilancio nel suo complesso, Knauf ha fatto riferimento all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per l’integrazione dei Sustainable Development Goals (SDGs), inquadrando le sue attività e il proprio impegno nel contesto del più ampio sforzo generale verso la sostenibilità.

    Definito il corpus generale e redatto il documento nel suo complesso, Knauf ha quindi proceduto alla selezione di argomenti topici e alla redazione di specifici quadri sinottici, per condensare i principali concetti e le relative evidenze producendo contenuti idonei a soddisfare specifiche esigenze informative. Questo ha portato alla produzione di un cospicuo numero di documenti mirati, specifici e verticali, alla base di altrettante pagine di una piattaforma web dedicata da Knauf alla sostenibilità (http://sostenibilita.knauf.it), liberamente accessibile e nella quale ciascuno può facilmente e velocemente trovare ed estrarre i dati sintetici desiderati.
    In questo modo Knauf ha inteso dare al suo sforzo verso la sostenibilità un vero senso di trasparenza e condivisione, facilitando a tutti, senza distinzione tra stakeholder ufficiali e semplici interessati, l’accesso a tutte le informazioni desiderate.

    Crescere sostenibili – Knauf ha scelto di perseguire la sostenibilità attraverso la direttrice della collaborazione, che porta a studiare e sviluppare attività con i partner di filiera nella consapevolezza che nessuno può fare economia circolare da solo, e attraverso quella dell’evoluzione e dello sviluppo di prodotti e soluzioni sempre più sostenibili, per mantenere e rinnovare costantemente la propria leadership.

    “Sostenibilità significa crescere creando cambiamenti positivi il cui impatto si riflette su persone, ambiente e imprese; Knauf si impegna quindi a portare benessere alla società attraverso le sue soluzioni sostenibili per l’edilizia a secco, importanti anche per studi di progettazione e imprese che adottandole dimostrano la propria sostenibilità e attenzione al mondo che li circonda” sottolinea Damiano Spagnuolo, marketing & product manager di Knauf Italia.

  • MARCO AUGUSTO: “Per amore alla vita” è il nuovo toccante album del cantautore italo-tedesco nella Settimana Europea dello Sviluppo Sostenibile

    Musica piena di vita e di profondità. Un disco fatto di storie ed emozioni che partono dalla vita dell’artista per arrivare a tutti. 

    Già dal titolo si intuisce che queste dodici tracce fanno parte di un album che vuol essere un inno alla vita: dodici brani che portano un messaggio di speranza per tutti, che trasmettono voglia di vivere e gioire.

    «Se dovessi ricominciare, farei tutto quello, che ho fatto. Se la mia vita dovesse riprendere da zero, niente cambierei. Ogni passo e dolore, ogni avventura, sorriso e gioia fa parte della nostra grande strada da fare.

    Per amore alla vita sono nate queste mie canzoni, tutte quante dicono SÌ alla vita, ed è questo, che vorrei dividere con voi: Il grande piacere di esistere, il profondo amore per tutto, la forte speranza e fiducia ed il senso per la bellezza ed il buono, che notte e giorno ci circonda.

    Giù le armi, pace completa tra di noi, apriamo il nostro cuore per spargere l´amore – che la rosa in noi si apra e faccia fiorire tutto il mondo.» Marco Augusto

     

    TRACK BY TRACK

     

    1. La rosa si apre «La rosa in noi un giorno si aprirà, il nostro fiore interno, i talenti, lo splendore, che dal primo momento della nostra vita portiamo in noi, si farà spazio e sboccerà, quando il momento è giunto.» 

     

    1. Milano «La mia dichiarazione d’amore alla mia amata città di nascita, un viaggio nei ricordi, un ritrovo con le mie radici.»

     

    1. Tranne te «Tutto bene, sì, ho tutto quel che ho bisogno, non manca niente… tranne te. In verità darei tutto, per un momento qui in due con te.»

     

    1. Terra tremante «Un incontro con la Madre Terra, un dialogo toccante con lei, che ci fa aprire gli occhi, per la bellezza del nostro pianeta, per la necessità di cambiare.»

     

    1. Due cuori «Abbiamo più di un cuore da dare, l’amore è inesauribile… spargiamolo senza limitarci, in piena libertà.»

     

    1. Il nostro amore «Due, che si stanno lasciando nonostante il loro grande amore. Troppe le loro paure, la confusione ormai. Due, che si chiedono, se la loro relazione non si meritasse un po più di tempo.»

     

    1. Se tu ci sei «Una canzone piena d’affetto. Se tu ci sei non cambia mai la mia voglia di afferrare il sole insieme a te. Se tu ci sei, c´è sempre una ragione per dare il meglio al mondo, a te.»

     

    1. Senza te «Senza te, sai, non c´è questa completezza in me, e anche il sole e i gabbiani ridon meno senza te, forse è solamente più facile per me, star da sé, star così più al sicuro senza te.»

     

    1. Volta stellata «Il mio grande desiderio di un mondo più calmo, senza troppa fretta, senza troppo casino: Vorrei abbracciare l’intera terra e umanità, vorrei restare qui in pace, come una infinita estate, come due stelle così belle come te.»

     

    1. Vai «Il mio appello per fidarsi di se stesso: Sei solo tu quello che sa dove deve andare, in piena libertà, fai quello che fa bene a te, vai col tuo vento, lascia che il cuore guidi te!»

     

    1. Pace «Una canzone per la pace interna e in tutto il mondo: Prima troviamola in noi stessi, poi si spargerà ed il mondo si calmerà, si trasformerà – pace in noi, pace ovunque.»

     

    1. Se tu ci sei – dance version

     

    Il primo singolo estratto dall’album è “Terra tremante”, uscito durante la Settimana Europea dello Sviluppo Sostenibile il cui scopo è contribuire a porre l’attenzione a questa tematica tramite attività, progetti ed eventi. Il brano infatti parla in modo emozionante della crisi climatica in un dialogo immaginario tra un uomo e la madre terra. La produzione del clip ufficiale è stata sponsorizzata da Greenpeace tramite materiale video, pubblicato in tre lingue: tedesco, italiano e spagnolo.

    Etichetta: halligalli records, Malsch, Germania

    Release album: 29 settembre

     

    Contatti e social

    Sito web: www.marco-augusto.com 

    Facebook: www.facebook.com/marcoaugusto.official 

    Canale Youtube: www.youtube.com/MarcoKunz  

    Instagram: www.instagram.com/marcoaugusto.official 

    Spotify: https://open.spotify.com/artist/72a5ceOPIkgndAQmLU8lFe 

     

    BIO 

    Nato nel ‘69 a Milano, da madre milanese e padre tedesco, cresciuto a Karlsruhe/Germania, Marco Augusto, dopo lo studio classico di pianoforte è arrivato al canto e alla chitarra. Dagli anni ‘90 in poi scrive le sue canzoni in lingua tedesca e soprattutto in italiano, partecipando con successo a diversi concorsi (Finale Festival di Viareggio, Finale TV-Show “Big del domani” Castrocaro Terme – Firenze).

    Giunto alla meta dei 40 anni, ha deciso di lasciare il suo mestiere precedente e di dedicarsi completamente alla musica. Con il suo brano “Milano” dal video toccante   (https://www.youtube.com/watch?v=qa9k-6_Vtw4), nel 2019 è entrato nella classifica italiana indipendente “Indie Music Like” raggiungendo la posizione numero 53. Questo pezzo sarà presente in una nuova versione nel suo disco in uscita il 29 settembre 2021, dal titolo “Per amore alla vita.

  • Tree-Kånken: ispirato al passato, proiettato nel futuro

    Tree-Kånken è un omaggio al primo modello Kånken del 1978. Nel corso degli anni Kånken ha subito solo qualche ritocco, ma la sua semplicità e la sua funzionalità sono rimaste le stesse. È per questo che è diventato un sinonimo del nostro marchio in tutto il mondo.

     

    Tree-Kånken non è identico agli attuali zaini Kånken. Il suo design è fedele al primissimo modello, che presentava spallacci e maniglie cucite su tutta la lunghezza anteriore, oltre a una tasca frontale nascosta. Tree-Kånken è inoltre realizzato con un tessuto patinato che rappresenta una potenziale alternativa ai materiali di origine fossile: il Pine Weave.

     

    Pine Weave: un tessuto realizzato a partire da materie prime non fossili

     

    Tree-Kånken è il risultato della ricerca continua da parte di Fjällräven per elaborare modi più sostenibili per produrre capi e attrezzatura resistenti e funzionali, destinati a durare nel tempo. Il tessuto principale e la fodera di TreeKånken sono realizzati con il nuovo Pine Weave di Fjällräven. Si tratta di un tessuto a base di cellulosa sviluppato in forma esclusiva da Fjällräven e costituito da filamenti di fibre, ottimizzato per essere estremamente resistente e funzionale. Secondo Johanna Mollberg, Product Developer, impegnarsi a trovare materiali che non utilizzino risorse limitate di origine fossile è di vitale importanza: “Lo sviluppo del Pine Weave è un modo per essere all’avanguardia, per poter esplorare nuovi e più sostenibili modi di produzione e approvvigionamento dei materiali. Il nostro è un percorso che mira a ridurre il più possibile il nostro impatto ambientale. Il Pine Weave è una tappa di questo viaggio che ci ha insegnato, tra le altre cose, l’importanza di restare umili nei confronti delle sfide che ci aspettano. Cerchiamo sempre di migliorare, ma dobbiamo evitare la situazione paradossale in cui i nostri progressi in un settore possano creare problemi in un altro settore, come nel caso dei materiali di origine organica nei confronti della biodiversità”.

     

    Dalla polpa alla fibra, dal filato al tessuto

     

    Fjällräven ha migliorato e modificato notevolmente il suo processo produttivo per fare in modo che il Pine Weave fosse stabile, robusto e idrorepellente. Mollberg ci spiega brevemente: “In poche parole, i trucioli di legno vengono fatti bollire fino a trasformarsi in una massa di cellulosa. La massa viene poi sottoposta al processo di produzione del lyocell, una tecnica che serve a dissolvere la cellulosa. La polpa di cellulosa così disciolta viene poi introdotta nei macchinari di filatura. Al termine di tutto questo, viene lavata, asciugata e trasformata in filato.

    Il filato viene in seguito tessuto a tela e rivestito con una miscela di pu e cera per prolungarne la durata e renderlo più resistente dei tessuti lyocell attualmente disponibili sul mercato”.

     

    La materia prima del Pine Weave

     

    La materia prima legnosa utilizzata da Fjällräven proviene da boschi coltivati e certificati nei dintorni della sede principale di Fjällräven, Örnsköldsvik, nel nord della Svezia, e mai da foreste vergini.Il processo industriale attualmente disponibile per trasformare il legno in cellulosa non è in grado di separare il legname certificato e tracciabile da quello proveniente da altre fonti. Per questo la polpa utilizzata nel Pine Weave si unisce a tutto il legname sottoposto al processo di lavorazione che porta alla polpa. Questo approccio viene chiamato Mass Balance (bilancio di massa). Nonostante la tracciabilità dallo zaino all’albero in un sistema chiuso non sia possibile, contribuiamo comunque ad aumentare la domanda di legname tracciabile e certificato in questi processi industriali.

    “Siamo sempre alla ricerca di nuovi modi per utilizzare una maggiore quantità di materiali di origine organica nei nostri prodotti, ma ci impegniamo anche per migliorare il modo in cui ci riforniamo di questi materiali”.

     

    Tree-Kånken

     

    Ispirato al passato e proiettato verso il futuro, Tree-Kånken rende omaggio al design del primo zaino Kånken lanciato sul mercato ed è proposto in un nuovo tessuto a base legnosa: il Pine Weave. Il risultato è uno zaino che fonde passato e futuro di Fjällräven.

    Il tessuto principale e la fodera del Tree-Kånken sono realizzati in Pine Weave, creato dal team di sviluppo dei prodotti di Fjällräven per offrire alternative alle materie prime di origine fossile. Il Pine Weave è stato ottimizzato per offrire una notevole robustezza e funzionalità ed è rivestito di una miscela di pu e cera che prolunga la durata del tessuto. Questo trattamento lo rende più resistente e robusto di molti altri tessuti in lyocell presenti sul mercato.

    Come tutte le borse e gli accessori Kånken, Tree-Kånken è un ottimo zaino per gli impegni di ogni giorno e conserva i dettagli pratici che i fan di Kånken già conoscono e apprezzano. Offre inoltre nuove soluzioni, come gli anelli anteriori per l’aggancio della luce da bici, le cinghie sul fondo per trasportare una giacca o un tappetino da yoga, il logo riflettente.

     

  • DUNAPACK® – Total Environment Care

    Il nuovo impianto di rigenerazione degli imballi di formulati chimici arricchisce il programma TOTAL ENVIRONMENT CARE della divisione DUNAPACK®: esempio di efficienza, economia circolare e sostenibilità.Total Environment Care by DUNAPACK®

    Nel 2017 la divisione DUNAPACK® di DUNA-Corradini, specializzata in soluzioni per l’imballaggio protettivo in aria, carta e schiuma poliuretanica, ha dato il via all’ ambizioso progetto TOTAL ENVIRONMENT CARE, ovvero ad una serie di iniziative volte allo sviluppo di soluzioni innovative per ridurre l’impatto ambientale dei suoi prodotti e servizi e migliorare l’ambiente di lavoro presso il Cliente.

    La prima delle azioni intraprese aveva interessato il FIP (Foam In Place), ampiamente utilizzato nel packaging protettivo ad alte prestazioni. Parlando coi Clienti, si erano rilevate crescenti richieste di informazioni relative alle emissioni del FIP nell’ambiente di lavoro. Il team DUNAPACK® non si era limitato a rispondere tecnicamente e puntualmente ad ogni quesito ma aveva incaricato uno studio indipendente, accreditato e certificato per le rilevazioni e le analisi ambientali. Il risultato della campagna di rilevazioni? Dati alla mano, il rischio da esposizione ai prodotti DUNAPACK® FIP era ed è irrilevante.
    Questa era stata la risposta DUNAPACK® ad una concorrenza che troppo spesso fa della disinformazione la propria (impropria) leva marketing

    Oggi, dopo questo primo successo, il progetto TOTAL ENVIRONMENT CARE conquista una nuova significativa tappa: il primo impianto di rigenerazione in autonomia degli imballi di formulati chimici DUNAPACK®. Ancora una volta dalla parte del Cliente per rispondere ad una reale esigenza: il trattamento dei contenitori vuoti di formulati, siano essi cisternette o fusti. Il nuovo servizio consiste nel ritiro presso il Cliente, la bonifica ed il lavaggio presso il sito modenese di DUNA degli imballi usati DUNAPACK® ed il riutilizzo dei contenitori vuoti, centrando in un solo colpo gli obiettivi di efficienza, economia circolare e sostenibilità e fornendo al contempo un servizio completo e “scacciapensieri” al Cliente che desideri attivarlo.

    «Dare una seconda vita ai materiali pare essere uno dei talenti italiani» afferma Andrea Corradini, Responsabile Ambiente & Sicurezza. «Siamo infatti il primo paese in Europa per il riciclo di rifiuti pro-capite, superando ed anticipando gli obiettivi dell’Unione Europea (*) e questo progetto rappresenta un’altra importante tappa sulla via della sempre maggiore attenzione dell’azienda verso i Clienti ed il “waste management” ove “smaltimento” diventa sinonimo di “riutilizzo”».

    La vita utile di fusti e IBC viene dunque allungata del 300-400% permettendone diversi cicli di riutilizzo tracciati e garantiti DUNA che ha ottenuto il via libera per questa attività dall’AGENZIA REGIONALE territorialmente competente in materia. L’impatto sull’ambiente? Ogni anno vengono risparmiati 3 milioni mg/PM10, 8.000 Kg CO2 e 12.000 Km netti di trasporto su gomma.

    «L’attenzione all’ambiente è imprescindibile nel tempo in cui viviamo e rappresenta uno dei più importanti stimoli per la ricerca di nuove soluzioni che siano sostenibili da ogni punto di vista» sottolinea Mirio Brozzi, Board Member. «L’installazione di questo impianto è l’iniziativa più recente ma non la sola che abbiamo attivato in DUNA-Corradini in questi anni: reagenti ed espandenti a basso impatto ambientale, schiume eco, carta riciclata, materiali biodegradabili o rigenerati per l’imballaggio, programma “SFRIDO ZERO”, illuminazione a led della maggior parte degli stabilimenti in Italia ed all’estero, aumento della produttività del 60% delle linee di produzione a pari consumo energetico sono solo alcuni esempi del nostro impegno quotidiano nel rispetto del pianeta, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. E tante altre idee sono oggi oggetto di studio o già in fase di realizzazione».

    Se siete interessati al servizio di raccolta degli imballi usati DUNAPACK® contattate il vostro commerciale di fiducia.

    DUNA-Corradini si trova a Soliera (Modena) e progetta e produce schiume poliuretaniche e poliisocianurati, sistemi, adesivi poliuretanici e resine epossidiche, con le quali serve una varietà di mercati tra cui isolamento, oil&gas, nautica, arredamento tecnico, industria automobilistica, edilizia e molti altri.

    Capofila di siti produttivi situati in USA ed Emirati Arabi, (DUNA-USA e DUNA-Emirates), Soliera è anche la sede della Ricerca & Sviluppo di tutto il gruppo, specializzato nel servire l’industria e le applicazioni industriali per il continuo miglioramento di materiali, processi, macchine ed impianti.

    Visita https://www.dunagroup.com/it/home per ulteriori informazioni.

     

    (*) Fonte: Ansa.it; Repubblica.it

  • Nuove frontiere di sostenibilità nel settore dell’archiviazione: materiali innovativi e biopackaging

    Sostenibilità e innovazione vanno di pari passo, lo sappiamo. Succede anche nel mondo dell’archiviazione, che è per intenderci, tutto quel settore legato a raccoglitori, cartelle e cartelline dove catalogare e conservare nel tempo. E non solo per scuola e ufficio.

    Anche qui nascono le prime linee green davanti a tutti c’è un’azienda italiana (milanese di Liscate) che ci aveva già visto lungo quando ormai diversi anni fa aveva capito che la produzione poteva essere sostenuta dall’energia solare. Da lì per arrivare oggi a confezionamenti salva-ambiente, completamente compostabili. Il che significa: zero residui in natura.

    «Per noi il rispetto dell’ambiente è una nostra priorità da sempre. Era il 2010 quando abbiamo scelto i pannelli fotovoltaici per alimentare la nostra produzione, all’epoca già aggiornata sull’utilizzo di materiali destinati al riciclo» spiega l’AD Riccardo Rota, che insieme al fratello Andrea guida l’impresa di famiglia.

    Da dove si parte e dove si sta arrivando

    «Siamo partiti dall’energia rinnovabile e oggi lanciamo la nostra gamma Green, destinata presto ad ampliarsi con l’introduzione di nuove buste a U, raccoglitori ad anelli e custodie porta documenti capaci di fornire soluzioni capaci di convincere i più attenti consumatori, anche in tema di sostenibilità. La strada è ormai tracciata e la nostra identità è quella di un’azienda a misura d’uomo che guarda al mondo da ospite rispettoso».

    I primi prodotti dell’innovativa linea Green di SEI sono Gea ed Era, le buste con foratura universale e le cartelline a L in polipropilene riciclato e riciclabile. L’utilizzo di un materiale così evoluto in termini di sostenibilità conferma la costante attenzione di SEI Rota nei confronti dell’ambiente, come dimostrano l’utilizzo di materiali sicuri e non tossici, la riciclabilità dei suoi prodotti e la scelta di affidarsi a pannelli fotovoltaici per il fabbisogno energetico del proprio stabilimento.

    SEI Rota è stato il primo marchio del settore a fare uso, nei suoi prodotti in PVC, di componenti chimici con valori di tossicità nulli, in linea con la normativa europea (REACH).

    I processi di produzione e le lavorazioni dei materiali di SEI Rota non comportano alcun tipo di emissioni in atmosfera. Persino gli impianti termici interni sono da molti anni convertiti a gas metano, proprio allo scopo di non immettere anidride carbonica nell’aria. L’energia di SEI Rota arriva dal sole: al fabbisogno energetico ci pensa il fotovoltaico.

    I prodotti SEI Rota sono in gran parte riciclabili e quelli green sono sia riciclabili sia riciclati. Il packaging SEI Rota ha una coscienza ecologica: tutte le confezioni green sono compostabili

    Made in Italy al 100%

    Un’idea abbozzata alla scrivania, lo studio dei materiali più performanti, l’approvvigionamento delle materie prime, la produzione vera e propria fino allo stoccaggio: tutto, ma proprio tutto, avviene unicamente all’interno della storica sede di Liscate. Ogni procedimento che porta al prodotto finito che conosciamo ha dunque un indirizzo preciso e reale: questo è il Made in Italy garantito da SEI Rota.

    Una storia italiana, un’azienda a misura d’uomo

    SEI Rota è un’azienda italiana con sede a Liscate (Milano) che dal 1953 produce articoli per ufficio, scuola, casa e studio, seguendo da sempre severi controlli e mantenendo nel tempo standard qualitativi eccellenti, sempre con uno sguardo al futuro, anche nella direzione della sostenibilità ambientale, così come dimostrano le ultime gamme che vanno verso l’impatto zero.

    L’impronta che la famiglia Rota (arrivata alla terza generazione fra tradizione e innovazione) ha voluto dare a tutte le gamme si basa sulla personalizzazione e sul concetto di espressione della propria idea di ordine. Un’attitudine che si concretizza in un mondo di prodotti ideati e realizzati interamente in Italia (nello stabilimento di Milano) che si sono imposti sul mercato come funzionali e duraturi, imitati ma inimitabili. Molti dei macchinari SEI Rota, infatti, vengono progettati e costruiti all’interno dell’azienda, con l’obiettivo di realizzare articoli e soluzioni innovative, sia dal punto di vista tecnico sia estetico. Il valore delle idee è la chiave della strategia dell’azienda milanese, da ben oltre 60 anni una storia di successo.

    Curiosità: la classica cartellina trasparente forata per poter essere archiviata in raccoglitori che è nei nostri uffici e nelle nostre case da sempre è un’idea SEI Rota.

  • DUNA-Corradini: ULTIMO MIGLIO VERSO IL TRAGUARDO “SFRIDO ZERO”

    Ai blocchi di partenza il nuovo impianto del quartier generale DUNA che permetterà una completa economia circolare, votata alla valorizzazione (up-cycling) delle materie prime secondarie, un tempo dette “sfridi”. Un nuovo successo per il progetto “SFRIDO ZERO” fortemente sponsorizzato dalla Direzione Aziendale sin dal 2015.

    Semaforo verde per l’installazione del nuovo impianto di up-cycling fortemente voluto dalla Direzione e dal Management di DUNA-Corradini, che sarà in grado di valorizzare i residui di produzione per trasformarli in prodotti ad alte prestazioni completamente nuovi.

    Un investimento plurimilionario iniziato qualche anno fa, frutto di un’idea assolutamente innovativa, sintesi perfetta del piano strategico “SFRIDO ZERO” varato nel 2015 e orientato al raggiungimento di una reale economia circolare entro il 2025, declinata nella sua accezione più nobile: l’UP-CYCLING.

    «In un mondo in cui generiamo sempre più rifiuti a fronte di risorse sempre più scarse, la nostra risposta nasce da una nuova visione che percepisce lo scarto come risorsa di valore, dando vita a prodotti innovativi, tecnologicamente avanzati e rispondenti alle crescenti esigenze di miglioramento della qualità della vita», commenta Massimiliano Motta, R&D Manager.
    «A differenza del re-cycling, in cui si riporta un materiale alle proprietà originarie, l’up-cycling lo valorizza grazie ad una progettazione intelligente che lo rende più interessante a livello economico, tecnico-applicativo ed estetico», aggiunge Alberto Brozzi, Sales Area Manager.

    L’impianto sarà dunque in grado di riconvertire i residui di produzione, trasformandoli in prodotti in grado di rispondere alle esigenze di diversi mercati ed applicazioni. Una perfetta declinazione di economia circolare per ideazione, innovazione e tempi di realizzazione: 2 anni in cui decenni di know-how ed esperienza di ogni area aziendale DUNA sono state impiegate per il raggiungimento di un obiettivo comune di grande rilevanza etica e strategica.

    «Una delle nostre sfide più grandi è sempre stata quella eliminare lo spreco in ogni sua forma e a tutti i livelli dell’organizzazione, diminuendo scarti, non conformità, fermi e, più in generale, efficientando i cicli produttivi ed innalzando il livello culturale di tutti gli operatori aziendali rispetto a questi temi al fine di attaccare lo sfrido nella sua fase di generazione lungo il processo produttivo. Ma siamo andati ben oltre e, parallelamente ai programmi di riduzione dello scarto, abbiamo allocato considerevoli risorse e la vasta competenza tecnologica che ci contraddistingue al servizio dell’”eco-progettazione” che intercetta e valorizza lo scarto residuo non eliminabile» commenta Marta Brozzi, Presidente e AD.

    «Poter essere protagonisti nel creare una economia realmente sostenibile ha stimolato la nostra capacità tecnica e ricerca scientifica nel realizzare una soluzione tecnologica ecosostenibile perfettamente in linea con l’Agenda 2030 e ha reso orgoglioso tutto il Team DUNA» spiega Guido Campolongo, Global Engineering & Industrialization Manager. «Un altro importante tassello a completamento del progetto SFRIDO ZERO».

    «Questo traguardo rappresenta la risposta concreta di DUNA alla grande sfida che stiamo vivendo come imprenditori, come genitori e come abitanti di questo pianeta e lo fa a 360° poiché la sostenibilità per noi deve essere anche economica e prestazionale nel rispetto degli alti standard che il mondo moderno richiede. Il recupero dei prodotti secondari di produzione in chiave up-cycling permette infatti di valorizzarli re-ingegnerizzando per loro una nuova vita che si contraddistingue per le alte prestazioni tecniche senza alcun compromesso rispetto agli standard qualitativi e, perché no, alla gradevolezza estetica alla quale non intendiamo rinunciare» conclude Marta Brozzi.

    Manca poco all’avvio del nuovo impianto. Stay tuned!

    Con diverse linee di prodotti, tra cui il poliuretano ed i poliisocianurati CORAFOAM®, i sistemi DUNAPOL® e la gamma CORINTHO®, DUNA-Corradini è presente in diversi mercati tra i quali aerospaziale, automotive, Oil&Gas, edilizia, isolamento, insegnistica e molti altri.
    Il Gruppo DUNA, composto da DUNA-CORRADINI, DUNA-USA e DUNA-EMIRATES, sviluppa e produce schiume poliuretaniche e poliisocianurate, sistemi, adesivi, resine epossidiche dalle elevate prestazioni e soluzioni made dal 1957. Ha sedi produttive in Italia, Stati Uniti, ed Emirati Arabi Uniti.

    Visita https://www.dunagroup.com per ulteriori informazioni.

  • Poggi continua a investire sul fotovoltaico

    Nella visione di un futuro sempre più sostenibile l’azienda bolognese ha ampliato la copertura fotovoltaica presso la sede di Castenaso (BO). Da inizio maggio la potenza nominale dell’impianto sfiora i 500 kWp per un totale complessivo di 1743 moduli

     

    La svolta green di Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. non si arresta. L’azienda di bologna leader nella progettazione e produzione di organi di trasmissione, ha deciso di ampliare l’impianto fotovoltaico installato lo scorso inverno presso l’headquarter di Castenaso (BO), confermando una visione del business virtuosa in grado di conciliare il rispetto dell’ambiente con il conseguimento degli obiettivi di ricerca e sviluppo. A inizio maggio infatti, si sono conclusi i lavori della Siat Energy realtà di spicco del settore che ha curato lo sviluppo del progetto in tutte le sue fasi, dallo studio di fattibilità alla realizzazione tecnica. Nello specifico sono stati aggiunti 360 moduli da 285 wp, un upgrade che porta l’attuale impianto a una potenza nominale che sfiora i 500 kWp per una totale complessivo di 1743 moduli.

    Dopo i risultati del primo anno – commenta il presidente Andrea Poggi abbiamo capito come il fotovoltaico rappresenti un asset importante e strategico, in grado d’incidere positivamente sia sulla sostenibilità che sull’intera produttività aziendale. Per questo motivo abbiamo deciso con convinzione di procedere a un ulteriore ampliamento”. In effetti le performance registrate lo scorso anno, dal 13/03/2020 (entrata in esercizio)fino al 31/12/2020, sono state sono state di livello e hanno rispettato i valori attesi di progetto. L’energia prodotta è stata pari a 402.383 kWh con la riduzione di emissioni in atmosfera di 233,4 tonnellate di CO2, una cifra importante e che in maniera più efficace si può tradurre con l’immaginaria presenza di una piccola foresta di 30.470 alberi. Una foresta destinata sicuramente a crescere e a divenire sempre più fitta grazie a questo nuovo intervento.

     

    Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. nasce nel 1958 grazie all’impegno e alla dedizione di Pierluigi Poggi, oggi portato avanti dai tre figli. Specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari e altre soluzioni nel ramo degli organi di trasmissione come cinghie dentate e trapezoidali, produce elementi di fissaggio, giunti, pignoni e slitte per motori elettrici. Da oltre 60 anni viene apprezzata in oltre 40 paesi del mondo per il suo approccio innovativo e customizzato. Il ventaglio di servizi all’avanguardia proposto da Poggi è frutto di continue ricerche e sperimentazioni, di un accurato percorso di progettazione e produzione che assicura un prodotto innovativo, certificato e orgogliosamente made in Italy.

  • Ice Cube: «Innovazione e sostenibilità, le nostre chiavi per ripartire»

    Innovazione e sostenibilità sono le leve su cui il mondo intero scommette per la ripartenza nel post Covid-19. Le uniche che potrebbero arginare le perdite portate dalla pandemia. Perdite che per il settore HoReCa si stima possano ammontare a 31 miliardi di euro nel 2020 e ad altri 20 miliardi tra gennaio e maggio 2021. Una strada su cui sta investendo anche Ice Cube, azienda leader nella produzione, vendita e distribuzione di ghiaccio alimentare confezionato. Alle nuove tendenze di consumo innescate dalle esigenze di distanziamento e dalle restrizioni anti-contagio devono corrispondere, infatti, nuovi prodotti, nuovi packaging e nuovi approcci comunicativi.

    Così, per rispondere a un consumo “on the go” ‒ che per molti mesi è stata l’unica modalità possibile per la consumazione di bevande acquistate presso i locali ‒ Ice Cube ha ideato nuovi prodotti, come Flat pack, l’innovativa produzione di ghiaccio alimentare che permette di ridurre del 38% il volume occupato dal prodotto sottovuoto, e Ice Cup, bicchiere monouso sigillato contenente ghiaccio tipologia Tube Ice. Inoltre, per far fronte alla tendenza sempre più diffusa dell’aperitivo a casa, dando al consumatore la possibilità di avere a disposizione tutti i prodotti necessari per il proprio “happy hour” ‒ ghiaccio, drink e food – Ice Cube ha sviluppato in partnership con il retail la soluzione Mix at Home.

    Per venire incontro agli operatori e sostenere la ripresa, ha lanciato la linea LAB, che offre dei la gamma di ghiaccio premium più ampia e qualitativa del mercato ad un prezzo molto competitivo.

    Ghiaccio puro e cristallino in vari formati : Cube Deluxe, 5x5x5 cm; Old Fashioned, 5x5x7 cm ; High Ball 4x4x10 cm; Collins 4x4x1 2 cm; Sphere di diametro 5,5 cm – Minima diluizione e massimo effetto scenico .

    C’è poi l’Ox Ice, un innovativo e brevettato processo produttivo: arricchendo l’acqua con ossigeno attivo, prima del congelamento, si conferisce al ghiaccio una barriera naturale contro le contaminazioni accidentali che possono avvenire durante il processo di produzione e stoccaggio, o durante l’utilizzo professionale del prodotto.

    Si tratta di offerte che si aggiungono a una linea già molto ampia e trasversale: Ice Cube Classic è la linea completa pensata per i professionisti, con High Perfomance, cilindretti forati di acqua purissima, dall’alto potere refrigerante; Crushed, gemme di ghiaccio ; Full Cube, cubetti di ghiaccio pieno e cristallino; Balls, sfere di ghiaccio 4,5 cm .

    Ma anche in fatto di distribuzione Ice Cube ha ampliato i canali. I suoi prodotti, da sempre presenti in Italia e in Francia nella grande distribuzione e all’interno delle catene di Cash & Carry, vengono distribuiti anche grazie a una rete di grossisti su tutto il territorio nazionale e ad alcuni canali e-commerce, come Winelivery, che consegna in 30 minuti tutto il necessario per un drink.

    La stessa attenzione è stata riposta sui packaging, con la nuova linea Green, 100% vegetale e compostabile, attualmente presente nella GDO in Italia e in Francia. Si tratta del pack meno impattante al mondo per consumo di inchiostri e biodegradabilità dei materiali: per il packaging viene infatti utilizzato il granulo biologico derivante da prodotti cerealicoli. Inoltre, anche la produzione ha fatto decisi passi avanti in termini di sostenibilità grazie all’installazione in Sicilia di un impianto fotovoltaico che copre l’intera superficie di 1.600 metri quadri del tetto dello stabilimento produttivo con una potenza nominale di circa 200 kw. Sarà così possibile generare in 1 anno energia elettrica per la produzione di oltre 100 milioni di cubetti di ghiaccio confezionato.

    Infine, la comunicazione. Con l’obiettivo di sviluppare un dialogo sempre più immediato, veloce e autentico con i consumatori, Ice Cube ha lanciato un nuovo sito web (https://www.ice-cube.it) accompagnato dai profili social. User friendly, dalle grafiche eleganti e intuitive, che rispecchiano la brand identity, sul portale sarà possibile conoscere l’intera gamma e i suoi diversi utilizzi attraverso sezioni come Ice Mood, con le ricette più sfiziose, i cocktail o mocktail più sfiziosi.

    Un mix di canali per conoscere i prodotti, scoprire curiosità e informazioni in fatto di ghiaccio e cocktail e approfondire la storia dell’azienda. Ice Cube è nata infatti a Termini Imerese, in Sicilia, dove si fa erede di un’antichissima tradizione risalente al XVIII secolo. Pochi sanno che la Sicilia, un tempo, era tra i primi produttori di ghiaccio in Europa. Gli uomini delle neviere, fin dal 1756, trasformavano in ghiaccio la neve dei Nebrodi, delle Madonie e dell’Etna, lo commercializzavano per usi alimentari e medici di vario genere, e lo esportavano via mare per portare freschezza in tutto il mediterraneo.

    E ancora oggi, il ghiaccio di Ice Cube è “figlio” del gruppo delle Madonie e della fonte di Scillato. Da qui, infatti, sgorga un’acqua microbiologicamente pura, caratterizzata da un basso contenuto di minerali e da un basso livello di alcalinità. Il ghiaccio è quindi ancora più puro e povero di minerali. In questo modo, quando il ghiaccio inizia il suo processo di fusione all’interno della bevanda, le proprietà organolettiche di quest’ultima non vengono alterate, e non vi è alcun rilascio di sostanze corruttrici del sapore originale della bevanda, qualsiasi essa sia. Ice Cube possiede infatti la certificazione ISO9001:2008 e la certificazione internazionale per prodotti alimentari IFS (International Features Standards) FOOD (Higher Level). È inoltre parte di INGA – Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare.

    «La pandemia ha messo a dura prova moltissimi settori, tra cui il mondo HoReCa. Sono nate nuove abitudini di consumo, dal delivery, all’asporto all’e-commerce, e si sono delineate nuove prospettive. Noi abbiamo deciso di trasformare un momento difficile in una nuova opportunità, ridefinendo il nostro business model per mettere al centro i valori dell’innovazione e della sostenibilità. Abbiamo innovato a 360° per soddisfare sia le esigenze del retail che del consumatore finale. Crediamo, infatti, sia questo l’unico modo per reagire alla crisi e per prepararsi al “new normal”» – dichiara Simone De Martino, direttore commerciale di Ice Cube.

    ICE CUBE è il primo produttore in Italia di ghiaccio puro per uso alimentare. Il ghiaccio ICE CUBE è prodotto con acqua oligominerale pura, cristallina, inodore e insapore, ottenuta dalle sorgenti di Scillato, nel gruppo montuoso delle Madonie, in Sicilia. L’elevata qualità è assicurata dalla conformità del processo produttivo e del prodotto finale alle normative vigenti CE sulla produzione di alimenti. ICE CUBE copre tutto il territorio nazionale, comprese le isole, avvalendosi di operatori specializzati e piattaforme dedicate. Si rivolge al canale Ho.Re.Ca e al canale G.D.O. con una propria rete di vendita e numerosi intermediari. Il canale Ho.Re.Ca è quello di maggiore ricettività e semplicità di penetrazione, tanto che oggi ICE CUBE conta più di 140 distributori lungo tutto lo stivale con una produzione di 6mila tonnellate di ghiaccio l’anno. Il ghiaccio ICE CUBE può essere acquistato anche nei supermercati, nei centri commerciali, negli alimentari della GDO e nel canale Cash&Carry dove è presente nel 90% dei punti vendita sul territorio nazionale.

  • Marketing e sostenibilità, molti prodotto “green” in realtà non sono così sostenibili

    Il tema ambientale è sempre più sentito. Se non nei fatti, almeno a parole. La cosa paradossale – evidenziata dal Financial Times – è che molti fondi di investimento che non sono ESG, hanno comunque delle “sfumature” green. Viceversa, ci sono dei fondi che si manifestano come ESG, che di verde hanno davvero poco.
    In sostanza, gli investitori hanno concretamente meno scelta di quello che il marketing sulla sostenibilità fa credere.

    Non fidarsi del marketing

    marketing e sostenibilitàA confermare questa situazione è la stessa Unione Europea. Ha infatti portato all’attenzione il fenomeno del greenwashing, ossia quella pratica che spinge imprese e società di ogni genere, a fare campagne di marketing che evidenziano la loro sostenibilità, quando invece non lo sono veramente. Perfino alcuni degli Hedge Funds più grandi al mondo, se vai a scavare offrono prodotti green che non sono poi così green.
    Per questo motivo la UE ha definito dei parametri, che riguardano anche i fondi di investimento (articolo 8 e 9 del regolamento SFDR, ad esempio).

    Investitori: come orientarsi

    Negli ultimi anni, l’aumento dei flussi verso gli investimenti sostenibili ha accentuato questo pericolo. Il prodotti di tal genere in Europa sono oltre 3mila, ma questo non vuol dire che i gestori abbiano una “cultura sostenibile”. Insomma un conto è quello che racconta il marketing, un conto è la realtà.
    E’ chiaro quindi che per gli investitori non è facile scoprire se una società dia davvero ESG oppure no, se ha i parametri giusti per esserlo, ed eventualmente e in che misura la deviazione standard della volatilità rispetto a tali parametri, sia accettabile.

    Le spie della sostenibilità

    Bisogna anzitutto guardare alla “cultura” della società in oggetto. Una lunga storia di pratiche socialmente responsabili e una filosofia di sostenibilità centrale e integrata nei processi aziendali, di sicuro sono un buon indizio sull’orientamento ESG.
    La struttura societaria è un altro indizio importante, perché per fare attività di impresa davvero sostenibile, servono risorse ingenti, sia in termini di persone sia di dati e sistemi.
    Un altro aspetto è la presenza di gestori di fondi nei vertici delle imprese (engagement) e nel voto in assemblea (proxy voting).

  • “So good! Break the plastic habit”: 16 dispenser di acqua potabile all’Università degli studi di Bergamo

    Anche all’Università degli studi di Bergamo ora è possibile, per studenti e docenti, utilizzare 16 erogatori di acqua potabile, grazie al progetto in collaborazione con Uniacque dal titolo “So good! Break the plastic habit”.

    L’iniziativa è frutto di un progetto sviluppato dall’Università orobica insieme a Uniacque, in piena sintonia nella volontà di ridurre l’utilizzo della plastica.

    Tramite questo progetto, l’Università degli studi di Bergamo e Uniacque, consapevoli dei goal di Agenda2030, invitano i giovani a rivalutare l’acqua del rubinetto, buona e sicura, offrendo così non solo acqua ma perseguendo anche, indirettamente, uno scopo educativo che guarda al futuro del pianeta.

    Gli erogatori sono stati collocati nelle principali sedi universitarie dell’Ateneo cittadino: in particolare tre dispenser servono l’edificio di via dei Caniana, due quello di via Pignolo e il complesso di Sant’Agostino, mentre un erogatore a testa è stato dislocato nelle sedi di via Salvecchio e piazza Rosate. Sei dispenser, infine, presiedono il polo universitario di Dalmine.

  • Metalcoop attestata secondo lo Standard BOLLINO ETICO SOCIALE®

    Il riconoscimento di sostenibilità premia il modello di business e le scelte operative dell’innovativa azienda nel settore delle scaffalature metalliche

    Certaldo, 6 aprile 2021. Metalcoop, specializzata nella progettazione e produzione di innovative scaffalature metalliche e soluzioni logistiche integrate per la gestione del magazzino, ha superato con successo la valutazione del proprio modello organizzativo ed ha così acquisito il riconoscimento di organizzazione attestata secondo lo standard Bollino Etico Sociale, uno status riservato soltanto alle imprese intenzionate a valorizzare le azioni di innovazione sociale intraprese e a svilupparne e promuoverne di nuove.

    Bollino Etico Sociale

    La sostenibilità sta diventando un tema sempre più centrale sul piano economico ed è il mercato stesso a dare continuamente la dimostrazione che le imprese ancorate ai vecchi schemi, incapaci di innovare e cambiare prospettiva, sono destinate a segnare il passo e a pregiudicare il proprio stesso futuro. È infatti ampiamente comprovato che le imprese che decidono di essere sostenibili e di investire in strategie di innovazione sociale, oltre a essere positive per l’ambiente e la comunità, si assicurano notevoli vantaggi competitivi ed economici. Infatti, attraverso lo sviluppo di strategie sostenibili, aumenta l’efficienza dei processi aziendali, le risorse vengono utilizzate in maniera più razionale e si riducono sprechi e i costi. Inoltre, l’azienda acquisisce una migliore capacità di gestione dei rischi e una maggiore percezione del mercato con rilevanti effetti in termini di capacità di innovazione.

    Fra le varie attività che Metalcoop mette in atto quotidianamente per aumentare la sostenibilità c’è un’accurata selezione e lavorazione delle materie prime ma soprattutto l’adozione di metodi produttivi e di impianti che minimizzano l’impatto ambientale. Metalcoop si è adeguata e segue inoltre scrupolosamente le rigorose norme ambientali sviluppate dall’UE riducendo al minimo l’uso di prodotti tossici o inquinanti, nel rispetto dei propri dipendenti e delle aree circostanti. L’azienda toscana pone molta attenzione anche alla gestione dei rifiuti, con un’attenzione che va ben oltre le normative di settore.

    Anche sul fronte sociale l’impegno di Metalcoop è elevatissimo; l’azienda dedica infatti massima attenzione alla tutela della sicurezza e della salute del suo personale, ne cura la formazione e la crescita professionale e ne promuove il benessere, in linea con la sua natura di società cooperativa.
    Il Bollino Etico Sociale è un metodo per attestare la valorizzazione di azioni concrete nel campo della sostenibilità d’impresa e Metalcoop ha ottenuto questo riconoscimento perché il suo approccio innovativo e le sue scelte produttive, tecnologiche, organizzative e di mercato rispecchiano appieno l’idea di impresa sostenibile.

    Gabriella Barsottini Metalcoop“In Metalcoop, da tempo percorriamo la strategia dello sviluppo sostenibile, fatto di responsabilità economica, sociale e ambientale, con l’obiettivo di sviluppare il nostro modello di business coniugando la creazione di valore sociale con la creazione di valore economico per raggiungere una leadership sostenibile. Sottoporre con successo a una verifica così attenta il nostro modello di business e ottenere l’attestazione di impresa etica e sociale è stato un ulteriore traguardo che ci riempie di soddisfazione” conclude Gabriella Barsottini, Presidente, Metalcoop S.c.a.r.l.

  • Mingazzini per Latteria Soresina: una tecnologia virtuosa all’insegna della sostenibilità ambientale ed economica

    Gestione intelligente da remoto con regolazione delle prestazioni in base ai flussi di lavoro, riduzione delle emissioni, più sicurezza e manutenzione predittiva, massimo efficientamento energetico: tutta l’eccellenza di impianti 4.0 nel cuore pulsante del primo produttore mondiale di Grana Padano

     

    Tradizione e modernità, esperienza e lungimiranza nell’incontro tra due imprese storiche d’eccellenza: Mingazzini Caldaie e Latteria Soresina. La celebre azienda cremonese, nata nel 1900 e oggi primo produttore al mondo del rinomato Grana Padano, e leader in altre delizie del gusto italiano, come il burro e il provolone, da sempre riconosciuta come marca di prestigio nel suo settore, ha scelto l’azienda di Parma per un rinnovo dei propri impianti.

    Con oltre 90 anni di esperienza e ben più di 10.000 progetti realizzati in tutto il mondo, Mingazzini Caldaie non è certo una nuova conoscenza per La Soresina. Già da un decennio la collaborazione tra queste due grandi imprese italiane ha portato a risultati di riguardo, accomunate dal concetto di qualità, declinata in ogni aspetto, dalle materie prime ai siti produttivi, puntando alla bontà, non soltanto del prodotto, ma anche della sua lavorazione, con un occhio di riguardo anche agli impianti produttivi e alla loro sostenibilità.

    Un obiettivo pienamente raggiunto anche grazie al supporto fornito dalla storica azienda emiliana, Mingazzini Srl di Parma che dal 1929 rappresenta un punto di riferimento per l’industria alimentare e delle bevande, focalizzata su qualità, efficienza e personalizzazione, realizzando sistemi sempre più performanti dal punto di vista del risparmio energetico e del rispetto per l’ambiente.

    Già 10 anni fa Latteria Soresina aveva avuto modo di testare il valore delle centrali Made in Mingazzini e il livello tecnologico fornito, con la verifica in diretta della combustione, un utilizzo performante dei recuperatori e l’installazione di dispositivi per il controllo finale dei fumi di combustione, così da attestarsi ben al di sotto dei limiti di emissione in atmosfera, con una svolta green, ottenuta nel connubio tra camera di combustione e tipologia di bruciatore.

    Il risultato di un simile intervento aveva portato a un risparmio netto pari circa al 10% di elettricità e un 5% di gas metano su tutta l’azienda – spiega l’Ing. Davide Arpini, Direttore Tecnico di Latteria Soresinama l’evoluzione tecnologica avvenuta negli anni e le migliorie gestionali nell’ottica del concetto Industry 4.0 ci hanno portato a guardare con crescente interesse l’interconnessione delle centrali e l’analisi in tempo reale dei dati”.

    La crescita costante di Latteria Soresina e il moltiplicarsi degli stabilimenti hanno infatti creato i presupposti per avviare una gestione virtuosa, sia dal punto di vista ambientale che economico, con un efficientamento degli impianti, una riduzione dei consumi e una migliore destinazione delle risorse. “Abbiamo evitato i continui presidi e le ronde di controllo nelle centrali termiche, preferendo destinare le persone a occupazioni a maggiore valore aggiunto – spiega Arpini – ponendo i generatori di vapore in rete e centralizzando tutti gli impianti, avendo così un monitoraggio costante dei sistemi, delle prestazioni, dei consumi, dei livelli e di tutti i parametri per garantire il massimo risultato e la più assoluta sicurezza”.

    Dalle iniziali valutazioni si è passati alla concretezza del risultato grazie all’esperienza e all’impegno di Mingazzini nella fornitura di impianti su misura, sempre più affidabili e ad alto contenuto tecnologico, come i modelli PB di ultima generazione, caratterizzati da accorgimenti tecnologici che ne accrescono il risparmio energetico e il controllo delle emissioni, semplificandone contestualmente la gestione. Tra le caratteristiche peculiari di Mingazzini vi è infatti la capacità di fornire tutto quanto è necessario per la realizzazione e la gestione moderna ed efficiente delle centrali termiche di qualunque dimensione. Grazie alla possibilità di connessione, è attuabile la supervisione completa della caldaia o della centrale termica per telecontrollo e telediagnosi da remoto senza supervisione continua per 24/72 h.

    La serie PB è caratterizzata da generatori che possono raggiungere una pressione di bollo fino a 22 bar, o superiori su richiesta. Con un rendimento base pari al 90%, la PB è un impianto di ultima generazione e a basso impatto ambientale che in base al numero di ore di lavoro e del tipo di combustibile utilizzato è fornito con sistemi di recupero energetico dedicati al singolo generatore, in grado di ottenere rendimenti fino al 97,5% e superiori mediante la personalizzazione dei sistemi di recupero energetico, spingendo all’estremo la condensazione dei fumi di caldaia, per recuperare quanto più possibile del calore latente in essi contenuto (oltre a quello sensibile). In questo modo, sono possibili rendimenti anche fino al 99%.

    I modelli della serie PB, conformi alla Direttiva Europea 2014/68/UE, rappresentano l’ultima generazione nel campo dei generatori di vapore ad uso industriale: costruiti seguendo le più moderne concezioni tecnologiche e adottando i sistemi di lavorazione più avanzati, sono orientati al risparmio energetico, alla riduzione delle emissioni e alla massima efficienza.

    Il risultato ottenuto è indubbiamente notevole sotto diversi aspetti, illustra il Direttore Tecnico di Latteria Soresina: “Centralizzando tutti gli impianti, è possibile avere sempre disponibili tutti i dati, pressione, livelli, allarmi, consumi di gas metano, vapore, consentendo uno straordinario efficientamento generale delle prestazioni, anche in termini energetici. Non solo, perché con questa interfaccia è possibile comandare i generatori di vapore anche da remoto, in quanto interconnessi in rete. Ciò significa regolare ciascun impianto in base ai flussi produttivi e le necessità di performance giornaliere richieste, anche da un comune device, come computer, cellulare, tablet, abbattendo sprechi e dissipazioni, consumi ed emissioni, limitando il tutto alle effettive necessità giornaliere, su ogni impianto”.

    Un risultato estremamente moderno e competitivo, a cui si aggiunge un ulteriore valore aggiunto, la possibilità di tracciare i consumi specifici, cioè i chili di vapore prodotti per metro cubo di gas metano, realizzando uno storico sovrascrivibile nel tempo, così da verificare le prestazioni e analizzare eventuali scostamenti. Ciò significa poter attuare una manutenzione predittiva, evitando in tal modo fermi macchina inattesi, altro enorme beneficio. “Si può parlare di una centrale veramente connessa – conclude il Direttore Arpini – concretizzando il concetto di Industry 4.0. con una gestione molto virtuosa che va a vantaggio di tutto il sistema”.

    Una conferma che è anche un obiettivo a cui punta con impegno e concretezza l’azienda: “Nel piano strategico di Latteria Soresina il tema dei Big Data sono stati inseriti come asse portante per tutti gli anni a venire – chiosa il direttore generale Michele FalzettaCrediamo che il modello data driven costituisca un reale aiuto alle scelte aziendali sia in tema di continua riduzione dei costi sia in tema di guida alle scelte, orientate all’accrescimento della qualità non solo di prodotto, ma dell’intero processo, dando vita a un modello virtuoso perseguibile e pienamente applicabile”.

    Per entrambe le aziende qualità e sostenibilità non rappresentano solo una reazione alle recenti istanze globali, ma una reale attenzione nei confronti della collettività. L’eco sostenibilità effettiva e l’ottimizzazione delle risorse sono un obiettivo che Mingazzini riesce a conseguire mediante sistemi sempre più evoluti e performanti nel risparmio energetico e nel rispetto per l’ambiente, con la massima concentrazione nello sviluppo di sistemi esclusivi di recupero energetico, flessibili e su misura per le esigenze dei singoli clienti e dei comparti industriali. Oltre allo sviluppo dei più innovativi sistemi di combustione con progressiva riduzione delle emissioni in atmosfera.

     

    Mingazzini Srl nasce a Parma nel 1929 e negli anni diventa un importante player di riferimento italiano ed europeo nel settore della produzione di generatori di vapore ad uso industriale. L’azienda fornisce risposte personalizzate e su misura seguendo la propria vocazione verso impianti sempre più affidabili e ad alto contenuto tecnologico che garantiscono sicurezza, serietà e un ottimo servizio secondo lo standard “Mingazzini”. In casa Mingazzini ricerca e sviluppo guidano l’azienda da quasi un secolo: l’azienda anticipa richieste del mercato con impianti e processi di produzione costantemente aggiornati e controllati assicurando un elevato livello di qualità, massimo rendimento e minimizzando i valori di NOx e CO rilasciati in atmosfera.

  • La sostenibilità: una nuova sfida per il mondo della moda

    Produrre in modo sostenibile oggi non è solo un obbligo morale nei confronti del nostro pianeta ma rappresenta una vera e propria sfida che ogni azienda illuminata dovrebbe intraprendere.

    Adottare pratiche di sostenibilità è fondamentale per qualificarsi come brand all’avanguardia, permettendo di avere grandi benefici non solo nell’immediato futuro ma anche nel medio-lungo periodo.

    I vantaggi per un brand che adotta una politica green possono essere, per esempio, un’importante riduzione dei costi ed un miglioramento della reputazione aziendale, riuscendo così a qualificarsi quale azienda capace di innovarsi.

    Il mondo della moda oggi rappresenta il secondo settore più inquinante in assoluto, responsabile del 10% dell’inquinamento globale.

    È diventato quindi sempre più importante concepire in modo diverso i processi industriali coinvolti nel settore dell’abbigliamento, che devono guardare al futuro con un approccio ecologico, sostenibile ed etico.

    Nel 2019, 32 brand nazionali ed internazionali come Armani, Prada e Dior hanno firmato, nero su bianco, una convenzione che promette una rivoluzione nel modo di fare moda: il “Fashion Pact”.

    Lo scopo di questo accordo è basato su tre punti cardine: arrestare il riscaldamento globale, ripristinare la biodiversità e proteggere i mari e gli oceani dalla plastica. Le grandi firme della moda si trovano quindi ora ad un punto di svolta, dove risulta fondamentale per il benessere ambientale del nostro pianeta intraprendere la via della sostenibilità.

    Avere una filosofia aziendale sostenibile non vuol dire soltanto scegliere materiali biodegradabili e compostabili ma significa anche porre la massima attenzione e riguardo a tutti processi impiegati all’interno dell’intera filiera produttiva.

     

    Fortex, lavorazioni estetiche superficiali sostenibili per il mondo della moda

    Per cambiare davvero il settore della moda e del lusso non bastano solo sporadiche azioni di greenwashing, ma si deve avviare una vera e propria rivoluzione all’interno di ogni processo produttivo finalizzato alla creazione di un capo di abbigliamento o di un accessorio.

    Fortex® srl, da anni collabora con brand noti nel mondo fashion e luxury realizzando finiture estetiche superficiali di pregio, offrendo le migliori soluzioni, studiate ad hoc per ogni esigenza.

    “Comprendiamo e sosteniamo la decisione dei grandi brand di intraprendere una strada orientata ad un approccio sempre più green e sostenibile” – “Per questo motivo abbiamo deciso anche noi in prima persona di rinnovare il nostro comparto produttivo, cercando di rendere ogni nostra lavorazione ecologica e sostenibile” afferma Maurizio Forner, amministratore delegato dell’azienda.

    Le lavorazioni estetiche superficiali sostenibili offerte da Fortex® srl per il settore della moda e del lusso sono svariate, come per esempio il Trattamento PVD (una valida alternativa alla classica galvanica) e la verniciatura all’acqua, capace di ridurre drasticamente l’emissione di composti organici volatili.

    “Quando si parla di moda sostenibile spesso si tende a pensare a materiali riciclati e finiture estetiche di bassa qualità e poco resistenti, ma non è così. Le tecnologie sviluppate ad oggi hanno permesso di realizzare capi d’abbigliamento ed accessori di altissima qualità e eco-sostenibili, prodotti con materiali organici e con processi produttivi a ridotto consumo d’energia, ricavata da fonti rinnovabili” conclude Forner.

     

    CHI SIAMO

    Fortex® srl è leader nel settore delle finiture superficiali e dei rivestimenti funzionali ed estetici.

    Si occupa di rivestimenti superficiali tramite tecnologia PVD (Physical Vapour Deposition), sputtering, metallizzazione, verniciatura a liquido, stampa digitale, tampografia, sublimazione, finiture a bassorilievo, schermature elettromagnetiche, lavorazioni laser, applicazione strass e accessori.

    Per maggiori informazioni: http://www.fortexsrl.it/

  • Riello UPS in pista con Audi Sport nel Campionato Mondiale di Formula E 2020-2021

    Riello UPS e Team Audi Sport ABT Schaeffler: gestione intelligente dell’energia  e filosofia green.

    Legnago, 3 marzo 2021. Riello UPS, brand del gruppo Riello Elettronica, player mondiale nella produzione di gruppi statici di continuità (UPS), inverter fotovoltaici e sistemi di “Energy Storage” è lieta di annunciare di aver rinnovato l’accordo di partnership con il Team Audi Sport ABT Schaeffler per l’imminente campionato FIA 2020-2021 di Formula E. La settima stagione ha già avuto inizio il 26 febbraio con la prima delle due gare del Diriyah E-Prix in Arabia Saudita; da quest’anno la competizione diventa ancora più importante avendo ottenuto lo status di “Campionato del Mondo”, certificato dalla FIA.

    Le innovative monoposto Audi e-tron FE07, progettate per raggiungere il 95% di efficienza complessiva (e fino al 97% per il gruppo motopropulsore) e arrivare da zero a cento in 2,8 secondi, porteranno anche quest’anno il logo Riello UPS sugli alettoni anteriori delle auto e sulla tuta dei piloti Lucas Di Grassi e Rene Rast.

    Il progetto energetico della FE07 è basato su una batteria al Litio della capacità di 52 kWh e del peso di 385 kg, ricaricabile in 45 minuti, ed è in grado di recuperare energia nelle fasi di rilascio e frenata, ripristinando durante una gara fino al 40% della capacità iniziale.
    Il trasferimento di tecnologie avanguardia dalla Formula E alle auto “full electric” di uso quotidiano è già una realtà, e il sempre maggiore investimento da parte dei grandi operatori della distribuzione dell’energia per la diffusione delle infrastrutture di ricarica consente a queste auto di proporsi come il protagonista della mobilità futura.

    Riello UPS è fortemente convinta che, per essere veramente sostenibile, la propulsione elettrica deve essere associata all’impiego di energie rinnovabili; ha colto pertanto l’unione dei due concetti come una sfida motivante per il suo impegno per il rispetto dell’ambiente, e propone innovative soluzioni finalizzate a questo scopo.

    Da sempre Riello UPS è orientata a tematiche di gestione intelligente dell’energia, che ha sviluppato con la sua gamma di gruppi di continuità sempre più performanti ed in grado di svolgere compiti che vanno oltre la protezione di potenza, per arrivare all’interazione con la rete, con applicazioni che vanno dalla riduzione dei picchi di carico, fino al vero e proprio supporto alla rete nei momenti di massimo consumo (la famosa “Smart Grid”).

    Riello UPS ha recentemente ampliato questo scenario, introducendo la possibilità di accumulo di energia, tramite l’innovativo ed esclusivo sistema Hybrid Battery Storage (HBS), che sfrutta le caratteristiche delle batterie al litio per realizzare una effettiva integrazione con le energie rinnovabili, per loro natura intermittenti.  L’HBS permette una gestione multipla e bilanciata dell’alimentazione elettrica, proveniente o da diverse sorgenti esterne (rete elettrica, o altre fonti da sistemi di generazione sostenibili) o dall’energia accumulata, gestendo allo stesso tempo la ricarica delle batterie nei momenti di abbondanza di disponibilità in ingresso.
    Il sistema HBS trova una applicazione ideale per la ricarica delle auto elettriche, in quanto da un lato consente l’auspicata integrazione con le fonti rinnovabili, dall’altro permette una ricarica veloce del veicolo senza sovraccaricare la rete, prelevando gli spunti di alto assorbimento dall’energia accumulata.

    A completamento di questo quadro, grazie al marchio Riello Solartech, dedicato alla gamma di inverter fotovoltaici monofase da 1.5 a 6.0 kW per il comparto residenziale e trifase da 6 a 800 kW per il settore per commerciale e industriale, l’azienda veronese è in prima linea con le proprie eccellenze tecnologiche anche per offrire prestazioni elevate e una gestione più efficiente ed ottimale dell’energia agli impianti fotovoltaici.

    La mobilità elettrica è il futuro dell’automobile e per questo Riello UPS continua con entusiasmo la partnership con Audi. Dove c’è sfida tecnologica attraverso innovazione, sostenibilità, eccellenza e affidabilità, Riello UPS è presente, restando sempre fedele alla sua filosofia green di sostenibilità “Reliable Power for a Sustainable World.

  • GS1 Italy partner del Green Retail LAB,
il percorso di Retail Institute Italy dedicato alla sostenibilità nel mondo del commercio.
Primo appuntamento il 17 marzo.

    Milano – Parola d’ordine del futuro? Sostenibilità, senza dubbio! Ma cosa significa davvero percorrere la via della sostenibilità e della circolarità? Come possono le aziende diventare più “green”, quali soluzioni devono adottare e come possono misurarne i risultati? Sono questi i temi al centro di “Green Retail LAB”, il laboratorio permanente avviato da Retail Institute a cui GS1 Italy parteciperà in qualità di partner strategico, in virtù del suo riconosciuto know-how e dei suoi progetti nell’area della sostenibilità applicata al mondo del largo consumo.

    Tra seminari e approfondimenti periodici, il Green Retail LAB offrirà per tutto il 2021 numerose occasioni di aggiornamento, informazione e confronto, per aiutare le aziende nel percorso verso un’economia sostenibile e circolare.

    Si inizia mercoledì 17 marzo, dalle 9:30 alle 13:00, con “Green Retail LAB. La sfida della sostenibilità”, il seminario gratuito che, attraverso gli interventi di esperti da associazioni e aziende note in tutto il mondo, punterà i riflettori sulle sfide che l’economia circolare comporta per le aziende del mass market.

    «Il tema della sostenibilità ambientale, in una chiave di miglioramento continuo e di misurazione dei risultati ottenuti, sta diventando sempre più importante per le imprese ed è in continua evoluzione» spiega Silvia Scalia, ECR and training director di GS1 Italy. «Se in un primo momento ci si è focalizzati sulla ricerca di efficienza, che immediatamente porta con sé benefici ambientali, per esempio in termini di riduzione delle emissioni, poi la sostenibilità è diventata un valore in sé per le aziende e si è estesa a nuovi ambiti, come l’economia circolare e l’impronta ambientale di prodotto. Ora l’esigenza è quella di avere a disposizione strumenti per identificare le azioni e gli interventi da realizzare e per misurarne le performance».

    Un’esigenza a cui GS1 Italy ha risposto fornendo alle imprese strumenti innovativi che le supportano nella scelta, nell’implementazione e nella rendicontazione di nuove soluzioni improntate al miglioramento della sostenibilità, come:

    • Ecologistico2: è il tool sviluppato da ECR Italia per iniziare a misurare l’impatto climatico delle operazioni logistiche e comprendere, attraverso i percorsi di simulazione proposti, in quale direzione agire per migliorare l’impatto climatico. La gestione più efficiente del processo di riordino e delle attività di trasporto ha contribuito a ridurre di 97 mila tonnellate la CO2 emessa in un anno e di 450 mila i viaggi effettuati per un risparmio complessivo di 160 milioni di euro.
    • Circol-Up: è uno strumento operativo sviluppato da GS1 Italy in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Supporta le aziende nel misurare il proprio livello di circolarità in ogni fase del ciclo di vita dei prodotti, individuando gli indicatori più importanti per l’azienda in chiave di circolarità complessiva e per ogni singola fase del ciclo di vita del prodotto.
    • Barcode for environment: è un progetto che sta sperimentando modalità innovative per comunicare ai consumatori le informazioni sulle prestazioni ambientali dei prodotti, attraverso soluzioni condivise, basate sugli standard GS1.

    Il programma dell’evento “Green Retail LAB. La sfida della sostenibilità” e il form di iscrizione sono disponibili sul sito di Retail Institute.

    Prossimi appuntamenti 2021:

    • 12 maggio “Green Retail LAB: Prodotto e Packaging”.
    • 14 luglio “Green Retail LAB: Filiera Alimentare”.
    • 20 ottobre “Green Retail LAB: Il negozio sostenibile”

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Transizione ecologica: un italiano su due favorevole

    Secondo un’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca MuP Research e Norstat, gli italiani si dicono molto attenti alle tematiche ambientali ed oltre il 50% di loro accoglie favorevolmente l’istituzione del nuovo Ministero; mentre risulta contrario appena il 3,1% del campione intervistato.

    Dai dati della medesima indagine, però, appare chiaro come la funzione del nuovo dicastero non sia stata finora adeguatamente spiegata tanto è vero che, alla domanda Il nuovo governo appena formato da Mario Draghi ha istituito un ministero denominato della transizione ecologica; cosa pensa della istituzione di questo nuovo ministero? ben il 31,5% dei rispondenti dichiara di non averne capito la funzione.

    Il 12,1%, infine, dichiara di non avere un’opinione a riguardo.

  • Knauf e sostenibilità: un impegno sempre più concreto

    L’azienda pubblica il primo Manuale LEED v4 per contribuire a costruire in maniera sempre più etica e sostenibile.

    Castellina Marittima (PI), 14 gennaio 2021Knauf, multinazionale leader in soluzioni e sistemi per l’edilizia, annuncia il suo primo Manuale LEED v4 in cui pubblica prodotti, tecnologie, certificazioni e azioni messe in atto dall’azienda che permettono di contribuire all’ottenimento della certificazione LEED per la costruzione degli edifici.
    LEED®, Leadership in Energy and Environmental Design, è lo standard di certificazione delle prestazioni energetiche e di sostenibilità degli edifici su base volontaria più diffuso a livello internazionale, attualmente applicato in più di 150 paesi in tutto il mondo. LEED® orienta le fasi di progettazione, costruzione e gestione degli edifici verso un approccio di sostenibilità globale, valutando le prestazioni energetiche e ambientali degli edifici stessi in settori chiave quali il risparmio idrico ed energetico, la riduzione delle emissioni di CO2, il miglioramento della qualità degli ambienti interni, i materiali utilizzati, l’accessibilità del sito, etc…

    Un manuale che aiuta a orientarsi nel mondo LEED
    Il manuale messo a punto da Knauf approfondisce questi tre rating system per la versione LEED® v4:
    • Building Design & Construction (LEED® BD+C v4)
    • Building Operations & Maintenance (LEED® O+M v4)
    • Interior Design & Construction (LEED® ID+C v4)
    Per ogni rating system sono presenti tutte le soluzioni, le innovazioni e i prodotti Knauf che permettono di concorrere all’ottenimento dei punti necessari per raggiungere uno dei quattro livelli di certificazione LEED (base, argento, oro, platino) e per ogni categoria il manuale specifica anche quanti punti è possibile guadagnare con le soluzioni Knauf.
    Un ulteriore contributo da parte dell’azienda sul piano della sostenibilità è dovuto al fatto che l’intera gamma di lastre Knauf, prodotte nello stabilimento di Castellina Marittima, sia dotata di Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD). Con questo importante documento Knauf si impegna a ottimizzare le risorse idriche, energetiche e a ridurre gli impatti ambientali andando ad esaminare l’intera analisi del ciclo di vita del prodotto.

    Un’azienda da sempre attenta alla sostenibilità
    “Il tema della sostenibilità fa parte del DNA di Knauf, rappresentando da sempre parte della nostra vision e della nostra mission. Questo non è per noi solo un obiettivo da raggiungere, ma soprattutto un modo di agire nel quotidiano.” – dichiara Damiano Spagnuolo, Marketing & Product manager di Knauf Italia – “Le richieste dei clienti, la qualità dei prodotti, il rispetto dell’ambiente, la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, sono sorretti da una gestione aziendale che si impegna costantemente a garantire la piena comprensione e il rispetto di questi principi fondamentali”, conclude Spagnuolo.
    A dimostrazione di questa filosofia Knauf ha deciso inoltre di implementare un Sistema di Gestione Integrato per la Qualità, la Salute e Sicurezza sul Lavoro, l’Ambiente e la Responsabilità Sociale rispondente ai requisiti delle norme internazionali UNI EN ISO 9001:2015, UNI EN ISO 45001:2018, UNI EN ISO 14001:2015, e SA 8000:2014.

  • Preserviamo la natura e la bellezza partendo dalle nostre zone

    I volontari fanno un altro intervento di bonifica alle scale Antonio Niccolini al tondo di Capodimonte.

     

    DATI RELATIVI ALL’AMBIENTE

    La natura e la sua biodiversità sono al centro delle preoccupazioni delle Nazioni Unite. Infatti nel mondo sono circa un milione le specie viventi a rischio estinzione, pari all’11% circa del totale. Secondo gli scienziati, a questo ritmo ci troveremo presto di fronte a una sesta grande estinzione di massa. Ad aggravare la situazione già compromessa del nostro pianeta concorrono diversi fattori: dal tanto citato cambiamento climatico, al conseguente scioglimento dei ghiacciai, alla deforestazione.

     

    Un nuovo studio pubblicato su PNAS afferma che la sesta estinzione di massa si sta avvicinando più in fretta del previsto: «Tra il 2001 e il 2014 si sono estinte 173 specie animali», ha dichiarato alla CNN Gerardo Ceballos González, uno degli autori dello studio. «L’estinzione sta correndo ad una velocità 25 volte superiore a quanto ci aspetteremmo guardando ai ritmi del passato». Negli ultimi cento anni, si sono estinte oltre 400 specie animali: nel normale corso dell’evoluzione, affermano i ricercatori, ci sarebbero voluti fino a 10.000 anni per assistere a una tale estinzione. E non dimentichiamo che siamo sempre noi umani la prima causa delle estinzioni.

    L’ATTIVITA’ DEI VOLONTARI

    Questi fattori sono quelli che spingono i volontari de La Via della Felicità e i volontari dell’associazione Miniera, ormai uniti in nome della cura dell’ambiente, a continuare le attività di bonifica delle aree verdi di Napoli. Infatti anche sabato mattina si sono ritrovati alle scale Antonio Niccolini al tondo di Capodimonte per un intervento di raccolta rifiuti e piantumazione.

     

    Ad aspettarli Adrian Di Capua, un ragazzo di vent’anni, giardiniere professionista e volontario della Protezione Civile, che da gennaio 2020, si è preso cura di sistemare le scale, che afferma: “Ho deciso di prendermi cura di quest’area abbondonata a sé stessa per la sua bellezza perché secondo me va portata alla luce la natura del parco. Io ho iniziato volontariamente a pulire facendomi notare dalle persone del quartiere e questo ha sensibilizzato altre realtà associative e altre realtà politiche le quali mi hanno fornito sacchetti, pale, rastrelli, guanti da lavoro, tute per il giardinaggio e attrezzi. Mi interessa riqualificare quella zona verde perché un giorno vorrei poter portare i miei figli qui a fare una passeggiata. Fin dall’inizio abbiamo tolto più di 3 tonnellate di immondizia oltre a pietre, tronchi ed altre erbacce.”

     

    “Questo – ricorda Pascal Lemos, coordinatore dell’iniziativa – “è l’esempio del fatto che, come scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard nella guida al buon senso La Via della Felicità, “Un ciottolo gettato in acqua può provocare onde fino alla spiaggia più lontana”. Si inizia con una zona e poi si uniscono le forze, si suggerisce ad altri di fare altrettanto, e alla fine si crea un gruppo che desidera prendersi cura del proprio ambiente. Così abbiamo iniziato e così oggi ci ritroviamo.”

     

    Le attività dei volontari continueranno le prossime settimane. Per maggiori informazioni scrivi a [email protected] o chiama il numero 393.287.9569 (Pascal).

     

     

     

     

     

    Ufficio Stampa

    La Via della Felicità

    Sezione della Campania

  • FSC® porta foreste, sostenibilità e design al Fuorisalone 2020

    FSC® porta foreste, sostenibilità e design

    Promuovere la gestione forestale responsabile e filiere di materia prima legnosa sostenibili nel settore dell’arredo: il Forest Stewardship Council® (FSC) Italia ha avviato un percorso legato al furniture denominato “FSC è Foreste per tutti, per sempre” all’interno della kermesse milanese che si terrà dal 28 Settembre al 10 Ottobre.

     

    Padova, 29/09/2020 – Quanta attenzione c’è nel legno-arredo verso la sostenibilità? E qual è il contributo positivo che questo settore, tra i più rappresentativi del Made in Italy, può portare per fermare la deforestazione e promuovere comportamenti di consumo green? Sono queste le domande fondamentali che hanno portato il Forest Stewardship Council (FSC) Italia, ONG internazionale nata per promuovere la gestione responsabile di foreste e piantagioni e delle filiere collegate, a partecipare al Fuorisalone 2020 con un percorso che unisce le esperienze di brand riconosciuti e apprezzati come Arper, Calligaris, Kartell, Manerba, Moroso, Paolo Castelli e Roda in un dibattito sul futuro (nostro, dell’ambiente e dell’arredamento Made in Italy).

    Quello della sostenibilità è un tema che ha subito una forte accelerazione negli ultimi tempi, e che vede sempre più aziende e persone impegnati nel trovare una risposta ai grandi temi di questo nuovo secolo, tra cui gli impatti dei cambiamenti climatici, l’avanzamento della deforestazione e, da ultimo, l’insorgenza di pandemie. Questo impegno è dimostrato dal fatto che in Italia oltre 500 aziende del settore furniture hanno già deciso di entrare a far parte del sistema FSC per garantire la provenienza sostenibile della materia prima legnosa: una scelta che permette non solo di assicurare una produzione forest-friendly, ma anche di poter comunicare gli sforzi di queste aziende per assicurare un mondo più verde, per noi e per le generazioni future.

    Sul sito Fuorisalone.it è stato dunque reso disponibile il percorso FSC è Foreste per tutti, per sempre, un contenitore di riflessioni, eventi ed esperienze: un cammino attraverso la sostenibilità del legno; un viaggio virtuale dalla foresta al prodotto finito, per capire l’importanza di scegliere materiali di origine sostenibile. Tra le varie iniziative inserite nel format, una puntata speciale della serie FSC Sustainability Talks, con una diretta streaming in onda il 7 Ottobre alle 11 con ospiti realtà come ADI – Associazione per il Disegno Industriale, Arper, Paolo Castelli e Roda. In questo ambito verrà anche presentata la nuova edizione del FSC Italia Furniture Award, concorso giunto alla seconda edizione che riconosce l’impegno delle aziende nel realizzare produzioni con uso di legno FSC nell’arredo per interni, esterni e giardino, e che ha visto tra i vincitori della passata edizione aziende come Arper, Calligaris, Composad, Dorsal, Foppapedretti, Mattiazzi, Media Profili e Snaidero.

    Inoltre, dal 28 Settembre al 10 Ottobre, negli showroom di Arper, Calligaris, Kartell, Manerba, Moroso, Paolo Castelli e Roda (c.a Salvioni Showroom, via Durini) verranno distribuiti materiali e brochure per richiamare l’attenzione sull’origine del legno nei prodotti che acquistiamo, dando preferenza a prodotti certificati FSC e a realtà virtuose del legno-arredo impegnate in questo percorso.

  • Dossena (BG) nuova capitale dell’estate sicura 2020

    È uno dei borghi più autentici della Lombardia, depositario di un patrimonio antichissimo, quale quello delle miniere, e custode di grandi tradizioni enogastronomiche. Dossena, il primo nucleo abitato nato in val Brembana, diventa quest’anno meta ambita per tutti coloro che apprezzano il “turismo lento e sostenibile”, nonché destinatario di un piano di riqualificazione e valorizzazione per 2,6 milioni di euro attivato in collaborazione con Regione Lombardia.

    Dossena intercetta le nuove esigenze degli italiani che, segnati dalla crisi di Covid-19, hanno radicalmente mutato le loro abitudini estive, tornando a preferire un turismo di prossimità alla scoperta di luoghi autentici, spesso inesplorati e, perché no, vicini a casa. Luoghi contraddistinti da tranquillità e sicurezza. Nasce da qui, la voglia di investire nel suo sviluppo turistico, promuovendo interventi di varia natura che ne esaltino l’identità culturale e le peculiarità storiche, artistiche e paesaggistiche.

    Saranno valorizzate le sue miniere, famose in tutto il mondo e oggetto di interesse finanche di Leonardo Da Vinci che su incarico del governatore di Milano, Charles d’Ambryse, ne tracciò le mappe intorno al 1509. Mappe che oggi sono conservate nella biblioteca reale di Windsor a Londra. Tutt’oggi infatti, le cavità sotterranee che conducono ai giacimenti, scavate a mano negli anni ’20, sono considerate delle vere e proprie opere d’arte, nonché luoghi che hanno contribuito a “esplorare il futuro”: intorno al 1950, infatti, la fluorite che veniva estratta dai giacimenti veniva inviata alla NASA e usata come uno dei principali componenti dei combustibili dei razzi per le missioni lunari.

    Ma anche a livello gastronomico Dossena riserva grandi sorprese. Basti pensare al famoso “Ol minadur” il formaggio affinato nella cantina delle miniere, reso speciale proprio dalla bassa temperatura e dall’alta umidità presente all’interno delle cave. Condizioni atmosferiche che gli regalano una struttura morbida, cremosa e un aroma unico. Visitare Dossena significa infatti anche gustare un piatto locale, magari al tramonto, godendosi gli scorci mozzafiato che il paese offre, soggiornando nel suo albergo diffuso, altra peculiarità del territorio, ovvero un albergo “orizzontale” che offre servizi comodi, sicuri e di alta qualità in diversi luoghi.

    A soli 35 km da Bergamo, con il suo migliaio di abitanti, Dossena è infatti pronto a ospitare turisti che sappiano apprezzare la magia della natura. Vanno in questa direzione anche i nuovi interventi previsti. Con il Parco delle Orobie sarà riqualificata l’area “Wilderness” tra il monte Ortighera e la Val Parina, là dove la natura fa il suo corso senza essere intaccata dall’uomo. Sulla Val Parina nascerà il punto panoramico “il Becco” che esalterà le bellezze naturalistiche della vallata, in perfetta armonia con l’ambiente circostante. Un luogo pensato per essere il punto d’arrivo di un percorso fisico, ma anche il punto di partenza di una riflessione più ampia del rapporto tra uomo e natura. Il centro del paese sarà invece collegato all’area del vecchio tiro al piattello con un ponte tibetano, una passerella lunga 500 metri, alta 150, la più alta d’Europa. Con partenza dalla mulattiera dietro la chiesa parrocchiale, la vista sarà mozzafiato: di fronte i monti Alben e Gioco, a nord l’abitato di Dossena e a fondovalle San Pellegrino Terme. Infine, sarà attivato un percorso ciclopedonale, in rete con Serina, Oltre il Colle e San Giovanni Bianco: oltre 200 chilometri fra piste forestali e sentieri o brevi tratti di strade a transito limitato, con quattro punti di ricarica e noleggio e-bike. Un percorso ideale per le famiglie e per tutti coloro che amano “perdersi” nei boschi e per gli alpeggi, apprezzando le strutture agricole e agrituristiche del territorio.

    A fronte di un costo complessivo per la realizzazione degli interventi di circa 2,6 milioni di euro, Regione Lombardia ha messo a disposizione 1 milione di euro a valere sul bilancio regionale 2019-2021; la restante quota sarà invece garantita dal comune con fondi proprie e con contributi (bandi statali, enti e fondazioni).

    “In questa estate insolita – afferma l’Assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda, Lara Magoni crediamo sia vincente puntare anzitutto sui nostri laghi e sulle nostre montagne, luoghi immersi nella natura e che permettono di vivere le proprie esperienze in sicurezza e all’aria aperta. Prosegue poi l’impegno per quella Lombardia segreta sulla quale stiamo investendo fin dal principio del mio mandato: borghi e angoli della nostra regione poco conosciuti, ma meravigliosi e accoglienti. Dossena è una perfetta sintesi di entrambi, con l’aggiunta di un investimento creativo e lungimirante da parte di un capace gruppo di giovani. Un turismo esperienziale e originale, che messo a sistema con le tante altre attrattive della Val Brembana, dalle terme ai percorsi di montagna, possano aiutare a rilanciare il territorio in un’estate che sarà all’insegna sia del turismo active che di quello di prossimità. Siamo pronti a riscoprire la nostra regione con questa estate di vacanze in Lombardia”.

    “L’attenzione che Regione Lombardia rivolge ai piccoli comuni – dichiara l’Assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, Massimo Sertori resta sempre alta, con una politica lungimirante e rispettosa delle esigenze e delle peculiarità del territorio. Il mio assessorato ha assunto l’impegno di contribuire a valorizzare e a tenere in vita queste piccole realtà, spina dorsale dell’intero Paese. Il comune di Dossena è una di queste e come Regione Lombardia ci stiamo impegnando, anche economicamente, a supportarlo, tutelarlo e a promuoverlo”.

    “Dopo il periodo di lockdown – conclude Sertorisi sta registrando un incremento del turismo di prossimità e anche per Dossena è un’occasione da non perdere: una location suggestiva da riscoprire, un’espressione di straordinaria identità passata e futura, senza dimenticare un’offerta gastronomica di qualità. Sono convinto che sarà una destinazione importante.”

    Un lavoro di squadra che punta a far riscoprire Dossena quale esempio virtuoso di comunità montana, resiliente, autentica, sostenibile.

  • Sostenibilità e innovazione verde, ogni venerdì nei Podcast di rinnovabili.it

    Su Spotify – la voce sul futuro del pianeta – il notiziario di Rinnovabili.it, con tutte le novità sulla tutela dell’ambiente accompagnate dal commento del direttore Mauro Spagnolo

     

    Rinnovabili.it (www.rinnovabili.it), il quotidiano sulla sostenibilità ambientale diretto da Mauro Spagnolo, approda su Spotify con un nuovo canale, denominato il podcast di Rinnovabili.it, dedicato alla transizione ecologica e all’innovazione verde. La programmazione del Canale della storica testata inizia da questa settimana, venerdì 3 luglio, con il Notiziario di Rinnovabili.it – La voce sul futuro del pianeta – una rassegna delle notizie che maggiormente hanno infiammato il dibattito verde settimanale che sarà regolarmente pubblicata ogni venerdì. Un veloce e puntuale aggiornamento sulle potenzialità e gli ostacoli dal mondo delle rinnovabili, dell’edilizia verde, dell’economia circolare, dell’agrifood, della tutela ambientale e della mobilità sostenibile, cercando curiosità, novità e progetti in grado di sostenere la grande trasformazione in atto. Il notiziario “La voce sul futuro del pianeta” sarà accompagnato dal commento di Mauro Spagnolo e permetterà agli ascoltatori di tenersi sempre informati, con una modalità nuova e più flessibile, sui grandi temi della sostenibilità ambientale.

     

    Il nuovo progetto audio renderà disponibile on-line anche un altro format: Le interviste di Rinnovabili.it, una rassegna di approfondimenti con i grandi personaggi del nostro settore – scienziati, imprenditori, politici – che racconteranno la loro “visione” sul processo di decarbonizzazione, le loro storie virtuose o le criticità poco conosciute nel mondo della sostenibilità in tutte le sue declinazioni.

    Il podcast è già disponibile su Spotify con la prima pubblicazione, e da questa settimana anche sul sito del quotidiano, nella sezione dedicata.

     

    Rinnovabili.it è la testata on-line sulla sostenibilità, l’efficienza energetica e l’uso delle fonti rinnovabili diretta da Mauro Spagnolo. Nata nel 2007, da oltre 13 anni fornisce ogni giorno un servizio informativo completo e puntuale nell’ambito di dieci sezioni tematiche (Ambiente, Energia, GreenBuilding, Economia circolare, Mobilità, Agrifood, Innovazione, Cultura, GreenEconomy, Turismo sostenibile) oltre a 16 Blog monografici, una newsletter settimanale e un periodico mensile. Attraverso la sua rete tecnica si occupa da anni di formazione, progettazione e innovazione tecnologica.

  • 15 Giugno: Giornata Mondiale del Vento

    Utilizzo del vento come fonte di energia rinnovabile a sostegno di un pianeta più sano.

     

    La Giornata Mondiale del Vento (Global Wind Day) si festeggia in tutto il mondo il 15 giugno, al fine di promuovere l’energia del vento come fonte pulita e inesauribile. Il Global Wind Day è organizzato dall’EWEA (European Wind Energy Association) e dal GWEC (Global Wind Energy Council), in collaborazione con associazioni nazionali e società coinvolte nella produzione di energia eolica, che organizzano eventi in molti paesi del mondo. Un appuntamento ricco di iniziative volto a fornire ai cittadini maggiori informazioni sull’eolico, un settore in costante crescita.

     

    Secondo i dati Anev (Associazione Nazionale Energia del Vento), sul territorio nazionale sono installati 6.909 aerogeneratori di varia taglia per un totale di potenza installata pari a 9.944 MW. La quota di energia prodotta nel 2018 è stata di circa 17,3 TWh, pari al fabbisogno di 17 milioni circa di persone. Un buon dato, ma ancora molto lontano dalla potenza installata in paesi come Spagna (23.494 MW nel 2018) e Germania (59.300 MW). Grazie al vento, sono stati risparmiati circa 21 milioni di barili di petrolio, corrispondenti a circa 10 milioni di tonnellate di emissioni risparmiate di CO2. Secondo Anev, ad oggi l’Italia ha già raggiunto gli obiettivi rinnovabili 2020, con una penetrazione di 17,5% sui consumi complessivi al 2015 rispetto ad un target al 2020 di 17%. L’obiettivo da raggiungere entro il 2030, ambizioso ma perseguibile, è del 28% di rinnovabili sui consumi complessivi.

     

    Per questo i volontari de La Via della Felicità vogliono lanciare un messaggio a supporto delle fonti rinnovabili e della cura del pianeta. “Ci sono molte cose che le persone possono fare per aiutare a prendersi cura del pianeta. Si inizia con l’impegno personale. Si prosegue suggerendo agli altri di fare altrettanto. L’Uomo ha raggiunto la capacità potenziale di distruggere il pianeta. Ora deve essere portato al punto di essere in grado di salvarlo e di agire per farlo. Dopotutto è il posto in cui viviamo.” (tratto da La Via della Felicità, guida al buon senso scritta da L. Ron Hubbard).

     

    A sostegno di ciò i volontari da anni in molte parti d’Italia organizzano attività di raccolta rifiuti, pulizie delle spiagge e progetti di promozione per la cura del pianeta.

     

    Ufficio Stampa

    La Via della Felicità

     

     

  • Green New Deal: tavola rotonda all’Università degli studi di Bergamo

    Cambiamenti climatici e disuguaglianza economica, due temi che spesso viaggiano su un unico binario e che saranno protagonisti della tavola rotonda “Green New Deal: portare l’Italia e l’Europa verso lo sviluppo sostenibile” organizzata dall’Università degli Studi di Bergamo in collaborazione con la Fondazione Gritti Minetti.

    Venerdì 21 febbraio alle ore 16.00, la sala conferenze di Sant’Agostino ospiterà uno dei maggiori esperti italiani sul tema della sostenibilità, Enrico Giovannini, Professore di Statistica Economica all’Università di Roma “Tor Vergata” e Portavoce ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) che si confronterà con Antonio Misiani, Viceministro per l’economia e le finanze, Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo e Alberto Vergalli, Presidente della Commissione per le attività culturali e scientifiche della Fondazione Gritti Minetti.

    Portare l’Italia e l’Europa, così come tutti i Paesi del mondo, verso uno sviluppo sostenibile è oggi una priorità ed è una tematica di grande attualità al centro dell’agenda programmatica della politica economica di ogni Stato. Le Nazioni Unite, con Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, hanno tracciato le linee guida e definito i 17 obiettivi comuni che ogni Stato s’impegna ad affrontare: dalla lotta alla povertà, all’eliminazione della fame fino al contrasto del cambiamento climatico.

    Di questo e molto altro si parlerà nel convegno promosso dall’Università di Bergamo, da sempre impegnata dal punto di vista sociale e didattico sul tema della sostenibilità.

    La partecipazione è libera. Per informazioni: www.unibg.it

  • Il futuro sostenibile passa da Bergamo

    Una mattinata all’insegna della sostenibilità, del buon cibo e dello sport dedicate alle famiglie. L’appuntamento è per domenica 24 novembre, dalle 10 alle 16, in iSchool (via Ghislandi 57 Bergamo) in occasione di un brunch a porte aperte alla scoperta di aule, laboratori e il sistema educativo della scuola secondaria di primo e secondo grado di via Ghislandi 57 a Bergamo.

    Il futuro ci riguarda” è il messaggio che quest’anno la scuola vuole dare a tutti, a partire dai propri studenti che, attraverso lezioni dedicate e incontri con esperti del tema, come quello dello scorso ottobre con il Presidente della Società Meterologica Italiana, Luca Mercalli, vengono educati a un futuro innovativo e sostenibile fin dai banchi di scuola.

    «Quest’anno – evidenzia Valentina Fibbi titolare della scuola la scuola ha messo in campo una serie di azioni con l’obiettivo di diminuire il proprio impatto sul pianeta, stimolando docenti, allievi e famiglie in un impegno concreto e promuovendo piccoli gesti quotidiani: fontanelle d’acqua ad ogni piano per ricaricare le borracce in dotazione, eliminazione della plastica dai dispenser di merendine, dal bar e dalla mensa, potenziamento della raccolta differenziata e la recente installazione della colonnina per la ricarica dei mezzi elettrici. Siamo certi che un sistema intelligente e che sensibilizzi fin da giovani faccia la differenza perché siamo ancora in tempo se iniziamo ora»

    Durante la giornata a porte aperte, sono in programma una serie di laboratori esperienziali a cura degli studenti sviluppati aderendo alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (dal 13 al 24 novembre) il liceo delle scienze applicate terrà una lezione interattiva sul cambiamento climatico, il liceo delle scienze umane racconterà il percorso intrapreso attraverso una performance artistica dedicata alla sostenibilità, gli studenti del linguistico saranno protagonisti di una lezione in lingua russa, mentre i ragazzi dell’istituto di grafica e comunicazione scatteranno agli ospiti una foto e renderanno i protagonisti dello scatto un po’ più “green” grazie al photobooth realizzato durante le ore di grafica.

    Per i più piccoli, futuri studenti di iSchool Middle, sarà allestita una mostra interattiva curata dall’Orto Botanico di Bergamo sul tema dell’impronta alimentare: con tanta creatività e passione, la scuola sensibilizzerà attraverso giochi e riflessioni sui temi del climate change e della green economy.

    Ma non è tutto. Durante la giornata, Lussana Basket animerà la palestra della scuola mettendo in campo i suoi giocatori in una partitella per un momento di educazione allo sport sano e di squadra.

    Lo sport, porta appetito: ad occuparsi degli ospiti sarà Taste, il ristorante didattico gestito dall’Istituto Alberghiero di iSchool, che preparerà un ottimo brunch. Durante la giornata sarà inoltre possibile vivere gli spazi innovativi della scuola, come la camera oscura dell’Indirizzo di Grafica e Comunicazione. Tutti i partecipanti dell’Open Day avranno la possibilità di essere selezionati e portarsi a casa un pezzo del mondo iSchool, selezionato da docenti e studenti del corso di fotografia: una Canon Reflex.

  • Gruppo Bracca lancia «MUST», l’acqua che parla ai giovani

    È fashion è cool, è trendy e, soprattutto, è attenta all’ambiente. Gruppo Acque Minerali Bracca, il gruppo bergamasco leader nella produzione di acque minerali, lancia MUST, la nuova acqua espressione moderna del buongusto. Con uno stile unico, elegante e di tendenza, arriva negli ambienti più esclusivi e raffinati garantendo freschezza, sicurezza, qualità della materia prima.

    MUST si caratterizza per essere un prodotto pensato appositamente per un pubblico giovane e grintoso, attento al glamour, ma anche ai valori di sostenibilità e responsabilità sociale. È un prodotto esclusivo dal design minimal e affusolato ad esaltare la limpidezza dell’acqua nelle sue declinazioni, rosa per la naturale e azzurra per la frizzante. Il tutto, con una caratteristica fondamentale: è riciclabile al 100%.

    Tutte le bottiglie del Gruppo Bracca, inclusa la nuovissima MUST, sono totalmente riciclabili, sempre più leggere e al tempo stesso sicure.

    «I contenitori in PET garantiscono sicurezza, stabilità e protezione della materia prima rientrando a pieno titolo nel’economia circolare e per questo bisogna continuare a sensibilizzare maggiormente i consumatori sulle buone pratiche di riciclo dei materiali plastici. Le bottiglie di plastica in PET sono riclabili al 100%, questo significa che, attraverso il corretto smaltimento, ogni bottiglia può dar vita ad altre bottiglie e tanti altri oggetti. Esattamente ciò che in Bracca facciamo da tempo. – dichiara Luca Bordogna, amministratore delegato del Gruppo BraccaUn impegno che rinnoviamo ed estendiamo ulteriormente anche con l’ultima arrivata: MUST. Un’acqua pura, salutare e al passo con i tempi. Naturalmente buona nella sostanza, ma più accattivante nella forma. Per conquistare anche i più giovani, diventando portavoce e promotrice di una sostenibilità ambientale che diventa, giorno dopo giorno, sempre più “un must”».

    MUST infatti è un’acqua proveniente dalla Nuova Fonte Bracca e imbottigliata nel rispetto di tutte le procedure che consentono di mantenere inalterate le qualità di una risorsa primaria che nasce pura e che va preservata tale.