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  • Vacanze: 4,7 milioni resteranno a casa per colpa degli aumenti

    L’aumento dei prezzi potrebbe compromettere parte della stagione estiva 2022; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a EMG Different*, il 10,7% dei rispondenti, pari a circa 4,7 milioni di italiani, ha detto che quest’anno non si concederà una vacanza proprio a causa del rincaro dei beni, mentre circa 3,7 milioni, pur di non rinunciare al viaggio, hanno scelto di ridimensionarlo.

    Oltre a coloro che, come detto, non partiranno per il rincaro dei prezzi registrato negli ultimi mesi, quasi il 6,1% di coloro che rimarranno a casa ha detto che lo farà per paura di contrarre il Covid durante le ferie e il 2,8% per il timore di trovarsi bloccato da un nuovo lockdown. Sommando queste e le altre diverse ragioni indicate dal campione intervistato come motivo principale per non fare le valigie, saranno complessivamente, circa 11,9 milioni gli italiani che rinunceranno alle ferie.

    Assicurazioni viaggio

    Anziché rinunciare a partire per, seppur legittime, paure, molti italiani (4,1 milioni) stanno valutando di sottoscrivere, o lo hanno già fatto, una polizza assicurativa. Tra questi, il 62,6% ha dichiarato di volersi tutelare in caso di cancellazione della vacanza per malattia, Covid incluso, o (30,6%) a causa di un nuovo lockdown (sebbene questa casistica rimanga attualmente scoperta dalle polizze viaggio).

    Tanti, circa 1,1 milioni, anche i viaggiatori interessati ad una polizza che li tuteli in caso di quarantena forzata nel luogo di destinazione.

    «La pandemia ha cambiato l’approccio di molti italiani alle vacanze tanto è vero che, dopo quanto accaduto nel 2020, in tantissimi hanno iniziato ad avvicinarsi al mondo delle assicurazioni viaggio»; spiega Irene Giani, responsabile polizze viaggio di Facile.it. «Il fenomeno trova conferma anche nei dati emersi dall’indagine; il 52% dei rispondenti ha detto che è la prima volta che si interessa alla sottoscrizione di una polizza di questo tipo e più del 40% lo fa proprio in funzione delle incognite legate al Covid-19. La buona notizia è che oggi la maggior parte delle polizze viaggio offre coperture valide anche in caso di infezione da Covid-19 ed alcune garantiscono un rimborso economico qualora l’assicurato dovesse allungare, causa malattia, la propria permanenza nel luogo di destinazione; l’unica casistica che rimane scoperta è quella dell’annullamento del viaggio dovuto ad un nuovo lockdown».

    Chi andrà in vacanza

    Guardando agli italiani che quest’anno si concederanno un viaggio (in totale 17,4 milioni di individui) emerge che, in media, le vacanze dureranno 14 giorni. I mesi preferiti per partire sono agosto (49%) e luglio (42,4%) anche se 1 rispondente su 4 godrà di almeno una parte delle ferie già a giugno (25,6%).

    Sebbene il Bel Paese resti la meta preferita dai nostri connazionali, con la fine delle restrizioni Covid molti torneranno a spostarsi all’estero; secondo l’indagine il 17,7% dei rispondenti, pari a circa 3,1 milioni di individui, quest’anno trascorrerà le ferie fuori dai confini nazionali.

    La voglia di vacanza è tanta e molti italiani, letteralmente, ripartiranno da dove avevano interrotto: il 27,5% dei rispondenti ha detto che le vacanze di quest’anno sono quelle programmate nel periodo pre-Covid ma che, causa pandemia, sono state rimandate e circa 1,7 milioni di vacanzieri potranno finalmente fare il viaggio già pagato ma saltato per via dei lockdown.

    Strutture ricettive come hotel/agriturismi e B&B si confermano come la prima scelta degli italiani (43,3%, pari a 7,6 milioni), mentre il 27,7% prenderà in affitto un appartamento, il 20,5% trascorrerà le ferie a casa dei genitori o nella seconda casa, e il 15,6% opterà per un villaggio turistico; il 7.8% andrà in campeggio.

    Circa 13,9 milioni di italiani utilizzeranno l’auto per raggiungere la destinazione di vacanza, mentre saranno in 3,2 milioni a spostarsi in aereo. Almeno 1,3 milioni, invece, raggiungeranno la propria meta in nave.

    * Nota metodologica: indagine condotta da EMG Different su un campione (1.000 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI. Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: maggio 2022.

     

  • Facile.it torna in TV e in radio con lo spot Altri usi

    Facile.it, il portale leader in Italia nel confronto delle tariffe, torna in televisione con un nuovo spot intitolato Altri usi; al centro della campagna televisiva sono, ancora una volta, i prodotti assicurazione auto. La creatività, in onda da domenica 29 maggio, è firmata dall’agenzia Nadler Larimer & Martinelli con la regia di Claas Ortmann e la produzione di The Bigmama.

    La campagna avrà un suo adattamento anche in formato radiofonico, trasmesso a partire dal 5 giugno.

    La scena principale si svolge in un giardino dove il protagonista apre il cofano della sua macchina da cui sta uscendo del fumo; è in questo momento che si scopre come, al posto del motore, ci sia tutto l’occorrente… per una perfetta grigliata in famiglia.

    È la voce fuori campo che commenta questa strana situazione: l’assicurazione auto è così cara da dover rinunciare all’auto e trasformarla in un barbecue? Ma ecco la soluzione per il protagonista: grazie a Facile.it è possibile trovare la polizza più conveniente. A questo punto l’uomo, felice e soddisfatto dei vantaggi garantiti dal comparatore, sorride in camera e pronuncia l’ormai celebre formula magica “Facile.it! Facile.it! Facile.it!”, sottolineando come sia semplice risparmiare sull’assicurazione auto.

    Basta barbecue nell’auto! Si può tornare a guidare senza preoccuparsi del costo dell’assicurazione e, se non ci si sente a proprio agio con l’acquisto online, c’è sempre la possibilità di parlare con un consulente telefonico, o anche, di recarsi in uno dei negozi fisici per ricevere assistenza.

    «In questo nuovo spot televisivo», ha dichiarato Marco Giorgi, CMO di Facile.it, «abbiamo deciso di raccontare l’importanza della multicanalità del nostro servizio. Oltre al sito internet, caratterizzato dalla semplicità d’uso, i clienti possono per qualsiasi necessità recarsi in uno dei circa 40 Facile.it Store presenti su tutto il territorio nazionale; qui troveranno consulenti esperti che li guideranno nella ricerca delle offerte più adatte alle loro esigenze.».

    Lo spot sarà in programmazione contemporaneamente con due formati, da 30’’ e da 15’’, sulle reti Mediaset, Sky e Discovery e sui principali canali web, a cominciare da YouTube e Facebook. La pianificazione media è curata da Heart & Science, sigla del gruppo OMG.

    Ad accompagnare la narrazione, questa volta, è il brano “Whatever you want” degli Status Quo. La regia è di Claas Ortmann e hanno collaborato alla realizzazione della campagna televisiva il direttore della fotografia Alessandro Ubaldi, il direttore creativo Dario Primache, il copywriter Doriano Zurlo e il responsabile della scenografia Martino Bonanomi.

    La creatività è disponibile anche su Facile.it al link: http://www.facile.it/spot-tv.html

    Scheda tecnica:

    Agenzia di Comunicazione: Nadler Larimer & Martinelli

    Regista: Claas Ortmann
    DOP: Alessandro Ubaldi
    CDP: The Bigmama

    Scenografia: Martino Bonanomi
    Post Produzione video: Videozone
    Post Produzione audio: Top Digital

    Color grading: Claudio Beltrami
    Direttore Creativo: Dario Primache

    Art: Roberta Costa, Elisabetta Vignolle
    Copywriter: Doriano Zurlo

     

    Team creativo interno Facile.it: Giulia Parola, Rachele Ardito, Danilo Crocetto

     

     

  • Prestiti arredamento: +5,5% rispetto al 2019

    A pochi giorni dall’inizio del Salone del Mobile, che quest’anno celebra i suoi sessant’anni, Facile.it e Prestiti.it hanno analizzato lo stato di salute del settore dei prestiti legati proprio all’arredamento, evidenziando come, nel primo trimestre del 2022, i finanziamenti legati a questa finalità non solo siano tornati ai livelli pre-Covid, ma abbiano segnato addirittura una crescita rispetto al periodo prepandemia (+5,5% su Q1 2019).

    «Il ritorno ai numeri registrati nel periodo pre-pandemia è un dato positivo per il settore delle richieste di prestiti personali per la casa, segno di come gli italiani continuino ad investire nella propria abitazione, diventata, negli ultimi due anni, sempre più importante», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it.

    Identikit del richiedente

    Considerando le domande di finanziamento raccolte nei primi tre mesi del 2022 per le quali è stata specificata la finalità, emerge come le richieste di prestiti personali per l’acquisto di arredamento rappresentino il 5,7% del totale con una media importo di 8.416 euro, in aumento dell’1,5% rispetto al primo trimestre 2019. Il piano di ammortamento, invece, è leggermente diminuito passato da poco più di 60 rate nel 2019 a 59 (quasi 5 anni) nel 2022.

    Chi ha chiesto un prestito personale per l’arredamento nel corso del primo trimestre 2022 aveva, in media, 40 anni (era 42 nello stesso periodo del 2019). Interessante notare come il 42% delle richieste provenga da un under 36, dato su cui hanno sicuramente influito le agevolazioni sui mutui dedicate ai giovani.

    *Analisi realizzata su un campione di oltre 123.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it e Prestiti.it nel corso del primo trimestre 2019 e del primo trimestre 2022.

  • Rc Auto: nel Lazio premio in aumento del +3,5% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio RC auto nel Lazio è aumentato del 3,5% arrivando a 437,39 euro.

    L’incremento registrato nella regione risulta leggermente più basso rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+3,7%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.700.000 preventivi e relative quotazioni effettuati nel Lazio e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Lazio.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Rieti, area dove i valori medi sono saliti del 6,6% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 444,66 euro, seguita da Frosinone (+5,3%, 394,32 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria laziale si trovano Roma, che lo scorso mese ha registrato un aumento del premio medio del 3,5%, salito a 438,69 euro, e Viterbo (+2,9%, 365,99 euro).

    Chiude la classifica Latina, area che ha segnato un incremento del 2,4% (477,76 euro).

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Latina si è confermata la provincia più costosa della regione, Viterbo la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti laziali emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (39,4%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori del Lazio la garanzia infortuni conducente (22%) e la tutela legale (15,8%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.705.948 preventivi effettuati nel Lazio su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Guerra e inflazione: 1 italiano su 4 in difficoltà a causa dei rincari

    Più di 1 italiano su 4, dato equivalente ad oltre 11 milioni di individui (26%), ha dichiarato che l’aumento dei prezzi in corso ormai da 3 mesi ha avuto un impatto molto negativo sul proprio bilancio familiare. Per far fronte ai rincari gli italiani hanno adottato diverse strategie; c’è chi ha ridotto, se non del tutto eliminato, alcune voci di spesa (66% dei rispondenti), mentre oltre 4,7 milioni di individui per far quadrare i conti, hanno dovuto lasciare indietro alcune spese comunque scadute come, ad esempio, le bollette di luce e gas o le rate del condominio.

    Questi alcuni dei dati emersi dall’indagine che Facile.it ha commissionato a mUp Research e Norstat* per fotografare come i consumatori stiano affrontando l’attuale scenario economico. 

    A livello territoriale – si legge nell’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale – l’aumento dei prezzi sembra aver colpito più duramente i rispondenti residenti nel Centro Italia (31%) e coloro con età compresa tra i 25-34 anni e i 45-54 anni (31%).

    Ma quali sono le principali aree nelle quali gli italiani sono intervenuti per risparmiare? Ecco cosa è emerso dall’indagine.

    Alimentari e tempo libero

    L’aumento del costo delle materie prime ha avuto un forte impatto sul carrello della spesa e questo ha spinto molti consumatori a cambiare le proprie abitudini d’acquisto o alimentari. Secondo l’indagine, molti hanno affrontato i rincari orientandosi su marchi più economici (41%) o cambiando punto vendita (28%).

    Soluzioni spesso non sufficienti tanto che, comunque, 35 milioni di consumatori hanno ridotto, se non addirittura eliminato, dalla loro tavola alcuni alimenti; non solo dolci (46%), snack (44%), alcolici (39%), ma anche alimenti come carne (43%) e pesce (30%). C’è addirittura chi ha ridotto notevolmente l’acquisto di frutta (4,5 milioni di individui), pasta (3,4 milioni) e verdura (2,9 milioni).

    Dalla tavola al tempo libero; più di 2 italiani su tre hanno ridotto le uscite al ristorante, mentre il 48% ha deciso di limitare i viaggi.

    Auto e benzina

    Il caro-benzina è uno dei problemi con cui tutti gli automobilisti hanno dovuto fare i conti; per far fronte agli aumenti il 46% dei rispondenti, molto semplicemente, ha detto di aver ridotto l’uso dell’auto nel tempo libero, mentre il 47% ha cercato di risparmiare prestando maggiore attenzione nella scelta della pompa di benzina. 

    Quasi 1 automobilista su 3, invece, ha modificato il proprio stile di guida al fine di ridurre il più possibile il consumo di carburante.

    Casa, energia elettrica e gas

    Altra voce di spesa cresciuta notevolmente negli ultimi mesi è quella dell’energia elettrica e del gas. In questo caso gli italiani hanno cercato di far fronte agli aumenti impegnandosi nella riduzione dei consumi, ad esempio facendo più attenzione all’illuminazione domestica (61%), abbassando il riscaldamento (46%), ottimizzando l’uso degli elettrodomestici (42%) o consumando meno acqua calda (26%).

    Circa 10 milioni di italiani, invece, hanno cercato di risparmiare sulla bolletta luce e gas semplicemente cambiando fornitore di energia.

    *Nota metodologica: Indagine mUp research – Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, patentati, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale.

     

  • Rc Auto: in Veneto premio in aumento del +3,2% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio RC auto in Veneto è aumentato del 3,2% arrivando a 353,61 euro.

    La regione, oltre ad aver registrato un incremento leggermente più basso rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+3,7%), risulta essere anche una delle zone della Penisola, dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di meno, posizionandosi dopo il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige e la Lombardia.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 700.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Veneto e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Veneto.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Belluno, area dove i valori medi sono saliti del 6,4% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 317,42 euro, seguita da Verona (+5,1%, 354,35 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta si trovano, a pari merito, Treviso e Venezia, aree che lo scorso mese hanno registrato entrambe un aumento del premio medio del 3,9%, salito, rispettivamente, a 356,82 euro e 371,88 euro.

    Chiudono la classifica Padova (+2,8%, 351,93 euro) e Vicenza (+1,8%, 339,55 euro).

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Venezia si è confermata la provincia più costosa della regione, Belluno la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti veneti emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (35%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori del Veneto la garanzia infortuni conducente (20,4%) e, a brevissima distanza, la tutela legale (20,2%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 707.015 preventivi effettuati in Veneto su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto: in Emilia-Romagna premio in aumento del +4,4% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio Rc auto in Emilia-Romagna è aumentato del 4,4%, arrivando a 393,22 euro.

    L’incremento registrato nella regione risulta più alto rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+3,7%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 680.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Emilia-Romagna e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato registrato, seppur in misura differente, in tutta l’Emilia-Romagna.

    A guidare la classifica degli incrementi è la provincia di Forlì-Cesena, area dove il premio medio è salito dell’8,3% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 389,95 euro, seguita, a brevissima distanza, da Parma (+8,2%, 390,84 euro) e Ferrara (+7,2%, 382,75 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria emiliano romagnola si trovano Modena, che lo scorso mese ha visto salire il premio medio a 384,74 euro (+6,7%), Reggio Emilia (+4,2%, 404,58 euro) e Ravenna, area dove, ad aprile 2022, la tariffa media è cresciuta del 2,6%, arrivando a 395,82 euro.

    Chiudono la classifica Bologna (+1,3%, 392,29 euro) e Rimini (+0,9%, 417,49 euro)

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Rimini si è confermata la provincia più costosa della regione, Ferrara la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti dell’Emilia-Romagna emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (34%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori emiliano romagnoli la garanzia infortuni conducente (22,4%) e la tutela legale (19,5%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 682.769 preventivi effettuati in Emilia-Romagna su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc Auto: in Calabria premio in aumento del +9,1% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio RC auto in Calabria è aumentato del 9,1% arrivando a 542,44 euro.

    La regione non solo è l’area italiana che ha registrato l’incremento più consistente da gennaio ad aprile 2022, ma risulta essere anche una delle zone della Penisola, dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di più, posizionandosi sul secondo gradino del podio, dopo la Campania.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 170.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Calabria e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato registrato, seppur in misura differente, in tutta la Calabria.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Crotone, area dove i valori medi sono saliti dell’11,3% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 689,78 euro.

    Continuando a scorrere la graduatoria calabrese si trovano Reggio Calabria, che lo scorso mese ha registrato un aumento del premio medio del 9,2%, salito a 561,45 euro, e Cosenza (+6,7%, 461,08 euro).

    Chiude la classifica Catanzaro, area che ha segnato un incremento del 4,1% (480,05 euro).

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Crotone si è confermata la provincia più costosa della regione, Cosenza la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti calabresi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (61,8%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori della Calabria, sia pure a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (19,7%) e la tutela legale (10,3%).

    A seguire la tabella con il premio medio registrato in Calabria ad aprile 2022 e la variazione percentuale rispetto a gennaio 2022.

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 178.038 preventivi effettuati in Calabria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc Auto: in Sicilia premio in aumento del +3,5% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio Rc auto in Sicilia è aumentato del 3,5%, arrivando a 442,31 euro.

    La regione si posiziona quinta nella classifica delle aree italiane dove, ad aprile 2022, sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di più, dopo Campania, Calabria, Puglia e Toscana.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 830.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come sia stato registrato un andamento differenziato a seconda delle aree della Sicilia.

    A guidare la classifica degli incrementi è la provincia di Palermo, area dove il premio medio è salito del 5,6% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 479,50 euro, seguita da Caltanissetta (+5,1%, 437,56 euro) e, staccata di un soffio, Enna, (+5,0%, 325,94 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria siciliana si trovano Catania, che lo scorso mese ha visto salire il premio medio a 454,01 euro (+3,7%) e Ragusa (+1,7%, 411,84 euro). Premi medi stabili, in linea con quelli rilevati a gennaio, per le province di Messina (479,33 euro) e Siracusa (376,42 euro).

    Chiude la classifica Trapani, unica area che ha segnato un lieve calo da gennaio ad aprile 2022 (-1,6%, 395,80 euro).

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Palermo si è confermata la provincia più costosa della regione, Enna la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti siciliani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (55%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori della Sicilia, sia pure a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (17,2%) e la tutela legale (16,8%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 835.167 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto: in Puglia premio in aumento del +5,8% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio Rc auto in Puglia è aumentato del 5,8%, arrivando a 494,15 euro.

    La regione non solo si posiziona terza nella classifica delle aree italiane che hanno registrato gli incrementi più consistenti da gennaio ad aprile 2022, ma risulta essere anche una delle zone della Penisola, dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di più, posizionandosi sul terzo gradino del podio, dopo Campania e Calabria.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 320.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Puglia e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato registrato, seppur in misura differente, in tutta la Puglia.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Barletta-Andria-Trani, area dove i valori medi sono saliti del 7,2% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 560,84 euro, seguita da Brindisi (+5,7%, 479,69 euro)

    Continuando a scorrere la graduatoria pugliese si trovano Lecce, che lo scorso mese ha registrato un aumento del premio medio del 4,9%, salito a 400,04 euro, e Taranto, dove ad aprile 2022 la tariffa media è cresciuta del 4,8%, raggiungendo i 495,02 euro.

    Chiude la classifica Bari, area che ha segnato un incremento del 2,7% (486,20 euro).

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Foggia si è confermata la provincia più costosa della regione (premio medio 686,86 euro), Lecce la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti pugliesi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (58,6%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori della Puglia, sia pure a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (18,9%) e la tutela legale (14,8%).

    A seguire la tabella con il premio medio registrato in Puglia ad aprile 2022 e la variazione percentuale rispetto a gennaio 2022.

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 323.567 preventivi effettuati in Puglia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc Auto: ad aprile +3,7% rispetto a gennaio

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio RC auto è aumentato del 3,7% arrivando a 443,07 euro.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 9.100.000 preventivi e relative quotazioni raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento regionale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento non sia uguale lungo la Penisola.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la Calabria, area dove i valori medi sono saliti del 9,1% rispetto a gennaio 2022. Seguono nella graduatoria il Molise, che ad aprile ha segnato un aumento della tariffa media pari al 6% e, staccata di un soffio, la Puglia (+5,8%).

    Campania sempre la più cara

    Guardando ai valori assoluti, la Campania si conferma essere ancora una volta la maglia nera d’Italia; nella regione, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 798,56 euro, vale a dire l’80,2% in più rispetto alla media nazionale. Seguono sul podio delle aree più care d’Italia, ancora una volta, la Calabria, che conquista il secondo posto con un valore medio di 542,44 euro e la Puglia, sul terzo gradino con un premio medio pari a 494,15 euro.

    Se si considerano, invece, le regioni dove assicurare un veicolo costa di meno, il Friuli-Venezia Giulia si conferma essere l’area meno cara d’Italia; qui, ad aprile 2022, occorrevano, in media, 304,13 euro per sottoscrivere l’Rc Auto.

    Seguono il Trentino-Alto Adige, con una tariffa pari a 326,97 euro e la Lombardia, dove il premio medio rilevato ad aprile 2022 era pari a 342,84 euro.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (40%).

    Il dato può essere letto anche in relazione ad un parco auto che continua ad invecchiare; lo scorso mese l’età media dei veicoli italiani era pari a poco più di 11 anni e mezzo, valore in aumento rispetto a quello rilevato nello stesso periodo del 2021 (10 anni e 9 mesi).

    Seguono tra le garanzie accessorie più richieste dai guidatori italiani, sia pure a grande distanza, la copertura infortuni conducente (19%), la tutela legale (18,4%) e la garanzia furto e incendio (11%).

    Rc Auto direttamente dallo smartphone

    Le nuove tecnologie si rivelano sempre più importanti anche nel settore delle assicurazioni auto tanto è vero che, secondo una recente analisi di Facile.it, fra chi acquista la polizza Rc Auto online, più di 1 italiano su 3 (34,2%) lo fa direttamente dal proprio smartphone.

    Dallo studio, realizzato su un campione di oltre 279.000 polizze Rc Auto sottoscritte online*, emerge come la percentuale sia aumentata rispetto al periodo pre-pandemia, quando era pari a “solo” il 24,8% (Q1 2019).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 9.192.315 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile  2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Analisi realizzata su un campione di oltre 279.000 polizze Rc Auto e oltre 23.800 polizze Rc Moto acquistate online su Facile.it nel corso del primo trimestre 2019 e primo trimestre 2022.

  • Mutui: in Sardegna scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Sardegna è scesa a poco più di 38 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, 42 anni e mezzo. La prima casa, invece, i sardi la comprano, in media, a 36 anni e mezzo; erano 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 4.900 richieste di mutuo raccolte in Sardegna* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 47% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 24%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari sardi hanno cercato di ottenere, in media, 123.057 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+3,5%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 164.763 euro (-9%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito all’80% (era il 71% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 23 a 25 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Sassari, dove l’importo medio richiesto è salito dell’11,6%, arrivando a 127.619 euro, seguita da Oristano (+11,1%, 107.959 euro).

    Chiudono la classifica Cagliari, dove l’importo medio richiesto è in linea con il valore dello scorso anno (-0,2%, 126.235 euro), e Sud Sardegna che ha registrato un -9,1% (106.153 euro) rispetto al primo trimestre 2021.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Sardegna anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 73% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 18 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni e mezzo, e ha chiesto 126.435 euro da restituire in poco più di 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 4.900 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Sardegna nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

    Immagine © prima91

  • Mutui oltre il 2%. Ecco cosa cambia

    Da qualche giorno i tassi applicati ai mutui hanno ripreso a salire in maniera importante superando, nel caso di quelli indicizzati a tasso fisso, la soglia del 2%. Cosa vuol dire, in pratica, questo cambiamento? Quanto incide o inciderà sulle tasche degli italiani? Quali sono le prospettive future e come possono tutelarsi i consumatori? Ecco l’analisi di Facile.it.

    Partendo dai numeri dell’Osservatorio Facile.it – Mutui.it relativi al confronto tra aprile 2022 e aprile 2021 è emerso come, tra le principali evidenze, vi siano un cambio dell’identikit del richiedente medio – fenomeno dovuto sostanzialmente all’aumento della quota di Under 36 che ha avviato le pratiche per ottenere un mutuo –  e l’aumento del peso percentuale delle richieste di finanziamento per l’acquisto della prima casa sul totale delle domande presentate; ancora una volta, il fattore determinante per questo è l’incremento del numero di giovani richiedenti.

    Tasso fisso

    Ecco come sono cambiati, da gennaio ad oggi, i valori dell’ indice EURIRS e dei migliori Taeg offerti al cliente*:

    L’EURIRS (20 anni) è passato da 0,60 (4 gennaio 2022) a 1,97 (9 maggio 2022), mentre il tasso fisso al cliente (miglior Teag) è salito da 1,21% (gennaio 22) a 2,12% (maggio 22).

    Per chi ha già sottoscritto il mutuo a tasso fisso non cambia nulla, per chi invece deve sottoscriverlo oggi, le differenze sono importanti.

    Prendendo in considerazione un mutuo fisso di 126.000 euro da restituire in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata mensile disponibile col miglior Taeg a tasso fisso era di 483 euro, mentre a maggio 2022 è arrivata a 528 euro; 45 euro in più al mese, vale a dire 13.500 euro in più di interessi per tutta la durata del finanziamento.

    Tasso variabile

    Per quanto riguarda il tasso variabile, invece, l’EURIBOR a 3 mesi è passato da -0,57 (4 gennaio 2022) a –0,40 (9 maggio 22) e i tassi proposti all’aspirante mutuatario (miglior Taeg) sono variati da 0,72% (gennaio 22) a 0,75% (maggio 22).

    Considerando anche in questo caso un mutuo di 126.000 euro da restituire in 25 anni (LTV 70%), lo scorso gennaio la rata mensile disponibile col miglior Taeg era di 456 euro, valore rimasto invariato anche a maggio.

    Il tasso variabile, quindi, torna ad essere un’alternativa interessante rispetto a quello fisso, dal momento la rata di partenza è inferiore di 72 euro.

    La grande competizione fra gli istituti di credito sta, in questo momento, mantenendo praticamente invariati i costi della migliore offerta disponibile per il cliente che deve sottoscrivere il finanziamento.

    Prospettive future

    Per i tassi fissi, guidati dall’IRS, bisogna guardare all’andamento del Bund tedesco, mentre per quelli variabili, guidati dall’Euribor, sarà determinante la politica monetaria della BCE e l’eventuale decisione di aumentare il costo del denaro.

    «In generale», dicono gli esperti di Facile.it e Mutui.it, «ci aspettiamo un incremento degli indici, ma la portata di questo sarà legata ad una serie di variabili di grande incertezza quali, ad esempio, il conflitto in Ucraina, il costo delle materie prime, il peso dell’inflazione, l’andamento dell’economia e, come detto, le decisioni della Banca Centrale Europea».

    Difficile fare previsioni sul fronte del mercato immobiliare, il primo ad essere impattato dai movimenti degli indici legati ai muti. Se da un lato l’aumento dei tassi potrebbe incidere negativamente sulla richiesta di case  – cosa che, alla lunga, potrebbe tradursi in un calo dei prezzi –  dall’altro lato va evidenziato che in momenti di instabilità come quello attuale il mattone diventa per tanti un bene rifugio, e questo potrebbe avere un effetto opposto sui prezzi. Sarà fondamentale, inoltre, guardare a come cambieranno le prospettive di crescita economica del Paese per i prossimi mesi.

     

    *Simulazioni realizzate tenendo in considerazione i migliori Taeg fissi e variabili disponibili su Facile.it in data 10 maggio 2022.

     L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 56.000 richieste raccolte da Facile.it e Mutui.it ad aprile 2021 e 2022.

  • Rc Auto: 1 italiano su 3 la compra direttamente dallo smartphone

    La polizza Rc Auto è una spesa che tutti gli automobilisti devono mettere a budget almeno una volta all’anno, ma come viene acquistata? Secondo l’analisi di Facile.it, fra chi la acquista online più di 1 italiano su 3 (34,2%) lo fa direttamente dal proprio smartphone.

    Dallo studio, realizzato su un campione di oltre 279.000 polizze Rc Auto sottoscritte online*, emerge come la percentuale sia aumentata rispetto al periodo pre-pandemia, quando era pari a “solo” il 24,8% (Q1 2019).

    «La pandemia e le restrizioni imposte hanno spinto gli italiani a digitalizzare molti processi», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Inevitabilmente anche il mondo delle assicurazioni è stato influenzato da queste dinamiche e l’acquisto da smartphone, device che può essere utilizzato in ogni momento e luogo, è ormai una realtà anche per il settore assicurativo».

    Analizzando i dati dal punto di vista anagrafico, non stupisce notare come siano soprattutto gli individui con un’età compresa tra i 25 e i 44 anni ad utilizzare maggiormente il cellulare per rinnovare o sottoscrivere la copertura per la propria vettura (38,8%). Nonostante i 65-74enni siano i meno propensi, è interessante notare come quasi 3 italiani su 10 (28,5%) appartenenti a questa fascia anagrafica si affidino comunque al mobile per l’acquisto.

    Il fenomeno a livello regionale

    Se, come detto, a livello nazionale coloro che usano il cellulare per comprare l’Rc Auto rappresentano il 34,2% del campione, la percentuale sale fino al 37,1% in Friuli-Venezia Giulia, che si posiziona così in cima alla classifica delle regioni più propense alla sottoscrizione di una assicurazione attraverso lo smartphone. Seguono sul podio la Sardegna (36,5%) e l’Emilia-Romagna (36,2%).

    Osservatorio Rc Auto

    Ma quanto costa assicurare un veicolo a quattro ruote in Italia? Secondo i dati dell’Osservatorio Rc Auto di Facile.it*, ad aprile 2022 occorrevano, in media, 443,07 euro, valore in linea con quanto speso a marzo, ma ancora inferiore rispetto a 12 mesi fa (-2,07%).

    Guardando alle scelte degli automobilisti in materia di garanzie accessorie emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (40%).

    Il dato può essere letto anche in virtù di un parco auto che continua ad invecchiare; lo scorso mese l’età media dei veicoli italiani era pari a poco più di 11 anni e mezzo, valore in aumento rispetto a quello rilevato nello stesso periodo del 2021 (10 anni e 9 mesi).

    Seguono tra le garanzie accessorie più richieste, sia pure a grande distanza, la copertura infortuni conducente (19%), la tutela legale (18,4%) e la garanzia furto e incendio (11%)

    Non solo Rc Auto

    L’analisi di Facile.it non ha preso in considerazione solo la Responsabilità Civile per l’auto ma anche quella per la moto*; anche in questo caso, dallo studio realizzato su oltre 23.800 polizze Rc Moto acquistate online, emerge che nel primo trimestre del 2022 ben 1 italiano su 3 (33,9%) ha acquistato la polizza per le due ruote direttamente dal proprio cellulare; valore in aumento di 12 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2019.

     

    *Analisi realizzata su un campione di oltre 279.000 polizze Rc Auto e oltre 23.800 polizze Rc Moto acquistate online su Facile.it nel corso del primo trimestre 2019 e primo trimestre 2022.

    L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 9.192.315 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile  2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Lavoro: fa tappa a Roma l’Open Day di Facile.it

    Facile.it sceglie la città di Roma per la quarta tappa del nuovo tour di Open Day realizzato per incontrare professionisti del settore assicurativo da inserire nella rete Facile.it Partner, la rete assicurativa indipendente più grande d’Italia che fa capo alla web company.

    L’iniziativa ha l’obiettivo di offrire ai professionisti del settore assicurativo nel Lazio la possibilità di conoscere le novità e le opportunità dedicate agli intermediari che vogliono entrare a far parte di Facile.it Partner. Un’occasione di grande valore per tutti; sia per gli intermediari con esperienza e che operano già da anni, sia per i giovani che hanno da poco iniziato la loro carriera nel mondo assicurativo e vogliono farlo con una marcia in più.

    L’incontro si svolgerà l’11 maggio dalle 17.00 alle 18.30 a Roma, presso Spaces Eur Arte (Viale Luca Gaurico 91/93, 00143 Roma). L’evento, che si svolgerà dal vivo e nel pieno rispetto delle normative anti-Covid, è gratuito ma con registrazione obbligatoria al sito https://eventifacilepartner.it/opendayRoma

    «Siamo alla ricerca di intermediari assicurativi nel Lazio che vogliano entrare a far parte della rete Facile.it Partner», spiega Igor Tunesi, Direttore di Facile.it Partner. «Un’opportunità sia per i giovani intermediari, sia per i professionisti con esperienza; i collaboratori potranno avere accesso ad una piattaforma tecnologica all’avanguardia, contare su una squadra di 150 consulenti dedicati e sui prodotti assicurativi offerti da diverse compagnie assicurative.».

    Facile.it Partner

    Facile.it Partner è la rete di intermediari assicurativi di Facile.it; nata nel 2012 è cresciuta arrivando a diventare la rete assicurativa indipendente più grande d’Italia. Il progetto conta oggi più di 3.000 collaboratori su tutto il territorio nazionale.

  • Mutui: in Veneto scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Veneto è scesa a 36 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, poco più di 40 anni. La prima casa, invece, i veneti la comprano, in media, a quasi 35 anni; erano più di 38 e mezzo nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 14.500 richieste di mutuo raccolte in Veneto* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 57% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 36%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari veneti hanno cercato di ottenere, in media, 138.321 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+3,6%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 185.571 euro (-7,7%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito all’80% (era il 71% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da quasi 23 a più di 25 anni e mezzo.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Treviso, dove l’importo medio richiesto è salito del 6,3%, arrivando a 139.038 euro, seguita da Padova (+5,5%, 139.778 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta si posizionano Vicenza, che ha registrato un +4,7% (128.208 euro) rispetto al 2021, Venezia (+3,7%, 138.552 euro) e Verona, dove la cifra media è in lievissimo aumento rispetto a quanto richiesto lo scorso anno (+0,8%, 146.289 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Rovigo (-4,6%, 112.917 euro) e quella di Belluno, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2022, pari a 132.300 euro, è diminuito del 7,4%.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Veneto anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 78% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 14 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, quasi 35 anni, e ha chiesto 142.591 euro da restituire in 25 anni e mezzo.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 14.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Veneto nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Polizze viaggio in tempo di guerra

    Come funzionano le polizze viaggio in caso di guerra, non solo per i viaggi nei paesi direttamente interessati dal conflitto, ma anche in quelli confinanti? Ecco l’analisi di Facile.it.

    Oggi, nonostante il conflitto in corso, è ancora possibile sottoscrivere una polizza viaggio per recarsi negli stati confinanti con l’Ucraina quali, ad esempio, Polonia, Romania, Slovacchia, Ungheria e Moldavia; attenzione, però, perché all’interno di questi Paesi potrebbero esserci alcune aree sconsigliate dalla Farnesina – un esempio è la Transnistria, regione separatista della Moldavia. In caso di sinistro occorso all’interno di uno stato in cui la polizza è valida, ma in una delle zone sconsigliate, la compagnia potrebbe negare il rimborso.

    «Anche per chi vuole raggiungere la Federazione Russa o la Bielorussia, il consiglio è di verificare il contratto prima della sottoscrizione per sapere se alcune regioni di questi Stati siano considerate a rischio e, quindi, escluse dalle coperture», spiega Irene Giani, BU Director polizze viaggio di Facile.it. «Una precauzione valida anche per coloro che vogliono spostarsi nei paesi dell’est Europa; la situazione è in continua evoluzione e non è da escludere che nel prossimo futuro le compagnie possano scegliere di limitare ulteriormente la vendita di coperture viaggio per determinate destinazioni.».

    In generale è bene sapere che le assicurazioni viaggio normalmente non sono valide qualora si raggiunga un Paese (o un’area di esso) sconsigliato dalla Farnesina sul sito www.viaggiaresicuri.it. Esistono comunque alcune polizze che offrono una copertura anche qualora l’assicurato decidesse di viaggiare nonostante il parere delle autorità; il sottoscrittore, però, sarebbe tutelato solo dai sinistri che non siano direttamente o indirettamente legati all’avviso di pericolo (ad esempio non è coperto il caso di danno derivante da rapimento se quell’area è sconsigliata proprio per quel genere di reato).

    Ma cosa accade, invece, se il Paese di destinazione viene inserito tra quelli sconsigliati solo dopo aver acquistato la polizza? In questo caso la copertura non è più valida ma il cliente ha diritto di ricevere un rimborso da parte della compagnia assicurativa.

    E se il conflitto dovesse scoppiare all’improvviso una volta giunti a destinazione in uno dei Paesi per i quali non vi erano allarmi ufficiali? La polizza viaggio sarebbe valida e, a seconda delle garanzie sottoscritte, coprirebbe regolarmente l’assicurato intervenendo, ad esempio, per spese sanitarie e cure mediche, infortuni, rimpatrio e, più generalmente, offrendo assistenza in viaggio.

  • Mutui: in Lombardia scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Lombardia è scesa a 36 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, circa 40 anni. La prima casa, invece, i lombardi la comprano, in media, a quasi 35 anni; erano 38 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 46.300 richieste di mutuo raccolte in Lombardia* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 57% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 37%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari lombardi hanno cercato di ottenere, in media, 156.210 euro, in leggero aumento rispetto allo scorso anno (+1,8%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 214.038 euro (-9%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 79% (era il 70% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 23 anni e mezzo a poco più di 25.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Pavia, dove l’importo medio richiesto è salito dell’11,5%, arrivando a 129.791 euro, seguita da Lecco (+5,1%, 134.396 euro), Varese (+1,9%, 143.942 euro) e Monza e Brianza (+1,8%, 145.415 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria lombarda si posizionano Bergamo (+1,7%, 138.037 euro), Cremona (+1,4%, 125.419 euro) e le province di Milano e Brescia, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2022 è aumentato, in entrambe, dell’1,2%, raggiungendo, rispettivamente, 173.912 euro e 140.028 euro.

    Chiudono la classifica Lodi, dove la cifra media richiesta è stata in linea con quella dello scorso anno (+0,1%, 123.675 euro) e Como, unica area lombarda che ha registrato un calo rispetto al 2021 (-2,5%, 159.322 euro).

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Lombardia anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 79% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 17 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, quasi 35 anni, e ha chiesto 160.597 euro da restituire in poco più di 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 46.300 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Lombardia nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

     

  • Mutui: in Calabria scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Calabria è scesa a 38 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, poco più di 41 anni. La prima casa, invece, i calabresi la comprano, in media, a 36 anni e mezzo; erano quasi 39 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione di quasi 2.000 richieste di mutuo raccolte in Calabria* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 45% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 31%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari calabresi hanno cercato di ottenere, in media, 110.422 euro, valore in aumento rispetto allo scorso anno (+5,8%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 155.425 euro (-4,6%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 76% (era il 69% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 21 a 23 anni e mezzo.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Catanzaro, dove l’importo medio richiesto è salito del 9,5%, arrivando a 118.693 euro, seguita da Cosenza (+2,6%, 104.953 euro).

    Valori lievemente in calo, invece, per le province di Reggio Calabria (-0,4%, 108.386 euro) e Crotone, dove l’importo medio richiesto è diminuito dell’1,2%, scendendo a 94.943 euro.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Campania anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 68% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 14 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni e mezzo, e ha chiesto 114.927 euro da restituire in quasi 25 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di quasi 2.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Calabria nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui: in Piemonte scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Piemonte è scesa a poco più di 37 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, 40 anni e mezzo. La prima casa, invece, i piemontesi la comprano, in media, a 36 anni; erano 39 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 13.000 richieste di mutuo raccolte in Piemonte* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 50% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 34%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari piemontesi hanno cercato di ottenere, in media, 127.347 euro, valore in aumento rispetto allo scorso anno (+3,0%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 171.288 euro (-8%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 79% (era il 71% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 22 anni e mezzo a poco più di 24 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Biella, dove l’importo medio richiesto è salito dell’8,7%, arrivando a 105.836 euro, seguita da Cuneo (+7,4%, 138.163 euro) e Novara (+4,1%, 118.297 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria piemontese si posizionano Torino (+3,1%, 129.203 euro), Asti (+0,3%, 122.966 euro) e Verbano-Cusio-Ossola dove la cifra media, pari a 172.274 euro, è in linea con quanto richiesto lo scorso anno.

    Valore in calo, invece, per la provincia di Alessandria, che ha registrato un -9% (100.531 euro) rispetto al 2021.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Piemonte anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 77% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 16 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni e ha chiesto 131.010 euro da restituire in 25 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 183.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Piemonte nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

     

  • Prestiti: boom di richieste per sposarsi

    Secondo l’indagine di Facile.it e Prestiti.it gli italiani sono tornati a chiedere prestiti personali per sposarsi tanto è vero che, nei primi tre mesi del 2022, il peso percentuale delle richieste di finanziamento per matrimoni e cerimonie è aumentato del 46% rispetto allo stesso periodo del 2021; il 12% in più se confrontato con i livelli pre-pandemia rilevati nel primo trimestre 2019. In base alle stime del comparatore, i finanziamenti erogati nel corso del trimestre per far fronte a questo tipo di spesa equivarrebbero a circa 100 milioni di euro.

    Dall’analisi, realizzata su un campione di oltre 30.000 domande di prestiti personali*, emerge che chi si è rivolto ad una società di credito per far fronte alle spese del matrimonio ha cercato di ottenere, in media, 9.856 euro, valore in linea con quanto rilevato nel 2019, da restituire in 60 rate (5 anni). In calo, invece, l’età media dei richiedenti, che è passata dai 40 anni del periodo pre-Covid ai 37 anni rilevati nei primi tre mesi del 2022.

    «Grazie all’allentamento delle restrizioni il 2022 è visto da molti operatori del settore come l’anno di ripresa per l’industria dei matrimoni e i dati sulla richiesta dei prestiti personali sembrano confermare questo trend», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it. «Positivo il calo dell’età media dei richiedenti su cui hanno avuto un peso anche le politiche a sostegno dei giovani introdotte dal Governo, in particolare le agevolazioni per l’acquisto della casa e la sottoscrizione di mutui rivolti agli under 36».

    Interessante notare come a presentare richiesta di prestito personale per spese legate ai matrimoni e cerimonie sia stata, nel 40% dei casi, una donna; il valore risulta nettamente superiore alle altre tipologie di prestito personale, dove il campione femminile normalmente rappresenta meno del 25% della domanda.

    Non solo matrimoni

    Allargando l’analisi alle richieste totali di prestiti personali raccolte online emerge che, nel primo trimestre 2022, gli italiani che si sono rivolti ad una società di credito hanno cercato di ottenere, in media, 11.502 euro. Il valore risulta non solo superiore a quello del 2021 (+4%), ma anche più alto rispetto all’importo medio richiesto pre-Covid (11.200 euro nel primo trimestre 2019).

    Guardando alle finalità dichiarate in fase di domanda emerge che la prima ragione che ha spinto gli italiani a rivolgersi ad una società di credito è stata la richiesta di liquidità (32%), seguita da quelle per l’acquisto di auto usate (18%). In forte aumento la richiesta per il consolidamento debiti, che rappresenta circa il 15% delle domande; il dato va letto alla luce dell’andamento dei tassi di interesse che, nel primo trimestre dell’anno, sono rimasti estremamente favorevoli offrendo così ai consumatori  la possibilità di consolidare debiti già in corso, in alcuni casi anche risparmiando sulla rata del finanziamento.

    In calo la quota dei prestiti per ristrutturazione, che scende al 12% del totale.

    *Analisi realizzata su un campione di oltre 30.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it e Prestiti.it nel corso del primo trimestre 2022.

  • Mutui: in Emilia-Romagna scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Emilia-Romagna è scesa a poco più di 36 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, quasi 40 anni. La prima casa, invece, gli emiliano-romagnoli la comprano, in media, a 35 anni; erano 38 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 18.000 richieste di mutuo raccolte in Emilia-Romagna* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 54% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 36%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari emiliano-romagnoli hanno cercato di ottenere, in media, 145.825 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+3,8%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 193.771 euro (-6%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito all’81% (era il 72% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da più di 23 a 25 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Piacenza, dove l’importo medio richiesto è salito dell’11,6%, arrivando a 130.042 euro, seguita da Rimini (+9,6%, 164.344 euro) e Reggio Emilia (+8,4%, 135.017 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria dell’Emilia-Romagna si posizionano Modena (+7,8%, 144.068 euro), Parma (+7,5%, 146.487 euro), Forlì-Cesena (+3,8%, 140.711 euro) e Bologna dove la cifra media è in linea con quanto richiesto lo scorso anno (+0,3%, 157.057 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Ravenna (-2,3%, 131.296 euro) e quella di Ferrara, che ha registrato un -2,5% (115.946 euro) rispetto al 2021.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Emilia-Romagna anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno l’82% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 14 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 35 anni e ha chiesto 150.557 euro da restituire in 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 18.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Emilia-Romagna nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui: in Abruzzo scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Abruzzo è scesa a 39 anni; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, quasi 42 anni. La prima casa, invece, gli abruzzesi la comprano, in media, a 37 anni; erano quasi 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione di oltre 2.000 richieste di mutuo raccolte in Abruzzo* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 43% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 29%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari abruzzesi hanno cercato di ottenere, in media, 114.306 euro, valore in linea con quanto richiesto lo scorso anno (-0,3%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 164.172 euro (-8,1%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 75% (era il 69% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 22 a quasi 23 anni e mezzo.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Teramo, dove l’importo medio richiesto è salito del 9,7%, arrivando a 120.371 euro, seguita da L’Aquila (+3,8%, 112.945 euro).

    Valori in calo, invece, per le province di Pescara (-1,4%, 117.862 euro) e Chieti, dove l’importo medio richiesto è diminuito del 9,1%, scendendo a 106.724 euro.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Abruzzo anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 74% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 19 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 37 anni e ha chiesto 120.191 euro da restituire in quasi 25 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 2.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Abruzzo nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Telefonia fissa: gli italiani spendono 303 euro l’anno per internet e voce

    Molti lo considerano un oggetto di altri tempi eppure, secondo l’indagine* commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, sono più di 26,5 milioni gli italiani che hanno ancora il telefono fisso in casa.

    Ma quanto costa oggi una linea fissa domestica? La spesa media per chi oggi opta per una linea voce con connessione internet ADSL/Fibra è pari a poco più di 303 euro l’anno, se invece si rinuncia a internet e si sceglie la sola linea voce con chiamate illimitate il prezzo è pari a 232 euro.

    «Negli ultimi anni è cresciuta l’offerta di promozioni che associano alla linea di casa anche quella mobile»; spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it «scegliendo un unico operatore per fisso e mobile è possibile in alcuni casi ridurre notevolmente l’importo della bolletta e, per la sola telefonia fissa, il costo può addirittura scendere al di sotto dei 200 euro l’anno».

    Chi usa il telefono di casa e chi no

    Guardando all’uso che gli italiani fanno del telefono fisso si scopre che oggi la sua funzione è, almeno parzialmente, cambiata o addirittura invertita rispetto a quella del cellulare. «Chi continua a tenere in casa il fisso lo fa principalmente per ragioni di sicurezza in caso di emergenza (41%), o come mezzo di comunicazione riservato a pochi intimi (28%)», continua Rasimelli. «Insomma, un tempo i contatti stretti erano gli unici cui davamo il numero di cellulare, oggi sono i soli che possono raggiungerci anche quando il nostro smartphone è spento».

    Analizzando le risposte su base socio-demografica emerge che il telefono fisso è presente in misura maggiore nelle case degli over 65 (78%) mentre, a livello territoriale, i più affezionati sono risultati essere i residenti al Sud e nelle Isole (64%).

    Cosa invece ha determinato la scelta di quei 17 milioni che hanno rinunciato a filo e cornetta? Nel 59% dei casi hanno scelto di eliminare il fisso per ragioni economiche, nel 45% per sostituirlo col cellulare e nel 19%….per non essere disturbati a casa dai call center!

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 21 ed il 23 gennaio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.009 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

     

  • Mutui: nelle Marche scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari nelle Marche è scesa a 38 anni; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, 41 anni. La prima casa, invece, i marchigiani la comprano, in media, a poco più di 36 anni; erano 39 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione di quasi 4.000 richieste di mutuo raccolte nelle Marche* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 50% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 31%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari marchigiani hanno cercato di ottenere, in media, 125.160 euro, valore in linea con quanto richiesto lo scorso anno (+0,4%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 174.214 euro (-9,5%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 77% (era il 70% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da poco più di 22 a 24 anni e mezzo.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Ascoli Piceno, dove l’importo medio richiesto è salito del 4,2%, arrivando a 124.526 euro, seguita da Macerata (+1,6%, 117.051 euro) e Pesaro e Urbino che ha registrato un +1,2% rispetto al primo trimestre 2021 (138.406 euro).

    Valori in calo, invece, per le province di Ancona (-1,4%, 120.685 euro) e Fermo, dove l’importo medio richiesto è diminuito del 7,1%, scendendo a 120.189 euro.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere nelle Marche anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 76% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 15 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, poco più di 36 anni, e ha chiesto 129.686 euro da restituire in 25 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di quasi 4.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it nelle Marche nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

     

  • Mutui: nel Lazio scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari nel Lazio è scesa a 38 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, 42 anni. La prima casa, invece, i laziali la comprano, in media, a 36 anni e mezzo; erano 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 27.000 richieste di mutuo raccolte nel Lazio* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 47% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 28%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari laziali hanno cercato di ottenere, in media, 156.400 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+1,7%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 168.934 euro (-9,5%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 76% (era il 68% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 23 anni e mezzo a 25 anni e mezzo.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Viterbo, dove l’importo medio richiesto è salito del 9,3%, arrivando a 118.224 euro, seguita da Rieti (+8,2%, 112.616 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria laziale si posizionano Latina, che ha registrato un +2,4% rispetto al 2021 (133.093 euro) e Roma (+1,6%, 162.306 euro). Chiude la classifica Frosinone, dove l’importo medio richiesto è in calo del 2,8% rispetto allo scorso anno, scendendo a 109.936 euro.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere nel Lazio anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 76% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 19 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni e mezzo, e ha chiesto 163.233 euro da restituire in 26 anni e mezzo.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 27.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it nel Lazio nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

     

  • Mutui: in Puglia scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Puglia è scesa a 38 anni; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, 41 anni. La prima casa, invece, i pugliesi la comprano, in media, a 36 anni; erano quasi 39 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 10.500 richieste di mutuo raccolte in Puglia* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 47% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 30%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari pugliesi hanno cercato di ottenere, in media, 120.293 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+5,9%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 168.934 euro (-4%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 76% (era il 70% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 22 a più di 24 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Taranto, dove l’importo medio richiesto è salito dell’11,2%, arrivando a 110.669 euro, seguita da Brindisi (+9,1%, 106.952 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria pugliese si posizionano Barletta-Andria-Trani, che ha registrato un +7,3% rispetto al 2021 (125.508 euro), Lecce (+4,5%, 105.965 euro) e Bari (+3,9%, 134.209 euro). Chiude la classifica Foggia, dove l’importo medio richiesto è in linea con il valore dello scorso anno (+0,5%, 112.007 euro).

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Puglia anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 71% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 17 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni, e ha chiesto 126.935 euro da restituire in quasi 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 10.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Puglia nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

    Immagine © prima91

     

  • Mutui: in Campania scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Campania è scesa a 38 anni; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, quasi 42 anni. La prima casa, invece, i campani la comprano, in media, a 36 anni; erano quasi 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 16.500 richieste di mutuo raccolte in Campania* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 49% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 28%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari campani hanno cercato di ottenere, in media, 136.417 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+2,1%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 190.789 euro (-9%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 77% (era il 68% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da quasi 23 a quasi 25 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Avellino, dove l’importo medio richiesto è salito del 5,5%, arrivando a 113.664 euro, seguita da Napoli (+3,0%, 143.707 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria campana si posizionano Caserta, che ha registrato un +1,5% rispetto al 2021 (119.764 euro) e Salerno (+0,9%, 135.859 euro). Chiude la classifica Benevento, dove l’importo medio richiesto è in linea con il valore dello scorso anno (+0,7%, 112.137 euro).

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Campania anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 75% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 19 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni, e ha chiesto  184.378 euro da restituire in 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 16.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Campania nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Telefonia: 61% italiani ha ancora il fisso

    Molti lo considerano un oggetto di altri tempi eppure, secondo l’indagine* commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research Norstat, sono più di 26,5 milioni gli italiani (60,8%) che hanno ancora il telefono fisso in casa.

    Analizzando i dati, però, si scopre che oggi la sua funzione è, almeno parzialmente, cambiata o addirittura invertita rispetto a quella del cellulare. «Chi continua a tenere in casa il fisso lo fa principalmente per ragioni di sicurezza in caso di emergenza (41%), o come mezzo di comunicazione riservato a pochi intimi (28%)», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Insomma, un tempo i contatti stretti erano gli unici cui davamo il numero di cellulare, oggi sono i soli che possono raggiungerci anche quando il nostro smartphone è spento».

    Guardando più da vicino i risultati dell’indagine emerge che il telefono fisso è presente in misura maggiore nelle case degli over 65 (78%) mentre, a livello territoriale, i più affezionati sono risultati essere i residenti al Sud e nelle Isole (64%).

    Cosa invece ha determinato la scelta di quei 17 milioni che hanno rinunciato a filo e cornetta? Nel 59% dei casi hanno scelto di eliminare il fisso per ragioni economiche, nel 45% per sostituirlo col cellulare e nel 19%….per non essere disturbati a casa dai call center!

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 21 ed il 23 gennaio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.009 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Mutui fissi 100% under 36 a rischio stop

    Secondo l’analisi di Facile.it, l’aumento dei tassi registrato nelle ultime settimane potrebbe determinare un importante stop all’erogazione dei mutui under 36 a tasso fisso.

    La motivazione – spiegano gli esperti di Facile.it – risiede nella norma che regola l’accesso al Fondo Garanzia Prima casa; secondo la legge, per i giovani che accedono alla garanzia statale il tasso effettivo globale (TEG) proposto dalle banche non può essere superiore al tasso effettivo globale medio (TEGM) stabilito su base trimestrale da Banca d’Italia.

    Dati alla mano, il TEGM valido fino a fine giugno è pari a 1,99%, soglia che ha spinto diverse banche a fermare l’erogazione di mutui fissi 100% i cui TEG, a causa dell’aumento in corso dei tassi di interesse, tendono a superare il limite imposto.

    «La norma, nata come strumento a difesa dei giovani, si sta trasformando in un ostacolo», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Il cortocircuito nasce dal fatto che il TEGM oggi in vigore è stato calcolato sulla base dei tassi riferiti al periodo ottobre-dicembre 2021, quando le condizioni di mercato erano nettamente più basse. Con l’aumento dei tassi fissi rilevato nelle ultime settimane, oggi diverse banche faticano a stare sotto la soglia legale e pertanto non possono più proporre mutui 100% under 36 a tasso fisso. Se gli indici continueranno a salire, questo tipo di offerte potrebbe presto scomparire.».

    In questo periodo, sottolineano dal comparatore, l’unica alternativa per i giovani rimane quella dei mutui 100% a tasso variabile, dove gli indici proposti dalle banche sono ancora ampiamente inferiori ai valori soglia imposti dalla legge.

    Lo stop all’erogazione dei mutui fissi under 36 con Fondo Garanzia prima casa sarebbe un danno per l’intero mercato se si considera che nel primo trimestre 2022, secondo i dati dell’Osservatorio Facile.it – Mutui.it*, quasi il 66% delle richieste presentate da giovani con meno di 36 anni era legata alla garanzia statale.

    *L’analisi è realizzata su un campione di oltre 118.000 richieste di mutuo raccolte da Facile.it e Mutui.it nel primo trimestre dell’anno.