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  • Rc auto: quasi 1,2 milioni di automobilisti vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per quasi 1,2 milioni di italiani; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 3,76% del campione analizzato (circa 510.000 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); valore in calo, seppur di poco, rispetto allo scorso anno, quando ad aver denunciato sinistri con colpa erano stati il 3,83% degli automobilisti alle prese con il rinnovo della polizza RC auto.

    Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo occorrevano, in media, 536,16 euro, vale a dire il 7,67% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 8.671.327 di preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo di chi quest’anno vedrà aumentare il costo dell’RC auto, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; fra gli uomini solo il 3,51% ha denunciato un sinistro con colpa, mentre la percentuale sale al 4,18% se si analizza il campione femminile.

    Se si analizza il campione in base alle fasce anagrafiche si nota come l’età media di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa sia pari a 48 anni; gli assicurati con età compresa tra i 18 e i 21 anni hanno registrato valori più bassi, solo il 2,12% ha denunciato un incidente con colpa che farà scattare l’aumento della classe di merito, mentre tra gli over 70 la percentuale sale  al 4,83%.

    In linea con quanto emerso dall’analisi anagrafica, se si guarda alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano i pensionati; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (4,55%). Al secondo posto si trovano gli insegnanti, con una percentuale pari al 4,25% mentre medici, infermieri e operatori sanitari si posizionano al terzo posto con il 4,09%. Nel senso opposto, invece, si trovano gli studenti (solo il 2,15% vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un incidente con colpa), le forze armate (2,92%) e i disoccupati (2,94%).

    Le differenze regionali

    Analizzando il campione su base regionale emerge che ben 12 regioni hanno registrato valori sopra la media nazionale. Scorrendo la graduatoria, al primo posto si trova il Lazio; nella regione, il 4,94% degli automobilisti ha dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa che farà scattare l’aumento della classe di merito e, con essa, il costo dell’RC auto. Al secondo posto si posiziona la Toscana, dove la percentuale è pari al 4,79%, tallonata da Liguria (4,73%) e Marche (4,50%).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, la regione dove, in percentuale, sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri è il Molise; qui solo l’1,28% degli automobilisti alle prese con il rinnovo dell’RC auto vedrà aumentare la classe di merito a seguito di un incidente con colpa. Seguono nella graduatoria la Calabria (1,38%) e la Basilicata (1,57%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 8.671.327 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Mobilità: nel 2019 il 74,7% degli italiani ha ridotto l’uso dell’auto in favore di soluzioni più ecosostenibili

    Secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente il 15% delle emissioni di anidride carbonica in Europa è prodotta da auto e furgoni, non a caso l’UE ha introdotto precise norme con l’obiettivo di ridurre significativamente questi livelli entro il 2030. I cittadini italiani sembrano voler dare il proprio contributo per abbattere l’inquinamento tanto che, secondo l’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat* su un campione rappresentativo della popolazione nazionale, il 74,7% dei rispondenti, pari a 32,7 milioni di individui, nell’ultimo anno si è impegnato concretamente per ridurre l’impatto ambientale causato dalla mobilità.

    Come? La scelta più comune, adottata dal 46,1% degli intervistati, è stata quella di ridurre l’uso dell’auto, servendosi dei mezzi pubblici o muovendosi a piedi. Non è dato sapere se sia stata una scelta limitata ad alcuni momenti o un cambiamento di abitudini più radicale, fatto sta che oltre 20 milioni di italiani hanno adottato questa soluzione, in particolare i rispondenti con più di 65 anni, fascia anagrafica nella quale la percentuale di chi ha usato meno l’auto e più i piedi supera il 52%. In tanti, più di 1 su 4, hanno invece ridotto i km percorsi in macchina usando, quando possibile, la bicicletta come mezzo alternativo alle quattro ruote.

    Il 19,4% dei rispondenti non volendo – o potendo – rinunciare al proprio veicolo a motore, sia esso a due o quattro ruote, ha invece deciso di cambiarlo con uno meno inquinante – acquistandone uno nuovo o ricorrendo a quelli presenti nel nucleo familiare – mentre il 7% degli intervistati ha usato il car sharing come soluzione alternativa alla propria auto.

    Tra le nuove opportunità di mobilità ecologica si afferma il monopattino; sia esso elettrico o tradizionale. Nel 2019 se ne sono serviti il 5,8% dei rispondenti, pari a 2,5 milioni di italiani.

    Analizzando i dati più in dettaglio emerge un altro elemento; la riduzione dell’impatto ambientale legato ai mezzi di trasporto passa sempre più dall’intermodalità, ovvero dall’uso di diverse modalità di trasporto in un unico viaggio: più di 1 rispondente su 4 ha dichiarato, per l’appunto, di aver utilizzato più di una soluzione per diminuire l’utilizzo dell’auto.

    I buoni propositi per il 2020

    I buoni propositi per il 2020 non mancano e quasi 1 italiano su 2 (44,7%) ha dichiarato di voler migliorare ulteriormente, riducendo ancora l’impatto ambientale generato dalla propria mobilità.

    Se il 12,9% del campione ha dichiarato che, pur continuando ad utilizzare la propria auto o moto, ha in programma di sostituirla con una meno inquinante, così da ridurre le emissioni di CO2, il 24% dei rispondenti ha intenzione di usare con più frequenza i mezzi pubblici e le proprie gambe.

    Destinato a crescere di molto anche il popolo di chi si sposta con il monopattino se si considera che, tra i rispondenti, quasi il 7% ha intenzione di usare di più questo mezzo nel 2020.

     

    * Metodologia: n. 1.015 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 15 e il 18 novembre 2019.

     

  • Gomme invernali e catene da neve: in Puglia circa 119.500 automobilisti non le usano

    Dal 15 novembre scatta l’obbligo, valido fino al 15 aprile, di montare pneumatici invernali/quattro stagioni o, in alternativa, di avere a bordo catene da neve; ma gli automobilisti pugliesi rispettano questa regola? Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat*, nonostante l’obbligo, in Puglia nell’ultimo anno circa 119.500 guidatori hanno viaggiato senza la strumentazione obbligatoria.

    Estendendo l’analisi a livello nazionale, il numero di automobilisti che nell’ultimo anno non si è dotato di dispositivi antisdrucciolo è pari a circa 1,2 milioni, ma quest’anno, secondo quanto emerso dall’indagine, la platea di italiani potenzialmente a rischio multa potrebbe essere addirittura più ampia e arrivare a 1,7 milioni.

    «Oltre agli evidenti rischi in termini di sicurezza e alle possibili sanzioni amministrative, girare in auto su strade che prevedono l’obbligo di catene da neve, gomme invernali o quattro stagioni senza esserne dotati, comporta dei rischi anche dal punto di vista assicurativo» – spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «In caso di incidente, qualora il sinistro sia stato causato o aggravato proprio dall’assenza della strumentazione obbligatoria, la compagnia potrebbe applicare sull’assicurato il diritto di rivalsa e chiedere un rimborso delle somme pagate ai terzi danneggiati».

    Va precisato che l’obbligo di montare pneumatici invernali o avere a bordo catene da neve nel periodo indicato dalla legge vale solo per quelle strade dove l’ente proprietario del tratto ha prescritto, tramite apposita ordinanza e segnaletica, tale obbligo. Chi percorre queste strade senza l’equipaggiamento antisdrucciolevole rischia una multa che può arrivare, a seconda del contesto e delle condizioni metereologiche, fino a 168 euro nei centri abitati e a 335 euro sui tratti extraurbani e autostradali.

    Come si sono comportati invece gli automobilisti pugliesi che si sono adeguati alla norma? La scelta più condivisa nell’ultimo anno è stata quella di montare trasportare catene da neve: in Puglia lo ha fatto quasi 1 automobilista su 3. Al secondo posto si trovano le gomme quattro stagioni, montate dal 26% degli automobilisti residenti nella regione mentre il restante 14% ha optato per i pneumatici invernali.

    Obbligatorie o no?

    L’indagine commissionata da Facile.it ha voluto infine indagare il grado di conoscenza degli automobilisti pugliesi rispetto alle indicazioni di legge in relazione ai dispositivi di sicurezza; alla domanda “Secondo lei è obbligatorio avere in auto le catene da neve o, comunque gli pneumatici invernali/quattro stagioni”, 1 rispondente su 4 (25%) ha risposto che non sono obbligatorie o ha dichiarato di non sapere.

    Anche guardando il livello di conoscenza di coloro che invece hanno dichiarato di essere consapevoli dell’obbligo, emerge chiaramente come le opinioni siano differenti e non sempre corrette. Tra questi, ad esempio, solo il 27% ha saputo indicare con esattezza il periodo e le condizioni nelle quali è necessario dotarsi di tale strumentazione. Molto spesso, invece, si ritiene erroneamente che durante l’inverno siano obbligatorie ovunque (40%) o solo quando si viaggia in montagna (23%). Vi è addirittura un 8% che crede che questi dispositivi siano obbligatori tutto l’anno; convinzione errata quando si parla di gomme invernali che, al contrario, vanno sostituite con pneumatici estivi dopo il 15 aprile.

     

    * Metodologia: n. 1.505 interviste CAWI con un campione rappresentativo degli individui patentati, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale.  Indagine condotta tra il 28 e il 30 ottobre 2019.

  • Gomme invernali e catene da neve: in Toscana circa 90.300 automobilisti non le usano

    Dal 15 novembre scatta l’obbligo, valido fino al 15 aprile, di montare pneumatici invernali/quattro stagioni o, in alternativa, di avere a bordo catene da neve; ma gli automobilisti toscani rispettano questa regola? Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat*, nonostante l’obbligo, in Toscana nell’ultimo anno circa 90.300 guidatori hanno viaggiato senza la strumentazione obbligatoria.

    Estendendo l’analisi a livello nazionale, il numero di automobilisti che nell’ultimo anno non si è dotato di dispositivi antisdrucciolo è pari a circa 1,2 milioni, ma quest’anno, secondo quanto emerso dall’indagine, la platea di italiani potenzialmente a rischio multa potrebbe essere addirittura più ampia e arrivare a 1,7 milioni.

    «Oltre agli evidenti rischi in termini di sicurezza e alle possibili sanzioni amministrative, girare in auto su strade che prevedono l’obbligo di catene da neve, gomme invernali o quattro stagioni senza esserne dotati, comporta dei rischi anche dal punto di vista assicurativo» – spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «In caso di incidente, qualora il sinistro sia stato causato o aggravato proprio dall’assenza della strumentazione obbligatoria, la compagnia potrebbe applicare sull’assicurato il diritto di rivalsa e chiedere un rimborso delle somme pagate ai terzi danneggiati».

    Va precisato che l’obbligo di montare pneumatici invernali o avere a bordo catene da neve nel periodo indicato dalla legge vale solo per quelle strade dove l’ente proprietario del tratto ha prescritto, tramite apposita ordinanza e segnaletica, tale obbligo. Chi percorre queste strade senza l’equipaggiamento antisdrucciolevole rischia una multa che può arrivare, a seconda del contesto e delle condizioni metereologiche, fino a 168 euro nei centri abitati e a 335 euro sui tratti extraurbani e autostradali.

    Come si sono comportati invece gli automobilisti toscani che si sono adeguati alla norma? La scelta più condivisa nell’ultimo anno è stata quella di trasportare catene da neve; in Toscana lo ha fatto circa 1 automobilista su 2. Al secondo posto si trovano le gomme quattro stagioni, montate da circa il 30% dei guidatori, mentre il restante 15% ha optato per i pneumatici invernali.

    Obbligatorie o no?

    L’indagine commissionata da Facile.it ha voluto infine indagare il grado di conoscenza degli automobilisti toscani rispetto alle indicazioni di legge in relazione ai dispositivi di sicurezza; alla domanda “Secondo lei è obbligatorio avere in auto le catene da neve o, comunque gli pneumatici invernali/quattro stagioni”, il 95% ha risposto affermativamente. 

    Un dato certamente positivo, anche se andando ad indagare più da vicino il livello di conoscenza dei rispondenti, emerge chiaramente come le opinioni siano differenti e non sempre corrette. Tra coloro che hanno dichiarato che le catene e gomme invernali sono obbligatorie, solo nel 37% dei casi hanno saputo indicare con esattezza il periodo e le condizioni nelle quali è necessario dotarsi di tale strumentazione. Molto spesso, invece, si ritiene erroneamente che durante l’inverno siano obbligatorie ovunque (45%) o solo quando si viaggia in montagna (9%). Vi è addirittura un 5% che crede che questi dispositivi siano obbligatori tutto l’anno; convinzione errata quando si parla di gomme invernali che, al contrario, vanno sostituite con pneumatici estivi dopo il 15 aprile.

     

    * Metodologia: n. 1.505 interviste CAWI con un campione rappresentativo degli individui patentati, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale.  Indagine condotta tra il 28 e il 30 ottobre 2019.

  • Gomme invernali e catene da neve: in Liguria circa 11.800 automobilisti non le usano

    Dal 15 novembre scatta l’obbligo, valido fino al 15 aprile, di montare pneumatici invernali/quattro stagioni o, in alternativa, di avere a bordo catene da neve; ma gli automobilisti liguri rispettano questa regola? Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat*, nonostante l’obbligo, in Liguria nell’ultimo anno circa 11.800 guidatori hanno viaggiato senza la strumentazione obbligatoria.

    Estendendo l’analisi a livello nazionale, il numero di automobilisti che nell’ultimo anno non si è dotato di dispositivi antisdrucciolo è pari a circa 1,2 milioni, ma quest’anno, secondo quanto emerso dall’indagine, la platea di italiani potenzialmente a rischio multa potrebbe essere addirittura più ampia e arrivare a 1,7 milioni.

    «Oltre agli evidenti rischi in termini di sicurezza e alle possibili sanzioni amministrative, girare in auto su strade che prevedono l’obbligo di catene da neve, gomme invernali o quattro stagioni senza esserne dotati, comporta dei rischi anche dal punto di vista assicurativo» – spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «In caso di incidente, qualora il sinistro sia stato causato o aggravato proprio dall’assenza della strumentazione obbligatoria, la compagnia potrebbe applicare sull’assicurato il diritto di rivalsa e chiedere un rimborso delle somme pagate ai terzi danneggiati».

    Va precisato che l’obbligo di montare pneumatici invernali o avere a bordo catene da neve nel periodo indicato dalla legge vale solo per quelle strade dove l’ente proprietario del tratto ha prescritto, tramite apposita ordinanza e segnaletica, tale obbligo. Chi percorre queste strade senza l’equipaggiamento antisdrucciolevole rischia una multa che può arrivare, a seconda del contesto e delle condizioni metereologiche, fino a 168 euro nei centri abitati e a 335 euro sui tratti extraurbani e autostradali.

    Come si comportano invece gli automobilisti liguri che, nell’ultimo anno, si sono messi al volante attenendosi alle indicazioni di legge? La scelta più condivisa nell’ultimo anno è stata quella di montare gomme quattro stagioni; in Liguria lo ha fatto circa il 30% degli automobilisti. Poco meno coloro che hanno scelto di montare gomme invernali (29%) e coloro che hanno optato per le catene a bordo (28%).

    Obbligatorie o no?

    L’indagine commissionata da Facile.it ha voluto infine indagare il grado di conoscenza degli automobilisti liguri rispetto alle indicazioni di legge in relazione ai dispositivi di sicurezza; alla domanda “Secondo lei è obbligatorio avere in auto le catene da neve o, comunque gli pneumatici invernali/quattro stagioni”, l’89% ha risposto affermativamente. 

    Un dato certamente positivo, anche se andando ad indagare più da vicino il livello di conoscenza dei rispondenti, emerge chiaramente come le opinioni siano differenti e non sempre corrette. Tra coloro che hanno dichiarato che le catene e gomme invernali sono obbligatorie, solo nel 36% dei casi hanno saputo indicare con esattezza il periodo e le condizioni nelle quali è necessario dotarsi di tale strumentazione. Molto spesso, invece, si ritiene erroneamente che durante l’inverno siano obbligatorie ovunque (38%) o solo quando si viaggia in montagna (19%). Vi è addirittura un 5% che crede che questi dispositivi siano obbligatori tutto l’anno; convinzione errata quando si parla di gomme invernali che, al contrario, vanno sostituite con pneumatici estivi dopo il 15 aprile.

     

     

    * Metodologia: n. 1.505 interviste CAWI con un campione rappresentativo degli individui patentati, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale.  Indagine condotta tra il 28 e il 30 ottobre 2019.

  • Gomme invernali e catene da neve: in Lombardia circa 76.700 automobilisti non le usano

    Dal 15 novembre scatta l’obbligo, valido fino al 15 aprile, di montare pneumatici invernali/quattro stagioni o, in alternativa, di avere a bordo catene da neve; ma gli automobilisti lombardi rispettano questa regola? Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat*, nonostante l’obbligo, in Lombardia nell’ultimo anno circa 76.700 guidatori hanno viaggiato senza la strumentazione obbligatoria.

    Estendendo l’analisi a livello nazionale, il numero di automobilisti che nell’ultimo anno non si è dotato di dispositivi antisdrucciolo è pari a circa 1,2 milioni, ma quest’anno, secondo quanto emerso dall’indagine, la platea di italiani potenzialmente a rischio multa potrebbe essere addirittura più ampia e arrivare a 1,7 milioni.

    «Oltre agli evidenti rischi in termini di sicurezza e alle possibili sanzioni amministrative, girare in auto su strade che prevedono l’obbligo di catene da neve, gomme invernali o quattro stagioni senza esserne dotati, comporta dei rischi anche dal punto di vista assicurativo» – spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «In caso di incidente, qualora il sinistro sia stato causato o aggravato proprio dall’assenza della strumentazione obbligatoria, la compagnia potrebbe applicare sull’assicurato il diritto di rivalsa e chiedere un rimborso delle somme pagate ai terzi danneggiati».

    Va precisato che l’obbligo di montare pneumatici invernali o avere a bordo catene da neve nel periodo indicato dalla legge vale solo per quelle strade dove l’ente proprietario del tratto ha prescritto, tramite apposita ordinanza e segnaletica, tale obbligo. Chi percorre queste strade senza l’equipaggiamento antisdrucciolo rischia una multa che può arrivare, a seconda del contesto e delle condizioni metereologiche, fino a 168 euro nei centri abitati e a 335 euro sui tratti extraurbani e autostradali.

    Come si sono comportati invece gli automobilisti lombardi che si sono adeguati alla norma? La scelta più condivisa nell’ultimo anno è stata quella di montare gomme invernali; in Lombardia lo ha fatto circa 1 automobilista su 2. Al secondo posto si trovano le catene da neve, trasportate dal 25% degli automobilisti residenti nella regione, mentre il restante 19% ha optato per le gomme quattro stagioni.

    Obbligatorie o no?

    L’indagine commissionata da Facile.it ha voluto infine indagare il grado di conoscenza degli automobilisti lombardi rispetto alle indicazioni di legge in relazione ai dispositivi di sicurezza; alla domanda “Secondo lei è obbligatorio avere in auto le catene da neve o, comunque gli pneumatici invernali/quattro stagioni”, il 90% ha risposto affermativamente. 

    Un dato certamente positivo, anche se andando ad indagare più da vicino il livello di conoscenza dei rispondenti, emerge chiaramente come le opinioni siano differenti e non sempre corrette. Tra coloro che hanno dichiarato che le catene e gomme invernali sono obbligatorie, solo nel 45% dei casi hanno saputo indicare con esattezza il periodo e le condizioni nelle quali è necessario dotarsi di tale strumentazione. Molto spesso, invece, si ritiene erroneamente che durante l’inverno siano obbligatorie ovunque (50%) o solo quando si viaggia in montagna (18%). Vi è addirittura un 4% che crede che questi dispositivi siano obbligatori tutto l’anno; convinzione errata quando si parla di gomme invernali che, al contrario, vanno sostituite con pneumatici estivi dopo il 15 aprile.

     

    * Metodologia: n. 1.505 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione italiana e, nello specifico,  degli individui patentati, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale.  Indagine condotta tra il 28 e il 30 ottobre 2019.

  • Gomme invernali e catene da neve: in Emilia-Romagna circa 35.500 automobilisti non le usano

    Dal 15 novembre scatta l’obbligo, valido fino al 15 aprile, di montare pneumatici invernali/quattro stagioni o, in alternativa, di avere a bordo catene da neve; ma gli automobilisti emiliano romagnoli rispettano questa regola? Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat*, nonostante l’obbligo, in Emilia-Romagna nell’ultimo anno circa 35.500 guidatori hanno viaggiato senza la strumentazione obbligatoria.

    Estendendo l’analisi a livello nazionale, il numero di automobilisti che nell’ultimo anno non si è dotato di dispositivi antisdrucciolo è pari a circa 1,2 milioni, ma quest’anno, secondo quanto emerso dall’indagine, la platea di italiani potenzialmente a rischio multa potrebbe essere addirittura più ampia e arrivare a 1,7 milioni.

    «Oltre agli evidenti rischi in termini di sicurezza e alle possibili sanzioni amministrative, girare in auto su strade che prevedono l’obbligo di catene da neve, gomme invernali o quattro stagioni senza esserne dotati, comporta dei rischi anche dal punto di vista assicurativo» – spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «In caso di incidente, qualora il sinistro sia stato causato o aggravato proprio dall’assenza della strumentazione obbligatoria, la compagnia potrebbe applicare sull’assicurato il diritto di rivalsa e chiedere un rimborso delle somme pagate ai terzi danneggiati».

    Va precisato che l’obbligo di montare pneumatici invernali o avere a bordo catene da neve nel periodo indicato dalla legge vale solo per quelle strade dove l’ente proprietario del tratto ha prescritto, tramite apposita ordinanza e segnaletica, tale obbligo. Chi percorre queste strade senza l’equipaggiamento antisdrucciolevole rischia una multa che può arrivare, a seconda del contesto e delle condizioni metereologiche, fino a 168 euro nei centri abitati e a 335 euro sui tratti extraurbani e autostradali.

    Come si sono comportati invece gli automobilisti virtuosi dell’Emilia-Romagna? La scelta più condivisa nell’ultimo anno è stata quella di montare gomme invernali; nella regione lo ha fatto circa il 42% di chi si è adeguato alla norma. Al secondo posto si trovano i pneumatici quattro stagione, scelti da quasi 1 automobilista su 3 mentre il restante 22% ha optato per le catene da neve.

    Obbligatorie o no?

    L’indagine commissionata da Facile.it ha voluto infine indagare il grado di conoscenza degli automobilisti dell’Emilia-Romagna rispetto alle indicazioni di legge in relazione ai dispositivi di sicurezza; alla domanda “Secondo lei è obbligatorio avere in auto le catene da neve o, comunque gli pneumatici invernali/quattro stagioni”, il 96% ha risposto affermativamente. 

    Un dato certamente positivo, anche se andando ad indagare più da vicino il livello di conoscenza dei rispondenti, emerge chiaramente come le opinioni siano differenti e non sempre corrette. Tra coloro che hanno dichiarato che le catene e gomme invernali sono obbligatorie, solo nel 35% dei casi hanno saputo indicare con esattezza il periodo e le condizioni nelle quali è necessario dotarsi di tale strumentazione. Molto spesso, invece, si ritiene erroneamente che durante l’inverno siano obbligatorie ovunque (56%) o solo quando si viaggia in montagna (11%). Vi è addirittura un 4% che crede che questi dispositivi siano obbligatori tutto l’anno; convinzione errata quando si parla di gomme invernali che, al contrario, vanno sostituite con pneumatici estivi dopo il 15 aprile.

     

    * Metodologia: n. 1.505 interviste CAWI con un campione rappresentativo degli individui patentati, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale.  Indagine condotta tra il 28 e il 30 ottobre 2019.

  • Gomme invernali e catene da neve: nel Lazio circa 268.000 automobilisti non le usano

    Dal 15 novembre scatta l’obbligo, valido fino al 15 aprile, di montare pneumatici invernali/quattro stagioni o, in alternativa, di avere a bordo catene da neve; ma gli automobilisti laziali rispettano questa regola? Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat*, nonostante l’obbligo, nel Lazio nell’ultimo anno circa 268.000 guidatori hanno viaggiato senza la strumentazione obbligatoria.

    Estendendo l’analisi a livello nazionale, il numero di automobilisti che nell’ultimo anno non si è dotato di dispositivi antisdrucciolo è pari a circa 1,2 milioni, ma quest’anno, secondo quanto emerso dall’indagine, la platea di italiani potenzialmente a rischio multa potrebbe essere addirittura più ampia e arrivare a 1,7 milioni.

    «Oltre agli evidenti rischi in termini di sicurezza e alle possibili sanzioni amministrative, girare in auto su strade che prevedono l’obbligo di catene da neve, gomme invernali o quattro stagioni senza esserne dotati, comporta dei rischi anche dal punto di vista assicurativo» – spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «In caso di incidente, qualora il sinistro sia stato causato o aggravato proprio dall’assenza della strumentazione obbligatoria, la compagnia potrebbe applicare sull’assicurato il diritto di rivalsa e chiedere un rimborso delle somme pagate ai terzi danneggiati».

    Va precisato che l’obbligo di montare pneumatici invernali o avere a bordo catene da neve nel periodo indicato dalla legge vale solo per quelle strade dove l’ente proprietario del tratto ha prescritto, tramite apposita ordinanza e segnaletica, tale obbligo. Chi percorre queste strade senza l’equipaggiamento antisdrucciolevole rischia una multa che può arrivare, a seconda del contesto e delle condizioni metereologiche, fino a 168 euro nei centri abitati e a 335 euro sui tratti extraurbani e autostradali.

    Come si sono comportati invece gli automobilisti laziali che si sono adeguati alla norma? A differenza di altre aree del Paese, nel Lazio non vi è una netta preferenza e gli automobilisti virtuosi della regione si sono suddivisi equamente tra coloro che hanno montato gomme invernali, chi ha preferito i pneumatici quattro stagioni e chi, invece, ha scelto di trasportare catene da neve.

    Obbligatorie o no?

    L’indagine commissionata da Facile.it ha voluto infine indagare il grado di conoscenza degli automobilisti laziali rispetto alle indicazioni di legge in relazione ai dispositivi di sicurezza; alla domanda “Secondo lei è obbligatorio avere in auto le catene da neve o, comunque gli pneumatici invernali/quattro stagioni”, l’80% ha risposto affermativamente. 

    Andando però a indagare più da vicino il livello di conoscenza dei rispondenti, emerge chiaramente come le opinioni siano differenti e non sempre corrette. Tra coloro che hanno dichiarato che le catene e gomme invernali sono obbligatorie, solo nel 30% dei casi hanno saputo indicare con esattezza il periodo e le condizioni nelle quali è necessario dotarsi di tale strumentazione. Molto spesso, invece, si ritiene erroneamente che durante l’inverno siano obbligatorie ovunque (31%) o solo quando si viaggia in montagna (20%). Vi è addirittura un 6% che crede che questi dispositivi siano obbligatori tutto l’anno; convinzione errata quando si parla di gomme invernali che, al contrario, vanno sostituite con pneumatici estivi dopo il 15 aprile.



    * Metodologia: n. 1.505 interviste CAWI con un campione rappresentativo degli individui patentati, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale.  Indagine condotta tra il 28 e il 30 ottobre 2019.

  • Gomme invernali e catene da neve: in Campania circa 279.000 automobilisti non le usano

    Dal 15 novembre scatta l’obbligo, valido fino al 15 aprile, di montare pneumatici invernali/quattro stagioni o, in alternativa, di avere a bordo catene da neve; ma gli automobilisti campani rispettano questa regola? Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat*, nonostante l’obbligo, in Campania nell’ultimo anno circa 279.000 guidatori hanno viaggiato senza la strumentazione obbligatoria.

    Estendendo l’analisi a livello nazionale, il numero di automobilisti che nell’ultimo anno non si è dotato di dispositivi antisdrucciolo è pari a circa 1,2 milioni, ma quest’anno, secondo quanto emerso dall’indagine, la platea di italiani potenzialmente a rischio multa potrebbe essere addirittura più ampia e arrivare a 1,7 milioni.

    «Oltre agli evidenti rischi in termini di sicurezza e alle possibili sanzioni amministrative, girare in auto su strade che prevedono l’obbligo di catene da neve, gomme invernali o quattro stagioni senza esserne dotati, comporta dei rischi anche dal punto di vista assicurativo» – spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «In caso di incidente, qualora il sinistro sia stato causato o aggravato proprio dall’assenza della strumentazione obbligatoria, la compagnia potrebbe applicare sull’assicurato il diritto di rivalsa e chiedere un rimborso delle somme pagate ai terzi danneggiati».

    Va precisato che l’obbligo di montare pneumatici invernali o avere a bordo catene da neve nel periodo indicato dalla legge vale solo per quelle strade dove l’ente proprietario del tratto ha prescritto, tramite apposita ordinanza e segnaletica, tale obbligo. Chi percorre queste strade senza l’equipaggiamento antisdrucciolevole rischia una multa che può arrivare, a seconda del contesto e delle condizioni metereologiche, fino a 168 euro nei centri abitati e a 335 euro sui tratti extraurbani e autostradali.

    Come si sono comportati invece gli automobilisti campani che si sono adeguati alla norma? La scelta più condivisa nell’ultimo anno è stata quella di montare gomme quattro stagioni; in Campania lo ha fatto più di 1 automobilista su 3. Al secondo posto si trovano le catene da neve, trasportate dal 17% degli automobilisti residenti nella regione mentre il restante 13% ha optato per i pneumatici invernali.

    Obbligatorie o no?

    L’indagine commissionata da Facile.it ha voluto infine indagare il grado di conoscenza degli automobilisti campani rispetto alle indicazioni di legge in relazione ai dispositivi di sicurezza; alla domanda “Secondo lei è obbligatorio avere in auto le catene da neve o, comunque gli pneumatici invernali/quattro stagioni”, più di 1 rispondente su 3 ha risposto che non sono obbligatorie o ha ammesso di non sapere.

    Anche guardando il livello di conoscenza di coloro che invece hanno dichiarato di essere consapevoli dell’obbligo, emerge chiaramente come le opinioni siano differenti e non sempre corrette. Tra questi, ad esempio, solo il 16% ha saputo indicare con esattezza il periodo e le condizioni nelle quali è necessario dotarsi di tale strumentazione. Molto spesso, invece, si ritiene erroneamente che durante l’inverno siano obbligatorie ovunque (31%) o solo quando si viaggia in montagna (22%). Vi è addirittura un 9% che crede che questi dispositivi siano obbligatori tutto l’anno; convinzione errata quando si parla di gomme invernali che, al contrario, vanno sostituite con pneumatici estivi dopo il 15 aprile.

     

    * Metodologia: n. 1.505 interviste CAWI con un campione rappresentativo degli individui patentati, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale.  Indagine condotta tra il 28 e il 30 ottobre 2019.

  • Gomme invernali e catene da neve: in Calabria il 21,5% degli automobilisti ritiene non siano obbligatorie

    Dal 15 novembre, fino al 15 aprile, scatta l’obbligo di montare pneumatici invernali/quattro stagioni o, in alternativa, di avere a bordo catene da neve; la norma riguarda anche alcuni tratti stradali della Calabria, eppure, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat*, più di 1 automobilista calabrese su 5 (21,5%) non lo sa o ritiene che non sia obbligatorio avere a bordo questi dispositivi.

    Anche guardando a coloro che, in regione, hanno dichiarato di essere a conoscenza della norma, emergono comunque opinioni differenti e non sempre corrette; in questo sotto campione, solo il 30% ha saputo indicare con esattezza il periodo e le condizioni nelle quali è necessario dotarsi di tale strumentazione.

    Va precisato che l’obbligo di montare pneumatici invernali o avere a bordo catene da neve nel periodo indicato dalla legge vale solo per quelle strade dove l’ente proprietario del tratto ha prescritto, tramite apposita ordinanza e segnaletica, tale obbligo. Chi percorre queste strade senza l’equipaggiamento antisdrucciolo rischia una multa che può arrivare, a seconda del contesto e delle condizioni metereologiche, fino a 168 euro nei centri abitati e a 335 euro sui tratti extraurbani e autostradali.

    E nel resto d’Italia? Nonostante l’85% dei rispondenti abbia dichiarato di essere a conoscenza dell’obbligatorietà di questi dispositivi, sono ancora molti gli italiani che guidano senza dotarsene; solo nell’ultimo anno, in tutto il Paese, sono stati circa 1,2 milioni.

    Per quale motivo lo hanno fatto o, meglio NON lo hanno fatto? 471 mila automobilisti (pari all’8% di chi ha viaggiato senza le opportune misure di sicurezza per i pneumatici) ha ammesso di essersene semplicemente dimenticato; curioso notare come, in questo caso, il campione maschile sia più “smemorato” di quello femminile visto che tra gli uomini la percentuale sale all’11%, contro il 5% delle donne. Lascia un pochino stupiti, forse, che 397 mila persone (il 7%) abbiano dichiarato di non aver fatto nulla perché “non potevano permettersi di acquistare gomme invernali/quattro stagioni o catene da neve”.

    Il dato che però più di tutti preoccupa è quello relativo ai 347 mila automobilisti (il 6%) che nell’ultimo anno, pur consapevoli dell’obbligo e anche in presenza degli appositi segnali stradali, hanno preferito non fare nulla in quanto “ritenevano di poca utilità l’uso di questi dispositivi.

    «Oltre agli evidenti rischi in termini di sicurezza e alle possibili sanzioni amministrative, girare in auto su strade che prevedono l’obbligo di catene da neve, gomme invernali o quattro stagioni senza esserne dotati, comporta rischi anche dal punto di vista assicurativo» – spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «In caso di incidente, qualora il sinistro sia stato causato o aggravato proprio dall’assenza della strumentazione obbligatoria, la compagnia potrebbe applicare sull’assicurato il diritto di rivalsa e chiedere un rimborso delle somme pagate ai terzi danneggiati».

    1,7 milioni di italiani a rischio multa

    In generale, la platea di automobilisti potenzialmente a rischio multa quest’anno potrebbe essere addirittura più ampia. Alla domanda “come ti comporti prima di partire per un viaggio in auto al di fuori della tua città”, sebbene 1 rispondente su 2 abbia dichiarato di verificare preventivamente la presenza di ordinanze che impongono l’uso di gomme invernali o catene a bordo, sono ancora molti, più di 1,7 milioni, gli automobilisti che comunque si mettono tranquillamente al volante senza essere in regola.

    Gli italiani preferiscono le gomme invernali

    Come si comportano invece gli automobilisti virtuosi e quali sono le preferenze di chi, nell’ultimo anno, si è attenuto alle indicazioni di legge? La scelta più condivisa è stata quella di montare gomme invernali; lo ha fatto il 34%, vale a dire 12,6 milioni di automobilisti. Una soluzione particolarmente utilizzata nelle regioni del Nord Ovest, dove la percentuale sale addirittura al 56% (contro il 16% rilevato al Sud e sulle Isole).

    Al secondo posto si trovano i pneumatici quattro stagioni, montati dal 25,3% dei rispondenti, vale a dire quasi 9,5 milioni di automobilisti; poco meno, 9,3 milioni (il 25%), invece, hanno scelto di trasportare catene da neve, soluzione particolarmente apprezzata nelle regioni del Centro Italia (dove la percentuale sale al 35%).

     

    * Metodologia: n. 1.505 interviste CAWI con un campione rappresentativo degli individui patentati, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale.  Indagine condotta tra il 28 e il 30 ottobre 2019.

  • Gomme invernali e catene da neve: 1,7 milioni di italiani a rischio multa

    Dal 15 novembre al 15 aprile scatta l’obbligo di montare pneumatici invernali/ quattro stagioni o, in alternativa, di avere a bordo catene da neve; ma gli italiani rispettano questa regola? Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione patentata italiana*, nell’ultimo anno 1,2 milioni di automobilisti hanno guidato senza dotarsi dei dispositivi prescritti dalla legge.

    Per quale motivo lo hanno fatto o, meglio NON lo hanno fatto? 471 mila automobilisti (pari all’8% di chi ha viaggiato senza le opportune misure di sicurezza per i pneumatici) ha ammesso di essersene semplicemente dimenticato; curioso notare come, in questo caso, il campione maschile sia più “smemorato” di quello femminile visto che tra gli uomini la percentuale sale all’11%, contro il 5% delle donne. Lascia un pochino stupiti, forse, che 397 mila persone (il 7%) abbiano dichiarato di non aver fatto nulla perché “non potevano permettersi di acquistare gomme invernali/quattro stagioni o catene da neve”.

    Il dato che però più di tutti preoccupa è quello relativo ai 347 mila automobilisti (il 6%) che nell’ultimo anno, pur consapevoli dell’obbligo e anche in presenza degli appositi segnali stradali, hanno preferito non fare nulla in quanto “ritenevano di poca utilità l’uso di questi dispositivi di sicurezza.

    «Oltre agli evidenti rischi in termini di sicurezza e alle possibili sanzioni amministrative, girare in auto su strade che prevedono l’obbligo di catene da neve, gomme invernali o quattro stagioni senza esserne dotati, comporta dei rischi anche dal punto di vista assicurativo» – spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «In caso di incidente, qualora il sinistro fosse stato causato o aggravato proprio dall’assenza della strumentazione obbligatoria, la compagnia potrebbe applicare sull’assicurato il diritto di rivalsa e chiedere un rimborso delle somme pagate ai terzi danneggiati».

    Ad onor del vero va precisato che l’obbligo di montare pneumatici invernali o avere a bordo catene da neve nel periodo indicato dalla legge vale solo per quelle strade dove l’ente proprietario del tratto ha prescritto, tramite apposita ordinanza e segnaletica, tale obbligo.

    1,7 milioni di italiani a rischio multa

    Più in generale, la platea di automobilisti potenzialmente a rischio multa quest’anno potrebbe essere addirittura più ampia. Alla domanda “come ti comporti prima di partire per un viaggio in auto al di fuori della tua città”, sebbene 1 rispondente su 2 abbia dichiarato di verificare preventivamente la presenza di ordinanze che impongono l’uso di gomme invernali o catene a bordo, sono ancora molti, più di 1,7 milioni, gli automobilisti che comunque si mettono tranquillamente al volante senza essere in regola con la norma. Evidentemente nessuno di loro è turbato né dai rischi di sicurezza né dall’entità delle pesanti sanzioni cui si espongono dato che la multa va da 85 a 338 euro.

    Gli italiani preferiscono le gomme invernali

    Come si comportano invece gli automobilisti virtuosi e quali sono le preferenze di chi, nell’ultimo anno, si è messo al volante attenendosi alle indicazioni di legge? La scelta più condivisa è stata quella di montare gomme invernali; lo ha fatto il 34%, vale a dire 12,6 milioni di automobilisti. Una soluzione particolarmente utilizzata nelle regioni del Nord Ovest, dove la percentuale sale addirittura al 56% (contro il 16% rilevato al Sud e sulle Isole).

    Al secondo posto si trovano i pneumatici quattro stagioni, montati dal 25,3% dei rispondenti, vale a dire quasi 9,5 milioni di automobilisti; poco meno, 9,3 milioni (il 25%), invece, hanno scelto di trasportare catene da neve, soluzione particolarmente apprezzata nelle regioni del Centro Italia (dove la percentuale sale al 35%).

    Obbligatorie o no?

    L’indagine commissionata da Facile.it ha voluto infine indagare il grado di conoscenza degli italiani rispetto alle indicazioni di legge in relazione ai dispositivi di sicurezza; alla domanda “Secondo lei è obbligatorio avere in auto le catene da neve o, comunque gli pneumatici invernali/quattro stagioni”, l’85% ha risposto affermativamente.  

    Non sorprende vedere come tale consapevolezza sia superiore nelle regioni del Nord Italia (dove più del 90% dei rispondenti ritengono che catene o gomme invernali siano obbligatorie), mentre al Sud e Isole scende al 72%.

    Un dato certamente positivo, anche se andando ad indagare più da vicino il livello di conoscenza dei rispondenti, emerge chiaramente come le opinioni siano differenti e non sempre corrette. Tra coloro che hanno dichiarato che le catene e gomme invernali sono obbligatorie, solo il 35% ha saputo dire con esattezza il periodo e le condizioni nelle quali è necessario dotarsi di tale strumentazione.

    Molto spesso, invece, si ritiene erroneamente che durante l’inverno siano obbligatorie ovunque (42%), ci si dimentica che il periodo di prescrizione riguarda anche parte della primavera (25%) o si pensa che siano obbligatorie solo quando si viaggia in montagna (16%). Vi è addirittura un 5% che crede che questi dispositivi siano obbligatori tutto l’anno; convinzione errata quando si parla di gomme invernali che, al contrario, vanno sostituite con pneumatici estivi dopo il 15 aprile.

     

    * Metodologia: n. 1.505 interviste CAWI con un campione rappresentativo degli individui patentati, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale.  Indagine condotta tra il 28 e il 30 ottobre 2019.

  • La mobilità digitale si fa strada a Bergamo con il nuovo Base ALD

    E se potessimo cambiare l’auto come cambiamo i vestiti? Da oggi, anche la mobilità può essere modulata e per rispondere alle necessità del momento nasce “Base ALD Bergamo”, l’Experience Point di ALD Automotive, il secondo dopo Monza firmato Lozza, il quinto in Italia, insieme a Verona, Napoli e Perugia. 

    “Base ALD” è un nuovo mondo dedicato all’innovazione e alla sostenibilità targata ALD Automotive, società del gruppo Francese Société Générale leader nel fleet management e servizi di mobilità pensati su misura del cliente, ma anche un luogo da vivere attraverso eventi e test drive durante l’anno.

    Nel caso volessi trascorrere un mese in montagna, il veicolo idoneo lo noleggio, così pure il piacere di utilizzare una city car per quattro mesi e solo lo scooter per il resto dell’anno, e ancora, dal car sharing durante la settimana alla decapottabile per il week end al mare, al multi van per una vacanza in campeggio con la famiglia. Quante volte ci si rende conto che abbiamo la vettura sbagliata per l’occasione?

    Base ALD Bergamo soddisfa tutte le esigenze, evitando il consumismo con la massima attenzione all’ambiente e al benessere dei luoghi in cui abitiamo, dando il via a un nuovo trend che presta attenzione alla salute nostra e delle nuove generazioni. Perché entrare in Base ALD, sia da privato che da azienda, si scopre la possibilità di cambiare il modo di vivere gli spostamenti con mezzi idonei a seconda del luogo e del tempo, che si tratti di ore, giorni, mesi, o anche anni, attraverso formule di noleggio, modulabili che includono tutto dall’assistenza alla risoluzione di qualsiasi problema emerga, ci si dovrà solo occupare del carburante e se è elettrica, ricaricarla.

    Non importa che le esigenze siano familiari o professionali: l’auto condivisa è il nuovo modo di intendere la mobilità.  Troppo futuristico? Non proprio. A parlare sono i numeri: ogni giorno, oltre 900.000 persone utilizzano in Italia servizi di noleggio a lungo termine, 130.000 quelli del noleggio a breve termine, 33.000 il car sharing vero e proprio con ben 1 milione e 800 mila iscritti in tutto il Paese a servizi di questo genere (dati 18° Rapporto ANIASA). Il futuro, dunque, è già qui. Non a caso, per il “Base ALD Bergamo”, Lozza Spa ha scelto un richiamo all’avveniristico Matrix con una facciata a forometria che cambia colore a seconda degli impulsi quotidiani, un nuovo linguaggio dell’intelletto e delle emozioni. Essa, in genere avrà il colore neutro del relax e dell’equilibrio. Un luogo che fin dall’ingresso saprà stupire il visitatore, attento al benessere e alla salute sei propri dipendenti, il nuovo Base ALD Bergamo è un luogo silenzioso, ordinato e verde! Attento all’ambiente e capace di stupirvi quando meno ve lo aspettate!

    Del resto, il noleggio delle auto è solo uno dei nuovi modi di intendere la proprietà, sempre più dinamica e meno legata al concetto di possesso. Si pensi agli short – stay stile Airbnb o alle nuove formule di design – sharing. La condivisione è il mantra del nuovo millennio e anche una città come Bergamo fa propria questa tendenza globale. Una filosofia che Lozza Spa ha intercettato per tempo, avviando il primo Base ALD in Europa a Monza. Un’esperienza da cui la nuova sede di Bergamo evolverà. Proprio la Base aperta a Monza, infatti, è un’ulteriore conferma di un format vincente, capace di interpretare le esigenze delle aziende ma anche delle famiglie, sempre più alla ricerca di una mobilità agile e sostenibile, poco dispendiosa e molto flessibile, declinabile in capo alle specifiche esigenze: «In quanti viaggeranno? Quale sarà la meta? Quale la ragione del viaggio?»

    «Le nuove generazioni parlano il linguaggio della libertà e i servizi di mobilità devono essere in grado di rispondere a questa esigenza. Negli ultimi cinque anni, nel settore dell’automotive ci sono state più innovazioni che negli ultimi 50 anni. Si pensi non solo alla sharing ma anche alla e-mobility.  Evoluzioni che presuppongono importanti processi di ricerca e sviluppo in campo tecnologico, ma anche l’adozione di una nuova cultura da parte degli operatori del settore che devono diventare più smart, più efficienti, più dinamici.  Digitalizziamo la mobilità, diamo al cittadino una macchina gestita e controllata offrendogli la possibilità di scegliere, di rispettare l’ambiente senza pensare più a nulla perché gestiamo noi manutenzione, assistenza e storage” – spiega il presidente Alberto Lozza, ricordando che un importante passo avanti in questa direzione a Bergamo è stato già compiuto con l’apertura di Muoviti Controcorrente – Car Sharing Bergamo by Lozza, il servizio di sharing mobility che dall’1 giugno scorso ha portato in città 10 auto elettriche da condividere con un semplice click attraverso l’App Popmove. Con questa nuova sede la Lozza spa immette la prima vera provocazione in campo di mobilità fino ad ora mai osata sul mercato di Bergamo al servizio dei cittadini.

    Stefano Zenoni, Assessore all’Ambiente e alla Mobilità del Comune di Bergamo sottolinea: “La sharing mobility si aggiunge al servizio di car sharing Muoviti controcorrente avviato quest’anno e all’attivazione di più di 32 colonnine di ricarica per veicoli elettrici avvicinandoci a un traguardo importante di far entrare Bergamo all’interno del novero dei comuni che stanno riflettendo su come intervenire a livello locale per adattarsi all’emergenza climatica. Inoltre, il prossimo anno saremo chiamati a fare l’aggiornamento del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (Paesc). L’ultimo monitoraggio del 2016 aveva evidenziato una riduzione del 17% delle emissioni di CO2 rispetto al 2010 e quindi siamo fiduciosi di poter centrare l’obiettivo fissato: una riduzione del 20% entro il 2020”.

    All’evento di inaugurazione, ha preso parte Crescenzo Ilardi, Head Of Market Sales & Customer Management di ALD Automotive: “L’apertura del nuovo Base ALD nella città di Bergamo rappresenta un ulteriore passo della nostra strategia di sviluppo di una rete sul territorio che garantisca ai nostri clienti una presenza capillare e una continua ricerca nella qualità nei servizi legati alla propria mobilità. Il nostro obiettivo è creare dei veri e propri Experience Point dove i nostri clienti, ma anche i cittadini che vivono le realtà locali, possano vivere un’esperienza di mobilità fatta di innovazione e sostenibilità ambientale. Grazie al grande lavoro dei nostri partner- prosegue Ilardi – riusciamo a studiare il territorio e intercettare quelli che sono i bisogni in modo da costruire, anche con le istituzioni, progetti che possano migliorare la mobilità con una grande attenzione alla riduzione delle emissioni e del numero di veicoli circolanti. Da questo punto di vista la città e tutto il territorio di Bergamo rappresentano un’eccellenza in termini di innovazione e attenzione all’ambiente come già dimostrato con il lancio del servizio di Car Sharing su piattaforma PopMove, vero modello di mobilità innovativa.”

  • La prima auto? Gli italiani la comprano a 22 anni

    La prima auto non si scorda mai; ma a che età la si compra? Con quali soldi? Chi la mantiene e, una volta conquistato il volante, che cosa ci si fa? Sono queste alcune delle domande dell’indagine* condotta da mUp Research e Norstat per Facile.it, su un campione rappresentativo degli italiani patentati con età compresa tra i 18 ed i 74 anni.

    1) Gli uomini la comprano prima

    L’indagine ha evidenziato come l’età media di possesso della prima auto sia, a livello nazionale, pari a poco meno di 22 anni. Segmentando il campione per sesso e area geografica di residenza, però, emergono differenze importanti. Gli uomini arrivano prima delle donne ad avere un’auto propria e se nel caso del campione femminile l’età media rilevata è di poco inferiore ai 23 anni, in quello maschile scende al di sotto dei 21. I primi a conquistare le quattro ruote sono i residenti nel Nord Ovest e nel Centro Italia, che si presentano dal venditore quando hanno, sempre in media, 21 anni e 6 mesi. Ultimi i patentati che vivono al Sud o nelle Isole; per loro la prima auto di proprietà arriva a 22 anni e 2 mesi.

    2) Chi la compra

    Se è vero che nel 65,8% dei casi le nostre prime auto sono comprate usate, è altrettanto vero che qualcuno deve comunque pagare il conto. A farlo, secondo quanto emerso dall’indagine, sono quasi sempre i genitori che la regalano al proprio figlio o figlia nel 41,7% dei casi. Le donne sembrano ricevere questo bel regalo in percentuale maggiore rispetto agli uomini (43,7% vs 39,7%). Va evidenziato, però, come il dato relativo ai genitori che comprano la prima auto per i figli scenda nel Nord Est (36,9%) e salga sia al Sud (42,6%) sia al Nord Ovest (45,6%).

    Continuando a scorrere i dati si scopre che più di un intervistato su 3 (34,4%) ha in realtà acquistato l’auto con i propri risparmi o, nel 7,9% dei casi, chiedendo un prestito (10,1% fra i residenti nel Nord Est). Molti anche quelli che ereditano l’auto di un parente che ormai non la usa più; a livello nazionale sono il 13,8% del campione, ma diventano quasi il 15% al Sud e nelle Isole, il 15,8% al Nord Est e addirittura il 16,1% fra le donne.

    3) Chi la mantiene

    Una volta acquistata, l’auto va anche mantenuta. Per questo motivo Facile.it ha voluto scoprire a carico di chi fossero (o siano) i costi della prima automobile. Nel 75,7% dei casi i rispondenti hanno dichiarato di pensare da sé a benzina, bollo, riparazioni e tutte le altre spese, ma il quadro cambia se ci si sposta lungo la Penisola.

    Al Sud e nelle Isole, dove i giovani hanno più difficoltà a raggiungere una propria indipendenza economica, nel 50,1% dei casi a pensare a pagare i conti dell’auto dei figli sono sempre i genitori. Scorporando le voci di costo legate al mantenimento, quella in cui i genitori intervengono più spesso è l’assicurazione RC; mamma e papà se ne fanno carico 4 volte su 10 (addirittura nel 45,7% dei casi al Sud); quella in cui i neoproprietari sono più indipendenti, invece, è il carburante (lo paga l’intestatario dell’auto nel 71,4% dei casi).

    4) Il primo giro in auto

    Ricorda qual è stato il primo utilizzo in assoluto di questa sua “prima” automobile? Dove si è recato e perché? Quando Facile.it ha posto questa domanda il 31,7% degli intervistati ha dichiarato di averla usata per andare a scuola o al lavoro, il 28,5% di essersi precipitato dagli amici per mostrar loro il nuovo acquisto (dato che schizza fino a sfiorare il 35% fra gli uomini), il 21,8% di aver fatto un giro fuori porta. Solo un rispondente su sei, invece, ha pensato ad andare subito a far vedere la macchina appena comprata al proprio fidanzato o fidanzata.

    5) Prima o poi tutto finisce

    Nulla è destinato a durare per sempre, nemmeno la prima auto. Dopo quanti anni, hanno chiesto ancora mUp Research e Norstat per Facile.it, avete venduto la vostra prima auto? In media, hanno risposto gli intervistati, si è detto addio alla prima automobile dopo 6 anni ed 8 mesi dall’acquisto.

    «Interessante notare come anche la durata del rapporto con la prima auto sia differente tra uomini e donne», spiega Stefano Carlin, Managing Partner di mUp Research «i primi a disinnamorarsi sono gli uomini che, forse anche in virtù di un potere d’acquisto maggiore, tendono a comprarne una nuova dopo soli 6 anni; le donne aspettano decisamente più a lungo e per loro il secondo veicolo di proprietà arriva dopo 7 anni e 5 mesi dall’acquisto del primo».

    A livello geografico, invece, a cambiare auto per primi sono i residenti nel Centro Italia (lo fanno dopo 6 anni e 2 mesi), ma va ricordato che loro sono anche quelli che più di ogni altro comprano usato il primo veicolo (66,4%); quelli che, di contro, cambiano più tardi la prima auto sono i residenti nel Nord Est (7 anni ed 1 mese), dato che ancora una volta si sposa con quello dell’acquisto nuovo o usato per la prima auto visto che in quest’area del Paese, si registrano le maggiori percentuali di nuovo in primo acquisto (36,3%).

     

     

     

    * Metodologia: n. 1.691 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni.  Indagine condotta a maggio 2019.

     

     

  • Danni ad auto in sosta: 1 automobilista su 6 scappa se non c’è il proprietario

    Tamponare un’auto in sosta in assenza del proprietario del veicolo è un incidente piuttosto frequente. Ma come si comportano gli italiani al volante una volta fatto il danno? La risposta arriva dall’indagine commissionata da Facile.it secondo cui il 16,5% di coloro che si sono trovati in questa situazione, vale a dire 1,3 milioni di automobilisti, piuttosto che assumersi la responsabilità di quanto fatto ed approfittando dell’assenza del proprietario del veicolo danneggiato, hanno preferito scappare senza lasciare alcun riferimento di contatto.

    Il malcostume – si legge nell’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione adulta con età compresa tra i 18 ed i 74 anni* – sembra essere un comportamento prevalentemente maschile; a “scappare” cercando di farla franca sono soprattutto gli uomini (tra di loro lo ha fatto il 21,3%), mentre le donne si dimostrano notevolmente più oneste e, nel campione femminile, appena l’8,5% di chi ha fatto un danno se ne va senza lasciare al danneggiato i dati per essere ricontattata.

    Considerando invece le fasce d’età, la maggior percentuale di “furbetti” (31%) si incontra in quella fra i 25 ed i 34 anni. Di contro, gli automobilisti più corretti sembrano essere coloro che hanno tra i 65 ed i 74 anni; fra loro si dà alla fuga solo l’8,8% degli intervistati che dichiarano di avere danneggiato un veicolo in assenza del proprietario.

    A livello geografico, le aree dove si sono registrate le percentuali maggiori di automobilisti che, in questa situazione, hanno ingranato la prima e se ne sono andati via di corsa sono il Centro ed il Meridione. In Centro Italia hanno dichiarato di averlo fatto il 18,8% del campione; appena meno (18,5%) al Sud e nelle Isole.

    Ma cosa spinge gli automobilisti ad adottare questo comportamento? Fra tutte, la ragione indicata dalla maggior percentuale dei rispondenti è la convinzione di aver causato un danno tutto sommato minimo, seguita dalla paura di dover sostenere delle spese troppo alte per le proprie tasche. Terzo e quarto posto per due giustificazioni che lasciano perlomeno perplessi; “nessuno mi ha visto” e, anche, perché “tanto nessuno mette mai bigliettini”.

    Gli uomini più distratti delle donne

    Analizzando il fenomeno più in generale emerge che sono circa 7,7 milioni gli automobilisti italiani ai quali è capitato almeno una volta di danneggiare un veicolo terzo in sosta in assenza del relativo proprietario, vale a di dire il 17,7% dei titolari di patente.

    Anche in questo caso, dividendo il dato per sotto campioni, emerge che, contro ogni stereotipo, sono molto meno attenti gli uomini (è accaduto al 22,8% del campione maschile) rispetto alle donne (12,9%).

    Interessante il dato legato all’età dell’automobilista; forse anche perché freschi di patente e ancora molto prudenti alla guida, i più bravi sono stati i giovani con età compresa fra i 18 ed i 24 anni (appena il 12,5% di loro ha danneggiato un veicolo in sosta), mentre i meno virtuosi sono stati coloro che hanno tra i 45 e i 54 anni (21,5%)

    Dal punto di vista geografico, invece, il Nord Ovest e il Centro sono, rispettivamente con il 19,3% ed il 19% le aree geografiche con la maggior percentuale di conducenti che ha danneggiato veicoli in sosta.

    L’RC auto rimborsa?

    Se l’automobilista che ha causato il sinistro lascia i propri recapiti, il proprietario del veicolo danneggiato può tirare un sospiro di sollievo perché, in questo caso, è possibile fare una normale constatazione amichevole e chiedere il rimborso dei danni subiti alla compagnia assicurativa della controparte.

    I problemi, invece, nascono nel momento in cui il responsabile del danno scappa senza lasciare i propri recapiti e in assenza di testimoni.

    «È bene sapere che questo genere di danni non sono coperti dalla polizza RC auto obbligatoria – spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it – ma richiedono una copertura aggiuntiva opzionale; quello contro gli Atti vandalici. Se l’assicurato ha tale garanzia accessoria, dopo aver sporto denuncia alle autorità potrà chiedere alla propria compagnia il rimborso del danno subito; in caso contrario, le spese di riparazione saranno interamente a suo carico.».

    Attenzione però perché la garanzia contro gli Atti vandalici non copre tutte le tipologie di danno subito; ci sono alcune componenti dell’automobile, ad esempio il parabrezza, i finestrini e il lunotto posteriore, che richiedono un’ulteriore copertura aggiuntiva, in assenza della quale il danno causato da terzi non verrà rimborsato.

    È importante, infine, considerare il massimale e la presenza di eventuali franchigie, elemento abbastanza comune quando si tratta di polizze contro gli atti vandalici; in caso di danno, la compagnia rimborserà il proprietario fino al valore emergente dalle quotazioni ufficiali dell’auto danneggiata; se il costo di riparazione supera questo valore, la differenza sarà comunque a carico dell’assicurato.

    Con buona pace di chi, a quel punto, si ritrova danneggiato nell’auto…e nel portafogli.

  • Nuova partnership tra Spoleto Arte e l’azienda di noleggio a lungo termine MooN

    Spoleto Arte stringe la mano al nuovo partner MooN per una futura collaborazione nell’organizzazione dei prossimi eventi. Inaugurato sabato 2 febbraio alle 16, l’ufficio dell’azienda di noleggio a lungo termine ha finalmente aperto le porte al pubblico. Ha sede in via Guglielmo Marconi 9, a Spoleto (PG), l’attività che offre una soluzione di mobilità innovativa.

    Il cliente infatti avrà a disposizione un veicolo per un periodo di tempo e una percorrenza chilometrica calcolati in base alle sue reali necessità, a fronte di un canone mensile fisso. Sarà inoltre possibile scegliere l’auto configurando la durata del noleggio in base ai mesi e ai chilometri ipotizzati, e ricevere così il preventivo su misura. E, una volta arrivati al termine del contratto, si potrà scegliere se continuare a guidare l’auto. Altrimenti si può passare al cambio o alla sostituzione.

    Ma riassumiamo in breve cosa offre MooN. Prima di tutto i servizi per la mobilità sono tutti compresi in un unico canone mensile, in più il cliente è a conoscenza di quanto verrà a spendere senza doversi aspettare alcuna sorpresa. Ma, soprattutto, una volta consegnata l’auto a casa, il cliente può godersi un’auto nuova senza pensieri, sempre in perfette condizioni.

    Di cosa non si dovrà più preoccupare? Vediamolo nel dettaglio: della svalutazione dell’auto, del pagamento del bollo, dell’assicurazione RCA, incendio e furto, Kasco (con franchigia). E ancora, dalla manutenzione ordinaria e straordinaria, all’assistenza e al soccorso stradale h24, traino, fino alla sostituzione degli pneumatici.

    L’ufficio, aperto dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19, può essere contattato anche sulla pagina ufficiale. Si dice infine soddisfatto della nuova impresa il direttore Caterina Grifoni, presidente provinciale del Movimento cristiano lavoratori (MCL) di Perugia.

    Per ulteriori informazioni è possibile chiamare il 351 5477644 oppure lo 0743 840079.

  • RC Auto: 4.400 lucani pagheranno di più nel 2019

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per oltre 4.400 lucani; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, insieme ad essa, aumentare il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando circa 3.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Basilicata, ha evidenziato come l’1,53% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile, nel corso del 2018, di un incidente che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta comunque notevolmente inferiore alla media nazionale (3,83%); la seconda buona notizia è che il valore regionale risulta in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti lucani che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 2,76%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Basilicata, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano in media 471,06 euro, valore in aumento dell’+1,71% rispetto allo stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Matera (1,55%), mentre a Potenza la percentuale di automobilisti che si sono dichiarati responsabili di un incidente è stata pari all’1,52%.

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche socio demografiche del campione lucano, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa l’1,27% del campione, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 2,15%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; gli insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 4,67% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica, ma con valori sensibilmente inferiori, i dirigenti (2,38%) e gli operai (2,20%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono le forze armate e i commercianti ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente lo 0,85% e lo 0,93%.

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda la Basilicata, la ricerca è basata su 34.908 preventivi effettuati in Basilicata su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • RC Auto: 13.200 calabresi pagheranno di più nel 2019

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per oltre 13.200 calabresi; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, insieme ad essa, aumentare il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 13.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Calabria, ha evidenziato come l’1,52% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile, nel corso del 2018, di un incidente che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta comunque inferiore alla media nazionale (3,83%) e, anche questa è una buona notizia, leggermente in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti calabresi che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari all’1,66%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Calabria, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano in media 689,96 euro, valore in aumento del 3,70% rispetto allo stesso mese del 2017 e superiore del 18,82% rispetto alla media italiana.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Cosenza (2,05%), seguono in classifica gli automobilisti di Vibo Valentia (1,79%) e Crotone (1,75%). L’area con i valori più bassi è invece Catanzaro, dove solo lo 0,69% degli automobilisti ha denunciato un incidente con colpa, praticamente la metà del dato registrato a Reggio Calabria (1,69%).

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche socio demografiche del campione calabrese, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa l’1,40% del campione, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 1,75%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; i liberi professionisti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 3,32% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica, ma con valori sensibilmente inferiori, medici ed infermieri (2,43%) e gli studenti (1,70%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono le forze armate e gli insegnanti ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente lo 0,61% e lo 0,69%.

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda la Calabria, la ricerca è basata su 155.711 preventivi effettuati in Calabria su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Il mondo delle quattro ruote a misura di famiglia: l’evento a Treviso presso la nuova concessionaria BMW Autostar

    Sabato 10 e domenica 11 novembre il Gruppo Autostar ospita un nuovo speciale appuntamento dedicato a tutte le famiglie: si tratta di BMW Family&Kids Tour, l’evento itinerante dedicato ai bambini e al tema della sicurezza stradale.

     

    Durante le due giornate, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, lo showroom BMW a Villorba si trasformerà in un’entusiasmante città a dimensione di bambino, all’interno della quale i più piccoli, tra pannelli e segnali stradali, saranno invitati a scatenare la creatività attraverso una serie di laboratori che li vedranno impegnati a disegnare la propria vettura preferita, progettarne una di fantasia e immaginare nuovi percorsi stradali da realizzare con le costruzioni in legno. Giocando insieme, i bambini potranno inoltre sfidarsi con vetture giocattolo radiocomandate e mettersi alla prova in divertenti percorsi di guida su bici e baby racer BMW, per aggiudicarsi così il loro primo passaporto personalizzato

    I piccoli ospiti, accompagnati dai loro genitori, potranno inoltre visitare l’officina della concessionaria Autostar per scoprire tutti i trucchi del mestiere di meccanico e gli affascinanti segreti dei motori BMW

    Per mamme e papà è previsto un programma altrettanto coinvolgente: mentre i piccoli giocano, l’esperto di prodotto sarà a disposizione dei più grandi per presentare le ultime novità della gamma e i modelli BMW Serie 2 Active Tourer e BMW Serie 2 Gran Tourer, sui quali sarà possibile effettuare, in esclusiva, un Test Drive.

    L’appuntamento è aperto a tutti ed è fissato per il 10 e l’11 novembre, presso la concessionaria BMW del Gruppo Autostar in via Roma n°141, Carità, Villorba (TV).

    Tutti gli aggiornamenti in tempo reale sono disponibili su FB alla pagina dell’evento: https://www.facebook.com/events/1609618149139282/

  • Assicurazione furto auto: a Napoli costa il 200% in più che a Milano

    In Italia ogni anno vengono rubate circa 100.000 automobili, ma quanto costa assicurare l’auto contro questa evenienza? E come varia la tariffa lungo lo Stivale? Facile.it ha analizzato il fenomeno confrontando i costi della garanzia accessoria furto-incendio in alcune delle principali città capoluogo e scoprendo che la differenza di prezzo tra una zona e l’altra del Paese può arrivare a superare il 280%.

    Napoli prima in classifica

    Per confrontare le tariffe della sola garanzia furto-incendio, Facile.it ha preso come profilo di riferimento un automobilista di 43 anni, classe di merito 1, proprietario di un’auto station wagon familiare 5 porte del 2014 (valore attuale di mercato circa 7.000 euro) e ha calcolato la migliore offerta disponibile* nei seguenti capoluoghi: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino e Venezia.

    Se forse non stupisce trovare Napoli al primo posto nella classifica dei costi – nella città campana la migliore offerta disponibile per la sola garanzia furto-incendio, esclusa quindi la copertura standard RC, è pari a 139 euro – quello che sorprende è la differenza con le altre aree esaminate; il costo di Napoli risulta essere più alto di oltre il 110% se confrontato con quello di Roma, dove il prezzo della copertura è pari a 64 euro, del 200% rispetto a Milano (45 euro) e, addirittura, di oltre il 280% rispetto a Bologna (36 euro). Tra le città analizzate l’unica che si avvicina al capoluogo campano è Bari, dove la miglior tariffa per la garanzia furto-incendio è pari a 111 euro.

    Sotto la soglia dei 100 euro, e terza nella classifica del campione preso in esame, si posiziona Catania, città dove per aggiungere al premio RC anche la copertura furto e incendio bisogna spendere, secondo il miglior preventivo disponibile tramite Facile.it a ottobre 2018, 74 euro.

    Come anticipato, va meglio, ma solo di poco, agli automobilisti di Roma; che comunque devono mettere a budget una cifra pari al 40% in più rispetto a Milano e Torino, aree dove invece la miglior tariffa per proteggere l’auto dal rischio furto e incendio è prossima ai 45 euro.

    In coda alla classifica delle grandi città si posizionano, tutte con un best price prossimo ai 36 euro, Firenze, Genova, Venezia, Bologna e Cagliari.

    «A determinare le differenze di prezzo sono diversi elementi; come il numero di furti d’auto registrati a livello territoriale e quello delle frodi alle compagnie», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «È così che si spiegano difformità di costo anche significative fra le varie zone del Paese. Il consiglio, al solito, è di confrontare le proposte di più assicurazioni, perché le tariffe applicate dalle compagnie possono variare in maniera significativa».

     Questione di classe…

    Altro dato interessante emerso dall’analisi è che, in alcune fra le città analizzate, a seconda della compagnia considerata, la classe di merito del proprietario del veicolo incide anche sul costo della garanzia furto-incendio. Per approfondire la dinamica, Facile.it ha utilizzato lo stesso profilo di proprietario sopra indicato, considerando però una classe di merito pari a 10.

    Ecco allora che a Napoli, lo stesso profilo-automobilista* con classe di merito 10 anziché 1, guardando sempre alla migliore offerta disponibile tramite il portale, pagherebbe per la sola garanzia furto-incendio quasi il 10% in più; stessa cosa accadrebbe a Catania e Bari.

    A Roma, Milano e Cagliari, invece, la differenza di tariffa tra una prima e una decima classe di merito è molto più marcata; il proprietario meno virtuoso vedrebbe lievitare la tariffa per la sola garanzia accessoria di oltre il 25%.

    È però Torino la città tra quelle analizzate dove emerge la differenza maggiore; nel capoluogo piemontese, un automobilista in decima classe pagherebbe addirittura il 47% in più rispetto ad uno in prima classe.

    Come detto, però, non in tutte le città il costo della garanzia furto incendio è influenzato così pesantemente dalla classe di merito; a Venezia e Bologna, ad esempio, la variazione è prossima al 2%, mentre a Firenze poco più dell’1%.

     

    *tariffe relative alle migliori offerte disponibili su Facile.it, per i profili indicati, nei giorni 11 e 12 ottobre 2018. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Noleggiare l’auto in vacanza: 10 consigli per evitare costi imprevisti

    Che si tratti di un viaggio coast to coast negli Stati Uniti o di una vacanza itinerante alla scoperta delle meraviglie offerte dal nostro Paese, sono molti gli italiani che per le ferie scelgono di noleggiare un’auto. Ma tra clausole, costi, documenti e optional, affittare un veicolo non è sempre semplice e le potenziali insidie sono molte. Per aiutare i viaggiatori che vogliono arrivare preparati al momento del ritiro del veicolo evitando brutte sorprese, Facile.it ha stilato un breve vademecum in 10 punti con tutto ciò che è bene sapere.

    1. Prenotate prima per risparmiare: Prenotare l’auto online prima della partenza consente da un lato di poter contare su una maggiore disponibilità di mezzi, dall’altro di ridurre i costi approfittando dei numerosi sconti che molte società offrono a chi si muove con largo anticipo. È possibile bloccare il veicolo direttamente sul sito delle compagnie di autonoleggio, affidandosi ai portali di comparazione o tramite il tour operator che vi sta organizzando la vacanza. Se invece decideste di noleggiare il mezzo direttamente all’arrivo a destinazione considerate che sarete costretti ad accontentarvi dei mezzi fisicamente presenti presso l’autonoleggio; se l’auto a cui puntavate non è disponibile potreste essere costretti a scegliere un mezzo di un’altra categoria, magari più costosa.
    1. Meglio in aeroporto o in città? Che riusciate a prenotare il veicolo in anticipo o che lo facciate direttamente all’arrivo, a seconda della destinazione dovrete scegliere se ritirare il mezzo in aeroporto o in uno dei centri noleggio in città. Non esiste una soluzione migliore in assoluto; il consiglio è di valutare con attenzione le tariffe. Ritirare il veicolo in città è spesso più conveniente, ma bisogna mettere in conto i costi necessari per raggiungere il noleggio, mentre se si sceglie di prendere l’auto direttamente in aeroporto, a fronte di una maggiore comodità la spesa potrebbe essere più alta. Tra i costi meno conosciuti a cui fare molta attenzione c’è quello legato al drop off, tariffa dovuta se l’auto viene riconsegnata in un luogo diverso da quello in cui l’avete presa. Più sono lontani i due punti, maggiore sarà il costo; se poi si trovano addirittura in Stati differenti la spesa potrebbe lievitare sensibilmente.
    2. Che auto scegliere? È importante sapere che quando si prenota un veicolo non è possibile scegliere un modello specifico, ma solo la macro-categoria (compatta, familiare, lusso, ecc.). Una volta arrivati all’autonoleggio potrete decidere su quale veicolo salire a bordo tra quelli della categoria prenotata. Nel caso in cui non vi fossero mezzi della vostra categoria disponibili, la società di noleggio potrebbe assegnarvi un veicolo superiore, naturalmente senza farvi pagare alcun sovrapprezzo. Fortuna? Forse, ma attenzione ad eventuali danni all’auto perché i costi di riparazione potrebbero essere più alti.
    1. Occhio alle sigle! Le vetture autonoleggio sono comunemente identificate da una sigla, come ad esempio C.C.A.R. o E.D.M.R, ma niente paura, orientarsi tra questi acronimi è più semplice di quanto possa sembrare. Per decifrare il codice è sufficiente considerare che ogni lettera rappresenta una caratteristica del veicolo: la prima identifica la categoria dell’auto (es. C per compatta, E per economica, ecc.), la seconda indica il tipo di veicolo (C per tre porte, D per quattro porte, V per van, ecc.), la terza il tipo di cambio (A per automatico e M per manuale) mentre l’ultima indica l’aria condizionata (M se assente, R se presente). Attenzione però, non tutte le compagnie usano questa classificazione; chiedete sempre conferma al noleggiatore prima di prenotare.
    2. Sì alla carta di credito, no al bancomat. Per noleggiare l’auto è fondamentale avere una carta di credito, che deve essere rigorosamente intestata al guidatore del mezzo indicato nel contratto; sulla carta verranno addebitati deposito cauzionale, costo del noleggio ed eventuali danni o multe. È un requisito sul quale le compagnie di autonoleggio sono spesso irremovibili: carte elettroniche, carte di debito, prepagate e contanti non vengono accettati e il rischio è di vedersi rifiutato il noleggio.
    3. Pacchetto base, optional e costi extra. I parametri che incidono sul prezzo complessivo del noleggio sono molti e non sempre semplici da identificare; alla tipologia di mezzo che si intende guidare si aggiungono servizi accessori e variabili che spesso fanno lievitare il conto. Il primo consiglio è di confrontare diverse società di noleggio, non limitatevi però a guardare solo il prezzo pubblicizzato; non sempre il più basso corrisponde all’offerta migliore. Può essere che alcune società, per attirare i clienti, offrano pacchetti base ad un costo inferiore per poi far pagare, e molto, eventuali optional. Nel pacchetto base solitamente sono inclusi il noleggio per un chilometraggio illimitato e un periodo di tempo prestabilito, n.1 guidatore abilitato e la copertura assicurativa. Tra i più comuni optional a pagamento ci sono, invece, l’abilitazione alla guida di un secondo conducente, il seggiolino per bambini, il navigatore, l’hotspot wi-fi, gli pneumatici invernali o le catene da neve, la possibilità di guida per un under 25. La scelta va fatta quindi con molta attenzione e calibrata in base alla tipologia di viaggio che dovete affrontare, magari scegliendo un pacchetto apparentemente più caro, ma all inclusive.
    1. Serbatoio pieno o vuoto? Fate attenzione alle condizioni relative al carburante indicate nel contratto. L’auto viene sempre consegnata con il pieno di benzina e così va restituita. Qualora vi scordaste di riempire il serbatoio, la società provvederà ad addebitarvi il costo del carburante mancante, se invece optate per una formula all inclusive, sarete liberi di riconsegnare l’auto anche in riserva; ma in nessun caso vi verrà restituito il valore del carburante che lascerete nel veicolo.
    2. Quale assicurazione? A seconda del Paese in cui si noleggia il veicolo le coperture assicurative potrebbero variare e non sempre sono tutte incluse nel pacchetto base. Le polizze più comuni sono la CDW, ovvero la Collision Damage Waiver, che contempla la limitazione di responsabilità per danni al veicolo, la TPI (Third Party Insurance), che fa riferimento alla copertura contro terzi, e la TW (Theft Waiver), che copre il furto del veicolo noleggiato. Occhio alle franchigie, che spesso possono essere molto elevate, e ai massimali; se non volete correre rischi, potreste valutare l’opzione DER (Damage Excess Refund), che consente di azzerare la franchigia da pagare in caso di incidente o sottoscrivere un’assicurazione aggiuntiva contro i danni supplementari. Tra le altre polizze opzionali più comuni ci sono quelle relative al soccorso stradale e l’assicurazione infortuni conducente.
    3. Pronti, partenza…stop! Prima di partire controllate bene il contratto che state sottoscrivendo, perché sarà quello a far fede in caso di eventuali controversie. Tenete sempre una copia di tutti i documenti firmati, anche dopo il rientro a casa perché, in caso di problemi, potrebbero tornarvi molti utili. Quando ritirate il veicolo verificate con attenzione, anche all’interno, lo stato dell’auto e, in caso di ammaccature, graffi o danni, segnalate tutto al noleggiatore facendovi rilasciare una dichiarazione scritta; questo eviterà che vi venga attribuita la responsabilità di danni non causati da voi.
    1. E all’arrivo…. Stessa verifica va fatta nel momento in cui si riconsegna l’auto così da assicurarsi, insieme ad uno degli operatori della società di noleggio, che sia tutto a posto. Il consiglio è comunque di fare qualche scatto al veicolo, sia prima di partire sia dopo aver lasciato il mezzo, così da avere anche una documentazione fotografica qualora vi venissero contestati eventuali danni una volta rientrati a casa. Parlando di riconsegna, infine, fate molta attenzione all’orario indicato nel contratto. Alcune compagnie applicano una tariffa giornaliera e se doveste ritardare anche solo di qualche minuto rispetto a quanto prestabilito, la società potrebbe addebitarvi un giorno di noleggio in più.
  • Oltre 6 milioni gli italiani bocciati all’esame di guida

    Il periodo che segue la fine della scuola è spesso, per i neo diciottenni, quello dedicato all’esame di guida; ma se è vero che oggi il 95% degli italiani di età compresa fra i 18 ed i 74 anni ha la patente, non sempre questa arriva al primo tentativo. Grazie all’aiuto di un sondaggio* condotto per Facile.it (https://www.facile.it) dall’Istituto mUp Research in collaborazione con Norstat, si è scoperto che gli automobilisti italiani che hanno ripetuto almeno una volta l’esame di guida sono oltre 6.200.000.

    Teoria e pratica

    Dalle risposte date dal campione, rappresentativo della popolazione italiana di età compresa fra i 18 ed i 74 anni in possesso di patente, è emerso che la vera bestia nera per chi cerca di conseguire la patente è l’esame pratico. Se sono stati costretti a ripetere la teoria poco meno di 2.900.000 automobilisti, quando si guarda alla seconda prova, quella su strada, il numero dei bocciati sale fino a superare i 3.460.000. C’è, infine, un nutrito sottoinsieme di guidatori, circa 216.000, che prima di potersi mettere al volante hanno dovuto ripetere sia la teoria sia la pratica.

    Quante volte?

    Facile.it ha voluto indagare ancora più nel dettaglio e non si è accontentata di chiedere solo se si fosse stati costretti a ripetere l’esame, ma anche quante volte. Ecco quindi che si è saputo che sono circa 1.660.000 gli automobilisti che hanno ripetuto una sola volta la prova, oltre 4.000.000 quelli che hanno rifatto l’esame due volte, poco più di 505.000 i patentati che per tre volte si sono presentati al cospetto dell’esaminatore prima di avere il suo via libera e ben 36.000 quelli che hanno conquistato la patente dopo più di tre tentativi.

    Uomini e donne. Nord e Sud

    Analizzando più da vicino il campione preso in esame si è potuto verificare quali fossero le differenze fra uomini e donne, ma anche fra chi risiede nelle diverse aree del Paese. Se a livello complessivo i bocciati almeno una volta all’esame della patente sono il 17,7% del totale, fra gli uomini la percentuale scende al 15%, mentre sale fino a raggiungere il 20,4% fra le donne. Tra gli uomini che hanno dovuto ripresentarsi all’esame il 64,7% lo ha fatto due volte, percentuale alta, ma comunque inferiore anche questa volta rispetto a quella del campione femminile, pari addirittura al 67,2%.

    Nord e Sud

    Andando invece a leggere i dati in chiave geografica, gli automobilisti che più spesso sono stati bocciati all’esame di guida sono quelli che risiedono al Centro Italia dove ben il 20,8% dei patentati ha dovuto ripresentarsi almeno una volta. A seguire gli automobilisti del Nord Ovest (19,3%) e quelli del Nord Est (16,8%).  In ultimo una curiosità; la gestione di una famiglia, a quanto pare, distrae dallo studio e se fra chi fa parte di una famiglia da due o più elementi le percentuali di bocciati oscillano fra il 16,5% ed il 22,6%, tra i single hanno ripetuto l’esame solo il 16,6% dei patentati.

  • A quale VIP dareste un passaggio in auto? Gli italiani dicono sì a Zalone, no a D’Urso e Corona

    Immagina di trovarti su una strada isolata, al lato della quale molti personaggi famosi chiedono un passaggio, tu hai un solo posto in auto, quale VIP faresti salire, quale lasceresti a terra e…perché? A pochi giorni dall’inizio dell’estate Facile.it, tramite un sondaggio* realizzato per suo conto da mUp Research in collaborazione con Norstat su un campione di oltre 1.000 rispondenti rappresentativi della popolazione italiana, ha voluto scherzare trasformando, in chiave automobilistica, il gioco della torre. Ecco cosa hanno risposto gli italiani.

    Chi rimane a terra…

    Prima di andare a scoprire quali personaggi famosi gli italiani ospiterebbero volentieri in auto, vediamo quelli per i quali la portiera resterebbe chiusa.

    Regina dell’infelice classifica dei VIP che gli italiani lascerebbero a terra è risultata Barbara D’Urso. Se fosse lei a chiedere un passaggio, il 23% dei rispondenti al sondaggio terrebbero la sicura abbassata perché, sostengono, ormai è ovunque in TV e averla anche in auto sarebbe troppo.

    Secondo posto per un personaggio che recentemente è tornato ad occupare i giornali di gossip: Fabrizio Corona. Non lo vorrebbero in auto il 17,5% dei rispondenti perché, specificano, passerebbe tutto il tempo a vantarsi. Da notare, però, che Corona pare essere notevolmente più amato dalle donne che dagli uomini; fra il solo campione maschile lo lascerebbero a terra addirittura il 25,4% dei rispondenti, solo il 9,9% fra le donne.

    Terzo posto per un altro VIP abituato a far parlare di sé, Flavio Briatore per il quale terrebbero la portiera chiusa 6.200.000 italiani (14,1%). La paura? Quella che li porti a parlare di lavoro anche durante le ferie.

    Al quarto posto della classifica Nina Moric, personaggio che il 9,6% dei rispondenti lascerebbe a terra se fosse assieme al suo ex compagno Luigi Favoloso. Motivazione? I due, con ottima probabilità, litigherebbero per tutto il viaggio.

    Quinto Gianluca Vacchi. Non lo farebbero salire in auto 3.350.000 italiani, 50.000 in più di quelli che lascerebbero a terra Fabio Fazio, sesto con il 7,5%. Opposte le motivazioni; si teme di essere infastiditi dal primo per l’eccessiva esuberanza, di annoiarsi a morte per l’eccessiva pacatezza con il secondo.

    Dopo quella, scoppiata, Moric–Favoloso, un’altra coppia, questa volta prossima alle nozze, arriva in classifica: Chiara Ferragni e Fedez. Il cantante e la sua futura sposa restano a terra per il 6,8% degli intervistati, spaventati dal rischio di veder pubblicati sui social gli scatti della loro sporchissima automobile.

    … e chi trova un passaggio

    Con lui sono certo che il viaggio diventerebbe uno spasso incredibile. È questa la motivazione per cui Checco Zalone riuscirebbe a farsi dare un passaggio da ben 15.900.000 italiani (36,4% dei rispondenti) e distacca il VIP che occupa il secondo posto: Antonino Cannavacciuolo, per il quale farebbe spazio in auto l’11,3% dei rispondenti, ma con esplicito secondo fine; tempestarlo di domande per carpire i suoi segreti culinari.

    La voglia di cantare a squarciagola canzoni memorabili assieme a chi le ha portate al successo fa dire a 4.700.000 italiani di voler dare il posto nella loro auto a Gianni Morandi (10,8%) che arriva terzo e scalza dal podio un’altra icona italiana, Valentino Rossi, quarto con il 10,1% delle preferenze.

    Quinta, ma prima fra le donne in classifica, Antonella Clerici. A scegliere l’ormai ex conduttrice de La Prova del Cuoco sono ben 3.300.000 automobilisti (7,4%) che la accoglierebbero volentieri perché, affermano, lei di certo non li farebbe sentire in colpa se si fermassero a mangiare allungando il viaggio.

    Dietro ad Antonella Clerici un’altra figura dirompente del panorama televisivo italiano: Mara Maionchi (5,7%). Un altro pezzo del talent targato SKY lo troviamo al nono posto della classifica, occupato da Alessandro Cattelan (3,4%), ma a separare i due protagonisti della fortunata trasmissione nomi decisamente curiosi; 2.300.000 italiani vorrebbero dare il passaggio ad Harry e Meghan (5,2%) per farsi raccontare di persona i dietro le quinte del matrimonio, mentre arriva ottava Franca Leosini (4,3%): 1.900.000 automobilisti sono certi che nulla sia meglio di una storia maledetta per farsi intrattenere durante il viaggio.

    Chiude la top ten, e riesce a prendere l’ultimo posto disponibile in automobile, Cristiano Malgioglio perché, sostengono il 3,2% degli intervistati, chiusi nell’auto per qualche ora sarebbero certamente in grado di fargli raccontare gossip e segreti dello star system italiano che mai ha condiviso con altri.

     

    * Metodologia: n.1018 interviste CAWI con individui in età tra i 18 e i 74 anni, ad un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite l’invio di un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta fra il 7 e l’11 giugno 2018.

     

  • Condizionatore, servosterzo e airbag: ecco gli optional cui non potremmo più rinunciare

    Le nostre automobili sono sempre più accessoriate; ma qual è l’optional cui non riuscireste più a rinunciare, quello che odiate a tal punto da desiderare non fosse mai stato inventato e, al contrario, quello che vorreste fosse montato di serie in tutte le auto? Facile.it, il principale sito italiano di confronto assicurativo lo ha chiesto* ad un campione di oltre 1.000 utenti del sito ed ecco cosa è emerso.

    I più amati

    Forse per via dell’estate ormai dietro l’angolo o perché i viaggi fatti con i finestrini sempre aperti erano oggettivamente piuttosto scomodi, fatto sta che l’optional cui non possiamo più rinunciare è, per la stragrande maggioranza degli intervistati, il condizionatore e, in barba ai facili stereotipi climatici, le percentuali sono pressoché identiche nel campione femminile e maschile; non ne possono più fare a meno il 57,97% degli uomini, ma anche il 57,89% delle donne.

    Al secondo posto, fra gli optional senza i quali ci sentiamo persi, si trova il servosterzo. Se a livello complessivo non hanno alcuna intenzione di fare palestra al volante il 47,66% degli intervistati, curiosamente questa volta fra gli uomini il dato sale notevolmente, arrivando fino al 52,17%, mentre fra le donne si ferma al 39,47%.

    Fra gli optional ritenuti ormai indispensabili, la medaglia di bronzo va a quello che fu una vera e propria rivoluzione in termini di sicurezza in auto; l’airbag. Il cuscino salvavita arriva terzo con il 38,32% delle preferenze, ma se le donne gli assegnano addirittura il secondo posto (47,37%), gli uomini lo lasciano invece fuori dal podio e gli attribuiscono il quarto posto (33,3%) preferendogli l’ABS, terzo nel campione maschile con il 34,78%. Quarta, fra le donne, la radio con CD e lettore Mp3 (36,84%).

    I più odiati

    Se fino a qui abbiamo visto quali sono gli optional più amati, adesso è arrivato il momento di vedere l’altra faccia della medaglia ovvero quelli che si vorrebbe non fossero mai stati inventati. Il primo posto, in questa classifica alla rovescia, se lo aggiudica il cambio automatico che con il 37,96% delle NON preferenze stacca notevolmente i comandi radio integrati nel volante, secondi ma a quasi 10 punti percentuali di distanza (28,7%). Terzo posto, nella classifica degli optional meno amati dagli intervistati, per il cruise control (26,85%). Pare evidente, scorrendo i dati, che gli italiani vogliano riprendere in qualche modo il comando della propria auto, anche a rischio di sbagliare strada. Ecco quindi che al quarto posto si trova il navigatore integrato (23,15%).

    Quelli che vorremmo

    L’ultima parte del questionario di Facile.it era invece dedicato agli optional che, magari pur già disponibili, ancora non sono di serie sulle automobili, ma gli italiani vorrebbero diventassero obbligatori. In questo caso, più che al comfort, pare si pensi alla salvaguardia delle vite umane e primo, con oltre il 52% delle preferenze, risulta il sensore che avverte in caso si lasci il bambino sul seggiolino con macchina chiusa, che precede l’alcolock, ovvero il dispositivo che blocca il veicolo in caso di eccessivo tasso alcolemico del guidatore, secondo con il 49,07% delle preferenze. Terzo posto per un altro strumento che sarebbe molto utile nella diffusione di uno stile di guida consapevole; il rilevatore automatico di stanchezza del conducente (40,74%).

     

     

    L’indagine è stata condotta a giugno 2018 attraverso l’invio di un questionario online ad un campione di utilizzatori della piattaforma Facile.it

  • Basta pagare multe illegittime!

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  • Grazie a Shin Software la supercar Alfa Romeo Mole debutta a Parco Valentino

    Costruita su base 4C, l’Alfa Romeo Mole Costruzione artigianale è il frutto di una collaborazione tra Adler Group e Umberto Palermo Design ed esprime la sintesi sublime di design, potenza e tecnologia.

    Per plasmare le linee aggressive di un’auto destinata ad essere icona di Parco Valentino 2018, lo staff di UP Design si è affidato alla tecnologia SHOWin3D di Shin Software, la piattaforma creata da Stefano Provenzano in grado di acquisire direttamente i file cad, processarli con rendering 4K in tempo reale e trasformarli in un’esperienza di realtà virtuale immersiva.

    Tra le aziende che hanno reso possibile questo sogno-dichiara Umberto Palermo, AD di Up Design- voglio citare Shin Software, una realtà piemontese di eccellenza che ha realizzato una vera e propria iniezione di tecnologia innovativa nella nostro team. Prima di disegnare un’automobile bisogna vederla, immaginarla e grazie a Stefano Provenzano e SHOWin3D abbiamo potuto disporre di una Sala Virtuale di design per effettuare tutte le valutazioni preliminari di prototipazione delle forme progettuali in realtà immersiva“.

     

    Shin Software srl

    Lesa (No) – Via De Filippi, 5

    Tel. 0322 77081

    https://www.showin3d.com[email protected]

  • La colonnina per la ricarica elettrica: il miraggio dell’automobilista ecologico

    Chi oggi acquista un’automobile elettrica fa sicuramente una scelta ecologica rispettosa dell’ambiente ma si trova immediatamente a dover fare i conti con un interrogativo costante e alquanto spinoso: dove troverò la prossima colonnina per la ricarica elettrica? Questa preoccupazione così pressante per i possessori di auto elettriche è anche conosciuta con il nome di “range anxiety”, ovvero la paura che la carica del veicolo non sia sufficiente a raggiungere la successiva stazione di rifornimento energetico, la colonnina appunto, e rappresenta uno dei principali fattori che disincentivano l’acquisto delle automobili elettriche a favore di quelle a benzina o a diesel.

    L’Italia ultima tra i mercati di vetture elettriche

    In Italia purtroppo il mercato delle automobili elettriche è ancora molto ristretto rispetto al resto del mondo, in cui Cina e Stati Uniti si classificano rispettivamente come il primo e il secondo Stato per diffusione di vetture elettriche, ma anche a confronto con gli altri paesi europei, tra cui emergono invece la Norvegia e la Germania. Non di rado è capitato che turisti stranieri in viaggio nel nostro paese con le proprie auto elettriche si siano ritrovati in difficoltà perché a ‘secco’ di energia data la scarsità di colonnine per la ricarica presenti sul territorio italiano. Situazione questa assolutamente deprecabile per il turismo in Italia che sappiamo essere settore trainante dell’economia nazionale.

    Se si analizza il rapporto costo di ricarica e chilometri percorribili, le vetture elettriche risultano più vantaggiose di quelle a benzina e a diesel. Inoltre, rispetto a queste ultime, esse pongono fine al problema delle polveri sottili. Ma i prezzi rimangono piuttosto elevati soprattutto per motivi legati ai costi di produzione delle batterie. Oltre a ciò, come già detto, sul suolo italiano le postazioni di rifornimento sono ancora molto esigue: si stima la presenza di circa 4000 colonnine, quindi approssimativamente una colonnina ogni 14000 abitanti. Una delle tratte servite meglio è quella Milano – Roma, lungo la quale sono distribuite circa una trentina di colonnine. Anche in alcune città, quali Torino, Milano, Mestre e Latina, iniziano a comparire le prime postazioni di ricarica, in particolare a supporto dei servizi di car – sharing.

    La necessità di una svolta

    Nonostante l’Italia sia molto indietro rispetto al resto del mondo e manchi attualmente un programma organizzato di investimento nel mercato delle auto elettriche, la Commissione Ambiente e la Commissione Lavori pubblici del Senato hanno recentemente approvato una risoluzione con cui il governo si impegna a valutare il divieto di vendere moto e autoveicoli a combustibili fossili a partire dall’anno 2040. L’esigenza di dotare il Paese di una rete di infrastrutture di ricarica pubbliche e private sta diventanto sempre più sentita da parte delle istituzioni, delle aziende che lavorano nel campo e anche dei cittadini che si apprestano a compiere una scelta diversa e innovativa, che rappresenta attualmente il futuro della moblità su quattro ruote. La diffusione delle vetture elettriche comporterà un incremento notevole dell’energia elettrica richiesta per alimentare le colonnine di ricarica, a cui si potrà far fronte solo aumentando la produzione attraverso l’impiego delle energie rinnovabili.

  • Facile.it: oltre 13 milioni i veicoli non in regola con la revisione

    Che il parco auto italiano non fosse giovanissimo era cosa nota (9 anni e 9 mesi l’età media delle nostre automobili secondo il dato dell’Osservatorio Facile.it aggiornato a settembre 2017), ma che addirittura un veicolo su quattro non fosse in regola con la revisione è oggettivamente allarmante.  In base ad un’analisi compiuta da Facile.it, a ottobre 2017 non avevano avuto il necessario OK alla circolazione oltre 13.000.000 di veicoli. Se si restringe l’analisi alle sole vetture private la proporzione, purtroppo non cambia di molto; non erano in regola oltre 7,4 milioni di veicoli, equivalenti al 19,50% del totale.

    La maglia nera

    Partendo da dati ufficiali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il portale leader in Italia per il confronto delle polizze assicurative ha potuto tracciare una mappa delle aree d’Italia in cui il fenomeno delle auto non revisionate è più forte.

    La prima parte dello studio ha considerato non solo le automobili private, ma il totale dei veicoli iscritti ai registri (quindi anche motocicli, mezzi pubblici, auto a noleggio e via dicendo). Su un totale di oltre 52.000.000 di mezzi, quelli non in regola con la revisione sono risultati essere poco più di 13.000.000.

    Declinando i numeri su base regionale, la Campania conquista a mani basse il primato sia in termini assoluti (1.869.504), sia in proporzione al totale parco circolante con un inquietante 40,72% di mezzi che, in base alla norma, non potrebbero circolare.

    Continuando a scorrere la classifica, alle spalle della Campania si trovano, per totale veicoli non revisionati, il Lazio (1.672.195) e la Lombardia (1.661.244). Se si leggono i dati in un’ottica percentuale, invece, la medaglia di argento è conquistata dalla Sicilia (36,87%) e quella di bronzo dalla Calabria (35,14%).

    «Sebbene in questi numeri rientri anche una minima percentuale di veicoli tuttora iscritti nei registri, ma magari non circolanti perché, ad esempio, fermi in aree private o per ragioni amministrative», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it, «noi per primi siamo rimasti sorpresi dal vedere valori tanto elevati. Un’auto non revisionata ha importanti ripercussioni sia sulla sicurezza della guida, sia sulla qualità dell’aria che respiriamo e, quindi, sulla nostra salute; nessuno di questi fattori va sottovalutato».

    Riducendo l’analisi alle sole auto private purtroppo la situazione non migliora di molto; al 31 ottobre 2017, su un totale di oltre 38.000.000 di vetture, quelle non in regola con la revisione erano ben 7.443.888. Identiche rispetto a prima anche le prime due posizioni in classifica; ancora una volta sul gradino più alto del podio la Campania (1.210.549 auto non revisionate) seguita dal Lazio (1.007.004). Al terzo posto si posiziona questa volta la Sicilia che, con 985.874 vetture non in regola con la revisione, supera la Lombardia ferma a 916.586. Se si guarda al valore percentuale, dopo la Campania (35,06%) si trovano la Sicilia (30,02%) e Calabria (28,67%).

    I virtuosi 

    Invertendo l’ordine di lettura e puntando l’attenzione su chi invece è quasi sempre in regola; sul totale veicoli al primo posto risulta la Valle d’Aosta con 40.334 mezzi non revisionati seguita da Molise (75.503) e Basilicata (119.832); in percentuale a guidare la classifica è invece il Trentino Alto Adige che con il 10,46% precede il Veneto (15,08%) ed il Friuli Venezia Giulia (15,61%). Minimi i cambiamenti se limitiamo l’osservazione alle auto private: Valle d’Aosta, Molise e Trentino Alto Adige il podio dei valori assoluti; Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia quello dei relativi.

    Le conseguenze sull’RC auto

    La revisione dell’auto è uno degli obblighi normativi espressamente previsti dal codice della strada (art.80) e il mancato rispetto della legge ha, chiaramente, anche importanti ripercussioni in termini assicurativi. Se l’auto non è in regola, in caso di sinistro la compagnia ha il diritto di rivalersi sull’assicurato.

  • Auto: uomini e donne al volante, ancora grande la distanza

    Quanti sono gli italiani con più di 15 anni che hanno una patente di guida attiva per auto o moto? Dove abitano? Quanti gli uomini al volante e quante le donne? Secondo l’analisi di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), in Italia ci sono 38,6 milioni di patenti attive* intestate agli over 15, equivalenti al 73,8% della popolazione.

    Il sito, specializzato nel confronto delle polizze RC auto e moto, rielaborando i dati ufficiali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è riuscito a tracciare la mappa delle patenti di guida attive in Italia.

    La geografia dei guidatori, Campania ultima in classifica

    Se si analizza il rapporto tra residenti over 15 e patenti attive a guidare classifica è la Valle d’Aosta, dove il 79,64% della popolazione ha la patente di guida; segue il Veneto, con il 78,21% e le Marche, con il 78,16%. Leggendo l’elenco nel senso opposto, invece, emerge che le aree con il rapporto più basso tra licenze di guida e residenti sono la Campania (67,43%), la Calabria (69,18%) e la Liguria (70,12%).

    Se si guarda al numero totale di patenti intestate agli over 15, emerge una classifica differente e tutto sommato in linea con la distribuzione della popolazione sul territorio italiano; al primo posto si trova la Lombardia, che da sola conta ben 6,43 milioni di patentati, pari al 16,6% del totale, seguita dal Lazio, con 3,74 milioni di guidatori (9,7%) e dalla Campania con 3,35 milioni (8,7%). Nelle ultime posizioni si trovano invece la Valle d’Aosta, con solo 87 mila guidatori abilitati, il Molise (198 mila) e la Basilicata (358 mila).

    Uomini e donne alla guida, ancora grande il divario

    Facile.it ha poi analizzato la distribuzione delle patenti in base al sesso, rilevando importanti differenze di genere; secondo i dati, a livello nazionale, solo il 63,21% della popolazione femminile over 15 ha una licenza di guida attiva, mentre se si guarda agli uomini, la percentuale sale di oltre 20 punti, arrivando a 85,16%.

    Esaminando più da vicino le differenze territoriali, emerge che le aree con la percentuale maggiore di donne con più di 15 anni intestatarie di patente di guida sono la Valle d’Aosta (70,32%), il Veneto (69,24%) e il Friuli Venezia Giulia (68,34%). Le regioni con le percentuali di guidatrici più basse sono invece la Campania (solo il 54,37% della popolazione femminile ha la patente), la Calabria (57,27%) e la Liguria (57,71%).

    Guardando agli uomini, invece, le regioni con il rapporto più alto sono la Valle d’Aosta, dove l’89,56% della popolazione maschile over 15 ha la patente, le Marche (89,22%) e l’Umbria (88,50%). Le ultime posizioni in classifica sono invece occupate da Campania (81,47%), Calabria (81,80%) e Puglia (82,86%).

    Se la patente di guida risulta quindi essere più comune tra gli uomini, ci sono aree nel Paese dove il divario tra i due sessi è più evidente; la Campania, ad esempio, è la regione dove il distacco si fa più sentire, con una distanza di oltre 27 punti percentuali a favore degli uomini. Seguono in classifica la Liguria (26,3 i punti percentuali di distanza) e il Molise (25,9 punti percentuali).

  • Motorzoom.it, il sito per i veri appassionati di motori

    Motorzoom.it è fonte di interessanti notizie su auto e moto.
    Sulle pagine del sito è possibile trovare curiosità, scoop, video ed intrattenimento legato al mondo dei motori.
    La redazione composta da competenti appassionati di auto, si ritiene irriverente ed indipendente. Non c’è spazio per pregiudizi.
    Ogni mezzo viene analizzato con sincerità ed indipendenza.
    A breve è prevista la nuova attesissima rubrica dei test drive video con le prove auto e moto in strada.
    Numerosa e partecipativa la comunità sulla pagina di Facebook dove oltre 7k utenti (al 12-12-2017) vivono con passione gli argomenti proposti.
    Motorzoom.it partecipa e racconta i principali eventi dedicati ai motori come il Motorshow di Bologna e l’Eicma di Milano.

  • Leasys al Motor Show di Bologna e al Fleet Europe Summit di Estoril.

    Fine d’anno ricco di eventi per la società di mobilità e noleggio a lungo termine di FCA Bank

    — Per il Motor Show 2017 (2-10 dicembre), in evidenza le formule di noleggio per i privati e una proposta dedicata ai visitatori che si recheranno presso gli stand nel Padiglione FCA: modem Wi-Fi e 20 GB al mese di dati con la rete TIM inclusi nel canone di noleggio per tutti i contratti siglati entro fine anno presso i concessionari.

    — E per la prima volta Leasys partecipa al Fleet Europe Summit, quest’anno in Portogallo (5-6 dicembre).

    Dal 2 al 10 dicembre Leasys sarà presente al Motor Show di Bologna all’interno del padiglione FCA presso gli stand Fiat, Alfa Romeo e Jeep con tutte le sue formule di mobilità e noleggio per privati e mondo business e una promozione esclusiva dedicata ai visitatori della fiera.

    Il noleggio a lungo termine è oggi considerato una valida opzione di mobilità in grado di garantire la massima libertà ed efficienza: in questo contesto Leasys – che ha messo a punto una gamma di formule che si caratterizzano per facilità d’accesso e per convenienza – sarà al Motor Show insieme al Gruppo FCA, in chiusura di un anno di successi, in particolare sul fronte del noleggio a privati e partite IVA.

    In occasione del Motor Show di Bologna, i vantaggi Leasys diventano ancora più allettanti. Una promozione speciale sarà, infatti, dedicata ai visitatori che si presenteranno presso gli stand della società: 20 GB al mese di traffico dati con la rete TIM e la fornitura di un modem Wi-Fi incluso nel canone della vettura, da utilizzare sia all’interno che all’esterno del veicolo. Per usufruire della promozione dedicata, basterà lasciare i propri contatti allo staff Leasys, prendere il volantino “Offerte Motor Show” e poi recarsi in una concessionaria della rete FCA per sottoscrivere un contratto entro il 31 dicembre. Alla completa libertà che caratterizza le offerte di noleggio a lungo termine Leasys si aggiunge quindi la praticità di una connessione sempre a portata di mano: per intrattenere i più piccoli durante i viaggi lunghi, per lavorare in mobilità, per non rimanere scollegati nemmeno un secondo, anche on the road.

    L’offerta Motor Show è applicabile a tutte le formule e ai modelli presenti in gamma Leasys, purché gli interessati presentino in concessionaria il volantino ritirato presso gli stand in fiera.

    Appuntamento con Leasys al Motor Show presso lo spazio FCA, padiglione 22.

     

    Sul fronte degli eventi internazionali, invece, il 5 e 6 dicembre Leasys – al fianco di FCA Fleet&Business – parteciperà alla XX edizione del Fleet Europe Summit di Estoril, in Portogallo, l’appuntamento europeo di riferimento dedicato ai fleet manager.

    Quest’anno Leasys ha avviato con successo un ambizioso piano di crescita internazionale: con l’apertura di nuove filiali o il rilevamento delle attività di noleggio del Gruppo FCA Bank, la società ha fatto il suo ingresso in mercati importanti come Spagna, Francia, Germania e Regno Unito e si accinge ad approdare in Belgio e Olanda.

    La presenza al Fleet Europe Summit sarà occasione di incontro e confronto con altri importanti fornitori e con i fleet manager delle principali organizzazioni a livello europeo, per un’ulteriore analisi delle prospettive e potenzialità di un settore che si rivela sempre più centrale sul fronte della mobilità aziendale. E in cui Leasys, entro i prossimi tre anni, punta a diventare uno dei primi cinque player internazionali.

    www.leasys.com