Categoria: Politica

  • “Liste civetta” a Marcetelli, De Pierro contro il Messaggero e il Corriere di Rieti

    Il presidente dell’Italia dei Diritti rispedisce al mittente la definizione formulata dai due quotidiani in riferimento al movimento che presiede

    Antonello De Pierro
    Roma – In occasione delle consultazioni elettorali 2020 per il rinnovo dei consigli comunali, rinviate dalla scorsa primavera al 20 e 21 settembre a causa dell’emergenza Covid 19, il movimento politico nazionale Italia dei Diritti, come di consueto, ha presentato anche quest’anno le sue liste in diversi comuni.

    Tra questi figura anche Marcetelli, graziosissimo borgo in provincia di Rieti,ai margini della Valle del Salto,che le statistiche anagrafiche indicano come il più piccolo del Lazio per numero di abitanti. Ha fatto notizia su diversi organi di stampa il fatto che a contendersi lo scranno di primo cittadino siano ben cinque candidati, come Il Messaggero, a firma di Samuele Annibaldi, e Il Corriere di Rieti, che gridano addirittura all’incredibile puntando il dito contro quelle che individuano come “liste civetta”, tra cui, chi legge, può agevolmente scorgere il riferimento all’Italia dei Diritti, cosa su cui non sembra possano nutrirsi dubbi di sorta.

    Non ci sta Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti e giornalista di lungo corso, a vedere etichettato in questo modo il movimento che presiede e dissotterra l’ascia di guerra della polemica, scendendo in campo in prima persone e rispondendo al mittente la definizione formulata.

    “Definire ‘civetta’ una lista che fa capo alla nostra compagine politica — tuona De Pierro — è quantomeno inappropriato e non risponde ai canoni più elementari della logica deduttiva, risultando in insanabile conflitto con essa. Chi lo fa, o manca di onestà intellettuale oppure è poco aggiornato sulla nostra storia politica. Delle due l’una. Se i colleghi che hanno redatto gli articoli usciti nelle ultime ore si fossero informati meglio sono certo che non avrebbero scritto una castroneria del genere”.

    L’ex direttore e voce storica di Radio Roma e direttore di Italymedia.it ha edificato negli anni l’Italia dei Diritti su fondamenta aventi come pilastri i principi di legalità, giustizia ed etica e oggi conta ben 63.000 follower sul suo profilo Twitter e figura con oltre 160.000 like al 60° posto nazionale nella classifica dei politici italiani più seguiti sulle pagine Facebook, aggiornata quotidianamente all’indirizzo www.politicasufacebook.it/politici/. E’ stato lui stesso a scegliere Giuliana Rainaldi come candidata a sindaco di Marcetelli e l’ha accompagnata personalmente a presentare la sua lista.

    “La scelta di Giuliana non è casuale — spiega il leader del movimento —. Abita a Riofreddo, non molto distante da Marcetelli, e conosce bene il territorio e le sue problematiche. Per di più ha un’ottima competenza circa la macchina amministrativa, sia per formazione personale e professionale, sia per tradizione familiare. Per di più è una donna ed è nota la nostra posizione a sostegno delle quote rosa, tanto che lo scorso anno a Sambuci e Saracinesco abbiamo presentato liste di sole donne. Non avremmo potuto scegliere meglio. A Marcetelli c’è una maggioranza uscente che si è trovata in disaccordo nella gestione di un comune piccolissimo, grande quanto una scala di una palazzina di Roma. L’ultimo amministratore di condominio avrebbe forse fatto di meglio. Non è un caso che una tra i neo candidati a sindaco sia stata eletta proprio nella lista del sindaco uscente. E non ci risulta che si sia nemmeno dimessa. Addirittura, a quanto è dato sapere, sembra essere ancora consigliera nelle file della lista contro cui si batterà. Ora tocca ai cittadini decidere se orientare la propria espressione consensuale verso personaggi che sul proscenio politico di Marcetelli non possono certo definirsi politicamente affidabili o scegliere la via del cambiamento, rifuggendo dalle logiche del voto familiare, tanto dure a morire nei piccoli centri. Anche gli altri posti in lista sono stati scelti con cura. La capolista Monica Persiani e la seconda Morena Rosini sono le cantanti del noto gruppo musicale Milk & Coffe e vantano una lunga militanza politica e un notevole impegno nel propugnare la crescita culturale italiana. Al terzo posto ho voluto fortemente la presenza di Francesco Palmisano, che possiede una cultura giuridico-amministrativa di tutto rispetto. Pertanto muovete verso di noi tutte le critiche che volete, ma non chiamateci ‘lista civetta’. Questo non l’accetto. Abbiamo 22 eletti nei comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale, tra cui un sindaco e siamo la lista con più amministratori pubblici nei paesi sotto i 15.000 abitanti. Io stesso sono capogruppo dell’Italia dei Diritti presso il Comune di Roccagiovine e in seno al consiglio della X Comunità Montana dell’Aniene (attualmente in corso di trasformazione in Unione dei Comuni Montani) di un gruppo di ben 8 consiglieri, oltre che consigliere dell’Unione dei Comuni “Valle Ustica”. I risultati ottenuti in comuni come Ariccia, che non è proprio un paesino, nel 2016 e la partecipazione alle competizioni elettorali nazionali può fugare ogni dubbio sull’inopportunità della definizione di ‘lista civetta’. Non è un caso che ieri la presidente della commissione elettorale di Rieti, in sede di valutazione dell’ammissione delle liste, abbia richiesto al sottoscritto l’autorizzazione scritta all’uso del simbolo, prevista per i partiti nazionali rappresentati in Parlamento, in quanto la lista è stata presentata dalla candidata a sindaco Rainaldi. Non credo che sia stata avanzata un’istanza similare per gli altri candidati .Pertanto chiedo a tutti i miei colleghi, ma in particolare a quelli del Messaggero e del Corriere di Rieti, di rimodulare l’assunto concettuale espresso circa le liste civetta, riferito alla nostra squadra in campo a Marcetelli e in tutti gli altri comuni, tra cui mi piace ricordare Roiate, Marano Equo e Percile”.

  • Roma, prima assemblea di Progetto Italia: Carlo Malinconico Presidente della nuova forza moderata

    “Serve una forza moderata per portare l’Italia fuori dalla stagnazione e dalla decrescita”: con questo messaggio, Carlo Malinconico ha inaugurato la prima assemblea di Progetto Italia per la buona politica, nuova forza moderata e riformista, nata nell’alveo politico del centrodestra italiano.

    Carlo Malinconico

    Carlo Malinconico all’inaugurazione di Progetto Italia

    Si è svolto il 4 marzo a Roma, nella sala conferenze del Dub House Hotel, il primo incontro nazionale della nuova formazione di centrodestra denominata Progetto Italia per la buona politica, nata con il fine di far convergere le voci moderate e liberaldemocratiche italiane. Il movimento vede Carlo Malinconico, ex Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nelle vesti di Presidente, e Massimo Baldini in quelle di Coordinatore Nazionale. “La priorità è l’economia”, è il messaggio chiaro di Carlo Malinconico, che ha sottolineato la volontà di Progetto Italia di mettere al centro il sistema delle imprese italiane. L’intervento del giurista ha poi toccato un altro tema caro alla nuova forza politica di stampo moderato: il ruolo dell’Italia nello scenario politico ed economico internazionale, soprattutto in quello europeo: “L’Italia è un grande Paese oggi sottodimensionato in ambito internazionale”, ha dichiarato il Presidente di Progetto Italia, “dobbiamo recuperare un ruolo soprattutto sullo scacchiere europeo: Francia e Germania lavorano a una conferenza sul futuro dell’UE mentre noi siamo assenti a questi tavoli”. Come indicato anche dal nome prescelto per il nuovo movimento moderato, dall’incontro è emersa la necessità di fare ritorno a una “buona politica”, che dia voce al mondo moderato, liberale e democratico e che permetta al Paese di uscire dall’attuale periodo di crisi socio-economica.

    Carlo Malinconico, la carriera del giurista e Presidente di Progetto Italia

    Originario di Roma, città dove tutt’oggi risiede insieme a sua moglie, Carlo Malinconico è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Avvocato dello Stato durante i cosiddetti anni di piombo, diventa Consigliere di Stato nel 1985, superando, come primo in graduatoria, uno dei concorsi pubblici più complessi. In seguito a tale esperienza, nel 2002 riceve un incarico di docenza nella Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze (SSEF), a cui fa seguito l’ottenimento della cattedra di Giurisprudenza presso l’Università di Udine. Al contempo, le competenze specialistiche nel settore legale lo conducono alla fondazione dell’omonimo Studio Legale, specializzato nell’ambito del diritto amministrativo. Nel 2005 il giurista ottiene un altro incarico di docenza, insegnando Giurisprudenza presso l’Università di Roma – Tor Vergata. Esperto di diversi rami del diritto, tra gli incarichi di rilievo di Carlo Malinconico spiccano quelli di Segretario Generale del secondo Governo Prodi e Sottosegretario di Stato del Governo Monti. È stato, inoltre, Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero del Tesoro, Consigliere Giuridico dell’Autorità della concorrenza e del mercato, oltre che Direttore Generale dell’Autorità dell’energia elettrica.

  • Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo: risposte all’emergenza finanziaria

    Di fronte allo shock economico e finanziario, senza precedenti storici, i commercialisti si stanno specializzando per fornire supporto alle imprese di fronte alle difficoltà: dalla ri-pianificazione delle scadenze fiscali alla ristrutturazione del debito fino alla predisposizione di budget e sostegno nella compilazione delle richieste di finanziamento agli Istituti di credito. 

    “L’emergenza sanitaria che ha colpito la provincia di Bergamo è senza precedenti, così come l’attuale crisi economica dovuta all’emergenza Covid -19. Dobbiamo dare risposte immediate a lavoratori, imprenditori e professionisti: ogni giorno riceviamo richieste di aiuto da parte di imprese che temono per il futuro della propria attività. In tanti ci chiedono come ottenere finanziamenti da parte delle banche e indicazioni sulle procedure”.

    Così Simona Bonomelli, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo ha aperto il webinar “La Gestione dell’emergenza finanziaria delle imprese per la crisi del Covid 19”, sottolineando: “La burocrazia sta impedendo la necessaria rapidità nell’erogazione dei finanziamenti utili alla salvaguardia e alla ripartenza delle imprese e delle attività. È necessaria una chiara regolamentazione delle procedure che le banche devono adottare per rispondere alle richieste dei tanti imprenditori che si rivolgono a loro per un aiuto: in caso contrario si rischia di rendere vani questi provvedimenti”.

    Sulla stessa linea i relatori Prof. Mario Comana, Ordinario di Economia degli intermediari finanziari LUISS Guido Carli, il Dott. Sergio Paris, Dottore di ricerca in Economia dei mercati finanziari e il coordinatore del webinar Dott. Andrea Cortinovis, Consigliere dell’Ordine delegato alla Commissione “Finanza Aziendale” che spiega: “In queste settimane, la richiesta principale da parte degli imprenditori, ha riguardato il fabbisogno di liquidità per far fronte all’emergenza. In base alla mia esperienza, simile a quella di molti colleghi, il 65% dei professionisti e delle ditte individuali e piccoli commercianti sta cercando di ottenere il mini prestito di euro 25.000. Le società di capitale che stanno invece provando a richiedere un finanziamento garantito da MCC e Confidi sono circa il 37% mentre quelle più grandi che richiedono un finanziamento garantito da Sace (per cui le banche non sono però ad oggi ancora pronte) sono circa il 12% (ma stanno decidendo come muoversi perché appunto le banche rimandano). Persistono tanti dubbi sulla chiusura delle attività, la cassa integrazione, la sicurezza sul posto di lavoro e le proroghe delle scadenze soprattutto di natura fiscale. Si sono, infatti, succeduti una serie di provvedimenti che è importante applicare correttamente con la massima professionalità e attraverso una formazione e un aggiornamento costante”.

  • Le Piccole e Medie Imprese devono essere tutelate dal Governo

    Forza Nuova Toscana : le Piccole e Medie Imprese devono essere tutelate dal Governo

    “Le Piccole e Medie Imprese devono essere tutelate dal Governo Italiano con un decreto che permetta di garantire la liquidità necessaria a coprire i costi correnti, dichiara Augusto Gozzoli, Segretario Regionale di Forza Nuova Toscana”.

    “Si tratta di aziende floride e solvibili in situazioni normali di mercato, ma che attualmente, dato il crollo della domanda e le chiusure obbligate, rischiano di non essere in grado di adempiere ai propri onorari, generando un effetto domino che potrebbe travolgere l’intera economia nazionale in tempi brevissimi – prosegue Gozzoli”.

     

    “È necessario rendere disponibili aiuti economici statali immediati: le aziende che ne faranno richiesta dovranno ricevere rapidamente, ovvero nel giro di pochi giorni, fino al 10% del fatturato, con un massimale congruo che sarà stabilito nel decreto governativo. Inoltre – conclude Gozzoli – gli importi fino a 500.000 € dovranno essere erogati immediatamente dalle banche e garantiti al 100% dallo Stato e gli importi di entità superiore dovranno essere garantiti dallo Stato almeno per il 75% del valore”.

    30/03/2020

    Augusto Gozzoli – Segretario Regionale Forza Nuova Toscana

  • Bando alle speculazioni: il Maestro Maquignaz incita la regione a mostrare il meglio

    Torna alla carica l’artista Gabriele Maquignaz. Per affrontare una crisi di livello globale serve un fronte unito e compatto ribadisce. In situazioni come quella causata dal virus Covid-19 che semina ansie, oltre che sofferenza e incertezza, l’uomo ha due possibilità: dimostra o il peggio o il meglio di sé. Ed è responsabilità di ciascuno, proprio in questi momenti confusi, prestare attenzione alle proprie parole e a quelle degli altri. Vale lo stesso principio per le azioni. L’isolamento, questa dura prova a cui siamo sottoposti, ne è una inconfutabile testimonianza.

    Se da un lato la volontà diffusa di porre un freno al contagio si fa sempre più concreta, manca una chiarezza altrettanto concreta sul versante economico. “Ho notato – commenta Gabriele Maquignaz – sia a livello regionale sia nazionale un atteggiamento di alcuni movimenti politici non in linea con il grave momento di emergenza che stiamo attraversando.

    Gabriele Maquignaz

    Tutti sanno che il problema è mondiale e che l’Europa, il governo italiano e la nostra Valle d’Aosta stanno preparando ingenti risorse e disposizioni per contenere lo choc economico. Mi chiedo con che coraggio si possa speculare per avere del consenso in un momento così grave per la nostra comunità”. Un rimprovero doloroso e doveroso da parte di chi si batte in prima linea per il risollevamento economico dell’Italia.

    Continua poi dicendo: “Alcuni personaggi che rappresentano dei movimenti politici dovrebbero stare zitti e adoperarsi per creare unità nella nostra amata Valle d’Aosta. Infine ritengo doveroso esprimere solidarietà al presidente Renzo Testolin, a tutti i medici e alle persone che si stanno adoperando con spirito di servizio per aiutare la popolazione”.

    Fare di più, fare del proprio meglio dovrebbe essere prassi quotidiana, e invece non è così per Gabriele Maquignaz. Il suo appello non dovrebbe perciò, mai come in questi giorni, cadere inascoltato. Lasciare da parte gli interessi inopportuni di pochi per sostenere l’economia nazionale è forse solo una lontana utopia, qualcosa di improponibile? La risposta a chi compete.

  • FORZA NUOVA PRATO: replica alle dichiarazioni del consigliere Daniele Spada

    “Il consigliere comunale Daniele Spada, già candidato Sindaco, dichiara che la sconfitta elettorale del cdx a Prato sia dovuta anche alla manifestazione di Forza Nuova del 23 marzo 2019”.

    “Il signor Spada dimostra con questa ridicola affermazione di non conoscere assolutamente le idee forzanoviste che non sono di destra nè di sinistra e non cercano di ottenere meri consensi elettorali o favorire il centro destra, che per noi di Forza Nuova è similare al centro sinistra in una logica di spartizione di poltrone, dove le promesse elettorali sono slogan privi di fatti”.

    “Il consigliere Spada piange per aver perso una competizione elettorale ed essere ora all’opposizione, mentre i cittadini piangono per la mancanza di posti di lavoro e per la sicurezza sempre più inesistente”.

    “Fino a che a Prato ci saranno competizioni elettorali con i soliti partiti di cdx e csx, sempre pronti ad essere politicamente corretti senza vero coraggio nell’affrontare i problemi del popolo, Forza Nuova continuerà nella sua opera di controinformazione senza favoritismi per nessuno”.

    Ufficio Stampa Forza Nuova Toscana

    21/01/2020

  • Orsola (IdD) nel consiglio nazionale Anci, il compiacimento di De Pierro

    Il presidente dell’Italia dei Diritti si complimenta con il responsabile per la Valle dell’Aniene per il prestigioso incarico del quale è stato insignito
    Antonello De Pierro e Marco Orsola
    Roma – “Saluto con estremo entusiasmo la nomina a consigliere nazionale Anci di Marco Orsola, nostro validissimo esponente nella Valle dell’Aniene.

    E’ l’epilogo naturale di un impegno amministrativo ultraventennale, svolto sempre in impeccabile sintonia con gli standard operativi più elevati, che lo hanno condotto a far registrare una costante e perfetta concretizzazione sotto il profilo qualitativo. I risultati da sempre ottenuti al timone della macchina istituzionale sono riscontrabili ictu oculi e non possono non essere eletti a emblema di alta efficienza gestionale. Sono certo che Marco saprà onorare l’attribuzione mansionale di cui è stato investito in termini di valorizzazione dei piccoli comuni“.

    Questa l’entusiastica reazione del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia della nomina nel consiglio nazionale dell’Anci, ottenuta dal responsabile del movimento per la Valle dell’Aniene Marco Orsola, in virtù della sue cariche di sindaco di Saracinesco e presidente dell’Unione dei Comuni Valle del Giovenzano.

    Il nuovo compito che attende Marco — continua De Pierro — non potrà che corroborare il già incessante impegno che il nostro movimento sta mettendo in campo per la tutela delle realtà comunali, specie quelle più piccole, che sono perennemente minacciate dallo spopolamento e solo un’azione risoluta e pressante potrà garantire nel tempo la loro residenzialità, l’ottimizzazione del parenchima sociale e lo sviluppo della crescita economica, senza tralasciare mai l’esaltazione delle tradizioni storico-culturali. Colgo l’occasione per annunciare che presto gli conferirò, in seno all’Italia dei Diritti, la nomina per ricoprire il ruolo di responsabile di un’area tematica a livello nazjonale“.

  • Nuovo piano di illuminazione pubblica: importanti interventi a San Martino Buon Albergo

    Il nuovo anno porterà numerose novità per San Martino Buon Albergo, tra cui un nuovo piano di illuminazione urbana.

    Tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 infatti, sono previsti interventi di pubblica illuminazione che l’Amministrazione comunale realizzerà attraverso la società 100% partecipata del Comune, Archimede Servizi. Il primo provvedimento sarà la messa a norma dal punto di vista illuminotecnico e di efficientamento energetico dei 73 punti luce sulla Strada regionale 11 tra il Ponte del Cristo e l’incrocio di Via Verdi.

    «Si tratta di un importante intervento strutturale che finanziamo con 90 mila euro, grazie ad un contributo del precedente Governo. Con questa operazione, prevediamo un risparmio annuo del 65% circa e una mancata emissione in atmosfera di 9,5 milioni di tonnellate all’anno di Co2. Tutto ciò garantirà una distribuzione più omogenea della luce su strade e marciapiedi, una migliore vivibilità degli spazi, a beneficio anche della sicurezza dei nostri cittadini e dell’ambiente» spiega Franco De Santi, Sindaco di San Martino Buon Albergo.

    L’intervento – nel dettaglio – prevede la sostituzione e l’allungamento del lampione, recuperando ed adattando le lanterne e i fregi in ghisa storici e sostituendo l’apparato illuminante con un kit a LED a basso consumo, per un risparmio di 22.000 Kwh l’anno.

    L’Amministrazione ha inoltre previsto un secondo intervento che sostituirà alcuni pali a Casette e il posizionamento di nuovi lampioni in varie aree del territorio comunale.

    «Si tratta di un investimento importante, pari a 96 mila euro, che si aggiunge ad altri effettuati negli anni precedenti. È dunque un piano a lungo termine che questa Amministrazione sta realizzando in risposta alle segnalazioni arrivate dai cittadini di San Martino, anche direttamente durante l’iniziativa “Il Sindaco Incontra” e alle richieste pervenute tramite i Consiglieri comunali, il nostro filo diretto con i cittadini nei quartieri. Siamo già al lavoro per nuovi importanti interventi che andremo a realizzare nel 2020» dichiara il Vicesindaco Mauro Gaspari e Assessore con delega alle manutenzioni del Comune di San Martino Buon Albergo. 

    Il Comune di San Martino Buon Albergo interverrà a sostituire e posizionare nuovi punti luce in via Cao di sopra, via Municipio e via Borgo a Marcellise, via Girelli Mambrotta, a Centegnano, in via Borsellino in Borgo della Vittoria, via Galilei e via Marconi in centro paese, via Verdi e via Caval a S. Antonio e nella zona delle Pignatte e Ortini, via Brolo Musella a Ferrazze.

  • Dopo cinquant’anni la strage di Piazza Fontana non è più un mistero

    Lo sosterrà il Giudice Guido Salvini all’Università di Verona  il prossimo 21 novembre, confermando la pista veronese che porta alle bombe

    Il prossimo 21 novembre, alle 17:30, nell’aula T.1 del Polo Didattico Zanotto dell’Università di Verona, il magistrato Guido Salvini, che istruì più di vent’anni fa il processo milanese sulla strage, il giornalista d’inchiesta Paolo Morando e il docente ordinario di storia contemporanea dell’Università di Macerata Angelo Ventrone, si confronteranno sull’episodio ha decretato l’inizio di uno dei periodi più tragici e sanguinosi della storia repubblicana.

    Renato Camurri docente ordinario di storia contemporanea dell’Università di Verona introdurrà il tema e coordinerà la discussione.

    Partendo dalle tesi contenute nei loro libri pubblicati recentemente, i tre relatori analizzeranno le nuove verità emerse sulla strage che il 12 dicembre del 1969, nella sede milanese della Banca Nazionale dell’Agricoltura, non solo causò 17 morti e 88 feriti ma diede di fatto il via ad una destabilizzazione sociale mirata alla stabilizzazione politica, la così detta “strategia della tensione”.

    L’evento è organizzato dal Dipartimento di Culture e Civiltà dell’ateneo veronese in collaborazione con l’Osservatorio Monografie d’Impresa operante nella stessa Università.
    L’ingresso è libero.

    PER INFORMAZIONI:
    [email protected]
    Tiziana Sartori 347 6914664

    PER APPROFONDIMENTI:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/17/piazza-fontana-la-madre-di-tutte-le-stragi-il-magistrato-guido-salvini-e-il-giornalista-sceresini-completano-il-puzzle-adesso-non-e-piu-un-mistero/5567421/

    https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2019/11/15/piazza-fontana-video-della-strage_KIbCD0iY5yotVKNE9ToqeL.html

    https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/piazza_fontana_video_freda_guido_salvini-4865170.html

    Piazza Fontana, 50 anni fa la madre di tutte le stragi

    BIBLIOGRAFIA:
    G. Salvini / A. Sceresini
    : La Maledizione di Piazza Fontana. Chiarelettere 2019

    P. Morando: Prima di Piazza Fontana, La prova generale. Laterza 2019

    A. Ventrone: La strategia della paura. Mondadori 2019

    A. Ventrone (a cura di): L’Italia delle stragi. Donzelli 2019

  • Megastore in zona Lepia: La risposta dell’amministrazione di San Martino Buon Albergo

    «Per San Martino Buon Albergo – dichiara il Sindaco De Santi – un megastore di quelle dimensioni e di tale impatto in zona Lepia graverebbe innanzitutto sulla viabilità, già compromessa da altre attività in zona. In determinate ore del giorno i problemi causati dalla scarsa viabilità si rifletterebbero ulteriormente sul nostro comune, sia sulla strada Porciliana che su via Nazionale. A questo si aggiungono il fattore ecoambientale, che renderebbe la situazione di fatto invivibile e la ricaduta negativa sui negozi di vicinato che svuoterebbe il territorio di relazione, azzerando rapporti che fanno parte del tessuto sociale, nati e cresciuti nel tempo, in molti casi di generazione in generazione».

    Queste le osservazioni dell’Amministrazione comunale di San Martino Buon Albergo rimandate a Provincia di Verona, Dipartimento prevenzione dell’Ulss 9, Arpav, Trapper srl e ai Comuni di Belfiore, Lavagno, Caldiero e Colognola ai Colli in vista della convocazione del Comitato Tecnico Valutazione Impatto Ambientale sul tema dell’apertura del grande centro di distribuzione di 14mila metri quadri denominato Parco commerciale scaligero a Lavagno.

    In zona Lepia, infatti, è destinato a sorgere un nuovo megastore che avrebbe un forte impatto ambientale destinato a riversarsi sui paesi di Lavagno, Caldiero, Colognola ai Colli e San Martino Buon Albergo. L’assenza dei comuni limitrofi in fase di presentazione della relazione ambientale della ditta Trapper srl della scorsa settimana è stata contestata dalla commissione VIA della Provincia di Verona che ha provveduto alla convocazione degli stessi.

    «Riteniamo importante questa nostra presa di posizione a tutela degli interessi ambientali, di viabilità e di salvaguardia economica delle attività di San Martino» conclude il Sindaco.

     

  • Semplificazione logistica: presentate alla Camera tre proposte di legge

    Semplificare l’intero sistema normativo dell’autotrasporto e migliorare la competitività delle sue imprese: sono questi gli obiettivi racchiusi nelle tre proposte di legge annunciate in Aula alla Camera dal CNEL – Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro – ovvero modifiche alla legislazione vigente per la semplificazione e la competitività del sistema della logistica italiana delle merci “Delega al Governo per il riordino e la semplificazione della disciplina afferente il sistema della logistica delle merci” e “Modifiche all’articolo 1 del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374, per la semplificazione e la competitività del sistema della logistica italiana delle merci”.

    Il lavoro svolto dal CNEL, partito da un’iniziativa di Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica), è arrivato dopo un lungo ciclo di audizioni con 4 Pubbliche Amministrazioni, 4 organizzazioni sindacali del settore e ben 25 associazioni di categoria, tra le quali la stessa Confetra. Lo scopo principale è quello di elaborare un testo organico in grado di superare le criticità che determinano l’appesantimento operativo della catena logistica italiana ed eliminare i colli di bottiglia in tutto il processo produttivo, dall’arrivo-partenza della merce fin dal ritiro-consegna, spostando l’attenzione sui flussi import-export che sono quelli maggiormente problematici nella competizione internazionale.

    Per capire quanto sia urgente attuare un processo di semplificazione del sistema logistico italiano, è sufficiente guardare ai dati: ogni anno le inefficienze nelle procedure operative comportano una perdita di oltre 30 miliardi di euro, con gli operatori nazionali sempre più penalizzati nei mercati internazionali. Troppo per un settore che produce il 10% del Pil.

    Migliorare la competitività significa soprattutto potenziare l’efficienza di ogni singolo anello della catena. Non a caso, lo stesso CNEL ha sottolineato l’esigenza di semplificazione per il settore dello shipping, considerata l’importanza del trasporto marittimo nell’economia italiana e il contributo che esso può dare allo sviluppo della logistica. Così come particolare attenzione merita anche il trasporto bisarca, il cui apporto non è importante solo per il comparto automotive ma per tutto il sistema del trasporto su gomma del Paese.

  • Antonello De Pierro assalito su web da migliaia di utenti di destra dopo innocuo post

    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Aggredito ingiustificatamente sui social dai supporter Meloni e Salvini, quasi 2 mila i commenti inferociti al mio tweet per essere poi inseguito e coperto di insulti anche su Facebook e Instagram. Mai vista una simile violenza verbale“.
    Antonello De Pierro

    Roma – A dichiararlo, all’indomani della manifestazione di Fratelli d’Italia e Lega contro il nuovo Governo, il giornalista romano e presidente del Italia dei Diritti Antonello De Pierro che, ieri mattina, aveva descritto con toni aspri su Twitter il raduno di manifestanti in corso nei pressi di Montecitorio: “Quando sono arrivato in piazza – riprende il leader del movimento – non ho trovato una folla oceanica ad attendere i leader di Fdi e Lega. Alcune immagini che stavano circolando – prosegue De Pierro – riprendevano una piazza solo apparentemente gremita, comunque sovrastimata rispetto all’impressione che se ne aveva dal vivo. Per il resto – aggiunge – chi mi conosce sa che ho commentato la scena con il mio stile che può non piacere ma che mai mi sarei aspettato innescasse simili reazioni“.

    Il giornalista romano descrive quanto avvenuto di lì a poco sulla pagina Twitter: “Nonostante fosse un post innocente, migliaia di utenti che appoggiavano la manifestazione hanno intasato i commenti, dandomi addosso e in alcuni casi insultandomi, per poi riversarsi sulle mie pagine Facebook con attacchi del medesimo tenore. Che dire, per quanto mi riguarda possono continuare. Dal canto mio – afferma – mai acclamerò’ piccole piazze che, col braccio destro alzato, invocano un governo dell’odio e della discriminazione razziale. Il Paese ha bisogno di coesione in virtù di valori positivi che parlino di rispetto dei confini nazionali come di umanità e accoglienza. Riscriverei quel tweet e, a chi mi attacca a mezzo social, ricorderei i crimini del Ventennio, quando la piazza che oggi dicono di aver riempito sarebbe stato motivo di arresto. Il loro, oggi, è un patriottismo indotto da una politica che fa rivivere strani dejavu da cui, come presidente dell’Idd, intendo prendere piena distanza. Vorrei infine ricordare a Meloni e Salvini – si avvia a concludere – che le piazze memorabili sono state ben altre. Quasi 10 anni fa, il No Berlusconi Day riempiva San Giovanni in Laterano, dove la Questura parlò di 90 mila partecipanti, 1 milione per gli organizzatori. Solo noi, nonostante fossimo un movimento neonato partecipammo con oltre 1000 persone. Sicuramente, un seguìto non paragonabile a quello di un angolo di Montecitorio occupato ieri dai sostenitori del no al Conte bis“.

  • La siciliana Silvia Conti, da Indietro Tutta all’Italia dei Diritti

    L’ex attrice e soubrette lanciata da Renzo Arbore è stata nominata dal presidente Antonello De Pierro alla Tutela degli Animali. Lunedì prossimo, giorno della fiducia al Conte Bis, sarà a Montecitorio per manifestare contro abbandono, maltrattamento e vivisezione
    Silvia Conti
    Roma – Continuano le adesioni all’Italia dei Diritti, il movimento nazionale fondato e presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro.

    La new entry risponde al nome di Silvia Conti, che il pubblico televisivo italiano ricorda per essere stata l’artefice dell’enorme successo ottenuto dalla trasmissione Rai “Indietro tutta”, condotta da Renzo Arbore. La Conti, al secolo Daniela D’Agrò, cugina dell’ex ministra e parlamentare di Forza Italia Stefania Prestigiacomo, era la rappresentante di punta delle Ragazze Coccodè nel programma che lanciò Nino Frassica, Mario Marenco e Nina Soldano, e con la grande attenzione che suscitò nella stampa e nell’opinione pubblica fu determinante per consegnare agli annali della tv l’originalissimo format di arboriana memoria.

    Cane abbandonato a Roccagiovine
    Il suo successo personale fu corroborato dalla successiva partecipazione a numerose pellicole cinematografiche, tra cui “Occhio alla Perestroika”, con Jerry Calà, Ezio Greggio e Corinne Cléry, per la regia di Castellano e Pipolo, e “Stasera a casa di Alice”, con Carlo Verdone, Ornella Muti, Sergio Castellitto e Cinzia Leone, per la regia dello stesso Verdone, prima della decisione di dileguarsi dai lustrini del mondo della celluloide e della tv, per dedicarsi alla famiglia e alle altre grandi passioni della sua vita, la pittura e gli animali, a cui ha dedicato tante battaglie per la difesa dei loro diritti. E proprio la sua spiccata sensibilità verso i temi animalisti ha determinato il suo avvicinamento alla politica e l’incontro con De Pierro.

    Silvia Conti
    Infatti il leader dell’Idd aveva denunciato mediaticamente e giudiziariamente l’abbandono di un cane legato a un guardrail nel territorio di Roccagiovine, il suggestivo borgo della Valle dell’Aniene, nella Città Metropolitana di Roma Capitale, nel cui consiglio comunale siede in qualità di capogruppo della lista Italia dei Diritri, successivamente sparito, dopo che gli organi istituzionali di competenza avevano fatto registrare la loro inerzia per circa un mese. La Conti si era subito interessata alla vicenda, chiedendo un incontro urgente col numero uno del movimento e inoltrando istanza di adesione all’organizzazione da lui presieduta. La sua grande tenacia nel profondere ingenti energie in difesa degli amici a quattro zampe ha convinto De Pierro ad affidarle il Dipartimento per la Tutela degli Animali, carica rimasta vacante da qualche tempo. E già la neoresponsabile tematica, determinata come non mai, ha annunciato la prima iniziativa per portare all’attenzione della stampa e del grande pubblico la storia del cane di Roccagiovine, ribattezzato Argo, chiedendo che emerga la verità sul destino del povero animale, che ha attesto invano per un mese il ritorno del suo padrone prima di sparire nel nulla. Ma non solo. Infatti lunedì prossimo, giorno della fiducia al governo Conte Bis, l’ex attrice manifesterà a Montecitorio contro l’abbandono e il maltrattamento degli animali, inaugurando una serie di clamorose proteste in merito, con particolare attenzione anche al delicato tema della vivisezione.

  • Niente tavoli in piazza a Vicovaro, la polemica di De Pierro

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e consigliere dell’Unione dei Comuni della Valle Ustica contro l’ordinanza del sindaco emessa in occasione del concerto dei Collage

    Roma – Visita a sorpresa, l’altra sera, a Vicovaro da parte del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro per incontrare un gruppo di sostenitori locali del movimento.

    Era di ritorno dalla Basilicata, dove da anni l’Idd si batte contro l’inquinamento, che ha fatto crescere le morti per patologie oncologiche del 300%, e che è pressoché ignorato dalla gran parte degli amministratori locali, e dove si era recato per valutare l’opportunità, insieme ad alcuni esponenti del luogo, specie nella zona della Val d’Agri e in località Tempa Rossa, di presentare liste proprie in una terra in cui i consensi per la sua compagine politica stanno crescendo di giorno in giorno.

    L’occasione è stata rappresentata dai festeggiamenti, nel comune della Valle dell’Aniene, in onore di Maria Santissima Avvocata Nostra, con il concerto dello storico gruppo musicale Collage. Ad accogliere De Pierro è stato il responsabile cittadino Giovanni Ziantoni, consigliere comunale nella vicina Sambuci. Insieme a loro anche Tony Gallo, responsabile per Pomezia e capogruppo nell’assise consiliare di Castel San Pietro Romano, e il referente per Marino Massimo De Angelis.
    Antonello De Pierro

    Il leader dell’Italia dei Diritti è particolarmente legato al territorio vicovarese anche perché lì ha sede l’Unione dei Comuni della Valle Ustica, del cui consiglio fa parte in rappresentanza del Comune di Roccagiovine, dove riveste il ruolo di capogruppo dell’Idd, e anche per questo prende da sempre particolarmente a cuore le istanze che provengono dai cittadini della zona. E anche l’altra sera ha raccolto le doglianze di molti residenti e di alcuni esercenti su un provvedimento promanante dal sindaco Fiorenzo De Simone, da poco riconfermato alla guida della comunità di Vicovaro. Infatti il 22 agosto scorso è stata emessa un’ordinanza sindacale che vietava l’occupazione del suolo pubblico, in piazza San Pietro, con tavoli o sedie per la serata del 24 (in realtà l’atto documentale indicava in epigrafe il giorno 20) ritenendo “opportuno” tale provvedimento in considerazione di “motivi di sicurezza e ordine pubblico” e ritenendo di adottarlo “per limitare i disagi ed i pericoli per i partecipanti alla manifestazione e alla circolazione”. Per gli stessi motivi si consigliava “la vendita e la somministrazione in contenitori di carta/plastica” e si ordinava “l’obbligo di apertura dei tappi per i contenitori in plastica”.

    Il numero uno dell’Italia dei Diritti si è schierato subito dalla parte di chi aveva lamentato l’inutilità della statuizione, dissentendone categoricamente: “A mio avviso l’espressione decisionale del sindaco, estrinsecatasi mediante l’ordinanza in esame è quasi totalmente sbagliata. Innanzitutto nella parte in cui vieta l’occupazione di suolo pubblico ai pubblici esercizi, paventando, in caso contrario, disagi e pericoli per i partecipanti all’evento e per la circolazione. Probabilmente l’ordinanza è stata partorita frettolosamente e ciò si evince anche quando ci si imbatte nel clamoroso errore nella data epigrafata in oggetto. In ogni caso non possiamo che dichiararci contrari a un provvedimento assolutamente inopportuno, che penalizza pesantemente gli esercenti, i quali hanno perso un’occasione utile per incassare qualche euro in più. Infatti, anche se il numero di presenze in loco era discreto, non c’è stato certo un bagno di folla da rave party, che forse avrebbe in parte fornito una giustificazione a un siffatto intervento provvedimentale. Da consigliere dell’Unione dei Comuni della Valle Ustica posso fare un esempio in riferimento alla recentissima serata Carpe Noctem svoltasi a Licenza, in quanto rappresento le comunità di entrambi i paesi. Lì la ressa era debordante e si faticava a camminare, ma mai il sindaco Luciano Romanzi si sarebbe sognato di negare ai locali della piazza l’utilizzo del suolo pubblico per i tavoli. Mi ha colpito molto vedere tanta gente, tengo a sottolineare molto composta, in larga parte di età matura e quindi lungi dal rappresentare pericoli per l’ordine pubblico, restare in piedi davanti al palco ad ascoltare il gruppo musicale Collage, senza avere la possibilità di potersi sedere e magari godersi lo spettacolo sorseggiando qualche bibita in comodità al tavolo di un bar. Fa sorridere quando si parla di disagi e pericoli per la circolazione, in quanto mi sembra che già la piazza fosse interdetta al transito veicolare. Per ciò che afferisce alla somministrazione in contenitori di carta o plastica sull’ordinanza si legge che è un consiglio. E qui forse un obbligo non sarebbe stato inopportuno. L’unica cosa che condividiamo è l’obbligo di apertura dei tappi per i contenitori in plastica. Chiedendoci cosa abbia fatto o farà in merito l’opposizione consiliare di Vicovaro auspichiamo in futuro provvedimenti più ponderati da parte dell’amministrazione locale e non possiamo che esprimere la nostra solidarietà a tutti i gestori di pubblici esercizi, tanto penalizzati nella congiuntura, e ai cittadini intervenuti, che avrebbero potuto vivere il momento festivo con maggior comfort”.

  • Italia dei Diritti in Valle Aniene, responsabile sarà Marco Orsola

    Il presidente Antonello De Pierro ha designato il sindaco di Saracinesco, dopo la sua adesione al movimento, per il coordinamento territoriale dell’area

    Marco Orsola

    Roma – A distanza di qualche settimana dall’adesione di Marco Orsola. sindaco di Saracinesco e presidente dell’Unione dei Comuni Valle del Giovenzano, al movimento Italia dei Diritti, il presidente Antonello De Pierro, sentito il parere del responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli e del direttivo territoriale, ha proceduto alla nomina diretta della new entry a responsabile per la Valle dell’Aniene.

    Certamente è un passo strategico di estrema importanza per l’espansione dell’Idd in quello che è considerato uno dei più bei paesaggi d’Italia. Uno sviluppo dell’insediamento politico del movimento, iniziato poco più di un anno fa e che ha portato all’elezione di ben 11 consiglieri, divisi tra i comuni di Roccagiovine, dove capogruppo è lo stesso presidente De Pierro, Sambuci, Vallepietra e Rocca Canterano. L’Italia dei Diritti è senz’altro la lista con più eletti in tutta la valle attraversata dal fiume Aniene e l’incarico affidato a Marco Orsola, un emblema inimitabile di buona amministrazione, mira a un radicamento territoriale molto più diffuso, per affermare solidamente i principi fondanti del movimento, basati soprattutto su legalità e giustizia.

    La soddisfazione del numero uno del movimento è lapalissiana: “La scelta di affidare a Marco il ruolo di coordinatore dell’Italia dei Diritti per il perimetro territoriale della Valle dell’Aniene è frutto di una scelta ben ponderata. Innanzitutto pochi come lui conoscono quel territorio e le sue dinamiche sotto un profilo socio-politico, ma anche storico-culturale. Questo naturalmente è un grosso vantaggio nel recepire le istanze della popolazione e cercare di soddisfarle nel migliore dei modi. Un altro nodo fondamentale è che è un amministratore molto capace e ho deciso di costruire la gestione amministrativa tipo per il nostro movimento sulla scorta della sua esperienza gestionale presso gli enti locali. Questi sono gli assunti precipui da trasmettere a chi vuole accingersi a entrare nella macchina amministrativa sotto l’egida dell’Italia dei Diritti, informati all’efficienza, al buon andamento e all’imparzialità, come da dettato costituzionale dell’art. 97, con tutti i criteri di legalità e trasparenza che ne conseguono. Chi sposa queste linee basilari è il benvenuto e, anche se non aderisce al movimento, troverà in noi un solido alleato in ottica collaborativa. Chi è lontano da quelle che consideriamo indicazioni comportamentali imprescindibili troverà la nostra ferma e intransigente opposizione. Per noi esistono prima di tutto la legalità e la giustizia, e queste si traducono, ancora prima che in espressioni delle norme di diritto positivo, anche e sopratutto in condotte di matrice etica, basate su norme morali.

    Il ruolo assegnato a Marco Orsola non lo considero assolutamente definitivo, ma spero sia solo l’inizio di un processo evolutivo della sua totale integrazione nelle file dell’Italia dei Diritti. Presto ci sarà un congresso regionale in Sicilia e subito dopo conto di annunciarlo nel Lazio. Auspicherei in quell’occasione la presentazione di una sua mozione per candidarsi a guidare la nostra squadra a livello regionale“.

  • Good by experience – PaperOffice document management system

    Too good to be just a DMS?

    Here is a heavyweight with a very good cost-efficiency ratio against middleweights, which often bring excessive fee requirements.

    Document archives have been around for ages, at least by human standards. Sumerian merchants recorded their business transactions and archived them in cuneiform on clay tablets more than 5,000 years ago. In terms of durability and format unbeaten to this day. The cuneiform script was used for 2000 years. The producers of modern data media still have to work hard on the technology to catch up with this.

    But today, everything can be saved, which greatly increases the complexity of the storage process, not to mention the amount of data. But the archiving alone is not enough. Also, the pure knowledge that all processes can be called up as needed, is no longer sufficient. Nowadays, recognizing and using the contexts is the capital of archiving, of information management.

    Document management is simply not enough

    The difference between information management and document management can already be explained using the words “information” and “document”. A document has a formal, standardized frame. This was an important factor in maintaining order in the pre-digital era of records management. Information is everything. A really good archive contains everything, because only in this way can certain processes be understood, and the information that comes along with the quasi-official documentation often hold more important content than the folders with the formal processes.

    When Daniel Schönland developed his first PaperOffice in 2002, it was a decent document management software, a DMS. Within the next 17 years to this day many more features have been added, for instance. Therefore, the question may be asked whether PaperOffice can be classified as a document management tool or rather as an Enterprise Content Management (ECM) tool. Given what document management software should and what PaperOffice can do, the software must undoubtedly be classified in the higher-rated ECM.

     

    ECM – Part of Information Management

    While a DMS concentrates on the bundling and classification of documents, also their archiving as a dynamic filing system, as well as the task of converting and also archiving scanned documents; the scope of ECM is much wider.

    First, the main components of ECM include:

    Recording
    Administration
    Storage
    Preservation
    Output

    As far as the DMS are in agreement, the differences become clear in the subcomponents of the ECM:

    Document management
    Cooperation with supporting systems
    Intranet and Internet management
    Records Management
    Workflow or transaction processing

    PaperOffice document management system

    Just a quick glance at the possibilities that PaperOffice offers to its users shows that this is not a simple software, but a mature ECM. No wonder PaperOffice is regularly the price-performance winner in the journals within the DMS category. Here is a heavyweight with a very good cost-efficiency ratio against middleweights, which often bring excessive fee requirements, as a result.

    Information management as needed

    PaperOffice is convincing in every aspect; in the acquisition of analogue or electrical information; in machine-generated information, such as the capture of EDI or XML documents; as well as in the storage of virtually every digital format, including image, video, and sound.

    The recognition of bar or QR codes, the processing of forms and preprinted printing as well as the processing of E-forms are performed by PaperOffice via PIA; an AI that arranges the correct assignment of incoming documents by comparison with already stored information, and from these, as desired, create new content. The possibilities of PaperOffice are far from exhausted.

    Conclusion: PaperOffice is pure Enterprise Content Management.

     

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  • A Comune Roccagiovine assunta sorella consigliera di maggioranza, opposizione insorge

    Il gruppo dell’Italia dei Diritti, capeggiato dal presidente Antonello De Pierro, ha presentato una mozione con istanza di consiglio straordinario
    La consigliera Michela Facioni

    Roma – Nuova vibrante protesta dell’Italia dei Diritti, gruppo di opposizione nel consiglio comunale di Roccagiovine, contro l’amministrazione guidata dal sindaco Marco Bernardi.

    Il movimento presieduto a livello nazionale dal giornalista romano Antonello De Pierro, che tra l’altro è consigliere capogruppo proprio nell’assise consiliare roccatana, da tempo fa sentire forte la sua voce contro le numerose inefficienze gestionali della maggioranza locale, da sempre puntualmente denunciate nel consesso assembleare, in particolar modo da parte dallo stesso De Pierro. Questa volta il dissenso si appunta sull’opportunità di un’assunzione effettuata nei mesi scorsi a seguito di un avviso di selezione pubblica finalizzato alla ricerca di una figura professionale da impiegare presso l’Ufficio Tributi. La congiuntura aveva subito incontrato le perplessità dei consiglieri dell’Italia dei Diritti per una serie di motivazioni, tanto da indurre il leader del movimento, esercitando il diritto di sindacato ispettivo legato al munus consiliare, a produrre subito un’istanza di accesso agli atti, rimasta parzialmente inevasa, con un’ostensione documentale lacunosa, soddisfatta solo dopo un rinnovo di richiesta al fine di ottenere il materiale preteso, ma con un’inevitabile e penalizzante dilatazione dei tempi di attesa e quindi dell’espletamento dell’auspicata attività istituzionale di manifestazione della contrarietà al provvedimento emesso. Vincitrice della procedura concorsuale è risultata Giada Facioni, sorella dell’autorevole consigliera di maggioranza Michela, miss preferenze (è stata la più votata in assoluto), nonché parente dello stesso sindaco Bernardi, ma De Pierro si è affrettato subito a chiarire che la disapprovazione esula dall’esito della selezione, che considera una mera coincidenza.

    Antonello De Pierro
    “Tengo a precisare, per fugare ogni equivoco — ha dichiarato —, che non contestiamo nella maniera più assoluta l’assunzione della signora Facioni, la quale è risultata avere tutti i requisiti richiesti dal bando e tali da farle attribuire il punteggio più alto, ma altri fattori, tra cui la stessa opportunità di dare avvio a una procedura di reclutamento”.

    Infatti De Pierro, insieme agli altri consiglieri dell’Italia dei Diritti Paolo Nanni e Aurelio Tartaglia, ha inoltrato al sindaco, e per conoscenza al prefetto di Roma, nonché alle procure generale e regionale del Lazio della Corte dei Conti, una mozione con richiesta di consiglio straordinario, in cui viene estrinsecato dettagliatamente il corpo motivazionale che avrebbe dovuto, a loro avviso, evitare di avviare l’iter selettivo e il successivo perfezionamento negoziale.

    Ciò che balza subito all’occhio, scorrendo lo sguardo tra le righe dell’atto redatto, è l’approvazione della deliberazione della giunta comunale, composta dal sindaco Bernardi e dal vicesindaco Angelo Fabiani, presenti nella circostanza mentre risultava assente l’assessora Annita Cocchieri, alle ore 17,30 del 17 dicembre, giorno in cui è stato pubblicato il bando. In pratica l’approvazione sembrerebbe essere stata successiva alla pubblicazione dell’avviso di selezione a cui fa riferimento. E’ lecito domandarsi come sia stato possibile tutto ciò e soprattutto chi era deputato a esprimere il parere tecnico sulla regolarità dell’atto come abbia potuto pronunciarsi favorevolmente. Quesiti a cui si cerca una risposta, ma ci si perde inevitabilmente in una buia vallata di ipotesi.

    “Prima facie qualcosa non torna — tuona De Pierro — e pretendiamo delle risposte esaustive, che siamo certi il sindaco e il vicesindaco, nonché la segretaria comunale Giulia Orefice, che ha espresso parere tecnico favorevole, riusciranno a fornirci fugando ogni dubbio in merito”.

    La polemica dei consiglieri di opposizione si sofferma altresì sul compresso lasso temporale concesso agli aspiranti per formalizzare la presentazione delle istanze di partecipazione, dal 17 al 28 dicembre, per di più a cavallo delle festività natalizie, che ha ridotto ulteriormente il tempo a disposizione.

    Ma il perno dell’impianto argomentativo di dissenso si fonda sull’utilità di un’ulteriore assunzione, alla luce del fatto che un dipendente del Comune di Roccagiovine è comandato da lungo tempo presso un’altra amministrazione e mai sembra essere stata ventilata una remota possibilità di richiamarlo in sede. Pertanto, secondo la minoranza in consiglio, non era assolutamente necessario un ulteriore esborso di pubblico denaro, tenuto conto tra l’altro che quasi in concomitanza con la stipula del contratto di assunzione, per ridurre le spese del Comune, si era provveduto a sospendere un servizio di trasporto per la scuola della limitrofa Licenza, privando alcuni bambini di un servizio di fondamentale importanza.

    Non manca inoltre una critica all’asserita insindacabilità del giudizio del Ruf (Responsabile Ufficio Finanziario), alla cui competenza monocratica è stata affidata la disamina valutativa dei requisiti dei partecipanti e la formulazione della graduatoria finale, non riuscendo a identificare dei netti contorni di certezza cognitiva a un approccio esegetico.

    Alquanto interessante appare infine, nella mozione prodotta, il percorso deduttivo tracciato sotto il profilo giuridico, a conforto dell’asserita nullità ab origine dell’avviso di selezione da parte dei consiglieri sottoscrittori. Ciò prende le mosse da una netta duplicità identificativa del bando in questione. da un punto di vista legale. Infatti, richiamando a supporto i chiarimenti in merito di una nota sentenza della Corte di Cassazione, in via preliminare, i componenti del gruppo Italia dei Diritti si soffermano sull’inequivocabile inferenza concettuale, che conferisce, in materia di pubblico impiego, a ogni bando di concorso per l’assunzione di personale, la doppia natura di provvedimento amministrativo e di atto negoziale quale offerta al pubblico. E proprio su quest’ultima qualificazione attributiva si fonda l’argomentazione dei proponenti che riconduce a ritenere nullo il documento in esame. Com’è noto ogni attività contrattuale può prevedere come accessori degli elementi accidentali, tra cui è ben definita da specifiche previsioni normative la condizione. Com’è più dettagliatamente specificato nella mozione formulata, oltre alle condizioni potestative, casuali e miste, esiste una specifica figura giuridica, ben definita da un apposito articolo del codice civile, il 1355, che contravviene alle statuizioni legittimate dalla legge e costituisce una distorsione giuridica che rende nullo l’atto. Si tratta della condizione “meramente potestativa”, che affida alla mera volontà di una sola parte, pertanto al mero arbitrio, l’efficacia della stipula contrattuale. E’ la medesima massima cassazionistica a reputare nulla “…la clausola con cui la p.a. si riservi la facoltà di non procedere all’assunzione……perché integra una condizione meramente potestativa ai sensi dell’art. 1355 c.c.” ed è proprio la fattispecie che ci interessa, alla luce del fatto che l’avviso di selezione pubblica promanante dal Comune di Roccagiovine recita testualmente che il Comune “si riserva, altresì, il diritto di revoca del procedimento in qualsiasi momento”.

    “Ci opporremo con ogni mezzo lecito a nostra disposizione — fa sapere il numero uno dell’Italia dei Diritti — a un’assunzione che riteniamo assolutamente inopportuna. Visto il particolare frangente dell’anno in cui è stato pubblicato il bando e si è proceduto alla contrattualizzazione, il tutto nell’arco di una decina di giorni e durante le vacanze natalizie, ci siamo accorti di quanto era avvenuto solo a cose fatte. Ci siamo immediatamente attivati formulando un’istanza di accesso agli atti, a cui abbiamo ottenuto una risposta parziale. Praticamente ci è stata fornita solo la documentazione rinvenibile agevolmente sul sito ufficiale del Comune. Siamo stati costretti a produrre un rinnovo di istanza di accesso e siamo venuti in possesso dell’intero corpo documentale solo dopo ben 75 giorni, quando il dettato dell”articolo 43 c. 3 del T.U.O.E.L. parla esplicitamente di 30 giorni per le risposte alle istanze di sindacato ispettivo presentate dai consiglieri. In questo modo si dilatano notevolmente i tempi e la nostra azione subisce inevitabilmente una coartazione. In questo modo non ci viene permesso di espletare compiutamente l’attribuzione mandataria affidataci dagli elettori. Meglio tardi che mai. Ora siamo qui e nei prossimi giorni in consiglio si discuterà e si voterà la nostra mozione, inserita all’ordine del giorno in una seduta ordinaria anche se avevamo chiesto in maniera lapalissiana un consiglio straordinario. Ma non obietteremo su questo. Ci interessa soprattutto capire se questa maggioranza avrà il coraggio di avallare quello che riteniamo un inutile esborso di denaro pubblico, a fronte di tante richieste da noi avanzate, a cui è stato opposto sempre un netto rifiuto per mancanza di fondi, oppure voterà la nostra mozione. L’ente ha un dipendente comandato presso un’altra amministrazione da lungo tempo e mai ci risulta che sia stata nemmeno presa in considerazione l’ipotesi di un suo rientro in sede. Peraltro la dipendente in questione è stata assunta per un ufficio specifico che è quello finanziario, che ci pare abbia finora espletato brillantemente i suoi compiti senza alcun problema. Per di più, in base alle elaborazioni dottrinali e giurisprudenziali, l’atto con cui è stato attivato il procedimento di reclutamento sembrerebbe essere nullo. In pratica, se ancora assumiamo per autorevole l’orientamento della Suprema Corte, si sarebbe proceduto a un’assunzione sulla base di un bando concorsuale affetto da nullità ex tunc.

    La nostra espressione di dissenso continuerà all’infinito con manifestazioni di protesta anche eclatanti qualora non venga revocato in autotutela il provvedimento di assunzione o quantomeno non vengano fornite risposte plausibili alle nostre perplessità in merito. E quando parlo di manifestazioni eclatanti parlo di incatenamenti di fronte a vari luoghi istituzionali o sedi di organi mediatici, sperando di non dover arrivare a occupare l’aula consiliare. Se necessario arriveremo a sottoporre la questione a referendum a iniziativa popolare”.

  • De Pierro, in visita a Fiuggi, auspica dimissioni sindaco e maggioranza

    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Un’amministrazione comunale che non è sensibile alla corretta valorizzazione delle enormi potenzialità del territorio è orfana degli strumenti basilari e dei più elementari supporti concettuali e valoriali per poter espletare l’attribuzione mandataria affidatale dal corpo elettorale

    Antonello De Pierro
    Roma – Chi era presente parla di un uomo alquanto perplesso di fronte alla situazione riscontrata e determinato a impegnarsi per il cambiamento.

    Lui è il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro e il riferimento è alla sua visita a Fiuggi in occasione del XIII Festival Internazionale della Chitarra in svolgimento in questi giorni nella nota cittadina ciociara. Il leader del movimento, accompagnato dal capogruppo Idd nel consiglio comunale di Castel San Pietro Romano Tony Gallo e da alcuni sostenitori anticolani, ha fatto un giro per le strade avviando un confronto dialogico con molti cittadini, che lamentavano inefficienze gestionali dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Alioska Baccarini. facendo trapelare un diffuso malcontento.

    La reazione del numero uno dell’Italia dei Diritti è stata immediata:”Non riesco a credere di dover raccogliere queste doglianze a Fiuggi. Verificherò personalmente in maniera più approfondita la circostanza recandomi qui più spesso e delegando i competenti nostri esponenti per individuare un valido gruppo dirigente locale. Un’amministrazione comunale che non è sensibile alla corretta valorizzazione delle enormi potenzialità del territorio, che si esplicano specie nello sviluppo turistico, l’ambito settoriale su cui si fonda gran parte della sua economia, è orfana degli strumenti basilari e dei più elementari supporti concettuali e valoriali per poter espletare l’attribuzione mandataria affidatale dal corpo elettorale. Avevamo già in mente di presentare una nostra lista a Fiuggi, sulla scia di quanto stiamo facendo in molti altri comuni, in cui i nostri eletti stanno garantendo il rispetto delle regole e il controllo sull’operato di chi gestisce la potestà amministrativa, in virtù di un lapalissiano stato di inerzia in cui versa la città. Avendo a mente gli antichi fasti a cui ero abituato venendo a Fiuggi mi piange il cuore a riscontrare ictu oculi, al di là delle doglianze dei residenti, il processo involutivo a cui è stata sottoposta. Ancora più doloroso è prendere atto dell’inadeguatezza dell’opposizione a interpretare il ruolo che le compete. Fiuggi merita indubbiamente di più. In ogni caso la nostra presenza al prossimo appuntamento elettorale è pressoché certa per rimuovere dal proscenio politico chi finora dagli scranni del potere amministrativo, ma anche dai banchi dell’opposizione, ha relegato il tessuto sociale di Fiuggi ai margini dei parametri idonei allo sviluppo e dotare i corpi collettivi locali di un’amministrazione che risponda finalmente alle istanze provenienti dal basso. E’ un preciso impegno che assumo di fronte a questo apodittico immobilismo per poter restituire al territorio le specificità peculiari che l’hanno sempre contraddistinto. Nell’interesse dei cittadini, con un atto di coraggio di fronte a un palese fallimento politico, auspicherei le dimissioni del sindaco e dell’intera maggioranza e li inviterei a perseguire questa strada, per poter ridare la parola al corpo elettorale nel segreto dell’urna elettorale. In caso contrario chiediamo ai cittadini di armarsi di pazienza e attendere il momento in cui, grazie all’utilizzo di tutti gli strumenti offertici dalle regole della democrazia partecipativa, potranno accordarci, tramite suffragio, quella fiducia necessaria per lavorare alla rinascita di Fiuggi“.

  • Marco Orsola è il primo sindaco targato Italia dei Diritti

    Il primo cittadino di Saracinesco (Rm) ha aderito al movimento presieduto da Antonello De Pierro

    Marco Orsola

    Roma – L’espansione del movimento Italia dei Diritti, presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, ormai non conosce sosta.

    Dopo aver ottenuto l’elezione di undici consiglieri in sei comuni, che aggiunti ai precedenti eletti fanno quattordici in sette comuni, solo nella Città Metropolitana di Roma Capitale, dove risulta essere la lista con più eletti nei comuni sotto i 15.000 abitanti, ora incassa l’adesione del primo sindaco targato Idd. Un colpo da novanta in quanto non si tratta di un primo cittadino qualsiasi, ma di un emblema di ottima amministrazione, ammirato e stimato da ogni parte per la sua lapalissiana competenza gestionale. Si tratta di Marco Orsola, sindaco di Saracinesco, un piccolo borgo alle porte della Capitale, che da oggi ha aderito ufficialmente all’Italia dei Diritti. E’ lo stesso De Pierro a renderlo noto.

    Ci siamo incontrati a cena — spiega il leader del movimento — insieme al neo vice presidente Oscar Tortosa, e Marco mi ha comunicato la sua volontà di entrare a far parte della nostra squadra. Sono stato felicissimo di fronte a questa esternazione intenzionale. La prima cosa che ho pensato è che se uno come lui vuole entrare a far parte del nostro gruppo significa che stiamo lavorando bene. E’ un amministratore che stimo da sempre. Basta recarsi a Saracinesco per constatare ictu oculi i risultati di un’impeccabile attitudine alla gestione della cosa pubblica. Stiamo portando il nostro contributo nelle realtà in cui ci viene accordata la fiducia da parte del corpo elettorale, improntando sempre la nostra azione amministrativa ai principi fondanti della nostra organizzazione politica, espressi dalle categorie concettuali della legalità e della trasparenza, nell’ottica costituzionale del buon andamento della attività della pubblica amministrazione, informata ai canoni di efficacia ed efficienza, in ossequio all’interesse primario dei corpi collettivi. E quando si parla di legalità non basta limitarsi a non infrangere le norme ordinamentali, ma il nostro pensiero si rivolge anche alle regole morali, all’etica, che spesso alcune fattispecie comportamentali, pur rimanendo nel perimetro imposto dalla legge, vanno a violare. Do il benvenuto a Marco Orsola e attiverò immediatamente il responsabile provinciale romano Carlo Spinelli, affinché convochi il direttivo provinciale per assegnare un ruolo nell’organigramma dell’Italia dei Diritti a una persona che incarna l’essenza del nostro concetto di primo cittadino“.

  • Italia dei Diritti, De Pierro nomina Oscar Tortosa vice presidente

    Il presidente del movimento ha scelto con convinzione: “E’ stato dalla prima ora una figura molto affidabile per il nostro movimento, che ha sostenuto con coerenza e impegno ogni battaglia. La sua storia politica non ha bisogno di commenti e credo fosse la persona più adatta per ricoprire il ruolo

    Oscar Tortosa e Antonello De Pierro

    Roma – Sarà l’on. Oscar Tortosa il nuovo vice presidente del movimento politico Italia dei Diritti. La carica è rimasta vacante per qualche anno per scelta del presidente Antonello De Pierro, al quale spetta il compito di individuare la persona giusta e procedere all’investitura.
    Oscar Tortosa

    Tortosa, ex assessore del Comune di Roma per moltissimi anni e consigliere regionale del Lazio, era già parte integrante dell’organizzazione politica facente capo al giornalista romano come responsabile nazionale per la Politica Interna. Oggi la decisione di De Pierro di volerlo al suo fianco nella gestione del movimento, che appare in buona salute e in costante crescita, è dettata dal fatto di voler dare linfa vitale a una realtà associativa in continua espansione puntando sulla grande esperienza di un politico di lungo corso. Dopo i verdetti emessi dalle urne in occasione delle ultime elezioni, 14 consiglieri eletti in ben 7 comuni, oltre a un numero elevato in quota Idd in altre liste, erano e sono attesi grandi cambiamenti nell’organigramma dirigenziale.
    Oscar Tortosa e Antonello De Pierro

    Oscar Tortosa è stato dalla prima ora una figura molto affidabile per il nostro movimento — ha spiegato De Pierro —, che ha sostenuto con coerenza e impegno ogni battaglia. La sua storia politica non ha bisogno di commenti e credo fosse la persona più adatta per ricoprire il ruolo. Dopo gli ultimi risultati elettorali che, alle amministrative, hanno fatto registrare una crescita esponenziale per il movimento che sono onorato di presiedere, nonostante la ricusazione della lista alle consultazioni europee solo perché penalizzati da norme ingiuste e inique, avevo bisogno di rafforzare l’Ufficio di Presidenza, che per un lungo lasso temporale è rimasto ancorato solo alla mia figura. Mi piace confessare che non è stato facile convincerlo ad accettare. Negli ultimi anni Oscar ha sempre insistito per dare spazio ai giovani, a cui affida la speranza per una palingenesi di un quadro istituzionale disastroso. Un assunto concettuale che mi vede assolutamente d’accordo, ma che non può far prescindere dall’affidare la cura formativa delle nuove leve a chi ha un bagaglio esperienziale tale da aver scritto pagine importanti negli annali della storia politica peninsulare. Oscar è l’emblema della teorizzazione appena espressa e rivendico con orgoglio la sua nomina. Mi dà un notevole sussulto emozionale pensare all’entusiasmo con cui si è messo subito al lavoro, che ha già tracciato la previsione di grandi novità evolutive. Nelle prossime ore credo che annunceremo le prime notizie di rilievo“.

    (Foto di Pino Briotti)

  • Rilancio trasporto su gomma: lettera di Cna-Fita al Mit con 5 punti programmatici

    La ripresa del trasporto merci su strada è il contenuto della lettera che Cna-Fita – l’Unione che associa in Italia oltre 35 mila imprese di autotrasporto per conto terzi – ha inviato al ministro dei Trasporti Toninelli nei giorni scorsi. Cinque, in tutto, i punti programmatici della missiva finalizzati a superare le tantissime criticità di questo settore.

    Si comincia dalla Delega ai Trasporti. Allo stato attuale manca un Sottosegretario di riferimento e sono diversi gli impegni urgenti da affrontare. Un esempio è la conferma anche nel 2019 delle detrazioni forfettarie a 51 euro e l’avvio dei quattro tavoli di lavoro per la riforma del settore. Altro tema importante riguarda la riduzione del costo del lavoro. La richiesta di Cna-Fita è la reintroduzione della decurtazione del 16,8% sul premio Inail dovuto dalle imprese sulle retribuzioni dei propri autisti, nonché una riduzione sostanziale delle imposte sul gasolio per autotrazione.

    Annosa e rimasta ancora irrisolta è la questione dumping delle imprese estere, a causa della quale le nostre imprese, già alle prese con costi di gestione tra i più elevati, perdono quote importanti di mercato europeo e internazionale. Allo scopo di contrastarlo efficacemente, Cna-Fita chiede su di esse maggiori controlli e l’attuazione delle proposte di modifica al Reg. UE n. 1072/2009, che prevedono tra l’altro misure più restrittive sul cabotaggio stradale di merci su strada.

    Un altro punto importante a tutela degli autotrasportatori italiani e degli operatori del trasporto con bisarca è un Piano straordinario della mobilità. L’obiettivo è garantire la circolazione regolare dei veicoli pesanti e una velocità commerciale in linea con quella europea in grado di portare vantaggi economici e dal punto di vista della sicurezza e dell’ambiente. Un’idea concreta è, ad esempio, la realizzazione di un archivio nazionale delle strade che dia la possibilità agli autisti di individuare i percorsi più adatti per il proprio mezzo e consenta una programmazione delle manutenzioni.

  • Artivism: Il Padiglione per la Prevenzione delle Atrocità

    The Auschwitz Institute for Peace and Reconciliation (AIPR) presenta Artivism: Il Padiglione per la Prevenzione delle Atrocità, curato da Luca Berta, Francesca Giubilei e Kerry Whigham, Venice Logistical Partner iNEVENTS. E’ la prima mostra di questo genere, situata nel punto in cui arte, diritti umani e prevenzione del genocidio si intersecano.

    Artivism è un’esperienza irripetibile che illustra come le arti possano essere utilizzate come meccanismo per prevenire e rispondere alla violenza di massa. Il padiglione, ospitato a Palazzo Dandolo (San Polo 2879, fermata del vaporetto S. Tomà), porta i visitatori a conoscenza delle realtà personali, emotive e storiche legate alle atrocità di massa. Ma è grazie a questa esibizione che è possibile conoscere il ruolo essenziale svolto dalle arti come strumento di base per la trasformazione sociale e come deterrente contro la violenza sistematica.

    Sono in mostra, fino al 24 novembre (10:00 -18:00, chiuso lunedì e martedì) con ingresso libero, le opere di sei artisti e collettivi di attivisti provenienti da tutto il mondo. Rebin Chalak Ismael dall’Iraq, Canada’s Truth and Reconciliation Commission, Elisabeth Ida Mulyani dall’Indonesia, South African Intuthuko Embroidery Project dal Sud Africa, Argentinian Grupo de Arte Callejero (GAC) dall’Argentina e Aida Šehović dalla Bosnia e Erzegovina.

    Le arti svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione della violenza su vasta scala ed Artivism informa i visitatori riguardo al potere e alla responsabilità che gli individui e le loro comunità hanno nel prevenire le atrocità di massa e proteggere i diritti umani. La mostra educa, responsabilizza e trasforma i partecipanti in veri agenti del cambiamento perchè mette in evidenza la capacità di contribuire alla prevenzione delle atrocità di massa.

    Nell’ultima stanza del padiglione, l’AIPR e altre organizzazioni per i diritti umani, condividono il loro lavoro con i visitatori e propongono passi concreti che ogni individuo può compiere a livello locale e globale per costruire un mondo che prevenga il genocidio.

    The Auschwitz Institute for Peace and Reconciliation

    [email protected]

    www.auschwitzinstitute.org

    +1 (212) 575 2605

    www.artivism2019.com

  • Le liste rosa dell’Italia dei Diritti a Sambuci e Saracinesco

    La scelta di candidare solo donne è spiegata dal presidente Antonello De Pierro: “Da sempre, a prescindere dagli obblighi imposti dall’impianto normativo in vigenza in afferenza alle quote di genere, abbiamo sempre prestato attenzione, nella formazione delle liste, alla presenza di donne. A Sambuci abbiamo tenuto conto della scarsa attenzione che da sempre viene riservata al genere femminile
    Dantina Salzano
    Roma – Sono molte le liste presentate dal movimento Italia dei Diritti per le elezioni amministrative 2019 nei vari comuni italiani.
    Se si lascia scorrere lo sguardo sugli elenchi dei candidati non è difficile notare un dato oggettivo incontrovertibile, la presenza di molte donne. Una partecipazione che diventa più evidente nel caso di Sambuci e Saracinesco, due piccoli comuni facenti parte della Città Metropolitana di Roma Capitale, dove la rappresentanza femminile è totale, tranne la candidatura di un maschio e solo perché imposto dalla normativa in vigenza.
    Antonello De Pierro
    La compagine rosa è guidata a Sambuci dalla vice responsabile del movimento per la Provincia di Roma Dantina Salzano, che corre per la carica di sindaca, mentre a Saracinesco l’aspirante prima cittadina è la giovane Dalila Italiano. In lista spiccano le presenze di Fiorella Bellagotti, nota fotografa internazionale nel campo della moda, e della sua collega Paola Lustrissimi, professionista per le riviste patinate. A Sambuci la presenza, al secondo posto, dell’affermata commercialista e revisore dei conti Maria Condrò esprime una garanzia, come la capolista Giovanna Ara, impiegata pubblica con una lunga esperienza alle spalle. L’unico uomo in lista a Sambuci è Giovanni Ziantoni, responsabile per Vicovaro della formazione politica presieduta da Antonello De Pierro, capogruppo a Roccagiovine e consigliere proprio in seno alla Comunità Montana dell’Aniene, a cui appartengono i due comuni della Valle del Giovenzano.

    E’ lo stesso presidente De Pierro a spiegare le ragioni della scelta al femminile: “Da sempre, a prescindere dagli obblighi imposti dall’impianto normativo in vigenza in afferenza alle quote di genere, abbiamo sempre prestato attenzione, nella formazione delle liste, alla presenza di donne. Infatti, le nostre quote rosa hanno fatto registrare spesso cifre superiori a quanto richiesto dalla legge. Quest’anno, pur confermando, dove possibile, questa linea, ho voluto fortemente, almeno in due comuni chiamati alle urne per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale, la presenza di sole donne in lista. Ciò, in ossequio alle prescrizioni legislative, è possibile solo nei comuni sotto i 3000 abitanti, purché almeno un’unità esprima la presenza dell’altro sesso. Il responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli, candidato alla carica di sindaco a Capranica Prenestina, è stato ben felice di questa mia volontà, e dopo averla sottoposta al direttivo provinciale come è prassi, abbiamo individuato insieme i due comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale in cui esplicitare questo intento.
    Dantina Salzano
    La preferenza è caduta su Sambuci e Saracinesco, due comuni limitrofi ai quali siamo particolarmente legati. La valutazione non è stata casuale. Se l’opzione Saracinesco è nata tenendo conto della peculiarità che lo indica come il paese delle modelle e pertanto dall’esigenza di individuare una candidata a sindaco giovane e bella qual è Dalila Italiano, ragazza laureanda in giurisprudenza e molto preparata in materia amministrativa, quella di Sambuci affonda le radici in una ragione completamente differente. Infatti qui abbiamo tenuto conto della scarsa attenzione che da sempre viene riservata al genere femminile. Ne è prova la composizione della lista locale formata da soli uomini e con la presenza di un’unica donna. Praticamente il contrario di quanto abbiamo fatto noi. Abbiamo peraltro voluto assicurare una candidatura qualificata alla carica di sindaco, che si è tradotta nella scelta di Dantina Salzano, valida esponente del nostro movimento e con alle spalle una consolidata esperienza come amministratrice pubblica. Confido nella risaputa capacità valutativa del corpo elettorale di Sambuci riguardo alla decisione più idonea da assumere nel segreto della cabina elettorale circa l’affidamento della gestione amministrativa del Comune. Sono certo che i cittadini sambuciani sapranno attuare la scelta migliore scegliendo l’Italia dei Diritti, unica forza capace di porre in essere un’inversione di rotta rispetto all’inefficacia gestionale finora dimostrata e a cui affidare la speranza di un cambiamento, come abbiamo già dimostrato nei comuni in cui siamo presenti. Tra l’altro non mi pare che l’offerta sul proscenio politico sia rassicurante. L’unica lista locale ha già dato un cenno di lapalissiana debolezza e difficoltà, non riuscendo a presentare una lista completa, ma orfana di ben due nominativi rispetto al numero massimo previsto. Ci chiediamo quale possa essere l’affidabilità di chi fatica anche a comporre un elenco completo di candidati da presentare alla popolazione. Il nostro appello è al buon senso di chi aspira realmente alla valorizzazione delle enormi potenzialità di Sambuci, rimaste finora inespresse e coartate, e in particolar modo alle elettrici, che potranno finalmente avere una rappresentanza che accolga le istanze delle donne a cui fino a oggi non è stata fornita una risposta soddisfacente”.

    (Foto di Luigi Giordani)

  • Trasporto su strada: il Parlamento Ue approva il Pacchetto Mobilità

    Con l’approvazione del primo “Pacchetto Mobilità” il Parlamento europeo riscrive integralmente le norme sul trasporto merci su strada in Europa, accogliendo gran parte delle istanze di associazioni e sindacati di autotrasporto occidentali. Il provvedimento contiene norme finalizzate a combattere l’illegalità e a migliorare le condizioni di lavoro dei conducenti nel trasporto stradale.

    E in effetti, i punti principali del testo riguardano proprio le norme relative alla retribuzione e ai tempi di riposo dei conducenti, il limite di 3 giorni per i trasporti di cabotaggio, ed i controlli, meno frequenti ma più efficaci e su strada. La scelta della maggioranza degli eurodeputati, insomma, sembra fortemente orientata a combattere la concorrenza sleale dei paesi dell’est Europa e quella messa in atto dai trasportatori che utilizzano società fittizie. Tuttavia, la decisione finale spetterà al prossimo Parlamento, che avrà il compito di emanare le disposizioni attuative.

    Partiamo dal cabotaggio. L’obiettivo del Parlamento Ue è sostituire l’attuale limite che si applica al numero complessivo delle operazioni di cabotaggio (ovvero le operazioni di trasporto in un altro Paese comunitario effettuate a seguito di una consegna transfrontaliera) con un limite temporale di 3 giorni, registrando i passaggi di frontiera tramite tachigrafi. Importante è anche l’obbligo dei tir di passare almeno 60 ore nello stato di provenienza dopo 3 giorni in un paese estero.

    Le imprese di trasporto, inoltre, dovrebbero avere la parte sostanziale delle proprie attività nello stato membro in cui sono registrate. Stop anche al riposo settimanale in cabina lungo le strade. Al fine di evitare orari di lavoro degli autisti più lunghi rispetto a quelli previsti dalla legge e garantire la sicurezza stradale, sarà anticipata l’applicazione del tachigrafo intelligente su camion, furgoni e autobus a lunga percorrenza, nonché delle bisarche adibite al trasporto autoveicoli.

    La votazione del Parlamento europeo del primo “Pacchetto Mobilità” ha riscosso l’approvazione di sindacati e associazioni di categoria, in primis Eft – la Federazione europea dei lavoratori dei trasporti – che per mesi si è battuta affinché queste misure trovassero attuazione, ma anche da Conftrasporto-Confcommercio.

  • Presentato a Roma il Movimento degli Elettori

    Si è svolta venerdì 5 aprile la conferenza stampa di presentazione del Movimento degli elettori – M.D.E., un’associazione che nasce a Roma il 18 febbraio 2019 per iniziativa dell’Avv. Giorgio Aldo Maccaroni.
    Il M.D.E. si propone come punto di riferimento per tutti i cittadini italiani con diritto di voto, residenti sia in Italia che all’estero, qualunque sia la loro idea politica, cittadini che devono diventare protagonisti della vita politica e non più solo spettatori.
    “Il Movimento degli Elettori non è un partito politico ma è un’associazione che vuole rappresentare tutti gli elettori, qualunque sia il partito che votano – ha affermato il Presidente Giorgio Aldo Maccaroni – lo scopo principale del M.D.E. è quello di far contare di più gli elettori nell’attuale sistema politico, cercando di colmare quella distanza spesso molto grande che esiste fra i partiti, i loro leaders e gli elettori”.
    Il Movimento, quindi, intende promuovere una maggiore partecipazione degli elettori nei confronti della vita politica del Paese, nonché nei confronti dei partiti politici italiani, con ogni mezzo utile, anche mediante iniziative legislative.
    “Come ben sappiamo l’astensione è sempre più diffusa – ha proseguito Giorgio Aldo Maccaroni – Questo perché i cittadini che votano, a volte con convinzione, si accorgono che, dopo le elezioni, chi hanno votato non si interessa più a loro. I programmi portati avanti in campagna elettorale spesso non vengono attuati e le loro istanze rimangono prive di risposta. Gli stessi non hanno la possibilità di far sentire la loro voce, dopo il voto, perché difficilmente qualcuno li ascolta.
    Allora bisogna porre rimedio a questa situazione. Come? Facendo diventare gli elettori protagonisti della scena politica. A me piace usare questa espressione: gli elettori dovrebbero diventare una sorta di azionisti del partito che votano. Una partecipazione diretta e più attiva alla vita del partito che hanno votato, controllando l’attuazione del programma che hanno condiviso e concordato in campagna elettorale con il partito e con i candidati che hanno eletto”.
    Non ci devono essere più partiti o leader politici distanti dagli elettori, ma questi ultimi devono avere sempre la possibilità di essere ascoltati per qualunque esigenza che li riguardi.
    “Il M.D.E. vuole fare questo: riuscire a compiere questo importante passo avanti, facendo sentire la voce degli elettori a tutta la classe politica – ha affermato Giorgio Aldo Maccaroni durante la conferenza stampa – vuole quindi svolgere un’opera di intermediazione per tutti gli elettori nei confronti dei partiti politici, degli enti, delle istituzioni, delle amministrazioni locali, cercando di veicolare tutte le istanze e i problemi.
    Per raggiungere tali obiettivi, verranno predisposte proposte di legge su temi che interessano gli elettori, temi che potranno essere suggeriti dagli elettori stessi. L’aspetto dell’iniziativa legislativa e anche eventualmente referendaria è uno dei più importanti del Movimento degli Elettori”.
    In conclusione il Presidente ha aggiunto: “Nell’iniziativa legislativa vengono ricomprese anche le proposte per migliorare l’attuale sistema di voto, mediante una maggiore semplificazione, studiando anche metodi per evitare il più possibile i brogli elettorali.
    Nell’ottica di recepire le istanze relative ai molteplici argomenti che interessano gli elettori abbiamo già creato le prime commissioni. Accanto alle stesse stiamo dando vita ai coordinamenti territoriali e ai responsabili di settore, con l’obiettivo di poter ascoltare in modo capillare tutte le istanze degli elettori.
    A tal fine molto importante è la creazione di uno sportello di ascolto preposto a dare risposta a tutte le problematiche che a vario titolo interessano gli elettori. Lo sportello potrà garantire anche una consulenza e una tutela legale per gli elettori. Il primo sportello sarà online sul sito del movimento degli elettori e poi cercheremo di far nascere sportelli di ascolto a livello territoriale”.

  • Tir e auto: dal 2022 nuove norme UE sulla sicurezza

    La sicurezza stradale sempre più al centro dei programmi politici dell’Unione Europea. La necessità di rendere l’autotrasporto merci più sicuro sulle strade del vecchio continente, insieme a quella di rafforzare un modello di sostenibilità redditizio, rimane uno dei temi cardine in ambito comunitario. Proprio a conferma di questo le istituzioni europee hanno raggiunto nei giorni scorsi un intesa di massima sull’introduzione di nuove norme per la sicurezza stradale a partire dal 2022.

    Si tratta di nuove misure che prevedono l’installazione su camion e automobili di nuovi dispositivi in grado di ridurre al massimo il rischio di incidenti mortali sulle strade. Tra questi, quelli in grado di mantenere il mezzo in carreggiata e i sistemi per la frenata di emergenza (già presenti sui veicoli industriali di ultima generazione), i segnalatori in grado di avvertire l’autista in caso di distrazione e sonnolenza e, soprattutto, l’obbligo della scatola nera molto utile in caso di incidenti.

    Per i camionisti di autobus e tir, inoltre, diventerà obbligatorio un sistema di riduzione dei “punti ciechi”, ovvero dei cosidetti angoli ciechi poco visibili anche dallo specchietto retrovisore. Tuttavia, è prevista un entrata in vigore posticipata delle disposizioni che prevedono il miglioramento della visione diretta su autobus e autocarri, e dunque anche su mezzi articolati come le bisarche per il trasporto autoveicoli: lo scopo è quello di consentire alle case di produzione le modifiche strutturali necessarie a livello di progettazione.

  • Synology NAS and document management system PaperOffice – Network Security

    What is a NAS?

    A NAS (Network Attached Storage) is a data storage for networks. Like the devices of Synology, the world leader in this field. Together with PaperOffice, the well-known document management system, it forms a functional and very secure entity for a company’s intranet.

    There are various providers of storage space in the cloud on the Internet. This benefit, has advantages, but also disadvantages. The biggest disadvantage is undoubtedly the transfer of data into third, in foreign hands. Even if it is promised that the deposited documents are absolutely safe, no company in the world can guarantee this 100%. Not only hackers can compromise data security, depending on the location of the cloud provider, the respective state laws can allow the relevant authorities and companies to completely legalize the content. An unfortunately bad example here is the USA. For example, the renowned computer magazine “c’t” already warned US clouds in April 2017, as their data protection among experts is rated as very low. But even in the EU or in Germany at any time data leaks are possible, either from sloppiness at the operator of the cloud or be it from secret powers of European intelligence.

    The reasonable solution for companies is therefore the establishment of an intranet with a common server for all integrated terminals. The NAS forms the heart of the hardware, the central data storage. At the same time, PaperOffice Team is the figurative mind of the company intranet.

    The operation of NAS and PaperOffice

    The central focus of a data management system such as PaperOffice are logically structured databases whose structure allows maximum security but also lightning fast access.

    PaperOffice makes it easy for its users to migrate data previously stored on hard drives of laptops or desktops to a shared data store, the NAS. So all documents of a company are always available and not only if the colleague in question is currently running his computer and allows data access. Of course, hierarchical levels are also possible on the NAS, ie the establishment of different, password-protected access levels.

    Databases are used for communication between the computers connected to the network and the NAS. On the side of the terminals, these are mySQL databases, in which all information is stored that will later move to the NAS. This can be data from the hard disk as well as scanned documents to digitize analog formats as well. If a NAS-based intranet is already set up, the paperless office should also be realized. It’s easy with PaperOffice.

    From the mySQL database, the information stored here is transferred to the database on the NAS. This is the database management system MariaDB 10, which is used by PaperOffice as well as Synology.

     

    Safety first

    As soon as you save the data in the mySQL database, they are encrypted using an AES 1024-bit key. This extremely secure encryption was originally used for military purposes. A second level of security refers to Windows operating systems. Usually, a data directory is created under these operating systems when saving. For example, this allows espionage software to gain insight into what has been stored. Quite a table of contents for thieves. Windows cannot create a data directory under PaperOffice and Synology NAS.

    Once all the data in MariaDB 10 has arrived on the NAS server, PaperOffice manages it according to the wishes of the user. Safe and with access speeds that are literally lightning fast.

    PaperOffice is available in 4 languages, such as English, German, Spanish and Russian. Also offers a 14-day free trial period https://www.paperoffice.com/?POPID=827799520

     

  • PaperOffice and Synology – such a great team!

    PaperOffice and Synology – such a great team!

    Network Attached Storage (NAS) is the English name for file storage connected to a network. If a company needs different people to access the same data, the NAS is the safest and fastest solution. From “PaperOffice Team” version it is possible to store all databases on NAS drives, such as Synology devices.

    PaperOffice and NAS - Perfect combination

    For the cloud, the data cloud, the Internet offers different providers, but all these solutions have a catch. The management of the sometimes sensitive documents must be put into the hands of others. Even if the respective administrators undoubtedly do a lot for the security of the data entrusted to them, they are confronted again and again with cases of data theft that has become publicly known. How big the dark figure is can only be guessed. The use of NAS eliminates such incidents, and the data stores have the added benefit of being available on the internal network. The eventual failure of the World Wide Web affects users of PaperOffice with NAS only peripherally.

    How does PaperOffice work with NAS?

    It all starts when a document is saved in PaperOffice. It does not matter whether it is a folder from a hard drive that was previously accessible under an operating system, or a freshly scanned document from an analog document that has been digitized.

    First of all, the data, whatever the format, is recorded in a mySQL database. The term “mySQL” englobes the world’s most widely used database management system. It runs under different operating systems. During the storage process, the data is directly provided with an AES-1024bit encryption. No Windows file directory is created if it is a Microsoft operating system under which PaperOffice is running. The advantage of the missing Windows file directory is the additional security. Even if it creates espionage software on one of the computers within the network, it fails at the latest at the attempted access to PaperOffice, where the Windows file directory can reveal no secrets, since there is no directory for the documents stored in PaperOffice.

    https://www.youtube.com/watch?v=cn4U5Jsluyo

    This little foray into security had to be in order to illustrate the additional benefits PaperOffice and NAS have over Internet-based clouds.

    The NAS intranet with PaperOffice

    To connect a NAS from Synology to PaperOffice, two database systems are needed; a mySQL database, which is included in the installation package of “phpMyAdmin” and a “MariaDB 10” database, which belongs to the software package of the NAS.

    Now a mySQL database has to be created, which allows access to the internal databases of PaperOffice. In the second step, the permissions for the database MariaDB 10 must be set up on the NAS.

    PaperOffice helps new customers set up their databases with easy-to-understand video that allows even laypersons to use the world’s best data management system. If everything is set up, you can start with the secure data storage on the NAS server. Of course, the access can be set up with different hierarchies. Starting with the administrator with a master password up to various underlying levels. For example, the employees of a project group can be provided with the necessary data in a targeted manner. The members of this group can edit data and documents in this area and also add others. MariaDB 10’s convenient database environment allows data to be viewed by other users while it is being processed. PaperOffice and NAS of Synology, not only do a great team but also a strong one.

    PaperOffice is available in 4 languages, such as English, German, Spanish and Russian.

    Also offers a 14-day free trial period https://www.paperoffice.com/?POPID=827799520

  • RISCOPRIRE L’EUROPA. UNO SGUARDO DALL’EST

    Nell’imminenza delle elezioni europee il compito più urgente è “riscoprire l’Europa”. È questo il titolo che il Dipartimento di Lettere Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bergamo in collaborazione con la Fondazione Russia Cristiana ha voluto dare a un ciclo di tre incontri che si terranno in Bergamo il 22 e 29 marzo e il 5 aprile alle ore 18,00 presso la Sala Galmozzi in via Tasso, 4.

    Il taglio degli incontri è particolare, poiché presenta l’Europa e la sua identità nella prospettiva che emergeva nei Paesi dell’Europa socialista.

    Oggi tutti i paesi europei, sia quelli di tradizione democratica occidentale che quelli passati attraverso l’esperienza socialista, manifestano due fenomeni paralleli. Da un lato l’insoddisfazione verso una globalizzazione che sottrae alle tradizionali istituzioni nazionali i loro poteri decisionali a favore di processi di governance opachi dal punto di vista democratico. Dall’altro un nazionalismo reattivo che tende a chiudersi nella difesa di istanze identitarie.

    Tuttavia, non possiamo dimenticare che le esperienze del dissenso antitotalitario tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta del Novecento, in paesi come Polonia, Urss e Cecoslovacchia hanno maturato una posizione civile e un’intelligenza politica radicalmente alternative alle ideologie e alle derive della democrazia. I protagonisti erano intellettuali e militanti per i diritti civili che si sentivano parte dell’esperienza europea e che allo stesso tempo avvertivano i rischi di una perdita delle radici che hanno reso grande tale esperienza.

     

    PROGRAMMA_ venerdì 22 marzo h 18,00 – dott.ssa Anna Lia Guglielmi (Membro di GARIWO e del Comitato per il Giardino dei giusti di Varsavia), La democrazia in Europa. L’esperienza di Solidarność in Polonia

    venerdì 29 marzo h 18,00 – prof. Adriano Dell’Asta (Università Cattolica del Sacro Cuore), La tentazione totalitaria in Europa. L’esperienza del dissenso sovietico

    venerdì 5 aprile h 18, Sala Galmozzi – prof. Sante Maletta (Università degli studi di Bergamo), L’Europa ha un’anima? La “polis parallela” nell’esperienza cecoslovacca

     

    Il progetto è finanziato nell’ambito del bando di Ateneo per iniziative di Public Engagement 2019